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News n. 1
Budget moto: in sella alle indistruttibili 500 con meno di 1000 euro Budget moto: in sella alle indistruttibili 500 con meno di 1000 euro

Kawasaki ER-5, Honda CBF 500 e Suzuki GS 500 sono usati che si portano a casa spendendo meno di 1.000 euro 

malo

Forse è ora di farvi un bel regalo: compratevi una moto! Vi consigliamo tre modelli che si trovano facilmente e a prezzi molto bassi; Honda CBF 500, Kawasaki ER-5 e Suzuki GS 500, sono robuste e affidabili e raramente nascondo magagne, eccole nel dettaglio.

Honda CBF 500, fluida e comoda

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La CBF 500 prodotta dal 2004 al 2007 monta un motore a due cilindri, abbastanza potente (57 CV), che spinge forte dai 4.000 giri ed è sempre fluido nel trasmettere i cavalli. Grazie al peso ridotto è maneggevole, facile da guidare e si muove con facilità in mezzo al traffico. 

Buona la posizione di guida: si sta comodi e tutto è sotto controllo, anche grazie al manubrio largo e rialzato. I freni sono più che sufficienti, le sospensioni di tipo economico soffrono la guida di fretta. Il passeggero sta abbastanza bene, anche se la sua sella è poco imbottita. Qualche finiture è realizzata con poca cura.
 

Cosa controllare

  • Ruggine: capita che si formi ruggine superficiale su telaio, supporti del cruscotto, radiatore e marmitta.
  • Verniciatura: piuttosto “fragileâ€, occhio ai graffi.
  • Impianto elettrico: soffre l’umidità, se c’è condensa nel cruscotto ci sono dei guai in vista.
  • Sospensioni: l’ammortizzatore non va mai oltre i 40.000 km, ma può essere “stanco†già a 25.000 km. I paraolio della forcella invece sono al limite dopo i 20.000 km.
     

Prestazioni

  • Velocità massima: 173,4 km/h
  • Accelerazione: 0-400 14,3 sec.
  • Consumo extraurbano: 19,8 km/litro
  • Peso: 192 kg

Prezzo

da 700 a 1.000 euro

Kawasaki ER-5, grintosa e leggera

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La ER-5 prodotta dal 2001 al 2006 ha un motore da “vera†Kawa grintoso (50 CVI), robusto e va forte: bisogna abituarsi però alle vibrazioni che ai medi e soprattutto agli alti regimi diventano un po’ fastidiose. Ottima l’agilità, la moto pesa poco ed è snella; imposta le curve in un attimo ma è anche stabile. Nessun problema neanche in città, si muove facile e agile come uno scooterino. I consumi sono sempre bassi, è facile superare i 25 km/l. Freni invece così così, dietro c’è un misero tamburo, davanti solo un piccolo disco: i comandi vanno azionati con decisione per avere buoni rallentamenti. Economiche anche le sospensioni, in particolare i due ammortizzatori posteriori: a pieno carico vanno facilmente in crisi, limitando il comfort di viaggio. Discreta la posizione del passeggero, ma la sella è un po’ stretta.

Cosa controllare

  • Motore Se si sentono dei rumorini metallici, può essere il pattino del tenditore della catena di distribuzione rovinato.
  • Cuscinetti Se la moto ha percorso 30.000 km, i cuscinetti di sterzo sono spesso da cambiare: girate il manubrio da un a parte all’altra, non deve “impuntarsiâ€.
  • Silenziatore Sensibile alla ruggine, controllatelo con attenzione.
  • Forcella Usando un olio più denso migliora un pochino la resa.


Prestazioni

  • Velocità massima: 184,3 km/h
  • Accelerazione 0-400: 13,6 sec.
  • Consumo extraurbano: 21,9 km/litro
  • Peso: 183,1 kg

Prezzo

 da 500 a 1.000 euro
 

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Suzuki GS 500, piccola e snella

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La Suzuki GS 500 (prodotta dal 2000 al 2007) è tra le migliori per cominciare: molto facile da guidare, ha una sella bassa (79 cm) e pesa poco. Le pedane sono però un po’ vicine alla seduta: chi è sopra il metro e 80 ha le gambe un po’ rannicchiate. Su strada  Ã¨ agilissima, rapida nell’impostare le curve, il motore (44 CV) è sempre ben gestibile e agli alti regimi tira fuori anche una discreta grinta (senza consumare troppo). Il cambio, se “strapazzatoâ€, diventa un po’ duro e impreciso. Scarso lo spazio per il passeggero (soffre anche per le pedane un po’ alte), economiche le finiture, mentre le sospensioni gradiscono poco il pavé cittadino. Più che soddisfacente la frenata: i due dischi fanno il loro dovere.
 

Cosa controllare

  • Frizione: da tenere d’occhio se la moto ha superato i 30.000 km ed è usata in città.
  • Consumo olio: se la moto è vecchiotta e ha fatto parecchi chilometri può consumare olio. Un litro ogni 1000 km è la norma.
  • Distribuzione: la catena deve essere cambiata ogni 50.000 km.
  • Ruggine: può comparire sul forcellone, collettori e supporti vari. Può anche bloccare i pistoncini delle pinze freno.

Prestazioni

  • Velocità massima: 180 km/h
  • Accelerazione 0-400: 13,6 sec.
  • Consumo extraurbano: 21,5 km/litro
  • Peso: 179,8 kg

Prezzo

da 400 a 800 euro

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Carlo Recla
Sab, 22/12/2012 - 19:16
E' stata la moto che ho tenuto di più, della ventina che ho posseduto: dal 1998 all'anno scorso, oltre tredici anni! L'ho venduta anche a meno di mille euro, e devo dire mi aveva dato grandi soddisfazioni e, delle tre 500 citate, era ed è senz'altro quella con il migliore rapporto qualit°/prezzo.
MikeM
Mar, 25/12/2012 - 12:48
La guido e ci son molto affezionato, ottima moto!...peccato scoprire che è la più lenta delle tre:)
Moto usate
Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 15:00:01 +0000
News n. 2
Honda CL400, mai vista in Italia ma che bella che era! Honda CL400, mai vista in Italia ma che bella che era!

Nel 1998 Honda presentò in Giappone la CL400: una scrambler pura, con motore da enduro e avviamento a pedale. In Europa non arrivò mai. Peccato...

massimo.miliani

La scrambler prima del ritorno delle Scrambler

La CL400 nasce nel 1998  attorno al propulsore NC38 della XR400R, la monocilindrica da fuoristrada che all'epoca Honda usava nelle competizioni di enduro: monocilindrico raffreddato ad aria, distribuzione a quattro valvole, 397 cm³ con alesaggio e corsa di 85x70 mm, il tutto tradotto in 29 CV a 7.000 giri e 34 Nm di coppia a 5.500 giri. Non parliamo di prestazioni da far tremare i polsi, ma di un motore con carattere, pieno di coppia nel mezzo e piacevolissimo da sfruttare ogni giorno, senza bisogno di stare sempre con il gas aperto. Il cambio è a cinque rapporti, la trasmissione finale a catena. Niente di complicato, tutto funzionale.
Il dettaglio che fa capire subito che questa moto non era una moda ma un progetto pensato per restare: l'avviamento è solo a pedale. Niente motorino di avviamento, nessuna concessione alla comodità moderna se non un dispositivo di decompressione manuale e un indicatore di posizione del pistone — praticamente un "prompt" visivo che dice al pilota quando è il momento giusto per dare il calcio. Un tocco di ingegneria applicata al buon senso.

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L'estetica che anticipa il futuro

Il telaio è un semi-doppia culla che integra anche il serbatoio dell'olio — soluzione tipica delle enduro di quegli anni. Le ruote a raggi da 19" all'anteriore e 18" al posteriore calzano pneumatici tassellati, l'anteriore frenato da un disco singolo, il posteriore da un tamburo. Gli scarichi semi-rialzati a doppia uscita sul lato destro completano un insieme che oggi, con un occhio ai modelli che vanno per la maggiore, sembra quasi profetico. L'altezza sella è di 79,5 cm, il peso si ferma a 155 kg in ordine di marcia: una moto snella, maneggevole, con un interasse contenuto di 141 cm.
Due le colorazioni disponibili, oro e argento, il prezzo di lancio era di 448.000 yen, poco meno di 2.800 euro al cambio dell'epoca: accessibile, ma solo se abitavi a Osaka o Tokyo.
Perché la CL400 non arrivò mai in Europa è una di quelle domande destinate a restare senza risposta soddisfacente. Il mercato del Vecchio Continente non era ancora pronto per le scrambler moderne (la cui rinascita possiamo datare nel 2015, anno in cui Ducati rispolverò il nome Scramber)? Forse. Honda voleva evitare di cannibalizzare altri modelli della gamma? Probabile. Fatto sta che mentre da noi imperversavano le naked e le sportive, in Giappone circolava in silenzio una moto che avrebbe potuto anticipare un'intera categoria di prodotto. Oggi la CL400 è una piccola rarità, apprezzata dai collezionisti e ogni tanto rispunta su qualche asta con quotazioni tutt'altro che banali. 

Storie di moto
Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 13:00:38 +0000
News n. 3
Triumph Motorcycles Italia: al via la nuova stagione Enduro Triumph Motorcycles Italia: al via la nuova stagione Enduro

Il Team Triumph Motorcycles Italia Racing, nato dalla collaborazione con il Jolly Enduro Team, si prepara a consolidare i successi ottenuti nel 2025

malo

A circa un anno dal debutto ufficiale, Triumph Motorcycles Italia ha presentato la propria stagione agonistica 2026. Il Team Triumph Motorcycles Italia Racing, nato dalla collaborazione con il Jolly Enduro Team, si prepara a consolidare i successi ottenuti nel 2025, anno in cui il marchio ha conquistato il suo primo titolo italiano e podi mondiali con la TF 250 E.

I piloti: certezze e nuove sfide

Per la nuova stagione, la squadra conferma i suoi piloti di punta e accoglie nuovi talenti nella categoria Junior:

Morgan Lesiardo: confermato come prima guida dopo aver conquistato il titolo agli Assoluti d’Italia 2025 e il terzo posto nel Mondiale.

Luca Colorio: il giovane talento prosegue la sua crescita come pilota ufficiale dopo il podio nella categoria Junior1.

Francisco Leite e Roland Liszka si uniscono al progetto come piloti privati supportati dal Jolly Enduro Team per la categoria Junior.

Andrea Buzzoni, General Manager di Triumph Motorcycles Italia, ha sottolineato l'importanza della continuità:

"Siamo entusiasti di proseguire il nostro percorso racing con Jolly Enduro Team. Morgan Lesiardo ha mostrato una crescita che lo proietta tra i top rider, mentre Luca Colorio aumenta le sue ambizioni grazie alla solidità raggiunta. L'obiettivo è consolidare la presenza nel mondiale EnduroGP e agli Assoluti d’Italia, sfruttando l'eccellente base tecnica della gamma TF".

Luca Castellana, Team Manager della squadra, punta ad alzare ulteriormente l'asticella: "Il Team ha lavorato a lungo negli ultimi mesi per preparare al meglio questa stagione 2026 ormai alle porte. Abbiamo cercato di fare uno step in avanti, grazie all'esperienza e ai dati acquisiti, e puntiamo ad alzare l'asticella sia al mondiale che agli Assoluti d'Italia".

TF 250-E Special Edition: tecnologia "pronto gara"

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L'evento è stato l'occasione per svelare la TF 250-E Special Edition, una serie limitata a soli 10 esemplari. Questa versione esclusiva integra componenti d'eccellenza come lo scarico HGS, piastre sterzo X-Trig, freni Galfer Racing, carter frizione Rekluse e particolari in Ergal oro. Il prezzo di listino parte da 13.800€.

Calendario gare 2026

Il team sarà impegnato in un fitto programma di appuntamenti nazionali e internazionali:

Campionati Assoluti d’Italia Enduro

  • 7-8 marzo: Viareggio - Massarosa (LU)
  • 28-29 marzo: Pomarance (PI)
  • 18-19 aprile: Caltanisetta (CL)
  • 4-5 luglio: Pianello Val Tidone (PC)
  • 26-27 settembre: Fabriano (AN) 

Paulo Duarte EnduroGP FIM World Championship

  • 10-12 aprile: GP d’Italia, Custonaci
  • 1-3 maggio: GP di Spagna, Oliana
  • 22-24 maggio: GP di Finlandia, Vierumäki
  • 12-21 giugno: GP di Portogallo, Fafe (doppio appuntamento)
  • 17-19 luglio: GP di Francia, Saint-Agrève
  • 7-9 agosto: GP di Galles, Rhayader 
Off-Road
Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 10:23:50 +0000
News n. 4
Le promozioni di Moto Guzzi: dalla V7 alla Stelvio ce n'è per tutti Le promozioni di Moto Guzzi: dalla V7 alla Stelvio ce n'è per tutti

Finanziamenti dedicati, bonus e accessori gratis. Moto Guzzi offre tante promozioni su buona parte della sua gamma 

Riccardo Allegro

Le promozioni di Mandello

Moto Guzzi ha attive diverse promozioni che combinano formule di finanziamento con TAN e TAEG dedicati a bonus economici e pacchetti di accessori inclusi. Le offerte interessano quasi tutti i modelli in gamma, con vantaggi che spaziano dal contributo sul prezzo agli sconti su accessori e servizi, fino a kit dedicati pensati per valorizzare l’allestimento della moto. Qui sotto tutte le promo attive per ciascun modello.  

Moto Guzzi V7

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  • Offerta di finanziamento: Moto Guzzi V7 a partire da 149 euro al mese (TAN 4,99%, TAEG 7,13%)
  • In più: 750 euro di vantaggi. La promozione prevede 750 euro di bonus riconosciuti attraverso varie possibilità, anche combinate tra loro, come ad esempio contributo sul prezzo f.c consigliato della gamma Moto Guzzi V7 Euro5+, sconto sull’acquisto di accessori, abbuono delle spese di immatricolazione, assicurazione compresa nel prezzo f.c consigliato del veicolo. 

Moto Guzzi V85

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  • Offerta di finanziamento: Moto Guzzi V85 a partire da 199 euro al mese (TAN 5,98%, TAEG 8,06%).
  • In più: 500 euro di vantaggi e valigie laterali incluse. La promozione prevede, per V85 Strada, il kit di valigie laterali in alluminio composto da valigia destra, valigia sinistra, portapacchi, supporti e paramani; per V85 TT il kit di valigie laterali in alluminio composto da valigia destra, valigia sinistra e supporti. Su tutta la gamma Moto Guzzi V85 Euro 5+ sono inoltre previsti 500 euro di bonus riconosciuti attraverso varie possibilità, anche combinate tra loro, come contributo sul prezzo f.c consigliato, sconto sull’acquisto di accessori, abbuono delle spese di immatricolazione, assicurazione compresa nel prezzo f.c consigliato del veicolo.

Moto Guzzi V85 Travel

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La promozione prevede, per Moto Guzzi V85 Travel Euro 5+, 1.360 euro di bonus riconosciuti attraverso varie possibilità, anche combinate tra loro, come contributo sul prezzo f.c consigliato, sconto sull’acquisto di accessori, abbuono delle spese di immatricolazione, assicurazione compresa nel prezzo f.c consigliato del veicolo.

Moto Guzzi V100 Mandello

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  • Offerta di finanziamento: Moto Guzzi V100 Mandello a partire da 249 euro al mese (TAN 5,98%, TAEG 7,70%).
  • In più: 1.500 euro di vantaggi. La promozione prevede 1.500 euro di bonus riconosciuti attraverso varie possibilità, anche combinate tra loro, come contributo sul prezzo f.c consigliato della gamma Moto Guzzi V100 Euro 5+, sconto sull’acquisto di accessori, abbuono delle spese di immatricolazione, assicurazione compresa nel prezzo f.c consigliato del veicolo.

Moto Guzzi Stelvio

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  • Offerta di finanziamento: Moto Guzzi Stelvio a partire da 259 euro al mese (TAN 5,98%, TAEG 7,63%).
  • In più: 1.000 euro di vantaggi e Comfort Kit incluso. La promozione prevede il Comfort Kit composto da centralina Moto Guzzi Mia, manopole riscaldabili e sistema di controllo pressione pneumatici TPMS, oltre a 1.000 euro di bonus riconosciciuti attraverso varie possibilità, anche combinate tra loro, come contributo sul prezzo f.c consigliato di Moto Guzzi Stelvio Euro 5+, sconto sull’acquisto di accessori, abbuono delle spese di immatricolazione, assicurazione compresa nel prezzo f.c consigliato del veicolo.
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Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 09:34:54 +0000
News n. 5
La strana storia della Simson, da icona comunista a simbolo dell'estrema destra La strana storia della Simson, da icona comunista a simbolo dell'estrema destra

Legato a modelli come lo Schwalbe e l’S51, il marchio Simson è diventato oggetto di attenzione dopo che esponenti dell’AfD lo hanno assunto a simbolo di un più ampio recupero dell’eredità della DDR

Riccardo Allegro

Il Simson come simbolo identitario

Prodotti a Suhl nella allora Germania Esta comunista, i ciclomotori Simson conservano ancora oggi un seguito significativo di appassionati. Modelli come lo Schwalbe e l’S51 sono in particolare divenuti oggetti di culto nell’Est del Paese e non stupisce che, ad averli assunti a “simboloâ€, siano oggi anche alcuni esponenti dell’AfD. D’altra parte, quello del revival di tutto ciò che riguarda la Germania dell’Est è un trend caro al partito tedesco di estrema destra, in questo contesto, oggetti popolari come sono appunto i ciclomotori Simson diventano strumenti di narrazione collettiva e di rivendicazione culturale in chiave nazional-identitaria.
Tra i politici che hanno richiamato questo immaginario figura ad esempio Björn Höcke, leader dell’AfD in Turingia (qui sopra), apparso su manifesti elettorali in sella a un Simson ed accompagnato dallo slogan "Ja! Zur Jugend" (Sì! Alla gioventù, con un richiamo assai poco velato alla gioventù hitleriana). Il partito ha anche chiesto in diversi parlamenti regionali dell’Est della Germania che il Simson venga tutelato come “patrimonio culturale immaterialeâ€, presentando mozioni a supporto (qualcosa di "simile" a quanto fatto dalla Lega con Vespa?)
Cosa che non è per nulla piaciuta agli eredi del fondatore del marchio che sono di origine ebrea: “Consideriamo qualsiasi collegamento con l’AfD ripugnante e un’offesa al nostro nomeâ€, ha dichiarato il portavoce della famiglia, oggi residente negli Stati Uniti, Dennis Baum. “La mia famiglia e io respingiamo con fermezza le ideologie estremiste e non intendiamo tollerare che l’AfD si appropri del nostro nomeâ€. La famiglia Simson fu costretta a cedere a prezzo simbolico l'azienda a seguito delle politiche del regime nazionalsocialista e successivamente riuscì a lasciare la Germania nel 1936. “Per questo - ha detto Baum - consideriamo l’uso del nostro nome da parte dell’AfD come una derisione della nostra storiaâ€. 

La storia del marchio

Altro “paradosso storico†è che lo Stato comunista dell’Est, nato dopo il 1945 e posto sotto l'influenza sovietica era ufficialmente antifascista, e si collocava formalmente in netta discontinuità rispetto al regime nazionalsocialista che aveva espropriato la famiglia Simson nel 1936. Lo stabilimento di Suhl, in Turingia, fu fondato dai fratelli Moses e Loeb Simson. In origine l’azienda si affermò come produttrice di armi, affiancando nel tempo la costruzione di veicoli (tra cui l’auto da corsa Simson Supra). Nel 1936, durante il periodo nazista, la famiglia fu costretta a cedere l’azienda a un prezzo irrisorio e a scappare negli USA. Con la nascita della DDR, la fabbrica divenne un’impresa statale. In una prima fase produsse ciclomotori su incarico dell’amministrazione militare sovietica, per poi consolidare la propria identità proprio attraverso i modelli che avrebbero segnato un’epoca nella Germania Est. Dopo la riunificazione tedesca, i discendenti della famiglia Simson tentarono di riottenere il possesso dell’azienda, ma il piano non ci riuscì; lo Stato tedesco riconobbe comunque alla famiglia un indennizzo pari a 18,5 milioni di marchi. La fabbrica ha invece definitivamente chiuso nel 2002.

Il Simson S51 usato da Björn Höcke

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Durante la campagna per le elezioni regionali in Turingia, Höcke ha utilizzato la S51 (qui sopra) sia per fotografie che per tour con sostenitori. Il Simson S51 è uno dei modelli più celebri prodotti nella DDR, assemblato tra gli anni 1980 e 1990. Monta un monocilindrico a due tempi da circa 50 cm³, raffreddato ad aria da 3,7 CV e coppia di circa 5 Nm. La trasmissione è su 4 marce con catena finale. Il telaio è semplice, ma robusto, con forcella telescopica anteriore e doppi ammortizzatori posteriori. I freni, ovviamente, sono a tamburo. Pesa un’ottantina di kg e, a seconda della versione, può raggiungere velocità comprese tra i 60 e gli 80 km/h. Un mezzo “essenzialeâ€, facile da mantenere ed estremamente affidabile. 

News
Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 09:32:54 +0000
News n. 6
Moto Guzzi V100: bella ma... con le idee di Obiboi avrebbe venduto di più? Moto Guzzi V100: bella ma... con le idee di Obiboi avrebbe venduto di più?

La V100 Mandello non ha convinto appieno il mercato. Bezzi aveva già immaginato diverse varianti: ecco le più belle

massimo.miliani

La V100 e il sogno infranto

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Quando nel 2021 Moto Guzzi presentò la V100 Mandello, le aspettative erano altissime. Per la prima volta nella storia del marchio di Mandello del Lario, il V2 trasversale montava un sistema aerodinamica attiva con alette mobili capaci di modificare il profilo in funzione della velocità: una vera rivoluzione per una Casa che aveva costruito la sua identità sulla semplicità costruttiva e sul fascino senza tempo del motore "a V". I 115 CV, le sospensioni semi-attive Öhlins, l'IMU a 6 assi e l'elettronica di derivazione MotoGP completavano un pacchetto tecnico di alta qualità. Eppure la V100 non ha sfondato (in termini di numeri assoluti), almeno non come ci si aspettava: troppo cara per molti, troppo distante dall'anima tradizionalista del guzzista medio, forse troppo coraggiosa per un pubblico che sì, apprezza il cambiamento, ma poi in garage ci piazza la V7. Peccato.
E Oberdan Bezzi in arte Obiboi? Lui aveva già le idee chiare su come la V100, con un po' di coraggio in più, potesse diventare. Ecco le sue idee migliori. Cosa ne pensate?

V100 Le Mans Classic

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Se c'è un nome che "solletica" i cuori dei guzzisti, senza dubbio è Le Mans. Per questo Obiboi ci ha giocato sopra presentando la V100 Le Mans Classic. Bezzi ha proposto questa versione nel novembre 2024, lavorando sulle proporzioni classiche della mitica Le Mans prima serie — quella presentata all'EICMA del 1975 e prodotta in appena 7.036 esemplari fino al 1978 — e trapiantandole sulla meccanica moderna della V100 Mandello. Il risultato è un cupolino snello, un serbatoio rastremato e un codone monoposto che richiamano direttamente la prima serie, mentre motore e telaio restano invariati per garantire prestazioni e affidabilità attuali. Come dice Bezzi stesso: niente ammennicoli strani, dura e pura come una vera Moto Guzzi. 

V100 Silver Eagle

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Ben diverso il concept Silver Eagle, che Bezzi ha elaborato nel 2022 e che punta in una direzione completamente opposta alla classicità. L'idea è quella di introdurre Moto Guzzi nel mondo delle moto "fighette": una naked sportiva dall'immagine glamour, costosa, realizzata con materiali pregiati e un'estetica appagante pensata specificatamente per essere ammirata. Una moto da esibire prima ancora che da guidare, capace di essere un biglietto da visita per le future produzioni alto di gamma della Casa, destinata ai giovani appassionati che vogliono il meglio del Made in Italy. Un concept di rottura, forse troppo lontano dall'identità guzzista, ma significativo: dimostra che la piattaforma V100 avrebbe i numeri per spingersi in direzioni che Mandello non ha ancora esplorato.

V100 BAD

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Ancora più radicale la V100 BAD, un mix tra streetfighter e power cruiser con un'attitudine dichiaratamente aggressiva. Bezzi la immagina come la proposta giusta per conquistare il pubblico amante delle bruciasemafori, con un occhio puntato dritto sul mercato nordamericano, dove il genere ha una vasta platea di estimatori. Una moto di rottura con la tradizione Guzzi, certamente, ma capace di attrarre l'utenza più giovane e dare al marchio un'immagine meno legata alla classicità e più contemporanea. Pur avendo l'aspetto di una moto da drag race, la BAD resta comunque una Moto Guzzi: la guidabilità e la tenuta di strada sulle curve sarebbero tutt'altro che trascurate. Sportiva all'italiana con l'anima da dragster.

V100 Dr. John Tribute

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Il concept più ricco di storia è senza dubbio il V100 Dr. John Tribute. Per capirlo bisogna fare un passo indietro. A metà degli anni 80, un dentista di Philadelphia di nome John Wittner si ritrovò quasi per caso in sella a una Moto Guzzi Le Mans, e quell'incontro gli cambiò la vita. Elaborò la moto in garage, la iscrisse al Campionato BOTT americano riservato alle bicilindriche, e vinse il titolo nel 1984 — e poi di nuovo nel 1985. Risultati che spinsero la Casa di Mandello, allora nell'orbita del Gruppo De Tomaso e non certo in acque tranquille, ad affidargli lo sviluppo di una moto da corsa con il nuovo motore a quattro valvole. Wittner si trasferì in Italia, e alla prima uscita della sua Guzzi a Monza la moto mise in difficoltà addirittura Lucchinelli in sella alla Ducati 851, prima di ritirarsi per un inconveniente. Il progetto tramontò per le solite ragioni — risorse scarse, fraintendimenti — ma il lavoro sfociò nella produzione della Daytona, che riprendeva gli stessi concetti. Bezzi omaggia questo personaggio affascinante con un concept su base V100. Non male vero?

V120 Mephisto


Poi c'è il capitolo che sposta l'asticella. La V120 Mephisto è un'altra storia rispetto a tutti i concept precedenti. Niente nostalgia, niente heritage — solo cattiveria.
Già la gomma posteriore da 240 montata su cerchio da 16 pollici dice tutto quello che c'è da sapere sul carattere della moto. Non è una Guzzi per appassionati che il sabato mattina fanno un giretto e poi si siedono al bar. La V120 Mephisto — e quel numero 120 lascia intendere una cilindrata di 1.200 cm³, con la potenza che ne consegue — è cattiva, è il tipo di moto che si guida di notte, da soli. Lo stesso Bezzi la descrive senza mezzi termini come "divertentissima, selvaggia e maleducata — quindi, secondo il motociclista canonico, inutile." Il che, ovviamente, è esattamente il motivo per cui ci piace. 

Brikky65
Gio, 19/02/2026 - 16:00
Senza dimenticare la California di Obiboi
Fry
Gio, 19/02/2026 - 20:06
Oltre allo stile che ha reso la V100 una delle moto più brutte nonostante lo splendido V trasversale Guzzi, il vero problema per Mandello è la guerra in casa con Aprilia. Risorse dimezzate, strategie commerciali incompatibili tra i due marchi.. ma perché Honda, Yamaha non hanno acquisito altri marchi? Persino Harley Davidson si e' rapidamente disfatta di MV quando ha visto cosa comporta.. Anche Mercedes nel mondo dell'auto si e' disfatta di Chrysler come BMW di Land Rover, ecc. Solo Stellantis ho collezionato marchi e vediamo che fine sta facendo.. Il problema di Guzzi e' Aprilia così come Guzzi e' una palla al piede per Aprilia. Opinione personale, ovviamente.
Fuoriserie
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 14:30:45 +0000
News n. 7
Yamaha YOU Selected Occasion: l'usato garantito che punta sulla rete ufficiale Yamaha YOU Selected Occasion: l'usato garantito che punta sulla rete ufficiale

Yamaha lancia un programma di usato certificato con 56 controlli, garanzia fino a 24 mesi e assistenza stradale. Due livelli di copertura disponibili.

massimo.miliani

Il mercato dell'usato vale il 65% delle vendite moto in Italia — lo dice Andrea Colombi, Country Manager di Yamaha Motor Europe per l'Italia — e su quel segmento Yamaha ha deciso di strutturare un'offerta precisa. Il programma YOU Selected Occasion prevede che ogni moto venga sottoposta a 56 controlli certificati dalla rete ufficiale prima di essere rimessa in vendita, con garanzia e assistenza stradale incluse.

Due livelli di garanzia

Il programma si articola su due livelli. La Certificazione YOU Selected Occasion è aperta a qualsiasi marchio e include 12 mesi di garanzia e soccorso stradale, estendibili a 24 mesi con un contributo aggiuntivo variabile in base alla cilindrata. La Certificazione YOU Selected Occasion Plus è invece riservata ai soli usati Yamaha e parte già da 24 mesi di copertura, con la possibilità di estenderla ulteriormente per i modelli che beneficiano ancora della garanzia casa — fino a 7 anni dalla prima immatricolazione.
Non è la prima volta che un costruttore prova a portare ordine nel mercato dell'usato, ma l'approccio Yamaha punta sull'integrazione con la rete ufficiale dei concessionari come elemento differenziante rispetto all'acquisto da privato, dove — come sottolinea lo stesso Colombi — non esiste alcuna tutela per l'acquirente. Il programma include anche strumenti di supporto pensati per tutto la vita della moto, con l'obiettivo dichiarato di mantenere il valore della moto nel tempo.

Moto
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 13:00:00 +0000
News n. 8
RC anche per le moto nel box: l’obbligo c’è, ma chi controlla? RC anche per le moto nel box: l’obbligo c’è, ma chi controlla?

L’obbligo di RC anche per i veicoli fermi è ormai realtà, ma restano molti interrogativi sulla sua applicazione concreta…

Riccardo Allegro

RC obbligatoria

Da settimane si parla dell’entrata in vigore dell’obbligo di assicurazione RC anche per i veicoli fermi nel box o in aree private. Frutto del recepimento della direttiva europea 2021/2118, la norma ha di fatto modificato il tradizionale collegamento tra assicurazione e “circolazione†su strada, estendendo l’obbligo a tutti i veicoli idonei a circolare, anche se a riposo in garage. La novità ha ovviamente sollevato dubbi, perplessità e polemiche, ma anche domande molto concrete: esistono controlli reali? Come potrebbe lo Stato verificare che la moto ferma in garage sia o meno assicurata? E come potrebbe verificare la sua effettiva “possibilità†di circolare? E, ancora, a quali multe andrebbe incontro chi non si mette “in regolaâ€? Proviamo a rispondere… 

Come “dovrebbero†funzionare i controlli 

L’idea che un bel giorno possano bussare alla porta due Carabinieri in divisa per chiedere di mostrare il tagliandino dell’RC è, diciamo, “poco realisticaâ€. Ben più probabile l’ipotesi di controlli telematici a distanza: d’altra parte, incrociando i dati del Pubblico Registro con quelli della Motorizzazione e delle Assicurazione, potrebbe potenzialmente risultare facile verificare se la moto di proprietà del sig. Rossi sia o non sia effettivamente assicurata. 

Il sistema in teoria è "semplice" (se ne parla già dal 2016): come per le ZTL si possono attivare telecamere in grado di leggere le targhe e controllare nei database chi circola senza copertura RC e revisione. Le cose però sono ben più complicate di così. 
Perché il sistema possa funzionare, sarebbe infatti necessario che i database di assicurazioni e Motorizzazione Civile siano sempre aggiornati, collegati e tra loro perfettamente allineati. Ma non è così, anzi. Ritardi negli aggiornamenti - a volte di settimane o mesi - possono ad esempio far risultare un veicolo assicurato non assicurato e viceversa, creando una serie infinita di errori ed ulteriori complicazioni. È il motivo per cui, di fatto, i controlli automatizzati “da remoto†non sono mai stati adottati dalle forze dell'ordine che, ancora, per verificare la copertura assicurativa devono fermare il veicolo e farsi consegnare le carte. Intendiamoci: gli strumenti tecnici per controllare “da remoto†lo stato assicurativo di un veicolo, tecnicamente, esistono, ma manca - almeno per ora - un apparato di controllo efficace, sistematico e infallibile che possa sfruttarli. Morale? Che si possa verificare l’effettiva copertura di una moto ferma nel box incrociando un paio di dati appare al momento complicato. 

Veicoli “esenti†dall’obbligo perché impossibilitati a circolare: chi e come controlla?

Pur imponendo l’obbligo di RC anche ai veicoli fermi e non circolanti, la norma prevede comunque alcune eccezioni. Sono ad esempio esentati quelli radiati dal PRA, cioè formalmente cancellati per demolizione o esportazione, quelli sottoposti a sequestro o fermo amministrativo e, così recita il testo, i veicoli non idonei all’uso perché privi di parti essenziali alla loro circolazione. Se nei primi due casi la verifica appare ovvia ed immediata, nel terzo caso si pone lo stesso - ed anzi più difficilmente risolvibile - problema di cui sopra. Verrà mai un pubblico ufficiale a casa per verificare che la moto ferma nel box sia effettivamente priva di parti necessarie alla circolazione? La risposta, scontata,  fa sorgere un’ulteriore domanda: in assenza di una comunicazione formale e di una verifica amministrativa, il veicolo in oggetto verrà considerato assicurabile e quindi soggetto all’obbligo RC, oppure non assicurabile e quindi esente dall’obbligo? Anche qui, non abbiamo risposte. 

Multe: un altro cortocircuito

Ma veniamo adesso alle multe. La norma ha esteso l’obbligo già esistente previsto dall’articolo 193 del Codice della Strada, a cui però ha aggiunto una pesante aggravante Quindi: 

  • Sanzione standard: da 866 € a 3.464 €.

  • Sconto per pagamento rapido: la multa scende a circa 606,20 € se pagata entro 5 giorni.

  • Riduzione del 50%: la sanzione è dimezzata se la polizza viene riattivata entro 15 giorni dalla scadenza o se il veicolo viene demolito entro 30 giorni dalla contestazione (previa autorizzazione).

  • Sequestro del veicolo: Il mezzo viene sequestrato immediatamente dalle autorità. Per riaverlo, il proprietario deve pagare la multa, attivare una polizza di almeno 6 mesi e pagare le spese di prelievo e custodia.

  • La nuova aggravante prevede che se il veicolo viene trovato in movimento o utilizzato in area privata nonostante il proprietario abbia formalmente sospeso la polizza (opzione consentita per un massimo di 10 mesi all'anno, estendibili a 11 per i veicoli storici). La sanzione pecuniaria è maggiorata del 50% (circa 1.299 € di base).

abcde
Mer, 18/02/2026 - 14:35
Infatti, ennesima stronzata Ue che rimarrà nel cestino. Vorrei proprio vedere chi è il folle che si prende la briga e il rischio di applicare una idiozia del genere.
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stereoby
Mer, 18/02/2026 - 17:21
Vabbè, ma finché si può sospendere per 10 mesi all'anno che problema c'è?
datom
Gio, 19/02/2026 - 13:44
Praticamente tutto come prima,solo che ci hanno tolto un mese! In pratica la solita italianata: negli altri paesi cee non esiste la sospensione,la richiesta della Comunità è un'altra. In ogni caso tolgono al comune cittadino per favorire le assicurazioni. In ogni caso se l'assicurazione è sospesa la compagnia non risponde! A che serve allora? Per quanto riguarda i controlli,sarebbe buona cosa li facessero seriamente sulla strada: ci sono decine di migliaia di mezzi circolanti senza copertura.
Politica e trasporti
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 11:00:00 +0000
News n. 9
Midual Francaise, sono pazzi questi francesi... Midual Francaise, sono pazzi questi francesi...

Midual presenta la Francaise, una moto esclusiva costruita a mano che unisce stile classico a soluzioni tecniche raffinate. Un omaggio, in serie ultra esclusiva, al savoir-faire francese. Il prezzo? Da capogiro!

RiccardoVilla

Si chiama Francaise l’ultima creazione di Midual, casa motociclistica francese nota per la produzione di modelli esclusivi e realizzati artigianalmente. Non si tratta di una moto qualunque, ma di un mezzo esclusivo dedicato a veri e facoltosi collezionisti.  Questa café racer nasce sulla base della Type 1 Serie 3, modello già noto per il suo prezzo esagerato: 186.000 euro! 

Con lei condivide la base tecnica: telaio monoscocca in lega di alluminio, che contiene il serbatoio ed è parte delle sovrastrutture laterali. Inoltre, il telaio contiene il motore; un bicilindrico boxer longitudinale di 1.036 cm³, con distribuzione bialbero, quattro valvole per cilindro, 100 CV di potenza massima a 8.200 giri/min e con un picco di coppia di 102 Nm raggiunto al regime di 5.500 giri/min. L'alimentazione è Ride-by-Wire, con due corpi farfallati di 54 mm di diamentro, mentre il cambio è a sei marce.

A sostenere il tutto troviamo sospensioni Ohlins, anch'esse molto probabilmente condivise con la Francaise: all'avantreno forcella FGRT con steli rovesciati di 43 mm di diametro e al retrotreno una sospensione a schema cantilever con monoammortizzatore TTX 36. L'escursione concessa su entrambi gli assi è di 120 mm. Non è da meno l'impianto frenante, interamente firmato Brembo, con due dischi anteriori di 320 mm sui quali agiscono pinze radiali a quattro pistoncini.

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Per quanto riguarda il prezzo della Francaise, al momento non è stato ancora comunicato ufficialmente. Tuttavia, considerando la tradizione del marchio e la base tecnica sulla quale questa moto nasce, non è da folli ipotizzare una cifra vicina ai 300.000 euro (!). Del resto, nel 2025 Midual aveva già stupito il pubblico con la Quintessence, proposta a circa 300.000 euro e realizzata in appena tre unità, rendendola ancora più rara della nuova Francaise che sarà realizzata in soli 5 esemplari.

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Dal punto di vista estetico, la Francaise si distingue per alcuni dettagli specifici rispetto alla Type 1 Serie 3. I due semimanubri sono bassi e piuttosto spioventi, segno distintivo che sottolinea l’anima café racer del modello. Cambia anche la parte anteriore, con un piccolo cupolino che si estende al di sopra del faro circolare, offrendo riparo alla sola strumentazione. Non mancano richiami evidenti all’orgoglio nazionale: sul lato del serbatoio spicca la bandiera francese, mentre la sella blu rappresenta un elemento distintivo che la rende immediatamente riconoscibile rispetto ad altre creazioni Midual.

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Nella zona del ponte di comando spiccano le tantissime cromature

Come da tradizione, la Francaise non è “solo†una moto, ma un vero e proprio oggetto da collezione ultra esclusivo sia per la produzione limitatissima, sia per la cura maniacale nella realizzazione e nella scelta dei materiali.

Fuoriserie
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 10:00:00 +0000
News n. 10
Promo Adventure: QJMotor SRT 600 SX che sconto! E il bauletto è gratis Promo Adventure: QJMotor SRT 600 SX che sconto! E il bauletto è gratis

L’SRT 600 SX di QJMotor è  in promozione. L’iniziativa prevede uno sconto di oltre 500 euro sul prezzo di listino, più il top case in alluminio in omaggio. C'è tempo fino al 31 marzo 

Riccardo Allegro

Promozione SRT 600 SX

Modello di punta della gamma adventure di media cilindrata della Casa cinese,  l’SRT 600 SX di QJMotor è protagonista di una nuova promozione che prevede un ribasso di 550 euro sul prezzo al pubblico, con la SRT 600 SX che scende così a 4.990 euro franco concessionario. 

Nell’offerta è compreso anche un top case in alluminio, indicato con un valore commerciale di 220 euro, fornito senza costi aggiuntivi. L’iniziativa, denominata “Promo Adventureâ€, sarà valida fino al 31 marzo, con eventuale possibilità di proroga. La promozione è attiva presso la rete ufficiale concessionari QJMotor su tutto il territorio nazionale. Per maggiori dettagli vi consigliamo di prendere contatto direttamente con una concessionaria aderente. 

SRT 600 SX come è fatta

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L’SRT 600 X è una crossover media adatta alla città e ai viaggi. È dotata di sospensioni a punto (forcella a steli rovesciati e monoammortizzatore), telaio in tubi d’acciaio e forcellone asimmetrico in alluminio. Il motore bicilindrico spinge regolare e fluido anche se accusa un po’ di on/off, la sella è molto morbida e spaziosa, il manubrio largo e le pedane ben posizionate. La maneggevolezza è buona, ma nelle manovre si fatica un po’ a causa dell’ampio raggio di sterzo. Il cruscotto digitale è poco visibile, la frenata a punto. Qui la nostra prova completa. 

News
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 09:00:33 +0000


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