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News n. 1
MV Agusta F4, le 3 serie speciali più belle della SBK di Schiranna MV Agusta F4, le 3 serie speciali più belle della SBK di Schiranna

La MV F4 è il modello a cui sono state dedicate più serie speciali in assoluto: abbiamo selezionato quelle che secondo noi sono le più belle di sempre

Luca54

La MV Agusta F4 è una delle moto più belle degli ultimi 30 anni: la sua incredibile storia ve l'abbiamo già raccontata accuratamente (qui trovate la prima parte riguardo al motore, qui il secondo articolo con tutto il resto) e molto probabilmente molti di voi conosceranno già l'evoluzione di questo capolavoro a due ruote. Una sportiva dalle linee intramontabili, che non è solo un concentrato di raffinatezze tecniche, tra i suoi tanti primati è anche il modello con più serie speciali mai create. Ne abbiamo selezionate 3, tra le più memorabili e rare di sempre.

 

F4 Senna

La prima MV Agusta F4 750 Senna si fa riconoscere per i cerchi rossi

In realtà, non è esistita una sola versione dedicata al leggendario pilota brasiliano di Formula 1, ma ne sono arrivate ben due a quattro anni di distanza. La prima, presentata al Salone di Monaco del 2000 ad un prezzo di 25.100 euro, era basata sulla F4 750. Ne vennero prodotte solo 50 unità, caratterizzate da una colorazione speciale grigio antracite in tinta unita opaca e le cinque razze dei cerchi in rosso, così come la parte di telaio in tubi di acciaio. Indelebile la scritta Senna sulla parte alta dei fianchetti, sul cupolino e sul codino: tra l'altro sulla piastra di sterzo era riportata una targhetta in argento con la serie limitata. Tra gli aggiornamenti esclusivi, con i suoi 140 CV il motore quattro cilindri in linea era più potente rispetto alle versioni di serie.

E questa è la seconda versione dedicata a Senna, con qualche variazione estetica

Al Salone di Milano 2005 è stata riproposta una seconda F4 Senna, questa volta basata sulla 1000: 300 esemplari ad un prezzo di 30.400 euro ciascuno. Anche per lei colorazione speciale in grigio scuro e nero, telaio e sella in rosso, mentre i cerchi a cinque razze sdoppiate sono color alluminio. Oltre a questa particolare variante cromatica, la F4 1000 Senna si fa riconoscere per il logo di Senna in grande sulla carena. La potenza era di 174 CV come la F4 R su cui si basava.

 

F4 Tamburini

La F4 Tamburini è forse la più leggendaria di tutti per i suoi contenuti altamente tecnologici

Questa versione speciale è ancora più unica in termini tecnici, d'altronde era dedicata ad uno dei suoi papà, Massimo Tamburini. Mostrata per la prima volta nel 2004, questa leggendaria superbike si fa ancora oggi riconoscere per la colorazione rosso/nero con dettagli dorati come i cerchi forgiati in magnesio, le griglie della carena e le pinze dei freni Nissin a sei pistoncini ricavate dal pieno. Bella non solo da fuori, la F4 Tamburini offriva il meglio in termini di performance: il motore adottava il sistema TTS con i cornetti a lunghezza variabile (tecnologia usata solo in F1 ai tempi), le piastre laterali del telaio e il forcellone erano in magnesio per contenere il peso, e la carenatura, i parafanghi e l'airbox erano in fibra di carbonio.

Sempre presenti i quattro scarichi sotto sella, circolari fino al 2010

Alla lunga lista di prelibatezze aggiungiamo anche la forcella Marzocchi a steli rovesciati da 50 mm trattati al TiN con piedini lavorati dal pieno e il monoammortizzatore Sachs con doppia regolazione dell'idraulica. In tutto il mondo ce ne sono solo 300 unità che da nuove costavano 42.800 euro, oggi alcuni esemplari arrivano anche a 75.000 euro!

 

F4 Frecce Tricolori

Decisamente aggressiva questa livrea che porta con fierezza i nostri colori

Ancora più esclusiva questa versione dedicata alla nostra Pattuglia Accrobatica, probabilmente la più famosa in tutto il mondo, infatti della F4 Frecce Tricolori ne sono state prodotte solo 11 unità nel 2010 (come il numero di Frecce Tricolori). Proprio da quell'anno la superbike di Schiranna è stata aggiornata a tutto tondo con le linee sempre riconoscibili ma molto più affilate e i quattro scarichi con un profilo squadrato.

Tra i tanti dettagli unici: sul serbatoio il logo con la formazione delle Frecce Tricolori

Questa serie speciale attrae gli sguardi per la colorazione in tinta blu scuro con il fianco della carena e parte del serbatoio dominati da una grossa freccia con il tricolore verde-bianco-rosso. La sella è in nero, come il telaio, mentre i cerchi grigi hanno il profilo esterno rosso. La potenza del rinnovato 4 cilindri in linea toccava i 186 CV, come l'allestimento di serie, ma per questa increbile versione ci volevano 30.000 euro, oggi esemplari da collezione valgono oltre i 50.000 euro.

Storie di moto
Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 14:00:27 +0000
News n. 2
Il 2 tempi nel 2026: ecco come nascono i motori Vent Il 2 tempi nel 2026: ecco come nascono i motori Vent

Siamo entrati nel reparto di ricerca e sviluppo di Vent per scoprire come vengono progettati e sviluppati i moderni motori a 2 tempi, più precisamente i nuovi "mono" 50, 65 e 85 cc della gamma minicross 

Luca54

Consumi ridotti, emissioni sempre più basse, normative antiquinamento... argomenti noiosissimi che purtroppo non possiamo più ignorare, soprattutto perché hanno letteralmente ucciso i motori a miscela (se non si fosse capito, chi scrive è grande appassionato di 2 tempi). Con la fine del XX secolo si è chiusa anche l'era d'oro di questi propulsori, che ancora oggi sono rimasti nel cuore di tantissimi motociclisti, giovani e grandi.

Per fortuna però, quando si parla di piccole cilindrate (dai 50 ai 125 cm3) i 2 tempi dettano ancora legge e ci sono case come Vent che non hanno mai smesso di svilupparli, anzi, hanno sfruttato le più recenti tecniche di progettazione per renderli ancora più performanti ed efficienti. Come un motore a miscela riesce ad essere omologato Euro 5 ve lo raccontiamo in un altro articolo, oggi invece parliamo di come nasce un moderno "2 strokes" dopo essere entrati nel cuore del R&D del costruttore di Introbio in compagnia dell'ingegnere Ampelio Macchi, oggi socio di maggioranza di Vent nonché papà della mitica Aprilia SXV.

La prima stampa, più grezza, serve per valutare ingombri e stile

I primi disegni si fanno al computer

Entrato nella sala riunioni assieme all'ing. Macchi (CEO di Vent), all’ing. Quirino Tironi (General Manager dell'azienda) e ad alcuni progettisti del reparto motori per farmi raccontare come nasce un motore a 2 tempi, gli occhi mi sono subito caduti su uno splendido vecchio disegno tecnico fatto a mano. Rimango sempre incredulo a pensare come una volta si riuscisse ad essere così precisi con solo un foglio bianco e una matita, ma nel 2025 il disegno al tecnigrafo è storia. Infatti, oggi la progettazione dei motori a miscela viene svolta praticamente tutta al computer.

Il progetto dei nuovi motori a 2 tempi parte e prende forma dal computer

Nelle immagini vedete le primissime fasi di disegno CAD dei nuovi motori Vent con valvola allo scarico elettronica dedicati alla gamma minicross, 50, 65 e 85 cm3, quindi 2 tempi pensati per le corse. Come prima cosa si parte dal posizionamento dei vari componenti interni come l'albero motore imbiellato, l'alternatore, il volano, gli ingranaggi del cambio...: così si riescono a definire gli ingombri per poi disegnare i carter, i vari coperchi laterali e, ovviamente, il gruppo termico (quindi cilindro e testa).

Il render dei designer confrontato con i pezzi stampati in 3D

La magia della stampa 3D

Si passa alla fase 2 sfruttando una tecnologia utilissima, una volta sconosciuta: la stampa 3D. I componenti prendono forma per la prima volta e, nonostante questa prima stampa abbia una finitura abbastanza grezza, gli ingegneri e anche i designer hanno comunque già modo di valutare con più precisione gli ingombri reali, proporzioni ed eventuali affinamenti progettuali come le raccordature delle nervature o il passaggio del liquido di raffreddamento. Stesso discorso per il cilindro che ha due fasi di stampa: la prima è meno dettagliata per dare un'idea generale del dimensionamento, la seconda invece è più rifinita e vicina al prodotto finale.

Qui vedete la seconda stampata del cilindro, ad alta definizione per provare pezzi e forma dei travarsi

A vederlo dal vivo sembra fatto in alluminio, con tanto di filetti per le viti di serraggio e la possibilità di montare e provare il funzionamento della valvola di scarico sviluppata da Vent. Capite bene quindi quanto tempo e costi di sviluppo vengono risparmiati rispetto al dover investire in uno stampo da fonderia o nel crearlo al CNC partendo da un blocco pieno di alluminio e sperare che vada bene al primo colpo.

Il cilindro prototipale posizionato sul flussometro e pronto ad essere collaudato "al banco"

Sul 2T la tecnologia aiuta, l'uomo fa (ancora) la differenza

Questi cilindri prototipali ad alta definizione vengono portati in un piccolo laboratorio dove si respira ancora l'aria di una volta: qui sono messi alla prova da un particolare macchinario chiamato flussometro, che permette di analizzare flussi e turbolenze della carica fresca e dei gas di scarico. I risultati vengono accuratamente osservati da un esperto e, a seconda che il motore sia destinato ad un utilizzo stradale o racing, vengono fatte diverse diverse analisi.

Sullo schermo vedere l'analisi del flussometro, a destra invece i vari stampi in negativo dei travasi

Il bello però è che, come una volta quando i 2 tempi erano il riferimento in termini di prestazioni, in questa fase conta ancora tantissimo l'interpretazione, l'esperienza e la sensibilità dell'uomo, qualità che purtroppo con la digitalizzazione e l'industrializzazione si sta perdendo. A questo punto, a seconda del risultato ottenuto, i tecnici possono rifinire le forme dei travasi per ottimizzare tutte le fasi di funzionamento del motore.

Ecco il blocco motore ricavato dal pieno, è praticamente definitivo e può anche essere avviato

Ultime verifiche e si parte con la produzione di serie

Trovata la configurazione più adatta, il cilindro è pronto per entrare nella fase di fonderia ed essere sfornato in veste praticamente definitiva. Parallelamente prendono forma anche i carter, che erano solo stati stampati in 3D: questa volta però si passa alla produzione (sempre prototipale) ricavando dal pieno di alluminio i due gusci del motore. Si prova a montarli, si correggono eventuali imprecisioni e il propulsore viene addirittura avviato per verificare sia tutto in ordine prima di confermare gli stampi definitivi che serviranno per le fusioni di produzione di serie.

I tre nuovi motori di Vent che erano esposti a EICMA: sembrano veri, ma in realtà sono stampati 3D

Tecnica
Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 09:34:09 +0000
News n. 3
Con la centralina Polini Vespa e Liberty 50 vanno a 70 km/h Con la centralina Polini Vespa e Liberty 50 vanno a 70 km/h

Tre mappature selezionabili e montaggio plug & play per la nuova centralina Polini dedicata agli scooter 50 prodotti dal 2025

massimo.miliani

La personalizzazione passa dalla centralina

Polini ha messo a punto una nuova centralina elettronica per Vespa e Liberty 50 Euro 5 prodotti dal 2025 e dotati di display TFT. Si chiama ECM (Engine Control Module) ed è il punto di partenza per qualsiasi tipo di preparazione per questi scooter, visto che la centralina originale non permette modifiche di sorta. Il montaggio è del tipo plug & play: si stacca quella di serie, si installa quella Polini, e il gioco è fatto.

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Tre mappe per tre utilizzi diversi

La caratteristica principale di questa centralina è la possibilità di scegliere tra tre diverse mappature tramite un selettore. La prima riporta lo scooter alla configurazione originale, senza modifiche ai giri motore: serve per chi vuole tornare alla configurazione di serie o per chi ha bisogno di passare una revisione.

La seconda mappa alza il limite a 10.000 giri mantenendo il motore tutto originale, quindi senza obbligo di modifiche meccaniche — anche se Polini consiglia comunque di sostituire le molle delle valvole con quelle fornite nella confezione. Con questa impostazione, volendo, si può abbinare il variatore Hi-Speed Polini con rulli da 5,3 grammi, la marmitta Polini e il manicotto del filtro aria maggiorato (dove previsto). 

La terza mappa è quella più spinta: permette di arrivare a una velocità massima di 70-75 km/h, ma richiede una serie di modifiche obbligatorie che on rendono gli scooter utilizzabili su strada. Serve il kit cilindro da 49 mm di diametro che porta il motore a circa 80 cm³, i rapporti allungati Polini (obbligatori), e anche qui è caldamente consigliato abbinare il variatore Polini e la marmitta dedicata. In questa configurazione la sostituzione delle molle valvola con quelle in dotazione diventa obbligatoria.
La centralina ECM Polini è prodotta interamente in Italia e costa 323 euro. È già disponibile presso i rivenditori autorizzati Polini.

Parti speciali
Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 09:00:50 +0000
News n. 4
MotoGP 2026 - Shakedown alla Honda, ma da domani si fa sul serio MotoGP 2026 - Shakedown alla Honda, ma da domani si fa sul serio

Aleix Espargarò è stato il più veloce al termine della tre giorni sulla pista di Sepang, Ducati ha fatto intravedere un gran lavoro sull'arodinamica. Yamaha, piccoli passi in avanti: basteranno?

guiss

Domani inizierà la tre giorni di test MotoGP sul circuito di Sepang, una sessione che sarà fondamentale per comprendere il livello di Ducati e delle sue avversarie in vista dell'apertura della stagione, che scatterà in meno di un mese. Le prove malesi sono state – come di consueto- precedute dallo shakedown che ha visto in pista non solo i tester, ma anche i piloti titolari di Yamaha, che godono delle concessioni regolamentari più importanti sotto il profilo dello sviluppo.


Honda la migliore

Aleix Espargarò ha segnato il miglior tempo dell'ultima giornata con il crono di 1'57â€173, davanti al fratello Pol, in sella alla KTM, a poco più di un decimo. Terzo, a mezzo secondo, Fabio Quartararo, al centro delle voci di mercato che lo vedono in partenza, proprio verso quella Honda portata al top dal collaudatore HRC.

La nuova RC213V assomiglia sempre di più a una Ducati, per lo meno sotto il profilo strettamente aerodinamico, mentre per quanto riguarda la livrea, niente si discosta dalla versione 2025. Luca Marini ha giudicato positivamente il lavoro di Aleix e si dice soddisfatto dei tempi segnati, ma è ovvio che le cose inizieranno a farsi più chiare solo da domani.

KTM ha lavorato sulla nuova moto e su quella 2027, Yamaha ha portato avanti il lavoro con la nuova V4, che Alex Rins ha definito “migliore in frenata rispetto alla quattro in lineaâ€. Soddisfatto a metà Toprak Razgatlioglu, il quale ritiene di avere ancora grandi margini di miglioramento in sella. “Devo trovare maggiore scorrevolezza in curva, sono ancora troppo rigido. Mi ci vorranno 3 o 4 gareâ€.


Ducati non dorme

A Sepang si è visto in pista anche Michele Pirro, che ha girato con la nuova GP26. Importante il lavoro sull'aerodinamica. Non potendo intervenire direttamente sul motore, i tecnici Ducati hanno sviluppato con particolare perizia tutta la sezione relativa ad airbox e in generale all'apporto di aria al motore. Molto lavorata anche la carena: in attesa di capire se la nuova aerodinamica sarà efficace, bisogna se non altro registrare il fatto che – rispetto agli anni precedenti- il nuovo pacchetto ha debuttato in discreto anticipo, con l'obiettivo probabilmente di dare modo a Marquez e Bagnaia di valutarlo con il massimo numero possibile di giri a disposizione. 

Per quanto riguarda invece le moto clienti, la soluzione scelta in VR46 è stata quella di accoppiare il telaio 2024 ad alcuni pezzi della 2025, dando così vita a un ibrido che dovrebbe tenere il buono delle due ultime Desmosedici.

MotoGP
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 12:08:28 +0000
News n. 5
Inverno gelido? Tucano Urbano lo riscalda con la WarmPower Collection Inverno gelido? Tucano Urbano lo riscalda con la WarmPower Collection

La WarmPower Collection è una collezione di capi pensata per chi utilizza moto e scooter anche con le temperature più rigide 

Riccardo Allegro

WarmPower Collection

A differenza dell’abbigliamento invernale tradizionale, che si limita a trattenere il calore corporeo, i prodotti WarmPower di Tucano Urbano svolgono una funzione attiva, fornendo calore in modo mirato alle zone più esposte all’aria fredda durante la guida. L’obiettivo è garantire un comfort termico equilibrato, senza eccessi, per mantenere concentrazione e sensibilità alla guida. Ci sono gilet, pettorine, guanti ed altri accessori. Vediamoli. 

Gilet, pettorine e accessori riscaldanti

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La collezione copre praticamente tutte le aree del corpo. Per la parte alta, Tucano Urbano propone il gilet sottogiacca TOPWARM, disponibile anche in versione Lady, pensato per essere indossato sotto l’abbigliamento tecnico (prezzo 104,99 euro). In alternativa, sono disponibili la pettorina BIBWARM (59,99 euro) e lo scaldacollo NECKWARM(51,99 euro).

Zona lombare e gambe

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Per proteggere schiena e zona sacrale arrivano la cintura riscaldante CINTUKAWARM (64,99 euro) e il coprisella COOLWARM (69,99 euro). A completare la proposta ci sono i pantaloni PANTAWARM, riscaldati su cosce e ginocchia, proposti a 109,99 euro.

Guanti riscaldati a batteria

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Grande attenzione anche alle mani, tra le parti più esposte al freddo. La gamma comprende tre modelli di guanti riscaldati, alimentati da batteria al litio da 7,4 V / 2200 mAh inclusa e ricaricabili, con un’autonomia dichiarata di circa 4 ore. 
Per motociclisti e maxi scooteristi ci sono i SUPERWARM HYDROSCUD® (209,99 euro), mentre gli STARWARM HYDROSCUD® (179,99 euro) sono pensati per un utilizzo urbano ed extraurbano. Chi si muove su brevi tragitti e con piccole cilindrate può invece optare per i SOWARM (159,99 euro).

Accessori
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 12:00:59 +0000
News n. 6
Vespa 946 Horse: la nuova edizione speciale per lo zodiaco cinese Vespa 946 Horse: la nuova edizione speciale per lo zodiaco cinese

Al Coniglio, al Drago ed al Serpente si aggiunge oggi il Cavallo. Proseguendo la serie di Vespa 946 ispirate allo zodiaco cinese, Piaggio ha ipresentato la nuova 946 Horse

Riccardo Allegro

Vespa 946 Horse 

Dopo quella del 2023 per l’Anno del Coniglio, quella del 2024 per l’anno del Drago e quella 2025 per l’anno del Serpente, Piaggio prosegue la serie di Vespa 946 ispirate allo zodiaco cinese con la nuova Vespa 946 Horse, presentata in occasione dell’Anno del Cavallo di Fuoco, che inizierà il 17 febbraio 2026. Introdotta nel 2013 come modello di alta gamma e più volte declinata in versioni a tiratura limitata, la 946 segue con regolarità il calendario lunare cinese. Anche per il 2026 la logica non cambia, così come il posizionamento: il prezzo annunciato parte da 12.000 euro, oltre il doppio rispetto a una Vespa Primavera o Sprint 125 con la stessa base meccanica. La tiratura limitata si paga…

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Stile unico

La colorazione esclusiva si chiama “Bayâ€, descritta da Piaggio come un marrone scuro brunito con riflessi dorati alla luce del sole. Gli interventi più evidenti si concentrano nella zona della sella monoposto, rivestita in vera pelle color marrone scuro, con cuciture a contrasto gialle, borchie dorate e una fibbia centrale nella parte posteriore. Sotto la sella, sul lato destro, trova posto un emblema a forma di ferro di cavallo dorato, integrato con la “V†di Vespa. 

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Al posteriore troviamo invece un portapacchi classico in acciaio tubolare, coerente con l’impostazione elegante del modello. In vera pelle sono realizzate anche le manopole del manubrio, impreziosite da cuciture a “punto diamanteâ€. Completano l’insieme i gusci degli specchi retrovisori in tinta marrone, coordinati con la livrea.

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Motore: 11 CV, non il più recente

Dal punto di vista tecnico, la Vespa 946 Horse non adotta il più moderno monocilindrico quattro valvole raffreddato a liquido da 14 CV (10,3 kW), ma il più tradizionale (e datato) tre valvole raffreddato ad aria forzata, con una potenza di 11 CV (8 kW).  

Prezzo e disponibilità

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La Vespa 946 Horse è ordinabile fino al 27 febbraio 2026, al prezzo di 12.000 euro, “fino a esaurimento scorteâ€. Piaggio non ha ancora comunicato il numero di esemplari previsti per questa edizione limitata ma, negli anni precedenti, la produzione era compresa tra 888 e 1.000 unità numerate.

News
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 11:18:14 +0000
News n. 7
Benelli, Guzzi, Gilera e Morini: il futuro arriva dal passato. Le idee di Bezzi Benelli, Guzzi, Gilera e Morini: il futuro arriva dal passato. Le idee di Bezzi

Ecco come il designer romagnolo Oberdan Bezzi immagina le moto italiane del futuro: nuovi modelli pescando dalla loro storia

massimo.miliani

Il guardiano della memoria italiana

Oberdan "Obiboi" Bezzi è uno dei designer più prolifici e apprezzati nel panorama motociclistico italiano. Designer professionista sul sito motosketches propone idee per tutte le marche, ma si capisce che il suo cuore romagnolo batte soprattutto per i marchi italiani. Così, pescando nella loro storia e usando basi già disponibili realizza moto che di grande personalità senza pretendere investimenti folli. Per Bezzi, le Case italiane hanno un patrimonio enorme che troppo spesso rimane chiuso nei cassetti, quando basterebbe poco per riportarlo in strada. La sua filosofia è chiara: a che serve avere una passato glorioso se poi non lo si sfrutta? Ecco alcune delle sue visioni più belle, marca per marca.

Moto Guzzi V100 Le Mans

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Riguardo a Moto Guzzi, Bezzi sogna da anni il ritorno della Le Mans. Incastrato in linee classiche dal carattere muscoloso, quel V2 da 850 cm³ che nel 1975 fece battere centinaia di cuori rimane ancora oggi uno dei simboli più forti dell'eleganza italiana. L'idea è quella di prendere la piattaforma V100 e vestirla con quelle forme, creando una Le Mans fedele allo spirito originale ma con proporzioni, componentistica e motorizzazione moderne. I 115 CV del V100 ci sono già, l'elettronica pure grazie al "travaso" in Guzzi del know-how Aprilia, e la Le Mans... è servita!

Moto Guzzi F45 Monza

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L'altra proposta guzzista di Bezzi è la F45 Monza, pensata per avvicinare un pubblico giovane al marchio dell'Aquila. Dovrebbe essere una sportiva leggera con il motore bicilindrico frontemarcia da 457 cm³ dell'Aprilia Tuono, dotata di componentistica di alto livello. L'obiettivo è combinare sportività, tradizione e innovazione, con uno stile inconfondibilmente italiano. Non un mezzo esasperato, ma una moto utilizzabile e sicura, adatta anche a chi muove i primi passi nel motociclismo ma desidera un modello di classe, performante e di qualità. Si ispira chiaramente alla Moto Guzzi Monza 500 presentata nel 1980 come versione sportiva della V 50 II. Quella montava un bicilindrico a V di 90° da 490 cm³ raffreddato ad aria, con 47 CV e una velocità massima prossima ai 170 km/h. 

Gilera Arcore 400

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Per Gilera, Bezzi ha immaginato più modelli che richiamano i gloriosi anni 60 e 70. La prima è l'Arcore 400, una moto di sostanza, tecnicamente tradizionale, con telaio in tubi, doppi ammortizzatori posteriori, ruote a raggi e un motore monocilindrico bialbero raffreddato a liquido da 400 cm³. Un motore piacevole da usare, in grado di garantire prestazioni brillanti a fronte di consumi contenuti. Esteticamente è ispirata alle sorelle 125 e 150 dei primi anni 70, da cui riprende anche il nome. Dedicata a chi vuole una moto semplice e solidissima, una stradale pura, con ottima tenuta di strada, massima sicurezza e prestazioni ottime per la categoria. 

Gilera 424 Regolarità Casa

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Tra i progetti Gilera spicca anche la 424 Regolarità Casa, una proposta nell'ambito del filone Modern Classic che secondo Bezzi sarebbe una credibile erede della 124 Regolarità di metà anni 60. Allora era un mezzo da competizione, quella pensata da Bezzi è un'affascinante crossover adatta a ogni scopo, facile da condurre, dalle ottime prestazioni, parca nei consumi e dall'immagine affascinante. Tradizionale nella parte ciclistica, punterebbe tutto sulla qualità costruttiva e sul fascino per giocarsela nel settore vivace delle scrambler. La 124 5V sia nella versione stradale che in quella da regolarità era di sicuro tra le moto più sognate dai ragazzi di metà anni 60. Esteticamente appagante e con prestazioni brillanti, la 124 ha lasciato ricordi indelebili a chi l'ha posseduta. Bezzi propone una rivisitazione moderna ma filosoficamente aderente al progetto originale: motore pronto e gestibile, leggera, ciclistica tradizionale, assetto di guida vagamente sportivo e una spolverata di grigio e argento a rendere il tutto ancora più vintage.
 

Benelli 604 Villa Fastiggi

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Per Benelli, Bezzi ha due visioni ben distinte. La prima è la 604 Villa Fastiggi, un omaggio a Jarno Saarinen, il pilota finlandese che nell'estate del 1972 vinse due gare sul circuito cittadino di Villa Fastiggi, a due passi dalla sede Benelli di allora, in sella alle quattro cilindri 350 e 500 della Casa. Due vittorie ottenute contro nientemeno che Giacomo Agostini, e per giunta senza aver mai guidato prima una moto a quattro tempi con più di due cilindri. Questa 604 non è pensata per la produzione in serie, ma come un concept di carattere.

Benelli 500 2C

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La seconda proposta per Benelli è la 500 2C, una dichiarazione d'intenti che riprende l'idea della leggendaria bicilindrica due tempi che ha fatto sognare i sedicenni degli anni 70 e 80. La 2C originale fece il suo debutto al Salone di Milano del 1971 e venne commercializzata dal 1972, rimanendo in produzione per oltre vent'anni. Era una moto senza fronzoli: potente per la categoria, bella da vedere, con cromature ben dosate e quella linea italiana che non si confondeva con niente altro. Con un peso di 127 kg e una posizione di guida non esasperata, era apprezzata per la stabilità e la maneggevolezza, oltre che per le finiture curate. Bezzi immagina di riportare in vita quella filosofia su base Leoncino 500, mantenendo il bicilindrico parallelo da 500 cm³ che la Casa marchigiana già produce. Una roadster dal design pulito, senza esagerazioni, riconoscibile come Benelli al primo sguardo. 

Moto Morini Camel 750

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Per Moto Morini la prima proposta è la Camel 750. Bezzi la descrive con tre aggettivi che valgono più di mille parole: semplice, pragmatica, di maschia rudezza. Una moto potente, con il motore V2 che è nel DNA di Moto Morini, e soprattutto, tutta italiana. Niente compromessi, niente ricerca dello stile a tutti i costi: solo una moto che fa quello che deve fare, senza tanti giri di parole. Il nome Camel evoca deserti e avventure e il modello 500 prodotto negli anni 80. È un approccio diretto, quasi brutale nella sua onestà: una moto che non cerca di essere qualcos'altro, che non finge di essere più comoda o più tecnologica di quello che è.

Moto Morini Corsarino 4 1/2

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L'altra proposta per Moto Morini è il Corsarino 4 1/2, con cui Oberdan Bezzi esplora la tradizione delle piccole cilindrate sportive reinterpretandola in chiave moderna. Il nome richiama il leggendario Corsarino degli anni Sessanta, ma la cilindrata da 450 cm³ e la ciclistica attuale proiettano il modello nel presente. Look classico, sella piatta e manubrio alto: tutto richiama il mondo delle gare stradali anni Settanta, in un formato compatto e potenzialmente accessibile a un pubblico giovane. Una proposta dedicata a chi vuole una moto semplice e solidissima, una stradale pura, con ottima tenuta di strada, massima sicurezza e prestazioni tarate per la categoria.

Storie di moto
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 10:44:02 +0000
News n. 8
Il mito che costa poco, Harley-Davidson Sportster usata: pregi, difetti e prestazioni Il mito che costa poco, Harley-Davidson Sportster usata: pregi, difetti e prestazioni

Il mito Harley tiene molto bene il valore, ma con un po' di pazienza si trova a prezzi tutto sommato abbordabili: ha prestazioni tranquille e una frenata così così. Occhio agli esemplari pasticciati e soprattutto alle elaborazioni troppo... spinte

massimo.miliani

Punti di forza

La sella bassa permette a tutti di mettere i piedi a terra con sicurezza, la posizione di guida è corretta (ma chi è più alto di 1,80 ha le gambe rannicchiate). Il motore ha una buona spinta ai bassi e medi regimi: l’883 è molto tranquillo, perfetto anche per chi ha poca esperienza, mentre le versioni 1200 hanno un po’ più di grinta (ma senza esagerare con la sportività). Le finiture sono ben curate, c’è tanto acciaio e pochissima plastica; le possibilità di personalizzazione invece sono infinite (come su tutte le Harley). L’offerta è abbondante e i prezzi tutto sommato bassi: da preferire i modelli dal 2003 in avanti, perché hanno il motore montato su supporti in gomma che limitano le vibrazioni.

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Il bicilindrico americano è un'opera d'arte meccanica

Punti deboli

Il peso elevato si sente, il cambio è preciso ma lento, il serbatoio piccolo limita l’autonomia. Vibrazioni piuttosto fastidiose sui modelli prima del 2003,  per tutti invece la frenata non è granché. Gli ammortizzatori sono rigidi.

Prima dell'acquisto controllate bene

  • Tagliandi: devono essere stati fatti puntualmente da meccanici che sanno metterci le mani, meglio se della rete “ufficialeâ€.
  • Dischi freno: controllate che non abbiano solchi evidenti: le Sportster pesano parecchio e mettono sotto sforzo l’impianto frenante (un po’ sottodimensionato).
  • Elaborazioni: lasciate stare le moto troppo pasticciate, o con pezzi provenienti da produttori poco conosciuti.
  • Frizione: deve lavorare parecchio, controllate che innesti le marce senza problemi.
  • Vibrazioni: sui modelli più vecchi le vibrazioni possono allentare viti e bulloni.

 

I nostri rilevamenti

Sportster 883

  • Velocità massima169,6 km/h
  • Accelerazione 0 - 40015,5 sec.
  • Consumo extraurbano19,8 km/litro
  • Peso251,5 kg

Sportster 1200

  • Velocità massima186,4 km/h
  • Accelerazione 0 - 40014,4 sec.
  • Consumo extraurbano18,2 km/litro
  • Peso250 kg

Quanto costa una Sportster usata:

Sportster 1200
ANNOeuro
2020 (E4)9.500
2019 (E4)9.000
2018 (E4)8.300
2017 (E4)7.800
2016 (E3)7.200
2015 (E3)6.700
2014 (E3)6.000
2013 (E3)5.400
2012 (E3)5.000
Sportster 883
ANNOeuro
2020 (E4)8.000
2019 (E4)7.300
2018 (E4)6.700
2017 (E4)6.200
2016 (E3)5.800
2015 (E3)5.300
2014 (E3)4.900
2013 (E3)4.400
2012 (E3)4.000
Moto usate
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 10:00:59 +0000
News n. 9
Royal Enfield Continental GT 750: è pronta! Ma quando arriva? Royal Enfield Continental GT 750: è pronta! Ma quando arriva?

Foto spia mostrano la GT 750 in versione quasi definitiva. Doppio disco, display TFT e bicilindrico da 750 cm³ con circa 55-60 CV. Arrivo previsto a fine 2026

massimo.miliani

Due versioni, entrambe settemmezzo

Le foto rubate che vedete qui sotto e in gallery parlano chiaro: Royal Enfield sta per definire la Continental GT 750 e per farla vedere meglio vi proponiamo anche due elaborazioni digitali (uno qui sopra e l'altra sotto) che chiariscono tutti i dettagli. Sarà un'evoluzione della cafè racer indiana che, fin dalla sua presentazione nel 2018, ha conquistato gli appassionati grazie soprattutto al suo godibilissimo bicilindrico da 648 cm³. 

Ma stavolta il marchio di Chennai non si limita a un semplice aggiornamento:in rampa di lancio ci sono due versioni, una naked in stile cafè racer classico e una con mezza carena chiamata GT-R 750, già presentata come concept al Motoverse 2025 in India. Quest'ultima sarà protagonista della Continental GT Cup, il campionato monomarca organizzato da Royal Enfield, mentre la versione stradale naked manterrà le linee pulite dell'attuale 650, con qualche aggiornamento tecnico importante.

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Le ultime foto mostrano la versione "naked", quella più fedele allo spirito cafè racer. Il look è riconoscibile: faro rotondo, semimanubri, serbatoio scolpito e coda minimalista. Ma i dettagli tradiscono le novità. Spicca subito il doppio disco anteriore con pinze ByBre al posto del singolo disco della 650, segno che la potenza è cresciuta e servono freni più robusti. Le sospensioni passano a Showa, e la ruota anteriore sembra scendere da 18 a 17 pollici, scelta che migliora l'agilità e l'inserimento in curva. Il telaio resta tubolare in acciaio con doppio ammortizzatore al posteriore, ma la ciclistica è stata rivista per gestire meglio le prestazioni superiori.
 

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In questo rendering digitale potete vedere come sarà la Continental  in livrea bicolore

Display TFT e LED: la Continental si fa più moderna

Una novità che farà discutere i puristi è l'arrivo del display TFT circolare, lo stesso già visto su Himalayan 450, Guerrilla 450 e Interceptor Bear 650. Addio quindi alla strumentazione analogica della GT 650, che piaceva proprio per il suo sapore vintage. La scelta di Royal Enfield è chiara: rendere la 750 più moderna e connessa, offrendo funzionalità che l'analogico non può dare. Anche gli indicatori di direzione saranno a LED, probabilmente presi dal catalogo accessori Royal Enfield. Il prototipo avvistato monta cerchi in lega, confermando che Royal Enfield potrebbe finalmente standardizzare cerchi in alluminio e pneumatici tubeless anche sulle bicilindriche di cilindrata maggiore, una richiesta che arriva da anni dagli appassionati.

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Novità sicuramente apprezzata, l'introduzione del doppio disco

Il cuore è il nuovo 750, ma senza miracoli

Il vero protagonista è il motore. Il bicilindrico parallelo sale a 750 cm³ partendo dall'architettura del 648 cm³, con un alesaggio maggiorato e un sistema di raffreddamento aria/olio rivisto per gestire meglio il calore. Le stime parlano di circa 55-60 CV e 60 Nm di coppia, contro i 48 CV e 52 Nm della 650. Non sono numeri da urlo, ma Royal Enfield non ha mai puntato sulla potenza pura: l'obiettivo è avere più coppia ai medi regimi e migliori prestazioni in autostrada, mantenendo il carattere rilassato e godibile che ha reso popolari le 650. Sarà disponibile anche una versione GT-R da gara, con 30% di potenza in più rispetto alla 650 grazie a scarico completo racing e filtro aria a flusso libero, ma quella stradale sarà più tranquilla.

BIsogna aspetta EICMA 2026

Il debutto ufficiale è atteso per EICMA 2026, con arrivo sul mercato tra fine 2026 e inizio 2027. L'obiettivo è quello di posizionarsi come rivale accessibile e credibile di marchi come Triumph e Moto Guzzi che puntano proprio sul segmento delle medie cilindrate vintage.

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Spy
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 13:57:11 +0000
News n. 10
Scrambler Honda: ecco sei special da far girare la testa Scrambler Honda: ecco sei special da far girare la testa

Belle, facili e divertenti, le scrambler sono di moda. I modelli di serie sono parecchi ma ci sono anche le special fatte a mano. Eccone sei realizzate su base Honda. Qual è la vostra preferita?

Riccardo Allegro

Sei Scrambler su base Honda

Le scramber, oggi tanto di modoa, sono le antenate delle maxi enduro attuali  con lori si poteva mettere le gomme su terra e ghiaia e godersi qualche scorribanda tra i campi. Moto semplici, ma capaci di regalare grani emozioni. Ecco alcune bellissime special realizzate su base Honda seguendo quella stessa filosofia…  

Frontwheel Motors “Rickman†Restomod

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Fondatore di Frontwheel Motors, in Indonesia, Chandra Gunawan ha voluto catturare lo spirito da “International Six Days Trial†partendo da una base decisamente umile: un monocilindrico Honda MegaPro da 150 cc. Per ospitarlo ha scelto un telaio Yamaha Scorpio. La ciclistica è ibrida: forcella e forcellone arrivano da una Kawasaki KLX, con quest’ultimo modificato per adottare una classica configurazione a doppio ammortizzatore. I cerchi Excel da 21†anteriore e 18†posteriore funzionano: abbinati a pneumatici Shinko, danno alla piccola Honda un assetto off-road credibile. Il tutto, basta un’occhiata, è un tributo agli anni Sessanta: serbatoio, parafanghi e dettagli sono tutti realizzati a mano in metallo, mentre la livrea verde con filetti oro richiama direttamente la Rickman Metisse Triumph TR6 resa celebre da Steve McQueen.

Honda Monkey “Mighty Monkey†Rally Replica

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Ek Chalermphol di Dirtshop Thailand è noto per la sua passione viscerale per le Dakar degli anni Ottanta. Qui ha deciso di applicare quell’immaginario a una base insospettabile: una moderna Honda Monkey. Il concetto è chiaro: “Turn Monkey into Mightyâ€. Il fulcro del progetto è il serbatoio di una Honda XR125R del 1983, adattato con importanti modifiche al telaio. Le forme generose trasformano immediatamente la Monkey in una mini rally-raid, mentre la colorazione Flash Red e la sella blu rispettano fedelmente la palette dell’epoca. Davanti spiccano i doppi fari KC inseriti in una struttura tubolare dedicata; sotto si nasconde una scheda tecnica di livello: sospensioni Öhlins, impianto frenante Brembo e un big bore kit Takegawa con doppio albero a camme in testa. Una replica rally in scala ridotta, ma tutt’altro che decorativa.

Auto Fabrica “Type 22†– Africa Twin

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Tallone d’Achille delle maxi adventure moderne è spesso la loro complessità. I fratelli Muharemi di Auto Fabrica hanno deciso di affrontare il problema di petto partendo da una Honda CRF1100 Africa Twin per creare la Type 22, esercizio di stile retro-futurista che richiama le NXR-750 da rally di metà anni Ottanta. Tutte le sovrastrutture originali sono state eliminate, ma senza rinunciare alla tecnologia: cruise control, Apple CarPlay e sistemi elettronici restano pienamente funzionanti. Il resto meno. Il serbatoio in stile rally è una sofisticata opera in alluminio, con gusci sagomati a mano che coprono un serbatoio interno dedicato, compatibile con la pompa originale. Il frontale, con doppio faro alloggiato in una mascherina stampata in 3D, conferisce alla moto un look aggressivo e contemporaneo mentre il display TFT, impossibile da eliminare senza compromettere la moto, è stato riposizionato sopra il serbatoio in un supporto funzionale. La ciclistica non ammette compromessi: Öhlins alle sospensioni, Brembo ai freni e uno scarico completo in titanio. La livrea bianco-rossa sembra uscita direttamente da un reparto corse HRC.

Morex Custom “Phantom†– NX650 Dominator

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Per Morex Custom, officina francese con background nel motocross, l’NX650 Dominator di Honda ha rappresentato una base ideale grazie alla sua fama di “moto indistruttibileâ€. L’esemplare del 1992 utilizzato per la Phantom era in condizioni critiche, motivo per cui il progetto è partito da una revisione completa del motore, con cilindro rettificato e carter sabbiati a vapore. La silhouette è stata completamente ripensata. Il serbatoio proviene da una Yamaha 125 DTMX, mentre il codino è stampato in 3D in nylon ad alta resistenza. Dal punto di vista della ciclistica, è stata scelta una forcella rovesciata presa in prestito da una Yamaha WRF450, ma accorciaae per ottenere un’impostazione più “supermotardâ€, mentre i cerchi, Excel da 18 pollici, calzati da Continental TKC80, per  un uso misto asfalto-sterrato. Il cockpit è stato ridotto all’essenziale, con manubrio Neken e strumentazione digitale Motogadget. Ogni dettaglio è stato realizzato internamente, dalle griglie del fanale ai loghi incisi. A completare il tutto una suggestiva finitura nero lucido per giustificare il nome “Phantomâ€.

Mule Motorcycles XR650R “Elsinoreâ€

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Quando Matt Helders, batterista degli Arctic Monkeys, ha voluto una nuova moto, si è rivolto a Richard “Mule†Pollock. L’obiettivo era ambizioso: trasformare una Honda XR650R del 2000 in una replica (almeno dal punto di vista dell’estetica) della CR250 Elsinore del 1973. Monocilindrica raffreddata a liquido da circa 60 CV, l’ XR650R è una vera moto da deserto, ma solo se alleggerita e messa a punto. Mule ha quindi sostituito la forcella originale con unità da 41 mm della Honda Hawk 650GT, abbinandole a una piastra inferiore della Triumph Bonneville. Il serbatoio deriva invece da quello di una Yamaha MX400 anni Settanta, profondamente modificato e verniciato nello storico schema argento e verde Elsinore. Nonostante l’aspetto vintage, la moto è omologata per l’uso stradale, con faro PIAA, strumentazione Acewell e disco anteriore Magura Supermoto. Il risultato è tutto da vedere…

Slipstream Creations CL350 Restomod

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La Honda CL350 è una delle scrambler simbolo degli anni Settanta. James Fawcett, di Slipstream Creations, è specializzato nel riportare in vita questi bicilindrici compatti. L’esemplare del 1972 arrivato in officina montava addirittura un contenitore in plastica come fanale posteriore, ma il motore - dopo quasi 50 anni - era ancora funzionante. L’obiettivo era conservare il carattere divertente della CL350, aggiornandone però le linee. Il telaietto posteriore in acciaio stampato è stato sostituito con uno in cromoly, mentre l’avantreno è stato aggiornato con una forcella ed un freno a disco presi direttamente da una Honda CB360. Il serbatoio originale è stato recuperato e  rifinito con una elegante livrea grigio chiaro e oro. Come detto, il motore resta sostanzialmente di serie, benchè sottoposto ad una manutenzione completa ed abbinato a silenziatori aftermarket. Infine, per darle un tocco un po’ più moderno, illuminazione full LED e strumentazione Trail Tech. 

Se invece doveste preferire le special su base GS: Mania restomod: BMW GS, 7 special da far girar la testa!

Fuoriserie
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 10:41:46 +0000


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