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#motociclismo #news #insella.it
Se volete conoscere il re della mobilità urbana, eccolo: l’Honda Super Cub è il veicolo a motore più venduto della storia, con oltre 100 milioni di unità prodotte dal 1958 a oggi. Semplicissimo e affidabile, ha un motore 4 tempi indistruttibile e un cambio con frizione automatica e 4 marce a pedale, talmente dolce e ben tarato da poter partire anche in quarta.
Esteticamente il Super Cub disponibile in Italia è molto lussuoso, la scelta dei materiali e l’assemblaggio sono curati e tutto combacia perfettamente. Le dotazioni sono “ricche†e adeguate al prezzo: luci full LED, display digitale, avviamento con smart key. Rispetto alla prima versione arrivata in Italia e rigorosamente monoposto, dopo richieste insistenti ora il Super Cub è omologato per due persone, grazie all’aggiunta di pedane e sella per il passeggero (che però non toglie spazio al guidatore).
Il cruscotto “minimalista†del piccolo Honda offre solo il tachimetro a lancetta e un piccolo display LCD con le info essenziali
Per sopportare il peso in più del passeggero, le sospensioni sono state riviste e irrobustite. Immutati invece i freni, sempre a disco anteriore e tamburo posteriore con ABS che lavora solo davanti. Rimane invariato anche il motore monocilindrico a iniezione raffreddato ad aria. Pensato per la guida in città , questo propulsore di ultima generazione ha una potenza massima di 9,8 CV e beve pochissimo: 66,7 km con un litro.
Il Super Cub non ha alcuno spazio sottosella, ma solo un vano laterale che si apre premendo un tasto sotto la sella, dove tenere gli attrezzi e i documenti dello scooter
Leggero (quasi) come una bicicletta da turismo, ha il sellino ben imbottito e rastremato in centro e il manubrio piegato verso il busto per controllare al meglio l’anteriore. I piedi appoggiano su due grandi pedane esterne al telaio che lasciano le ginocchia fuori dello scudo. L’avviamento è con una comoda smart key. Una volta acceso, occorre ingranare la marcia agendo sul pedale “a bilanciere†sulla sinistra: con la punta della scarpa si sale di marcia e con il tacco si scala. Non c’è la leva della frizione e questo permette di attendere il verde al semaforo con la prima già inserita. Grazie alle marce basse molto corte, il Super Cub ha un’accelerazione brillante e nel traffico è molto maneggevole, merito anche delle gomme strette da 17†che lo rendono estremamente rapido nei cambi di direzione.
Il Super Cub è lo scooter più venduto della storia. Ha un cambio a 4 marce senza frizione, consuma pochissimo ed è uno spasso da guidare
| Motore | monocilindrico 4 tempi |
| Cilindrata (cm3) | 124 |
| Raffreddamento | ad aria |
| Alimentazione | a iniezione |
| Cambio | a 4 marce |
| Potenza CV (kW)/giri | 9,8(7,2)/7.500 |
| Freno anteriore | a disco |
| Freno posteriore | a tamburo |
| Velocità massima (km/h) | nd |
| Altezza sella (cm) | 78 |
| Interasse (cm) | 124,5 |
| Lunghezza (cm) | 191,5 |
| Peso (kg) | 110 |
| Pneumatico anteriore | 70/90 - 17" |
| Pneumatico posteriore | 80/90 - 17" |
| Capacità serbatoio (litri) | 3,7 |
| Riserva litri | nd |
Con l’iniziativa Suzuki Smart Choice, per tutto gennaio i prezzi diventano più favorevoli, con sconti sul prezzo di listino che in alcuni casi arrivano a sfiorare i 2.500 euro. Ecco il dettaglio modello per modello...
Dalle GSX-8 alle V-STROM 1050 passando per GSX-S (versione sport e touring comprese), c’è solo l’imbarazzo della scelta. Grazie all'iniziativa Suzuki Smart Choice, mettersi in garage una moto made in Hamamatsu sarà per tutto gennaio decisamente più vantaggioso. Gli sconti sul prezzo di listino sono consistenti e, in alcuni casi, sfiorano addirittura i 2.500 euro. Eccoli modello per modello…
Per tutti i dettagli, vi consigliamo di prendere contatto direttamente con una concessionaria Suzuki aderente all'iniziativa...
Un risultato impossibile, sulla carta, ottenuto in condizioni rocambolesche da uno die piloti più talentuosi e folli del circus
La Bimota ritornata nel mondiale Superbike lo scorso anno si è messa in evidenza con diverse prestazioni lusinghiere, ma per il momento l’ultima vittoria iridata resta quella ottenuta con Anthony Gobert nel round Australia 2000. Un risultato impossibile, sulla carta, ottenuto in condizioni rocambolesche.
È una faccenda che parte da lontano, da quando Franco Farnè, lasciato libero dalla Ducati, accettò la proposta della Bimota per far correre la SB8R nel campionato delle derivate dalla serie. Il guaio è che il motore Suzuki 1000 non era competitivo per cui non c’era alcuna possibilità che un pilota vincente accettasse di guidare la moto riminese. Fu Virginio Ferrari, al quale Farnè aveva chiesto supporto, ad avere l’idea geniale: recuperare Anthony Gobert. Un pilota con un talento da far paura ma ingestibile, genio e sregolatezza ai massimi livelli. Licenziato per uso di stupefacenti dalla Suzuki, che nel 1997 lo aveva schierato in 500 GP. Poi era stato trovato positivo all’antidoping per uso di marijuana altre due volte, nel 1998 e nel 1999. Un cavallo pazzo, ma di razza, spinto nell’oblio dalle sue vicende personali.
Ferrari aveva convinto l’australiano a tornare e a sottoporsi a un rigoroso programma di allenamento. Da ottobre 1999 a febbraio 2000 se lo portò a Montecarlo, dove vive da anni, e lo seguì passo dopo passo. Anthony si sottopose di buon grado a dieta ed allenamenti, dimagrì notevolmente e si impegnò al 100%, quasi tutti i giorni effettuava sessioni di fuoristrada da mattina a sera, fino a quando non era esaurita la benzina o non arrivava il buio.
“The Go-show†– lo chiamavano così per la sua guida spettacolare – si presentò all’inizio del campionato tirato a lucido ma la prima gara confermò i timori: la SB8R era una moto con la quale si poteva puntare a posizioni dal 15º posto in giù. Una bella delusione…
Il round successivo però era in Australia, sul circuito di Phillip Island, e lì “The Go-show†giocava in casa. Conosceva la pista ma soprattutto le caratteristiche del suo asfalto molto meglio degli altri.
Piovve quella mattina, e i piloti che dovevano schierarsi per Gara 1 dovettero affrontare la roulette delle gomme sulla pista che andava asciugandosi. Tutti scelsero le intermedie. Tutti tranne Gobert che impose quelle da bagnato.
«Conosco bene Phillip Island e qualcosa mi diceva che la pista avrebbe impiegato molto ad asciugarsi – svelò poi –. I tecnici di Bimota e Michelin volevano che montassi le intermedie, ma ero convinto della mia scelta».
Aveva ragione lui e quel 23 aprile del 2000 scrisse una pagina epica, conquistando una vittoria impossibile. “The Go-show†avevo fatto il miracolo.
«Al primo giro ho dovuto fare un po’ di slalom nel gruppo, c’erano dei piloti fermi in mezzo alla pista – raccontò subito dopo –. Poi ho spinto più che potevo perché sapevo che prima o dopo le gomme avrebbero cominciato a mollare. Quando ho visto che il vantaggio stava diventando enorme ho guidato sul velluto per consumarle il meno possibile».
Virginio Ferrari aveva avuto il coraggio di scommettere sul suo gioiellino, ma non poteva credere ai suoi occhi. Ricorda oggi:
«Io dopo lo schieramento di partenza abbandonai il muretto dei box ed entrai nel tracciato per comunicare ai segnalatori via radio i distacchi, in modo che sulla lavagna potessero esporglieli
in tempo reale. Cominciammo con un + 9†di vantaggio sul secondo, poi + 21†al secondo giro, e al decimo arrivammo a 51†di vantaggio su Carl Fogarty. A un certo punto l’apoteosi. Via radio mi
dissero: “Dà i, torna qui alla svelta perché devi andare sul podio con Anthony per la premiazioneâ€. Risposi: â€Chiamate Farnè, sul podio deve andare lui!â€. Fu il coronamento di una giornata indimenticabile».
Gobert (qui sotto) non si teneva più dalla felicità .
"Per la gioia ho dato tanti pugni sul serbatoio che ho rischiato di rompermi la mano" – si lasciò sfuggire. Ma i meccanici lo perdonarono volentieri.
La Valico Rally promette vocazione fuoristradistica e prestazioni da quasi 100 CV. Ma i numeri reali confermano le ambizioni? Ecco cosa dice in nostro Centro Prove
La Voge Valico 800DS Rally è una crossover che fa della guidabilità in offroad una delle frecce al suo arco. La sella è a 85 cm dal suolo ma i fianchi stretti permettono di arrivare bene a terra con i piedi. Il motore è un bicilindrico parallelo da 798 cm³ con distribuzione doppio albero a camme in testa, la Casa dichiara 94 CV e promette una velocità massima di 190 km/h. Ma quanto fa davvero? Ecco tutti i dati misurati dal nostro Centro Prove.
- Potenza massima: 72,55 CV a 9.200 giri/min
- Coppia massima: 6,79 kgm a 6.600 giri/min
- Potenza in mappa Normal: 71,31 CV a 9.100 giri/min
Il bicilindrico da 798 cm³ dimostra un carattere energico. La coppia raggiunge i 6,79 kgm a 6.600 giri, garantendo una buona spinta anche ai medi regimi. Le due mappature modificano leggermente l'erogazione: la Sport risulta più reattiva e nervosa, mentre la Normal è più gestibile, utile in fuoristrada o quando serve maggiore controllo. Il motore risponde con prontezza e mantiene una progressione fluida in tutto l'arco di utilizzo.
Il cruscotto si sviluppa in verticale, un po' come i roadbook usati sulle moto da rally
- Velocità massima: 191,7 km/h
- Accelerazione 0-100 km/h: 3,76 s (con mappa Sport)
- Accelerazione 0-400 m: 12,32 s (con mappa Sport)
- Accelerazione 0-100 km/h: 5,52 s (con mappa Normal)
Le prestazioni confermano un carattere sportivo. La velocità di punta supera i 191 km/h. Lo scatto da fermo è sorprendente: 100 km/h in 3,76 secondi è un dato da sportiva pura, che colloca la Valico ai vertici della categoria. Nei 400 metri il cronometro si ferma a 12,32 secondi. Con la mappatura meno aggressiva le accelerazioni sono più contenute ma comunque brillanti, con lo 0-100 km/h in 5,52 secondi. Sul misto, la prontezza del motore si traduce in riprese efficaci e sorpassi rapidi, anche se il controllo di trazione in modalità Sport può risultare invadente sugli avvallamenti, tagliando la potenza.
- Autostrada: 17,38 km/l
- Extraurbano: 23,08 km/l
- 90 km/h: 23,94 km/l
- 120 km/h: 20,02 km/l
- Al massimo: 8,57 km/l
- Autonomia massima a 120 km/h: 420,42 km
- Autonomia al massimo: 179,97 km
I consumi sono nella media per una crossover di questa cilindrata e peso. A 120 km/h si registrano circa 20 km/l, un valore che permette di coprire distanze importanti. Su percorsi extraurbani si ottengono circa 23 km/l, mentre a 90 km/h costanti si sfiora il picco con quasi 24 km/l. Con il serbatoio da 21 litri, l'autonomia raggiunge i 420 km a velocità autostradale e scende a 180 km quando si sfrutta tutto il potenziale del motore. L'autonomia reale per un uso misto si aggira sui 350-380 km, più che sufficiente per trasferimenti lunghi o uscite fuoristradistiche senza rifornimenti frequenti.
- Peso in ordine di marcia: 225 kg
- Prezzo: 8.290 euro
Il peso di 225 kg in ordine di marcia è importante ma in linea con le crossover da fuoristrada dotate di ruota da 21 pollici e sospensioni ad ampia escursione. La struttura robusta e il serbatoio da 21 litri contribuiscono alla massa complessiva, che comunque non penalizza eccessivamente la maneggevolezza grazie alla vita stretta e al baricentro contenuto. Il prezzo di 8.290 euro è parecchio interessante, considerando la dotazione tecnica che include sospensioni KYB completamente regolabili, ammortizzatore di sterzo, freni Nissin, ABS disinseribile, controllo di trazione, strumentazione TFT, connettività smartphone, sella e manopole riscaldabili e presa USB. Insomma, il rapporto qualità -prezzo è sicuramente uno dei suoi punti di forza.
Il frontale è rialzato in stile dakariano, con una carenatura verticale che protegge efficacemente anche quando si guida in piedi. Il cruscotto TFT a colori si connette allo smartphone per gestire chiamate, musica e messaggi. La sella è regolabile in altezza, il manubrio è regolabile grazie ai riser. Il telaio è realizzato in tubi di acciaio ed è specifico per questo modello. Le sospensioni KYB sono completamente regolabili e hanno ampia escursione per l'uso in fuoristrada. La forcella a steli rovesciati lavora in coppia con un monoammortizzatore, mentre il forcellone a due bracci è in alluminio. È presente anche un ammortizzatore di sterzo regolabile, utile per gestire le sollecitazioni dovute alla guida lontani dall'asfalto. Le ruote a raggi sono da 21 pollici all'anteriore con pneumatico 90/90 e 18 pollici al posteriore con pneumatico 150/70, gomme di serie: Pirelli Scorpion Rally STR. L'impianto frenante è firmato Nissin: davanti due dischi con pinze radiali a quattro pistoncini, dietro un disco con pinza flottante a due pistoncini. L'ABS è disinseribile per l'uso in off-road. Le dimensioni sono generose: interasse di 1.576 mm, lunghezza di 2.390 mm e altezza di 1.399 mm. La dotazione include anche sella e manopole riscaldabili e una presa USB.
Il comportamento in curva è molto buono, con impostazione, ingresso, percorrenza e uscita sempre ben gestiti. La posizione di guida è ottima, con pedane ben posizionate e spazio adeguato per gambe e piedi. Le vibrazioni sono contenute su manubrio e pedane. Il piccolo cupolino offre una buona protezione dall'aria nonostante le dimensioni compatte. Le sospensioni KYB dimostrano efficacia nella guida e capacità di assorbire le buche. Il controllo di trazione in modalità Sport risulta troppo invasivo sugli avvallamenti, tagliando la potenza, mentre l'ABS si rivela molto "presente" in frenata, allungando gli spazi di arresto. Il cambio è preciso e con innesti veloci, la frizione è ben dosabile.
Piccole, discrete e relativamente economiche, le “dash camâ€promettono in molti casi di chiarire cosa davvero è successo in caso di incidente. Ma sorge la domanda: i filmati registrati da queste telecamere hanno davvero un valore legale? E soprattutto: possono essere usati senza rischi per chi li produce? Vediamo di fare chiarezza…
Una dash cam è una telecamera installata sul parabrezza o sul cruscotto dell’auto o sul manubrio della moto progettata per registrare in modo continuo ciò che accade davanti al veicolo. Funziona in modalità “loopâ€, cioè sovrascrivendo automaticamente i filmati più vecchi quando la memoria è piena. A differenza della scatola nera, che registra esclusivamente parametri tecnici come velocità e accelerazioni ed è utilizzata soprattutto in ambito assicurativo, la dash cam produce riprese video, potenzialmente decisive per ricostruire la dinamica di un sinistro. L’utilità principale è quindi evidente: avere una testimonianza visiva di quanto accaduto. In caso di incidente, le immagini possono aiutare a dirimere controversie, chiarire responsabilità e tutelarsi da dichiarazioni non veritiere. Non a caso, sono sempre più diffuse (specialmente sulle auto, dove trovano posto più “comodamente†vicino allo specchietto retrovisore). Ma come funziona la questione privacy? La legge, in questo caso, è chiara.
Fatta la premessa, veniamo al solo. Le riprese valgono come prova? In caso di sinistro, i video della dash cam possono essere utilizzati in giudizio, ma con alcune precisazioni importanti. La legge prevede che le riproduzioni fotografiche e cinematografiche possano costituire prova, a meno che la parte contro cui sono prodotte non ne contesti l’autenticità . Si tratta di una cosiddetta prova atipica, cioè non automaticamente decisiva, ma che può assumere un peso rilevante se non viene messa in discussione. Proprio per questo è fondamentale che il filmato sia chiaro, integro e non alterato. Un accorgimento semplice ma essenziale è conservare la registrazione completa, senza tagli o montaggi: dimostrare la continuità del video riduce il rischio di contestazioni sulla sua attendibilità .
Qui il discorso si fa più delicato. Può capitare che, consegnando i filmati alle autorità per dimostrare la propria estraneità a un incidente, emerga anche una violazione del Codice della strada commessa poco prima del sinistro. In linea generale, le infrazioni devono essere contestate immediatamente. La giurisprudenza ha chiarito che, se l’illecito emerge solo dalla visione successiva delle immagini della dash cam, non può essere automaticamente sanzionato, proprio perché manca la contestazione sul posto. Tuttavia, il quadro non è del tutto privo di sfumature: in ambito più ampio di illeciti amministrativi, è stato affermato che la mancata contestazione immediata non sempre invalida la sanzione, se questa viene comunque notificata nei termini di legge. Un aspetto che rende evidente come ogni situazione vada valutata caso per caso. Morale? Meglio avere un avvocato su cui poter contare.

Avvocato o meno, un conto è l’utilizzo delle registrazioni in sede legale, un altro sui social. I filmati realizzati da una dash cam, chiarisce la legge, rientrano a pieno titolo nella normativa sulla privacy. Questo significa che il proprietario del dispositivo è responsabile della conservazione e dell’eventuale diffusione delle immagini. Valgono quindi le solite regole: non pubblicare video in cui siano riconoscibili volti e targhe senza il consenso degli interessati.
A proposito di assicurazioni: RC basta soprusi: arriva l'Arbitro assicurativo per difendere i consumatori
Ha un motore potente, è rapida ed efficace sui percorsi con tante curve e le sospensioni sono di qualità . Mancano però i controlli elettronici. Attenzione allo stato della frizione
La posizione di guida è comoda, piuttosto eretta grazie al manubrio ampio e rialzato, montato su supporti in gomma per filtrare le vibrazioni. Il potente motore quattro cilindri è pronto a scaricare a terra coppia e cavalli a volontà . Vivace già da 2.000 giri, spinge con decisione fino a 7.000 giri e poi si scatena fino a 10.000 giri. Nei percorsi guidati la Z 900 è leggera, rapidissima a entrare in curva e capace di cambi di direzione fulminei, grazie anche a sospensioni (ampiamente regolabili) che assecondano senza difficoltà la guida sportiva. Nonostante le pinze siano ad attacco assiale e non radiale, la frenata è potente senza mai mettere in difficoltà il pilota, perché l’impianto si dosa bene.
Le gomme di primo equipaggiamento non sono il massimo per la guida sportiva. Si sente poi la mancanza di “aiutini†elettronici: niente controllo di trazione e mappature motore selezionabili, la Z 900 ha solo l’ABS obbligatorio per legge. Una problema risolto nel 2020 da Kawasaki che ha rivisto la sua naked dotandola (finalmente) di un‘elettronica di ultima generazione.

La Z 900 ha avuto un discreto successo, ma i prezzi non sono affatto male considerato la elevata qualità di questa naked, anche se la mancanza di controlli elettronici (ai quali i clienti di queste moto sono ormai abituati) pesa un po’. L’offerta comunque è buona e di questi tempi si possono anche spuntare ottimi prezzi, considerando che la rinnovata Z 900 my 2020 si è rivelata un bel passo avanti.
| ANNO | euro |
| 2019 (E4) | 5.900 |
| 2018 (E4) | 5.300 |
| 2017 (E4) | 4.800 |
Dietro ogni grande pilota, c’è sempre un meccanico di grande talento. Per quasi trent’anni, Carlo “Moretto†Agostini è stato un pilastro del Reparto Corse Moto Guzzi, l’uomo fidato di Omobono Tenni e dei campioni che hanno scritto la storia del marchio
Per trent’anni meccanico del Reparto Corse in Moto Guzzi, amico e punto di riferimento per piloti leggendari come Omobono Tenni, Carlo Agostini - ai più noto come “Moretto†- è stato il simbolo di una dedizione assoluta, fatta di passione, fatica e umiltà . La sua è una storia che racconta di un’epoca in cui il motociclismo era pura avventura romantica…
L’avventura del “Moretto†comincia tra il 1920 e il 1921 su un treno che da Mandello del Lario porta Carlo Guzzi a Milano. In mezzo a chiacchiere sul lago e sulla primavera che tardava ad arrivare, l’amico e collega Giulio Valpolini propone a Carlo il cognato, un giovane garzone di nome Carlo Agostini, appena tornato dal militare, per un posto in officina. Guzzi, invece di liquidare la richiesta con una frase di circostanza, si informa: “Chi è suo cognato?â€. “È quel ragazzo che lavorava dal fabbro. “Morettoâ€â€â€¦ “Lo conosco, è un bravo ragazzo - risponde Guzzi - lunedì me lo mandi su in officinaâ€â€¦ E così comincia una storia lunga più di trent’anni.
Nato nel 1900, Agostini ha solo 21 anni quando varca la soglia dell’officina che darà vita alla prima Moto Guzzi Normale. Per lui è un salto enorme: dal lavoro di garzone al fianco di Guzzi e Parodi, ai primi contatti con motori e telai che diventeranno leggenda.
Primi anni 20 del 900, piloti e dirigenti della "giovane" Moto Guzzi, da sinistra, seguendo la numerazione si riconoscono: Guido Corti, Pietro Ghersi, Carlo Guzzi, Amedeo Ruggeri, Giorgio Parodi e Ugo Prini. All'estrema sinistra il "Moretto"
Negli anni Venti e Trenta, il Reparto Corse di Mandello è il suo regno. Nonostante non fosse presente alla prima vittoria in Sicilia nel 1921 con Gino Finzi, il Moretto prende parte alle prime affermazioni importanti: ad Asso nel 1923, con Valentino Gatti che conquista la prima vittoria al Circuito del Lario, e a Monza nel 1924, quando Guido Mentasti vince il Campionato Europeo in prova unica sulla Corsa 4V, la prima vera Moto Guzzi da competizione con albero a camme in testa e quattro valvole. Con le soddisfazioni arrivano però anche i primi dolori. Il 15 aprile 1925, Mentasti muore tornando da Brescia, probabilmente a causa di una foratura: per il Moretto, che guarda ai piloti non tanto come colleghi quanto come amici e membri di una grande famiglia, è una perdita enorme e, purtroppo, nemmeno l’unica. Ma, forse, stiamo correndo troppo. Facciamo un passo indietro…
1939: il "Moretto" al centro dietro alla 250 monoalbero munita di compressore, fra i piloti Sandri e Alberti. Alle sue spalle, con il cappello in testa, c'è l'ingegner Carcano
Carlo Guzzi e Giorgio Parodi comprendono presto che per crescere la Moto Guzzi deve confrontarsi con l’Europa. La prima spedizione al Tourist Trophy dell’Isola di Man è nel 1927, e il Moretto è in prima linea. Gli spostamenti erano complessi: i meccanici partivano anche quindici giorni prima, portando furgoni, affittando garage come box temporanei, mentre i piloti viaggiavano, con più calma, in nave o in aereo. Tra la fine degli anni Venti e la metà degli anni Trenta, Guzzi colleziona partecipazioni importanti al TT con piloti come Pietro Ghersi, Achille Varzi e Luigi Arcangeli, ma la vittoria tarda ad arrivare. La consacrazione arriva nel 1935, con Stanley Woods. Il team italiano vince sia la Lightweight che la Senior, con il Moretto a controllare personalmente il motore dopo la gara, preoccupato che qualcuno potesse alterare i risultati. Il trionfo è storico: Woods infligge distacchi pesanti agli avversari, conquistando la gloria italiana sul circuito più prestigioso del mondo. E il Moretto è lì con lui.
Carlo Agostini, detto il Moretto, a destra, a sinistra il mitico pilota Guzzi Omobono Tenni
Il meccanico, dicevamo, considerava i piloti membri della sua stessa famiglia ma, tra i tanti, quello che più gli rimase nel cuore fu senza dubbi Omobono Tenni. La loro amicizia è profonda: Tenni si fida ciecamente del Moretto, che diventa punto di riferimento ai box, confidente e amico. Condivide con lui momenti memorabili come la vittoria al TT del 1937 e gli è sempre accanto durante trasferte estenuanti, prove rischiose e gare sotto ogni condizione meteo, offrendo supporto non solo tecnico, ma anche umano. La morte del pilota a Berna nel 1948, nello stesso punto in cui perde la vita anche Achille Varzi, è un colpo durissimo: per il Moretto, la perdita non è solo professionale, ma profondamente personale. È un dolore che lo accompagnerà per sempre e che, di fatto, cambierà anche il corso della sua carriera.
Dopo la Seconda guerra mondiale, Agostini segue le gare di fondo, il Giro d’Italia e la Milano-Taranto, ma le trasferte diventano sempre più pesanti. La vita familiare prende il sopravvento: nel 1947 si sposa con Amelia Pontiggia e nel 1949 diventa padre di Savio. Nel 1951, durante le prove del Gran Premio dell’Ulster, avviene la tragedia che segna la fine della sua carriera nel Reparto Corse. I piloti Gianni Leoni, Sante Geminiani ed Enrico Lorenzetti escono insieme per provare il circuito. Per un malinteso Leoni, pensando che i compagni possano avere avuto un incidente, torna indietro in pista e si scontra con Geminiani. Muoiono entrambi. Per il Moretto, che aveva già superato i cinquant’anni, è il culmine di una serie di drammi che aveva sempre vissuto con grande dolore. Decide così di lasciare le competizioni alla fine del 1951, concentrandosi sulla produzione e lasciando spazio alla nuova generazione guidata da Umberto Todero. Agostini si ritira definitivamente nel 1964, lo stesso anno della morte di Carlo Guzzi, Morirà nel 1988, consacrando una carriera che ha inciso profondamente sulla storia del motociclismo italiano.
A proposito degli uomini di Mandello: Giuseppe “Naco†Guzzi, il fratello dimenticato che rese elastiche le Guzzi
Le multe si possono pagare con lo sconto, ma solo a determinate condizioni. Ecco cosa prescrive l’articolo 202 del Codice della strada
Quando si prende una multa c’è poco da fare: o si contesta facendo ricorso, oppure si paga. Tralasciando il primo caso, si può comunque ottenere una riduzione della sanzione, così come prescritto dall’articolo 202 del Codice della Strada. In concreto, esistono tre “fasceâ€: in misura ridotta con “sconto†del 30% se pagata entro 5 giorni dalla notifica, in misura “minima†(il cosiddetto minimo edittale) se pagata entro 60 giorni dalla notifica, a prezzo “maggiorato†se pagata dopo 60 giorni dalla notifica. Ma andiamo con ordine.
Il comma 1, l’Articolo 202 del Codice della Strada chiarisce che “il trasgressore è ammesso a pagare, entro sessanta giorni dalla contestazione o dalla notificazione, una somma pari al minimo fissato dalle singole normeâ€, ma anche che “tale somma è ridotta del 30 per cento se il pagamento è effettuato entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notificazioneâ€.
Quindi per ottenere il pagamento in misura ridotta, quest’ultimo dev’essere obbligatoriamente effettuato entro il 5° giorno successivo da quello in cui è stato consegnato al trasgressore un verbale di violazione. Può essere il giorno in cui si viene fermati dall’agente che stacca la multa, oppure quello dalla notifica del verbale per posta raccomandata o per posta elettronica certificata.
Il 5° giorno va sempre calcolato cominciando a contare dal giorno dopo la contestazione dell’infrazione o la notifica del verbale per posta. Se, per esempio, l’infrazione viene notificata il 2 del mese, il conteggio del 5° giorno comincerà a partire dal 3 compreso. Pertanto, si avrà tempo fino al giorno 7 per ottenere lo sconto del 30%.
I giorni festivi (domenica e le giornate come il 25 aprile) non vengono conteggiate nei 5 giorni. Pertanto, se l’ultimo giorno utile dovesse essere una  omenica, il termine slitterebbe al lunedì successivo; ugualmente, qualora l’ultimo giorno utile fosse un festivo (una ricorrenza o una festa nazionale) il pagamento dovrà essere effettuato entro il primo giorno dopo la festività . Attenzione il sabato non è considerato un giorno festivo e non porta ad alcuno slittamento dei termini.
È il caso in cui il postino non trova nessuno a cui lasciare la raccomandata. Il verbale viene quindi riportato all’ufficio postale e, nella cassetta delle lettere del destinatario viene lasciato l’avviso di giacenza. A quel punto, il destinatario ha tempo 10 giorni per ritirare la raccomandata presso l’ufficio postale indicato sull’avviso. Se la multa viene ritirata entro i primi 10 giorni dall’avviso di giacenza, i 5 giorni per pagare in misura ridotta inizieranno a decorrere dal giorno successivo al ritiro in posta.
Le cose vanno in modo diverso qualora si dovessero superare i 10 giorni di giacenza del verbale presso l’ufficio postale. In quel caso, scatta infatti il “perfezionamento per compiuta giacenza†che, comportando il perfezionamento della notifica, dà di fatto il via al conto dei giorni. Pertanto, anche se la multa non è ancora stata ritirata, i termini iniziano comunque a decorrere dall’undicesimo giorno.
Non esistono, salvo i giorni festivi od il mancato recapito, specifiche deroghe che consentano di ottenere la riduzione del 30% anche in caso di pagamento successivo ai 5 giorni dalla notifica della multa. Tuttavia, vengono concessi due giorni in più nel caso in cui il ricevente scelga come modalità di pagamento il bonifico bancario. Due giorni che in realtà non sono “in piùâ€, ma che semplicemente tengono conto del tempo richiesto dalla banca per effettuare il bonifico: il pagamento viene infatti considerato eseguito nel termine di 5 giorni solo se l’accredito della somma avviene entro il 7° giorno dell’avvenuta notifica. Pertanto, il bonifico andrà comunque disposto entro il 5° giorno.
Il pagamento in misura ridotta non è consentito in alcuni casi specifici. Nel dettaglio, non si potrà “approfittare†della riduzione nel caso di:
- violazioni del codice per cui è prevista la sanzione accessoria della confisca del veicolo;
- violazioni del codice per cui è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida;
- quando il trasgressore non abbia ottemperato all'invito a fermarsi, si sia rifiutato di esibire il documento di circolazione, la patente di guida o qualsiasi altro documento richiesto dalle forze dell’ordine;
- nel caso di violazioni previste dagli articoli del Codice della Strada 83, comma 6; 88, comma 3; 97, comma 9; 100, comma 12; 113, comma 5; 114, comma 7; 116, comma 13; 124, comma 4; 136, comma 6; 168, comma 8; 176, comma 19; 216, comma 6; 217, comma 6; 218, comma 6. In fondo spieghiamo nel dettaglio cosa riguardano.
Superato il 5° giorno dall’infrazione non sarà più possibile ottenere lo sconto del 30%.
al 6° giorno successivo alla notifica fino al 59° invece si potrà pagare la multa secondo l’importo minimo previsto dal Codice della Strada, ma senza sconto, così come indicato sul secondo bollettino allegato al verbale. Facciamo un esempio: il trasgressore prende una multa che va da un minimo di 60 a un massimo di 220 euro. Se paga entro 60 giorni dovrà versare la cifra minima, cioè 60 euro.
Le cose peggiorano (per il portafogli e non solo) se il destinatario della sanzione non si preoccupa di pagare la multa entro 60 giorni dalla data di notifica, cioè entro il termine massimo concesso dalla legge. Trascorsi 59 giorni dalla notifica, l’importo dovuto diventa infatti pari alla metà del massimo della sanzione, più la cosiddetta maggiorazione semestrale degli interessi, cioè gli interessi di mora del 10% per ogni sei mesi di ritardo. Tornando al nostro esempio, trascorsi 60 giorni, ci troveremmo a pagare una multa da 110 euro (la metà del massimo), più gli interessi di mora.
Art. 83, comma 6
Guida di veicolo senza la patente prescritta
“Chiunque adibisce ad uso proprio per trasporto di cose un veicolo senza il titolo prescritto o viola le prescrizioni o i limiti contenuti nella licenza è punito con le sanzioni previste dall'art. 46, primo e secondo comma, della legge 6 giugno 1974, n. 298.â€.
Art. 88, comma 3
Trasporto di cose con veicoli non adibiti all’uso
“Chiunque adibisce al trasporto di cose per conto terzi veicoli non adibiti a tale uso o viola le prescrizioni e i limiti indicati nell'autorizzazione o nella carta di circolazione è punito con le sanzioni amministrative previste dall'articolo 46, primo e secondo comma, della legge 6 giugno 1974, n. 298.
Art. 97, comma 9
Circolazione dei ciclomotori con targa non propria
“Chiunque circola con un ciclomotore munito di targa non propria è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.871 a 7.488.â€.
Art. 100, comma 12
Circolazione con targa non propria o contraffatta
“Chiunque circola con un veicolo munito di targa non propria o contraffatta è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 2.046 a euro 8.186.â€.
Art. 113, comma 5
Targhe macchine agricole: le macchine agricole semoventi devono essere munite posteriormente di una targa contenente i dati di immatricolazione
“Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alle sanzioni amministrative, comprese quelle accessorie, stabilite dagli articoli 100, 101 e 102â€.
Art. 114, comma 7
Circolazione su strada delle macchine operatrici: mancato rispetto di sagome e massa e dispositivi di equipaggiamento
“Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alle medesime sanzioni amministrative, comprese quelle accessorie, previste per le analoghe violazioni commesse con macchine agricole.â€.
Art. 116, comma 13
Patente e abilitazioni professionali per la guida di veicoli a motore
“L’annotazione del trasferimento di residenza da uno ad un altro comune o il cambiamento di abitazione nell'ambito dello stesso comune, viene effettuata dal competente ufficio centrale del Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici che aggiorna il dato nell'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. A tale fine, i comuni trasmettono al suddetto ufficio, per via telematica o su supporto magnetico secondo i tracciati record prescritti dal Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici, notizia dell'avvenuto trasferimento di residenza, nel termine di un mese decorrente dalla data di registrazione della variazione anagrafica.â€.
Art. 124, comma 4
Guida delle macchine agricole e delle macchine operatrici senza idonea patente
“Chiunque guida macchine agricole o macchine operatrici senza essere munito della patente è punito ai sensi dell’articolo 116, commi 15 e 17. All’incauto affidamento si applica la disposizione di cui all’articolo 116, comma 14â€.
Art. 136 - bis, comma 6
Conversioni di patenti rilasciate da uno Stato non appartenente all'Unione europea o allo Spazio economico europeo
“Il titolare di patente di guida in corso di validità , rilasciata da uno Stato dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo, che abbia acquisito residenza in Italia ai sensi dell'articolo 118-bis, può ottenere da un ufficio della motorizzazione il rilascio di un duplicato della patente posseduta, qualora questa sia stata smarrita o sottratta. L'ufficio della motorizzazione procede al rilascio del duplicato in base alle informazioni in proprio possesso o, se del caso, in base alle informazioni acquisite presso le autorità competenti dello Stato che ha rilasciato la patente originaria..
Art. 168, comma 8;
Disciplina del trasporto su strada dei materiali pericolosi: obbligo di rispettare autorizzazioni e condizione imposte
“Chiunque trasporta merci pericolose senza regolare autorizzazione, quando sia prescritta, ovvero non rispetta le condizioni imposte, a tutela della sicurezza, negli stessi provvedimenti di autorizzazione e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 2.046 a € 8.186â€.
Art. 176, comma 19
Comportamenti durante la circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali.
Sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli delle strade di cui all'art. 175, comma 1, è vietato:
a) invertire il senso di marcia e attraversare lo spartitraffico, anche all'altezza dei varchi, nonché percorrere la carreggiata o parte di essa nel senso di marcia opposto a quello consentito;
“Chiunque viola le disposizioni del comma 1, lettera a), quando il fatto sia commesso sulle carreggiate, sulle rampe o sugli svincoli, e' punito con la sanzione amministrativa da € 2.046 a € 8.186â€.
Art. 216, comma 6
Guida con documento di circolazione ritirato.
Sanzione accessoria del ritiro dei documenti di circolazione, della targa, della patente di guida o della carta di qualificazione del conducente
“Chiunque, durante il periodo in cui il documento di circolazione e' ritirato, circola abusivamente con lo stesso veicolo cui il ritiro si riferisce ovvero guida un veicolo quando la patente gli sia stata ritirata, e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 2.046 a € 8.186. Si applica la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo o, in caso di reiterazione delle violazioni, la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo. La durata del fermo amministrativo e' di tre mesi, salvo i casi in cui tale sanzione accessoria e' applicata a seguito del ritiro della targaâ€.
Art. 217, comma 6
Guida con carta di circolazione sospesa.
Sanzione accessoria della sospensione della carta di circolazione
“Chiunque, durante il periodo di sospensione della carta di circolazione, circola abusivamente con lo stesso veicolo e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 2.046 a € 8.186. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da tre a dodici mesi e, in caso di reiterazione delle violazioni, la confisca amministrativa del veicoloâ€.
Art. 218, comma 6
Guida con patente sospesa.
Sanzione accessoria della sospensione della patente
“Chiunque, durante il periodo di sospensione della validità della patente, circola abusivamente, anche avvalendosi del permesso di guida di cui al comma 2 in violazione dei limiti previsti dall'ordinanza del prefetto con cui il permesso e' stato concesso, e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 2.046 a € 8.186. Si applicano le sanzioni accessorie della revoca della patente e del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi. In caso di reiterazione delle violazioni, in luogo del fermo amministrativo, si applica la confisca amministrativa del veicoloâ€.
Con un po' di buon senso e attenzione si possono evitare molti pericoli "nascosti" sulle nostre strade. Qui sotto dieci regole di comportamento per rendere la guida della moto più sicura. Ricordiamoci che spesso è il panico a causare incidenti altrimenti evitabili.
Negli ultimi 20 anni le rotonde hanno invaso le nostre città , sono molto più veloci dei semafori per smaltire il traffico ma richiedono un po' più di attenzione quando le affrontiamo. Sempre più utenti della strada pensano che la precedenza in rotonda ce l'abbia chi sta andando più forte, quindi bisogna sempre gli occhi aperti anche perché le moto si vedono poco. Qui trovate tutte le regole del codice della strada riguardanti le rotonde.
Capita di vedere motociclisti alle prime armi che scattano al semaforo tenendo per lunghi tratti i piedi che sfiorano il terreno. I piedi devono subito andare sulle pedane per avere il pieno controllo della moto o dello scooter
Aspettare dietro l'autobus mentre fa scendere i passeggeri è stressante, così come i lunghi e puzzolenti camion in coda al semaforo. Consideriamo però che questi mezzi di grandi dimensioni occupano tutta la nostra visuale, per superarli ci vuole cautela spostatevi all'altezza dell'angolo posteriore sinistro del mezzo e controllate con attenzione che nessuno arrivi dalla parte opposta, lanciarsi direttamente in un sorpasso alla cieca è molto pericoloso.
Zigzagare da una corsia all'altra quando le auto procedono lente o in colonna permette di risalire in fretta le code, ma è un momento molto rischioso: qualche automobilista potrebbe decidere all'improvviso di passare da un colonna all'altra, in particolare quando una è ferma e l'altra si muove. Tenete gli occhi fissi sulle auto che vi precedono, controllare gli indicatori di direzione di chi vi sta davanti e mantenete una bassa velocità .
Sembra stupido ribadirlo, non si dovrebbero mai togliere gli occhi dalla strada, ma la distrazione è sempre dietro l'angolo. In moto ci vuole anche più attenzione che in auto, qualsiasi tipo di ostacolo che si incontra per strada è potenzialmente pericoloso. Inoltre stare concentrati migliora i tempi di reazione in caso di pericoli, la moto in certe situazioni può evitare gli ostacoli meglio delle automobili.
Fate sempre attenzione alle macchine parcheggiate e aggirate con cautela quelle sistemate in doppia fila, controllate se c'è qualcuno dentro, potrebbe decidere di scendere.
Spesso bastano poche gocce di pioggia a rendere l'asfalto scivoloso facile non accorgersene e affrontare le curve come con l'asciutto. Se notate che è caduta un po' di pioggia rallentate per saggiare meglio le condizioni della strada.
Quando c'è vento forte moderate la velocità con le moto l'effetto vela si fa sentire per bene, per limitarne un po' gli effetti tenete le mani salde sul manubrio e i piedi ben piantati sulle pedane.
L'ABS è ormai una dotazione sempre più diffusa su tutte le moto, ma bisogna conoscerne le reazioni: quando entra in azione si avvertono delle vibrazioni sui comandi, non spaventatevi e continuate a frenare con decisione, solo in questo modo riuscirete a sfruttarne a pieno le potenzialità .
Con il passeggero a bordo o anche con le valige ben cariche il comportamento della moto cambia parecchio, le reazioni diventano più lente e gli spazi di frenata più lunghi. Bisogna tenerne conto (cliccate qui per i nostri consigli di guida).
La strada per raggiungere il Grossglockner, la vetta più alta d’Austria, è una destinazione imperdibile per i motociclisti in cerca di tornanti e paesaggi spettacolari
Il Grossglockner è una montagna delle alpi centro-orientali, la più elevata dell'Austria con i suoi 3.798 metri di altitudine. La strada che lo valica è un must per i motociclisti che percorrendo i numerosi tornanti possono arrivare fino a 2571 metri di quota, per poi scendere sul versante di Salisburgo.
La strada alpina del Grossglockner non spicca solo per la natura e il paesaggio, ma è anche un autentico viaggio nella storia. Ci sono documenti che testimoniano come le alpi in quest'area furono attraversate già oltre 5500 anni fa. All’inizio del XX secolo la strada portava il nome dell’imperatrice Elisabetta ed infatti si chiamava Kaiserin Elisabeth – GlocknerStrasse, per poi prendere lo sviluppo attuale nel 1935. Rispetto a quasi un secolo fa la carreggiata comunque è stata ampliata e sistemata a più riprese.

Oggi la strada del Grossglockner è un capolavoro d’ingegneria stradale che conserva comunque il suo fascino originario: con 36 tornanti scavalca la catena alpina degli Alti Tauri, nel cuore dell’omonimo parco nazionale. Ogni anno sono circa 900mila i visitatori provenienti da tutto il mondo che transitano lungo i suoi 48 chilometri.
Il centro più importante nelle sue vicinanze è Lienz, a 150 chilometri da Bolzano, 140 da Belluno o 130 da Udine, a seconda della provenienza. La strada che porta al valico è la 107, che collega la cittadina tirolese con la Carinzia. La strada è aperta tra maggio e novembre, si paga un pedaggio per il transito (30 euro), ammesso tra le 8.00 e le 17.00, con ultimo ingresso alle ore 16.15 (qui si possono comprare i biglietti online). Soprattutto a ridosso delle chiusure – o comunque da settembre in poi- è importante verificare che per possibili eventi meteo avversi (nevicate) il transito sia possibile.
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Per gli italiani è quasi scontato imboccare la Grossglockner Strasse proprio da Lienz: sono 48 chilometri fino al valico, con il panorama che regala subito magnifici scorci. Si costeggia il fiume e si risale la vallata senza grandi dislivelli nella parte iniziale. Dopo 34 chilometri si incontrano le cascate delle Jungfernsprung, che si gettano dall’alto nello Zoppenitzenbach con un balzo di oltre 100 metri. Il paesaggio è molto dolce: piccoli villaggi, campi verdi, i classici campanili slanciati. Risalendo i tornanti si incontra Heiligenblut (quota 1330 metri), a quasi 40 chilometri da Lienz, a meno di 10 dal passo. Per accedere alla strada bisogna transitare dal casello: con 30 euro (estate 2023) si prende il biglietto giornaliero e si può salire il tratto finale, la pavimentazione è mista: asfalto e pavé. Una destinazione scelta da tutti i visitatori lungo il percorso con una piccola deviazione è la "Kaiser-Franz-Josefs-Höhe", che si sgancia dall'itinerario della 107 per una decina di chilometri. Da qui si apre la vista sulla vetta più alta dell'Austria, che con i suoi 3.798 metri sormonta il ghiacciaio più esteso delle alpi orientali: il Pasterze, lungo ben 9 chilometri.
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Tornati sulla 107, la strada sale ancora fino a quota 2mila500 metri e poi inizia a degradare verso Bruck an der Grossglocknerstrasse, che dista una cinquantina di chilometri da Heiligenblut. Qui la 107 si innesta sulla 301, dalla Carinzia si è passati ormai al distretto amministrativo di Salisburgo. Per rientrare verso Lienz la via più breve consiste nel prendere la 168, che porta a ovest fino a Mittersil. Da questo punto ci sono ancora 66 km per tornare al punto di partenza. Questo itinerario ha trovato la forma attuale solo alla fine degli anni '60 con la realizzazione del traforo Felbertauerntunnel (anch’esso a pagamento) che, attraversando per oltre 5 km la montagna, riporta il viaggiatore in Tirolo.
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La strada alpina del Grossglockner attraversa il parco nazionale Alti Tauri, una delle più grandi riserve naturali dell’Europa centrale. Caprioli, camosci, grifoni e aquile reali sono solo alcune delle circa 10mila specie di animali presenti, ci sono anche le marmotte “addomesticate†del Fuscher Lacke, allevate dall'oste locale. In questo alto paesaggio alpino cresce anche una varietà unica di fiori e piante rare. È possibile fermarsi a mangiare in diverse strutture ricettive lungo il percorso.
Da non perdere: il museo moderno sull'ecologia in alta montagna; ma sono molte le esposizioni, comprese quelle di auto e moto