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News n. 1
Tutto sulla Guzzi V7: velocità, pregi e difetti Tutto sulla Guzzi V7: velocità, pregi e difetti

Abbiamo messo alla prova la classica di Mandello: il responso del nostro Centro Prove è stato più che lusinghiero 

massimo.miliani

La V7 è senza dubbio il modello più riuscito e apprezzato di Moto Guzzi, non solo per il prezzo d'attacco, ma anche per la fruibilità. Con il restyling del 2021  Ã¨ arrivato il motore bicilindrico da 853 cm3  montato anche sulle V9, che le ha fatto fare un deciso passo in avanti sotto tutti i punti di vista. Per questo appena la V7 Stone in versione Corsa è arrivata in redazione, l'abbiamo messa nelle mani del nostro Centro prove. Ecco qui sotto i risultati.

Potenza e coppia

  • Potenza massima: 62,06 CV (46,28 kW) a 6908 giri/min
  • Coppia massima: 67,45 Nm a 5765 giri/min

Il motore offre prestazioni lineari e una buona coppia, con una potenza sufficiente per divertirsi su strade miste e non sfigurare sui rettilinei. 

Velocità massima e accelerazione

Niente di esagerato, ma la V7 Stone si difende bene anche nelle prove di velocità e accelerazione.

  • Velocità massima: 191 km/h
  • Accelerazione 0-400 metri: 13,24 secondi
  • Accelerazione 0-1000 metri: 25,40 secondi
  • Accelerazione 0-100 km/h: 4,80 secondi

Per quel che riguarda la ripresa, la V7 copre i 400 metri da 50 km/h in 14,96 secondi e i 1000 metri in 27,88 secondi.

I consumi

La Moto Guzzi V7 Stone Corsa ha anche consumi sotto controllo.

Autostrada: 20,87 km/l

Extraurbano: 23,10 km/l

A 90 km/h: 24,58 km/l

A 120 km/h: 23,90 km/l

Al massimo: 10,71 km/l

Con un serbatoio da 19,5 litri (di cui 2,5 litri di riserva), l’autonomia a 120 km/h è di 466,1 km, mentre spingendo la moto al massimo si percorrono 208,8 km.

Quanto costa

La Moto Guzzi V7 Stone Corsa è già disponibile presso i concessionari del marchio al prezzo di circa 9.000 euro. Confermandosi come la meno cara della gamma dell'aquila. 

Come va

In sella alla Moto Guzzi V7 Stone Corsa ci si sente subito a proprio agio, grazie alla posizione di guida azzeccata e la sella spaziosa. La potenza del motore è adeguata e rende la V7 vivace e divertente in ogni condizione. Scende in piega con naturalezza, perfetta per pennellare curve in sequenza senza bisogno di forzarla. Dati il peso (207 kg rilevati) e l'interasse (210,5 cm), la V7 preferisce uno stile di guida fluido piuttosto che comandi bruschi. Le sospensioni sono ben tarate e la sella confortevole. La frenata è efficace a patto di esercitare una pressione decisa sulla leva.

Vivere con la moto
Data articolo: Sun, 22 Mar 2026 12:08:41 +0000
News n. 2
Kove 450R, 4 cilindri molto cattivi Kove 450R, 4 cilindri molto cattivi

La Kove 450R si rinnova con un design che strizza l’occhio alla “rivale†austriaca. Le modifiche sono minime ma mirate: motore e telaio non cambiano, ma l’impianto frenante cresce e la dotazione si aggiorna

Riccardo Allegro

Trova le differenze

Dopo due versioni della sportiva 450RR dal debutto nel 2022, anche la naked 450R si appresta a cambiare volto appena due anni dopo l’esordio. Il restyling interessa tanto l’aspetto estetico quanto la parte tecnica di questo modello che non è disponibile sul nostro mercato.  

Nuovo look

La livrea arancione mostrata nei documenti di omologazione accentua le somiglianze con le naked di un ben più noto marchio austriaco... Non si tratta però di una copia spudorata, come accadeva negli anni passati, ma solo di alcune “ispirazioniâ€: i pannelli laterali spigolosi e sporgenti e il faro anteriore incorniciato da strisce LED sono molto simili, difficile non notarlo, a quelli della 390 Duke di KTM. Il restyling non stravolge comunque l’aspetto che già conosciamo: vero, i pannelli laterali e le carenatura radiatore sono nuovi, ma il serbatoio, la sella e la coda restano praticamente invariati. Si modernizza il cruscotto, ora TFT, così come gli indicatori di direzione, che diventano a LED, mentre gli specchi, guadagnano nuovi e più scolpiti supporti. 

Motore e ciclistica

Lo stile richiama KTM, ma le somiglianze finiscono qui. La 450R monta un quattro cilindri in linea da 443 cm3 ereditato dalla sportiva 450RR; dai documenti di omologazione emerge che il propulsore non ha subito modifiche rispetto alla versione originale, confermando una potenza massima dichiarata di 64 CV. Il telaio resta in acciaio tubolare con forcellone in alluminio su monoammortizzatore e forcelle upside-down; il passo misura 138,5 cm. Novità per l’impianto frenante: i nuovi dischi anteriori semi-flottanti sono morsi da pinze radiali a quattro pistoncini, invece che dalle precedenti assiali su dischi fissi. Modifiche che, nel complesso, aumentano il peso, di un 1 kg, fermando l’ago della bilancia a 165 kg a secco. 

Arriverà anche da noi?

La quattro cilindri della cinese Kove non è mai arrivata da noi, ma non tutto è perduto. Nel futuro chissà...

News
Data articolo: Sun, 22 Mar 2026 08:48:55 +0000
News n. 3
MXGP 2026, Andalucia: la gara in diretta MXGP 2026, Andalucia: la gara in diretta

Mondiale Motocross - Al via oggi la seconda tappa del mondiale che si disputerà sul tracciato di Almonte, in Spagna, più precisamente in Andalucia. Ieri è stato Lucas Coenen a dominare la manche della qualifica. Oggi le gare promettono faville!

monfore

The Show go on!

Si riparte dalla Spagna, ad Almonte, Andalucia, per la seconda tappa del mondiale, dopo la prima anomala in Argentina, che ha visto molte particolarità, tra cui anche una “falsa partenza†che ha costretto l’organizzazione a ripetere il tutto. 

Nella qualifica di ieri ha decisamente brillato e soprattutto dominato, Lucas Coenen, che si è aggiudicato la pole. Non particolarmente in luce invece alcuni altri nomi noti come Tim Gajser, che ha chiuso ottavo e, la tabella rossa, Jeffrey Herlings che, dopo la caduta in partenza, nonostante la rimonta è rimasto fuori dalla zona punti. Bene Tom Vialle, secondo, che però non è riuscito a tener testa alla furia belga. Terzo, un sorprendente Maxime Renaux che ha invece tenuto a bada le insistenti pressione di Romain Febvre (4º). Bene Calvin Vlaanderen che ha chiuso la top five.

Oggi le gare, rimanete qui con noi per poterle seguire in diretta web alle 13:00 e alle 16:00.

Off-Road
Data articolo: Sun, 22 Mar 2026 00:18:44 +0000
News n. 4
Welcome Back Home, fai controllare da Yamaha il tuo acquisto usato Welcome Back Home, fai controllare da Yamaha il tuo acquisto usato

Con il servizio di diagnosi dedicato alle moto usate acquistate da privati si apre un nuovo capitolo per le Yamaha di seconda mano

malo

Chi compra una moto usata non ha la certezza delle condizioni effettive del veicolo, perché certe cose non si vedono o sono difficili da individuare. A meno che si tratti di una Yamaha, perché con il servizio di diagnosi dedicato alle moto usate acquistate da privati Welcome Back Home si apre un nuovo capitolo. 

Diagnosi gratuita

L’iniziativa offre a chi ha appena acquistato una Yamaha usata la possibilità di riportarla nella rete ufficiale e verificarne le condizioni. Presso le concessionarie ufficiali della Casa di Iwata viene effettuata una diagnosi elettronica gratuita del veicolo ad opera di tecnici specializzati, così da ottenere una valutazione professionale delle condizioni della moto e garantire tranquillità al nuovo proprietario. Il “verdetto†permette di ricevere indicazioni utili e regolarsi sull’impiego del mezzo con cognizione di causa.

Parallelamente Yamaha offre il programma YOU Selected Occasion che valorizza l’usato disponibile presso la rete ufficiale attraverso processi di verifica e di certificazione dedicati.

“La fetta di mercato dell’usato tra privati vale circa il 65% e spesso gli acquirenti non hanno riferimenti certi sul passato del proprio veicolo – ha dichiarato Andrea Colombi, Country Manager Yamaha Motor Europe N.V., Filiale Italia. “Con Welcome Back Home vogliamo offrire a questi clienti la possibilità di conoscere davvero la storia della propria moto, attraverso la nostra rete di Concessionarie Ufficiali. È un modo concreto per accompagnare tutti i possessori di una Yamaha in un’esperienza consapevole e tranquilla, grazie alle qualità e alle competenze tecniche che da sempre ci contraddistinguonoâ€.

Tutte le informazioni si trovano nel sito ufficiale Yamaha 

News
Data articolo: Sat, 21 Mar 2026 23:38:22 +0000
News n. 5
MotoGP, pagelline Brasile: Marc Marquez rimette tutti in riga MotoGP, pagelline Brasile: Marc Marquez rimette tutti in riga

Il nove volte campione del mondo si cucina Fabio Di Giannantonio, bravissimo a non mollare fino all'ultimo metro. Bezzecchi così così. Alex Marquez e Bagnaia, dove siete?

guiss

Tutto torna in ordine dopo la Sprint del Gran Premio del Brasile, con Marc Marquez che non lascia scampo a Fabio Di Giannantonio, mentre Marco Bezzecchi fatica alle spalle di Martin e non riesce ad andare a medaglia. Tutti i voti nelle nostre pagelline.

Marc Marquez

Immaginare una crepa nella psicologia di Marc Marquez è esercizio sterile e fuori dal reale. Il pilota spagnolo in Brasile rimette subito le cose in ordine, anche se la sua Desmosedici non sembra perfettamente a puntino. Illude Di Giannantonio che la fuga possa andare a buon fine, poi lo infilza. Voto 10


Fabio Di Giannantonio

Fa tutto quello che può e anche un po' di più per conquistare una vittoria che non arriva per pochissimo. Prova l'impossibile anche dopo il sorpasso subito da Marc e per poco non trova il varco giusto per passarlo nuovamente. Voto 9


Jorge Martin

Vince il duello in casa con Marco Bezzecchi, fa un altro passettino in avanti verso un feeling completo con la sua RS-GP. Dove potrà arrivare domani? La curiosità di scoprirlo c'è, ma non ce la dovremo tenere a lungo. Voto 8


Marco Bezzecchi

Perde il terzo posto per un mezzo lungo in curva, ma si vede che è un po' al limite con la propria Aprilia. Chissà se le cose sarebbero andate meglio con una partenza più felice. Rimandato a domani Voto 6,5


Fabio Quartararo

È una di quelle giornate in cui ha il diavolo in corpo e lo fa vedere soprattutto nei primi giri, quando non teme il confronto con sua maestà Marc Marquez. La sua M1 però si muove davvero troppo: equilibrismi a parte, non ha proprio gli strumenti per fare meglio di sesto al traguardo. Voto 7,5


Alex Marquez

Continua il periodo appannato di Alex, che non riesce a rimontare e rimane intruppato poco fuori dalla top5. Non ha ancora questa Desmosedici in mano, ma per lo meno raccoglie qualche punto. Voto 5,5


Pecco Bagnaia

Parte dietro, rimonta subito un po', ma si pianta in ottava posizione e non c'è modo di schiodarsi. Prende due punticini. Voto 5


Pedro Acosta

La sua KTM sembra lontana parente di quella thailandese: lui fa nettamente meglio dei suoi compagni di squadra ma non va troppo lontano. Voto 6,5


Diogo Moreira

L'aria di casa lo gasa a tal punto che con il decimo posto è il più veloce dei piloti Honda. Non basta per andare a punti, ma fa morale e mette pepe addosso ai colleghi. Voto 7

MotoGP
Data articolo: Sat, 21 Mar 2026 21:27:24 +0000
News n. 6
MotoGP Brasile Sprint: Marquez rimonta e beffa Diggia MotoGP Brasile Sprint: Marquez rimonta e beffa Diggia

Il campione del mondo in carica supera Di Giannantonio a tre giri dalla fine e conquista la prima vittoria del 2026. Bagnaia ottavo, Acosta resta leader

massimo.miliani

Marquez ci mette la firma

Sul circuito di Goiânia, tornato in calendario dopo quasi quarant'anni, Marc Marquez ha vinto la Sprint Race del GP del Brasile, secondo appuntamento del Mondiale MotoGP 2026. Una vittoria costruita con la pazienza del predatore: il campione del mondo in carica ha inseguito per tre quarti di gara un Fabio Di Giannantonio in stato di grazia, partito dalla pole e capace di costruire un vantaggio di oltre un secondo e mezzo. Poi, nella seconda metà dei 15 giri previsti, il numero 93 ha cominciato a rosicchiare decimi su decimi, fino al sorpasso decisivo al tredicesimo passaggio. All'ultimo giro Di Giannantonio ha provato a ricucire lo strappo, ma senza mai impensierire davvero Marquez.
A completare il podio Jorge Martin, al primo piazzamento nei tre con l'Aprilia, dopo aver vinto il duello interno con il compagno di squadra Bezzecchi, scivolato al quarto posto per un errore in inserimento di curva a metà gara. Buona prova di Quartararo, sesto con la Yamaha dopo essere scattato dalla seconda fila — il francese aveva impressionato già in qualifica col quarto tempo. Pecco Bagnaia, partito dall'undicesima posizione dopo una caduta nel Q2, non è mai riuscito a risalire oltre l'ottavo posto: unico tra i big a montare la gomma media al posteriore, non ha mai trovato il passo per lottare con chi lo precedeva. Pedro Acosta ha chiuso nono ma resta leader del mondiale con 33 punti, due in più di Bezzecchi e otto su Martin.

 

MotoGP
Data articolo: Sat, 21 Mar 2026 20:36:16 +0000
News n. 7
MXGP 2026, Andalucia: i gemelli Coenen firmano la pole in Spagna MXGP 2026, Andalucia: i gemelli Coenen firmano la pole in Spagna

Mondiale Motocross - Seconda tappa del calendario 2026 e prima in Europa. I piloti solcano questo weekend la sabbia di Almonte, in Spagna, più precisamente in Andalucia. Nelle qualifiche, appena concluse, hanno dato spettacolo i due gemelli del team De Carli, Lucas e Sacha Coenen, autori della pole. Domani le gare.

monfore

Gara bagnata, gara fortunata!

Per la seconda tappa di questa stagione 2026, si torna nel vecchio continente, in Andalucia, Spagna, più precisamente ad Almonte. Una pista di sabbia, bagnata dalle piogge insistenti dei giorni scorsi e che quindi, è rimasta scavata dalle precedenti manche disputate.

Al via la MXGP ed è subito Lucas Coenen show: con il sorpasso immediato su Vialle, si porta davanti a tutti, va a dettare i tempi al resto della compagine e, mettendo a segno una serie di fastest lap, nonostante qualche sbavatura, costruisce un buon margine e fa sua la pole. Alle su spalle un ottimo Tom Vialle, anch’esso ben in mostra sin dalla partenza, sua la firma dell’holeshot, conduce gara in solitaria, matenendo la seconda posizione fino al termine. Maxime Renaux mette in atto un divertente duello con Romain Febvre, ma è l’alfiere di Yamaha ad avere la meglio e, resistendo alle costanti pressioni del campione in carica, ottiene la terza posizione. Chiude la top five Calvin Vlaanderen.

Una caduta in partenza per Jeffrey Herlings, lo relega in ultima posizione e, nonostante un’ottima rimonta, termina la manche appena fuori dalla zona punti, in undicesima piazza. Anche Gajser non si è trovato particolarmente a suo agio sulla pista spagnola ed ha chiuso ottavo.

Giù il cancelletto della MX2 ed è Janis Reisulis che scatta via davanti a tutti, seguito da Farres. Il pilota di Triumph, però, resiste poco in seconda piazza poiché nulla può davanti alla furia del piccolo Sacha Coenen e cosi, già al termine del primo giro, è proprio il belga ad occupare la posizione che gestisce al meglio fino al termine del tempo regolamentare quando, complici, un suo cambio passo ed un calo fisico di Resulis, Coenen va ad aggiudicarsi la pole.

Il lettone perde poi ulteriori piazzamenti, chiudendo quinto alle spalle di Laegenfelder. Secondo Mc Lellan e terzo Fares.

Non si è messo particolarmente in evidenza il figlio d’arte che però riesce a chiudere in settima piazza.

Domani le gare della classe regina, le potrete seguire in diretta web sul nostro sito alle ore 13,00 e alle 16,00. Vietato mancare!

Off-Road
Data articolo: Sat, 21 Mar 2026 18:14:28 +0000
News n. 8
MotoGP Brasile: Di Giannantonio in pole, ma una buca in pista fa slittare la Sprint MotoGP Brasile: Di Giannantonio in pole, ma una buca in pista fa slittare la Sprint

Il pilota romano conquista la pole quasi quattro anni dopo l'ultima volta. Bagnaia e Marquez cadono in Q2, poi una voragine sul rettilineo rinvia la Sprint di 20 minuti

massimo.miliani

Diggia torna in pole, pioggia di cadute in qualifica

L'Autódromo Internacional de Goiânia – Ayrton Senna regala subito spettacolo nel sabato del GP Brasile, seconda tappa del Mondiale MotoGP 2026. Fabio Di Giannantonio, partito dalla Q1, si prende la pole position con il tempo di 1'17"410, riportando la Ducati VR46 davanti a tutti. Per il pilota romano si tratta della seconda pole in MotoGP, la prima dal Mugello 2022: un'attesa di tre anni, nove mesi e ventuno giorni.
Alle sue spalle chiude un ottimo Marco Bezzecchi su Aprilia, staccato di appena sette centesimi, mentre il campione del mondo Marc Marquez completa la prima fila con la terza posizione sulla Ducati ufficiale. Quarto Fabio Quartararo con la Yamaha, seguito dall'altra Aprilia di Jorge Martin. A sorpresa, il sesto tempo è dell'affidabile Ai Ogura, mentre Fermín Aldeguer, appena rientrato dopo il forfait della gara precedente, si piazza settimo.
La sessione di Q2 è stata tutt'altro che tranquilla: diverse scivolate hanno movimentato i quindici minuti decisivi. Bagnaia ha perso l'anteriore alla curva 4, finendo nella ghiaia e dovendo correre ai box per salire sulla seconda moto. Stessa curva, stessa sorte per Marc Marquez, anche lui costretto a rientrare di corsa per proseguire il turno. Risultato: Pecco non è andato oltre l'undicesima piazza, un sabato da dimenticare per il pilota Ducati che dovrà inventarsi una rimonta non banale sia in Sprint che in gara domenicale.


Voragine sul rettilineo: Sprint rinviata di 20 minuti

Come se le cadute non bastassero, a qualifiche MotoGP concluse il circuito di Goiânia ha riservato un'altra sorpresa, decisamente meno eccitante. Sul rettilineo principale si è aperta una buca nel manto stradale, costringendo gli organizzatori a rinviare le qualifiche di Moto3 e Moto2.
Il presidente della FIM, Jorge Viegas, ha spiegato che il problema è nato dalla rottura di un tubo sotterraneo, ceduto per l'eccessiva pressione dell'acqua accumulata dalle piogge intense dei giorni precedenti. L'acqua ha scavato una cavità sotto l'asfalto, generando il cedimento in superficie. La zona è stata interamente riempita e riasfaltata, e i responsabili della sicurezza hanno ispezionato l'intero tracciato per escludere ulteriori criticità.
La Sprint è stata posticipata di venti minuti, con partenza alle 20:20 ora italiana, mentre le qualifiche di Moto3 (ore 21:10) e Moto2 (ore 22:05) si disputeranno dopo la gara breve. Un imprevisto surreale, che ricorda quanto i circuiti di nuova (o rinnovata) omologazione possano riservare sorprese anche fuori dalla traiettoria di gara.

MotoGP
Data articolo: Sat, 21 Mar 2026 17:50:49 +0000
News n. 9
Prova Aprilia SR GT 400: lo scooter crossover che va veloce Prova Aprilia SR GT 400: lo scooter crossover che va veloce
Aprilia
SR GT
RiccardoVilla

Presentato ad EICMA 2025, l’SR GT 400 segna l’ingresso della Casa di Noale nel segmento degli scooter crossover, categoria che negli ultimi anni ha visto un proliferare di proposte, soprattutto orientali, caratterizzate da una dotazione tecnica e ciclistica che in qualche modo si avvicina al mondo delle moto.

Moderno e ben dotato

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L’SR GT 400 è un gradino sopra gli SR GT 125 e 200 presentati nel 2021, dai quali trae spunto nel design con linee muscolose ma comunque filanti. All'avantreno spicca il moderno gruppo ottico con tre luci full-LED: due laterali, dal profilo allungato, e una centrale, che riprende lo “sguardo†delle sportive di Noale. Il parabrezza è regolabile manualmente su cinque posizioni e abbinato ad una coppia di paramani in plastica offerti di serie. Il tunnel centrale è piuttosto ampio e ospita nella parte centrale il serbatoio con capienza di 12 litri, mentre a lato è presente un piccolo vano dotato di presa USB nel quale riporre lo smartphone o altri piccoli oggetti da ricaricare durante la marcia.

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L’avviamento è keyless e il tutto si gestisce agendo sul nottolino posto al di sotto del manubrio, che consente l’accensione del quadro e l’inserimento del bloccasterzo. L’apertura del vano sottosella e di quello che ospita il tappo del serbatoio è demandata a due pulsanti posti accanto al comando principale.

Motore e ciclistica

Cuore dell’SR GT 400 è un motore monocilindrico raffreddato a liquido di 399 cm³ di derivazione Piaggio, accreditato di una potenza massima di 36 CV a 7.500 giri/min e con un picco di coppia di 37,7 Nm a 5.700 giri. L’omologazione è Euro 5+, mentre i consumi dichiarati dalla Casa nel ciclo medio WMTC sono di 3,8 l/100 km.

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A livello ciclistico troviamo un telaio a doppia culla in tubi di acciaio, che i tecnici Aprilia dichiarano essere stato progettato ex novo con quote ciclistiche dedicate e rigidità torsionali specifiche per l’utilizzo sportivo di questo scooter. All’avantreno spicca la forcella a steli rovesciati di 41 mm di diametro con doppia piastra di fissaggio, mentre al posteriore la funzione ammortizzante è affidata ad una coppia di ammortizzatori regolabili nel precarico molla e con serbatoio del gas separato. L’impianto frenante vede un disco di 300 mm all’avantreno con pinza radiale a quattro pistoncini, mentre al retrotreno c’è un disco di 240 mm con pinza flottante a due pistoncini. I cerchi sono in lega rispettivamente di 16 e 14 pollici, con pneumatici leggermente tassellati nelle misure 120/70 e 150/70. La dotazione di serie comprende anche ABS (disattivabile) e controllo di trazione regolabile su due livelli o escludibile. Il peso dichiarato è di 186 kg in ordine di marcia e l’altezza della sella da terra è di 82 cm.

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Il display è un TFT a colori di 5†ben luminoso e con grafiche di lettura immediata. Come optional offre la connessione allo smartphone attraverso l’app Aprilia MIA. Il sistema include sia la gestione di telefonate e musica tramite i comandi al manubrio, sia la funzione di navigazione, con la quale è possibile visualizzare le indicazioni a pittogrammi direttamente sulla strumentazione.

Come va

La posizione di guida è azzeccata per il genere di scooter: si sta con il busto eretto e le braccia alte ad impugnare il manubrio, perfettamente sagomato per offrire un buon braccio di leva e avere controllo sulla ruota anteriore. Nonostante il tunnel centrale piuttosto ampio, le pedane sono spaziose, permettendo di assumere una posizione naturale con i piedi. Tuttavia non si possono estendere più di tanto.

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La sella ha un’imbottitura piuttosto rigida e non è molto spaziosa, ma il comfort generale è complessivamente buono le vibrazioni sono scarse ed avvertibili (in maniera non fastidiosa) solo quando si viaggia a gas costante e ad alti regimi. Il motore è progressivo e ha una buona spinta sin dai bassi regimi, assicurando partenze fulminee ai semafori. L’accelerazione è corposa ma mai brusca, e la grinta non manca anche nei sorpassi. Da segnalare solo un gioco un filo eccessivo del comando del gas. In città l’SR GT 400 è molto maneggevole e svelto, offre un buon raggio di sterzata e grazie alla sella ben sagomata e snella in punta consente di toccare terra con facilità anche a chi non è particolarmente alto. 

Dove però questo scooter ci ha sorpresi maggiormente è nella guida sportiva: l’avantreno è rapido nell’impostare le curve e nei cambi di direzione, trasmettendo sempre tanta fiducia senza mai avere la sensazione di perdite di aderenza, con una rassicurante progressione nella discesa in piega. Le sospensioni sono di estrazione piuttosto sostenuta, limitando i trasferimenti di carico in accelerazione e frenate risultando comunque in grado di assorbire e filtrare le piccole sconnessioni. Quelle più pronunciate invece si sentono, specie al posteriore. Ottimi i freni, potenti ma comunque ben modulabili, con un ABS non troppo invasivo.

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Date le condizioni davvero sfavorevoli di oltre tre quarti del nostro test, con secchiate di pioggia e temperature di poco sopra lo zero, abbiamo avuto modo in un paio di occasioni di testare la bontà e l’efficacia del controllo di trazione, che anche su scooter con potenza tutto sommato contenuta fa la differenza quando si incappa sulla striscia pedonale particolarmente scivolosa o sul tombino nascosto dietro la curva.

Prezzo e disponibilità

Il nuovo Aprilia SR GT 400 è disponibile nelle concessionarie ad un prezzo di 6.750 euro f.c. nelle colorazioni Rugged Black, Boulder Grey e Dusty Grey,  oltre alla variante Rally Replica che si differenzia per livrea dedicata, foderi anodizzati oro della forcella e per avere la connessione Aprilia MIA di serie. Il prezzo in questo caso sale a 6.950 euro f.c.

Scooter
6750

Affilato nelle linee, ricco nella dotazione, l’SR GT 400 ha un motore brillante, freni potenti e una buona tenuta di strada

Dati tecnici (dichiarati dalla casa)
Motoremonocilindrico, 4 tempi
Cilindrata (cm3)399
Raffreddamentoa liquido
Alimentazionea iniezione
Cambioautomatico
Potenza CV (kW)/giri36 (26,4)/7.500
Freno anteriore a disco
Freno posteriorea disco
Velocità massima (km/h)n.d
Dimensioni
Altezza sella (cm)82
Interasse (cm)153,5
Lunghezza (cm)n.d
Peso (kg)186
Pneumatico anteriore120/70-16"
Pneumatico posteriore150/70-14"
Capacità serbatoio (litri)12
Riserva litrin.d

 

Data articolo: Sat, 21 Mar 2026 14:24:53 +0000
News n. 10
Airbag per motociclisti: il nuovo sistema Autoliv copre testa e busto Airbag per motociclisti: il nuovo sistema Autoliv copre testa e busto

Un nuovo brevetto di Autoliv mostra come potrebbero evolvere gli airbag per moto: un sistema sagomato che, una volta attivato, avvolge il pilota e amplia la protezione negli impatti frontali, laterali e disassati

Riccardo Allegro

Airbag da moto

Depositato da Autoliv, multinazionale svedese specializzata in sistemi di sicurezza per l’industria automobilistica, un nuovo brevetto mostra un’evoluzione del concetto di airbag per moto che punta a migliorare l’efficacia del sistema aumentando la superficie di protezione durante il gonfiaggio. Vediamo come dovrebbe funzionare

Come funziona il sistema

Esattamente come per gli altri airbag da moto, il principio di funzionamento del nuovo dispositivo brevettato da Autoliv è molto simile a quello degli airbag automobilistici. Una serie di sensori rileva l’impatto e attiva un generatore di gas che gonfia rapidamente il cuscino prima che il corpo del pilota raggiunga la zona d’urto. Durante la fase di sgonfiaggio l’airbag assorbe parte dell’energia dell’impatto, riducendo le forze trasmesse al pilota e quindi il rischio di lesioni. Non è, come accennato,  un concetto del tutto nuovo anche in ambito motociclistico. Da circa vent’anni la Honda Gold Wing, l’unica moto di serie ad aver adottato un airbag integrato, utilizza un sistema basato sullo stesso principio. Ciò che distingue la nuova soluzione Autoliv è piuttosto la forma e la dimensione del cuscino.

Una struttura sagomata che avvolge il pilota

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Nel nuovo brevetto il sistema appare più complesso. Il cuscino è formato da camere d’aria superiori e inferiori racchiuse in un unico involucro esterno realizzato con più pannelli di tessuto sagomato. Alcune cinghie (indicate nei disegni del brevetto con linee tratteggiate) servono a mantenerne la posizione e la struttura durante il gonfiaggio, mentre la forma è pensata per avvolgere il busto e la testa del pilota, con aperture nella zona delle braccia evitano che l’airbag interferisca con il controllo della moto.

Più facile da integrare su scooter e tourer

Come molte altre viste in precedenza, questa soluzione sembra particolarmente adatta a scooter, cruiser e moto da turismo, cioè ai modelli con posizione di guida eretta e con il pilota relativamente distante dal manubrio e dalla parte anteriore della moto. L’adozione su una sportiva è invece più complessa. La posizione di guida molto caricata sull’avantreno porta infatti la testa del pilota sopra la piastra superiore della forcella e più vicina al punto di impatto in caso di collisione frontale. In queste condizioni non solo lo spazio per l’airbag è minore, ma il sistema dovrebbe gonfiarsi ancora più rapidamente. Inoltre chi guida una sportiva tende a spostare il corpo nelle curve, rendendo più difficile progettare un airbag efficace indipendentemente dalla posizione del pilota.

Perché non si sono ancora diffusi

Se ne discute da anni. La tecnologia per far funzionare correttamente gli airbag sulle moto esiste da tempo: vent’anni di utilizzo sulla Gold Wing lo dimostrano. Nel frattempo i sistemi di sicurezza si sono evoluti molto. Allora perché non si sono diffusi su larga scala? I principali ostacoli sembrano essere costo e domanda. Molti motociclisti sono disposti a spendere cifre importanti per casco o abbigliamento tecnico, ma pagare un sovrapprezzo per un sistema che si spera di non dover mai utilizzare resta un punto critico. Una dinamica simile si era vista con l’ABS al momento della sua introduzione che, da optional poco considerato, è in breve diventato indispensabile (se non addirittura obbligatorio). Gli airbag integrati nelle moto seguiranno lo stesso percorso? È possibile. Molto dipenderà dalla volontà dei costruttori di spingere lo sviluppo e iniziare a offrire il sistema, almeno come optional, su un numero crescente di modelli.

In ogni caso, Autoliv non è certo l’unica al lavoro su questa tecnologia: Airbag per moto, in arrivo un sistema per tutti

Mihawk
Sab, 21/03/2026 - 19:14
Mi fa piacere sapere ciò. Spero che questo sistema possa essere esteso a tutte le case motociclistiche.
News
Data articolo: Sat, 21 Mar 2026 12:23:58 +0000


Tutte le notizie di tutti gli sport escluso il calcio

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