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#motociclismo #news #insella.it
Viaggiare in gruppo è una delle cose più belle che si possano fare in moto, almeno finché non si scopre che ognuno ha la sua idea di “andare insiemeâ€. C’è chi sta attaccato al parafango, chi si perde già al primo incrocio e chi confonde il giro con una gara. Ecco qualche consiglio di guida…
C’è chi resta incollato alla moto che precede per paura di perdere il gruppo, riducendo al minimo lo spazio di frenata, chi interpreta il giro come una gara, leggendo ogni accelerazione o cambio di ritmo come una sfida personale, chi si muove ostinatamente in fila indiana anche quando la strada permetterebbe soluzioni più sicure, oppure chi, al contrario, non guarda mai negli specchietti, accorgendosi troppo tardi di aver perso qualcuno. Sono comportamenti comuni, spesso istintivi, che emergono soprattutto nei gruppi meno organizzati. Eppure, quando si guida insieme, anche piccoli errori possono amplificarsi rapidamente. A volte basta una frenata improvvisa o un’incertezza che, a catena, si propaga in tutto il gruppo portando a situazioni pericolose.
Più che la velocità o l’esperienza individuale, a fare la differenza è in molti casi la capacità di muoversi in modo coordinato. Guidare in gruppo richiede un approccio diverso, meno impulsivo e più consapevole, in cui ogni scelta deve tenere conto non solo della strada, ma anche di chi si ha intorno.
In gruppo non si viaggia semplicemente “insiemeâ€, ma in modo coordinato. La distanza tra le moto deve essere sufficiente per garantire margine di sicurezza, ma non così ampia da permettere alle auto di inserirsi tra i partecipanti. Non è facile trovare il giusto metro ma, generalmente, il riferimento più utilizzato resta quello dei due secondi tra una moto e l’altra (anche più se la strada è veloce). Nei gruppi ben organizzati è inoltre buona norma evitare i sorpassi interni: anche quando lo spazio lo consentirebbe, cambiare posizione senza accordo può generare incomprensioni e spezzare l’ordine della carovana
La disposizione naturale tende alla fila indiana, ma questa soluzione riduce la visibilità e limita la capacità di anticipare gli eventi. Quando le condizioni lo permettono, è quindi preferibile adottare la formazione sfalsata, con le moto disposte a scacchiera. In questo modo si migliora la visuale e si mantiene uno spazio laterale utile in caso di imprevisti.
Su strade strette, tortuose o con scarsa visibilità , è invece necessario tornare alla fila indiana, aumentando però le distanze. In questi casi è meglio perdere un po’ di compattezza che forzare una formazione non adatta.
Nel gruppo ogni movimento deve essere chiaro. È bene segnalare con anticipo ogni cambio di direzione o posizione, utilizzando frecce, movimenti del corpo o l’interfono. Anche un semplice cenno della mano può fare la differenza. La regola è semplice: tutto deve essere prevedibile per chi segue. Le manovre improvvisate, soprattutto a ritmo sostenuto, sono tra le principali fonti di confusione nei gruppi poco organizzati. E no, non è il caso di “fidarsi dell’istinto del gruppoâ€: in moto, l’istinto va sempre verificato.
Si è in gruppo e si fanno le cose insieme, ma ognuno ha la propria testa. Sembra superfluo ricordarlo, ma certo non guasta. Seguire la moto davanti non significa replicarne automaticamente le scelte. Ogni motociclista deve mantenere la propria capacità di analisi. Una manovra riuscita per chi precede non è necessariamente adatta anche per chi segue, soprattutto in base a traiettoria, visibilità , moto e margini di sicurezza. Regola aurea: in gruppo si procede insieme, ma si continua a guidare in autonomia.
Un gruppo di moto non si comporta mai come un blocco unico. Entra in gioco il cosiddetto effetto elastico: quando la prima moto accelera o rallenta, la variazione di ritmo si trasmette con ritardo fino alla coda. Più il gruppo è numeroso, più questo fenomeno si amplifica.
Per questo motivo è utile organizzare l’ordine prima della partenza. Le moto meno potenti o i motociclisti meno esperti è preferibile che si trovino nelle prime posizioni (ma non alla testa!), così da mantenere un’andatura più regolare. I più esperti possono chiudere il gruppo, gestendo meglio le variazioni di ritmo e l’elasticità naturale della fila.
Chi apre il gruppo ha un compito delicato: deve anticipare la strada e mantenere un’andatura costante. Non si tratta solo di guidare, ma di leggere il traffico, segnalare per tempo i cambi di ritmo e garantire che il gruppo rimanga compatto.
Un esempio tipico è l’ingresso in un centro abitato: è bene rallentare non appena compare il segnale di limite, così da evitare che il gruppo si “spacchi†in ingresso (semafori compresi)
All’estremità opposta, chi chiude il gruppo ha un ruolo altrettanto importante. Deve controllare che nessuno resti indietro e gestire l’effetto elastico, mantenendo sempre il contatto visivo con la fila.
Uno degli errori più sottovalutati è concentrarsi solo su chi precede. In realtà è fondamentale controllare regolarmente gli specchietti, per verificare che la moto dietro sia ancora presente. Se il contatto visivo si perde, è bene rallentare. Questo comportamento, se adottato da tutto il gruppo, permette di mantenere la coesione senza corse o recuperi improvvisati. Un controllo agli incroci o nei cambi di direzione aiuta a evitare disallineamenti.
Prima di accendere i motori è importante stabilire le regole del gruppo: ordine di marcia, gestione delle soste, segnali e comportamento generale. Non è un dettaglio, ma la base per evitare fraintendimenti. È altrettanto importante rispettare le posizioni assegnate e tornare al proprio posto dopo ogni sosta. Anche piccoli cambiamenti non comunicati possono generare confusione lungo la fila.
In gruppo o da soli, prima di mettersi in viaggio: Vacanze in moto – I controlli da fare prima di partire
Le possibili anomalie riscontrate al sistema di retromarcia assistita istallato sulle K 1600 ha obbligato la Casa di Monaco ad avviare un maxi richiamo in tutti gli Stati Uniti. Nessun rischio invece per i modelli circolanti in Europa
Dalle verifiche interne emerge che l’origine del guasto è nella centralina della retromarcia assistita, fornita dall’azienda austriaca BECOM Electronics. La tenuta non sarebbe sempre efficace nel tempo, soprattutto in condizioni di elevata umidità . L’ingresso di acqua e la conseguente corrosione dei contatti elettrici potrebbe causare nella forma più lieve in un mancato funzionamento della retromarcia e, in casi più gravi, portare al surriscaldamento della centralina. Pertanto, a fine marzo 2026, BMW ha deciso di avviare una campagna di richiamo volontaria nei mercati con clima tropicale-umido e negli Stati Uniti, dove la normativa sulla responsabilità del prodotto è particolarmente severa. La NHTSA riferisce che i concessionari sono stati informati a inizio aprile, mentre i clienti saranno contattati da maggio.
Il richiamo riguarda le BMW K 1600 GT, GTL, B e Grand America, anni modello dal 2017 al 2025, per un totale di 9.160 moto negli USA. La retromarcia assistita era optional dal 2017 ed è diventata di serie dal 2021. La soluzione prevista è la sostituzione della centralina con un componente dotato di migliore sigillatura, già introdotto in produzione dalla fine di gennaio 2025. L’intervento sarà ovviamente gratuito.
Come accennato, al momento BMW non prevede campagne di richiamo in Europa e non risultano segnalazioni analoghe. Ovviamente, saremo pronti ad avvertirvi in caso di eventuali novità .
Dalla entry level alle crossover di punta, la gamma CFmoto si presenta con bonus che partono da 200 euro e arrivano fino a 500 euro. Un intervento mirato che coinvolge diversi modelli. Eccoli uno per uno
Con l’arrivo della bella stagione partono le campagne promozionali: la Casa cinese applica riduzioni di prezzo su diversi modelli, dalle entry level fino alle crossover di media e alta cilindrata.
Le offerte sono valide per moto immatricolate dal 12 gennaio 2026 e solo fino al 30 di aprile. Conviene quindi affrettarsi…
Nel dettaglio, ecco i modelli coinvolti e i relativi vantaggi economici:
È una crossover "entry level" curata in tutto, perfetta per iniziare con l'Adventouring senza troppi patemi. È spinta da un brillante bicilindrico e sfoggia sospensioni regolabili, impianto frenante con due dischi singoli (da 320 mm davanti e da 240 mm dietro) e ABS disinseribile per la guida in fuoristrada. Di serie il parabezza regolabile, i paramani, il paramotore, il portapacchi e uno schermo TFT da 5†che si può connettere allo smartphone e il controllo di trazione. La sella ha la parte centrale più larga e accogliente ed è ben imbottita, il manubrio e le pedane sono ben posizionati. Su strada è svelta tra le curve nonostante il cerchio da 21†che la rende anche efficace in fuoristrada. Potente quanto basta e sempre gestibile la frenata.
Lowes con tre terzi posti è stato di gran lunga il migliore dei piloti “indipendentiâ€
È stato un grande weekend per Sam Lowes. Non è riuscito ad attaccare le due Ducati ufficiali di Nicolò Bulega e Iker Lecuona ma è stato la terza forza in campo, il loro rivale più pericoloso. Con tre terzi posti è stato di gran lunga il migliore dei piloti “indipendentiâ€.
"Penso che Bulega abbia fatto un bel passo avanti domenica, Iker un po' meno, ma sono contento di avere lottato con loro – si compiace –. Tutti sanno che al momento sono il punto di riferimento, sia per la moto che per il team. Siamo contenti di essere rimasti vicini a loro. È una buona pista per la Ducati, ma sono l'unico che sia riuscito a mantenere il contatto e persino a qualificarsi davanti a uno di loro. Ne sono davvero feliceâ€.
Nelle prime battute di Gara 2 l’inglese è addirittura stato al comando, ma non ha voluto forzare la mano per tentare il colpaccio.
“Sono stato prudente e volevo finire bene Gara 2. Volevo concludere in bellezza".
In questo inizio di stagione il pilota del team Marc VdS appare in gran forma.
“Le ultime sei gare sono andate bene! A parte l'errore sotto la pioggia a Phillip Island, ho portato a termine tutte le altre manche di quest'anno, il che ci ha messo in una buona posizione. Continueremo a lavorare sodo. L'anno scorso non ho concluso come avrei voluto, quindi è stato bello partire subito forte, conquistare tre podi nel terzo round, e con delle piste interessanti in arrivo. Speriamo che nelle prossime gare ci siano più piloti vicini, così da poter assistere a delle gare più combattute, ma per ora continuerò a concentrarmi sul cercare di raggiungere i due piloti ufficialiâ€.
Il weekend olandese era iniziato con qualche difficoltà ma il buon Iker ha chiuso in bellezza portando nuovamente a casa tre secondi
Ci sono tre cose che non fanno difetto a Iker lecuona: la simpatia, la velocità e la determinazione. Per il momento Nicolò Bulega gli è sopra di una spanna eppure lo spagnolo non demorde, continua a impegnarsi al massimo nel tentativo di aumentare il suo feeling con la Panigale e sorride sempre, anche quando non tutto è perfetto. Il weekend olandese era iniziato con qualche difficoltà ma il buon Iker ha chiuso in bellezza portando nuovamente a casa tre secondi posti. Bulega non è lontano.
“Devo ammettere di essere molto soddisfatto – considera con ottimismo –. Il weekend è iniziato con sensazioni forse non uguali a quelle di Portimao, ma siamo riusciti a ricucire il gap che ci serviva per essere molto competitivi."
Lecuona non correre per arrivare al secondo ma l’esperienza non gli manca ed ha capito che bisogna anche sapere aspettare.
“L'obiettivo è sempre quello di inizio stagione: crescere gara dopo gara, e lo stiamo facendoâ€.
Non lo dice apertamente ma sa che “quel “giorno†arriverà e nel frattempo affila le armi. Tenetelo d’occhio…
Mondiale Motocross - La pista del Ciclamino ha fatto da palcoscenico alla quinta tappa del calendario e i piloti non hanno deluso le aspettative, dando spettacolo in tutte le manche. Trionfano in MXGP Jeffrey Herlings e in MX2 Sacha Coenen. Classifica e calendario.
Il sole di ieri ha lasciato spazio, stamattina, alle nuvole e alla pioggia ad Arco di Trento, dove si è corso oggi il quinto round della stagione. Il maltempo ha bagnato la pista fino alla prima manche della MX2, poi è arrivato il sole: il tracciato è rimasto scavato, ma si è asciugato velocemente.
Giù i cancelletti della classe regina ed è Romain Febvre a firmare l’holeshot passando al comando della prima manche, seguito da Tom Vialle. Si fanno avanti poi Tim Gajser e poco dopo anche Lucas Coenen che passano Vialle e vanno ad occupare, rispettivamente, la seconda e terza piazza. Dopo qualche curva Coenen incappa in una caduta che retrocede fino alle ventitreesima posizione, tutto da rifare per il giovane belga. Herlings parte dalla nona, ma recupera velocemente e si trova presto quinto alle spalle di Adamo concede all’azzurro un paio di giri e poi mette in atto uno dei suoi classici “switchâ€, cambia passo, va all’attacco e scala la classifica fino a trovarsi alle spalle di Febvre, allo scadere del tempo cronometrato, non contento tenta il colpo e passa in testa, distaccando velocemente il campione del mondo in carica. Oggi sembra non essercene per nessuno. Dietro a Vialle, chiudono la top five Gajser e Renaux davanti ad Andrea Adamo. Coenen non riesce ad andare oltre la dodicesima piazza.
Nella seconda manche della MXGP è un sorprendente Kay de Wolf a mettere il sigillo sul quarto e ultimo holeshot di giornata passando in testa, seguito da Coenen, Gajser e Vialle. Il belga della casa orange passa subito all’attacco di de Wolf e anche gli altri due rimangono appaiati. Una piccola defaillance dell’olandese e Coenen ne approfitta prontamente prendendo il comando, anche Gajser passa all’attacco e in poco riesce a guadagnarsi la seconda piazza, sembra poi puntare alla pole, ma in un paio di giri tira i remi in barca. Herlings sfodera una manche simile alla prima: partenza verso la nona posizione e rimonta repentina a suon di giri veloci che, grazie anche alla caduta di de Wolf, gli permette di raggiungere le spalle di Gajser, verso la metà del tempo regolamentare. Sbavatura anche per Coenen che perde un paio di posizioni e cosi è Gajser a prendere il comando, seguito da Herlings. Chiudono la top five de Wolf e Renaux. Manche da dimenticare per Romain Febvre che dopo una partenza difficile, conduce gara in rimonta, ma non riesce ad andare oltre la dodicesima posizione, davanti ad Andrea Adamo.
Il podio trentino vede quindi salire sul gradino più basso Tom Vialle, seguito da Tim Gajser e su quello più alto c’è Jeffrey Helrings che si porta a quattro punti di distacco da Coenen, tabella rossa, nella classifica del mondiale.
Poche cose da segnare per la prima manche della MX2 che vede scattare davanti a tutti Sacha Coenen che fa suo l’holeshot, inseguito da Valin, Farres ed Everts. Il belga conduce una manche costante e senza commettere sbavature. Le prime quattro posizioni rimangono invariate fino al termine. La quinta piazza viene occupata da Karlis Reisulis che riesce ad ottenerla dopo i primi dieci minuti di tempo cronometrato, grazie al sorpasso su Grau. Laegenfelder in difficoltà non riesce ad andare oltre la decima posizione.
Anche nella seconda manche è Sacha Coenen a firmare l’holeshot e portarsi davanti a tutti, ed anche qui si dimostra concreto e concentrato e, nonostante una caduta sullo scadere del tempo cronometrato, grazie al margine totalizzato su Farres (2º), non compromette la pole e va a vincere a punteggio pieno il GP. Terzo è Simon Laegenfelder che oggi è apparso un po’ più in difficoltà . Un Liam Everts un po’ sotto tono chiude la manche in nona posizione davanti al nostro Valerio Lata.
Il circus del mondiale si prende una pausa e si ripartirà il 24 maggio in Francia a Lacapelle Marival.
Clicca qui per il calendario completo e qui per la classifica aggiornata.
Da quanto si è visto finora il caposquadra del team Ducati sembra invincibile, a dimostrarlo ci sono 13 successi consecutivi, ma anche la determinazione e la sicurezza con cui corre
Chi è capace di fermare Nicolò Bulega? Da quanto si è visto fino ad ora il caposquadra del team Aruba Ducati sembra invincibile, e non è soltanto per la striscia di 13 successi consecutivi con cui ha chiuso il round Olanda Superbike; è anche per la determinazione con cui corre, per la sicurezza che gli permette di non sentirsi mai in difficoltà . Anche questa volta ha conquistato pole position, record della pista e tre vittorie in gara. Al via dell’ultima manche si è trovato alle spalle dei due rivali più pericolosi, Sam Lowes e Iker lecuona, ma pur trovandosi a inseguire non ha perso la calma.
“Non ho fatto una partenza perfetta, Sam e Iker mi hanno superato nei primi giri – ripercorre la sua strategia –. Sono rimasto calmo e ho studiato dove potevo sorpassarli. Da lì in poi, è stata una gara fantastica. Ho fatto dei bei sorpassi e non ho commesso errori. Abbiamo migliorato il feeling rispetto a ieri e abbiamo avuto un buon passo gara, quindi sono contentoâ€.
Fin troppo morigerato per un pilota che sta dominando la stagione. Dopo solo tre round ha già un vantaggio di 69 punti, potrebbe restare a casa un weekend e si troverebbe comunque ancora in testa al campionato. Bulega in questo momento ha una mentalità da killer.
“Sono in una buona situazione, ho la giusta mentalità , so di poter essere veloce in qualsiasi condizione. Vincere 13 gare di fila ti dà una grande motivazione per le gare a venire; mi ha fatto bene alla testaâ€.
Sì, decisamente è il suo momento. È iniziata l’era di Bulega?
“L'Era di Bulega suona bene. Penso che stiamo vivendo un'epoca positiva. Riesco a guidare bene la mia moto perché il mio team ascolta i miei feedback, il che ci permette di migliorare sessione dopo sessione. Questo è il risultato del duro lavoro mio e di Ducati.â€
Nicolò ha vinto a mani basse, dall’inizio del campionato non si è lasciato sfuggire un successo e ora guida la classifica piloti con un margine di 69 punti sul compagno di squadra Iker Lecuona
Nicolò Bulega ha fatto 13 e non è vero che non gli interessa avere raggiunto il primato di vittorie consecutive detenuto da Toprak Razgatlıoğlu, come invece aveva dichiarato alla vigilia del round Olanda Superbike: esultava dopo l’arrivo di Gara 2, ancora una volta dominata dal pilota italiano e dalla Ducati. Nicolò ha vinto a mani basse, dall’inizio del campionato non si è lasciato sfuggire un successo e ora guida la classifica piloti con un margine di 69 punti sul compagno di squadra Iker Lecuona: è più di un round di vantaggio quando ne sono stati disputati appena tre. Fa paura l’emiliano, e fa paura la sicurezza con cui corre. Questa volta era partito davanti Sam Lowes, seguito da Lecuona; il caposquadra della Ducati era in terza posizione, li ha lasciati sfogare per un paio di giri, li ha saltati entrambi in un passaggio solo e lo hanno rivisto soltanto dopo l’arrivo. Non ce n’è per nessuno. Ormai sono esauriti gli aggettivi, Bulega ha una marcia in più degli altri e di questo passo di record ne vedremo saltare ancora parecchi
Lo spagnolo non è a livello del suo caposquadra ma sta imparando a sfruttare una moto che ha preso in mano solo all’inizio di questa stagione, ne sta scoprendo i limiti e il modo di spingerla al massimo. Non crediate che sia disposto a restare secondo per tutto il resto del campionato…
Tre vittorie per Bulega, tre secondi posti per Lecuona e tre terzi per Sam Lowes, in gran forma sul circuito olandese. Ristabilito dopo l’infortunio alla mano sinistra che in Portogallo lo aveva fatto penare, l’inglese si è dimostrato estremamente solido e anche così intelligente da saper rinunciare alla tentazione di puntare a un piazzamento che avrebbe richiesto molti rischi. È di gran lunga il migliore degli “indipendentiâ€, il team Marc VdS si confermo squadra privata sì, ma di alto livello.
Però non è da meno il team Barni, la squadra di Marco Barnabò che ha piazzato in quarta e quinta posizione i suoi due piloti: con la formazione italiana Alvaro Bautista sembra avere trovato la sua dimensione e qui è giunto tre volte quarto, in questo ultimo heat difendendosi da Yari Montella che lo ha insidiato fin sul traguardo. Molto bene anche Lorenzo Baldassarri, sesto, capace di rimontare diverse posizioni e precedere Xavi Vierge. Finalmente una bella gara per Andrea Locatelli al quale l’ottavo posto non rende pienamente giustizia: oggi la Yamaha è quello che è ma lui ha lottato con tanta grinta per risalire posizioni. Meriterebbe qualcosa di più.
Lo meriterebbero anche i piloti di una BMW che qui è sembrata irriconoscibile: nono posto per Danilo Petrucci, 12º per Miguel Oliveira. Non era stato così in Portogallo, soltanto poche settimane fa: cosa è successo? Non ha fatto faville nemmeno Axel Bassani che ha chiuso il weekend con un 13º posto, Stefano Manici con la 10ª posizione ha conquistato 1 punto mentre Alberto Surra è rimasto a bocca asciutta, 17º.
1. Nicolò Bulega (Aruba.it Racing - Ducati)
2. Iker Lecuona (Aruba.it Racing - Ducati) +2.724
3. Sam Lowes (ELF Marc VDS Racing Team) +5.257
4. Alvaro Bautista (Barni Spark Racing Team) + 8.941
5. Yari Montella (Barni Spark Racing Team) +9.845
6. Lorenzo Baldassarri (Team GoEleven) +12.872
Giro veloce: Nicolò Bulega (Ducati) – 1’33.162
1. Nicolò Bulega (Aruba.it Racing - Ducati) 186 punti
2. Iker Lecuona (Aruba.it Racing - Ducati) 117
3. Sam Lowes (ELF Marc VDS Racing Team) 82
4. Miguel Oliveira (ROKiT BMW Motorrad WorldSBK Team) 69
5. Alex Lowes (bimota by Kawasaki Racing Team) 69
6. Axel Bassani (bimota by Kawasaki Racing Team) 67
Il pilota thailandese della Honda HRC è rimasto fuori dal round Olanda a causa di questa caduta in uscita dalla curva 5
Niente gara per Somkiat Chantra, che già aveva saltato il round Australia, appuntamento d’apertura del mondiale Superbike 2026. Il pilota thailandese della Honda HRC è rimasto fuori dal round Olanda a causa di questa caduta in uscita dalla curva 5 a otto minuti dalla fine delle FP3 del sabato mattina.
L’incidente aveva provocato l’interruzione delle prove con bandiera rossa: Chantra, finito a terra per la perdita di aderenza dello pneumatico posteriore, era rimasto sull’asfalto e successivamente era stato trasferito al centro medico dove gli sono state riscontrate diverse contusioni e un ematoma alla parte inferiore della schiena e alla coscia. Era stato dichiarato “Unfit†per cui non aveva potuto prendere parte a Gara 1, ma sperava di poter correre il giorno successivo, dopo una notte di riposo. Non è andata così: è stato rivalutato dalla commissione medica la domenica mattina, e i medici hanno ritenuto che non fosse ancora in grado di scendere in pista, per cui il thailandese si è dovuto accontentare di seguire le gare da spettatore.
Con questa vittoria il ducatista ha portato a 12 il numero dei successi consecutivi. Gliene manca uno per eguagliare il record di Toprak Razgatlıoğlu ma la cosa non gli interessa più di tanto
Nicolò Bulega continua a martellare e con la vittoria conquistata nella Superpole Race del round Olanda, terza prova del mondiale Superbike, ha portato a 12 il numero dei successi consecutivi. Gliene manca uno soltanto per eguagliare il primato di Toprak RazgatlıoÄŸlu ma ha già dichiarato che la cosa non gli interessa più di tanto. Quello che conta sono i punti per il titolo e più di così non potrebbe fare visto che dopo otto gare è a punteggio pieno; il pilota della Ducati sta spianando il campionato come un rullo compressore e non c’è nessuno che sembri in grado di contrastarlo. Nemmeno il compagno di squadra Iker Lecuona, che comunque continua a farsi valere: ha concluso secondo un’altra volta, ed è la quinta consecutiva, staccato di 1â€742 dal comandante.
Sull’ultimo gradino del podio Sam Lowes si conferma la terza forza in campo, nuovamente migliore dei privati con la Ducati del team Marc VdS.
La gara dei primi tre non ha avuto scossoni; più movimentata quella alle loro spalle per il confronto fra Alvaro Bautista ed Alex Lowes, concluso a favore dello spagnolo autore di un bel sorpasso al penultimo giro; bagarre feroce anche per la sesta posizione, qui è stato Xavi Vierge a spuntarla proprio all’ultimo giro e si è assicurato così la seconda fila per la partenza di Gara 2, precedendo di un soffio Danilo Petrucci e Yari Montella. Chiuderà la terza fila Andrea Locatelli, nono; il pilota di Sebino avrebbe potuto fare meglio perché nelle fasi iniziali era tra le prime cinque posizioni, ma ha perso terreno e poi ha dovuto cederne una a Remy Gardner, penalizzato per guida irresponsabile, anche se poi è riuscito a riprendersi il piazzamento.
Non pervenuto Miguel Oliveira, soltanto 11º, davanti a Surra e Baldassarri. 17º posto per Jonathan Rea che ha sostituito l’infortunato Darren Dixon sulla Honda HRC ma non ha più il ritmo dei tempi migliori.
Questi i primi nove della Superpole Race
1. Nicolò Bulega (Aruba.it Racing - Ducati)
2. Iker Lecuona (Aruba.it Racing - Ducati) +1.742
3. Sam Lowes (ELF Marc VDS Racing Team) +2.632
4. Alvaro Bautista (Barni Spark Racing Team) +6.219
5. Alex Lowes (Bimota by Kawasaki Racing Team) +6.373
6. Xavi Vierge (Pata Maxus Yamaha) +9.318
7. Danilo Petrucci (ROKiT BMW Motorrad WorldSBK Team) +9.432
8. Yari Montella (Barni Spark Racing Team) +9.433
9. Andrea Locatelli (Pata Maxus Yamaha) +11.347
Giro veloce: Nicolò Bulega (Ducati) – 1’32.357, nuovo giro record