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News n. 1
SBK Gran Bretagna, in Superpole Race Bulega torna a vincere, Lecuona a terra SBK Gran Bretagna, in Superpole Race Bulega torna a vincere, Lecuona a terra

Nicolò Bulega è tornato alla vittoria con il successo in Superpole Race del round Gran Bretagna, Iker Lecuona, il compagno di squadra che lo aveva sconfitto, ieri invece è finito a terra buttando via un po’ di punti

malo

Solo un giorno dopo la sconfitta subita ieri in Gara 1, Nicolò Bulega è tornato alla vittoria con il successo in Superpole Race del round Gran Bretagna, ottava prova del mondiale Superbike. Iker Lecuona, il compagno di squadra che lo aveva sconfitto, invece è finito a terra buttando via un po’ di punti. Era partito in testa lo spagnolo ed aveva cominciato ad allungare, al secondo giro aveva già un vantaggio di 8 decimi di secondo, ma alla curva 12 ha esagerato finendo a terra. È ripartito ma al settimo giro è stato costretto a rientrare al box.

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Primo mondiale conquistato

Il comando della gara era stato rilevato da Yari Montella ma Bulega, partito in terza posizione, lo ha superato al quinto giro ed è andato a vincere con oltre un secondo di margine. 
Dunque il caposquadra della Ducati alba aumenta ancora il suo vantaggio in campionato e con questo successo la Casa di Borgo Panigale si è assicurata la vittoria del mondiale per Team. Però all’orizzonte compaiono forze nuove perché al comando c’era Lecuona prima che cadesse, e poi vi è salito Montella fino al quinto giro, quando Bulega lo ha superato. L’emiliano sta scoprendo che alcuni dei suoi avversari stanno diventando più pericolosi, per il momento però resta il favorito e sono gli altri a dover inseguire.

Terzo gradino del podio per Sam Lowes, migliore degli indipendenti in sella alla Ducati del team Marc VDS, mentre nel duello per il quarto posto Axel Bassani ha avuto la meglio del compagno di squadra Alex Lowes. Nella bagarre hanno fatto cose egregie anche Alex Lowes, Tommy Bridewell e Xavi Vierge, classificati nell’ordine dal quarto al nono posto.  

I primi nove della Superpole Race

1 Nicolò Bulega (Aruba.it Racing – Ducati)

2. Yari Montella (Barni Spark Racing Team) +1.581

3. Sam Lowes (ELF Marc VDS Racing Team) +3.346

4. Alex Lowes (bimota by Kawasaki Racing Team) +5.614

5. Axel Bassani (bimota by Kawasaki Racing Team) +5.836

6. Lorenzo Baldassarri (Team GoEleven) +6.664

7. Tommy Bridewell (Superbike Advocates) +7.830

8. Xavi Vierge (Pata Maxus Yamaha) +8.147

9. Garrett Gerloff (Kawasaki WorldSBK Team) +10.886

Giro veloce: Sam Lowes (Ducati), 1'25.124, nuovo giro record


 

SuperBike
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 15:14:08 +0000
News n. 2
Pagelle Germania: Marquez incoronato Sachsenking, solo Ogura resiste Pagelle Germania: Marquez incoronato Sachsenking, solo Ogura resiste

Non ci sono rivali per lo spagnolo: il fratello e Di Giannantonio cadono, Martin chiude una gara anonima. Grandi Acosta e Quartararo, con due moto decisamente carenti

guiss

Marc Marquez ha fatto 13, vincendo ancora una volta al Sachsenring, sempre di più la sua pista. La giornata è perfetta anche per la rincorsa in campionato, con tutti i principali avversari nella corsa al titolo fuori causa per infortunio, caduti o attardati. A voi le pagelle!

Marc Marquez

Vince la sua 13esima gara al Sachsenring, un numero di successi nel mondiale che per la maggior parte dei piloti permetterebbe di rendere già una intera carriera degna di menzione nei libri di storia di questo sport. Non ha rivali, anche perché chi prova a tenere il suo ritmo cade. Nel mondiale è a 18 punti da Martin, che negli ultimi 4 gran premi è andato a podio una sola volta. Voto 10

Ai Ogura

È lui il baluardo Aprilia contro Marquez e il giapponese non sfigura affatto. Secondo posto, migliore degli altri e secondo posto nel mondiale a 14 punti da Martin. Ha una moto factory e non si spaventa di fronte a nulla, basterà per dare filo da torcere al nove volte campione del mondo? Voto 8

Raul Fernandez

Il suo destino è quasi sempre quello di fare bene in un giorno in cui in Aprilia c'è qualcuno che fa meglio di lui. Terzo non è male e lo spagnolo è sempre andato a punti da inizio di stagione, almeno una volta nel weekend. Ha anche firmato un biennale con Trackhouse per continuare la sua avventura in MotoGP. Ma come i vari Mir e Rins, non riesce a fare davvero breccia nel cuore dei tifosi. Voto 6,5

Pedro Acosta

Reduce da un'operazione che qualche strascico lo lascia, fa finta di niente, stringe i denti e porta a casa un super quarto posto. Corre per far divertire chi guarda e per tenere a galla una KTM che senza di lui non sarebbe tanto meglio delle giapponesi. Lo fa pure con gli occhi che brillano, probabilmente pensando che l'anno prossimo avrà una Ducati. Voto 8

Jorge Martin

Un conto è pensare al campionato, un conto è prendere paga dai compagni di marca in maniera piuttosto evidente, cosa che nelle ultime gare si verifica con una certa frequenza. È vero, nel 2024 ha vinto un mondiale grazie alla costanza, ma in quella stagione se non era primo era secondo, qua la prestazione sta scemando. Voto 5,5

Pecco Bagnaia

Prova la rimonta ma si ritrova inchiodato dietro Martin come un automobilista che sfanala in terza corsia in autostrada. Non trova il punto per passare, il bilancio del weekend è piuttosto magro. Voto 5,5

Fabio Di Giannantonio

La telemetria non evidenzia alcun errore, la sua caduta rimane un mistero ma lui se ne assume le colpe. Peccato, il secondo posto era alla portata. Voto 5

Alex Marquez

Anche il fratello di Marc non è immune al fascino del codone della sua Desmosedici e alla fine esagera alla 13, per provare a stare con lui. Niente punti, ma non gli si può rimproverare troppo di averci provato. Voto 5,5

Fabio Quartararo

Dopo il sussulto di orgoglio del sabato, arriva un altro bel risultato anche domenica. Peccato che su questa pista, nel 2022, aveva vinto la sua ultima gara in MotoGP e ora si trova a lottare per il settimo posto. Voto 7

Luca Marini

Diogo Moreira è un discreto talento, Joan Mir ha avuto qualche sprazzo in più in questi due anni, Johann Zarco è riuscito anche a vincere una gara con la Honda. Il miglior pilota in classifica però è Marini, decimo, anche oggi autore di una gara solida, conclusa in ottava posizione. Non deve stupire che un team come Tech3 lo consideri una buona assicurazione per la prossima stagione. Voto 6,5

MotoGP
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 14:58:40 +0000
News n. 3
Tragedia a Brno: muoiono in pista i piloti Philipp Steinmayr e Adrian Rus-Sinner Tragedia a Brno: muoiono in pista i piloti Philipp Steinmayr e Adrian Rus-Sinner

Il dramma durante una gara del campionato minore Alpe Adria sul circuito ceco. L'austriaco Philipp Steinmayr e il rumeno Adrian Rus-Sinner hanno perso la vita durante la gara della Stock1000/Superbike

malo

Mentre l'élite mondiale del motociclismo si divideva tra il Sachsenring per la MotoGP e Donington Park per il WorldSBK, una tragedia ha colpito le categorie minori delle due ruote. Il circuito di Brno si è trasformato nel teatro di un doppio dramma: l'austriaco Philipp Steinmayr, 32 anni, e il rumeno Adrian Rus-Sinner, 43 anni, sono morti a seguito delle gravissime ferite riportate in un terribile incidente avvenuto ieri, sabato 11 luglio, durante un appuntamento del Campionato motociclistico Alpe Adria. La notizia del duplice decesso, tenuta nel massimo riserbo nelle ore più critiche, è stata ufficializzata soltanto oggi.

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Un sorridente Philipp Steinmayr

La dinamica dell'impatto

Il dramma si è consumato nei primissimi istanti della gara valevole per la categoria regina del weekend, la Stock1000/Superbike. Subito dopo la partenza, la moto di Philipp Steinmayr ha accusato un improvviso problema tecnico che ha costretto il pilota austriaco a fermarsi direttamente sul tracciato. Nel  caos che caratterizza le partenze, con le moto ancora molto vicine, Adrian Rus-Sinner non è riuscito a evitare l'impatto, centrando in pieno Steinmayr.

I soccorsi in pista sono stati immediati e disperati. Entrambi i piloti sono stati trasportati d'urgenza in ospedale in condizioni critiche, ma i traumi riportati nello scontro si sono rivelati fatali per entrambi.

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Il rumeno Adrian Rus-Sinner era un pilota di grande esperienza

Chi erano i due piloti

Due storie diverse, unite dalla medesima,  passione per le due ruote. Philipp Steinmayr, 32 anni, era un pilota di grande esperienza e profondamente stimato nell'ambiente delle derivate dalla serie. Nato in Austria, si era fatto strada nel mondo delle competizioni grazie a un talento solido e alla sua versatilità, che lo aveva portato a competere a livello internazionale anche in campionati di prestigio come il Mondiale Endurance (EWC) e nel WorldSBK (nella categoria della Superstock 1000). Nel paddock era noto non solo per la sua velocità, ma anche per la sua professionalità e per il carattere solare e generoso.

Adrian Rus-Sinner, 43 anni, rappresentava invece il cuore pulsante della passione motociclistica rumena. Pilota esperto e profondo conoscitore delle piste dell'Europa centrale, Rus-Sinner era riuscito a coniugare l'amore per i motori con una fortissima impronta comunicativa. Era infatti un noto e seguitissimo vlogger. Attraverso i suoi video e i suoi canali social, raccontava le gare dall'interno, condividendo con migliaia di appassionati le emozioni del paddock, i segreti della guida e i dietro le quinte del campionato Alpe Adria. La sua morte lascia un vuoto profondo non solo in pista, ma anche tra la vasta community digitale che lo considerava un punto di riferimento.

Stop totale alle gare

A seguito del tragico evento, gli organizzatori hanno preso la decisione di interrompere le attività e cancellare l'intero programma rimanente del fine settimana. Le gare previste per la Supersport 300 European Cup, la Supersport 600 European Cup, la Superstock 1000 European Cup e il Women's European Championship non si sono disputate, lasciando il paddock ceco avvolto in un silenzio spettrale.

In una nota congiunta diffusa oggi, il mondo delle istituzioni motoristiche si è stretto attorno alle vittime: «La Federazione Europea di Motociclismo (FIM Europe), l'Unione Motociclistica di Alpe Adria, l'Academy (promotore della competizione), la Federazione Motoristica Rumena, l'Unione Motociclistica Balcanica e l'Autodrom di Brno inviano le loro più sincere condoglianze alle famiglie, agli amici e a tutti coloro che sono vicini ai due atleti». Una domenica di profondo lutto che riaccende la consapevolezza dei rischi legati alla velocità, portando via un pilota d'élite e una voce straordinariamente amata dagli appassionati.

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Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 13:37:37 +0000
News n. 4
EICMA Riding X Fest: ecco come sarà il nuovo evento dedicato all'off-road EICMA Riding X Fest: ecco come sarà il nuovo evento dedicato all'off-road

Prende forma il programma di EICMA Riding X Fest, il nuovo evento dedicato al fuoristrada che si terrà il 19 e 20 settembre al Max Land MX Raceway Park di Chignolo Po. In programma test ride gratuiti, attività per principianti e bambini e la presenza delle principali Case...

Riccardo Allegro

EICMA Riding X Fest: 

Dopo aver annunciato la nascita di EICMA Riding X Fest, gli organizzatori hanno svelato i primi dettagli del nuovo appuntamento dedicato al mondo del fuoristrada specialistico. L'evento si terrà il 19 e 20 settembre 2026 al Max Land MX Raceway Park di Chignolo Po (PV) e offrirà agli appassionati la possibilità di provare gratuitamente moto da cross ed enduro, comprese numerose novità della gamma 2027. L'obiettivo è permettere ai partecipanti di testare i modelli direttamente sui percorsi per cui sono stati progettati, scegliendo tra diverse attività pensate per ogni livello di esperienza.

Cinque aree per tutti i livelli

Il programma sarà articolato in cinque diverse experience. XCROSS PRO sarà dedicata ai piloti più esperti, in possesso di licenza FMI, che potranno girare su un tracciato tecnico da motocross. XCROSS AMATEUR, invece, sarà riservata ai maggiorenni con minore esperienza, su un percorso più accessibile. Per gli appassionati di enduro sarà allestita l'area XENDURO, con un tracciato caratterizzato da salite, discese, curve, ostacoli naturali e varianti di diversa difficoltà, così da mettere alla prova le moto in condizioni simili a quelle d'impiego.

Spazio anche ai principianti

Grande attenzione sarà riservata anche a chi vuole avvicinarsi per la prima volta al fuoristrada. In collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana, nascerà ROOKIE ACCADEMX by FMI, un'area dedicata agli adulti e ai ragazzi dai 14 anni in su dove sarà possibile provare la guida off-road anche senza patente, affiancati dagli istruttori federali. Tornerà inoltre EICMA for Kids Off-Road, rivolto ai bambini dai 6 ai 12 anni, con attività teoriche e pratiche sviluppate insieme alla FMI per avvicinare i più piccoli alle due ruote in sicurezza.

Non solo prove in pista

Oltre ai test ride, il villaggio dell'evento ospiterà le principali Case del settore off-road, aziende di accessori e abbigliamento tecnico, aree ristoro, momenti di intrattenimento e la presenza di piloti e creator. L'ingresso sarà gratuito, previa registrazione online, che sarà aperta nelle prossime settimane. Successivamente saranno annunciati anche i costruttori partecipanti, il programma completo e gli ospiti della manifestazione.

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Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 13:15:54 +0000
News n. 5
Marc Marquez fa dieci al Sachsenring e riapre il Mondiale Marc Marquez fa dieci al Sachsenring e riapre il Mondiale

A Marc bastano pochi giri per chiudere il discorso. Cadono il fratello Alex e Diggia, con Bezzecchi out il mondiale è ufficialmente riaperto

massimo.miliani

Il Sachsenring parla ancora spagnolo

C'è un posto, in mezzo alla Sassonia, dove Marc Marquez sembra correre su un binario tutto suo. Il Sachsenring, appunto: quel serpentone corto e girato quasi tutto a sinistra dove lo spagnolo ha costruito pagine importanti della sua leggenda. Domenica al circuito tedesco è arrivata la decima vittoria in top class su questo tracciato, un numero che da solo racconta un rapporto quasi morboso tra il pilota e l'asfalto sassone. Partito dalla pole, Marc ha impostato la gara nel modo più semplice e più letale: ritmo alto subito, e via a costruire un margine che nessuno ha mai davvero minacciato. A metà gara il vantaggio sul primo degli inseguitori viaggiava già oltre il secondo e mezzo, con il campione in carica capace di firmare pure il giro veloce mentre gestiva. Trenta giri su una pista cortissima, gomma dura all'anteriore e media al posteriore per tutti: nessuna strategia alternativa, solo gestione. E in fatto di gestione, da queste parti, Marquez resta il professore.

Le due cadute che riscrivono il podio

Se la testa della corsa non ha regalato brividi, dietro il copione si è complicato in fretta. Alex Marquez, secondo per larga parte della gara e unico realmente in scia al fratello nelle prime fasi, è scivolato lasciando via libera alle Aprilia del team Trackhouse. Poco dopo è toccato a Fabio Di Giannantonio, tradito dalla curva 10: il romano si è rialzato senza conseguenze, ma la sua gara è finita lì, con tanti saluti al podio che nella Sprint del giorno prima aveva conquistato. Alle spalle di Marc si sono sistemate le due RS-GP di Ai Ogura e Raul Fernandez, con il giapponese e lo spagnolo bravi a raccogliere quel che il caos davanti gli metteva in mano. Quarto Pedro Acosta con la KTM, poi la bagarre di casa Aprilia-Ducati per le posizioni immediatamente dietro.

Martin allunga, ma senza sorridere del tutto

Il vero nodo, però, sta in classifica. Jorge Martin ha chiuso quinto e resta leader del Mondiale, allungando sul compagno di squadra Marco Bezzecchi, oggi ancora out: l'italiano si è fratturato la clavicola nelle qualifiche di sabato ed è stato operato.Martin porta a casa punti pesanti, ma non l'occasione piena che il forfait di Bezzecchi sembrava offrirgli: quinto posto e non di più. E soprattutto, dietro, la situazione si compatta. Con la vittoria di oggi Marc Marquez rosicchia ancora punti avvicinando la vetta. Il Motomondiale si prende ora la pausa estiva e tornerà in Gran Bretagna, a Silverstone. Con una certezza in più: al Sachsenring, quando c'è di mezzo Marc Marquez, il pronostico è quasi un optional.

MotoGP
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 13:02:08 +0000
News n. 6
Triumph Scrambler 900 2026: nuova ciclistica, stessa anima. Ma quanto fa? Triumph Scrambler 900 2026: nuova ciclistica, stessa anima. Ma quanto fa?

La Scrambler 900 si aggiorna con forcellone in alluminio e sospensioni Showa. Ma quanto cambia sul banco? I dati completi del nostro Centro Prove

massimo.miliani

La Triumph Scrambler 900 compie vent'anni e lo fa rinnovandosi in profondità. Per il 2026 il telaio rivisto, il nuovo forcellone in alluminio pressofuso e le sospensioni Showa sono i protagonisti dell'aggiornamento, insieme a un'elettronica che ora include ABS e controllo di trazione cornering grazie alla piattaforma inerziale. Il motore è sempre il bicilindrico "High Torque" da 900 cm³ con manovellismo a 270 gradi, collaudato e riconoscibile. Sul banco del nostro Centro Prove, a 1.392 km dall'inizio del test, con 26° di temperatura esterna, i numeri raccontano come questa evoluzione si traduca in prestazioni concrete.

Potenza e coppia

  • Potenza massima: 58,19 CV a 7.375 giri/min (modalità Off-Road, 3ª marcia)
  • Potenza massima in modalità Road: 57,48 CV a 7.375 giri/min
  • Coppia massima: 7,18 kgm a 4.809 giri/min (modalità Rain, 5ª marcia)
  • Coppia massima in modalità Road: 7,08 kgm a 4.736 giri/min

Il banco dinamometrico conferma quello che già si intuisce in sella: la Scrambler 900 non è una moto che vive ai limiti del regime. Il picco di potenza si raggiunge a 7.375 giri, ma la vera identità del motore è la coppia disponibile fin dai 4.700-4.800 giri, un valore che consente riprese decise in qualsiasi marcia senza dover scalare. Le differenze tra le tre modalità di guida — Road, Rain e Off-Road — sono contenute in termini di potenza massima, mentre sulla coppia i valori si equivalgono. Il carattere dell'erogazione è ciò che conta: progressiva e corposa, senza scarti improvvisi, con quel tono tipico del bicilindrico parallelo a 270 gradi che ricorda più un V-twin che un quattro cilindri.

Velocità massima e accelerazione

  • Velocità massima: 162,5 km/h
  • Accelerazione 0-100 km/h: 5,24 s (Road) / 5,20 s (Rain)
  • Accelerazione 0-400 m: 13,88 s (identica in entrambe le modalità)

Con 162,5 km/h di velocità massima la Scrambler si posiziona esattamente dove ci si aspetta per una scrambler stradale di questa cilindrata: abbondantemente sufficiente per i lunghi trasferimenti autostradali, senza ambizioni da sportiva. Lo 0-100 in poco più di 5 secondi fotografa una moto vivace, capace di sorpassi decisi, mentre il quarto di miglio in 13,88 secondi è un risultato uniforme indipendentemente dalla modalità selezionata — segno che la differenza tra le mappe agisce più sul carattere dell'erogazione che sui valori massimi. Sul misto stretto, dove la Scrambler dà il meglio, queste prestazioni si traducono in fluidità e facilità di guida, non in frenesia.

Consumi

  • Autostrada: 21,03 km/l
  • Extraurbano: 31,95 km/l
  • 90 km/h: 31,94 km/l
  • 120 km/h: 21,88 km/l
  • Al massimo: 11,06 km/l
  • Autonomia a 120 km/h: 262,56 km
  • Autonomia al massimo: 132,72 km

I consumi sono in linea con la categoria. A 90 km/h il dato sfiora i 32 km/l, mentre ai 120 km/h si scende a poco sotto i 22 km/l, un valore dignitoso per un bicilindrico da 900 cm³. Il limite principale non è il consumo ma la capacità del serbatoio: con soli 12 litri a disposizione, l'autonomia a 120 km/h si ferma a 262 km, un valore che impone una sosta rifornimento ogni 250 km circa nei viaggi più veloci. Chi mantiene andature più rilassate — i 90 km/h di crociera sono il regime ideale per questa moto — può puntare a percorrenze decisamente più generose. Non è una gran turismo, e il serbatoio ridotto lo conferma.

Peso e prezzo

  • Peso in ordine di marcia: 215 kg
  • Prezzo: 11.995 euro (disponibile con kit di depotenziamento A2)

Sul banco la Scrambler segna 215 kg, un dato inferiore ai 221 kg dichiarati dal costruttore. Il nuovo forcellone in alluminio e i cerchi a raggi più leggeri hanno contribuito a contenere il peso rispetto alla generazione precedente, e in sella si sente: nei cambi di direzione la moto è più reattiva di quanto i numeri lascerebbero supporre. La distribuzione tra i due assi — 102,5 kg all'anteriore e 112,5 al posteriore — è equilibrata e favorisce la stabilità. A 11.995 euro la Scrambler 900 entra in un segmento competitivo, ma porta in dote la qualità costruttiva Triumph, l'elettronica cornering e una dotazione aggiornata. Disponibile anche con kit A2.

Come è fatta

La Scrambler 900 2026 si presenta con un'estetica rinfrescata ma riconoscibile: linee asciutte, parafanghi sottili, pannelli laterali ridisegnati e un faro anteriore full LED con staffa in stile retrò che richiama le origini off-road della famiglia. Il serbatoio da 12 litri è stato risagomato. Il telaio è stato rivisto e abbinato a un forcellone in alluminio pressofuso — lo stesso montato sulla Speed Twin — che alleggerisce l'avantreno e migliora la dinamica di guida. Le sospensioni sono firmate Showa su entrambi gli assi: forcella rovesciata da 43 mm con 120 mm di escursione e doppi ammortizzatori con serbatoio separato e precarico regolabile. Le ruote sono a raggi con cerchi in alluminio, anteriore da 19 pollici e posteriore da 17, calzate con Metzeler Tourance, pneumatici bilanciati per un uso prevalentemente stradale con incursioni su sterrati compatti. L'impianto frenante prevede un disco flottante da 320 mm con pinza radiale a quattro pistoncini all'anteriore, e un disco da 255 mm con pinza Nissin a due pistoncini al posteriore. ABS e controllo di trazione sono cornering, con sensibilità all'angolo di piega garantita dalla piattaforma inerziale. In modalità Off-Road, l'ABS posteriore si disattiva. La strumentazione combina un display LCD con schermo TFT iperconnesso. La sella è a 79 cm da terra, piatta e ben imbottita, con un manubrio largo 853 mm.

Vivere con la moto
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 11:00:25 +0000
News n. 7
1.200 Autovelox alla frutta: chi resta acceso? 1.200 Autovelox alla frutta: chi resta acceso?

Entra in vigore il decreto che disciplina l'omologazione degli autovelox. La maggior parte degli apparecchi già installati potrà continuare a rilevare le infrazioni, mentre quelli esclusi dovranno essere disattivati 

Riccardo Allegro

Il Decreto entra in vigore

Dopo mesi di discussioni e rinvii, da domenica 12 luglio entra ufficialmente in vigore il decreto che disciplina l'omologazione degli autovelox, mettendo ordine in una materia rimasta senza una procedura definita per oltre trent'anni. Il provvedimento rappresenta un passaggio importante dopo le numerose sentenze della Corte di Cassazione che, negli ultimi due anni, hanno ribadito come approvazione e omologazione non siano la stessa cosa, aprendo la strada a migliaia di ricorsi contro le multe elevate con apparecchi soltanto approvati. Una situazione che ha creato non pochi problemi e di cui via abbiamo parlato in più occasioni. Ma vediamo le novità.

Cosa cambia con il decreto

La novità più importante è che viene finalmente introdotta una procedura di omologazione, prevista dal Codice della strada fin dal 1992 ma mai disciplinata in modo organico. In pratica, per i nuovi dispositivi non basterà più la sola approvazione, ma ogni prototipo dovrà ottenere l'omologazione e ogni apparecchio dovrà essere tarato prima dell'entrata in servizio e, successivamente, almeno una volta all'anno. Se la verifica periodica non dovesse essere effettuata oppure dovesse dare esito negativo, il dispositivo non potrà essere utilizzato. Il decreto introduce inoltre nuove garanzie tecniche in materia di privacy: i dati raccolti e le fotografie dovranno essere crittografati e firmati digitalmente, mentre nelle immagini frontali saranno oscurati i volti degli occupanti del veicolo.

Oltre 2.800 apparecchi "salvi", ma più di 1.200 si fermano

Ora veniamo al sodo. Secondo il censimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, aggiornato al 10 luglio, in Italia risultano installati 4.060 dispositivi. Di questi, 2.856 potranno continuare a essere utilizzati, mentre 1.204 dovranno essere disattivati fino al completamento della procedura prevista dal decreto. La ragione non riguarda il funzionamento tecnico degli strumenti, ma il loro inquadramento giuridico. Come già vi raccontavamo qui, il decreto considera infatti automaticamente omologati gli apparecchi corrispondenti ai modelli elencati nell'Allegato B, purché siano conformi al prototipo di riferimento e rispettino tutti gli altri requisiti previsti, come, appunto, la taratura periodica.

Gli apparecchi esclusi

Ne consegue che i 1.204 dispositivi che non rientrano tra quelli automaticamente omologati non sono necessariamente difettosi o imprecisi ma, semplicemente, non figurano tra i modelli inseriti nell'elenco del decreto e, quindi, non pososno così come sono essere utilizzati. I produttori potranno comunque presentare al Ministero la documentazione tecnica e i risultati delle prove richieste per ottenere l'omologazione. In alcuni casi il MIT dovrà pronunciarsi entro sessanta giorni. Fino ad allora, però, questi apparecchi non potranno essere utilizzati per accertare le violazioni. 
Tra i sistemi interessati figurano anche alcuni Tutor di prima generazione. Secondo una ricognizione citata dallo stesso comandante della Polizia locale di Verona nonchè referente Anci Luigi Altamura, dovrebbero essere temporaneamente disattivati i Tutor approvati tra il 2004 e il maggio 2017 presenti su almeno 83 tratte delle autostrade A1, A4, A13, A14 e A16.

La partita dei ricorsi non è ancora chiusa

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Attenzione però, purché l’entrata in vigore del decreto, che essendo tale non può discostarsi dal Codice della strada, che è una legge, non mette automaticamente fine al contenzioso nato dopo le pronunce della Cassazione. Le sanzioni resteranno illegittime e i giudici potranno continuare ad annullarle, applicando di fatto l'indirizzo della Cassazione. L'eventuale differenza, potrebbe essere soltanto procedurale, perché insieme al verbale dovrebbe essere impugnata anche la disposizione contenuta nel decreto ministeriale. Ma poco cambia. Non per nulla, anche le associazioni dei consumatori hanno già annunciato nuovi ricorsi, dato che il decreto non ha effetto retroattivo e, quindi, non sana automaticamente le sanzioni già contestate, non chiude i procedimenti ancora pendenti e non rende valide le multe già oggetto di contestazione.  La partita, insomma, è tutt'altro che chiusa…


 

Politica e trasporti
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 09:32:28 +0000
News n. 8
Mitico Terminillo: i percorsi e dove mangiare per goderselo fino in fondo Mitico Terminillo: i percorsi e dove mangiare per goderselo fino in fondo

Curve sinuose, panorami mozzafiato e asfalto in ottime condizioni. Il Monte Terminillo offre strade e percorsi magnifici se fatti in moto. Ecco un’idea di itinerario e qualche consiglio su dove fermarsi a mangiare

Riccardo Allegro

Itinerari nel Lazio

Dopo quelli proposti ai motociclisti in gita in Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna e Toscana, ecco un nuovo itinerario tra le curve del Lazio. Protagonista è il Monte Terminillo che, con i suoi 2.217 metri di altitudine, è una delle mete più apprezzate dai motociclisti del centro Italia. Facile capire il perché: strade sinuose, panorami d’alta quota e asfalto - il più delle volte - in ottime condizioni. A concludere, anche qualche consiglio su dove fermarsi a mangiare. Pronti?

Si parte da Rieti verso il Passo Sella 

Cominciamo il nostro itinerario da Rieti lungo la SS4bis, meglio nota come via del Terminillo. Sin dai primi chilometri, la strada prende quota con una sequenza di curve ampie e ben raccordate che conducono fino a Pian de’ Valli, base degli impianti sciistici del Terminillo. L’asfalto qui è in ottime condizioni e i tornanti a largo raggio regalano un piacere di guida davvero notevole. Da qui, superato l’ampio piazzale, si prosegue verso Leonessa affrontando il Passo Sella: la carreggiata si restringe leggermente ma, di contro, il panorama si apre su scenari d’alta montagna. Anche qui, le curve e l’asfalto perfetto invogliano ad una piega dopo l’altra. 

Direzione Leonessa

Qui ci si potrebbe concedere una pausa e godersi il magnifico panorama. Ripresa la moto comincia, in direzione Leonessa, un altro tratto magnifico e ricco di curve e tornanti: seguendo la SP 10 si supera Località Fontenova e si raggiunge in una cinquantina di km circa il paese di Leonessa, ottimo punto in cui fermarsi per una pausa gastronomica (ne parliamo più sotto). 

Si torna a Rieti

Rinfrancati spirito e stomaco, è giunto il momento di tornare verso Rieti percorrendo però un altro (ma altrettanto bello e panoramico) percorso. Da Leonessa, imboccate la SR 521 e godetevi le tante e bellissime curve in discesa che portano fino alla Riserva parziale naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile. Qui una pausa per riposare i poldi e godersi il paesaggio è d’obbligo. Da lì la strada si fa più scorrevole, ma più trafficata: ancora una dozzina di km circa e sarete di nuovo a Rieti. 

Occhio alle chiusure

Come detto, l’itinerario si caratterizza per curve spettacolari e paesaggi mozzafiato. L’asfalto è ottimo, ma nei tratti all’ombra conviene prestare maggiore attenzione. Un dettaglio importante da prendere in considerazione è che, nei mesi più freddi, il tratto tra il Terminillo e Leonessa può essere chiuso per neve, quindi meglio informarsi prima di partire. Per lo stesso motivo, è probabile che cercando il percorso appena descritto su Google Maps, l’app vi mostri strade alternative che evitino la chiusura invernale…

Dove mangiare

Che sia al ristorante, in trattoria o sulle panche dell’immancabile chioschetto panoramico, in qualsiasi gita in moto non può certo mancare la sosta gastronomica. Ecco allora, come promesso, qualche utile consiglio su dove fermarsi durante la scampagnata nei pressi del Monte Terminillo…

Rifugio Angelo Sebastiani

Situato quota 1.820, il rifugio Angelo Sebastiani è offre una sosta ideale per recuperare le energie. Qui si può optare per uno spuntino veloce con un panino farcito, magari con salsiccia alla brace e una birra fresca, oppure accomodarsi nella sala interna e gustare un menu tradizionale ricco di antipasti di salumi e formaggi, primi piatti come gnocchi ai porcini o polenta con spuntature, secondi di carne alla brace o frittate. Ovviamente, non mancano i dolci fatti in casa…

Hotel Campo Stella

Più in basso,  a 1.000 metri di altitudine e a soli 6 km da Leonessa, l'Hotel Campo Stella è è adatto a chi cerca un ristorante più elegante e “raffinatoâ€, pur offrendo una fascia di prezzo tutt’altro che esclusiva. Da gustarsi accanto al caminetto della sala, il menu offre una fusione di piatti tipici della tradizione locale e di altre aree montane, dalle mezze maniche alla carbonara agli spätzle con speck e panna senza dimenticare le varie proposte a base di carne, come la salsiccia nostrana su crostone di pane e l’agnello allo scottadito. 

Trattoria Da Peppino  

Nel cuore di Leonessa, a pochi passi dal centro, si trova la storica trattoria Da Peppino, locale affacciato su una delle zone più alte del borgo capace di offrire un vero e proprio tuffo nel passato della ristorazione locale. Parola d’ordine: “cucina caserecciaâ€. Tra le specialità ci sono le bruschette con paté di coratella d’abbacchio e fagioli con le cotiche, gli gnocchi al castrato, le braciole, le tagliate e gli arrosti misti. L’atmosfera è familiare ed il menu tende a variare in base alla stagione e alle voglie della cucina…

Trattoria Alesse  

Un’alternativa per chi volesse fermarsi a Leonessa è data dalla Trattoria Alesse, i cui piatti in menuvengono preparati, ancora, con la “cucina economica†cioè quella stufa che un tempo oltre a riscaldare la casa permetteva contemporaneamente di cucinare. Da Alesse si mangiano le fettuccine ai funghi, i maltagliati con fagioli, lo stinco di maiale, le polpette in umido e tanta carne alla brace. 

La Genziana

Dirigendosi da Leonessa a  Vindoli ci si può fermare a La Genziana, ristorante che, pur mantenendo uno stile lievemente retrò, offre un ambiente accogliente e una proposta gastronomica solida. Il fiore all’occhiello del locale è la selezione di carni, tutte rigorosamente cotte alla brace: tra le opzioni, si può scegliere tra pecora, agnello e manzo locali, ma anche carni provenienti da altri angoli del mondo, come il bovino Sashi finlandese, la scottona iberica e il wagyu giapponese.

 


 

Strade e percorsi
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 09:24:36 +0000
News n. 9
Boxer boxer delle mie brame... le 5 special BMW più belle Boxer boxer delle mie brame... le 5 special BMW più belle

Negli ultimi anni le special con motore boxer BMW hanno soppiantato quelle con motori americani. Ecco 5 opere d'arte che vale la pena ricordare

Gianrico
I boxer BMW oltre che infaticabili muli macina-chilometri sono diventati i protagonisti indiscussi della scena custom internazionale. Su quel motore, dai più anzianotti fino alla moderna R nineT, sono state costruite praticamente tutte le tipologie di special. Ecco le 5 preferite di InSella dell’anno appena trascorso.
 

BMW R100RS Black Baron by Relic Motorcycles

Bella bestia, quella costruita dai giovani danesi di Relic Motorcycles. Non ha nulla fuori posto questo mix tra bobber e cafè racer con le gomme tassellate. Il segreto è stato togliere il più possibile dalla base. Poi immergere tutto nella vernice più nera che si può.

 

BMW RnineT Paris Dakar by Luis Moto

L’italianissimo Luis Moto di Lucca propone una bellissima interpretazione della R nineT anticipando - e nemmeno di poco - la Rose du Lac, special ufficiale di BMW e la Urban G/S derivata dalla stessa roadster base di questa special. Una scrambler con particolari preziosi e colori epici fatta a kit.


 

BMW RnineT Classic by Roland Sands Design

A Roland Sands piace andare sempre sul sicuro: quando fa una moto, la costruisce in maniera impeccabile e superba. Questo è il suo modo per fare gli auguri alla BMW R5 del 1937: forme classiche ma particolari da MotoGP, tutto su una piattaforma boxer che non ha mai visto prima delle linee così. 

 

BMW R100R Don Luis by XTR Pepo

Si riconoscerebbe lontano chilometri il customizzatore che ha creato questa clamorosa BMW da endurance, è Pepo Rosell, iberico specializzato in missili terra-terra dalle forme classiche e super racing. Nei colori di questa R100 ha anche citato un altro grande interprete dei boxer tedeschi, il nipponico Ritmo Sereno.

 

BMW RnineT Fistfighter by Rough Craft

Probabilmente la special più bella degli ultimi anni per aggressività, soluzioni e bellezza d’insieme. Il taiwanese Winston Yeh è un famoso interprete del nuovo corso del custom e in questa nineT ha messo tutti gli elementi che lo hanno reso famoso. La Fistfighter è un mix tra passato e futuro con elementi spaventosamente corsaioli, vedi le gomme Diablo Superbike, e dettagli retrò come il sellino monoposto. Splendida.
Fuoriserie
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 08:56:32 +0000
News n. 10
Lecuona : “Sapevo che se fossi arrivato in testa all’ultimo settore avrei vinto†Lecuona : “Sapevo che se fossi arrivato in testa all’ultimo settore avrei vintoâ€

Lo spagnolo ha interrotto la lunghissima striscia vincente di Nicolò Bulega, suo compagno di squadra nel team Aruba Ducati.

malo

Iker Lecuona c’è riuscito, finalmente ha centrato quella vittoria che inseguiva da inizio anno. Un successo che ha interrotto la lunghissima striscia vincente di Nicolò Bulega, suo compagno di squadra nel team Aruba Ducati. Gara 1 del round Gran Bretagna, ottava prova del mondiale Superbike, è stata animata da una lotta furibonda. L'ha spuntata lo spagnolo ma è stata una bella fatica…

“Sono molto contento – racconta raggiante –. È la prima volta che sono stato in testa alla gara per così tanti giri ed è stato strano fare il ritmo senza un riferimento davanti, ma avevo un bel passo. Abbiamo iniziato a duellare sul serio negli ultimi due giri: Nicolo è più veloce nel primo e secondo settore; siamo simili al terzo settore ma io sono più veloce al quarto settore e quindi sapevo che, se fossi arrivato in testa in quel punto, avrei vintoâ€.

Da molto tempo Lecuona è un protagonista, eppure incredibilmente fino ad ora non aveva mai vinto una gara Mondiale. Questa è la sua prima volta.

“È pazzesco, incredibile, e questa vittoria è ancora più speciale dato che la settimana scorsa sono diventato padre. Dedico questa vittoria a mia figlia Lunaâ€.

È il primo anno dello spagnolo in sella alla Ducati e lui ha sempre dichiarato di avere necessità di imparare per annullare il gap da Bulega, che riusciva a sfruttare la moto meglio di lui. C’è riuscito.

“È stata una gara quasi perfetta, soltanto un errore. Pensavo che forse sarebbe stata troppo lunga ma a tre giri dalla fine mi sono reso conto che non c'era tempo per pensare e che dovevo solo guidare. Mi trovo molto bene con Ducati. Non cado tanto e questo mi dà molta confidenza. Nicolò ha fatto una gara incredibile ma non è imbattibile. Vedremo domani se riusciremo a ripeterciâ€.

SuperBike
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 08:14:41 +0000


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