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#motociclismo #news #insella.it
L'addio della città Padova ad Alex Zanardi: la handbike sull'altare, gli atleti di Obiettivo 3 e le parole del figlio Niccolò
C'è un'immagine che riassume la giornata di Padova meglio di qualsiasi orazione: la handbike di Alex Zanardi posata sui gradini, davanti alla bara bianca, dentro la basilica di Santa Giustina. È il mezzo con cui aveva vinto l'oro paralimpico a Londra 2012, ed era lì stamattina come testimone silenzioso della seconda vita di un uomo che le gambe le aveva perse al Lausitzring nel 2001, in un impatto in pista, e a cui il destino aveva poi presentato un secondo conto in Toscana nel 2020, quando in handbike si scontrò con un camion. Davanti al feretro, come scudo, gli atleti di Obiettivo 3, il progetto fondato da Zanardi per portare allo sport persone con disabilità : lo stesso gruppo che aveva accompagnato la bara all'ingresso, sotto una pioggerella sottile e l'applauso lunghissimo di Prato della Valle. Dentro, oltre duemila persone. Fuori, altre centinaia davanti ai maxischermi.

A celebrare la messa è stato don Marco Pozza, cappellano del carcere Due Palazzi e amico di Alex da anni scanditi da progetti benefici e telefonate. È lui che, dopo l'incidente del 2020, gli aveva fatto recapitare una corona del rosario e una lettera di papa Francesco. Nell'omelia ha tenuto un tono lontano dalla retorica funebre, scegliendo di raccontare un Alex che pochi conoscevano. Una sosta in Autogrill di dieci anni fa, sull'A14: di ritorno da un incontro pubblico, don Pozza aveva con sé due detenuti, due ragazzi con anni di galera alle spalle. Li aveva portati lì apposta per farli ascoltare da Alex. E Alex, raccontava il prete dall'altare, li aveva ascoltati davvero, immobile, senza distrarsi un secondo. Poi si era alzato sulla stampella, li aveva abbracciati e aveva detto due cose. La prima, ruvida: "Avete fatto un gran bel casino, porcavacca. Però tanto di cappello per come vi state scavando dentro". La seconda, una specie di lascito: "E se poteste tornare indietro, lo rifareste? Bastano cinque secondi in più, ogni tanto, per fare la differenza. Negli affetti, nelle relazioni, nel lavoro. È l'idea di provare a fare qualcosa di diverso da quello che stai per fare. Cercateli ovunque, quei cinque secondi". Termina don Pozza: "Alex era capace di estrarre sempre il bene dal male, anche da morto continuerà a parlare di obiettivi". A nome della famiglia, la cognata Barbara Manni ha letto un passaggio che ha condensato tutto: "Combattente è la parola che racconta la sua essenza più vera".
In prima fila la moglie Daniela, il figlio Niccolò, la madre Anna. È stato Niccolò a prendere il microfono prima della fine, e ha scelto di raccontare il padre attraverso piccole cose: l'Alex che si fa il caffè, che il sabato impasta la pizza, che chiama il figlio per "pistolare con lo Spid". "Non serve essere Alex Zanardi per avere una vita meravigliosa", ha detto. "Chiunque può averla, trovando il sorriso nelle piccole cose, perché da lì si costruiscono quelle grandi". Tra i presenti il ministro dello Sport Andrea Abodi, l'ex presidente del Coni Giovanni Malagò, Stefano Domenicali, Bebe Vio, Giusy Versace e Alberto Tomba, compaesano bolognese di Alex. Le corone dalle istituzioni e dai marchi che lo avevano accompagnato in pista: Ferrari e BMW, su tutte. La bara è uscita poco prima delle 13 sulle note di "Ti insegnerò a volare (Alex)", la canzone che Roberto Vecchioni e Francesco Guccini gli avevano dedicato nel 2018. Il carro funebre è rimasto aperto a lungo, perché chi era venuto da fuori potesse passare e dare un'ultima carezza al legno. Le ultime parole le ha pronunciate la moglie Daniela: "Vi amo tutti".
Dalle reinterpretazioni più fedeli alle custom più estreme: diversi costruttori cinesi stanno proponendo cruiser e bobber “ispirati†alle grandi americane con motori bicilindrici a V. Ecco qualche esempio
Ci sono la Wolverine XS 800 con pneumatico posteriore da 360 mm, la Marshal Timberwolf 800 con monobraccio e sospensione pneumatica, la Jonway YY800, bobber da circa 61 CV e 230 kg oppure la Jonway YY500-9 da 465 cm³ e 46 CV. Per molti di questi modelli l’arrivo in Europa resta incerto, ma il fenomeno delle cruiser cinesi ispirate alle americane è ormai consolidato e sul mercato interno registrano dati di vendita importanti. Harley-Davidson, Indian e compagnia bella devono iniziare a preoccuparsi?
Battezzata Stormbreaker, è stata presentata al Salone di Milano un paio danni fa da SWM che fa parte del Shineray.Basta un’occhiata per vedere che è una vera Harley, non solo per la linea, infatti il motore 1200 cm3 altro non è che il bicilindrico Harley-Davidson che veniva montato sulle vecchie Sportster e che i cinesi hanno rilevato e aggiornato alle più recenti normative sulle emissioni. La potenza non è da dragster, (solo 61 CV) per 262 kg, ma il prezzo è record: 9.990 euro.
Ve la raccontavamo qui.
A proposito di vecchie conoscenze, a montare il bicilindrico Harley ora di SWM c'è anche la BS1200-G, bobber prodotta dalla Bashan, marchio anch'esso di Chongqing. Impostata su una ciclistica in stile retrò, a livello tecnico adotta uno schema hardtail reale, quindi senza sospensione posteriore, con sella molleggiata e forcella tipo springer. Il peso dichiarato è di 245 kg, mentre la velocità massima indicata è di 120 km/h. Non mancano gli elementi moderni, come l’impianto frenante a disco con ABS su entrambe le ruote o il faro a LED con luci diurne integrate. In caso di commercializzazione sui mercati internazionali, ipotesi non ancora confermata, il modello potrebbe presentarsi con una denominazione diversa, secondo una consuetudine già adottata da diversi marchi cinesi nei processi di espansione verso l’Europa. Ve la raccontavamo qui.
Nato nel 2023, il marchio X-Wedge ha esordito con una gamma completa di cruiser in stile USA. Il punto forte è il bicilindrico raffreddato ad aria da 1.979 cm³, accreditato di 100 CV e 158 Nm, derivato dal progetto dello specialista americano S&S. Coinvolta anche l’austriaca Kiska per design e sviluppo. In Cina i prezzi partono da circa 10.000 euro.
Altro modello di rilevo è la Raiden Thunderbolt TC 120 punta su un’impostazione old school: telaio rigido, forcella Springer e motore che richiama l’era Shovelhead (anni ’70-’80), con componenti provenienti dal mercato aftermarket USA. Particolare sì, ma certo non economica: circa 25.000 euro.
La Honling HL 1250-A riprende chiaramente lo stile della V-Rod. Il V2 arriva a circa 95 CV e si distingue per il retrotreno con monobraccio e pneumatico da 310 mm. Al momento non sono previsti sbocchi in Europa.
È invece già presente sul nostro mercato la Morbidelli C 1002 V, cruiser da circa 90 CV con gomma posteriore da 240 mm. Il prezzo parte da 9.990 euro, mentre il peso sfiora i 300 kg.
Ve la raccontavamo qui: MBP C1002V un classico rivolto al futuro
Derivata dalla Xiangshuai XS 800 N, la Mitt 808 è arrivata su alcuni mercati europai (non in Italia) nel 2024 con un bel V2 raffreddato a liquido e 4 valvole per cilindro. Prezzi da 8.495 euro, mentre la versione Big Foot, con gomma da 240 mm, parte da 9.295 euro.
Evoluzione della XS 800, la Mitt 808 Traveler ha perfino l’impianto audio. Il V2 da 800 cm³ eroga circa 60 CV e consente una velocità massima dichiarata di 160 km/h. Prezzo da 11.995 euro.
EICMA lancia un nuovo evento dedicato esclusivamente all’off-road specialistico: nasce l’EICMA Riding X Fest, in programma il 19 e 20 settembre 2026 al Max Land Mx Raceway Park di Chignolo Po
EICMA amplia il proprio “ecosistema di eventi†e presenta l’EICMA Riding X Fest, nuovo appuntamento interamente dedicato al mondo delle moto off-road specialistiche. L’evento si svolgerà il 19 e 20 settembre 2026 al Max Land Mx Raceway Park di Chignolo Po.
Il nuovo format nasce come evoluzione dell’EICMA Riding Fest e si inserisce come terzo appuntamento del mondo EICMA. Non per nulla il claim scelto è: “Ne avete viste tante, ora è tempo di provarle Off-Roadâ€.
L’obiettivo dichiarato è quello di offrire un’esperienza diretta, con la possibilità per il pubblico di provare le moto in contesti dedicati al cross e all’enduro, superando la sola dimensione espositiva. Il progetto è frutto di una riflessione sul comparto off-road, considerato tra i più dinamici del settore motociclistico. Le finalità sono tre: completare l’esperienza dell’evento di Misano, individuare una stagionalità più adatta all’utilizzo delle moto off-road e valorizzare in modo specifico il segmento dell’enduro e del motocross, con particolare attenzione ai più giovani.
L’EICMA Riding X Fest sarà strutturato come un evento esperienziale. Tradotto: i partecipanti potranno testare i modelli più recenti su tracciati dedicati, incontrare aziende del settore, piloti e figure del motorsport, oltre a partecipare ad attività di intrattenimento e momenti formativi legati alla guida. Da qui a settembre arriveranno sicuramente maggiori informazioni ed ulteriori dettagli: come sempre, vi terremo aggiornati!
VENT presenta la nuova gamma Play pensata per accompagnare bambini e ragazzi dai 4 ai 18 anni nei primi passi nel mondo delle due ruote
VENT presenta la nuova gamma Play, una famiglia di sette modelli dedicati al fuoristrada e all’avvicinamento alle due ruote per bambini e ragazzi tra i 4 e i 18 anni. La linea comprende minimoto elettriche, moto a benzina e pit bike, differenziate per età ed esperienza di guida. Le prime cinque versioni sono destinate ai più piccoli (4 - 9 anni) e puntano all’apprendimento progressivo in ambienti controllati come aree dedicate, mentre le altre due, cioè le pit bike 140 e 150 cm3, rappresentano il livello più avanzato della gamma.
Tutti i modelli Play non sono omologati per uso stradale e sono destinati a piste o spazi privati. Vediamoli uno per uno…
La VENT eCUB è una minimoto elettrica pensata per bambini dai 4 ai 6 anni. È equipaggiata con un motore brushless da 800 W e batteria al litio da 48 V / 8 Ah. Le ruote sono da 10 pollici e la sella è posta a 54 cm da terra.
Disponibile da maggio al prezzo di 995 euro.
Destinata ai bambini dai 6 agli 8 anni, la eSCOUT è una versione elettrica più evoluta. Il motore è un brushless DC da 2500 W con tre marce, mentre la batteria è al litio da 57,6 V e 17,85 Ah. La ciclistica prevede ruote tassellate da 14†all’anteriore e 12†al posteriore. Sono presenti sospensioni rinforzate e sella ergonomica.
Disponibile da maggio al prezzo di 1.445 euro.
La VENT CUB è una mini moto a motore termico con avviamento elettrico. È equipaggiata con un motore 4T da 60 cm3 automatico, con potenza di 1,6 kW a 7.000 giri. Il serbatoio ha capacità di 3 litri. Le ruote sono da 10 pollici.
Disponibile da maggio al prezzo di 1.145 euro.
La gamma STRIKER 50 è composta da due versioni: STRIKER 50 MINI (4 - 6 anni) e STRIKER 50 (6-8 anni). Entrambe montano un motore 2 tempi da 50 cm3 con cambio automatico e potenza dichiarata di 6,2 kW a 9.250 giri. Sono disponibili avviamento elettrico e avviamento a pedale. Le due versioni differiscono per la ciclistica: la STRIKER 50 MINI ha ruote 12â€/10†e un’altezza sella di 63 cm, mentre la STRIKER 50 ha ruote 14â€/12†ed un’altezza sella di 72 cm. L’impianto frenante è a disco da 190 mm.
Disponibili da maggio al prezzo di 1.395 euro.
La VENT SCOUT 140 è una pit bike destinata all’apprendimento del fuoristrada. È equipaggiata con motore 4T da 140 cc e cambio semi-automatico a quattro rapporti. La ciclistica prevede forcella a steli rovesciati e monoammortizzatore posteriore. Sono previste due configurazioni: ruote 17â€/14â€, altezza sella 840 mm e ruote 19â€/16â€, altezza sella 875 mm.
Disponibile dall’estate 2026 al prezzo di 1.495 euro.
La VENT APEX 150 è una MiniGP destinata a “piloti†dai 10 anni in su. Il motore è un 4T da 149 cm3 con albero bilanciato, abbinato a cambio manuale a cinque marce (1-N-2-3-4-5), con potenza di 8,2 kW a 7.000 giri. È dotata di ruote slick da 12 pollici e impianto frenante dedicato all’uso pista. La struttura è compatta con posizione di guida di impostazione racing.
Disponibile da maggio al prezzo di 2.896 euro.
Torna dopo quasi vent'anni la KLE 500 e promette versatilità in ogni condizione di utilizzo. Ma cosa dicono i numeri al banco? Ecco tutti i dati del nostro Centro Prove
La Kawasaki KLE sparì dai listini nel 2007 lasciando spazio alla Versys, più stradale e con le ruote da 17. Quasi vent'anni dopo, il ritorno avviene con un'identità precisa: è una crossover accessibile con la ruota anteriore da 21 pollici, telaio a traliccio e un bicilindrico da 451 cm³ che molti già conoscono dalla Z500 e dalla Ninja 500. Non è una moto da off-road spinto, non cerca di fare la dakariana. L'obiettivo è un altro: andare dappertutto, costare poco e farlo bene. Queste le intenzioni, ma quanto fa davvero? Ecco il responso del nostro Centro prove.
Non è una moto da prestazioni assolute, e non è pensata per esserlo. La coppia disponibile a regimi relativamente bassi è però il dato che conta davvero nel contesto d'uso di questa moto: su fondi sconnessi, in salita o in manovra, avere una risposta al gas prevedibile e senza strappi è un pregio concreto. L'erogazione è progressiva e lineare, senza colpi di reni, il che la rende gestibile anche da chi non ha grande esperienza. Ai regimi più alti il motore gira volentieri, ma il suo carattere resta quello di un bicilindrico pensato per la guida quotidiana che per la sparata.
Con 160 km/h di velocità massima, la KLE 500 si colloca esattamente dove ci si aspetta per la sua categoria: ha tutto quello che serve per muoversi in autostrada senza affanno, ma senza pretese da moto sportiva. Lo 0-100 in 5,40 secondi conferma una vitalità sufficiente per i sorpassi in sicurezza, mentre il quarto di miglio in 14,20 secondi restituisce l'immagine di una moto che progredisce con continuità senza cali di potenza. Sul misto, questa linearità si traduce in facilità di guida: la KLE non sorprende mai, e in certi contesti, come lo sterrato o le strade di montagna a bassa aderenza, è esattamente quello che si vuole.
I consumi sono uno dei punti di forza più chiari di questa moto. A 90 km/h si sfiorano i 29 km/l, mentre mantenendo i 120 km/h ci si ferma a 22,77 km/l, un risultato molto buono per un bicilindrico di questa cilindrata. In autostrada la media è di oltre 22 km/l, e in extraurbano si arriva a superare i 32 km/l. Solo spingendo al massimo il consumo diventa meno virtuoso, ma in quel caso siamo comunque oltre i 12 km/l. Con il serbatoio da 16 litri, la KLE percorre quasi 365 km tenendo i 120 km/h di crociera: un dato che la rende adatta ai viaggi di più giorni, soprattutto se si considera che la riserva aggiunge altri 4 litri. L'autonomia, in pratica, è uno dei plus della moto.
Con 184,5 kg sulla bilancia, la KLE 500 è una moto leggera nel senso più concreto del termine. Si sente in manovra, si sente nel cambio di direzione e si sente ogni volta che si deve tirarla su in spazi stretti. La versione standard parte da 6.340 euro, la SE arriva a 6.990 euro aggiungendo TFT a colori, cupolino maggiorato, paramani con anima in metallo, piastra paramotore e frecce LED. Meno di 700 euro di differenza per una dotazione che migliora concretamente l'usabilità quotidiana..
Il telaio è un traliccio in acciaio ad alta resistenza, il motore un bicilidnrico da 451 cm³, lo stesso della Z500 e Ninja 500, che funge da elemento stressato. Per garantire 185 mm di luce a terra il propulsore è stato inclinato leggermente in avanti. Le sospensioni sono una forcella rovesciata KYB da 43 mm con 210 mm di escursione e un mono posteriore Uni-Trak con precarico regolabile. La SE aggiunge TFT da 4,3 pollici, cupolino maggiorato e regolabile, paramani in metallo, piastra paramotore e frecce LED. L'altezza sella è di 87 cm, abbassabile fino a tre centimetri tramite il sistema ERGO-FIT.
La posizione di guida è eretta e naturale, con il serbatoio stretto che aiuta a stringere bene la moto tra le gambe, un vantaggio concreto anche fuori strada. Chi è sui 175 cm tocca terra senza particolari difficoltà . In città il motore è docile, il gas risponde con progressività e il peso ridotto alleggerisce le manovre. Sul misto emerge il carattere più interessante della KLE: l'erogazione lineare permette di dosare bene la trazione su fondi irregolari, e le sospensioni assorbono asfalto rovinato e sterrato leggero senza rimbalzi fastidiosi. In autostrada compaiono alcune vibrazioni, accettabili. La frenata è un punto di forza: l'impianto Nissin è modulabile e l'ABS lavora in modo non invasivo, e in più si può disattivare dietro per l'uso in off-road.
Motore bicilindrico, forcellone monobraccio, 185 kg: la N125V di Morbidelli è una 125 che non vuole fare solo la 125
Nel mondo delle 125, il forcellone monobraccio non esiste. O meglio, non esisteva. Perché Morbidelli ha deciso di equipaggiare la N125V con questo componente in alluminio che lascia il cerchio posteriore completamente a vista. Fino a ieri era prerogativa esclusiva di moto ben più costose. Da sola, questa scelta racconta meglio di qualsiasi altra cosa cosa vuole essere questa moto: non l'ennesima ottavo di litro pensata per il neopatentato che aspetta tempi migliori, ma una naked progettata per chi ha la patente A1 o B e non ha nessuna intenzione di guidare qualcosa che sembri un compromesso.
La N125V è stata presentata ad EICMA 2025 e arriva ora dai concessionari Morbidelli al prezzo di 4.290 euro f.c.
Altra esclusiva il motore bicilindrico a V da 124,9 cm³ con distribuzione a 6 valvole e raffreddamento a liquido. Eroga 14 CV a 9.500 giri e 10,9 Nm di coppia a 6.500 giri, abbinato a un cambio a sei rapporti.
Per una 125 è un'architettura decisamente insolita: il V-twin è una configurazione che nella categoria è molto raro, e la distribuzione a tre valvole per cilindro non è certo la soluzione più economica da ingegnerizzare.
Il resto della ciclistica segue lo stesso criterio: forcella rovesciata con steli da 37 mm e monoammortizzatore con regolazione del precarico. I cerchi sono in lega da 17 pollici, con pneumatici da 110/70 davanti e 150/60 dietro – misure generose per la categoria. La frenata è affidata a un disco anteriore da 300 mm con pinza a quattro pistoncini e a uno posteriore da 240 mm con pinza a due, entrambi coadiuvati da ABS. Il peso in ordine di marcia è di 185 kg, l'altezza sella di 79,5 cm. Il doppio scarico corto sovrapposto sul lato destro e il faro con firma luminosa a T rovesciata completano un'estetica volutamente lontana dall'immaginario della categoria. La strumentazione è LCD.
La N125V è disponibile in due colorazioni: Track Blue, il classico azzurro Morbidelli, e Storm Grey con cerchi rossi.
Il monobraccio fa sempre la sua bella figura
La Guerrilla è una stradale compatta: monta il motore “Sherpa†da 452 cm³, acceleratore elettronico e due mappature. Il prezzo è competitivo
La Guerrilla, dal nome molto "urban", ha un aspetto vivace, retrò ma non troppo. È una stradale compatta: monta il motore “Sherpa†da 452 cm³ e 38,1 CV (rilevati) dotato di raffreddamento a liquido, acceleratore elettronico, due mappature e finiture curate. È una moto pensata per chi (magari fresco di patente A2) cerca un mezzo divertente e offerto a un prezzo competitivo: 5.340 euro.
Il monocilindrico Sherpa raffreddato a liquido da 452 cm³ è lo stesso della Himalayan: ha distribuzione bialbero a 4 valvole, acceleratore elettronico e due mappature (Eco e Performance). Facile da gestire anche per chi ha poca esperienza, offre una buona spinta dai 3.000 giri ed è capace anche di allungare con vigore quando si apre decisi il gas.
L’interasse della Guerrilla è di 144 cm: un elemento che privilegia la stabilità e la precisione, soprattutto nel misto veloce. La forcella è di impostazione tradizionale, con foderi di colore nero e steli protetti da classici soffietti in gomma.
Il cruscotto è un TFT a colori chiaro e connesso con lo smartphone (navigazione compresa). I comandi al manubrio sono classici Royal Enfield e facili da azionare. Sulla Guerrilla la qualità costruttiva è più che buona, così come la solidità delle plastiche.
Il sottosella della Guerrilla è privo di spazi e soprattutto poco ordinato: con un po’ di cura in più si poteva creare un piccolo vano. Di serie ci sono il cavalletto laterale e quello centrale, che è più stabile e sicuro soprattutto se si parcheggia a pieno carico.
La Guerriglia offre una guida comoda, spaziosa e accogliente. La sella ampia e imbottita offre un buon sostegno, non ha dislivello tra davanti e dietro e anche il passeggero sta bene. Le pedane sono alla giusta distanza, le gambe sono piegate correttamente. Ben fatti anche gli appigli per le mani.
Morbida nell’assetto ma comunque efficace, la Guerriglia si guida con naturalezza e sorprende per stabilità anche nei curvoni veloci. Il mono dà il meglio tra i 3.000 e i 5.000 giri, con una coppia corposa che facilita la guida rotonda. Il manubrio largo aiuta nei rapidi cambi di direzione, ma è meglio impostare le curve con traiettorie più regolari e “rotondeâ€. Il baricentro basso garantisce una guida facile e intuitiva anche a ritmi brillanti. La frenata è valida, anche se il comando è un po' spugnoso. Molto buoni i consumi: nell’extraurbano la Guerrilla è un riferimento, con ben 35 km/l.
Non è una moto da lunghi viaggi, ma se la cava benissimo in tangenziale e per qualche trasferimento autostradale. La Guerrilla 450 raggiunge i 130 kn/h con disinvoltura e conserva ancora un po’ di margine, anche se le vibrazioni iniziano a farsi sentire già sopra i 110. Manca completamente una qualsiasi protezione dall’aria, fortunatamente il problema si risolve facilmente scegliendo un parabrezza tra gli optional, al costo di 110 euro.
In città è agile e pratica da utilizzare nel traffico. La Guerrilla conquista per la posizione di guida naturale e rilassata: la sella bassa e il manubrio largo garantiscono un buon controllo tra le auto e nelle manovre in spazi stretti. La frizione è morbida, il cambio preciso e il motore risponde fluido se tenuto sopra i 3.000 giri. Le sospensioni morbide filtrano bene le asperità . L'ABS è ben tarato.
| Velocità massima (km/h) | 165,2 |
| Accelerazione | secondi |
| 0-400 metri | 14,5 |
| 0-1000 metri | 28,6 |
| 0-100 km/h | 5,8 |
| Ripresa (da 50 km/h) | secondi |
| 400 metri | 15,2 |
| 1000 metri | 29,2 |
| Potenza massima alla ruota | |
| CV/kW | 38,1/28,4 |
| Giri al minuto | 8.093 |
| Frenata | metri |
| Da 100 km/h | 40,6 |
| Consumi | km/l |
| Autostrada | 23,0 |
| Extraurbano | 35,5 |
| A 90 km/h | 31,4 |
| A 120 km/h | 24,8 |
| Al massimo | 13,8 |
| Autonomia | km |
| A 120 km/h | 273,2 |
| Al massimo | 138 |
| Motore | 4 tempi monocilindrico |
| Cilindrata (cm3) | 451,6 |
| Cambio | a 6 rapporti |
| Potenza CV(kW)/giri | 40(29,4)/8.000 |
| Freno anteriore | a disco da 310 mm |
| Freno posteriore | a disco da 270 mm |
| Pneumatico anteriore | Pneumatico anteriore 120/70-17†|
| Pneumatico posteriore | Pneumatico posteriore 160/60-17†|
| Altezza sella (cm) | 78 |
| Peso (kg) | 184 |
| Capacità serbatoio (litri) | 11 |
| Autonomia (km) | 273,2 |
| Velocità massima (km/h) | 165,2 |
| Tempo di consegna | - |
Facilità di gestione, ciclistica ben bilanciata, motore fluido ai medi, posizione di guida azzeccata anche per i più alti
Posizione del passeggero poco confortevole, frenata non sempre precisa, erogazione un po’ irregolare sotto i 3.000 giri
L’EICMA Riding Fest ha registrato numeri record: oltre 27.000 visitatori, più di 17.000 test ride e 550 moto in prova da 37 brand
Si è chiusa con numeri in crescita la terza edizione dell’EICMA Riding Fest, evento gratuito dedicato alle prove moto organizzato al Misano World Circuit Marco Simoncelli. Secondo i dati diffusi, la manifestazione ha registrato oltre 27.000 visitatori, con 550 moto in prova e più di 17.000 test ride complessivi nei tre giorni. “Questa terza edizione rappresenta una conferma importante e, allo stesso tempo, un ulteriore passo avanti per EICMA Riding Fest†hanno dichiarato il Presidente di EICMA Pietro Meda e l’Amministratore Delegato Paolo Magri. “La risposta del pubblico è stata straordinaria, ma ciò che ci rende più orgogliosi è la crescente partecipazione dei giovani: un segnale concreto della vitalità e del futuro del nostro settoreâ€.
Uno dei dati più rilevanti riguarda la presenza delle nuove generazioni. Le aree dedicate ai più giovani hanno registrato un’affluenza elevata, in particolare per le prove su 50 cm3 (Area 51) e 125 cm3 (Hashtag 125), oltre alle attività seguite dagli istruttori federali. Sono stati effettuati 2.350 test ride, con una quota superiore al 20% di partecipazione femminile, grazie ai veicoli messi a disposizione da 18 case costruttrici.
Spazio anche ai più piccoli con EICMA for Kids, iniziativa realizzata in collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana. Oltre 700 bambini e bambine tra i 6 e i 12 anni hanno partecipato ad attività propedeutiche alla guida in un contesto controllato.
Il cuore dell’evento resta l’esperienza diretta. Le prove si sono sviluppate tra percorsi stradali (Touring Experience), pista e aree off-road, con la partecipazione di 38 Case costruttrici e una gamma ampia di modelli disponibili. Particolare successo per la Track Experience sul circuito di Misano, andata ancora una volta sold out. L’attività , unica a pagamento, ha generato un ricavato di 75.000 euro, devoluto a tre realtà del territorio: Fondazione Marco Simoncelli, Amici del Sottomarino Giallo APS, A.S.D.C. e A.P.S. Esplora.
Il programma ha incluso corsi di guida sicura FMI con moto propria, l’Adventure Rally Experience (con 500 test ride), oltre a spettacoli e intrattenimento nel paddock. Presenti anche simulatori Moto Trainer, un’area gaming, presentazioni e attività legate all’intrattenimento, oltre agli Hot Laps in pista con Davide Valsecchi a bordo delle Honda Civic Type R Best Lap.
Tra i momenti più partecipati anche la parata in pista con oltre 400 moto in ricordo di Marco Simoncelli e la trasmissione delle gare del Mondiale SBK dall’Ungheria in collaborazione con Sky. Oltre a aquelli appena citati, l’evento ha visto la partecipazione di diversi nomi del motorsport internazionale, tra cui Kevin Schwantz, Troy Bayliss, Andrea Dovizioso, Stefan Everts, Antonio Cairoli, Marco Melandri e Mattia Pasini, coinvolti in incontri e attività con il pubblico.
Si chiama progetto 407 ed è firmato Egig Performance: una Vespa due tempi capace di superare i 100 CV e sfiorare (almeno in teoria) i 200 km/h. Un risultato estremo, ottenuto partendo da un monocilindrico da 407 cm³…
Originario dell’Alto Adige e cresciuto in una famiglia di ristoratori, Erich Oberpertinger non nasce come tecnico, ma come cuoco. A poco più di vent’anni decide però di trasformare la sua passione per il tuning Vespa in un lavoro vero e proprio, fondando nel 2017 a Chiusa, dalle parti di Bolzano, la Egig Performance. L’azienda sviluppa e realizza componenti speciali grazie anche ad una rete consolidata di collaborazioni con altri tecnici per la progettazione CAD, la fusione e le lavorazioni meccaniche, ma la guida creativa è tutta nelle mani di Oberpertinger. Il catalogo Egig comprende parti speciali, kit e motori completi dedicati alle Vespa due tempi, con particolare attenzione ai modelli Smallframe prodotti fino al 1990. La produzione attuale è di circa 130 motori all’anno, destinati a clienti non solo italiani.
Parallelamente alla produzione, Egig porta avanti progetti sperimentali con l’obiettivo di spingere sempre più in alto il limite tecnico delle Vespa elaborate. Per lungo tempo, circa 70 CV sembravano rappresentare una soglia difficilmente superabile, soprattutto a causa degli ingombri ridotti tipici delle Smallframe. Il salto arriva con il progetto 407, frutto di oltre quattro anni di lavoro e migliaia di ore di sviluppo. All’inizio del 2026, durante un evento al banco prova in Austria, il risultato supera per la prima volta la soglia dei 100 CV. Le successive prove confermano valori compresi tra 103 e 104 CV (76 kW) a circa 11.000 giri/min, con una coppia che arriva fino a 75 Nm attorno ai 10.000 giri/min. Quale segreto nasconde?
Il motore è un monocilindrico due tempi raffreddato ad aria forzata, con alesaggio di 90 mm e corsa di 64 mm. L’albero motore utilizza una lega con elevato contenuto di tungsteno, mentre la biella è forgiata. Il carter, progettato e realizzato appositamente, è leggermente più largo rispetto a quello originale da 50 cm³ e 1,5 CV, ma mantiene dimensioni interne e interassi molto compatti. Per gestire la potenza, la trasmissione manuale a 4 marce è stata rinforzata con una frizione passata da 3 a 6 dischi. Sul lato opposto della ruota posteriore è stata aggiunta una staffa in alluminio ricavata dal pieno, necessaria per limitare le deformazioni della scocca in lamiera durante le accelerazioni. Ad alimentare il mono ci pensano due carburatori a valvola piatta da 42 mm, derivati dall’epoca due tempi della MotoGP. Dato che una soluzione più compatta comporterebbe una perdita di potenza, portando il valore sotto i 100 CV, elemento fondamentale è lo scarico, lungo addirittura un metro e mezzo circa e sviluppato posteriormente con numerose saldature.
Numeri che secondo Oberpertinger, si traducono in una velocità massima di 200 km/h. Tuttavia, va evidenziato, poichè la ciclistica e l’impianto frenante sono quelli di una Vespa anni Settanta, si tratta di numeri del tutto “teoriciâ€. In ogni caso, il motore Egig 407 è destinato a una nicchia di appassionati estremi: è prevista una piccolissima serie di cinque unità complete, con un prezzo di circa 10.000 euro ciascuna.
Potreste montarlo sulla vostra Primavera…
Tre giorni di porte aperte e test ride in tutte le concessionarie Triumph per provare le nuove Tracker 400, Trident 660 e Tiger Sport 660
Triumph Italia organizza per il primo fine settimana di maggio – venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 – i Triple Days, tre giornate di porte aperte nei concessionari del marchio dedicate al test ride dei tre modelli che completano la lineup del 2026.
La novità più interessante è la Tracker 400, monocilindrica ispirata al mondo del flat track americano che eredita la base tecnica della famiglia Speed/Scrambler 400 ma se ne distacca per ergonomia, ciclistica e "cattive intenzioni". Il motore da 398 cm³ raffreddato a liquido guadagna un 5% di potenza arrivando a 42 CV a 9.000 giri/min, mentre il manubrio largo, le pedane arretrate e le tabelle portanumero laterali completano un look da ovale sterrato Pesa 173 kg, ha la sella a 80,5 cm e parte da 6.345 euro.
Le altre due new entry sono la seconda generazione di Trident 660 e Tiger Sport 660, che condividono la stessa grossa novità : il tre cilindri da 660 cm³ è stato profondamente rivisto, con tre corpi farfallati indipendenti da 44 mm al posto del singolo precedente, testa nuova e mappatura aggiornata. Il risultato è un salto da 81 a 95 CV (a 11.250 giri/min, gli stessi della Daytona 660), con la coppia che sale a 68 Nm a 8.250 giri/min. La Trident, naked dal taglio pulito, riceve anche un serbatoio più scolpito e un mono Showa regolabile, restando a 195 kg in ordine di marcia con sella a 81 cm e prezzo da 8.795 euro. La Tiger Sport 660, crossover stradale a vocazione turistica, cresce sul fronte del lungo raggio: il serbatoio è passato a 18,6 litri, parabrezza regolabile con una mano e sospensioni Showa con escursione da 150 mm. Prezzo a partire da 9.795 euro.
Triumph Tracker 400
Accanto alle tre protagoniste, nelle concessionarie aderenti sarà disponibile per il test anche il resto della gamma 2026. Si parte dalla café racer Thruxton 400, passando alle Trident 800 e Street Triple 765 RX, fino alla nuova generazione delle Modern Classics. Per chi vuole muoversi senza intoppi, conviene chiamare prima il punto vendita per controllare gli orari e prenotare lo slot della prova. Per trovare il dealer più vicino c'è la sezione dedicata sul sito Triumph.