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#tennis-da-tavolo #Federtennisdatavolo
Ai Campionati Italiani Paralimpici, la seconda giornata ha regalato un verdetto dal forte valore sportivo e simbolico: la Sardegna festeggia una splendida doppietta nei playoff di Serie A2 paralimpica di classe 1-5. al Pala BCC Romagnolo di Cesena, le finali hanno decretato le due squadre promosse al termine di un percorso intenso, combattuto e ricco di significato umano oltre che agonistico. A imporsi sono state due formazioni cagliaritane: il Cagliari TT Rossa e il TT Sinnai Nera, protagoniste assolute di una giornata che ha riempito il palasport di applausi e momenti di partecipazione emotiva. Il successo del Cagliari TT Rossa, team composto da Helena Dretar Karic e Giovanni Pilia, è arrivato al termine di una finale impeccabile contro la Polha Varese (chiusa 3-0), che ha certificato solidità , equilibrio e lucidità nei momenti chiave. Un percorso costruito passo dopo passo, con la consapevolezza di una squadra capace di crescere partita dopo partita.
Carico di soddisfazione anche il cammino del TT Sinnai Nera, sodalizio formato da Makszin Roman Eneea Dacian, Catalin Daniel Maris, Andrea Gatti e Antonio Murgia, che ha dominato la propria finale contro l’Ask Kras Trieste con lo stesso risultato (3-0). Una prova che ha confermato la compattezza del gruppo e la capacità di reagire nei momenti decisivi.
Le finali erano state precedute da incontri combattuti e tutt’altro che scontati, a testimonianza dell’equilibrio tra le migliori formazioni arrivate ai playoff dopo la fase a gironi. Tra i risultati della prima fase spiccano il successo dell’Ask Kras sul Nerviano Lions (3-1), quello della Polha Varese sul TT Metropol Terraglio (3-1), la vittoria sofferta del Cagliari TT Rossa sul Teo Viaggi Lembo Monopoli (3-2) e l’affermazione del TT Sinnai Nera contro lo Sport Club Etna (3-1). Partite intense, decise spesso da pochi punti e da una gestione emotiva fondamentale.
La giornata cesenate ha così consacrato due squadre che, oltre al valore tecnico, hanno mostrato un’identità forte e una grande capacità di interpretare lo spirito del campionato: competere sì, ma sempre dentro una cornice di rispetto, inclusione e condivisione. Non è un caso che, al termine delle gare, tra strette di mano, applausi e abbracci tra avversari, il clima fosse quello di una grande festa collettiva. Perché nei Campionati Italiani Paralimpici la vittoria si misura anche nella capacità dello sport di unire persone, storie e territori. E così Cesena diventa il teatro di una doppia promozione che vale molto più di un risultato: è la fotografia di uno sport che cresce, che include e che continua a raccontare, punto dopo punto, il suo lato più autentico.
A cura di Fabio Paci
Le foto del Cagliari TT Rossa e del TT Sinnai Nera sono di Giuseppe Di Carlo
Ai Campionati Italiani Paralimpici la competizione continua senza sosta. A fare da filo conduttore non sono solo i risultati: sono soprattutto i gesti, i sorrisi, gli abbracci e gli applausi che raccontano il vero significato dello sport. Un’atmosfera intensa, dove l’inclusione non è uno slogan ma una realtà vissuta in ogni partita. Nel singolo femminile giovanile classe 1/5, il titolo è andato a Vanessa Dri del Gruppo Sportivo Rangers San Rocco Udine, che in finale ha avuto la meglio su Maria Chiara Barbagallo della Fiamma Mico Riposto. Una sfida combattuta fino all’ultimo punto, chiusa tra l’emozione degli applausi del pubblico e il rispetto reciproco che ha accompagnato ogni scambio.
Nel singolo maschile giovanile classe 1/5, il successo è stato conquistato da Manuel Fortuzzi del TennistavoloVallecamonica (Brescia), che ha saputo imporsi con determinazione. La medaglia d’argento è andata a Emanuele Ardovino del Cus Salerno, mentre il bronzo è stato condiviso da Filippo Sannevigo della Polisportiva Terraglio e da Michele Di Dio dello Sport Club Etna. Anche qui, più delle classifiche, hanno colpito le strette di mano sincere e gli abbracci tra avversari diventati compagni di percorso.
Grande partecipazione emotiva anche nel singolo maschile giovanile classe 6/10, dove il titolo è stato vinto da Graziano Chimenti del Tennistavolo Nuova Luzzi. L’argento è andato a Riccardo Sagliocco della Polisportiva P.G. Frassati, mentre il bronzo è stato conquistato da Claudio Truscelli della Radiosa Palermo e da Romeo Giurbino
dello Spotni Krozek Kras. Anche in questa categoria, il momento delle premiazioni – effettuato dal vice presidente della FITeT Paolo Puglisi e dal coordinatore delle attività sportive Matteo Quarantelli – si è trasformato in una celebrazione collettiva, fatta di applausi lunghi e sinceri, sorrisi condivisi e abbracci tra atleti, tecnici e famiglie. In ogni incontro, al di là del risultato sportivo, emerge con forza il valore più autentico di questi Campionati: lo sport come linguaggio universale, capace di abbattere barriere e costruire legami. Un contesto in cui la vittoria non è solo sul podio, ma anche nella crescita personale, nella fiducia, e nella capacità di riconoscere nell’altro un compagno di strada.
A cura di Fabio Paci
Le foto sono di Giuseppe Di Carlo
A Cesena il tennistavolo paralimpico continua a regalare molto più di semplici risultati sportivi. Nella giornata dedicata alle gare di classe 11 dei Campionati Italiani sono emerse storie di talento, inclusione e crescita collettiva, con Sicilia e Sardegna grandi protagoniste di una manifestazione che mette al centro non solo la competizione, ma soprattutto il valore umano dello sport. Dietro ogni medaglia conquistata ci sono anche famiglie, tecnici e società sportive che ogni giorno accompagnano gli atleti in un percorso fatto di autonomia e fiducia. Lavoro silenzioso ma decisivo, che a Cesena ha trovato la sua consacrazione tra emozioni e sorrisi sinceri.
Nel singolo assoluto maschile il titolo italiano è andato a Simone Sebis del TT La Saetta Cagliari, autore di un torneo impeccabile che lo ha visto chiudere davanti a Leonardo Forlin dell’Unione Sportiva Sarmeola Padova. Medaglia di bronzo per Giacomo Abbate della Radiosa Palermo e per Andrea Giacalone della Paralimpica Mimì Rodolico di Mazara del Vallo.
Grande spettacolo anche nel singolo assoluto femminile, dove Marika Mirenda del Tennistvolo Kind Catania ha conquistato il tricolore superando Vincenza Di Girolamo della Paralimpica Mimì Rodolico. Una sfida capace di raccontare alcune storie del movimento paralimpico femminile.
Tra i giovani a brillare è stato ancora Andrea Giacalone, protagonista assoluto della giornata. L’atleta siciliano ha conquistato il titolo nel singolo giovanile precedendo Mario Ferretti della Radiosa Palermo. Sul terzo gradino del podio Andrea Ferrara del TT Kind Catania e Antonio Mattia Sisto del Fly Sport Molise.
Emozionante anche il doppio misto assoluto, con una finalissima tutta siciliana. A trionfare sono stati Andrea Giacalone e Vincenza Di Girolamo, capaci di superare Andrea Ferrara e Marika Mirenda al termine di una sfida combattuta e ricca di significato.
Successi che parlano di sport, certo, ma anche di integrazione e opportunità . Perché il tennistavolo paralimpico continua a dimostrare come l’agonismo possa diventare uno straordinario strumento di crescita personale e sociale. Ogni punto conquistato a Cesena racconta infatti una conquista ben più grande: quella di ragazzi e ragazze che attraverso lo sport trovano sicurezza, relazioni e nuove prospettive. E così, tra un match e un abbraccio a fine partita, i Campionati Italiani Paralimpici confermano ancora una volta la loro missione più importante: trasformare il talento in inclusione e lo sport in una lezione di vita.
Non solo medaglie. Ma coraggio, condivisione e voglia di continuare a sentirsi protagonisti della propria vita. La prima edizione dei Campionati Italiani Parkinson di tennistavolo, riconosciuta ufficialmente dalla FITeT, ha regalato emozioni autentiche ai quaranta partecipanti arrivati da ogni parte d’Italia, da Trieste a Catania, trasformando il Pala BCC Romagnolo di Cesena in un luogo simbolo di sport, inclusione e speranza. Una manifestazione (oggi la giornata riservata ai doppi) destinata a entrare nella storia, non solo per il valore agonistico, ma per il messaggio sociale che ha saputo trasmettere. Per tutta la giornata racchette e palline hanno scandito sorrisi, applausi e abbracci tra pongisti che ogni giorno affrontano una sfida ben più grande di una partita.
Nel doppio femminile il titolo italiano è andato a Francesca Bartolini del Tennistavolo Trieste-Sistiana e Carla Dallara del Tennistavolo Ferrara, incoronate regine d’Italia dopo il successo in finale su Paola Massaro e Tiziana Nasi del CUS Torino.
Nel doppio maschile, al termine di incontri combattuti e intensi, oro al duo trentino formato da Maurizio Gecchele dell’Unione Sportiva Villazzano e Claudio Battochetti del Tennistavolo Lavis, capaci di superare nell’ultimo atto Francesco Pulvirenti dello Sport Club Etna e Pietro Greco della Radiosa Palermo. Sul gradino più basso del podio sono saliti Gabriele Dallerice e Mario Ravera del Toirano, assieme a Gianmichele Amerio del San Damiano d’Asti e a Lorenzo Taggio del Tennistavolo Foggia “Luigi Sianiâ€.
Spettacolo e partecipazione anche nel doppio misto, dove a trionfare sono stati gli estensi Carla Dallara e Nicola Salmaso del Tennistvolo Ferrara, davanti alla coppia composta da Francesca Bartolini del Trieste-Sistiana e Bruno Tassan Chiaret della Polisportiva San Giorgio Pordenone. Medaglia di bronzo per Tiziana Nasi del CUS Torino e Francesco Pulvirentidello Sport Club Etna e per Silvio Ranallo e Carla Alessandrini del Gruppo Sportivo Rangers San Rocco.
Ma al di là dei risultati, Cesena ha raccontato qualcosa di ancora più importante. Oggi è infatti dimostrato che il tennistavolo possa rallentare la progressione del Parkinson. Una consapevolezza che sta cambiando anche l’approccio medico alla malattia. Il professor Angelo Antonini, neurologo tra i maggiori esperti del settore, prescrive il tennistavolo ai propri pazienti: “Utile continuare attività sportiva con allenamenti regolari di tennistavoloâ€. Una frase messa nero su bianco in un referto medico, che suona quasi come una rivoluzione culturale prima ancora che sanitaria.
E a Cesena trovano spazio altre storie speciali, come quella di Paola Massaro, atleta del CUS Torino e autrice del libro illustrato “Di Parkinson si viveâ€. Allenata da Romualdo Manna insieme con Tiziana Nasi, Paola affronta la malattia con ironia e leggerezza, trasformando la propria esperienza in un messaggio di forza e consapevolezza. “Il mio è un invito a conoscere il Parkinson senza paura e a parlarne senza remoreâ€, racconta. E allora quei tavoli blu diventano molto più di un campo di gioco. Diventano un luogo dove la malattia smette di definire una persona. Dove lo sport restituisce fiducia, relazioni e dignità . Dove la vita non smette mai davvero di muoversi.
A cura di Fabio Paci
Le foto sono di Giuseppe Di Carlo
Al WTT Contender Lagos Debora Vivarelli (n. 179 del ranking mondiale) ha superato i sedicesimi, battendo per 3-0 (11-4, 11-5, 11-5) la nigeriana Ajoke Ojomu (n. 175).
Domani, venerdì 22 maggio, negli ottavi affronterà alle ore 11,35 al tavolo 3 la giapponese Satsuki Odo (n. 12), testa di serie n. 1.
L’azzurra è partita sul 4-1 e dal 4-2 e volata sul 10-2, sfruttando il terzo set-point. Nel secondo parziale la caldarese si è portata sul 4-2 e dal 4-3 sul 7-3. Ha ceduto due punti (7-5) e ha conquistato gli ultimi quattro.
Nella terza frazione Vivarelli ha subito preso il largo (5-0), dal 7-2 ha perso due scambi (7-4) e dall’8-5 è andata dritta al traguardo. Bello l’abbraccio con l’avversaria alla fine del match.
Nei quarti del doppio femminile domani Vivarelli e Gaia Monfardini saranno opposte alle 14,30 al tavolo 2 alle nipponiche Hitomi Sato e Saki Shibata, n. 1 del seeding.
Nella foto di Gennaro Bozza, Debora Vivarelli in azione
Lagos chiama e Hennebont risponde. Se Gaia Monfardini (ASV TT Südtirol) e Debora Vivarelli (Centro Sportivo Esercito) sono impegnate al WTT Contender Lagos, l’Italia è presente anche al WTT Feeder Hennebont.
In Francia da domani, venerdì 22 maggio, saranno in gara nei tabelloni Nicole Arlia (Centro Sportivo Aeronautica Militare), Giorgia Piccolin (Centro Sportivo Esercito) e Niagol Stoyanov (Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre).
Nei sedicesimi Piccolin (n. 82 del ranking mondiale), testa di serie n. 4, affronterà alle ore 11,45 al tavolo 1 la brasiliana Victoria Strassburger (n. 284) e Arlia (n. 150) sarà opposta alle 11,10 al tavolo 4 alla francese Gaetane Bled (n. 694).
Nei sedicesimi maschili Stoyanov n. 119) sfiderà alle 12,20 al tavolo 3 il francese Benjamin Fruchart (n. 358).
Nel doppio misto negli ottavi Stoyanov e Piccolin, n. 3 del seeding, avranno come avversari alle 10 al tavolo 3 il lettone Daniels Kogans e la trinidadiana Chloe Fraser.
Nella foto di Gennaro Bozza, Nicole Arlia in azione
Al WTT Contender Lagos nei sedicesimi Gaia Monfardini (n. 68 del ranking mondiale) ha disputato due parziali favolosi e nel terzo è stata a due punti dalla vittoria. Non è bastato per compiere l’impresa contro la giapponese Saki Shibata (n. 57), che ha rimontato e si è imposta per 3-2 (9-11, 7-11, 11-9, 11-5, 11-5).
L’azzurra è stata raggiunta dal 3-1 al 3-3 e dal 7-5 al 7-7, si è procurata due set-point (10-8) e ha sfruttato il secondo. Nella seconda frazione Monfardini è partita benissimo (6-1), ha subìto il recupero (6-5) e dal 7-6 ha riallungato (9-6). Dal 9-7 ha conquistato gli ultimi due scambi.
Anche al ritorno al tavolo la mantovana è stata prevalentemente in testa e dal 9-8, quando vedeva quasi il traguardo, ha ceduto tre punti consecutivi. Dopo il cambio di campo Monfardini dal 3-3 ha condotto sul 5-3, prima di patire un break decisivo di 8-0.
Gli argini ormai erano rotti e Shibata è scattata sul 3-1 e dal 4-2 ha dilagato sul 7-2. Dal 7-4 è salita a sei match-point (10-4) e ha chiuso al secondo.
Debora Vivarelli (n. 179) scenderà in campo alle ore 18,10 al tavolo 4 (in diretta streaming al link https://www.youtube.com/watch?v=Fa8A8skKZlU) contro la nigeriana Ajoke Ojomu (n. 175).
Negli ottavi del doppio femminile Vivarelli e Monfardini hanno prevalso per 3-0 (11-5, 11-5, 11-6) le nigeriane Joy Emmanuel e Onyinyechi Mbah e affronteranno nei quarti le vincenti fra le giapponesi Hitomi Sato e Saki Shibata e la slovena Ana Tofant e la cilena Paulina Vega.
Nel doppio misto Vivarelli e il nigeriano Olajide Omotayo sono stati eliminati negli ottavi per 3-0 (4-11, 9-11, 4-11) dagli indiani Manush Shah e Diy Chitale, teste di serie n. 1.
Nella foto Gaia Monfardini in azione
Nel silenzio raccolto del cinema Aladdin di Cesena, tra luci soffuse e occhi pieni di emozione, il rumore lieve di una pallina da ping pong è sembrato trasformarsi nel battito di tante vite che, quasi per caso, si sono incontrate e riconosciute. È stata una serata dal sapore profondamente umano quella dedicata alla proiezione del docu-film “Vittorio a Tavolinoâ€, un racconto delicato e potente capace di intrecciare amicizia e rinascita attorno a due tavoli da ping pong nel cuore di Roma.
A rendere ancora più intensa l’atmosfera è stata la testimonianza di Carlotta Ragazzini, simbolo di resilienza e coraggio. Con la grazia di chi ha imparato a trasformare il dolore in forza, l’atleta ha ripercorso il proprio cammino fino alla conquista del podio olimpico, regalando al pubblico parole sincere, capaci di arrivare dritte al cuore. La sua voce, dolce ma determinata, ha illuminato la sala come una carezza, ricordando a tutti che la fragilità può diventare bellezza quando incontra la volontà di non arrendersi mai.
Accanto a lei, la presenza degli atleti protagonisti dei Campionati Italiani Paralimpici, in corso di svolgimento a Cesena, ha dato ulteriore profondità a un evento che è andato ben oltre la semplice proiezione cinematografica. È stato un incontro di anime, un simbolico abbraccio collettivo in cui storie diverse si sono unite nello stesso desiderio di sentirsi parte di qualcosa.
In sala erano presenti anche la regista Séverine Queyras e l’assessora comunale ai servizi sociali Carmelina Labruzzo, che hanno sottolineato il valore autentico del docu-film: non solo il racconto di amicizie nate grazie a due racchette e a una pallina, ma la dimostrazione concreta di come il tennistavolo possa diventare linguaggio universale, ponte invisibile tra culture, età e fragilità differenti.
“Vittorio a Tavolino†è ambientato nei giardini di Piazza Vittorio Emanuele II, nel rione Esquilino, uno dei quartieri più multiculturali della capitale. È qui che, nel pieno della pandemia del 2020, la comparsa di due tavoli da ping pong ha dato vita a qualcosa di inaspettato: una comunità spontanea e colorata di pongisti provenienti da mondi lontani, diversi per lingua, religione, età e cultura, ma incredibilmente vicini nel bisogno universale di condividere tempo, sorrisi e umanità . Tra uno scambio e l’altro, quel gioco è diventato un rifugio, una cura silenziosa contro la solitudine e la paura. E lo stesso spirito si è respirato anche a Cesena, dove alcune testimonianze hanno commosso profondamente il pubblico. C’è chi ha raccontato di aver trovato nel tennistavolo una nuova possibilità di vita dopo la diagnosi del Parkinson: il coraggio di uscire di casa, la gioia di ritrovare amici, il conforto di una disciplina sportiva capace di rallentare la malattia e, insieme, di restituire speranza. Perché il tennistavolo, in fondo, non è soltanto sport. È un dialogo silenzioso fatto di attese, intuizioni e piccoli gesti. È una mano tesa verso l’altro. È il luogo dove differenze e paure smettono di avere importanza. E in quella sala, per una sera, tutti hanno avuto la sensazione che bastino davvero due racchette e una pallina per sentirsi meno soli.
A cura di Fabio Paci
Dopo l’entusiasmante vittoria ottenuta la scorsa settimana per 3-1 al PalaTennistavolo di via Crespellani, il Quattro Mori Cagliari domani, venerdì 22 maggio, farà visita al Linz AG Froschberg, nella gara di ritorno della finale di Europe Cup.
L’appuntamento sarà alle ore 18, con la diretta streaming al link https://www.ettu.tv/live/-1/2035.
Il risultato conseguito consentirà alla squadra sarda di sollevare il trofeo, già conquistato nel 2023, anche in caso di sconfitta per 3-2. Nell'eventualità in cui, invece, le austriache s'imponessero per 3-0 0 3-1, si ricorrerebbe al golden match, composto da tre partite sulla distanza di un set ciascuno, che premierà la compagine che se ne aggiudicherà due.
Coach Stefano Curcio non avrà a disposizione la russa Elizabeta Abraamian (n. 47 del ranking mondiale), infortunata alla spalla, ma potrà contare su un trio di atlete molto compatto, composto dalla cinese Ma Hengyu, dalla romena Tania Plaian (n. 436) e da Miriam Carnovale (n. 373).
Le padrone di casa dovrebbero riproporre lo stesso terzetto, mandando in campo l’olandese Britt Eerland (n. 104), la difesa croata Ivana Malobabic (n. 123) e la thailandese Suthasini Sawettabut (n. 139).
Nella foto da sinistra Elizabet Abraamian, il tecnico Stefano Curcio, Ma Hengyu, Miriam Carnovale e Tania Plaian
Al Pala BCC Romagnolo di Cesena non è andata in scena soltanto una competizione sportiva, ma una giornata capace di lasciare un segno profondo nei cuori di chi era presente.
La prima edizione dei Campionati Italiani Parkinson si è rivelata una scommessa vinta: quaranta partecipanti, sorrisi condivisi, emozioni sincere e un lungo, caloroso abbraccio del pubblico – tra questi il sindaco di Cesena, Enzo Lattuca – agli atleti che hanno trasformato ogni scambio in una piccola lezione di coraggio e speranza.
Fin dal mattino, e poi ancora nel pomeriggio, il palazzetto si è riempito di applausi, incoraggiamenti e storie che parlavano di forza e voglia di continuare a mettersi in gioco. Gli
incontri di singolare femminile e maschile, suddivisi in due classi, hanno regalato momenti intensi e autentici, dove il risultato finale sembrava quasi passare in secondo piano rispetto alla bellezza dello stare insieme.
Nella finalissima femminile di classe 1, Francesca Bartolini del Tennistavolo Trieste ha conquistato il titolo, superando Carla Dallara del TT Ferrara, al termine di una sfida vissuta con grande passione. In classe 2, la friulana Carla Alessandrini dei Rangers San Rocco ha conquistato la medaglia d’oro davanti a Paola Massaro del Cus Torino. Sul podio la testimonial Tiziana Nasi (Cus Torino), terza classificata, accolta da un affetto speciale da parte di tutti i presenti.
Tra gli uomini di classe 1, il siciliano Francesco Pulvirenti dell’Asd Sport Club Etna ha confermato il suo ottimo momento di forma, dopo il successo già ottenuto a Grugliasco nel Criterium Parkinson, conquistando ancora una volta il gradino più alto del podio. Alle sue spalle Maurizio Gecchele del Villazzano Trento, mentre il bronzo è andato a Claudio Battocretti del Tennistavolo Lavis Trento e a Gianmichele Amerio del TT San Damiano d’Asti.
In classe 2, il sorriso più grande è stato quello di Gabriele Dallerice dell’Asd Toirano Savona, medaglia d’oro al termine di una giornata vissuta con entusiasmo e determinazione. Argento e bronzo per gli atleti del TT Bonacossa Milano, Dario Vittorio Bravin e Vincenzo Torelli, mentre il terzo gradino del podio è stato condiviso anche da Mario Ravera dell’Asd Toirano Savona.
Ma al di là delle classifiche, ciò che resterà davvero impresso sarà il clima umano e profondo che ha accompagnato l’intera manifestazione. “Una gran bella giornata di sportâ€, hanno raccontato gli atleti con emozione. “Dopo il Criterium Parkinson disputato a Grugliasco otto mesi fa, ritrovarsi qui a Cesena per questa prima edizione dei tricolori è stato bellissimo. Il nostro cammino continua: ci piace stare insieme, sfidarci, sorridere e soprattutto proseguire un’attività sportiva che ci aiuta ogni giorno sotto tanti punti di vistaâ€. Le premiazioni, affidate al vicepresidente FITeT Paolo Puglisi, hanno chiuso una giornata speciale, fatta non solo di medaglie, ma soprattutto di incontri, abbracci e della straordinaria capacità dello sport di unire le persone e accendere speranza.
A cura di Fabio Paci