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#motociclismo #news #insella.it
Il nuovo Zontes 368E è un perfetto midiGT: uno scooter che offre un buon comfort e prestazioni brillanti che consentono di affrontare senza problemi tangenziali e autostrade. Buona la qualità generale, nonostante il prezzo basso: le plastiche sono solide e i dettagli curati, come il manubrio in alluminio regolabile nella distanza dal pilota e le leve dei freni, anch’esse regolabili. Lo scudo con fari a LED è largo e dotato di un ampio parabrezza che si regola elettricamente in altezza.
Il cruscotto utilizza uno schermo TFT a colori con tantissime informazioni e diverse configurazioni. Si connette allo smartphone e sotto c’è una presa USB
La dotazione di serie comprende l’accensione con telecomando “smart keyâ€, telecamera anteriore e posteriore, paramani, manopole riscaldate e freno di stazionamento con comando sul manubrio. Il cruscotto TFT a colori offre molte info, compresa la pressione delle gomme e si connette allo smartphone.
Il motore è un monocilindrico da 368 cm3 e 38,7 CV, dotato di due riding mode, acceleratore elettronico, controllo di trazione disinseribile r cruise control. La ciclistica è solida: telaio in tubi d’acciaio, forcella telescopica e doppio ammortizzatore regolabile nel precarico. I cerchi sono da 15†e 14†e montano pneumatici larghi.
Il sottosella ha un morbido rivestimento. Il vano è ampio e ben sfruttabile: c’è spazio per due caschi integrali e al centro c’è un pratico portaoggetti
I freni sono a disco e l’anteriore sfoggia una pinza ad attacco radiale. Buona la capacità di carico. Nel retroscudo sono ricavati due vani profondi: quello di sinistra è dotato anche di presa elettrica USB e USB-C. Il grande sottosella, dotato di luce di cortesia e rivestimento morbido, offre spazio sufficiente per due caschi integrali.
È una poltrona: si guida rilassati allungando comodamente le gambe sulle pedane, mentre la sella bassa (77 cm) consente di appoggiare bene i piedi a terra. Grazie all’ottimo bilanciamento, le manovre sono facili e in città ci si infila rapidi tra le auto. Notevoli le prestazioni grazie al motore che spinge forte: stranamente però non si sente differenza tra le mappe Sport ed Eco. In curva il 368E è preciso e si può controllare quasi come una moto, stringendo con le gambe il tunnel centrale. Ok i freni, hanno un buon mordente e si dosano senza difficoltà ; ABS e controllo di trazione ben tarati intervengono solo quando serve. Le sospensioni sono a punto, ma un po’ rigide: sui pavé si saltella. In velocità si apprezza la buona protezione dall’aria di scudo e parabrezza, che permette di viaggiare senza stancarsi troppo.
Il midi GT di Zontes è confortevole, spazioso e ben dotato. Il motore ha prestazioni elevate e la maneggevolezza in città è molto buona. Ottimo il prezzo
| Motore | monocilindrico 4 tempi |
| Cilindrata (cm3) | 368 |
| Raffreddamento | a liquido |
| Alimentazione | a iniezione |
| Cambio | automatico |
| Potenza CV (kW)/giri | 38,7(28,5)/7500 |
| Freno anteriore | a disco |
| Freno posteriore | a disco |
| Velocità massima (km/h) | nd |
| Altezza sella (cm) | 77 |
| Interasse (cm) | 157 |
| Lunghezza (cm) | 220 |
| Peso (kg) | 193 |
| Pneumatico anteriore | 120/70 - 15" |
| Pneumatico posteriore | 140/70 - 14" |
| Capacità serbatoio (litri) | 17 |
| Riserva litri | 1,8 |
Veloce e maneggevole, va bene dappertutto, ha un motore potente che garantisce prestazioni elevate, senza consumare troppo. Lo spazio per le gambe non è granché e lo scudo protegge poco
Compatto e agilissimo, l'Honda SH 300 prima serie anche oggi in città è il massimo: manovra in un fazzoletto e passa senza difficoltà anche tra le file d’auto più strette. Il motore è uno dei migliori della categoria, potente e grintoso garantisce ottime prestazioni, consumando anche poco.
Pavé e buche danno poco fastidio: il forcellone è collegato al telaio con uno “snodo†particolare che permette di attutire i colpi. Anche la forcella è di qualità più che soddisfacente.
A punto la frenata: se c’è l‘ABS è quasi perfetta, ma è un optional poco richiesto (quindi difficile da trovare), comunque di serie c’è un sistema integrale che permette di ripartire al meglio l’azione su entrambe le ruote. Buone le finiture da “vero†Honda.
Le dimensioni compatte si pagano in termini di spazio. Il sottosella è piccolo: di serie (tranne che sui primi modelli) c’è però un bauletto. Lo scudo stretto protegge poco e lo spazio per le gambe non è granché (per un 300). Strettina pure la pedana (piatta): c’è giusto lo spazio per i piedi.
Il vano sottosella è piccolo, ci sta solo un casco jet
da 1.500 a 3.900 euro
La Moto Morini X-Cape 650 piace parecchio e ha prestazioni più che soddisfacenti: 55,25 CV alla ruota e una velocità massima di 173,4 km/h, ecco tutti i nostri rilevamenti
Il cuore della X-Cape è un bicilindrico parallelo raffreddato ad acqua da 649 cm³, capace di erogare 61 CV a 8.500 giri e 56 Nm di coppia a 7.000 giri/min. La ciclistica robusta si distingue per la forcella regolabile con steli da 50 mm e un impianto frenante Brembo di alta qualità , con ABS Bosch disinseribile. Il display TFT a colori da 7 pollici fornisce tutte le informazioni necessarie e il parabrezza regolabile con una sola mano aumenta il comfort di guida. È un gran successo, stabilmente nella top ten della classifica delle vendite, e anche i rilevamenti del nostro centro prove parlano chiaro: si va rapidamente ovunque.
Il motore bicilindrico da 649 cm³ offre prestazioni di tutto rispetto, con una potenza lineare che rende la guida piacevole in ogni situazione.
La X-Cape 650 offre un’autonomia fino a 384,3 km a 120 km/h, consentendo lunghe percorrenze senza frequenti soste al distributore.
La Moto Morini X-Cape 650 ha un prezzo di partenza di 7.190 euro, che sale a 7.690 euro per la GoldWheels Edition. Prezzi competitivi considerando la qualità e la dotazione offerta.
La Moto Morini X-Cape 650 si dimostra una scelta eccellente per chi cerca una moto versatile e capace di affrontare sia strade asfaltate che percorsi off-road. La ciclistica solida, unita a un motore equilibrato e una dotazione tecnica di primo livello, rendono la guida sicura e piacevole in ogni condizione. Il comfort per il pilota è assicurato da una posizione di guida ben studiata e una sella comoda, mentre la protezione aerodinamica è adeguata anche alle alte velocità . Complessivamente, la X-Cape 650 si pone come una valida alternativa alle concorrenti giapponesi, offrendo un ottimo rapporto qualità -prezzo.
Per guidare moto 125 a 16 anni ci vuole la patente A1. Ecco tutte le pratiche che occorre fare per conseguirla
La patente A1 si può conseguire a 16 anni di età e consente di guidare motocicli con una cilindrata massima non superiore ai 125 cm3, una potenza non superiore agli 11 kW (15 CV), e un rapporto potenza/peso inferiore o uguale a 0,10 kW/kg.
Nell’elenco rientrano anche i ciclomotori, i cinquantini che si guidano con patente AM, compresi tricicli e quadricicli, i primi con potenza non superiore ai 15 kW e i secondi con massa senza carico inferiore o uguale a 350 kg. Sempre con la A1 si possono guidare moto e scooter elettrici con potenza massima di 15 kW.
Il costo, in autoscuola, è in media è di 460 euro, comprensivi di visita medica, registrazione, bollettini, due lezioni di guida e corso di teoria. Ovviamente, facendo tutto da privatisti, senza corso teorico e senza lezioni pratiche, si risparmia parecchio: in quest’ultimo caso, si può mettere in conto una spesa di circa 150 euro, ai quali si dovranno eventualmente aggiungere i costi necessari, qualora il candidato ne fosse sprovvisto del noleggio della moto per l’esame.
Le pratiche si fanno in Motorizzazione. Bisogna:
- Compilare il modello TT 2112 che si trova presso gli sportelli e sul sito il portaledellautomobilista.it
- Effettuare due versamenti di 16 euro sul cc 4028 e di 26,40 euro sul cc n° 9001 (più 1,78 euro di tasse postali). I bollettini sono in Motorizzazione.
- Portare due foto recenti formato tessera, un’autocertificazione di residenza in duplice copia, due fotocopie di un documento d’identità fronte e retro, due fotocopie fronte e retro della patente se già posseduta e due fotocopie del codice fiscale.
- Presentare un certificato medico con foto e firma scannerizzata del medico, fatto negli ultimi 3 mesi. Il documento si fa alla ASL e il costo varia da regione a regione, diciamo che mediamente costa 30 euro più il bollo (16 euro). Per avere questo certificato bisogna esibire il “certificato anamnestico†rilasciato dal medico di famiglia (circa 50 euro).
- Il foglio rosa è rilasciato solo dopo aver superato l’esame di teoria.
- Dopo un mese dal rilascio del foglio rosa si può fare l’esame pratico
L’esame di teoria si svolge presso la sede dell’Ufficio Motorizzazione civile presso il quale è stata presentata l’istanza di conseguimento e si sostiene con sistema informatizzato. Il candidato ha a disposizione venti minuti per rispondere a trenta quesiti vero o falso, con un massimo di 3 errori. Importante ricordare che, essendo la prova teorica valida anche per il conseguimento della patente B le domande includono anche i contenuti dedicati alla prova teorica per le suddette categorie (per esempio il traino di rimorchi).
L’esame deve avvenire entro sei mesi dalla data di presentazione della domanda per il conseguimento della patente. L’esito della prova viene comunicato al termine della stessa.
Superato l’esame di teoria, il candidato può richiedere l’autorizzazione ad esercitarsi alla guida, cioè il cosiddetto “foglio rosaâ€, documento che gli consente di esercitarsi alla guida in vista dell’esame pratico. Contrariamente a quanto è stato negli anni precedenti, quando cioè vigeva la prescrizione - assai criptica - di esercitarsi solo su strade “poco trafficateâ€, il candidato munito di foglio rosa ora può liberamente circolare su tutte le strade, fatta ovviamente eccezione per quelle precluse ai possessori di patente A1, cioè tangenziali e autostrade. È anche possibile trasportare il passeggero. La validità è di un anno dal rilascio.
Per il conseguimento della categoria A1, la prova pratica va effettuata in sella ad un motociclo di categoria A1, conuna potenza massima di 11 kW, con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 kW/kg e capace di sviluppare una velocità di almeno 90 km/h. Se il motociclo è a motore a combustione interna, la cilindrata deve essere di almeno di 120 cm3. Se è invece elettrico, il rapporto potenza/peso del veicolo deve essere di almeno 0,08 kW/kg.
Contrariamente a quanto si crede, il motociclo utilizzato durante l’esame non deve necessariamente essere dotato di cambio manuale. Però se si fa l’esame in sella ad un veicolo con cambio automatico sulla patente di guida, in corrispondenza della categoria conseguita, sarà annotato il codice UE armonizzato “78†e, pertanto, al titolare della patente così conseguita sarà preclusa la guida di veicoli di categoria A1, A2 o A con cambio manuale. Benché non obbligatorio, conviene senza dubbio fare l’esame con una moto dotata di cambio manuale.
I candidati allievi di un’autoscuola o di un centro di istruzione automobilistica sostengono obbligatoriamente la prova pratica rispettivamente su veicolo intestato al titolare dell’autoscuola stessa o al consorzio che ha costituito il centro di istruzione automobilistica: la moto la fornisce l’autoscuola. I candidati privatisti possono invece sostenere l’esame pratico su veicoli di loro proprietà oppure di terzi che ne autorizzano l’uso (ce la si può far prestare da un amico, oppure la si noleggia).
L’esame pratico di guida si svolge presso le sedi degli Uffici Motorizzazione civile o, nel solo caso di candidati di autoscuole, anche presso le sedi di autoscuole o centri di istruzione automobilistica, purché debitamente attrezzati. Per essere ammesso all’esame, il candidato dovrà essere munito di: casco integrale; guanti; giacca con protezione dei gomiti e delle spalle; scarpe chiuse; pantaloni lunghi e protezioni delle ginocchia.
La prova pratica si articola in tre fasi.
A) Verifica della capacità del conducente di prepararsi ad una guida sicura. L’esaminatore verificherò la capacità del candidato di:
- indossare correttamente il casco ed ulteriore abbigliamento protettivo;
- effettuare, a caso, un controllo della condizione di pneumatici, freni, sterzo, interruttore di emergenza (se presente), catena, livelli dell'olio, luci, catadiottri, indicatori di direzione e dispositivi di segnalazione acustica;
B) Prova di equilibrio con passaggio in corridoio stretto
Si inizia con lo slalom, lasciando sulla destra il primo cono posto alla distanza di 2,2 metri dalla partenza. Terminato lo slalom, bisogna effettuare a bassa velocità e senza incertezze una curva che porta nel corridoio stretto. Si viene bocciati se:
C) Prova di superamento ostacolo e frenata
Si comincia anche qui con uno slalom, poi si effettua la curva invertendo la marcia per passare all’interno di due coni distanziati di un metro e infine fermarsi nello spazio delimitato da quattro coni: la ruota anteriore non deve oltrepassare gli ultimi due coni. Si viene bocciati se:
D) Prova su strada
Superata la prova in circuito, si passa alla prova su strada aperta al traffico. Seguito in auto dall’esaminatore, che darà le istruzioni mediante apposito sistema di comunicazione audio (apparecchio ricetrasmittente o, eventualmente, anche tramite telefono cellulare), il candidato dovrà dimostrare di saper condurre nel traffico la moto, in sicurezza e nel pieno rispetto del CdS. Tra le “prove†da superare vi sono la partenza da fermo, la guida in curva, i cambi di direzione, la svolta a destra e a sinistra, le precedenze agli incroci e, se possibile, a discrezione dell’esaminatore, il sorpasso di altri veicoli, la guida su lunghe salite e/o discese, in galleria, i passaggi a livello o altro ancora. La durata della prova di guida nel traffico è di circa 25 minuti.
Gli esami possono essere sostenuti previa prenotazione da inoltrarsi non oltre il decimo giorno precedente la data della prova, ed entro il termine di validità del foglio rosa, fissata in un anno. In questo stesso lasso di tempo, si hanno a disposizione per l’esame pratico tre tentativi.
Lo spagnolo non è entusiasta alla fine del round Emilia-Romagna Superbike, è stato veloce ma non è mai riuscito ad agguantare Nicolò Bulega
Cambiano le piste ma non cambia il risultato: Iker Lecuona è veloce ma non riesce ad agguantare Nicolò Bulega. Anche Misano è giunto per tre volte alle sue spalle, secondo. Lo spagnolo non è entusiasta alla fine del round Emilia-Romagna Superbike.
“Anche domenica secondo, per due volte, come ieri – storce il naso –. La mattina nella Superpole Race è andata un po’ meglio, abbiamo preso il rischio di cambiare molto la moto senza averlo mai provato prima. Mi sentivo bene e mi sembrava di riuscire a seguire Nicolò più facilmente, pensavo di aver visto la luce in fondo al tunnel. Ma per Gara 2 abbiamo cambiato nuovamente e al curvone sono uscito sette od otto volte fuori pista, sul verde, ed ho dovuto rallentare per non rischiare di vedermi affibbiare una penalità . Mi sono limitato a controllare il vantaggio che avevo su Montellaâ€.
Il problema non è il piazzamento in sé.
“Da un lato devo essere contento perché ho ottenuto altri tre secondi posti e aumentato il vantaggio in campionato su Montella, e anche per come sono andate le cose per la Ducati e il team. Però mi sento frustato, non per il secondo posto ma per le mie prestazioni, perché non riesco a trovare quei due decimi di secondo che mi mancano per agguantare Bulega. Ad Aragón ero arrivato ugualmente il secondo ma ero contento, qui gli sono rimasto troppo lontanoâ€.
E allora che si fa?
“La situazione attuale è questa, devo lottare, cercare di imparare e lavorare duro pensando al prossimo weekend di garaâ€.
Lecuona è molto severo con se stesso.
“Dovrei essere contento del secondo posto, tutti lo sarebbero, ma non lo sono. Non è tanto per la posizione quanto per il fatto di essere troppo lontano da Nicolò, non riesco a trovare quei due decimi di secondo che ha in tasca. Lui è capace di amministrare con il gas lo slittamento della gomma posteriore ma anche se ci riuscissi lui avrebbe ancora un vantaggio di tre o quattro secondi a fine gara. Della gara di Aragón sono stato contento perché ho lottato con lui dall’inizio alla fine anche se il risultato non è cambiato. Qui la mia lotta è stata per arrivare secondo. Non è duro arrivare in quella posizione, è duro arrivarci con tanto distaccoâ€.
In partenza sei riuscito ad attaccarlo.
“Sì ma è stata una cosa molto breve. Bisogna rilassarsi e lavorare pensando al futuroâ€.
La prossima gara sarà a Donington.
“Per me è un grosso. Interrogativo perché con la Honda quello, insieme a Magni Kurt, era il circuito peggiore. Adesso ho una moto diversa E comincerò a scoprire le differenze dalle prove libere, spero di riuscire ad essere più vicino a Nicolòâ€.
La sportiva retrò di Iwata arriva in concessionaria con la livrea Legend Yellow dedicata a Kenny Roberts
Il giallo Yamaha con la grafica a blocchi neri è uno di quei colori che agli appassionati di Gran Premi fa battere il cuore: è quello delle YZR500 con cui Kenny Roberts dominava il Mondiale a cavallo tra anni 70 e 80. Primo americano a laurearsi campione del mondo, tre titoli consecutivi in 500 e tredici stagioni legate alla Casa dei tre diapason, a "King" Kenny è dedicata la XSR900 GP in la livrea Legend Yellow, che da oggi si può vedere e toccare nelle concessionarie ufficiali Yamaha. Non sostituisce ma affianca la Legend Red già a listino, ispirata invece alle 500 di Wayne Rainey: chi sceglie la GP, insomma, ora può schierarsi tra due epoche del motociclismo americano in salsa Yamaha.
Non che la versione dedicata a Rainey sia brutta...
Il vestito è nostalgico, il resto no. Cuore della XSR900 GP è il tre cilindri CP3 di 890 cm³ da 119 CV, abbinato a una ciclistica con telaio e forcellone in alluminio e sospensioni Kayaba, con forcella a steli rovesciati completamente regolabile. L'elettronica si gestisce attraverso la piattaforma Yamaha Ride Control, con modalità di guida preimpostate e personalizzabili, mentre la strumentazione è affidata a un display TFT a colori di 5 pollici con connettività per lo smartphone tramite l'app MyRide. Il pacchetto heritage-racing si paga 13.499 euro, lo stesso prezzo del model year precedente: la nuova livrea, almeno quella, è gratis.
Tra le morbide curve e le macchie di bosco a picco sulla roccia, sorgono borghi silenziosi (quasi) dimenticati. Eccone 5 dove fare tappa durante una bella gita lungo l’Appennino Tosco-Emiliano e Romagnolo
Strade tortuose, tornanti da pennellare morbidi, paesaggi mozzafiato e piccoli borghi incastonati tra le montagne. L’Appennino Tosco-Emiliano e quello Romagnolo hanno entrambi moltissimo da offrire quando si parla di moto turismo. Oltre alle mete più conosciute ne esistono tante altre da r-scoprire. Ecco allora 5 borghi meno conosciuti ma non per questo meno attraenti da visitare quando si è in gita con la moto.

Adagiato tra le foreste dell’Appennino Romagnolo, Verghereto è un piccolo borgo di montagna che merita una deviazione. A renderlo interessante per noi motociclisti, diciamolo pure, è la strada che si può percorrere per raggiungerlo: la SP137, un nastro d’asfalto che s’inerpica tra curve e tornanti offrendo scorci spettacolari sulla vallata. Una volta arrivati, oltre a godersi l’atmosfera del borgo e, magari, concedersi una bella merenda, si può fare una passeggiata fino all’Eremo di Sant’Alberico, luogo mistico immerso nel verde. Per chi vuole allungare il giro, il Monte Fumaiolo e le sorgenti del Tevere distano pochi chilometri e offrono un'ulteriore occasione per piegare in tranquillità tra le curve dell’Appennino…

Ai piedi del Monte Cimone, Fiumalbo è un borgo con case in pietra e stradine medievali. Considerato - si capisce subito il perchè - uno dei Borghi più belli d’Italia, è una meta perfetta da aggiungere al nostro elenco. Oltretutto, il tragitto per raggiungerlo è un piacere: la SS12 dell’Abetone e del Brennero offre un susseguirsi di curve dolci e tornanti ben disegnati. Una volta a destinazione, vale la pena visitare la Chiesa di San Bartolomeo e fare una passeggiata nel borgo vecchio, magari fermandosi in una trattoria per assaporare i sapori montanari dell’Emilia.

Piccolo e appartato, Vercallo è il classico borgo da scoprire per caso, magari deviando dalla rotta principale per il solo piacere di esplorare. Situato nel cuore dell’Appennino parmense, è raggiungibile attraverso la SP54 e la SP 79, che regalano una guida piacevole tra saliscendi e boschi rigogliosi. Il borgo è poco più di un grappolo di case in pietra, ma il fascino è tutto nell’atmosfera e nella posizione, che offre una vista spettacolare sulla vallata circostante. Perfetto per una sosta tranquilla prima di rimettersi in sella e proseguire verso il crinale appenninico.

Brugnello è un borgo che sembra sospeso tra cielo e roccia, affacciato sulle anse del fiume Trebbia. Pochissime case in pietra, un’atmosfera quasi fuori dal tempo e una posizione spettacolare ne fanno una meta da non disdegnare, anzi. Per arrivarci, la cara vecchia SP45 della Val Trebbia è ancora l’idea migliore: curve dolci, asfalto scorrevole e panorami da cartolina. Una volta sul posto, la Chiesa di San Rocco, affacciata sulla gola del fiume, offre un panorama da togliere il fiato.

Piccolissimo ma incredibilmente suggestivo, La Scola è un borgo medievale perfettamente conservato, fatto di vicoli stretti, case in pietra e torri difensive. Perfetto per una breve tappa per sgranchirsi le gambe e rifarsi un po’ gli occhi. Per i motociclisti, il consiglio è di arrivarci percorrendo la SS67 oppure la SS64, strade poco trafficate ed immerse in una natura rigogliosa. Una volta nel borgo, non c’è molto da fare se non passeggiare tra le sue viuzze e lasciarsi trasportare dall’atmosfera, magari immaginando com’era la vita secoli fa tra queste mura...
Le differenze nel costo delle polizze Rc Auto tra le varie aree del Paese sono finite al centro di un confronto tra Governo, autorità di vigilanza e compagnie assicurative
I divari territoriali nel costo delle polizze Rc arrivano sul tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il tema è stato affrontato nel corso di un incontro presieduto dal ministro Adolfo Urso, al quale hanno partecipato Ivass, Ania, Unipol e il Garante per la sorveglianza dei prezzi.
Al centro del confronto l’andamento del mercato Rc Auto, l’evoluzione dei premi e soprattutto le segnalazioni arrivate al ministero riguardo agli aumenti delle tariffe e alle differenze territoriali nel costo delle assicurazioni, con particolare attenzione alle regioni del Mezzogiorno. I nuemri parlano chiaro.
Gli ultimi dati disponibili sono quelli relativi al quarto trimestre 2025 pubblicati da Ivass nel bollettino Iper. Prima di leggere le classifiche, va comunque ricordato che il costo delle polizze dipende da diversi fattori, tra cui il livello di sinistrosità , la frequenza e il costo medio degli incidenti, il rischio di frodi, la concentrazione del traffico, la densità urbana e la storia assicurativa delle singole aree.
Tra le Regioni con i premi medi più elevati figurano
Guardando alle Province, la classifica vede
al primo posto Napoli con un premio medio di 604,7 euro, seguita da
Nella top ten compaiono inoltre Firenze, Roma, Lucca, Pisa e Genova.
Tra le Regioni meno care si trovano invece
Tra le Province con i premi più bassi compaiono alcune realtà del Sud Italia:
Potenza registra un premio medio di 312,6 euro, seguita da
Tra le meno care anche Belluno con 340,4 euro.
Proprio le differenze territoriali evidenziate dal rapporto Ivass sono state al centro della discussione al ministero. In occasione del tavolo, Urso ha sottolineato la necessità di proseguire il confronto con tutti gli attori del settore per individuare soluzioni che, nel rispetto delle regole del mercato e della libertà delle compagnie nella definizione delle tariffe, possano favorire una maggiore equità e trasparenza. Nel corso dell’incontro è stata condivisa la consapevolezza che la determinazione dei premi rientra nell’autonomia delle compagnie assicurative che operano in un regime di libera concorrenza. Al tempo stesso è emersa l’opportunità di avviare incontri tecnici finalizzati alla realizzazione di strumenti amministrativi, legislativi e di comunicazione per studiare diverse modalità di calcolo dei premi e analizzare le attuali aggregazioni territoriali nel sistema del risarcimento diretto. Il confronto, spiegano gli attori coinvolti, proseguirà nei prossimi mesi.
C’è a chi va meglio e a chi va peggio, ma in Italia RC resta tra le più alte d’Europa: Pensa un po'... assicurazioni 2025: i prezzi sono sempre più alti
Yari Montella, è andato per tre volte sul terzo gradino del podio, il migliore degli “indipendenti†come già era successo in Repubblica Ceca. Ma non è stato facile
Il round Emilia-Romagna Superbike non è stato solo il grande weekend di Bulega, è stato anche quello di Yari Montella, per tre volte sul terzo gradino del podio, per tre volte il migliore degli “indipendenti†come già era successo in Repubblica Ceca. Ma non è stato facile, soprattutto in Gara 2.
“È stata una domenica impegnativa perché nel pomeriggio le condizioni erano cambiate molto rispetto a ieri ed ho faticato parecchio – spiega –. C’era parecchio vento ed era molto caldo. Non sono partito bene, Bassani mi ha chiuso la strada e Lowes mi ha toccato leggermente per cui ho perso alcune posizioni. Quindi ho dovuto cambiare la mia strategia. Avevo pensato di difendere il terzo posto e invece mi sono trovato a recuperare. È stato difficile perché con questo caldo quando sei nella scia di qualcuno la temperatura delle gomme va su. Per questo motivo mentre ero dietro ad Axel non avevo alcuna possibilità di superarlo: quando lo avvicinavo perdevo il feeling necessario per fare qualcosa di più. Mentalmente mi ero già preparato a finire quarto ma comunque ho cercato di mettergli pressione. Non so se sia stato per quello, in ogni caso ha commesso un errore e nelle condizioni in cui ci trovavamo non te lo puoi permettere. Alla curva 8 avevamo il vento da dietro ed era facile sbagliare. Comunque mi dispiace che sia caduto, so cosa significa perdere una gara, e un podio, davanti al pubblico di casa. Noi comunque abbiamo lavorato bene su questo circuito, anche questa mattina ero molto veloce e sono molto contento di come si sono impegnati i membri del team, tutti. Adesso ci aspetta un piccolo riposo per poi essere pronti alla prossima garaâ€.
Senza la caduta di Bassani sarebbe stato possibile salire sul podio?
“No, come ho accennato non avevo il feeling per tentare di fare qualcosa di più. Ero già al limite e stando alle sue spalle la sensazione era che non fosse possibile spingersi oltre per puntare al podioâ€.
Invece è arrivato e per la terza volta in questo weekend, davanti al tuo pubblico. Sei in una fase molto positiva.
“Sì, e voglio ringraziare tutti perché mi hanno dato una carica in più. Non voglio pensare ad altro, voglio solo godermi questo bel momento della mia carriera. Voglio concentrarmi nel tentativo di essere un pilota sempre migliore, fare sempre il massimo e godermi ogni occasione in cui scendo in pista“.
In campionato sei il primo alle spalle delle due Ducati ufficiali, il migliore dei privati. Si può pensare in grande.
“Abbiamo l’obiettivo di finire il campionato al terzo posto e sarebbe una bella cosa. A dire la verità un po’ inaspettata perché non era nelle previsioni, invece siamo qui e continuiamo a ballare. Però dobbiamo continuare a pensare gara per gara migliorando un passo dopo l’altro. Se escludiamo Gara 2, questo di Misano è stato il weekend nel quale sono stato più vicino ai primi, quantomeno a Lecuona, e per il momento questo è proprio il mio obiettivoâ€.
Bulega non ha ancora perso una gara dall’inizio dell’anno e ormai dovrebbe esserci abituato, ma il successo di oggi ha un sapore diverso
Come un rullo compressore Nicolò Bulega sta schiacciando tutti gli avversari nel mondiale Superbike. Non ha ancora perso una gara dall’inizio dell’anno e ormai dovrebbe esserci abituato, ma il successo di oggi ha un sapore diverso.
“Un altro round incredibile da ricordare – considera con gli occhi che gli brillano –. Tre vittorie qui a Misano davanti ai miei tifosi, a quelli della Ducati, a tutti quelli che sono venuti a sostenermi. Sono veramente felice, questo è il mio miglior weekend da quando corro in Superbike. Era stato fantastico anche a Cremona l’anno scorso ma io vivo molto vicino alla pista dove si è corso oggi e questo rende le vittorie ancora più specialiâ€.

È la prima volta che un pilota fa sette volte en plein nella stessa stagione. Cosa significa questo record per te?
“Sinceramente di solito non mi preoccupo dei record, però è bello farli. Credo di essere l’italiano che ha totalizzato il maggior numero di podi in Superbike e ottenere questo risultato proprio a Misano è qualcosa di particolare. Ma adesso pensiamo alla prossima corsa.â€.
Non è frequente vederti esultare come è avvenuto qui. È cambiato qualcosa?
“Sì, normalmente non mi lascio andare troppo ai festeggiamenti ma oggi era un giorno speciale. Un momento speciale per me, per il mio team e tutti quelli che erano venuti a vedermi e bisognava fare qualcosa di piùâ€.
Avevi dichiarato che sarebbe stato impossibile vincere tutte le gare del campionato ma un passo dopo l’altro ci stai riuscendo.
“Come avevo detto anche ieri è quasi impossibile, perché un giorno o l’altro arriverà qualcuno che mi batterà . Ma quello che conta è il campionato e se anche finirò secondo o terzo in una gara non importaâ€.
Il prossimo appuntamento sarà in Gran Bretagna, a Donington. Cosa ti aspetti?
“C’è una parte del circuito favorevole alla mia guida e un’altra no, ma l’anno scorso non è andata così male visto che ho finito secondo. Adesso ho una moto nuova e dobbiamo lavorare bene per essere veloci anche il “.