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#motociclismo #news #insella.it
La versione Rally della Multistrada V4 è la più ricca e completa, adatta sia alla guida su strada che sugli sterrati. Dopo essere passata dal nostro Centro Prove, ecco tutte le prestazioni rilevate
La Multistrada V4 Rally è la moto giusta per chi vuole macinare chilometri senza perdere il gusto di divertirsi sulle strade ricche di curve e anche su qualche tratto sterrato. Per il 2026 si presenta con parecchie modifiche che la migliorano sotto svariati aspetti, a partire dall’elettronica che conferma i radar anteriore e posteriore con Adaptive Cruise Control e Blind Spot Detection, mentre debutta il Forward Collision Warning che avvisa il pilota in caso di rischio imminente di collisione frontale con un veicolo che lo precede. Il sistema ABS cornering invece è stato aggiornato per migliorare stabilità e sicurezza. Tra le altre novità ci sono il parabrezza maggiorato, pedane più comode, manopole riscaldate su cinque livelli e TFT con navigazione integrata. Nuovo il cavalletto, mentre la sella è regolabile in altezza da 87 a 89 cm.
Durante la prova, che trovate qui, la Multi V4 Rally è passata dal Centro Prove, dove i ragazzi di AF Corse hanno rilevato tutte le sue reali prestazioni, che vi riportiamo qui di seguito.
Il motore è il V4 Granturismo di 1.158 cm³, con distribuzione bialbero, alimebtazione ride-by-wire e sistema che spegne la bancata posteriore dei cilindri quando il motore gira ai bassi regimi. Un motore che offre un'erogazione sufficientemente fluida ai bassi regimi, tanta spinta ai medi e un allungo rabbioso e coinvolgente agli altri regimi, da riferimento della categoria, con vibrazioni sempre contenute e poco fastidiose. Quattro le modalità di guida. Sport, Touring, Urban, Enduro.
Accelerazione:
Ripresa (da 50 km/h):
Il telaio è un monoscocca in alluminio con motore portante e telaietto psteriore in tubi di acciaio, il forcellone è a due bracci in alluminio e i cerchi sono a raggi di 19 e 17 pollici con pneumatici Pirelli Scorpion Trail. Le sospensioni semiattive, con escursione di 200 mm, sono gestite dal sistema Adaptive Skyhook DSS EVO, che legge le condizioni del manto stradale e lo stile di guida in pochi millisecondi e assicura una risposta precisa su qualunque fondo. Ora permette anche di intervenire sulla regolazione della compressione in movimento, indipendentemente dal riding mode scelto. Presente anche il sistema di abbassamento automatico (Automatic Lowering Device), che riduce l’altezza da terra a bassa velocità per facilitare le manovre.
Grazie al maxi serbatoio di 30 litri, l'autonomia è buona e si riescono a percorrere numerosi km fra una sosta e l'altra. Tuttavia il V4 risulta abbastanza assetato, specie in autostrada dove con le borse fornite di serie (che incidono negativamente sui consumi) si viaggia sui 13 km/l. Ecco tutti i valori che abbiamo rilevato:
Per tutto il mese di luglio la Casa francese propone sconti su scooter, moto e maxiscooter. Debuttano inoltre due edizioni speciali
Peugeot Motocycles Groupe rinnova per il mese di luglio le promozioni dedicate ai propri modelli, con riduzioni di prezzo che arrivano fino a 1.000 euro. Le offerte interessano gli scooter della famiglia Django, la roadster PM-01 125 e diversi modelli della gamma Peugeot Motocycles. Nello stesso periodo debutta inoltre la nuova serie speciale Django EVO NØ Name, realizzata in collaborazione con il marchio francese di sneaker NØ Name, insieme al nuovo Pulsion EVO R 125, variante dal look sportivo del GT francese.
Le promozioni dedicate alla famiglia Django prevedono invece sconti fino a 600 euro. Nel dettaglio:
Django Classic 125: 600 euro di sconto, prezzo promozionale di 2.999 euro anziché 3.599 euro.
Django Classic 125 Dark Shadow: 600 euro di sconto, prezzo di 3.199 euro anziché 3.799 euro.
Django Classic 125 Hot Color: 600 euro di sconto, prezzo di 3.199 euro anziché 3.799 euro.
Django Classic 125 Sport: 600 euro di sconto, prezzo di 3.199 euro anziché 3.799 euro.
Django Classic 125 Cafe Racer: 500 euro di sconto, prezzo di 3.499 euro anziché 3.999 euro.
Django Classic 125 TT: 500 euro di sconto, prezzo di 3.499 euro anziché 3.999 euro.
Anche la restante gamma beneficia di condizioni agevolate. Nel dettaglio:
La PM-01 125 Roadster viene proposta con 600 euro di sconto, portando il prezzo a 2.999 euro invece di 3.599 euro.
Per il nuovo Pulsion EVO 125 viene confermato il prezzo di lancio grazie a uno sconto di 200 euro, con listino fissato a 3.499 euro anziché 3.699 euro. La stessa formula è prevista anche per il Pulsion EVO 125 Urban, disponibile a 3.899 euro invece di 4.099 euro.
Sul fronte dei maxiscooter, l'XP400 Allure beneficia di uno sconto di 500 euro e viene proposto a 6.499 euro anziché 6.999 euro, mentre l'XP400 GT vede il vantaggio salire a 1.000 euro, con prezzo promozionale di 6.999 euro invece di 7.999 euro.
Chiudono l'elenco i tre ruote della famiglia Metropolis: il Metropolis 400 GT è scontato di 300 euro e costa 10.299 euro anziché 10.599 euro, mentre il Metropolis 400 SW beneficia dello stesso sconto ed è proposto a 10.999 euro invece di 10.699 euro.
Non produce anidride carbonica ed è più facile da gestire dell'idrogeno: l'ammoniaca potrebbe essere un carburante alternativo molto interessante, infatti su alcune navi lo stanno già provando e sulle auto è in fase prototipale. Per le moto invece?
Torniamo a parlare di carburanti in alternativa alla nostra amata benzina: nel mondo delle due ruote l'elettrico non è cosa e salvo alcuni esperimenti di Kawasaki, che ha sul mercato ben due moto ibride (la Ninja 7 e la Z7 da noi provate) e un prototipo circolante alimentato ad idrogeno, i tradizionali motori endotermici non sembrano essere ancora in discussione. Da diversi anni in campo automotive si parla anche di e-fuel , biocarburanti e anche di ammoniaca: quest'ultimo elemento è stato oggetto di sviluppo da parte del gruppo cinese GAC (Guangzhou Automobile Group) che ha presentato anche un motore funzionante. A distanza di qualche anno gli esperti sono tornati a parlare di NH3, l'ammoniaca, ma gli studi arrivano dal settore navale. Ecco cosa sappiamo fin ad ora.

La notizia riguardo all'utilizzo di ammoniaca come combustibile nell'ambito marittimo arriva direttemante da un bollettino rilasciato poco fa dall'EBI, la European Boating Industry, associazione europea che rappresenta l’industria della nautica da diporto e del turismo nautico presso le istituzioni dell’Unione Europea. E infatti, senza dilungarsi in una complessa analisi chimica, la molecola dell'ammoniaca (NH3) non presenta atomi di carbonio e, quando viene utilizzata come carburante, non genera anidride carbonica (che invece è prodotta in abbondanza dagli attuali motori a benzina e gasolio). Sulla carta quindi è ideale per raggiungere la decarbonizzazione che in Europa ci siamo dati come obiettivo.
I test a pieno carico su alcune navi sono già iniziati e quindi la tecnologia per l’utilizzo dell’ammoniaca c'è già e sta uscendo dai laboratori. I primi sviluppi parlano di tre soluzioni per quanto riguarda il powetrain: la prima prevede motori a combustione interna alimentati direttamente ad ammoniaca; la seconda con i bi-fuel, quindi in grado di funzionare a doppia alimentazione (diesel più ammoniaca); e infine nella terza si parla di sistemi di conversione elettrica fuel cell alimentate ad ammoniaca, un po' come funziona con alcune applicazioni dell'idrogeno. Rispetto a questo ultimo elemento che vi abbiamo citato, tra l'altro, ci sono importanti vantaggi in termini di logistica e stoccaggio perché l'ammoniaca è già prodotta e trasportata su larga scala e, in più, può essere stoccata liquida a pressioni e temperature meno estreme. Tutto sembra a suo favore, ma...

Molti di voi già sapranno che l'ammoniaca è altamente tossica, è corrosiva su molti materiali e dallo scarico potrebbero sfuggire pericolose tracce di NH3. Questo significa che per avere un utilizzo sicuro su larga scala servono adeguate precauzioni come sistemi di sicurezza avanzati, ventilazione forzata, rilevazione di fughe, sensori e doppie barriere. Sulle grandi navi, e parliamo di cargo, il personale può essere addestrato e lo spazio a bordo per i grandi serbatoio, così come per eventuali compartimenti tecnici dedicati, non manca. Per una distribuzione più larga, però, ci sono altri problemi: infatti, mancano ancora totalmente punti di stoccaggio e rifornimento di ammoniaca nelle marine. Nella nautica ci sono dei forti limiti, quindi per ora non si parla neanche di navi passeggeri o yacht sotto i 50-60 metri (quindi imbarcazioni già molto grandi): nelle moto la questione diventa ancora più complicata, sempre per questioni di spazio e gestione del prodotto sulle nostre strade. I risultati che potrebbe dare questo carburante sono interessanti, ma nessun costruttore di due ruote ha preso in considerazione l'ammoniaca come carburante alternativo, o almeno non ci sono notizie a riguardo ma vi terremo aggiornati.
In Giappone ordini aperti fino al 31 agosto per l'ultima serie della R6 da pista: poi la supersportiva di Iwata uscirà definitivamente di scena
La YZF-R6 muore due volte. La prima nel 2021, quando le norme antinquinamento la cacciarono dai listini stradali europei; la seconda adesso, ed è quella definitiva. Yamaha Giappone ha annunciato che la R6 Race Base, la versione da pista, non omologata, che aveva tenuto in vita il modello negli ultimi anni, verrà prodotta un'ultima volta, in serie limitata e solo su ordinazione. Chiuse le prenotazioni, i macchinari si fermeranno per sempre. Cala così il sipario su uno dei quattro cilindri 600 più iconici di sempre, punto di riferimento per una generazione di piloti, dai campionati nazionali Supersport fino ai frequentatori dei track day.
Chi la vuole deve muoversi, e possibilmente vivere in Giappone: le prenotazioni si raccolgono presso i concessionari competizione autorizzati Yamaha in due finestre, dal 1° al 31 luglio e dal 1° al 31 agosto 2026, con consegne dal 26 febbraio 2027 per la prima tranche e da fine aprile per la seconda. Il prezzo è di 1.375.000 yen, circa 7.500 euro al cambio, in un'unica colorazione grigio scuro opaco.
Tecnicamente non ci sono sorprese, e in fondo è giusto così: si esce di scena con l'abito di sempre. La base è la R6 europea model year 2020, con il quattro cilindri in linea di 599 cm³ raffreddato a liquido, controllo di trazione e cambio elettronico. Forcella e impianto frenante anteriore sono gli stessi della sorella maggiore R1 Race Base 2024, mentre in dotazione arrivano cablaggio dedicato e centralina racing. Nessuna modifica rispetto alla serie precedente: chi ordinerà l'ultima R6 porterà a casa esattamente la moto che ha dominato la classe Supersport per anni.
Il testimone, in casa Yamaha, è già passato alla R9 tre cilindri, figlia della nuova generazione di supersportive che ha mandato in pensione le 600. Ma per chi è cresciuto con il quattro in linea che urla oltre i 16.000 giri, la R9 non è la stessa cosa. Questa è l'ultima occasione per mettersi in garage un pezzo di storia recente: dopo il 31 agosto, la R6 esisterà solo sul emrcato dell'usato. E nei ricordi di chi l'ha portata al limite.
Tre turisti francesi hanno perso la vita dopo essere precipitati con un quad in un dirupo nella zona del Monte Saccarello. Le cause dell'incidente sono ancora in corso di accertamento
Una giornata di escursione si è trasformata in tragedia lungo la Via del Sale, uno dei percorsi sterrati più conosciuti e frequentati da motociclisti e appassionati di fuoristrada tra Liguria e Piemonte. Nella tarda mattinata di giovedì 2 luglio, tre cittadini francesi hanno perso la vita dopo essere precipitati con il loro quad in un dirupo nella zona del Monte Saccarello, nel territorio comunale di Triora (Imperia), a pochi chilometri dal confine con la provincia di Cuneo.
Secondo le prime informazioni, le vittime avevano circa 70 anni ed erano residenti nella zona di La Brigue, in Francia. L'incidente è avvenuto nei pressi del Rifugio La Terza. Le autorità stanno ancora ricostruendo con precisione la dinamica dell'accaduto; secondo alcune testimonianze, il mezzo sarebbe finito nel dirupo durante una manovra.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri, impegnati sia nelle operazioni di recupero delle salme sia nei rilievi necessari ad accertare le cause dell'incidente. È stato impiegato anche un elicottero, ma il forte vento ha reso particolarmente difficili le operazioni di soccorso.
La notizia ha colpito anche il mondo delle due ruote perché la Via del Sale è una delle mete off-road più apprezzate dagli appassionati di moto e maxienduro. Ogni stagione richiama migliaia di visitatori grazie ai panorami d'alta quota e alle storiche strade militari che attraversano le Alpi Liguri. Proprio per questo, la tragedia richiama ancora una volta l'attenzione sull'importanza della prudenza quando si affrontano percorsi di montagna, anche a bordo di mezzi specifici per il fuoristrada.
La zona era già stata teatro di un grave incidente. Il 2 luglio 2017, nei pressi delle Navette, all'altezza di Upega, un fuoristrada con cinque turisti francesi precipitò in un dirupo: in quell'occasione le vittime furono due. Anche quel tragico episodio avvenne lungo lo stesso comprensorio montano che comprende la Via del Sale.
Il 2019 è stato un anno importante per i motociclisti e per i produttori di abbigliamento da moto. Per questi ultimi infatti è scattato l’obbligo di certificare i prodotti che quindi devono essere sottoposti a una serie di test specifici. L’argomento è complicato, qui sotto rispondiamo ai dubbi più frequenti.
Significa che deve avere un’etichetta con cui si certifica che un laboratorio specializzato lo ha sottoposto a una serie di prove per valutare le caratteristiche di resistenza all’abrasione, al taglio e quindi, in definitiva, quanto protegge chi lo indossa.
Il regolamento europeo 2016/425 indica con chiarezza che dal 21 aprile 2019 tutti i produttori di capi da moto dovranno produrre e immettere sul mercato solo abbigliamento certificato.
Tutti i capi dotati di alloggiamenti per le protezioni: quindi giubbotti, tute e pantaloni da moto. Guanti e stivali invece hanno già altre certificazioni specifiche: rispettivamente la EN 13594 e la EN 13634.
No: la legge è chiarissima. Chi produce e mette in commercio abbigliamento da moto deve “certificarloâ€, altrimenti è fuorilegge e rischia pesanti sanzioni economiche. Tutti i produttori si sono comunque messi in regola per tempo e le collezioni di abbigliamento 2019 ora in distribuzione sono tutte regolarmente “certificateâ€.
Il consumatore non rischia nulla, perché la normativa riguarda solo i produttori. Anzi, questa situazione potrebbe addirittura portare dei vantaggi: i capi non certificati probabilmente saranno proposti con sconti sempre più “pesanti†col procedere della stagione.
No, in Italia non esiste alcun obbligo di indossare abbigliamento da moto, certificato o non certificato. Si parla di norme inserite in una prossima revisione del Codice della Strada, a imitazione di quanto avviene in Francia dove è obbligatorio indossare guanti omologati. Al momento però sono solo ipotesi.
Sì: la “vecchia†normativa EN 13595, in vigore dal 2002 e sostituita dalla prEN 17092 (in fase di approvazione finale) permetteva di certificare tute, giacche, giubbotti e pantaloni da moto. Sul mercato però sono arrivati pochissimi capi certificati, almeno da parte dei produttori italiani, sia perché non c’era l’obbligo di certificare l’abbigliamento, sia perché la normativa prevedeva prove piuttosto impegnative e i capi risultavano pesanti e scomodi da indossare.
Sì: un capo con etichetta “classe AAA†è molto più sicuro di un capo “classe Câ€. È come il sistema di etichettatura degli elettrodomestici (un frigo classe AAA consuma meno energia di uno classe B), solo che in questo caso si parla di sicurezza. Nel box a qui accanto vi spieghiamo le varie classi.
L’etichetta deve riportare chiaramente la classe di certificazione del capo. Le classi sono cinque: ecco le caratteristiche di ciascuna.
Sono i capi più “professionaliâ€, quelli che offrono la massima protettività . Ma sono anche quelli più pesanti e, per forza di cose, anche meno confortevoli da utilizzare.
In questa categoria dovremmo trovare i migliori capi da turismo, i giubbotti in pelle e i pantaloni con rinforzi e protezioni. La sicurezza garantita è senz’altro di buon livello.
Sono i capi destinati all’utilizzo urbano e al commuting a corto raggio: la protettività è inferiore alle classi precedenti, ma in cambio sono più leggeri e comodi da indossare nell’utilizzo quotidiano.
In questa classe troviamo abbigliamento con resistenza all’abrasione pari a quella dei capi di livello A, ma non ci sono protezioni CE.
La protezione è limitata: non a caso questi capi vengono definiti “contenitori di protezioniâ€. Proteggono nell’impatto, grazie alle protezioni, ma non dall’abrasione. Insomma, vanno bene solo per le cadute da fermo!
Buona qualità , posizione di guida azzeccata e motore elastico e sfruttabile. Questa cinese ha pochi difetti e un prezzo valido, anche se la dotazione di serie non è ricchissima
Le enduro stradali stanno vivendo un periodo d’oro in tutte le fasce di mercato. All’inizio piacevano solo le “maxi†superpotenti e supercostose, poi gli appassionati hanno scoperto le bicilindriche di cilindrata medio-alta. Ora tocca alle enduro 450 con ruota anteriore da 21â€. D'altronde, una moto come la 450MT è buona per ogni percorso, poco impegnativa e adatta anche ai viaggiatori alle prime armi (si guida con patente A2).
La 450MT monta l’ottimo bicilindrico CFmoto di 449 cm³ (la potenza rilevata è di 37,8 CV) e la ciclistica prevede un telaio in tubi di acciaio, con telaietto imbullonato e forcellone bibraccio in alluminio. Davanti troviamo una forcella KYB a steli rovesciati di 41 mm completamente regolabile e un disco freno di 320 mm, dietro un mono KYB regolabile in precarico ed estensione. L’escursione è di 208 mm e 190 mm, mentre i cerchi sono a raggi di 21-18 pollici.
Il cruscotto con display TFT è ben fatto, non ci sono riflessi ed è ricco di informazioni, ma i caratteri sono troppo piccoli
Il parabrezza della CFmoto è robusto, ben fatto e offre un comodo meccanismo di regolazione, utilizzabile anche con una sola mano. Il display TFT è ben fatto, non ci sono riflessi ed è ricco di informazioni, ma i caratteri sono piccoli e poco leggibili. I comandi al manubrio sono di buona qualità . Con il joystick a quattro tasti a sinistra si naviga nei sottomenù del display in modo semplice.
Il parabrezza è piccolo ma si regola facilmente in altezza
La protezione del motore in acciaio è solida e si integra bene alla linea della moto, oltre a proteggere collettori e basamento da eventuali urti e detriti che si sollevano in off-road. Piastra portapacchi e maniglioni del passeggero (entrambi di serie) sono comodi quando si viaggia. La sella è abbastanza spaziosa e ben imbottita. Il vano sottosella è occupato in gran parte dalla cassa filtro e dalla batteria. Ci stanno giusto i documenti e gli attrezzi di bordo.
La piastra paramotore in metallo è un accessorio (di serie) indispensabile se si fa fuoristrada
Il terminale di scarico rialzato permette di affrontare piccoli guadi senza pensieri. Inoltre ha una “voce†di scarico coinvolgente. Le finiture sono molto buone, specie se rapportate al prezzo.
La posizione di guida è corretta, permette un buon controllo su strada e infonde fiducia in fuoristrada, quando si guida in piedi sulle pedane. Anche il comfort è buono: la sella è stretta ma sufficientemente imbottita, manubrio e pedane sono ben distanziati. La MT è complessivamente ospitale anche per il passeggero. La sella è spaziosa, ben imbottita e offre tanto grip, le pedane sono correttamente distanziate, le maniglie comode e robuste.
Le prestazioni sono buone: la potenza è sufficiente per districarsi in ogni situazione. Non ci si può lamentare nemmeno della tenuta di strada. La 450 è sicura, maneggevole e ben bilanciata. Le sospensioni sono scorrevoli ma non cedevoli. Faticano però a filtrare le piccole sconnessioni.
Il cambio è morbido negli innesti e risulta preciso e silenzioso. Il comando della frizione non è troppo duro da azionare. Quanto ai freni, l'impianto è progressivo e potente quanto basta, riuscendo a fermare la moto in poco più di 40 metri, da 100 km/h.
La 450MT è perfettamente in grado di affrontare trasferte autostradali anche lunghe, basta non avere fretta: la velocità di crociera giusta è sui 110-120 chilometri orari. La protezione aerodinamica è discreta ma non ottima: il parabrezza protegge solo il busto e parte del casco, lasciando scoperte braccia e spalle. Le vibrazioni però sono contenute. I consumi invece solo discreti: 17,2 km/l per la CFmoto.
In città è snella e maneggevole, si gestisce senza problemi a bassa velocità e nelle manovre a motore spento, grazie al peso tutto sommato contenuto. I cerchi a raggi e le sospensioni a lunga escursione non temono le buche e l’asfalto rovinato delle nostre città .
| Velocità massima (km/h) | 154,8 |
| Accelerazione | secondi |
| 0-400 metri | 14,3 |
| 0-1000 metri | 28,6 |
| 0-100 km/h | 5,7 |
| Ripresa (da 50 km/h) | secondi |
| 400 metri | 14,1 |
| 1000 metri | 28,7 |
| Potenza massima alla ruota | |
| CV/kW | 37,8/28,2 |
| Giri al minuto | 8.800 |
| Frenata | metri |
| Da 100 km/h | 41,1 |
| Consumi | km/l |
| Autostrada | 17,2 |
| Extraurbano | 28,4 |
| A 90 km/h | 25,8 |
| A 120 km/h | 18,9 |
| Al massimo | 12,2 |
| Autonomia | km |
| A 120 km/h | 321,1 |
| Al massimo | 208,4 |
| Motore | 4 tempi bicilindrico |
| Cilindrata (cm3) | 449 |
| Cambio | a 6 rapporti |
| Potenza CV(kW)/giri | 42,2 (31)/8.500 |
| Freno anteriore | a disco di 320 mm |
| Freno posteriore | a disco di 240 mm |
| Pneumatico anteriore | 90/90-21†|
| Pneumatico posteriore | 140/70-18†|
| Altezza sella (cm) | 82 |
| Peso (kg) | 173 |
| Capacità serbatoio (litri) | 17+3,5 |
| Autonomia (km) | 321,1 |
| Velocità massima (km/h) | 154,8 |
| Tempo di consegna | - |
La qualità elevata delle finiture, la posizione di guida azzeccata, il motore elastico e sfruttabile, la versatilità d’uso
I caratteri un po’ piccoli del cruscotto, l’effetto on-off dell’acceleratore, la dotazione di serie offerta piuttosto basica
Iwata riparte dal leader del mondiale e dal giapponese che ha appena vinto ad Assen: dal 2027 il team ufficiale sarà Martin-Ogura
Yamaha non vince una gara dal 2022 e ha deciso di risolvere il problema alla radice: si è presa i due piloti più in forma del momento. Il 1° luglio la Casa dei tre diapason ha ufficializzato Jorge Martin e Ai Ogura come coppia del team factory per il biennio 2027-2028, ventiquattro ore dopo aver annunciato la separazione da Fabio Quartararo e Alex Rins a fine stagione. Un ribaltone completo, pensato in funzione della rivoluzione tecnica del 2027, quando la MotoGP passerà alle 850 cm³ e alle gomme Pirelli: Yamaha ha scelto di affrontare il nuovo ciclo con un box tutto nuovo, azzerando l'era Quartararo.
I tempi dell'annuncio non potevano essere migliori. Martin è arrivato all'appuntamento da leader del mondiale 2026, dopo un 2025 in Aprilia devastato dagli infortuni e da una lunga telenovela contrattuale che aveva incrinato i rapporti con Noale. La sua stagione del riscatto, vittoria a Le Mans, pole ad Assen, testa della classifica, non è bastata però a garantirgli il futuro in Aprilia, che per il 2027 gli ha preferito Bagnaia al fianco del confermato Bezzecchi. Il campione del mondo 2024 riparte così dalla sua terza Casa in quattro anni, con il compito di riportare Yamaha stabilmente al vertice.
Se Martin è la garanzia, Ogura è il simbolo. Il ventiquattrenne di Tokyo, campione Moto2 nel 2024, ha appena firmato ad Assen la sua prima vittoria in MotoGP, la prima di un pilota giapponese nella classe regina dal 2004: un digiuno lungo ventidue anni, interrotto proprio alla vigilia della firma. C'è anche un paradosso gustoso nella sua storia: cresciuto nel vivaio Honda, diventerà il primo giapponese del team factory Yamaha in MotoGP. Lascia Trackhouse dopo due stagioni in cui è passato da rookie dell'anno a pretendente al titolo, oggi è quarto nel mondiale, a 25 punti proprio da Martin, e il managing director Paolo Pavesio non ha nascosto l'orgoglio per il ritorno di un pilota di casa, definendo la sua crescita nelle ultime due stagioni la chiave della scelta: secondo Iwata, Ogura ha il potenziale per diventare uno dei migliori piloti del campionato.
Con questa firma il mercato 2027 entra nella fase finale: restano da ufficializzare solo le line-up factory di Honda e KTM, con Quartararo dato in orbita HRC. Ma il messaggio di Yamaha è già chiarissimo: la ricostruzione è finita, ora si torna a giocare per vincere.
La maxi crossover di Pesaro è pronta ad arrivare dai concessionari. Ecco cosa sappiamo su di lei, quando arriverà e quanto costa
Presentata come concept a EICMA 2024, confermata in versione definitiva a EICMA 2025, la maxi crossover del leoncino è finalmente pronta a sbarcare dai concessionarti.
Il cerchio si è chiuso e la 902 ha un prezzo e una data di commercializzazione. Arriverà nelle concessionarie nel corso del 2026, ed è la moto con cui Benelli punto a riprendere lo slancio nella vendite dopo lo smatimento degli stock Euro5 del 2025.
La versione "Stradale"
La TRK 902 non è una moto sola, ma due. La Xplorer è quella con l'anima più ruvida, pensata per andare oltre l'asfalto: ruota anteriore da 19", cerchi a raggi, sospensioni Marzocchi completamente regolabili con 170 mm di escursione, pneumatici Pirelli Scorpion Rally e 215 mm di luce a terra. La Stradale, invece, è la viaggiatrice pura: entrambe le ruote da 17", gomme Pirelli Angel GT II, sospensioni con corsa ridotta a 130 mm e — dettaglio non da poco per chi fatica a toccare terra — sella abbassata a 80,5 cm contro gli 84 della sorella.
La posizione di guida invita a viaggiare ma anche a divertirsi tra le curve
A unirle è il motore, lo stesso per entrambe: un bicilindrico parallelo fronte marcia di 904 cm³, quattro valvole per cilindro, omologato Euro5+. Eroga 95,2 CV a 9.000 giri e una coppia di 90 Nm a 6.500, con una messa a punto che privilegia i bassi e i medi regimi, quelli che si usano davvero quando si viaggia. L'alimentazione passa da un doppio corpo farfallato elettronico da 46 mm con Ride by Wire gestito da centralina Bosch, e la frizione è antisaltellamento.
Il telaio è un traliccio in acciaio sviluppato a Pesaro, abbinato a un bel forcellone in alluminio. La frenata è affidata a un impianto Brembo con doppio disco anteriore da 320 mm e pinze radiali. Il serbatoio metallico da 20 litri promette oltre 400 km di autonomia con i circa 5 l/100 km dichiarati.
Sul fronte dotazione, Benelli ha "caricato" parecchio: display TFT da 7" con navigazione turn-by-turn e connettività , tre riding mode (Sport, Touring, Urban), quickshifter bidirezionale, cruise control, traction control, ABS disinseribile e TPMS. Di serie anche manopole e sella riscaldate regolabili su tre livelli. Tra gli optional spuntano le valigie in alluminio, una dash cam e, chicca da moto ben più costose, un radar posteriore con avviso dell'angolo cieco. Il peso a secco dichiarato è di 235 kg per la Xplorer e 231 kg per la Stradale.
Quanto al prezzo, la cifra ufficiale è quella che tutti stavano aspettando per capire dove Benelli ha deciso di posizionare la sua ammiraglia: 8.790 euro per la stradale, 8.990 per la Xplorer. E questo "dettaglio" rende tutto ancora più interessante.
Il Safety Tutor è un sistema in grado dirilevare la velocità media di un veicolo su un determinato tratto di strada. Ecco come funziona, quanti sono quelli attivi e la mappa in Italia
Il Safety Tutor è un sistema di misurazione della velocità media sviluppato da Autostrade per l’Italia, introdotto nel 2005 e gestito dalla Polizia Stradale. Nonostante il fine sia sostanzialmente lo stesso (disincentivare gli utenti della strada a superare i limiti di velocità mediante sanzione), è diverso dal classico Autovelox, al quale si affianca. Vediamo di fare chiarezza.
Il Tutor, o meglio, il SICVE (Sistema informativo per il controllo della velocità ), è costituito da una serie di postazioni di rilevamento collegate a un computer, che opera il calcolo della velocità media. In pratica, il sistema misura la velocità media di un veicolo che percorre un tratto di strada compreso tra le due stazioni di rilevamento lontane diversi chilometri, in modo da fornire una misurazione attendibile e incontestabile.
Il funzionamento del Tutor è in realtà molto semplice: i dati registrati dalla prima telecamera, cioè la targa del veicolo, la data e l’ora del passaggio, vengono confrontati con quelli registrati dalla seconda telecamera, quella cioè “di uscitaâ€, generalmente posta ad una distanza di 10 o anche 30 km dalla prima. Il sistema centrale calcola quindi la velocità media di ciascun veicolo, dividendo i chilometri percorsi per il tempo impiegato a percorrerli e facendo scattare in automatico la multa nel caso di superamento del limite.
A differenza dell’Autovelox, che misura solo la velocità istantanea dei veicoli al passaggio in un punto esatto della sezione stradale, il Tutor misura la velocità media compresa tra un punto d’ingresso ed uno di uscita, senza quindi penalizzare chi, per esempio, dovesse superare il limite di velocità per brevi tratti, magari per un sorpasso.
Come in tutti i casi di rilevamento della velocità , è prevista anche per il Tutor una soglia minima di tolleranza. La legge nel caso del Tutor (e anche per l’Autovelox) ha stabilito una soglia di tolleranza pari al 5% e comunque non inferiore alla soglia minima di 5 km/h.
La multa scatta automaticamente nel caso di superamento della velocità massima consentita e viene inviata all’intestatario del veicolo tramite notifica il verbale della multa per posta “cartacea†oppure PEC.
Cogliamo l’occasione per ricordare i limiti di velocità in autostrada. In base all’articolo 142 del Codice della Strada, la velocità massima in autostrada non può in Italia superare i 130 km/h. Limite che scende a 110 km/h in presenza di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura e a 100 km/h per i neopatentati. Ovviamente, il limite può scendere ulteriormente in caso di lavori sulla carreggiata, gallerie o altro ancora, comunque segnalati con appositi cartelli.
Le sanzioni previste dall’art. 142 CdS restano articolate in fasce, con tolleranza applicata. Gli importi, aggiornati dall’ultimo adeguamento normativo e rimasti invariati anche per il 2026 per effetto del blocco dell’adeguamento ISTAT, vanno da 42 euro fino a un massimo di 3.382 euro, con decurtazione fino a 10 punti e sospensione della patente nei casi più gravi. Nel dettaglio:
Come accennato, il Tutor è stato introdotto in Italia tra il 2004 e il 2005 inizialmente su alcuni tratti della rete di Autostrade per l'Italia e le sue controllate. La Polizia Stradale aggiorna periodicamente il numero e la dislocazione dei dispositivi attivi: in base all’aggiornamento sul sito di Polstradasono ad oggi sono in funzione oltre 170 tutor su circa 1.800 km di autostrada.
Il sistema Tutor non è distribuito in modo continuo su tutta la rete autostradale, ma opera su specifiche tratte della rete gestita da Autostrade per l’Italia e da altri concessionari. La presenza dei dispositivi è definita per segmenti di autostrada, identificati da portali di ingresso e uscita tra cui viene calcolata la velocità media. È possibile conoscere la posizione esatta di tutti i sistemi Safety Tutor sulle autostrade italiane (sistemi che, lo ricordiamo, debbono sempre essere segnalati con cartello), visitando il sito di Autostrade per l’Italia o quello della Polizia di Stato dove, appunto, sono presenti mappe e tabelle che indicano la presenza dei tutor lungo le tratte autostradali.
Di seguito l’elenco tratta per tratta dei Tutor attivi sulla rete autostradale
| Inizio tratta | Km inizio | Fine tratta | Km fine | Direzione |
| Lodi Dir. Nord | 24 | Milano Sud Dir. Nord | 12,05 | Nord |
| Casale Dir. Nord | 38,9 | Lodi Dir. Nord | 24 | Nord |
| Piacenza Nord Dir. Nord | 52,2 | Casale Dir. Nord | 38,9 | Nord |
| Piacenza Sud Dir. Nord | 60,885 | Piacenza Nord Dir. Nord | 52,2 | Nord |
| Fiorenzuola Dir. Nord | 76,58 | Piacenza Sud Dir. Nord | 60,885 | Nord |
| Fidenza Dir. Nord | 92,55 | Fiorenzuola Dir. Nord | 76,58 | Nord |
| All. A15 A1 N Dir. Nord | 99,1 | Fidenza Dir. Nord | 92,55 | Nord |
| Parma Dir. Nord | 113,28 | Reggio Emilia Dir. Nord | 139,2 | Nord |
| Campegine Dir. Nord | 125,83 | Parma Dir. Nord | 113,28 | Nord |
| Reggio Emilia Dir Nord | 139,2 | Campegine Dir. Nord | 125,83 | Nord |
| All. A22 A1 N Dir Nord | 153,400 | Reggio Emilia Dir Nord | 139,200 | Nord |
| Modena Sud Dir. Nord | 172,03 | Modena Nord Dir. Nord | 158,53 | Nord |
| Milano Sud Dir. Sud | 12,3 | Lodi Dir. Sud | 21,2 | Sud |
| Lodi Dir. Sud | 21,2 | Casale Dir. Sud | 36,1 | Sud |
| Casale Dir. Sud | 36,1 | Piacenza Nord Dir. Sud | 48,1 | Sud |
| Piacenza Nord Dir. Sud | 48,1 | Piacenza Sud Dir. Sud | 54,5 | Sud |
| Piacenza Sud Dir. Sud | 54,5 | All. A21 A1 S Dir. Sud | 60,85 | Sud |
| Fiorenzuola Dir. Sud | 71,35 | Fidenza Dir. Sud | 89,15 | Sud |
| Fidenza Dir. Sud | 89,15 | All. A15 A1 N Dir. Sud | 99,45 | Sud |
| All. A15 A1 S Dir. Sud | 103,4 | Parma Dir. Sud | 109,2 | Sud |
| Parma Dir. Sud | 109,2 | Campegine Dir. Sud | 122,35 | Sud |
| Campegine Dir Sud | 122,350 | Reggio Emilia Dir Sud | 135,850 | Sud |
| Modena Nord Dir Sud | 158,528 | Modena Sud Dir Sud | 169,050 | Sud |
| Modena Sud Dir. Sud | 169,05 | All. A14 A1 N Dir. Sud | 186,83 | Sud |
| Inizio tratta | Km inizio | Fine tratta | Km fine | Direzione |
| Santa Lucia Nord Dir. Sud | 264,94 | Santa Lucia Sud Dir. Sud | 272,698 | Sud |
| Inizio tratta | Km inizio | Fine tratta | Km fine | Direzione |
| Valdichiana Dir. Nord | 386,450 | Monte San Savino Dir. Nord | 373,650 | Nord |
| Chiusi Dir. Nord | 411,600 | Valdichiana Dir. Nord | 386,450 | Nord |
| Orvieto Dir. Nord | 467,000 | Fabro Dir. Nord | 429,100 | Nord |
| Fabro Dir. Nord | 429,100 | Chiusi Dir. Nord | 411,600 | Nord |
| Magliano Dir. Nord | 503,11 | Orte Dir. Nord | 493,9 | Nord |
| Ponzano Romano Dir. Nord | 517,55 | Magliano Dir. Nord | 503,11 | Nord |
| All. Rac Rm-N A1 N Dir. Nord | 529,14 | Ponzano Romano Dir. Nord | 517,55 | Nord |
| Monte San Savino Dir. Sud | 369,45 | Valdichiana Dir. Sud | 383,95 | Sud |
| Valdichiana Dir. Sud | 383,95 | Chiusi Dir. Sud | 408,95 | Sud |
| Chiusi Dir. Sud | 408,95 | Orvieto Dir. Sud | 467,000 | Sud |
| Orte Dir. Sud | 489,9 | Ponzano Romano Dir. Sud | 512,9 | Sud |
| Ponzano Romano Dir. Sud | 512,9 | All. Rac Rm-N A1 N Dir. Sud | 527,6 | Sud |
| Inizio tratta | Km inizio | Fine tratta | Km fine | Direzione |
| All. Rac Rm-S A1 N Dir. Nord | 574,6 | All. A24 A1 S Dir. Nord -M | 564,05 | Nord |
| Valmontone Dir Nord | 589,200 | All Rac RM-S A1s Dir Nord -M | 579,850 | Nord |
| Colleferro Dir. Nord | 596 | Valmontone Dir. Nord | 589,2 | Nord |
| Anagni Dir Nord | 605,800 | Colleferro Dir Nord | 596,000 | Nord |
| Pontecorvo Dir Nord | 661,750 | Ceprano Dir Nord | 644,850 | Nord |
| Cassino Dir. Nord | 671,2 | Pontecorvo Dir. Nord | 661,75 | Nord |
| San Vittore Dir. Nord | 680,5 | Cassino Dir. Nord | 671,2 | Nord |
| Caianello Dir Nord | 702,600 | San Vittore Dir Nord | 680,500 | Nord |
| Sm Capuavetere Dir. Nord | 731,4 | Capua Dir. Nord | 721,5 | Nord |
| Caserta Nord Dir. Nord | 736,68 | Sm Capuavetere Dir. Nord | 731,4 | Nord |
| All. A24 A1 S Dir. Sud | 564 | All. Rac Rm-S A1 N Dir. Sud | 574 | Sud |
| Colleferro Dir. Sud | 589,170 | Anagni Dir Sud | 602,900 | Sud |
| Ferentino Dir Sud | 616,500 | Frosinone Dir. Sud | 622,5 | Sud |
| Ceprano Dir. Sud | 640,8 | Pontecorvo Dir. Sud | 656,7 | Sud |
| Cassino Dir. Sud -M | 668,57 | San Vittore Dir Sud | 675,900 | Sud |
| Caianello Dir. Sud | 696,7 | Capua Dir. Sud | 717,45 | Sud |
| Sm Capuavetere Dir. Sud | 727,95 | Caserta Nord Dir. Sud | 732,89 | Sud |
| Inizio tratta | Km inizio | Fine tratta | Km fine | Direzione |
| Trezzo Dir. Est | 154,85 | Dalmine Dir. Est | 166,633 | Est |
| Dalmine Dir. Est | 166,633 | Bergamo Dir. Est | 171,3 | Est |
| Bergamo Dir. Est | 171,3 | Seriate Dir. Est | 178,45 | Est |
| Seriate Dir. Est | 178,45 | Grumello Dir. Est | 187,01 | Est |
| Grumello Dir. Est | 187,01 | Ponte Oglio Dir. Est | 190,45 | Est |
| Ponte Oglio Dir. Est | 190,45 | Palazzolo Dir. Est | 192,4 | Est |
| Palazzolo Dir. Est | 192,4 | Rovato Dir. Est | 200,69 | Est |
| Rovato Dir. Est | 200,69 | Ospitaletto Dir. Est | 205,55 | Est |
| Capriate Dir. Ovest | 161,49 | Cavenago Dir. Ovest | 151,5 | Ovest |
| Cavenago Dir. Ovest | 151,5 | Dalmine Dir. Ovest | 168,9 | Ovest |
| Dalmine Dir. Ovest | 168,9 | Bergamo Dir. Ovest | 174,3 | Ovest |
| Bergamo Dir. Ovest | 174,3 | Seriate Dir. Ovest | 180 | Ovest |
| Seriate Dir. Ovest | 180 | Grumello Dir. Ovest | 189 | Ovest |
| Grumello Dir. Ovest | 189 | Ponte Oglio Dir. Ovest | 192,4 | Ovest |
| Ponte Oglio Dir. Ovest | 192,4 | Palazzolo Dir. Ovest | 193,9 | Ovest |
| Palazzolo Dir. Ovest | 193,9 | Rovato Dir. Ovest | 202,3 | Ovest |
| Rovato Dir. Ovest | 202,3 | Ospitaletto Dir. Ovest | 206,97 | Ovest |
| Inizio tratta | Km inizio | Fine tratta | Km fine | Direzione |
| Ronco Scrivia Dir. Nord | 109,33 | Isola del Cantone Dir. Nord | 104,8 | Nord |
| Busalla Dir. Nord | 114,14 | Ronco Scrivia Dir. Nord | 109,33 | Nord |
| Busalla Dir. Sud | 112,78 | Bolzaneto Dir. Sud | 125,07 | Sud |
| Inizio tratta | Km inizio | Fine tratta | Km fine | Direzione |
| Castellanza Dir. Nord | 17 | Busto Arsizio Dir. Nord | 20,8 | Nord |
| Origgio Ovest Dir. Sud | 12,15 | Castellanza Dir. Sud | 20,4 | Sud |
| Busto Arsizio Dir. Sud | 25,6 | Castellanza Dir. Sud | 20,4 | Sud |
| Inizio tratta | Km inizio | Fine tratta | Km fine | Direzione |
| Turate Dir. Nord | 18,1 | All. A9 A36 Dir. Nord | 20,15 | Nord |
| Lomazzo Sud Dir. Nord | 22,95 | Lomazzo Nord Dir. Nord | 24,85 | Nord |
| Lomazzo Nord Dir. Nord | 24,85 | Fino Mornasco Dir. Nord | 28,6 | Nord |
| Turate Dir. Sud | 20,45 | Saronno Dir. Sud | 17,65 | Sud |
| Lomazzo Nord Dir. Sud | 26,7 | Lomazzo Sud Dir. Sud | 23,95 | Sud |
| Inizio tratta | Km inizio | Fine tratta | Km fine | Direzione |
| Celle Ligure Dir. Ovest | 31,59 | Albisola Dir. Ovest | 36,05 | Ovest |
| Albisola Dir. Est | 38,7 | Celle Ligure Dir. Est | 33,89 | Est |
| Inizio tratta | Km inizio | Fine tratta | Km fine | Direzione |
| Arcoveggio Dir Nord | 1,470 | Bologna Interporto Dir Nord | 6,500 | Nord |
| Bologna Interporto Dir. Nord | 6,5 | Altedo Dir. Nord | 19,8 | Nord |
| Altedo Dir. Nord | 19,8 | Ferrara Sud Dir. Nord | 32,3 | Nord |
| Ferrara Sud Dir Nord | 32,300 | Ferrara Nord Dir Nord | 40,300 | Nord |
| Ferrara Nord Dir. Nord | 40,3 | Occhiobello Dir. Nord | 45,6 | Nord |
| Occhiobello Dir. Nord | 45,6 | Rovigo Sud Dir. Nord | 61,7 | Nord |
| Rovigo Sud Dir. Nord | 61,7 | Rovigo Dir. Nord | 68,9 | Nord |
| Rovigo Dir. Nord | 68,9 | Boara Dir. Nord | 74,1 | Nord |
| Boara Dir. Nord | 74,1 | Monselice Dir. Nord | 86,4 | Nord |
| Monselice Dir. Nord | 86,4 | Terme Euganee Dir. Nord | 92,8 | Nord |
| Terme Euganee Dir. Nord | 92,8 | Padova Sud Dir. Nord | 99,4 | Nord |
| Bologna Interporto Dir Sud | 9,400 | Arcoveggio Dir. Sud | 1,400 | Sud |
| Altedo Dir Sud | 21,100 | Bologna Interporto Dir Sud | 9,400 | Sud |
| Ferrara Sud Dir. Sud | 34,6 | Altedo Dir. Sud | 21,1 | Sud |
| Ferrara Nord | 42,4 | Ferrara Sud Dir. Sud | 34,6 | Sud |
| Rovigo Sud Dir. Sud | 64,38 | Occhiobello | 50,3 | Sud |
| Rovigo Dir. Sud | 71 | Rovigo Sud Dir. Sud | 64,38 | Sud |
| Terme Euganee Dir. Sud | 96,2 | Monselice Dir. Sud | 89,1 | Sud |
| Padova Zona Ind Dir. Sud | 114,2 | Padova Sud Dir. Sud | 101,9 | Sud |
| Inizio tratta | Km inizio | Fine tratta | Km fine | Direzione |
| Prato Est Dir. Ovest | 7,25 | Prato Ovest Dir. Ovest | 15,9 | Ovest |
| Prato Ovest Dir. Ovest | 15,9 | Pistoia Dir. Ovest | 26,1 | Ovest |
| Prato Est Dir. Est | 9,55 | Prato Ovest Dir. Est | 18,3 | Est |
| Pistoia Dir. Est | 28,45 | Montecatini Dir. Est | 40,5 | Est |
| Inizio tratta | Km inizio | Fine tratta | Km fine | Direzione |
| All. Ramo Casalecchio Dir. Nord | 8,4 | Borgo Panigale Dir. Nord | 5,5 | Nord |
| Castel San Pietro Dir. Nord | 39,4 | San Lazzaro Dir. Nord | 23 | Nord |
| Imola Dir. Nord | 51,3 | Castel San Pietro Dir. Nord | 39,4 | Nord |
| Faenza Dir. Nord | 65,4 | Imola Dir. Nord | 51,3 | Nord |
| Forlì Dir. Nord | 82,6 | Faenza Dir. Nord | 65,4 | Nord |
| Cesena Nord Dir Nord | 94,600 | Forlì Dir Nord | 82,600 | Nord |
| Valle Del Rubicone Dir. Nord | 112,25 | Cesena Dir. Nord | 101 | Nord |
| Bologna Fiera Dir. Sud | 16,4 | All. San Lazzaro Dir. Sud | 21,8 | Sud |
| Castel San Pietro Dir. Sud | 35,9 | Imola Dir. Sud | 49 | Sud |
| Faenza Dir. Sud | 63 | Forlì Dir. Sud | 80,3 | Sud |
| Cesena Dir. Sud | 98,2 | Valle Del Rubicone Dir. Sud | 109,12 | Sud |
| Rimini Nord Dir. Sud | 115,8 | Rimini Sud Dir. Sud | 128,5 | Sud |
| Riccione Dir. Sud | 134,5 | Cattolica Dir. Sud | 142,7 | Sud |
| Inizio tratta | Km inizio | Fine tratta | Km fine | Direzione |
| Riccione Dir. Nord | 137,55 | Rimini Sud Dir. Nord | 128,5 | Nord |
| Cattolica Dir. Nord | 145,95 | Pesaro Dir. Nord | 157,7 | Nord |
| Giulianova Dir Nord | 336,000 | Val Vibrata Dir Nord | 329,500 | Nord |
| Pescara Ovest Dir Nord | 383,700 | All A14 A25 S Dir Nord -M | 378,300 | Nord |
| Ortona Dir. Nord | 405,45 | Pescara Sud Dir. Nord | 394,55 | Nord |
| San Severo Dir. Nord | 529,55 | Poggio Imperiale Dir. Nord | 508,03 | Nord |
| Foggia Dir. Nord -M | 555,7 | San Severo Dir. Nord | 529,55 | Nord |
| Foggia Zona Industriale Dir. Nord | 566,978 | Foggia Dir. Nord -M | 555,7 | Nord |
| Cerignola Est Dir. Nord | 590,8 | Foggia Zona Industriale Dir. Nord | 566,978 | Nord |
| All. A16 A14 N Dir. Nord | 599,51 | Cerignola Est Dir. Nord | 590,8 | Nord |
| Pescara Sud Dir. Sud | 390,07 | Ortona Dir. Sud | 402,3 | Sud |
| Vasto Nord Dir Sud | 434,430 | Poggio Imperiale Dir Sud | 502,780 | Sud |
| San Severo Dir Sud | 525,785 | Foggia Dir. Sud | 551,69 | Sud |
| Foggia Zona Industriale Dir. Sud | 562,65 | Cerignola Est Dir. Sud | 580,225 | Sud |
| All. A16 A14 N Dir. Sud | 599,5 | Canosa Dir. Sud | 608,79 | Sud |
| Andria Barletta Dir. Sud | 619,4 | — | — | Sud |
| Inizio tratta | Km inizio | Fine tratta | Km fine | Direzione |
| Monteforte Dir. Est | 36,05 | Avellino Ovest Dir. Est | 40 | Est |
| Monteforte Dir. Ovest | 36,05 | Baiano Dir. Ovest | 27,65 | Ovest |
| Inizio tratta | Km inizio | Fine tratta | Km fine | Direzione |
| Udine Nord Dir. Nord | 25,2 | Gemona Dir. Nord | 43 | Nord |
| Gemona Dir. Nord | 43 | Carnia Dir. Nord | 54,37 | Nord |
| Gemona Dir. Sud | 47,2 | Udine Nord Dir. Sud | 30,65 | Sud |
| Inizio tratta | Km inizio | Fine tratta | Km fine | Direzione |
| Ovada Dir. Nord | 28,95 | Predosa Dir. Nord | 44,49 | Nord |
| Predosa Dir. Sud | 43 | Ovada | 31,75 | Sud |
| Inizio tratta | Km inizio | Fine tratta | Km fine | Direzione |
| Treviso Sud Dir. Nord | 10,1 | Treviso Nord Dir. Nord | 21,5 | Nord |
| Treviso Nord Dir. Nord | 21,5 | All. SPV A27 Dir. Nord | 24 | Nord |
| Fadalto Dir. Nord | 62,3 | Vittorio Veneto Nord Dir. Nord | 58,2 | Nord |
| Treviso Sud Dir. Sud | 16,025 | Treviso Nord Dir. Sud | 24,45 | Sud |
| Treviso Nord Dir. Sud | 24,45 | All. A4 A27 Dir. Sud | 10,2 | Sud |
| Inizio tratta | Km inizio | Fine tratta | Km fine | Direzione |
| Nola Dir. Nord | 19,28 | All. A30 A1 Dir. Nord | 1,3 | Nord |
| Palma Campania Dir. Nord | 32,14 | Sarno Dir. Nord | 38,33 | Nord |
| Sarno Dir. Nord | 38,33 | Nocera Pagani Dir. Nord | 40,94 | Nord |
| Nocera Pagani Dir. Nord | 40,94 | Salerno San Severino Dir. Nord | 49,47 | Nord |
| All. A30 A1 Dir. Sud | 1,85 | Nola Dir. Sud | 17,2 | Sud |
| Palma Campania Dir. Sud | 29 | Sarno Dir. Sud | 34,365 | Sud |
| Sarno Dir. Sud | 34,365 | Nocera Pagani Dir. Sud | 38,4 | Sud |
| Nocera Pagani Dir. Sud | 38,4 | Castel San Giorgio Dir. Sud | 42,765 | Sud |