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News n. 1
Marquez non perdona: bis a Brno e Mondiale riaperto. Bezzecchi resta leader ma da spettatore Marquez non perdona: bis a Brno e Mondiale riaperto. Bezzecchi resta leader ma da spettatore

A Brno Marc fa il vuoto e si riprende il campionato. Ogura e Bagnaia a podio, Bezzecchi squalificato guarda da casa

massimo.miliani

Ci sono weekend che cambiano la stagione, e quello di Brno è uno di questi. Non tanto per chi ha vinto – Marc Marquez, ormai tornato la macchina da guerra di sempre – quanto per come si è arrivati al traguardo: con il leader del Mondiale costretto a guardare la gara dal divano e un campionato che fino a quindici giorni fa sembrava chiuso e che ora è tornato apertissimo. 


La gara: Ogura parte, Marc colpisce

Scattato dalla pole, Ai Ogura ha provato a tenere il comando, ma con due Ducati incollate alle spalle la festa è durata poco. Bagnaia ha preso la testa con una staccata delle sue, salvo poi pagare la scelta della gomma soft al posteriore: nel finale è andato in sofferenza e si è dovuto difendere fino all'ultima curva da un Di Giannantonio lanciatissimo. Nel mezzo, l'affondo che ha deciso tutto: a cinque giri dalla fine Marquez ha messo la sua Ducati davanti a Pecco e non si è più voltato. Ordine d'arrivo: Marc davanti a Ogura e Bagnaia, con Diggia ai piedi del podio. Acosta, quinto e in piena bagarre, si è dovuto arrendere all'ultimo passaggio per un problema alla KTM. Per Marquez è la 75ª vittoria in classe regina e la quinta a Brno, numero che gli vale l'aggancio a Valentino Rossi su questa pista.
Tutto questo mentre Marco Bezzecchi seguiva da fuori. Il riminese, già caduto nella Sprint del sabato mentre era quinto, nella via di fuga ha rifilato uno schiaffo a un marshal: gesto che gli è costato la squalifica dalla gara domenicale e per cui ha poi chiesto pubblicamente scusa, ammettendo di non avere giustificazioni. Risultato: zero punti in un fine settimana in cui i rivali ne hanno fatto incetta. Jorge Martin, gravato da due long lap penalty per il contatto in partenza in Ungheria, ha chiuso nono e ha rosicchiato comunque qualcosa, portandosi a -8. Ma il vero spauracchio è Marc: tra Balaton Park e Brno ha recuperato 62 punti, passando da -102 a -40 in due weekend. Un mese fa era a Le Mans con piede e spalla operati, ora è di nuovo lì a fare paura. Bezzecchi resta in vetta con 180 punti, ma il margine si è assottigliato pericolosamente: Martin a 172, Di Giannantonio terzo a -23, poi Acosta, Ogura e un Marquez che sembra completamente ristabilito.

MotoGP
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 15:34:58 +0000
News n. 2
Pagelle MotoGP: Marquez trita tutti, anche Ogura e Bagnaia si arrendono Pagelle MotoGP: Marquez trita tutti, anche Ogura e Bagnaia si arrendono

Lo spagnolo fa tutto in maniera perfetta, sia dal punto di vista tattico che per la grinta messa in pista, nonostante non sia ancora al top. Ogura ci prova fino alla fine, ma deve alzare bandiera bianca. Bagnaia spinge subito, ma con Marquez alle costole non ha scampo

guiss

Sarebbe stato bello vedere correre Bezzecchi e scoprire in pista chi ne avrebbe avuto di più, ma la realtà dei fatti dice che il leader del mondiale è stato squalificato e che Marc Marquez, da vero campione, ha approfittato in pieno della possibilità che la sorte gli ha elargito. Pagelle di una domenica amarissima anche per Acosta, mentre Bagnaia finisce ancora a podio e Ogura lascia intendere di essere un vero top rider.

Marc Marquez

Non si lascia trascinare da Bagnaia in una lotta all'ultima staccata a inizio gara, ma lo "tiene in cottura" per sferrare l'attacco nel momento più propizio, quando Ogura diventa un pericolo. Va a vincere senza risparmiarsi e torna a occupare il ruolo che più gli compete, quello di favorito per il mondiale. Voto 10

Ai Ogura

Spinge dall'inizio alla fine: veloce, costante, mai arrendevole, deve crescere solamente ancora un po' nelle fasi iniziali di gara per diventare davvero una spina nel fianco per tutti. Ha soli 38 punti in meno di Martin e 46 di distanza da Bezzecchi, che hanno molta più esperienza e una moto ufficiale. Voto 8

Pecco Bagnaia

È al quarto terzo posto consecutivo nel mondiale e al massimo di punti conquistati in un weekend. Parte all'attacco e prova a fare l'unica cosa che poteva funzionare: scappare via subito. Ma gli sarebbero serviti almeno 3-4 giri in più senza Marc alle costole per accumulare un margine sufficiente per la vittoria. Voto 7

Fabio Di Giannantonio

Il quarto posto è il vero valore del pilota VR46 in questo momento. Al romano non manca la velocità, ma la costanza al massimo livello prestazionale. Il giro veloce all'ultimo passaggio dimostra che c'è ancora margine per crescere, i 23 punti di distacco da Bezzecchi in campionato per ora lo tengono lì. Voto 6,5

Jorge Martin

Se ne esce da Brno con altri 12 punti recuperati su Bezzecchi e alla vigilia di una gara con un doppio long lap penalty. Fortunato e non spreca la fortuna. Voto 6

Marco Bezzecchi

Non c'è e non può prendere un voto non avendo corso, se fossimo davvero a scuola sarebbe stato sospeso per avere dato un ceffone al bidello. La penalità è giusta, ma molto severa: Marco andava punito e in maniera esemplare, ma perdere la pazienza in quella situazione è umano, il suo pentimento sincero e preventivabile. Non era meglio farlo partire dal fondo dello schieramento? La punizione sarebbe stata ugualmente importante, ma togliere a un pilota la possibilità di correre è oltremodo crudele. Senza voto

Joan Mir

Zitto zitto, rimonta dall'undicesima alla quinta posizione e riesce pure a sorpassare Acosta prima che allo spagnolo svampi il V4 della KTM. Il primo risultato buono della stagione e gli serve moltissimo. Voto 7

Pedro Acosta

I motori della KTM saltano come tappi di spumante nel dopo gara. Povero Pedro, ci mette sempre moltissimo di suo, ma così per lui è difficile anche mantenere il buon umore. Si consolerà pensando al 2027, ma intanto...Voto 6

Ducati

Era da Giappone/Indonesia dell'anno scorso che Ducati non vinceva due gare consecutive: vero che senza Marc Marquez staremmo parlando di un successo per KTM e un altro per Aprilia, ma la sensazione è che la moto sia comunque cresciuta e migliore rispetto al 2025. Voto 7

Aprilia

Gestiscono il caso Bezzecchi con tutta la pazienza possibile e hanno una moto che vale ancora la migliore prestazione, tolto Marquez. Noale è in testa al mondiale piloti e costruttori, nonostante die gare di fila senza vittoria, qualcosa che non si verificava da quasi un anno (Giappone/Indonesia 2025). Bisogna tenere il morale alto, è il momento cruciale della stagione. Voto 7

MotoGP
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 15:31:32 +0000
News n. 3
Suzuki Bandit 1200, il gioiello di Hamamatsu ora è regalato Suzuki Bandit 1200, il gioiello di Hamamatsu ora è regalato

Compatta e con 96 Nm di coppia a 4.000 giri, la Bandit era una maxi naked raffreddata ad aria e olio capace di prestazioni maiuscole, oggi invece è un affare: si trova tra 1.500 e 3.000 euro

massimo.miliani

La risposta di Hamamatsu alle corazzate

Metà anni 90: il segmento delle maxi naked è dominato da moto imponenti e solenni, pensate per piacere più da ferme che in piega. La moda l'aveva lanciata la Kawasaki Zephyr 1100 nel 1992, seguita a ruota da Honda CB1000 Big One e Yamaha XJR1200. Suzuki, invece, come direbbero due dei più grandi cantautori di tutti i tempi, nel 1995 decide di andare "in direzione ostinata e contraria": la GSF 1200 Bandit nasce compatta, leggera e cattiva, una supersportiva col manubrio alto più che una naked da passeggio. Il quattro cilindri deriva da quello della GSX-R1100, con l'alesaggio aumentato di 1 mm fino a misure di 79x59 mm per 1.156 cm³: la potenza viene contenuta a 97 CV a 8.500 giri, ma i profili delle camme sono studiati per spostare tutto in basso, con una coppia massima di 9,8 kgm (circa 96 Nm) ad appena 4.000 giri. Su 208 kg di moto, il risultato era una scarica di coppia a ogni ripartenza. Il telaio a doppia culla era disegnato molto compatto nella zona delle ginocchia: la sella a 79,5 cm era quasi da sportiva,  e con un interasse di 143,5 cm la Bandit si guidava col pensiero. Tanto che di serie montava solo gomme Metzeler, scelta necessaria per reggerne il potenziale: un giocattolo per polsi allenati, adorato dai motociclisti europei.

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La Bandit 1200 

Il segreto è l'olio (e quelle alette da museo)

Il pezzo forte era il raffreddamento misto aria-olio, l'invenzione che Suzuki aveva debuttato sulla GSX-R750 del 1985 e che lì, sotto la carena, nessuno poteva ammirare. Sulla Bandit il motore era finalmente in vista, ed era uno spettacolo. Il sistema è più sofisticato di quanto sembri: oltre al circuito di lubrificazione con radiatore dell'olio, una seconda pompa dedicata spara getti d'olio ad alta pressione sulle pareti esterne delle camere di combustione, "soffiando via" lo strato limite più caldo. Servono oltre 5 litri d'olio (fino a 5,7 a seconda delle versioni) e condotti di ritorno dedicati dalla testa al carter. Ciliegina estetica: le alette di raffreddamento con passo di appena 5 mm, talmente fitte e delicate che in fonderia il tasso di scarti era altissimo. Roba da far impazzire gli impallinati di ingegneria meccanica.

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La versione S con semicarene arrivata anche in Europa

Ora è un affarone

In Giappone la GSF debuttò in coppia con una sorella GSF 750 che da noi non è mai arrivata: in Italia la gamma Bandit era fatta dalla 600 e dalla 1200, anche in versione S con semicarena. La prima serie, prodotta dal 1995 al 1999, è quella più pura e ricercata, con il telaio strettissimo e il motore in bella vista; sul mercato interno giapponese cambiò poi nome in Inazuma, mentre in alcuni mercati europei la stessa moto fu venduta come GSX 1200. Da noi però la maxi di Hamamatsu è sempre rimasta la GSF 1200 Bandit, e nel 2000 venne aggiornata a fondo, rimanendo a listino fino all'arrivo della 1250 a liquido. Il motore raffreddato ad aria e olio non morì con lei: nel 2001 fu portato alla sua massima espansione, 1.402 cm³, sulla GSX 1400, che lo tenne in vita fino al 2009. Oggi la Bandit 1200, soprattutto nella configurazione della prima serie, è uno degli affari più clamorosi del mercato dell'usato: con cifre tra 1.500 e 3.000 euro ci si porta a casa una maxi robusta, semplice da mantenere e con un motore entrato nella storia. Difficile spendere meglio gli stessi soldi.

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Il canto del cigno: GSX 1400

Storie di moto
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 08:00:20 +0000
News n. 4
Ducati e Vespa protagoniste di due aste da non perdere Ducati e Vespa protagoniste di due aste da non perdere

Il 2026 è un anno speciale per due delle più importanti icone delle due ruote italiane: Ducati festeggia il centenario, mentre Vespa celebra gli 80 anni. Per l'occasione Catawiki dedica due aste tematiche ai marchi di Borgo Panigale e Pontedera

Riccardo Allegro

I 100 anni di Ducati

Ducati nasce a Bologna nel 1926 come produttrice di apparecchiature radio e componenti elettronici. Vero, l’avventura nel mondo delle moto iniziò solo nel dopoguerra, con il motore ausiliario Cucciolo, primo passo verso la successiva produzione motociclistica, ma la sostanza rimane: nel 2026 sono 100 anni di storia. Per celebrare il traguardo del marchio, il marketplace online Catawiki organizzerà un'asta dedicata ad alcuni dei modelli più rappresentativi della storia Ducati, dalle sportive che hanno segnato le competizioni alle serie speciali più ricercate. "Ducati ha sempre occupato un posto unico nella cultura motociclistica", ha detto John Searle, esperto moto di Catawiki. "Dalle sue origini a Bologna ai successi in pista, il marchio ha costruito una comunità di appassionati attorno a moto che combinano ingegneria, tradizione sportiva e un inconfondibile design italiano. Questa fusione di prestazioni ed emozione è ciò che continua a rendere Ducati così desiderabile per i collezionisti.†
Tra le Ducati che negli anni hanno ottenuto i risultati più importanti sulla piattaforma figurano una Ducati 888 SPS del 1992, esemplare numero 25 di una serie limitata di 99 unità, venduta a 72.500 euro, una Ducati Diavel Lamborghini 1260 del 2021 aggiudicata per 45.000 euro e una Ducati 900 SS del 1980 battuta a 36.000 euro.

Gli 80 anni della Vespa

Accanto a Ducati, Catawiki celebra anche l'ottantesimo anniversario della Vespa con un'asta dedicata che accompagnerà le celebrazioni ufficiali in programma a Roma dal 25 al 28 giugno. La selezione comprenderà diversi modelli storici che raccontano l'evoluzione dello scooter più famoso d'Italia, protagonista della mobilità del dopoguerra e diventato nel tempo una vera icona del design italiano. "Il fascino di Vespa è sempre andato oltre il semplice mezzo di trasporto", ha detto Davide Marelli, altro esperto di due ruote di Catawiki. "Con la sua caratteristica forma ispirata a una vespa, è diventata un simbolo del design italiano, della libertà e dello stile quotidiano. Dopo la guerra, offrì a un numero sempre maggiore di persone un modo accessibile e indipendente di spostarsi, ed è anche per questo che i modelli storici continuano ancora oggi a suscitare un così forte coinvolgimento emotivoâ€.  
Tra i lotti più particolari dell'asta spicca una Vespa GTS 250 appartenuta a Stefano Gabbana (qui sopra) cofondatore di Dolce & Gabbana. Lo scooter è stato personalizzato con il logo della maison e con una selleria professionale caratterizzata da una stampa leopardata. La stima indicata da Catawiki è compresa tra 17.000 e 20.000 euro.

Quando si svolgono le aste

Le aste tematiche dedicate a Ducati e Vespa saranno disponibili sulla piattaforma Catawiki dal 19 al 28 giugno 2026. Se volete partecipare vi basta visitare la piattaforma e preparare il blocchetto degli assegni…

News
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 07:14:26 +0000
News n. 5
MotoGP - Bezzecchi che combini? Schiaffo al marshall ed è squalifica MotoGP - Bezzecchi che combini? Schiaffo al marshall ed è squalifica

Caduta nella Sprint, schiaffo al marshall, squalifica e appello respinto. Domenica resta a casa e Martin gli può soffiare la vetta

massimo.miliani

Tre secondi di follia nella ghiaia di curva 3

A volte una stagione può girare in tre secondi. Quelli che Marco Bezzecchi ha impiegato, sabato pomeriggio nella ghiaia di curva 3 a Brno, per trasformare una semplice scivolata in un caso disciplinare che rischia di costargli la testa della classifica. Il riminese era caduto a due giri dalla fine della Sprint mentre viaggiava quinto: niente di drammatico, in sé, se non i cinque punti regalati ai rivali. Il problema è arrivato dopo. Mentre i commissari recuperavano la sua Aprilia, uno di loro ha verosimilmente toccato la manopola del gas facendo salire di giri la RS-GP. Bezzecchi, temendo danni al motore, si è precipitato verso la moto e ha reagito verso gli addetti — due volte, secondo la ricostruzione della direzione gara. Un fuori-giri involontario, una reazione di pancia, e il danno era fatto.
 

Il regolamento non perdona, l'appello nemmeno

Gli Steward FIM non hanno avuto molti dubbi. Ascoltata la versione del pilota, hanno tirato fuori l'articolo 3.3.2.2 del regolamento, quello che punisce le azioni pregiudizievoli per gli interessi dello sport, e hanno comminato la sospensione dall'intero evento: niente gara lunga di domenica. Aprilia ha provato la carta del ricorso, presentato entro l'ora prevista, ma in tarda serata i Commissari d'Appello l'hanno respinto. Le motivazioni non lasciano margini: pur riconoscendo che un pilota appena caduto possa essere preda di frustrazione e tensione emotiva, hanno stabilito che nulla giustifica un contatto fisico aggressivo verso chi sta facendo il proprio lavoro a bordo pista. Squalifica confermata, punto.
 

Quanto pesa? Tantissimo

Bezzecchi comandava la classifica con 20 punti su Jorge Martin, ridotti a 15 già per la caduta nella Sprint, visto che lo spagnolo — pur in un weekend opaco — aveva ereditato il suo quinto posto. Ora che il numero 72 domenica resta in albergo, a Martin basterà salire sul podio per scavalcare il compagno di marchio e prendersi la vetta del Mondiale. Lo spagnolo partirà però soltanto decimo e dovrà scontare due long lap penalty per l'incidente provocato al via in Ungheria: non sarà una passeggiata. Restano in agguato anche Di Giannantonio, terzo a 144 punti, e un Marc Marquez che a Brno ha già rosicchiato terreno chiudendo terzo nella Sprint. Per Bezzecchi, che su questa pista poteva costruire e invece ha demolito, è la classica occasione persa nel modo peggiore: non per un errore di guida, ma per non aver contato fino a dieci.

Ottavonano-IETTALO
Dom, 21/06/2026 - 15:36
…caduta di stile per BEZZECCHI ed ha fatto molto bene a scusarsi…. ma da pilota, spezzo una lancia a suo favore.. i commissari di percorso sono altamente formati, hanno delle licenze specifiche visto che si tratta di gara ufficiali (fondamentali per la sicurezza negli sport motoristici), il loro ruolo richiede competenza e preparazione specifiche…. Quindi se non sai spegnere una moto premendo un semplice pulsante evitando di dare gas alla moto rischiando di fare male a qualcuno…. Allora stai a casa anche tu…. Altrimenti non chiamatela sicurezza….
MotoGP
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 07:13:10 +0000
News n. 6
Vent eCub: come va la minimoto elettrica per bambini Vent eCub: come va la minimoto elettrica per bambini
Vent
massimo.miliani

Come è fatta

Vent entra nel segmento delle minimoto dedicate ai più piccoli con la eCub, un modello elettrico progettato per accompagnare i bambini dai 4 ai 6 anni nei primi approcci alla guida. L'impostazione punta su semplicità e facilità d'uso, con un look ispirato alle motard di dimensioni maggiori. Le misure compatte e il peso contenuto agevolano le manovre, mentre la sella a soli 54 cm da terra permette di appoggiare facilmente i piedi al suolo. A completare la ciclistica ci sono ruote da 10 pollici, una misura che favorisce stabilità e gestibilità sulle superfici compatte.

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Motore e batteria

La propulsione è affidata a un motore elettrico brushless da 800 W, scelta che garantisce funzionamento silenzioso, assenza di manutenzione ordinaria e risposta regolare all'acceleratore. L'energia arriva da una batteria agli ioni di litio da 48 V e 8 Ah, dimensionata per coprire le sessioni di gioco e apprendimento. L'alimentazione elettrica elimina emissioni e rumore, rendendo la eCub utilizzabile in contesti privati come il giardino di casa. La eCub è disponibile dal mese di maggio a un prezzo di 995 euro.
 

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Come va

La eCub punta tutto sulla facilità d'utilizzo. L'erogazione lineare tipica del motore elettrico aiuta i più piccoli a familiarizzare con il comando del gas senza reazioni brusche, mentre la posizione di guida raccolta e l'altezza contenuta della sella favoriscono un'immediata sensazione di sicurezza.
Le ruote da 10" e l'impostazione compatta rendono la minimoto agile nei cambi di direzione e semplice da gestire anche a bassa velocità, aspetto fondamentale per chi è alle prime esperienze. Il funzionamento silenzioso crea un approccio meno intimidatorio rispetto a una minimoto con motore termico, la eCub trasforma i primi metri in sella in un'esperienza divertente e formativa.

995

Vent amplia la gamma con la eCub, minimoto elettrica pensata per i bambini dai 4 ai 6 anni. Sella a 54 cm, motore da 800 W e look motard. Già in vendita a 995 euro

Dati tecnici (dichiarati dalla casa)
MotoreBrushless a corrente continua
Batterialitio 48V 10,4 Ah
Raffreddamentoad aria
Potenza nominale350 W
Potenza massima800 W
Autonomia 70 minuti
Freno anteriorea disco
Freno posteriorea disco
Velocità massima (km/h)8 km/h - 25 km/h
Dimensioni
Altezza sella (cm)54
Interasse (cm)84,5
Lunghezza (cm)123
Peso (kg)29,7
Pneumatico anteriore10"
Pneumatico posteriore10"
Tempo ricarica5-6 ore
  

 

Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 22:21:46 +0000
News n. 7
MXGP 2026, Italia: Il grande ritorno a Montevarchi! MXGP 2026, Italia: Il grande ritorno a Montevarchi!

Mondiale Motocross - Al via oggi il nono appuntamento della stagione e il terzo ed ultimo che si disputerà in Italia quest’anno. Per l’occasione si è scelta la pista storica del Miravalle di Montevarchi, un tracciato nel cuore degli appassionati di motocross, ma che è una novità per i piloti del mondiale. Tim Gajser ha dominato la qualifica ieri, ma gli altri hanno voglia di rivalsa oggi. Rimanete quindi con noi per la diretta web.

monfore

L’ultima volta in Italia!

Si corre quest’oggi il nono appuntamento della stagione 2026 e si torna per la terza volta quest’anno sul suolo italiano, sullo storico tracciato di Montevarchi, sulle colline toscane. Una pista dal terreno solido e compatto, caratterizzata da saliscendi naturali che animano il disegno.

Per tutti una pista nuova, non si corre qui una gara di mondiale da ben vent’anni.

Per la sua composizione questo tracciato è congeniale a Tim Gajser che infatti, nella qualifica di ieri, è riuscito a mettersi velocemente alle spalle Jan Pancar, autore dell’holeshot e a fare sua la prima poleposition in sella alla Yamaha. Determinato e concreto anche Andrea Adamo che, già da ieri aveva dichiarato di voler fare bene qui essendo per lui, toscano adottivo, una sorta di circuito di casa, ha conquistato la terza piazza, davanti a Maxime Renaux. Romain Febvre, ha dovuto difendere con tutte le sue forze la quinta posizione, dagli insistenti tentativi di sorpasso messi in atto dalla tabella rossa Lucas Coenen nel corso degli ultimi giri. Qualche difficoltà anche per Jeffrey Herlings che ha condotto gara in rimonta, ma non si è mai fatto particolarmente agguerrito ed ha chiuso settimo, dopo il passaggio all’ultimo giro sul nostro Alberto Forato, che invece si è mantenuto all’interno della top five fino allo scadere del tempo cronometrato.

Oggi le gare, vietato mancare ad un appuntamento cosi importante. Rimanete con noi per la diretta web della classe regina alle 14:00 e alle 17:00.

 

 
Off-Road
Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 17:43:07 +0000
News n. 8
Mondiale Cross 2026: Gajser e Valin dominano le colline toscane! Orari diretta TV Mondiale Cross 2026: Gajser e Valin dominano le colline toscane! Orari diretta TV

Mondiale Motocross - Dopo 20 anni il circus torna a Motevarchi su un un tracciato tutto nuovo. Nella qualifica di oggi hanno trionfato Tim Gajser in MXGP e Mathis Valin nella MX2 

monfore

Welcomeback in Montevarchi!

Dopo un weekend di pausa, i nostri alfieri sono tornati in pista sullo storico tracciato di Montevarchi dove mancano dal 2006. È una pista nuova per tutti, perché è stata modificata rispetto a quella del 2025 in cui si son corsi gli Internazionali. Non cambia il terreno: duro, compatto e roccioso.

Quando scendono i cancelli della classe regina è un sorprendente Jan Pancar a portarsi davanti al gruppo a prendere il comando, resiste in testa una manciata di giri, poi è costretto a cedere il passo ad uno smagliante Tim Gajser. Lo sloveno, voglioso di riscatto dopo l’infortunio accusato in Francia, trova qui il suo terreno ideale e non si lascia scappare l’occasione, facendo sua la pole. Andrea Adamo, dopo aver dichiarato di considerare quello di Montevarchi, il suo Home GP, essendo toscano d’adozione, è andato da subito ad occupare la terza piazza e nessuno è riuscito a strappargliela. 

Partenza un po’ più difficoltosa per il leader del campionato, Lucas Coenen e il suo rivale Jeffrey Herlings che si trovano inizialmente ai margini della top ten, ma sgomitando riescono a recuperare e chiudono rispettivamente in sesta e settima piazza, davanti al nostro Alberto Forato, che ha condotto qui una manche magistrale. Chiudono la top five Maxime Renaux e Romain Febvre. Il francese ha dato filo da torcere alla tabella rossa e non gli ha concesso di fare sua la quinta posizione.

Valin in MX2

Nella qualifica della MX2 è Mathis Valin a prendere da subito il comando e andare ad imporre i suoi ritmi sugli altri. Buona la prestazione di Farres che, dopo una partenza in appannaggio, ai margini della top ten, riesce a recuperare e a suon di giri veloci, macina posizioni su posizioni fino ad aggiudicarsi il secondo posto. Segue l’esempio dello spagnolo, il suo compagno di squadra, Camden McLellan che fa sua la terza piazza. Qualche difficoltà per la tabella rossa, Sacha Coenen che, complici anche un paio di scivolate, non riesce ad andare oltre la quarta posizione. A sigillo della top five troviamo un sorprendente Zanocz.

Partenza da dimenticare invece per Simon Laegenfelder e Ferruccio Zanchi, il primo è rimasto coinvolto in una caduta di gruppo alla prima curva e nonostante un buon recupero, non è riuscito ad entrare in zona punti chiudendo undicesimo, mentre l’azzurro è rimasto fermo al cancelletto di partenza per un problema tecnico.

Il primo degli italiani che troviamo in classifica è, alla quattordicesima posizione, Andrea Uccellini, seguito da Rossi e Bennati. Mentre Valerio Lata ha chiuso ventesimo.

Le gare di domani saranno visibili in diretta su Discovery +: ore 13:00 e 16:00 la MX2 e ore 14:00 e 17:00 la MXGP. Su Eurosport 2 in differita lunedì mattina a partire dalle ore 9:00 tutte le heat. 

Su Rai Sport, sempre in differita il lunedì, dalle 13:00 le seconde manche delle due classi. 

Oppure rimanete con noi per la diretta web della MXGP alle 14:00 e alle 17:00.

 

 
Off-Road
Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 17:40:46 +0000
News n. 9
Beta XTrainer 2027: arriva la 200 2T Beta XTrainer 2027: arriva la 200 2T

 La gamma XTrainer si sdoppia: accanto alla 300 debutta una nuova 200 due tempi, leggera e docile, pensata per l'enduro tecnico

massimo.miliani

Beta allarga la famiglia XTrainer e per il Model Year 2027 mette in pista una novità che molti aspettavano: una 200 due tempi che si affianca alla collaudata 300. L'idea è semplice ma intelligente: offrire una moto più gestibile a chi si avvicina all'offroad, senza per questo tagliare fuori i piloti smaliziati che cercano una fun bike leggera per i sentieri più difficloi. In mezzo, tutta una serie di ritocchi che toccano entrambe le cilindrate.


Un motore nato apposta

La 200 non è una 300 rimpicciolita, e questo è il punto. Il propulsore parte dall'esperienza Beta nella gamma RR (X-Pro e Race), ma è stato ripensato da zero per assecondare il carattere della XTrainer: tanta trattabilità ai bassi, controllo e prevedibilità. I tecnici hanno lavorato su diagrammi di scarico e travaso più bassi, che riducono l'area di apertura e fanno salire la velocità dei gas ai regimi contenuti: tradotto, più coppia subito sopra il minimo. C'è una testa dedicata con banda di squish molto estesa per migliorare la combustione, un pistone dal profilo più lungo e dalla calotta più bombata rispetto alle RR, valvola di scarico ritarata per ammorbidire l'attacco del gas e anticipo di accensione rivisto. Persino le molle frizione sono più morbide, così la leva richiede meno sforzo nei passaggi lenti e trialistici. Completano il quadro uno scarico dedicato, ispirato a quello della 300 per mantenere il family feeling, e un manicotto d'aspirazione studiato per non disturbare l'erogazione.

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Ciclistica su misura

Il telaio mantiene le geometrie fondamentali della 300 ma adotta attacchi dedicati per accogliere il nuovo motore, con l'obiettivo di non perdere le sensazioni di guida tipiche del modello. Dietro, la scelta cade su una gomma 140/80 con cerchio da 18 x 1,85, compromesso cercato dai tecnici tra direzionalità e trazione. Le sospensioni restano le R16V con steli da 43 mm e leveraggio progressivo, completamente regolabili davanti e dietro.
Sul fronte degli aggiornamenti comuni a entrambe le cilindrate c'è parecchia roba concreta. L'impianto frenante resta Nissin, con dischi da 260 mm davanti e 240 mm dietro, ma quello posteriore è ora pieno e dal profilo ondulato, per una frenata più modulabile nelle discese lente. Nuovo il faro LED con mascherina ridisegnata, nuove grafiche con schema rosso e telaio verniciato nero, cruna catena più robusta e protezione pignone più ampia. Confermati i tratti distintivi di casa Beta: miscelatore automatico sotto la sella (addio premix), Beta Progressive Valve sullo scarico, ventola di raffreddamento e avviamento elettrico di serie. La sella, ricordiamolo, resta più bassa di 20 mm rispetto alla gamma RR.
La nuova XTrainer 200 2T arriva nelle concessionarie a metà giugno.

Moto
Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 15:36:26 +0000
News n. 10
A Brno la Sprint parla italiano: Bagnaia vince, Bezzecchi cade A Brno la Sprint parla italiano: Bagnaia vince, Bezzecchi cade

Pole giapponese e gara breve al piemontese, che torna sul gradino più alto dopo mesi. Bezzecchi a terra: Mondiale riaperto

massimo.miliani

Il sabato che riapre i giochi

C'era un copione, a Brno, e prevedeva un Ai Ogura in versione fenomeno. Il giapponese dell'Aprilia Trackhouse aveva già fatto capire l'antifona il venerdì, e in qualifica ha messo la firma definitiva: pole in 1'51.139, record della pista, e tutti gli altri ventuno a guardare. Per Aprilia è la prima pole di sempre sul tracciato ceco, e il bello è che a piazzarla non è uno dei due piloti ufficiali ma il pilota della squadra satellite. In prima fila con lui due Ducati, quella di Fabio Di Giannantonio (secondo, staccato di poco più di due decimi) e quella di Pecco Bagnaia, terzo. Bezzecchi quarto, Marc Marquez quinto: due che dalla seconda fila avrebbero avuto qualcosa da dire nel pomeriggio. E qualcosa da dire, infatti, l'hanno detto eccome, ma non nel modo che ci si aspettava. Perché la Sprint l'ha presa in mano Bagnaia fin dal semaforo verde: partenza pulita dalla terza casella, testa della corsa e mai più mollata. Ogura ci ha provato, ha messo pressione, ma il piemontese non si è fatto avvicinare e ha chiuso davanti al giapponese, con Marquez a completare il podio. Per Pecco è una vittoria che pesa più dei punti che porta: non saliva sul gradino più alto dalla gara breve di Sepang dello scorso anno, e arriva in una stagione fin qui complicata.

Bezzecchi a terra

Il vero scossone, però, lo regala la caduta di Marco Bezzecchi. Il leader del Mondiale stazionava in quinta posizione, in zona punti, quando è finito a terra nel finale: cinque punti che sembravano in tasca e che invece sono volati via. A guadagnarci è Jorge Martin, arrivato proprio quinto, che rosicchia terreno e si porta a quindici lunghezze dal compagno di squadra. Bezzecchi resta in testa a quota 180, ma il margine si è assottigliato e il quadro, da qui in avanti, è tutt'altro che blindato. Dietro, Di Giannantonio si conferma terzo della generale a meno 36 dalla vetta, mentre nel costruttori Ducati rosicchia su Aprilia e si porta a dieci punti.Domenica c'è la gara lunga, e le premesse sono di quelle giuste: un Ogura affamato della prima vittoria in MotoGP, le Ducati pronte all'assalto e un Bezzecchi che avrà tutta l'intenzione di rimettere le cose a posto. Brno, come da tradizione, non delude.

MotoGP
Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 15:03:15 +0000


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