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#tennis-da-tavolo #Federtennisdatavolo
Al WTT Contender Skopje, Miriam Carnovale (n. 375 del ranking mondiale) è stata protagonista di una bella prestazione contro un’avversaria che la precede nettamente in classifica.
Nel Gruppo 10 è stata battuta per 3-1 (3-11, 9-11, 11-6, 9-11) dall’indiana Swastika Ghosh (n. 132) e domani, martedì 2 giugno, alle ore 11,35 affronterà al tavolo 4 la svedese Christina Kallberg (n. 94), testa di serie n. 10.
Il primo parziale ha avuto poca storia, perché l’azzurra è partita indietro (2-8) e dal 3-8 ha ceduto gli ultimi tre punti. Nel secondo parziale Carnovale ha invece avuto un ottimo avvio (6-2), è stata raggiunta (6-6) e dal 7-6 superata (7-9). Ha siglato l’aggancio (9-9) e ha perso i due scambi conclusivi.
Al ritorno al tavolo la piscopisana ha nuovamente comandato (5-1), dal 7-3, è stata riavvicinata (7-6) ed è ripartita per non fermarsi più. Nella quarta frazione Carnovale dal 2-0 e stata sorpassata (2-5), si è riportata a contatto (4-5), è stata ristaccata (4-7) e ha rimontato (7-7). Ha dovuto fronteggiare tre match-point (7-10) e il terzo l’ha costretta alla sconfitta.
Domani sarà impegnato anche Tomas Sanchi (n. 729), che sfiderà alle 11 al tavolo 4 il portoricano Angel Naranjo n. 143) e alle 18,45 al tavolo 2 lo spagnolo Diego Lillo (n. 213).
Tomas Sanchi (n. 729 del ranking mondiale) ha esordito nella fase di qualificazione del WTT Contender Skopje e nel Gruppo 8 ha perso per 3-1 (11-6, 6-11, 6-11, 7-11) contro il lussemburghese Luka Mladenovic (n. 85), n. 8 del seeing.
Affronterà domani, martedì 2 giugno, alle ore 11 al tavolo 4 il portoricano Angel Naranjo n. 143) e alle 18,45 al tavolo 2 lo spagnolo Diego Lillo (n. 213).
Allo Sport Center Jane Sandanski, Sanchi ha recuperato dallo 0-3 al 5-3 e dal 7-6 si è aggiudicato gli ultimi quattro punti. Nel secondo parziale Mladenovic è stato raggiunto dal 3-1 al 3-3 ed è ripartito (6-3). Dal 6-5 ha riallungato (9-5) e dal 9-6 ha chiuso.
L’italo-argentino alla ripresa del gioco è scattato bene (3-1), è stato superato (3-4) e dal 4-4 staccato (4-7). È tornato a contatto (6-7) e ha ceduto i quattro scambi conclusivi. Nella quarta frazione Sanchi ha inseguito (0-4), ha rimontato dal 2-6 al 4-6 e dal 4-7 al 6-7 e ha subìto un break decisivo di 4-0.
Miriam Carnovale (n. 375) nel Gruppo 10 sarà opposta questa sera alle ore 17 al tavolo 5 all’indiana Swastika Ghosh (n. 132) e domani alle 11,35 al tavolo 4 alla svedese Christina Kallberg (n. 94), testa di serie n. 10.
Nella foto Tomas Sanchi in azione
Miriam Carnovale (Quattro Mori Cagliari) e Tomas Sanchi (Tennistavolo Torino) rappresenteranno da oggi l’Italia al WTT Contender Skopje.
Allo Sport Center Jane Sandanski, nei gironi di qualificazione Carnovale (n. 375 del ranking mondiale) nel Gruppo 10 affronterà oggi alle ore 17 al tavolo 5 l’indiana Swastika Ghosh (n. 132) e domani, martedì 2 giugno, alle 11,35 al tavolo 4 la svedese Christina Kallberg (n. 94), testa di serie n. 10.
Sanchi (n. 729) nel Gruppo 8 sarà opposto oggi alle 12,45 al tavolo 2 (in diretta streaming al link https://www.youtube.com/watch?v=FdQR8aUquJQ) al lussemburghese Luka Mladenovic (n. 85), n. 8 del seeing, e domani alle 11 al tavolo 4 al portoricano Angel Naranjo n. 143) e alle 18,45 al tavolo 2 allo spagnolo Diego Lillo (n. 213).

L’Alfa Food Bagnolese ha conquistato il primo scudetto della sua storia. Dopo una vittoria a testa nelle prime due gare, nello spareggio della finale playoff ha battuto per 3-2 in casa la Top Spin Messina WatchesTogether, sotto la direzione di Biagio Domenico Ferrara e Davide Culatti Zilli.
Nel primo singolare Mihai Bobocica è partito sul 3-1, dal 5-3 è stato raggiunto (5-5) e si è aggiudicato sei punti consecutivi. Nel secondo parziale Danilo Faso ha recuperato dal 2-4 al 4-4 e dal 5-8 al 9-9, sul 10-9 ha mancato il set-point, ne ha annullato uno (10-11) e al suo secondo (12-11) è andato a segno.
Il 15enne palermitano è scattato sul 3-1 e dal 3-2 si è portato sul 6-2. Ha subìto il rientro dell’avversario (6-5) e l’aggancio (7-7) e dall’8-8 è andato fino in fondo. Faso ha continuato a condurre (4-1) è stato riassorbito (4-4) e dal 6-6 staccato (6-9) e ha piazzato il 5-0 definitivo.
Nella seconda sfida Frane Kojic si è spinto subito sul 4-2 e dal 4-3 sull’8-3. Si è procurato quattro palle set (10-6) e alla terza ha chiuso. Nella seconda frazione Hampus Soderlund dal 2-5 ha ribaltato la situazione (6-5) e dal 6-7 ha piazzato un break di 5-0.
Il croato dal 2-4 è risalito (5-4) e dal 7-7 si è issato a tre set-point (10-7) prevalendo al secondo. Lo svedese ha nuovamente reagito (6-2), dal 6-5 ha riallungato (8-5), dal 9-6 è stato riavvicinato (9-8) e ha avuto due opportunità per andare alla “bella†(10-8), approfittando della seconda.
Soderlund ha proseguito la sua marcia (3-0), dal 3-2 ha cambiato campo sul 5-2 e dal 5-3 ha incrementato il vantaggio sull’8-3. Dal 9-5 se lo è visto dimezzare (9-7) e ha ottenuto i due scambi conclusivi.
Nell’incontro che ha opposto i n. 3, Niagol Stoyanov dal 3-2 si è proiettato sul 6-2 e non si più fermato. Nel secondo parziale l’ex Jordy Piccolin ha avuto un avvio migliore (4-1) ed è stato appaiato (4-4). Il livornese della Top Spin ha guidato sull’8-6 e, dopo la nuova parità (8-8), si è assicurato due set-point (10-8), che ha fallito, come anche il successivo (12-11). Ne ha salvato uno (10-11) e al suo quarto (13-12) è stato efficace. Al ritorno al tavolo dal 4-4 Stoyanov è scappato sul 7-4 e sul 9-6, è stato risucchiato (9-9) e ha completato il suo compito.
La Bagnolese si è affidata nuovamente a Soderlund che dal 3-5 è andato in testa (6-5) e dal 6-6 ha preso margine (9-6). Dal 9-8 ha operato l’ultimo sforzo. Nella seconda frazione Faso dal 2-3 ha assunto il controllo (7-3) e dall’8-4 ha perso sette punti di fila. Lo svedese dallo 0-2 ha imposto un altro filotto di 6-0 (6-2) ed è andato deciso verso la vittoria, che ha rimesso tutto in discussione.
Nel singolare decisivo i siciliani hanno sostituito Kojic con Humberto Manhani Junior. Bobocica dal 4-4 in poi è sempre stato avanti e ha mandato a referto il primo set. Nel secondo il portacolori locale è stato in difficoltà (3-7) e sul 7-10 ha cancellato le tre chance del rivale e anche la quarta (10-11). Alla sua prima (12-11) ha esultato.
La terza frazione è stata un caleidoscopio di emozioni. Bobocica è passato dal 3-0 al 3-4 e all’8-4. Non ha capitalizzato quattro match-point (10-6), ha neutralizzato tre set-point (10-11, 11-12 e 12-13) e alla quinta possibilità scudetto (14-13) la Bagnolese ha potuto festeggiare.
«Questo spareggio - commenta il responsabile della sezione tennistavolo della Bagnolese, Paolo Frigeri, - è stato incredibile, davanti a un pubblico che sia venerdì sia questa sera è stato commovente. Abbiamo assistito a una vera festa del tennistavolo. Se in gara-1 ci aveva trascinati Bobocica, in questa ultima occasione Soderlund è stato è stato protagonista di una doppietta d’autore contro Kojic e Faso, che ci ha permesso di risalire la corrente, dopo le sconfitte nel primo e nel terzo singolare. Mihai nell’incontro decisivo ha lottato come un leone, annullando nel secondo parziale i set-point che potevano rimettere in partita Manhani e non facendosi condizionare nel terzo dai match-point mancati. Questo primo scudetto ci permette di festeggiare nel modo più entusiasmante i nostri 20 anni di attività e per un Paese di soli 6.000 abitanti è un risultato clamoroso. Il sindaco ci ha detto che abbiamo scritto la storia e ne siamo felici. Abbiamo concluso con il botto una stagione che ci ha visti quasi sempre al comando della classifica e concludere la regular season al primo posto. Siamo stati i più continui al vertice e non era facile, considerate le difficoltà del campionato. Abbiamo dedicato questo titolo tricolore al nostro main sponsor, che ci ha preso per mano e ci ha fatto vivere un sogno, che è finito nel modo migliore. Abbiamo vinto perché siamo una grande squadra, con un grande cuore e tutti amano la società . La compattezza ha fatto la differenza, permettendoci di superare le avversità . Abbiamo disputato queste tre partite di finale con tre soli atleti a disposizione, mentre la Top Spin ne ha potuti mandare in campo cinque. Questo gruppo di ragazzi, che per tutto l’anno ha dato l’anima, è il nostro orgoglio, assieme al pubblico. Ringrazio tutti, sognare insieme è stato bellissimo».
Mihai Bobocica - Danilo Faso 1-3 (11-5, 11-13, 8-11, 9-11)
Hampus Soderlund - Frane Kojic 3-2 (8-11, 11-7, 8-11, 11-9, 11-7)
Jordy Piccolin - Niagol Stoyanov 0-3 (3-11, 12-14, 9-11)
Hampus Soderlund - Danilo Faso 3-0 (11-8, 11-8, 11-7)
Mihai Bobocica - Humberto Manhani Junior 3-0 (11-8, 13-11, 15-13)
Ha collaborato Alessandro Calleri
Ai Campionati Italiani di 4ª-5ª-6ª categoria la giornata odierna è stata interamente dedicata ai singolari di quinta categoria. Mentre nel settore maschile si è disputata la prima parte dei gironi di qualificazione, nel femminile la gara si è esaurita assegnando le medaglie.
Al PlayHall di Riccione si è laureata campionessa tricolore la 41enne figlia d’arte Alina Vardanian (Tennistavolo Aquile Azzurre), che ha superato in finale per 3-2 (11-7, 6-11, 9-11, 11-7, 11-6) la 12enne Sofia D’Annibale (Top Spin Frosinone),. Hanno occupato il terzo gradino del podio Viola Picco (ASDCR Raimondo D’Aronco), che ha ceduto per 3-0 (8-11, 7-11, 3-11) a Vardanian, e Victoria Tamini (Milano Table Tennis Academy), che ha perso per 3-0 (6-11, 11-13, 8-11), a opera di D’Annibale. Le premiazioni sono state effettuate dalla consigliera federale Filomena Della Gloria.
Vardanian ha prevalso nei trentaduesimi per 3-1 (11-5, 11-4, 6-11, 11-8) su Miriam Abate (CUS Torino), nei sedicesimi per 3-1 (11-4, 12-14, 11-8, 11-7) su Francesca Marcone (Yang Min Scuola di Tennistavolo), negli ottavi per 3-0 (11-8, 11-9, 11-8) su Aylin Di Matteo (VFL Virtus Ascoli) e nei quarti per 3-1 (11-5, 4-11, 11-9, 11-6) su Franziska Hochkofler (Amateursportclub Sarntal Tischtennis).
D’Annibale si è imposta per 3-0 (11-3, 11-6, 11-5) su Franca Dal Cortivo (Tennistavolo Lambrugo-Rogeno), per 3-1 (5-11, 11-2, 11-4, 11-3) su Miryam Delama (Tennistavolo Trento Bolghera), per 3-0 (11-3, 12-10, 11-2) su Elide Ciaschi (Virtus Rovere) e per 3-0 (11-5, 11-4, 13-11) su Sara Esposito (Tennistavolo Isola del Bosco).
Vardanian è di origine armena, essendo nata a Yerevan, ed è figlia dell’ex campionessa mondiale Elmira Antonyan. «Siamo venute in Italia nel 1996 - racconta - io ero una bambina. Anche mio papà , che è mancato a 41 anni, è stato un atleta molto forte. Avevo iniziato giocare a tennistavolo in patria, poi smesso e ho ripreso due anni fa alle Aquile Azzurre, dove mi trovo molto bene. Non mi aspettavo questa vittoria e sono molto emozionata e felice. Nel mio percorso di oggi ho trovato delle difficoltà , ma sono riuscita a mantenere il sangue freddo e a rimanere concentrata, tenendo sotto controllo le emozioni. Non conoscevo molto le mie avversarie e le ho studiate mentre le affrontavo. Il servizio mi ha aiutato molto, ho cercato di variarlo e ho conquistato parecchi punti diretti. In finale ho trovato Sofia D’Annibale, che ha delle bellissime aperture, è veloce e ha un gioco che mi piace molto. Mi ha messo in difficoltà e mi sono divertita. Perdevo per 2-1 e ho tenuto duro, prevalendo al quinto set. Avevo un bel tifo ed è stato anche grazie a chi mi ha sostenuto che ho vinto. Per ora mi alleno due volte alla settimana e se riuscirò a conciliare la palestra con la vita privata e lavorativa sarò ben felice di aumentare le sessioni. Da questo punto di vista, questo titolo italiano per me è un bello stimolo. Del tennistavolo mi piace tutto, perché sono cresciuta nell’ambiente».
I Campionati Italiani di 4ª-5ª-6ª categoria, hanno ricevuto questa mattina la gradita visita del presidente del CONI Emilia-Romagna Andrea Dondi, che è stato accolto al PlayHall di Riccione dal consigliere federale William Santini e dal presidente della Commissione Nazionale Gare Antonio Arisi, entrambi emiliani.
Il numero uno dello sport regionale ha espresso entusiasmo per una manifestazione e per una disciplina come il tennistavolo, che sono capaci di coinvolgere e divertire persone di tutte le età .
«È una tradizione che si rafforza - spiega Dondi - ricordo che quando eravamo giovani o in parrocchia o in polisportiva c’erano il ping pong e il calciobalilla. Il tennistavolo ha numeri importanti e può essere praticato dai 4 ai 90 anni e oltre. È un bellissimo sport, che crea socialità e noi abbiamo bisogno che la gente esca di casa, s’incontri e si parli. Quest’attività è il viatico migliore affinché le tragedie del Covid rimangano un brutto ricordo e si torni a fare una vita di condivisione. Qui al PlayHall si assegnano i titoli italiani, ma alla fine di ogni gara ci saranno una medaglia d’oro, una d’argento e due di bronzo. Gli altri trovano ancora soddisfazione a prendersi alcuni giorni di ferie o di permesso, per venire qui e poter dire di essersi allenati tutti i giorni o due volte alla settimana e aver avuto la soddisfazione di partecipare alla massima rassegna tricolore. L’importante e che giovani e meno giovani tornino a casa con alle spalle una bella esperienza. A Riccione si sta bene e questo è un impianto molto bello che si presta molto bene alle esigenze del tennistavolo. Non è un caso che i Campionati Italiani di Categoria si disputino qui per il sesto anno consecutivo. Le tribune sono capienti e permettono a mamme, papà nonni e amici di sedersi comodi e seguire le gesta di figli, nipoti, parenti e conoscenti. Io ho giocato a tennistavolo rigorosamente in parrocchia alla Madonna Pellegrina di Modena, ero scarsissimo ma mi divertivo. C’era una cosa, però, che mi faceva arrabbiare, perché quando affrontavo la mia allora fidanzata e attuale moglie perdevo».
Nella foto di Giuseppe Di Carlo, da sinistra William Santini, Andrea Dondi e Antonio Arisi
Dopo il doppio podio conquistato al WTT Youth Contender Sarajevo, con il secondo posto nel doppio misto Under 19, in coppia con la croata Franka Miskic, e il terzo in singolare, Jacopo Cipriano (Muravera Tennistavolo) sarà impegnato in questi giorni al WTT Youth Contender Sandefjord.
All’Oslofjord Convention Center, nella fase di qualificazione del singolare Under 19, domani, lunedì 1 giugno, nel Gruppo 10 affronterà alle ore 13,15 al tavolo 3 il ceco Jindrich Moravek e alle 17,30 al tavolo 4 l’indiano Gunin Chaudhary.

Ai Campionati Italiani di 4ª-5ª-6ª categoria del PlayHall di Riccione nel doppio maschile di quinta categoria l’esperienza del 51enne Gianmaria Armando, che in passato è stato anche seconda categoria, e la gioventù del 13enne Ettore Casonato sono stati il cocktail ideale per conquistare il titolo.
I due portacolori del Tennistavolo A4 Verzuolo hanno messo in fila la concorrenza e, una volta ottenuta la certezza di salire sul podio, hanno puntato al gradino più alto, battendo in semifinale per 3-2 (8-11, 11-2, 7-11, 11-6, 11-8) Enrico Zambelli e Jacopo Mammì (Gruppo Sportivo Virtus Casalgrande) e in finale per 3-1 (16-18, 11-9, 11-6, 11-9) Raffaele Chiaromonte (Cral Comune di Roma) e Federico Perla (Pingwings), che avevano sconfitto per 3-2 (7-11, 11-7, 6-11, 11-3, 11-8) Alessandro Conte e Lorenzo Naso (Tennistavolo Saronno). A effettuare le premiazioni sono stati Giovanni Palazzoli e Sergio Turco, componenti della Commissione Nazionale Gare.
Armando e Casonato hanno eliminato nei sessantaquattresimi per 3-0 (14-12, 11-9, 11-4) Andrea Mazzola e Raffaele Meroni (Unione Sportiva Villa Romanò), nei trentaduesimi per 3-1 (11-4, 9-11, 13-11, 11-5) Ugo Romagnoli (Polisportiva Reno Centese) ed Enrico Mugellini (Tennistavolo Ferrara), nei sedicesimi per 3-0 (11-6, 11-6, 11-2) Alex Kargruber e Dominik Canale (Sportclub Merano), negli ottavi per 3-2 (4-11, 11-9, 11-8, 7-11, 11-8) Andrea Tebaldi e Riccardo Cinoni (Unione Sportiva Olimpia) e nei quarti per 3-1 (11-6, 12-10, 5-11, 11-8) Gabriel Bratu (Nerviano Tennistavolo) e Gabriele Maldi (Tennistavolo Parabiago).
Chiaromonte e Perla si sono imposti per 3-0 (11-6, 11-2, 12-10) su Pietro Fara e Pietro Augusto Allesina (Tennistavolo ACSI Pisa), per 3-1 (9-11, 12-10, 11-9, 11-7) su Alessandro Vagnoni (Polisportiva Trezzano) e Gabriele De Cocco (New Tennistavolo Pieve Emanuele), per 3-0 (11-2, 11-5, 11-8) su Giuseppe Caso e Raffaele D’Avino (Tennistavolo Nocera), per 3-0 (11-9, 13-11, 11-8) su Matteo e Giancarlo Benin (Tennistavolo Gallarate) e per 3-1 (10-12, 11-3, 14-12, 11-7) su Paolo Tropeano e Antonio Cicalese (Tennistavolo Avellino).
«Oggi mi sono divertito - afferma Armando - ho messo in campo la mia esperienza, lui doveva mettere il braccio io la mente. Peccato che sia sfuggito l’altro oro nel doppio misto con Caterina Cavallera. Fin quando Ettore mi ha ascoltato la coppia ha funzionato. Gli davo i consigli che ormai i giovani di oggi hanno un po’ dimenticato, che bisogna far girare la palla, non serve tirare forte, ma lavorarla. Quando abbiamo deciso di fare il doppio insieme l’idea di arrivare fino in fondo c’era, io poi mi sono allenato quattro o cinque volte in questo ultimo mese. Lui è super allenato, vince tornei da tutte le parti. In passato mi ero aggiudicato il doppio maschile di terza categoria nel 2001 a Courmayeur e nel 2007 a Terni ed ero stato argento nel 2013 a Riva del Garda. In finale dopo il primo set lunghissimo, che abbiamo perso, avevo timore che mi crollasse un po’ il piccolo e invece è stato duro e siamo riusciti a vincere bene il secondo e abbiamo proseguito sulla strada giusta. All’inizio Ettore soffriva un po’ il servizio del ragazzo mancino e ho cercato di mantenerlo tranquillo. Quando ha iniziato a non regalare più punti in risposta il nostro rendimento è salito molto. Non so quante energie mi siano rimaste per fare il singolare. Avrò il girone domani pomeriggio e vedremo cosa dirà il braccio. Comunque la gara è troppo lunga e sicuramente andranno avanti i giovani. Se mi capita farò qualche sgambetto a qualcuno che non se l’aspetti».
Ettore è felice: «Giocare con Gianmaria è stato bello, mi sono trovato molto bene. È uno che tira e quando non mi sentivo sicuro sapevo che ci pensava lui. In finale anche se dopo il primo set eravamo sotto continuavo a credere che ce l’avremmo fatta. Spero che questa medaglia d’oro mi dia fiducia anche per il singolare. Mi piacerenbe fare esperienza in un torneo di alto livello e andare avanti. Certo il podio sarebbe il massimo, ma anche un piazzamento nei quarti o negli ottavi sarebbe ottimo».
Al PlayHall di Riccione hanno confermato di trovarsi bene. Le 16enni Nina Firmani e Aylin Di Matteo (VFL Virtus Ascoli) ai Campionati Italiani di 4ª-5ª-6ª categoria, hanno ottenuto il secondo podio consecutivo nel doppio di quinta categoria. Dopo il terzo posto del 2025, questa sera hanno conquistato la medaglia d’oro.
Hanno battuto in semifinale per 3-1 (11-9, 11-8, 9-11, 11-5) Milena Faso (Top Spin Messina) e Victoria Tamini (Milano Table Tennis Academy) e in finale per 3-1 (11-8, 11-9, 8-11, 11-9) Caterina Cavallera e Melissa Marku (Tennistavolo A4 Verzuolo), che nel turno precedente avevano eliminato per 3-0 (11-6, 11-8, 11-4) Lucrezia Conti e Miriam Abate (CUS Torino). Le premiazioni sono state effettuate da Sergio Turco, componente della Commissione Nazionale Gare.
Firmani e Di Matteo si sono imposte nei trentaduesimi per 3-1 (11-6, 12-10, 8-11, 11-3) su Karina Brocchi (CIATT Prato) e Chiara Donetti (Tennistavolo Bordighera 1948), nei sedicesimi per 3-2 (8-11, 13-11, 11-13, 11-5, 12-10) su Barbara Massalin e Claudia Quattrino (Roma Sud Tennistavolo), negli ottavi per 3-1 (7-11, 11-5, 11-6, 11-9) su Sara Esposito (Tennistavolo Isola del Bosco) e Giuglia Tagliapietra (Polisportiva Centro Giovanile Tennistavolo) e nei quarti per 3-2 (11-4, 11-1, 6-11, 7-11, 11-9) su Franziska Hochkofler e Jasmin Gros (Amateursportclub Sarntal Ischtennis).
Nel loro percorso verso la zona medaglie, Cavallera e Marku, che hanno avuto un turno in meno, hanno superato per 3-1 (11-4, 4-11, 11-5, 12-10) Serena Terrevazzi (Nerviano Tennistavolo) e Alice D’Angelo (Polisportiva Trezzano), per 3-1 (5-11, 11-3, 14-12, 11-8) Irene Barbati e Chiara Ciancaglini (Tennistavolo Vasto) e per 3-0 (11-6, 11-9, 11-2) Matilde Manuela Toniolo (Tennistavolo Novara) e Annalisa Colombo (Tennistavolo Oleggio).
«Ci eravamo date come obiettivo - spiega Firmani - di arrivare al minimo terze e dunque direi che ce l’abbiamo fatta. Al di fuori del tennistavolo siamo comunque amiche e ci vogliamo bene e credo che questo aspetto aiuti quando siamo in campo. In finale l’emozione si faceva sentire, pensavamo che c’era il titolo in palio ed eravamo anche molto stanche. Tutto sommato siamo state brave ad aggiudicarci questo titolo. Anche nel singolare sarebbe bello disputare un torneo di alto livello, ce la metteremo tutta e speriamo di non incontrarci».
Le due ragazze si conoscono da due anni. «In realtà non giochiamo spesso il doppio in società - afferma Di Matteo - però già dall’anno scorso ci siamo trovate molto bene e ogni tanto in allenamento e in campionato lo facciamo ancora. A quanto pare insieme funzioniamo, riusciamo a tranquillizzarci reciprocamente. Io cerco di aprire soprattutto le prime palle e lei è molto brava negli scambi. Oggi abbiamo giocato male all’inizio, poi dopo la seconda partita ci siamo riprese, anche sorrette da una maggiore convinzione. Da domani penseremo al singolare e io vorrei salire sul podio anche lì».
Nella finale scudetto di ritorno, la Brunetti Castel Goffredo ha vinto ancora e, dopo il 3-0 dell’andata in trasferta, ha battuto per 3-1 il Tennistavolo Sassari al PalaTennistavolo “Elia Mazziâ€. Ha così conquistato il suo decimo titolo tricolore consecutivo e il 23° in totale.
Sotto la direzione di Caterina Faragò e Valerio Leali, la sfida è stata molto più serrata di quella di tre giorni fa, per merito delle ospiti, che hanno lottato, giocandosi al meglio le loro possibilità .
Nel primo singolare è andato in scena un derby romeno e Irina Ciobanu dal 4-5 è passata a condurre (8-5). Dall’8-6 si è procurata quattro set-point (10-6), sfruttando il secondo. Andreea Dragoman ha reagito (5-2), ha subìto il recupero sul 5-4 e dall’8-5 all’8-8. È salita a due palle set (10-8), che ha mancato e alla prima dell’avversaria (10-11) ha ceduto.
La portacolori sarda alla ripresa del gioco dal 2-3 ha guidato sul 5-3, dal 6-5 è stata superata (6-8) e con cinque punti consecutivi ha effettuato il controsorpasso definitivo.
Le padrone di casa hanno dunque dovuto inseguire e Bernadette Szocs non ha avuto problemi a imporsi in tre set su Elena Rozanova e a siglare il pareggio.
Nella sfida fra le numero tre è stata battaglia. Nicole Arlia dal 5-2 è stata raggiunta (5-5) ed è tornata avanti (7-5). Dal 9-6 è stata riavvicinata (9-8) e ha chiuso i conti.
Tatiana Garnova ha replicato (6-3) e dal 7-5 ha allungato a cinque set-point, approfittando del secondo. La russa ha insistito e nella terza frazione ha avuto una opportunità per chiudere (10-9). È sfumata e alla seconda (11-10) è stata efficace.
La beniamina locale è partita sul 5-2, è stata agganciata (5-5) e dal 6-6 ha riassunto l’iniziativa (8-6). Dall’8-7 si è presa gli ultimi tre scambi, forzando la soluzione alla “bellaâ€.
Arlia dal 3-0 è andata sotto (3-4) e dal 4-5 ha riguadagnato la testa (6-5). Dal 6-6 ha accelerato sul 9-6, è stata riassorbita (9-8) e ha completato il suo compito, tirando un sospiro di sollievo.
Nell’altra partita tutta romena Szocs è entrata in campo decisa (5-0) e ha posto le basi per aggiudicarsi nettamente il primo parziale. Nel secondo ha ripetuto lo scatto (5-0), ha dilagato sull’8-2 e dall’8-5 è andata fino in fondo. Sul 7-3 della terza frazione i titoli di coda sembravano vicini e invece Ciobanu ha rimontato (7-7). La campionessa della Brunetti non ha fatto una piega (9-7) e dal 9-8 ha tagliato il traguardo, innescando i festeggiamenti.
«Siamo molto felici di questo risultato - commenta il direttore tecnico Alfonso Laghezza - anche se non è stato facile ripetere il successo dell’andata. La prima sconfitta di Dragoman contro Ciobanu ci ha un po’ sorpreso, era un punto sul quale contavamo. È anche vero che quest’anno le due ragazze si erano affrontate diverse volte e aveva sempre vinto Andreea. Prima o poi un passo falso è possibile. Il secondo set per come è stato giocato doveva essere nostro, invece ci sono stati ben cinque punti sfortunati e due errori evitabili ed è finito dall’altra parte. Credo che se Andreea avesse portato a casa il secondo parziale, poi avrebbe giocato un po’ più tranquilla e forse avrebbe prevalso. Non ci siamo comunque demoralizzati e abbiamo lottato da squadra, come siamo abituati a fare. Nicole è stata in difficoltà contro Garnova e abbiamo cercato di spostare il gioco verso il dritto della russa soprattutto quando eravamo noi ad aprire. Abbiamo anche optato per risposte un po’ meno rischiose e per tenere più la palla in campo, perché ogni volta che Nicole accelerava l’avversaria si trovava a suo agio. L’idea è stata di essere meno aggressivi e giocare sulle linee giuste. Bernadette è entrata in campo con grande convinzione, perché il suo livello è superiore e in una situazione come quella di stasera, con molto pubblico e in un’occasione così importante, voleva confermare di essere più forte. Alla fine abbiamo fatto dei bei festeggiamenti, il nostro presidente Franco Sciannimanico sa organizzare bene questi eventi. Per noi questo scudetto era speciale, essendo il decimo consecutivo. Questa cavalcata stagionale ci riempie di orgoglio, quest’anno rispetto allo scorso siamo stati più organizzati e più fortunati, negli incastri con gli impegni internazionali delle ragazze straniere, e abbiamo quasi sempre potuto schierare il team al completo. La squadra vincente sarà tutta confermata, ormai anche Bernie e Andreea fanno parte della famiglia, si sentono a casa e sono felici di rimanere».
Andreea Dragoman - Irina Ciobanu 0-3 (7-11, 10-12, 8-11)
Bernadette Szocs - Elena Rozanova 3-0 (11-4, 11-4, 11-6)
Nicole Arlia - Tatiana Garnova 3-2 (11-8, 6-11, 10-12, 11-7, 11-8)
Bernadette Szocs - Irina Ciobanu 3-0 (11-5, 11-5, 11-8)