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#motociclismo #news #insella.it
L’italiano è partito alle spalle del compagno di squadra, lo ha attaccato più volte ma ogni volta lo spagnolo ha resistito e lo ha fatto fino all’ultimo
Facile fare i fenomeni quando si vince e si stravince. Molto meno dopo una sconfitta che interrompe una striscia da record di 25 successi come quello di Nicolò Bulega. Probabilmente gli brucia l’essere stato battuto da Ikea Lecuona in gara 1 del round Gran Bretagna Superbike, ma non rosica e non cerca scuse. Questo vuol dire avere classe.
L’italiano è partito alle spalle del compagno di squadra, lo ha attaccato più volte ma ogni volta lo spagnolo ha resistito e lo ha fatto fino all’ultimo. Le corse sono così, 165 millesimi di secondo sono un margine esiguo ma importantissimo. Bulega la prende con filosofia.
“Ok, secondo non è male come risultato! Complimenti a Iker, ha meritato di vincere. Lui e il suo team hanno semplicemente fatto meglio di noi e quindi hanno meritato questa vittoria. Ci ho provato ma oggi ero al 90% e Iker al 100%, mi è mancato quel 10% che spero di trovare domani. Iker ha fatto un ottimo lavoro. Ho provato ad avere una buona linea all'esterno per arrivare pronto per l'ultima curva ma ho frenato troppo forte e sono andato un po' lungo. Iker ha fatto meglio di meâ€.
Ovviamente non è finita qui, domani ci sono altre due gare. Bulega analizza come è andata questa volta per capire dove intervenire in serata.
“Non mi è mancato molto. Nella prima parte del tracciato ho potuto guidare più o meno come voglio. Nell'ultimo settore, dove ci sono due tornantini, mi è mancata tanta accelerazione in uscita. Iker, in prima e seconda marcia, guadagnava forse due decimi che dovevo recuperare in staccata ma ero sempre troppo distante per fare un sorpasso pulitoâ€.
Iker Lecuona inseguiva la vittoria da inizio anno e questa volta ce l’ha fatta, precedendo il compagno di squadra nel team Ducati
Prima o poi doveva succedere e per l’inezia di 165 millesimi di secondo Nicolò Bulega ha visto interrompersi la sua striscia vincente da record: era imbattuto da 25 corse, in Gara 1 del round Gran Bretagna si è rotto l’incantesimo. Iker Lecuona inseguiva la vittoria da inizio anno e questa volta ce l’ha fatta, precedendo il compagno di squadra nel team Aruba Ducati in una volata mozzafiato.
Lo spagnolo è scattato in testa e per tutta la gara ha avuto Bulega in coda, c’è stato anche qualche sorpasso immediatamente rintuzzato. Hanno fatto gara a sé i due galli dello stesso pollaio, irraggiungibili da tutto il resto del gruppo. L’ italiano era deciso a non mollare lo scettro, lo spagnolo avrebbe dato qualsiasi cosa per strapparglielo e c’è riuscito. L’epilogo al l’ultima curva: i due sono quasi entrati in contatto quando Bulega si è buttato dentro tentando il sorpasso decisivo, ma Lecuona ha resistito ed ha conquistato la prima vittoria della sua carriera in un campionato del mondo. L’italiano lo aveva detto già ieri: di questo circuito gli piacciono molto i primi due settori, meno i due conclusivi, ed è proprio lì che ha visto sfumare le sue speranze.
La situazione comunque resta estremamente positiva, in campionato Bulega mantiene un vantaggio siderale; solo che dispiace avere perso la palma dell’imbattibilità . Ma intanto le gare passano e il titolo mondiale si avvicina.
Botte da orbi anche per il terzo gradino del podio, fra Yari Montella e Sam Lowes. È avvenuto tutto nelle prime fasi, poi l’italiano ha preso il sopravvento e si è allontanato guadagnando un vantaggio sufficiente a chiudere tranquillo, con 11“68 di margine. È stata anche la grande giornata di Tommy Bridewell, non l’unica: era arrivato quinto già ad Aragón e qui a Donington si è ripetuto; anzi, c’è stata una fase in cui ha addirittura sperato di fare lo sgambetto a Sam Lowes. Non gli è riuscito ma va molto bene anche così.
Lorenzo Baldassarri è riuscito a tenere a bada Alex Lowes portando a casa il sesto posto davanti al britannico, mentre il Garrett Gerloff ha avuto la meglio di Axel Bassani tagliando il traguardo in ottava posizione. Decimo e migliore dei piloti Honda Xavi Vierge, Miguel Oliveira con uno scialbo 11º posto conferma la crisi BMW, vissuta anche da Danilo Petrucci, solo 15º. Non che la Yamaha stia molto meglio: già detto di Vierge, Remy Gardner e Andrea Locatelli sono 12º e 13º, Stefano Manzi 16º. La salita non è ancora terminata.
Questi i primi sei di Gara 1:
Giro veloce: – Nicolò Bulega (Ducati) 1’25.491, nuovo giro record
Il campione del mondo in carica domina la Sprint davanti ad Alex e Diggia. Bezzecchi non ha corso per la clavicola rotta in qualifica, MartÃn ancora leader
Ci sono circuiti dove certi piloti non si battono, e il Sachsenring per Marc Marquez è casa da sempre. La Sprint del GP di Germania non ha tradito il copione: partito dalla pole, il campione del mondo in carica ha preso la testa alla prima curva e non l'ha più mollata, chiudendo i 15 giri in 20'12.978. Niente fuga solitaria, però. Alex Marquez gli è rimasto incollato fino alla bandiera a scacchi, tagliando il traguardo ad appena 368 millesimi, mentre Fabio Di Giannantonio ha completato una prima fila fotocopia della griglia di partenza: pole, secondo e terzo in qualifica, stesso ordine all'arrivo. Podio tutto Ducati, con Diggia a 813 millesimi dal vincitore. Per il romano del team VR46 è il quinto podio stagionale nella gara corta, e a giudicare dalla scia tenuta oggi la domenica potrebbe raccontare qualcosa di diverso.
Da segnalare il debutto del nuovo assetto della griglia, con distanze maggiorate tra le caselle: da 3 a 4 metri per ogni piazzola e da 9 a 12 metri per ogni fila. Alla prima curva i piloti erano effettivamente più distanti del solito, e la novità è sembrata funzionare.
Il sabato tedesco per Aprilia è cominciato male e finito peggio. Marco Bezzecchi non ha nemmeno preso il via: la caduta in qualifica gli è costata la frattura scomposta della clavicola sinistra, con rientro immediato in Italia e operazione già programmata per domenica mattina. Un guaio serio, per lui e per la Casa di Noale, che nella Sprint ha raccolto solo il quarto e quinto posto delle satellite di Ai Ogura e Raúl Fernández. Jorge Martin, unica RS-GP ufficiale rimasta in pista, si è dovuto accontentare del sesto posto, sufficiente comunque a conservare la vetta del campionato.
Alle spalle del terzetto ducati, la gara ha avuto pochi sussulti: Bagnaia ha rimontato dall'undicesima alla settima posizione, Acosta ha chiuso ottavo davanti a Quartararo, mentre Franco Morbidelli è finito a terra quando viaggiava in decima piazza, per fortuna senza conseguenze.
In classifica generale, con Bezzecchi fermo, Martin allunga a 197 punti e tiene 11 lunghezze di margine sul compagno di squadra, fermo a 186. Ma è dietro che si scalda la lotta: Di Giannantonio è terzo a 184, a soli 13 punti dalla testa, seguito da Ogura a 174. E poi c'è lui, Marc Márquez, quinto a 165 ma ora a 32 dalla vetta: con la caduta del "Bez" e mezza stagione ancora da correre, la corsa iridata è ufficialmente riaperta. Domani sullo stesso tracciato che lo ha visto trionfare nove volte in MotoGP, il catalano proverà a rosicchiare altro terreno.
Sarà il caposquadra della Ducati a partire dalla pole position nel round Gran Bretagna, ottava prova del campionato. Nelle prove libere della mattinata si era un po’ trattenuto, in Superpole ha spinto al massimo
È il mantra del mondiale Superbike: Nicolò Bulega primo. Sarà il caposquadra della Ducati a partire dalla pole position nel round Gran Bretagna, ottava prova del campionato. Nelle prove libere della mattinata si era un po’ trattenuto, in Superpole ha spinto al massimo scendendo fino a 1’24â€410, nuovo record della pista. Quello vecchio lo avevo stabilito nel 2024 Toprak Razgatlioglu con il tempo di 1’24â€629. Dunque Bulega appare sempre più sicuro di sé e la Ducati ancor più di lui perché già da questo weekend può puntare a conquistare la certezza matematica dei titoli per costruttori e squadre. Sono fortissimi quelli di Borgo Panigale, lo conferma il fatto che il secondo posto sulla griglia di partenza verrà occupato dall’altro pilota della squadra, Iker Lecuona, che per giunta è vicinissimo: appena 0â€052. Poco più di un soffio per lo spagnolo divenuto recentemente papà . Lui pure è sceso sotto il record. È il segnale che questa volta la lotta per la vittoria sarà più accesa del solito? Forse, ma visto come sono andate le cose da parecchio tempo a questa parte non c’è da contarci troppo.
Chiuderà la prima fila Yari Montella, il ragazzo d’oro del team Barni. Con 1’24â€608 è terzo e migliore di “indipendentiâ€, la sua squadra ha fatto molto bene a confermarlo per l’anno prossimo con notevole anticipo.
Dietro qualcosa si muove e Xavi Vierge ha portato nella quinta casella la Yamaha, che nelle sue mani è diventata competitiva: il distacco però è sensibile, ha girato a 0â€830 dal capofila. Lorenzo Baldassarri si conferma uomo da posizioni che contano ed è sesto. Sì è messo dietro entrambe le Bimota, quella di Alex Lowes e l’altra di Axel Bassani, entrambi staccati di pochi centesimi. Su questa pista continua a farsi notare Tommy Bridewell: da buon britannico sente l’aria di casa ed è nono, chiude la terza fila ed è il primo dei piloti il cui distacco è superiore a 1â€.
Jonathan Rea, presente come wildcard 10º, e si troverà a fianco Garrett Gerloff e Miguel Oliveira, finito a terra nelle ultime battute.
Sono indietro Danilo Petrucci, Andrea Locatelli ed Alvaro Bautista, in fila dal 13º al 15º posto, mentre Remy Gardner è caduto senza essere riuscito a chiudere nemmeno un giro per cui non avendo fatto registrare nessun tempo partirà dall’ultima posizione. Fuori dai giochi Alberto SurRa, dichiarato non idoneo dai medici a causa di un problema funzionale alla spalla per cui non ha potuto partecipare alle prove cronometrate.
I primi sei della Superpole:
Ducati monopolizza il podio, Fabio Di Giannantonio ottimo terzo dietro a Marc e Alex. Ogura è il più veloce tra i piloti di Noale, giapponesi in difficoltà , Quartararo prende un punto d'orgoglio
Marc Marquez vince la Sprint del Gran Premio di Germania, in un sabato in cui il fratello è bravo a stargli vicino e Di Giannantonio chiude un podio tutto Ducati. Le Aprilia deludono le attese e rimangono giù dal podio, bravo Ogura a mettersi in testa al plotone delle RS-GP. Pagelline Sprint.
Gestisce dal secondo metro in poi, giusto perché in partenza gli si impenna un pelo la moto. Il fratello non lo attacca, lui pensa ad andare forte senza rovinare la gomma. Con 19 successi, diventa il pilota più vincente di sempre nelle Sprint. Voto 10
Considerando tutte le botte che ha preso tra Barcellona e Assen, è un mezzo miracolo vederlo sul podio al Sachsenring. Gara ottima, anche se non azzarda sul fratellone. Voto 8
Pensa al campionato e porta a casa 7 punti che lo avvicinano alla vetta del mondiale. Non trova il varco giusto per un azzardo su Alex, sceglie di andare a podio invece che rischiare per due punti in più. In partenza si lascia sorprendere da Ogura, ma recupera. Voto 7,5
Parte bene e riesce anche a ricucire su Di Giannantonio, ma le Ducati sono troppo veloci sulla pista tedesca. Non ha problemi a tenere a bada Raul Fernandez (voto 6,5) e Martin. Voto 8
Era il più forte nelle Sprint, ora il sabato pensa a gestire, anche perché su questa pista le Ducati sono superiori. Non è a posto con il set-up, ma i due Trackhouse riescono a sfruttare meglio il pacchetto. Voto 6
Tribola fin dalle qualifiche, si aggancia al Q2 ma parte dietro. In gara ci prova ma non riesce a fare chissà cosa. Le Desmosedici monopolizzano il podio, ma lui è lontano. Voto 5
Lo spagnolo rientra dall'operazione per sindrome compartimentale, ma comunque riesce a tagliare il traguardo prima di Brad Binder con un vantaggio di 5 secondi sul compagno di marca sudafricano. Voto 7,5
Raccoglie il punticino dell'orgoglio e per una volta Yamaha fa meglio di Honda nella "Japan Cup", riservata ai costruttori del Sol Levante in perenne ritardo sugli europei. Resta sempre uno dei piloti più talentuosi della griglia. Voto 7
In occasione della tappa newyorkese della nave scuola della Marina Militare, Vespa ha presentato un modello realizzato in esemplare unico, ispirato ai colori e ai dettagli dell'Amerigo Vespucci. Verrà esposta durante la permanenza del veliero negli Stati Uniti
Vespa e l'Amerigo Vespucci si sono incontrati a New York, dove la storica nave scuola della Marina Militare italiana è approdata per partecipare a Sail4th250, la manifestazione organizzata per celebrare i 250 anni degli Stati Uniti. Per l'occasione è stato presentato un esemplare unico di Vespa, realizzato come omaggio al celebre veliero e destinato a rimanere esposto per tutta la durata della sosta nel porto americano.
Varata nel 1931, l’Amerigo Vespucci è la nave scuola della Marina Militare e viene impiegata ancora oggi per la formazione degli allievi ufficiali dell'Accademia Navale di Livorno, oltre a rappresentare l'Italia durante le campagne internazionali.
La Vespa speciale numerosi elementi estetici dell'Amerigo. La scocca in acciaio, per esempio, è verniciata in nero lucido ed è attraversata da due fasce bianche che richiamano quelle dello scafo della nave, mentre alcune grafiche evocano gli oblò presenti lungo la fiancata.
Anche altri dettagli sono stati studiati per richiamare il veliero: le finiture color ocra sul parafango, nel vano sottosella e sul classico "cravattino" anteriore si ispirano alle impavesate e al bompresso dell'Amerigo Vespucci. Sul lato sinistro dello scudo trova posto inoltre la grafica ufficiale della nave, con il veliero a vele spiegate e il tricolore italiano.
L'elemento più particolare è probabilmente la sella, rivestita in tela Olona, lo stesso tessuto utilizzato per confezionare le vele del veliero. Splendida.
Come accennato, questa Vespa oceanica rimarrà esposta per tutta la durata della sosta nel porto americano. Se doveste passare da quelle parti...
La Casa austriaca rinnova le iniziative per l'estate: riduzioni di prezzo, bonus fino a 1.000 euro e il Tech Pack incluso su alcuni modelli della gamma stradale. Coinvolte anche diverse enduro e motocross. Ecco i dettagli…
KTM amplia le promozioni dedicate all'estate 2026 con una serie di iniziative valide dal 1° luglio al 30 settembre. Le offerte interessano numerosi modelli della gamma Street e Offroad e prevedono prezzi agevolati, vantaggi fino a 1.000 euro e, su alcune moto, il Tech Pack incluso. Vediamole una per una…
Tra le protagoniste della campagna ci sono le naked della famiglia DUKE. La 125 DUKE viene proposta a 4.690 euro, mentre la 390 DUKE scende a 5.490 euro. Rimane inoltre attiva la promozione sulla 790 DUKE, disponibile a 8.090 euro con Tech Pack incluso.
Anche le nuove motard stradali rientrano nell'iniziativa: la 125 SMC R è proposta a 4.790 euro, la 390 SMC R a 5.640 euro, mentre per la 690 SMC R KTM prevede un bonus di 1.000 euro da utilizzare per l'acquisto di accessori PowerParts o abbigliamento PowerWear.
Per chi preferisce le gite domenicali, la 390 Adventure X viene offerta invece a 5.490 euro, mentre la 125 Enduro R è disponibile a 4.890 euro.
Resta infine confermata la promozione sulla 790 Adventure, proposta a 10.790 euro con Tech Pack compreso nel prezzo.
L'iniziativa viene estesa anche ad alcuni modelli di fascia superiore. Sulle 990 DUKE, 1390 Super Duke R e 1390 Super Duke R EVO, infatti, è previsto il Tech Pack in omaggio. Il pacchetto software - lo ricordiamo - aggiunge diverse funzionalità elettroniche, tra cui modalità di guida e impostazioni dedicate alla gestione della moto, normalmente disponibili come optional.
Le offerte estive coinvolgono anche la gamma specialistica dedicata al fuoristrada. Sulle EXC ed EXC-F Model Year 2026, comprese le versioni Six Days, Hard Enduro, Champions Edition e 125 XC-W, KTM riconosce un vantaggio cliente di 850 euro. Stesso importo per tutte le SX e SX-F MY26 dedicate al motocross.
Come accennato, le promozioni saranno valide fino al 30 settembre 2026 presso i concessionari KTM aderenti all'iniziativa, salvo ovviamente disponibilità dei modelli. Per maggiori informazioni e per tutti i dettagli vi consigliamo di rivolgervi direttamente ad una concessionaria autorizzata.
Non raffredda l'aria come un climatizzatore tradizionale, ma agisce direttamente sul corpo grazie a una piastra termoelettrica appoggiata alla nuca. Il Sony REON Pocket Pro Plus è un dispositivo indossabile pensato per alleviare la sensazione di caldo (o di freddo) durante gli spostamenti quotidiani. Potrebbe trovare spazio anche tra scooteristi e motociclisti urbani?
Tra i gadget più insoliti dedicati al comfort personale c'è il Sony REON Pocket Pro Plus, un dispositivo indossabile che promette di ridurre la sensazione di caldo o, all'occorrenza, di riscaldare chi lo indossa. Un concetto diverso da quello di un condizionatore portatile: il REON non raffredda l'aria circostante e non soffia aria fresca sul corpo, ma agisce direttamente sulla temperatura percepita.
Il dispositivo si indossa dietro il collo, con il corpo principale appoggiato nella parte alta della schiena e una piastra metallica a contatto diretto con la nuca. È proprio questa superficie a raffreddarsi o riscaldarsi nel giro di pochi secondi grazie a due moduli termoelettrici basati sull'effetto Peltier, una tecnologia che trasferisce il calore da un lato all'altro del dispositivo anziché produrre aria fredda. In modalità COOL, il calore viene sottratto alla pelle e dissipato attraverso una piccola ventola che espelle l'aria calda verso l'alto. In modalità WARM, invece, il processo si inverte e la piastra diventa calda, offrendo un effetto opposto.
Sony utilizza due moduli indipendenti che lavorano alternando leggermente intensità e posizione del raffreddamento. L'obiettivo è mantenere più costante la percezione del fresco, evitando che il corpo si abitui rapidamente a uno stimolo sempre identico.
Il kit, venduto a circa 190 euro, comprende anche il REON Pocket TAG 2, un piccolo sensore esterno che rileva temperatura e umidità ambientali. I dati vengono inviati al dispositivo, che può così regolare automaticamente l'intensità del raffreddamento o del riscaldamento.
La gestione avviene principalmente tramite l'app dedicata, dalla quale è possibile selezionare la modalità desiderata, impostare il funzionamento automatico, verificare lo stato della batteria e installare eventuali aggiornamenti software.
Secondo Sony, l'autonomia può arrivare fino a 34 ore alla minima potenza, mentre con il raffreddamento al massimo livello si scende a circa 5-6 ore. Nell'uso automatico la durata dichiarata si colloca invece intorno alle 10 ore, variabili in base alle condizioni ambientali e all'intensità richiesta. La ricarica avviene tramite USB-C ed è possibile utilizzare il dispositivo anche collegandolo a una power bank.
Pur non essendo pensato specificamente per le due ruote, il REON Pocket Pro Plus potrebbe incuriosire anche chi utilizza scooter e moto, soprattutto durante gli spostamenti in città . Nei tragitti cittadini, caratterizzati da velocità ridotte, semafori e continue soste, un sistema che aiuti ad attenuare la sensazione di caldo potrebbe rappresentare un piccolo aiuto sotto l'abbigliamento tecnico. Più difficile immaginare benefici concreti durante la guida extraurbana o turistica, dove il flusso d'aria contribuisce già a migliorare il comfort e l'equipaggiamento tecnico introduce ulteriori variabili. L'idea, insomma, sembra interessante e sicuramente diversa dal solito ma, prima di promuoverlo come accessorio per motociclisti e scooteristi, sarà necessario verificarne il comportamento nell'utilizzo reale su strada.
Nel frattempo: Anticiclone africano: attenti ai colpi di calore in moto. Come affrontarli
Sorprende non trovare Nicolò Bulega in testa alla classifica dopo il terzo e ultimo turno di prove libere, ma le FP3 servono per verificare le ultime modifiche prima del Superpole quindi i tempi non sono importanti
Visto come sono andate le cose finora, sorprende non trovare Nicolò Bulega in testa alla classifica dopo il terzo e ultimo turno di prove libere del round Gran Bretagna, ottavo prova del mondiale Superbike. Il caposquadra della Ducati ieri aveva dominato ma oggi ha girato in 1’25â€138 e nonostante questo significhi un miglioramento della prestazione si è fermato al quarto tempo. Ha un ritardo di 0â€382 da Sam Lowes che ha staccato un bell’1’24â€756, ad appena 0â€127 dal record della pista, risultando il più veloce. Nulla di cui preoccuparsi perché come al solito le FP3 servono per verificare le ultime modifiche prima del Superpole, quando i tempi invece saranno importanti per conquistare una posizione sulla griglia di partenza; è comunque l’avvertimento che sulla pista di casa il britannico del team Marc VDS sarà un avversario molto pericoloso, così come lo sarà Yari Montella, che ha girato in 1’24â€958 risultando il secondo più veloce, in sella alla Panigale del team Barni. Solo loro due sono riusciti a scendere sotto l’1’25â€: due privati, per quanto di lusso, a dimostrazione che la Superbike lascia ampio spazio al talento.
Il primo degli ufficiali è Iker Lecuona, compagno di squadra di Bulega, terzo a 0â€369.
Dopo c’è un salto perché il ritardo di Alex Lowes, gemello del leader e pilota ufficiale Bimota, supera il mezzo secondo e quello di Tommy Bridewell, sesto, è addirittura di 0“859. Da lì in poi però si serrano le file e i distacchi si riducono a pochi millesimi o al massimo centesimi di secondo.
Fa piacere vedere in settima posizione Jake Dixon, rientrante dopo l’infortunio di inizio stagione, e dopo di lui Xavi Vierge, Alessandro Surra, Alvaro Bautista e Lorenzo Baldassarri. Più indietro gli altri italiani: 15º Axel Bassani, 17º Andrea Locatelli, 21º Stefano Manzi e 23º ed ultimo Danilo Petrucci, a sua volta al rientro dopo un infortunio ma decisamente non ancora ripreso. Per lui come per il compagno di squadra in BMW Miguel Oliveira, 14º, le cose vanno male, tra infortuni e difficoltà : la Casa di Monaco non ha esercitato l’opzione che le permetteva di confermare i due piloti per l’anno prossimo. Non è un bel segno ma prima di decidere i tedeschi vogliono vederci chiaro, cioè poter disputare qualche gara in condizioni “normaliâ€.
Il Tribunale di Monza ha condannato a quattro anni di reclusione il ventenne ritenuto l'organizzatore della gara clandestina di moto nella quale, nel marzo 2023, perse la vita il sedicenne Cristian Donzello
Il Tribunale di Monza ha emesso la prima sentenza relativa al tragico incidente avvenuto il 12 marzo 2023 a Biassono, in cui perse la vita il sedicenne Cristian Donzello durante una presunta gara clandestina di moto. Al termine del processo celebrato con rito abbreviato, il giudice ha condannato a quattro anni di reclusione un ventenne residente a Biassono, ritenuto l'organizzatore dell’evento. Il giovane era accusato di aver promosso una competizione motoristica non autorizzata, reato previsto dall'articolo 9-bis del Codice della strada, che punisce chi organizza o favorisce gare su strada prive delle necessarie autorizzazioni. Secondo l'accusa, l'appuntamento sarebbe stato pubblicizzato sui social network e avrebbe richiamato decine di spettatori. La difesa, invece, ha sempre sostenuto che non si trattasse di una gara clandestina.
Nel corso della stessa udienza il giudice ha inoltre respinto le richieste di patteggiamento presentate dagli altri due imputati maggiorenni, ritenendo non adeguate le pene proposte.
Si tratta del conducente dell'auto coinvolta nell'incidente, imputato per omicidio stradale, e di un altro motociclista, accusato di aver partecipato alla competizione. Entrambi dovranno comparire nuovamente davanti al Tribunale nel mese di ottobre. Prosegue inoltre il procedimento, davanti alla Procura per i minorenni di Milano, nei confronti di altri due ragazzi che all'epoca dei fatti non avevano ancora compiuto 18 anni.
La vicenda risale al 12 marzo 2023, quando un gruppo di giovani si era ritrovato nella zona industriale di Biassono, lungo via Friuli. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, alcuni motociclisti presero parte a una gara di accelerazione in rettilineo, nota nell'ambiente come “sparo". Durante una delle partenze, la TM Racing Enduro 125 guidata da Cristian Donzello si scontrò con una Volkswagen Polo che stava effettuando una svolta a sinistra. Nell'urto rimase coinvolto anche un secondo motociclista, che riportò ferite lievi, mentre un terzo riuscì a evitare l’impatto. Cristian Donzello, trasportato in condizioni gravissime all'ospedale Niguarda di Milano, morì poco dopo il ricovero a causa delle lesioni riportate nell'incidente.