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News n. 1
Noie elettriche in Casa Triumph: richiamo per i modelli "Twin" Noie elettriche in Casa Triumph: richiamo per i modelli "Twin"

Il richiamo riguarda gli esemplari prodotti nel corso del 2020: Bonneville, Street Twin e Street Scrambler. A richiedere un'attenzione particolare, è il connettore dello statore...

Riccardo Casarini

Una prima circolare è stata pubblicata a marzo sul portale di Allerta Rapida della Commissione Europea. A questa è seguito, a stretto giro, un aggiornamento pubblicato il 17 aprile: oggetto d'indagine sono i modelli Bonneville T100/T120, Street Scrambler e Street Twin, per un possibile surriscaldamento del connettore dello statore, che potrebbe deformarsi fino a collassare definitivamente.

Qui tutti i richiami 2026.

Esemplari coinvolti

Modelli:  Bonneville T100/T120, Street Scrambler e Street Twin

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Triumph Bonneville T100/120

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Triumph Street Scrambler

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Triumph Street Twin

Come identificarli

Forbice di produzione: 01.04.2020 - 01.11.2020

Codice telaio: DB01A, DB02A, DB04, DB04R, DU01A, DU04, DC03, DC03R, DC04, DC04R, DP03, DP03R, DP04, DP04R //e5*168/2013*00003* // e5*168/2013*00004* // e13*168/2013*01050* // e13*168/2013*01051* // e9*168/2013*11259* // e13*168/2013*01049*// e5*168/2013*00009* // e5*168/2013*00010*// e9*168/2013*11597* // e9*168/2013*11596* // e5*168/2013*00011* // e5*168/2013*00012* // e9*168/2013*11595* // e9*168/2013*11594*

Codice interno richiamo: SRAN627.2

Difetto segnalato: La combinazione di temperature ambiente elevate, correnti elevate e tensione laterale eccessiva può causare la formazione di un ponte tra i cavi dell'alternatore e il connettore del cablaggio. Se le lamelle del connettore formano un ponte, si può raggiungere una soglia termica che supera la capacità del connettore e ne provoca la deformazione. Ciò può causare un cortocircuito, aumentando il rischio di incendio.

Vivere con la moto
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 13:52:34 +0000
News n. 2
MotoGP Ungheria: Marquez fa cento e riapre il Mondiale, harakiri Aprilia MotoGP Ungheria: Marquez fa cento e riapre il Mondiale, harakiri Aprilia

Strike di Martin alla prima curva: fuori Bezzecchi e altre tre moto. Marquez doma Acosta, Bagnaia terzo

massimo.miliani

Che botta Aprilia!

Bastano poche centinaia di metri per ribaltare il senso di una domenica. Al Balaton Park la gara lunga d'Ungheria si decide in curva 1, quando Jorge Martin arriva lungo in staccata, perde il controllo e piomba sul gruppo come una palla da bowling: a terra finiscono il compagno di box Marco Bezzecchi, Raul Fernandez e Fermin Aldeguer, mentre Fabio Di Giannantonio resta invischiato nella carambola, riparte e chiude lontanissimo, dodicesimo. Per il leader del campionato è un colpo pesante: Bezzecchi era arrivato in terra magiara con 180 punti e venti di margine proprio su Martin, e si ritrova a guardare la gara dalla ghiaia per colpa del suo stesso compagno. Lo spagnolo, autore del patatrac, risale fino al dodicesimo posto raccogliendo le briciole. In ottica iridata è un weekend che brucia per entrambe le Aprilia di vertice, anche se per ragioni opposte.
 

Marquez-Acosta, duello vero. Poi il numero 93 scappa

Davanti, intanto, va in scena la corsa che ci si aspettava. Marc Marquez e Pedro Acosta si studiano e si attaccano per la prima metà di gara, scambiandosi la testa a suon di sorpassi e arrivando anche al contatto al limite. Lo spagnolo della Ducati la spunta intorno alla metà della distanza, piazza il giro veloce e da lì amministra fino al traguardo, chiudendo con oltre due secondi e mezzo di margine. È la prima vittoria di Marquez in una gara lunga in questa stagione e, soprattutto, il centesimo successo in carriera in tutte le classi: un traguardo che pesa, arrivato su una pista che ormai gli calza addosso come un guanto, dopo il tris dello scorso anno. Acosta porta a casa un secondo posto solido con la KTM, mentre completa il podio Pecco Bagnaia, abile a sfruttare il vuoto creato dall'incidente e a tenere dietro gli inseguitori.
Il bottino di giornata cambia gli equilibri in alto: Marquez si rilancia e riapre, almeno sulla carta, una corsa al titolo che fino a sabato sembrava ormai questione tra le due Aprilia. Appuntamento al 20 giugno in Repubblica Ceca, dove Bezzecchi proverà a dimenticare in fretta questa domenica storta.
 

MotoGP
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 13:22:38 +0000
News n. 3
Tutto sulle Vie del Sale: i percorsi più belli da fare in moto Tutto sulle Vie del Sale: i percorsi più belli da fare in moto

Gli itinerari tra cui scegliere sono numerosi ed i paesaggi da ammirare davvero incantevoli. Tanti i gioielli nascosti, tra chiesette e castelli, invitante la proposta enogastronomica...

Riccardo Allegro

Le cosiddette Vie del Sale sono antiche rotte commerciali che, attraverso l’entroterra ligure, collegavano le saline costiere della Liguria con le regioni dell'entroterra, come il Piemonte e la Lombardia. Vitali per il commercio del prezioso minerale, oggi sono un’importante risorsa anche dal punto di vista del turismo, compreso ovviamente quello a due ruote.

In moto lungo le antiche vie del sale

In aggiunta a quello consigliatoci da Corrado Capra di Over2000Riders (ve ne parlavamo qui), vi proponiamo di seguito qualche itinerario da seguire in moto lungo le vie del sale, più qualche meta meno nota ma non per questo meno affascinante. 

  • La Via del Sale da Limone Piemonte a Ventimiglia
    Benché non interamente in Liguria, questo percorso collega Limone Piemonte con Ventimiglia attraverso uno dei tratti più spettacolari delle Alpi Marittime (cliccate qui per il nostro approfondimento). La strada, che segue l'antica via del sale, offre viste mozzafiato su entrambi i versanti alpini. La distanza da percorrere è di circa 115 km in una combinazione di strade asfaltate e sterrate, passando per diversi passi alpini. Ovviamente, esiste la possibilità di deviazioni e soste. Tra i principali punti di interesse ricordiamo il Colle di Tenda, la Valle delle Meraviglie con i suoi antichi graffiti e la discesa verso il mare con l'arrivo a Ventimiglia. Attenzione: per accedere alla strada è necessario pagare un pedaggio (circa 15 euro per le moto) Lo si può fare dal sito internet, oppure direttamente in loco agli ingressi di Limone Piemonte, in località Cabanaira, e nel Bosco delle Navette, in località Ponte Giairetto, nel comune di Briga Alta.
     
  • La Via Marenca: Da Ceva a Imperia
    Un itinerario che parte da Ceva, nel Cuneese, e segue l'antica Via Marenca fino a Imperia, sulla costa. Si alternano asfalto e sterrato e, per concluderlo, ci vogliono circa 5 o 6 ore di guida. Le tempistiche dipendono ovviamente dalle soste: tanti i punti di interesse, tra cui il borgo di Pieve di Teco, la Riviera di Ponente (si può fare una sosta a Imperia) e, in generale, i bellissimi paesaggi alpini delle Alpi Liguri. 
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  • Da Albenga a Garessio passando per il Colle di Nava
    Un breve itinerario (circa 70 km) molto apprezzato dai motociclisti. Se siete alle prime armi o, più semplicemente, siete alla ricerca di un percorso facile e poco impegnativo, fa per voi. La strada si snoda seguendo un'antica rotta del sale lungo il Colle di Nava fino al borgo di Garessiosi. Percorrendola, si attraversano paesaggi montani con viste spettacolari. È un giretto semplice, adatto a tutti i motociclisti, ma ricco di punti di interesse: ci sono Albenga e il suo centro storico, la salita al Colle di Nava, con viste spettacolari, e il borgo di Garessio, noto per le sue acque termali.

“Gioielli nascostiâ€

Tra le mete rivierasche più celebri, come Alassio, Albenga e Laigueglia, si trovano gemme meno conosciute che meritano attenzione. Mendatica, situata nell’entroterra di Imperia, è per esempio famosa per la sua “cucina biancaâ€, mentre a Zuccarello, delizioso villaggio nell'interno della provincia savonese, si può visitare il castello del XII secolo, edificato per volere marchesi Clavesana e recentemente restaurato e aperto al pubblico.  Bellissimo anche Erli, piccolo comune situato nella provincia di Savona e caratterizzato da un affascinante ambiente montano ricco di storia locale (consigliamo una visita alla cappella di Sant’Antonio) . 

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Ecco l'incantevole borgo di Zuccarello

Sui sentieri del vino

Vero è che alcool e guida non vanno mai d’accordo, ma un bicchiere di vino con vista sul vitigno è sempre concesso (e anzi consigliato). Anche in questo caso, il territorio ligure delle Vie del Sale offre davvero molto. Percorrere la Valle Arroscia, fare una sosta a Ranzo e visitare le cantine Deperi sono per esempio ottime idee per una gita enogastronomica. Proseguendo, ci si può spingere fino a Pieve di Teco, dove si trova Cascina Nirasca e, da lì, dirigersi verso Acquetico, dove si possono degustare i vini della pluripremiata Tenuta Maffone. L’elenco (sterminato) conta anche Pornassio, celebre per l'ormeasco, vino rosso rotondo e alpestre coltivato fin dal Medioevo su terrazzamenti circondati da montagne che superano i duemila metri. 

Museo della 500 

Non a due ma a quattro, sempre di motori si parla. Agli appassionati consigliamo anche una visita al Museo della 500 di Garlenda. Oltre alle vetrine contenenti centinaia di modellini, componenti ed accessori, all’interno due simulatori di guida che permettono di sentirsi davvero al volante di una 500 (anche perché ci si siede all’interno di due autentiche mezze vetture), un pannello con 150 disegni che ricordano tutte le 500 entrate in commercio o solo progettate, dipinti, disegni, sculture, installazioni artistiche, oggetti curiosi e memorabilia da tutto il mondo. Non mancano, ovviamente, esemplari perfettamente funzionanti, sempre diversi perché messi a disposizione dai proprietari per periodi che vanno da qualche settimana a qualche mese. Inoltre, ogni anno a luglio viene inaugurata anche una mostra, d’arte, fotografica o di oggettistica. Situato in Via Roma 90, a Garlenda, il museo è aperto tutto l'anno, dal lunedì al venerdì con orario 8-12/15-18 e il sabato mattina. L’ingresso costa 3 euro. 

Associazione Antiche vie del Sale

Per maggiori informazione e per approfondire la conoscenza del territorio, vi consigliamo anche di visitare il sito internet dell’Associazione Antiche Vie del Sale, il cui obiettivo è infatti quello di promuovere un percorso comune a tutta l’area. Il portale è generoso di informazioni, comprese ovviamente quelle legate all’enogastronomia del territorio ed alle tante attività promosse dagli enti locali. 

Strade e percorsi
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 12:00:00 +0000
News n. 4
Forcella moto: la guida definitiva su olio, paraoli e manutenzione Forcella moto: la guida definitiva su olio, paraoli e manutenzione

L’olio delle forcelle è uno degli elementi più trascurati della manutenzione della moto, eppure influisce in modo diretto su comfort, stabilità e sicurezza. Ecco come lavora la sospensione anteriore, perché il lubrificante si degrada e quando è il momento di intervenire 

Riccardo Allegro

Manutenzione forcella 

Le forcelle sono tra i componenti più importanti della ciclistica di una moto. Assorbono le asperità dell’asfalto, controllano i trasferimenti di carico in accelerazione e frenata e contribuiscono in modo decisivo alla stabilità del veicolo. Eppure, mentre pneumatici e freni ricevono regolarmente attenzioni e manutenzione, la forcella viene spesso dimenticata per anni. È un errore: l’olio in essa contenuto è soggetto a usura e contaminazione, e il suo deterioramento può modificare sensibilmente il comportamento della moto. Vediamo quindi come funziona, quando sostituirlo e quali problemi possono insorgere trascurando la manutenzione.

A cosa serve l’olio delle forcelle?

Il compito dell’olio forcella è controllare il movimento della sospensione, impedendo che la moto continui a rimbalzare dopo che la molla si è compressa e poi estesa. La molla è infatti l’elemento principale della sospensione: quando la ruota incontra una buca o un dosso si comprime accumulando energia. Se non esistesse un sistema in grado di dissipare questa energia, la sospensione continuerebbe a oscillare avanti e indietro. 
Qui entra in gioco l’olio. Costretto a passare attraverso fori calibrati o valvole interne, genera una resistenza idraulica che smorza il movimento della molla. In altre parole, è l’elemento che svolge la funzione di ammortizzatore. Il modo in cui questa azione viene compiuta varia in base al tipo di forcella: le più semplici utilizzano sistemi a stelo con asta di smorzamento, mentre le soluzioni più evolute adottano cartucce idrauliche dedicate.

All’interno di forcelle e ammortizzatori non ci sono solo molla e olio ma c’è anche del gas (aria nelle forcelle, azoto negli ammortizzatori) che essendo comprimibile, a differenza dell’olio, permette alle sospensioni di “muoversiâ€. Ve lo spiegavamo qui. 

Perché cambiare l’olio delle forcelle?

Le ragioni principali sono due. 

  • L’olio si degrada con il tempo e con l’utilizzo. Migliaia di cicli di compressione ed estensione sottopongono il fluido a forti sollecitazioni, che nel tempo ne alterano le caratteristiche. Inoltre, l’olio può incorporare aria e contaminarsi con residui derivanti dall’usura interna.  Tutti fattori che riducono l’efficacia dello smorzamento. 
  • C'è poi la possibilità di modificare il comportamento della sospensione. Alcuni motociclisti scelgono infatti un olio più viscoso per ottenere una forcella più “frenata†nei movimenti. Si tratta però di una scelta che va valutata con attenzione. La sospensione è un sistema complesso e modificare la viscosità dell’olio può influenzare sia la compressione che il ritorno della forcella. Su modelli privi di regolazioni dedicate, il risultato potrebbe persino peggiorare il comfort di marcia. Meglio in questo caso lasciar stare o chiedere un parere ad un tecnico esperto. 

Cosa succede se non si cambia l’olio forcella?

Quando il lubrificante perde le proprie caratteristiche, la forcella non riesce più a controllare correttamente il movimento della molla.

I sintomi più comuni sono:

  • avantreno eccessivamente “rimbalzante†sulle asperità;
  • comportamento meno preciso in frenata;
  • perdita di efficacia delle regolazioni idrauliche, se presenti;
  • comparsa di rumori anomali provenienti dalla sospensione.

L’olio contaminato può inoltre accelerare l’usura dei paraoli. Quando questi iniziano a perdere, la situazione tende a peggiorare rapidamente: entra nuova sporcizia, il livello dell’olio diminuisce e l’efficacia della sospensione cala ulteriormente. Un segnale evidente arriva spesso durante la sostituzione: l’olio nuovo è generalmente limpido, mentre quello esausto appare molto più scuro e carico di residui.

Qual è il miglior olio forcella?

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La risposta più corretta è semplice: quello indicato dal costruttore. Ogni moto è progettata per funzionare con una specifica viscosità e con una precisa quantità di fluido. Nei manuali d’officina si trovano in genere entrambe le informazioni. Le gradazioni più diffuse vanno generalmente da 5W a 10W, ma non esiste uno standard universale perfettamente identico tra i vari produttori: due oli dichiarati della stessa viscosità possono comportarsi in modo leggermente diverso. Tra gli specialisti delle sospensioni è comunque diffusa l’idea che, se l’olio è ancora in buone condizioni, un eventuale miglioramento delle prestazioni passi più facilmente attraverso aggiornamenti tecnici della forcella - come cartucce evolute o emulatori - piuttosto che attraverso il semplice cambio di viscosità.

Ogni quanto va cambiato l’olio forcella?

Anche qui, ìgli intervalli variano da modello a modello. Molti costruttori consigliano semplicemente di verificare periodicamente il corretto funzionamento delle sospensioni e intervenire solo se necessario. Altri invece indicano invece intervalli chilometrici specifici. 
In linea generale, una buona regola è quella di intervenire immediatamente in presenza di perdite. Se proprio si volesse fissare un range chilometrico per la sostituzione si potrebbe indicare il cambio olio ogni 40.000 km circa, ma, come detto, molto dipende la tipo di moto e dall’utilizzo che ne viene fatto. Da ricordare però che, esattamente come avviene con l’olio motore, anche il tempo può avere un ruolo. A prescindere dai chilometri effettuati, se la moto ha diversi anni e la forcella non è mai stata aperta, può essere sensato approfittare di altri lavori sull’avantreno per effettuare anche la sostituzione del fluido.

Come si cambiano olio e paraoli della forcella?

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Non è un lavoro banale. Le procedure cambiano da moto a moto, ma in generale il lavoro segue una sequenza abbastanza simile. Si inizia allentando pinze freno, tappi superiori della forcella ed eventuali semimanubri. Successivamente si smontano ruota anteriore, impianto frenante e forcelle. Una volta rimosse, le forcelle vengono smontate per accedere ai paraoli. A questo punto si scarica l’olio esausto, si puliscono accuratamente tutti i componenti e si procede al rimontaggio utilizzando paraoli nuovi. Terminata la ricostruzione, si inetta il nuovo olio rispettando quantità e livello prescritti dal costruttore, quindi si rimontano forcelle, ruota e impianto frenante serrando tutta la bulloneria secondo le coppie previste. Per un appassionato con una discreta esperienza meccanica, l’intervento richiede generalmente tra le tre e le quattro ore di lavoro, escluse eventuali operazioni di ripristino degli steli o altri imprevisti. Se non ve la sentite, nessun biasimo: meglio rivolgersi ad un professionista. 

Perché si rovinano i paraoli della forcella?

La causa più frequente è la contaminazione dovuta a sporco e polvere.

Nessun sistema di tenuta è perfetto e, con il passare del tempo, le impurità possono consumare gradualmente il labbro del paraolio fino a provocarne la perdita. A favorire il problema possono contribuire anche corrosione e vaiolature degli steli, piccoli urti provocati da pietrisco e detriti, graffi superficiali nelle zone di scorrimento. Anche danni apparentemente minimi possono diventare problematici se si trovano in prossimità del paraolio: il continuo passaggio dello stelo può infatti consumare progressivamente la tenuta fino a provocare trafilamenti. Il guaio è che una volta comparsa la perdita, si innesca un circolo vizioso: diminuisce l’olio disponibile e aumentano le contaminazioni interne, con conseguente peggioramento delle prestazioni della sospensione.

Come si riparano gli steli danneggiati?

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In presenza di piccole ossidazioni o graffi superficiali è possibile intervenire eliminando le imperfezioni mediante una leggera carteggiatura. L’operazione viene generalmente eseguita lubrificando la superficie e lavorando con movimenti incrociati, evitando di creare solchi longitudinali che potrebbero favorire future perdite d’olio. 

Il trucco che nessuno vi dice: togliere la ruggine dalle cromature usando acqua e carta stagnola

Per danni più importanti esistono soluzioni temporanee utilizzate in ambito amatoriale, ma il rimedio più efficace resta il ricromaggio professionale degli steli, che consente di eliminare corrosione e imperfezioni riportando il componente a condizioni molto vicine al nuovo. In alternativa, soprattutto per modelli molto diffusi, può risultare conveniente sostituire direttamente gli steli con ricambi nuovi o usati in buone condizioni. In ogni caso, quando si interviene su steli danneggiati, è consigliabile approfittarne per sostituire anche paraoli e olio forcella, evitando di compromettere nuovamente il lavoro appena eseguito.

Sospensione anteriore: sulle moto c'è ben altro oltre la forcella

Manutenzione
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 11:00:47 +0000
News n. 5
Ai cinesi piacciono automatiche: la SRV 600 ora fa da sola Ai cinesi piacciono automatiche: la SRV 600 ora fa da sola

Una domanda di brevetto e nuovi documenti di omologazione anticipano l'arrivo di una versione con cambio automatico della cruiser SRV 600 V4 di QJ Motor

RiccardoVilla

QJMotor potrebbe ampliare la gamma della cruiser SRV 600 V4 introducendo una trasmissione automatizzata. L'indiscrezione emerge da una recente domanda di brevetto e da documenti di omologazione depositati in Cina dalla Casa, le immagini mostrano due nuove versioni del modello nelle quali mancano i comandi a pedale. 

Due varianti, stessa base tecnica

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Con questo stile ricorda la Fat Bob di Harley-Davidson

Le nuove omologazioni riguardano due differenti interpretazioni stilistiche della SRV 600 V4. La prima mantiene un'impostazione cruiser classica, caratterizzata da un faro circolare a LED con codone allungato eun grosso parafango che avvolge la ruota posteriore. La seconda propone invece uno stile più sportivo, con elementi che richiamano le power cruiser, tra cui un gruppo ottico anteriore dalla forma più compatta, una sezione posteriore accorciata e un serbatoio dalle linee più marcate. Dal punto di vista tecnico, entrambe condividono la stessa piattaforma. Il telaio è in acciaio, la forcella è a steli rovesciati mentre al posteriore troviamo una coppia di ammortizzatori. Completano la dotazione cerchi di 16 pollici con pneumatici a sezione generosa. 

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La versione con linee più tradizionali

Motore V4 di 561 cm³, cambio automatico

Le due versioni utilizzano il medesimo propulsore V4 di 561 cm³, accreditato di una potenza massima di 67 CV a 10.500 giri/min. La trasmissione finale resta a cinghia, come da cruiser che si rispetti. 

Le immagini allegate ai documenti mostrano infatti l'assenza della leva del cambio a pedale. Al suo posto compare una leva "a paletta" collocata sul blocchetto elettrico sinistro del manubrio. Secondo quanto emerge dalla documentazione, azionando la leva al manubrio il sistema sarebbe in grado di azionare automaticamente frizione e innesto delle marce tramite specifici attuatori. La configurazione manterrebbe sei rapporti, come sulla versione manuale attualmente in produzione. Sebbene non siano stati diffusi dettagli ufficiali sul funzionamento, la presenza di questo sistema lascia ipotizzare anche una modalità completamente automatica, oltre alla possibilità di selezionare i rapporti tramite comando manuale al manubrio. Un prinipio di funzionamento simile alla trasmissione Y-AMT di Yamaha.

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Il motore resta la stessa unità del modello attualmente in commercio, ad eccezione ovviamente del tipo di trasmissione

Un altro elemento evidenziato dalle immagini riguarda la disposizione dei comandi. La presenza di un serbatoio del fluido accanto alla leva sinistra suggerisce che il freno posteriore possa essere azionato direttamente dal manubrio. In questo modo verrebbero eliminati sia il pedale del cambio sia i tradizionali comandi a pedale. La configurazione risultante sarebbe quindi simile a quella di uno scooter: freno anteriore azionabile dalla leva al manubrio di destra, freno posteriore a sinistra.

Quando arriverà?

Al momento QJMotor non ha annunciato ufficialmente il lancio di queste versioni, ma la comparsa dei documenti di omologazione e della domanda di brevetto indica che il progetto è in fase avanzata di sviluppo e che molto probabilmente l'aggiornamento dei due modelli verrà presentato a breve, magari in occasione di EICMA.

Mihawk
Dom, 07/06/2026 - 10:24
Ottima notizia. Un plauso ai cinesi.
Spy
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 09:47:24 +0000
News n. 6
Smartphone killer: solo il 42% degli automobilisti lo usa correttamente Smartphone killer: solo il 42% degli automobilisti lo usa correttamente

La ricerca sugli stili di guida degli italiani fotografa un quadro preoccupante, la maggior parte degli automobilisti usa lo smartphone in modo scorretto. Una distrazione che resta tra le principali criticità sulla strada, con ricadute importanti soprattutto per noi motociclist

Riccardo Allegro

Cellulare alla guida? 

Il cellulare resta uno dei principali fattori di distrazione alla guida. Secondo la quinta edizione della ricerca Anas sugli stili di guida, soltanto il 41,9% degli italiani lo utilizza correttamente  tramite sistemi vivavoce o assistente vocale. L’indagine è stata condotta su oltre 4mila intervistati e integrata da 5mila osservazioni dirette lungo 12 strade della rete Anas. “I numeri della ricerca sottolineano quanto il comportamento individuale al volante sia determinante per la sicurezza di tuttiâ€, ha dichiarato l’amministratore delegato di Anas Claudio Andrea Gemme, evidenziando il ruolo di formazione ed educazione stradale oltre agli interventi su infrastrutture e tecnologia. 
Ma guardiamo i numeri più nel dettaglio…

Uso del cellulare e comportamenti al volante

Secondo quanto emerso dalla ricerca, 14,6% degli intervistati dichiara di digitare ancora il numero prima di attivare il vivavoce, mentre l’8,9% ammette di guidare con lo smartphone in mano. Solo il 34,5% afferma di non utilizzare mai il telefono durante la guida. Eppure, secondo l’indagine, il consenso verso il nuovo Codice della Strada resta elevato, dato che l’86% degli intervistati approva le nuove misure. 

Guida con il cellulare in mano: multe e sanzioni con il nuovo codice della strada

Incidenti e rapporto con le regole

Eloquente questo dato: il 7,9% degli intervistati dichiara di aver avuto un incidente negli ultimi due anni e, tra questi, il 90,8% ammette di utilizzare il cellulare alla guida. Sintomatico che anche chi ha avuto un incidente mostri anche un minore allineamento alle nuove norme: il 76,9% si dice favorevole alle regole del nuovo Codice della Strada, contro l’86% del campione generale.Questo significa che un incidente non sempre determina un cambiamento comportamentale; al contrario, può alimentare una relazione conflittuale con la norma, quasi una sorta di sfida o di resistenza alle sanzioni.

Illusione del controllo e guida in contesti familiari

Cellulare o no, il 76,3% degli intervistati ritiene che guidare in un luogo familiare riduca la prudenza. Tuttavia, solo il 31,6% riconosce l’esistenza di situazioni specifiche in cui aumentare l’attenzione, come maltempo, controlli, strade sconosciute.  Inoltre, secondo la ricerca emerge un “paradosso di percezioneâ€, con molti automobilisti che riconoscono il rischio in astratto, ma tendono a sentirsi comunque pienamente in controllo nella guida quotidiana.

Migliorano alcuni comportamenti su strada

Dalle osservazioni dirette emergono però anche alcuni segnali positivi: cresce l’uso delle cinture di sicurezza, soprattutto nei sedili posteriori, che passa al 64,7%, con un incremento significativo rispetto alle rilevazioni precedenti (44% del 2024, 27,4% del 2023 e 24,3% del 2022), e migliora il rispetto del divieto di sorpasso.

News
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 09:01:21 +0000
News n. 7
MXGP 2026, Lettonia: l’ottavo round qui e ora! MXGP 2026, Lettonia: l’ottavo round qui e ora!

Mondiale Motocross - Con il round di Kegums si è tornati a correre sui terreni morbidi, dopo una parentesi di “hard Packâ€. Seguite con noi le gare in diretta!

monfore

MXGP is on fire!

Tutto è pronto a Kegums per far scendere in pista i nostri alfieri e mettere in scena l’ottavo spettacolo della stagione. Il terzo appuntamento di fila in vista poi di un weekend di pausa. Un tracciato conosciuto con fondo morbido, condizione questa che potrebbe permettere ai due leader del campionato di allungare sugli avversari. Ed infatti, già nella qualifica di ieri sono stati proprio Jefffrey Herlinge e Lucas Coenen i protagonisti qui. Si son sfidati da subito, da quando si è abbassato il cancelletto di partenza, si è visto il belga attraversare per primo l’holeshot, ma l’olandese ha prontamente risposto prendendo il comando. Un paio di giri qui e poi Coenen ha di nuovo passato Herlings e, una volta preso il comando, non ha più lasciato spazio agli indugi mettendo a segno una serie di best lap che non hanno concesso all’olandese volante possibilità di replica.

Un altro amante dei terreni morbidi è Kay de Wolf, che infatti ieri ha chiuso in terza piazza la qualifica, seguito da Febvre e da Fernandez.

Oggi le gare, si sa, sono tutta un’altra storia e per sapere come andrà a finire, rimanete qui con noi, alle 13.00 e alle 16.00 per le due manche della MXGP.

 
Off-Road
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 08:55:37 +0000
News n. 8
È l'ora di Aprilia: 1.500 euro sulla Tuareg e tanti altri sconti È l'ora di Aprilia: 1.500 euro sulla Tuareg e tanti altri sconti

Per tutto il mese di giugno la casa di Noale propone incentivi su diversi modelli della gamma. In primo piano la Tuareg, con manutenzione inclusa e bonus da utilizzare per accessori, abbigliamento o sconto sul prezzo

Riccardo Allegro

Aprilia Days

Con l'arrivo dell'estate tornano gli Aprilia Days, l'iniziativa che per tutto il mese di giugno propone condizioni agevolate su diversi modelli della gamma della Casa di Noale. Vediamola nel dettaglio. 
La protagonista dell'offerta è l'Aprilia Tuareg, compresa la più specialistica versione Rally. L'enduro bicilindrica viene proposta con due anni di manutenzione inclusa e un pacchetto di vantaggi del valore di 1.500 euro. L'importo può essere utilizzato per l'acquisto di accessori originali, capi di abbigliamento tecnico oppure come contributo sul prezzo della moto. 
Le agevolazioni non riguardano soltanto la famiglia Tuareg. Aprilia prevede infatti un bonus di 750 euro sulla Tuono 457, la naked dedicata anche ai possessori di patente A2, mentre la Tuono 660 Factory beneficia di un vantaggio di 1.000 euro. Sale a 1.500 euro l'incentivo previsto per la Tuono V4 Factory, mentre sulla Tuono 125 il bonus è di 500 euro.

Aprilia Days: le offerte in sintesi

  • Tuareg e Tuareg Rally: 2 anni di manutenzione inclusa + 1.500 euro di vantaggi utilizzabili per accessori, abbigliamento tecnico o come sconto sul prezzo;
  • Tuono 457: 750 euro di vantaggi;
  • Tuono 660 Factory: 1.000 euro di vantaggi;
  • Tuono V4 Factory: 1.500 euro di vantaggi;
  • Tuono 125: 500 euro di vantaggi.

Porte aperte e test ride

Dal 9 al 13 giugno la rete ufficiale Aprilia aderente all'iniziativa ospiterà inoltre uno speciale porte aperte durante il quale sarà possibile effettuare test ride gratuiti dei modelli della gamma e approfondire le formule di finanziamento DreamRide disponibili presso i concessionari.

News
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 08:54:18 +0000
News n. 9
MXGP 2026, Lettonia: i Coenen brothers dominano Kegums. Orari diretta TV MXGP 2026, Lettonia: i Coenen brothers dominano Kegums. Orari diretta TV

Mondiale Motocross - Si corre questo weekend l’ottavo round della stagione 2026, nelle qualifiche hanno dominato i fratelli Coenen in entrambe le categorie

monfore

Coenen Show!

Dopo un rientro su terreni duri e compatti, si torna a correre questo weekend sulla sabbia di Kegums, un altro tracciato storico per il mondiale motocross. Tempo fresco e mattina di pioggia, ma nel pomeriggio è tornato a splendere il sole.

Partono affiancati i due leader della classifica, Lucas Coenen c’entra l’holeshot, ma viene prontamente superato da Jeffrey Herlings che comanda il gruppo per un paio di giri, fino a quando il belga, mette tutto di nuovo a posto, passa l’olandese volante e segna una serie di fastest lap, giusto per chiarire le sue intenzioni e vince così la manche. Alle loro spalle Kay de Wolf si aggiudica la terza piazza con concretezza seguito da Romain Febvre e da Ruben Fernandez.

Un paio di cadute hanno messo fuori “rosa†due big, Maxime Renaux e il nostro Andrea Bonacorsi che ha letteralmente fatto un volo alla Superman, mentre era impegnato nella battaglia con Tim Gajser, per la settimana posizione, ovviamente andata a favore dello sloveno.

Nelle qualifiche della MX2 domina i primi tre quarti di manche il nostro Valerio Lata, fino a quando Sacha Coenen mette in atto un cambio passo e decide di conquistarsi la pole e cosi in un paio di giri, raggiunge il suo obiettivo andando a vincere la gara.

Costante alle loro spalle Simon Laegenfelder che però non si è mai messo troppo in mostra, e Mathis Valin che termina quarto. A sigillo della top five un buon Camden McLellan.

Oggi le gare sono su Discovery+, alle 12.00 e alle 15.00 le manche della MX2, mentre alle 13.00 e alle 16.00, quelle della classe regina. Su Eurosport2 si potranno vedere in differita lunedì mattina, a partire dalle ore 8.30 tutte le quattro gare, mentre Rai Sport trasmetterà in diretta le seconde manche delle due classi: alle 15.00 la MX2 e alle 16.00 la MXGP.

Off-Road
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 07:53:15 +0000
News n. 10
Inferno rotatorie: le regole sulle precedenze che non rispettiamo Inferno rotatorie: le regole sulle precedenze che non rispettiamo

Affrontare una rotonda, magari a due corsie, non è sempre un’impresa facile soprattutto quando il traffico è intenso. Ecco le regole sulle precedenze e l’utilizzo delle frecce

malo

È un dato di fatto: per molti, automobilisti o motociclisti, la rotonda - o rotatoria che dir si voglia - è una misteriosa infrastruttura posta al centro della strada. La maggior parte degli italiani non ha idea di come affrontarla. Conviene fare un ripasso
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Rotonda o rotatoria?

Innanzitutto chiariamo una cosa: rotonda e rotatoria sono sinonimi, tra le due non ci sono differenze. Più corretto, in ogni caso, seguire “alla lettera†il Codice della Strada e, quindi, utilizzare il termine “rotatoriaâ€.

La circolare del Ministero

Il Ministero dei Trasporti è intervenuto con una circolare (n. 6935 del 22 marzo 2017), per dissipare ogni dubbio e a “chiarire†definitivamente le regole da seguire quando si deve affrontare una rotonda nel corso dell'esame pratico di guida. Eccone i contenuti.

Rotatoria ad una corsia

Partiamo dalle basi, cioè dal caso più semplice: la rotonda ad una corsia. Per affrontarla nel modo giusto, bisogna avvicinarsi alla rotatoria tenendo la destra, entrarvi dando la precedenza a chi arriva da sinistra ed azionare la freccia destra prima dell’uscita che si intende prendere. Se l’uscita è la prima, la freccia destra va azionata appena prima di entrare nella rotonda. 

Rotatoria a più corsie

In questo caso, per sapere come comportarsi, è necessario distinguere in base all’uscita da prendere, cioè prima, seconda o terza e così via. 

  • Se si esce alla prima: Bisogna avvicinarsi alla rotatoria tenendo la destra della carreggiata e, una volta nella rotatoria, si sta sulla destra. Trattandosi della prima uscita, bisognerà azionare la freccia destra poco prima di entrare nella rotatoria.
  • Se si esce alla seconda, cioè se si deve proseguire diritto rispetto all’asse di simmetria della rotatoria, ci si comporta in maniera diversa a seconda che ci sia del traffico o meno, ovvero strada di ingresso e rotatoria sono impegnate già da altre vetture. 

    - Se non c’è traffico sulla strada che porta alla rotatoria, bisogna tenere la destra all’imbocco e all’interno della rotatoria. L’indicatore di direzione si userà solo in prossimità dell’uscita scelta, in questo caso, non appena superata la prima uscita. 

    - Se c’è traffico, si può utilizzare una qualsiasi corsia della strada d’accesso. Nella rotatoria si terrà la stessa corsia utilizzata sulla strada d’accesso: all’avvicinarsi dell’uscita scelta, si azionerà la freccia destra e ci si sposterà per imboccarla. 

  • Se si esce alla terza, cioè si deve uscire sul lato sinistro dell’anello (rispetto all’asse di simmetria della rotatoria)le regole sono sempre soggette al traffico.

    - Se non c’è traffico, ci si porta sulla corsia di sinistra immettendosi nella rotatoria, si attiva la freccia di sinistra che si mantiene accesa anche nella rotatoria. All’avvicinarsi dell’uscita, bisogna azionare (con giusto anticipo) la freccia di destra e spostarsi sulla corsia di destra.  

    - Se c’è traffico e non è possibile occupare la corsia di sinistra, è consentito imboccare la rotatoria e percorrerla per intero su quella di destra. 

Precedenze: all’italiana o all’europea?

È fondamentale distinguere tra rotonde all'italiana e all’europea (o alla francese che dir si voglia).

All’italiana: la precedenza deve essere data al veicolo che si sta immettendo nella rotatoria: in pratica, chi è già dentro alla rotonda deve dare la precedenza a chi vi sta entrando. Queste rotatorie sono ormai piuttosto rare nel nostro paese e sono rotonde dette all’italiana perché seguono la regola del nostro Codice: la precedenza sì dà sempre al veicolo che proviene da destra.

All’Europea: in questo caso, la precedenza ce l’ha chi è già all’interno della rotonda. In questo tipo di rotatoria bisognerà quindi dare la precedenza ai veicoli che provengono da sinistra. 

Per distinguere l’una dall’altra basta osservare la segnaletica verticale e orizzontale presente all’ingresso della rotonda, se all’ingresso ci sono i segnali di precedenza siamo di fronte a una rotonda alla europea, se invece non sono previsti segnali di precedenza si tratta di una rotonda alla italiana.

Legge e burocrazia
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 07:19:10 +0000


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