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News n. 1
Ducati Multistrada V4 Rally: che numeri! Ducati Multistrada V4 Rally: che numeri!

La versione Rally della Multistrada V4 è la più ricca e completa, adatta sia alla guida su strada che sugli sterrati. Dopo essere passata dal nostro Centro Prove, ecco tutte le prestazioni rilevate

RiccardoVilla

La Multistrada V4 Rally è la moto giusta per chi vuole macinare chilometri senza perdere il gusto di divertirsi sulle strade ricche di curve e anche su qualche tratto sterrato. Per il 2026 si presenta con parecchie modifiche che la migliorano sotto svariati aspetti, a partire dall’elettronica che conferma i radar anteriore e posteriore con Adaptive Cruise Control e Blind Spot Detection, mentre debutta il Forward Collision Warning che avvisa il pilota in caso di rischio imminente di collisione frontale con un veicolo che lo precede. Il sistema ABS cornering invece è stato aggiornato per migliorare stabilità e sicurezza. Tra le altre novità ci sono il parabrezza maggiorato, pedane più comode, manopole riscaldate su cinque livelli e TFT  con navigazione integrata. Nuovo il cavalletto, mentre la sella è regolabile in altezza da 87 a 89 cm.

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Durante la prova, che trovate qui, la Multi V4 Rally è passata dal Centro Prove, dove i ragazzi di AF Corse hanno rilevato tutte le sue reali prestazioni, che vi riportiamo qui di seguito.

Potenza, coppia, accelerazione

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Il motore è il V4 Granturismo di 1.158 cm³, con distribuzione bialbero, alimebtazione ride-by-wire e sistema che spegne la bancata posteriore dei cilindri quando il motore gira ai bassi regimi.  Un motore che offre un'erogazione sufficientemente fluida ai bassi regimi, tanta spinta ai medi e un allungo rabbioso e coinvolgente agli altri regimi, da riferimento della categoria, con vibrazioni sempre contenute e poco fastidiose. Quattro le modalità di guida. Sport, Touring, Urban, Enduro. 

  • Potenza alla ruota: 154,2 CV a 11.000 giri/min
  • Coppia alla ruota: 113 Nm a
  • Velocità massima: 238,6 km/h

Accelerazione:

  • 0–100 km/h: 3,3 s
  • 0–400 m: 11,0 s
  • 0–1.000 m: 23,6 s

Ripresa (da 50 km/h):

  • 400 m: 12 s
  • 1.000 m: 22,8 s

Ciclistica, peso e frenata

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Il telaio è un monoscocca in alluminio con motore portante e telaietto psteriore in tubi di acciaio, il forcellone è a due bracci in alluminio e i cerchi sono a raggi di 19 e 17 pollici con pneumatici Pirelli Scorpion Trail. Le sospensioni semiattive, con escursione di 200 mm, sono gestite dal sistema Adaptive Skyhook DSS EVO, che legge le condizioni del manto stradale e lo stile di guida in pochi millisecondi e assicura una risposta precisa su qualunque fondo. Ora permette anche di intervenire sulla regolazione della compressione in movimento, indipendentemente dal riding mode scelto. Presente anche il sistema di abbassamento automatico (Automatic Lowering Device), che riduce l’altezza da terra a bassa velocità per facilitare le manovre.
 

  • Peso totale in o.d.m senza carburante: 261 kg
  • Asse anteriore: 122,5 kg
  • Asse posteriore: 138 kg
  • Spazio di frenata da 100 km/h: 37,5 m 

Consumi e autonomia

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Grazie al maxi serbatoio di 30 litri, l'autonomia è buona e si riescono a percorrere numerosi km fra una sosta e l'altra. Tuttavia il V4 risulta abbastanza assetato, specie in autostrada dove con le borse fornite di serie (che incidono negativamente sui consumi) si viaggia sui 13 km/l.  Ecco tutti i valori che abbiamo rilevato: 

  • Autostrada: 13,1 km/l
  • Extraurbano: 20,5 km/l
  • A 90 km/h: 22 km/l
  • A 120 km/h: 16,2 km/l
Vivere con la moto
Data articolo: Fri, 03 Jul 2026 11:00:02 +0000
News n. 2
Peugeot, le promozioni di luglio: sconti fino a 1.000 euro e due novità in gamma Peugeot, le promozioni di luglio: sconti fino a 1.000 euro e due novità in gamma

Per tutto il mese di luglio la Casa francese propone sconti su scooter, moto e maxiscooter. Debuttano inoltre due  edizioni speciali

Riccardo Allegro

Peugeot Motocycles Groupe rinnova per il mese di luglio le promozioni dedicate ai propri modelli, con riduzioni di prezzo che arrivano fino a 1.000 euro. Le offerte interessano gli scooter della famiglia Django, la roadster PM-01 125 e diversi modelli della gamma Peugeot Motocycles. Nello stesso periodo debutta inoltre la nuova serie speciale Django EVO NØ Name, realizzata in collaborazione con il marchio francese di sneaker NØ Name, insieme al nuovo Pulsion EVO R 125, variante dal look sportivo del GT francese.

Le offerte sulla gamma Django

Le promozioni dedicate alla famiglia Django prevedono invece sconti fino a 600 euro. Nel dettaglio:

Django Classic 125: 600 euro di sconto, prezzo promozionale di 2.999 euro anziché 3.599 euro.

Django Classic 125 Dark Shadow: 600 euro di sconto, prezzo di 3.199 euro anziché 3.799 euro.

Django Classic 125 Hot Color: 600 euro di sconto, prezzo di 3.199 euro anziché 3.799 euro.

Django Classic 125 Sport: 600 euro di sconto, prezzo di 3.199 euro anziché 3.799 euro.

Django Classic 125 Cafe Racer: 500 euro di sconto, prezzo di 3.499 euro anziché 3.999 euro.

Django Classic 125 TT: 500 euro di sconto, prezzo di 3.499 euro anziché 3.999 euro.


Le altre promozioni 

Anche la restante gamma beneficia di condizioni agevolate. Nel dettaglio: 

La PM-01 125 Roadster viene proposta con 600 euro di sconto, portando il prezzo a 2.999 euro invece di 3.599 euro.

Per il nuovo Pulsion EVO 125 viene confermato il prezzo di lancio grazie a uno sconto di 200 euro, con listino fissato a 3.499 euro anziché 3.699 euro. La stessa formula è prevista anche per il Pulsion EVO 125 Urban, disponibile a 3.899 euro invece di 4.099 euro.

Sul fronte dei maxiscooter, l'XP400 Allure beneficia di uno sconto di 500 euro e viene proposto a 6.499 euro anziché 6.999 euro, mentre l'XP400 GT vede il vantaggio salire a 1.000 euro, con prezzo promozionale di 6.999 euro invece di 7.999 euro.

Chiudono l'elenco i tre ruote della famiglia Metropolis: il Metropolis 400 GT è scontato di 300 euro e costa 10.299 euro anziché 10.599 euro, mentre il Metropolis 400 SW beneficia dello stesso sconto ed è proposto a 10.999 euro invece di 10.699 euro. 

News
Data articolo: Fri, 03 Jul 2026 09:00:06 +0000
News n. 3
Ammoniaca al posto della benzina: si può fare ma... Ammoniaca al posto della benzina: si può fare ma...

Non produce anidride carbonica ed è più facile da gestire dell'idrogeno: l'ammoniaca potrebbe essere un carburante alternativo molto interessante, infatti su alcune navi lo stanno già provando e sulle auto è in fase prototipale. Per le moto invece?

Luca54

Torniamo a parlare di carburanti in alternativa alla nostra amata benzina: nel mondo delle due ruote l'elettrico non è cosa e salvo alcuni esperimenti di Kawasaki, che ha sul mercato ben due moto ibride (la Ninja 7 e la Z7 da noi provate) e un prototipo circolante alimentato ad idrogeno, i tradizionali motori endotermici non sembrano essere ancora in discussione. Da diversi anni in campo automotive si parla anche di e-fuel , biocarburanti e anche di ammoniaca: quest'ultimo elemento è stato oggetto di sviluppo da parte del gruppo cinese GAC (Guangzhou Automobile Group) che ha presentato anche un motore funzionante. A distanza di qualche anno gli esperti sono tornati a parlare di NH3, l'ammoniaca, ma gli studi arrivano dal settore navale. Ecco cosa sappiamo fin ad ora.

Perché l'ammoniaca?

La notizia riguardo all'utilizzo di ammoniaca come combustibile nell'ambito marittimo arriva direttemante da un bollettino rilasciato poco fa dall'EBI, la European Boating Industry, associazione europea che rappresenta l’industria della nautica da diporto e del turismo nautico presso le istituzioni dell’Unione Europea. E infatti, senza dilungarsi in una complessa analisi chimica, la molecola dell'ammoniaca (NH3) non presenta atomi di carbonio e, quando viene utilizzata come carburante, non genera anidride carbonica (che invece è prodotta in abbondanza dagli attuali motori a benzina e gasolio). Sulla carta quindi è ideale per raggiungere la decarbonizzazione che in Europa ci siamo dati come obiettivo.

Come può essere applicata

I test a pieno carico su alcune navi sono già iniziati e quindi la tecnologia per l’utilizzo dell’ammoniaca c'è già e sta uscendo dai laboratori. I primi sviluppi parlano di tre soluzioni per quanto riguarda il powetrain: la prima prevede motori a combustione interna alimentati direttamente ad ammoniaca; la seconda con i bi-fuel, quindi in grado di funzionare a doppia alimentazione (diesel più ammoniaca); e infine nella terza si parla di sistemi di conversione elettrica fuel cell alimentate ad ammoniaca, un po' come funziona con alcune applicazioni dell'idrogeno. Rispetto a questo ultimo elemento che vi abbiamo citato, tra l'altro, ci sono importanti vantaggi in termini di logistica e stoccaggio perché l'ammoniaca è già prodotta e trasportata su larga scala e, in più, può essere stoccata liquida a pressioni e temperature meno estreme. Tutto sembra a suo favore, ma...

...ci sono comunque delle complicazioni

Molti di voi già sapranno che l'ammoniaca è altamente tossica, è corrosiva su molti materiali e dallo scarico potrebbero sfuggire pericolose tracce di NH3. Questo significa che per avere un utilizzo sicuro su larga scala servono adeguate precauzioni come sistemi di sicurezza avanzati, ventilazione forzata, rilevazione di fughe, sensori e doppie barriere. Sulle grandi navi, e parliamo di cargo, il personale può essere addestrato e lo spazio a bordo per i grandi serbatoio, così come per eventuali compartimenti tecnici dedicati, non manca. Per una distribuzione più larga, però, ci sono altri problemi: infatti, mancano ancora totalmente punti di stoccaggio e rifornimento di ammoniaca nelle marine. Nella nautica ci sono dei forti limiti, quindi per ora non si parla neanche di navi passeggeri o yacht sotto i 50-60 metri (quindi imbarcazioni già molto grandi): nelle moto la questione diventa ancora più complicata, sempre per questioni di spazio e gestione del prodotto sulle nostre strade. I risultati che potrebbe dare questo carburante sono interessanti, ma nessun costruttore di due ruote ha preso in considerazione l'ammoniaca come carburante alternativo, o almeno non ci sono notizie a riguardo ma vi terremo aggiornati.

 

 

Green Planet
Data articolo: Fri, 03 Jul 2026 08:00:00 +0000
News n. 4
Yamaha YZF-R6, ultima chiamata: la sportiva di Iwata esce di produzione Yamaha YZF-R6, ultima chiamata: la sportiva di Iwata esce di produzione

In Giappone ordini aperti fino al 31 agosto per l'ultima serie della R6 da pista: poi la supersportiva di Iwata uscirà definitivamente di scena 

massimo.miliani

La seconda "dipartita" della R6

La YZF-R6 muore due volte. La prima nel 2021, quando le norme antinquinamento la cacciarono dai listini stradali europei; la seconda adesso, ed è quella definitiva. Yamaha Giappone ha annunciato che la R6 Race Base, la versione da pista, non omologata, che aveva tenuto in vita il modello negli ultimi anni, verrà prodotta un'ultima volta, in serie limitata e solo su ordinazione. Chiuse le prenotazioni, i macchinari si fermeranno per sempre. Cala così il sipario su uno dei quattro cilindri 600 più iconici di sempre, punto di riferimento per una generazione di piloti, dai campionati nazionali Supersport fino ai frequentatori dei track day.
Chi la vuole deve muoversi, e possibilmente vivere in Giappone: le prenotazioni si raccolgono presso i concessionari competizione autorizzati Yamaha in due finestre, dal 1° al 31 luglio e dal 1° al 31 agosto 2026, con consegne dal 26 febbraio 2027 per la prima tranche e da fine aprile per la seconda. Il prezzo è di 1.375.000 yen, circa 7.500 euro al cambio, in un'unica colorazione grigio scuro opaco.
 

Cosa c'è sotto

Tecnicamente non ci sono sorprese, e in fondo è giusto così: si esce di scena con l'abito di sempre. La base è la R6 europea model year 2020, con il quattro cilindri in linea di 599 cm³ raffreddato a liquido, controllo di trazione e cambio elettronico. Forcella e impianto frenante anteriore sono gli stessi della sorella maggiore R1 Race Base 2024, mentre in dotazione arrivano cablaggio dedicato e centralina racing. Nessuna modifica rispetto alla serie precedente: chi ordinerà l'ultima R6 porterà a casa esattamente la moto che ha dominato la classe Supersport per anni.
Il testimone, in casa Yamaha, è già passato alla R9 tre cilindri, figlia della nuova generazione di supersportive che ha mandato in pensione le 600. Ma per chi è cresciuto con il quattro in linea che urla oltre i 16.000 giri, la R9 non è la stessa cosa. Questa è l'ultima occasione per mettersi in garage un pezzo di storia recente: dopo il 31 agosto, la R6 esisterà solo sul emrcato dell'usato. E nei ricordi di chi l'ha portata al limite.

Moto
Data articolo: Fri, 03 Jul 2026 07:30:00 +0000
News n. 5
Tragedia sulla Via del Sale: quad precipita nel burrone, tre morti Tragedia sulla Via del Sale: quad precipita nel burrone, tre morti

Tre turisti francesi hanno perso la vita dopo essere precipitati con un quad in un dirupo nella zona del Monte Saccarello. Le cause dell'incidente sono ancora in corso di accertamento 

Riccardo Allegro

L’incidente

Una giornata di escursione si è trasformata in tragedia lungo la Via del Sale, uno dei percorsi sterrati più conosciuti e frequentati da motociclisti e appassionati di fuoristrada tra Liguria e Piemonte. Nella tarda mattinata di giovedì 2 luglio, tre cittadini francesi hanno perso la vita dopo essere precipitati con il loro quad in un dirupo nella zona del Monte Saccarello, nel territorio comunale di Triora (Imperia), a pochi chilometri dal confine con la provincia di Cuneo. 
Secondo le prime informazioni, le vittime avevano circa 70 anni ed erano residenti nella zona di La Brigue, in Francia. L'incidente è avvenuto nei pressi del Rifugio La Terza. Le autorità stanno ancora ricostruendo con precisione la dinamica dell'accaduto; secondo alcune testimonianze, il mezzo sarebbe finito nel dirupo durante una manovra. 
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri, impegnati sia nelle operazioni di recupero delle salme sia nei rilievi necessari ad accertare le cause dell'incidente. È stato impiegato anche un elicottero, ma il forte vento ha reso particolarmente difficili le operazioni di soccorso.

Un itinerario molto amato dai motociclisti

La notizia ha colpito anche il mondo delle due ruote perché la Via del Sale è una delle mete off-road più apprezzate dagli appassionati di moto e maxienduro. Ogni stagione richiama migliaia di visitatori grazie ai panorami d'alta quota e alle storiche strade militari che attraversano le Alpi Liguri. Proprio per questo, la tragedia richiama ancora una volta l'attenzione sull'importanza della prudenza quando si affrontano percorsi di montagna, anche a bordo di mezzi specifici per il fuoristrada.

Un precedente nella stessa zona

La zona era già stata teatro di un grave incidente. Il 2 luglio 2017, nei pressi delle Navette, all'altezza di Upega, un fuoristrada con cinque turisti francesi precipitò in un dirupo: in quell'occasione le vittime furono due. Anche quel tragico episodio avvenne lungo lo stesso comprensorio montano che comprende la Via del Sale.

Bikerspetosino
Ven, 03/07/2026 - 16:29
Bloccare utilizzo dei quad magari ?
News
Data articolo: Fri, 03 Jul 2026 00:55:38 +0000
News n. 6
Abbigliamento da moto omologato, è obbligatorio? 10 cose che bisogna sapere Abbigliamento da moto omologato, è obbligatorio? 10 cose che bisogna sapere
Dal 2019 è scattato l’obbligo di certificare l’abbigliamento da moto. Ma c’è ancora confusione su questo argomento che è poco “emozionante†ma fondamentale per la sicurezza di chi usa le moto. Vediamo di fare chiarezza in 10 punti sintetici
malo

Il 2019 è stato un anno importante per i motociclisti e per i produttori di abbigliamento da moto. Per questi ultimi infatti è scattato l’obbligo di certificare i prodotti che quindi devono essere sottoposti a una serie di test specifici. L’argomento è complicato, qui sotto rispondiamo ai dubbi più frequenti.

 

Cosa significa “capo certificato�

Significa che deve avere un’etichetta con cui si certifica che un laboratorio specializzato lo ha sottoposto a una serie di prove per valutare le caratteristiche di resistenza all’abrasione, al taglio e quindi, in definitiva, quanto protegge chi lo indossa.

Da quando è in vigore la normativa?

Il regolamento europeo 2016/425 indica con chiarezza che dal 21 aprile 2019 tutti i produttori di capi da moto dovranno produrre e immettere sul mercato solo abbigliamento certificato.

Quali sono i capi che devono essere certificati?

Tutti i capi dotati di alloggiamenti per le protezioni: quindi giubbotti, tute e pantaloni da moto. Guanti e stivali invece hanno già altre certificazioni specifiche: rispettivamente la EN 13594 e la EN 13634.

Si possono produrre capi non certificati?

No: la legge è chiarissima. Chi produce e mette in commercio abbigliamento da moto deve “certificarloâ€, altrimenti è fuorilegge e rischia pesanti sanzioni economiche. Tutti i produttori si sono comunque messi in regola per tempo e le collezioni di abbigliamento 2019 ora in distribuzione sono tutte regolarmente “certificateâ€.

Cosa rischio se compro abbigliamento non certificato?

Il consumatore non rischia nulla, perché la normativa riguarda solo i produttori. Anzi, questa situazione potrebbe addirittura portare dei vantaggi: i capi non certificati probabilmente saranno proposti con sconti sempre più “pesanti†col procedere della stagione. 

È obbligatorio indossare capi certificati?

No, in Italia non esiste alcun obbligo di indossare abbigliamento da moto, certificato o non certificato. Si parla di norme inserite in una prossima revisione del Codice della Strada, a imitazione di quanto avviene in Francia dove è obbligatorio indossare guanti omologati. Al momento però sono solo ipotesi.

Prima del 2019 era possibile certificare i capi da moto?

Sì: la “vecchia†normativa EN 13595, in vigore dal 2002 e sostituita dalla prEN 17092 (in fase di approvazione finale) permetteva di certificare tute, giacche, giubbotti e pantaloni da moto. Sul mercato però sono arrivati pochissimi capi certificati, almeno da parte dei produttori italiani, sia perché non c’era l’obbligo di certificare l’abbigliamento, sia perché la normativa prevedeva prove piuttosto impegnative e i capi risultavano pesanti e scomodi da indossare.

La sicurezza di un capo di classe AAA è superiore a quella offerta da un capo di classe C?

Sì: un capo con etichetta “classe AAA†è molto più sicuro di un capo “classe Câ€. È come il sistema di etichettatura degli elettrodomestici (un frigo classe AAA consuma meno energia di uno classe B), solo che in questo caso si parla di sicurezza. Nel box a qui accanto vi spieghiamo le varie classi.

Cosa significano le varie classi?

L’etichetta deve riportare chiaramente la classe di certificazione del capo. Le classi sono cinque: ecco le caratteristiche di ciascuna.
 

Classe AAA  

Sono i capi  più “professionaliâ€, quelli che offrono la massima protettività. Ma sono anche quelli più pesanti e, per forza di cose, anche meno confortevoli da utilizzare.

Classe AA  

In questa categoria dovremmo trovare i migliori capi da turismo, i giubbotti in pelle e i pantaloni con rinforzi e protezioni. La sicurezza garantita è senz’altro di buon livello.

Classe A  

Sono i capi destinati all’utilizzo urbano e al commuting a corto raggio: la protettività è inferiore alle classi precedenti, ma in cambio sono più leggeri e comodi da indossare nell’utilizzo quotidiano.

Classe B

In questa classe troviamo abbigliamento con resistenza all’abrasione pari a quella dei capi di livello A, ma non ci sono protezioni CE.

Classe C

La protezione è limitata: non a caso questi capi vengono definiti “contenitori di protezioniâ€. Proteggono nell’impatto, grazie alle protezioni, ma non dall’abrasione. Insomma, vanno bene solo per le cadute da fermo!

 

Legge e burocrazia
Data articolo: Thu, 02 Jul 2026 14:59:27 +0000
News n. 7
Prova completa CFmoto 450MT: la piccola tuttofare Prova completa CFmoto 450MT: la piccola tuttofare
CFMoto
450MT
2024
guiss

Buona qualità, posizione di guida azzeccata e motore elastico e sfruttabile. Questa cinese ha pochi difetti e un prezzo valido, anche se la dotazione di serie non è ricchissima

Le enduro stradali stanno vivendo un periodo d’oro in tutte le fasce di mercato. All’inizio piacevano solo le “maxi†superpotenti e supercostose, poi gli appassionati hanno scoperto le bicilindriche di cilindrata medio-alta. Ora tocca alle enduro 450 con ruota anteriore da 21â€. D'altronde, una moto come la 450MT è buona per ogni percorso, poco impegnativa e adatta anche ai viaggiatori alle prime armi (si guida con patente A2). 

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La 450MT monta l’ottimo bicilindrico CFmoto di 449 cm³ (la potenza rilevata è di 37,8 CV) e la ciclistica prevede un telaio in tubi di acciaio, con telaietto imbullonato e forcellone bibraccio in alluminio. Davanti troviamo una forcella KYB a steli rovesciati di 41 mm completamente regolabile e un disco freno di 320 mm, dietro un mono KYB regolabile in precarico ed estensione. L’escursione è di 208 mm e 190 mm, mentre i cerchi sono a raggi di 21-18 pollici.

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Il cruscotto con display TFT è ben fatto, non ci sono riflessi ed è ricco di informazioni, ma i caratteri sono troppo piccoli

Il parabrezza della CFmoto è robusto, ben fatto e offre un comodo meccanismo di regolazione, utilizzabile anche con una sola mano. Il display TFT è ben fatto, non ci sono riflessi ed è ricco di informazioni, ma i caratteri sono piccoli e poco leggibili. I comandi al manubrio sono di buona qualità. Con il joystick a quattro tasti a sinistra si naviga nei sottomenù del display in modo semplice.

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Il parabrezza è piccolo ma si regola facilmente in altezza

La protezione del motore in acciaio è solida e si integra bene alla linea della moto, oltre a proteggere collettori e basamento da eventuali urti e detriti che si sollevano in off-road. Piastra portapacchi e maniglioni del passeggero (entrambi di serie) sono comodi quando si viaggia. La sella è abbastanza spaziosa e ben imbottita. Il vano sottosella è occupato in gran parte dalla cassa filtro e dalla batteria. Ci stanno giusto i documenti e gli attrezzi di bordo.

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La piastra paramotore in metallo è un accessorio (di serie) indispensabile se si fa fuoristrada

Il terminale di scarico rialzato permette di affrontare piccoli guadi senza pensieri. Inoltre ha una “voce†di scarico coinvolgente. Le finiture sono molto buone, specie se rapportate al prezzo. 

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Enduro

La posizione di guida è corretta, permette un buon controllo su strada e infonde fiducia in fuoristrada, quando si guida in piedi sulle pedane. Anche il comfort è buono: la sella è stretta ma sufficientemente imbottita, manubrio e pedane sono ben distanziati. La MT è complessivamente ospitale anche per il passeggero. La sella è spaziosa, ben imbottita e offre tanto grip, le pedane sono correttamente distanziate, le maniglie comode e robuste.

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Le prestazioni sono buone: la potenza è sufficiente per districarsi in ogni situazione. Non ci si può lamentare nemmeno della tenuta di strada. La 450 è sicura, maneggevole e ben bilanciata. Le sospensioni sono scorrevoli ma non cedevoli. Faticano però a filtrare le piccole sconnessioni. 

Il cambio è morbido negli innesti e risulta preciso e silenzioso. Il comando della frizione non è troppo duro da azionare. Quanto ai freni, l'impianto è progressivo e potente quanto basta, riuscendo a fermare la moto in poco più di 40 metri, da 100 km/h.

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Ok anche per l'autostrada

La 450MT è perfettamente in grado di affrontare trasferte autostradali anche lunghe, basta non avere fretta: la velocità di crociera giusta è sui 110-120 chilometri orari. La protezione aerodinamica è discreta ma non ottima: il parabrezza protegge solo il busto e parte del casco, lasciando scoperte braccia e spalle. Le vibrazioni però sono contenute. I consumi invece solo discreti: 17,2 km/l per la CFmoto.

In città è snella e maneggevole, si gestisce senza problemi a bassa velocità e nelle manovre a motore spento, grazie al peso tutto sommato contenuto. I cerchi a raggi e le sospensioni a lunga escursione non temono le buche e l’asfalto rovinato delle nostre città.

Video assente
Velocità massima (km/h)154,8
Accelerazionesecondi
0-400 metri14,3
0-1000 metri28,6
0-100 km/h5,7
Ripresa (da 50 km/h)secondi
400 metri14,1
1000 metri28,7
Potenza massima alla ruota 
CV/kW

37,8/28,2

Giri al minuto8.800
Frenatametri
Da 100 km/h41,1
Consumikm/l
Autostrada

17,2

Extraurbano

28,4

A 90 km/h

25,8

A 120 km/h18,9
Al massimo12,2
Autonomiakm
A 120 km/h321,1
Al massimo208,4

 

Acquisizione dati con sistema satellitare Leane – Suchy Data System.
Banco prova Dynojet’s 150 Dynamometer. 
Bilancia Computer Scales Longacre 7263.

 

Motore4 tempi bicilindrico
Cilindrata (cm3)449
Cambioa 6 rapporti
Potenza CV(kW)/giri

42,2 (31)/8.500

Freno anteriore

a disco di 320 mm

Freno posteriore

a disco di 240 mm

Pneumatico anteriore

90/90-21â€

Pneumatico posteriore

140/70-18â€

Altezza sella (cm)

82

Peso (kg)

173

Capacità serbatoio (litri)

17+3,5

Autonomia (km)321,1
Velocità massima (km/h)154,8
Tempo di consegna-

La qualità elevata delle finiture, la posizione di guida azzeccata, il motore elastico e sfruttabile, la versatilità d’uso

I caratteri un po’ piccoli del cruscotto, l’effetto on-off dell’acceleratore, la dotazione di serie offerta piuttosto basica

6.190
37,8
182,5
449
154,8
218
153,5
83
4
4
4
4
4
4
4
4
4
4
Senza rilevamenti
Rilevamenti presenti
Data articolo: Thu, 02 Jul 2026 13:56:52 +0000
News n. 8
MotoGP, Yamaha cala la coppia per il 2027: Martin e Ogura firmano per i prossimi due anni MotoGP, Yamaha cala la coppia per il 2027: Martin e Ogura firmano per i prossimi due anni

Iwata riparte dal leader del mondiale e dal giapponese che ha appena vinto ad Assen: dal 2027 il team ufficiale sarà Martin-Ogura 

massimo.miliani

La scommessa di Iwata

Yamaha non vince una gara dal 2022 e ha deciso di risolvere il problema alla radice: si è presa i due piloti più in forma del momento. Il 1° luglio la Casa dei tre diapason ha ufficializzato Jorge Martin e Ai Ogura come coppia del team factory per il biennio 2027-2028, ventiquattro ore dopo aver annunciato la separazione da Fabio Quartararo e Alex Rins a fine stagione. Un ribaltone completo, pensato in funzione della rivoluzione tecnica del 2027, quando la MotoGP passerà alle 850 cm³ e alle gomme Pirelli: Yamaha ha scelto di affrontare il nuovo ciclo con un box tutto nuovo, azzerando l'era Quartararo.
I tempi dell'annuncio non potevano essere migliori. Martin è arrivato all'appuntamento da leader del mondiale 2026, dopo un 2025 in Aprilia devastato dagli infortuni e da una lunga telenovela contrattuale che aveva incrinato i rapporti con Noale. La sua stagione del riscatto, vittoria a Le Mans, pole ad Assen, testa della classifica, non è bastata però a garantirgli il futuro in Aprilia, che per il 2027 gli ha preferito Bagnaia al fianco del confermato Bezzecchi. Il campione del mondo 2024 riparte così dalla sua terza Casa in quattro anni, con il compito di riportare Yamaha stabilmente al vertice.

Ogura, il ritorno del Giappone

Se Martin è la garanzia, Ogura è il simbolo. Il ventiquattrenne di Tokyo, campione Moto2 nel 2024, ha appena firmato ad Assen la sua prima vittoria in MotoGP, la prima di un pilota giapponese nella classe regina dal 2004: un digiuno lungo ventidue anni, interrotto proprio alla vigilia della firma. C'è anche un paradosso gustoso nella sua storia: cresciuto nel vivaio Honda, diventerà il primo giapponese del team factory Yamaha in MotoGP. Lascia Trackhouse dopo due stagioni in cui è passato da rookie dell'anno a pretendente al titolo, oggi è quarto nel mondiale, a 25 punti proprio da Martin, e il managing director Paolo Pavesio non ha nascosto l'orgoglio per il ritorno di un pilota di casa, definendo la sua crescita nelle ultime due stagioni la chiave della scelta: secondo Iwata, Ogura ha il potenziale per diventare uno dei migliori piloti del campionato. 
Con questa firma il mercato 2027 entra nella fase finale: restano da ufficializzare solo le line-up factory di Honda e KTM, con Quartararo dato in orbita HRC. Ma il messaggio di Yamaha è già chiarissimo: la ricostruzione è finita, ora si torna a giocare per vincere.

MotoGP
Data articolo: Thu, 02 Jul 2026 13:13:03 +0000
News n. 9
Tutto sulla Benelli TRK 902 (e il prezzo è incredibile) Tutto sulla Benelli TRK 902 (e il prezzo è incredibile)

La maxi crossover di Pesaro è pronta ad arrivare dai concessionari. Ecco cosa sappiamo su di lei, quando arriverà e quanto costa

massimo.miliani

Dal concept al cartellino del prezzo

Presentata come concept a EICMA 2024, confermata in versione definitiva a EICMA 2025, la maxi crossover del leoncino è finalmente pronta a sbarcare dai concessionarti.
Il cerchio si è chiuso e la 902 ha un prezzo e una data di commercializzazione. Arriverà nelle concessionarie nel corso del 2026, ed è la moto con cui Benelli punto a riprendere lo slancio nella vendite dopo lo smatimento degli stock Euro5 del 2025.

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La versione "Stradale" 

Due sorelle, un solo cuore

La TRK 902 non è una moto sola, ma due. La Xplorer è quella con l'anima più ruvida, pensata per andare oltre l'asfalto: ruota anteriore da 19", cerchi a raggi, sospensioni Marzocchi completamente regolabili con 170 mm di escursione, pneumatici Pirelli Scorpion Rally e 215 mm di luce a terra. La Stradale, invece, è la viaggiatrice pura: entrambe le ruote da 17", gomme Pirelli Angel GT II, sospensioni con corsa ridotta a 130 mm e — dettaglio non da poco per chi fatica a toccare terra — sella abbassata a 80,5 cm contro gli 84 della sorella.

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La posizione di guida invita a viaggiare ma anche a divertirsi tra le curve


A unirle è il motore, lo stesso per entrambe: un bicilindrico parallelo fronte marcia di 904 cm³, quattro valvole per cilindro, omologato Euro5+. Eroga 95,2 CV a 9.000 giri e una coppia di 90 Nm a 6.500, con una messa a punto che privilegia i bassi e i medi regimi, quelli che si usano davvero quando si viaggia. L'alimentazione passa da un doppio corpo farfallato elettronico da 46 mm con Ride by Wire gestito da centralina Bosch, e la frizione è antisaltellamento.

Tecnica e dotazione: niente da invidiare

Il telaio è un traliccio in acciaio sviluppato a Pesaro, abbinato a un bel forcellone in alluminio. La frenata è affidata a un impianto Brembo con doppio disco anteriore da 320 mm e pinze radiali. Il serbatoio metallico da 20 litri promette oltre 400 km di autonomia con i circa 5 l/100 km dichiarati.
Sul fronte dotazione, Benelli ha "caricato" parecchio: display TFT da 7" con navigazione turn-by-turn e connettività, tre riding mode (Sport, Touring, Urban), quickshifter bidirezionale, cruise control, traction control, ABS disinseribile e TPMS. Di serie anche manopole e sella riscaldate regolabili su tre livelli. Tra gli optional spuntano le valigie in alluminio, una dash cam e, chicca da moto ben più costose, un radar posteriore con avviso dell'angolo cieco. Il peso a secco dichiarato è di 235 kg per la Xplorer e 231 kg per la Stradale.

Il prezzo è ufficiale

Quanto al prezzo, la cifra ufficiale è quella che tutti stavano aspettando per capire dove Benelli ha deciso di posizionare la sua ammiraglia: 8.790 euro per la stradale, 8.990 per la Xplorer. E questo "dettaglio" rende tutto ancora più interessante.

News
Data articolo: Thu, 02 Jul 2026 12:04:55 +0000
News n. 10
Tutor, la guida completa: dove sono in autostrada e come funzionano Tutor, la guida completa: dove sono in autostrada e come funzionano

Il Safety Tutor è un sistema in grado dirilevare la velocità media di un veicolo su un determinato tratto di strada. Ecco come funziona, quanti sono quelli attivi e la mappa in Italia

malo

Il Safety Tutor è un sistema di misurazione della velocità media sviluppato da Autostrade per l’Italia, introdotto nel 2005 e gestito dalla Polizia Stradale. Nonostante il fine sia sostanzialmente lo stesso (disincentivare gli utenti della strada a superare i limiti di velocità mediante sanzione), è diverso dal classico Autovelox, al quale si affianca. Vediamo di fare chiarezza.
 

Safety Tutor SICVE: cos’è

Il Tutor, o meglio, il SICVE (Sistema informativo per il controllo della velocità), è costituito da una serie di postazioni di rilevamento collegate a un computer, che opera il calcolo della velocità media. In pratica, il sistema misura la velocità media di un veicolo che percorre un tratto di strada compreso tra le due stazioni di rilevamento lontane diversi chilometri, in modo da fornire una misurazione attendibile e incontestabile. 

Come funziona

Il funzionamento del Tutor è in realtà molto semplice: i dati registrati dalla prima telecamera, cioè la targa del veicolo, la data e l’ora del passaggio, vengono confrontati con quelli registrati dalla seconda telecamera, quella cioè “di uscitaâ€, generalmente posta ad una distanza di 10 o anche 30 km dalla prima. Il sistema centrale calcola quindi la velocità media di ciascun veicolo, dividendo i chilometri percorsi per il tempo impiegato a percorrerli e facendo scattare in automatico la multa nel caso di superamento del limite. 

Differenze con l’Autovelox

A differenza dell’Autovelox, che misura solo la velocità istantanea dei veicoli al passaggio in un punto esatto della sezione stradale, il Tutor misura la velocità media compresa tra un punto d’ingresso ed uno di uscita, senza quindi penalizzare chi, per esempio, dovesse superare il limite di velocità per brevi tratti, magari per un sorpasso. 

Soglia di tolleranza

Come in tutti i casi di rilevamento della velocità, è prevista anche per il Tutor una soglia minima di tolleranza. La legge nel caso del Tutor (e anche per l’Autovelox) ha stabilito una soglia di tolleranza pari al 5% e comunque non inferiore alla soglia minima di 5 km/h. 

Come viene erogata la multa

La multa scatta automaticamente nel caso di superamento della velocità massima consentita e viene inviata all’intestatario del veicolo tramite notifica il verbale della multa per posta “cartacea†oppure PEC.

Limiti di velocità in autostrada

Cogliamo l’occasione per ricordare i limiti di velocità in autostrada. In base all’articolo 142 del Codice della Strada, la velocità massima in autostrada non può in Italia superare i 130 km/h. Limite che scende a 110 km/h in presenza di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura e a 100 km/h per i neopatentati. Ovviamente, il limite può scendere ulteriormente in caso di lavori sulla carreggiata, gallerie o altro ancora, comunque segnalati con appositi cartelli. 

Sanzioni

Le sanzioni previste dall’art. 142 CdS restano articolate in fasce, con tolleranza applicata. Gli importi, aggiornati dall’ultimo adeguamento normativo e rimasti invariati anche per il 2026 per effetto del blocco dell’adeguamento ISTAT, vanno da 42 euro fino a un massimo di 3.382 euro, con decurtazione fino a 10 punti e sospensione della patente nei casi più gravi. Nel dettaglio: 

  • Da 42 a 173 euro per superamento fino a 10 km/h;
  • Da 173 a 694 euro e 3 punti patente da 10 a 40 km/h;
  • Da 543 a 2.170 euro, 6 punti e sospensione patente fino a 3 mesi da 40 a 60 km/h;
  • Da 845 a 3.382 euro, 10 punti e sospensione patente da 6 a 12 mesi oltre 60 km/h. 

Quanti Tutor ci sono in Italia

Come accennato, il Tutor è stato introdotto in Italia tra il 2004 e il 2005 inizialmente su alcuni tratti della rete di Autostrade per l'Italia e le sue controllate. La Polizia Stradale aggiorna periodicamente il numero e la dislocazione dei dispositivi attivi: in base all’aggiornamento sul sito di Polstradasono ad oggi sono in funzione oltre 170 tutor su circa 1.800 km di autostrada. 

Dove sono i Tutor

Il sistema Tutor non è distribuito in modo continuo su tutta la rete autostradale, ma opera su specifiche tratte della rete gestita da Autostrade per l’Italia e da altri concessionari. La presenza dei dispositivi è definita per segmenti di autostrada, identificati da portali di ingresso e uscita tra cui viene calcolata la velocità media. È possibile conoscere la posizione esatta di tutti i sistemi Safety Tutor sulle autostrade italiane (sistemi che, lo ricordiamo, debbono sempre essere segnalati con cartello), visitando il sito di Autostrade per l’Italia o quello della Polizia di Stato  dove, appunto, sono presenti mappe e tabelle che indicano la presenza dei tutor lungo le tratte autostradali. 

Tutor Attivi in Autostrada nel 2023

Di seguito l’elenco tratta per tratta dei Tutor attivi sulla rete autostradale
 

A1 Milano – Bologna

Inizio trattaKm inizioFine trattaKm fineDirezione
Lodi Dir. Nord24Milano Sud Dir. Nord12,05Nord
Casale Dir. Nord38,9Lodi Dir. Nord24Nord
Piacenza Nord Dir. Nord52,2Casale Dir. Nord38,9Nord
Piacenza Sud Dir. Nord60,885Piacenza Nord Dir. Nord52,2Nord
Fiorenzuola Dir. Nord76,58Piacenza Sud Dir. Nord60,885Nord
Fidenza Dir. Nord92,55Fiorenzuola Dir. Nord76,58Nord
All. A15 A1 N Dir. Nord99,1Fidenza Dir. Nord92,55Nord
Parma Dir. Nord113,28Reggio Emilia Dir. Nord139,2Nord
Campegine Dir. Nord125,83Parma Dir. Nord113,28Nord
Reggio Emilia Dir Nord139,2Campegine Dir. Nord125,83Nord
All. A22 A1 N Dir Nord153,400Reggio Emilia Dir Nord139,200Nord
Modena Sud Dir. Nord172,03Modena Nord Dir. Nord158,53Nord
Milano Sud Dir. Sud12,3Lodi Dir. Sud21,2Sud
Lodi Dir. Sud21,2Casale Dir. Sud36,1Sud
Casale Dir. Sud36,1Piacenza Nord Dir. Sud48,1Sud
Piacenza Nord Dir. Sud48,1Piacenza Sud Dir. Sud54,5Sud
Piacenza Sud Dir. Sud54,5All. A21 A1 S Dir. Sud60,85Sud
Fiorenzuola Dir. Sud71,35Fidenza Dir. Sud89,15Sud
Fidenza Dir. Sud89,15All. A15 A1 N Dir. Sud99,45Sud
All. A15 A1 S Dir. Sud103,4Parma Dir. Sud109,2Sud
Parma Dir. Sud109,2Campegine Dir. Sud122,35Sud
Campegine Dir Sud122,350Reggio Emilia Dir Sud135,850Sud
Modena Nord Dir Sud158,528Modena Sud Dir Sud169,050Sud
Modena Sud Dir. Sud169,05All. A14 A1 N Dir. Sud186,83Sud

A1 Bologna – Firenze

Inizio trattaKm inizioFine trattaKm fineDirezione
Santa Lucia Nord Dir. Sud264,94Santa Lucia Sud Dir. Sud272,698Sud

A1 Firenze – Roma

Inizio trattaKm inizioFine trattaKm fineDirezione
Valdichiana Dir. Nord386,450Monte San Savino Dir. Nord373,650Nord
Chiusi Dir. Nord411,600Valdichiana Dir. Nord386,450Nord
Orvieto Dir. Nord467,000Fabro Dir. Nord429,100Nord
Fabro Dir. Nord429,100Chiusi Dir. Nord411,600Nord
Magliano Dir. Nord503,11Orte Dir. Nord493,9Nord
Ponzano Romano Dir. Nord517,55Magliano Dir. Nord503,11Nord
All. Rac Rm-N A1 N Dir. Nord529,14Ponzano Romano Dir. Nord517,55Nord
Monte San Savino Dir. Sud369,45Valdichiana Dir. Sud383,95Sud
Valdichiana Dir. Sud383,95Chiusi Dir. Sud408,95Sud
Chiusi Dir. Sud408,95Orvieto Dir. Sud467,000Sud
Orte Dir. Sud489,9Ponzano Romano Dir. Sud512,9Sud
Ponzano Romano Dir. Sud512,9All. Rac Rm-N A1 N Dir. Sud527,6Sud

A1 Roma – Napoli

Inizio trattaKm inizioFine trattaKm fineDirezione
All. Rac Rm-S A1 N Dir. Nord574,6All. A24 A1 S Dir. Nord -M564,05Nord
Valmontone Dir Nord589,200All Rac RM-S A1s Dir Nord -M579,850Nord
Colleferro Dir. Nord596Valmontone Dir. Nord589,2Nord
Anagni Dir Nord605,800Colleferro Dir Nord596,000Nord
Pontecorvo Dir Nord661,750Ceprano Dir Nord644,850Nord
Cassino Dir. Nord671,2Pontecorvo Dir. Nord661,75Nord
San Vittore Dir. Nord680,5Cassino Dir. Nord671,2Nord
Caianello Dir Nord702,600San Vittore Dir Nord680,500Nord
Sm Capuavetere Dir. Nord731,4Capua Dir. Nord721,5Nord
Caserta Nord Dir. Nord736,68Sm Capuavetere Dir. Nord731,4Nord
All. A24 A1 S Dir. Sud564All. Rac Rm-S A1 N Dir. Sud574Sud
Colleferro Dir. Sud589,170Anagni Dir Sud602,900Sud
Ferentino Dir Sud616,500Frosinone Dir. Sud622,5Sud
Ceprano Dir. Sud640,8Pontecorvo Dir. Sud656,7Sud
Cassino Dir. Sud -M668,57San Vittore Dir Sud675,900Sud
Caianello Dir. Sud696,7Capua Dir. Sud717,45Sud
Sm Capuavetere Dir. Sud727,95Caserta Nord Dir. Sud732,89Sud

A4 Torino – Venezia

Inizio trattaKm inizioFine trattaKm fineDirezione
Trezzo Dir. Est154,85Dalmine Dir. Est166,633Est
Dalmine Dir. Est166,633Bergamo Dir. Est171,3Est
Bergamo Dir. Est171,3Seriate Dir. Est178,45Est
Seriate Dir. Est178,45Grumello Dir. Est187,01Est
Grumello Dir. Est187,01Ponte Oglio Dir. Est190,45Est
Ponte Oglio Dir. Est190,45Palazzolo Dir. Est192,4Est
Palazzolo Dir. Est192,4Rovato Dir. Est200,69Est
Rovato Dir. Est200,69Ospitaletto Dir. Est205,55Est
Capriate Dir. Ovest161,49Cavenago Dir. Ovest151,5Ovest
Cavenago Dir. Ovest151,5Dalmine Dir. Ovest168,9Ovest
Dalmine Dir. Ovest168,9Bergamo Dir. Ovest174,3Ovest
Bergamo Dir. Ovest174,3Seriate Dir. Ovest180Ovest
Seriate Dir. Ovest180Grumello Dir. Ovest189Ovest
Grumello Dir. Ovest189Ponte Oglio Dir. Ovest192,4Ovest
Ponte Oglio Dir. Ovest192,4Palazzolo Dir. Ovest193,9Ovest
Palazzolo Dir. Ovest193,9Rovato Dir. Ovest202,3Ovest
Rovato Dir. Ovest202,3Ospitaletto Dir. Ovest206,97Ovest

A7 Genova – Serravalle

Inizio trattaKm inizioFine trattaKm fineDirezione
Ronco Scrivia Dir. Nord109,33Isola del Cantone Dir. Nord104,8Nord
Busalla Dir. Nord114,14Ronco Scrivia Dir. Nord109,33Nord
Busalla Dir. Sud112,78Bolzaneto Dir. Sud125,07Sud

A8 Milano – Varese

Inizio trattaKm inizioFine trattaKm fineDirezione
Castellanza Dir. Nord17Busto Arsizio Dir. Nord20,8Nord
Origgio Ovest Dir. Sud12,15Castellanza Dir. Sud20,4Sud
Busto Arsizio Dir. Sud25,6Castellanza Dir. Sud20,4Sud

A9 Lainate – Como – Chiasso

Inizio trattaKm inizioFine trattaKm fineDirezione
Turate Dir. Nord18,1All. A9 A36 Dir. Nord20,15Nord
Lomazzo Sud Dir. Nord22,95Lomazzo Nord Dir. Nord24,85Nord
Lomazzo Nord Dir. Nord24,85Fino Mornasco Dir. Nord28,6Nord
Turate Dir. Sud20,45Saronno Dir. Sud17,65Sud
Lomazzo Nord Dir. Sud26,7Lomazzo Sud Dir. Sud23,95Sud

A10 Genova – Savona

Inizio trattaKm inizioFine trattaKm fineDirezione
Celle Ligure Dir. Ovest31,59Albisola Dir. Ovest36,05Ovest
Albisola Dir. Est38,7Celle Ligure Dir. Est33,89Est

A13 Bologna – Padova

Inizio trattaKm inizioFine trattaKm fineDirezione
Arcoveggio Dir Nord1,470Bologna Interporto Dir Nord6,500Nord
Bologna Interporto Dir. Nord6,5Altedo Dir. Nord19,8Nord
Altedo Dir. Nord19,8Ferrara Sud Dir. Nord32,3Nord
Ferrara Sud Dir Nord32,300Ferrara Nord Dir Nord40,300Nord
Ferrara Nord Dir. Nord40,3Occhiobello Dir. Nord45,6Nord
Occhiobello Dir. Nord45,6Rovigo Sud Dir. Nord61,7Nord
Rovigo Sud Dir. Nord61,7Rovigo Dir. Nord68,9Nord
Rovigo Dir. Nord68,9Boara Dir. Nord74,1Nord
Boara Dir. Nord74,1Monselice Dir. Nord86,4Nord
Monselice Dir. Nord86,4Terme Euganee Dir. Nord92,8Nord
Terme Euganee Dir. Nord92,8Padova Sud Dir. Nord99,4Nord
Bologna Interporto Dir Sud9,400Arcoveggio Dir. Sud1,400Sud
Altedo Dir Sud21,100Bologna Interporto Dir Sud9,400Sud
Ferrara Sud Dir. Sud34,6Altedo Dir. Sud21,1Sud
Ferrara Nord42,4Ferrara Sud Dir. Sud34,6Sud
Rovigo Sud Dir. Sud64,38Occhiobello50,3Sud
Rovigo Dir. Sud71Rovigo Sud Dir. Sud64,38Sud
Terme Euganee Dir. Sud96,2Monselice Dir. Sud89,1Sud
Padova Zona Ind Dir. Sud114,2Padova Sud Dir. Sud101,9Sud

A11 Firenze – Pisa Nord

Inizio trattaKm inizioFine trattaKm fineDirezione
Prato Est Dir. Ovest7,25Prato Ovest Dir. Ovest15,9Ovest
Prato Ovest Dir. Ovest15,9Pistoia Dir. Ovest26,1Ovest
Prato Est Dir. Est9,55Prato Ovest Dir. Est18,3Est
Pistoia Dir. Est28,45Montecatini Dir. Est40,5Est

A14 Bologna – Ancona

Inizio trattaKm inizioFine trattaKm fineDirezione
All. Ramo Casalecchio Dir. Nord8,4Borgo Panigale Dir. Nord5,5Nord
Castel San Pietro Dir. Nord39,4San Lazzaro Dir. Nord23Nord
Imola Dir. Nord51,3Castel San Pietro Dir. Nord39,4Nord
Faenza Dir. Nord65,4Imola Dir. Nord51,3Nord
Forlì Dir. Nord82,6Faenza Dir. Nord65,4Nord
Cesena Nord Dir Nord94,600Forlì Dir Nord82,600Nord
Valle Del Rubicone Dir. Nord112,25Cesena Dir. Nord101Nord
Bologna Fiera Dir. Sud16,4All. San Lazzaro Dir. Sud21,8Sud
Castel San Pietro Dir. Sud35,9Imola Dir. Sud49Sud
Faenza Dir. Sud63Forlì Dir. Sud80,3Sud
Cesena Dir. Sud98,2Valle Del Rubicone Dir. Sud109,12Sud
Rimini Nord Dir. Sud115,8Rimini Sud Dir. Sud128,5Sud
Riccione Dir. Sud134,5Cattolica Dir. Sud142,7Sud

A14 (tratte successive)

Inizio trattaKm inizioFine trattaKm fineDirezione
Riccione Dir. Nord137,55Rimini Sud Dir. Nord128,5Nord
Cattolica Dir. Nord145,95Pesaro Dir. Nord157,7Nord
Giulianova Dir Nord336,000Val Vibrata Dir Nord329,500Nord
Pescara Ovest Dir Nord383,700All A14 A25 S Dir Nord -M378,300Nord
Ortona Dir. Nord405,45Pescara Sud Dir. Nord394,55Nord
San Severo Dir. Nord529,55Poggio Imperiale Dir. Nord508,03Nord
Foggia Dir. Nord -M555,7San Severo Dir. Nord529,55Nord
Foggia Zona Industriale Dir. Nord566,978Foggia Dir. Nord -M555,7Nord
Cerignola Est Dir. Nord590,8Foggia Zona Industriale Dir. Nord566,978Nord
All. A16 A14 N Dir. Nord599,51Cerignola Est Dir. Nord590,8Nord
Pescara Sud Dir. Sud390,07Ortona Dir. Sud402,3Sud
Vasto Nord Dir Sud434,430Poggio Imperiale Dir Sud502,780Sud
San Severo Dir Sud525,785Foggia Dir. Sud551,69Sud
Foggia Zona Industriale Dir. Sud562,65Cerignola Est Dir. Sud580,225Sud
All. A16 A14 N Dir. Sud599,5Canosa Dir. Sud608,79Sud
Andria Barletta Dir. Sud619,4——Sud

A16 Napoli – Canosa

Inizio trattaKm inizioFine trattaKm fineDirezione
Monteforte Dir. Est36,05Avellino Ovest Dir. Est40Est
Monteforte Dir. Ovest36,05Baiano Dir. Ovest27,65Ovest

A23 Udine – Tarvisio

Inizio trattaKm inizioFine trattaKm fineDirezione
Udine Nord Dir. Nord25,2Gemona Dir. Nord43Nord
Gemona Dir. Nord43Carnia Dir. Nord54,37Nord
Gemona Dir. Sud47,2Udine Nord Dir. Sud30,65Sud

A26 Voltri – Alessandria

Inizio trattaKm inizioFine trattaKm fineDirezione
Ovada Dir. Nord28,95Predosa Dir. Nord44,49Nord
Predosa Dir. Sud43Ovada31,75Sud

A27 Venezia – Belluno

Inizio trattaKm inizioFine trattaKm fineDirezione
Treviso Sud Dir. Nord10,1Treviso Nord Dir. Nord21,5Nord
Treviso Nord Dir. Nord21,5All. SPV A27 Dir. Nord24Nord
Fadalto Dir. Nord62,3Vittorio Veneto Nord Dir. Nord58,2Nord
Treviso Sud Dir. Sud16,025Treviso Nord Dir. Sud24,45Sud
Treviso Nord Dir. Sud24,45All. A4 A27 Dir. Sud10,2Sud

A30 Caserta – Salerno

Inizio trattaKm inizioFine trattaKm fineDirezione
Nola Dir. Nord19,28All. A30 A1 Dir. Nord1,3Nord
Palma Campania Dir. Nord32,14Sarno Dir. Nord38,33Nord
Sarno Dir. Nord38,33Nocera Pagani Dir. Nord40,94Nord
Nocera Pagani Dir. Nord40,94Salerno San Severino Dir. Nord49,47Nord
All. A30 A1 Dir. Sud1,85Nola Dir. Sud17,2Sud
Palma Campania Dir. Sud29Sarno Dir. Sud34,365Sud
Sarno Dir. Sud34,365Nocera Pagani Dir. Sud38,4Sud
Nocera Pagani Dir. Sud38,4Castel San Giorgio Dir. Sud42,765Sud


 

Vivere con la moto
Data articolo: Thu, 02 Jul 2026 11:22:26 +0000


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