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#motociclismo #news #insella.it
La Multistrada V2 Travel nasce come una "crossover da turismo", ma quando iniziano le curve, tira fuori "le unghie". La dotazione di serie è completa, ma il prezzo non è per tutti
La Multistrada V2 S monta il nuovo bicilindrico a V di 890 cm3 che in questa versione eroga 101 cavalli e 81 Nm di coppia (rilevati alla ruota). Ricchissima lâelettronica con riding mode selezionabili, controlli per la trazione e per lâerogazione della potenza, dellâimpennata, del freno motore, oltre a cambio quickshift, ABS cornering e cruise control. Lâallestimento Travel comprende le borse laterali rigide, il cavalletto centrale e le manopole riscaldabili.
Bello e aggressivo il frontale della Multistrada V2, ben fatto il parabrezza regolabile con facilitĂ con una mano, anche in movimento. Lo schermo TFT da 5â offre tre modalitĂ di visualizzazione: Road, Road Pro e Rally, che si differenziano per la grafica e per il tipo di informazioni mostrate al pilota. I tasti sui blocchetti della Multistrada sono parecchi (inclusi quelli per le sospensioni e le manopole riscaldabili) ma sono comunque intuitivi e facili da azionare. I paramani della Multistrada V2 S hanno una linea filante e la plastica appare spessa e solida, anche al tatto.
Lo schermo TFT da 5â offre tre modalitĂ di visualizzazione: Road, Road Pro e Rally, che si differenziano per la grafica e per il tipo di informazioni mostrate al pilota
Le borse della Multi hanno diversa capacitĂ (35 lt la sinistra, solo 25 la destra) e non sono troppo sporgenti. Nessun pomello per regolare il mono: basta un tasto al manubrio per cambiare lâassetto della Multistrada V2 S Travel. Nellâallestimento Travel è compreso il cavalletto centrale, piĂš sicuro del laterale nelle soste a pieno carico e per eseguire piccoli interventi di manutenzione.
Nel complesso, le finiture sono curate nei dettagli: componenti, plastiche e verniciature sono di ottima qualitĂ , come la costruzione.
Le sospensioni elettroniche sono di serie
La posizione di guida è naturale, perfetta per viaggiare, ma basta spostare il peso del corpo in avanti per âaggredireâ le curve. Per quanto riguarda il passeggero, la sella è spaziosa e ben imbottita e la posizione in sella naturale. Il dislivello con il pilota è un poco accentuato. Il comfort è elevato: la sella è comoda, il parabrezza regolabile ripara bene dal vento e le sospensioni filtrano ogni asperitĂ .
Una volta in marcia, la V2 S è sempre stabile e bilanciata. Nello stretto è meno svelta di concorrenti dal carattere piÚ sportivo, richiede decisione nell'ingresso in curva. La V2 S cambia carattere a ogni cambio di riding mode. In Sport è davvero grintosa, ma sempre gestibile. Le sospensioni sono di qualità e gestite bene dal sistema Skyhook, sostentute quando si guida allegramente, morbide in viaggio.
Il cambio è ottimo: il quickshifter è preciso, morbido negli innesti sia in inserimento sia in scalata e non sbaglia un colpo. Per quanto concerne i freni, l'impianto è potente ma facilmente gestibile, mai aggressivo. Ben tarato lâABS cornering.
In autostrada, la Ducati Multistrada V2 S Travel garantisce un comfort di marcia molto buono nei viaggi anche lunghi, grazie alla posizione di guida piÚ rilassata, al parabrezza regolabile e alla sella meglio imbottita. Il motore V2 è un piacere da usare, con una erogazione fluida e totale assenza di vibrazioni. I consumi sono buoni. Il serbatoio è capiente e l'autonomia elevata.
In cittĂ si soffre per lâingombro delle valigie laterali. Borse a parte, la Multistrada è agile, reattiva e comoda, veloce nelle ripartenze anche utilizzando il âtranquilloâ riding mode Urban. La Multi V2 S vanta una gestione elettronica completa, che la rende sicura in situazioni di scarsa aderenza. L'impianto frenante è potente ma ben modulabile, dotato di ABS con funzione cornering.
| VelocitĂ massima (km/h) | 214,7 |
| Accelerazione | secondi |
| 0-400 metri | 11,4 |
| 0-1000 metri | 22,0 |
| 0-100 km/h | 3,2 |
| Ripresa (da 50 km/h) | secondi |
| 400 metri | 13,0 |
| 1000 metri | 24,3 |
| Potenza massima alla ruota | |
| CV/kW | 101,3/75,5 |
| Giri al minuto | 10000 |
| Frenata | metri |
| Da 100 km/h | 36,3 |
| Consumi | km/l |
| Autostrada | 19,3 |
| Extraurbano | 28,2 |
| A 90 km/h | 28,7 |
| A 120 km/h | 20,2 |
| Al massimo | 7,7 |
| Autonomia | km |
| A 120 km/h | 416,6 |
| Al massimo | 154,4 |
| Motore | 4 tempi bicilindrico |
| Cilindrata (cm3) | 890 |
| Cambio | a 6 rapporti |
| Potenza CV(kW)/giri | 115,6(85)/10.750 |
| Freno anteriore | a doppio disco da 320 mm
|
| Freno posteriore | a disco da 265 mm |
| Pneumatico anteriore | 120/70-17â |
| Pneumatico posteriore | 170/60-17â |
| Altezza sella (cm) | 83/85 |
| Peso (kg) | 202 |
| CapacitĂ serbatoio (litri) | 20+3 |
| Autonomia (km) | 416,6 |
| VelocitĂ massima (km/h) | 214,7 |
| Tempo di consegna | - |
Il comfort di marcia elevato, la completissima dotazione elettronica di serie, la facilitĂ di gestione del bicilindrico a V
Il prezzo, in parte giustificato dalla ricchissima dotazione di serie ma comunque elevato, il peso nelle manovre da fermo
A Grazzano Visconti il 21 e 22 marzo Yamaha ha organizzato un evento dedicato a padri e figli per condividere la passione per le moto, tra off-road e itinerari su strada
Nel weekend del 21 e 22 marzo 2026, a Grazzano Visconti (PC), Yamaha propone il Father&Son Weekend, unâiniziativa pensata per vivere la passione motociclistica in famiglia, trasformando la Festa del PapĂ in unâoccasione di condivisione tra generazioni.
Lâevento permette a padri e figli di condividere esperienze di guida in due contesti distinti ma complementari. I papĂ saranno in sella alla TĂŠnĂŠrĂŠ 700, mentre i figli potranno provare la WR125R, moto entry level adatta anche al fuoristrada.
Le attivitĂ si svolgeranno su tracciato fettucciato, con sessioni dedicate al miglioramento della tecnica di guida e al controllo del mezzo. Il sabato prevede inoltre la partecipazione del Partner Tecnico Junior Moto School, che proporrĂ sessioni formative per i piĂš giovani, avvicinandoli al mondo delle due ruote in modo sicuro e strutturato. Per chi possiede patente, lâesperienza proseguirĂ con un itinerario su strada tra le colline di Grazzano Visconti, ampliando lâavventura oltre lâoff-road e offrendo ulteriori momenti di condivisione tra padri e figli. Sembra divertenteâŚ
Nei costi non sono compresi il pernottamento e lâabbigliamento tecnico. Per il pernottamento presso La Locanda di Enduro Republic (120 euro per una camera doppia). Ă possibile noleggiare l'abbigliamento tecnico con un supplemento di 70,00 euro.
Entro due mesi tutti i monopattini elettrici dovranno avere targa e assicurazione. Multe salate per chi non si adegua
Dal prossimo 16 maggio, chi possiede un monopattino elettrico dovrĂ rispettare nuove regole: entra in vigore lâobbligo di targa e assicurazione. La misura, prevista dalla riforma del Codice della Strada, è in realtĂ giĂ vigente dal 18 marzo, ma concede ai proprietari due mesi per adeguarsi. Chi non si conformerĂ rischia una multa da 100 a 400 euro.
Il contrassegno identificativo va richiesto tramite la piattaforma Gestione pratiche online sul Portale dellâautomobilista, utilizzando SPID di secondo livello o la carta dâidentitĂ elettronica. Attraverso il portale è possibile:
Prodotta dallâIstituto Poligrafico e Zecca dello Stato, la targa è un adesivo plastificato e non rimovibile, rettangolare (5x6 cm) con sei caratteri alfanumerici distribuiti su due righe. A differenza di auto e moto, il contrassegno non è legato al mezzo ma al proprietario, associato tramite codice fiscale. Va applicato sul parafango posteriore o, in assenza, sulla parte anteriore del piantone dello sterzo.
Il costo della targa è di 8,66 euro da pagare tramite PagoPA, di cui 5,03 euro per produzione, 1,11 euro di IVA e 2,52 euro per attività di formazione e sicurezza stradale.
Con la targa scatta anche lâobbligo di assicurazione per i danni verso terzi durante la guida del monopattino, come lesioni a pedoni o ciclisti o danni ad altri veicoli. Una sorta di RC. I prezzi delle polizze variano dai 25 ai 150 euro allâanno, a seconda della tipologia e delle garanzie aggiuntive. Come sottolinea il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, âauspichiamo che i premi assicurativi siano uniformi in tutta Italiaâ.
In caso di furto o deterioramento della targa o del monopattino, il proprietario deve intervenire tramite la piattaforma e, se previsto, presentare denuncia entro 48 ore. Se il mezzo viene ceduto, il vecchio proprietario deve cancellare la targa e il nuovo acquirente richiederne una nuova.
Il mancato rispetto delle regole comporta multe da 100 a 400 euro, con possibilitĂ di controlli piĂš efficaci grazie alla targa associata al proprietario.
Il bollo moto va pagato rispettando le scadenze indicate dalle regioni. Se si hanno dubbi, si può controllare lo stato del pagamento grazie al servizio ACI o sul sito della regione. Ecco come si fa
Il pagamento del bollo auto deve essere effettuato entro lâultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione. Ad esempio, per un bollo con scadenza a settembre 2025, il termine utile sarĂ il 31 ottobre 2025. Altro discorso per le moto, che pagano a mesi fissi, in genere febbraio e settembre, tranne Lombardia e Piemonte, dove il pagamento viene determinato in base al mese di immatricolazione della moto, con scadenze sempre 12 mesi dopo e pagamento entro il mese successivo. Chiaramente, rispettare le scadenze è fondamentale per non incorrere in more e sanzioni. Nella nostra guida approfondita sui bolli trovate tutti i dettagli su come, dove, quanto e dove pagare. Facciamo un breve ripassoâŚ
Tra le tante scadenza a cui far fronte, è possibile dimenticarsi qualcosa. Talvolta sorge il dubbio: lâho pagato il bollo moto questâanno?! Nessuna paura, ci sono tanti sistemi per verificare lo stato del pagamento.
Ogni regione però definisce in autonomia le modalitĂ con le quali è possibile verificare il pagamento del bollo, in alcuni casi non è possibile avvalersi del servizio messo a disposizione dallâACI. Ecco le procedure da seguire per le regioni escluse dal servizio:
Se il pagamento non viene effettuato entro i termini previsti, è possibile regolarizzare la posizione attraverso il cosiddetto âravvedimento operosoâ. Le sanzioni variano in base ai giorni di ritardo:
Il bollo si prescrive dopo tre anni dalla scadenza, a condizione che non siano state inviate comunicazioni ufficiali da parte della Regione o dellâente competente. Il termine decorre dal 1° gennaio dellâanno successivo a quello della scadenza e termina il 31 dicembre del terzo anno. Ad esempio, per un bollo con scadenza a maggio 2025, la prescrizione avverrĂ il 31 dicembre 2028.
Non illudetevi: nella maggior parte dei casi, lâimpiegato dietro allo sportello non saprĂ rispondere alle vostre domande, nĂŠ tantomeno si adopererĂ per aiutarvi a dirimere la questione. Il piĂš delle volte vi rimbalzerĂ in un altro ufficio o, per farla semplice, vi dirĂ che non câè nulla da fare se non⌠pagare. In prima fila quando si parla di burocrazia, il nostro paese è tra gli ultimi quando si tratta di aiutare il contribuente a fare chiarezza nella giungla di carte e provvedimenti. Molto meglio rivolgersi a delegazioni ACI oppure alle agenzie automobilistiche autorizzate. Per chi vuole tentare il pubblico (che Dio lâaiuti), ecco i contatti regione per regione:
Abruzzo t. 0862 363765/66/67 mail: ufficio.tributi@regione.abruzzo.it
Basilicata t. 800 653493 mail: infobollo@basilicata.aci.it
Calabria t. 0961.853626 - mail: info.tributi@regione.calabria.it
Campania t. 800.708933 - mail: infobollo@campania.aci.it
Emilia Romagna t. 051.7459770
mail: serviziotributi@regione.emilia-romagna.it
Friuli Venezia Giulia t. 800.098788
Lazio t. 800 909120 - mail: infobollo@lazio.aci.it
Liguria mail: tasseautomobilistiche@liguria.aci.it
Lombardia t. 02.23327892 - mail: infobollo@lombardia.aci.it
Marche t. 071.9981177 mail: servizio.risorsefinanziarie@regione.marche.it
Molise t. 0874.1919559 - mail: municipia.regionemolise@eng.it
Piemonte t. 800 333444 mail: comunicazionibollo@regione.piemonte.it
Provincia di Bolzano t. 0471.426020 - mail: infobollo@bolzano.aci.it
Provincia di Trento t. 0461.016950
mail: bolloauto@trentinoriscossionispa.it
Puglia t. 080.220605 - mail: direzione.territoriale.ac.bari@aci.it
Sardegna mail: dr.sardegna.sf@agenziaentrate.it
Sicilia t. 091.7999010
Toscana mail: tasseauto@toscana.it
Umbria t. 075.6306070 - mail infobollo@umbria.aci.it
Valle dâAosta t. 0165 43705 - t. 800 999535 (ACI) mail bolloauto.vda@aci.it
Veneto t. 840 848484 - mail: serv.tributiregionali@regione.veneto.it
Il sistema consente di modificare lâaltezza del posteriore della moto durante la guida ma è piuttosto complesso per pensare a una produzione di serie
Yamaha ha brevettato un forcellone a geometria variabile che consente di modificare lâaltezza del posteriore della moto durante la guida, ed è un fatto curioso perchĂŠ per andare in produzione appare piuttosto complesso, ma in MotoGP non si potrĂ usare: i dispositivi di regolazione dellâaltezza da terra anteriore in movimento sono vietati giĂ dal 2023, ad eccezione del sistema di partenza che però può venire impiegato solo in questo frangente, e dal 2027 saranno vietati anche quelli di regolazione dellâaltezza da terra posteriore e di partenza rapida.
Lâefficacia di questi dispositivi è giĂ stata ampiamente dimostrata: lâabbassamento permette di abbassare il baricentro massimizzando lâaccelerazione ma al momento giusto è possibile riprendere la geometria normale per ottenere un miglior comportamento in curva. Tutto è cominciato con lâintroduzione di semplici accorgimenti simili a quelli usati nel motocross, che bloccavano le forcelle in posizione di compressione sulla linea di partenza, abbassando il baricentro e consentendo accelerazioni piĂš violente senza il rischio di impennate; poi Ducati aveva fatto qualcosa di analogo per il posteriore e gli altri lâavevano imitata. Quindi il passaggio ai sistemi attivi, che alzano e abbassano la moto durante la guida.
Attualmente lâabbassamento del posteriore in movimento viene ottenuto modificando la lunghezza di una delle aste del leveraggio della sospensione posteriore senza intervenire su molla e ammortizzatore; siccome i sistemi elettronici di regolazione dellâaltezza da terra sono stati vietati, ne vengono impiegati di meccanici. Lâasta del leveraggio posteriore viene sostituita da un ammortizzatore che può essere bloccato e sbloccato; quando la moto si schiaccia in accelerazione e il pilota aziona il comando, lâammortizzatore si stende e si blocca nella posizione âlungaâ mantenendo basso il retrotreno per ottenere un miglior comportamento in accelerazione. Al momento della frenata il dispositivo si sblocca e lâammortizzatore si può accorciare mentre la sospensione si estende, per bloccarsi poi in modalitĂ âcorteâ cosĂŹ da mantenere la sospensione posteriore alta allâingresso in curva.
Lâidea alla base del nuovo brevetto Yamaha impiega un ammortizzatore che invece di essere collegato al leveraggio dellâammortizzatore posteriore è inserito nel forcellone con una cerniera nella parte centrale del forcellone stesso. CosĂŹ la parte anteriore del forcellone agisce in modo convenzionale sul leveraggio dellâammortizzatore posteriore, ma grazie a questa cerniera e allâaltro ammortizzatore è possibile regolare lâaltezza della ruota in maniera indipendente, per mezzo di un meccanismo eccentrico che accorcia o estende la lunghezza del braccio inferiore del forcellone. Tutto il sistema, secondo quanto descritto nel brevetto, viene controllato da un attuatore motorizzato a seconda che la moto sia in curva o in accelerazione, sulla base delle indicazioni provenienti da due sensori. Sempre secondo la descrizione del brevetto, il sistema è in grado di reagire alle forze sulla sospensione posteriore derivanti dalle variazioni di tensione della catena in accelerazione e in rilascio.
Interessantissimo, ma resta la domanda fondamentale: a che pro sviluppare un sistema del genere quando in questo momento non se ne vede la possibilitĂ di applicarlo? Ma lâevoluzione funziona anche cosĂŹ, a volte si studiano cose che sembrano fine a se stesse. PerchĂŠ in futuro potremmo trovarci un dispositivo diverso, piĂš accessibile, realizzato proprio sulla base di questi studi.
Curve in sequenza, asfalto curato e perfino i cordoli. La strada che porta al Passo dello Spino è atta apposta per la moto. Attenzione però a non esagerare....
Esiste una provinciale tra Valtiberina e Casentino, a ridosso della Romagna, che sembra (o forse lo è per davvero) pensata per le moto: asfalto ben tenuto, curve a non finire ed una raritĂ assoluta sulle strade aperte al traffico, i cordoli. Un itinerario di circa 70 km che ruota attorno a uno dei passi piĂš sottovalutati dellâAppennino.
Quella che porta al Passo dello Spino, lo vedremo, è una strada in buone condizioni, ricca di curve e, questa la particolaritĂ piĂš allettante, dotata pure di cordoli. Bellissima, ma rimane pur sempre una Provinciale aperta al traffico. Non è una pista chiusa e, certo, non è fatta per gli smanettoni con la fregola di consumare le saponette sullâasfalto. Ce la si può benissimo godere anche a velocitĂ di codice, senza rischiare pesanti multe o, peggio, di farsi male o far male a qualcuno. Chi vuole correre farebbe bene a prenotarsi un bel turno in pista e lasciare la strada a chi, invece, vuole semplicemente godersi un bel giro in motoâŚ
Il punto di partenza è Anghiari, uno dei borghi piĂš noti (e belli) della Valtiberina, da cui si scende verso Pieve Santo Stefano, porta dâaccesso al Passo dello Spino sul versante nord. Per raggiungerla si può seguire la SP48 costeggiando il Lago di Montedoglio oppure optare per la SP47, piĂš interna e scorrevole. Arrivati a Pieve Santo Stefano si imbocca la SP208, cioè la vera protagonista dellâitinerario: è qui che inizia la salita verso il valico.
Il primo tratto richiede attenzione. Nei chilometri iniziali, in direzione Bibbiena, la strada è piĂš stretta, con asfalto non sempre perfetto e vegetazione ravvicinata che limita la visibilitĂ . Una prima parte per riscaldarsi, ma da affrontare con ritmo contenuto, utile per prendere confidenza. Superata la zona di Banzena e il cartello dello Spino, la situazione cambia nettamente: la carreggiata si apre, lâasfalto migliora e la sequenza di curve diventa continua e appagante. Si sale progressivamente di quota lasciando il fondovalle, con unâalternanza di curve medio-veloci e cambi di direzione che rendono la guida fluida e mai monotona. La strada non offre rettilinei significativi: è un susseguirsi di pieghe, ideale per chi cerca ritmo piĂš che velocitĂ .
Posto a 1.005 metri di quota, il Passo dello Spino è conosciuto anche per essere sede di una delle cronoscalate del CIVS, e questo si riflette chiaramente sulla strada. Nel tratto piĂš guidato - soprattutto sul versante verso Chiusi della Verna - la carreggiata si allarga e lâasfalto diventa uniforme, con curve ampie, spesso paraboliche, e una visibilitĂ sorprendentemente buona per un passo appenninico.
Qui emerge la sua caratteristica piĂš insolita: i cordoli ai lati della carreggiata, un elemento praticamente unico su strada aperta al traffico. Il ritmo sale quasi senza accorgersene, complice lâottima leggibilitĂ delle curve e la qualitĂ del fondo.
Poco dopo il valico, per una sosta vi consigliamo una breve deviazione che porta a La Verna, uno dei luoghi francescani piĂš importanti dâItalia. Il santuario, immerso nel bosco sul Monte Penna, è un punto di sosta interessante sia per una pausa sia per allungare leggermente lâitinerario.
Superato il valico, si potrebbe credere di essersi lasciati alle spalle la parte piÚ divertente, ma non è cosÏ. La discesa verso sud rimane il tratto piÚ spettacolare, almeno dal punto di vista della guida.
Tra La Beccia, Dama e Montalone si entra in una sequenza continua di curve e tornanti, con pendenze mai eccessive e un asfalto che resta generalmente molto valido. Le curve sono spesso ampie, raccordate e permettono una guida rotonda, senza staccate violente. LĂŹ la visuale si apre sul fondovalle e il paesaggio accompagna senza distrarre. Arrivati a Bibbiena, la strada torna a scorrere in modo piĂš tranquillo.
La SP208 è da oltre mezzo secolo teatro della cronoscalata Pieve Santo StefanoâPasso dello Spino, nata nel 1965 e diventata nel tempo una delle classiche della velocitĂ in salita. Con il passaggio dalle gare automobilistiche a quelle motociclistiche, il tracciato è entrato stabilmente nel calendario del Campionato Italiano VelocitĂ in Salita (CIVS), sotto lâegida della Federazione Motociclistica Italiana. Ă proprio questo utilizzo agonistico ad averne modellato le caratteristiche: carreggiata curata, riferimenti visivi chiari e, soprattutto, la presenza dei cordoli. Ancora oggi, una volta allâanno, la SP208 viene chiusa per ospitare il weekend di gara, con prove, qualifiche e due manche che richiamano piloti da tutta Italia e non solo. Nel resto dellâanno, invece, lo Spino torna a essere una normale provinciale.
LÏ in zona c'è un altro passo parecchio divertente: In moto sull'Appennino meno conosciuto: il Passo dei Mandrioli tra Romagna e Toscana
Accise ridotte per venti giorni e prezzi in calo alla pompa: il decreto porta sollievo immediato, ma lascia irrisolto il vero problema, quello di una tassazione tra le piĂš pesanti dâEuropa
Di fronte allâennesima impennata dei prezzi dei carburanti, il governo ha deciso di intervenire con un decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, anticipando i tempi rispetto alle ipotesi circolate nei giorni precedenti. Il provvedimento prevede un taglio di circa 25 centesimi al litro su benzina e gasolio, con lâobiettivo dichiarato di riportare i prezzi sotto quota 1,90 euro. Riduzione anche per il Gpl, che dovrebbe scendere di circa 12 centesimi al chilo. Lâeffetto sarĂ immediato, con lâentrata in vigore giĂ dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma la durata è limitata: venti giorni. Un intervento quindi rapido e visibile, ma per definizione temporaneo.
Il decreto prevede anche misure mirate per alcune categorie particolarmente esposte. Per gli autotrasportatori è stato introdotto un credito dâimposta calcolato sulla maggiore spesa sostenuta tra marzo e maggio rispetto a febbraio 2026 per lâacquisto di gasolio. Analogo meccanismo per il settore della pesca, con un credito pari al 20% e uno stanziamento di 10 milioni di euro.
Accanto agli interventi economici, il decreto introduce un sistema straordinario di controllo dei prezzi per i prossimi tre mesi. Le compagnie petrolifere dovranno comunicare quotidianamente i prezzi al ministero delle Imprese, senza possibilitĂ di modificarli nellâarco della giornata. In caso di anomalie, lâorganismo di controllo âMr Prezziâ potrĂ attivare verifiche con la Guardia di Finanza lungo tutta la filiera, fino a segnalare eventuali ipotesi di reato alla magistratura.
Previste anche sanzioni, che vanno dallo 0,1% del fatturato giornaliero per mancata comunicazione dei prezzi fino allâ1% (con tetto a 200.000 euro) in caso di violazioni piĂš gravi.
Il decreto punta a dare un sollievo immediato a famiglie e imprese, e sotto questo aspetto lâobiettivo è centrato: il prezzo alla pompa cala e lâeffetto è percepibile. Resta però la sensazione di un intervento che agisce solo sulla superficie. Le accise, da anni al centro del dibattito politico - e piĂš volte finite anche nelle promesse elettorali - restano intatte nella loro struttura, semplicemente sospese per qualche settimana. E cosĂŹ, ancora una volta, piĂš che risolvere il problema, si rimanda: con la prospettiva, fin troppo nota agli automobilisti italiani, di ritrovarsi punto e a capo alla fine dei venti giorni. Il risultato è un copione giĂ visto: prezzi che scendono nellâimmediato, salvo poi tornare a salire una volta terminata la misura. CosĂŹ, per abituarci ai carburanti che costano sempre di piĂš.
A cosa servono le accise? Accise benzina: quanto incidono sul prezzo carburante e a cosa servono
Prima dellâavvento dei freni a disco, il tamburo è stato il sistema dominante nel settore: nato nelle prime fasi della produzione in serie, ha accompagnato lâaumento di potenza e velocitĂ , evolvendo da soluzione semplice e artigianale a tecnologia sofisticata per le competizioni
Le rudimentali motociclette di fine Ottocento/inizio Novecento utilizzavano sistemi frenanti basilari e spesso derivati dalle biciclette: pattini sul pneumatico (o sulla circonferenza del cerchione) e tutt al'piÚ piccoli tamburi meccanici, erano la regola. Ciò premesso, va da sÊ che il primo esempio di sistema frenante - pionieristico - risalga proprio alla Hildebrand & Wolfmßller, ossia quella che è considerata la prima moto prodotta in serie.
Hildebrand & WolfmĂźller
Con lâaumento delle prestazioni dei motori, si diffuse in parallelo anche il freno a tamburo interno, nel quale due ganasce si espandono contro la superficie interna di un tamburo, solidale con la ruota. Il sistema era sia robusto che relativamente protetto da sporco e acqua, caratteristiche che lo resero lo standard motociclistico per i decenni a venire.
Alcuni esempi di moto dotate dei primi tamburi interni, sono:
Harley-Davidson Model J (solo al posteriore)

BMW R32
Norton Model 18
La configurazione piĂš diffusa nelle moto di serie fino agli anni Cinquanta fu il Simple Leading Shoe (SLS). In questo schema una ganascia è âtrainanteâ e lâaltra ârecedenteâ: ciò significa che la prima viene trascinata dalla rotazione del tamburo, aumentando cosĂŹ la pressione dâattrito; mentre la seconda contribuisce in misura minore alla frenata.
Esempio schematico di un sistema SLS: in basso al centro si nota la "camma" di espansione delle ganasce, mentre sopra al centro si evidenzia lo snodo comune.
Il sistema si rivelò semplice ed economico propria per la sua architettura, ma non particolarmente potente. Molte moto stradali prodotte nel secondo dopoguerra impiegarono proprio questo schema:
Triumph Bonneville T120
BSA A10 Super Rocket
Moto Guzzi Falcone
Con il progressivo aumento delle velocità di punta, negli anni Cinquanta si diffuse il Twin Leading Shoe (TLS), nel quale entrambe le ganasce sono azionate in parallelo e lavorano come trainanti durante la marcia in avanti. Ciò permise di garantire una frenata molto piÚ potente.
Esempio schematico di un sistema TLS: si nota la doppia "camma", tanto in basso quanto in alto, al centro, che agisce sulle ganasce e ne rende omogenea l'espansione.
La soluzione richiedeva cinematismi relativamente piÚ complessi ed era spesso dotata di una doppia camma di azionamento. Tuttavia, rappresentò per molti anni il massimo della tecnologia disponibile sulle moto di serie.
Ecco alcuni esempi significativi:
Honda CB450
Laverda 750 SF
Moto Morini 3½
Proprio su esemplari come la Laverda 750 SF, il grande tamburo TLS da 230 mm rappresentava un orgoglio tecnico e un punto di forza della moto, tanto da dare origine alla sigla âSF â Super Freniâ.
Il principale limite dei tamburi era la dissipazione dell'energia prodotta: il tamburo chiuso trattiene infatti buona parte del calore generato durante la frenata, causando una perdita di efficacia esponenziale quando la temperatura supera la soglia critica per i materiali di attrito impiegati.
Per migliorare le prestazioni i costruttori introdussero varie soluzioni:

Dettaglio di un freno a tamburo anteriore ventilato
Queste evoluzioni sono visibili sulle moto da competizione e su alcune sportive stradali degli anni Sessanta, come:
Norton Manx
AJS 7R
Matchless G50
Prima dellâarrivo dei freni a disco, le moto da Gran Premio portarono il tamburo al limite tecnico. Per fermare moto sempre piĂš veloci vennero sviluppati i Four Leading Shoe (4LS), con quattro ganasce, tutte trainanti.
Questi tamburi erano spesso di grande diametro e dotati di doppia camma o doppi leveraggi per distribuire uniformemente la forza frenante. Di conseguenza anche la loro regolazione era una faccenda complessa, ma una volta a punto, la potenza disponibile poteva esser considerata davvero straordinaria per lâepoca.
Tra le moto di vertice che utilizzarono questi sistemi, le piĂš note sono:
MV Agusta 500 GP
Honda RC166
Gilera 500 GP
I grandi tamburi ventilati montati su queste moto rappresentano il culmine dello sviluppo tecnologico del sistema, poco prima che i freni a disco iniziassero a imporsi alla fine degli anni Sessanta.
Nonostante lâevoluzione tecnica raggiunta, i limiti intrinseci del tamburo â soprattutto la gestione del calore â portarono alla sua progressiva sostituzione con il freno a disco sulle moto ad alte prestazioni. Tuttavia il tamburo resta una delle soluzioni piĂš intriganti della storia motociclistica e un simbolo dellâingegneria delle moto classiche, di cui sono stati protagonisti anche moltissimi produttori italiani.
Replica completa di un tamburo Fontana. Sono ben visibili le aperture di raffreddamento, dotate di griglia ornata.
Replica completa di un tamburo Fontana, assemblato e in sezione frontale, in cui si nota l'alettatura di raffreddamento del mozzo centrale.
Replica moderna di un tamburo Oldani.
Il 20 marzo i concessionari Harley-Davidson ospiteranno una serata dedicata alla community e alla gamma 2026. Ecco tutti i dettagli
Harley-Davidson ha messo in calendario per venerdĂŹ 20 marzo la âHarley-Davidson Nightâ, un evento serale che si terrĂ presso i concessionari di Asia Pacifico, Europa, America Latina, Medio Oriente e Africa. Il format, introdotto in Europa nel 2024, viene ora esteso a livello globale. Durante la serata i punti vendita proporranno attivitĂ e momenti di intrattenimento, con iniziative che riflettono il contesto locale. Lâevento è aperto sia ai motociclisti che a chi desidera avvicinarsi per la prima volta al marchio.
Nel corso della Harley-Davidson Night sarĂ esposta lâintera gamma di HD, con la possibilitĂ per il pubblico di conoscere da vicino i modelli e le novitĂ . Spazio anche agli accessori e allâabbigliamento ufficiale: saranno presentate la collezione Parts & Accessories, dedicata alla personalizzazione delle moto, e la linea Genuine MotorClothes.
Lâedizione 2026 dellâevento coincide con lâHarley-Davidson Music Contest, iniziativa rivolta alle band emergenti. I gruppi selezionati avranno lâopportunitĂ di esibirsi in alcuni appuntamenti europei legati al marchio, tra cui lo Spring Rally in Italia, lâEuropean H.O.G. Rally in Portogallo e lâEuropean Bike Week in Austria. Dal 20 marzo, in occasione della Harley-Davidson Night, si aprirĂ inoltre una fase di voto pubblico ampliata.
Dalla circolazione alla sosta, passando per i requisiti tecnici del mezzo, lâetĂ e la patente del conducente, vediamo tutte le regole riferite ai monopattini elettrici
Il monopattino elettrico può essere guidato solo nel rispetto di norme chiare e precise.
Vediamo, punto per punto, dove si può circolare, quali limiti bisogna rispettare, quali obblighi osservare e quali comportamenti sono vietati, con relative sanzioni.
I monopattini elettrici possono circolare solo allâinterno dei centri abitati e solo sulle strade con limite di velocitĂ non superiore a 50 km/h.
I monopattini devono avere anche una copertura assicurativa.
Quando la circolazione è consentita, il monopattino elettrico deve rispettare il limite di velocità di 20 km/h .
Chi trasgredisce viene punito con sanzione amministrativa da 50 a 250 euro.
Per guidare un monopattino elettrico su strada:
I conducenti di qualsiasi etĂ hanno inoltre lâobbligo di indossare un casco protettivo idoneo, conforme alle norme tecniche previste. In quel caso, la multa ha una forbice cha va dai 50 (pagamento in misura ridotta) ai 100 euro.
I monopattini devono essere dotati di:
Da mezzâora dopo il tramonto, durante tutto il periodo dellâoscuritĂ , e di giorno quando le condizioni di visibilitĂ lo richiedono, il conducente deve indossare un giubbotto o bretelle retroriflettenti ad alta visibilitĂ , come previsto dallâarticolo 162, comma 4-ter, del Codice della strada.
Oltre a quanto ricordato sopra, la legge vieta espressamente una serie di comportamenti, indipendentemente dal luogo di circolazione. In particolare, è sempre vietato:
Tutte queste violazioni sono punite con una sanzione amministrativa da 50 a 250 euro.
Per poter circolare su strada, il monopattino elettrico deve rispettare precisi requisiti tecnici. Deve essere:
La circolazione con monopattino avente requisiti difformi è punita con una sanzione da 100 a 400 euro. Nei casi piÚ gravi (ad esempio potenza superiore a 1 kW) è prevista anche la confisca del veicolo.
Chiarite le regole sulla circolazione, rimangono quelle sulla sosta, sempre vietata sui marciapiedi, salvo che nelle aree eventualmente individuate dai Comuni con apposita delibera.
Ă invece consentita la sosta:
La sosta irregolare comporta una sanzione amministrativa da 42 a 173 euro.
Infine, una panoramica sulle modalitĂ di guida. La normativa prevede infatti una serie di obblighi di comportamento durante la marcia. In particolare, il conducente deve:
Ă inoltre vietato: