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#tennis-da-tavolo #Federtennisdatavolo
Al Portugal Open, terza tappa stagionale delle Europe Youth Series, oggi si sono completati i gironi di qualificazione dei singolari Under 13.
Pietro Campagna (nella foto) nel Gruppo 2 ha completato la sua tripletta, battendo per 3-0 (11-5, 11-3, 11-5) il portoghese Janik Mahler e si è imposto anche Luca Franzoni, nel Gruppo 1 per 3-0 (11-9, 13-11, 12-10) sul lituano Rapolas Petrauskas, chiudendo secondo.
Franzoni nei sedicesimi ha ceduto per 3-2 (11-5, 11-7, 9-11, 10-12, 7-11) allo spagnolo Oriol Lbarta.
Campagna negli ottavi ha messo in fila per 3-0 (11-2, 11-7, 11-6) lo spagnolo Pablo Martinez e nei quarti domani, lunedì 25 maggio, alle ore 11 sarà opposto al tavolo 2 al portoghese Vicente Cardoso.
Franzoni nei sedicesimi ha ceduto per 3-2 (11-5, 11-7, 9-11, 10-12, 7-11) allo spagnolo Oriol Labarta.
Sono stati sconfitti Mattia Somaini, nel Gruppo 3 per 3-1 (6-11, 10-12, 11-4, 5-11) dal portoghese João Costa, e Borghese, nel Gruppo 8 per 3-0 (9-11, 5-11, 9-11) dallo spagnolo Oriol Labarta. Entrambi si sono classificati terzi.
Negli ottavi del tabellone di consolazione Somaini ha superato per 3-2 (11-5, 7-11, 11-4, 10-12, 11-9) il portoghese Vasco Lopes e nei quarti ha perso per 3-0 (10-12, 9-11, 6-11) contro il portoghese Rodrigo Lourenço.
Borghese è uscito negli ottavi per 3-0 (4-11, 4-11, 13-15) per mano del belga Florian Cambier.
Serena Rossati nel Gruppo 5 ha prevalso per 3-1 (11-8, 11-6, 11-13, 11-4) sulla spagnola Fatima Burgos ed è terminata seconda.
Negli ottavi è stata sconfitta per 3-1 (7-11, 12-10, 6-11, 5-11) dall’ucraina Lidiia Shyian.
Chen Weilan nel Gruppo 4 è stata regolata per 3-1 (12-10, 6-11, 4-11, 4-11) dalla portoghese Lara Monteiro ed è finita quarta.
Nel consolation ha avuto ragione negli ottavi per 3-1 (11-2, 11-1, 8-11, 11-6) della spagnola Fatima Burgos e nei quarti per 3-0 (11-4, 11-7, 11-6) della belga Marie Chapodze. In semifinale è stata fermata per 3-1 (9-11, 9-11, 12-10, 6-11) dalla portoghese Leonor Ascenco.
Nel tabellone Under 15 nei sedicesimi Campagna è stato estromesso per 3-1 (11-7, 5-11, 7-11, 7-11) dall’israeliano Llay Davidov.
Nei trentaduesimi Borghese è stato eliminato per 3-0 (4-11, 10-12, 5-11) dall’inglese Lin Zihan e Franzoni per 3-2 (12-10, 8-11, 14-12, 6-11, 10-12) dall’inglese Aarav Parihar.
Nel consolation Somaini è stato sconfitto nei sedicesimi per 3-1 (11-7, 7-11, 9-11, 7-11) dallo spagnolo Daniel Casquero.
Fra le ragazze nel Tabellone B negli ottavi Rossati ha costretto alla resa per 3-0 (11-7, 11-5, 11-8) la tedesca Svenja Hepp e nei quarti è stata superata per 3-1 (12-10, 5-11, 9-11, 7-11) dalla portoghese Leonor.
Chen ha battuto per 3-1 (7-11, 11-7, 11-6, 11-8) l’israeliana Maya Levin, per 3-2 (11-2, 8-11, 6-11, 11-5, 11-7) la finlandese Kamilla Kadar e per 3-1 (11-6, 12-10, 6-11, 11-4) la portoghese Leonor Ascenco e Ascenco e in finale ha ceduto per 3-0 (6-11, 9-11, 7-11) alla tedesca Emma Sophie Li.
Nel misto Under 13 Campagna e Rossati hanno avuto la meglio negli ottavi per 3-2 (8-11, 7-11, 11-6, 11-9, 11-8) sui finlandesi Joel Koivumki e Kamilla Kadar e nei quarti per 3-0 (11-7, 11-9, 14-12) sugli ucraini Mark Voronoi e Oleksandra Bets e domani in semifinale sfideranno alle 12,45 i lituani Mindaugas Stonys e Kaja Tvorogal
Franzoni e Chen nei sedicesimi hanno lasciato strada per 3-0 (9-11, 6-11, 7-11) ai portoghesi Rodrigo Lourenço e Leonor Ascenco.
Nella foto Serena Rossati in azione
La Federazione Italiana Tennistavolo è stata rappresentata ai massimi livelli ai Campionati Italiani Paralimpici, che si sono conclusi al Pala BCC Romagnolo di Cesena. Il vicepresidente federale Paolo Puglisi ha assistito a tutte e cinque le giornate di gare ed è stato impegnato in tutte le iniziative collaterali e in molteplici premiazioni, come sempre sostenuto da passione ed entusiasmo.
«Salutiamo con soddisfazione - commenta Puglisi - un grande successo, non era una manifestazione facile, perché le giornate sono state molto intense e sono state contrassegnate, oltreché dalle gare, da varie iniziative al di fuori dal campo. Abbiamo per la prima volta accolto all’interno della rassegna tricolore i Campionati Italiani Parkinson ed è stata una bellissima scommessa vinta. Il mio ringraziamento va allo staff federale, guidato magistralmente da Luca Rizzoli, alla classe arbitrale, coordinata dal giudice effettivo Salvatore Palermo, che ha garantito il regolare svolgimento e il perfetto rispetto dei tempi, e a tutti i volontari. Ognuno ha contribuito affinchè ogni aspetto venisse curato nel minimo dettaglio e qualsiasi problematica risolta tempestivamente. Gli atleti e le società mi hanno espresso il loro gradimento per la location e l’organizzazione e questo per noi è motivo di grande gratificazione. Qui a Cesena ci siamo sentiti a casa, grazie alla collaborazione del Comune e della Regione Emilia-Romagna, che si sono spesi per la buona riuscita della manifestazione. Fra le molte immagini che mi porterò nel cuore c’è senza dubbio quella della sfida molto divertente al tavolo con il sindaco Enzo Lattuca. Grazie ancora a tutti per avermi regalato giornate piene di emozioni».
Un’edizione speciale dei Campionati Italiani Paralimpici è andata in archivio al Pala BCC Romagnolo di Cesena.
A monopolizzare l’ultima delle cinque intense giornate di gare sono stati i singolari maschili e femminili esordienti in carrozzina e in piedi, che sono stati premiati dal vicepridente federale Paolo Puglisi (i podi nelle foto di Giuseppe Di Carlo).
In classe 1-5 maschile Sandro Lecca (Tennistavolo Sinnai) ha conquistato la medaglia d’oro, battendo in finale per 3-0 (11-8, 11-6, 11-8) Vittorio Da Mosto (Polisportiva Terraglio). Hanno condiviso il terzo gradino del podio Matteo Casavecchia (Tennistavolo Don Bosco Varazze), che ha ceduto in semifinale, in una sfida equilibratissima, per 3-2 (13-15, 11-9, 11-13, 12-10, 6-11) a Lecca, e Paolo Cardillo (Gruppo Sportivo Rangers San Rocco Tennistavolo), che ha perso per 3-0 (9-11, 8-11, 8-11) contro Da Mosto.
Fra le ragazze si è disputato un girone unico a quattro e Giulia Giacon (Ginnastica Euganea 5 Cerchi) ha completato il suo percorso a punteggio pieno, superando per 3-0 Maria Chiara Barbagallo (Fiamma Mico Riposto), per 3-2 Giada Paolini (Gruppo Sportivo Rangers San Rocco Tennistavolo) e per 3-2 Vanesssa Dri (Gruppo Sportivo Rangers San Rocco Tennistavolo). Alle sue spalle si è piazzata Paolini, che ha prevalso per 3-1 su Dri e per 3-0 su Barbagallo. Dri nello scontro diretto si è imposta per 3-0 su Barbagallo.
Nel torneo maschile di classe 6-10 Francesco Di Michele (Gruppo Sportivo Rangers San Rocco Tennistavolo) l’ha
spuntata in semifinale per 3-2 (11-3, 11-6, 9-11, 4-11, 14-12) su Fabio Zefferino (Circolo Tennistavolo Molfetta) e in finale per 3-0 (11-5, 11-4, 11-3) su Alessandro Siliato (Tennistavolo Olimpicus), che nel turno precedente avevo sconfitto per 3-1 (10-12, 12-10, 11-9, 11-9) Francesco De Simei (Tennistavolo Otranto). Bronzo ex equo, quindi, per Zefferino e De Simei.
Al femminile Alessia Petrolo (Nerviano Tennistavolo), già capace di compiere l’impresa, mettendosi al collo la medaglia d’oro nell’assoluto di classe 7, ha conquistato un altro successo, regolando per 3-0 Anna Ortisi (Sport Club Etna) e per 3-0 Dalila Palillo (Fimma Mico Riposto), che per il secondo posto ha superato per 3-0 Ortisi.
Nella classifica per società la Radiosa Palermo si è confermata la più forte con 180 punti e ha preceduto nella Top 16 il Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa (152), il Gruppo Sportivo Rangers San Rocco Tennistavolo (152), lo Sport Club Etna (144), il Tennistavolo Vicenza (127), il Tennistavolo Saronno (127), il Tennistavolo Kind Catania (117), la Paralimpica Mimì Rodolico Mazara (109), il Nerviano Tennistavolo (108), la Fiamma Mico Riposto (99), il Quattro Mori Cagliari (77), la Polisportiva Handicappati Fiorentini (70), la Fondazione Bentegodi (64), lo Sportni Krozek Kras (59), la Ginnastica Euganea 5 Cerchi (58) e Lo Sport è Vita Onlus (58).
Dopo il terzo posto nel singolare di Niagol Stoyanov, il WTT Feeder Hennebont ha fruttato all’Italia anche il secondo di Stoyanov e Giorgia Piccolin, che nel doppio misto hanno ceduto in finale per 3-2 (4-11, 11-5, 11-8, 5-11, 9-11) ai francesi Nathan Pilard e Nina Guo Zheng.
I transalpini sono partiti meglio (4-1) e dal 4-2 sono volati sul 10-2, sfruttando il terzo set-point. Nel secondo parziale gli azzurri dal 4-1 sono stati ripresi (4-4) e dal 5-5 si sono aggiudicati sei scambi consecutivi.
Dopo il cambio di campo Stoyanov e Piccolin sono scattati sul 3-0, dal 6-4 sono stati agganciati (6-6) e dal 7-7 hanno riassunto il comando (9-7). Dal 9-8 si sono presi gli ultimi due punti.
Nella quarta frazione Pilard e Guo Zheng si sono portati sul 5-1, sono stati rimontati (5-4) e hanno riallungato (7-4). Dal 7-5 hanno calato il poker conclusivo. Alla “bella†il livornese e la bolzanina dal 4-1 sono stati sorpassati (4-5) e dal 5-5 staccati (5-8). Hanno ridotto il divario (7-8) e hanno dovuto fronteggiare tre match-point (7-10), annullando solo i primi due.
L’ultima vittoria internazionale di Stoyanov e Piccolin rimane, dunque, quella ottenuta al WTT Feder Corpus Christi il 18 gennaio 2024.
«Eravamo consapevoli che avevamo una buona opportunità - commenta Piccolin - e certamente la sconfitta di Niagol nella semifinale del singolare, con me in panchina, non ci ha aiutati nell’avvicinamento alla finale, infatti nel primo set siamo partiti male. La preparazione per ovvi motivi non è stata delle migliori, c’era un po’ di nervosismo e abbiamo cercato comunque di rimanere positivi, sapevamo che potevamo portare a casa la partita. Nel quinto set eravamo in vantaggio per 4-1, poi gli avversari hanno giocato bene e hanno commesso meno errori. Anche sul 7-10 ci abbiamo creduto fino alla fine, abbiamo annullato i primi due match-point, ma non è bastato. La finale raggiunta è comunque un buon risultato».
Stoyanov in singolare ha raggiunto la prima finale in un WTT: «Ho disputato un buon torneo, i quarti erano sempre stati un ostacolo insormontabile e questa volta sono riuscito a superarli. Ovviamente avrei voluto andare più avanti. Nei quarti la prestazione era stata molto buona contro il taipeano Lin Yen-Chun, che aveva eliminato il n. 1 Vladimir Sidorenko. Peccato per questa mattina, sapevo di avere una possibilità , contro Nuytinck avevo vinto spesso in campionato e agli altri WTT. Non sono riuscito a essere lucido in alcuni momenti e in partite così tirate tutto può fare la differenza. Alla “bella†ero avanti e lui mi ha superato. Ho reagito e ci siamo trovati sull’8-8. Lui aveva due turni di servizio ed è stato bravo nelle scelte».
Piccolin è uscita negli ottavi, con un finale caratterizzato anche dalla richiesta di un medical timeout: «Avrei dovuto chiamarlo anche prima, perché non mi stavo sentendo bene all’inizio del quinto set. Alla ripresa del gioco ho recuperato dal 2-6 e l’incontro si è risolto proprio alla fine. Massart è stata comunque brava, non aveva nulla da perdere e sapeva che poteva conquistare qualche punto per la classifica. L’avevo già affrontata e battuta l’anno scorso ai Mondiali e secondo me da allora è migliorata e mi ha messo in difficoltà ».
Sia per Giorgia sia per Niagol le Olimpiadi di Los Angeles sono un obiettivo: «La strada è ancora lunga e il prossimo anno a luglio scatterà la stagione olimpica. L’importante sarà di fare il nostro percorso e di cercare di migliorarci ogni giorno, dando il massimo. Ce lo diciamo sempre. Non vogliamo perderci a contare i punti, se si lavora i risultati arrivano. In questo momento entrambi stiamo giocando bene e dobbiamo continuare in questa direzione».
Al WTT Feeder Hennebont Niagol Stoyanov (n. 119 del ranking mondiale) è stato battuto in semifinale, la sua prima in un WTT, per 3-2 (11-9, 7-11, 10-12, 11-7, 8-11) dal belga Cedric Nuytinck (n. 98) e ha chiuso al terzo posto.
Non è riuscito a centrare la terza finale azzurra ravvicinata, dopo quelle conquistate da Mihai Bobocica a Otocec e da John Oyebode e Senec.
Il livornese ha recuperato da 4-7 a 8-7 e dal 9-9 ha ottenuto gli ultimi due punti. Nel secondo parziale il belga si è portato sul 5-2, è stato raggiunto (6-6) d è salito a quattro set-point (10-6), sfruttando il secondo.
Al rientro al tavolo Stoyanov dallo 0-2 ha ribaltato lo score (4-2), è stato superato (4-6) e dal 5-7 è tornato avanti (8-7). Ha avuto un palla set (10-9), che ha mancato, mentre l’avversario alla sua prima opportunità (11-10) è andato a segno.
Il toscano nella quarta frazione dal 6-6 si è issato sul 10-6 e alla seconda chance ha rinviato il verdetto alla “bellaâ€, nella quale è partito bene (3-1). Ha subìto un break di 5-0 (3-6) e ha rimontato (5-6) e agganciato (8-8) il rivale, che però ha piazzato il 3-0 definitivo.
Stoyanov alle ore 12,20 disputerà la finale del doppio misto con Giorgia Piccolin, contro i francesi Nathan Pilard e Nina Guo Zheng. Il match sarà trasmesso in diretta streaming al link https://www.youtube.com/watch?v=2Z3r1vTOAwc.
Dopo il secondo posto conquistato a Missisauga, in Canada, Giacomo Izzo (Virtus Servigliano) disputerà il singolare Under 19 anche al WTT Youth Contender San Francisco II.
All’888 Table Tennis Center, la fase di qualificazione si svolgerà nella serata e nella notte italiana (la cità californiana è nove ore indietro) e l’azzurro nel Gruppo 2 affronterà alle 19,15 al tavolo 4 il coreano Lee Hangyeol e alle 22,15 al tavolo 1 lo statunitense Shriaam Velayutham.

Ci sono vittorie che raccontano sacrifici e un viaggio, un luogo diventato casa. A Cesena, nei Campionati Italiani Paralimpici, Lorenzo Cordua si è preso ancora una volta il tricolore della classe 10, confermandosi campione italiano per l’undicesima volta al termine di una manifestazione intensa, combattuta e ricca di contenuti tecnici.
Il pongista del Quattro Mori Cagliari ha superato in finale Lorenzo Magarelli del Circolo Tennistavolo. Terzo posto condiviso invece per Adriano Nicotra dello Sport Club Etna e Alexandros Diakounakos del Santa Tecla Nulvi.
Ma dietro il successo di Cordua non c’è soltanto il risultato. C’è il percorso di un ragazzo di 26 anni nato a Torino e trapiantato a Cagliari, città che nel tempo è diventata molto più di una semplice destinazione sportiva. In Sardegna ha trovato equilibrio e un ambiente ideale.
"Gran bella manifestazione qui a Cesena e competizione di livello. È importante esserci. Tutto molto bene, volevo confermarmi e ci sono riuscito», racconta con il sorriso di chi sa quanto pesi una conferma in uno sport dove ogni dettaglio può cambiare il destino di una partita.
Poi il pensiero va a chi lo accompagna ogni giorno: «Grazie anche alla Quattro Mori e ai tecnici che mi supportano in tutto». Parole semplici, ma sincere, che raccontano il legame forte con una società diventata famiglia sportiva.
E forse il segreto della maturità raggiunta da Cordua sta proprio lì. "A Cagliari mi trovo molto bene e, oltre al tennistavolo, presto inizierò il servizio civile", spiega. Una frase che va oltre lo sport e restituisce l’immagine di un ragazzo che guarda avanti, costruendo il proprio futuro con la stessa pazienza e precisione che mette in ogni scambio. A Cesena ha vinto ancora da campione. Ma la sensazione è che abbia già conquistato qualcosa di ancora più importante: una nuova casa, una nuova quotidianità e la consapevolezza di poter continuare a crescere, dentro e fuori dal tavolo verde.
Ci sono vittorie che pesano più di una medaglia. Perché dentro non c’è soltanto uno scambio vinto o una finale conquistata, ma un intero pezzo di vita rimesso in piedi con coraggio, ironia e voglia di andare avanti. Graziano Chimenti, ai Campionati Italiani Paralimpici di Cesena, ha trasformato tutto questo in un titolo tricolore. L’atleta del TT Nuova Luzzi ha conquistato il singolo assoluto della classe 9 battendo in finale Pietro Motolese del TT Ennio Cristofaro. Bronzo per Mario Rizzi Albin del TT Saronno e Manfredi Paolo Baroncelli dello Sport è Vita.
Per Chimenti è un successo che profuma di crescita continua. Aveva già conquistato il titolo italiano Under 21, ma oggi il suo percorso racconta molto di più. Quest’anno ha giocato in C2 con la squadra del suo paese, Luzzi, poco più di 8.500 abitanti in provincia di Cosenza. E il sogno è chiaro: “Speriamo di salire in C1â€.
Ma il tennistavolo, per Graziano, è soltanto una parte di una quotidianità piena di energia. Tre anni fa un incidente avrebbe potuto cambiare tutto. Invece lui ha scelto di ripartire. “L’incidente non mi ha bloccato, anzi: faccio più cose ora di primaâ€, racconta con una serenità quasi spiazzante. E basta ascoltarlo per capire che non è una frase fatta. Laureato in Scienze Motorie, impegnato nel servizio civile in un’associazione che si occupa dei diritti delle persone con disabilità , nei pomeriggi fa anche il barbiere. Una vita piena, intensa, vissuta sempre in movimento.
Poi c’è il tennistavolo, che resta il luogo del sorriso e della leggerezza. “Mi diverto molto, sto in compagnia degli amici ed è il mio svago preferitoâ€. Forse è proprio questo il segreto di Graziano Chimenti: la capacità di rendere straordinaria la normalità . E a Cesena, tra un diritto e un rovescio, il ragazzo di Luzzi si è preso il tricolore con la forza semplice di chi non ha mai smesso di credere nel futuro.
A cura di Fabio Paci
Saranno Novara e il suo PalaVerdi a ospitare, oggi, domenica 24, e domani, lunedì 25 maggio, i Campionati Nazionali Universitari di tennistavolo, appuntamento che riunirà quaranta atleti in rappresentanza dei CUS italiani. La manifestazione, oltre all’aspetto agonistico, assume un significato sempre più strategico per il movimento e per il rapporto tra sport e formazione accademica. Gli Atenei stanno investendo sul modello della dual career, ossia la possibilità per gli studenti di conciliare il percorso universitario con l’attività sportiva ad alto livello.
“Quasi tutti gli Atenei italiani – sottolinea Francesca Iebole, consigliera nazionale della FITeT - stanno lavorando sul programma dual career per diffondere il più possibile questa opportunità . Lo sport universitario rappresenta uno strumento fondamentale di crescita personale, educativa e professionale per gli studentiâ€. La pratica sportiva integrata al percorso accademico permette di sviluppare competenze che vanno oltre il risultato agonistico. “Attraverso la pratica sportiva integrata al percorso accademico, il modello di dual career favorisce lo sviluppo di competenze trasversali e organizzative. Investire nello sport universitario significa quindi investire nella formazione degli studenti-atleti, creando un ambiente in cui eccellenza accademica e sportiva possano crescere insieme e generare opportunità concrete per il futuro dei giovani. La FITeT crede fortemente in questo progettoâ€.
L’edizione 2026 dei Campionati Nazionali Universitari vedrà inoltre la partecipazione di alcuni studenti-atleti reduci dai Campionati Italiani Paralimpici di tennistavolo disputati a Cesena, a conferma di un movimento sempre più inclusivo e trasversale. “Buon Campionato italiano universitario a tutti i nostri atletiâ€, conclude Francesca Iebole, a poche ore da una manifestazione che unisce competizione, formazione e prospettive per il futuro dello sport universitario italiano.
Nella foto la squadra del CUS Torino, che lo scorso anno si è aggiudicata la classifica generale delle gare pongistiche
Ci sono vittorie che raccontano molto più di una medaglia. Parlano di sacrifici silenziosi, di allenamenti ripetuti fino a sera, di famiglie cresciute attorno a un tavolo da tennistavolo e di ragazzi che nello sport trovano il proprio posto nel mondo. Leonardo Coletta, a Cesena, ha raccontato tutto questo con due ori al collo e con il sorriso aperto di chi sa ancora emozionarsi.
“Ero venuto qui con due obiettivi: vincere il doppio e raggiungere la finale nel singolo. Direi che è andata alla grandeâ€. E mentre lo racconta, con quella simpatia spontanea che lo rende amatissimo da compagni e avversari, sembra quasi minimizzare un’impresa straordinaria. Ventidue anni, studente di Economia ormai vicino alla laurea, Coletta è stato il protagonista assoluto della classe 8 ai Campionati Italiani Paralimpici. Il talento dell’Asd Fiaccola Castellana Grotte ha firmato una doppietta da campione vero, guadagnandosi ancora una volta il soprannome che gli amici gli hanno cucito addosso: “Grande bomberâ€.
Nel singolare ha superato un lotto di avversari di altissimo livello. Alle sue spalle Ludovico Bini del TT Saronno, argento dopo una finale intensa e combattuta. Sul podio anche Mirko Bruschi del TT Perugia e Samuel De Chiara del TT Sudtirol. Ma i numeri, da soli, non bastano a raccontare Leonardo. Perché dentro il suo tennistavolo c’è una storia lunga una vita. C’è una società , la Fiaccola Castellana Grotte, fondata nel 1967, e c’è soprattutto una famiglia che respira questo sport da sempre. Un’eredità raccolta con naturalezza, trasformata negli anni in passione autentica.
Già dodici mesi fa, a Riccione, aveva conquistato i Tricolori di Quarta categoria. Da anni è una presenza stabile tra B1 e B2, segno di una crescita continua costruita senza scorciatoie. “È stato un Campionato d’Italia bellissimo, mi sono divertito molto - racconta - . Contro il mio amico Ludovico Bini non è mai facile vincere. Il tennistavolo è tutto per me: mi alleno due ore al giorno e curo molto anche la preparazione atleticaâ€.
Poi arrivano i ringraziamenti, quelli che sanno di casa e di gratitudine sincera: “Grazie a mio zio Beppe, che qui a Cesena mi ha fatto da coach, e all’allenatore Gianluca Abbaticchio, cui devo moltissimoâ€. E forse è proprio questo il segreto di Leonardo Coletta: la capacità di restare autentico anche quando vince. Quel modo diretto di affrontare le fatiche dello sport, senza maschere, a viso aperto. Con la leggerezza di un ragazzo e la determinazione di chi ha già capito quanto valgano i sogni conquistati un punto alla volta.
A cura di Fabio Paci