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#motociclismo #news #insella.it
È caratterizzato da una linea aggressiva e spigolosa, monta un motore monocilindrico da 174 cm³ e 17 CV ed p offerto a un prezzo molto buono
Si alza il livello della sfida. Anzi dello Sfida, il maxi scooter nell’interpretazione di Voge. Alla famiglia si è appena aggiunto il modello SR2 ADV, la versione spinta da un motore monocilindrico a quattro valvole raffreddato a liquido di 174 cm³, che offre una potenza di 12,5 kW (17 CV) e un consumo incredibilmente contenuto, 37 km con 1 litro di carburante. Velocità massima dichiarata 114 km/h. La distribuzione è monoalbero a camme in testa e la trasmissione finale a cinghia con variatore continuo di velocità .
Lo Sfida SR2 ADV è caratterizzato da una linea aggressiva e spigolosa che riprende gli stilemi delle moderne moto sportive, e si pone come anello di congiunzione tra uso cittadino e l’uscita fuori porta su un percorso tutte curve. È costruito intorno a un telaio in tubi di acciaio a doppia culla sovrapposta che garantisce un’eccellente rigidità in frenata, dotato di una forcella telescopica convenzionale con steli di 31 mm Ø e una sospensione posteriore a motore basculante controllata da due ammortizzatori. Misure canoniche per gli pneumatici: anteriore 110/80-14 e posteriore 130/70-13, con freni a disco rispettivamente di 240 mm Ø e 220 mm Ø controllati da ABS a doppio canale.
L’abitabilità è adeguata a uno scooter pensato per percorrenze a medio raggio, lo Sfida SR2 è lungo 1930 mm, largo 770 e alto 1300, con un interasse di 1330 mm che garantisce una buona stabilità . La sella è a 810 mm da terra e il peso a secco 137 kg, ai quali vanno aggiunti i 9 litri contenuti nel serbatoio carburante.
Il nuovo scooter Voge è già disponibile dai concessionari nella sola livrea Matt Black, al prezzo di 3190 € f.c. ai quali vanno aggiunti 300 € per l’immatricolazione e la messa in strada.
Per il 2026 l'endurona cinese non cambia nella sostanza, ma ci sono ottime novità per quanto riguarda il listino
Ogni inizio anno dobbiamo far fronte a rincari generalizzati (qui quelli del 2026), ma per fortuna c'è anche qualche prezzo che va al ribasso. E questa volta è una grande notizia perché la moto in questione è nuovissima, infatti ha debuttato sul mercato proprio nel 2025: stiamo parlando della CFMoto 800MT-X che con i suoi 9.490 euro di listino dello scorso anno si era guadagnata il titolo di "adventure" media meno costosa sul mercato.
Nei mesi a seguire sono arrivate poi la Voge Valico 800DSX Rally e la Zontes 703 F, entrambe con ruote 21"-18" e proposte ad un prezzo di 8.690 euro f.c. Per tenere testa a queste due validissime concorrenti e per far spazio alla sorella 1000MT-X (da 9.990 euro) nel 2026 la 800MT-X costerà 8.990 euro, valore che esalta ancora di più il rapporto qualità /prezzo di questa crossover cinese.
L'endurona di CFMoto ha una base tecnica di alto livello (qui vi raccontiamo anche come va): la piattaforma, infatti, è condivisa con la KTM 790 Adventure. Il telaio in acciaio abbraccia infatti un motore bicilindrico frontemarcia da 799 cm3 di cilindrata, raffreddato a liquido e con cambio a 6 marce supportato dal quick shift bidirezionale. Con una potenza di 91,2 CV a 8.250 giri/min, ha un carattere vivace ed è prevedibile in ogni situazione, anche se ai bassi manca un po' di grinta. Le sospensioni sono WP e hanno una taratura sostenuta: davanti forcella a steli rovesciati da 48 mm, dietro monoammortizzatore vincolato direttamente al forcellone in alluminio. Intelligente la possibilità di scegliere tra due allestimenti in base all'altezza della sella e all'escursione delle sospensioni: con la sella alta, 87 cm, la corsa è di 230 mm; con quella bassa invece, 83 cm, si scende a 190 mm.
È una moto pensata per affrontare lunghi viaggi, infatti il serbatoio che si distende verso il basso ha una capacità di 22,5 litri, anche all'insegna del fuoristrada visto il pacchetto tecnico. Oltre ai cerchi a raggi con anteriore da 21" e posteriore da 18", misure ideali per montare gomme più specialistiche (le CST di primo equipaggiamento non ci avevano convinto), la 800MT-X offre un cruscotto TFT a colori da 7" dotato di connettività , tre riding mode, ABS e controllo di trazione cornering (entrambi disattivabili), acceleratore elettronico e cruise control. In fuoristrada è abbastanza intuitiva e permette ai più esperti di alzare il ritmo; bene anche su asfalto, dove la ciclistica ha dimostrato una buona stabilità e rapidità .
L'ultima novità Ducati per quest'anno arriverà a febbraio, ma già ora abbiamo qualche interessante informazione che ci permette di capire come sarà davvero
La nuova Ducati DesertX 2026 è stata anticipata come prototipo a EICMA 2025, ma la presentazione ufficiale, con tutti i dettagli tecnici, è in programma a fine febbraio per arrivare poi dai concessionari a maggio. Le immagini che vedete qui sono nostre elaborazioni digitali, sviluppate sulla base di quelle ufficiali che però "vestivano" la classica livrea camoufflage.
Vediamo allora tutto quello che al momento sappiamo della nuova crossover bolognese.
Il cambiamento più radicale è l'abbandono del motore Testastretta 11° da 937 cm3 in favore del nuovissimo motore V2 da 890 cm3 con fasatura variabile dell'aspirazione (IVT - Intake Variable Timing). Caratterizzato (promette Ducati) da un'erogazione molto più lineare e corposa ai bassi regimi.
• Potenza: 110 CV a 9.000 giri/min.

• Coppia: 92 Nm a 7.000 giri/min

La parola d'ordine per il modello 2026 è "leggerezza".
La linea è stata rivista con lo scopo di rendere la Desertx più snella per migliorare così la guidabilità .
Ancora non c'è un listino ufficiale, ma la attuale DesertX costa 17.790 euro, ci aspettiamo un prezzo in crescita, quantomeno 18.000/18.500 euro.
| Caratteristica | DesertX (Attuale) | Nuova DesertX 2026 |
|---|---|---|
| Motore | Testastretta 11° (Desmo) | V2 IVT (Fasatura Variabile) |
| Cilindrata | 937 cm3 | 890 cm3 |
| Potenza Massima | 110 CV a 9.250 giri/min | 110 CV a 9.000 giri/min |
| Coppia Massima | 92 Nm a 6.500 giri/min | 92 Nm a 7.000 giri/min |
| Distribuzione | Desmodromica | Molle con variatore di fase (IVT) |
| Telaio | Traliccio in acciaio | Monoscocca in alluminio |
| Peso in o.d.m. (senza benzina) | ~210 kg | 206 kg (-4 kg) |
| Sospensione Posteriore | Senza link progressivo | Con Link Progressivo |
| Serbatoio | 21 Litri | ~20-21 Litri (confermato design più snello) |
| Strumentazione | TFT 5" Verticale | Nuovo TFT 5" evoluto |
| Intervallo Gioco Valvole | 30.000 km | Da confermare (probabile aumento) |
Un viaggio sulla Route 66 è il sogno di molti motociclisti, ma senza andare tanto lontano anche qui in Italia abbiamo itinerari da sogno che hanno poco da invidiare a quello made in USA
La Route 66 che da Chicago, nell’Illinois, porta fino a Los Angeles, in California, attraverso Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico e Arizona, non è solo asfalto, ma racconto collettivo. Una linea di fuga che corre tra deserti, montagne e pianure lungo stazioni di servizio isolate e diner al neon. Complice Hollywood, nell’immaginario biker è il luogo della libertà senza mediazioni, del viaggio come gesto identitario. Sì, l’abbiamo sognata tutti ed è partendo da questa premessa che nasce una domanda ricorrente anche tra noi motociclisti italiani: esiste una Route 66 italiana?
Il contesto, va detto subito, è profondamente diverso. La geografia italiana è frammentata, le distanze sono più contenute e la rete stradale storica è fatta soprattutto di collegamenti regionali e locali e non, come negli States, di grandi assi trasversali quali sono le highways. Parlare di una vera e propria Route 66 italiana, in senso stretto, è quindi impropri. Questo non significa che manchino strade capaci di restituire un’idea simile di viaggio: continuità dell’asfalto, attraversamento di territori differenti, magari isolati, rapporto diretto con il paesaggio, sperduti centri abitati… Chiaro, se l’immaginario che sognate è quello stereotipato dei cactus in mezzo al deserto stile Easy Rider, meglio prendere un direttamente biglietto aereo per gli States, ma, a ben pensarci, esistono anche in Italia luoghi capaci d’ispirare un profondo senso di libertà . Ecco allora qualche “candidata†per il nostro elenco.
Una delle più citate è la SS 121 Palermo–Catania, uno dei pochi esempi di collegamento trasversale in Sicilia. La statale unisce i due principali poli urbani dell’isola attraversando l’entroterra, con un tracciato che alterna zone agricole, piccoli centri e lunghi tratti extraurbani. La lunghezza complessiva è inferiore ai 250 km, ma ciò che la rende interessante non è tanto il dato chilometrico quanto la funzione: esattamente come la Route 66, la SS 121 non nasce certo come strada turistica, bensì come collegamento necessario. L’asfalto non è sempre perfetto e il percorso - dobbiamo ammetterlo - non è sempre così scenografico in senso classico, ma proprio per questo restituisce un’immagine autentica della Sicilia dell’entroterra, quella lontana dalle coste più battute.
Spostiamoci sull’altra isola. Più solida dal punto di vista della continuità è la SS 125 Orientale Sarda che corre lungo il versante orientale della Sardegna per oltre 300 km. È una strada molto conosciuta tra i motociclisti, anche stranieri, perché permette di attraversare territori molto diversi senza soluzione di continuità : tratti costieri, zone collinari, aree più interne e montuose. Non è un’unica “cartolinaâ€, ma una sequenza di ambienti che cambiano progressivamente. È probabilmente una delle candidate che meglio si avvicinano all’idea di grande nastro d’asfalto da percorrere integralmente attraverso diverse regioni (che noi, nel nostro viaggio, faremo finta siano Stati).
Un’altra candidatura spesso citata è la panoramica tra Tavullia e Carpegna, tra Marche e Romagna. Si tratta di un percorso breve, inferiore ai 50 km, che non può certo competere per lunghezza o funzione strategica. Il suo peso simbolico, però, è legato al motociclismo sportivo e alla figura di Valentino Rossi, che ha contribuito a renderla una meta di pellegrinaggio per appassionati. Potremmo dire che i fan italiani di Easy Rider sognano la Route 66 ed i fan americani di Valentino Rossi la Panoramica di Tavullia…
Impossibile a questo punto non citare la SS 163 della Costiera Amalfitana, una delle strade più iconiche d’Italia. Il tracciato corre per circa 50 km lungo uno dei litorali più conosciuti al mondo, attraversando località come Positano e Amalfi. Dal punto di vista paesaggistico c’è ben poco da dire, ma proprio la sua bellezza e la sua fama ne hanno compromesso in parte la fruibilità : traffico intenso, carreggiate strette e limitazioni rendono sempre più difficile viverla come strada da percorrere in moto. Un vero peccato…
Accanto a queste strade, esistono poi quelle che potremmo definire “quasi Route 66â€: percorsi molto amati dai motociclisti, ma che non soddisfanoi criteri necessari. La Strada della Forra, ad esempio, è bellissima, spettacolare e super amata dai biker (ve ne parlavamo qui), ma davvero troppo breve. Il Passo della Futa (ve ne parlavamo qui) è un attraversamento storico di grande fascino, ma resta legato a un singolo valico.
La Via Emilia ha un peso culturale enorme, ma oggi è in gran parte inglobata in un contesto urbano che la rende distante dall’idea di viaggio “on the roadâ€. Avremmo voluto inserirle, ma per il nostro elenco, dobbiamo ammetterlo, proprio non funzionano. E voi, invece, avete qualche Route 66 “nostrana†da suggerire?
A proposito di Route 66: Italia Coast to Coast: borghi e curve da riscoprire
Il Decreto chiarisce quali veicoli possono essere esclusi dall’obbligo di RC, introduce novità per l’assicurazione dei mezzi storici e apre alla possibilità di polizze di durata inferiore all’anno
L’Italia si prepara ad allineare la normativa sull'assicurazione RC alle regole europee. Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legislativo di recepimento della direttiva UE 2021/2118, ora all’esame del Parlamento, che interviene su più fronti per ciò che riguarda l’obbligo di RC, compreso quello per i veicoli fermi o inutilizzati.
Infatti, secondo la direttiva europea (in vigore dal 2024) tutti i veicoli devono essere assicurati, anche se inutilizzati. In precedenza l'obbligo di assicurazione riguardava solo i veicoli circolanti, ora qualsiasi "veicolo", al di là dell'uso che ne viene fatto, deve essere coperto da polizza RC. Esistevano però dei dubbi sulla concreta applicazione di queste norme, che il decreto intende eliminare.
Il primo chiarimento riguarda quando l’assicurazione non è obbligatoria.
In più occasioni abbiamo parlato del nuovo obbligo di assicurare anche auto e moto ferme in garage (cioè non utilizzate): il decreto specifica meglio la deroga all’obbligo di assicurazione, che riguarda esclusivamente i mezzi non idonei all’uso in maniera stabile perché privi di parti essenziali. Secondo la relazione illustrativa del Governo, rientrano in questa fattispecie i veicoli ridotti a rottame o privi di motore. Diverso il caso di moto o auto senza componenti facilmente reinstallabili, come ruote o batterie: in questi casi l’obbligo assicurativo resta, perché il mezzo è considerato ancora “potenzialmente utilizzabileâ€. In sostanza, non basta che una moto sia ferma o smontata parzialmente: per essere esclusa dall'obbligo di RCA deve essere strutturalmente e permanentemente inutilizzabile.
Novità importanti anche per moto e auto d’epoca, quelle che più spesso restano ferme nei box inutilizzate. Il decreto apre alla possibilità di adempiere all’obbligo assicurativo con schemi diversi dalla classica RC auto, introducendo una distinzione chiara tra:
Sarà quindi possibile assicurare i mezzi che non possono muoversi come ad esempio all’interno di musei e collezioni espositive, vedremo se potrà essere estesa anche ai mezzi che restano inutilizzati nei box, ma sembra difficile.
È una richiesta esplicita della direttiva europea, che l’Italia ha scelto di recepire puntando sulle coperture per il rischio statico.
I numeri spiegano il peso del fenomeno: nel 2025 i veicoli con Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica registrati in Motorizzazione Civile sono quasi 310 mila, di cui oltre 90 mila moto.
Il decreto apre inoltre alla possibilità di assicurazioni obbligatorie di durata inferiore all’anno per i veicoli utilizzati in modo stagionale. Una novità interessante, soprattutto per il mondo moto.
Oggi il Codice delle assicurazioni prevede infatti una durata minima annuale (o un anno più frazione), seppur con la possibilità di “fermare†la copertura e “recuperare†i mesi non utilizzati. Con le nuove regole invece, un decreto ministeriale potrà disciplinare polizze infra-annuali, superando l’attuale rigidità e adattando la copertura all’effettivo periodo di utilizzo del mezzo.
Cambia anche il quadro assicurativo per gare e competizioni motoristiche. Gli organizzatori potranno stipulare, in alternativa alla tradizionale RC, una polizza di responsabilità civile generale, rendendo più flessibile la gestione assicurativa degli eventi sportivi.
Il decreto rafforza infine il ruolo dell’IVASS, che torna ad avere poteri regolamentari sulla banca dati dell’attestato di rischio. L’Istituto potrà per esempio definire informazioni aggiuntive rispetto al modello europeo, la validità dell’attestato (non inferiore a 12 mesi), la decorrenza e la durata del periodo di osservazione, nonchè le modalità di accesso, alimentazione della banca dati e consegna dell’attestato. L’obiettivo è migliorare qualità e affidabilità dei dati sulla sinistrosità . Il tutto senza alcun costo extra per lo Stato: il decreto stabilisce infatti che tutte le nuove misure dovranno essere attuate a costo zero per la finanza pubblica. Ministeri e IVASS opereranno dunque con le risorse già disponibili, senza nuovi oneri.
A proposito di assicurazioni: Legge di bilancio 2026, con questa novità le assicurazioni saranno più care
Tra gare, esibizioni e corsi in sella, Motor Bike Expo offrirà emozioni per tutti gli appassionati. Super Enduro, Freestyle Motocross e Stuntman Show, Pista Supermoto e Crazy Ride, Trial indoor, corsi di guida e demo ride. Impossibile annoiarsi
In scena a VeronaFiere dal 23 al 25 gennaio, il Motor Bike Expo 2026 promette un menu ricco di eventi e attività . Eccone un primo assaggio…
Una delle novità più attese è la nuova pista di Super Enduro, dove i campioni del fuoristrada si sfideranno tra ostacoli, tronchi e tubi in esibizioni spettacolari. Tra queste, l’MBE Trophy, organizzato con Michele Bosi, patrocinato dalla Federazione Motociclistica Italiana e con la partecipazione straordinaria del campione del mondo Billy Bolt, in cui i piloti gareggeranno suddivisi nelle categorie gold, silver e bronze. Nella stessa area spazio anche al format 700%, dedicato alle bicilindriche e alle maxi enduro, con la Talent Cup MBE, gara a eliminazione diretta lungo un percorso ricco di ostacoli e pietre. Sono ammesse moto bicilindriche da offroad, mono da 145 kg in su e una speciale categoria per le moto elettriche. Ai nastri di partenza piloti come Ottavio Missoni, Marco Iob, Giuseppe Gallino, Nikolo Pietribiasi e una grande sorpresa. Alle gare si alterneranno esibizioni di nomi internazionali, tra cui lo spagnolo Joan Pedrero con la Harley-Davidson Pan America.
Lo spettacolo continua con il Freestyle Motocross, dove i piloti della crew Daboot, guidata da Vanni Oddera, proporranno evoluzioni mozzafiato. Oltre agli show, i giovani partecipanti avranno l’opportunità di vivere la cosiddetta “mototerapiaâ€, sperimentando in prima persona l’emozione di guidare sotto la supervisione dei professionisti. Sempre nell’Area B, protagonista sarà Maurizio Perin con il suo stuntman show. Tra impennate, derapate e acrobazie al limite dell’impossibile, Perin eseguirà esibizioni con moto di tutti i generi, inclusa la sua celebre Harley-Davidson.
Tra le novità del 2026 spicca anche la pista di Supermoto, dove i piloti si sfideranno in diverse gare nel corso del weekend. Il momento clou sarà il Trofeo in memoria di Luca Salvadori, pilota milanese scomparso il 14 settembre 2024 durante una gara a Frohburg, in Germania. L’evento è organizzato dalla Fondazione Luca Salvadori e dal Motoclub Spoleto, con la partecipazione di tanti amici e avversari del pilota, tra cui Maurizio Bottalico.
Per chi preferisce un approccio più giocoso e “folcloristicoâ€, torna la Crazy Ride!, dedicata a motorini, moped e scooter di ogni epoca. Il percorso prevede prove di abilità , regolarità e lentezza, con il pubblico protagonista della parata. La partecipazione è gratuita per chi si iscrive tramite form, grazie al supporto del Moto Club veronese Eat Sleep Ride.
MBE 2026 ospiterà inoltre la prima tappa del Campionato Italiano Trial Indoor. Gli appassionati potranno ammirare Francesco Titli, campione nazionale, e le campionesse del mondo Andrea Sofia Rabino, Alessia Bacchetta e Martina Gallieni, vincitrici del Trial delle Nazioni 2025, nella pista allestita nel Padiglione 7.
Corsi di guida per donne e bambini - Area D1
Anche quest’anno saranno disponibili i corsi di guida dei “campioni della velocità â€. Marco Lucchinelli, campione del mondo nel 1981, accompagnerà le donne alle prime esperienze in sella. Gianluca Nannelli, pilota SBK e Supersport e campione italiano 2023, seguirà i più piccoli, condividendo competenze tecniche e passione per le due ruote.
Demo Ride - Area D2
Dulcis in fundo, i Demo Ride. Al MBE, i visitatori potranno provare gratuitamente i modelli 2026 di Ducati, Harley-Davidson e QJ Motor. L’iscrizione sarà possibile direttamente in loco, con l’unico obbligo di patente valida.
Chi raggiungerà la fiera in moto potrà usufruire del parcheggio interno gratuito, con accesso dalla Porta C, dotata di biglietteria.
Valentino Rossi ha deciso di parlare pubblicamente della vicenda che lo vede coinvolto in una battaglia legale con il padre. In un'intervista al Corriere della Sera, il nove volte campione del mondo ha spiegato la sua versione dei fatti, sottolineando che la questione economica non c'entra nulla con le sue preoccupazioni. "Per fortuna sia io che Graziano non abbiamo problemi di denaro. Quello che mi addolora davvero è aver perso il contatto con mio padre. Non ci vediamo, non ci sentiamo. La sua relazione ha spezzato i rapporti con tutta la famiglia e non capisco perché", ha dichiarato Vale.
La storia è complessa. Nel 2024 Valentino era stato nominato amministratore di sostegno del padre dopo una perizia che lo descriveva come psicologicamente fragile. Durante quel periodo avrebbe notato prelievi dal conto corrente paterno per circa 176mila euro, effettuati dalla compagna di Graziano, Ambra Arpino. Nel marzo 2025 però il tribunale di Pesaro ha revocato l'incarico a Valentino, riconoscendo a Graziano la piena capacità di intendere e volere. A quel punto il campione di Tavullia ha presentato denuncia nei confronti della donna per circonvenzione d'incapace. Ora la palla passa al pubblico ministero, che dovrà decidere come procedere.
La compagna di Graziano ha respinto ogni accusa, sostenendo che quei soldi siano serviti per pagare il mutuo della casa dove vivono insieme e per gestire le spese quotidiane. Parte di quel denaro, secondo la donna, sarebbe arrivato tramite una carta di credito fornita dallo stesso Valentino quando era amministratore di sostegno. "La vera preoccupazione della famiglia è il nostro matrimonio imminente, perché temono conseguenze sull'eredità ", ha dichiarato Ambra. Graziano, dal canto suo, ha annunciato che sposerà la compagna prima dell'estate e che inviterà tutti alle nozze, compreso Valentino.

Graziano Rossi con l'attuale compagna Ambra Arpino
Il padre del Dottore si dice amareggiato per come sono andate le cose. Racconta di aver firmato i documenti per l'amministrazione di sostegno senza capire bene cosa stesse facendo, in un momento in cui era uscito da quattro ricoveri e due operazioni. "Mi hanno fatto firmare dicendomi che era una cosa normale, che facevano tutti. Mi fidavo di mio figlio", ha spiegato Graziano. Secondo Ambra Arpino nessuno della famiglia gli è mai stato vicino durante la convalescanza e vede nella denuncia la paura di perdere parte dell'eredità .
Per chi ha seguito la carriera di Valentino Rossi, il rapporto padre-figlio è sempre stato un elemento centrale. Graziano presente nei box, sempre accanto al figlio nei momenti più importanti. Il numero 46, diventato leggenda, è proprio un omaggio al padre che aveva corso con quel numero. Adesso Vale parla di una situazione che non riesce a spiegarsi: "Siamo stati tagliati fuori tutti – mamma Stefania, mia sorella Clara, la mamma di Clara. Come se rappresentassimo una minaccia. Voglio solo sapere come sta mio padre, capire cosa gli sia successo per arrivare a questo punto. Quello che faccio nasce dall'affetto che provo per lui e dalla paura che non stia bene".
Ma sulla pagine di QN Ambra Arpino risponde duramente: "Questi ultimi tre anni sono stati un massacro per noi. Graziano è stato visitato in continuazione da psichiatri, gli era stata diagnosticata addirittura una malattia degenerativa da un primario di neurologia ma poi è stato smentito da tutti gli altri medici visto che sta bene. Mi sono assunta la responsabilità di bloccare le medicine che gli erano state prescritte per la presunta malattia degenerativa. Io mi sono assunta la responsabilità di bloccarle e da quel momento è andato guarendo. Erano farmaci sbagliati che gli facevano danni gravissimi."
La donna accusa direttamente Valentino Rossi: “Né lui tutti né tutti gli altri famigliari si sono mai fatti vedere per constatare le condizioni del padre, compresa l’altra figlia (Clara figlia della seconda moglie di Graziano ndr) che a 28 anni chiede ancora l’assegno di mantenimento e che ora Graziano ha chiesto al giudice di non dare più. Ma nessuno accudisce Graziano e quando è stato male per essere ricoverato in ospedale c’ero solo io vicino al suo letto."
Una vicenda che nessuno avrebbe voluto vedere diventare pubblica, ma che è finita inevitabilmente sotto i riflettori. Valentino chiude ribadendo il concetto: "Non parliamo di questioni economiche. Questa è una storia d'amore, non d'altro. E ci rende tutti molto tristi".
Kawasaki Italia e Santander Italia hanno avviato una collaborazione per offrire nuovi servizi finanziari ai clienti. La partnership punta a rendere più semplici e flessibili le opzioni di pagamento. Vediamo d cosa si tratta
Kawasaki Italia ha annunciato la firma di un nuovo accordo con Santander Italia, tra i principali operatori nel credito al consumo. Una collaborazione, spiegano da Kawasaki, che nasce con l’obiettivo di rafforzare l’offerta finanziaria per gli appassionati del marchio, proponendo soluzioni trasparenti, flessibili e competitive. Tradotto? Dalla partnership prende vita “Kawasaki Financeâ€, un sistema di servizi dedicati ai futuri acquirenti del brand giapponese. Il progetto si poggia su una squadra di consulenti Santander a pieno supporto della rete Kawasaki in Italia, composta attualmente da oltre 90 dealer Road. L’offerta iniziale prevede finanziamenti tradizionali per tutta la gamma, fino a piani personalizzati con valore futuro garantito,
“Siamo entusiasti di avviare questa nuova collaborazione con Santander Italia†- ha detto Paolo Mora, Deputy Branch Manager di Kawasaki Italia - “Questa partnership ci permetterà di restare al passo con l’evoluzione del mercato, garantendo un’esperienza di acquisto affidabile e trasparente, in linea coi valori del marchio Kawasakiâ€.
“La partnership con Kawasaki rappresenta un asset dal valore strategico straordinario che consolida la nostra posizione di leader nel credito al consumo a supporto della mobilità †- ha aggiunto Simona Cipollina, CEO and General Manager di Santander Italia - “Integrando le nostre competenze e la solidità finanziaria con l’eccellenza ingegneristica di Kawasaki puntiamo a ridefinire gli standard del settore, offrendo ai concessionari e ai clienti strumenti finanziari capaci di rispondere alle sfide di un mercato sempre più dinamicoâ€.
Visto che si parla di acquisti e finanziamenti: Kawasaki: pioggia di sconti su (quasi) tutte le moto
Se volete conoscere il re della mobilità urbana, eccolo: l’Honda Super Cub è il veicolo a motore più venduto della storia, con oltre 100 milioni di unità prodotte dal 1958 a oggi. Semplicissimo e affidabile, ha un motore 4 tempi indistruttibile e un cambio con frizione automatica e 4 marce a pedale, talmente dolce e ben tarato da poter partire anche in quarta.
Esteticamente il Super Cub disponibile in Italia è molto lussuoso, la scelta dei materiali e l’assemblaggio sono curati e tutto combacia perfettamente. Le dotazioni sono “ricche†e adeguate al prezzo: luci full LED, display digitale, avviamento con smart key. Rispetto alla prima versione arrivata in Italia e rigorosamente monoposto, dopo richieste insistenti ora il Super Cub è omologato per due persone, grazie all’aggiunta di pedane e sella per il passeggero (che però non toglie spazio al guidatore).
Il cruscotto “minimalista†del piccolo Honda offre solo il tachimetro a lancetta e un piccolo display LCD con le info essenziali
Per sopportare il peso in più del passeggero, le sospensioni sono state riviste e irrobustite. Immutati invece i freni, sempre a disco anteriore e tamburo posteriore con ABS che lavora solo davanti. Rimane invariato anche il motore monocilindrico a iniezione raffreddato ad aria. Pensato per la guida in città , questo propulsore di ultima generazione ha una potenza massima di 9,8 CV e beve pochissimo: 66,7 km con un litro.
Il Super Cub non ha alcuno spazio sottosella, ma solo un vano laterale che si apre premendo un tasto sotto la sella, dove tenere gli attrezzi e i documenti dello scooter
Leggero (quasi) come una bicicletta da turismo, ha il sellino ben imbottito e rastremato in centro e il manubrio piegato verso il busto per controllare al meglio l’anteriore. I piedi appoggiano su due grandi pedane esterne al telaio che lasciano le ginocchia fuori dello scudo. L’avviamento è con una comoda smart key. Una volta acceso, occorre ingranare la marcia agendo sul pedale “a bilanciere†sulla sinistra: con la punta della scarpa si sale di marcia e con il tacco si scala. Non c’è la leva della frizione e questo permette di attendere il verde al semaforo con la prima già inserita. Grazie alle marce basse molto corte, il Super Cub ha un’accelerazione brillante e nel traffico è molto maneggevole, merito anche delle gomme strette da 17†che lo rendono estremamente rapido nei cambi di direzione.
Il Super Cub è lo scooter più venduto della storia. Ha un cambio a 4 marce senza frizione, consuma pochissimo ed è uno spasso da guidare
| Motore | monocilindrico 4 tempi |
| Cilindrata (cm3) | 124 |
| Raffreddamento | ad aria |
| Alimentazione | a iniezione |
| Cambio | a 4 marce |
| Potenza CV (kW)/giri | 9,8(7,2)/7.500 |
| Freno anteriore | a disco |
| Freno posteriore | a tamburo |
| Velocità massima (km/h) | nd |
| Altezza sella (cm) | 78 |
| Interasse (cm) | 124,5 |
| Lunghezza (cm) | 191,5 |
| Peso (kg) | 110 |
| Pneumatico anteriore | 70/90 - 17" |
| Pneumatico posteriore | 80/90 - 17" |
| Capacità serbatoio (litri) | 3,7 |
| Riserva litri | nd |
Con l’iniziativa Suzuki Smart Choice, per tutto gennaio i prezzi diventano più favorevoli, con sconti sul prezzo di listino che in alcuni casi arrivano a sfiorare i 2.500 euro. Ecco il dettaglio modello per modello...
Dalle GSX-8 alle V-STROM 1050 passando per GSX-S (versione sport e touring comprese), c’è solo l’imbarazzo della scelta. Grazie all'iniziativa Suzuki Smart Choice, mettersi in garage una moto made in Hamamatsu sarà per tutto gennaio decisamente più vantaggioso. Gli sconti sul prezzo di listino sono consistenti e, in alcuni casi, sfiorano addirittura i 2.500 euro. Eccoli modello per modello…
Per tutti i dettagli, vi consigliamo di prendere contatto direttamente con una concessionaria Suzuki aderente all'iniziativa...