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News n. 1
SWM C-Fly 125, cittadino e ben dotato SWM C-Fly 125, cittadino e ben dotato
SWM
C-Fly
125 2026
massimo.miliani

Finora SWM si era fatta apprezzare per le sue enduro e motard, per le naked di piccola e media cilindrata e le proposte particolari come il Sidecar 500 e la custom Stormbreaker. Ora affronta anche il mercato degli scooter: il primo modello ad arrivare è questo C-Fly 125, un ruote alte elegante e ben dotato.

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 La ciclistica è solida: telaio in tubi di acciaio, forcella telescopica e doppio ammortizzatore regolabile nel precarico. I cerchi sono da 16†anteriore e 14†posteriore e i freni a disco con ABS (non obbligatorio sui 125). Il motore invece è un monocilindrico 125 cm3 raffreddato a liquido da 10,3 CV, dotato di sistema Start&Stop e controllo di trazione. La ricca dotazione comprende anche l’accensione keyless con telecomando, i fari a LED e il cruscotto con display LCD (che però non si connette allo smartphone).  

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Il cruscotto sfrutta un ampio display digitale. Intuitivo da leggere, visualizza le informazioni essenziali, ma non offre la connettività con lo smartphone

Il serbatoio è sotto 

Per avere più spazio e ripartire meglio i pesi, il serbatoio della benzina è sotto la pedana (che infatti è attraversata da un tunnel basso su cui c’è il tappo per fare rifornimento). Buona la capacità di carico: oltre al bauletto di serie e al sottosella che accoglie un casco integrale di medie dimensioni, ci sono due piccoli vani protetti da uno sportellino nel retroscudo.

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Nel sottosella ci sta un casco integrale di medie dimensioni, ma grazie al bauletto in tinta fornito di serie c’è spazio anche per un secondo integrale

Come va

In sella si sta bene, il manubrio è largo e alla giusta distanza, mentre sulla pedana c’è spazio a sufficienza per trovare la giusta posizione per i piedi. La sella è ampia ma alta: chi è sotto i 170 cm di altezza tocca terra con difficoltà e fatica nelle manovre da fermo. In movimento il C-Fly è maneggevole e svelto nei cambi di direzione, sfoderando anche un avantreno preciso nei curvoni veloci. Il motore, complice lo Start&Stop è un po’ pigro nelle partenze, mentre è vivace ai medi regimi, trasmettendo solo un po’ di vibrazioni sulla pedana. I freni sono pronti e progressivi. Lo scudo ripara, ma il parabrezza stretto non protegge braccia e spalle. Le sospensioni lavorano bene, solo il pavé mette in difficoltà gli ammortizzatori. 

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Scooter
2490

SWM propone questo maneggevole “ruote alte†con parabrezza e bauletto di serie. Il motore  Ã¨ un po’ pigro in accelerazione mentre  le sospensioni sono a punto. Buono il prezzo

Dati tecnici (dichiarati dalla casa)
Motoremonocilindrico 4 tempi
Cilindrata (cm3)125
Raffreddamentoa liquido
Alimentazionea iniezione
Cambioautomatico
Potenza CV (kW)/giri10,3(7,6)/7500
Freno anteriorea disco
Freno posteriorea disco
Velocità massima (km/h)90
Dimensioni
Altezza sella (cm)79
Interasse (cm)130
Lunghezza (cm)190
Peso (kg)136
Pneumatico anteriore100/80 - 16"
Pneumatico posteriore120/70 - 14"
Capacità serbatoio (litri)6,5
Riserva litrind

 

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 13:57:07 +0000
News n. 2
MotoGP Starting Grid: Marquez, operazione sorpasso MotoGP Starting Grid: Marquez, operazione sorpasso

Lo spagnolo ha due gare per tornare in testa al mondiale prima della pausa estiva. Ma, ad Assen, Bezzecchi ha la possibilità di ritrovare il sorriso su una pista amica e anche Bagnaia conta sul tracciato amuleto per confermarsi al top

guiss

La MotoGP torna in pista ad Assen questo fine settimana per il penultimo weekend prima della pausa estiva. Marc Marquez è lanciatissimo nella rincorsa mondiale, con la possibilità di arrivare al break di metà stagione già in testa al campionato. Dopo le disgrazie sportive di Balaton Park e di Brno, Marco Bezzecchi punta a ritrovare una vittoria, per fermare l'emorragia di punti in campionato e provare a resistere al ritorno del #93. Andiamo a vedere tutte le novità in MotoGP Starting Grid.

Ultime notizie

Come se non bastasse un calendario decisamente fitto, Pirelli ha fissato il primo test collettivo con le nuove gomme su moto 850 nel lunedì della Repubblica Ceca. 

La giornata si è svolta con condizioni piuttosto simili al weekend di gara, i tempi non sono particolarmente significativi in una situazione del genere, ma non hanno deluso . Come indicazione di massima, pare che le nuove moto girino a circa 3 secondi dalle 1000. È un dato in linea con quello che ci si aspettava e bisogna aggiungere che si tratta della prima presa di contatto. Inoltre, con una gara alle spalle e un'altra in arrivo, probabilmente nessuno ha voluto esagerare nello spingere. Marc Marquez è pure caduto in mattinata, senza conseguenze di rilievo.

Tra le altre novità che andranno a impattare sulla griglia, ma molto più nel breve, il divieto all'utilizzo degli abbassatori anteriori, già da Assen. I device sulla forcella saranno vietati da qui a fine stagione, inoltre saranno completamente proibiti a partire dal 2027, anche per la parte posteriore della moto.

Che numeri

A Brno Marc Marquez ha suonato la carica dei 101, un numero che corrisponde alle vittorie conquistate in una carriera che sembra sempre più lanciata verso il decimo titolo mondiale. L'inerzia del campionato sembra tutta dalla parte dello spagnolo: 69 i punti conquistati tra Ungheria e Repubblica Ceca, contro i 7 di Bezzecchi, lo hanno portato a 40 lunghezze di distanza dal riminese. Le due gare di Assen e Sachsenring sono alla portata del #93: se facesse bottino pieno, al Bez servirebbero almeno 3 podi su 4 gare per mantenere la leadership del mondiale con una manciata di punti sul rivale.

Gli altri piloti hanno visto già ridursi di molto il proprio bottino settimanale: Martin negli ultimi due weekend ha portato a casa 16 punti, Di Giannantonio 23, Pedro Acosta 29.

In controtendenza ci sono invece Ai Ogura e Pecco Bagnaia: 42 punti per il giapponese, 45 per l'italiano.

La sfida

La concorrenza di Martin non è affare di poco conto per Bezzecchi, che dopo Brno se lo ritrova a 8 punti di distanza nel mondiale, ma i pericoli in casa non finiscono con le difficoltà che lo spagnolo gli crea. Prima Raul Fernandez e ora Ai Ogura si stanno rivelando outsider in grado di portare via ulteriori punti preziosi.

Il giapponese, soprattutto, da inizio anno ha messo insieme una crescita costante, esplosa sotto gli occhi di tutti nel fine settimana di Brno. L'ex rookie di Aprilia, con i due secondi posti conquistati tra sabato e domenica, impreziositi da una pole position, ha messo a segno il miglior weekend della propria carriera in MotoGP e ora punta a fare il passo decisivo.

Il campione del mondo 2024 è un candidato al titolo della classe regina? In realtà siamo ancora lontani da quella condizione: non tanto per il distacco in campionato - solo 46 punti- ma perché Ogura non ha ancora vinto la sua prima gara in MotoGP. Deve insomma ancora sbloccare un livello e trovare costantemente la prestazione sul giro secco, con serbatoio scarico. Se da qui in avanti le sue qualifiche saranno tutte da prima e seconda fila, allora il discorso potrà cambiare. Ma anche il giapponese ha capito che per battere Marquez deve ancora fare un paio di passi verso l'alto.

Hot spot

L'ultima chicane di Assen è sicuramente uno dei punti tradizionalmente più spettacolari della pista: si sono decise gare all'ultimo giro (vedi Rossi-Marquez nel 2015) e ci sono state cadute eclatanti, come quella di Edwards nel 2006, quando era in testa, all'ultimo giro. 

In una pista che è fatta per lasciare scorrere la moto, la 16 è un po' il punto decisivo dove fare valere le proprie ambizioni di sorpasso e puntare a fare classifica. In più, la esse prima del traguardo è proprio sotto una delle tribune più belle e colorate del mondiale. Una volta era tutta colorata di giallo - in una delle roccaforti del tifo per Rossi - oggi il panorama è più variegato. Prima della vittoria dell'anno scorso, Bagnaia si era imposto per tre anni di fila. Forse Pecco non è ancora così vicino al ritorno alla vittoria, ma la pista olandese gli può dare una mano.

MotoGP
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 13:34:07 +0000
News n. 3
Urla a 15.000 giri: ecco la Ducati Desmo250 MX Urla a 15.000 giri: ecco la Ducati Desmo250 MX

Dopo la 450, Ducati porta il desmodromico anche nella classe 250 del cross. Monocilindrico nuovo di zecca e controllo di trazione brevettato

massimo.miliani

C'è un numero che racconta meglio di tutti cosa ha in testa Ducati con questa 250 da cross: 15.000 giri. È il regime massimo che il nuovo monocilindrico è in grado di reggere, una cifra da riferimento per la categoria e che ha un senso preciso in pista, perché permette di tirare ogni marcia più a lungo prima di cambiare. Il merito è della distribuzione desmodromica, marchio di fabbrica di Borgo Panigale, che qui torna utile dove serve davvero: niente molle di richiamo delle valvole, quindi nessun limite "meccanico" al salire dei giri.

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Un motore tutto nuovo, parente della Panigale

Il monocilindrico da 249,7 cm³ è inedito in ogni componente. Pesa 24,7 kg, eroga 44,5 CV a 12.500 giri e 28,3 Nm di coppia a 8.800 giri, ma il dato interessante è da dove arriva: alesaggio e corsa (81 x 48,4 mm) sono gli stessi della Panigale V4 R, la supersportiva di punta della Casa. Le valvole di aspirazione sono in titanio, quelle di scarico in acciaio. L'alimentazione passa da un corpo farfallato Mikuni da 44 mm, mentre lo scarico è stato ridisegnato per restare nei limiti di rumorosità imposti dai regolamenti delle gare. Il cambio è a cinque rapporti con quickshifter in salita di marcia, abbinato a una frizione Brembo a comando idraulico, sette dischi e molla a tazza.

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Telaio della 450 e tanta elettronica

La ciclistica eredita l'impostazione della Desmo450 MX: telaio perimetrale e forcellone in alluminio, con rigidezze ricalibrate per la cilindrata più piccola. Le sospensioni Showa hanno idraulica sviluppata su misura — forcella rovesciata da 49 mm e monoammortizzatore, entrambi completamente regolabili, con trattamento Kashima sugli steli — mentre l'impianto frenante Brembo con dischi Galfer (260 mm davanti, 240 dietro) è lo stesso della sorella maggiore. Gomme Pirelli Scorpion MX32 e un peso a secco di soli 103 kg completano il quadro.
Sul fronte elettronico, il pacchetto deriva da quello della 450 ma è ritarato sulla 250: due mappe motore configurabili dall'app X-Link, controllo di trazione su tre livelli, freno motore su due e launch control su tre. Il pezzo forte è proprio il controllo di trazione, che Ducati ha brevettato: invece di lavorare a stima, regola la riduzione di potenza sullo slittamento reale della ruota posteriore. C'è anche la manutenzione predittiva, un algoritmo nato in Superbike e MotoGP che calcola in tempo reale un indice di stress del motore e aggiorna gli intervalli di tagliando in base a quanto e come si usa la moto.
La Desmo250 MX arriverà nei concessionari europei selezionati da luglio 2026, poi toccherà al Nord America in agosto e infine al resto del mondo. Chi vuole la replica esatta di quella che Simone Mancini sta correndo nell'europeo MXGP può attingere al catalogo Ducati Performance: c'è praticamente tutto, dalle triple piastre lavorate dal pieno agli scarichi AkrapoviÄ, tranne le sospensioni factory Showa, che restano un lusso riservato ai team ufficiali.

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Moto
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 11:30:27 +0000
News n. 4
Dai concessionari a luglio la gamma Husqvarna enduro 2027 Dai concessionari a luglio la gamma Husqvarna enduro 2027

I sette modelli che compongono la gamma enduro Husqvarna 2027 non cambiano per la prossima stagione

malo

Base tecnica confermata per i sette modelli che compongono la gamma enduro Husqvarna 2027. Piattaforme collaudate e un ventaglio di motorizzazioni in grado di soddisfare le esigenze di piloti di tutti i livelli. Ci sono tre proposte a due tempi e quattro a quattro tempi, sviluppate con l’aiuto dei piloti schierati ufficialmente. Per tutte telaio definito “a traliccio centrale†con doppia culla in acciaio – lo schema essenzialmente è monoculla sdoppiata) che in questa edizione è caratterizzato dalla verniciatura a polvere bianca, e sospensione posteriore con forcellone oscillante a due bracci pressofuso e leveraggi progressivi. Il telaietto posteriore è in poliammide rinforzato in alluminio. Forcella e ammortizzatore sono di alto livello: davanti una WP XACT a cartuccia chiusa con steli di 48 mm Ø, così come è WP XACT l’unità posteriore. 

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Pneumatici e freni sono uguali

Per tutta la gamma le stesse misure di pneumatici e freni: all’anteriore una copertura 90/90-21†e un disco di 260 mm Ø, al posteriore la gomma è 140/80-18†e il disco freno di 220 mm Ø.

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Quello che fa la differenza naturalmente sono le motorizzazioni. Tra le due tempi si va dalla più leggera e più accessibile della compagnia, la TE 125, alla TE 300 cavallo di battaglia di chi pratica l’enduro estremo, leggera ma con tanta potenza disponibile; lo stadio intermedio è la TE 250, potente sì ma più trattabile. Per tutti i modelli iniezione a corpo farfallato (TBI) di 39 mm Ø.

4T le più potenti

Oppure si passa alle quattro tempi ed è una guida tutta diversa, con motori più vigorosi in basso e caratteristiche di erogazione più progressive, ma anche con un bel po’ di cavalli da gestire quando la cilindrata va su. Dunque la FE 250 è molto trattabile e a portata di debuttante, mentre la FE 350 può essere considerata la tappa intermedia, adatta all’amatore già smaliziato. Per i più cattivi la FE 450 o addirittura la FE 501, il top: entusiasmante ma da maneggiare con cura. Tutti e quattro i modelli di questa ultima famiglia sono dotati di mappature selezionabili, Quickshifter e controllo di trazione. L’arrivo ai concessionari è previsto a partire da luglio 2026.

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Questi i prezzi

TE 125             10.390 €

TE 250             10.990 €

TE 300             12.250 €

FE 250             12.390 €

FE 350             12.590 €

FE 450             12.990 €

FE 510             13.250 €

Moto
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 10:46:00 +0000
News n. 5
Motociclisti gentili: teoria e pratica del saluto in sella Motociclisti gentili: teoria e pratica del saluto in sella

Il saluto: un gesto fortemente simbolico che accomuna tutti i motociclisti. Dal lampeggio alla “Vâ€, i modi per salutarsi sono tanti.

massimo.miliani

Perché ci salutiamo?

Chi ama e usa la moto per piacere oltre che per necessità è inevitabilmente diverso dalla massa. Banalmente, si ha una concezione del “moto a luogo†differente da quella della maggioranza delle persone. Ognuno di noi si sente sempre un po’ eroe, un po’ sopravvissuto, un po’ pioniere, un po’ avventuriero e poco importa se la manovra più azzardata si è fatta superando di slancio lo scalino della rampa del traghetto che da Genova porta a Golfo Aranci. Insomma, il motociclista si sente parte di una tribù e in quanto tale non conosce simili ma fratelli. Per queste (e molte altre) ragioni, quando un motociclista incontra un altro per strada, lo saluta.  E per farlo, i modi sono parecchi, scopriamo quali sono e quando si mettono in pratica.

Il saluto classico

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Il più comune tra i motociclisti è il saluto con le dita a forma di "V". Questo gesto viene solitamente eseguito con la mano sinistra perché è la metà del corpo più vicina quando ci si incrocia (a meno che non siate in Inghilterra, ovviamente), e poi perché  il vero motociclista il gas non lo molla mai. Ricordatevi però: mai con le dita alzate in segno di vittoria, ma con le dita al massimo parallele al terreno, meglio ancora se tendenti verso il basso, un po’ come tengono le pistole i membri delle gang portoricane. Perché questa convenzione? Non si sa, c’è però chi sostiene che le dita parallele abbiano un coefficiente aerodinamico migliore...

Il saluto con il casco

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Se le mani sono impegnate, se il motociclista che incontrate vi sbuca da dietro una curva, se vi siete distratti guardando il cartellone pubblicitario di Calzedonia, se state smanettando con le 130 mappature della vostra hypersport, insomma, se non vi siete accorti del sopraggiungere del vostro "fratello" e non avete il tempo materiale di staccare la mano per salutare, si può tranquillamente utilizzare un semplice cenno del capo. Fondamentale però è avere la visiera trasparente, perché questa tipologia di saluto deve assolutamente essere rafforzata con l’eye contact. Senza l’incrocio di sguardi il cenno del capo potrebbe essere scambiato per il gesto involontario causato da una buca che le vostre skyhook non hanno saputo smorzare.

Il piedino, ovvero sia: il saluto retroattivo

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Salutare tirando fuori il piedino si fa in genere quando si supera un proprio simile che va nella vostra stessa direzione. In genere si tira fuori il piede, i più audaci, contestualmente, enfatizzano dei gesti di “stiracchiamento†come a voler dire al suo simile: "ah, il mal di schiena non ci fermerà". Un po’ come quando al Mugello si aspetta il rettilineo per rilassare i muscoli delle braccia. Il piedino ha anche un’altra valenza, vale a dire ringraziare l’automobilista che si è scansato per farvi passare. 
Se invece il piedino lo tirate fuori staccando al tornante sul Passo del Cuvignone beh… ci spiace ricordarvi che non serve a un beato nulla, solo in MotoGP ha una qualche utilità....  

Il lampeggio

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Di notte o in condizioni di scarsa visibilità, i motociclisti spesso lampeggiano con i fari per salutarsi. Il lampeggio si può usare anche di giorno, soprattutto se la strada o il ritmo non consentono eccessive distrazioni. Due sole controindicazioni: occhio a esagerare con gli abbaglianti, che puntati sulla cornea sono parecchio fastidiosi. Attenzione anche al numero di lampeggi: due è il numero perfetto. Oltre potrebbero essere scambiati per un avvertimento della presenza di qualche ostacolo sulla strada o peggio, qualche velox mobile... Quest'ultima segnalazione è vietatissima 

Il dito che “stuzzicaâ€

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Siete quel tipo di motociclista che guarda tutti dall’alto in basso? Siete svogliati, oppure avete salutato troppo? O forse ancora vivete nell’eterno dilemma del "mi si nota di più se saluto oppure se non saluto"? 

Ebbene, la soluzione è semplice: tendere le due dita della mano sinistra verso l’alto, senza staccare la mano dal manubrio. Un gesto discreto, sobrio ma comunque efficace. Occhio però alla mobilità delle dita: spesso le vibrazioni possono intorpidirle, e potreste riuscire a tendere solo un dito invece di due. Se dovesse trattarsi dell’indice poco importa, ma se ad alzarsi fosse il medio... 

 

 

@insella.it Il saluto dei motociclisti . . . #motociclisti #salutodeimotociclisti #lamps #insella #motociclismo #insellagarage #viverelamoto ♬ suono originale - inSella.it

Vivere con la moto
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 10:11:49 +0000
News n. 6
Vespa ne fa 80: il programma della festa a Roma Vespa ne fa 80: il programma della festa a Roma

Roma si prepara ad accogliere migliaia vespisti, dal 25 al 28 giugno il Foro Italico sarà epicentro di di appuntamenti, parate, mostre e attività aperte al pubblico. Ecco il programma completo

Riccardo Allegro

La Vespa ne fa 80 

Roma si prepara a ospitare la più grande celebrazione mai organizzata per la Vespa. Dal 25 al 28 giugno 2026, la Capitale sarà il palcoscenico di “VESPA ROMA 2026 – 80 YEARS OF AN ICONâ€, evento dedicato agli ottant’anni di uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy. Il cuore della manifestazione sarà il Foro Italico con lo Stadio dei Marmi, trasformati per l’occasione nel Vespa Village. Attesi migliaia di vespisti da tutto il mondo, con club provenienti da oltre 60 nazioni. 

Programma completo

Tra esposizioni, attività, parate e spettacoli, il programma celebra non solo la storia del marchio, ma anche la sua evoluzione culturale e sociale, intrecciata con quella dell’Italia del dopoguerra e della modernità. Vediamolo nel dettaglio. 

Giovedì 25 giugno

Alle 13:00 taglio del nastro e inaugurazione ufficiale del Vespa Village.
A seguire: presentazione della Moneta Celebrativa, emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, e cerimonia di annullo filatelico di Poste Italiane. 
Apertura della mostra fotografica “80 Anni di Vespaâ€, curata dal maestro Giacomo Bretzel, con immagini e pezzi storici dedicati all’evoluzione del marchio. 
La giornata si chiude con l’animazione di Radio Deejay, lo showcase live di Ditonellapiaga dalle 21:00 e il DJ set di Molella fino alla chiusura.

Venerdì 26 giugno

Dalle 10:00 il Vespa Village entra nel vivo con attività, eventi e iniziative dei partner. 
Protagonisti i Vespa Club con:

  • Campionato Europeo Vespa Rally
  • Campionato Mondiale di Gimkana

Sul palco Radio Deejay musica e intrattenimento per tutta la giornata.
Dalle 19:00 performance live e, a seguire, DJ set di Wad fino alle 23:30.

Sabato 27 giugno

È il giorno della Grande Parata: migliaia di Vespa di ogni epoca attraverseranno Roma in un corteo che toccherà i punti più iconici della città.

Nel pomeriggio:

  • Caccia al Tesoro nel Village
  • Premiazioni del Vespa World Club (campionati Sport e Turismo)

La giornata si chiude con attività, musica e intrattenimento.

Domenica 28 giugno

Spazio al Concorso di Eleganza, uno dei momenti più attesi, con la sfilata dei modelli Vespa più rari e preziosi. Alle 15:00 chiusura ufficiale del Village e termine delle celebrazioni.
Durante tutta la giornata prosegue l’animazione di Radio Deejay, fino alle premiazioni finali e ai saluti conclusivi.

Qualche dichiarazione

Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma: “Gli 80 anni di Vespa saranno una grande festa popolare per Roma. Celebriamo un'icona italiana conosciuta e amata in tutto il mondo, capace di attraversare generazioni mantenendo intatto il proprio fascino. Vespa racconta una parte importante della nostra storia, della nostra cultura e della capacità italiana di innovare senza perdere la propria identità. Roma, che ha contribuito a renderla un mito attraverso il cinema e la cultura, è orgogliosa di ospitare questa straordinaria celebrazione: siamo felici di accogliere nella nostra città migliaia di Vespisti provenienti da ogni parte del mondo per celebrare insieme questo importante anniversario, in un clima di condivisione, passione e amicizia.â€

Matteo Colaninno, Presidente Esecutivo del Gruppo Piaggio Group: “È la più grande celebrazione nella storia di Vespa. E, proprio per questo, abbiamo scelto Roma, la Capitale d’Italia. Vespa nasce nel ’46 con la Repubblica: in 80 anni ha attraversato epoche, stili di vita e generazioni. Una strada che si intreccia in modo indissolubile con la storia dell’Italia: le difficoltà e le speranze del dopo guerra, la rinascita degli anni ‘50 e ‘60, la crescita economica e la mobilità, fino agli ultimi decenni che hanno visto il fenomeno Vespa espandersi in tutto il mondo. Oggi siamo all’alba dei 20 milioni di veicoli che animano e colorano le strade di metropoli e città di tutti i continenti. Vespa conserva da sempre un legame speciale con l’Italia e la Città Eterna, celebrato dal cinema e dalle arti che hanno contribuito a renderla un’icona del Made in Italy e dello stile di vita italiano. Voglio quindi ringraziare sentitamente il Sindaco di Roma, On. Roberto Gualtieri, che ha voluto ospitare questo grande evento che animerà la Capitale per quattro giorni con decine di migliaia di appassionati vespisti in arrivo da tutto il mondo.â€

News
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 10:02:02 +0000
News n. 7
Hero, la moto 125 vintage è in preparazione Hero, la moto 125 vintage è in preparazione

Un brevetto depositato in India riporta a galla la piccola stradale retrò mai arrivata da noi. E ora che Hero è sbarcata in Italia, chissà

massimo.miliani

In India Hero Motocorp ha depositato un brevetto di design per una moto entry-level dal taglio classico, e gli appassionati di retrò hanno subito drizzato le antenne. Il motivo è semplice: la silhouette che esce dai disegni (qui sotto i documenti ufficiali, sopra una nostra elaborazione digitale) richiama da vicino la Splendor Pro Classic, un piccola café racer che da noi non si è mai vista ma che in patria, tra il 2014 e il 2018, ha avuto una vita breve e tutto sommato di nicchia.
Le linee parlano chiaro: faro tondo, manubrio alto e profilo da stradale vecchia scuola. Rispetto all'originale, però, qualche aggiornamento sembra esserci. I disegni mostrano cerchi in lega al posto dei vecchi a raggi , una scelta che porterebbe con sé l'adozione di pneumatici tubeless. Resta il dubbio sulla strumentazione: il doppio quadrante circolare ricorda da vicino quello della prima serie, ma non è escluso che Hero opti per un setup digitale più al passo coi tempi. Noi, nella foto in alto, abbiamo chiesto all'Ia una sua interpretazione, carina vero?

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Il brevetto depositato da Hero

Cosa c'era sotto la prima Pro Classic (e cosa serve oggi)

La Splendor Pro Classic montava un monocilindrico di 97,2 cm³ raffreddato ad aria, capace di 8,2 CV a 8.000 giri e 8 Nm di coppia a 5.000 giri, abbinato a un cambio a quattro rapporti. Numeri da commuter puro, ma in fondo il bello di quella moto stava tutto lì: dimostrare che non servono cilindrate generose e prezzi alti per fare una moto con personalità. Una specie di café racer del popolo, insomma.
Oggi però quei numeri non reggerebbero più. Riproporre una moto simile in un mercato che chiede omologazioni aggiornate avrebbe poco senso, motivo per cui si parla con insistenza di un più ragionevole 125 cm³. Sul fronte prezzi, le stime locali la collocano in una fascia popolare, ben distante dalle Royal Enfield Classic 350 con cui non andrebbe comunque a competere direttamente.

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La prima serie delal hero Splendor

E in Italia? L'occasione c'è

Qui sta il punto che ci interessa più da vicino. Hero è arrivata da poco sul mercato italiano, e una moto del genere — piccola, economica, con un'estetica che gioca la carta del vintage senza chiedere troppo al portafoglio — sarebbe esattamente il tipo di proposta capace di farsi notare in mezzo a una concorrenza fatta di naked e scooter. Dal brevetto a moto di serie il passo alle volte è lungo, e nulla è ancora ufficiale. Ma se mai questo progetto dovesse trasformarsi in qualcosa di concreto, un palcoscenico come EICMA 2026 sarebbe il posto giusto per vederlo in anteprima. Restiamo a guardare.

Spy
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 08:53:22 +0000
News n. 8
Aprilia MotoGP: dream team tricolore. Bagnaia con Bezzecchi dal 2027 Aprilia MotoGP: dream team tricolore. Bagnaia con Bezzecchi dal 2027

Mentre Ducati parlerà spagnolo, la Casa veneta risponde con due italiani: Pecco firma un quadriennale e affianca Bezzecchi sulla RS-GP

massimo.miliani

Una coppia tutta azzurra per la rivoluzione 2027

Il mercato piloti della MotoGP è partito da giorni e a Noale hanno deciso di chiuderlo a modo loro. Aprilia Racing ha ufficializzato l'ingaggio di Francesco Bagnaia a partire dal 2027, con un contratto di quattro anni: il torinese salirà sulla RS-GP al fianco di Marco Bezzecchi, formando una squadra ufficiale interamente italiana. Una scelta che pesa, soprattutto per il contesto in cui arriva. A poche ore di distanza Ducati aveva sistemato i propri tasselli, Marc Marquez confermato, Pedro Acosta promosso nel team ufficiale, costruendo una coppia tutta spagnola. La risposta di Noale è andata nella direzione opposta e il dettaglio del quadriennale non è marginale. In MotoGP gli accordi durano di norma due stagioni, e firmare per quattro anni alla vigilia del nuovo regolamento, quello che dal 2027 porterà i motori da 850, significa scommettere su un progetto di lungo periodo. Per Bagnaia è anche un modo di voltare pagina dopo otto stagioni in Ducati, le ultime complicate dalla convivenza con Marquez.

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Un palmarès da top class

I numeri spiegano perché l'operazione abbia tanto valore. Bagnaia ha debuttato nel Motomondiale in Moto3 nel 2013, ha vinto il titolo Moto2 nel 2018 e poi due Mondiali consecutivi nella classe regina, nel 2022 e nel 2023. In totale fanno tre corone iridate, con 41 vittorie, 86 podi e 35 pole position: cifre che lo collocano tra i piloti italiani più vincenti di sempre nella top class, alle spalle dei soli Giacomo Agostini e Valentino Rossi. Per Aprilia, portarsi in garage un pilota di questo peso a ridosso di un cambio tecnico così profondo vale molto più di un semplice trasferimento.

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Le dichiarazioni integrali di Massimo Rivola

Soddisfatto Massimo Rivola, tra i principali sponsor dell'operazione: "Michele Colaninno ed io condividiamo l'idea di sostenere l'Italia e per questo abbiamo entrambi pensato a Marco e Pecco insieme per il prossimo capitolo di Aprilia Racing. L'arrivo di Bagnaia rappresenta una conferma del valore dello sport italiano, che in questi ultimi mesi si è distinto a livello mondiale grazie alle imprese di Kimi Antonelli in Formula 1, di Jannik Sinner nel tennis e di Federica Brignone ai Giochi Olimpici di Milano Cortina. Per questo accogliere Pecco ci riempie d'orgoglio e dà un'ulteriore spinta allo sport italiano nel mondo. Daremo a lui e alla sua famiglia un caloroso benvenuto, ma prima cercheremo di batterlo! Avere un pluricampione del Mondo è una responsabilità che non vediamo l'ora di prenderci."

MotoGP
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 08:51:53 +0000
News n. 9
Le multe sono tutte online: attivo il portale della Polizia Stradale Le multe sono tutte online: attivo il portale della Polizia Stradale

Novità importanti per quanto riguarda multe e sanzioni. I cittadini possono accedere via web ai verbali notificati tramite SEND, verificare lo stato delle pratiche e gestire alcune procedure senza recarsi agli sportelli. Vediamo come funziona 

Riccardo Allegro

Verbali consultabili via internet

La Polizia di Stato ha attivato un nuovo servizio che consente di consultare online le sanzioni amministrative legate alle violazioni del Codice della Strada. Attraverso il portale dedicato, portalesanzioniamministrative.poliziadistato.it, gli utenti possono visualizzare i verbali ricevuti tramite il Servizio Notifiche Digitali SEND, seguire l'avanzamento delle pratiche e accedere alla documentazione collegata. L'obiettivo è semplificare la gestione delle multe e ridurre la necessità di recarsi fisicamente presso gli uffici competenti.

Cosa è il SEND

La piattaforma SEND (Servizio Notifiche Digitali) è il sistema nazionale realizzato da PagoPA S.p.A. e dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale per gestire in modo digitale, sicuro e centralizzato le comunicazioni a valore legale inviate dalla Pubblica Amministrazione ai cittadini.  Tramite questo servizio si riceve un avviso tramite SMS, email o PEC, oppure si può visualizzare l'avviso direttamente sull'App IO.

Cosa si può fare dal portale

Una volta effettuato l'accesso all'area riservata del nuovo portale tramite SPID o CIE, è possibile ricercare le sanzioni inserendo l'ID del verbale, la data e gli estremi del reparto che ha effettuato l’accertamento. Il sistema permette inoltre di svolgere alcune operazioni direttamente online. Tra queste, la comunicazione dei dati del conducente e la contestazione della proprietà del veicolo nei casi in cui il verbale comporti la decurtazione dei punti della patente o la sospensione del documento di guida
Per le infrazioni rilevate tramite autovelox o Tutor, gli utenti possono richiedere l'accesso agli atti per visionare il fotogramma che ha dato origine alla contestazione. Anche il pagamento può essere effettuato online grazie al collegamento diretto con la piattaforma PagoPA
La Polizia di Stato precisa che il nuovo portale è disponibile esclusivamente per i verbali notificati attraverso la piattaforma SEND a partire dal 4 ottobre 2025.

Arrivano anche le denunce online

L'iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di digitalizzazione dei servizi della Polizia di Stato. Nei giorni scorsi è infatti entrato in funzione anche il sistema che consente di presentare online una pre-denuncia oppure una segnalazione di smarrimento
Nel caso della pre-denuncia, il procedimento deve essere completato entro 48 ore presso un ufficio di Polizia. Per le segnalazioni di smarrimento, invece, non è necessario presentarsi di persona: il cittadino riceve direttamente il verbale protocollato, che viene inviato entro un termine massimo di 96 ore dalla richiesta.

Per restare in tema: Multe non pagate: ricorsi, notifiche e tempi di prescrizione

Politica e trasporti
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 08:41:46 +0000
News n. 10
MotoGP - Ciao ciao Bagnaia, ecco Acosta: Ducati ha il dream team spagnolo MotoGP - Ciao ciao Bagnaia, ecco Acosta: Ducati ha il dream team spagnolo

La Casa di Borgo Panigale annuncia il pilota che prenderà il posto di Pecco dal 2027. Come previsto, al suo posto arriverà Acosta che, con un accordo biennale, affiancherà Marc Marquez nel team ufficiale Ducati 

Riccardo Allegro

Il sostituto è già pronto

L'addio tra Ducati e Pecco Bagnaia era stato ufficializzato soltanto poche ore prima, ma a Borgo Panigale il futuro era già stato definito. La Casa bolognese ha infatti annunciato l'ingaggio di Pedro Acosta, che dalla prossima stagione entrerà a far parte del Ducati Lenovo Team come compagno di squadra di Marc Marquez. Con l'arrivo del pilota spagnolo si completa così il nuovo assetto del team ufficiale, dopo il recente rinnovo di Marquez. Nel comunicato diffuso da Ducati si legge: “Ducati Corse è lieta di annunciare di aver raggiunto un accordo con Pedro Acosta per i prossimi due anni. Al termine della stagione corrente, il pilota spagnolo si unirà al Ducati Lenovo Team, dove guiderà la Desmosedici GP ufficiale della squadra di Borgo Panigale, consolidando ulteriormente il progetto sportivo di Ducati e confermando l’impegno dell’Azienda nell’investire sui migliori giovani talenti del panorama della MotoGPâ€.

Un - giovane - talento su cui puntare

A soli 22 anni, Acosta è considerato uno dei piloti più promettenti del Motomondiale. Lo spagnolo ha conquistato i titoli iridati in Moto3 e Moto2 nei primi anni della sua carriera e si è messo in evidenza anche nella classe regina, dove ha ottenuto il riconoscimento di Rookie of the Year nel 2024, chiudendo poi il 2025 al quarto posto della classifica generale con un totale di 13 podi. Soddisfatto Claudio Domenicali, amministratore delegato di Ducati Motor Holding: “Pedro è certamente uno dei giovani più talentuosi nel paddock della MotoGP. Ha solo 22 anni e rappresenta quindi un atleta sul quale costruire un’altra bella storia. Ci è sempre piaciuto e lo seguiamo da tempo, sia per quello che ha fatto in pista sia per la sua personalità diretta e scanzonata, che siamo sicuri farà innamorare i Ducatisti quando lo vestiremo di rossoâ€.

La nuova coppia Ducati

Con Marc Marquez confermato fino al 2028 e l'arrivo di Acosta, Ducati punta a proseguire il ciclo di successi che l'ha vista protagonista negli ultimi anni. Nella nota ufficiale, Domenicali spiega così la scelta della nuova formazione: “Pensiamo che, in coppia con Marc, rappresenti il completamento ideale per un team che, forte della propria storia e dei risultati raggiunti negli ultimi anni, vuole continuare a recitare un ruolo da protagonista assoluto anche in futuro ed essere fonte di ammirazione, rispetto e tifo per gli appassionati Ducati di tutto il mondoâ€.


 

MotoGP
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 07:34:10 +0000


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