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News n. 1
Occhio ad Aprilia e Moto Guzzi, c'è il superbonus di 1.500 euro Occhio ad Aprilia e Moto Guzzi, c'è il superbonus di 1.500 euro

Per tutto il mese di luglio Aprilia e Moto Guzzi propongono incentivi sull'acquisto di numerosi modelli della gamma 2026, con bonus fino a 1.500 euro, manutenzione inclusa e formule di finanziamento dedicate

Riccardo Allegro

Aria di promozioni

Per luglio Aprilia e Moto Guzzi hanno lanciato una nuova campagna  dedicata alla gamma moto 2026. L'iniziativa interessa numerosi modelli dei due marchi del Gruppo Piaggio e prevede vantaggi  fino a 1.500 euro, oltre a formule di acquisto con valore futuro garantito e, in alcuni casi, servizi aggiuntivi come la manutenzione inclusa. Le offerte sono disponibili presso la rete ufficiale dei concessionari Aprilia e Moto Guzzi, dove è anche possibile prenotare un test ride e conoscere le diverse soluzioni di finanziamento DreamRide. Vediamo i dettagli. 

Le promozioni Aprilia

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Per Aprilia la campagna coinvolge l'intera famiglia delle sportive RS. RS 125, RS 457, RS 660 e RSV4 sono proposte con vantaggi fino a 1.500 euro, utilizzabili per l'acquisto di accessori originali, abbigliamento tecnico oppure come riduzione del prezzo della moto. Tra le offerte rientra anche la Tuono 457, acquistabile attraverso la formula DreamRide Now con rate a partire da 79 euro al mese. Il piano prevede la possibilitĂ , dopo tre anni, di scegliere se tenere la moto, sostituirla con un nuovo modello oppure restituirla. Per lei anche un vantaggio cliente di 750 euro. Agevolazioni anche per la Tuareg, compresa la versione Rally, che beneficia di due anni di manutenzione inclusa e di vantaggi fino a 1.500 euro.

Le offerte Moto Guzzi

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Sul fronte Moto Guzzi, la promozione da 1.500 euro interessa tutta la famiglia V85, la gamma V100 Mandello e la Stelvio. Anche in questo caso il bonus può essere utilizzato per l'acquisto di accessori originali, abbigliamento tecnico oppure come sconto sul prezzo della moto. Ricordiamo inoltre che per il 2026 la famiglia V85 introduce anche nuove colorazioni: Verde Legnano e Rosso Monza per la V85 StradaGiallo Wadi e Grigio Yanar Dag per la V85 TT, mentre la V85 TT Travel Ă¨ disponibile nella nuova livrea Blu Zefiro. Debuttano inoltre le nuove grafiche Grigio Climbing e Verde Hiking per la Stelvio
La V7 beneficia invece di un vantaggio cliente di 750 euro. Chi sceglie il finanziamento DreamRide Now può acquistarla con rate a partire da 99 euro al mese, mantenendo anche in questo caso la possibilitĂ , al termine dei tre anni, di decidere se riscattare la moto, sostituirla o restituirla.

News
Data articolo: Thu, 09 Jul 2026 08:05:38 +0000
News n. 2
Comprare oggi un'Aprilia Tuareg 660? Perché sì e perché no Comprare oggi un'Aprilia Tuareg 660? Perché sì e perché no

La Aprilia Tuareg 660 è una delle enduro di media cilindrata più apprezzate degli ultimi anni. Vediamo insieme punti di forza, di debolezza, caratteristiche tecniche e prestazioni su strada e in off-road, con i dati rilevati dal nostro Centro Prove

RiccardoVilla

Tutto su di lei

Presentata a EICMA 2021 e arrivata sul mercato nei primi mesi dell’anno successivo, la Aprilia Tuareg 660 si è subito imposta come una degna avversaria della Yamaha Ténéré 700. La ricetta è quella di un'endurona facile e accessibile, con pesi e dimensioni contenuti, e molto, molto efficace.

Aggiornamento model year 2025

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Dopo piccoli aggiornamenti alle livree e ai colori, lo scorso anno la Tuareg ha visto l’introduzione di nuovi corpi farfallati maggiorati (da 48 a 52 mm), sempre comandati da ride-by-wire, volano alleggerito, mappe di erogazione riviste nella taratura, telaietto frontale migliorato, gruppo ottico anteriore reso più grintoso e comando dell’acceleratore con minore escursione. Dallo scorso anno è disponibile anche la più fuoristradistica Rally, che trovate qui.

Motore e telaio

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Il progetto nasce attorno al bicilindrico parallelo di 660 cm³ che debuttò sulle medie stradali di Noale, ma in questa specifica configurazione eroga 80 CV a 9.250 giri/min e 70 Nm di coppia a 6.500 giri/min. Il telaio è un’unità tubolare in acciaio con staffe di alluminio che lo fissano al motore. Il forcellone bibraccio è realizzato in alluminio e aziona un monoammortizzatore tramite un leveraggio progressivo, mentre la forcella è a steli rovesciati di 43 mm di diametro. Entrambe completamente regolabili e prodotte da Kayaba offrono 240 mm di escursione, per una luce minima da terra di 250 mm. I cerchi sono a raggi da 21 e 18 pollici con pneumatici Pirelli Scorpion SCR. Al capitolo freni invece troviamo due dischi di 300 mm con pinze flottanti Brembo all'anteriore e un disco di 260 mm al posteriore con pinza a singolo pistoncino. Peso: 204 kg in ordine di marcia, quindi con il serbatoio da 18 litri pieno al 90%.

Elettronica

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Aprilia ha dotato la Tuareg di un pacchetto elettronico ai vertici della categoria: ci sono infatti quattro modalitĂ  di guida, due mappe di erogazione del motore (A o B), tre mappe di ABS (full, presente solo all’anteriore, totalmente escluso), controllo di trazione regolabile su quattro livelli, cruise control e cambio elettronico bidirezionale disponibile però come optional. 

Perché comprarla

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La posizione di guida offre la corretta padronanza del mezzo, la sella a 86 cm è alta ma non vertiginosa e offre un comfort discreto anche dopo ore in sella. La protezione aerodinamica è eccellente per la media delle enduro stradali e le vibrazioni trasmesse sono sopportabili. Piace la risposta al gas (specie con  le mappe di erogazione aggiornate), diretta ma senza il fastidioso effetto on-off; le sospensioni risultano sia confortevoli sui tratti sconnessi sia adeguate a sostenere una guida di buon passo fra le curve, e i freni convincono tanto per potenza quanto per modulabilitĂ .

La ciclistica è piacevolmente equilibrata e naturale: la discesa in piega è rotonda e progressiva, tipica delle moto con cerchio da 21". In città è maneggevole e il peso ben distribuito non mette in crisi. Le sospensioni copiano bene anche le sconnessioni più pronunciate e la tenuta dei pneumatici Pirelli Scorpion SCR è ottima anche su strada.

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In fuoristrada la Tuareg mostra ottime doti, specie nei passaggi più tecnici, dove peso contenuto e ottima maneggevolezza la rendono particolarmente agile ed efficace. Inoltre è ben modellata per la guida in piedi, con un'azzeccata triangolazione fra sella, manubrio e pedane.

Dove può migliorare

Valutandola a 360°, la Tuareg è una moto che se la cava bene in ogni situazione e, ci sono comunque alcuni margini di miglioramento, ad esempio nella precisione del cambio, non sempre fluidissimo nei passaggi di rapporto, e nella spinta offerta dal propulsore ai bassi regimi

Con l’aggiornamento al model year 2025 la diversa taratura elettronica delle mappe motore ha reso la risposta al gas piĂą pronta che in passato, mitigando in parte la mancanza di spinta ai bassi, ma ci sono concorrenti che sotto questo aspetto fanno meglio. Il passaggio alla Euro 5+ ha però portato con sĂ© il tema del calore trasmesso alle gambe di chi guida, specie sul lato destro dove si trova il collettore di scarico. Un aspetto da tenere in considerazione se si utilizza la moto in cittĂ , specie nel periodo estivo. 

I dati rilevati

VelocitĂ  massima (km/h)194,6
Accelerazionesecondi
0-400 metri12,3
0-1000 metri24,1
0-100 km/h3,8
Ripresa (da 50 km/h)secondi
400 metri13,1
1000 metri25,2
Potenza massima alla ruota 
CV/kW70,3/52,4
Giri al minuto9.600
Frenatametri
Da 100 km/h40,5
Consumikm/l
Autostrada18,8
Extraurbano26,1
A 90 km/h26,9
A 120 km/h23,1
Al massimo10,1
Autonomiakm
A 120 km/h416,9
Al massimo182,7
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vincenzodigiulio
Gio, 09/07/2026 - 12:52
Gran bella moto. L ho presa in considerazione, usata,per un prossimo acquisto
Vivere con la moto
Data articolo: Thu, 09 Jul 2026 08:05:20 +0000
News n. 3
Naked usate: 6 moto "poca spesa tanta resa" Naked usate: 6 moto "poca spesa tanta resa"

Agili e scattanti, perfette per l'uso quotidiano in cittĂ  e per le gite del weekend, ma capaci di divertire anche a tutto gas. Le naked sportive di taglia medio-grande sono delle gran moto e quelle di qualche anno fa costano anche poco

massimo.miliani

Tutti parlano di crossover ed enduro da viaggio, ma il segmento delle naked sportive di media-grossa cilindrata resta uno dei più amati dagli appassionati, e oggi anche uno dei più appetibili per l'usato. Ne abbiamo radunate sei tra le più rappresentative della loro generazione — naked a due cilindri (Ducati Monster 821), a tre (MV Agusta Brutale 800, Yamaha MT-09, Triumph Speed Triple) e a quattro (Kawasaki Z 800 e Suzuki GSR 750) — moto a prima vista diverse, in realtà dirette concorrenti per cilindrata e prestazioni.

Ducati Monster 821 

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A vent'anni dall'arrivo sul mercato della prima Monster 900 (la madre di tutte le naked sportive), Ducati ha introdotto nel 2014 la Monster 821, la versione "di accesso" alla gamma delle naked bolognesi. Monta il bicilindrico Testastretta 11° di 821 cm³ a quattro valvole con raffreddamento a liquido, capace di erogare 112 CV a 9.250 giri e una coppia di 9,1 kgm a 7.750 giri, di cui l'85% disponibile già a 5.000 giri. à una moto decisamente riuscita, sfruttabile a fondo grazie alla completa dotazione elettronica di serie: tre riding mode (Sport, Touring e Urban) e il Ducati Safety Pack, con controllo di trazione regolabile su otto livelli e ABS settabile su tre soglie di intervento. Di serie anche la frizione antisaltellamento. Il telaio è a traliccio in tubi di acciaio con motore portante, accoppiato a un forcellone bibraccio che ospita un bel gommone sportivo da 180/60. La 821 era disponibile anche in versione depotenziata a 35 kW per patente A2 e nella riuscitissima versione "Stripe".

Quotazioni usato

La Monster 821 del 2016 si trova oggi in una forbice indicativa di 4.900-7.700 euro, secondo chilometraggio, condizioni e allestimento. Gli esemplari con percorrenze elevate (oltre 40.000 km) o depotenziati partono dalla fascia bassa, mentre le "Stripe" ben tenute e accessoriate (scarico Termignoni, cambio elettronico) restano sopra i 7.000 euro. Da valutare con attenzione la cinghia di distribuzione e lo storico dei tagliandi, tipici della meccanica Ducati.

VelocitĂ  massima218,7 km/h
Accelerazione 0-100 km/h3,8 sec
Accelerazione 0-400 m12,0 sec
Accelerazione 0-1.000 m22,6 sec
Ripresa 400 m (da 50 km/h in 6ÂŞ)13,3 sec
Ripresa 1.000 m (da 50 km/h in 6ÂŞ)24,5 sec
Frenata da 100 km/h37,3 m
Consumo autostrada19,8 km/l
Consumo extraurbano16,2 km/l
Consumo a 90 km/h24,8 km/l
Consumo a 120 km/h20,6 km/l
Consumo al massimo9,3 km/l
Autonomia a 120 km/h360 km
Autonomia al massimo161 km
Potenza alla ruota97,7 CV (72,9 kW) a 9.500 giri/min
Coppia alla ruota79,6 Nm (8,1 kgm) a 7.900 giri/min


Kawasaki Z 800 Sugomi

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La "Sugomi Edition" è la versione speciale della Z 800, riconoscibile per la livrea nero/bordeaux che coinvolge la seduta del passeggero, gli steli della forcella, i fianchi del serbatoio e i profili dei cerchi. Di serie anche il terminale Akrapovic interamente in carbonio, bello e dotato di una "voce" impressionante. La ciclistica poggia sul validissimo telaio in tubi di acciaio, mentre il motore è il quattro cilindri in linea di 806 cm³, capace di erogare 113 CV a 10.200 giri. Non ci sono mappature o altri sistemi elettronici: l'unico "aiutino" per il pilota è l'ABS di serie. Ben fatto il reparto sospensioni: l'ammortizzatore ha serbatoio esterno e affianca una validissima forcella rovesciata KYB con steli da 41 mm, entrambi regolabili nel freno in estensione e nel precarico. La Z 800 era disponibile anche in versione depotenziabile a 35 kW per la patente A2.

Quotazioni usato

La Z 800 del 2016 è una delle più economiche del gruppo: si va da 4.500 a 6.900 euro. La maggior parte degli annunci si concentra tra i 5.000 e i 6.000 euro per esemplari con 25.000-35.000 km. La Sugomi Edition specifica del test, meno diffusa, spunta qualcosa in più quando è ben conservata e con il terminale Akrapovic originale. Attenzione ai numerosi esemplari depotenziati per la A2. Prezzo di listino all'epoca del test: 9.590 euro.
 

VelocitĂ  massima210,9 km/h
Accelerazione 0-100 km/h4,0 sec
Accelerazione 0-400 m12,2 sec
Accelerazione 0-1.000 m23,0 sec
Ripresa 400 m (da 50 km/h in 6ÂŞ)13,2 sec
Ripresa 1.000 m (da 50 km/h in 6ÂŞ)24,8 sec
Frenata da 100 km/h42,7 m
Consumo autostrada14,2 km/l
Consumo extraurbano18,8 km/l
Consumo a 90 km/h20,3 km/l
Consumo a 120 km/h18,0 km/l
Consumo al massimo11,9 km/l
Autonomia a 120 km/h305,7 km
Autonomia al massimo203 km
Potenza alla ruota104,2 CV (77,7 kW) a 10.100 giri/min
Coppia alla ruota81,2 Nm (8,2 kgm) a 7.800 giri/min

MV Agusta Brutale 800

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La Brutale 800 monta un tre cilindri di 798 cm³, omologato Euro 4, con una potenza dichiarata di 116 CV a 11.500 giri e una coppia impressionante (83 Nm a 7.600 giri). La dotazione elettronica è tra le più complete: acceleratore ride-by-wire, quattro mappature del motore (Standard, Rain, Sport e una personalizzabile Custom), controllo di trazione regolabile su 8 livelli, cambio elettronico (in scalata e in inserimento) e ABS disattivabile. Il telaio a traliccio in tubi di acciaio, con un'avancorsa di 103,5 mm, è pensato per garantire stabilità.

Quotazioni usato

La Brutale 800 serie 2016-19 si colloca come prezzi tra  i 5.500 e gli 8.500 euro. Gli esemplari con piĂą km partono da circa 5.500-6.000 euro, mentre quelli ben tenuti, con dotazione ricca e tagliandi regolari, salgono verso la fascia alta. Il fascino e l'esclusivitĂ  MV giocano a favore del valore, ma è fondamentale verificare lo storico manutentivo: la meccanica va seguita con cura. 

VelocitĂ  massima225,8 km/h
Accelerazione 0-100 km/h5,1 sec
Accelerazione 0-400 m12,7 sec
Accelerazione 0-1.000 m23,3 sec
Ripresa 400 m (da 50 km/h in 6ÂŞ)11,9 sec
Ripresa 1.000 m (da 50 km/h in 6ÂŞ)22,5 sec
Frenata da 100 km/h40,7 m
Consumo autostrada14,6 km/l
Consumo extraurbano17,5 km/l
Consumo a 90 km/h19,6 km/l
Consumo a 120 km/h15,7 km/l
Consumo al massimo9,8 km/l
Autonomia a 120 km/h251 km
Autonomia al massimo156 km
Potenza alla ruota101,9 CV (76 kW) a 11.200 giri/min
Coppia alla ruota76,5 Nm (7,8 kgm) a 7.500 giri/min


Suzuki GSR 750 SP ABS

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La versione SP è la più "cattiva" della GSR 750, sviluppata insieme a ValterMoto, azienda italiana specializzata in componentistica racing. Gli interventi donano un look moderno e aggressivo alla naked Suzuki e ne migliorano la guidabilità: la posizione di guida sfrutta un manubrio a piega bassa, che carica maggiormente il pilota sull'avantreno. Ci sono anche un portatarga regolabile in acciaio e numerosi dettagli in ergal in tinta con la carrozzeria. La ciclistica è abbinata all'ottimo quattro cilindri in linea di 749 cm³ da 106 CV a 10.000 giri, che sfoggia una "voce" aggressiva grazie al terminale Yoshimura R11. Come per la Z 800, diretta concorrente, l'elettronica è limitata all'ABS di serie: niente mappature o altri aiuti. Le finiture sono buone e qualche piccola rinuncia (le sospensioni regolabili solo nel precarico) aiuta a contenere il prezzo, tra i più bassi della categoria malgrado l'ottima qualità.


Quotazioni usato

La GSR 750 è la piĂą economica del confronto anche nell'usato: si trova facilmente tra 4.000 e 6.000 euro. Il quattro cilindri robusto e l'affidabilitĂ  nota la rendono un acquisto tranquillo e facile da rivendere. La versione SP specifica del test, con gli accessori ValterMoto e il terminale Yoshimura, è meno comune e può spuntare qualcosa in piĂą se completa e originale. Ottimo rapporto qualitĂ -prezzo per chi cerca una prima naked sportiva. 

VelocitĂ  massima222,9 km/h
Accelerazione 0-100 km/h3,7 sec
Accelerazione 0-400 m11,9 sec
Accelerazione 0-1.000 m22,5 sec
Ripresa 400 m (da 50 km/h in 6ÂŞ)13,4 sec
Ripresa 1.000 m (da 50 km/h in 6ÂŞ)24,6 sec
Frenata da 100 km/h41,2 m
Consumo autostrada16,8 km/l
Consumo extraurbano25,2 km/l
Consumo a 90 km/h19,6 km/l
Consumo a 120 km/h17,6 km/l
Consumo al massimo9,8 km/l
Autonomia a 120 km/h316,6 km
Autonomia al massimo176,9 km
Potenza alla ruota106,8 CV (79,6 kW) a 10.200 giri/min
Coppia alla ruota79,3 Nm (8,0 kgm) a 8.900 giri/min


Triumph Speed Triple R

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La Speed Triple è un modello "storico" per Triumph, a listino dal 1994. La posizione di guida è avanzata e caricata sull'anteriore, il serbatoio stretto, i fianchetti rastremati. Il tre cilindri con acceleratore elettronico, omologato Euro 4, dichiara 140 CV ed è vigoroso a tutti i regimi, complice anche lo scarico leggero e "aperto". Raffinata la dotazione elettronica: cinque mappature motore (Rain, Road, Sport, Track e una "libera" Rider personalizzabile), controllo di trazione e ABS disinseribili, frizione antisaltellamento di serie. Telaio e forcellone monobraccio sono entrambi in alluminio. La Speed Triple "normale" era una diretta concorrente della Brutale 800; la versione R del test, con raffinate sospensioni Öhlins regolabili e numerosi particolari in fibra di carbonio, si posizionava più in alto.

Quotazioni usato

La Speed Triple 1050 R serie 2016-17 è la piĂą costosa del gruppo anche nell'usato: si parte infatti da 7.000 fino ad arrivare  a 10.000 euro. Gli esemplari ben tenuti, con le sospensioni Ă–hlins in ordine e i particolari in carbonio originali, restano sopra gli 8.000 euro; per scendere sotto i 7.500 bisogna orientarsi su percorrenze piĂą alte. Il tre cilindri inglese è robusto e appagante, ma va rispettato lo storico dei tagliandi. 

VelocitĂ  massima236,5 km/h
Accelerazione 0-100 km/h3,9 sec
Accelerazione 0-400 m11,7 sec
Accelerazione 0-1.000 m21,6 sec
Ripresa 400 m (da 50 km/h in 6ÂŞ)12,2 sec
Ripresa 1.000 m (da 50 km/h in 6ÂŞ)22,8 sec
Frenata da 100 km/h41,2 m
Consumo autostrada17,5 km/l
Consumo extraurbano22,7 km/l
Consumo a 90 km/h27,2 km/l
Consumo a 120 km/h19,9 km/l
Consumo al massimo12,0 km/l
Autonomia a 120 km/h308,6 km
Autonomia al massimo185,5 km
Potenza alla ruota128,9 CV (96,1 kW) a 9.500 giri/min
Coppia alla ruota107,6 Nm (10,9 kgm) a 7.700 giri/min


Yamaha MT-09 ABS

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La MT-09 ABS dispone di controllo di trazione disattivabile e regolabile su due livelli, con mappature del motore ben differenziate: Standard per l'uso normale, B per i fondi bagnati e A per la guida sportiva. Curata l'idraulica della forcella, adatta alla guida sportiva. Ă una delle naked piĂą riuscite della sua generazione. Ha un gran tre cilindri di 847 cmÂł con albero motore "a croce" (come le M1 di Lorenzo e Rossi) e una ciclistica a punto, compatta e leggera, grazie al telaio in alluminio pressofuso e alle numerose soluzioni per centralizzare le masse, come lo scarico sotto al motore.

Quotazioni usato

La MT-09 ABS del 2016 è tra le piĂą abbordabili e ricercate del gruppo. Si trovano esemplari sotto i 5.000 euro con 25.000-30.000 km, mentre i piĂą curati e con pochi km restano attorno ai 6.000. Ă una moto che si rivende con facilitĂ , ma occhio agli esemplari troppo elaborati (tengono meno il valore) e allo stato della catena, che sul tre cilindri Yamaha si usura in fretta. 

VelocitĂ  massima210,6 km/h
Accelerazione 0-100 km/h3,7 sec
Accelerazione 0-400 m11,6 sec
Accelerazione 0-1.000 m22,2 sec
Ripresa 400 m (da 50 km/h in 6ÂŞ)12,1 sec
Ripresa 1.000 m (da 50 km/h in 6ÂŞ)22,9 sec
Frenata da 100 km/h39,1 m
Consumo autostrada17,7 km/l
Consumo extraurbano20,0 km/l
Consumo a 90 km/h22,3 km/l
Consumo a 120 km/h18,9 km/l
Consumo al massimo10,1 km/l
Autonomia a 120 km/h264,1 km
Autonomia al massimo141,4 km
Potenza alla ruota104,5 CV (77,9 kW) a 8.700 giri/min
Coppia alla ruota86,4 Nm (8,8 kgm) a 8.400 giri/min

Come vanno

Su strada e in pista

Partiamo dalla Ducati Monster 821, piacevolmente efficace: il motore ha un'erogazione corposa dai 2.000 agli 8.000 giri e la ciclistica, nella guida al limite, sfodera una precisione da vera sportiva. L'agilitĂ  è buona, anche se leggermente inferiore alle rivali (è quella con l'interasse piĂą lungo); in compenso è molto stabile in velocitĂ , con la forcella ben sostenuta anche nelle staccate al limite. La Kawasaki Z 800 è una classica naked "vecchia maniera", massiccia e non leggerissima: va guidata di forza, e se vi piace questo tipo di guida è una goduria, altrimenti si fatica. Il motore ha un'erogazione piena e vigorosa e allunga bene in alto, la frenata è da vera sportiva, potente e ben dosabile. Niente male anche le sospensioni. La MV Agusta Brutale 800 tiene fede alla sua fama di moto "difficile": tra tutte è quella che richiede piĂą esperienza e impegno per essere domata nella guida sportiva. Il motore esuberante scarica CV e coppia a ogni apertura del gas, spinge sempre forte e allunga come un quattro cilindri. La ciclistica nervosa impone continue correzioni, specie sull'asfalto sconnesso; nel misto stretto, però, agilitĂ  e rapiditĂ  nei cambi di direzione sono da riferimento. La Suzuki GSR 750 si è rivelata davvero piacevole ed efficace tra i cordoli: precisa nei curvoni veloci, maneggevolissima nei rapidi cambi di direzione, ben sostenuta sulle sospensioni e con un motore dall'erogazione quasi elettrica, fluida e rotonda a tutti i regimi. Un'erogazione "elettrica" tipica dei quattro cilindri che è il suo pregio, ma anche il suo unico limite: ha meno personalitĂ  delle rivali, in particolare delle tricilindriche. 

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Come la Triumph Speed Triple, a suo agio tra i cordoli come sui tornanti di montagna. Il grosso tre cilindri ha una "schiena" robusta e spinge forte, ma con una progressione più regolare e controllabile della Brutale e della stessa MT-09 in mappa A. Ottima la ciclistica, forse la migliore del gruppo: stabile sul veloce, precisa come una lama nei curvoni e maneggevole tra le curve, complici anche le sospensioni Öhlins della versione R. Azzeccata la nuova posizione di guida, più caricata sui polsi ma non scomoda. Ultima solo in ordine alfabetico, la Yamaha MT-09 è la naked che mette d'accordo tester, piloti professionisti e utenti "della domenica". Qualche difetto ce l'ha: posizione di guida quasi da turistica, pedane centrali che toccano subito, sospensioni morbide... eppure è la preferita dalla maggior parte dei tester. Piace la ciclistica ultramaneggevole e un motore esuberante, forse fin troppo in mappa A, con tanta coppia a tutti i regimi e la classica "cattiveria" dei tre cilindri ai medi. Forse non allunga come la MV Agusta, ma tra le curve di montagna e i cordoli può mettere in difficoltà concorrenti ben più dotate.

In autostrada

Nessuna di queste moto nasce per i lunghi viaggi o i trasferimenti autostradali: sono tutte "nude", prive di riparo aerodinamico. La più comoda è la Yamaha MT-09, per la posizione di guida più rialzata e il comodo sellone. La Brutale, che tra le curve primeggia per agilità e divertimento, in autostrada è invece la più scomoda: si guida a ridosso della ruota anteriore, esposti all'aria, e la sella dura non aiuta. Il comfort penalizza un po' tutte, anche se i consumi sono contenuti (tra 19,8 e 14,2 km/l) e i serbatoi discretamente capienti. Se il pilota sta scomodo, per il passeggero va anche peggio: una trasferta lunga diventa una prova durissima.

In cittĂ 

Per gli spostamenti urbani le naked di queste pagine vanno benissimo. La maneggevolezza è notevole per tutte e sei, anche grazie al peso ridotto (con l'eccezione della Z 800). Con Brutale, Speed e Monster bisogna però fare i conti con un angolo di sterzo ridotto come quello delle supersportive, che complica le manovre nel traffico e da fermo. All'estremo opposto la MT-09, che gira in un fazzoletto; nel mezzo le due giapponesi. Le sospensioni digeriscono abbastanza bene buche e pavé (a parte le rigidissime Speed e Brutale) e si possono regolare secondo le proprie esigenze. Tutte hanno impianti frenanti di alto livello con ABS di serie, una sicurezza in più sul bagnato.

 

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vincenzodigiulio
Gio, 09/07/2026 - 13:00
Di pancia direi brutale....però anche MT 09 non è male
Moto usate
Data articolo: Thu, 09 Jul 2026 05:55:53 +0000
News n. 4
Alex Marquez saluta Gresini: dal 2027 sarĂ  in KTM Alex Marquez saluta Gresini: dal 2027 sarĂ  in KTM

Il vicecampione lascia il team con cui è diventato vice campione del mondo e sposa il progetto austriaco per l'era 850

massimo.miliani

Un divorzio annunciato

Le firme in MotoGP funzionano un po' come i matrimoni combinati: le voci girano da mesi, ma finché non arriva il comunicato ufficiale nessuno ci crede davvero. Ora però è nero su bianco. Alex Marquez lascerà Gresini a fine 2026 per approdare in KTM dal 2027, con un accordo pluriennale che lo porta direttamente nella squadra ufficiale della Casa austriaca.
Non è una scelta di ripiego. Il minore dei Marquez arriva in Austria da vicecampione del mondo in carica, reduce da quattro stagioni in cui la struttura di Faenza gli ha ridato continuità, fiducia e soprattutto risultati, come quel secondo posto iridato che pochi, tre o quattro anni fa, avrebbero pronosticato. Insomma, KTM non ingaggia una scommessa, ma un pilota che sa esattamente dove mettere le ruote quando conta.
 

Perché proprio adesso, perché proprio Alex

Il tempismo, va detto, non è casuale. Dal 2027 il Motomondiale cambia pelle: arrivano le nuove MotoGP con motori ridotti a 850 cm³, e ogni Casa vuole entrare nella rivoluzione con piloti capaci di far crescere il progetto da subito. KTM ha scelto di puntare su Alex per lo sviluppo della RC16 della nuova era, affidandogli un ruolo che va oltre il semplice risultato in pists.
Dall'altra parte, in casa Gresini, il saluto ha il sapore agrodolce delle separazioni tra chi si è voluto bene. Nadia Padovani ha parlato di emozioni condivise e di orgoglio per l'uomo, oltre che per il pilota, ricordando però che c'è ancora una buona parte di stagione da onorare prima di dirsi addio. Perché il bello di questi annunci anticipati è anche questo: Alex e Gresini dovranno convivere per un altro anno sapendo già che le strade si divideranno. Un ultimo ballo, con la testa che guarda avanti ma le mani ancora sul manubrio giusto.

MotoGP
Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 12:51:19 +0000
News n. 5
Multe all'estero, ecco quelle che non si possono schivare Multe all'estero, ecco quelle che non si possono schivare

Prendere una multa durante un viaggio all'estero non significa lasciarsela alle spalle. Grazie al sistema di scambio dati tra i Paesi dell'Unione Europea, molte violazioni possono essere notificate anche in Italia: ecco come funziona e quali sono le conseguenze...

Riccardo Allegro

Chi parte per un viaggio in moto o in auto fuori dai confini italiani farebbe bene a informarsi sulle regole del Paese che visiterà. Non è solo questione di “educazione”, perché grazie agli accordi tra gli Stati dell'Unione Europea, anche una multa presa all'estero può essere notificata direttamente a casa, anche molti mesi dopo l'infrazione. Il meccanismo è il seguente.

Il sistema che fa arrivare le multe in Italia

Nei Paesi dell'Unione Europea è operativo il sistema Cross Border, introdotto in applicazione della direttiva europea 2011/82/UE. Il meccanismo consente alle autoritĂ  nazionali di scambiarsi automaticamente i dati dei veicoli immatricolati negli altri Stati membri, così da identificare il proprietario e notificargli la sanzione. La contestazione viene inviata nella lingua del destinatario e può arrivare fino a 365 giorni dopo la violazione. In pratica, una multa presa durante le vacanze estive potrebbe essere recapitata anche un anno piĂą tardi.

Quali infrazioni vengono notificate

Lo scambio di informazioni riguarda le violazioni considerate piĂą gravi. Tra queste rientrano:

  • eccesso di velocitĂ ;
  • mancato utilizzo della cintura di sicurezza;
  • passaggio con il semaforo rosso;
  • guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti;
  • mancato uso del casco;
  • circolazione in corsie vietate;
  • uso del telefono cellulare durante la guida.

Le infrazioni meno rilevanti, come un divieto di sosta, vengono invece normalmente contestate sul posto e solo raramente sono notificate successivamente all'indirizzo del proprietario del veicolo.

I punti della patente non vengono decurtati in Italia

Per gli automobilisti e i motociclisti italiani c'è però una differenza importante rispetto alle sanzioni commesse nel nostro Paese. Se la violazione comporta una decurtazione dei punti, questa produce effetti soltanto nel sistema sanzionatorio dello Stato in cui è stata commessa. Ad esempio, se in Spagna il passaggio con il semaforo rosso comporta la perdita di quattro punti, a un conducente italiano verrà notificata la multa, ma non saranno sottratti punti dalla patente italiana.

Come viene notificata la sanzione

La multa può essere inviata sia per posta sia tramite posta elettronica. Grazie allo scambio automatico dei dati tra gli Stati membri, la notifica è generalmente piuttosto rapida, anche se il termine massimo previsto resta di un anno dall'infrazione.

Se la multa arriva da un Paese fuori dall'Unione Europea

La situazione cambia quando la violazione viene commessa in uno Stato che non fa parte dell'Unione Europea. In questo caso non esiste un sistema unico di riscossione. Le autorità straniere possono comunque richiedere alle autorità italiane i dati del proprietario del veicolo e inviare una notifica tradotta con le istruzioni per il pagamento o per un eventuale ricorso. Se la sanzione non viene pagata, la pratica può essere trasmessa alle autorità giudiziarie del Paese interessato e, in presenza di specifici accordi bilaterali, anche a quelle italiane. Nei casi previsti possono inoltre essere avviate procedure di recupero crediti o altre azioni esecutive.

Attenzione al noleggio

Chi utilizza un'auto o una moto a noleggio all'estero non è esente dalle sanzioni. La multa viene notificata alla società di noleggio, che comunica alle autorità i dati del conducente. Successivamente la compagnia addebita l'importo al cliente, spesso aggiungendo spese amministrative previste dal contratto. In molti casi il pagamento viene prelevato direttamente dalla carta di credito utilizzata per il noleggio.

Conviene pagare?

Ignorare una multa presa all'estero non è una buona idea. Quando la violazione rientra nelle procedure previste dal sistema Cross Border, la riscossione può essere avviata anche nei confronti di un cittadino italiano. Negli altri casi le conseguenze dipendono dalla normativa del Paese in cui è stata commessa l'infrazione, ma il mancato pagamento può comportare maggiorazioni, azioni legali e creare problemi in occasione di un successivo ingresso nello stesso Stato, soprattutto in presenza di violazioni gravi o ripetute.

Legge e burocrazia
Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 09:18:11 +0000
News n. 6
Vacanze in moto, come evitare i nemici che possono rovinarle Vacanze in moto, come evitare i nemici che possono rovinarle

 Con l’arrivo dell’estate conviene fare piĂą attenzione del solito, perchĂ© sabbia, mare, salsedine, campeggio e resina degli alberi sono nemici molto aggressivi

Riccardo Allegro

Durante la vacanza è bene ricordarsi che il caldo, la salsedine, gli agenti atmosferici, la sabbia e perfino la resina degli alberi possono compromettere non solo l'aspetto della moto ma anche alcune componenti. Per evitare spiacevoli sorprese, bastano fortunatamente pochi accorgimenti. Alcuni potranno suonare scontati, ma sono comunque importanti…

Il sole può rovinare plastiche e sella

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Lasciare la moto parcheggiata per ore e ore sotto il sole estivo, lo suggerisce il buon senso, non è una grande idea. L'esposizione prolungata ai raggi UV può, nel tempo, opacizzare o scolorire le superfici verniciate e le plastiche, mentre la sella e alcuni componenti in gomma possono invecchiare più rapidamente, seccandosi e screpolandosi. Quando possibile, è ovvio, è preferibile scegliere un posto all'ombra oppure - meglio ancora - utilizzare un telo coprimoto. Chi vuole una protezione aggiuntiva può ricorrere a cere o prodotti protettivi specifici, che creano una barriera contro i raggi ultravioletti e aiutano a preservare la finitura della carrozzeria.

La salsedine non va sottovalutata

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Ah, la vacanza al mare! Bella per il centauro, un po’ meno per la moto che, lungo le strade costiere e in attesa nei parcheggi vicino alla spiaggia respira anche lei aria ricca di sale. A noi fa molto bene, all’amata moto un po’ meno. La salsedine, se rimane a lungo “appiccicata”, può favorire l'ossidazione delle parti metalliche e creare problemi anche ad alcuni componenti. Il consiglio è lavare accuratamente la moto al rientro, utilizzando un detergente specifico e un panno in microfibra, senza trascurare le zone meno accessibili. Come sempre, è meglio evitare prodotti troppo aggressivi e acqua molto calda. Se il sale ha già formato incrostazioni difficili da eliminare, possono essere utili i detergenti specifici disponibili in commercio. Per i perfezionisti, ma solo nei casi più ostinati, può rendersi necessario smontare i componenti interessati e intervenire con molta delicatezza.

Attenzione anche alla resina degli alberi

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Parcheggiare all'ombra è la soluzione migliore per limitare gli effetti del sole, ma sotto molti alberi c'è un altro inconveniente. Lo sa bene chi ama il campeggio e, sulla sella, arrotola la canadese per godersi qualche notte sotto le stelle. La resina degli alberi non perdona: se rimane a lungo sulla vernice tende a indurirsi e diventa piĂą difficile da eliminare. Buona cosa è quindi intervenire appena possibile con un detergente specifico per il lavaggio della moto e un panno morbido. Se non basta, si può ricorrere a un olio vegetale, lasciandolo agire qualche minuto prima della pulizia, oppure a prodotti formulati appositamente per sciogliere la resina. Sono invece da evitare solventi come acetone e alcol, che potrebbero danneggiare le superfici, specialmente quelle plastiche. 

La sabbia arriva ovunque

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Anche chi non porta la moto direttamente sulla spiaggia difficilmente riesce a evitare del tutto la sabbia. Il vento, le scarpe, i vestiti o i bagagli bastano a far entrare i granelli praticamente ovunque, con il rischio di provocare graffi o accumuli di sporco. Non sottovalutate in tal senso gli aspirapolvere che si trovano presso i lavaggi automatici (quelli che si usano per pulire gli interni dell’auto), perché possono essere molto più utili di una semplice sciacquata. Vero, se presenti, i gestori del lavaggio potrebbero avere qualcosa da dire nel vedervi aspirare gli angoli più nascosti della meccanica, ma ci si può comunque limitare a borse, bauletti e valigie…

Gli insetti non vanno lasciati seccare

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D'estate è praticamente impossibile evitarli: dopo qualche decina di chilometri, cupolino, faro, specchietti e casco finiscono inevitabilmente ricoperti dai resti degli insetti. Il consiglio è non rimandare troppo la pulizia. Se lasciati seccare al sole, infatti, diventano molto più difficili da rimuovere e, in alcuni casi, possono intaccare il trasparente della vernice o lasciare aloni sulle superfici. Per eliminarli senza rischiare graffi è sufficiente ammorbidire i residui con acqua o con un detergente specifico, lasciandolo agire per qualche minuto prima di passare delicatamente un panno in microfibra. Meglio evitare di strofinare a secco o utilizzare spugne abrasive, che potrebbero rovinare la carrozzeria.

Al rientro una pulizia completa è sempre la scelta migliore

Al termine della vacanza vale la pena dedicare un po' di tempo a un lavaggio accurato. Eliminare residui di salsedine, sabbia, insetti e sporco evita che questi materiali rimangano a contatto con la moto per settimane. Una volta asciutta, è anche il momento giusto per controllare la tensione della catena, verificare lo stato degli pneumatici e lubrificare le parti che lo richiedono. Bastano pochi minuti per ritrovare una moto pronta per affrontare il resto della stagione.

A tal proposito: Come ingrassare la catena della moto per farla durare a lungo

Manutenzione
Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 07:27:11 +0000
News n. 7
Polini Italian Cup 2026, terzo round a Modena. Risultati e classifica Polini Italian Cup 2026, terzo round a Modena. Risultati e classifica

Sorpassi, rimonte e arrivi in volata hanno animato il terzo appuntamento della stagione della Polini Italian Cup. Ecco come è andata sul circuito di Modena…

Riccardo Allegro

Polini Italian Cup 2026

Ospitato dall’Autodromo di Modena il terzo round della Polini Italian Cup 2026 ha ancora una volta regalato un fine settimana ricco di spettacolo. Come sempre, in tutte le categorie non sono infatti mancati duelli ravvicinati, sorpassi e finali sul filo dei millesimi. Vediamo come è andata per ogni categoria…

70 Amatori

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Nella prima manche Marco D'Agostino sfrutta la pole position per prendere subito il comando e allungare sugli inseguitori. Alle sue spalle la lotta per il podio è serrata e, nelle fasi finali, Pasquale Scaramozzino supera Marco Menchini, chiudendo secondo. 
In Gara 2 è invece Menchini a partire meglio e a contendersi la vittoria con D'Agostino. I due restano vicinissimi per tutta la corsa, mentre Scaramozzino risale fino al gruppo di testa. All'ultimo giro Menchini trova il sorpasso decisivo e conquista la vittoria; Scaramozzino precede D'Agostino sul traguardo per appena pochi metri.

Podio di giornata - 70 Amatori

  1. Marco Menchini
  2. Marco D'Agostino
  3. Pasquale Scaramozzino
     

70 Evolution e 70 Supersport

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Le due categorie hanno corso insieme anche a Modena. In Gara 1 della 70 Evolution Rea parte davanti a tutti, ma nel finale Zani completa la rimonta e approfitta anche della scivolata di Ciotola per conquistare la vittoria davanti a Rea e Beghelli. La seconda manche offre uno dei momenti piĂą spettacolari del weekend. Zani e Ciotola si giocano il successo fino all'ultima curva e sul rettilineo finale è il pilota del Team Polini ad avere la meglio per appena otto millesimi di secondo.

Nella 70 Supersport, invece, Manzo firma una doppietta imponendosi in entrambe le gare davanti agli avversari.

Podio di giornata - 70 Evolution

  1. Zani
  2. Rea
  3. Beghelli
     

Podio di giornata - 70 Supersport

  1. Manzo
  2. Corsini
  3. Visani

100 Big Evo Open e 100 Sport

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Anche le categorie 100 Big Evo Open e 100 Sport sono scese in pista insieme. Nella prima gara Birtele recupera rapidamente posizioni dopo il via e riesce ad avere la meglio su Leonardi al termine di un acceso duello. 
In Gara 2 Leonardi parte ancora una volta al comando, ma Consoli risale fino alla testa della corsa e, una volta trovato il sorpasso, mantiene il controllo fino alla bandiera a scacchi. Leonardi difende poi la seconda posizione dagli attacchi finali degli inseguitori.

Nella 100 Sport dominio di Tortosa, vincitore di entrambe le manche davanti a Fulgeri e Neri.

Podio di giornata - 100 Big Evo Open

  1. Leonardi
  2. Consoli
  3. Birtele
     

Podio di giornata - 100 Sport

  1. Tortosa
  2. Fulgeri
  3. Neri

 

Per chi se l'è perso: Polini Italian Cup 2026, come è andato il secondo round

News
Data articolo: Tue, 07 Jul 2026 22:57:47 +0000
News n. 8
Estate in moto, come gestire il caldo africano Estate in moto, come gestire il caldo africano

Con l'estate arriva il caldo, che va gestito come il freddo con attenzione all'idratazione e all'abbigliamento. Di seguito alcuni consigli su come divertirsi in moto senza rischiare una insolazione"

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Andare in moto (ma anche in scooter e in bicicletta, in realtà) è pura libertà, di movimento e di pensiero: basta accendere il proprio “bolide” per sentire la gioia scorrere nel corpo e le preoccupazioni lasciare la testa. E cosa c’è di più bello dell’andare in moto? Farlo col bel tempo, con l’asfalto e i pneumatici che “lavorano” in ogni piega e col sole che ti bacia anche se si è vestiti di tutto punto.
Tutto bello, ma come spesso accade c’è un però, il caldo. Adesso che siamo entrati nel vivo dell’estate le temperature si sono alzate, l’afa si fa sentire, soprattutto in pianura, e il calore sprigionato dal motore amplifica il tutto. Insomma, andare in moto in questo periodo è bello ma va fatto tenendo bene in mente alcuni consigli ricordandosi di metterli in pratica.
Leggendoli vi suoneranno noti, concetti triti e ritriti, quasi banali, ma siamo sicuri che “ripassarli” sia sempre una buona attività.

Bisogna bere

Innanzitutto, bere. Sembra un’ovvietà, bere è uno dei tre gesti di cui non si può fare a meno nella vita (gli altri due sono respirare e mangiare), ma quando le temperature si fanno alte per tante ore di seguito, bisogna ricordarsi di ingerire la giusta quantità di liquidi, soprattutto quando si fa attività e si suda, come andare in moto. L’acqua è fondamentale, perché le nostre cellule sono fatte d’acqua, noi siamo fatti per la maggior parte d’acqua. Senza acqua, ci sentiamo stanchi, l’umore “sballa” e fatichiamo a concentrarc. Capite, quindi, che restare idratati è molto importante, anche per la regolazione della temperatura corporea, che avviene tramite la sudorazione che va a rinfrescare il corpo. Un consiglio: è preferibile bere acqua a temperatura ambiente perché, per assurdo, se è fredda ci si rinfresca meno; se è calda, si suda di più e bisogna reidratarsi con maggiore frequenza.

I capi tecnici sono importanti

In estate, così come in inverno, l’abbigliamento può fare la differenza, soprattutto se tecnico, perché oltre ad offrire un livello di sicurezza aggiuntivo, sono pensati per affrontare una o più situazioni climatiche. Così, in questa stagione, meglio evitare la pelle e prediligere capi in tessuto, ancora meglio se traforato per una massima aerazione. Ricordate sempre di portare dietro un’antipioggia per possibili acquazzoni o da usare come antivento per gestire meglio gli sbalzi di temperatura quando si sale in quota. Se possibile, inoltre, lasciate la schiena libera, così che l’aria calda possa fuoriuscire liberamente: l’immancabile zaino dovrete quindi legargo sul serbatoio o sul sellino del passeggero.
Non solo la giacca e il pantalone, ma anche i guanti, le scarpe e l’indumento intimo dovrebbero essere tecnici e pensati per il caldo, quindi traspiranti, ad alto assorbimento di umidità e ad asciugatura veloce.

Niente nero

Altro “trucchetto” è quello di indossare un foulard, un collare in cotone, così da proteggere il collo dall’aria calda e da possibili scottature per via del sole.
E chiudiamo con un consiglio estetico ma lo stesso importante: sotto il sole evitate di indossare capi neri, soprattutto per quanto riguarda il casco: a differenza del bianco e di colori poco scuri, il nero “assorbe il calore” andando a “friggere” quello che contiene.

Ottavonano-IETTALO
Mar, 07/07/2026 - 19:50
beduini indossano abiti neri ampi nel deserto perché questi indumenti sfruttano i moti convettivi dell'aria, agendo come camini. L'aria calda sale ed esce dall'alto attirando aria più fresca dal basso. Inoltre, il nero dissipa efficacemente il calore corporeo rispetto agli abiti bianchi.I motivi scientifici di questa scelta includono:Effetto camino (Convezione): I vestiti sono molto larghi e lasciano passare l'aria. Quando il tessuto nero si surriscalda, riscalda l'aria sottostante che, diventando più leggera, sale ed esce attraverso le aperture in alto. Contemporaneamente, richiama aria fresca dall'orlo inferiore.Dispersione del calore corporeo: Nonostante il tessuto nero assorba più calore solare rispetto a quello bianco, dissipa con maggiore efficienza il calore irradiato dal corpo umano, bilanciando la temperatura.Isolamento termico: Gli indumenti sono solitamente realizzati con materiali spessi (come lana o cotone pesante) e formano un isolamento tra la temperatura esterna (che può superare i 50ºC) e l'aria interna, mantenendo il microclima corporeo più stabile.Puoi approfondire la fisica dietro questo fenomeno climatico leggendo i dettagli spiegati nel post scientifico di Scientificast o l'articolo di approfondimento pubblicato da Torino Cronaca.
Vivere con la moto
Data articolo: Tue, 07 Jul 2026 14:56:54 +0000
News n. 9
Tutor e Autovelox: tolleranze, multe e dove sono Tutor e Autovelox: tolleranze, multe e dove sono

Presenti su tutto il territorio nazionale, gli Autovelox servono a rilevare la velocità di un veicolo e, nel caso di superamento del limite, sanzionare con multa il trasgressore. Ne esistono di diversi tipi e modelli, fissi oppure mobili, ma non vanno mai confusi con il cosiddetto Tutor, il cui funzionamento è differente. Vediamo di fare chiarezza

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Cos’è e come funziona l’Autovelox

Come accennato, l’Autovelox è un dispositivo in grado di rilevare la velocitĂ  istantanea di un veicolo che percorre una determinata tratta. Il suo funzionamento si basa su due fotocellule laser: la prima si attiva al passaggio del veicolo e fa scattare un timer che si blocca non appena si attiva la seconda fotocellula. Questo lasso di tempo, compreso tra il passaggio dalla prima alla seconda fotocellula, è quello attraverso cui cui viene poi calcolata la velocitĂ  del veicolo. 

Funziona un po’ diversamente il Telelaser che effettua un calcolo istantaneo della distanza del mezzo controllato  in base al tempo necessario alla luce per andare e tornare indietro dal veicolo. Con misurazioni successive si calcola, istante per istante, la distanza del veicolo e di conseguenza, conoscendo l’intervallo di misurazione, è possibile calcolarne pure la velocitĂ .

 

Autovelox fissi e Autovelox mobili

Possiamo distinguere tra due tipi di Autovelox, quelli fissi e quelli mobili. I primi, collocati all’interno di piccole colonnine (generalmente arancioni o azzurre) che si trovano sul lato della carreggiata, funzionano in automatico senza alcun intervento da parte delle forze dell’ordine. Gli autovelox mobili invece prevedono necessariamente la presenza di una pattuglia delle forze dell’ordine.

 

Differenze dal Tutor

L’Autovelox non deve essere confuso col il Tutor (o SICVE, acronimo di Sistema Informativo per il Controllo della VelocitĂ ). Infatti, mentre il primo rileva la velocitĂ  istantanea del veicolo, il secondo, è in grado di rilevare la velocitĂ  media di un veicolo lungo un tratto di strada ben piĂą lungo, generalmente compreso tra i 10 e i 30 km. Questa differenza fa sì, per esempio, che col Tutor non si rischia di essere multati se si supera per un brevissimo momento, magari per un sorpasso, la velocitĂ  massima consentita. Al contrario, con l’Autovelox si verrĂ  automaticamente multati qualora si dovesse superare il limite segnalato nel momento “sbagliato”. 

 

Margine di tolleranza

L’Autovelox ha un “margine di tolleranza” al di sotto del quale la multa non viene erogata. Per legge c’è una soglia di 5 Km/h. Più nel dettaglio, il D.M. del 29 ottobre 1997 (articolo 1), specifica che “nell’impiego del presente apparecchio (cioè l’autovelox, ndr), per gli accertamenti della velocità, al valore rilevato della velocità deve essere applicata una riduzione pari al 5%, con un minimo di 5 km/h. Nella riduzione è compresa anche la tolleranza strumentale”.
In pratica, con limite di 50km/h, la multa scatterĂ  solo se la velocitĂ  rilevata dal dispositivo dovesse essere pari o superiore a 56 km/h, infatti in caso di rilevamento con decimale (per es. 55,5 km/h) il dato della velocitĂ  si arrotonda per difetto.

 

Segnaletica

Che si tratti di un Autovelox fisso oppure mobile (ma la stessa cosa vale anche per i Tutor), i dispositivi di rilevamento della velocitĂ  debbono necessariamente essere segnalati con apposita segnaletica che ne indichi anche la metodologia adottata. In caso contrario, il destinatario della multa può, entro 30 giorni dalla ricezione del verbale, contestare la sanzione dal Giudice di Pace. In prossimitĂ  di ogni postazione di rilevamento, dev’esserci un cartello che ne segnali la presenza. Fermo restando che la distanza tra il cartello e la postazione stessa può variare in base alla tipologia e alle caratteristiche della strada.

La Corte di Cassazione con sentenza rubricata al n.26959/2022 ha precisato che in fatto di postazione mobile la distanza tra cartello e postazione mobile deve essere adeguata con l'ulteriore precisazione che per adeguato si può fare riferimento all'art.79, 3' comma delle norme regolamentari del c.d.s. (250 metri autostrada e strade extraurbane principali - 150 metri , 150 metri per le strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento, 80 metri sulle altre sterade).      

La Corte ha poi aggiunto che per le postazioni fisse la distanza minima tra cartello di preavviso e postazione dovrebbe essere di almeno 1 chilometro e non superiore a 4 chilometri.

 Si può provare a contestare la multa nel caso in cui il cartello sia totalmente assente o posizionato ad una distanza assai diversa da quella fissata dalle norme regolamentari del c.d.s. o da quelle indicate dalla Corte di Cassazione.

 

Dove si trovano gli Autovelox?

Al di lĂ  dei cartelli fisici di segnalazione presenti sulla strada, gli Autovelox attivi sono segnalati anche sul sito della Polizia di Stato, al link “Autovelox e Tutor: dove sono”, è possibile consultare l’elenco aggiornato di tutti i dispositivi in funzione sulla rete stradale divisi per Regione. 

 

Come “individuare” gli Autovelox

Il sito internet della Polizia di Stato consente di visionare l’elenco di tutti i dispositivi presenti e attivi sulla rete stradale. Durante la guida, è comunque possibile servirsi di app in grado di segnalare la presenza di un autovelox. Ne esistono numerose, alcune gratuite ed altre a pagamento. La piĂą utilizzata è sicuramente Google Maps, ma anche Waze e TomTom GO Navigation (sono tutte disponibili sia per iOS che Android) funzionano molto bene. In pratica, durante la marcia, col navigatore attivato, si viene avvisati mediante un suono o un lampeggio (queste impostazioni possono essere settate dall’utente in base all’app o al dispositivo su cui è istallata) dell’eventuale presenza di sistemi di rilevamento. 

 

I limiti di di velocitĂ 

Chiarito il funzionamento degli Autovelox, ripassiamo qui sotto i limiti di velocitĂ  massima presenti sulle nostre strade, ricordandoci comunque di fare sempre riferimento ai cartelli presenti sulla carreggiata, considerando che un cantiere o un tratta particolarmente pericolosa potrebbe una variazione del limite.

 -Strade Urbane: 50 km/h
- Strade extraurbane di tipo secondarie e locali: 90 km/h 

- Strade extraurbane principali: 110 km/h (90 km/h per i neopatentati);
 -Autostarde: 130 km/h (110 km/h Per i neopatentati). 

 

Multe e sanzioni

Utile a questo punto ribadire cosa si rischia se si infrangono i limiti sopra ricordati. In base all’Articolo 142 del CdS, sono previste multe: 


- Da 42 a 173 euro per chi supera i limiti di non oltre 10 km/h;

- Da 173 a 649 euro con in piĂą la decurtazione di tre punti patente per supera i limiti da 11 a non oltre 40 km/h;

- Da 543 a 2.170 euro con in piĂą la sospensione della patente da uno a tre mesi piĂą la decurtazione di sei punti patente per supera i limiti da 41 a non oltre 60 km/h;

- Da 845 a 3.383 euro con sospensione della patente da sei a dodici mesi e decurtazione di nove punti patente per supera i limiti di oltre 60 km/h.

Legge e burocrazia
Data articolo: Tue, 07 Jul 2026 14:41:02 +0000
News n. 10
MotoGP Germania 2026: gli orari TV del Sachsenring MotoGP Germania 2026: gli orari TV del Sachsenring

Undicesimo round al Sachsenring, l'ultimo prima delle vacanze. Ecco dove seguirlo in diretta

massimo.miliani

Cosa dovremo aspettarci

Chiusa la parentesi di Assen, dove Ai Ogura ha firmato il suo primo successo in MotoGP, il Motomondiale sbarca al Sachsenring per l'undicesimo appuntamento del 2026, l'ultimo prima della pausa estiva. Un tracciato particolare, con quelle curve a sinistra che storicamente esaltano Marc Marquez: uno dei pochi che qui ha sempre fatto la differenza. Da tenere d'occhio anche Marco Bezzecchi, atteso al rientro dopo la scivolata olandese, per fortuna senza conseguenze fisiche. Ecco gli orari TV di tutto il weekend. 
 

Gli orari in diretta

Venerdì 10 luglio 

Diretta Sky Sport MotoGP

9:00 – FP1 Moto3
9:50 – FP1 Moto2
10:45 – FP1 MotoGP
13:15 – Pre-qualifiche Moto3
14:05 – Pre-qualifiche Moto2
15:00 – Pre-qualifiche MotoGP

Sabato 11 luglio

Su Sky Sport MotoGP:

8:40 – FP2 Moto3
9:25 – FP2 Moto2
10:10 – FP2 MotoGP

In diretta su Sky e in chiaro su TV8:

10:50 – Qualifiche MotoGP
12:45 – Qualifiche Moto3
13:40 – Qualifiche Moto2
15:00 – Sprint MotoGP

Domenica 12 luglio

Su Sky Sport MotoGP:

9:40 – Warm-Up MotoGP

In diretta su Sky e in chiaro su TV8:

11:00 – Gara Moto3
12:15 – Gara Moto2
14:00 – Gara MotoGP

MotoGP
Data articolo: Tue, 07 Jul 2026 12:44:59 +0000


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