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#motociclismo #news #insella.it
L'azienda americana presenta una Scrambler in fibra di carbonio su base Super Cruiser, con bicilindrico a V di 1.190 cm³ e 173 CV, ma al momento non verrà prodotta in serie
Buell Motorcycles oggi ha sede a Grand Rapids (Michigan) e progetta e costruisce moto appartenenti al filone custom/cruiser, caratterizzate da soluzioni tecniche innovative e da motori ad alte prestazioni. Fra i modelli più interessanti recentemente prodotti dall’azienda troviamo la Super Cruiser, una moto nata sulla piattaforma tecnica della 1190 SX, una naked sportiva spinta dallo stesso bicilindrico a V di 1.190 cm³ raffreddato a liquido e capace di erogare 175 CV e 101 Nm di coppia, seppur con prestazioni leggermente riviste rispetto alla versione nuda.
Partendo da questo modello, sviluppato da Buell in collaborazione con il designer Roland Sands, è stata realizzata una Scrambler con sovrastrutture in fibra di carbonio e posizione di guida sportiva. L’esemplare è esposto in una concessionaria a Daytona, ma si tratta di un pezzo unico che al momento non verrà realizzato come modello di serie.
Gli elementi della ciclistica restano gli stessi della Super Cruiser, con telaio perimetrale in acciaio e forcellone nello stesso materiale che si impernia direttamente nella parte posteriore del propulsore. La moto conserva anche uno dei tratti distintivi dell'ingegneria Buell: il disco freno anteriore montato sul perimetro della ruota. Invece di montare il rotore del freno sul mozzo, il disco è posizionato sul bordo esterno della ruota, una soluzione che, secondo Buell, riduce le masse non sospese e migliora la rigidità in frenata.
Scompare invece il manubrio per lasciare spazio a una coppia di semimanubri montati all’altezza della piastra di sterzo, per conferire alla moto una posizione di guida più sportiva. Cambiano anche le pedane, arretrate e rialzate per completare la triangolazione ergonomica sportiva. Nuove anche le sospensioni, firmate Öhlins, a escursione ridotta e completamente regolabili. Tra le modifiche apportate figurano inoltre il riposizionamento del radiatore e una sella dedicata.
La Casa prolunga fino alla fine del mese una serie di offerte dedicate a modelli 125, scooter e maxi adventure. Tra le proposte in evidenza ci sono la nuova N125V a prezzo di lancio, la F125 Urban scontata e diversi accessori inclusi nel prezzo
Morbidelli ha confermato una serie di promozioni valide fino al 30 giugno 2026 presso la rete dei concessionari aderenti. Le iniziative riguardano sia alcuni modelli della gamma moto e scooter che diversi pacchetti accessori pensati per aumentare praticità e capacità di carico. Vediamole nel dettaglio.
Tra le promozioni più interessanti figura quella dedicata alla nuova N125V, proposta al prezzo di lancio di 3.990 euro franco concessionario. Si tratta della naked 125 della Casa, caratterizzata da un motore bicilindrico a V raffreddato a liquido e dal forcellone monobraccio in alluminio.
Prezzo speciale anche per la Morbidelli F125 Urban, disponibile a 2.590 euro franco concessionario, con un vantaggio cliente di 200 euro rispetto al listino. L'offerta interessa le colorazioni Bianco Lucido Urban, Nero Antracite Urban e Azzurro Urban.
La T1002VX viene proposta a 8.990 euro franco concessionario con il tris di valigie in alluminio compreso nel prezzo. Il kit comprende un top case da 45 litri e due valigie laterali da 45 e 40 litri, per una capacità complessiva di 130 litri.
Per quanto riguarda gli scooter, l’SC125LX è disponibile con parabrezza e bauletto inclusi, mentre l’SC125RE viene proposto a 2.890 euro franco concessionario con parabrezza incluso.
Le promozioni resteranno valide fino al 30 giugno, salvo diverse indicazioni della rete aderente all'iniziativa.
Le nuove politiche commerciali statunitensi e le maggiori opportunità di investimento che ne sono conseguite hanno spinto H-D ad adottare una strategia in controtendenza rispetto a molti altri costruttori: entro il 2028, le Harley-Davidson della famiglia Revolution Max torneranno ad essere made in USA...
In un periodo in cui molti costruttori stanno progressivamente spostando la produzione fuori dai Paesi d’origine verso mercati a più basso costo in Asia, Harley-Davidson annuncia una scelta opposta: riportare negli Stati Uniti la produzione della piattaforma Revolution Max destinata al mercato nordamericano. Secondo quanto comunicato dalla Casa di Milwaukee, la produzione delle moto equipaggiate con il Revolution Max verrà trasferita negli impianti di Pennsylvania e Wisconsin, con completamento del processo previsto prima dell’avvio del model year 2028. Un riflesso evidente delle politiche commerciali protezionistiche avviate dalla presidenza Trump.
Il piano riguarda le moto a raffreddamento a liquido della piattaforma, tra cui la gamma Pan America, Sportster S e Nightster. A regime, tutte le fasi produttive saranno svolte negli Stati Uniti: lavorazioni meccaniche, assemblaggio del propulsore, verniciatura e assemblaggio finale.
Nel comunicare la decisione, il H-D ha indicato anche i cambiamenti nelle politiche commerciali statunitensi e le trasformazioni dello scenario globale come fattori che hanno aperto nuove opportunità per investimenti nella produzione domestica. L’operazione dovrebbe inoltre generare decine di nuovi posti di lavoro negli stabilimenti di Pennsylvania e Wisconsin, inclusi ruoli sindacali. A commentare il progetto è stato Bill Davidson, Vice President, Special Advisor to the CEO and Global Brand Ambassador, che ha dichiarato: "La mia famiglia lavora in questa azienda da generazioni e ho visto in prima persona l’orgoglio, la maestria artigianale e il duro lavoro che stanno dietro alla costruzione delle motociclette Harley-Davidson in America. Mio padre Willie, mia sorella Karen e io siamo estremamente entusiasti di ciò che sta accadendo in Harley-Davidson. Riportare questo lavoro a casa è un altro passo importante nel ritorno alle origini, nell’investire nella produzione americana e nel costruire sui valori che hanno reso Harley-Davidson uno dei marchi più iconici al mondo.â€
Va comunque chiarito che la decisione di riportare negli Stati Uniti la produzione delle moto basate sulla piattaforma Revolution Max non va interpretata come un ritorno generalizzato di tutta la gamma Harley-Davidson alla produzione domestica. La scelta riguarda infatti in modo specifico i modelli destinati al mercato nordamericano e dotati del motore a raffreddamento a liquido, mentre la strategia produttiva globale del marchio rimane articolata su più Paesi. In particolare, la Casa di Milwaukee continua a fare ricorso ai propri impianti internazionali, soprattutto per le moto destinate ai mercati fuori dagli Stati Uniti. Tra questi, un ruolo centrale resta quello dello stabilimento di Rayong, in Thailandia, utilizzato negli ultimi anni per l’assemblaggio e la produzione di diversi modelli destinati ai mercati esteri, Europa compresa.
Il nuovo decreto ministeriale definisce i criteri per le omologazioni degli autovelox e “salva†gran parte di quelli già esistenti
C'è un prima e un dopo nella gestione degli Autovelox in Italia, e lo spartiacque ha una data ben precisa: il 2024. È in quell'anno, infatti, che una storica ordinanza della Corte di Cassazione (la n. 10505) ha aperto una clamorosa falla giuridica, dando il via a una reazione a catena che nel giro di pochi mesi ha portato all'annullamento sistematico di centinaia di verbali. La Suprema Corte ha messo a nudo un vizio formale ignorato per decenni: omologazione e approvazione legalmente non sono la stessa cosa.
Fino al 2024, quasi la totalità dei dispositivi sulle strade italiane operava sulla base di una semplice "approvazione" ministeriale. Ma i giudici di legittimità hanno chiarito che, per l'articolo 45 del Codice della Strada, l'approvazione è un atto generico che non sostituisce l'omologazione, la quale deve richiedere invece test tecnici standardizzati e molto più severi a tutela del cittadino.
Dopo un periodo di tentennamenti per sanare questo vuoto amministrativo ed evitare la paralisi totale dei controlli, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha firmato il nuovo decreto dirigenziale che fissa in modo definitivo i tempi e i modi dell'omologazione, introducendo una complessa "finestra transitoria" per gestire i dispositivi già in strada.
Per evitare lo spegnimento simultaneo di tutti gli autovelox d'Italia, l'Articolo 6 del decreto definisce un regime di transizione per traghettare i vecchi apparecchi verso la piena legalità . In pratica si tratta di una classica sanatoria all’italiana. Vediamo come funziona.
La conversione automatica (L'Allegato B): Il Ministero ha stilato un elenco speciale (l'Allegato B) contenente i decreti di approvazione già rilasciati in passato (ai sensi del precedente D.M. 282/2017) che presentano caratteristiche conformi ai nuovi standard. I dispositivi che rientrano in questa lista si intendono omologati automaticamente. Per essere in regola, i Comuni dovranno semplicemente aggiornare la targhetta identificativa sullo strumento, stampando gli estremi del nuovo decreto ministeriale in aggiunta a quelli vecchi, entro la prima taratura utile.
Il recupero degli apparecchi “storici†(pre-2017): per i prototipi approvati prima del 2017 e non inclusi nell'Allegato B, i produttori possono richiedere l'omologazione integrando la vecchia documentazione con i nuovi test di laboratorio. Il Ministero ha l'obbligo di esprimersi entro 60 giorni.
Il blocco delle vecchie procedure: dalla data di entrata in vigore del provvedimento, è formalmente vietato presentare nuove richieste di approvazione. Tutte le domande pendenti e non ancora concluse vengono convertite d'ufficio in istanze di omologazione.
Il cuore tecnico del decreto stabilisce poi regole chiare per accertare che gli autovelox misurino la velocità in modo inappuntabile, dividendo i controlli tra laboratori accreditati e forze di polizia.
Una volta installato, lo strumento non può funzionare da solo e senza verifiche. Il decreto impone standard numerici severi per i test sul campo:
È questo il punto cruciale che interessa la validità quotidiana delle multe e la scadenza dei certificati, applicato anche ai dispositivi salvati dalla finestra transitoria.
Se un dispositivo fallisce la taratura annuale o non viene sottoposto alla verifica di funzionalità nei tempi stabiliti, viene immediatamente sospeso. La falla del 2024 viene così blindata: i Comuni possono continuare a fare i controlli, ma la precisione e la legalità degli autovelox dovranno essere confermate ogni dodici mesi.
Fino al 13 giugno porte aperte nei concessionari con offerte dedicate su tutta la gamma scooter, formule di finanziamento a tasso zero e vantaggi fino a 800 euro. Previsti anche test ride prenotabili online
Per tutto il mese di giugno acquistare uno scooter Piaggio diventa più semplice grazie a una serie di promozioni e formule finanziarie dedicate, attive su gran parte della gamma. Sui modelli più venduti della gamma, in particolare Piaggio Medley e Piaggio Beverly, sono previsti finanziamenti con anticipo zero e interessi zero.
Per quanto riguarda la gamma a ruota alta, le promozioni prevedono vantaggi cliente differenziati:
La gamma Piaggio MP3 è invece proposta con spese di immatricolazione incluse nel prezzo.
Le promozioni saranno protagoniste anche dello speciale Porte Aperte in programma dal 9 al 13 giugno presso i concessionari aderenti, con la possibilità di provare i modelli su strada.
I test ride sono già prenotabili online attraverso il sito ufficiale.
Lo sbacchettamento dell'avantreno può avere diverse cause scatenanti ed è uno dei fenomeni più difficili da gestire quando si è alla guida di una moto. Ecco cosa bisogna fare quando il vostro manubrio sembra impazzito
L'effetto dello sbacchettamento è un repentino scuotimento del manubrio che, nel migliore dei casi, termina molto velocemente e senza troppi danni. In altri casi però, l'oscillazione aumenta fino a raggiungere il punto di non ritorno e può causare brutte cadute.
Questo fenomeno può avere diverse cause. Oltre a essere il risultato di una guida sciagurata, come atterrare fuori asse al termine di un'impennata, lo sbacchettamento può verificarsi anche a causa dell'asfalto ondulato che provoca trasferimenti di carico repentini, oppure per problemi di alcune componenti della moto, come la taratura sbagliata delle sospensioni.
Per prevenire lo sbacchettamento è quindi utile eseguire un controllo accurato delle sospensioni: bisogna che molle, olio e tutte le parti meccaniche delle sospensioni siano in buona efficienza. Fondamentale anche la regolazione: forcella e mono posteriore devono avere settaggi "accordati" in compressione ed estensione per evitare squilibri in fase di accelerazione. Se usate la moto anche per andare in pista, magari settando le sospensioni sul rigido, è necessario poi riportarle a settaggi “più morbidi†per evitare problemi sull'asfalto rovinato delle strade normali.
Anche l’ammortizzatore di sterzo, utilizzato per evitare lo sbacchettamento, può esserne la causa se settato malamente, senza contare che questo strumento non può nulla se le sospensioni sono mal tarate.
L'innesco dello sbacchettamento è repentino e bisogna essere lucidi per non farsi prendere dal panico e limitare gli effetti del fenomeno con le manovre giuste. Ecco due cose da non fare e quattro da fare quando inizia uno sbacchettamento.
-Evitate di chiudere il gas, un repentino calo della potenza trasferisce tutto il carico all'anteriore accentuando lo sbacchettamento.
- Mai mollare il manubrio, pena una caduta certa.
- “Pelate†il freno posteriore per consentire un trasferimento di carico dolce e neutralizzare il movimento dell'anteriore.
- Tenete ben salde le ginocchia sul serbatoio, in questo modo si mantiene il peso sull'anteriore, e si "costringe la moto di “rientrare†nei ranghi con più facilità .
- Tenete il manubrio senza aggrapparvi. Bisogna avere una presa sciolta, che permetta di tenerlo saldo senza però opporvi all'oscillamento (non saranno certo le vostre braccia a fermare un avantreno impazzito).
- Guardate avanti. Esattamente come accade in curva, porre lo sguardo dove si vogliono mettere le ruote è l'unico modo per avere una garanzia di restare in strada.
La sottoscrizione avviata per sostenere la pilota britannica dopo il grave incidente nelle qualifiche Sidecar del TT ha ormai raccolto oltre il 90% della cifra prefissata. Costello resta alle prese con un lungo percorso di recupero dopo le pesanti lesioni riportate all'Isola di Man
Continua a crescere il sostegno a Maria Costello. La raccolta fondi aperta negli scorsi giorni per aiutare la pilota britannica, rimasta gravemente ferita durante le qualifiche Sidecar del Tourist Trophy 2026, ha ormai superato il 90% dell'obiettivo fissato a 250.000 sterline.
Come emerso dagli aggiornamenti diffusi dagli organizzatori della campagna, Costello sta affrontando le conseguenze di lesioni molto serie riportate nell'incidente avvenuto durante la prima sessione di qualifiche della categoria Sidecar. La pilota è attualmente paralizzata dalla zona delle vertebre T5-T6 in giù e ha riportato numerose altre ferite, tra cui la frattura delle due vertebre coinvolte, un braccio rotto, diverse costole fratturate, la frattura dello sterno, del naso e della cavità oculare, oltre a una lacerazione epatica di grado 4 e ad altre lesioni al volto.
L'incidente era avvenuto mentre Costello gareggiava insieme al passeggero Shaun Parker. Nella stessa giornata si era verificato anche un altro grave episodio che aveva coinvolto Ryan e Callum Crowe, considerati tra i favoriti della vigilia. Il loro sidecar si era ribaltato nel tratto di Crosby e anche loro erano stati trasportati in ospedale.
Dopo i due gravi incidenti, gli organizzatori del Tourist Trophy avevano deciso di cancellare tutte le restanti gare della categoria Sidecar dal programma dell'edizione 2026.
La gamma crossover di QJ Motor si espande verso l’alto con la nuova maxi SRT 900 SX: una moto “avventurosa†da godersi su strada, infatti nonostante la ruota da 19†e i cerchi a raggi tangenziali, il peso elevato la rende difficile da gestire in fuoristrada e a basse velocità . La dotazione di serie è completa di barre protettive, paramani, sella e manopole riscaldabili per viaggiare anche con temperature molto rigide. Ci sono poi fari full LED, schermo TFT a colori da 7†connesso, blocchetti al manubrio retroilluminati, presa USB, predisposizione per la telecamera frontale e doppio cavalletto.
Il cruscotto TFT a colori da 7†offre tutte le informazioni necessarie (compresa la pressione degli pneumatici) e si può connettere allo smartphone
La SRT 900 SX monta un bicilindrico frontemarcia di 904 cm3, capace di 95,2 CV e 90 Nm di coppia massima, inserito in un telaio a traliccio in acciaio con forcellone in alluminio. La forcella è Marzocchi con steli da 43 mm, regolabile come il monoammortizzatore. è di Brembo invece l’impianto frenante con due dischi da 320 mm e pinze ad attacco radiale all’anteriore, più un disco da 260 mm al posteriore. Ricca anche la dotazione di sistemi elettronici con 3 riding mode (Normal, Sport e Rain), controllo di trazione, cambio quickshift bidirezionale, cruise control e radar posteriore che segnala sugli specchietti retrovisori la presenza di veicoli negli “angoli ciechi†sui due lati.
Il passeggero siede su una porzione di sella ben imbottita, ma il dislivello con il pilota è molto accentuato. Il portapacchi in acciaio è di serie
Sulla SRT 900 SX si sta comodi: la sella è ampia e ben imbottita, le pedane ben centrate (ma piuttosto alte) e il manubrio largo con una piega che lo avvicina al busto. Il bicilindrico ha un’erogazione regolare, “sporcata†da un leggero effetto on/off quando si apre il gas con le marce più alte. Ai medi e alti regimi mostra una bella grinta, ma più la lancetta del contagiri sale, più aumentano le vibrazioni su manubrio e pedane. Tra le curve sfoggia una buona guidabilità , nonostante il peso: merito della buona distribuzione dei pesi e di un assetto azzeccato che garantisce un buon comfort di marcia, ma abbastanza sostenuto da rendere la SRT stabile tra le curve e anche efficace, guidando in modo “rotondo†come richiede la crossover cinese. Bene il cambio quickshift, preciso e morbido in inserimento, più deciso in scalata. L’impianto frenante è adeguato alle caratteristiche della moto, ma l’ABS è un po’ invasivo al posteriore.
Costa davvero poco la SRT 900 SX , crossover comoda e ben dotata, pronta per viaggiare. Il peso è ben distribuito e disturba solo in fuoristrada
| Motore | bicilindrico 4 tempi |
| Cilindrata (cm3) | 904 |
| Raffreddamento | a liquido |
| Alimentazione | a iniezione |
| Cambio | a 6 marce |
| Potenza CV (kW)/giri | 95,2(70)/9000 |
| Freno anteriore | a doppio disco |
| Freno posteriore | a disco |
| Velocità massima (km/h) | nd |
| Altezza sella (cm) | 83,5 |
| Interasse (cm) | 154 |
| Lunghezza (cm) | 226 |
| Peso (kg) | 264 |
| Pneumatico anteriore | 110/80 - 19" |
| Pneumatico posteriore | 150/70 - 17" |
| Capacità serbatoio (litri) | 24 |
| Riserva litri | nd |
La retrò di Yamaha è brillante, ben fatta e si guida bene, ma il cambio è duretto e la forcella troppo morbida
Come molte case, anche Yamaha ha proposto moto ispirate alle linee dei modelli degli anni 60-70. La più riuscita è la XSR 700, presentata nel 2015 e realizzata sfruttando la base tecnica e ciclistica della naked MT-07. Negli anni la bella stradale della casa di Iwata si è ritagliata uno "zoccolo duro" di ammiratori grazie alle doti del suo motore (lo stesso della MT-07), l'ottimo CP2 bicilindrico frontemarcia da 689 cm³, 71 CV e 68 Nm di coppia a 6.400 giri, brillante e vigoroso sin dai bassi e medi regimi. Rispetto alla sorella naked, però, la XSR 700 offre una ciclistica meno reattiva che rende la guida più godibile su strada aperta e nel traffico. In città si apprezza la forcella tarata sul morbido. La frenata è gestibile e potente, a patto di agire con decisione sulla leva al manubrio. Buona la qualità costruttiva.
La sella è un po' dura e poco spaziosa nella parte destinata al passeggero. Le dimensioni compatte della moto penalizzano invece i piloti con le gambe lunghe: dal metro e 80 in su le gambe sono molto piegate. L'assetto è migliorabile: il mono posteriore ha una risposta un po' secca, mentre la forcella morbida nelle frenate decise affonda troppo. L'elettronica è ridotta al solo ABS obbligatorio per legge e il display LCD del cruscotto è piccolo.
La XSR 700 è ben costruita, ha un motore brillante ed è divertente da guidare. Le quotazioni sono stabili, perché negli anni è cambiata poco. Più alti i prezzi delle versioni speciali Legacy e Tribute.
Dal 2015 al 2025: da 2.800 a 6.800 euro
Il nuovo scooter Zontes ha le forme piacevoli di un normale mezzo da città ma la carrozzeria nasconde un telaio che nella sua categoria non ha eguali
Per una volta conviene partire non da quello che si vede ma da quello che c’è sotto, perché è una vera rivoluzione: lo scooter Zontes ZT125-X ha le forme piacevoli di un veicolo da diporto di media cilindrata al passo con i tempi e con le mode, ma la carrozzeria cela un telaio che nella sua categoria non ha eguali. Una struttura in alluminio pressofuso a doppia culla chiusa che sembra prelevata integralmente da una moto, con un peso di soli 8,5 kg grazie al quale il veicolo sulla bilancia segna appena 117 kg in ordine di marcia. Significa agilità assoluta, una guida leggera che mette a proprio agio chiunque e prestazioni molto interessanti grazie al favorevolissimo rapporto peso/potenza. Per trovare altri scooter con telaio in alluminio bisogna salire di categoria e arrivare ai maxi sportivi bicilindrici Yamaha Tmax e Kymco AK
Peccato nasconderlo con la carrozzeria in plastica... il telaio dello Zontes è davvero bello
Il motore monocilindrico a quattro tempi di 124,9 cm³ è dotato di distribuzione monoalbero a camme in testa ed è raffreddato a liquido, ha una potenza di 14,9 CV (11 kW) a 8700 giri/minuto e 13 Nm di coppia a 6500 giri/minuto, nei test di consumo ha dato risultati lusinghieri accontentandosi di 2,6 litri di carburante per 100 km. È dotato di raffreddamento liquido e il radiatore è fissato direttamente al motore stesso, con un bel risparmio di peso perché i tubi di collegamento con il radiatore sono molto più corti di quanto non sarebbero se fosse in posizione tradizionale. La trasmissione è automatica con variatore e le sospensioni sono tradizionali: forcella telescopica e due ammortizzatori che controllano il movimento del gruppo motore/trasmissione.
Va da sé che un mezzo all’avanguardia disponga di tutta la tecnologia attuale: sistema ABS a doppio canale per i due freni a disco anteriore e posteriore, controllo di trazione TCS, ci sono blocchetti al manubrio Premium e sotto la sella lo spazio per due caschi; un gancio a molla agevole il trasporto di una borsa sulla pedana, il dispositivo start & stop permette di ridurre i consumi in città . Le ruote sono di 14â€! l’anteriore e 13“ la posteriore, con coperture rispettivamente 110/70 e 130/70.
Il cruscotto indica anche temperatura e pressione delle gomme
L’impianto di illuminazione è tutto a LED, ci sono il display TFT a colori HD e la porta USB a ricarica rapida.
È uno scooter cittadino, dunque le misure sono contenute e la sella è vicina a terra: interasse 1375 mm, lunghezza 1975 mm, altezza 1115 mm, luce a terra 130 mm e sella a 770 mm dal suolo; capacità del serbatoio 11 litri. Colori disponibili Black e Green.