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News n. 1
Kawasaki, super sconti sulle moto a fine maggio: fino a 3.000 euro ! Kawasaki, super sconti sulle moto a fine maggio: fino a 3.000 euro !

Kawasaki rilancia nuove promozioni attive fino al 31 maggio 2026. Sconti, vantaggi e pacchetti accessori interessano moltio modelli della gamma

Riccardo Allegro

La casa di Akashi aggiorna il proprio pacchetto di offerte con una serie di promozioni attive fino al 31 maggio, articolate tra gamma strada, offroad e formule di finanziamento. Le iniziative sono curate da Kawasaki Motors Europe N.V. Filiale Italiana e coprono un’ampia parte della gamma 2025 e 2026. Ci sono sconti sul prezzo di acquisto, bonus e agevolazioni finanziarie. Vediamo i dettagli. 

Gramma stradale: sconti, accessori e tagliandi inclusi

Nel segmento stradale, le offerte spaziano da bonus diretti a pacchetti accessori.

  • KLE500 e KLE500 SE MY26: primo tagliando e supporto smartphone inclusi;
  • Eliminator 500 MY25: 900 euro di vantaggi (prezzi da 5.590 euro);
  • Eliminator 500 MY26: 800 euro di vantaggi (da 5.690 euro);
  • Ninja 500: fino a 600 euro di vantaggi (da 5.890 euro a 6.490 euro a seconda delle versioni e annate);
  • Ninja ZX-4R e ZX-4RR MY25: 600 euro di vantaggi (prezzo promo a partire rispettivamente da 8.390 e  9.090 euro);
  • Versys 1100 S e SE: kit tourer da 900 euro incluso;
  • Versys 650 MY25: 1.400 euro di vantaggi + primo tagliando (prezzo promo a partire da 6.790 euro);
  • Versys 650 MY26: 1.200 euro di vantaggi + primo tagliando (prezzo promo a partire da 9.990 euro);

Sulle naked e sportive di fascia media e alta:

  • Z900 MY25: trade-in da 1.000 euro (prezzo promo a partire da 8.990 euro);
  • Z900 MY26: terminale AkrapoviÄ da 1.200 euro incluso;
  • Z500: fino a 500 euro di vantaggi (prezzo promo da 5.490 euro);
  • Z650 e Z900RS: trade-in rispettivamente da 900 euro;
  • Z650RS: fino a 800 euro di vantaggi (prezzo promo da 7.190 euro);
  • W800: 1.530 euro di vantaggi (prezzo promo da 9.160 euro);

In evidenza anche la gamma ibrida:

  • Z 7 Hybrid e Ninja 7 Hybrid: 2.300 euro di vantaggi (prezzo promo da 7.995 euro);
  • Ninja 7 Hybrid “Km 0â€: 3.000 euro di vantaggi (prezzo promo da 6.995 euro)

Off-road: fino a 1.930 euro di vantaggi

Anche la gamma cross beneficia delle promozioni:

  • KX250 MY25: 1.620 euro di vantaggi (prezzo promo da 8.270 euro);
  • KX250 X MY25: 1.740 euro di vantaggi (prezzo promo da 8.250 euro);
  • KX450 MY25: 1.860 euro di vantaggi (prezzo promo da 8.930 euro);
  • KX450 X MY25: 1.930 euro di vantaggi (prezzo promo da 8.960 euro);
  • KX250 MY26: 1.620 euro di vantaggi (prezzo promo da 8.420 euro);
  • KX450 MY26: 1.850 euro di vantaggi (prezzo promo da 9.090 euro);
  • KX450 X MY26: 1.630 euro di vantaggi (prezzo promo da 9.410 euro).

FINANCE: tassi zero e assicurazioni incluse

Sul fronte finanziario, le formule di Kawasaki Motors Europe N.V. Filiale Italiana includono condizioni agevolate e coperture assicurative. Tra le principali iniziative:

  • 12 mesi di assicurazione furto e incendio inclusi su modelli selezionati (Z, Ninja, Eliminator, Vulcan S e KLE500);
  • NUOVO MY25: TAN 0,0%, durata 12–30 mesi, importi finanziabili da 1.500 euro a 7.000 euro;
  • NUOVO gamma completa: TAN 0,0%, durata 12–24 mesi, importi da 1.500 euro a 6.000 euro;
  • KLE500: TAN 1,99%, durata 12–36 mesi, importi da 1.500 euro a 8.000 euro. 
News
Data articolo: Thu, 07 May 2026 10:46:42 +0000
News n. 2
Riapre il Passo San Marco e arrivano le nuove mappe dei Bikers Villages Riapre il Passo San Marco e arrivano le nuove mappe dei Bikers Villages

Con la riapertura stagionale del Passo San Marco torna anche un aggiornamento pensato per chi lo vive su due ruote. Scaricabili direttamente dal sito, le nuove mappe dei Bikers Villages accompagnano i motociclisti lungo uno dei valichi più belli tra Valtellina e Val Brembana 

Riccardo Allegro

Bikers Villages

Il progetto Bikers Villages si sviluppa attorno ai due principali punti di accesso al valico: Albaredo per San Marco e Piazza Brembana. Due borghi che diventano veri e propri punti di appoggio per chi affronta il passo su due ruote, con servizi e accoglienza dedicati a motociclisti e ciclisti. 
La novità 2026 è rappresentata dalle nuove mappe ufficiali dei Bikers Villages, disponibili in formato digitale. Uno strumento pensato per rendere più immediata la lettura del territorio e l’organizzazione del viaggio.

Le mappe raccolgono in modo schematico:

  • la posizione dei Bikers Villages lungo il tracciato del Passo San Marco;
  • i principali punti di interesse per chi viaggia su due ruote;
  • i servizi disponibili nei borghi;
  • indicazioni utili per una fruizione più consapevole del territorio. 
     

L’obiettivo è accompagnare un turismo lento, coerente con la natura del passo e con la sua dimensione alpina, dove la strada resta protagonista ma si integra con soste e scoperte. Potete scaricare le mappe direttamente dal sito ufficiale passosanmarco.it  

Un passo che è anche destinazione

Il Passo San Marco non è soltanto una via di collegamento tra due vallate. Come già raccontato nel nostro itinerario (ve lo linkiamo qui sotto) è una strada che alterna tornanti, boschi, scorci storici e deviazioni che meritano tempo e attenzione. In questo contesto, i Bikers Villages si inseriscono come punti di riferimento lungo o ai margini del percorso, utili sia per una sosta breve sia per pianificare l’intero giro tra i passi della zona.

Qui il nostro itinerario: Passo San Marco, il motogiro da sogno con sosta al Bikers Village di Albaredo

News
Data articolo: Thu, 07 May 2026 08:55:42 +0000
News n. 3
MotoGP Starting Grid: il mito di Le Mans chiama Bezzecchi e Marquez MotoGP Starting Grid: il mito di Le Mans chiama Bezzecchi e Marquez

La pista francese è uno dei tracciati più completi del mondiale e la pioggia potrebbe portare scompiglio. Attenzione a Martin: è veloce e concreto come due anni fa

guiss

Lo so, lo abbiamo già detto: questa gara sarà cruciale per la stagione della MotoGP. Pensavamo infatti che il Gran Premio di Spagna avrebbe fatto comprendere meglio i valori in campo di questo mondiale, e invece il weekend di Jerez non ha fatto altro che aumentare le incertezze, confermate poi dal lunedì di test. Poco male per chi guarda: Ducati e Aprilia sono di nuovo chiamate al confronto in questo fine settimana francese, con Bezzecchi e Marquez ai bordi opposti del ring.

Ultime notizie

Nicolò Bulega ha girato a 3 secondi dal miglior tempo di sempre al Mugello, nei test effettuati lunedì con la Desmosedici in versione 850. È tanto? È poco? Marc Marquez, l'anno scorso, il sabato ha segnato il tempo di 1'44â€169, ma ovviamente in quel primato ci sono anche tanto manico, tanta esperienza, la maggiore cubatura del motore e pneumatici Michelin. Il bello di questa situazione è proprio la possibilità di fare tutte le congetture del caso, per certo si può dire che le nuove MotoGP 2027 vanno già parecchio forte (tenete presente pure la lunghezza di una pista come il Mugello, dove le differenze di tempo si amplificano).

Il 2026 prosegue quindi sul suo doppio binario, con le Case impegnate a inseguire un presente molto “goloso†- almeno per Ducati e Aprilia- ma allo stesso obbligate a guardare avanti per non farsi trovare impreparate alla rivoluzione del prossimo anno.

Che numeri

Dopo 3 vittorie consecutive, da aggiungere alle 2 del 2025, Marco Bezzecchi si è dovuto accontentare di un secondo posto a Jerez de la Frontera, ma la caduta di Marc Marquez e la vittoria di suo fratello Alex gli hanno permesso di lasciare il circuito dedicato ad Angel Nieto con un margine maggiore in classifica sui principali avversari, nonostante la caduta del sabato. Simply the Bez ora ha 101 punti, 11 in più di Jorge Martin, 30 su di Di Giannantonio, 35 su Acosta e soprattutto 44 su Marc Marquez. La top5, dopo 4 gare, è incredibilmente compressa, dal momento che tutti hanno sbagliato abbastanza: 3 le cadute di Bezzecchi, altrettanti ritiri per Marquez; anche se, nel suo caso, alle 2 scivolate bisogna aggiungere un guasto tecnico. 

Fino a qui, sembra un mondiale che potrebbe giocarsi sulla capacità di evitare errori. Attenzione: in una situazione simile, Jorge Martin ne ha già vinto uno nel 2024.

La sfida

Per ora Martinator è rimasto leggermente sotto traccia: nei 4 gran premi fino ad adesso disputati, lo spagnolo ha ottenuto solamente una vittoria, nella Sprint di Austin, ma è anche l'unico insieme a Bezzecchi ad avere portato a casa 4 podi, tra sabato e domenica. Proprio nel 2024, il suo anno mondiale, Jorge è riuscito a fare doppietta mondiale a Le Mans, candidandosi seriamente a quel titolo che poi ha portato a casa all'ultima gara. Oggi come allora, Jorge sa che non correrà più per il marchio con cui sta gareggiando al momento. Due anni fa era stato “appiedato†da Ducati, che gli aveva preferito Marc Marquez per il team ufficiale. In questa occasione è stato lui a cercare di lasciare Aprilia per Honda, anche se – a un anno di distanza dallo strappo- si è ritrovato con una Yamaha sotto il sedere.

Hot spot

Le Mans è una pista dalle molte insidie: variazioni altimetriche, un curvone velocissimo, staccate poderose e veloci chicane. Il menù insomma è completo, ma c'è un elemento in più che andrà considerato: la pioggia. Le previsioni per la settimana danno acqua tutti i giorni e abbiamo visto che, anche se gli anni passano, Marc Marquez sul bagnato ne ha più di tutti gli altri. Non che Johann Zarco o Brad Binder vadano piano con la pioggia, ma il #93 aggiunge quella capacità di leggere le situazioni al volo che agli altri manca.

Insomma, questo weekend si preannuncia bello “pepatoâ€. E in attesa del gp, rivedetevi qualche gara bagnata degli anni scorsi: a partire dal 2025 e tornando indietro al 2021 di Miller o al 2020 di Petrucci, piuttosto che agli anni mitici di Rossi e Stoner, c'è solo l'imbarazzo della scelta.

MotoGP
Data articolo: Thu, 07 May 2026 06:03:33 +0000
News n. 4
Mercato moto, aprile col botto: +15%. Merito degli scooter Mercato moto, aprile col botto: +15%. Merito degli scooter

Il mercato delle due ruote chiude aprile con un saldo positivo a doppia cifra. Resta forte la spinta degli scooter, mentre le moto rallentano. Le preferite rimangono le adventure e, tra le Case, regna Honda...

Riccardo Allegro

Mercato due ruote

Il mercato delle due ruote a motore conferma un andamento positivo anche nel mese di aprile, con una crescita complessiva del 15%, pur in un contesto definito complesso da leggere a livello statistico. A pesare, secondo ANCMA, sono ancora i rimbalzi tecnici legati alla fine dell’omologazione Euro 5 nella prima parte del 2025, ma anche l’incerto scenario geopolitico.

“Le prospettive - ha dichiarato il Presidente di ANCMA, Mariano Roman - restano strettamente legate all’evoluzione del contesto macroeconomico: la durata dell’attuale clima di incertezza, insieme alle ricadute del costo dell’energia e dei carburanti e, più in generale, dell’inflazione, potrebbe incidere sulla capacità di spesa dei consumatori. In questo scenario, appare fondamentale un deciso allentamento delle tensioni geopolitiche per salvaguardare i livelli di consumo. A fronte di queste criticità, prevale comunque un cauto ottimismo. Le due ruote si confermano infatti come la modalità di trasporto più economica e versatile, qualità che le rendono particolarmente competitive in contesti incerti come quello attualeâ€. 
Ma guardiamo i numeri più nel dettaglio. 

Il mercato di aprile: 44.359 veicoli

Nel dettaglio, ad aprile sono stati immatricolati 44.359 veicoli, con una crescita del 14,82% rispetto allo stesso mese del 2025 (che però aveva perso circa 5 punti percentuali). A trainare il mercato sono gli scooter, che segnano un incremento del 23,25% con 25.971 unità. Più contenuta la crescita delle moto, ferme a +3,65% con 17.055 pezzi. In recupero anche i ciclomotori, che salgono del 20,42% a 1.333 unità.

Cumulato quadrimestre: oltre 129 mila immatricolazioni

Nel primo quadrimestre il mercato raggiunge 129.160 registrazioni, pari a un +14,80%. Gli scooter consolidano il primato con 72.357 unità (+17,60%), pari ormai al 58% del mercato. Le moto si fermano a 52.705 unità (+10,41%), mentre i ciclomotori crescono del 26,33% a 4.098 mezzi.

Elettrico: andamento a due velocità

Il comparto elettrico resta positivo nel complesso, ma con dinamiche divergenti: forte crescita per le moto elettriche (+150%), calo per ciclomotori (-5,21%) e scooter (-3,57%). Nel cumulato annuo il settore segna comunque una flessione del 6,56%, con 2.293 unità immatricolate.

Quadricicli in calo

Segno negativo per i quadricicli, che ad aprile registrano un -33,81% con 1.306 veicoli venduti. Nel dettaglio, le minicar elettriche senza incentivi Ecobonus arretrano del 51,73% (878 unità), mentre i veicoli termici crescono in controtendenza del 177,92% con 428 unità.

Le moto più vendute 

Poche nuove per quanto riguarda la top 10 delle moto più vendute, con le prime tre posizioni ancora occupate da Honda, salda al primo posto, BMW e Yamaha, salita sul terzo gradino del podio grazie alla Tènèrè 700. In generale, le Adventure si confermano le più apprezzate. 

Rank

Marca

Modello

Segmento

Genaio-Aprile

1HondaAfrica TwinAdventure off1.433
2BMWR 1300 GSAdventure off1.339
3YamahaTénéré 700Adventure off1.065
4BMWR 1300 GS AdventureAdventure off1.036
5YamahaTracer 9Turismo949
6CF Moto450 MTAdventure off862
7HondaNC 750 XAdventure on855
8YamahaMT-07Naked849
9KawasakiZ 900Naked837
10YamahaTracer 7Turismo809


 Gli scooter più venduti

Anche nel caso degli scooter, la classifica rimane praticamente invariata. Il podio è ancora dominato da Honda che, con i suoi SH, regina incontrastata, aggiudicandosi anche quarta e quinta piazza grazie a X-ADV 750 e ADV 350. Piaggio ottava con il Liberty 125

Rank

Marca

Modello

Gennaio - aprile

1HondaSH 1257.139
2HondaSH 1504.533
3HondaSH 3504.289
4HondaX-ADV 7503.128
5HondaADV 3502.584
6ZontesZT 368 T2.213
7YamahaTMAX2.143
8PiaggioLiberty 125 ABS2.114
9KymcoAgility 125 S2.111
10VogeSfida SR 16 2001.989
Bikerspetosino
Mer, 06/05/2026 - 17:34
Honda X-ADV 750 dcr, il miglior compromesso fra i 2 mondi moto/scooter. Honda fa sempre centro.
Industria e finanza
Data articolo: Wed, 06 May 2026 10:00:43 +0000
News n. 5
Andrea Iannone si dà alle Harley: debutto al Mugello nella Bagger World Cup Andrea Iannone si dà alle Harley: debutto al Mugello nella Bagger World Cup

Iannone non ha ancora rinunciato al mestiere del pilota, ma cambia orizzonte. Debutterà al Mugello con Niti Racing: per lui il futuro è...  bagger 

massimo.miliani

Cambia giusto qualcosa...

Andrea Iannone riparte dalla FIM Harley-Davidson Bagger World Cup. Il pilota di Vasto, che vanta successi in MotoGP e nel mondiale Superbike, ha deciso di provare qualcosa di radicalmente diverso e dal GP d'Italia al Mugello (29-31 maggio) salirà in sella a una bagger preparata da Niti Racing. Un salto di paradigma che  fa effetto: dalle moto più estreme che il motociclismo sportivo conosca a moto da turismo americane modificate per correre in pista, con peso ben oltre i due quintali, baricentro alto e schemi tecnici che con le moto da pista (almeno a quelle a cui è abituato il buon Andrea) pure non hanno granché in comune.
A rendere la storia ancora più curiosa c'è un dettaglio non da poco: Iannone arriverà al Mugello senza aver mai provato la moto. Lui stesso lo ha messo in chiaro nel commento all'annuncio, sottolineando di avere un test in meno rispetto agli avversari ma di essere uno che le sfide le va a cercare. L'obiettivo dichiarato è capire il mezzo in fretta ed essere subito competitivo, niente partecipazione passiva: "non sono qui per fare numero". Spiega Angela Khuu (in foto accanto a Iannone), Team Manager, Niti Racing “Dopo un inizio di stagione molto positivo ad Austin, l’arrivo di Andrea è un passo naturale per continuare a crescere. Abbiamo già una base solida con Oscar e Dimas e l’ingresso di un pilota con la sua esperienza e velocità ci dà qualcosa in più come squadra. Siamo curiosi di vedere quanto velocemente si adatterà alla moto e di iniziare a lavorare insieme già dal Mugello.â€

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Decimo in griglia, terza moto in Niti Racing

Con il suo ingresso lo schieramento della Bagger World Cup sale a dieci piloti, completando una stagione inaugurale che è partita ad Austin con la vittoria di Oscar Gutiérrez in Gara 2. Niti Racing schiera così tre moto al Mugello: oltre a Iannone, ai blocchi ci saranno lo stesso Gutiérrez e l'indonesiano Dimas Ekky Pratama. La pattuglia italiana si rinforza in modo deciso, perché in griglia c'è anche Filippo Rovelli con il ParkinGO Team: due piloti di casa al GP d'Italia non sono poca cosa per un campionato giovane che ha bisogno di farsi notare in fretta.
Il Mugello, da parte sua, è il palcoscenico ideale per un debutto del genere. Iannone conosce la pista come pochi, e davanti al pubblico italiano la storia si scrive da sola, qualunque sarà il risultato. Dopo la tappa toscana il calendario proseguirà fino al gran finale in Austria. Resta una domanda aperta: quanti giri serviranno al ragazzo di Vasto per entrare nel ritmo? 

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federicofacchinetti
Mer, 06/05/2026 - 12:57
Spiace che non abbia potuto trovare posto nel WSBK e nemmeno nel CIV, adesso si adatta alle BAGGER per rimanere "nel giro", ma ormai è un ex-pilota. Forse è un personaggio troppo "ingombrante", per questo l'hanno un po' snobbato. Non saprei, non seguivo molto i risultati, so che nell'ultimo anno in WSBK non si era mai trovato bene ma addirittura non partecipare al CIV, mi sembra proprio di stop alla carriera. Qui con le bagger mi sa tanto di pubblicità, alla fine credo che non lo paghino nemmeno.
Mihawk
Gio, 07/05/2026 - 13:22
I miei migliori auguri ;-).
News
Data articolo: Wed, 06 May 2026 08:48:45 +0000
News n. 6
Honda CUB House, il ritrovo ufficiale per chi ama Cub e Monkey Honda CUB House, il ritrovo ufficiale per chi ama Cub e Monkey

A Toda, Saitama, Honda ha aperto la prima Cub HOUSE: un negozio-lifestyle dedicato al mondo Monkey. In autunno arriverà in tutta la rete

massimo.miliani

Non è una concessionaria. Ma quasi

In Giappone i fan della Monkey e di tutte le "mini" 125 Honda non vengono trattati come semplici clienti, sono dei cultori, la casa di Tokyo lo sa benissimo e da quest'anno ha deciso di dargli finalmente un posto fisso dove stare. Si chiama Cub HOUSE, e il primo negozio ha aperto a Toda, nella prefettura di Saitama, a pochi chilometri da Tokyo. Non aspettatevi il classico spazio asettico con le moto allineate sotto i neon: l'allestimento ricorda più un concept store, solo che qui al posto di oggetti di design di dubbio gusto ci sono pezzi custom per la Monkey 125, un garage a vista in vetro dove fanno montare i componenti al cliente con la stessa cerimonia di un atelier sartoriale. Honda  ha battezzato il progetto con un acronimo: Cub sta per Culture, Unique e Bikes. Il concetto è costruire una comunità attorno alla moto, non solo un punto vendita. E sulla carta ci sono tutti gli ingredienti.

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La Monkey è bella anche come soprammobile. E ogni riferimento alla sua stazza è puramente casuale

La collezione che non ti aspetti

Entrando nella Cub HOUSE di Toda la prima cosa che si vede sono le moto storiche. Honda ha impiegato un anno a recuperarle, e il risultato è notevole, non sono in vendita, ovviamente, ma solo guardarle vale già il viaggio. L'angolo custom propone parti per Monkey 125, CT125 e Dax 125, alcune disponibili esclusivamente in questo negozio, mentre una sezione dedicata ad abbigliamento e gadget originali completa l'offerta, tra cui le solite t-shirt, borracce e portachiavi che finiscono nel carrello anche quando uno giura di essere entrato solo a dare un'occhiata. Quello di Toda è un negozio sperimentale: non verrà replicato lo store, ma il format. Niente strutture nuove, ma l'allestimento di corner dedicati all'interno dei punti vendita Honda già esistenti sul territorio giapponese. Superata la fase di rodaggio, l'obiettivo è arrivare a una copertura nazionale entro l'autunno 2026. Funzionerà? Il mercato delle piccole Honda in Giappone non ha certo bisogno di essere riscoperto, ma l'approccio lifestyle, più vicino al mondo della cultura urbana che alla distribuzione tradizionale, è probabilmente la mossa giusta per portare in concessionaria anche quella fetta di appassionati che non amano "le misure mini". 

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Come ti trasformo il Cub. Banco da lavoro e decine di ricambi orginali, il sogno di qualsiasi impallinato


 

Moto
Data articolo: Wed, 06 May 2026 08:12:56 +0000
News n. 7
Kawasaki KLE 500, bella ma... quanto fa? Ecco i dati veri Kawasaki KLE 500, bella ma... quanto fa? Ecco i dati veri

Torna dopo quasi vent'anni la KLE 500 e promette versatilità in ogni condizione di utilizzo. Ma cosa dicono i numeri al banco? Ecco tutti i dati del nostro Centro Prove

massimo.miliani

La Kawasaki KLE sparì dai listini nel 2007 lasciando spazio alla Versys, più stradale e con le ruote da 17. Quasi vent'anni dopo, il ritorno avviene con un'identità precisa: è una crossover accessibile con la ruota anteriore da 21 pollici, telaio a traliccio e un bicilindrico da 451 cm³ che molti già conoscono dalla Z500 e dalla Ninja 500. Non è una moto da off-road spinto, non cerca di fare la dakariana. L'obiettivo è un altro: andare dappertutto, costare poco e farlo bene. Queste le intenzioni, ma quanto fa davvero? Ecco il responso del nostro Centro prove.

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Potenza e coppia

  • Potenza massima: 40,35 CV a 8.600 giri/min
  • Coppia massima: 4,05 kgm a 6.000 giri/min

Non è una moto da prestazioni assolute, e non è pensata per esserlo. La coppia disponibile a regimi relativamente bassi è però il dato che conta davvero nel contesto d'uso di questa moto: su fondi sconnessi, in salita o in manovra, avere una risposta al gas prevedibile e senza strappi è un pregio concreto. L'erogazione è progressiva e lineare, senza colpi di reni, il che la rende gestibile anche da chi non ha grande esperienza. Ai regimi più alti il motore gira volentieri, ma il suo carattere resta quello di un bicilindrico pensato per la guida quotidiana che per la sparata.

Velocità massima e accelerazione

  • Velocità massima: 161,3 km/h
  • Accelerazione 0-100 km/h: 5,40 s
  • Accelerazione 0-400 m: 14,20 s

Con 160 km/h di velocità massima, la KLE 500 si colloca esattamente dove ci si aspetta per la sua categoria: ha tutto quello che serve per muoversi in autostrada senza affanno, ma senza pretese da moto sportiva. Lo 0-100 in 5,40 secondi conferma una vitalità sufficiente per i sorpassi in sicurezza, mentre il quarto di miglio in 14,20 secondi restituisce l'immagine di una moto che progredisce con continuità senza cali di potenza. Sul misto, questa linearità si traduce in facilità di guida: la KLE non sorprende mai, e in certi contesti, come lo sterrato o le strade di montagna a bassa aderenza, è esattamente quello che si vuole.

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Consumi

  • Autostrada: 22,3 km/l
  • Extraurbano: 32,2 km/l
  • 90 km/h: 28,9 km/l
  • 120 km/h: 22,8 km/l
  • Al massimo: 12,0 km/l
  • Autonomia a 120 km/h: 364,3 km
  • Autonomia al massimo: 192,6 km

I consumi sono uno dei punti di forza più chiari di questa moto. A 90 km/h si sfiorano i 29 km/l, mentre mantenendo i 120 km/h ci si ferma a 22,77 km/l, un risultato molto buono per un bicilindrico di questa cilindrata. In autostrada la media è di oltre 22 km/l, e in extraurbano si arriva a superare i 32 km/l. Solo spingendo al massimo il consumo diventa meno virtuoso, ma in quel caso siamo comunque oltre i 12 km/l. Con il serbatoio da 16 litri, la KLE percorre quasi 365 km tenendo i 120 km/h di crociera: un dato che la rende adatta ai viaggi di più giorni, soprattutto se si considera che la riserva aggiunge altri 4 litri. L'autonomia, in pratica, è uno dei plus della moto. 

Peso e prezzo

  • Peso: 184,5 kg
  • Prezzo versione standard: 6.340 euro
  • Prezzo versione SE: 6.990 euro

Con 184,5 kg sulla bilancia, la KLE 500 è una moto leggera nel senso più concreto del termine. Si sente in manovra, si sente nel cambio di direzione e si sente ogni volta che si deve tirarla su in spazi stretti. La versione standard parte da 6.340 euro, la SE arriva a 6.990 euro aggiungendo TFT a colori, cupolino maggiorato, paramani con anima in metallo, piastra paramotore e frecce LED. Meno di 700 euro di differenza per una dotazione che migliora concretamente l'usabilità quotidiana..

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Come è fatta

Il telaio è un traliccio in acciaio ad alta resistenza, il motore un bicilidnrico da 451 cm³, lo stesso della Z500 e Ninja 500, che funge da elemento stressato. Per garantire 185 mm di luce a terra il propulsore è stato inclinato leggermente in avanti. Le sospensioni sono una forcella rovesciata KYB da 43 mm con 210 mm di escursione e un mono posteriore Uni-Trak con precarico regolabile. La SE aggiunge TFT da 4,3 pollici, cupolino maggiorato e regolabile, paramani in metallo, piastra paramotore e frecce LED. L'altezza sella è di 87 cm, abbassabile fino a tre centimetri tramite il sistema ERGO-FIT.

Come va

La posizione di guida è eretta e naturale, con il serbatoio stretto che aiuta a stringere bene la moto tra le gambe, un vantaggio concreto anche fuori strada. Chi è sui 175 cm tocca terra senza particolari difficoltà. In città il motore è docile, il gas risponde con progressività e il peso ridotto alleggerisce le manovre. Sul misto emerge il carattere più interessante della KLE: l'erogazione lineare permette di dosare bene la trazione su fondi irregolari, e le sospensioni assorbono asfalto rovinato e sterrato leggero senza rimbalzi fastidiosi. In autostrada compaiono alcune vibrazioni, accettabili. La frenata è un punto di forza: l'impianto Nissin è modulabile e l'ABS lavora in modo non invasivo, e in più si può disattivare dietro per l'uso in off-road.

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alessiotacchino
Mar, 05/05/2026 - 15:16
ma il peso di 185kg è senza benzina o con il serbatoio pieno?
Vivere con la moto
Data articolo: Wed, 06 May 2026 08:00:26 +0000
News n. 8
Batterie a flusso in ferro: addio al litio? Batterie a flusso in ferro: addio al litio?

Le batterie a flusso interamente in ferro tornano al centro della ricerca internazionale come possibile soluzione low cost per l’accumulo energetico. Non per moto e auto, ma per stabilizzare le reti elettriche del futuro 

Riccardo Allegro

I litio e tutti gli altri

Alla base della maggior parte delle batterie ricaricabili moderne, il litio vanta un’altissima densità energetica, è leggero e ha una buona efficienza. Ma è anche costoso, legato a filiere concentrate e non sempre semplice da estrarre in modo sostenibile. Perché allora non sostituirlo? Il tentativo è in corso da anni, ma più che di una sostituzione totale si parla di alternative per usi diversi. Accanto alla classica batteria al piombo, ancora oggi utilizzata nelle auto tradizionali per l’avviamento, ci sono ad esempio le batterie al nichel-metallo idruro impiegate ad esempio nelle ibride di prima generazione come la Toyota Prius e più recenti soluzioni al sodio-ione, al magnesio o all’alluminio, ancora in fase di sviluppo ma considerate promettenti per ridurre la dipendenza dal litio.

Batterie a flusso

A queste si aggiunge un’altra famiglia completamente diversa: le batterie a flusso. Non si tratta di un’evoluzione del litio né di una tecnologia destinata alla mobilità, ma di un sistema pensato esclusivamente per l’accumulo stazionario. A differenza delle soluzioni ricordate sopra, in questo caso l’energia non è immagazzinata in elettrodi solidi, ma in elettroliti liquidi contenuti in serbatoi esterni. 

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Il funzionamento è (relativamente) semplice nel principio ma complesso nella realizzazione: i liquidi vengono fatti circolare in una cella elettrochimica dove avvengono le reazioni di carica e scarica. Il vantaggio principale è la separazione tra potenza e capacità: aumentando i serbatoi si aumenta l’energia immagazzinabile, senza modificare la cella. Il risultato è una tecnologia con caratteristiche molto particolari: durata elevatissima (anche oltre 10.000 cicli), degrado minimo nel tempo e un livello di sicurezza molto alto, con rischio praticamente nullo di incendi. Di contro, la densità energetica è bassa, gli impianti sono ingombranti e complessi, e i costi iniziali restano elevati. Ovviamente, non sono “trasportabili†e, quindi, non sono adatte a smartphone, auto o moto, ma trovano applicazione esclusivamente nei sistemi energetici fissi. Si tratta comunque di una tecnologia centrale anche per ciò che riguarda la mobilità e, in generale, l’elettrificazione, dato che permettono di accumulare grandi quantità di energia prodotta da solare ed eolico e rilasciarla quando serve, stabilizzando la rete. Tra quelle a flusso le più diffuse oggi sono le batterie a flusso redox al vanadio, ma la ricerca sta spingendo verso soluzioni ancora più economiche e sostenibili.

Batterie a flusso interamente in ferro

Tra queste, una delle più promettenti è rappresentata dalle batterie a flusso interamente in ferro, metallo quest’ultimo estremamente più abbondante del vanadio e, quind, anche molto meno costoso. Un passo in avanti arriva da una recente ricerca dell’Istituto di Ricerca sui Metalli dell’Accademia Cinese delle Scienze, dove un team di scienziati ha lavorato sul miglioramento della stabilità delle batterie a flusso al ferro, uno dei punti critici che fino ad oggi ne ha limitato lo sviluppo. Il problema “storico†di queste celle è infatti la tendenza dell’elettrolita a degradarsi o a generare instabilità sul lato negativo, con perdita di prestazioni nel tempo. La ricerca cinese interviene proprio su questo aspetto, lavorando sulla struttura chimica dell’elettrolita per renderlo più stabile e resistente alle reazioni indesiderate. 
Nei test di laboratorio il sistema ha mostrato una stabilità su migliaia di cicli e un’elevata efficienza, segnando un progresso importante per una tecnologia che punta a un obiettivo molto chiaro: l’accumulo su larga scala a basso costo per supportare la rete elettrica del futuro. Non si tratta quindi di una tecnologia destinata a sostituire il litio nelle moto o nelle auto elettriche, ma di una possibile alternativa nei grandi sistemi energetici, dove peso e volume non sono un limite, ma dove contano soprattutto costo, durata e sostenibilità. 

Un’altra tecnologia promettente? CES 2025: il futuro sono le batterie in carta?

Green Planet
Data articolo: Wed, 06 May 2026 07:47:18 +0000
News n. 9
L'ultimo giro di Alex Zanardi: handbike sull'altare e basilica gremita L'ultimo giro di Alex Zanardi: handbike sull'altare e basilica gremita

L'addio della città Padova ad Alex Zanardi: la handbike sull'altare, gli atleti di Obiettivo 3 e le parole del figlio Niccolò

massimo.miliani

Una handbike accanto all'altare

C'è un'immagine che riassume la giornata di Padova meglio di qualsiasi orazione: la handbike di Alex Zanardi posata sui gradini, davanti alla bara bianca, dentro la basilica di Santa Giustina. È il mezzo con cui aveva vinto l'oro paralimpico a Londra 2012, ed era lì stamattina come testimone silenzioso della seconda vita di un uomo che le gambe le aveva perse al Lausitzring nel 2001, in un impatto in pista, e a cui il destino aveva poi presentato un secondo conto in Toscana nel 2020, quando in handbike si scontrò con un camion. Davanti al feretro, come scudo, gli atleti di Obiettivo 3, il progetto fondato da Zanardi per portare allo sport persone con disabilità: lo stesso gruppo che aveva accompagnato la bara all'ingresso, sotto una pioggerella sottile e l'applauso lunghissimo di Prato della Valle. Dentro, oltre duemila persone. Fuori, altre centinaia davanti ai maxischermi.


Le parole di don Pozza

A celebrare la messa è stato don Marco Pozza, cappellano del carcere Due Palazzi e amico di Alex da anni scanditi da progetti benefici e telefonate. È lui che, dopo l'incidente del 2020, gli aveva fatto recapitare una corona del rosario e una lettera di papa Francesco. Nell'omelia ha tenuto un tono lontano dalla retorica funebre, scegliendo di raccontare un Alex che pochi conoscevano. Una sosta in Autogrill di dieci anni fa, sull'A14: di ritorno da un incontro pubblico, don Pozza aveva con sé due detenuti, due ragazzi con anni di galera alle spalle. Li aveva portati lì apposta per farli ascoltare da Alex. E Alex, raccontava il prete dall'altare, li aveva ascoltati davvero, immobile, senza distrarsi un secondo. Poi si era alzato sulla stampella, li aveva abbracciati e aveva detto due cose. La prima, ruvida: "Avete fatto un gran bel casino, porcavacca. Però tanto di cappello per come vi state scavando dentro". La seconda, una specie di lascito: "E se poteste tornare indietro, lo rifareste? Bastano cinque secondi in più, ogni tanto, per fare la differenza. Negli affetti, nelle relazioni, nel lavoro. È l'idea di provare a fare qualcosa di diverso da quello che stai per fare. Cercateli ovunque, quei cinque secondi". Termina don Pozza: "Alex era capace di estrarre sempre il bene dal male, anche da morto continuerà a parlare di obiettivi". A nome della famiglia, la cognata Barbara Manni ha letto un passaggio che ha condensato tutto: "Combattente è la parola che racconta la sua essenza più vera".

Niccolò, Daniela e il commiato

In prima fila la moglie Daniela, il figlio Niccolò, la madre Anna. È stato Niccolò a prendere il microfono prima della fine, e ha scelto di raccontare il padre attraverso piccole cose: l'Alex che si fa il caffè, che il sabato impasta la pizza, che chiama il figlio per "pistolare con lo Spid". "Non serve essere Alex Zanardi per avere una vita meravigliosa", ha detto. "Chiunque può averla, trovando il sorriso nelle piccole cose, perché da lì si costruiscono quelle grandi". Tra i presenti il ministro dello Sport Andrea Abodi, l'ex presidente del Coni Giovanni Malagò, Stefano Domenicali, Bebe Vio, Giusy Versace e Alberto Tomba, compaesano bolognese di Alex. Le corone dalle istituzioni e dai marchi che lo avevano accompagnato in pista: Ferrari e BMW, su tutte. La bara è uscita poco prima delle 13 sulle note di "Ti insegnerò a volare (Alex)", la canzone che Roberto Vecchioni e Francesco Guccini gli avevano dedicato nel 2018. Il carro funebre è rimasto aperto a lungo, perché chi era venuto da fuori potesse passare e dare un'ultima carezza al legno. Le ultime parole le ha pronunciate la moglie Daniela: "Vi amo tutti".

Mihawk
Mar, 05/05/2026 - 17:12
Grazie alla redazione per l'articolo.
News
Data articolo: Tue, 05 May 2026 14:07:45 +0000
News n. 10
Non solo copie: le cruiser cinesi che sfidano Harley Non solo copie: le cruiser cinesi che sfidano Harley

Dalle reinterpretazioni più fedeli alle custom più estreme: diversi costruttori cinesi stanno proponendo cruiser e bobber “ispirati†alle grandi americane con motori bicilindrici a V. Ecco qualche esempio 

Riccardo Allegro

Harley cinesi? 

Ci sono la Wolverine XS 800 con pneumatico posteriore da 360 mm, la Marshal Timberwolf 800 con monobraccio e sospensione pneumatica, la Jonway YY800, bobber da circa 61 CV e 230 kg oppure la Jonway YY500-9 da 465 cm³ e 46 CV. Per molti di questi modelli l’arrivo in Europa resta incerto, ma il fenomeno delle cruiser cinesi ispirate alle americane è ormai consolidato e sul mercato interno registrano dati di vendita importanti. Harley-Davidson, Indian e compagnia bella devono iniziare a preoccuparsi?

Stormbreaker V 1200: la Sportster “rifattaâ€

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Battezzata Stormbreaker, è stata presentata al Salone di Milano un paio danni fa da SWM che fa parte del Shineray.Basta un’occhiata per vedere che è una vera Harley, non solo per la linea, infatti il motore 1200 cm3 altro non è che il bicilindrico Harley-Davidson che veniva montato sulle vecchie Sportster e che i cinesi hanno rilevato e aggiornato alle più recenti normative sulle emissioni. La potenza non è da dragster, (solo 61 CV) per 262 kg, ma il prezzo è record: 9.990 euro
Ve la raccontavamo qui. 

Bashan BS1200 - G: un'altra "fan" del V-Twin H-D 

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A proposito di vecchie conoscenze, a montare il bicilindrico Harley ora di SWM c'è anche la BS1200-G, bobber prodotta dalla Bashan, marchio anch'esso di Chongqing. Impostata su una ciclistica in stile retrò, a livello tecnico adotta uno schema hardtail reale, quindi senza sospensione posteriore, con sella molleggiata e forcella tipo springer. Il peso dichiarato è di 245 kg, mentre la velocità massima indicata è di 120 km/h. Non mancano gli  elementi moderni, come l’impianto frenante a disco con ABS su entrambe le ruote o il faro a LED con luci diurne integrate.  In caso di commercializzazione sui mercati internazionali, ipotesi non ancora confermata, il modello potrebbe presentarsi con una denominazione diversa, secondo una consuetudine già adottata da diversi marchi cinesi nei processi di espansione verso l’Europa. Ve la raccontavamo qui

X-Wedge: maxi cruiser da 2 litri

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Nato nel 2023, il marchio X-Wedge ha esordito con una gamma completa di cruiser in stile USA. Il punto forte è il bicilindrico raffreddato ad aria da 1.979 cm³, accreditato di 100 CV e 158 Nm, derivato dal progetto dello specialista americano S&S. Coinvolta anche l’austriaca Kiska per design e sviluppo. In Cina i prezzi partono da circa 10.000 euro.

Raiden Thunderbolt: ritorno allo Shovelhead

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Altro modello di rilevo è la Raiden Thunderbolt TC 120 punta su un’impostazione old school: telaio rigido, forcella Springer e motore che richiama l’era Shovelhead (anni ’70-’80), con componenti provenienti dal mercato aftermarket USA. Particolare sì, ma certo non economica: circa 25.000 euro.

Honling HL 1250-A: omaggio alla V-Rod

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La Honling HL 1250-A riprende chiaramente lo stile della V-Rod. Il V2 arriva a circa 95 CV e si distingue per il retrotreno con monobraccio e pneumatico da 310 mm. Al momento non sono previsti sbocchi in Europa.

Morbidelli C 1002 V: la cinese per l’Europa

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È invece già presente sul nostro mercato la Morbidelli C 1002 V, cruiser da circa 90 CV con gomma posteriore da 240 mm. Il prezzo parte da 9.990 euro, mentre il peso sfiora i 300 kg. 
Ve la raccontavamo qui: MBP C1002V un classico rivolto al futuro

Mitt 808: la “Sportster†moderna

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Derivata dalla Xiangshuai XS 800 N, la Mitt 808 è arrivata su alcuni mercati europai (non in Italia) nel 2024 con un bel V2 raffreddato a liquido e 4 valvole per cilindro. Prezzi da 8.495 euro, mentre la versione Big Foot, con gomma da 240 mm, parte da 9.295 euro.

Traveler 800: il fulldresser compatto

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Evoluzione della XS 800, la Mitt 808 Traveler ha perfino l’impianto audio. Il V2 da 800 cm³ eroga circa 60 CV e consente una velocità massima dichiarata di 160 km/h. Prezzo da 11.995 euro.

Mihawk
Mar, 05/05/2026 - 17:13
Il fatto che siano cinesi non significa che siano una cinesata. Che ben vengano.
mikimoda
Mar, 05/05/2026 - 18:21
Speriamo che ora Harley e Indian abbassino i loro prezzi troppo alti.
News
Data articolo: Tue, 05 May 2026 10:48:31 +0000


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