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#motociclismo #news #insella.it
Se vi piacciono le naked, ecco 6 proposte ben fatte, efficaci fra le curve e con prezzi fino a 8.000 euro
Agilissime, facili da guidare e compatte nelle dimensioni e nel peso, le naked entry level sono la scelta più razionale e furba per chi desidera approcciare al mondo delle due ruote in modo graduale. L’offerta è piuttosto variegata, ma se avete un budget limitato ecco i modelli che fanno al caso vostro.
Azienda cinese leader nella produzione di veicoli a due e quattro ruote, CFMOTO è in Italia da ormai diversi anni e nella sua ricca gamma propone la 675 NK, una naked dalle linee moderne spinta da un motore a tre cilindri in linea progettato, sviluppato e realizzato internamente. Le forme di questa nuda sono però tutte italiane e nascono dalle sapienti mani di Modena40, R&D di CFMOTO capitanato dal designer Carles Solsona, la cui sede si trova a Rimini. Tutto il resto è stato prodotto e assemblato in Cina, a partire appunto dal suo motore a tre cilindri in linea di 674 cm³ e 90 CV di potenza massima. Un motore pronto ai bassi e vigoroso nell’allungo, con una risposta al gas decisa ma comunque gestibile anche da chi è alle prime armi.
Il motore è inserito in un telaio in acciaio sostenuto da una forcella KYB a steli rovesciati di 41 mm completamente regolabile e da un monoammortizzatore regolabile nel precarico e nell’estensione. La dotazione elettronica offre ciò che serve: cruscotto con schermo TFT da 5†(dotato di connettività e doppia presa USB) e controllo di trazione regolabile su 2 livelli, ma niente mappe motore (l’acceleratore è a cavo). La posizione di guida è azzeccata, il serbatoio è ben sagomato e la sella snella permette di appoggiare bene i piedi anche a chi è sotto il metro e ottanta. I cambi di direzione sono rapidi e l’avantreno è sempre preciso. Bene anche la frenata, potente e modulabile.
Prezzo: 6.590 euro f.c.
La nuova Hornet è una moto completamente diversa rispetto al passato, sia nelle forme sia nelle dimensioni e nelle dotazioni. È spinta infatti da un bicilindrico parallelo di 755 cm³ e non più da un ruggente quattro in linea come un tempo, ma le sue prestazioni restano comunque di rilievo: 92 CV di potenza massima a 9.500 giri/min e 75 Nm di coppia a 7.250 giri/min, che donano al twin un carattere grintoso agli alti e un allungo degno di nota. Dal canto suo, la ciclistica asseconda senza problemi la guida sportiva, mostrando una buona stabilità anche a velocità elevate, con sospensioni Showa pluriregolabili sufficientemente sostenute e freni potenti ma modulabili, specie al posteriore. I cerchi sono in lega di 17 pollici, il peso è di 196 kg in ordine di marcia, mentre la sella si trova a 795 mm da terra. Cinque le modalità di guida disponibili: tre predefinite (Sport, Standard, Rain) e due personalizzabili (User 1, User 2), nelle quali sono integrati tre livelli di controllo di trazione, l’anti-impennata e tre livelli di regolazione della potenza e del freno motore. Da quest’anno sarà venduta con la sola frizione a controllo elettronico E-Clutch, il cui funzionamento ci ha convinti sia per quanto riguarda la praticità sia per il piacere di guida.
Prezzo: 8.390 euro f.c.
Rivista nel look, nella dotazione e nell’ergonomia, la naked media di Kawasaki per il 2026 guadagna anche una S nel suo nome, a testimonianza di come gli interventi siano stati mirati a renderla più sportiva. Le linee sono più muscolose ed aggressive, mentre la triangolazione fra sella, manubrio e pedane è stata resa più dinamica abbassando il manubrio e arretrando le pedane. Cambiano anche le selle di pilota e passeggero, più larghe e imbottite. Il motore rimane il collaudato bicilindrico parallelo di 649 cm³, lineare nell’erogazione e ricco di coppia già ai bassi, ma guadagna di serie il controllo di trazione. Il motore è racchiuso all’interno di un telaio a traliccio in acciaio, sostenuto da una forcella a steli tradizionali di 41 mm e da un monoammortizzatore regolabile nel precarico. L’impianto frenante si affida a un doppio disco anteriore da 300 mm e a un disco posteriore da 220 mm, con ABS Continental.
Prezzo: 7.490 euro f.c
Aggiornata proprio quest’anno, la Trident 660 cambia nel look, con linee più scolpite e meno tondeggianti per serbatoio e codino, fari full-LED rivisti e una sella in due pezzi. Le novità più rilevanti sono però racchiuse nel motore: il tre cilindri in linea di 660 cm³ è stato rivisto internamente e beneficia ora di un sistema di alimentazione attraverso tre corpi farfallati ride-by-wire (prima era uno solo e comandato a cavo) e diventa ancora più cattivo agli alti, con un allungo fin sopra i 12.000 giri. La spinta è notevole già ai medi regimi, mentre ai bassi si apprezza per la sua linearità . Cambia anche l’airbox, ora più grande per migliorare il flusso d’aria, mentre la testa dei cilindri viene riprogettata con valvole di scarico più larghe e con il profilo delle camme rivisto. Il cambio ha la prima marcia più lunga e il sistema elettronico è stato ricalibrato nelle logiche di intervento. Per quanto riguarda la gestione elettronica, debutta la modalità di guida Sport, che si aggiunge a Road e Rain.
La piattaforma inerziale a sei assi gestisce ABS e controllo di trazione anche in piega (entrambi disattivabili). Fra le curve la Trident è rapida nella discesa in piega e velocissima nei cambi di direzione; il sostegno trasmesso dalle sospensioni Showa è buono ma, se messa alla frusta, risultano un po’ cedevoli, specie la forcella che è priva di regolazioni. Bene l’impianto frenante: è potente il giusto e il comando posteriore è molto modulabile e preciso nella risposta. Quello anteriore va invece azionato con decisione. L’ABS è ben tarato per la guida normale, risultando un filo invasivo solo nelle frenate “al limiteâ€.
Prezzo: 8.395 euro f.c.
Voge, brand premium del colosso cinese Loncin, propone questa naked dalle linee moderne e spigolose, spinta da un bicilindrico parallelo di 581 cm³ e 70 CV erogati a 9.000 giri/min. Motore caratterizzato da una buona spinta ai medi e alti regimi, pur restando facile e confidenziale anche per chi ha poca esperienza. La ciclistica adotta soluzioni tradizionali: telaio a traliccio in acciaio e forcellone bibraccio nello stesso materiale, sostenuti da sospensioni KYB. All’anteriore la forcella ha steli rovesciati di ben 54 mm di diametro e il monoammortizzatore è azionato tramite leveraggio. Ricca la dotazione con due modalità di guida, ABS, controllo di trazione e display TFT con connessione. Tra le curve è stabile e sicura e la frenata è potente. Il peso elevato non la rende molto maneggevole e le sospensioni poco inclini a filtrare le sconnessioni riducono il comfort.
Prezzo: 5.990 euro f.c.
Tra le presenze storiche in questo segmento, la Yamaha MT-07, con il suo bicilindrico CP2 di 689 cm³ e 73 CV caratterizzato da una spinta corposa e regolare già ai bassi regimi, è fra i modelli più gettonati da chi ha poca esperienza ma cerca una moto ben fatta, agile, leggera e maneggevole, capace di divertire fra le curve. Proprio lo scorso anno è stata aggiornata nell’elettronica, con l’arrivo dell’acceleratore ride-by-wire che ha permesso di gestire tre mappe motore e il controllo di trazione (regolabile su due livelli e disinseribile).
La ciclistica sfoggia telaio (alleggerito di 400 grammi) e forcellone rivisti per aumentare la rigidità torsionale e migliorare così il comportamento nelle curve strette. Debutta poi una nuova forcella a steli rovesciati da 41 mm, mentre i cerchi sono stati alleggeriti. Arrivano (finalmente) anche le pinze freno ad attacco radiale. Il frontale è dominato da una nuova mascherina che enfatizza l’aspetto grintoso della MT-07, ma cambia anche la posizione di guida: il manubrio è stato ribassato e arretrato, mentre le pedane sono state abbassate di 10 mm, il che si traduce in una posizione più sportiva ed efficace fra le curve. La MT-07 2026 è ancora più agile, soprattutto sullo stretto, grazie anche alla taratura della forcella, che è piuttosto reattiva nel ritorno, soprattutto in uscita di curva. Il motore offre una risposta più precisa ai comandi dell’acceleratore e, grazie alle mappature, si può gestire meglio in base alle caratteristiche del percorso. Bene anche la frenata, più potente rispetto al passato.
Prezzo: 7.999 euro f.c.
Dalle strade bianche dell'Himalaya ai circuiti ovali del Campionato del Mondo FIM, l'incredibile trasformazione di una moto da strada diventata vincente
Nel mondo delle competizioni, per arrivare alla vittoria ci vuole una base “sportivaâ€. Royal Enfield, in collaborazione con gli esperti di Harris Performance, ha deciso di invertire la rotta. La FT MK2 è il risultato di questa sfida: una moto che mantiene il "cuore" della produzione di serie ma sulla terra battuta ha saputo tirare fuori gli artigli.
Il punto di partenza del progetto è la piattaforma Sherpa, utilizzata da Himalayan e Guerilla. Originariamente concepita per moto stradali tuttofare questo monocilindrico da 452cc è diventato però la base perfetta per entrare nella classe leggera del Flat Track.
Mentre il motore di serie dell'Himalayan 450 eroga circa 40 CV, la versione FT MK2 è stata portata a una potenza stimata tra i 45 e i 50 CV attraverso una gestione elettronica dedicata, un sistema di scarico ad alte prestazioni e un'aspirazione ottimizzata. Il vero vantaggio rispetto ai rivali, tuttavia, non è la potenza massima, ma la fluidità di erogazione. Questa caratteristica permette al pilota di trovare trazione in uscita di curva, dove i motori più nervosi tendono a far slittare eccessivamente lo pneumatico posteriore.
Se il motore è il cuore, il telaio è lo scheletro che permette la magia. Sviluppato da Harris Performance, dal 2015 di proprietà del costruttore indiano, il telaio della MK2 è un'opera d'arte in acciaio al carbonio manganese, utilizzato in ambito aerospazioale. Le differenze tecniche rispetto alla versione stradale sono radicali.
Peso: la moto è stata sottoposta a una cura dimagrante estrema. Dai 196 kg dell'Himalayan standard, la FT MK2 scende a circa 120-130 kg, eliminando ogni componente superfluo.
Geometrie: il baricentro è stato abbassato drasticamente per migliorare l'agilità .
Ciclistica: ruote da 19 pollici su entrambi gli assi (standard nel Flat Track) e l'assenza totale del freno anteriore, come previsto dal regolamento.
Grazie a questa configurazione, la moto permette al pilota di disegnare traiettorie diverse rispetto alla concorrenza, offrendo vantaggi nella gestione dei sorpassi.
Il pilota incaricato di portare in gara questo prototipo è il britannico Gary Birtwistle. Birtwistle ha accettato il progetto consapevole della differenza tecnica iniziale tra la MK2 e le moto da competizione della concorrenza. "Sapevo che all'inizio non avrei vinto subito, ed ero d'accordo con questo," ha dichiarato Birtwistle, sottolineando come il progetto riguardi il processo di crescita e il vedere fin dove ci si può spingere.
I risultati, tuttavia, non hanno tardato ad arrivare. Dopo aver dominato il Campionato Nazionale UK nel 2023 (vincendo sia nella categoria Pro che Twin), la MK2 è ora approdata sul palcoscenico del Campionato del Mondo FIM Flat Track. Per Birtwistle, ottenere un podio con questa moto è una vittoria speciale, poiché significa battere macchine nate solo per la pista partendo da una base stradale.
L’obbligo del contrassegno entrerà in vigore il 16 maggio , mentre per l’assicurazione si va al 16 luglio. Ma tra appuntamenti introvabili in Motorizzazione e dubbi sulle polizze il sistema sta già mostrando facendo acqua da tutte le parti
Con l’entrata in vigore della legge 177/2024, sono stati introdotti nuovi obblighi per i monopattini elettrici. Le novità principali sono due: l’obbligo del contrassegno identificativo adesivo, il cosiddetto “targhinoâ€, e quello della copertura assicurativa RC. Le due scadenze però non coincidono. Per l’assicurazione è infatti arrivato un rinvio al 16 luglio 2026, mentre il targhino diventerà obbligatorio già dal 16 maggio. A pochissimi giorni dalla data ultima, emergono però nuove difficoltà . C’era da aspettarselo: sulla carta le procedure sembrano semplici, ma nella realtà il sistema si sta già inceppando prima ancora della partenza.
Per ottenere il contrassegno identificativo (qui vi spiegavamo nel dettaglio la procedura da seguire) è necessario come prima cosa presentare la richiesta tramite il Portale dell’Automobilista oppure affidandosi a un’agenzia di pratiche auto. Fatto questo, serve un passaggio obbligatorio in Motorizzazione Civile. Ed è proprio qui che stanno nascendo i problemi.
Per ritirare fisicamente il targhino bisogna infatti prenotare un appuntamento, ma in molte sedi gli slot disponibili sarebbero già saturi o molto difficili da trovare a ridosso della scadenza del 16 maggio. Una situazione prevedibile, considerando che l’obbligo riguarda un numero enorme di utenti e che la macchina organizzativa è partita con tempi piuttosto stretti.
Il rischio concreto è quindi quello di trovarsi impossibilitati a completare la procedura pur avendo avviato regolarmente la richiesta.
Sul fronte assicurativo la situazione è diversa, ma non meno confusa.
Il rinvio al 16 luglio ha dato più tempo agli utenti, tuttavia resta aperto un problema importante: non tutte le coperture che citano i monopattini elettrici sono automaticamente valide ai fini dell’obbligo di legge. Bisogna stare attenti. Molte polizze reperibili online citano infatti i monopattini elettrici, ma solo all’interno della responsabilità civile del capofamiglia. Non va bene. La legge richiede infatti una vera RC conforme ai requisiti previsti per i veicoli a motore, con massimali specifici. Tradotto: chi sceglie una copertura generica rischia di scoprire troppo tardi che la polizza sottoscritta non è sufficiente.
Quinto round del Mondiale 2026, Bezzecchi e Martin separati da 11 punti. Orari TV completi e dove vedere prove, qualifiche e gara
A Le Mans la classifica del Mondiale 2026 parla Aprilia, ma con un dettaglio che rende il weekend francese ancora più ghiotto: Marco Bezzecchi e Jorge Martin, primo e secondo a soli 11 punti di distanza, sono entrambi già saliti sul gradino più alto del podio, anche se in passato e con un'altra moto. Bezzecchi ci riuscì nel 2023, Martin nel 2024, l'anno del suo titolo iridato, sempre in sella alla Ducati. Adesso si ritrovano a giocarsela nello stesso box con la RS-GP26, che fin qui si è dimostrata la moto da battere. Il romagnolo arriva da tre vittorie nelle gare lunghe e dal secondo posto di Jerez, dove però è tornata sul gradino alto del podio una Ducati: quella Gresini di Alex Marquez, ora risalito al settimo posto a soli quattro punti dal fratello.
Dietro al duo Aprilia, la situazione si fa frastagliata. Fabio Di Giannantonio porta avanti la causa Ducati (terzo a -30 dalla vetta, reduce dal podio spagnolo), Pedro Acosta è quarto con la KTM (-35), Marc Marquez è quinto a -44 e a Le Mans non vince dal 2019, ai tempi della Honda. Pecco Bagnaia, dopo il ritiro di Jerez, è sprofondato al nono posto a -67: per il piemontese serve un'inversione di tendenza già da venerdì. Da capire anche Fabio Quartararo, ancora alle prese con il nuovo motore V4 della Yamaha. E poi c'è il fattore meteo, che qui è un classico: lo scorso anno fu Johann Zarco a fare il colpaccio davanti al pubblico di casa scegliendo le rain in una domenica caotica, prima vittoria di un francese in classe regina a Le Mans dai tempi di Pierre Monneret nel 1954. La Honda LCR ci spera, nuvole permettendo.
Tutto il weekend va in onda in diretta integrale su Sky Sport MotoGP (canale 208) e in streaming su NOW. Su TV8 sono in chiaro le qualifiche e la Sprint del sabato in diretta, mentre le tre gare della domenica sono trasmesse in differita.
Venerdì 8 maggio
9:00 – Moto3, Prove Libere 1
9:50 – Moto2, Prove Libere 1
10:45 – MotoGP, Prove Libere 1
13:15 – Moto3, Prove
14:05 – Moto2, Prove
15:00 – MotoGP, Prove
Sabato 9 maggio
8:40 – Moto3, Prove Libere 2
9:25 – Moto2, Prove Libere 2
10:10 – MotoGP, Prove Libere 2
10:50 – MotoGP, Qualifiche Q1
11:15 – MotoGP, Qualifiche Q2
12:45 – Moto3, Qualifiche Q1
13:10 – Moto3, Qualifiche Q2
13:40 – Moto2, Qualifiche Q1
14:05 – Moto2, Qualifiche Q2
15:00 – MotoGP, Sprint (13 giri)
Domenica 10 maggio
9:40 – MotoGP, Warm Up
11:00 – Moto3, gara (20 giri)
12:15 – Moto2, gara (22 giri)
14:00 – MotoGP, gara (27 giri)
TV8 in chiaro – Sabato qualifiche e Sprint MotoGP in diretta dalle 10:50. Domenica in differita: Moto3 alle 14:00, Moto2 alle 15:15, MotoGP alle 17:00.
KTM presenta la gamma SX 2027: nove modelli, iniezione anche sui 2T, garanzia 12 mesi e nuova livrea Orange. Da fine maggio in concessionaria
Quando una Casa rinnova la propria gamma cross, di solito ci si aspetta una livrea aggiornata e una manciata di interventi sui setting di sospensioni o motore. Per il 2027, invece, KTM pensa al futuro introducendo la nuova Premium Manufacturer's Warranty: 12 mesi di garanzia su parti e difetti di produzione, estesa a tutta la gamma SX. Le moto da cross sono storicamente terra di nessuno per quanto riguarda la copertura post-vendita, KTM cambia approccio, a patto che la manutenzione venga eseguita rispettando gli intervalli di tagliando presso un concessionario ufficiale.
Sul fronte estetico, la livrea Orange si rinnova con inserti rossi sui convogliatori del serbatoio e grafiche in-mold cioè incorporate nella plastica anziché applicate sopra.
La gamma SX 2027 si articola in nove modelli, divisi in due grandi famiglie. Le minicross dedicate ai più giovani comprendono la 50 SX, la 65 SX e la 85 SX, quest'ultima offerta in due taglie di ruote (17/14 e 19/16). Poi ci sono le moto per i più grandi divise tra 2 tempi e 4 tempi: tre 2T (125 SX, 250 SX e 300 SX) e tre SX-F (250, 350 e 450). La 300 SX in particolare resta uno dei modelli più caratterizzanti del catalogo, e uno di quelli su cui KTM continua a investire mantenendo viva la tradizione del 2 tempi di grossa cilindrata.
Confermata la scheda tecnica: telaio in acciaio idroformato e tagliato al laser. Sotto si trova un pacchetto componenti di livello, sospensioni WP XACT con tarature dedicate per ciascun modello, cambi Pankl, frizioni e impianti frenanti Brembo, cerchi Excel con mozzi CNC, gomme Dunlop Geomax MX34, manubri NEKEN, manopole ODI lock-on e corpi farfallati Keihin. Insomma, come da tradizione KTM, ogni moto è ready torace.
Per i prezzi (IVA inclusa) si parte dai 4.850 euro della 50 SX e si sale così:
Le nuove SX arriveranno in concessionaria a partire da fine maggio 2026.
Norton riparte e lo fa in grande: la Manx R V4 da 1.200 cm³ ha 206 CV ed è proposta in quattro versioni. A breve le proveremo, nell'attesa, ecco come è fatta!
La Norton è una delle bandiere del motociclismo anglosassone: 127 anni di vita, le vittorie al Tourist Trophy degli anni '30 e '50, il telaio "featherbed" diventato leggenda, i tanti passaggi di mano e i tanti rilanci mai del tutto riusciti. Stavolta però la cornice è diversa: il marchio britannico nel 2020 è entrato nell'orbita di TVS Motor Company, colosso indiano da circa 5,9 milioni di mezzi venduti l'anno in 90 mercati, che ha investito oltre 200 milioni di sterline negli ultimi cinque anni per riportare in carreggiata la causa britannica. Il quartier generale è stato spostato a Solihull, in Inghilterra, in uno stabilimento nuovo di zecca, e qui prende vita la Manx R, prima moto del corso che a Norton chiamano Resurgence. Il nome non è un caso: la Manx era la moto da Tourist Trophy che fra il 1947 e i primi anni '60 mise in fila trofei e podi nell'Isola di Man (94 vittorie e 323 podi complessivi nella storia della casa).
Si parte dalla Manx R "liscia", quella che fa da porta d'ingresso alla famiglia. Sotto le sovrastrutture batte un V4 a 72° di 1.200 cm³, raffreddato a liquido, con valvole di aspirazione in titanio e doppio iniettore per cilindro: 206 CV a 11.500 giri e 130 Nm a 9.000 giri, dichiarati. Il telaio è un doppio trave in alluminio pressofuso, accoppiato a un forcellone monobraccio nello stesso materiale, con interasse di 1.435 mm e altezza sella di 840 mm. La forcella è una Marzocchi a steli rovesciati da 45 mm, regolabile, abbinata a un mono ammortizzatore anch'esso regolabile. I freni arrivano dalla nuova famiglia Brembo Hypure: pinze radiali a 4 pistoncini su dischi flottanti da 320 mm all'anteriore, disco da 245 mm dietro, il tutto con ABS Bosch in piega. Le ruote sono in alluminio fuso, gommate Pirelli Diablo Supercorsa SP-V4 (120/70 davanti, 200/55 dietro). La dotazione elettronica è già completa: piattaforma inerziale Bosch a 6 assi, cinque ride mode (Rain, Road, Sport e due Track), controllo di trazione, controllo dell'impennata e dello slittamento, cruise control attivo anche in piega, launch control e display TFT touch da 8 pollici con integrazione GoPro e accesso keyless. Peso senza carburante: 210 kg. Prezzo: 23.250 euro.
Salendo di un gradino si arriva alla Apex, che mantiene tutta la base meccanica della Manx R ma cambia gli ingredienti che fanno la differenza in pista e nel guidato veloce. Le sospensioni Marzocchi passano alla versione semi-attiva: la centralina aggiorna lo smorzamento in compressione ed estensione ogni tre millesimi di secondo, leggendo in tempo reale posizione, velocità e accelerazione di forcella e mono. Le ruote in alluminio fuso lasciano il posto a quelle forgiate OZ Racing, con un risparmio di massa non sospesa che dovrebbe farsi sentire nei cambi di direzione. La sella è ora divisa pilota-passeggero, e il peso senza carburante scende di tre chili, a quota 207 kg. Restano invariate la ciclistica, l'elettronica e i freni. Prezzo: 29.750 euro.
Con la Signature si entra nel territorio delle finiture ultra pregiate. Le sovrastrutture sono interamente in fibra di carbonio, le ruote sono delle Rotobox Bullet Pro sempre in carbonio e la sella diventa monoposto, con sblocco keyless. Le sospensioni semi-attive Marzocchi e i freni Brembo Hypure sono confermati dalla Apex, così come l'elettronica completa. La cura del dettaglio passa dalle sequenze di accensione dedicate per fari e cruscotto, una di quelle civetterie che di solito si trovano sulle moto da collezione. Peso senza carburante: 203 kg, sette in meno della base. Prezzo: 43.750 euro.
In cima alla gamma c'è la First Edition, prodotta in serie limitata e con prezzo "su richiesta". Eredita tutto della Signature ma alza ulteriormente l'asticella sui particolari: scarico Akrapovic in titanio omologato per la strada, viteria di telaio, motore e sovrastrutture in titanio, componenti lavorati dal pieno (leve freno e frizione, pedane pilota, tappi e ispezioni), piastra superiore di sterzo con numerazione esclusiva, decalcomanie dedicate, pannelli laterali con Union Jack aerografato, pinze Brembo Hypure colorate e sella imbottita in pelle ricamata. C'è anche un pacchetto di accessori "off-bike" che la Norton non ha ancora dettagliato. Il peso senza carburante scende ulteriormente a 201 kg. E per chi, tra gli appassionati di moto sportive fa ancora fatica a digerire l'estetica da appendiabiti cibernetico creato dalle ormai immancabili alette aerodinamiche, sappiate che la Manx R rinuncia esplicitamente a queste appendici, affidando alle sole sospensioni semi-attive la gestione del trasferimento di carico in frenata e accelerazione. Una scelta filosofica più che ingegneristica, e nel segmento delle superbike contemporanee, dove il profluvio di alette è la regola, fa un certo effetto.
I meravigliosi tornanti che portano allo Stelvio mettono fame. Fortunatamente, oltre alle incredibili viste sulle cime e sulle valli, il Passo più amato da noi motociclisti ha molto da offrire anche dal punto di vista gastronomico
Posto a 2.757 metri d’altitudine, il Passo dello Stelvio è una meta imperdibile per tutti noi motociclisti. Panorami mozzafiato sulla Valtellina e sulla Val Venosta, curve da pennellare morbidamente e stretti tornanti rendono il tutto ancora più bello. Delle strade e dei percorsi migliori per arrivarci ve ne parlavamo nella nostra guida dedicata: si può salire dal versante altoatesino oppure da quello lombardo. In un caso o nell’altro, dopo aver macinato chilometri in sella, arriva come sempre il momento di una sosta ristoratrice e, anche da questo punto di vista, lo Stelvio non delude grazie ad una varietà di ristoranti e rifugi dove gustare piatti tipici della tradizione alpina. Ecco allora alcune tappe gastronomiche da non perdere.

Sulle pendici del versante altoatesino, il Tibet Hütte gode di una spettacolare posizione panoramica. Il menu propone piatti tipici della tradizione tirolese, come i knödel, gli spätzle e la trota affumicata. In perfetto stile altoatesino, il Tibet Hütte è famoso anche per le sue birre artigianali e per i dolci fatti in casa, una su tutte la sachertorte.
Indirizzo: Località Franzenshöhe, Stelvio (BZ).

Situato proprio in cima al passo (bisognerà lasciare la moto ed incamminarsi lungo il breve sentiero che s’inerpica fino a 2845 metri), il Rifugio Garibaldi è un’istituzione per chi viaggio fino allo Stelvio. Con una vista che abbraccia il panorama alpino, il rifugio offre piatti della cucina valtellinese e altoatesina. Tra le proposte da non perdere ci sono, ovviamente, i pizzoccheri, gli sciatt e la polenta con formaggi locali. Le recensioni accennano anche ad un’imperdibile torta di grano saraceno con confettura di mirtilli. Ricordate però che durante i mesi più freddi, il rifugio, come tanti altri, potrebbe restare chiuso…
Indirizzo: Passo dello Stelvio, Bormio (SO).

Annesso all’omonimo albergo, il Ristorante Pirovano Stelvio vanta un variegato menu che spazia dai piatti tipici valtellinesi a quelli internazionali. Tra i primi, spiccano le tagliatelle al ragù di selvaggina e la zuppa d’orzo. Per i secondi, l’arrosto di capriolo e le costine di maiale con crauti. A prescindere dal piatto, non si rimane delusi: la terrazza panoramica offre una vista incredibile sulle cime vicine.
Indirizzo: Passo dello Stelvio 44, Bormio (SO).

Posto a pochi chilometri dal passo, lungo la strada che conduce a Bormio, il Rifugio Cima Bianca propone un menu tradizionale. In carta ci sono l’immancabile polenta taragna, i brasati e, se capitate nella gusta stagione, anche porcini freschi. Ottimi i taglieri di formaggi e i salumi tipici: un bel tagliere da condividere fa sempre bene. Anche in questo caso però, trattandosi di un rifugio in alta quota, conviene controllare i giorni di apertura…
Indirizzo: Località Ciuk, Bormio (SO).

A pochi passi dalla cima dello Stelvio, il Rifugio Stella Alpina è un angolo di paradiso per chi cerca una pausa gourmet in alta montagna. Il menu propone piatti tipici come la polenta con coniglio, i canederli ripieni e i tagliolini ai funghi porcini freschi. La terrazza esterna permette di godere di un panorama mozzafiato sulle Alpi, rendendo l’esperienza ancora più speciale.
Indirizzo: Passo dello Stelvio 58, Bormio (SO)

Sito in località Gomagoi, il Ristorante Gallia propone sia piatti tradizionali della cucina altoatesina che nuove interpretazioni. Nonostante le porzioni abbondanti e l’ambiente familiare ma comunque curato (la location offre anche diverse sale “riservateâ€), la cucina è di alto livello ed i prodotti di qualità …
Indirizzo: Gomagoi 18, 39029, Stelvio Italia
Riparte l'ecobonus per moto e scooter elettrici, i fondi erano stati andati esauriti in poche ore, ma adesso sono tornati disponibili
I fondi per gli incentivi destinati all'acquisto di moto, scooter e veicoli elettrici nel 2026 erano andati esauriti in poche ore, perché molti concessionari li avevano prenotati senza di fatto aver venduto i veicoli. Ora questi soldi sono tornati indietro riaprendo di fatto la campagna degli incentivi, ma bisogna fare in fretta perché finiranno in fretta!
Qui sotto come si ottengono e quanto valgono gli incentivi per il 2026 e quelli programmati dal 2027-2030.
Il 2026 è l'ultimo anno per ottenere l'Ecobonus introdotto dalla Legge di Bilancio 2021 per l'acquisto di ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli elettrici o ibridi.
Da oggi è ufficialmente attiva la procedura per ottenere il bonus 2026 che è uguale a quello dello scorso anno, ecco a quanto ammonta:
• 30% del prezzo d'acquisto, fino a un massimo di 3.000 euro
• 40% del prezzo d'acquisto, fino a un massimo di 4.000 euro in caso di rottamazione di un veicolo termico fino a Euro 3 della stessa categoria
Il bonus è accessibile sia da privati che da società , con un tetto massimo di 500 veicoli per lo stesso codice fiscale o partita IVA.
Le pratiche burocratiche per ottenere lo sconto vengono fatte dal concessionario, chi compra deve solo pagare. Ma fate attenzione, ci sono alcune regole da rispettare per ottenere i contributi: eccole.
Per ottenere il bonus al 40% bisogna rottamare una moto o uno scooter omologati Euro 0/1/2/3.
Il veicolo rottamato deve essere intestato da almeno 12 mesi a chi sta comprando lo scooter elettrico. Può anche essere di un familiare purché sia “conviventeâ€, cioè abiti nella stessa casa.
Il veicolo da rottamare deve essere consegnato al concessionario contestualmente all’acquisto del nuovo veicolo.
Per avere i contributi si possono rottamare anche i ciclomotori, ma devono essere regolarmente targati: non vanno bene quelli senza targa o con la vecchia targhetta a 5 caratteri.
Gli incentivi valgono per acquistare qualsiasi veicolo di categoria L (moto, scooter, tricicli e quadricicli): si può rottamare una moto a benzina per comprare un quadriciclo elettrico, ma anche un quadriciclo a benzina per una moto elettrica e così via.
Gli incentivi si possono avere anche se si compra lo scooter tramite leasing.
Nel 2027 invece, rispetto al 2026, gli importi dei nuovi bonus saranno ridotti di circa 1.000 euro . Nel dettaglio, i bonus saranno dunque di
Qualcuno, dicevamo, rimarrà escluso. Dal 2027 non potranno infatti beneficiare del bonus le società della filiera, quindi produttori, importatori, distributori e commercianti di moto, scooter, quadricicli e autoveicoli. In pratica, le flotte aziendali restano escluse. Inoltre, altro vincolo pensato per contrastare pratiche speculative, chi acquista con il bonus dovrà tenere il veicolo per almeno 12 mesi prima di rivenderlo.
Dopo esserci goduti il weekend lungo al mare o in montagna, ecco puntuale la stangata. Ce ne siamo accorti: finito il ponte del 1° maggio, i prezzi dei carburanti sono tornati a salire. E di parecchio. Trento guida la classifica dei rincari, con un aggravio fino a 9,25 euro a pieno…
Benzina in salita dopo il 1° maggio: fino a +9,25 euro a rifornimento. Una “stangata†per gli automobilisti ed i motociclisti rientrati dal Ponte del 1° maggio. È questa la definizione usata da Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, per commentare l’andamento dei prezzi dei carburanti tra il 1° e il 5 maggio. Nel periodo indicato, mentre il gasolio risulta in calo in tutte le regioni (e in autostrada cresce appena di 0,1 cent al litro), la benzina segna un aumento medio superiore ai 17 centesimi: +17,2 cent in autostrada e +17,1 nella media stradale, considerando anche Bolzano e Trento. Tradotto, significa circa +8,60 euro e +8,52 euro per un pieno da 50 litri.
A livello territoriale, il dato più pesante riguarda la provincia di Trento, dove la benzina cresce di 18,5 cent al litro, pari a un aggravio di 9,25 euro per un pieno da 50 litri.
Subito dietro si piazzano: Toscana, Lombardia e Piemonte, tutte e tre con con un bel +18,0 cent equivalenti ad un +9,00 euro per un pieno. Seguono poco distanti Veneto, con un +17,9 cent (+8,95 euro), Valle d’Aosta, Liguria (+17,8 cent), Friuli Venezia Giulia e Sardegna (+17,6), fino alla Sicilia (+17,5) ed Emilia-Romagna (+17,4).
Sul fronte opposto, le regioni che hanno registrato gli aumenti più contenuti sono Molise e Basilicata, entrambe a +15,1 cent al litro, pari a +7,55 euro per pieno. Poco sopra Campania (+15,1 cent) e poi, salendo gradualmente, Lazio, Umbria e Marche.
In autostrada il prezzo medio della benzina si attesta a 1,981 euro al litro, con un aumento di 17,2 cent rispetto al 1° maggio. Tra le aree con i prezzi più alti in valore assoluto si segnalano: Bolzano: 1,945 euro/l, Trento: 1,944 euro/l, Valle d’Aosta: 1,944 euro/l e Calabria: 1,940 €euro/l.
Kawasaki rilancia nuove promozioni attive fino al 31 maggio 2026. Sconti, vantaggi e pacchetti accessori interessano moltio modelli della gamma
La casa di Akashi aggiorna il proprio pacchetto di offerte con una serie di promozioni attive fino al 31 maggio, articolate tra gamma strada, offroad e formule di finanziamento. Le iniziative sono curate da Kawasaki Motors Europe N.V. Filiale Italiana e coprono un’ampia parte della gamma 2025 e 2026. Ci sono sconti sul prezzo di acquisto, bonus e agevolazioni finanziarie. Vediamo i dettagli.
Nel segmento stradale, le offerte spaziano da bonus diretti a pacchetti accessori.
Anche la gamma cross beneficia delle promozioni:
Sul fronte finanziario, le formule di Kawasaki Motors Europe N.V. Filiale Italiana includono condizioni agevolate e coperture assicurative. Tra le principali iniziative: