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News n. 1
Honda Customs: Hornet vs Transalp nella sfida delle 10 special Honda Customs: Hornet vs Transalp nella sfida delle 10 special

Al Wheels & Waves di Biarritz torna la sfida Honda Customs: dieci preparazioni speciali, cinque basate sulla Hornet e cinque sulla Transalp, si contendono il titolo di custom Honda preferita d’Europa 

Riccardo Allegro

Honda Customs 

La competizione Honda Customs arriva alla sua settima edizione e sceglie come protagoniste due delle bicilindriche piĂą apprezzate della gamma: la CB750 Hornet e la XL750 Transalp. Al Wheels & Waves di Biarritz, in programma dal 10 al 14 giugno, dieci preparazioni speciali provenienti da tutta Europa si confronteranno in una sfida che mette a confronto due mondi diversi: quello dell’asfalto e quello dell’avventura. Cinque elaborazioni prendono come base la Hornet e rappresentano il fronte “On Road”, mentre altre cinque nascono dalla Transalp e interpretano il tema “Off Road”. Le moto saranno esposte durante l'evento francese e potranno essere votate online per tutta l’estate sul portale Honda Customs, dove sarĂ  il pubblico a decretare la vincitrice. Eccole una per una. 

White Venom - Germania

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Realizzata dal preparatore tedesco Motocrew per Honda Germania, la White Venom trasforma la CB750 Hornet in una moderna street tracker dall’aspetto aggressivo. La verniciatura bianca cambia carattere a seconda della luce, mentre telaio nero opaco e cerchi in carbonio Rotobox contribuiscono a creare un forte contrasto visivo. Tra gli interventi più importanti figurano le sospensioni Wilbers dedicate, uno scarico artigianale a X e numerosi componenti costruiti su misura, dal codino accorciato alla carenatura metallica realizzata a mano.

Sting Honey - Polonia

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La proposta polacca di Honda Sokół e Steel Choppers prende ispirazione direttamente dal nome Hornet, reinterpretandone il concetto in chiave custom. Il motivo a nido d’ape della verniciatura e la coda appuntita richiamano il pungiglione di un calabrone, mentre gran parte della carrozzeria è stata costruita artigianalmente. Non mancano componenti provenienti da altri modelli Honda, come il faro della CB125R e le ruote a raggi dell’X-ADV, utilizzati per dare vita a una Hornet completamente diversa dall’originale.

Last Lap - Spagna

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Stilmoto guarda invece al passato con una special che sembra uscita direttamente da una griglia di partenza degli anni Ottanta. Last Lap è una vera reinterpretazione racing della Hornet, caratterizzata da una carenatura integrale derivata da uno stampo storico conservato in officina, da un serbatoio piatto e da una sezione posteriore squadrata. La colorazione si ispira alle classiche livree HRC, mentre il forcellone monobraccio e lo scarico dedicato puntano a ridurre il peso e a rafforzarne il carattere sportivo.

Mugen - Portogallo

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Mototrofa ha sviluppato una streetfighter essenziale e muscolosa seguendo il principio secondo cui la forma deve essere al servizio della funzione. La Mugen si distingue per la verniciatura verde foresta e per i dettagli dorati distribuiti tra forcella, ruota posteriore e scarico. Il forcellone modificato, le appendici aerodinamiche in carbonio ispirate alla MotoGP, il codone accorciato e la posizione di guida più caricata sull’avantreno contribuiscono a creare un’immagine particolarmente aggressiva.

Concept 2077 - Svizzera

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La proposta svizzera di Stark Industries immagina come potrebbe essere una Hornet del futuro. La Concept 2077 utilizza numerosi elementi stampati in 3D, compresi il nuovo avantreno e le carene che ridisegnano completamente la moto. I cerchi dall’effetto pieno, la verniciatura rosso candy e l’illuminazione anteriore dedicata rafforzano un’estetica che punta apertamente verso il mondo della fantascienza e del design futuristico.

Ruth - Austria

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Ispirata alle competizioni Baja, la Ruth sviluppata da Honda Austria e Reier Motors trasforma la Transalp in una moto dall’impronta decisamente racing. La carrozzeria è stata completamente ripensata e utilizza una combinazione di viola e rosso neon opaco che la rende immediatamente riconoscibile. Nuovi fari, illuminazione supplementare e scarico alto dedicato completano una preparazione che punta su autonomia, prestazioni e capacità fuoristradistiche.

Ocean Nomad - Francia

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Con Ocean Nomad la Transalp assume invece l’aspetto di una moto da viaggio legata al mondo del surf. La preparazione francese elimina le carene anteriori, adotta un faro tondo dal gusto retrò e una sella in pelle marrone. La verniciatura blu oceano, avorio e arancione richiama l’atmosfera delle località costiere, mentre dettagli come il portatavola laterale per surf e skateboard rafforzano il carattere “rilassato” ma comunque e avventuroso del progetto.

Honda ATC750 - Benelux

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Tra tutte le special in gara, l’ATC750 è probabilmente la più radicale. Honda Benelux e Anquety Motor Sport hanno trasformato la Transalp in un moderno trike off-road, sviluppando un nuovo forcellone, un asse posteriore dedicato e una trasmissione - è evidente - profondamente modificata. La carrozzeria è stata completamente ridisegnata per integrare gli enormi pneumatici posteriori, mentre il frontale adotta un parabrezza compatto e un nuovo impianto di illuminazione.

Saharja - Italia

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La rappresentante italiana porta la firma di DRS Custom e si ispira chiaramente al mondo dei rally raid. Basata sulla Transalp, la Saharja adotta una torre di navigazione con road book digitale e strumentazione TFT, oltre a una nuova parte anteriore con fari LED ad alta potenza e livrea HRC Tricolour. Serbatoi supplementari in alluminio, paramotore, borse laterali, pneumatici tassellati e scarico rialzato completano una trasformazione pensata per affrontare lunghi viaggi in fuoristrada.

40th Anniversary ’86 Dakar Tribute - Regno Unito

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La preparazione realizzata da CJ Ball celebra il quarantesimo anniversario della vittoria di Cyril Neveu alla Dakar 1986 sulla NXR750. La Transalp viene reinterpretata attraverso una livrea ispirata al deserto, sospensioni a lunga escursione, scarico doppio alto e parafango anteriore rialzato. A completare il look ci sono pneumatici specialistici e tabelle portanumero, mentre sulla grafica compare anche un omaggio a Thierry Sabine, fondatore della Dakar.

La parola passa al pubblico

Tutte le dieci special saranno esposte al Wheels & Waves di Biarritz e potranno essere votate online per tutta l’estate. Come nelle precedenti edizioni, sarà il pubblico europeo a scegliere la custom preferita, decretando il vincitore dell’edizione 2026 di Honda Customs.


 

Fuoriserie
Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 13:00:59 +0000
News n. 2
Kawasaki W175 LTD: la retrò che costa come uno scooterino Kawasaki W175 LTD: la retrò che costa come uno scooterino

La Kawasaki W175 sbarca in America a un prezzo super. Lo stile è sempre quello, marcatamente anni 70, per una cilindrata di 177 cm³ per 135 kg. Chissà se la vedremo mai da noi...

massimo.miliani

Tremila dollari, anzi 2.999

La notizia non è tanto la moto, quanto il costo. Kawasaki ha portato negli Stati Uniti la W175 LTD a 2.999 dollari, al cambio attuale circa 2.590 euro: in pratica il prezzo di uno scooter da città, per una moto vera con ruote da 17 pollici e gusto rétro. Per dare la misura dell'operazione basta un confronto interno al listino di Akashi: la W230 negli USA costa 5.699 dollari, quindi la sorellina viene via quasi alla metà. Nata per i mercati asiatici (è prodotta in India) e lanciata a fine 2025 in Messico e in altri Paesi latinoamericani, la piccola della famiglia W ha ora ottenuto le omologazioni per il mercato nordamericano, dove è già nelle concessionarie nei due colori Ebony e Candy Emerald Green.

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La ricetta LTD, quarant'anni dopo

Il nome non è buttato lì a caso: LTD era la sigla che Kawasaki usava dalla fine degli anni 70 per le versioni in salsa custom delle sue stradali, a partire dalla KZ900 LTD del 1976. La ricetta era sempre quella: sella sfalsata, manubrio arretrato e cerchi in lega. La W175 LTD la ripropone pari pari, ed è la prima volta che il trattamento tocca alla famiglia W. Sotto il vestito c'è una meccanica semplicissima: monocilindrico di 177 cm³ raffreddato ad aria, distribuzione monoalbero a 2 valvole, iniezione elettronica con corpo farfallato di 28 mm e contralbero di equilibratura. La potenza dichiarata è di 13 CV a 7.500 giri, con 13 Nm di coppia a 6.000 giri, gestiti da un cambio a 5 marce. Numeri da entry level ma con 135 kg in ordine di marcia e una sella a 78,5 cm da terra il pacchetto ha perfettamente senso per chi inizia o per chi si muove solo in città. La ciclistica è in tema: telaio a doppia culla in acciaio, forcella con steli di 30 mm, due ammortizzatori, disco di 245 mm davanti (con ABS) e tamburo dietro.

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E se arrivasse anche in Europa?

Per ora Kawasaki non ha detto nulla su un eventuale arrivo nel Vecchio Continente, e l'omologazione Euro 5+ avrebbe i suoi costi. Però il precedente esiste: anche la W230 sembrava destinata a restare lontana dai nostri listini e invece è arruvata l oscorso anno, e intanto il segmento delle piccole rétro economiche da noi è praticamente sguarnito. Insomma, una Kawasaki sotto i 3.000 euro farebbe gola a parecchi sedicenni in attesa della patente A2 e a chi cerca una seconda moto da bar. Akashi, se ci ascolti: noi un pensierino ce lo faremmo.

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Moto
Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 10:22:26 +0000
News n. 3
Ducati fuoristrada, piĂą dolori che gioie Ducati fuoristrada, piĂą dolori che gioie

L'arrivo delle 450 da cross ed endro non è una “prima” assoluta nella storia della Casa di Borgo Panigale. Qualche uscita in fuoristrada c’è già stata, ma non è stata fortunata

malo

Sul fatto che fino ad ora Ducati sia stata un marchio prettamente stradale ci sono ben pochi dubbi, ma l'arrivo della 450 da motocross e poi della versione da enduro non è stata una “prima” assoluta. Nella storia della Casa di Borgo Panigale qualche timida uscita in fuoristrada c’è giĂ  stata, ma con poca fortuna. 

Il primo passo furono due moto a quattro tempi costruite in serie ma sono modelli che hanno avuto un’importanza marginale. Si tratta delle 175 e 200 Motocross (qui sotto) allestite modificando la versione stradale “T”, che sta per “turismo”, e vennero vendute solo sul mercato americano in versione da gara e da regolarità, dove peraltro ebbero un buon successo.

La R/T negli anni 70

Successivamente fu la volta della 450 R/T monocilindrica, prodotta dal 1970 al 1973 su richiesta dell’importatore statunitense Berliner. Anche questa non una moto specializzata quanto piuttosto una “tuttoterreno”: R/T sta proprio per Road and Trail, cioè strada e sentiero. Ne vennero prodotti anche una trentina di esemplari con il motore 350 cm³, alcuni dei quali con le valvole richiamate dalle tradizionali molle invece che Desmo. Su tutte le 450 invece c’era il comando della distribuzione desmodromico. La maggior parte delle R/T vennero vendute in America e in versione da gara, cioè con lo scarico libero e senza fanali; quelle per l’Europa avevano silenziatore e impianto di illuminazione ma furono prodotte in numeri talmente modesti che invece di fare una omologazione specifica venne sfruttata quella della Scrambler; sul libretto di circolazione però risultavano i dati di quest’ultima, con alcuni errori come la ruota anteriore indicata di 18” invece che di 21” e il peso di 134 chili mentre era di 128.

Alla Sei Giorni male, bene nella Baja

Alcuni esemplari di questo moto vennero preparati per la Sei Giorni di Regolarità del 1971, ci corse la squadra italiana; restavano però l’adattamento di una moto stradale e in fuoristrada erano impegnative sia per il modesto tiro in basso del propulsore, sia per il peso e la ridotta escursione delle sospensioni. Erano decisamente più adatte agli sterrati scorrevoli dei deserti americani, dove nel 1969 Doug McClure aveva ottenuto il successo nella Baja 500 in sella a una Desmo 350, risultato che aveva spinto Berliner a chiedere la produzione della R/T.

La 125 per la moda

L’impegno maggiore di Ducati in fuoristrada però è stato tra il 1977 e il 1978: in quegli anni andavano a ruba le 125 regolarità a due tempi e nel 1974 venne messo in produzione un modello che si chiamava proprio 125 Regolarità, ma non era alla altezza delle rivali: lunga, pesante ed esteticamente nemmeno troppo riuscita.

...e poi arriva Forni

Così per darle un po’ di appeal venne decisa la partecipazione alle gare di motocross in forma ufficiale con Italo Forni, il pilota italiano piĂą amato del momento e fresco vincitore del titolo tricolore 500 con la Husqvarna. Nel reparto corse i ”terraioli” erano soltanto tollerati ma la simpatia di Forni fu un buon legante. La moto venne ricostruita quasi totalmente, però erano i tempi della gestione EFIM e il budget era piĂą che risicato. Appoggiandosi agli amici saltarono fuori un nuovo telaio, sospensioni e componentistica ma il motore restava in debito di cavalli. La svolta con l’arrivo del nuovo modello di serie Six Days, derivato dall’esperienza delle corse: nuovo telaio, nuove sospensioni, estetica di gran lunga piĂą convincente e un motore profondamente rivisto, cioè con piĂą cavalli. La moto cominciava a ben figurare ma ebbe un mucchio di problemi di gioventĂą e fu costretta a ritirarsi la maggior parte delle volte. «Credo di avere finito cinque o sei gare nei primi cinque, nei due anni – ricorda Forni –, ma sempre con piazzamenti inferiori a quelle che erano le nostre aspettative. Però a fine â€77 cominciammo a fare qualche partenza in testa, qualche giro davanti. A metĂ  â€78 la Ducati 125 era competitiva, non dico che potesse lottare ad armi pari con le altre ma era... difendibile».

 

Un incidente e poi lo stop

Si poteva incominciare a sperare in qualche risultato, invece Italo ebbe un brutto incidente mentre girava in moto su strada e si fratturò malamente la gamba destra. Senza il suo uomo di riferimento il programma si arenò e le ruote tassellate sparirono dal Reparto Esperienze. Delle due 125 di produzione in totale erano stati venduti 3800 esemplari.

A onor del vero uscirono da Borgo Panigale anche i motori che corsero e vinsero la Parigi-Dakar per molti anni, ma le moto venivano allestite a Varese e avevano il marchio Cagiva. Ma questa è un’altra storia…

Storie di moto
Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 10:10:25 +0000
News n. 4
SYM, sconti pazzeschi su scooter e maxiscooter SYM, sconti pazzeschi su scooter e maxiscooter

SYM rilancia la propria offerta con una serie di promozioni valide fino al 30 giugno 2026. Gli sconti riguardano scooter di diverse cilindrate, dai 125 ai maxiscooter con ribassi che arrivano fino a 1.000 euro

Riccardo Allegro

Promo SYM

SYM ha aggiornato il proprio listino con una serie di promozioni valide fino al 30 giugno 2026, che interessano numerosi modelli della gamma scooter e maxiscooter. Le offerte riguardano mezzi di diverse categorie, dai 125 dedicati alla mobilitĂ  urbana fino ai modelli turistici di maggiore cilindrata, con vantaggi economici che in alcuni casi raggiungono i 1.000 euro rispetto al prezzo di listino. Vediamoli. 

ADX 125

Prezzo di listino: 3.499 euro
Prezzo promozionale: 3.199 euro
Sconto: 300 euro

ADX 300

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Prezzo di listino: 4.999 euro
Prezzo promozionale: 4.499 euro
Sconto: 500 euro

ADX 300 MY26 Aluminium Style

Prezzo di listino: 4.999 euro
Prezzo promozionale: 4.799 euro
Sconto: 200 euro

ADXTG 400

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Prezzo di listino: 7.299 euro
Prezzo promozionale: 6.799 euro
Sconto: 500 euro

Cruisym 300

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Prezzo di listino: 5.999 euro
Prezzo promozionale: 5.199 euro
Sconto: 800 euro

Fiddle 50 MY25

Prezzo di listino: 2.399 euro
Prezzo promozionale: 2.099 euro
Sconto: 300 euro

Jet X 125

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Prezzo di listino: 3.050 euro
Prezzo promozionale: 2.599 euro
Sconto: 451 euro

Jet X 125 ABS + TCS MY26

Prezzo di listino: 2.999 euro
Prezzo promozionale: 2.699 euro
Sconto: 300 euro

Joymax 300 Z+

Prezzo di listino: 4.999 euro
Prezzo promozionale: 4.399 euro
Sconto: 600 euro

Joyride 300 TCS

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Prezzo di listino: 4.999 euro
Prezzo promozionale: 3.999 euro
Sconto: 1.000 euro

Joyride 300 TCS MY26

Prezzo di listino: 4.599 euro
Prezzo promozionale: 4.299 euro
Sconto: 300 euro

Maxsym 400 GT

Prezzo di listino: 6.999 euro
Prezzo promozionale: 5.999 euro
Sconto: 1.000 euro

Maxsym TL 508 TCS

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Prezzo di listino: 9.499 euro
Prezzo promozionale: 8.499 euro
Sconto: 1.000 euro

Symphony 125i MY25

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Prezzo di listino: 2.499 euro
Prezzo promozionale: 2.399 euro
Sconto: 100 euro

Symphony 200i

Prezzo di listino: 2.799 euro
Prezzo promozionale: 2.499 euro
Sconto: 300 euro

Symphony ST 125 L/C ABS

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Prezzo di listino: 2.899 euro
Prezzo promozionale: 2.799 euro
Sconto: 100 euro

Symphony ST 200

Prezzo di listino: 3.099 euro
Prezzo promozionale: 2.799 euro
Sconto: 300 euro

TTLBT TCS-ABS

Prezzo di listino: 9.999 euro
Prezzo promozionale: 9.499 euro
Sconto: 500 euro

Le promozioni riportate nel listino SYM sono valide fino al 30 giugno 2026, salvo nuove variazioni comunicate dalla Casa.

News
Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 09:40:57 +0000
News n. 5
MotoGP - Lorenzo difende Martin: “Non puoi criticarlo come ha fatto Rivola” MotoGP - Lorenzo difende Martin: “Non puoi criticarlo come ha fatto Rivola”

La doppietta conquistata da Marc Marquez al Balaton Park, il contatto al via provocato da Jorge Martin e le prospettive del campionato. Nel podcast Duralavita, Jorge Lorenzo ha analizzato i temi principali del GP d'Ungheria, soffermandosi anche sulle critiche rivolte a Martin e sul futuro confronto con Pedro Acosta 

Riccardo Allegro

Parla Lorenzo

Nel corso del podcast Duralavita, Jorge Lorenzo ha commentato il Gran Premio d'Ungheria, partendo dalla prestazione di Marc Marquez, autore di una doppia vittoria che, a suo dire, pochi si aspettavano dopo quanto visto nelle gare precedenti. “Al Mugello Marc sembrava molto indietro, nessuno si aspettava che recuperasse così velocemente e che tornasse a vincere in modo così convincente”, ha dello Lorenzo. “Il circuito lo ha aiutato: è un circuito stop and go e questo ha avvantaggiato sia Pedro che Marc. In più gira a sinistra: come ha detto lui stesso, lo ha aiutato. E anche il fatto che il suo rivale avesse una KTM ha influito”
Lorenzo ha poi analizzato la caduta multipla avvenuta alla prima curva. Secondo l'ex pilota spagnolo, Martin ha un comportamento particolare in frenata: la sua Aprilia diventa instabile, è costretto a rilasciare i freni, aumenta la velocitĂ  d'ingresso e finisce per coinvolgere prima Aldeguer e poi Bezzecchi, Di Giannantonio e Raul Fernandez. Per Lorenzo, Martin non ha compiuto nulla di particolarmente azzardato e non ha frenato piĂą tardi degli altri piloti. A suo giudizio, il problema sarebbe stato legato a un bloccaggio dell'anteriore o comunque ad a una perdita di controllo della ruota posteriore.  “Non puoi criticare MartĂ­n come ha fatto Rivola - ha puntualizzato -  soprattutto se non sei mai stato un pilota di MotoGP”. Per spiegare il proprio punto di vista, Lorenzo ha ricordato un episodio della sua carriera: “Lasciatemi fare un esempio personale: a Laguna Seca nel 2011 ho iniziato la gara pensando che il controllo di trazione fosse attivo. Sono partito, ho affrontato la curva, ma non c'era e sono volato in aria. Siamo tutti umani. Quel che è certo è che le partenze saranno piĂą interessanti d'ora in poi; ci saranno differenze maggiori”.

Marquez e la corsa al titolo

Tornando a Marquez, Lorenzo ha ribadito la proopria posizione in merito, evidenziando come l’ennesimo ritorno ai vertici dopo gli infortuni dimostri la sua forza fisica e soprattutto mentale. Per lui la conquista del titolo è “molto difficile”, ma non impossibile. “Marc ha 33 anni e abbastanza esperienza per sapere che tutto può succedere, chiunque può essere messo fuori gioco da un altro pilota, chiunque può avere un guasto al motore come è successo ad Acosta a MontmelĂł. Ă un campionato con così tante gare e così tanta parità… Ă successo a Bezzecchi e MartĂ­n, potrebbe succedere anche a Marc”. 
Certo è che, secondo Lorenzo, Marquez continuerà a cercare il massimo risultato nelle Sprint e poi valuterà quanto accadrà la domenica. Diversa invece la situazione di Bezzecchi, che dispone di un vantaggio su Martin e di un margine più ampio nei confronti di Marquez e deve quindi evitare errori e cadute. Nel podcast Lorenzo ha parlato anche del futuro di Marquez, sostenendo che un eventuale nuovo grave infortunio alla parte superiore del corpo renderebbe impossibile continuare a lottare per il titolo.

Il confronto con Acosta: un "cambio generazionale inevitabile"

Guardando al 2027, Lorenzo vede un confronto diretto tra Marquez e Pedro Acosta. “Si tratta di un cambio generazionale inevitabile. Arriverà un momento in cui le forze saranno incredibilmente equilibrate, con Marc che potrebbe essere superiore a Pedro sui circuiti a sinistra, e Acosta avrà anche lo svantaggio di essere inesperto con la Ducati. Ma sono entrambi piloti incredibili e avversari agguerriti, il che significa che vorranno battersi a vicenda. à come quando ero con Valentino alla Yamaha, o Marquez con Rossi: i concorrenti agguerriti, quelli molto ambiziosi, competitivi e orgogliosi, non si lasciano calpestare dagli altri”. Infine, Lorenzo ha paragonato la situazione attuale di Acosta a quella vissuta in passato da Casey Stoner con la Ducati e da Marquez con la Honda: “Pedro si trova in una situazione particolare in questo momento... un po’ come quando Stoner guidava la Ducati ed era l'unico che riusciva a distinguersi e a lottare per le vittorie nel 2007, 2008, 2009. O come Marc con la Honda nel 2021, 2023. à svantaggiato e sta già facendo molto. E come ha detto Marc, è una fortuna che Pedro non guidi una Ducati…”.


 

MotoGP
Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 07:39:03 +0000
News n. 6
Siete maturi? 7 moto da farsi regalare dopo l'esame Siete maturi? 7 moto da farsi regalare dopo l'esame

Dopo la fatica dell'esame di maturità cosa c'è di meglio che farsi un giro in moto, magari nuova di zecca? Ecco 7 idee regalo a buon prezzo

RiccardoVilla

L’estate si avvicina e, per molti studenti, oltre al caldo sono in arrivo gli esami di maturità. Dopo stress e notti insonni, sarà il momento di pensare a un bel regalo e una prima moto è senz’altro un’ottima scelta. Abbiamo selezionato per voi sette modelli, tutti (tranne uno depotenziabile) pronti per la patente A2. Sono moto facili e divertenti da guidare e offerte a prezzi che vanno da 4.590 euro a 6.690 euro. Potete iniziare a sognare!

Benelli Tornado 550

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Il nome Tornado, per la Casa pesarese, è sinonimo di sportività: i meno giovani ricorderanno infatti la Tornado 650 degli anni ’70 e la supersportiva Tornado Tre dei primi anni Duemila. Questa volta, però, a portare alto il nome è sì una sportiva, ma di media cilindrata, che si rivolge soprattutto ai giovani. Il motore è un bicilindrico parallelo di 554 cm³ raffreddato a liquido, in grado di erogare 56 CV a 8.250 giti/min., e 54 Nm. Con questi numeri non è guidabile con la patente A2, ma la moto è depotenziabile e arriverà a breve una versione già depotenziata a 48 CV. Propulsore inserito con funzione portante all’interno di un telaio a traliccio in acciaio, sostenuto all’avantreno da una forcella Marzocchi con steli rovesciati di 41 mm completamente regolabile, mentre al posteriore il forcellone aziona un monoammortizzatore con possibilità di regolazione del precarico della molla e dell’idraulica in estensione. Per quanto riguarda l’elettronica, la Tornado 550 offre due mappe di erogazione, “Sport” e “Normal”, il controllo di trazione disattivabile indipendentemente dalla mappa scelta e l’ABS. Il tutto per un peso dichiarato in ordine di marcia di 198 kg.

CFMOTO 450 NK

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La naked bicilindrica cinese, disegnata però in Italia da Modena 40, è spinta da un motore bicilindrico parallelo di 449 cm³ in grado di erogare 46,9 CV a 10.000 giri/min., con un picco di coppia di 39,3 Nm a 7.500 giri/min. Telaio e forcellone sono in acciaio, la forcella ha steli rovesciati di 37 mm ed entrambi i freni sono a disco con ABS. L’anteriore misura 320 mm di diametro e lavora con una pinza J.Juan ad attacco radiale. Di serie il controllo di trazione, disattivabile, e le luci full LED. La sella dista soli 79,5 cm da terra, con un prezzo molto interessante: 5.490 euro. Il peso della 450 NK è di 175 kg in ordine di marcia.

Kawasaki Z500

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La Kawasaki Z500 (qui la nostra prova) nasce come evoluzione della Z400 che, grazie all’aumento di cubatura del propulsore, passato da 399 cm³ a 451 cm³, ora raggiunge una potenza massima di 45 CV a 9.000 giri/min.. Il telaio è un’unità a traliccio in acciaio che sfrutta il motore come elemento stressato, contribuendo quindi a ottenere la rigidità richiesta. Il forcellone bibraccio, collegato direttamente alla parte posteriore del motore, è azionato da un monoammortizzatore con leveraggio. Davanti troviamo una forcella Showa a steli tradizionali da 41 mm di diametro. I freni sono entrambi a disco con ABS, i cerchi sono in lega di 17 pollici e la sella dista 79 cm da terra. Il peso dichiarato è di soli 168 kg in ordine di marcia, mentre il prezzo per la versione standard è di 6.090 euro; 6.440 euro per la più ricca versione SE.

Morbidelli F352

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Questa naked originale nelle linee e costruita con molta cura nasce sulla piattaforma con telaio “misto” alluminio-acciaio e motore bicilindrico di 349 cm³ condivisa con la sorella crossover T352X. Una moto perfetta per iniziare, sia per quanto riguarda le dimensioni (sella a 79 cm da terra, interasse di appena 137,5 cm e un peso in ordine di marcia di 175 kg) sia per le sue prestazioni. Il motore è un bicilindrico parallelo raffreddato a liquido (architettura insolita per la cilindrata) e offre 41,5 CV di potenza massima a 11.000 giri/min., rientrando quindi nei limiti imposti dalla patente A2 per essere guidata già a 18 anni. Collaudata è anche la ciclistica, che vede un raffinato telaio con struttura principale a doppia trave in alluminio abbinata a un telaietto posteriore a traliccio in acciaio. L’impianto frenante è composto da un disco anteriore flottante di 300 mm di diametro con pinza a 4 pistoncini e da un disco posteriore di 240 mm, con ABS Bosch a doppio canale, disattivabile sulla ruota posteriore. I cerchi, entrambi da 17 pollici, calzano pneumatici Maxxis nelle misure 110/70 e 150/60. Per quanto riguarda le sospensioni troviamo una forcella a steli rovesciati di 41 mm non regolabile e un monoammortizzatore regolabile nel precarico, con il collegamento al forcellone che avviene tramite leveraggi. Il prezzo, specie se rapportato alle dotazioni e alla qualità costruttiva, è molto interessante: 5.190 euro f.c.!

QJ SRK 400

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Nella gamma (pressoché infinita) della cinese QJ Motor, la SRK 400 merita particolare attenzione perché offre tanto a un prezzo “irresistibile”. Pur non essendo più a listino da dicembre, è probabile che presso i concessionari sia rimasto ancora qualche esemplare e che sia anche soggetto a sconti. Cuore di questo modello è un bicilindrico parallelo di 400 cm³ raffreddato a liquido, in grado di erogare 41,5 CV a 9.000 giri/min, con un picco di coppia di 37 Nm. La ciclistica è solida e “di sostanza”: telaio a traliccio in acciaio, forcella a steli rovesciati da 37 mm e monoammortizzatore regolabile nel precarico. La frenata all’anteriore sfrutta un doppio disco da 260 mm con profilo a margherita e pinze assiali, mentre al posteriore c’è un disco da 240 mm. Il peso è di 186 kg in ordine di marcia. Ottimo il prezzo, ora scontato a 4.590 euro.

Honda Hornet 500

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La più piccola delle iconiche streetfighter giapponesi ha compiuto nel 2023 un netto step evolutivo che l’ha resa più ricca nella dotazione e più affilata nelle linee. Esteticamente richiama infatti il design delle sorelle maggiori Hornet 750 (qui la prova) e 1000, ma all’interno del suo telaio “batte” un bicilindrico parallelo di 471 cm³ e 47 CV a 8.500 giri/min, con un picco di coppia di 43 Nm. Novità del 2026 è l’arrivo della frizione a controllo elettronico E-Clutch, che offre al pilota la possibilità di cambiare marcia senza necessariamente utilizzare la leva al manubrio, che resta comunque presente. Le sospensioni sono firmate Showa, con forcella a steli rovesciati di 41 mm regolabile nel precarico e monoammortizzatore regolabile nel precarico al posteriore, collegato al forcellone tramite leveraggio Pro-Link. I freni sono Nissin, con dischi da 296 mm all’avantreno e disco da 240 mm al retrotreno. Il peso è di 191 kg con il pieno di benzina. Prezzo: 6.690 euro f.c.

Yamaha MT-03

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La nuda di Iwata MT-03 è fra le presenze più longeve nel segmento delle naked da patente A2 ed è spinta da un bicilindrico quattro tempi di 321 cm³, il più piccolo della categoria delle naked A2 premium in termini di cubatura, ma in grado di erogare una potenza massima di 42 CV a 10.750 giri/min, con quasi 30 Nm di coppia a 9.000 giri/min. Il telaio è una struttura Deltabox in acciaio, mentre il forcellone bibraccio è nello stesso materiale e aziona un monoammortizzatore regolabile nel precarico e in estensione. All’avantreno troviamo una forcella a steli rovesciati di 37 mm non regolabile e un disco freno da 296 mm con pinza radiale. Il peso della Yamaha MT-03 è di 166 kg in ordine di marcia. Prezzo: 5.990 euro f.c.

Moto
Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 06:53:44 +0000
News n. 7
Appennini sconosciuti: 5 passi poco trafficati da godersi in moto Appennini sconosciuti: 5 passi poco trafficati da godersi in moto

Da quello del Giogo attraverso l'Appennino Tosco-Emiliano a quello di Bocca Trabaria nella Valle del Tevere, ecco una selezione di cinque passi meno conosciuti, ma altrettanto affascinanti, da percorrere in moto

Riccardo Allegro

Ci sono il Passo della Calla, al confine tra Emilia-Romagna e Toscana, quello del Bracco, tra le provincie di Genova e La Spezia, quello del Giogo, sull'Appennino Tosco-Emiliano, quello di Bocca Trabaria, nella Valle del Tevere, oppure quello del Lagastrello, che collega la provincia di Parma con quella di Massa-Carrara. I percorsi da noi suggeriti sono “ipotetici”:  a seconda delle preferenze, si possono cambiare punto di partenze e punto di arrivo, ma il divertimento è assicurato

Passo del Lagastrello

Il Passo del Lagastrello (1.200 metri s.l.m.) collega la provincia di Parma con quella di Massa-Carrara, attraversando l'Appennino Tosco-Emiliano. Questo valico offre un percorso vario, tra laghi artificiali, boschi e panorami montani.

Itinerario consigliato

La partenza potremmo fissarla da Monchio delle Corti, in provincia di Parma, con arrivo a Comano, in provincia di Massa Carrara. Volendo si può deviare a Crespiano e seguire poi per Tavernelle per ricongiungersi al Passo. Nel primo caso sono colo 30 km circa, nel secondo si arriva a 50. 
Percorso: Da Monchio delle Corti, seguire la Strada Provinciale 665R (SP665R) in direzione sud. La strada si snoda tra boschi di faggi e conifere, costeggiando il Lago Paduli e offrendo viste spettacolari sul Lago del Lagastrello. Dopo aver superato il passo, si scende verso Comano. A questo punto, si può fare l’anello e deviare a Crespiano e seguire poi per Tavernelle per ricongiungersi al Passo. La strada presenta tratti stretti e curve impegnative; è consigliata prudenza, soprattutto in discesa. Attenzione anche alle condizioni meteorologiche: nebbie dense e precipitazioni sono abbastanza frequenti. 

Cosa vedere  lungo il percorso

  • Lago del Lagastrello: Bacino artificiale ideale per una sosta panoramica.
  • Castello di Comano: Antica fortificazione che domina il borgo omonimo.
  • Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano: Offre numerosi sentieri e punti di interesse naturalistici.

Passo di Bocca Trabaria

Il Passo di Bocca Trabaria (1.049 metri s.l.m.) segna il confine tra Umbria e Marche, collegando San Giustino a Borgo Pace. Questo valico, meno frequentato rispetto ad altri, offre un percorso attraverso una zona ricca di storia e di natura incontaminata, con ampie curve che si intrecciano tra boschi di faggi e paesaggi mozzafiato. 

Itinerario consigliato

Il passo collega la valle del Tevere a quella del fiume Metauro, e rappresenta una delle arterie principali che uniscono l’Umbria alle Marche. 
Percorso: Potremmo iniziare da San Giustino, in provincia di Perugia, e prosegue sulla SS73 bis in direzione Lamoli. Superato il borgo di Lamoli, si arriva al valico, dove il paesaggio si apre su una vista incredibile. Da lì si prosegue fino a Cagli per un totale di circa 80 km. In generale, la strada è buona, ma presentando curve strette in alcuni tratti, è consigliata una guida attenta e prudente.

Cosa vedere  lungo il percorso

  • Convento di Lamoli: una sosta consigliata è al Convento di Lamoli, situato in una posizione tranquilla e isolata.
  • Cagli: Un antico borgo con una storia affascinante e una tradizione gastronomica ricca.
  • Parco Naturale del Monte San Bartolo: Un’area protetta che offre diversi sentieri da percorrere.

Passo del Bracco

Il Passo del Bracco (832 metri s.l.m.) si trova tra le provincie di Genova e La Spezia, sull’Appennino Ligure. La SS1 che lo attraversa offre una bellissima esperienza di guida tra montagna e mare, con paesaggi che spaziano dalle verdi colline liguri a scenari mozzafiato sul Golfo dei Poeti.

Itinerario consigliato

Si potrebbe partire da Sestri Levante e, percorrendo la SS1 in direzione Brugnato raggiungere dopo una serie di tornanti che portano in alto, passando attraverso boschi fitti e paesaggi montani, il passo del Bracco. Superato il passo, la strada si dirige verso il Parco Naturale delle Cinque Terre, offrendo scorci panoramici sul mare. Ci si potrebbe fermare a Brugnato per un totale di circa 35 km. Le curve possono essere molto strette e la starda particolarmente esposta al vento. Fate attenzione. 

Cosa vedere  lungo il percorso

  • Monumento alla Resistenza: Un tributo ai caduti della Seconda Guerra Mondiale.
  • Parco delle Cinque Terre: Offrendo sentieri panoramici e scorci sul mare, è ideale per escursioni dopo il viaggio.
  • Brugnato: Un piccolo borgo medievale dove si può fare una sosta e, magari, assaportare un piatto della tradizione ligure.

Passo del Giogo

Situato nell'Appennino Tosco-Emiliano, il Passo del Giogo (882 metri s.l.m.) collega San Piero a Sieve a Firenzuola, attraversando il cuore del Mugello. Il valico, che un tempo era un’importante via di comunicazione tra Firenze e Bologna, è una meta meno conosciuta ma non per questo meno appagante da raggiungere: il percorso è tutto a curve ed i panorami mozzafiato.

Itinerario consigliato

Un ipotetico itinerario potrebbe patire da San Piero a Sieve ed arrivare a  Firenzuola. In totale, sono poco piĂą di 30 km di strada, a patto ovviamnete di non conceders qualche deviazione…
Percorso: Imboccare la Strada Provinciale 503 (SP503) in direzione Scarperia. Dopo aver superato il celebre Autodromo del Mugello, proseguire verso il Passo del Giogo. La strada si snoda tra boschi rigogliosi e offre pendenze che superano il 10%, rendendo la guida divertente. La strada è ben asfaltata, ma presenta tratti con curve strette e pendenze significative. Si raccomanda prudenza, soprattutto in condizioni meteorologiche avverse. Il percorso è particolarmente suggestivo in autunno, quando i boschi circostanti si tingono di colori caldi.

Cosa vedere  lungo il percorso

  • Scarperia: Rinomata per la produzione artigianale di coltelli, merita una visita al centro storico e al Palazzo dei Vicari.
  • Autodromo del Mugello: Per noi appassionati una sosta nei pressi del circuito è d'obbligo.
  • Firenzuola: il borgo offre un affascinante centro storico e il Museo della Pietra Serena, dedicato alla tradizione locale dell'estrazione e lavorazione della pietra.

Passo della Calla

Il Passo della Calla (1.296 metri s.l.m.) si trova al confine tra Emilia-Romagna e Toscana, all'interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Il valico offre un'esperienza di guida immersa nella natura, con strade che attraversano fitte foreste e panorami incantevoli.

Itinerario consigliato

Il nostro itinerario comincia a Premilcuore, in provincia di Forlì-Cesena e si conclude a Stia, frazione del comune sparso di Pratovecchio Stia. Il tutto per una cinquantina di km circa. 
Percorso: da Premilcuore, seguire la Strada Provinciale 3 (SP3) in direzione sud-est verso Campigna. La strada, inizialmente stretta e tortuosa, si snoda attraverso boschi di faggi e abeti, offrendo viste panoramiche sulla valle del Bidente. Dopo aver superato Campigna, si raggiunge il Passo della Calla. La strada è generalmente in buone condizioni, ma può presentare tratti umidi o scivolosi, specialmente nelle stagioni fredde. Prestare attenzione alla fauna selvatica, poiché è frequente l'attraversamento di animali.

Cosa vedere lungo il percorso

  • Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi: Ideale per gli amanti della natura, offre numerosi sentieri escursionistici e punti panoramici.
  • Campigna: Piccola localitĂ  montana, punto di partenza per escursioni verso il Monte Falco, la vetta piĂą alta dell'Appennino Romagnolo.
  • Stia: Borgo toscano noto per la lavorazione della lana e il suggestivo centro storico.
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joesgarage
Lun, 10/02/2025 - 13:04
Per sperare di conservare in efficenza gli 85mld di neuroni ed i 10k miliardi di connessioni posseduti dai nostri cervelli, si potrebbe tentare di tenerli (senza esagerare) moderatamente in esercizio. Ad esempio provando, quando si gira in moto, a guardarsi intorno decidendo in autonomia cosa è meritevole di essere osservato e cosa trascurare. Tentare non nuoce. Un saluto.
Luket
Mar, 10/02/2026 - 17:52
Beh piĂą che passi "sonosciuti" sono passi famosi e frequentatissimi dai motociclisti.....
Strade e percorsi
Data articolo: Fri, 12 Jun 2026 22:09:45 +0000
News n. 8
Honda e-Compressor: da 3 a 6 cilindri, il segreto è svelato Honda e-Compressor: da 3 a 6 cilindri, il segreto è svelato

Nuovi brevetti Honda squarciano il velo sui segreti della e-Compressor. La naked V3 sarĂ  solo l'inizio di un'abbuffata di cilindri e CV

malo

Il mondo delle due ruote è alle soglie di una trasformazione tecnica senza precedenti. Da quando Honda ha catturato l'attenzione degli appassionati svelando il prototipo della V3R - una naked sportiva spinta da un inedito motore a tre cilindri a V di 900 assistito da un compressore ad azionamento elettrico – l'attesa è andata crescendo.

Ora i dettagli emersi dagli ultimi brevetti depositati dalla casa giapponese rivelano che i piani  sono decisamente ambiziosi. L'e-compressor non sarĂ   il pilastro di una vera e propria architettura modulare destinata a una grande famiglia di moto.

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Il prototipo V3r e-Compressor presentato a EICMA 2025

Dal V2 fino al V6

L'aspetto piĂą dirompente emerso dalla documentazione tecnica riguarda la scalabilitĂ  di questa tecnologia. Honda non ha concepito l'e-compressor esclusivamente attorno alla cubatura da 300 cm3 per cilindro del motore V3R. I brevetti indicano chiaramente una strategia modulare: i singoli componenti termici e il sistema di sovralimentazione elettrica sono stati progettati per essere combinati in diverse configurazioni.

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Il compressore elettrico è molto compatto e montato nella posizione miglior eper ripartire al meglio i pesi

  • La documentazione evidenzia come l'e-compressor possa essere implementato con successo su una vasta gamma di frazionamenti.
  • Rimuovendo un cilindro dalla bancata anteriore del V3, Honda ha giĂ  depositato i disegni per un compatto V-Twin da 600cc che, grazie alla sovralimentazione, garantirebbe le prestazioni di un comune 800cc.
  • Ma i piani non si fermano qui: la modularitĂ  consente di scalare verso l'alto l'architettura a V, estendendo l'utilizzo del compressore elettrico su motori a quattro (V4), cinque (V5) e persino sei cilindri (V6) (potenzialmente fino a una cilindrata di 1800cc). Questa flessibilitĂ  permette a Honda di incrementare la potenza specifica di circa il 33% su ogni propulsore, senza dover riprogettare da zero i flussi termodinamici.

La centralizzazione delle masse

Dal punto di vista progettuale, installare un sistema di sovralimentazione su una moto rappresenta da sempre una sfida complessa per via degli spazi ridotti. I motori turbo tradizionali o i compressori volumetrici trascinati dall'albero motore richiedono tubazioni ingombranti, cinghie di trasmissione o pesanti intercooler per raffreddare l'aria.

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Sul prototipo nudo presentato a EICMA 2024 il compressore è ben visibile davanti alla scatola dell'ari box

Honda ha brillantemente aggirato l'ostacolo sfruttando la compattezza dell'e-compressor. I brevetti e il prototipo mostrato a EICMA fanno vedere il dispositivo posizionato subito dietro il cannotto di sterzo, esattamente sopra il motore, in posizione avanzata rispetto all'airbox e inserito idealmente sopra la "V" formata dai cilindri. Questo posizionamento non è affatto casuale:

  • Centralizzazione delle masse: collocare il peso del compressore e del suo motore elettrico vicino al baricentro migliora sensibilmente la dinamica di guida e l'agilitĂ  nei cambi di direzione.

  • Efficienza dei condotti: riduce al minimo la lunghezza dei condotti che portano l'aria compressa verso la camera di espansione (plenum chamber), situata sopra i corpi farfallati, eliminando le perdite di carico.

  • Flussi d'aria intelligenti: la struttura posta sul lato destro della moto ospita un filtro dell'aria montato quasi verticalmente. I condotti sono studiati per far confluire l'aria frontalmente, separando e drenando l'acqua piovana prima che possa raggiungere l'elemento filtrante.

Funzionamento "On-Demand"

A differenza dei sistemi automobilistici in cui il compressore elettrico serve solo a eliminare il turbo-lag prima dell'intervento della turbina principale, sulla V3R e sulle future sorelle della gamma l'e-compressor lavora in modo autonomo e, soprattutto, part-time.

Il sistema è alimentato da un impianto elettrico dedicato – supportato da una batteria secondaria agli ioni di litio, leggera e ad alta densità – che permette alla girante di raggiungere istantaneamente la massima pressione di sovralimentazione, indipendentemente dal regime di rotazione del motore termico (RPM). Ciò si traduce in una coppia poderosa e immediata fin dal regime di minimo.

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La vera magia tecnica risiede però nella logica di funzionamento "su richiesta" (on-demand). Durante la guida quotidiana, a regimi costanti o con aperture parziali del gas, il motore esclude il compressore. Una valvola a controllo elettronico devia il flusso d'aria, permettendo al propulsore di respirare in modo naturale attraverso un condotto di bypass. In questa modalità la moto si comporta come un normale veicolo aspirato, riducendo drasticamente i consumi di carburante e le emissioni nocive.

Non appena il pilota spalanca l'acceleratore o richiede massima potenza, la valvola di bypass si chiude istantaneamente e il motore elettrico attiva il compressore. L'aria compressa viene sparata direttamente nella camera di espansione senza alcun ritardo di risposta (lag zero).

Grazie a questa gestione intelligente, Honda è riuscita a sviluppare una tecnologia che non richiede un intercooler, risparmiando peso prezioso e offrendo il meglio di due mondi: l'efficienza e la linearità di un motore aspirato nell'uso cittadino, e la cattiveria esplosiva della sovralimentazione quando si cerca la performance pura.

Spy
Data articolo: Fri, 12 Jun 2026 13:59:19 +0000
News n. 9
Voge SfidaSR16 200: piĂą potenza, stesso prezzo Voge SfidaSR16 200: piĂą potenza, stesso prezzo
Voge
Sfida SR16
200 2025
massimo.miliani

Lo Sfida SR16 è uno scooter a ruote alte che ha dimostrato di battersi alla pari con i bestseller giapponesi e italiani. Dopo il successo del 125, è disponibile ora anche la versione 200: aumentano le prestazioni ma non il prezzo, rimasto uguale a quello del “fratellino” 125.
 

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Ci sono 17 CV

Il nuovo motore monocilindrico da 178 cm3 raffreddato a liquido ha 17 CV (5,4 CV in piĂą rispetto al 125) e il controllo di trazione disinseribile. La ciclistica è tradizionale: telaio in tubi di acciaio, forcella telescopica da 33 mm, doppio ammortizzatore regolabile nel precarico, cerchi da 16” e 14” con pneumatici stretti e freni a disco (240 mm anteriore e 220 mm posteriore) con ABS obbligatorio. 

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L’ampio display LCD è ben leggibile e pronto a connettersi allo smartphone, per visualizzare le indicazioni del sistema di navigazione “turn by turn”

Buona la capacitĂ  di carico

Nonostante sia un “ruote alte” la capacitĂ  di carico è buona: nel sottosella ci sta un casco integrale e un altro si può caricare nel bauletto da 34 litri di serie. Nel retroscudo inoltre ci sono il gancio portaborse e un cassettino con presa USB per il cellulare. Anche la pedana è piatta e ben sfruttabile, 
La dotazione di serie comprende parabrezza, paramani e strumentazione digitale che si può connettere allo smartphone, permettendo di sfruttare il sistema di navigazione satellitare turn-by-turn. Di serie anche l’accensione con telecomando smartkey e la telecamera frontale, che registra le immagini in caso di incidente
 

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Il vano può contenere un casco integrale e nella parte posteriore c’è spazio per altri oggetti. Per facilitare le operazioni di carico, la sella resta sollevata


Come va

La sella è ampia e il manubrio alla giusta distanza, lo spazio per le gambe è buono mentre quello per i piedi è solo discreto. Il peso contenuto e il buon bilanciamento rendono facile da gestire il “ruote alte” Voge nelle manovre, anche da fermo. Il motore è scattante, ha una trasmissione ben tarata ed è poco “assetato” (la casa dichiara 37 km/l nel ciclo medio WMTC). Nel traffico è maneggevole, rapido nei cambi di direzione e preciso nell’ingresso in curva. Rimane stabile anche quando si affrontano tratti in autostrada, dove si superano facilmente i 100 km/h ben protetti dall’aria grazie a parabrezza e paramani di serie. La frenata è pronta e modulabile, ABS e controllo di trazione sono efficaci. Le sospensioni invece hanno una taratura rigida che, unita alla sella dura, riduce il comfort sui percorsi rovinati.

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2990

Linea, dotazioni e prezzo sono gli stessi della versione 125, ma col motore 200 le prestazioni migliorano  e permettono di affrontare  con maggiore facilitĂ  tangenziali e autostrada

Dati tecnici (dichiarati dalla casa)
Motoremonocilindrico 4 tempi
Cilindrata (cm3)178
Raffreddamentoa liquido
Alimentazionea iniezione
Cambioautomatico
Potenza CV (kW)/giri17(12,5)/8500
Freno anteriorea disco
Freno posteriorea disco
VelocitĂ  massima (km/h)nd
Dimensioni
Altezza sella (cm)80
Interasse (cm)135,8
Lunghezza (cm)201,2
Peso (kg)137
Pneumatico anteriore100/80 - 16"
Pneumatico posteriore120/80 - 14"
CapacitĂ  serbatoio (litri)7,8
Riserva litrind

 

singletv
Sab, 13/06/2026 - 16:47
Peccato che NON ESISTA PROPRIO LA CILINDRATA 200 cc. !!!!!!!! Viene Chiamata 200 ... ma e' 175 cc. su TUTTI gli Scooter chiamati 200 !!!!!! UN' altra Cosa che mi fa' Incazzare e' la Ruota Posteriore quasi Sempre da 14" pollici , mentre la Anteriore e' di 16" pollici perche' con le Ruote Piu' Grandi si Sentono Meno le Vibrazioni e Non si Sentono le Strade Sconnesse e Disastrate che abbiamo in tutta Italia !!!!!!!!!!
Data articolo: Fri, 12 Jun 2026 13:55:56 +0000
News n. 10
Trentino sconosciuto: 5 passi da fare assolutamente in moto Trentino sconosciuto: 5 passi da fare assolutamente in moto

Il Trentino ha moltissimo da offrire a noi motociclisti. Strade panoramiche e curve non mancano di certo. Da quello del Cimirlo a quello di Coe, passando per Gobbera, Pinei e Ballino, ecco 5 passi meno conosciuti ma ugualmente belli da affrontare in moto 

Riccardo Allegro

Trentino in moto

Nel cuore del Trentino, esistono valichi poco battuti che offrono curve emozionanti, panorami autentici e la possibilità di scoprire borghi e storie dimenticate. Questi cinque passi, distanti dalle rotte più turistiche, rappresentano l’anima “segreta” della regione…

Passo del Cimirlo (730 m)

Alle porte di Trento, il Passo del Cimirlo si apre sulla gola del Fersina, regalando scorci sulla città e sulla valle sottostante. Il passo, a metà strada tra Povo e Celva, era già frequentato come importante via di collegamento locale e oggi è meta di escursionisti e biker in cerca di un itinerario breve ma suggestivo. Tra i boschi e i prati, si scorgono tracce della Prima Guerra Mondiale, con postazioni e trincee. Un buon itinerario da seguire potrebbe essere quello che da Trento porta fino al Lago di Caldonazzo…

  • Collega: Povo a Celva, lungo la SP90
  • Highlights: resti delle trincee austro-ungariche; panorami su Trento e Valle dell’Adige; tappa consigliata al “Zimirlo Biergarten”
  • Consigli: attenzione ai tratti piĂą ripidi subito dopo Celva

Passo Gobbera (988 m)

Nella tranquilla Val di Primiero, il Passo Gobbera unisce Canal San Bovo a Imèr attraverso una strada poco trafficata e punteggiata di pascoli. Questo valico, noto soprattutto agli amanti dello sci di fondo in inverno, è perfetto in estate per chi cerca curve e scorci sui boschi del Vanoi. Lungo il percorso, si possono ammirare antiche calchere utilizzate un tempo per produrre calce, insieme alla piccola chiesa di San Gottardo. Con partenza da Trento si potrebbe seguire la SS 47 fino a San Vito e, da lì, proseguire lungo la SS50bis e svoltare poi sulla SS 50 fino al Passo Gobbera. Per il ritorno, anzichè fare la stessa strada, ci si allunga - sempre sulla SS50 - fino a Ziano di Fiemme (tratto bellissimo ricco di curve), da cui scendere poi fino a Trento. 

  • Collega: Canal San Bovo a Imèr;
  • Highlights: chiesa di San Gottardo; resti delle calchere storiche; panorami sui pascoli del Vanoi;
  • Consigli: tappa ideale in abbinamento a un giro in Val di Fiemme; fermata per un caffè nella borgata al passo. 

Passo Pinei (1.437 m)

Fra le Dolomiti, il Passo Pinei collega Ortisei a Castelrotto in soli 12 km, con 6 tornanti ampi e un’ascesa regolare. Poco frequentato rispetto ai vicini valichi UNESCO, offre però viste mozzafiato sulle Pale di San Martino e sulla Val Gardena. La carreggiata è ben tenuta, e nei pressi del passo si diramano sentieri facili, dove molti appassionati di mountain bike e trekking si avventurano in mezza stagione. Da Trento oppure da Bolzano proseguite sulla SS 12 in direzione Ortisei, poi prendete la SS 242 e, all’altezza di Canazei, imboccate la la SS 48 per chiudere l’anello. 

  • Collega: Ortisei (Val Gardena) a Castelrotto (Alpe di Siusi);
  • Highlights: panorama sulle Dolomiti UNESCO;
  • Consigli: attenzione ai tanti ciclisti, specialmente in estate

Passo Coe (1.610 m)

Sull’Alpe Cimbra, il Passo Coe si trova tra Folgaria e Tonezza del Cimone, alternando tratti di asfalto e ampi tornanti. Famoso per la Base Tuono, ex-sito missilistico NATO, è oggi un punto di interesse storico e naturalistico. Intorno al valico, il Giardino Botanico Alpino custodisce specie autoctone, mentre il centro fondo è meta di sportivi invernali. Scendete da Trento fino a Calliano e, da lì, imboccate la SS 350 in direzione Folgaria. Al bivio, si sceglie tra la SS 142 e la SS 143 (entrambe molto belle e ricche di curve) per raggiungere e superare il Passo. A quel punto si può tornare indietro seguendo l’altra strada, oppure, per allungare, imboccare la SS 64 e la SS 81 che, specialmente nell’ultimo tratto, prima di diventare SP 138, regala tantissime curve…

  • Collega: Folgaria (SP143) a Tonezza del Cimone (SP92)
  • Highlights: Base Tuono (ex base missilistica NATO); Giardino Botanico Alpino;
  • Consigli: controllare chiusure invernali per neve.

Passo del Ballino (750 m)

Lungo la SS421 dei Laghi, il Passo del Ballino collega Ponte Arche a Riva del Garda, offrendo un’alternativa panoramica ai classici passi dolomitici. Tra boschi di faggio e panorami sul Lago di Tenno, è un valico di media quota, ideale per chi cerca curve morbide e poco impegnative. Il lago sottostante è perfetto per una nuotata o una pausa relax. Seguite da Trento la SS 45bis fino a Sarche ed imboccate quindi la SS 421 che porta al passo vero e proprio. A quel punto, mancano solo pochi tornati per raggiungere Riva del Garda: ne vale la pena…

  • Collega: Ponte Arche (SS421) a Riva del Garda;
  • Highlights: vista sul Lago di Tenno; boschi di faggio e castagni; possibilitĂ  di scendere la lago per un bel bagno…

 

 

 


 

Strade e percorsi
Data articolo: Fri, 12 Jun 2026 11:16:45 +0000


Tutte le notizie di tutti gli sport escluso il calcio

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