NEWS - Tutti gli sport(escluso il calcio)


News motociclismo

News motociclismo da insella.it

#motociclismo #news #insella.it

News n. 1
Polini For Race 5: per far volare gli scooter 2t Polini For Race 5: per far volare gli scooter 2t

Disponibile per Piaggio SP, Aprilia SR e MBK Booster, questa espansione è stata sviluppata da Polini sui campi di gara per migliorare erogazione e spinta ai medi regimi

Luca54

Lo scarico a espansione dei motori a 2 tempi è uno dei componenti più importanti e delicati da affinare per raggiungere le migliori prestazioni (se siete interessati all'argomento lo approfondiamo meglio in questo video). In Polini lo sanno bene e, dalla lunga esperienza maturata sui campi di gara della Polini Italian Cup, l'azienda lombarda ha sviluppato uno scarico dedicato a Piaggio SP, Aprilia SR (Minarelli) e al mitico MBK Booster (con motore Minarelli a cilindro verticale): ecco il nuovo For Race 5.

 

PiĂą spinta ai bassi regimi

La novità principale riguarda la curva di uscita del collettore, che è stata aggiornata e completamente riprogettata dall’uscita del cilindro fino al primo cono dell’espansione. Questo intervento, nato dall’analisi della telemetria e dai dati raccolti nelle competizioni, ottimizza il flusso dei gas di scarico, migliorando sensibilmente la prontezza del motore, la coppia ai medi regimi e la progressione in accelerazione.

Come tutte le espansioni ad alte prestazioni di Polini, anche questa novitĂ  viene realizzata con settori a misure differenziate saldati interamente a mano. L'espansione viene fornita con silenziatore Black in lega leggera e con incisione laser: il sistema di fissaggio è stato aggiornato ed è completamente smontabile per la sostituzione del materiale fonoassorbente. Il prezzo del nuovo scarico For Race 5 parte da 279 euro + IVA. 

Parti speciali
Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 14:43:20 +0000
News n. 2
Ragazzi questa promo è per voi, Vent Moto Skate e Raptor sono scontate Ragazzi questa promo è per voi, Vent Moto Skate e Raptor sono scontate

Vent punta forte sui ragazzi offrendo a prezzo scontato i suoi cinquantini. Per approfittarne c’è tempo fino al 15 marzo

Riccardo Allegro

Promo Vent

Vent Moto guarda ai ragazzi con un’iniziativa dedicata ai modelli Skate 50 e Raptor 50. Dall’ultima settimana di febbraio fino al 15 marzo, il prezzo al pubblico scende infatti a 2.950 euro rispetto ai precedenti 3.150 euro. La promo coinvolge due modelli che rappresentano l’offerta entry level del marchio: moto leggere, intuitive e pensate per un utilizzo quotidiano. L’obiettivo è chiaro: offrire una porta d’ingresso concreta e accessibile al mondo delle due ruote. La Skate 50 e la Raptor 50 si rivolgono a un pubblico giovane, ma anche a chi cerca un mezzo pratico e affidabile per gli spostamenti urbani. Le due proposte sono tra loro molto simili, ma interpretano filosofie complementari: la prima privilegia semplicitĂ  d’utilizzo e immediatezza di guida, mentre la seconda esprime un carattere piĂą deciso e sportivo. 

La Skate 50

Image

La Skate 50 è spinta da un monocilindrico a due tempi raffreddato a liquido da 49,7 cmÂł, abbinato a un cambio a 6 rapporti e all’avviamento kick starter, che unisce semplicitĂ  e prontezza di risposta. La ciclistica si basa su un telaio perimetrale in acciaio Vent a doppia culla con posteriore scomponibile, mentre il forcellone è sempre in acciaio. La forcella anteriore idraulica, con stelo da 37 mm, lavora in combinazione con il monoammortizzatore posteriore idraulico, assicurando stabilitĂ  e precisione. L’impianto frenante prevede un disco anteriore Wave da 290 mm con pinza flottante a due pistoncini e un disco posteriore da 220 mm, per sicurezza e controllo in ogni situazione. Compatta e ben proporzionata, la Raptors 50 misura 1.150 mm di altezza, con sella a 875 mm (847 mm nella versione Lowride) e pedane a 308 mm; l’altezza da terra è di 273 mm, mentre il serbatoio contiene 6 litri. Il peso a secco è di 89,5 kg. 

Raptor 50

Image

La Raptor 50 è una piccola sportiva a due tempi dal cuore grintoso: monta un monocilindrico da 49,7 cm³ raffreddato a liquido, abbinato a un cambio a 6 rapporti e all’avviamento a kick starter, che richiama la tradizione delle minimoto più essenziali ma efficaci. La ciclistica è robusta e curata: il telaio perimetrale in acciaio Vent 6.0 adotta una doppia culla con posteriore scomponibile, mentre il forcellone è in acciaio. La sospensione anteriore è affidata a una forcella idraulica USD con stelo da 41 mm, completata da un monoammortizzatore posteriore sempre idraulico, per garantire controllo e precisione su ogni terreno. I freni a disco Wave con pinze flottanti assicurano sicurezza: quello anteriore misura 260 mm con due pistoncini, mentre il posteriore ha un diametro di 220 mm. Il manubrio da 22 mm con traversino completa la dotazione. Nonostante le prestazioni, la Raptors 50 resta compatta: l’altezza complessiva è di 1.170 mm, il serbatoio contiene 5,9 litri e il peso a secco si ferma a 89 kg.

News
Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 13:56:45 +0000
News n. 3
Incentivi moto e scooter elettrici: solo nel 2026 ecobonus a 4.000 euro Incentivi moto e scooter elettrici: solo nel 2026 ecobonus a 4.000 euro

Questo è l'ultimo anno per sfruttare l'ecobonus per moto e scooter elettrici più vantaggioso. Dal 2027 gli importi diminuiscono e arrivano nuove regole

Riccardo Allegro

Ecobonus?

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato, durante il Tavolo Automotive del 30 gennaio 2026, uno stanziamento di 90 milioni di euro destinato agli incentivi per moto, scooter e veicoli elettrici nel periodo 2027-2030. Gli importi saranno però ridotti e la platea di beneficiari ristretta. Facciamo il punto. 

Sconti al massimo solo nel 2026

Il 2026 è l'ultimo anno per ottenere l'Ecobonus introdotto dalla Legge di Bilancio 2021 per l'acquisto di ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli elettrici o ibridi.

I bonus per il 2026 sono quelli degli anni precedenti:
    â€˘    30% del prezzo d'acquisto, fino a un massimo di 3.000 euro
    â€˘    40% del prezzo d'acquisto, fino a un massimo di 4.000 euro in caso di rottamazione di un veicolo termico fino a Euro 3 della stessa categoria
Il bonus è accessibile sia da privati che da societĂ , con un tetto massimo di 500 veicoli per lo stesso codice fiscale o partita IVA. Le domande si presentano tramite il portale gestito da Invitalia su www.ecobonus.mimit.gov.it â€” ma la data di apertura ufficiale non è ancora stata comunicata, quindi vale la pena tenere d'occhio il sito.

Importi ridotti

Nel 2027 invece, rispetto al 2026, gli importi dei nuovi bonus saranno ridotti di circa 1.000 euro . Nel dettaglio, i bonus saranno dunque di

  • 20% del prezzo d’acquisto, fino a un massimo di 2.000 euro;
  • 30% con rottamazione, fino a 3.000 euro.

Vincoli anti-speculazione

Qualcuno, dicevamo, rimarrĂ  escluso. Dal 2027 non potranno infatti beneficiare del bonus le societĂ  della filiera, quindi produttori, importatori, distributori e commercianti di moto, scooter, quadricicli e autoveicoli. In pratica, le flotte aziendali restano escluse. Inoltre, altro vincolo pensato per contrastare pratiche speculative, chi acquista con il bonus dovrĂ  tenere il veicolo per almeno 12 mesi prima di rivenderlo.

Quando entreranno in vigore 

Gli incentivi per il periodo 2027-2030 non sono ancora legge. L’entrata in vigore dipenderĂ  dall’approvazione del DPCM  attualmente all’esame dei ministeri competenti. 

Green Planet
Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 12:39:24 +0000
News n. 4
Bollo moto non pagato, dopo 3 anni va in prescrizione Bollo moto non pagato, dopo 3 anni va in prescrizione

Può capitare che vi chiedano il pagamento del bollo che avete saldato regolarmente. Conviene conservare la ricevuta, ma non per sempre

massimo.miliani

Cos'è il bollo e quando si paga

Il bollo è una tassa annuale di proprietà che bisogna pagare, indipendentemente dall'uso del veicolo. Il costo varia in base alla potenza e alla classe ambientale del mezzo e alla regione di residenza. Le ricevute di pagamento vanno conservate per dimostrare di aver effettuato i pagamenti, ma non dovete tenerle per sempre, dopo un certo periodo le amministrazioni non possono più pretendere questa tassa. Vediamo i dettagli.

Termini di Prescrizione del bollo

La prescrizione impedisce al creditore di richiedere il pagamento del debito dopo un certo tempo stabilito dalla legge. 

Per il bollo è di tre anni (solo in Piemonte, sono cinque), calcolati dal primo gennaio dell'anno successivo a quello in cui la tassa doveva essere pagata fino al 31 dicembre del terzo anno. Si interrompe con ogni azione fatta dal creditore e ricomincia da capo. Ad esempio, per un bollo del 2019 non pagato, la richiesta di pagamento notificata nel gennaio 2023 senza atti interruttivi è illegittima. Gli atti interruttivi sono delle comunicazioni/solleciti che azzerano il tempo trascorso e fanno ripartire da zero il conteggio della prescrizione che comunque dura sempre tre anni, passati i quali senza che succeda altro il bollo non è più dovuto. Gli atti interruttivi sono:
    â€˘    avviso di accertamento
    â€˘    sollecito di pagamento
    â€˘    notifica della cartella esattoriale
    â€˘    intimazione di pagamento
    â€˘    preavviso di fermo dell’auto
    â€˘    atto di pignoramento


Quindi per verificare se un bollo  Ă¨ prescritto, è necessario controllare l'assenza di solleciti di pagamento o cartelle esattoriali nei tre anni successivi al momento in cui si sarebbe dovuto fare il pagamento. 

Ravvedimento operoso per mancato pagamento

Il ravvedimento operoso consente di sanare volontariamente il mancato pagamento con penalitĂ  ridotta. Le sanzioni variano dal 0,1% al giorno entro 14 giorni, fino al 5% oltre due anni.
Se il contribuente riceve un sollecito di pagamento del bollo, ma in realtà ha pagato regolarmente la tassa, oppure la richiesta arriva dopo i tre anni può presentare istanza di annullamento entro 30 giorni dalla notifica e ricorrere presso la Commissione Tributaria entro 60 giorni. à importante verificare attentamente le date e gli anni di riferimento negli avvisi di accertamento per presentare ricorso tempestivamente. Per pagare i bolli arretrati è essenziale verificare le annualità mancanti del bollo auto attraverso i portali telematici regionali o le agenzie ACI.

Prescrizione della cartella esattoriale

La cartella esattoriale è il mezzo operativo tramite cui l'amministrazione vi chiede il pagamento del bollo, ma anche dopo aver ricevuto la questo avviso non seguono atti concreti (intimazione di pagamento e poi pignoramento) anch'essa segue le stesse regole della tassa automobilistica: il termine di prescrizione è di tre anni dalla data di ricevimento.

Legge e burocrazia
Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 12:36:32 +0000
News n. 5
Customizer da incubo: una Moto Guzzi V7 torturata senza pietĂ  Customizer da incubo: una Moto Guzzi V7 torturata senza pietĂ 

Una Moto Guzzi V7 del 2012 arriva in Indonesia intera e classica. Ne esce con una carena monoscocca, cinque fari e telecamere al posto degli specchi. E per perggiorare la situazione l'hanno chiamata come il nano musone di Biancaneve

massimo.miliani

Futuristica con un tocco vontage 

Non tutte le customizzazioni riescono col buco. Del resto, mettere mano a un design classico, giĂ  riuscito di suo non è certo facile e il rischio di produrre un oggetto che si fa notare per la sua inadeguatezza è dietro l'angolo. 

Image

Ă successo a questa povera V7 del 2012, modello che Moto Guzzi considera un vero e proprio biglietto da visita dell'italianitĂ  motociclistica. Una moto pulita, essenziale, con un carattere tutto suo. Bene, Nicko Eigert di Smoked Garage — officina indonesiana con un discreto curriculum alle spalle — l'ha prima comprata come mezzo da tragitto casa-lavoro poi l'ha smontata pezzo per pezzo mentre aspettava alcuni ricambi dall'Italia. E lì, complice il tempo libero, gli è venuta un'idea. Il concept? Realizzare una "scrambler futuristica con un tocco di vintage." Una di quelle frasi che da sole giĂ  fanno capire in che direzione si va. 

Image

PerchĂ© di luce non ne si ha mai abbastanza. Oltre al faro a Led, la Grumpy monta anche dei proiettori aggiuntivi sulla forcella 


Grumpy, e ne ha tutte le ragioni

Il risultato ha anche un nome: Grumpy, brontolone, in italiano, o Brontolo, se vi piacciono i grandi classici Disney. E in effetti, la Guzzi di partenza probabilmente avrebbe da ridire su quello che le è capitato. Il telaio originale è sparito, sostituito da uno realizzato per l'occasione. Via anche il forcellone, rimpiazzato da uno personalizzato con schema a monoammortizzatore — un Ă–hlins, tra l'altro, nascosto dentro la monoscocca in alluminio che fa da serbatoio e coda insieme. Un lavoro certosino, tecnicamente, con un sistema a triplo leveraggio per farlo funzionare in modo regolare. La forcella originale resta al loro posto, ma con componenti interni Ă–hlins. Nuovi i cerchi da 18" in alluminio, le pinze frenanti diventano Brembo. Fin qui, niente di cui lamentarsi. 

Il problema è l'estetica

Il frontale sfoggia un proiettore LED piazzato dentro un piccolo cupolino in alluminio fatto a mano, e visto che la visibilitĂ  è importante, la moto è stata corredata di altri quattro faretti aggiuntivi piazzati sulle coperture degli steli della forcella. Forse troppo, ma non sottilizziamo. E visto che lo specchietto retrovisore è roba superata, Nicko ha pensato bene di sostituirli con due telecamere collegate a una dashboard aftermarket sul manubrio, che registra tutto automaticamente. Completano il tutto un bel manubrio MX, comandi Motogadget, accensione RFID nascosta nella carena. 

Image

E pesa pure poco

Il peso è sceso di 22 kg rispetto alla V7 di serie, il che in termini assoluti è un risultato notevole. Ma rimane una domanda: era davvero necessario prendere una delle moto più belle della tradizione italiana e trasformarla in qualcosa che sembra uscito da un videogioco di fantascienza ambientato negli anni 70? Nicko sembra convinto di sì: "à esattamente come avevo immaginato la mia moto personale" ha dichiarato. De gustibus...

bibendus
Mar, 24/02/2026 - 14:20
a me non sembra così brutta! anzi... direi originale e intrigante. ad averne di special così...
seabeeper
Mar, 24/02/2026 - 19:54
Piacevole...
Sen6
Mar, 24/02/2026 - 20:49
non mi sembra così peggio di tante realizzazioni più "nostrane"
Fuoriserie
Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 10:00:00 +0000
News n. 6
Per fortuna ci sono le elezioni: a Milano Sala salva le moto Euro 2 e 3 fino al 2027 Per fortuna ci sono le elezioni: a Milano Sala salva le moto Euro 2 e 3 fino al 2027

A Milano lo stop alle moto più inquinanti è rinviato: la Giunta comunale posticipa al 2027 il divieto di accesso per Euro 2 e Euro 3. Patata bollente rimandata a dopo le elezioni per il sindaco...

Riccardo Allegro

Rinvio del divieto: cosa cambia

Dopo il rinvio dello scorso anno, il Comune di Milano ha nuovamente deciso di spostare - questa volta a  ottobre 2027 - l’applicazione del divieto di circolazione per motoveicoli e ciclomotori piĂą inquinanti nelle zone Area B e Area C.  Il rinvio, spiegano dal Comune, si basa sull’analisi del parco moto attualmente circolante che, avendo subito variazioni sostanziali rispetto alle previsioni originarie, avrebbe di fatto consentito la proroga. Secondo le ultime rilevazioni, infatti, i motoveicoli rappresentano il 20,3% dei mezzi circolanti a Milano, di cui la maggior parte recenti, con una quota significativa di mezzi elettrici. L’impatto ambientale stimato per questi veicoli resta contenuto: 2% delle emissioni di PM10 e 1% di NOx per l’anno in corso. Da qui la proroga. Il provvedimento, originariamente previsto dal 1° ottobre 2025, poi spostato al 2026 e, ora, rimandato al 2027 riguarda in particolare moto e scooter due tempi Euro 2 e 3 e quattro tempi Euro 0, Euro 1 e Euro 2.

Per fortuna ci sono le elezioni...

Ă sicuro che le moto inquinino poco e lo si sa da anni, questa proroga pare piuttosto strategica: permette di rimandare una questione assai spinosa a dopo le elezioni per il sindaco previste per la primavera 2027. La patata bollente passa alla prossima giunta e toglie una convitato di pietra dalla campagna elettorale che partirĂ  tra qualche mese....

ZTL Isola: deroga serale per moto e ciclomotori

Contestualmente, il Comune ha approvato anche una modifica alla ZTL Isola, che sarà attiva dalle 19:30 alle 6 del mattino successivo. Sarà consentito l’accesso, il transito e la sosta per motoveicoli e ciclomotori, in deroga ai divieti originari. L’obiettivo dichiarato è alleggerire la pressione sulle vie esterne alla ZTL, evitando congestioni e saturazione dei parcheggi.

Le reazioni

L’ulteriore rinvio ha com’era facile prevedere suscitato differenti reazioni, positive e negative. Fratelli d’Italia ha parlato di risultato politico concreto, sottolineando come il divieto avrebbe colpito oltre 90.000 motocicli, mentre Legambiente Lombardia, tramite Federico Del Prete, l’ha aspramente criticato: “Non vediamo le opportunitĂ  di una seconda deroga per ciclomotori e motocicli endotermici in Area B e C, dove servirebbe piĂą innovazione. Questi veicoli circolano da tutta la cittĂ  metropolitana e contribuiscono a peggiorare qualitĂ  dell’aria, rumore e occupazione del suolo”. 

Le regole di oggi

Rimandata l’entrata in vigore del nuovo provvedimento, restano comunque in vigore le regole previste dall’attuale. Oggi, lo ricordiamo, è fatto divieto di circolare a tutte le moto e gli scooter 2 tempi Euro 0 e Euro 1. Con circa 130 km quadrati, l’Area B e C di Milano (qui tutti i dettagli e le regole di accesso) è attualmente la ZTL piĂą grande d’Italia. Ă attiva dal lunedì al venerdì dalle 7:30 alle 19:30, festivi infrasettimanali esclusi. 

Politica e trasporti
Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 08:55:52 +0000
News n. 7
MotoGP Starting Grid: in Thailandia un poker di rivali all'assalto di Marquez MotoGP Starting Grid: in Thailandia un poker di rivali all'assalto di Marquez

Il campione del mondo rimane il favorito tra i piloti, come Ducati tra le moto. Aprilia alza l'asticella delle ambizioni: Bezzecchi è veloce e Rivola si prepara ad accogliere Bagnaia tra le sue fila

guiss

Il mondiale MotoGP è pronto a ripartire. Si corre in Thailandia: Marc Marquez si presenta ancora una volta come l'uomo da battere e Ducati è sicuramente il riferimento tecnico per tutto il paddock. Aprilia però alza la testa dopo l'ottimo 2025 di Marco Bezzecchi: l'impressione generale è che a Buriram ci si potrà divertire parecchio. Andiamo a scoprire il perché in questa prima uscita stagionale di MotoGP Starting Grid.


Ultime notizie

I test di Buriram hanno portato più conferme che sorprese e il 2026 sembra al momento una sorta di prolungamento della passata stagione. Marco Bezzecchi lo ha iniziato da leader, come ha concluso il 2025: la sua Aprilia pare ancora più veloce e ben riuscita rispetto alla moto dell'anno scorso, che comunque è stata la migliore RS-GP di sempre per vittorie e posizione in classifica.

Marc Marquez dal canto suo è tornato e sarà fisicamente pronto, così come suo fratello, apparso carico e concentrato, in sella alla stessa Desmosedici del #93 e di Pecco Bagnaia. Il tre volte campione del mondo per ora ha ritrovato fiducia in sella alla sua Ducati, dichiarando di avere sensazioni migliori rispetto al 2025. In fase di frenata, Bagnaia ha ritrovato il sorriso e anche il mercato sembra avergli portato la moto che voleva. Il passaggio in Aprilia gli permetterà di lavorare in un ambiente molto attento alle sue esigenze, dove riuscirà a sentirsi nuovamente al centro del progetto.


Che numeri

Il mondiale riparte dal numero 9, come i mondiali vinti da Marc Marquez. Rispetto a un anno fa il fenomeno di Cervera ha un titolo in più, che non è solo un numero, come tutti ben sappiamo. Da venerdì inizierà l'operazione sorpasso a Valentino Rossi, una missione che è inutile negare sia un obiettivo, seppure non apertamente confessabile. Le possibilità ci sono e molto concrete: la condizione fisica è stata pienamente o quasi recuperata, le statistiche confermano un dominio assoluto sugli ultimi 15 anni di motomondiale.

Marquez ha corso 285 gare, vincendone 99 e andando a podio in 165 occasioni: in media è ampiamente più di una volta su due gran premi corsi e anche il numero delle pole position (102, 8 su 18 solo nella scorsa stagione) fa capire che lo spagnolo non ha perso velocità. Insomma, Marquez rimane un bel problema per tutti quelli che vogliono o vorranno diventare campioni del mondo.
La sfida

Sono quattro i piloti che partono con i “gradi” per tentare l'assalto alla corona: Bezzecchi, Bagnaia, Alex Marquez e Pedro Acosta. Dove con assalto alla corona non si intende per forza vincere il titolo, Pedro Pe per esempio non ha la moto per farlo. Mettere in discussione il re nelle singole gare è invece pur sempre una possibilitĂ  e un primo passo nella direzione di una ipotetica detronizzazione di Marc. 

La stagione di questi quattro protagonisti designati sarà costellata di una lunga serie di prove che dovranno superare per “certificarsi” top rider. Bezzecchi l'anno scorso ha fatto tutto bene, guadagnandosi un ruolo che non era ancora totalmente suo, così come Alex Marquez. Entrambi partono con le stesse credenziali di Acosta – ex enfant prodige ancora alla ricerca del suo primo successo- e di Bagnaia, che deve ritrovare smalto per dare credito a una seconda parte di carriera più impegnativa di quella vissuta fino ad adesso. Nelle prossime 22 gare probabilmente avrà l'ultima occasione per battere Marquez ad armi pari, o batterlo in assoluto. Carpe diem.


La pista ai raggi x

A Buriram, la MotoGP ha corso 6 volte, il che la rende ancora una delle piste più recenti del mondiale. Negli ultimi 3 anni, in Thailandia Ducati ha vinto tutte le gare e tutte le Sprint, su un tracciato che presenta buoni allunghi e staccate decise, ma anche una sezione di misto che richiede un set-up di compromesso. Le curve, lungo i 4,55 chilometri di sviluppo, sono appena 12, ma il layout appare piuttosto lavorato. Si tratta di una pista larga, dove i punti di sorpasso non mancano: alla 3 come alla 12, ma ci si possono “inventare” altri spot per tentare l'azzardo (se vi volete divertire rivedete l'edizione 2023, con la battaglia a tre tra Bagnaia, Martin e Binder).

Al Chang International Circuit non dovrebbe piovere nel fine settimana. Ed è un bene, perché quando arrivano le precipitazioni sulla pista thai, sono piuttosto violente e per risolvere la questione serve addirittura l'intervento della “Sciamana”: accadde nel 2022, quando ci volle una danza propiziatoria per calmare il temporale.

MotoGP
Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 07:55:57 +0000
News n. 8
Test MotoGP Thailandia: Bezzecchi e le Ducati ufficiali volano Test MotoGP Thailandia: Bezzecchi e le Ducati ufficiali volano

Il romagnolo dell'Aprilia è riuscito a girare sotto il record del circuito. Bene anche le GP26, che useranno una carena con un mix aerodinamico. Acosta vede le italiane avanti, mentre le giapponesi soffrono ancora

guiss

Ducati e Aprilia si spartiscono la scena nei test finali prima del debutto della nuova stagione MotoGP, che partirà la prossima settimana, sempre a Buriram. A segnare il miglior tempo è stato Marco Bezzecchi, capace di mandare in archivio il precedente record del circuito. Ma le Ducati ufficiali e la privata di Alex Marquez sono vicine, lasciando pregustare un primo gp emozionante.


Nuovo record

Il Bez è riuscito a mettere insieme un giro in 1'28”668, 34 millesimi meglio del primato ufficiale, risalente al 2024 (Pecco Bagnaia). Niente male anche il passo gara: 20 giri con una media di 1'30”454. Considerando che durante la gara dell'anno scorso, corsa comunque con un bel ritmo, Bezzecchi non era andato sotto l'1'31”300, i passi in avanti sono evidenti. Veloce anche Ai Ogura, particolarmente a suo agio sulla pista thailandese e lontano appena un decimo dal compagno di marca.

Jorge Martin invece ha chiuso ottavo, senza cercare troppo la prestazione e lavorando molto, come il romagnolo, per trovare le migliori soluzioni aerodinamiche al posteriore.


Rebus aerodinamico

In casa Ducati, terzo tempo per Marc Marquez e quarto Pecco Bagnaia, con tempi quasi fotocopiati. Ancora una caduta per il campione del mondo in carica durante la simulazione di gara e problemi allo stomaco che lo hanno debilitato. Tanto lavoro sull'aerodinamica e pacchetto 2026 definito con un mix della carena vecchia e di quella nuova. Dietro i due ufficiali si è piazzato Alex Marquez con la Desmosedici – ufficiale- del Gresini Racing. Anche per lui una caduta, ma tempi buoni.

 

Acosta realista

In KTM, Pedro Acosta ha portato il marchio austriaco al sesto posto ed è stato il migliore in sella a una moto diversa da Aprilia e Ducati. Di quasi un secondo il suo miglioramento rispetto a sabato, un bel passo in avanti che lo ha lasciato soddisfatto. Lo spagnolo però ha definito “impressionante” il passo di Ducati e Aprilia, lasciando intendere che potrà essere della partita per le migliori posizioni in gara, ma che i suoi avversari hanno qualcosa in più.


Giapponesi lontane

Decimo in classifica il primo factory HRC, Joan Mir, tre spot più indietro si è posizionato Luca Marini. Il ritardo da Bezzecchi è di circa otto decimi. Johann Zarco e l’esordiente Diogo Moreira hanno terminato i test per LCR rispettivamente con il 15esimo e 19esimo riferimento.

In casa Yamaha, prima della pausa pranzo Jack Miller ha fatto un long run girando in media in 1:32 basso. Il suo time attack, concluso con un 1:29.701, l’ha collocato in sedicesima piazza. Toprak Razgatlioglu ha dovuto pazientare a causa di qualche noia tecnica nella mattina e chiuso nella parte bassa della classifica, provando a imparare qualcosa seguendo i compagni di marca. 

Delusione manifesta per Fabio Quartararo, che ha girato 29 millesimi più lento di Miller. Alex Rins ha invece incassato un ritardo di circa mezzo secondo dai compagni di marca. Il nuovo motore V4 del marchio giapponese è ai primi chilometri e necessita di diversi interventi, come era già stato evidenziato dai test malesi, con tanto di rotture annesse: in Thailandia è stata ritrovata l'affidabilità, ma c'è molto lavoro da fare.

MotoGP
Data articolo: Mon, 23 Feb 2026 18:39:21 +0000
News n. 9
FMI, arrivano le scuole certificate per imparare a guidare in pista FMI, arrivano le scuole certificate per imparare a guidare in pista

La Federazione Motociclistica Italiana lancia la rete delle Scuole certificate per la VelocitĂ . Un riferimento ufficiale per chi vuole imparare a guidare in pista

massimo.miliani

Un bollino che mancava

Chiunque abbia provato ad avvicinare un figlio — o se stesso — al motociclismo su pista sa bene quanto il panorama possa essere confuso. Ci sono i track day, i corsi privati, i moto club che organizzano giornate in circuito, ma fino a oggi mancava un riferimento unico e riconoscibile a livello nazionale. La Federazione Motociclistica Italiana ha deciso di colmare questo vuoto lanciando la rete delle Scuole di Motociclismo Certificate FMI per la Velocità. Il modello non è del tutto nuovo: le scuole certificate FMI esistono già nel mondo dell'offroad e nel tempo sono diventate un punto di riferimento solido sul territorio. L'idea è di replicare lo stesso schema sulla pista, con criteri tecnici definiti, formatori qualificati direttamente dalla Federazione, coperture assicurative incluse e un supporto alla comunicazione per le strutture aderenti. In pratica, chi porta un bambino in una di queste scuole sa già cosa aspettarsi: standard di sicurezza controllati, istruttori con un percorso di formazione riconosciuto e un metodo didattico strutturato. Esattamente quello che mancava per togliere dal mezzo quella dose di diffidenza che ancora oggi frena molte famiglie dall'avvicinarsi alla pista.

Come funziona e come aderire

Il progetto è aperto: qualsiasi Moto Club può richiedere informazioni e avviare l'iter per ottenere la certificazione. L'elenco delle prime scuole riconosciute sarà pubblicato nei prossimi mesi, mentre chi vuole candidarsi può già scrivere a scuole.velocita@federmoto.it. All'incontro inaugurale erano presenti, oltre ai rappresentanti delle scuole già certificate e di quelle interessate al percorso, diversi vertici tecnici della Federazione: dal Coordinatore della Direzione Tecnica Raffaele Prisco al Direttore Tecnico Velocità Roberto Sassone, passando per il Responsabile Minimoto e CIV Junior Marzio Leoncini. Una presenza istituzionale che segnala quanto questo progetto sia considerato centrale per la crescita del movimento italiano. Il presidente FMI Giovanni Copioli ha inquadrato l'iniziativa nella strategia più ampia della Federazione: ampliare la base di praticanti partendo dai giovani, con l'obiettivo di alimentare nel tempo i campionati nazionali. Un ragionamento che tiene: senza un accesso strutturato alla pista, il bacino da cui emergono i futuri piloti del CIV e del CIV Junior, resta necessariamente limitato.

News
Data articolo: Mon, 23 Feb 2026 13:03:14 +0000
News n. 10
Il retroscena della BMW R 80 G/S: pochi soldi e una grande idea per uscire dalla crisi Il retroscena della BMW R 80 G/S: pochi soldi e una grande idea per uscire dalla crisi

A fine anni 70 BMW non se la passava bene: stretta in un angolo dalla concorrenza giapponese. Eppure riuscì a fare di necessitĂ  virtĂą, inventandosi la G/S. Ecco la storia di questa "folle" idea 

Riccardo Allegro
Tra le pietre miliari della storia del motociclismo c'è senza dubbio la BMW R 80 G/S, un progetto che ha "inventato" un nuovo genere di moto e ha rilanciato il marchio BMW e che, come tante volte accade, è frutto di una situazione difficile. 
Fine anni 70 era un periodo difficile per la casa tedesca, le giapponesi, affidabili, moderne e veloci, la fanno da padrone rubando gran parte del mercato a una BMW che, fino al decennio prima, aveva visto le proprie vendite in costante aumento. Il settore moto è in perdita e l'ordine perenterio dei grandi capi BMW era di renderlo profittevole in poco più di due anni, altrimenti si rischiava la chiusura.
Il nuovo management riesce così a trasformare la crisi in opportunità, guardando oltre e studiando qualcosa di completamente nuovo, il compito è affidato a Karl Heinz Gerlinger, incaricato di rilanciare la Casa con un modello nuovo che doveva essere progettabile e realizzabile in brevissimo tempo, senza costi elevati e capace, ovviamente, di richiamare l’attenzione di un pubblico ormai “distratto” dalle continue offerte orientali. Non facile...

Il jolly del fuoristrada

Image
La soluzione arrivò dall’ingegnere Laszlo Peres, il quale, con una passionaccia per fuoristrada, aveva sviluppato in quegli anni uno spartano prototipo di R80 da enduro: il Red Devil (foto in alto), così chiamato per il colore rugginoso del serbatoio. Una moto che sarebbe potuta andare quasi ovunque, facile ed economica da realizzare. La R80 GS (in tedesco Gelände/Straße”, cioè “sterrato/strada”) è il seme che porterà alla nascita di una nuova categoria, quella cioè della “street-based Adventure”, moto stradali, confortevoli nei lunghi viaggi, ma a loro agio anche fuori dall’asfalto. Una formula tutta nuova, alla quale in moltissimi - stampa compresa - non credevano affatto, guardando al progetto come ad una moto né carne né pesce, troppo pesante e ingombrante per il fuoristrada e che difficilmente sarebbe stata capita. Per dirla tutta, qualche dubbio ce l’avevano anche in BMW: senza troppa pubblicità, tuttavia, Gerlinger diede il via al nuovo progetto, avventurandosi su di una strada tutta nuova. Il team fu guidato dall’ingegnere Rudiger Gutsche, il quale, come Peres, poteva vantare un’ottima esperienza come pilota enduro.

Nuova moto senza spendere

L’obbiettivo era quello di realizzare una moto innovativa nel minor tempo e con i minor costi possibili. Ciò significava ovviamente utilizzare piattaforme giĂ  esistenti sia per il motore che per il telaio, poichè progettarne e costruirne di nuovi sarebbe stato eccessivamente lungo e oneroso. La scelta ricadde inizialmente sul motore R65, sostituito poi dal piĂą grosso boxer R80 da 50 CV a 6.500 giri  che, tra l’altro, venne sottoposto a un consistente aggiornamento che ne riduceva il peso e ne aumentava le prestazioni e l’affidabilitĂ .
Image

La G/S entrò definitivamente nel mito vincendo 4 Parigi Dakar consecutiva (dal 1981 al 1985), qui la versione Dakar della R 80 

Seppur derivante in molte sue parti da modelli già commercializzati (il telaio, per esempio, era lo stesso delle R 45 e 65), le novità per la R80 GS furono principalmente nella ciclistica, con la forcella a perno avanzato donata dalla R100 coadiuvata dalla ruota da 21” con pneumatici off road Metzeler Sahara e freni Brembo. A fare la sua parte, ovviamente, anche e soprattutto il forcellone monobraccio posteriore integrato con l'albero di trasmissione cardanico: il sistema Monolever assicurava alla GS vantaggi sia in termini di peso, che di resistenza.

Successo a sorpresa

Nell’arco di un anno o poco meno, due GS furono “spedite” in Sud America per testarne le capacità: dopo oltre 2.000 chilometri percorsi sulle disastrate strade del continente, BMW ebbe la prova di avere tra le mani una motocicletta ben riuscita.
Eppure durante la conferenza stampa di Avignone del 1 settembre 1980 (due settimane prima dello salone di Colonia), giornalisti ed esperti del settore si dimostrarono scettici: come poteva una moto a trasmissione cardanica, da 800 cm3 e circa 200 kg (rispetto alla stradale R80 aveva persi comunque quasi 30 kg) affrontare il fuoristrada? 
All’epoca c’era quasi da ridere, ma BMW sembrava aver visto qualcosa che, semplicemente, gli altri ancora non vedevano. Così diede in mano ai giornalisti 25 GS nuove di zecca e dubbi e perplessità furono subito dissipati. Si capì presto che, nonostante le grandi doti sullo sterrato, la nuova arrivata non era stata pensata per un doppio utilizzo, era invece una moto da strada che poteva, all’occorrenza, “sconfinare” nel mondo enduro e affrontare fuoristrada non eccessivamente impegnativi. Un campo, questo, in cui la GS non ebbe rivali. Le vendite furono buone, anzi, ottime, con 6.650 esemplari costruiti e venduti nel 1981, quasi 2.000 in più di quanto la stessa casa si aspettasse. Il grande merito della GS fu quello di aprire a un nuovo filone, conquistando l’interesse di quanti guardavano con entusiasmo all’idea di “avventura”.
Image

La R 100 GS con sospensione posteriore Paralever

Naturalmente la GS fu solo l’inizio: nel 1987 arrivarono la R100 GS e il suo Paralever (in sostituzione al “mono”della primogenita), poi, sette anni dopo, la R1100 GS, con altre migliaia di esemplari venduti, poi la R1150 GS e, successivamente, la R1200 GS, R 1250 GS e R 1300 GS per arrivare ai giorni nostri.
Profile picture for user claudioramponi
claudioramponi
Lun, 23/02/2026 - 21:38
Bellissimo articolo, Ma vi siete dimenticati il paragrafo in cui BMW affida alla Laverda lo sviluppo del progetto...
Profile picture for user mikbar
mikbar
Mar, 24/02/2026 - 08:58
Probabilmente non piĂą dell'1% dei propietari di GS l'ha mai portata in fuoristrada (per piĂą di 300mt). Quelli veramente bravi a Monaco non stanno nel reparto tecnico ma in quello del marketing. Auf Wiedersehen.
Storie di moto
Bmw
Data articolo: Mon, 23 Feb 2026 11:12:47 +0000


Tutte le notizie di tutti gli sport escluso il calcio

News generaliste che accomunano sport diversi