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News n. 1
Kymco Agility 125 NX, prezzo shock per il nuovo scooter 125 Kymco Agility 125 NX, prezzo shock per il nuovo scooter 125

Il nuovo Agility mette insieme eccellenti doti di maneggevolezza e leggerezza, prezzi contenuti e un prezzo basso e già in promozione

malo

Con questo fanno quattro. Quattro generazioni di una famiglia di scooter di successo, sulla breccia da vent’anni. Parliamo di oltre 200.000 esemplari venduti dal primo Kymco Agility R10, seguito dall’Agility R16 e dall’Agility S. Ora tocca all’Agility 125 NX, dove la sigla sta per “Next Generationâ€. È l’interpretazione attuale di una formula collaudatissima che mette insieme eccellenti doti di maneggevolezza e leggerezza, prezzi contenuti e tantissima praticità. Tutto coniugato in uno scooter che mantiene il richiamo a quelli che lo hanno preceduto ma con forme più dinamiche e mature, un design inedito con luci a LED e DRL che lo rendono immediatamente riconoscibile. Per la prima volta il proiettore principale è posizionato sul manubrio e questo garantisce una migliore illuminazione anche nelle curve strette; nuovo lo strumento digitale costituito da un pannello LCD nel quale compaiono contagiri, tachimetro, contachilometri, livello del carburante, trip, orologio e livello di carica della batteria.

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Il faro ora è sul manubrio per illuminare meglio la strada

Ha tutto quello che serve

All’insegna della praticità sono stati conservati la pedana piatta e il gancio portaborse, il portapacchi integrato nel maniglione del passeggero e il vano nel controscudo con presa USB, a cui si aggiunge il vano sottosella sufficientemente ampio da contenere un casco integrale oppure un jet più la tuta antipioggia. Non vi basta? C’è anche il bauletto in tinta con la carrozzeria e con serratura abbinata a quella principale.

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Nel portaoggetti c'è la presa USB per il cellulare

Motore più potente

Al passo coi tempi il nuovo motore denominato Green Power, un monocilindrico raffreddato ad aria con distribuzione monoalbero a camme in testa a due valvole, di 125 cm³: vengono dichiarate una potenza di 8,1 kW (11,0 CV) a 8000 giri/minuto e una coppia 10,5 Nm a 6500 giri/minuto. Significa 2,5 CV più del suo predecessore. Da notare che il motorino d’avviamento è integrato nello statore, dunque è meno rumoroso e meno soggetto ad usura. La trasmissione come di prammatica è automatica con frizione centrifuga e variatore continuo.

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La ruota anteriore è di 16“ mentre la posteriore è di 14â€, ci sono freni a disco su entrambe controllati dal sistema ABS, e sempre a beneficio della sicurezza è presente anche il controllo di trazione. Tradizionali le sospensioni: forcella telescopica e gruppo motore/trasmissione oscillante, controllato da due ammortizzatori regolabili nel precarico. È anche leggerissimo il nuovo Kymco Agility 125 NX: appena 132 kg, con la sella a 805 mm dal suolo.

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Il cruscotto lcd è molto grande

Quanto costa

È già dai concessionari, disponibile nelle colorazioni Antracite Scais opaco, Blu Flat Deep e Nero Odolo opaco. Il prezzo franco rivenditore sarebbe di 2690 € ma al momento è in promozione a 2590 €.

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Scooter
Data articolo: Wed, 29 Jul 2026 16:19:59 +0000
News n. 2
SYM Cruisym 400, dolcemente viaggiare SYM Cruisym 400, dolcemente viaggiare
Sym
Cruisym 400
2026
RiccardoVilla

Presentato a EICMA 2025, il nuovo SYM Cruisym 400 affianca il Cruisym 300, che rimane comunque a listino, proponendosi come la versione di maggiore cilindrata della famiglia. Le linee sono sportive, con forme tese e affilate, mentre lo scudo ampio e il parabrezza alto puntano a offrire una buona protezione dall'aria.

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La dotazione è ricca e pensata per l'utilizzo quotidiano e turistico. La sella è ampia e dispone di uno schienale regolabile su tre posizioni, mentre l'impianto di illuminazione è interamente a LED. La strumentazione è affidata a un display TFT di 7 pollici con connettività per smartphone, che permette anche di utilizzare la navigazione turn-by-turn. 

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Ricco di informazioni, il display indica anche la pressione degli pneumatici in tempo reale, mentre attraverso la dashcam anteriore è possibile registrare foto e video.

Motore e ciclistica

Sotto lo scudo troviamo un telaio a doppia culla sovrapposta, sostenuto all’avantreno da una forcella a steli tradiizonali non regolabile e al posteriore dal gruppo motore-trasmissione oscillante abbinato a una coppia di ammortizzatori regolabili nel precarico. L'impianto frenante è composto da due freni a disco con ABS a doppio canale. Le ruote sono da 15 pollici all'anteriore e 14 pollici al posteriore, con pneumatici nelle misure 120/70 e 160/60.
 

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La principale novità è rappresentata dal motore, un monocilindrico a quattro tempi raffreddato a liquido di 399 cm³, derivato dall'unità da 300 cm³ ma aggiornato con l'aumento della cilindrata e un nuovo gruppo di avviamento. La potenza dichiarata è di 34 CV a 6.750 giri/min con una coppia massima di 37 Nm a 5.000 giri/min. Le dimensioni sono piuttosto generose: l'interasse misura 1.552 mm, la lunghezza è di 2.230 mm, mentre larghezza e altezza sono rispettivamente di 820 e 1.360 mm. Nonostante questo la sella si trova a soli 785 mm da terra, mentre il peso non viene dichiarato.

Come va

La posizione di guida è da scooter GT: il busto rimane eretto e la sella, ampia e ben imbottita, offre un buon comfort. È possibile distendere le gambe sui poggiapiedi avanzati, anche se questi, così come quelli principali, risultano piuttosto stretti a causa dell'ingombro del serbatoio collocato al centro. Pratico lo schienale lombare regolabile su tre posizioni, che permette di adattare la seduta alle proprie esigenze. Nonostante le dimensioni abbondanti, il Cruisym 400 risulta accessibile anche a piloti di statura non elevata grazie alla sella posta a soli 78,5 cm da terra. 

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Nel traffico cittadino si muove con disinvoltura, il peso è ben bilanciato e ha un buon raggio di sterzo che permette di manovrare in poco spazio. Il motore offre un bello spunto, accelera forte e cresce di giri in maniera lineare senza vuoti, mostrando un bel carattere anche agli alti e permettendo di effettuare sorpassi in sicurezza anche a velocità sostenute.  Rispetto ad altri suoi concorrenti però le vibrazioni si avvertono con maggiore intensità. 

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Fuori città il Cruisym 400 risulta stabile e preciso anche nei curvoni veloci, con un avantreno che trasmette sicurezza e mantiene la traiettoria con precisione, pur risultando agile nei cambi di direzione. Discrete la frenata, modulabile ma non particolarmente potente, e l'assetto delle sospensioni, che mostrano margini di miglioramento nella capacità di digerire le sconnessioni più marcate.

Scooter

È un GT confortevole e ben dotato, ha prestazioni soddisfacenti sia in città, dove è agile e maneggevole, sia fuori, grazie ad una eccellente stabilità sul veloce
 

Dati tecnici (dichiarati dalla casa)
Motoremonocilindrico, 4 tempi
Cilindrata (cm3)399
Raffreddamentoa liquido
Alimentazionea iniezione
Cambioautomatico
Potenza CV (kW)/giri34 (25)/6.750
Freno anteriorea disco
Freno posteriorea disco
Velocità massima (km/h)n.d
Dimensioni
Altezza sella (cm)78,5
Interasse (cm)155
Lunghezza (cm)223
Peso (kg)n.d
Pneumatico anteriore120/70-15"
Pneumatico posteriore160/60-14"
Capacità serbatoio (litri)14,5
Riserva litrin.d

 

Data articolo: Wed, 29 Jul 2026 15:58:00 +0000
News n. 3
Scooter Honda SH 350i, ADV 350 e Forza 350 più grintosi con il kit variatore Polini Scooter Honda SH 350i, ADV 350 e Forza 350 più grintosi con il kit variatore Polini

La modifica riguarda invece la trasmissione e porta a prestazioni più brillanti grazie a questo variatore Polini Evolution studiato

malo

Più accelerazione, più ripresa e una progressione di cambiata più brillante per gli scooter Honda SH 350i, ADV 350 e Forza 350, senza intervenire sul gruppo termico. La modifica riguarda invece la trasmissione e porta a prestazioni più brillanti grazie a questo variatore Polini Evolution studiato dal reparto esperienze dell’azienda bergamasca. Il kit comprende semi puleggia mobile, spinotto con trattamento DLC, semi puleggia fissa e molla di contrasto, e amplia il range di intervento della trasmissione aggiungendo un po’ di pepe al monocilindrico giapponese. In particolare l’introduzione di rulli da 13 grammi determina una risposta più pronta in accelerazione e porta il motore a girare leggermente più in alto, con il risultato di uno spunto più deciso e una ripresa più vigorosa senza che risulti compromessa alla fluidità di marcia.

Meno attrito

Il trattamento DLC dello spinotto riduce l’attrito sulla superficie di scorrimento, rendendo la risposta della trasmissione più precisa e più costante nel tempo; significativa anche la diversa inclinazione della rampa della semi puleggia fissa Polini che passa dai 14° di quella originale a 13° per ottenere una curva di cambiata più brillante.

Il gruppo completo è identificato dal codice prodotto 241.772 ed ha un prezzo al pubblico di 212 € più Iva.

Parti speciali
Data articolo: Wed, 29 Jul 2026 10:00:12 +0000
News n. 4
Honda XR300: torna la moto che ci ha insegnato il fuoristrada Honda XR300: torna la moto che ci ha insegnato il fuoristrada

Honda riporta in vita la sigla XR con  due nuovi modelli prodotti in India. Non è da escludere che arrivino per EICMA 2026

massimo.miliani

Un nome che pesa

Per chi ha qualche capello grigio sull sigla XR significa una cosa sola: i monocilindrici raffreddati ad aria che negli anni Ottanta e Novanta hanno insegnato il fuoristrada a mezzo mondo, dalle XR250 alle XR600 che ancora oggi girano nei raduni. Honda l'ha tenuta viva soprattutto in Sud America, dove la XR300L ancora si vende regolarmente in Brasile e Colombia. Ora quella sigla torna in India, dove il 24 luglio la Casa ha tolto i veli a due modelli gemelli: XR300L e XR300 Rally, entrambi destinati alla produzione locale e inserita nel pacchetto di dieci novità per l'India (e non solo) annunciate in blocco.

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Un mono ad aria, per scelta

Sotto entrambe c'è lo stesso monocilindrico di 293,5 cm³ raffreddato ad aria, lo stesso che muove la naked CB300F venduta in India. In quell'applicazione dichiara 24,4 CV a 7.500 giri e 25,6 Nm a 5.500, mentre Honda non ha ancora comunicato i dati specifici per le due dual sport: le stime locali oscillano fra 24 e 27 CV, quindi conviene aspettare. Il cambio è a sei rapporti, le sospensioni sono a lunga escursione con monoammortizzatore posteriore Pro-Link a gas, i freni a disco su entrambe le ruote con ABS a due canali disinseribile e c'è il controllo di trazione HSTC. Le ruote a raggi sono da 21 pollici davanti e 18 dietro, com'è giusto che sia su una moto che ha ambizioni fuoristradistiche.  Le differenze fra le due riguardano carene e dotazioni. La XR300L è la versione essenziale, con sovrastrutture ridotte al minimo e quindi più leggera. La Rally aggiunge una carenatura ispirata alle moto da raid, cupolino alto, paramani, serbatoio maggiorato (capacità non ancora dichiarata), display TFT da 5 pollici e connettività RoadSync, oltre a gomme differenti. Curiosità: la XR300L brasiliana è omologata Euro 3 ed è flex fuel, cioè può andare a benzina o a etanolo. In India lo scarico ha un percorso diverso, segno che la meccanica è stata rivista per omologazioni più severe.

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La Rally ha anche il TFT a colori

Perché la cosa ci riguarda

Honda una dual sport da 300 per l'Europa ce l'ha già, e si chiama CRF300 Rally: monocilindrico di 286 cm³ ma raffreddato a liquido e bialbero, 27,3 CV a 8.500 giri, 26,6 Nm, 153 kg con il pieno e un prezzo di listino di 6.890 euro La XR300 Rally, a parità di ruote e di filosofia, dovrebbe costare in India una frazione: le stime dei siti locali vanno da 180.000 a 270.000 rupie, cioè grosso modo fra 1.640 e 2.460 euro, con il debutto commerciale atteso verso dicembre. Cifre che parlano di un mercato completamente diverso, chiaro, ma Honda ha anche ribadito che le dieci novità indiane nascono per il mercato interno e per l'export. Quali mercati, non l'ha detto. Il pensiero, però, viene: una CRF300 Rally semplificata, raffreddata ad aria e con un prezzo contenuto (nei limiti dei costi di esportazione), potrebbe ritagliarsi un posto dignitoso nel listino Honda. EICMA ormai è alle porte, tra qualche mese ne sapremo certamente di più.

Moto
Data articolo: Wed, 29 Jul 2026 09:00:00 +0000
News n. 5
Ducati voci di vendita: ci sarebbe già un'offerta a Volkswagen Ducati voci di vendita: ci sarebbe già un'offerta a Volkswagen

In Germania e in Italia i rappresentanti dei lavoratori avrebbero chiesto a Volkswagen di fare chiarezza sul futuro di Ducati. Intanto spunta l'indiscrezione, tutta da verificare, secondo cui sarebbe già stata presentata un'offerta formale per l’acquisto

Riccardo Allegro

Le voci corrono

Le indiscrezioni sulla possibile vendita di Ducati continuano ad aumentare. Dopo le voci delle scorse settimane, nel fine settimana sono emersi nuovi elementi che, pur senza costituire una conferma, mantengono alta l'attenzione sul futuro della Casa di Borgo Panigale. Secondo quanto riportato dal sito MotorcycleSports.net, i sindacati italiani e tedeschi avrebbero infatti chiesto spiegazioni a Volkswagen, in quanto “preoccupati†dall'incertezza che circonda il marchio. 

I sindacati chiedono chiarezza

Stando alla ricostruzione del sito, i rappresentanti dei lavoratori avrebbero sollecitato il management di Volkswagen a chiarire le proprie intenzioni riguardo a Ducati. La questione, quindi, sarebbe ormai arrivata anche ai tavoli di confronto tra azienda e sindacati, superando la fase delle semplici indiscrezioni di stampa. Da settimane si susseguono infatti le ipotesi secondo cui il Gruppo Volkswagen starebbe valutando una riorganizzazione delle proprie attività e del proprio portafoglio di marchi. Finora, però, il gruppo tedesco non ha mai confermato che Ducati sia in vendita, ma allo stesso tempo non ha neppure smentito categoricamente questa possibilità.

Spunta anche l'ipotesi di un'offerta

A rendere ancora più ghiotte le indiscrezioni è un secondo articolo pubblicato da MotorcycleSports.net. Il sito riferisce la testimonianza di una fonte anonima, che si presenta come un attuale dipendente Ducati e sostiene di aver visionato documenti interni dai quali risulterebbe la presentazione di un'offerta formale per l'acquisizione del 100% di Ducati Motor Holding. Secondo la stessa fonte, la trattativa avrebbe già superato la fase dei contatti preliminari e sarebbe stato individuato anche il potenziale acquirente. Si tratta però di informazioni che il sito dichiara di non essere riuscito a verificare in modo indipendente, motivo per cui vanno considerate esclusivamente come indiscrezioni.

Nessuna conferma ufficiale

Allo stato attuale non esiste alcuna conferma ufficiale né da parte di Volkswagen né da parte di Ducati sull'eventuale vendita dell'azienda o sull'esistenza di offerte formali. Nei giorni scorsi anche l'amministratore delegato Claudio Domenicali aveva ridimensionato le voci, spiegando che all'interno dell'azienda non sono in corso discussioni su un cambio di proprietà
Resta quindi da capire se queste nuove indiscrezioni rappresentino davvero l'inizio di un processo di vendita oppure soltanto un nuovo capitolo di una vicenda che continua ad alimentare speculazioni. Una cosa, però, è certa: finché Volkswagen non prenderà una posizione ufficiale, le voci sul futuro di Ducati sono destinate a proseguire e, è chiaro, intensificarsi…

Bikerspetosino
Mer, 29/07/2026 - 17:37
Audi non ha mai messo un centesimo in Ducati. Percui anche se vendono,sará tutto grasso che cola. Ducati si autofinanzia le competizioni con gli sponsor. Mette peró giustamente gli adesivi audi e lamborghini sulle carene.
Industria e finanza
Data articolo: Wed, 29 Jul 2026 08:38:42 +0000
News n. 6
È il momento del Passo Gavia, curve mozzafiato per pochi mesi È il momento del Passo Gavia, curve mozzafiato per pochi mesi

Paesaggio incantevole, traffico ridotto, pendenze e altitudini importanti. Sono questi gli ingredienti del “gustoso†Passo lombardo, da assaporare solo pochi mesi l’anno.

malo

Il Gavia è un altro di quei passi che, già in tempi non sospetti, venne battuto come rotta commerciale. In questo caso a opera dei veneziani mobilitati verso il centro Europa, benché il tragitto non fosse dei più facili da approcciare, a causa dell’altezza (ben 2.618 metri s.l.m.), della pendenza e della conseguente aggressività climatica. Proprio per questa ragione, tutt’oggi, la sua apertura al pubblico avviene solamente nella forbice giugno-settembre e con limitazioni al traffico imposte a veicoli oltre i 35 q di peso e/o 280 cm di altezza. Ergo: il Gavia si presenta come un vero e proprio Eden del motociclista e, ai giorni nostri, rappresenta anche il confine amministrativo tra le provincie di Brescia e Sondrio. Insieme a Tonale, Stelvio e Mortirolo, può tranquillamente rientrare in un unico tour di esplorazione delle Alpi lombarde. 

Dettagli e tragitto

La strada che porta alla vetta, partendo dal Bivio Tonale, conta appena 16,7 Km, con una pendenza media attorno all’ 8% e un dislivello di 1.322 metri. Dunque breve, ma di certo intenso. Si tratta di un percorso che, tanto a salire quanto a svalicare, richiede una più che minima esperienza ed è sconsigliato a motociclisti-viaggiatori alle primissime armi. La strada è infatti piuttosto stretta e sono comuni i tratti senza protezioni. Tra gli itinerari canonici troviamo Ponte di Legno - Livigno, che si snoda su poco più di 80 chilometri in totale:

 

  • Percorrendo la Strada Provinciale 29 verso nord, partendo da Ponte di Legno (1.258 metri s.l.m. - Val Camonica - BS), si attraversa l’abitato di Prescaglio. Proseguendo - anche - tra tornanti impegnativi, si raggiunge la vetta del Gavia in poco meno di mezz’ora. Le condizioni dell’asfalto sono generalmente buone (e sicure).

 

  • Una volta in cima, è possibile proseguire in direzione Livigno, discendendo il Parco Nazionale dello Stelvio, passando per Santa Caterina e infine dalla località termale di Bormio. Una tratta di ulteriori 60 chilometri che conduce appunto a Livigno (1.816 metri s.l.m. - SO) da dove, eventualmente, è possibile considerare un prosieguo del viaggio sconfinando nella vicina Svizzera.

Informazioni utili

Per non farvi sorprendere da condizioni meteo difficili, considerati anche i cambi repentini a cui il Passo è soggetto, è comodo consultare la webcam installata sul Rifugio Bonetta, che in tempo reale vi mostra la situazione in vetta. Lì, potrete fermarvi anche per pasteggiare o per sostare la notte, previa prenotazione. Più in generale, per conoscere le date di apertura/chiusura del Passo, oppure per restare informati sulle iniziative locali che lo coinvolgono, è consigliabile far riferimento al sito dedicato. 

Strade e percorsi
Data articolo: Wed, 29 Jul 2026 08:00:25 +0000
News n. 7
Disdire l'assicurazione moto: come si fa nei tempi e nei modi giusti Disdire l'assicurazione moto: come si fa nei tempi e nei modi giusti
L’abolizione del tacito rinnovo ha eliminato l’obbligo da parte del contraente di inviare la comunicazione scritta di disdetta alla scadenza della polizza RC. Tutto avviene in automatico e cambiare polizza è diventato molto semplice. Discorso diverso invece per la disdetta anzitempo, per la quale è ancora richiesto l’invio della raccomandata
Riccardo Allegro

Disdire e rinnovare è facile

Disdire una polizza prossima alla scadenza così da poterne sottoscrivere una più vantaggiosa è in realtà più facile di quello che si possa pensare.
L’abolizione del tacito rinnovo, cioè della clausola che consentiva alle compagne di rinnovare automaticamente la polizza alla sua scadenza, ha ulteriormente semplificato le cose: se precedentemente era necessario l’invio di disdetta formale con raccomandata alla compagnia, adesso l’assicurazione non procede col rinnovo automatico della polizza. La polizza RC cessa dunque la propria validità in modo del tutto “automaticoâ€, lasciando però ai clienti più sbadati un margine di 15 giorni di operatività: se dunque la nostra polizza dovesse scadere, per esempio, il 5 di marzo, sarebbe comunque possibile circolare senza correre rischi fino e non oltre il 20 dello stesso mese. In ogni caso dal 6 marzo il cliente è “libero†da qualsiasi obbligo verso la compagna, potendo così attivare polizze diverse e più vantaggiose che si sono trovate in precedenza.
 

Disdire prima della scadenza

Il discorso cambia invece nel caso in cui decidessimo di disdire una polizza anzitempo: in questo caso infatti vale ancora la comunicazione scritta con raccomandata a/r, contenente la volontà di disdetta e da inviare completa di certificato di assicurazione originale, di contrassegno originale, di Carta Verde e della dichiarazione di non aver causato alcun  sinistro durante il corso del contratto. Attenzione però, perché, salvo diverse soluzioni espressamente citate nel contratto (le clausole possono variare anche di molto a seconda della compagnia), non è solitamente possibile recedere prima della loro naturale scadenza le polizze di durata inferiore all’anno o vincolate a seguito di leasing o finanziamenti. In tutti gli altri casi, generalmente, il contratto è da considerarsi risolto a partire dalla data di spedizione dei documenti sopra elencati: la compagna - ma, ancora, le cose possono cambiare da gruppo a gruppo - effettuerà quindi il rimborso del premio al netto degli oneri fiscali, applicando però una maggiorazione (di solito è del 30%) sul periodo di assicurazione goduto. 
Assicurazioni
Data articolo: Wed, 29 Jul 2026 06:54:46 +0000
News n. 8
Honda CB500, pronta per arrivare a EICMA Honda CB500, pronta per arrivare a EICMA

In India Honda ha svelato una CB500 che con quella europea non c'entra nulla: mono di 501 cm³, 43 Nm e un obiettivo preciso

massimo.miliani

Tre moto, una sola sigla

Chi in Italia legge "CB500" pensa al bicilindrico parallelo di 471 cm³ che muove Hornet 500, CBR500R e NX500. Chi segue il mercato cinese, da qualche mese, pensa invece al quattro cilindri in linea di 502 cm³ della Super Four. Da pochi giorni esiste una terza risposta possibile e arriva dall'India: un monocilindrico raffreddato ad aria da 501 cm³, montato su una roadster rétro che Honda ha svelato il 24 luglio. Tre progetti che non condividono un bullone. Il reparto marketing di Tokyo, evidentemente, ha deciso che tre CB500 sono meglio di una.

Un mono che punta tutto sulla coppia

I numeri raccontano bene le intenzioni: poco più di 28 CV e 43,3 Nm, con cambio a cinque marce e frizione antisaltellamento. La potenza è quella che è, ma la coppia no: per capirci, la Royal Enfield Interceptor 650 ne dichiara 52,3 Nm con un bicilindrico di 648 cm³. La ciclistica è coerente con l'impostazione: forcella telescopica tradizionale con soffietti, doppio ammortizzatore posteriore, freni a disco su entrambe le ruote con ABS a due canali e cerchi da 19 pollici davanti e 17 dietro, con gomme Maxxis 100/90-19 e 150/70-17. L'elettronica c'è ma resta discreta: controllo di trazione, illuminazione full LED, strumentazione analogico-digitale e connettività Bluetooth RoadSync. Lo stile guarda alla CB750 delle origini, con faro tondo, serbatoio a goccia, sella a nastro e carter motore in finitura chiara.

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Quanto costerà (e dove arriverà)

Le versioni saranno tre: cerchi in lega, cerchi a raggi tubeless con grafiche dedicate. Sui prezzi Honda non si è ancora sbilanciata, ma le stime indiane parlano di una forbice tra 250.000 e 270.000 rupie franco concessionario, cioè fra 2.280 e 2.460 euro al cambio attuale. Cifre che in Italia non significano granché, ma che nel contesto locale la collocano sopra la CB350 (da 193.000 rupie, circa 1.760 euro) e sopra la Harley-Davidson X440 (da 235.000 rupie, circa 2.140 euro). Il debutto commerciale è atteso fra settembre e ottobre. Che poi la CB500 monocilindrica possa uscire dai confini indiani è tutto da vedere: Honda ha specificato che i vari modelli presentati sono pensati anche per l'export, senza però indicare quali mercati. Una rétro semplice, leggera da gestire e con una coppia del genere qualche estimatore da noi lo troverebbe. 

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Moto
Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 13:22:27 +0000
News n. 9
QJ Motor SQ 350, midi full-optional a un prezzo super QJ Motor SQ 350, midi full-optional a un prezzo super
QJ Motor
SQ 350
RiccardoVilla

La  gamma degli scooter a ruota alta di QJ Motor si amplia con l'arrivo del nuovo SQ 350, un modello progettato per muoversi con disinvoltura nel traffico e in tangenziali e autostrade.

Ha davvero tutto

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La dotazione di serie è particolarmente ricca e comprende la pratica pedana piatta, parabrezza, paramani e il bauletto Shad da 39 litri. Non mancano l'avviamento Keyless e un display TFT touch da 5", che offre connettività per lo smartphone, navigazione cartografica e gestione delle chiamate direttamente dal veicolo. Completano l'equipaggiamento il sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici (TPMS), una dash cam anteriore e due prese di ricarica, USB-A e USB-C.

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Il display è touch ma solo ai lati, dove ci sono le due frecce e i tasti "set" e "back". Lo schermo in sé non lo è. I caratteri sono ben dimensionati, ma con tanta luce lo schermo risulta poco leggibile.

A spingere l'SQ 350 c'è un monocilindrico di 330 cm³ raffreddato a liquido, con distribuzione a quattro valvole, in grado di sviluppare 29,2 CV a 7.700 giri/min e una coppia massima di 31,5 Nm a 5.250 giri/min. La trasmissione è affidata a un cambio automatico CVT, mentre tra i dispositivi di sicurezza è presente anche il controllo di trazione. La ciclistica punta sulla semplicità, con un telaio in acciaio abbinato a una forcella telescopica all'anteriore e a un doppio ammortizzatore posteriore. Entrambe le ruote sono da 16 pollici con freni a disco:  256 mm l'anteriore, con pinza Nissin a due pistoncini, 240 mm il posteriore. La sella si trova a 80,5 cm da terra e il peso in ordine di marcia è di 170 kg, comprensivi dei 10 litri di carburante contenuti nel serbatoio. 

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Il vano sottosella offre una buona lunghezza, ha superfici regolari ma la profondità è limitata. Può ospitare due caschi jet, e c'è una comoda luce di cortesia

Come va

La posizione di guida è naturale, il busto rimane eretto e la sella è spaziosa e abbastanza ben imbottita. Buono anche lo spazio per i piedi: la pedana piatta è sufficientemente profonda e comoda per caricare borse o zaini. Sebbene non sia particolarmente snello in vita (la sella è larga anche nella parte anteriore), in sella al nuovo SQ 350 si tocca terra senza grosse difficoltà e il peso di 170 kg si gestisce senza problemi anche nelle manovre a motore spento.

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In città si apprezzano la buona maneggevolezza e il carattere del suo motore: rapido nel salire di giri, offre una bella progressione e lo scatto ai semafori è garantito. Fuori città ha buone doti di ripresa e raggiunge senza difficoltà i 130 km/h, potendo contare su una ciclistica stabile. Le sospensioni assorbono abbastanza bene buche e pavé, ma la coppia di ammortizzatori posteriori ha una risposta un po' secca. Fra le curve è preciso e scende in piega senza difficoltà; è stabile grazie alle ruote da 16" e si raggiungono buoni angoli di piega prima che il cavalletto tocchi l'asfalto.

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Convincono i freni per modulabilità e potenza, quest'ultima adeguata alle prestazioni. L'ABS è ben tarato ed entra in funzione solo quando necessario; discorso diverso invece per il controllo di trazione, che risulta un filo invasivo.

Prezzo, disponibilità e colori

Già disponibile presso la rete dei concessionari QJ Motor, il nuovo SQ 350 viene proposto in quattro colorazioni: Matte Black (nero opaco), Dark Grey (grigio scuro metallizzato), Solid Grey (grigio pastello) e White (bianco lucido). Per tutte le versioni il prezzo resta invariato ed è di 4.790 euro franco concessionario.

Scooter
4790

Ben costruito, ha una dotazione tecnica di ottimo livello e un prezzo davvero aggressivo. Comodo e spazioso, è agile in città e stabile sul veloce
 

Dati tecnici (dichiarati dalla casa)
Motoremonocilindrico, 4 tempi
Cilindrata (cm3)330
Raffreddamentoa liquido
Alimentazionea iniezione
Cambioautomatico
Potenza CV (kW)/giri29,2 (21,5)/7.700
Freno anteriorea disco
Freno posteriorea disco
Velocità massima (km/h)n.d
Dimensioni
Altezza sella (cm)80,5
Interasse (cm)149,5
Lunghezza (cm)220
Peso (kg) in o.d.m170
Pneumatico anteriore110/70-16"
Pneumatico posteriore130/70-16"
Capacità serbatoio (litri)10
Riserva litrin.d

 

thedoc1962
Mer, 29/07/2026 - 12:54
vado a provarlo appena arriva in concessionaria
Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 13:03:03 +0000
News n. 10
10 moto flop che oggi sono veri affari 10 moto flop che oggi sono veri affari

Moto valide che ai loro tempi furono poco capite: oggi si trovano usate a prezzi da occasione. Ecco dieci affari da fare

massimo.miliani

Ci sono moto nate bene e finite male, almeno commercialmente. Magari avevano una linea che divideva, un nome sbagliato, o semplicemente sono arrivate nel momento sbagliato contro le concorrenti sbagliate. Il risultato è che vendettero poco e finirono dimenticate. La buona notizia è che questo, sul mercato dell'usato, si traduce in prezzi bassi: perché una moto poco desiderata da nuova resta poco quotata da usata, anche quando è meccanicamente sana e piacevole da guidare. Ecco dieci "flop" degli anni Duemila e oltre che oggi valgono l'acquisto proprio per questo. Le quotazioni sono indicative e riferite al mercato attuale: variano parecchio con anno, chilometri e condizioni.

Aprilia Shiver 750

La prima naked di Noale col Ride by Wire e il bicilindrico a V di 90° da 750 cm³ era una moto tecnicamente avanti, con un telaio misto traliccio-alluminio di gran livello. Il problema fu il look, mai troppo amato, e una Casa che in quel segmento faticava a contendere il terreno alle giapponesi. Oggi si trova in genere fra 2.500 e 5.000 euro a seconda di anno e chilometraggio, con le depotenziate A2 particolarmente diffuse: per chi cerca un bicilindrico medio con un telaio serio, è un affare.

BMW F 650 CS Scarver

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La BMW più anticonvenzionale degli anni Duemila: monocilindrico da 652 cm³, forcellone monobraccio, trasmissione a cinghia silenziosa e persino un vano portaoggetti al posto del serbatoio (spostato sotto la sella). Troppo strana per il pubblico BMW, troppo cara per chi cercava una monocilindrica economica, vendette poco. Leggera, parca nei consumi e facilissima da vivere in città, oggi si porta a casa con 1.600-2.800 euro circa: una delle entry BMW più economiche in assoluto.

BMW R 1200 ST

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Il boxer da 1.170 cm³ vestito da sport-tourer, sorella della R 1200 RT. La posizione di guida un po' ibrida e il frontale particolare non convinsero, e restò all'ombra della GS e della RT, che vendevano molto di più. Peccato, perché sotto ha la stessa base solida delle boxer di quella generazione. Si trova in genere fra 3.000 e 5.000 euro a seconda di anno e chilometraggio: tanta moto tedesca per una cifra contenuta.

Honda Crossrunner

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Nata nel 2011 sfruttando il V4 da 782 cm³ della VFR, la Crossrunner prima serie voleva essere la crossover comoda per tutti i giorni. All'epoca fu accolta tiepidamente: troppo pesante per alcuni, poco "avventurosa" per altri, con quel motore VTEC che divideva. La versione ridisegnata del 2015 migliorò tutto, ma è la prima serie l'affare: si trova intorno ai 4.500-5.500 euro e regala uno dei motori più caratteristici mai fatti da Honda.

Honda VFR 1200 F

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Doveva essere l'ammiraglia sport-tourer tecnologica di Honda: V4 da 1.237 cm³, circa 170 CV, trasmissione a cardano e il debutto del cambio automatico DCT a doppia frizione su una moto di serie. Troppo pesante, troppo cara e con consumi importanti, non sfondò mai come sperato. Ma è una moto costruita come un carro armato, e oggi quel concentrato di tecnologia si compra in genere fra 5.300 e 7.400 euro, con qualche offerta ancora più bassa. Per macinare autostrada in coppia, poche fanno meglio.
 

Kawasaki Versys 1000 (prima serie)

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Prodotta dal 2012 al 2014, la prima Versys 1000 pagò dazio a una linea che piacque a pochissimi. Sotto quella carrozzeria discussa, però, c'era il quattro cilindri da 1.043 cm³ derivato dalla Z1000, circa 120 CV, sospensioni regolabili tarate sul morbido e una posizione di guida da vera viaggiatrice. Costava poco già da nuova, e oggi con poche migliaia di euro (in genere 5.000-6.000) ci si porta a casa una tourer robusta e completa. Brutta ma buona, come si suol dire.

Suzuki B-King 1300

Nata da una concept show sfrontata, la B-King montava il 1.340 cm³ della Hayabusa (circa 180 CV) in una naked massiccia dall'estetica muscolare ed estrema. Proprio quel look "troppa roba" e le dimensioni imponenti la relegarono a moto di nicchia. Oggi però è diventata un piccolo oggetto di culto, e le quotazioni lo riflettono: si parte dai 6.500 euro circa, con gli esemplari migliori che superano i 7.000 e arrivano più in alto se hanno pochi chilometri. Non un affare "da due soldi", ma un investimento destinato a non perdere valore.

Triumph Tiger 1050

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La Tiger 1050 prima serie (2006-2012) montava il tre cilindri britannico da 1.050 cm³, un motore pieno e musicale, in una crossover stradale più votata all'asfalto che al fuoristrada. Fu oscurata dalle rivali più blasonate e dal boom delle maxi-enduro tuttofare, restando defilata. Le prime serie si trovano oggi fra 3.700 e 5.000 euro a seconda di anno e chilometraggio: per chi cerca il carattere del tre cilindri Triumph spendendo poco, è la porta d'ingresso ideale.

Yamaha BT 1100 Bulldog

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La Bulldog era la naked "diversa" di Yamaha: montava il bicilindrico a V di 75° raffreddato ad aria da 1.063 cm³ ereditato dalla XVS, 65 CV, in una ciclistica stradale dal look tozzo ma a suo modo originale. Non ebbe grande fortuna e uscì di produzione nel 2007, ma proprio la rarità la sta trasformando in una piccola youngtimer. Si trova fra circa 2.000 e 4.500 euro a seconda di anno e stato d'uso: una moto onesta, di coppia, che si guida con gusto e comincia a farsi cercare dai collezionisti.

Yamaha XJ6

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La naked pensata per essere accessibile e facile: quattro cilindri da 600 cm³ derivato dalla Fazer, circa 78 CV, comportamento rassicurante, costo contenuto. Vendette discretamente ma senza mai brillare, schiacciata tra le supersportive di pari cilindrata e le prime bicilindriche più moderne. Oggi è una delle usate più intelligenti in circolazione: spesso fra 3.000 e 4.500 euro si prende una quattro cilindri affidabile, perfetta come prima moto o come mezzo quotidiano senza pensieri.

Filo Sganga
Mar, 28/07/2026 - 12:14
In verità il mancato successo dell'Aprilia Shiver non è da imputarsi tanto all'estetica quanto al difetto mai risolto di evidenti vibrazioni allo sterzo in frenata, specie a velocità sostenuta. Dopo i poco edificanti tentativi di negare l'evidenza, visto che anche in rete si moltiplicavano le lamentele da parte degli acquirenti per lo stesso identico difetto, si tentarono interventi sulle pastiglie e poi sulle pinze anteriori. ben presto presi per stanchezza in molti si sbarazzarono della moto. Ignoro se alla fine il difetto sia stato eliminato, ma oramai la Shiver si era guadagnata una nomea negativa e la sua carriera fu irrimediabilmente compromessa.
Moto usate
Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 12:24:26 +0000


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