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#motociclismo #news #insella.it
Se siete in cerca delle migliori performance a misura di patente A2, ecco le 5 nude sportive con il miglior rapporto potenza/peso attualmente disponibili sul mercato
Le normative che determinano le limitazioni per le varie categorie di patenti vanno rispettate alla lettera per evitare di incorrere in sanzioni piuttosto salate e, in caso di grave incidente, anche penali.
Parlando di patente A2, conseguibile al compimento dei 18 anni di età , questa abilita alla guida di veicoli con una potenza massima di 35 kW (48 CV). Tuttavia, quello che conta veramente è quanti kg deve spingere ciascun cavallo... Ecco quindi le 5 migliori naked con il rapporto potenza/peso più favorevole,
Al quinto posto la nuda di Iwata MT-03, spinta da un bicilindrico quattro tempi di 321 cm³, il più piccolo della categoria delle naked A2 premium in termini di cubatura, ma in grado di erogare una potenza massima di 42 CV a 10.750 giri, con quasi 30 Nm di coppia a 9.000 giri. Il telaio è una struttura Deltabox in acciaio, mentre il forcellone bibraccio è nello stesso materiale e aziona un monoammortizzatore regolabile nel precarico e in estensione. All’avantreno troviamo una forcella a steli rovesciati di 37 mm non regolabile e un disco freno di 296 mm con pinza radiale. Il peso della Yamaha MT-03 è di 166 kg in ordine di marcia e il suo rapporto potenza/peso è di 0,186 kW/kg.
Al quarto posto la CFMOTO 450 NK: la naked bicilindrica cinese è spinta da un motore di 449 cm³ in grado di erogare 46,9 CV a 10.000 giri/min, con un picco di coppia di 39,3 Nm a 7.500 giri/min. Telaio e forcellone sono in acciaio, la forcella ha steli rovesciati di 37 mm ed entrambi i freni sono a disco con ABS. L’anteriore misura 320 mm di diametro e lavora con una pinza J-Juan ad attacco radiale. Di serie il controllo di trazione, disattivabile, e le luci full-LED. La sella dista soli 79,5 cm da terra, con un prezzo molto interessante: 5.490 euro. Il peso della 450 NK è di 175 kg in ordine di marcia, con un rapporto potenza/peso di 0,196 kW/kg.
La Kawasaki Z500 (qui la nostra prova) nasce come evoluzione della Z400 che, grazie all’aumento di cubatura del propulsore, passato da 399 cm³ a 451 cm³, ora raggiunge una potenza massima di 45 CV (33,4 kW). Il peso dichiarato per lei è di soli 168 kg in ordine di marcia, quindi con un rapporto potenza/peso di 0,198 kW/kg, che le permette di guadagnare il terzo posto. Il telaio è un’unità a traliccio in acciaio che sfrutta il motore come elemento stressato, contribuendo quindi a ottenere la rigidità richiesta. Il forcellone bibraccio, collegato direttamente alla parte posteriore del motore, è azionato da un monoammortizzatore con leveraggio. Davanti troviamo una forcella Showa a steli tradizionali da 41 mm di diametro. I freni sono entrambi a disco con ABS, i cerchi sono in lega di 17 pollici e la sella dista 79 cm da terra. Il prezzo è di 6.090 euro.
Aprilia Tuono 457 2025
Raggiungono il valore massimo ammesso di 0,2 kW/kg le nude di Aprilia e KTM, conquistando la parità nella nostra classifica nonostante potenze differenti. Quella con più CV è la Tuono 457 (qui ve la raccontiamo nel dettaglio), che raggiunge una potenza massima dichiarata di 47,6 CV per 175 kg in ordine di marcia.
KTM 390 Duke 2024
Il monocilindrico della Duke 390 (qui la prova) invece si ferma a 45 CV, ma la moto è più leggera di 10 kg rispetto all’Aprilia. Differenti anche le scelte telaistiche: doppio trave in alluminio per Aprilia, traliccio in acciaio per KTM. Ricca la dotazione elettronica per entrambe; con ABS e controllo di trazione escludibili, cambio elettronico bidirezionale optional, luci full-LED e display TFT con connessione.
Sviluppata nelle Rocky Mountains dalla canadese NorthForge Mobility, la Dispatch è una enduro militare elettrica progettata per missioni tattiche di ricognizione e infiltrazione
Tra le Montagne Rocciose canadesi ha sede NorthForge Mobility, azienda nata con un obiettivo preciso: sviluppare una nuova enduro militare elettrica. Il progetto si chiama Dispatch e punta a offrire un mezzo leggero, silenzioso, capace di muoversi con disinvoltura in fuoristrada e di operare anche in condizioni climatiche estreme. Una moto insomma pensata per operazioni militari tattiche di ricognizione o infiltrazione
Dietro allo sviluppo della Dispatch c’è anche una scelta politica. Il governo guidato dal primo ministro Mark Carney ha infatti dichiarato l’intenzione di rinforzare le capacità militari del Paese con un programma di modernizzazione tecnologica delle forze armate. All’interno della strategia denominata “Defence Industrial Strategyâ€, Ottawa punta inoltre a privilegiare prodotti e aziende nazionali, così da sostenere l’industria interna e ridurre la dipendenza dalle catene di approvvigionamento globali. Nel team di sviluppo figura Michael Uhlarik, designer con oltre venticinque anni di esperienza nel settore motociclistico e incarichi ricoperti presso aziende come Yamaha Motor Company, Piaggio, BRP e Damon Motorcycles.
La NorthForge Dispatch è ancora in fase di sviluppo, ma alcuni obiettivi tecnici sono già definiti. Il progetto prevede obbligatoriamente la trazione elettrica, scelta per ridurre al minimo le emissioni sonore, nonchè la traccia termica rilevabile dagli infrarossi Un altro requisito fondamentale riguarda l’affidabilità nelle condizioni più difficili. La Dispatch dovrà funzionare senza limitazioni in un intervallo di temperature molto ampio: da –35 a +45 °C. La moto sarà inoltre progettata per durare almeno dieci anni di servizio operativo, con una struttura modulare che consenta interventi di manutenzione e riparazione rapidi anche in contesti logistici complessi. Come il resto del progetto, anche il sistema di batterie e il software di gestione dovranno essere interamente sviluppati in Canada, evitando componenti provenienti da fornitori asiatici. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, alcune tecnologie già utilizzate dalla Canadian Coast Guard avrebbero dimostrato sul campo la loro affidabilità in ambienti particolarmente severi. Gli accumulatori della Dispatch potrebbero avere anche un’altra funzione: oltre ad alimentare la moto, sarebbero utilizzabili come fonte di energia per altre apparecchiature militari, trasformando di fatto il mezzo in una sorta di unità mobile di alimentazione elettrica.
Moto elettriche per fare la guerra? Non sarebbe certo la prima: Sur-ron Light Bees: le moto tornano sul campo di battaglia
È una “tuttofare†di qualità . Divertente tra le curve e offre un buon comfort per pilota e passeggero. Ridotti anche i consumi. Attenzione alle funzionalità del cruscotto
La terza serie della Versys è una “tuttofare†di qualità , ancor più delle serie precedenti: snella e abbastanza agile per muoversi rapidi in città , comoda e protettiva per fare anche viaggi impegnativi.
Il motore bicilindrico frontemarcia ha i cavalli che bastano e grazie alla ciclistica a punto, permette di divertirsi anche nei percorsi con tante curve. E i consumi sono sempre bassi.
Le sospensioni hanno una taratura di compromesso azzeccata: offrono un buon comfort, ma digeriscono anche la guida un po’ “sportivaâ€.
In ogni caso l’assetto si può personalizzare: la forcella è regolabile in compressione e precarico, il monoammortizzatore nel precarico molla con un pratico pomello. Apprezzabile anche la protezione della carena, più efficace di quelle delle versioni precedenti.
La sella è alta: chi è sotto il metro e 75 ha qualche difficoltà nelle manovre da fermo. Agli alti regimi si sentono delle vibrazioni che alla lunga possono dare fastidio e il cambio se strapazzato può indurirsi.
La plastica è di discreta qualità , ma il cruscotto è ben fatto e le indicazioni sono chiare: in alto c’è il contagiri e sotto c’è lo schermo LCD con tachimetro, contakm, livello benzina e marcia inserita
La Versys si è sempre contraddistinta per un buon rapporto qualità /prezzo e le quotazioni si mantengono contenute, anche perché ne sono state vendute tante e l’offerta di usato è abbondante.
I prezzi delle versioni Euro 3 sono i più invitanti, ma se vivete in una grande città , con blocchi sempre più “cattiviâ€, meglio puntare su una Euro 4.
E visto che è facile da trovare, non fermatevi alla prima che trovate: cercate sempre di valutare più offerte.
Prezzi da: 3.500 a 6.200 euro
Il Gran Premio a Lusail si correrà l'8 novembre. Slittano di una settimana i GP del Portogallo e della Comunità Valenciana
La decisione è maturata dopo una attenta ma rapida valutazione della situazione internazionale, dal momento che il materiale delle squadre è già in movimento per le prossime trasferte del motomondiale. La MotoGP ha annunciato che il GP del Qatar, inizialmente in programma in aprile, è stato posticipato all’8 novembre a causa dell’attuale situazione geopolitica nel Medio Oriente.
La decisione è stata presa in coordinamento con la Federazione Internazionale Motociclistica (FIM), il promoter e le autorità locali in Qatar, con l’obiettivo primario di garantire sicurezza, benessere e il livello più alto a tutti i partecipanti e al pubblico. In seguito ad approfondite valutazioni sul calendario, la nuova data è stata stabilita per avere un impatto ridotto sul programma annuale. Il GP del Portogallo si svolgerà a Portimao il 22 novembre e il gran finale di Valencia si correrà il 29 novembre. Nessun cambiamento per le altre tappe del campionato del mondo 2026.
Il Gran Premio del Qatar era originariamente collocato in calendario nel weekend del 10-12 aprile, tra il GP USA del 27-29 marzo e quello di Spagna del 24-26 aprile. Ora si crea un “buco†di un mese in stagione. Valencia è stata posticipata di una settimana per mantenere il ruolo di appuntamento di chiusura della stagione, così come è slittato di una settimana il Gran Premio del Portogallo. In questo modo viene ricostituita una “tripla asiatica†a fine stagione, con Australia, Malesia e Qatar che rappresenteranno una sorta di viaggio di ritorno della MotoGP verso l'Europa.
Carmelo Ezpeleta, CEO della MotoGP: “Questa decisione è stata presa con grande attenzione e in pieno coordinamento con i nostri partner in Qatar e in tutto il paddock. Le nostre priorità sono la sicurezza e il benessere di tutti coloro che sono coinvolti nella MotoGP, insieme alla garanzia di un Gran Premio svolto ai massimi livelli. Riconosciamo inoltre l'importanza di fornire informazioni chiare agli appassionati il prima possibile. I possessori dei biglietti avranno la possibilità di utilizzarli per l'evento successivo. Desidero anche ringraziare i nostri partner a Portimao e Valencia per la loro collaborazione e flessibilità nell'aiutarci a realizzare una transizione senza intoppi. Il calendario aggiornato, siamo fiduciosi, ci permetterà di preservare la qualità del campionato, offrendo al contempo agli appassionati una stagione eccezionaleâ€.
Tornano gli Orange Days 2026 di KTM. La Casa di Mattighofen organizza porte aperte nei concessionari per fa vedere e provare i modelli 2026
Tornano gli Orange Days, l’iniziativa con cui KTM invita appassionati e curiosi a entrare nei propri showroom per conoscere da vicino la gamma stradale della Casa austriaca. L’edizione 2026 si svolgerà dal 14 marzo al 30 aprile, con i concessionari ufficiali pronti ad accogliere il pubblico e organizzare test ride dedicati.
Durante gli Orange Days sarà possibile salire in sella e prenotare prove su strada di diversi modelli della gamma KTM. L’iniziativa coinvolge tutte le principali famiglie: naked, supersport, adventure, sports tourer, supermoto e dual sport.
Oltre alle moto, nei concessionari sarà possibile dare un’occhiata anche alle ultime proposte della linea di abbigliamento tecnico KTM PowerWear e agli accessori originali KTM PowerParts.
Per partecipare agli Orange Days basta rivolgersi al concessionario KTM più vicino, che potrà fornire informazioni su orari, disponibilità delle moto in prova e modalità di prenotazione dei test ride. L’iniziativa resterà attiva fino al 30 aprile, offrendo così diverse settimane per provare dal vivo la gamma stradale del marchio di Mattighofen.
È il valico asfaltato più alto di Francia e d'Europa, si trova nella regione della Savoia e collega la valle dell'Arc a quella dell'Isère con un percorso che bisogna gustare lentamente
Il colle de l'Iseran, posto a 2.770 metri sul livello del mare, è il valico asfaltato più alto di Francia e d'Europa, anche se supera solo di pochissimo il passo dello Stelvio - a 2.758 metri- e il colle dell'Agnello, a 2.744 metri.
Il passo è particolarmente famoso per essere una salita tra le più impegnative e ambite dai ciclisti, e di frequente questo tratto entra a fare parte delle tappe del Tour de France. Il valico è situato nella regione della Savoia, sulle alpi Graie della Francia sud-orientale, e collega la valle dell'Arc a quella dell'Isère.

La strada del colle de l'Iseran è stata inaugurata nel 1937, ampliando una preesistente mulattiera in terra battuta. Già nel diciottesimo secolo la strada era principalmente utilizzata per consentire ai pastori del luogo di commerciare i propri prodotti raggiungendo i maggiori mercati del Regno di Sardegna.
La strada è totalmente asfaltata, carrozzabile e conta due carreggiate percorribili per ciascun senso di marcia per tutti i suoi 80 chilometri, suddivisi in 48 km sul versante nord e 32 su quello sud. Nel suo complesso il passo ha una pendenza media che oscilla tra il 6% e il 7%, ma con tratti in cui raggiunge picchi del 10%. Ha complessivamente una quindicina di tornanti, una galleria e tre ponti: l'Ouilette, il Lewer e il San Carlo. Vista la quota decisamente elevata, su entrambi i versanti il passo rimane chiuso tra ottobre e maggio.

I motociclisti italiani affrontano il colle de l'Iseran generalmente dal versante sud: o da Modane, comune francese che si incrocia dopo avere oltrepassato Sauze d'Oulx, Bardonecchia e avere attraversato il traforo del Frejus (a pagamento), oppure, in alternativa, si può valicare anche dal colle del Moncenisio. In questo caso si transita sulla SS25 che si prende a Susa. Questa seconda opzione è decisamente più piacevole per chi viaggia a due ruote, sia per lo sviluppo della strada che per i panorami che si incontrano lungo il percorso. A Lanslevillard si imbocca la D902 quando mancano ancora 30 chilometri al valico - incrociando il primo itinerario- e se anche non si percorre nella sua interezza la strada che porta al passo, il meglio deve ancora venire.
La vallata infatti è poco abitata, e anche se la carreggiata è stretta e non ci si può aspettare il migliore degli asfalti, buche a parte l'aspetto paesaggistico è sicuramente gratificante. La guida deve essere sempre attenta: ci sono precipizi a perdita d’occhio, passaggi e tornanti stretti, e il meteo spesso fa le bizze. Le nuvole sovente si trasformano in nebbia e la vista risulta azzerata, sempre che non inizi a piovere o nevicare. Da Modane al colle ci vuole circa un'ora e mezza di viaggio; sono tempi calcolati a una velocità piuttosto rilassata o considerando delle piccole pause.
In cima al colle c'è il classico bar-ristorante-rifugio, la discesa che dal colle porta al paese di Val-d’Isère migliora decisamente come fondo rispetto al tratto precedente. La strada torna a essere divertente, ma non bisogna mai esagerare, anche perché sono molti i ciclisti che si incontrano nella bella stagione e che vogliono mettersi in saccoccia uno dei passi più ambiti per chi ama pedalare. Sono una ventina di chilometri in totale e la discesa è decisamente più breve dell'ascesa: circa una mezz'ora per arrivare in paese.

Una decina di chilometri prima del passo c'è il borgo di Bonneval-sur-Arc, uno dei più belli in assoluto di questa parte della Francia. Presenta un tipo di architettura tradizionale francese, in grado di far sentire il motociclista come se fosse tornato indietro nel tempo di decenni, se non di secoli. Per gli amanti della natura c'è il parco nazionale de la Vanoise -il più antico di Francia- conta oltre cento cime che superano i 3mila metri e sui suoi picchi si possono ammirare stambecchi, camosci, marmotte, aquile reali.
È importante ricordarsi però di partire per questo tour sempre adeguatamente equipaggiati: le quote sono importanti e anche d'estate è meglio viaggiare con una giacca triplo strato e pantaloni impermeabili. Il meteo può cambiare all'improvviso, le temperature spesso si avvicinano allo zero.
Gli scooteroni 400 sono la scelta giusta per chi vuole il massimo comfort in città e in autostrada, anche viaggiando in due. Ecco quattro modelli che si possono trovare a prezzi più che buoni
Con gli scooter si può fare di tutto anche un viaggetto, ci vogliono però i mezzi giusti e non è detto che per comprarli occorra spendere un patrimonio. Ecco ad esempio 4 scooteroni con motore 400 che si trovano usati a buon prezzo e garantiscono un ottimo comfort.
Qui sotto pregi, difetti e prestazioni di Honda SW-T 400, Piaggio X10, Suzuki Burgman 400 e Yamaha Majesty 400.
L'Honda SW-T 400 è va bene per chi percorre lunghe distanze, il motore risponde prontamente al minimo tocco dell'acceleratore, facilitando le manovre e i sorpassi. Nonostante il peso, il bilanciamento una volta in movimento è eccellente, con sospensioni che lavorano in maniera efficace e freni ben tarati, completati da un sistema ABS di serie. Se pianificate viaggi frequenti e carichi pesanti, considerate l'aggiunta di un bauletto che aumenta la praticità senza sacrificare la stabilità .
Il disco freno anteriore si consuma, verificate la batteria per segni di debolezza e ascoltate la frizione per eventuali rumori insoliti che possono indicare usura.
Da 2.000 a 3.500 euro
Il Suzuki Burgman 400 è perfetto per chi cerca comfort e protezione nei trasferimenti fuoriporta. La posizione di guida distesa e la sella confortevole rendono poco stanchnti i viaggi, mentre la ciclistica reattiva assicura sicurezza a tutte le velocità .
Le sospensioni filtrano bene le imperfezioni stradali.
In autostrada, il Burgman brilla per la sua capacità di affrontare lunghe distanze con facilità , supportato da un serbatoio capiente e una posizione di guida che minimizza la fatica.
Assicuratevi che variatore e frizione funzionino senza strappi, controllate i cuscinetti delle ruote per usura e occhio allo stato della batteria.
Prezzi da 1.500 a 3.000 euro
Il Piaggio X10 350 Executive è uno scooter di lusso che offre prestazioni elevate grazie al suo motore 350, dotato di due mappature che modificano leggermente l'erogazione, con la Eco che ottimizza i consumi senza sacrificare troppo le prestazioni. Le sospensioni assorbono efficacemente le imperfezioni della strada, mentre il sistema di frenata integrale con ABS e tre dischi assicura un controllo eccellente in tutte le condizioni. Sucdo e parabrezza proteggono a dovere. Il peso si sente nelle manovre.
Prestare attenzione alla pompa del benzina, alla bobina di accensione e alla pipetta della candela, componenti che possono essere soggetti a guasti.
Da 1.000 a 2.500 euro
Lo Yamaha Majesty 400 è spazioso e comodo, le sospensioni rigide garantiscono stabilità e precisione ma limitano un po' il comnfort, mentre i freni con ABS offrono sicurezza nelle frenate d'emergenza.
Parabrezza e scudo sono efficaci e limitano le turbolenze anche a velocità elevate. In città , nonostante le sue dimensioni, il Majesty mostra un'agilità sorprendente, con un motore che risponde prontamente al gas, facilitando manovre e sorpassi.
Verificare la condizione della frizione, e lo stato della carrozzeria.
Da 1.000 a 2.200 euro
Ecco a confronto nel dettaglio le prestazioni che abbiamo rilevato per i tre scooter.
| Burgman 400 | SW-T 400 | X10 350 | Majesty 400 | |
| Velocità massima km/h | 147,9 | 148,6 | 142,3 | 152,5 |
| Potenza CV | 25,21 | 27,50 | 25,21 | 25,55 |
| Coppia Nm | 27,46 | 29,87 | 24,77 | 32,19 |
| Accelerazione secondi | ||||
| 0-400 metri | 17,7 | 18,o | 17,5 | 18,2 |
| 0-1000 metri | 34,0 | 33,8 | 34,3 | 34,0 |
| 0-100 km/h | 11,3 | 11,8 | 10,6 | 11,9 |
| Ripresa da 50 km/h (400 m) | 15,3 | 14,9 | 14,9 | 15,1 |
| Frenata da 100 km/h (m) | 41,9 | 40,2 | 40,1 | 41,4 |
| Consumi km/l | ||||
| Autostrada | 19,5 | 22,6 | 18,3 | 21,7 |
| Extraurbano | 25,7 | 30,9 | 25,3 | 32,5 |
| 90 km/h | 23,6 | 27,5 | 28,5 | 26,3 |
| 120 km/h | 20,3 | 24,9 | 21,6 | 22,1 |
| Al massimo | 11,0 | 13,7 | 14,7 | 14,6 |
| Autonomia km | ||||
| 120 km/h | 284,4 | 374,0 | 336,6 | 309,5 |
| Al massimo | 153,6 | 205,5 | 228,6 | 204,2 |
Lo sbacchettamento dell'avantreno può avere diverse cause scatenanti ed è uno dei fenomeni più difficili da gestire quando si è alla guida di una moto. Ecco cosa bisogna fare quando il vostro manubrio sembra impazzito
L'effetto dello sbacchettamento è un repentino scuotimento del manubrio che, nel migliore dei casi, termina molto velocemente e senza troppi danni. In altri casi però, l'oscillazione aumenta fino a raggiungere il punto di non ritorno e può causare brutte cadute.
Questo fenomeno può avere diverse cause. Oltre a essere il risultato di una guida sciagurata, come atterrare fuori asse al termine di un'impennata, lo sbacchettamento può verificarsi anche a causa dell'asfalto ondulato che provoca trasferimenti di carico repentini, oppure per problemi di alcune componenti della moto, come la taratura sbagliata delle sospensioni.
Per prevenire lo sbacchettamento è quindi utile eseguire un controllo accurato delle sospensioni: bisogna che molle, olio e tutte le parti meccaniche delle sospensioni siano in buona efficienza. Fondamentale anche la regolazione: forcella e mono posteriore devono avere settaggi "accordati" in compressione ed estensione per evitare squilibri in fase di accelerazione. Se usate la moto anche per andare in pista, magari settando le sospensioni sul rigido, è necessario poi riportarle a settaggi “più morbidi†per evitare problemi sull'asfalto rovinato delle strade normali.
Anche l’ammortizzatore di sterzo, utilizzato per evitare lo sbacchettamento, può esserne la causa se settato malamente, senza contare che questo strumento non può nulla se le sospensioni sono mal tarate.
L'innesco dello sbacchettamento è repentino e bisogna essere lucidi per non farsi prendere dal panico e limitare gli effetti del fenomeno con le manovre giuste. Ecco due cose da non fare e quattro da fare quando inizia uno sbacchettamento.
-Evitate di chiudere il gas, un repentino calo della potenza trasferisce tutto il carico all'anteriore accentuando lo sbacchettamento.
- Mai mollare il manubrio, pena una caduta certa.
- “Pelate†il freno posteriore per consentire un trasferimento di carico dolce e neutralizzare il movimento dell'anteriore.
- Tenete ben salde le ginocchia sul serbatoio, in questo modo si mantiene il peso sull'anteriore, e si "costringe la moto di “rientrare†nei ranghi con più facilità .
- Tenete il manubrio senza aggrapparvi. Bisogna avere una presa sciolta, che permetta di tenerlo saldo senza però opporvi all'oscillamento (non saranno certo le vostre braccia a fermare un avantreno impazzito).
- Guardate avanti. Esattamente come accade in curva, porre lo sguardo dove si vogliono mettere le ruote è l'unico modo per avere una garanzia di restare in strada.
Per tutti il mese di marzo Moto Guzzi offre interessanti promozioni dedicate a Stelvio e V7, ma anche V85 TT e V100 Mandello. Ecco i dettagli
Una V100 Mandello nuova di zecca con supervalutazione dell’usato fino a 1.500 euro, oppure una V7 con 500 euro di supervalutazione e finanziamento con TAEG 3,34% o, ancora, una Stelvio con 149 euro al mese. Se avete voglia di Guzzi, aprile offre interessanti promozioni per tutti i gusti.
Per tutti i dettagli vi consigliamo di visitare direttamente il sito di Moto Guzzi.
La Stelvio è spinta dal bicilindrico trasversale "Compact Block" caratterizzato da con un'erogazione piena e progressiva, ma non "esplosiva". Di serie c'è un pacchetto elettronico completo che comprende, tra l'altro, ABS e controllo di trazione Cornering, Cornering Lights, Cruise Control, display full color da 5" e cinque riding mode. Il reparto sospensioni sfoggia forcella con steli da 46 mm e monoammortizzatore regolabili, l'impianto frenante all'anteriore sfrutta dischi Brembo da 320 mm con pinze ad attacco radiale a quattro pompanti, mentre al posteriore troviamo un disco da 280 mm con pinza flottante a due pompanti. La ciclistica è uno dei suoi fiori all’occhiello: agile nell’inserirsi in curva e molto precisa. Molto buono il comfort: si viaggia ben protetti, anche per merito del parabrezza regolabile elettronicamente su 70 mm di range fino a una velocità di 150 km/h. La versione base ha tutto quello che serve per viaggiare comodi, veloci e in sicurezza. Se però amate l'elettronica allora puntate sulla PFF Rider Assistence, dotata di un raffinato sistema radar è la scelta giusta.