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News n. 1
Honda Transalp vs Kawasaki Versys 650 usate: vecchie moto che fanno buon brodo Honda Transalp vs Kawasaki Versys 650 usate: vecchie moto che fanno buon brodo

La Translp era a fine carriera quando si scontrò con la prima serie della Versys. Più sportiva la Kawasaki, più turistica la Honda, ma entrambe ottime in città, oggi sono ancora due valide moto che si trovano a buon prezzo

massimo.miliani

Honda Transalp 700 e Kawasaki Versys 650 iniziarono ad incrociare le armi nel 2007, quando la crossover di Akashi debuttò sul mercato. Era un gran bella novità che interpretava in chiave sportiva il segmento delle endurone/crossover di media cilindrata, la Transalp 700 invece era la decana del settore e stava arrivando alla fine di una gloriosa carriera conclusa poi nel 2012 e ripresa solo nel 2023. Erano e sono tuttoggi moto “tuttofareâ€, adatte alla gita domenicale come al tragitto casa-lavoro, comode nei viaggi ma anche divertenti tra le curve. Oggi si trovano a prezzi interessanti, in particolare la Versys che ondeggia tra i 1.500 e i 3.500 euro, la Transalp 700 invece fa scontare il nome "storico" e si trova a quotazioniu da 3.000 a 5.000 euro.
 

Simili solo a prima vista

Transalp e Versys sono entrambe moto polivalenti, ma le loro origini sono praticamente opposte: la Honda discende da una famiglia di enduro sempre più “stradalizzateâ€, mentre la Kawasaki è in pratica la versione con manubrio alto della naked ER-6.
 

 Il cruscotto della Transalp a sinistra offre un sacco di informazioni: ci sono anche due contakm parziali e il termometro dell’acqua. La strumentazione della Versys a destra è completa e ben leggibile. La zona rossa del contagiri inizia a ben 10.500 giri


Transalp, ciclistica "sincera"

Sin dai primi metri la Transalp trasmette grande confidenza: non è particolarmente rapida a scendere in piega, ma si apprezzano le reazioni sincere della ciclistica in ogni circostanza. Il motore è corposo già ai bassi regimi e sempre “pronto†nella risposta, un carattere da vera enduro stradale. Manca un po’ di allungo agli alti regimi, ma non si può avere tutto...
In autostrada la posizione di guida si è rivelata comoda e corretta per tutte le stature. Valida anche la protezione aerodinamica, ma il cupolino dovrebbe essere un po’ più alto. Il cambio “vecchio stile†con quinta corta costringe a viaggiare a regimi un po’ elevati: aumentano i consumi e le vibrazioni, specie a partire dai 120 km/h.
In città il peso elevato non disturba più di tanto: anche a bassa velocità la Transalp si guida con grande facilità, ma è meno agile della Kawasaki per via dell’interasse maggiore e delle maggiori dimensioni. La forcella assorbe bene le asperità, meno l’ammortizzatore posteriore dalla risposta un po’ secca; ottima invece la modulabilità dei freni.


 


La Versys si guida come una naked

Sulle strade piene di curve la Versys diverte come una naked: ha un’impostazione di guida “caricata†sull’anteriore e passa rapidissima da una curva all’altra. Il motore è grintoso a partire dai medi regimi e allunga con vigore, ma non è “pieno†ai bassi come l’Honda. Valide le sospensioni con una taratura “di compromesso†tra comfort e sportività. L'autostrada non è il suo terreno ideale: la posizione di guida è un po’ “contratta†e le vibrazioni si fanno sentire agli alti regimi. Migliorata la protettività aerodinamica grazie al nuovo cupolino più avvolgente, mentre i paramani restano optional. In città l’interasse ridotto, il raggio di sterzo e il peso contenuti sono di grande aiuto, guidando nel traffico a basse velocità ma anche in manovra. Migliorata la modulabilità del freno anteriore, mentre il posteriore ha una leva spugnosa: quando si esagera interviene l’ABS (se c’è). Il cambio con l’uso intenso si indurisce, resistente invece la frizione.

Cosa ne pensate, vale ancora la pena comprarle? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto.


 


I nostri rilevamenti

 Honda TransalpKawasaki Versys
Velocità max (km/h)180,8195,1
Accelerazione (sec)  
0-400 metri1413,5
0-1000 metri27,226,1
0-100 km/h5,44,8
Ripresa (da 50 km/h in 5a)  
400 metri14,314,3
1000 metri27,727,4
Potenza massima alla ruota  
CV/kW53,0/39,562/46,3
giri al min75007400
Coppia massima alla ruota  
Nm/kgm55,6/39,561,0/6,22
giri al min57007100
Frenata  
da 100 km/h42,444,1
Consumi  
Autostrada12,312,1
Extraurbano17,421,9
90 km/h16,522,7
120 km/h14,413,3
al massimo11,511,1
Autonomia (km con un pieno)  
120 km/h251266
al massimo201222


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nickinhonda
Lun, 23/01/2012 - 17:37
E' la tipologia di moto sul quale voglio indirizzare il mio nuovo acquisto e (come si può intuire...) sarei orientato principalmente verso la transalp. Leggendo i rilevamenti mi sono reso conto che il consumo in autostrada è piuttosto elevato, peccato perchè utilizzerei la moto anche in quella occasione e con i costi del carburante odierni sarebbe una bella spesa!!!
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ALESSANDRO CORRADI
Ven, 16/03/2012 - 17:43
io avrei una Versys del 2010 con meno di 10000 km full optional ma senza abs come nuova se a qualcuno interessasse... scusate se ho approfittato ma l'articolo è pertinente...
Ciao, potrei essere interessato. Come si fa a scambiarsi info in privato su questo sito?
Babonzolo
Ven, 16/03/2012 - 18:12
Perché tutto ciò che è "intelligente", è totalmente privo di fascino? A parte me, ovviamente.
bottazzi
Ven, 16/03/2012 - 19:14
L'anno scorso al demo ride Kawasaki, gran bella moto, la posizione di guida è ottima per me che sono 1,80 m. la guida è molto intuitiva, a parte qualche sbaglio nel cambiare marcia (guido uno scooter abitualmente e non possiedo nessuna moto), ci farò senz'altro un pensierino quando deciderò di pensionare lo scooter...
gianca8966
Ven, 16/03/2012 - 20:12
preferisco il v-strom
crisas
Sab, 17/03/2012 - 02:15
Sono un pugno nell'occhio !
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camtos
Dom, 18/03/2012 - 09:25
sarà la mia futura moto.
suzukistanonpe…
Sab, 07/04/2012 - 12:04
eppure...la v-strom validissima... ma credo che i pneumatici da 17 pollici siano davvero un gran valore aggiunto sulla Versys..., in fondo per trovare una moto del segmento con tali caratteristiche stradali... occorre arrivare alla Multistrada 1200 - o alla mai capita e meravigliosa Tiger 1050, quindi tanto di cappello a Kawasaki per la proposta..., senza nulla togliere a chi anzichè i passi appenninici vuol fare il giro del mondo con la TRANSALP... Prossima moto potrebbe essere una Versys 2012 usata fra un paio d'anni...credo proprio...
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andreapaolo68
Gio, 26/04/2012 - 16:09
Comprata a fine aprile del 2012, fa almeno 21 km a litro, la uso tutti i giorni sia per andare a lavorare che per uscire fuori città con la mia dolce metà che dire è stata una scelta azzeccata dopo aver provato le seguenti moto: -Honda Transalp, bella ma poco potente rispetto al peso e consumi elevati; -BMW GS 650, mono cilindrica un solo freno a disco anteriore e parecchie vibrazioni, consumi buoni; -Suzuki V Storm, moto potente buona per il fuori città, ma per il traffico cittadino piuttosto ingombrante e pesante, in compenso un cambio morbido e preciso. A dimenticavo ho provato la Versys con ABS, non mi è piaciuta lò trovata piuttosto spugnosa e poco gestibile.
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peldo
Dom, 30/09/2012 - 13:37
non mi trovo concorde con le prove riguardo i consumi, il mio transalp abs consuma decisamente meno in autostrada a velocita codice si fanno tranqillamente i 18/20 e a 90 orari decisamente di piu. comunque se a qualcuno interessa ho intezione di venderla e del 2011 anni solo 5200 km ed e uno spreco avere un mezzo cosi in box a prendere polvere e speriamo che abs venga inserita su tutte le moto il piu presto possibile a un costo piu basso. peldo@libero.it ciao domenico
Vivere con la moto
Data articolo: Mon, 08 Jun 2026 13:10:26 +0000
News n. 2
Cyclone RX625, l'ultima crossover da fuoristrada è cinese Cyclone RX625, l'ultima crossover da fuoristrada è cinese

Stando ai disegni depositati la nuova RX625 sembra derivata dall’attuale RX600 ma è più orientata verso i rally nelle forme e nella sostanza

malo

Cyclone è il marchio di motociclette di alta gamma del colosso industriale cinese Zonsen, quello che precedentemente eravamo abituati a chiamare Zongshen, ed è con questa denominazione che arriverà una nuova adventure bike di media cilindrata. Sono già stati depositati i brevetti di design della RX625, spinta dallo stesso motore bicilindrico parallelo impiegato su alcuni modelli dei marchi Kove e Voge.

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La nuova crossover ha un'impostazione da vera fuoristrada

Un nome americano

Cyclone è un nome che dovrebbe suonare familiare agli appassionati “seniorâ€, quelli con più anni e chilometri alle spalle, perché è quello che identificava uno dei modelli più importanti prodotti dalla Joerns Motor Manufacturing Company di St. Paul, Minnesota, agli albori del motociclismo: l’azienda operò dal 1913 al 1917 soltanto, ma la Cyclone originale si fece un’ottima reputazione grazie alle sue splendide moto da corsa "giallo acceso" per circuiti in legno e flat track, dotate di motori bicilindrici a V OHC di 672 cm³, all'avanguardia per l'epoca. Oggi Zonsen detiene i diritti del marchio. Il Gruppo del resto è uno dei maggiori della Cina ed è stato uno dei primi a realizzare una joint venture di alto profilo con un produttore europeo di peso come la Piaggio, nel 2004.

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Pronta all’off road

Stando ai disegni depositati la nuova RX625 (qui sopra una nostra elaborazione digitale di come potrebbe essere) sembra derivata dall’attuale RX600 ma è più orientata verso i rally nelle forme e nella sostanza: ruota anteriore da 21“ e posteriore da 18†invece della combinazione 19â€/17†del modello attualmente in commercio. È contraddistinta anche da un look più spinto, colpiscono il parabrezza quasi verticale e il parafango anteriore a becco, e la sella più lunga e piatta che si allunga sul serbatoio poco inclinato lasciando ampio spazio per i movimenti del pilota, come è più conveniente per una moto ispirata alla Dakar.

Motore da 63 CV

Per quanto riguarda il motore, nonostante il nome – RX625 – molto probabilmente avrà una cilindrata di 581 cm³ così come quelli adottati sulle Kove 625X e Voge DS625X, che impiegano lo stesso bicilindrico parallelo e condividono pure il “numero†nonostante ogni marchio costruisca autonomamente il p

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roprio modello. Dunque è verosimile che anche le prestazioni saranno le stesse: 63 CV a 9000 giri/minuto e 57 Nm a 6500 giri/minuto, con un leggero incremento rispetto alla RX600 per la quale vengono dichiarati 58 CV e 57 Nm. Il nuovo motore “625†ha una corsa più corta e un alesaggio maggiore rispetto a quelli della RX600: 64 x 76 mm contro 67,6 x 72 mm.

Negli ultimi anni, Cyclone ha lanciato la RX6 spinta da un motore bicilindrico di 650 cm³ derivato da quello sviluppato dalla Norton e acquistato da Zonsen poco prima del fallimento del 2020 del marchio che fu britannico. Di recente lo stesso marchio Cyclone ha lanciato anche una bicilindrica a V di 996 cm³ stradale i cui motore e telaio derivano da quelli della vecchia Aprilia Shiver. 

Spy
Data articolo: Mon, 08 Jun 2026 12:55:47 +0000
News n. 3
Jawa 1000 Sport Cruiser, muscoli retró per la café racer Ceca Jawa 1000 Sport Cruiser, muscoli retró per la café racer Ceca

È stata presentata al Motosalon di Brno, sfoggia un motore 1000 e linee originali, sarà prodotto in 15 esemplari

malo

È una silhouette decisamente particolare quella della nuova Jawa 1000 Sport Cruiser, e sicuramente non passerà inosservata. Il marchio della Repubblica Ceca aveva annunciato il suo arrivo già a gennaio e aveva anticipato che si sarebbe trattato di un modello café racer retró in stile neoclassico come la 730 Twin, interpretato in una versione top di gamma di 1000 cm³. 

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Non ci ha messo molto tempo a rispettare la promessa: già due mesi dopo, a marzo, la moto è stata presentata al Motosalon di Brno, il più importante appuntamento di produzione della Repubblica Ceca. Gli appassionati si sono trovati di fronte a una moto dalle forme decisamente muscolose e possenti, che richiama il linguaggio stilistico della 730 cm³. Serbatoio con una gobba pronunciata e faro anteriore con una protezione che si allunga in avanti, di gusto teutonico. Anche il colore è lo stesso rosso della “piccolaâ€, così come è notevole la somiglianza del telaio a traliccio in tubi di acciaio. 

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La 730 Twin ha il motore prodotto dalla cinese Jedi

Il bicilindrico è parallelo

Il motore bicilindrico parallelo a quattro tempi ha visto aumentare notevolmente la cubatura che ora è di 999 cm³ effettivi, derivanti da misure di alesaggio e corsa 96 x 69 mm. Per il momento però la Casa non ha rilasciato informazioni riguardo l’intervallo degli scoppi, cioè se le manovelle siamo a 180°, 360° oppure abbiano una fasatura irregolare secondo i criteri che vanno per la maggiore per i bicilindrici. Sono retró anche le forme del motore nel quale abbondano le linee arrotondate, ma nonostante le alette ostentate sui cilindri in bella vista il raffreddamento è a liquido, ci sono sia il radiatore dell’acqua che quello dell’olio, e le prestazioni sono al passo coi tempi per una moto di questa impostazione: 113 CV (83 kW) a 9200 giri/minuto e una velocità massima di 215 km/h.

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La stessa cosa si può dire per la componentistica: forcella a steli rovesciati e due ammortizzatori Öhlins completamente regolabili, freni Brembo, cerchi in alluminio OZ Racing e un impianto di scarico 2 in 1 con silenziatore Leo Vince. Il serbatoio del carburante è alloggiato sotto la sella che è a 78,5 cm da terra, mentre il peso è rilevante, 238 kg.

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Il motore ha le alette, ma il raffreddamento  a liquido

Si comincia con 15 moto

Jawa ha annunciato che la prima serie della 1000 Sport Cruiser sarà di appena 15 esemplari, I quali nonostante il rilevante prezzo di 62.000 € sono già stati tutti prenotati. Non è stato dichiarato se seguirà una seconda serie con un costo più accessibile, sebbene la cosa appaia del tutto probabile.

La Jawa 730 Twin, con motore Jedi di fabbricazione cinese da 75 CV (55 kW), non avrà limiti di produzione e costerà intorno a 8300 €. 

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Moto
Data articolo: Mon, 08 Jun 2026 12:47:12 +0000
News n. 4
Acerbis ora fa anche maschere off-road Acerbis ora fa anche maschere off-road

L'azienda bergamasca amplia la propria offerta dedicata al fuoristrada con una famiglia di quattro maschere pensate per utilizzi e budget differenti

Riccardo Allegro

Maschere off-road Acerbis

Acerbis amplia la propria gamma dedicata all'off-road e debutta nel settore delle maschere da motocross ed enduro con una nuova famiglia composta da quattro modelli: Vortex, Vulcan, Vitrion e Vanguard Kid. L'obiettivo è coprire le esigenze di piloti con livelli di esperienza e budget differenti, mantenendo come punti fermi comfort, protezione e qualità della visione.

Vortex, il modello di punta

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Al vertice della gamma si colloca la Vortex, sviluppata per l'utilizzo agonistico. È dotata di lente con tecnologia Perception, ampio campo visivo, sgancio rapido per la sostituzione e trattamento antiappannamento. Il telaio a doppia densità combina una struttura esterna rigida con una parte interna più morbida per adattarsi meglio al viso, mentre gli outriggers contribuiscono alla stabilità sul casco. Disponibile anche in versione Roll-off con pellicola da 50 mm, la Vortex viene proposta nelle varianti standard, Mirror e Roll-off con prezzi compresi tra 104,95 e 134,95 euro.

Vulcan

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La Vulcan rappresenta la proposta intermedia della gamma. Utilizza anch'essa un telaio a doppia densità, schiuma a tripla densità e lente a sgancio rapido con trattamento antiappannamento. È disponibile nelle versioni standard, Mirror, Enduro con doppia lente e Roll-off, con prezzi da 74,95 a 104,95 euro.

Vitrion

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Più accessibile la Vitrion, che mantiene caratteristiche come gli outriggers, il foam a tripla densità e la compatibilità con gli occhiali da vista. Viene proposta nelle versioni standard e Mirror a partire da 44,95 euro.

Vanguard Kid

Completa l'offerta la Vanguard Kid, sviluppata specificamente per i piloti junior. Adotta una lente sostituibile stampata a iniezione con trattamenti antigraffio e antiappannamento e un telaio progettato per adattarsi ai caschi destinati ai più giovani. I prezzi partono da 34,95 euro.

Tanti accessori

A corredo della nuova gamma arrivano anche numerosi accessori dedicati: lenti trasparenti, scure, specchiate, doppie e fotocromatiche, oltre a kit roll-off, tear-off e relative ricariche. Acerbis propone inoltre una borsa dedicata in grado di trasportare fino a quattro maschere con i relativi accessori.

Protezioni
Data articolo: Mon, 08 Jun 2026 10:07:24 +0000
News n. 5
Lambretta Dropkick Murphys: lo scooter di Lambrate in salsa Irish Punk Lambretta Dropkick Murphys: lo scooter di Lambrate in salsa Irish Punk

Presentata al Perpignan Custom Show, questa Lambretta special è certamente tra le più originali del panorama custom, omaggio alla band nordamericana fondata a Quincy nei chiassosi anni '90 

Riccardo Casarini

Sotto i riflettori della kermesse transalpina, tre anni or sono, a catturare l'attenzione è stata una Lambretta "impregnata" di subcultura punk. Il creatore di questa special è Ronan Danic, rinomato tatuatore bretone con un'esperienza ventennale nel settore, titolare dello studio Ronan BWT Tattoo (Auray, Francia). Attivo nella scena scooteristica internazionale fin dalla fine degli anni Novanta, Ronan ha saputo tradurre la sua passione viscerale per le due ruote e per le sonorità ruvide, in un progetto davvero unico nel suo genere.

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Chi sono i Dropkick Murphys

Prima di addentrarsi nei dettagli tecnici, è fondamentale conoscere ciò che ha ispirato l'intero progetto: i Dropkick Murphys. Formatasi a Quincy, nel Massachusetts, a metà degli anni Novanta, questa band americana ha letteralmente codificato e reso celebre a livello planetario il genere musicale Celtic Punk. Il loro stile inconfondibile fonde la potenza distorta, i ritmi serrati e l'attitudine ribelle dell'hardcore punk con gli strumenti tradizionali della musica folk irlandese, come cornamuse, mandolini, fisarmoniche e flauti. Divenuti un'autentica istituzione (complice anche la traccia inclusa nella colonna sonora del film premio Oscar The Departed) i Dropkick Murphys incarnano una fiera espressione della classe operaia, della fratellanza e dell'orgoglio di strada. Questo immaginario variegato, fatto di trifogli, atmosfere da pub e spirito combattivo, si sposa alla perfezione con la spigolosità e il rigore della "nostra" Lambretta. 

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2026, Dropkick Murphys (attuale formazione della band)

Ma c'è di più... Ronan non è solo un fan accanito di questa formazione, ma vanta un forte legame personale con la band, avendo avuto l'onore di tatuare alcuni dei suoi membri, trasformando la venerazione artistica in una reale amicizia.

La genesi durante il lockdown

L'idea di dedicare uno scooter a questa icona del punk rock ha iniziato a prendere forma durante le settimane di isolamento della prima ondata pandemica nel 2020. Un fitto scambio di messaggi e suggestioni a distanza tra esperti del settore ha gettato le basi per la trasformazione, che si presentava già come una solida base di partenza, senza necessità di restauro invasivo. La genesi ha richiesto circa otto mesi di lavoro incessante e il coinvolgimento di specialisti di primo livello per curare ogni particolare. L'impatto visivo è dominato da una complessa e stratificata verniciatura eseguita dall'officina No Pain No Gain. Telaio e scocca sfoggiano una base metalflake, miscelata con colori saturi e forti, che restituiscono un effetto ottico cangiante e quasi tridimensionale. L'interno dello scudo è concepito come un vero e proprio altarino votivo, decorato con le riproduzioni delle copertine degli album storici della band.

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La verniciatura ha un effetto tridimensionale

Dettaglio delle copertine degli album dei Dropkick Murphys aerografate sullo scudo

La cesellatura dei particolari

Grazie al meticoloso intervento del laboratorio Atelier Offsprint, unito ai fregi realizzati su misura da Carte Blanche, questa Lambretta risulta letteralmente tempestata di incisioni. Elementi funzionali, come i manicotti del manubrio e i sottili listelli della pedana sono stati finemente disegnati a mano con il motivo dello shamrock, il celebre trifoglio irlandese che funge da logo per il gruppo musicale. La personalizzazione si è spinta a livelli maniacali, toccando quasi ogni componente: il pedale del freno, ilsupporto per la piccola latta dell'olio da miscela, il silenziatore dell'impianto di scarico, il paraspruzzi, la cornice del fanale posteriore e persino i canali dei cerchi ruota. Ognuno di questi elementi è stato lavorato a sbalzo o inciso traendo ispirazione diretta dai testi iconici, dai titoli delle canzoni e dall'epica tramandata dalla discografia del gruppo.

Lo shamrock cessalto sul pedale del freno

Anche la paratia inferiore è stata oggetto di cesellatura: nessun componente è stato trascurato

I fregi sono stati realizzati su misura da Carte Blanche

Un'elaborazione... per uso quotidiano

Sotto una veste così ricca, le scelte legate al propulsore sono state indirizzate verso la massima praticità, rifuggendo soluzioni pistaiole troppo estreme a favore della guidabilità stradale. Il vano motore ospita un blocco BGM 195RT, migliorato nella sonorità con una marmitta a espansione artigianale in stile Sterling.

Anche il terminale porta la sua firma

A dispetto della qualità da show bike e della raffinatezza delle lavorazioni estetiche, questa Lambretta è concepita per l'uso quotidiano e per i viaggi a lungo raggio. Da qui la scelta di un blocco affidabile e funzionale allo scopo: Ronan utilizza il suo capolavoro pressoché ogni giorno e, in sella, ha già macinato migliaia di chilometri attraversando Francia, Regno Unito, Belgio e Spagna per raggiungere i principali raduni continentali

Fuoriserie
Data articolo: Mon, 08 Jun 2026 08:31:30 +0000
News n. 6
MXGP 2026, Lettonia: One-One-One per i fratelli Coenen a Kegums. Classifica e calendario MXGP 2026, Lettonia: One-One-One per i fratelli Coenen a Kegums. Classifica e calendario

Mondiale Motocross - Un weekend perfetto per il team De Carli, che torna a casa con la vittoria a punteggio pieno in entrambe le classi, grazie al trionfo dei fratelli Coenen 

monfore

Tutto Coenen

Al via della MXGP è Lucas Coenen che si porta nettamente davanti a tutti, prendendo da subito un buon margine. Alle sue spalle, Romain Febvre, deve difendere la seconda posizione da Jeffrey Herlings e Kay de Wolf, ardua impresa perché gli olandesi oggi danno il meglio e così, verso la metà del tempo cronometrato passano all’attacco e in un’unica curva entrambi riescono a superare il campione del mondo in carica. De Wolf si vede da subito che ne ha di più, ed infatti, al giro successivo, riesce a mettersi alle spalle Herlings andando cosi ad aggiudicarsi la seconda piazza. Chiude la top five Tim Gajser.

Il secondo holeshot della classe regina se lo aggiudica Romain Febvre, ma il suo dominio dura giusto il tempo di un paio di curve, poiché da subito, Lucas Coenen, sferra l’attacco e riesce, velocemente, a mettersi alle spalle il francese. Segue il suo esempio, Jeffrey Herlings che sorpassa Febvre. I primi due vanno a fare gara a sé stante con l’olandese che tiene costantemente Coenen nel mirino.

Alle spalle dei primi tre, si posizionano Gajser e de Wolf, dopo un sorpasso a due su Pauls Jonass. Verso la metà del tempo cronometrato succede l’imprevisto: mentre è in corso un acceso duello tra Febvre ed Herlings, la moto di quest’ultimo si ferma di colpo in mezzo alla pista e non ne vuol sapere di ripartire ed è quindi costretto al ritiro. 

Vince Quindi Il GP di Lettonia a punteggio pieno Lucas Coenen, che tiene saldamente nelle sue mani la tabella rossa, secondo è Kay de Wolf e terzo è Romain Febvre. Il migliore degli italiani è Andrea Adamo che dopo due buone prestazioni chiude sesto nel GP.

MX2: Sacha con partenza perfetta

Partenza perfetta oggi per Sacha Coenen che firma l’holeshot e si piazza davanto al resto del gruppo, tenendo da subito un ritmo sostenuto che gli permette di creare un buon margine tra se e Mathis Valin (2º). Quest’ultimo, autore di una bella rimonta dopo una partenza conduce una manche da manuale. Si innesca invece un bel duello, sul finire del tempo cronometrato, tra Simon Laegenfelder e Camden McLellan che danno spettacolo. La lotta si conclude a favore dell’alfiere di Triumph, mentre il tedesco, nel corso dell’ultimo giro viene superato anche da Farres, chiudendo cosi in quinta piazza.

Weekend perfetto per il più piccolo dei gemelli Coenen che, anche nella seconda manche scatta via davanti a tutti, si aggiudica l’holeshot e rimane in testa al gruppo dall’inizio alla fine, mettendo di nuovo un buon margine sul secondo, McLellan. Il sudafricano, impegnato per buon parte della heat in una battaglia con Karlis Reisulis, riesce a strappargli la seconda piazza nel corso dell’ultimo giro.

A sigillo della top five troviamo Farres e il nostro Valerio Lata, rispettivamente quarto e quinto.

Vince quindi il GP Lettone a pieno punteggio Sacha Coenen, seguito da Camden McLellan e terzo chiude Mathis Valin.

Ora il mondiale motocross si concede una breve pausa il prossimo weekend, ci ritroveremo in Italia a Montevarchi il 21 giugno.

Clicca qui per il calendario completo e qui per la classifica aggiornata.

Off-Road
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 15:44:31 +0000
News n. 7
Pagelle Balaton Park: Marquez a quota 100, Martin gli completa la giornata perfetta Pagelle Balaton Park: Marquez a quota 100, Martin gli completa la giornata perfetta

Il campione del mondo esce dal weekend con il massimo dei punti disponibili, lo spagnolo dell'Aprilia travolge Bezzecchi e Di Giannantonio al via. Acosta vende cara la pelle in attesa di potersi battere ad armi pari

guiss

Marc Marquez fa la sua parte e la sfortuna – o fortuna, a seconda del punto di vista- ci mette il resto per disegnare un weekend perfetto per il #93 e Ducati in generale. Martin distrugge il fine settimana di Aprilia con una partenza sciagurata che travolge Bezzecchi e Di Giannantonio, Acosta ancora una volta fa tutto il possibile, ma si deve accontentare. Pagelle dell'Ungheria!

Marc Marquez

Fa tutto bene, soprattutto riesce a gestire forze fisiche e gomma con un avversario complicato come Pedro Acosta. Centra il successo numero 100 in carriera e si rilancia in pieno nella corsa al titolo, anche grazie al patatrac al via. Altro che pilota vicino alla pensione, è tra i più giovani dello schieramento. Voto 10

Pedro Acosta

Diventa un po' noioso parlare di Acosta, ancora e sempre preso dalla sua eterna rincorsa alla prima vittoria in carriera. Con una KTM due spanne sotto Ducati (la seconda RC16 al traguardo è quella di Bastianini, nono con 25 secondi di ritardo dal primo), monta una soft che gli permette di tenere Marquez a bada per metà gara. Prima di soccombere, gli rifila anche un incrocio da campione  e non si lascia spaventare nel sorpasso con contatto nella esse prima del traguardo. Io credo che l'anno prossimo ne vedremo delle belle. Voto 9

Pecco Bagnaia

Il 2026 rischia di passare alla storia come l'anno fortunato di Pecco, che si trova sempre nel posto giusto al momento giusto. Gli arriva un altro podio, il terzo consecutivo, per grazia ricevuta. Anche se, rispetto alla Sprint, anche il pilota trova una quadra per fare funzionare la sua GP26 un pochino meglio. Voto 6,5

Ai Ogura

Salva il salvabile in casa Aprilia e conquista il secondo quarto posto in fila dopo il Mugello, con la consueta gara di rimonta. Combattivo e concreto, bell'acquisto per Yamaha. Voto 7

Jorge Martin

Con una prima curva così, certe partenze bisogna proprio evitarle. Non c'è molto da aggiungere, se non che ora Marquez è a 72 punti da Bezzecchi e a 52 da Jorge. Già nella Sprint del Giappone dell'anno scorso aveva fatto fuori il compagno di squadra. Voto 4

Fabio Di Giannantonio

Nonostante sia vittima della sciocchezza commessa da Martin, non si perde d'animo e fa una bella rimonta dal fondo dello schieramento, raccogliendo 4 punti. Serve per andare via da Balaton Park con un umore decente e per ribadire che lui, giustamente, al mondiale ci crede. Voto 7,5

Honda

Dopo il disastro del Mugello, un quinto e un sesto posto sono manna dal cielo, pazienza se arrivati con un po' di fortuna. Altrimenti, quelli di Marini e Moreira (voto 7) sarebbero stati i soliti piazzamenti al margine della top10. Ma la moto resta indietro, anche dove non serve motore. Voto 6

Iker Lecuona

Settimo al traguardo con una mano dalla dea bendata, ma lo spagnolo ha corso un weekend eccellente. “Giravamo a un secondo da Marquez†dice lui, evidenziando il fatto che comunque è partito con un riferimento importante in testa, senza sfigurare affatto. Voto 7

Jack Miller

Il suo è un ottavo posto che lo premia per la costanza con cui si impegna con questa M1 disastrata. Weekend di sollievo per il team Pramac, che piazza anche Razgatlioglu (voto 6) in undicesima posizione. Voto 6,5

Balaton Park

Mettere questo circuito in calendario dopo il Mugello è un atto di crudeltà che evidenzia tutti i limiti della pista e di una scelta poco lungimirante da parte di chi organizza lo show. Questo weekend non aggiunge niente allo spettacolo della stagione e anzi, mette solo a rischio la sicurezza dei piloti. Nonostante le basse velocità del tracciato, chicane come quelle di Balaton Park non sono compatibili con le gare di moto. Voto 4

MotoGP
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 15:09:35 +0000
News n. 8
Noie elettriche in Casa Triumph: richiamo per i modelli "Twin" Noie elettriche in Casa Triumph: richiamo per i modelli "Twin"

Il richiamo riguarda gli esemplari prodotti nel corso del 2020: Bonneville, Street Twin e Street Scrambler. A richiedere un'attenzione particolare, è il connettore dello statore...

Riccardo Casarini

Una prima circolare è stata pubblicata a marzo sul portale di Allerta Rapida della Commissione Europea. A questa è seguito, a stretto giro, un aggiornamento pubblicato il 17 aprile: oggetto d'indagine sono i modelli Bonneville T100/T120, Street Scrambler e Street Twin, per un possibile surriscaldamento del connettore dello statore, che potrebbe deformarsi fino a collassare definitivamente.

Qui tutti i richiami 2026.

Esemplari coinvolti

Modelli:  Bonneville T100/T120, Street Scrambler e Street Twin

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Triumph Bonneville T100/120

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Triumph Street Scrambler

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Triumph Street Twin

Come identificarli

Forbice di produzione: 01.04.2020 - 01.11.2020

Codice telaio: DB01A, DB02A, DB04, DB04R, DU01A, DU04, DC03, DC03R, DC04, DC04R, DP03, DP03R, DP04, DP04R //e5*168/2013*00003* // e5*168/2013*00004* // e13*168/2013*01050* // e13*168/2013*01051* // e9*168/2013*11259* // e13*168/2013*01049*// e5*168/2013*00009* // e5*168/2013*00010*// e9*168/2013*11597* // e9*168/2013*11596* // e5*168/2013*00011* // e5*168/2013*00012* // e9*168/2013*11595* // e9*168/2013*11594*

Codice interno richiamo: SRAN627.2

Difetto segnalato: La combinazione di temperature ambiente elevate, correnti elevate e tensione laterale eccessiva può causare la formazione di un ponte tra i cavi dell'alternatore e il connettore del cablaggio. Se le lamelle del connettore formano un ponte, si può raggiungere una soglia termica che supera la capacità del connettore e ne provoca la deformazione. Ciò può causare un cortocircuito, aumentando il rischio di incendio.

Vivere con la moto
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 13:52:34 +0000
News n. 9
MotoGP Ungheria: Marquez fa cento e riapre il Mondiale, harakiri Aprilia MotoGP Ungheria: Marquez fa cento e riapre il Mondiale, harakiri Aprilia

Strike di Martin alla prima curva: fuori Bezzecchi e altre tre moto. Marquez doma Acosta, Bagnaia terzo

massimo.miliani

Che botta Aprilia!

Bastano poche centinaia di metri per ribaltare il senso di una domenica. Al Balaton Park la gara lunga d'Ungheria si decide in curva 1, quando Jorge Martin arriva lungo in staccata, perde il controllo e piomba sul gruppo come una palla da bowling: a terra finiscono il compagno di box Marco Bezzecchi, Raul Fernandez e Fermin Aldeguer, mentre Fabio Di Giannantonio resta invischiato nella carambola, riparte e chiude lontanissimo, dodicesimo. Per il leader del campionato è un colpo pesante: Bezzecchi era arrivato in terra magiara con 180 punti e venti di margine proprio su Martin, e si ritrova a guardare la gara dalla ghiaia per colpa del suo stesso compagno. Lo spagnolo, autore del patatrac, risale fino al dodicesimo posto raccogliendo le briciole. In ottica iridata è un weekend che brucia per entrambe le Aprilia di vertice, anche se per ragioni opposte.
 

Marquez-Acosta, duello vero. Poi il numero 93 scappa

Davanti, intanto, va in scena la corsa che ci si aspettava. Marc Marquez e Pedro Acosta si studiano e si attaccano per la prima metà di gara, scambiandosi la testa a suon di sorpassi e arrivando anche al contatto al limite. Lo spagnolo della Ducati la spunta intorno alla metà della distanza, piazza il giro veloce e da lì amministra fino al traguardo, chiudendo con oltre due secondi e mezzo di margine. È la prima vittoria di Marquez in una gara lunga in questa stagione e, soprattutto, il centesimo successo in carriera in tutte le classi: un traguardo che pesa, arrivato su una pista che ormai gli calza addosso come un guanto, dopo il tris dello scorso anno. Acosta porta a casa un secondo posto solido con la KTM, mentre completa il podio Pecco Bagnaia, abile a sfruttare il vuoto creato dall'incidente e a tenere dietro gli inseguitori.
Il bottino di giornata cambia gli equilibri in alto: Marquez si rilancia e riapre, almeno sulla carta, una corsa al titolo che fino a sabato sembrava ormai questione tra le due Aprilia. Appuntamento al 20 giugno in Repubblica Ceca, dove Bezzecchi proverà a dimenticare in fretta questa domenica storta.
 

MotoGP
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 13:22:38 +0000
News n. 10
Tutto sulle Vie del Sale: i percorsi più belli da fare in moto Tutto sulle Vie del Sale: i percorsi più belli da fare in moto

Gli itinerari tra cui scegliere sono numerosi ed i paesaggi da ammirare davvero incantevoli. Tanti i gioielli nascosti, tra chiesette e castelli, invitante la proposta enogastronomica...

Riccardo Allegro

Le cosiddette Vie del Sale sono antiche rotte commerciali che, attraverso l’entroterra ligure, collegavano le saline costiere della Liguria con le regioni dell'entroterra, come il Piemonte e la Lombardia. Vitali per il commercio del prezioso minerale, oggi sono un’importante risorsa anche dal punto di vista del turismo, compreso ovviamente quello a due ruote.

In moto lungo le antiche vie del sale

In aggiunta a quello consigliatoci da Corrado Capra di Over2000Riders (ve ne parlavamo qui), vi proponiamo di seguito qualche itinerario da seguire in moto lungo le vie del sale, più qualche meta meno nota ma non per questo meno affascinante. 

  • La Via del Sale da Limone Piemonte a Ventimiglia
    Benché non interamente in Liguria, questo percorso collega Limone Piemonte con Ventimiglia attraverso uno dei tratti più spettacolari delle Alpi Marittime (cliccate qui per il nostro approfondimento). La strada, che segue l'antica via del sale, offre viste mozzafiato su entrambi i versanti alpini. La distanza da percorrere è di circa 115 km in una combinazione di strade asfaltate e sterrate, passando per diversi passi alpini. Ovviamente, esiste la possibilità di deviazioni e soste. Tra i principali punti di interesse ricordiamo il Colle di Tenda, la Valle delle Meraviglie con i suoi antichi graffiti e la discesa verso il mare con l'arrivo a Ventimiglia. Attenzione: per accedere alla strada è necessario pagare un pedaggio (circa 15 euro per le moto) Lo si può fare dal sito internet, oppure direttamente in loco agli ingressi di Limone Piemonte, in località Cabanaira, e nel Bosco delle Navette, in località Ponte Giairetto, nel comune di Briga Alta.
     
  • La Via Marenca: Da Ceva a Imperia
    Un itinerario che parte da Ceva, nel Cuneese, e segue l'antica Via Marenca fino a Imperia, sulla costa. Si alternano asfalto e sterrato e, per concluderlo, ci vogliono circa 5 o 6 ore di guida. Le tempistiche dipendono ovviamente dalle soste: tanti i punti di interesse, tra cui il borgo di Pieve di Teco, la Riviera di Ponente (si può fare una sosta a Imperia) e, in generale, i bellissimi paesaggi alpini delle Alpi Liguri. 
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  • Da Albenga a Garessio passando per il Colle di Nava
    Un breve itinerario (circa 70 km) molto apprezzato dai motociclisti. Se siete alle prime armi o, più semplicemente, siete alla ricerca di un percorso facile e poco impegnativo, fa per voi. La strada si snoda seguendo un'antica rotta del sale lungo il Colle di Nava fino al borgo di Garessiosi. Percorrendola, si attraversano paesaggi montani con viste spettacolari. È un giretto semplice, adatto a tutti i motociclisti, ma ricco di punti di interesse: ci sono Albenga e il suo centro storico, la salita al Colle di Nava, con viste spettacolari, e il borgo di Garessio, noto per le sue acque termali.

“Gioielli nascostiâ€

Tra le mete rivierasche più celebri, come Alassio, Albenga e Laigueglia, si trovano gemme meno conosciute che meritano attenzione. Mendatica, situata nell’entroterra di Imperia, è per esempio famosa per la sua “cucina biancaâ€, mentre a Zuccarello, delizioso villaggio nell'interno della provincia savonese, si può visitare il castello del XII secolo, edificato per volere marchesi Clavesana e recentemente restaurato e aperto al pubblico.  Bellissimo anche Erli, piccolo comune situato nella provincia di Savona e caratterizzato da un affascinante ambiente montano ricco di storia locale (consigliamo una visita alla cappella di Sant’Antonio) . 

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Ecco l'incantevole borgo di Zuccarello

Sui sentieri del vino

Vero è che alcool e guida non vanno mai d’accordo, ma un bicchiere di vino con vista sul vitigno è sempre concesso (e anzi consigliato). Anche in questo caso, il territorio ligure delle Vie del Sale offre davvero molto. Percorrere la Valle Arroscia, fare una sosta a Ranzo e visitare le cantine Deperi sono per esempio ottime idee per una gita enogastronomica. Proseguendo, ci si può spingere fino a Pieve di Teco, dove si trova Cascina Nirasca e, da lì, dirigersi verso Acquetico, dove si possono degustare i vini della pluripremiata Tenuta Maffone. L’elenco (sterminato) conta anche Pornassio, celebre per l'ormeasco, vino rosso rotondo e alpestre coltivato fin dal Medioevo su terrazzamenti circondati da montagne che superano i duemila metri. 

Museo della 500 

Non a due ma a quattro, sempre di motori si parla. Agli appassionati consigliamo anche una visita al Museo della 500 di Garlenda. Oltre alle vetrine contenenti centinaia di modellini, componenti ed accessori, all’interno due simulatori di guida che permettono di sentirsi davvero al volante di una 500 (anche perché ci si siede all’interno di due autentiche mezze vetture), un pannello con 150 disegni che ricordano tutte le 500 entrate in commercio o solo progettate, dipinti, disegni, sculture, installazioni artistiche, oggetti curiosi e memorabilia da tutto il mondo. Non mancano, ovviamente, esemplari perfettamente funzionanti, sempre diversi perché messi a disposizione dai proprietari per periodi che vanno da qualche settimana a qualche mese. Inoltre, ogni anno a luglio viene inaugurata anche una mostra, d’arte, fotografica o di oggettistica. Situato in Via Roma 90, a Garlenda, il museo è aperto tutto l'anno, dal lunedì al venerdì con orario 8-12/15-18 e il sabato mattina. L’ingresso costa 3 euro. 

Associazione Antiche vie del Sale

Per maggiori informazione e per approfondire la conoscenza del territorio, vi consigliamo anche di visitare il sito internet dell’Associazione Antiche Vie del Sale, il cui obiettivo è infatti quello di promuovere un percorso comune a tutta l’area. Il portale è generoso di informazioni, comprese ovviamente quelle legate all’enogastronomia del territorio ed alle tante attività promosse dagli enti locali. 

Strade e percorsi
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 12:00:00 +0000


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