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#tennis-da-tavolo #Federtennisdatavolo
Ci sono storie sportive che non si limitano a raccontare una vittoria. Raccontano una resistenza, una scelta quotidiana, una passione che non conosce scadenze. Quella di Valeria Zorzetto è una di queste. A 57 anni, con una grinta che sembra appartenere a un’altra età della vita, la portacolori del TT Vicenza ha conquistato il titolo italiano di classe 4 nel singolo assoluto ai Campionati Italiani Paralimpici. Un successo che pesa non solo per il valore sportivo, ma per ciò che rappresenta: la continuità di una passione che non si è mai spenta. Sul podio, alle sue spalle, Maria Paola Tolu del Tennistavolo Sassari ha conquistato l’argento, mentre il bronzo è andato ad Anna Grazia Turco dell’Utopia Sport di Lecce e a Roberta Cascio della Radiosa Palermo.
Zorzetto gioca contro il tempo, ma il tempo sembra non avere presa su di lei. In campo affronta avversarie che potrebbero essere sue figlie - e forse anche sue nipoti - ma lo fa con la stessa intensità di sempre, senza concessioni, senza scorciatoie. La sua storia, però, nasce lontano dai riflettori. Residente a Montecchio Maggiore, lavora alla reception della FIS Spa, azienda chimico-farmaceutica con oltre 1.500 dipendenti. Una quotidianità fatta di equilibrio tra lavoro e sport, tra responsabilità e sogni che continuano a prendere forma al tavolo da gioco. Poi c’è il passato, quello che segna e trasforma. Alla fine degli anni ’90 un incidente stradale le ha cambiato la vita, provocando gravi lesioni alla colonna vertebrale. Un punto di rottura che per molti sarebbe diventato una fine. Per lei, invece, è stato un nuovo inizio. “Avevo 21 anni e mezzo, la vita cambiò di colpo - racconta - ma non mi sono arresa. Il tennistavolo mi ha dato tanto e sono sicura che continuerà a darmi emozioni per sempreâ€. Da lì è iniziato un percorso che l’ha portata lontano: Paralimpiadi di Atene 2004 (argento!), poi Pechino e Londra, oltre a Mondiali ed Europei che hanno scandito una carriera di altissimo livello. Un palmarès costruito nel tempo, con la stessa pazienza con cui si costruiscono le cose destinate a durare.
E oggi Valeria continua a scrivere nuove pagine. Con il TT Vicenza è arrivato anche un altro traguardo importante: la vittoria del campionato a squadre di Serie A1, tornato a casa dopo due lustri. “Mi piace stare insieme alle ragazze - racconta - è bello vivere tante soddisfazioni insiemeâ€. Parole semplici, ma che raccontano una certezza: per Valeria Zorzetto il tennistavolo non è mai stato solo medaglie. È appartenenza, è comunità , è una forma di vita che continua a darle energia, anno dopo anno. E mentre il tempo scorre, lei continua a fare ciò che ha sempre fatto meglio: restare in gioco.
A cura di Fabio Paci
Finali che raccontano una storia profonda, fatta di amicizia, rispetto e chilometri condivisi lungo la stessa strada. La finale tricolore di classe 3 ai Campionati Italiani Paralimpici di tennistavolo è stata tutto questo. Da una parte Carlotta Ragazzini, dall’altra Michela Brunelli. Due compagne di Nazionale, due amiche di mille battaglie, due atlete che si conoscono a memoria. Alla fine a sorridere è stata Carlotta, che al Pala BCC Romagnolo di Cesena ha conquistato il titolo italiano di classe 3. “Per me è il sesto titolo italiano in singolare - racconta Carlotta Ragazzini, atleta del Gruppo Sportivo della Difesa – dopo il primo conquistato nel 2019 in classe 4 e i cinque consecutivi in classe 3. Le finali contro Michela non sono mai scontate: ci alleniamo spesso insieme, siamo compagne in Nazionale e ci conosciamo benissimoâ€. Parole che raccontano quanto il tennistavolo, a questi livelli, sia molto più di una sfida sportiva. È confronto continuo, crescita reciproca, complicità . E forse proprio per questo ogni punto pesa ancora di più. Nel palazzetto romagnolo si è respirata un’atmosfera autentica. “Qui a Cesena abbiamo vissuto un appuntamento molto sentito, davvero belloâ€, sottolinea Carlotta. L’argento è andato dunque a Michela Brunelli del Tennistavolo Castel Goffredo, mentre le medaglie di bronzo sono finite al collo di Roberta Galizia del Don Bosco Varazze e di Eleonora Menin del Tennistavolo Vicenza.
Ma la grandezza di Carlotta non si misura soltanto nei successi conquistati sul tavolo. La campionessa faentina, infatti, è stata protagonista anche fuori dall’arena sportiva, regalando parole e testimonianze capaci di lasciare il segno. Nei giorni dei campionati ha incontrato gli studenti della scuola media di Cesena, mentre al Cinema Aladdin ha emozionato il pubblico con una toccante testimonianza prima della proiezione del docu-film “Vittorio a Tavolinoâ€. “Quando posso mi metto sempre a disposizione perché il tennistavolo è la mia vita e mi piace incontrare i giovani per portare il mio messaggio. Lo sport, se vissuto in maniera sana, ti aiuta anche nella vitaâ€. È forse questa la vittoria più importante: riuscire a trasformare la propria esperienza in un esempio per gli altri, soprattutto per chi sta ancora cercando la propria strada.
Intanto il calendario non concede pause. Lo sguardo di Carlotta è già rivolto alle prossime sfide internazionali: a giugno sarà in Cina per una prova di qualificazione ai Mondiali, poi a luglio volerà in Thailandia per un nuovo appuntamento decisivo. Infine, ancora la Thailandia ospiterà nel mese di novembre i Campionati del Mondo, obiettivo centrale della stagione. Perché i campioni festeggiano il presente, ma continuano sempre a rincorrere il futuro. E Carlotta Ragazzini, ancora una volta, ha dimostrato di avere il cuore giusto per farlo.
A cura di Fabio Paci
Ci sono campionesse che vincono. E poi ci sono atlete capaci di trasformare ogni vittoria in un abbraccio collettivo, in un momento da condividere con chi le sostiene, le ammira, le aspetta a bordo campo per una foto o una parola. Giada Rossi appartiene a questa seconda categoria. A Cesena, nel calore del Pala BCC Romagnolo, la fuoriclasse del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa ha conquistato il suo decimo titolo consecutivo in classe 2 ai Campionati Italiani Paralimpici di tennistavolo. Un traguardo che profuma di storia, costruito punto dopo punto, sorriso dopo sorriso. In finale ha superato Allegra Magenta del TT Nerviano, mentre sul podio sono salite anche Manuela Casu del Quattro Mori Cagliari e Alessandra Tommasini del Kras Trieste. Ma i numeri, da soli, non bastano a raccontare la dimensione di Giada Rossi. Tre medaglie paralimpiche, successi mondiali ed europei, una carriera costruita con disciplina e passione. Eppure, dopo tanti trionfi, nei suoi occhi continua a brillare la stessa emozione della prima volta.
“I Tricolori sono un appuntamento imperdibile — racconta — perché è bello ritrovarci tutti insieme e stare in mezzo alla nostra gente. È una manifestazione organizzata benissimo, con un numero di partecipanti che cresce ogni anno. Ancora una volta vince lo sportâ€. Parole che restituiscono il senso più autentico della sua avventura: non soltanto la ricerca della medaglia, ma il desiderio di rappresentare qualcosa di più grande. “Per me è un onore portare la maglia del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa, che mi permette di vivere di sportâ€. Poi il ricordo torna al 2015, al primo titolo conquistato a Torino, nell’anno del 70° anniversario della Federazione. “Oggi arrivo a quota dieci e ne sono orgogliosaâ€. Una frase semplice, ma carica di tutto il peso dei sacrifici, dei viaggi, degli allenamenti e delle rinunce.
La vita di Giada corre veloce quanto i suoi colpi al tavolo. Tra gli impegni con la Nazionale guidata dal ct Alessandro Arcigli e quelli di club, il tempo per fermarsi quasi non esiste. “Praticamente sono fuori dal 12 aprile per i tantissimi impegni sportivi. Da allora non sono ancora riuscita a rimettere piede a casaâ€. Davanti a lei ci sono nuove sfide: le qualificazioni ai Campionati del Mondo tra Pechino e Thailandia, una prova internazionale in Francia per difendere il ranking e, all’orizzonte, ancora il Mondiale. Ma soprattutto c’è un sogno che continua a brillare. “Le Olimpiadi di Los Angeles 2028 non sono così lontane. Noi lavoriamo quattro anni per quattro anniâ€. Dopo l’oro conquistato a Parigi nel 2024, il pensiero torna inevitabilmente a quell’istante che ogni atleta custodisce nel cuore: l’inno di Mameli che risuona sul podio. “Cantare l’inno alle Olimpiadi è qualcosa di indescrivibile. C’è emozione, senso di appartenenza, c’è il tricoloreâ€. E forse è proprio qui il segreto di Giada Rossi: nella capacità di continuare a sognare come il primo giorno, anche dopo dieci titoli consecutivi.
A cura di Fabio Paci
Il Portugal Open, terza tappa stagionale delle Europe Youth Series, è iniziato con le gare a squadre ieri al Pavilhão Desportivo de Olhos de Ãgua di Faro e proseguirà fino a lunedì 25 maggio.
Da domani, sabato 23, gli azzurri Giorgio Borghese (Polisportiva Trezzano), Pietro Campagna e Alice Chen Weilan (CIATT Prato), Luca Franzoni (Unione Sportiva Sarmeola), Serena Rossati (Tennistavolo Torino) e Mattia Somaini (Milano Table Tennis Academy), guidati in panchina dai tecnici Emmanuele Delsante e Andrea Paiola, disputeranno i singolari e i doppi Under 15 e Under 13.
Nei singolari Under 13 Franzoni affronterà nel Gruppo 1 domani alle ore 12,35 l tavolo 6 l’inglese Dimitar Dimitrov e alle 16,35 al avolo 2 il portoghese Duarte Mascaranhas e domenica 24 alle 10 al tavolo 2 il lituano Rapolas Petrauskas, Campagna nel Gruppo domani alle 12,35 al tavolo 3 il tedesco Niklas Wrobel e alle 16,35 al tavolo 3 l’irlandese Daniel Daly e domenica alle 10 al tavolo 3 il portoghese Janik Mahler, Somaini nel Gruppo 3 domani alle 12,35 al tavolo 5 lo spagnolo Luca Romero e domenica alle 10 al tavolo 5 il portoghese João Costa, Borghese nel Gruppo 8 domani alle 13 al tavolo 2 il portoghese Vasco Lopez e alle 17 al tavolo 1 il danese Noah Simoni e domenica alle 10,25 al tavolo 3 lo spagnolo Oriol Labarta, Chen Weilan nel Gruppo 4 domani alle 13 al tavolo 12 la lituana Kaja Tvorogal e lle 17,25 al tavolo 3 la tedesca Svenja Hepp e domenica alle 10,50 al tavolo 5 la portoghese Lara Monteiro e Rossati nel Gruppo 5 domani alle 13,25 l tavolo 2 la portoghese Leonor Sousa e alle 17,25 al tavolo 2 la tedesca Dana Haspel e domenica alle 10,50 al tavolo 6 la spagnola Fatima Burgos.
Nell’Under 15 Franzoni sfiderà nel Gruppo 1 domani alle 14,30 al tavolo 4 lo spagnolo Alexander Malov e alle 17,50 al tavolo 1 il lituano Rapolas Petrauskas, Borghese nel Gruppo 15 alle 11,20 al tavolo 1 il portoghese Vicente Cabrita, alle 15,20 al tavolo 4 il croato Ivan Smiljanic e alle 18,40 al tavolo 8 il belga Joppe Moorkens, Campagna nel Gruppo 16 alle 11,20 al tavolo 2 il portoghese Eric Pereìra, alle 15,20 al tavolo 2 l’irlandese Li Ryan e alle 18,40 al tavolo 6 il belga Florian Cambier, Somaini nel Gruppo 17 alle 11,20 al tavolo 3 l’inglese Dimitar Dimitrov, alle 15,20 al tavolo 1 il portoghese Martim Silva e alle 18,40 al tavolo 10 il tedesco Sebastian Lenz, Rossati nel Gruppo 9 alle 12,10 al tavolo 7 l’ucraina Oleksandra Bhatko, 16,10 al tavolo 6 la portoghese Matilde Sousa e lle 19,30 al tavolo 1 la svedese Ebba Elmekind e Chen Weilan nel Gruppo 10 alle 12,10 al tavolo 8 la portoghese Irina Silva, alle 16,10 al tavolo 1 l’ucraina Lidiia Shyian e alle 19,30 al tavolo 10 la tedesca Kristin Tuve.
Gli incontri in programma al tavolo 1 sono trasmessi in diretta streaming al link https://www.ettu.tv/live/1/2044.
Da dieci anni il tennistavolo è entrato nella sua vita. E le ha cambiato il destino. “Ho cominciato nel 2016, quasi costretta dalla fisioterapista dell’Unità Spinale di Catania. All’inizio non presi bene quel consiglio, che mi sembrava quasi un’imposizione. Poi il rumore della pallina che rimbalza sul tavolo mi ha conquistata talmente tanto che oggi non potrei più farne a menoâ€. Parole e pensieri di Laura Schilirò, campionessa d’Italia nella classe 1.
A Cesena ha conquistato per il secondo anno consecutivo il titolo nazionale, anche se stavolta il destino le ha risparmiato la fatica della sfida: l’altra atleta iscritta, infatti, ha dovuto rinunciare per motivi di salute. Laura è tesserata per lo Sport Club Etna di Riposto, cittadina di sedicimila abitanti in provincia di Catania, ma vive a Bronte, terra del pistacchio e delle radici profonde. Ha 48 anni, lavora come educatrice e, fino ai 27 anni, conduceva una vita piena di movimento e libertà .
“Praticavo nuoto e tennis, ero scout, non riuscivo a stare ferma un attimoâ€. Poi, all’improvviso, il silenzio del corpo. Era il 2005. Laura ricorda ogni dettaglio di quel giorno: “Ero in piscina quando non ho più sentito la parte destra del corpo, compresa la mandibolaâ€. La diagnosi arrivò come una tempesta: artrite reumatoide progressiva in forma maligna. “Sapevo già che, uno dopo l’altro, sarebbero stati colpiti tutti gli organi. Tre mesi fa ho perso anche l’occhio destro. Ma la vita no, quella non mi è stata toltaâ€.
Ricoveri, cure, viaggi continui tra Milano, Pisa e Catania. “Per otto anni ho resistito, pur zoppicando. Dal 2013 vivo in carrozzina. Ma grazie al tennistavolo ho avuto una nuova possibilità . Una nuova strada da percorrereâ€. E insieme allo sport, non ha mai smesso di credere nell’amore. “Nel 1998 ho conosciuto Rino, mio marito. La malattia è arrivata dopo, nel 2005. Ma noi abbiamo continuato a camminare insieme, sempre col sorrisoâ€.
Così, l’8 maggio del 2008, si sono sposati. “Che giornata meravigliosa… circondati da familiari e amici. Al Santuario dell’Annunziata a Bronte abbiamo pronunciato il nostro sì davanti a Dio, con don Pippo Fallico e padre Giuseppe Rizzo, che ancora oggi sono i nostri padri spiritualiâ€. La fede, gli affetti, la presenza silenziosa ma costante di chi le vuole bene: sono stati questi i suoi appigli nelle salite più dure. “Io e Rino siamo felici. E accogliamo bambini in difficoltà â€. Di Laura colpiscono subito tre cose: il sorriso luminoso, l’energia contagiosa e quella straordinaria capacità di guardare sempre avanti.
E il tennistavolo? “Con lo Sport Club Etna abbiamo costruito una famiglia. Qui a Cesena non sono soltanto un’atleta: faccio anche da chioccia ai ragazzi che si avvicinano per la prima volta a questo sport. Li seguo, li incoraggio, provo a trasmettere fiducia. Li vedo come tanti cuccioli. Il vero scudetto è questo: rendersi utili, stringere mani, rassicurare qualcunoâ€. Ma sul tavolo Laura non regala nulla. Nel suo palmarès ci sono tre titoli italiani e numerosi successi regionali, oltre agli stage con la Nazionale.
“Per cinque anni la malattia mi ha impedito di giocare, sono stata costretta a fermarmi. Adesso però sono tornata. Gioco molto di rovescio e ho un dritto particolare, tutto mio, con cui riesco a dare effetti insoliti alla pallina. Il tennistavolo mi ha aperto un mondo e mi ha aiutata in tantissimi aspetti della vitaâ€. L’energia di Laura travolge chiunque le stia accanto. Anche il piccolo Gabriele, suo nipote di sei anni. “Mi dice sempre che, da grande, vuole essere come zia Laura. Perché mi vede continuamente in movimentoâ€. A scuola stanno studiando il gruppo consonantico “GL†e la maestra ha chiesto ai bambini di scrivere una frase. “Lui ha scritto: “Vorrei che zia Laura vincesse una grande medaGLiaâ€. Ecco, la medaglia di oggi la porterò a luiâ€.
Nel cuore resta il sogno della Nazionale. “Magari arriverà un’altra occasione…â€. Intanto Laura continua a sfidare la sorte con il coraggio di chi ha imparato ad amare la vita in ogni sua forma. “Dopo aver perso l’occhio destro, l’oculista mi aveva proibito questa trasferta a Cesena. Ma io non l’ho ascoltato e sono partita lo stessoâ€.
E quando le chiedono quale sia il suo sogno più grande, la risposta arriva semplice, limpida, quasi disarmante: “Non posso pensare soltanto a me stessa. A Dio chiedo solo di continuare a vivere così come sto vivendo oggi. Perché, in fondo, mi sento fortunata. E davvero… credo di avere già tuttoâ€.
A cura di Fabio Paci
Nella foto di Giuseppe Di Carlo, Laura Schilirò premiata dal vicepresident federale Paolo Puglisi
Match-point annullati e match-point mancati hanno fatto la differenza nei destini di Giorgia Piccolin (n. 82 del ranking mondiale) e Nicole Arlia (n. 150) nei sedicesimi di finale del WTT Feeder Hennebont.
Piccolin, testa di serie n. 4, ha battuto per 3-2 (5-11, 11-2, 7-11, 11-7, 12-10) la brasiliana Victoria Strassburger (n. 284). Alla “bella†sul 9-10 ha salvato la palla match e alla sua prima opportunità (11-10) è andata a segno. Negli ottavi domani, sabato 23 maggio, affronterà alle ore 12,10 al tavolo 4 la belga Lilou Massart (n. 205).
Arlia è stata battuta per 3-2 (11-13, 11-8, 11-7, 14-16, 10-12) dalla francese Gaetane Bled (n. 694). Dopo non essere riuscita a sfruttare due set-point nel primo parziale, nel quarto non ha concretizzato tre match-point e nel quinto anche il quarto. La sua avversaria alla prima chance non ha perdonato.
Nei sedicesimi maschili ha superato il turno Niagol Stoyanov n. 119), che si è imposto per 3-1 (10-12, 11-4, 11-9, 11-6) sul francese Benjamin Fruchart (n. 358). Il suo prossimo avversario domani alle 13,20 al tavolo 2 sarà il transalpino Florian Bourrassaud (n. 102).
Nel doppio misto negli ottavi Stoyanov e Piccolin hanno prevalso per 3-0 (11-4, 11-4, 11-4) sul lettone Daniels Kogans e sulla trinidadiana Chloe Fraser e nei quarti domani alle 10 saranno opposti al tavolo 1 ai francesi Sandro Cavaille e Jade Huynh.
Nella foto Giorgia Piccolin in azione
Al WTT Contender Lagos Debora Vivarelli (n. 179 del ranking mondiale) si è fermata negli ottavi di finale.
Aveva di fronte la giapponese Satsuki Odo (n. 12), testa di serie n. 1, e ha ceduto per 3-0 (5-11, 6-11, 4-11)
La caldarese è tornta in campo nei quarti del doppio femminile e in coppia con Gaia Monfardini ha perso per 3-0 (7-11, 2-11, 2-11) contro le nipponiche Hitomi Sato e Saki Shibata, n. 1 del seeding.
Nella foto Debora Vivarelli in azione
Cagliari sogna l’Europa. E stavolta non è soltanto un modo di dire. A Linz, nel cuore dell’Austria, la Quattro Mori si gioca una notte che profuma di storia, orgoglio e appartenenza. Forte del 3-1 conquistato all’andata, la formazione femminile cagliaritana questa sera alle 18 andrà a caccia della Europe Cup con la consapevolezza di rappresentare molto più di una semplice squadra di tennistavolo: porta con sé il respiro di un’intera isola.
È l’unica formazione italiana rimasta in corsa in una competizione continentale. Un traguardo che rende ancora più straordinario il cammino delle ragazze guidate da Stefano Curcio, già capaci tre anni fa di alzare al cielo lo stesso trofeo in terra ungherese. Oggi, però, il sapore è diverso. Più intenso, più maturo. A Cagliari l’attesa è febbrile. Il tennistavolo per una sera coinvolge una città intera. Lo confermano le parole dell’assessore comunale allo sport Giuseppe Macciotta: “Tiferemo con il cuore, forza ragazze! Da sempre il tennistavolo è un vanto della città di Cagliari. La Quattro Mori è ai vertici nazionali e internazionali e per noi significa mantenere alta la tradizione sportiva. All’andata ci ha fatto sognare, ora manca soltanto l’ultimo passoâ€. Parole che raccontano quanto questa finale vada oltre il risultato. Perché dietro ogni punto, ogni scambio e ogni sacrificio c’è una comunità che si riconosce in queste ragazze terribili, capaci di trasformare una pallina in una speranza collettiva.
A Linz non saranno sole. Al seguito della squadra ci sarà una pattuglia di dirigenti e tifosi guidata da due colonne storiche del tennistavolo cagliaritano, Raffaele Curcio e Mario Gabba, uomini che da mezzo secolo vivono questo sport come una missione prima ancora che una passione. Altri sostenitori arriveranno da Venezia, città dove la Quattro Mori ha costruito negli anni amicizie sincere e legami profondi.
E poi c’è la storia più romantica di tutte, quella che attraversa i confini e unisce gli italiani lontani da casa. Da Vienna, Fortunato Meddis, calabrese d’origine e titolare di un noto salone di bellezza, ha lanciato sui social un appello accorato agli italiani residenti in Austria: “Andate a tifare queste meravigliose ragazze che stanno regalando a Cagliari una notte storicaâ€. Un invito semplice, ma pieno di calore, nato dall’affetto per Miriam Carnovale e diventato in poche ore un piccolo manifesto di appartenenza. È questo il fascino del tennistavolo. La capacità di accendere emozioni vere in luoghi lontani, di creare ponti invisibili tra persone che magari non si sono mai incontrate. Per una notte, Linz parlerà un po’ sardo. E Cagliari proverà a salire sul tetto d’Europa inseguendo una pallina che pesa come un sogno.
A cura di Fabio Paci
Ai Campionati Italiani Paralimpici, la seconda giornata ha regalato un verdetto dal forte valore sportivo e simbolico: la Sardegna festeggia una splendida doppietta nei playoff di Serie A2 paralimpica di classe 1-5. al Pala BCC Romagnolo di Cesena, le finali hanno decretato le due squadre promosse al termine di un percorso intenso, combattuto e ricco di significato umano oltre che agonistico. A imporsi sono state due formazioni cagliaritane: il Cagliari TT Rossa e il TT Sinnai Nera, protagoniste assolute di una giornata che ha riempito il palasport di applausi e momenti di partecipazione emotiva. Il successo del Cagliari TT Rossa, team composto da Helena Dretar Karic e Giovanni Pilia, è arrivato al termine di una finale impeccabile contro la Polha Varese (chiusa 3-0), che ha certificato solidità , equilibrio e lucidità nei momenti chiave. Un percorso costruito passo dopo passo, con la consapevolezza di una squadra capace di crescere partita dopo partita.
Carico di soddisfazione anche il cammino del TT Sinnai Nera, sodalizio formato da Makszin Roman Eneea Dacian, Catalin Daniel Maris, Andrea Gatti e Antonio Murgia, che ha dominato la propria finale contro l’Ask Kras Trieste con lo stesso risultato (3-0). Una prova che ha confermato la compattezza del gruppo e la capacità di reagire nei momenti decisivi.
Le finali erano state precedute da incontri combattuti e tutt’altro che scontati, a testimonianza dell’equilibrio tra le migliori formazioni arrivate ai playoff dopo la fase a gironi. Tra i risultati della prima fase spiccano il successo dell’Ask Kras sul Nerviano Lions (3-1), quello della Polha Varese sul TT Metropol Terraglio (3-1), la vittoria sofferta del Cagliari TT Rossa sul Teo Viaggi Lembo Monopoli (3-2) e l’affermazione del TT Sinnai Nera contro lo Sport Club Etna (3-1). Partite intense, decise spesso da pochi punti e da una gestione emotiva fondamentale.
La giornata cesenate ha così consacrato due squadre che, oltre al valore tecnico, hanno mostrato un’identità forte e una grande capacità di interpretare lo spirito del campionato: competere sì, ma sempre dentro una cornice di rispetto, inclusione e condivisione. Non è un caso che, al termine delle gare, tra strette di mano, applausi e abbracci tra avversari, il clima fosse quello di una grande festa collettiva. Perché nei Campionati Italiani Paralimpici la vittoria si misura anche nella capacità dello sport di unire persone, storie e territori. E così Cesena diventa il teatro di una doppia promozione che vale molto più di un risultato: è la fotografia di uno sport che cresce, che include e che continua a raccontare, punto dopo punto, il suo lato più autentico.
A cura di Fabio Paci
Le foto del Cagliari TT Rossa e del TT Sinnai Nera sono di Giuseppe Di Carlo
Ai Campionati Italiani Paralimpici la competizione continua senza sosta. A fare da filo conduttore non sono solo i risultati: sono soprattutto i gesti, i sorrisi, gli abbracci e gli applausi che raccontano il vero significato dello sport. Un’atmosfera intensa, dove l’inclusione non è uno slogan ma una realtà vissuta in ogni partita. Nel singolo femminile giovanile classe 1/5, il titolo è andato a Vanessa Dri del Gruppo Sportivo Rangers San Rocco Udine, che in finale ha avuto la meglio su Maria Chiara Barbagallo della Fiamma Mico Riposto. Una sfida combattuta fino all’ultimo punto, chiusa tra l’emozione degli applausi del pubblico e il rispetto reciproco che ha accompagnato ogni scambio.
Nel singolo maschile giovanile classe 1/5, il successo è stato conquistato da Manuel Fortuzzi del TennistavoloVallecamonica (Brescia), che ha saputo imporsi con determinazione. La medaglia d’argento è andata a Emanuele Ardovino del Cus Salerno, mentre il bronzo è stato condiviso da Filippo Sannevigo della Polisportiva Terraglio e da Michele Di Dio dello Sport Club Etna. Anche qui, più delle classifiche, hanno colpito le strette di mano sincere e gli abbracci tra avversari diventati compagni di percorso.
Grande partecipazione emotiva anche nel singolo maschile giovanile classe 6/10, dove il titolo è stato vinto da Graziano Chimenti del Tennistavolo Nuova Luzzi. L’argento è andato a Riccardo Sagliocco della Polisportiva P.G. Frassati, mentre il bronzo è stato conquistato da Claudio Truscelli della Radiosa Palermo e da Romeo Giurbino
dello Spotni Krozek Kras. Anche in questa categoria, il momento delle premiazioni – effettuato dal vice presidente della FITeT Paolo Puglisi e dal coordinatore delle attività sportive Matteo Quarantelli – si è trasformato in una celebrazione collettiva, fatta di applausi lunghi e sinceri, sorrisi condivisi e abbracci tra atleti, tecnici e famiglie. In ogni incontro, al di là del risultato sportivo, emerge con forza il valore più autentico di questi Campionati: lo sport come linguaggio universale, capace di abbattere barriere e costruire legami. Un contesto in cui la vittoria non è solo sul podio, ma anche nella crescita personale, nella fiducia, e nella capacità di riconoscere nell’altro un compagno di strada.
A cura di Fabio Paci
Le foto sono di Giuseppe Di Carlo