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News n. 1
5 naked da patente A2 per volare con il miglior rapporto CV/kg 5 naked da patente A2 per volare con il miglior rapporto CV/kg

Se siete in cerca delle migliori performance a misura di patente A2, ecco le 5 nude sportive con il miglior rapporto potenza/peso attualmente disponibili sul mercato 

RiccardoVilla

Le normative che determinano le limitazioni per le varie categorie di patenti vanno rispettate alla lettera per evitare di incorrere in sanzioni piuttosto salate e, in caso di grave incidente, anche penali. 

Parlando di patente A2, conseguibile al compimento dei 18 anni di età, questa abilita alla guida di veicoli con una potenza massima di 35 kW (48 CV). Tuttavia, quello che conta veramente è quanti kg deve spingere ciascun cavallo... Ecco quindi le 5 migliori naked con il rapporto potenza/peso più favorevole,

Yamaha MT-03

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Al quinto posto la nuda di Iwata MT-03, spinta da un bicilindrico quattro tempi di 321 cm³, il più piccolo della categoria delle naked A2 premium in termini di cubatura, ma in grado di erogare una potenza massima di 42 CV a 10.750 giri, con quasi 30 Nm di coppia a 9.000 giri. Il telaio è una struttura Deltabox in acciaio, mentre il forcellone bibraccio è nello stesso materiale e aziona un monoammortizzatore regolabile nel precarico e in estensione. All’avantreno troviamo una forcella a steli rovesciati di 37 mm non regolabile e un disco freno di 296 mm con pinza radiale. Il peso della Yamaha MT-03 è di 166 kg in ordine di marcia e il suo rapporto potenza/peso è di 0,186 kW/kg.

CFMOTO 450 NK

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Al quarto posto la CFMOTO 450 NK: la naked bicilindrica cinese è spinta da un motore di 449 cm³ in grado di erogare 46,9 CV a 10.000 giri/min, con un picco di coppia di 39,3 Nm a 7.500 giri/min. Telaio e forcellone sono in acciaio, la forcella ha steli rovesciati di 37 mm ed entrambi i freni sono a disco con ABS. L’anteriore misura 320 mm di diametro e lavora con una pinza J-Juan ad attacco radiale. Di serie il controllo di trazione, disattivabile, e le luci full-LED. La sella dista soli 79,5 cm da terra, con un prezzo molto interessante: 5.490 euro. Il peso della 450 NK è di 175 kg in ordine di marcia, con un rapporto potenza/peso di 0,196 kW/kg.

Kawasaki Z500

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La Kawasaki Z500 (qui la nostra prova) nasce come evoluzione della Z400 che, grazie all’aumento di cubatura del propulsore, passato da 399 cm³ a 451 cm³, ora raggiunge una potenza massima di 45 CV (33,4 kW). Il peso dichiarato per lei è di soli 168 kg in ordine di marcia, quindi con un rapporto potenza/peso di 0,198 kW/kg, che le permette di guadagnare il terzo posto. Il telaio è un’unità a traliccio in acciaio che sfrutta il motore come elemento stressato, contribuendo quindi a ottenere la rigidità richiesta. Il forcellone bibraccio, collegato direttamente alla parte posteriore del motore, è azionato da un monoammortizzatore con leveraggio. Davanti troviamo una forcella Showa a steli tradizionali da 41 mm di diametro. I freni sono entrambi a disco con ABS, i cerchi sono in lega di 17 pollici e la sella dista 79 cm da terra. Il prezzo è di 6.090 euro.

Aprilia Tuono 457 e KTM 390 Duke

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Aprilia Tuono 457 2025

Raggiungono il valore massimo ammesso di 0,2 kW/kg le nude di Aprilia e KTM, conquistando la parità nella nostra classifica nonostante potenze differenti. Quella con più CV è la Tuono 457 (qui ve la raccontiamo nel dettaglio), che raggiunge una potenza massima dichiarata di 47,6 CV per 175 kg in ordine di marcia. 

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KTM 390 Duke 2024

Il monocilindrico della Duke 390 (qui la prova) invece si ferma a 45 CV, ma la moto è più leggera di 10 kg rispetto all’Aprilia. Differenti anche le scelte telaistiche: doppio trave in alluminio per Aprilia, traliccio in acciaio per KTM. Ricca la dotazione elettronica per entrambe; con ABS e controllo di trazione escludibili, cambio elettronico bidirezionale optional, luci full-LED e display TFT con connessione. 

Da sapere
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 16:51:40 +0000
News n. 2
NorthForge Dispatch, l’enduro elettrica per i militari canadesi NorthForge Dispatch, l’enduro elettrica per i militari canadesi

Sviluppata nelle Rocky Mountains dalla canadese NorthForge Mobility, la Dispatch è una enduro militare elettrica progettata per missioni tattiche di ricognizione e infiltrazione

Riccardo Allegro

Una moto tattica sviluppata nelle Rocky Mountains

Tra le Montagne Rocciose canadesi ha sede NorthForge Mobility, azienda nata con un obiettivo preciso: sviluppare una nuova enduro militare elettrica. Il progetto si chiama Dispatch e punta a offrire un mezzo leggero, silenzioso,  capace di muoversi con disinvoltura in fuoristrada e di operare anche in condizioni climatiche estreme. Una moto insomma pensata per operazioni militari tattiche di ricognizione o infiltrazione

Il Canada rinforza le proprie forze armate

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Dietro allo sviluppo della Dispatch c’è anche una scelta politica. Il governo guidato dal primo ministro Mark Carney ha infatti dichiarato l’intenzione di rinforzare le capacità militari del Paese con un programma di modernizzazione tecnologica delle forze armate. All’interno della strategia denominata “Defence Industrial Strategyâ€, Ottawa punta inoltre a privilegiare prodotti e aziende nazionali, così da sostenere l’industria interna e ridurre la dipendenza dalle catene di approvvigionamento globali. Nel team di sviluppo figura Michael Uhlarik, designer con oltre venticinque anni di esperienza nel settore motociclistico e incarichi ricoperti presso aziende come Yamaha Motor Company, Piaggio, BRP e Damon Motorcycles.

Motore elettrico per operazioni “discreteâ€

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La NorthForge Dispatch è ancora in fase di sviluppo, ma alcuni obiettivi tecnici sono già definiti. Il progetto prevede obbligatoriamente la trazione elettrica, scelta per ridurre al minimo le emissioni sonore, nonchè la traccia termica rilevabile dagli infrarossi Un altro requisito fondamentale riguarda l’affidabilità nelle condizioni più difficili. La Dispatch dovrà funzionare senza limitazioni in un intervallo di temperature molto ampio: da –35 a +45 °C. La moto sarà inoltre progettata per durare almeno dieci anni di servizio operativo, con una struttura modulare che consenta interventi di manutenzione e riparazione rapidi anche in contesti logistici complessi. Come il resto del progetto, anche il sistema di batterie e il software di gestione dovranno essere interamente sviluppati in Canada, evitando componenti provenienti da fornitori asiatici. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, alcune tecnologie già utilizzate dalla Canadian Coast Guard avrebbero dimostrato sul campo la loro affidabilità in ambienti particolarmente severi. Gli accumulatori della Dispatch potrebbero avere anche un’altra funzione: oltre ad alimentare la moto, sarebbero utilizzabili come fonte di energia per altre apparecchiature militari, trasformando di fatto il mezzo in una sorta di unità mobile di alimentazione elettrica.

Moto elettriche per fare la guerra? Non sarebbe certo la prima: Sur-ron Light Bees: le moto tornano sul campo di battaglia

Green Planet
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 11:00:00 +0000
News n. 3
Kawasaki Versys 650 usata: è indistruttibile e inarrestabile Kawasaki Versys 650 usata: è indistruttibile e inarrestabile

È una “tuttofare†di qualità. Divertente tra le curve e offre un buon comfort per pilota e passeggero. Ridotti anche i consumi. Attenzione alle funzionalità del cruscotto

massimo.miliani

Punti di forza

La terza serie della Versys è una “tuttofare†di qualità, ancor più delle serie precedenti: snella e abbastanza agile per muoversi rapidi in città, comoda e protettiva per fare anche viaggi impegnativi. 

Il motore bicilindrico frontemarcia ha i cavalli che bastano e grazie alla ciclistica a punto, permette di divertirsi anche nei percorsi con tante curve. E i consumi sono sempre bassi. 

Le sospensioni hanno una taratura di compromesso azzeccata: offrono un buon comfort, ma digeriscono anche la guida un po’ “sportivaâ€. 

In ogni caso l’assetto si può personalizzare: la forcella è regolabile in compressione e precarico, il monoammortizzatore nel precarico molla con un pratico pomello. Apprezzabile anche la protezione della carena, più efficace di quelle delle versioni precedenti.

Punti deboli

La sella è alta: chi è sotto il metro e 75 ha qualche difficoltà nelle manovre da fermo. Agli alti regimi si sentono delle vibrazioni che alla lunga possono dare fastidio e il cambio se strapazzato può indurirsi.

Prima dell'acquisto controllate bene

  • Motore: La ventola del radiatore col passare del tempo può avere qualche problema e causare surriscaldamenti.
  • Verniciatura: Da controllare lo stato della verniciatura del telaio, perché è delicata. Anche le plastiche della carrozzeria possono graffiarsi facilmente.
  • Retrovisori: Soffrono le vibrazioni trasmesse dal motore e possono quindi allentarsi.
  • Cruscotto: Sulla prima serie (prodotta fino al 2009) i bottoni sulla strumentazione sono delicati e si possono bloccare, obbligando nei casi più gravi a cambiare tutto il pezzo.
  • Paraolio forcella: Superati i 20.000 km possono essere “finiti†e da cambiare.
     
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La plastica è di discreta qualità, ma il cruscotto è ben fatto e le indicazioni sono chiare: in alto c’è il contagiri e sotto c’è lo schermo LCD con tachimetro, contakm, livello benzina e marcia inserita

I nostri rilevamenti

  • Velocità massima: 180,9 km/h
  • Accelerazione 0 - 400: 25,7 sec.
  • Consumo extraurbano: 26,7 km/litro
  • Peso: 204 kg


Quanto costa una Versys 650 usata?

La Versys si è sempre contraddistinta per un buon rapporto qualità/prezzo e le quotazioni si mantengono contenute, anche perché ne sono state vendute tante e l’offerta di usato è abbondante. 

I prezzi delle versioni Euro 3 sono i più invitanti, ma se vivete in una grande città, con blocchi sempre più “cattiviâ€, meglio puntare su una Euro 4. 

E visto che è facile da trovare, non fermatevi alla prima che trovate: cercate sempre di valutare più offerte.

Prezzi da: 3.500 a 6.200 euro

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Moto usate
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 10:00:17 +0000
News n. 4
Attenti: se commettete queste infrazioni vi tolgono la moto Attenti: se commettete queste infrazioni vi tolgono la moto
Le infrazioni ai comportamenti prescritti dal Codice della strada non hanno come conseguenza soltanto multe più o meno salate, talvolta possono privare il motociclista della disponibilità della moto, temporaneamente oppure definitivamente
laurabiarella

Cos'è il sequestro

Il sequestro amministrativo del veicolo, disciplinato dall’articolo 213 del Codice della strada, consiste in una misura cautelare con la quale si sottrae la disponibilità del mezzo e lo si pone a disposizione dell’autorità per i provvedimenti di propria competenza, come la confisca amministrativa. Il sequestro amministrativo è una misura definitiva (risulta solitamente finalizzato alla confisca) e si realizza mediante la vendita o la distruzione del mezzo sequestrato.
 

Le infrazioni che portano al sequestro

Tra le infrazioni che prevedono il sequestro amministrativo di moto e ciclomotori, il codice contempla 
  • le operazioni di modifica non consentita sui ciclomotori
  • la guida in stato di ebbrezza alcoolica e sotto l'effetto di stupefacenti. 
Il Codice della Strada stabilisce che quando oggetto della sanzione accessoria del sequestro amministrativo è un ciclomotore o un motociclo, l’organo di polizia che procede dispone la rimozione del veicolo ed il suo trasporto in un apposito luogo di custodia (individuato ai sensi dell’articolo 214 bis).
Tale operazione viene annotata nel verbale di contestazione della violazione. Se durante il periodo in cui il veicolo è sottoposto al sequestro qualsiasi soggetto vi circola abusivamente, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 2.004 euro a 8.017 euro, oltre alla sospensione della patente da uno a tre mesi. 
Va comunque chiarito che un ciclomotore, o una motocicletta, può essere sequestrato anche in un momento successivo a quello della constatazione dell’infrazione, come ad esempio quando l’organo di polizia venga a conoscenza dei risultati dei prelievi effettuati per l’accertamento della guida in stato di ebbrezza alcolica, o in stato di alterazione per uso di stupefacenti che, si ricorda, sono comportamenti configurati come reato dal Codice della Strada. La confisca è infatti disposta in tutti i casi in cui un ciclomotore o un motoveicolo sia stato adoperato per commettere un reato, sia che il reato sia stato commesso da un conducente maggiorenne che minorenne. Il provvedimento con il quale è stata disposta la confisca del veicolo è comunicato dal prefetto al P.R.A. per l’annotazione nei registri.



Cos'è il fermo amministrativo

 
È previsto e disciplinato dall’articolo 214 del Codice della strada e rappresenta una sanzione accessoria attraverso la quale si sottrae la disponibilità del motoveicolo per un periodo di tempo, la cui durata è prevista dalla norma di legge che è stata violata.
 

Le infrazioni che portano al fermo

 
Tra le infrazioni che prevedono il fermo amministrativo di moto o ciclomotori, si ricorda il circolare senza targa o con targa non propria oppure contraffatta, la conduzione di ciclomotori o motocicli sollevando la ruota anteriore (60 giorni, 90 in caso di recidiva in un biennio). Quando si provoca un sinistro guidando in stato di ebbrezza, il fermo è di 180 giorni.
Nei casi ove oggetto della sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo è un ciclomotore o un motociclo, l’organo di polizia che procede al fermo dispone la rimozione del veicolo ed il suo trasporto in un apposito luogo di custodia (individuato ai sensi dell’articolo 214 bis e secondo le modalità previste dal regolamento). Il documento di circolazione viene trattenuto presso l’organo di polizia. Chiunque circola con un veicolo sottoposto al fermo amministrativo, salva l’applicazione delle sanzioni penali per la violazione degli obblighi posti in capo al custode, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 776,00 a euro 3.111,00 ed è disposta, inoltre, la confisca del veicolo.
Legge e burocrazia
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 09:03:03 +0000
News n. 5
MotoGP 2026: tensione in Medio Oriente, il Qatar rimandato a fine stagione MotoGP 2026: tensione in Medio Oriente, il Qatar rimandato a fine stagione

Il Gran Premio a Lusail si correrà l'8 novembre. Slittano di una settimana i GP del Portogallo e della Comunità Valenciana

guiss

La decisione è maturata dopo una attenta ma rapida valutazione della situazione internazionale, dal momento che il materiale delle squadre è già in movimento per le prossime trasferte del motomondiale. La MotoGP ha annunciato che il GP del Qatar, inizialmente in programma in aprile, è stato posticipato all’8 novembre a causa dell’attuale situazione geopolitica nel Medio Oriente.


Un difficile domino

La decisione è stata presa in coordinamento con la Federazione Internazionale Motociclistica (FIM), il promoter e le autorità locali in Qatar, con l’obiettivo primario di garantire sicurezza, benessere e il livello più alto a tutti i partecipanti e al pubblico. In seguito ad approfondite valutazioni sul calendario, la nuova data è stata stabilita per avere un impatto ridotto sul programma annuale. Il GP del Portogallo si svolgerà a Portimao il 22 novembre e il gran finale di Valencia si correrà il 29 novembre. Nessun cambiamento per le altre tappe del campionato del mondo 2026.


Il calendario originale

Il Gran Premio del Qatar era originariamente collocato in calendario nel weekend del 10-12 aprile, tra il GP USA del 27-29 marzo e quello di Spagna del 24-26 aprile. Ora si crea un “buco†di un mese in stagione. Valencia è stata posticipata di una settimana per mantenere il ruolo di appuntamento di chiusura della stagione, così come è slittato di una settimana il Gran Premio del Portogallo. In questo modo viene ricostituita una “tripla asiatica†a fine stagione, con Australia, Malesia e Qatar che rappresenteranno una sorta di viaggio di ritorno della MotoGP verso l'Europa.


 Le dichiarazioni

Carmelo Ezpeleta, CEO della MotoGP: “Questa decisione è stata presa con grande attenzione e in pieno coordinamento con i nostri partner in Qatar e in tutto il paddock. Le nostre priorità sono la sicurezza e il benessere di tutti coloro che sono coinvolti nella MotoGP, insieme alla garanzia di un Gran Premio svolto ai massimi livelli. Riconosciamo inoltre l'importanza di fornire informazioni chiare agli appassionati il prima possibile. I possessori dei biglietti avranno la possibilità di utilizzarli per l'evento successivo. Desidero anche ringraziare i nostri partner a Portimao e Valencia per la loro collaborazione e flessibilità nell'aiutarci a realizzare una transizione senza intoppi. Il calendario aggiornato, siamo fiduciosi, ci permetterà di preservare la qualità del campionato, offrendo al contempo agli appassionati una stagione eccezionaleâ€.

MotoGP
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 08:42:51 +0000
News n. 6
KTM Orange Days 2026: test ride XL fino al 30 aprile KTM Orange Days 2026: test ride XL fino al 30 aprile

Tornano gli Orange Days 2026 di KTM. La Casa di Mattighofen organizza porte aperte nei concessionari per fa vedere e provare i modelli 2026

Riccardo Allegro

Orange Days 2026

Tornano gli Orange Days, l’iniziativa con cui KTM invita appassionati e curiosi a entrare nei propri showroom per conoscere da vicino la gamma stradale della Casa austriaca. L’edizione 2026 si svolgerà dal 14 marzo al 30 aprile, con i concessionari ufficiali pronti ad accogliere il pubblico e organizzare test ride dedicati.

Moto in prova e spazio anche ad abbigliamento e accessori

Durante gli Orange Days sarà possibile salire in sella e prenotare prove su strada di diversi modelli della gamma KTM. L’iniziativa coinvolge tutte le principali famiglie: naked, supersport, adventure, sports tourer, supermoto e dual sport
Oltre alle moto, nei concessionari sarà possibile dare un’occhiata anche alle ultime proposte della linea di abbigliamento tecnico KTM PowerWear e agli accessori originali KTM PowerParts. 

Come partecipare

Per partecipare agli Orange Days basta rivolgersi al concessionario KTM più vicino, che potrà fornire informazioni su orari, disponibilità delle moto in prova e modalità di prenotazione dei test ride. L’iniziativa resterà attiva fino al 30 aprile, offrendo così diverse settimane per provare dal vivo la gamma stradale del marchio di Mattighofen.

News
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 07:27:49 +0000
News n. 7
In vetta al Colle de l'Iseran, 80 km di curve da gustare in moto In vetta al Colle de l'Iseran, 80 km di curve da gustare in moto

È il valico asfaltato più alto di Francia e d'Europa, si trova nella regione della Savoia e collega la valle dell'Arc a quella dell'Isère con un percorso che bisogna gustare lentamente

malo

Il colle de l'Iseran, posto a 2.770 metri sul livello del mare, è il valico asfaltato più alto di Francia e d'Europa, anche se supera solo di pochissimo il passo dello Stelvio - a 2.758 metri- e il colle dell'Agnello, a 2.744 metri.

Il passo è particolarmente famoso per essere una salita tra le più impegnative e ambite dai ciclisti, e di frequente questo tratto entra a fare parte delle tappe del Tour de France. Il valico è situato nella regione della Savoia, sulle alpi Graie della Francia sud-orientale, e collega la valle dell'Arc a quella dell'Isère.

La storia

La strada del colle de l'Iseran è stata inaugurata nel 1937, ampliando una preesistente mulattiera in terra battuta. Già nel diciottesimo secolo la strada era principalmente utilizzata per consentire ai pastori del luogo di commerciare i propri prodotti raggiungendo i maggiori mercati del Regno di Sardegna.

 

Il percorso

La strada è totalmente asfaltata, carrozzabile e conta due carreggiate percorribili per ciascun senso di marcia per tutti i suoi 80 chilometri, suddivisi in 48 km sul versante nord e 32 su quello sud. Nel suo complesso il passo ha una pendenza media che oscilla tra il 6% e il 7%, ma con tratti in cui raggiunge picchi del 10%. Ha complessivamente una quindicina di tornanti, una galleria e tre ponti: l'Ouilette, il Lewer e il San Carlo. Vista la quota decisamente elevata, su entrambi i versanti il passo rimane chiuso tra ottobre e maggio.

Ecco uno dei tornanti che si trovano sul percorso

Il versante sud

I motociclisti italiani affrontano il colle de l'Iseran generalmente dal versante sud: o da Modane, comune francese che si incrocia dopo avere oltrepassato Sauze d'Oulx, Bardonecchia e avere attraversato il traforo del Frejus (a pagamento), oppure, in alternativa, si può valicare anche dal colle del Moncenisio. In questo caso si transita sulla SS25 che si prende a Susa. Questa seconda opzione è decisamente più piacevole per chi viaggia a due ruote, sia per lo sviluppo della strada che per i panorami che si incontrano lungo il percorso. A Lanslevillard si imbocca la D902 quando mancano ancora 30 chilometri al valico - incrociando il primo itinerario- e se anche non si percorre nella sua interezza la strada che porta al passo, il meglio deve ancora venire.

La vallata infatti è poco abitata, e anche se la carreggiata è stretta e non ci si può aspettare il migliore degli asfalti, buche a parte l'aspetto paesaggistico è sicuramente gratificante. La guida deve essere sempre attenta: ci sono precipizi a perdita d’occhio, passaggi e tornanti stretti, e il meteo spesso fa le bizze. Le nuvole sovente si trasformano in nebbia e la vista risulta azzerata, sempre che non inizi a piovere o nevicare. Da Modane al colle ci vuole circa un'ora e mezza di viaggio; sono tempi calcolati a una velocità piuttosto rilassata o considerando delle piccole pause.

 

Il versante nord

In cima al colle c'è il classico bar-ristorante-rifugio, la discesa che dal colle porta al paese di Val-d’Isère migliora decisamente come fondo rispetto al tratto precedente. La strada torna a essere divertente, ma non bisogna mai esagerare, anche perché sono molti i ciclisti che si incontrano nella bella stagione e che vogliono mettersi in saccoccia uno dei passi più ambiti per chi ama pedalare. Sono una ventina di chilometri in totale e la discesa è decisamente più breve dell'ascesa: circa una mezz'ora per arrivare in paese.

Cosa vedere

Una decina di chilometri prima del passo c'è il borgo di Bonneval-sur-Arc, uno dei più belli in assoluto di questa parte della Francia. Presenta un tipo di architettura tradizionale francese, in grado di far sentire il motociclista come se fosse tornato indietro nel tempo di decenni, se non di secoli. Per gli amanti della natura c'è il parco nazionale de la Vanoise -il più antico di Francia- conta oltre cento cime che superano i 3mila metri e sui suoi picchi si possono ammirare stambecchi, camosci, marmotte, aquile reali.

È importante ricordarsi però di partire per questo tour sempre adeguatamente equipaggiati: le quote sono importanti e anche d'estate è meglio viaggiare con una giacca triplo strato e pantaloni impermeabili. Il meteo può cambiare all'improvviso, le temperature spesso si avvicinano allo zero.

Strade e percorsi
Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 23:02:03 +0000
News n. 8
Maxi Scooter 400: pregi e difetti di 4 modelli usati ok anche per viaggiare Maxi Scooter 400: pregi e difetti di 4 modelli usati ok anche per viaggiare

Gli scooteroni 400 sono la scelta giusta per chi vuole il massimo comfort in città e in autostrada, anche viaggiando in due. Ecco quattro modelli che si possono trovare a prezzi più che buoni

massimo.miliani

Con gli scooter si può fare di tutto anche un viaggetto, ci vogliono però i mezzi giusti e non è detto che per comprarli occorra spendere un patrimonio. Ecco ad esempio 4 scooteroni con motore 400 che si trovano usati a buon prezzo e garantiscono un ottimo comfort. 

Qui sotto pregi, difetti e prestazioni di Honda SW-T 400, Piaggio X10, Suzuki Burgman 400 e Yamaha Majesty 400.

Honda SW-T 400

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L'Honda SW-T 400 è va bene per chi percorre lunghe distanze, il motore risponde prontamente al minimo tocco dell'acceleratore, facilitando le manovre e i sorpassi. Nonostante il peso, il bilanciamento una volta in movimento è eccellente, con sospensioni che lavorano in maniera efficace e freni ben tarati, completati da un sistema ABS di serie. Se pianificate viaggi frequenti e carichi pesanti, considerate l'aggiunta di un bauletto che aumenta la praticità senza sacrificare la stabilità.

Cosa controllare

Il disco freno anteriore si consuma, verificate la batteria per segni di debolezza e ascoltate la frizione per eventuali rumori insoliti che possono indicare usura.


Prezzo

Da 2.000 a 3.500 euro


Suzuki Burgman 400 ABS

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Il Suzuki Burgman 400 è perfetto per chi cerca comfort e protezione nei trasferimenti fuoriporta. La posizione di guida distesa e la sella confortevole rendono poco stanchnti i viaggi, mentre la ciclistica reattiva assicura sicurezza a tutte le velocità. 

Le sospensioni filtrano bene le imperfezioni stradali

In autostrada, il Burgman brilla per la sua capacità di affrontare lunghe distanze con facilità, supportato da un serbatoio capiente e una posizione di guida che minimizza la fatica.

Cosa controllare

Assicuratevi che variatore e frizione funzionino senza strappi, controllate i cuscinetti delle ruote per usura e occhio allo stato della batteria.


Prezzi da 1.500 a 3.000 euro


Piaggio X10 350 Executive

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Il Piaggio X10 350 Executive è uno scooter di lusso che offre prestazioni elevate grazie al suo motore 350, dotato di due mappature che modificano leggermente l'erogazione, con la Eco che ottimizza i consumi senza sacrificare troppo le prestazioni. Le sospensioni assorbono efficacemente le imperfezioni della strada, mentre il sistema di frenata integrale con ABS e tre dischi assicura un controllo eccellente in tutte le condizioni. Sucdo e parabrezza proteggono a dovere. Il peso si sente nelle manovre.

Cosa controllare

Prestare attenzione alla pompa del benzina, alla bobina di accensione e alla pipetta della candela, componenti che possono essere soggetti a guasti.


Prezzo

Da 1.000 a 2.500 euro


Yamaha Majesty 400

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Lo Yamaha Majesty 400 è spazioso e comodo, le sospensioni rigide garantiscono stabilità e precisione ma limitano un po' il comnfort, mentre i freni con ABS offrono sicurezza nelle frenate d'emergenza. 

Parabrezza e scudo sono efficaci e limitano le turbolenze anche a velocità elevate. In città, nonostante le sue dimensioni, il Majesty mostra un'agilità sorprendente, con un motore che risponde prontamente al gas, facilitando manovre e sorpassi.

Cosa controllare

Verificare la condizione della frizione, e lo stato della carrozzeria.


Prezzo

Da 1.000 a 2.200 euro

 


I nostri rilevamenti

Ecco a confronto nel dettaglio le prestazioni che abbiamo rilevato per i tre scooter.

 Burgman 400SW-T 400X10 350Majesty 400
Velocità 
massima km/h
147,9148,6142,3152,5
Potenza CV25,2127,5025,2125,55
Coppia Nm27,4629,8724,7732,19
Accelerazione secondi    
0-400 metri17,718,o17,518,2
0-1000 metri34,033,834,334,0
0-100 km/h11,311,810,611,9
Ripresa da 
50 km/h  
(400 m)
15,314,914,915,1
Frenata da 
100 km/h  (m)
41,940,240,141,4
Consumi 
km/l
    
Autostrada19,522,618,321,7
Extraurbano25,730,925,332,5
90 km/h23,627,528,526,3
120 km/h20,324,921,622,1
Al massimo11,013,714,714,6
Autonomia 
km
    
120 km/h284,4374,0336,6309,5
Al massimo153,6205,5228,6204,2
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kazutosakata
Lun, 14/05/2012 - 17:30
ma a continuano a sembrare quattro vasche da bagno con le ruote. Anzi le rotelle. Salvo solo l'X10 che almeno ha dell'elettronica che lo rende un filo più sicuro.
Sono tutti dei mezzi eccellenti per un uso a 360 gradi e come sostituti dell'automobile,da usare con qualsiasi condizione meteo con un eccellente livello di confort,ma anche con la consapevolezza di arrivare in ufficio in condizioni decenti (e in orario!!). Questo in risposta al precedente commento,il cui utente probabilmente non ha necessità di raggiungere il lavoro con un mezzo a due ruote e probabilmente non vive in una grande città.
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diego_250
Mer, 30/05/2012 - 15:38
...l'ho comprato nuovo nel 2006 (le prime versioni con il doppio disco anteriore) e non posso che parlarne bene. MAI avuto un problema elettrico/meccanico, consumi più che buoni, comodità incredibile. Lo utilizzo tutti i giorni per andare al lavoro, ed il fine settimana per andare al mare è perfetto! Unico neo: si sente la mancanza dell'ABS, il prossimo scooter sarà sicuramente l'SW-T400 con l'ABS! W LE VASCHE DA BAGNO! :-D
orsogrigio
Lun, 04/06/2012 - 20:13
possessore di burgman 400 43000km in 3 anni mai una noia in citta sono unici e diciamolo anche per qualche viaggetto! sono andato in austria senza problemi. vorrei anche che qualche biker la finisse di denigrare gli scooters...io mi definisco motociclista in tutti i sensi! sono anche il felice possesore di una kawasaki voyager 1700 eun vn900..quindi max rispetto a chi viaggia su 2 ruote !!ciao lamps
Concordo in pieno su tutto...io ci vado in città, ci ho fatto dei viaggi in autostrada (Como-Roma) e anche i passi delle alpi svizzere (Gottardo, San Bernardino, Maloja, Splugen, Bernina, Furkapass ecc...) senza problemi, anche in 2...Ciao buon giro a tutti...
suzukistanonpe…
Mer, 21/11/2012 - 22:53
forse finiranno per soppiantare la seconda auto in molte case... io francamente quando i figlio vorranno la macchina... e avendone giù due.... gli mollerò la mia e me ne farò uno da guidare fin dopo la pensione.... ora me ne vado in vespa GTS 250... ed è un gran andare....
franco-4x4
Lun, 08/07/2013 - 22:48
siccome vorrei cambiare il mio scutter hamaha versity 300 con un 400 cosa mi consigliate di queste marche honda, hamaha,suzuchi,e piaggio.grazie un cordiale saluto da franco-4x4
Se cerchi prestazioni ed affidabilità valuta anche l'Xciting 400 della Kymco. Un riferimento per la categoria.
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lorenzoagostinetto
Mer, 21/08/2024 - 08:49
A questa comparativa aggiungerei di diritto l'Xciting della Kymco. Motore più prestazionale dei 4 modelli presi in esame, sella e sotto sella comodi e spaziosi, ottima protezione dall'aria, super affidabile.
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matteoconsigliere
Dom, 15/03/2026 - 17:56
L'Swt 400 è l'unico bicilindrico tra quelli presi in esame, oltretutto con il motore fissato direttamente al telaio. Queste peculiarità ne rendono la guida più confortevole e liscia, oltre a farne un mezzo praticamente eterno. Ho avuto anche un Burgman 400 ma non c'è davvero storia.
Moto usate
Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 15:28:45 +0000
News n. 9
Se la moto sbacchetta, 4 cose da fare e 2 da non fare Se la moto sbacchetta, 4 cose da fare e 2 da non fare

Lo sbacchettamento dell'avantreno può avere diverse cause scatenanti ed è uno dei fenomeni più difficili da gestire quando si è alla guida di una moto. Ecco cosa bisogna fare quando il vostro manubrio sembra impazzito

massimo.miliani

L'effetto dello sbacchettamento è un repentino scuotimento del manubrio che, nel migliore dei casi, termina molto velocemente e senza troppi danni. In altri casi però, l'oscillazione aumenta fino a raggiungere il punto di non ritorno e può causare brutte cadute.  

Quali sono le cause principali

Questo fenomeno può avere diverse cause. Oltre a essere il risultato di una guida sciagurata, come atterrare fuori asse al termine di un'impennata, lo sbacchettamento può verificarsi anche a causa dell'asfalto ondulato che provoca trasferimenti di carico repentini, oppure per problemi di alcune componenti della moto, come la taratura sbagliata delle sospensioni. 

Ci vogliono sospensioni a punto

Per prevenire lo sbacchettamento è quindi utile eseguire un controllo accurato delle sospensioni: bisogna che molle, olio e tutte le parti meccaniche delle sospensioni siano in buona efficienza. Fondamentale anche la regolazione: forcella e mono posteriore devono avere settaggi "accordati" in compressione ed estensione per evitare squilibri in fase di accelerazione. Se usate la moto anche per andare in pista, magari settando le sospensioni sul rigido, è necessario poi riportarle a settaggi “più morbidi†per evitare problemi sull'asfalto rovinato delle strade normali.  

Anche l’ammortizzatore di sterzo, utilizzato per evitare lo sbacchettamento, può esserne la causa se settato malamente, senza contare che questo strumento non può nulla se le sospensioni sono mal tarate.

Come comportarsi se la moto inizia a sbacchettare

L'innesco dello sbacchettamento è repentino e bisogna essere lucidi per non farsi prendere dal panico e limitare gli effetti del fenomeno con le manovre giuste. Ecco due cose da non fare e quattro da fare quando inizia uno sbacchettamento. 

Cosa non fare

-Evitate di chiudere il gas, un repentino calo della potenza trasferisce tutto il carico all'anteriore accentuando lo sbacchettamento.
- Mai mollare il manubrio, pena una caduta certa.

Cosa fare

- “Pelate†il freno posteriore per consentire un trasferimento di carico dolce e neutralizzare il movimento dell'anteriore.
- Tenete ben salde le ginocchia sul serbatoio, in questo modo si mantiene il peso sull'anteriore, e si "costringe la moto di “rientrare†nei ranghi con più facilità.
- Tenete il manubrio senza aggrapparvi. Bisogna avere una presa sciolta, che permetta di tenerlo saldo senza però opporvi all'oscillamento (non saranno certo le vostre braccia a fermare un avantreno impazzito).
- Guardate avanti. Esattamente come accade in curva, porre lo sguardo dove si vogliono mettere le ruote è l'unico modo per avere una garanzia di restare in strada.

Consigli di guida
Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 13:00:19 +0000
News n. 10
Che offerte per le Moto Guzzi: un marzo da non perdere Che offerte per le Moto Guzzi: un marzo da non perdere

Per tutti il mese di marzo Moto Guzzi offre interessanti promozioni dedicate a Stelvio e V7, ma anche  V85 TT e V100 Mandello. Ecco i dettagli

Riccardo Allegro

Promozioni Moto Guzzi

Una V100 Mandello nuova di zecca con supervalutazione dell’usato fino a 1.500 euro, oppure una V7 con 500 euro di supervalutazione e finanziamento con TAEG 3,34% o, ancora, una Stelvio con 149 euro al mese. Se avete voglia di Guzzi, aprile offre interessanti promozioni per tutti i gusti. 

  • Fino a 1.500 euro di supervalutazione su V85 TT e V100 Mandello;
  • Fino a 500 euro per la V7 e finanziamento con TAEG 3,34%;
  • Stelvio a 149 euro al mese con finanziamento (TAEG 8,93%).

Per tutti i dettagli vi consigliamo di visitare direttamente il sito di Moto Guzzi. 

La nostra scelta Moto Guzzi Stelvio

Image

La Stelvio è spinta dal bicilindrico trasversale "Compact Block" caratterizzato da con un'erogazione piena e progressiva, ma non "esplosiva".  Di serie c'è un pacchetto elettronico completo che comprende, tra l'altro, ABS e controllo di trazione Cornering, Cornering Lights, Cruise Control, display full color da 5" e cinque riding mode. Il reparto sospensioni sfoggia forcella con steli da 46 mm e monoammortizzatore regolabili, l'impianto frenante all'anteriore sfrutta dischi Brembo da 320 mm con pinze ad attacco radiale a quattro pompanti, mentre al posteriore troviamo un disco da 280 mm con pinza flottante a due pompanti. La ciclistica è uno dei suoi fiori all’occhiello: agile nell’inserirsi in curva e molto precisa. Molto buono il comfort: si viaggia ben protetti, anche per merito del parabrezza regolabile elettronicamente su 70 mm di range fino a una velocità di 150 km/h. La versione base ha tutto quello che serve per viaggiare comodi, veloci e in sicurezza. Se però amate l'elettronica allora puntate sulla PFF Rider Assistence, dotata di un raffinato sistema radar è la scelta giusta.

Mihawk
Dom, 15/03/2026 - 12:23
Dovrebbero pensare a diventare leader sul mercato italiano sostituendosi a BMW.
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mikbar
Dom, 15/03/2026 - 12:35
Come no. Un gioco da ragazzi. Peccato non averci pensato prima.
floop
Dom, 15/03/2026 - 15:42
Le offerte VERE erano quando il Taeg era prossimo allo zero e parlo di un anno fa circa...
News
Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 09:00:00 +0000


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