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#motociclismo #news #insella.it
La nuova ZT125Z2 di Zontes è una naked 125 di dimensioni generose, pensata per chi cerca un'alternativa allo scooter senza rinunciare alla praticità . Oltre a una sella spaziosa sia per il pilota sia per il passeggero, offre di serie un'ampia piastra portapacchi con maniglioni integrati, sulla quale si può fissare un bauletto.
Una scelta che poco si sposa con la linea filante della moto ma che, in termini di praticità d'utilizzo, rappresenta una gran comodità , perché consente di avere uno spazio dove riporre il casco o altri oggetti. Per quanto riguarda la tecnica, la Z2 nasce su una piattaforma tradizionale con telaio in tubi d'acciaio e motore monocilindrico bialbero di 125 cm³ ds 14,6 CV e componenti "da grande" come il forcellone a due bracci con nervature a vista e la forcella a steli rovesciati. L'impianto frenante utilizza una coppia di dischi sui quali agisce l'ABS di serie. Una dotazione non scontata sulle ottavo di litro in questa fascia di prezzo, dato che molte concorrenti optano per un più economico e meno efficace sistema combinato.
Di serie anche i fari a LED con indicatori di direzione anteriori integrati nelle carene, la chiusura centralizzata della sella, i blocchetti al manubrio con profilo retroilluminato e una presa di ricarica USB. Quest'ultimo è un LCD semplice nella grafica e non molto luminoso, ma ricco di informazioni.
La posizione di guida è vagamente sportiva per via del manubrio largo e "aperto", che porta a inclinare in avanti busto e spalle. La sella, però, è piatta e spaziosa, mentre le pedane, posizionate centralmente, sono poco distanziate dal piano di seduta, e chi è sui metro e ottanta guida con le gambe piuttosto piegate.
Il motore è caratterizzato da una progressione molto lineare, ideale per chi è alle primissime esperienze grazie anche a un cambio morbidissimo negli innesti e a una frizione tanto modulabile quanto leggera da azionare e rilasciare. Non ci sono particolari picchi di potenza: l'erogazione è costante lungo tutto l'arco del contagiri, ma superati i 9.000 giri/min la spinta cala e insorgono vibrazioni fastidiose su manubrio, pedane e serbatoio.
Fra le curve è maneggevole e facile da guidare; ha un avantreno non rapidissimo ma molto stabile anche alle alte velocità e quando si guida con un buon ritmo tra le curve. Il limite arriva però dalle coperture di primo equipaggiamento, poco inclini a trasmettere fiducia, specie sul bagnato. Bene l'impianto frenante, potente il giusto e con una buona modulabilità di entrambi i comandi, ma l'ABS è un filo invasivo quando si frena forte.
Questa naked 125 ha dimensioni generose, una buona dotazione tecnica ed è offerta ad un prezzo super
| Motore | monocilindrico, 4 tempi |
| Cilindrata (cm3) | 125 |
| Raffreddamento | a liquido |
| Alimentazione | a iniezione |
| Cambio | a 6 rapporti |
| Potenza CV (kW)/giri | 14,6(10,8)/9.000 |
| Freno anteriore | a disco |
| Freno posteriore | a disco |
| Velocità massima (km/h) | n.d |
| Altezza sella (cm) | 79 |
| Interasse (cm) | 137 |
| Lunghezza (cm) | 209 |
| Peso (kg) | - |
| Pneumatico anteriore | 110/70-172 |
| Pneumatico posteriore | 130/70-172 |
| Capacità serbatoio (litri) | 17 |
| Riserva litri | n.d |
Dopo gli avvistamenti della Guzzi dotata del bicilindrico 457 già visto sulle Aprilia, ora compare anche la registrazione di un nuovo marchio
Negli scorsi anni era già stata sorpresa per strada una Guzzi dotata del bicilindrico parallelo 457 montato sulle Aprilia RS 457 e Tuono 457. Il prototipo negli ultimi giorni è stato nuovamente sorpreso durante dei test su strada confermando che il motore è inserito in un telaio in tubi d’acciaio abbinato ad un forcellone dotato a sua volta di un insolito monoammortizzatore laterale destro. Ma andiamo con ordine… Per cominciare qui sopra un'interpretazione digitale di come potrebbe essere questa nuova Guzzi.
Motore a parte, lo stile è da Guzzi: il serbatoio è largo e muscoloso, il faro tondo, con cornice cromata, molto simile a quello della V7 Special, il fanalino quasi identico a quello della V100 Mandello, tutto molto Guzzi e poco Aprilia. Se non fosse per il motore che, come dicevamo, è proprio il bicilindrico parallelo 457. Un frontemarcia con distribuzione a doppio albero a camme, 8 valvole e manovellismo a 270°, capace di 47,6 CV (limite per la patente A2) a 9.400 giri e 65 Nm di coppia massima a 6.400 giri, probabilmente mappato per un uso più turistico.
Ulteriore indizio che le cose a Mandello si stiano muovendo è il fatto che Piaggio abbia registrato a giugno 2026 il marchio "The Trip 500". Questo insolito nome in lingua inglese sarà utilizzato "per veicoli e accessori". Tramonta così l'ipotesi di un ritorno del nome Stornello, che era stato brevemente preso in considerazione. È molto probabile che la produzione della nuova Moto Guzzi The Trip 500 non avverrà a Mandello del Lario, sul Lago di Como, ma a Baramati, vicino a Pune, in India. Questo perché i modelli Aprilia da 457 vengono già prodotti lì, nello stabilimento Piaggio in India. Una Moto Guzzi altrettanto accessibile e di piccola cilindrata, potrebbe riscuotere successo anche in Asia e in Europa.
Certo, è vero che l’idea di una Guzzi senza V-twin potrebbe far storcere il naso a molti appassionati, ma altrettanto vero è che lo sviluppo di un modello più “accessibile†ed equipaggiato con un motore più piccolo potrebbe comunque avere senso dal punto di vista commerciale. Creare un nuovo V-twin per questa fascia di mercato sarebbe costoso, mentre utilizzare un bicilindrico parallelo di media cilindrata - tra l’altro già bell’e che pronto - da abbinare ad un telaio specifico Guzzi rappresenterebbe una soluzione più economica e pratica per introdurre un modello entry-level. Ne sapremo di più al prossimo EICMA?
Le difficoltà del gruppo tedesco riportano d'attualità una voce che sembrava ormai archiviata. Per ora non c'è alcuna decisione ufficiale, ma secondo il Financial Times non è un'idea da scartare
Indiscrezioni tornano a ipotizzare una possibile cessione della Casa di Borgo Panigale da parte del Gruppo Volkswagen. Al momento non esiste alcuna conferma ufficiale, ma secondo il Financial Times alcuni consulenti finanziari starebbero “invitando†il costruttore tedesco a valutare la vendita del marchio.
A riaccendere le speculazioni è la difficile fase che sta attraversando Volkswagen. Nonostante la recente cessione della quota di maggioranza di Everllence, azienda attiva nel settore dei motori marini, operazione che ha portato nelle casse del gruppo 7,4 miliardi di euro, il costruttore starebbe affrontando una delle più profonde riorganizzazioni della sua storia. Secondo quanto riportato dal quotidiano economico britannico, Volkswagen sarebbe pronta a ridurre fino a 100.000 posti di lavoro e a chiudere quattro stabilimenti, mentre continua a sostenere gli ingenti investimenti necessari per lo sviluppo della nuova generazione di auto elettriche e per fronteggiare la crescente concorrenza dei costruttori cinesi. Per alcuni analisti, le risorse ottenute con la vendita di Everllence potrebbero non essere sufficienti a coprire i costi della ristrutturazione. Da qui l'ipotesi che il gruppo possa prendere in considerazione la cessione di altri asset di valore, tra i quali viene indicata anche Ducati.
Non è la prima volta che il nome della Casa bolognese viene accostato a una possibile vendita, tutt’altro. Era già successo ai tempi del Dieselgate, quando Volkswagen, impegnata a gestire le conseguenze dello scandalo, aveva avviato una revisione strategica delle proprie attività . Anche allora si parlò di possibili acquirenti, ma il progetto non andò oltre la fase delle valutazioni. Poi, ancora, nel 2020, al tempo della pandemia, senza però nulla di fatto.
Oggi, secondo il Financial Times, alcuni consulenti ritengono che il buon risultato economico ottenuto con la cessione di Everllence possa convincere il gruppo tedesco a riaprire quel dossier. Tra le ipotesi citate ci sarebbe anche un eventuale scorporo di Lamborghini, con l'obiettivo di reperire nuove risorse e concentrare maggiormente gli investimenti sul business automobilistico. Certo è che se Ducati continua a essere al centro di queste indiscrezioni è anche perché rappresenta uno dei marchi più redditizi del Gruppo Volkswagen al di fuori del settore auto. La Casa di Borgo Panigale continua infatti a beneficiare di una domanda sostenuta, di una buona redditività e di un'immagine premium rafforzata sia dalla produzione di serie sia dai successi ottenuti in MotoGP e WorldSBK.
Come accennato, al momento restano però soltanto indiscrezioni. A dirla tutta, lo stesso Financial Times evidenzia che diversi analisti ritengono improbabile una vendita di Ducati e ricorda che Volkswagen non ha voluto commentare le ipotesi su una possibile cessione di altri marchi del gruppo. Per ora, quindi, Ducati non è in vendita.
I nuovi modelli saranno disponibili sia con il motore di 50 a due tempi che con quello 125 a quattro tempi, entrambe in versione Standard oppure Lowride
La famiglia delle Vent Dérapage si amplia e diventa più cattiva con l’introduzione dei nuovi modelli Black Edition: saranno disponibili sia con il motore di 50 cm³ a due tempi che con quello di 125 cm³ a quattro tempi, in versione Standard oppure Lowride. È prevista una produzione limitata di soli 100 esemplari, caratterizzati da numerosi particolari dedicati. Tra gli elementi di spicco i cerchi a raggi che richiamano il mondo del supermotard, il rivestimento antiscivolo della sella per un migliore controllo in ogni situazione, e l’aggressiva grafica Total Black con dettagli neri e grigio pastello, fascinosa ed evocativa.
La nuova grafica esalta la grinta della 50 2 tempi
Le caratteristiche tecniche sono quelle collaudatissime della gamma Dérapage. Dunque viene impiegato il noto telaio perimetrale a doppia culla in acciaio con la parte posteriore scomponibile, abbinato a una forcella a steli rovesciati di 41 mm Ø e ad una sospensione posteriore con unico ammortizzatore regolabile nel precarico.
La frenata è robusta: all’anteriore un grosso disco a margherita di 290 mm Ø garantisce potenza e modulabilità .
Forcella rovesciata con steli da 41 mm e maxi disco anteriore a margherita con pinza assiale
Per quanto riguarda i motori, la versione di 50 cm³ monta un Minarelli a due tempi di ultima generazione, con raffreddamento a liquido, cambio a sei rapporti e avviamento a kick starter. È Minarelli anche il 125 ma si tratta di un’unità a quattro tempi, monocilindrica con fasatura variabile e distribuzione a quattro valvole, l’avviamento è elettrico.
Le nuove arrivate non si faranno arrivare aspettare molto: sia la Dérapage 50 Black Edition che la Dérapage 125 Black Edition saranno disponibili presso i concessionari del marchio Vent Moto a partire dal 1° luglio, al prezzo rispettivamente di 3758 € e 4990 €. I cerchi a raggi, disponibili come optional, comportano un costo aggiuntivo di 90 €.
La Casa taiwanese ha registrato il marchio CV-X45, sigla che sembra anticipare l'arrivo della versione definitiva del concept CV-R5 presentato a EICMA 2024
L'ipotesi più ovvia è che il nuovo CV-X45 rappresenti la versione definitiva del CV-R5, il prototipo mostrato da Kymco durante EICMA 2024. A suggerirlo non è soltanto la grafica del logo, molto simile a quella utilizzata sul concept, ma anche la denominazione stessa, per la quale la Casa taiwanese ha in questi giorni depositato diverse richieste di registrazione.
Se le anticipazioni saranno confermate, il CV-X45 entrerà in diretta concorrenza con l'Honda X-ADV, il modello che negli ultimi anni ha dato vita a una sempre più ampia (ed affollata) nicchia di mercato. L’impostazione era da crossover, con manubrio alto, forcella a steli rovesciati, tunnel centrale e sospensione posteriore monoammortizzatore con leveraggi progressivi per il collegamento al forcellone in alluminio.
Certo, la stazza non era rilevante, con 1565 mm di interasse, una lunghezza di 2250 mm, una larghezza di 780 mm ed un’altezza di 1310 mm, per un peso dichiarato di 210 kg. Valori non particolarmente contenuti, ma mitigati dalle dimensioni compatte delle ruote, da 15 pollici all'anteriore e 14 pollici al posteriore. L'altezza della sella si fermava invece a 800 cm. Di livello anche l’impianto frenante, con due dischi anteriori con attacco radiale e un disco posteriore con pinza a doppio pistoncino, più una terza pinza per il freno di stazionamento quando si parcheggia lo scooter in pendenza.
Dal punto di vista tecnico, uno degli aspetti più interessanti riguarda l’architettura: a differenza della maggior parte degli scooter di media cilindrata, il motore del CV - un monocilindrico da 427 cm³ e 34 CV di potenza - è montato direttamente nel telaio come su una moto tradizionale, anziché essere integrato nel forcellone. Soluzione che contribuisce a migliorare comportamento dinamico e distribuzione delle masse.
Sul piano dell'equipaggiamento il concept proponeva numerose soluzioni ormai richieste nella fascia premium del mercato. Tra queste c’erano l’avviamento keyless, il controllo di trazione, la connettività wireless tramite strumentazione TFT ed il sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici. Era inoltre previsto un vano sottosella sufficientemente ampio da ospitare un casco integrale.
La registrazione del marchi CV-X45 su diversi mercati lascia pensare che la presentazione ufficiale non sia lontana. Resta da capire quando Kymco deciderà di mostrare il modello definitivo e se le caratteristiche del concept arriveranno sostanzialmente invariate sulle versioni di serie. Vi terremo aggiornati.
Tre modelli sono pronti, ma l'attesa è per la 250 che arriverà tra poche settimane
Tre modelli già pronti ed uno annunciato ma del quale per ora non si sa ancora molto: Fantic Motor ha lanciato la gamma cross 2027. È composta dalle due tempi XX125 e XX250 e dalla quattro tempi XXF450 mentre la attesissima XXF250 a quattro tempi, grande novità della nuova gamma cross, verrà lanciato ufficialmente solo fra qualche settimana e presso la rete di vendita sarà disponibile a novembre 2026.
La XX 125 è una moto con un pedigree di tutto rispetto, all’attivo due titoli mondiali Junior e tre titoli EMX125. È equipaggiata di un leggerissimo telaio in alluminio a semi doppia culla che pesa solo 8 kg ed è abbinato al sistema di sospensioni Kayaba SSS, all’anteriore una forcella con steli di 48 mm Ø. Il motore è il noto monocilindrico due tempi raffreddato a liquido con ammissione controllata da lamelle e valvola YPVS allo scarico, misure di alesaggio e corsa 54 x 54,5 millimetri, ed è alimentato da un carburatore Keihin PWK38S/1. Monta un impianto di scarico studiato dal reparto corse Fantic, la centralina CDI permette di gestire le due mappatura del motore direttamente dal manubrio. Per chi compete ad alti livelli è disponibile il kit motore Racing Replica derivato da quello delle moto schierate nel campionato europeo.
Caratteristiche analoghe per la XX 250 sempre a due tempi, anch’essa con alle spalle diversi successi nel campionato europeo. Qui naturalmente è tutto spostato più in alto ma le caratteristiche sono simili, il motore è un monocilindrico raffreddato a liquido con ammissione controllata da lamelle e valvola YPVS allo scarico, le misure di alesaggio e corsa sono 66,4 x 72 mm e il cambio è a cinque marce invece che a sei come sulla 125.
Il telaio è sempre una struttura a semi doppia culla in alluminio ma sono diverse le quote caratteristiche per adeguarlo alle differenti prestazioni. Sospensioni KYB sia all’anteriore che al posteriore, davanti una forcella completamente regolabile con steli di 48 mm Ø e 300 mm di escursione, dietro un ammortizzatore sollecitato da leveraggi progressivi completamente regolabile e 315 mm di escursione ruota, cioè 5 in più della 125. Pneumatici rispettivamente 80/100 x 21 e 110/90 x 19, mentre la 125 ha un posteriore 100/90 x 19.
La XXF 450 aveva già ricevuto importanti aggiornamenti lo scorso anno, relativi al gruppo testa cilindro, ai condotti di aspirazione e al volano, dotato di maggiore inerzia. Monocilindrica a quattro tempi con distribuzione a quattro valvole e raffreddamento a liquido, ha misure di alesaggio e corsa 97 x 60,8 millimetri, la lubrificazione a cartere umido e il cambio a cinque marce. Monta di serie la frizione idraulica Brembo e lo scarico AkrapoviÄ con terminale in titanio. Ha il telaio perimetrale in alluminio e il forcellone a due bracci pure in alluminio, a sezione variabile, con leveraggio progressivo, le sospensioni sono Kayaba SSS. gli pneumatici hanno le stesse misure della 250 4T. Su tutti e tre i modelli la frenata è assicurata da un disco anteriore di 270 mm Ø e uno posteriore di 240 mm Ø. Il pacchetto elettronico della 450 prevede Traction e Launch Control di serie.
XX 125 2T 8990 €
XX 250 2T 9890 €
XXF 450 4T 11.890 €
La crossover-adventure di QJ Motor è salita sul "lettino" del nostro Centro Prove: ecco potenza e coppia rilevate, oltre ad accelerazione, peso, frenata e consumi
Il segmento delle crossover-adventure entry level sta vivendo il suo momento migliore. Il ventaglio di offerte è ampio, e fra le ultime arrivane troviamo la SRT 450 RX di QJ Motor, che offre un interessantissimo pacchetto e un rapporto qualità /prezzo (5.750 euro), da record. Ma su strada quanto fa davvero? Le risposte ce le ha fornite il nostro Centro Prove. Ecco tutti i dati.
Il motore è un bicilindrico parallelo frontemarcia di 449,5 cm³ con raffreddamento a liquido, fasatura di 270° e contralbero di bilanciamento che ha lo scopo di ridurre le vibrazioni. La risposta pronta già ai bassi regimi, cresce in maniera lineare offrendo il meglio ai medi, dove la coppia è abbondante e permette di avere il giusto spunto per uscire dalle curve con una certa rapidità . Due le mappe di erogazione disponibili: Sport e Standard, la cui differenza è però appena percettibile.
Il telaio è a traliccio in acciaio e lavora con un forcellone bibraccio in alluminio. Le sospensioni sono Marzocchi e all’avantreno troviamo una forcella a steli rovesciati con 200 mm di escursione, regolabile nell’idraulica. Dietro c’è invece un monoammortizzatore con precarico ed estensione idraulica regolabili. Firmati Brembo i freni, con disco anteriore di 320 mm e posteriore di 240 mm sul quale è possibile disattivare l’intervento dell’ABS, così come il controllo di trazione. Il peso dichiarato dalla Casa è di 166 kg a secco. Ecco i dati rilevati:
Il serbatoio di 17 litri assicura una buona autonomia nella guida in extraurbano, dove il consumo rilevato dal nostro Centro Prove AF Corse supera i 27,km/l. In autostrada, dove i regimi del motore a 130km/h sono elevati, la percorrenza cala a circa 17 km/l. Ecco tutti i dati rilevati:
Consumi:
Autonomia con un pieno:
La crossover tre cilindri di Zontes si aggiorna: acceleratore elettronico, cruise control e due riding mode
La 703F era già a listino, ma il model year 2026 arriva con un pacchetto di novità che cambia parecchio la sostanza. La prima scelta che Zontes mette davanti all'acquirente riguarda l'assetto: si può avere la moto con ruota anteriore da 21 pollici, taratura più votata allo sterrato, oppure da 19 pollici, pensata per chi sta soprattutto su strada e si concede qualche tratto di sterrato leggero. Cambiano di conseguenza anche le gomme — la 21" monta una 90/90 davanti e 150/70 con cerchio da 18" dietro, la 19" passa a 120/70 e 170/60 con cerchio da 17" e con esse l'altezza da terra del pilota, perché la sella scende da 84,5 a 81 cm sulla versione stradale. Sotto resta il tre cilindri da 699 cm³, che dichiara 95 CV a 10.000 giri e 75 Nm a 7.500 giri, con la possibilità di depotenziamento per la patente A2.
Il cuore dell'aggiornamento è l'arrivo del ride-by-wire. L'acceleratore elettronico, oltre a rendere la risposta al gas più immediata, apre la porta al cruise control — comodo nei lunghi trasferimenti — e a una gestione più fine dell'erogazione, con qualche vantaggio sui consumi. Milgiora anche il quickshifter, che diventa bidirezionale: cambi senza frizione sia in salita che in scalata, dove la versione precedente lavorava solo in inserimento delle marce alte.
Sul fronte sicurezza c'è la piattaforma inerziale IMU a sei assi, che fa lavorare in curva l'ABS cornering a doppio canale e il controllo di trazione. Tra le chicche da viaggio, la sella riscaldabile su tre livelli.
La 703F MY26 sarà nei concessionari ufficiali Zontes nelle prossime settimane.
Dopo mesi di tensioni familiari, Graziano ha sposato Ambra Arpino con rito civile nel Pesarese. Alla cerimonia non erano presenti né Valentino né la sorella Clara
Le nozze erano state annunciate nei mesi scorsi, ma Valentino Rossi non era presente. Sabato 27 giugno Graziano Rossi ha sposato Ambra Arpino con rito civile al Conventino di Monteciccardo, in provincia di Pesaro e Urbino, davanti a una cerchia ristretta di invitati. Assente anche Clara Rossi, l'altra figlia dell'ex pilota. Il matrimonio arriva al termine di un periodo particolarmente delicato per la famiglia Rossi. Negli ultimi mesi, infatti, il rapporto tra Valentino e il padre è finito al centro di una vicenda giudiziaria e familiare che lo stesso nove volte campione del mondo aveva definito "una storia d'amore, non di soldi", spiegando di essere preoccupato soprattutto per aver perso i rapporti con il padre.
Secondo quanto riportato dalla stampa, la denuncia presentata da Valentino Rossi nei confronti di Ambra Arpino per presunta circonvenzione di incapace sarebbe stata archiviata. La vicenda era nata dopo che il campione di Tavullia, nominato amministratore di sostegno del padre nel 2024, aveva contestato alcuni movimenti di denaro sul conto di Graziano. Successivamente il Tribunale di Pesaro aveva revocato l'amministrazione di sostegno, riconoscendo a Graziano la piena capacità di gestire autonomamente i propri beni.
Intervistata da Il Resto del Carlino, Ambra Arpino ha lasciato intendere che la vicenda potrebbe non essere conclusa sul piano legale. "Chi sbaglia paga. Mi hanno reso la vita un inferno anche sotto il profilo del lavoro. Sono stata diffamata e umiliata. Su di me un sacco di menzogne, per cui prima di partire per il viaggio di nozze incontriamo i nostri avvocati e poi vediamo come muoverci", ha dichiarato. In un'altra intervista la neo sposa ha aggiunto: "Oggi i fatti raccontano una storia diversa da quella che qualcuno aveva provato a costruire. Non provo soddisfazioni per la sconfitta di nessuno. Mi basta sapere che la verità alla fine non ha bisogno di alzare la voceâ€.
Non manca neppure un riferimento a Valentino Rossi: "Si è fidato di quello che dicevano le persone che hanno girato intorno a lui. Comunque questa casa è sempre aperta".
Per il momento, Valentino Rossi non ha commentato pubblicamente né il matrimonio del padre né la notizia dell'archiviazione della denuncia.
Le ultime risalgono all'intervista concessa nei mesi scorsi nella quale aveva raccontato tutto il proprio dispiacere per la rottura dei rapporti con Graziano. "Siamo stati tagliati fuori tutti – mamma Stefania, mia sorella Clara, la mamma di Clara. Come se rappresentassimo una minaccia. Voglio solo sapere come sta mio padre, capire cosa gli sia successo per arrivare a questo punto", aveva spiegato. Parole che lasciavano intendere come, almeno dal suo punto di vista, la vicenda andasse oltre gli aspetti giudiziari ed economici. "Quello che faccio nasce dall'affetto che provo per lui e dalla paura che non stia bene", aveva aggiunto, definendo la situazione "una storia d'amore, non di soldiâ€.
La vicenda nasce nel 2024, quando Valentino Rossi viene nominato amministratore di sostegno del padre Graziano. In quel periodo il campione contesta alcuni prelievi di denaro effettuati dalla compagna del padre e presenta una denuncia per presunta circonvenzione di incapace. Successivamente il Tribunale revoca l'amministrazione di sostegno, riconoscendo a Graziano la piena capacità di gestire i propri beni. Ve ne parlavamo qui: La guerra dei Rossi: Valentino vs Graziano e quei 200mila euro scomparsi.
Dopo la riorganizzazione industriale annunciata nei mesi scorsi, il marchio spagnolo riprende la produzione e prepara il ritorno della gamma sul mercato italiano
Wottan Motor apre una nuova fase della propria attività annunciando la ripresa della produzione e un rafforzamento dei processi industriali sviluppato insieme a TARO, la casa madre del marchio. L'obiettivo dichiarato è migliorare ulteriormente gli standard qualitativi dei veicoli destinati al mercato europeo. Secondo quanto comunicato dall'azienda, negli ultimi mesi sono stati rivisti i processi produttivi e i sistemi di controllo, introducendo verifiche più rigorose lungo tutte le fasi dell'assemblaggio. La casa spiega che il lavoro è stato finalizzato ad aumentare affidabilità , sicurezza e qualità dei propri modelli.
La riorganizzazione è frutto della collaborazione tra Wottan Motor e TARO, che hanno lavorato alla revisione delle procedure produttive e dei controlli qualità . "Abbiamo scelto di trasformare questo periodo in un'opportunità di crescita", ha dichiarato il direttore generale di Wottan Motor Italia, Mariolina Marasco. "Insieme a TARO abbiamo rivisto in profondità il nostro approccio produttivo, investendo in controlli ancora più rigorosi e in processi più efficienti. Ripartiamo con una struttura più forte e con la convinzione che la qualità rappresenti il valore su cui costruire il futuro di Wottan Motor".
Alla ripresa della produzione seguirà anche il progressivo ritorno dei modelli nelle concessionarie italiane. Entro settembre è previsto l'arrivo del Sixteen a ruote alte, degli ST-S 300 e GT2 125 e 300, che costituiscono il nucleo dell'attuale gamma Wottan. A questi si aggiungerà il V400, il nuovo maxi scooter adventure presentato in anteprima a EICMA 2025, destinato ad ampliare l'offerta del marchio nel segmento degli scooter di media cilindrata.