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#motociclismo #news #insella.it
La Proto HEV ha addirittura due motori elettrici e uno a combustione interna e trasmissione a variatore. Recenti brevetti dimostrano che il progetto sta andando avanti a tappe forzate
Nuove richieste di brevetto rivelano che la Yamaha ha ripreso il processo di sviluppo di veicoli a propulsione ibrida dopo un lungo stop seguito alla crisi economica globale del 2008, quando i produttori hanno tagliato i budget di ricerca e sviluppo mettendo in stand-by i progetti più innovativi e rischiosi.
Lo scorso anno la Casa giapponese aveva presentato due prototipi di moto, la naked Proto PHEV basata sulla MT-09 a tre cilindri nella quale la propulsione ibrida plug-in serve per migliorare prestazioni ed emissioni, e la Proto HEV monocilindrica con addirittura due motori elettrici e uno a combustione interna, e trasmissione a variatore, da scooter. È a questo secondo prototipo che sono applicate le soluzioni descritte nei brevetti: si tratta di un ibrido serie - parallelo con una amplissima possibilità di combinazione di impiego dei tre motori.
Il primo di quelli elettrici è alloggiato nella parte posteriore del gruppo forcellone - trasmissione, è alimentato da un pacco batterie di notevoli dimensioni posizionato tra le gambe del conducente e agisce direttamente sulla ruota posteriore. Permette di usare il veicolo in modalità completamente elettrica, spegnendo il motore a combustione interna e connettendolo alla trasmissione CVT tramite una frizione elettromagnetica. Durante la decelerazione rigenera energia restituendola alla batteria.
Il cambio cvt può disinnestare il motore a benzina
Il secondo motore elettrico è direttamente sull’albero motore e oltre a fornire forza motrice agisce anche come generatore. Quando la batteria si scarica oltre un certo livello la frizione elettromagnetica disinnesta il propulsore endotermico dal cambio CVT permettendogli di funzionare a regime costante per azionare il generatore e ricaricare la batteria. Se il conducente apre di più il gas la frizione si innesta automaticamente e il motore a combustione si collega alla ruota posteriore, continuando però a caricare la batteria, ed eventualmente entra in azione anche il motore posteriore così che il veicolo funziona in modalità ibrida parallela.
Se si vogliono privilegiare le prestazioni, c’è una modalità boost nella quale tutti e tre i motori spingono contemporaneamente.
Due i temi riguardanti i brevetti: il primo riguarda il modo in cui il sistema passa senza soluzione di continuità da una modalità all’altra, gestito dal computer di bordo che interviene sulle modalità di trazione e rigenerazione dei motori, la posizione dell’acceleratore del motore a combustione e l’innesto e il disinnesto della frizione, in modo che il passaggio sia il più dolce possibile.
Il secondo è l’applicazione del sistema di propulsione ad uno scooter dall’aspetto convenzionale, con tutte le difficoltà che si possono incontrare nell’alloggiamento dei vari dispositivi.
Un nuovo servizio permette di inviare comunicazioni con valore legale tramite WhatsApp, SMS ed email. Per ora le multe stradali seguono le procedure previste dalla legge, ma la tecnologia apre nuovi scenari per le notifiche digitali
La classica raccomandata cartacea potrebbe avere presto un'alternativa digitale. Dopo la PEC (che però non tutti hanno), un nuovo servizio chiamato NotificaTo sviluppato da LetteraSenzaBusta consente infatti di inviare comunicazioni con valore legale attraverso WhatsApp, SMS ed email, sfruttando un sistema di recapito elettronico certificato. Una novità che inevitabilmente fa pensare anche alle multe, che potrebbero appunto arrivare direttamente sullo smartphone.
Per il momento, no. Le sanzioni rilevate da autovelox e altri sistemi di controllo continuano a seguire le modalità di notifica previste dalla normativa, ma l'introduzione di strumenti digitali con valore legale, è chiaro, apre uno scenario nuovo.
Oggi una comunicazione con valore legale destinata a un privato passa principalmente dalla raccomandata tradizionale oppure dalla PEC (ma solo, in quest’ultimo caso, quando il destinatario dispone di un indirizzo valido e reperibile nei pubblici registri, per esempio per alcune categorie di soggetti obbligati a possederlo).
NotificaTo punta a semplificare il processo utilizzando canali già presenti nella vita quotidiana degli utenti. Il sistema viene presentato come un SERC (Servizio elettronico di recapito certificato) conforme al regolamento europeo eIDAS e permette di associare la comunicazione a un numero di telefono o a un indirizzo email. Secondo l'azienda, il sistema produce fino a otto prove certificate relative alle varie fasi della comunicazione: dall'invio alla consegna, fino all'apertura da parte del destinatario.
Il vantaggio principale sarebbe nella rapidità : una comunicazione potrebbe raggiungere il destinatario direttamente sul dispositivo che utilizza ogni giorno, senza tempi di attesa legati alla spedizione postale. Come accennato, per il momento si tratta però soltanto di un’ipotesi futura. Eventuali cambiamenti nelle modalità di notifica delle sanzioni richiederebbero interventi specifici da parte delle amministrazioni e modifiche alle procedure previste.
Arriverà anche quel giorno. Oggi, comunque, le multe sono consultabili anche da pc e smartphone. Ve ne parlavamo qui: le multe sono tutte online: attivo il portale della Polizia Stradale
Nuovi sviluppi nel caso dei due motociclisti britannici arrestati durante il viaggio verso l'Australia. A Craig Foreman sarebbero stati inflitti altri due anni di carcere, mentre entrambi proseguono lo sciopero della fame iniziato a maggio
Si aggrava la posizione di Craig Foreman, il motociclista britannico detenuto in Iran insieme alla moglie Lindsay con l'accusa di spionaggio. Secondo quanto riferito dalla famiglia, all'uomo sarebbero stati aggiunti altri due anni di reclusione rispetto alla condanna a dieci anni inflitta lo scorso febbraio. La coppia era stata arrestata il 3 gennaio 2025 durante un viaggio in moto dall'Europa all'Australia, mentre attraversava il territorio iraniano.
Stando al racconto dei familiari, Craig Foreman sarebbe stato convocato con il pretesto di un incontro con il proprio avvocato, ma una volta arrivato si sarebbe trovato davanti a un giudice che gli ha comunicato l'estensione della pena. Sempre secondo la famiglia, l'udienza si sarebbe svolta senza la presenza di un legale, di un interprete e senza che il motociclista potesse difendersi. I parenti ritengono inoltre che la nuova condanna sia una ritorsione per alcune dichiarazioni rilasciate da Foreman ai media dal carcere di Evin, a Teheran.
Da maggio Craig e Lindsay Foreman sono in sciopero della fame per protestare contro il divieto di comunicare telefonicamente con i familiari. Secondo informazioni diffuse dall'organizzazione per i diritti umani HRANA e riportate dalla famiglia, Craig avrebbe perso circa 16 kg, mentre Lindsay accuserebbe vertigini e tremori. I parenti sostengono inoltre che una loro lettera, con cui chiedevano ai due di interrompere la protesta, e un pacco contenente medicinali e altri beni di prima necessità non sarebbero mai stati consegnati.
Il Ministero degli Esteri britannico ha chiesto chiarimenti alle autorità iraniane sulla presunta estensione della pena e continua a seguire il caso attraverso l'assistenza consolare. Anche due relatrici speciali delle Nazioni Unite hanno recentemente chiesto il rilascio della coppia, evidenziando le irregolarità che, a loro giudizio, avrebbero caratterizzato il procedimento giudiziario. La famiglia ha infine accolto positivamente la nomina di Alistair Burt, primo inviato del Regno Unito incaricato di seguire i casi complessi che coinvolgono cittadini britannici detenuti all'estero, nella speranza che il suo intervento possa favorire una svolta nella vicenda.
Le case indiane hanno in cantiere modelli adventure che in patria dovrebbero arrivare tra pochi mesi e, probabilmente, sbarcheranno anche in Europa
Indiani all’attacco del segmento adventure. È una branca che in questo momento tira fortissimo sul mercato locale, e siccome parliamo di un Paese con 1 miliardo e mezzo di abitanti la cosa certo non poteva lasciare indifferenti i costruttori. Così marchi affermati Come Bajaj, Hero e Royal Enfield hanno messo in cantiere modelli adventure che in patria (loro) dovrebbero arrivare già tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, ma probabilmente sbarcheranno anche in Europa.
Royal Enfield aveva già mostrato il prototipo di pre-produzione della sua Himalayan 750 al Salone di Milano dello scorso anno e il CEO dell’azienda, B. Govindarajan, ha confermato che la versione definitiva farà il suo debutto mondiale a EICMA 2026 a novembre. Del resto è già stata fotografata diverse volte nel corso dei collaudi su strada in India. Avrà forcella a steli rovesciati e sospensione posteriore monoammortizzatore, entrambi regolabili; i cerchi saranno a raggi di 19“ anteriore e 17†posteriore, tra le caratteristiche la presenza di portapacchi posteriore, faro a LED, paramani, scarico rialzato e parabrezza. Monterà un nuovo motore bicilindrico parallelo di 750 cm³ che dovrebbe avere una potenza dell’ordine di 55-60 CV.
Avevamo già visto la Hero Xpulse 421 all'EICMA 2024, poi era scomparsa nel nulla per ricomparire ora durante un test effettuato dai piloti della Dakar in Ladakh. Telaio a traliccio in acciaio, forcella a steli rovesciati e sospensione posteriore monoammortizzatore, dovrebbe avere cerchi di 21†all’anteriore e 18†al posteriore, è logico aspettarsi che compaia all'EICMA.

Debutta nel segmento delle moto adventure entry-level anche Bajaj Auto, con un modello completamente nuovo di 249 cm³ che nella versione per il mercato indiano monta lo stesso motore monocilindrico raffreddato ad aria/olio della Pulsar N250. Potremmo vederlo all'EICMA 2026 e dai concessionari nel 2027.
È un sistema elettronico capace di rilevare i sorpassi vietati, anche in assenza della Polizia. Ecco tutto quello che c’è da sapere, comprese le sanzioni previste e le modalità di ricorso
Come l’autovelox dev’essere omologato, ben segnalato ed istallato previa autorizzazione formale del Prefetto ma, come si evince dal nome, è serve ad altro. Il “sorpassometro†non misura la velocità , ma analizza i movimenti del veicolo: rileva cioè i sorpassi vietati ed è sempre più utilizzato nei punti considerati a rischio, come curve, dossi o strade con visibilità limitata.
I modelli più aggiornati – come il tipo SV3, approvato a fine 2024 – combinano una tecnologia avanzata a un’analisi in tempo reale delle immagini riprese. In pratica appositi sensori analizzano il video in tempo reale e rilevano il passaggio sulla corsia opposta, un sistema di elaborazione registra un breve filmato (ottenuto da telecamere appositamente installate) che viene trasmesso in tempo reale al comando della Polizia Locale, dove un operatore verifica e convalida la sanzione. Non è previsto l’alt immediato: la violazione può essere contestata in differita, come stabilito dall’art. 201 del Codice della Strada. Ma ci arriveremo dopo.
I sorpassometri non possono essere installati ovunque. Serve un’autorizzazione formale del Prefetto basata su dati che dimostrino un alto tasso di incidentalità nel tratto interessato. In genere, vengono collocati in zone particolarmente pericolose: curve cieche, rettilinei con scarsa visibilità , tratti dove la segnaletica da sola non basta. I decreti prefettizi che autorizzano l’uso del sorpassometro sono pubblici e consultabili da ogni cittadino.
Secondo l’art. 148 del Codice della Strada, il sorpasso vietato è una delle infrazioni più gravi:
Se invece si attraversa semplicemente la linea continua senza effettuare un sorpasso vero e proprio, la sanzione è più lieve: multa ridotta e 2 punti in meno.
Come accennato sopra, anche le multe elevate tramite sorpassometro sono contestabili:
Oltre ai classici vizi formali (notifica tardiva, errori nei dati), il ricorso può poggiare su due elementi fondamentali:
L’uso del sorpassometro è regolato da specifici decreti ministeriali. Il primo risale al 2008, aggiornato nel 2011(modello SV2) e infine nel dicembre 2024, con il Decreto n. 603, che ha dato il via libera al modello SV3, estendendone l’utilizzo anche a strade con limite di velocità fino a 90 km/h.
È stato effettuato un restyling che ha reso le linee più moderne e ci sono stati anche cambiamenti che hanno reso lo scooter taiwanese più godibile
Cambia il volto e cambia la sostanza nel nuovo SYM Joyride 300: uno scooter che è un senatore nel suo segmento ma in questa ultima versione acquisisce nuovi elementi di appeal. È stato effettuato un restyling che ha reso le linee più moderne e spigolose, in particolare ci sono nuovi fari anteriori a quattro lenti LED che garantiscono una notevole visibilità , così come è a LED il fanale posteriore con effetto 3D, una sorta di firma luminosa che contraddistingue il nuovo scooter.
Anche i fari anteriori sono tuti nuovi
Non solo estetica però. Ci sono stati anche cambiamenti funzionali che hanno reso il veicolo più godibile. Il suo punto di forza è la ciclistica reattiva che sfrutta la collaudata soluzione della ruota anteriore di 16†con copertura 110/70, di maggior diametro a beneficio del comfort e della stabilità , e di quella posteriore di 14†con copertura 140/70, più piccola per guadagnare agilità . Per quanto la cilindrata di 278 cm³ gli consenta di affrontare a testa alta anche i percorsi fuoriporta è uno scooter cittadino ed è stata posta attenzione alla praticità e al comfort: pedana piatta per caricare una borsa, poggiapiedi rivisti e nuova sella con supporto lombare, il parabrezza regolabile in altezza consente di adattare la protezione aerodinamica alle proprie esigenze. Il bauletto SHAD da 39 litri è di serie, così come la strumentazione LCD, il sistema di avviamento keyless 2.0 e la presa di corrente Quickcharge 3.0.
La nuova ruota anteriore da 16 pollici garantisce più stabilitÃ
Il motore è collaudato, un monocilindrico a quattro tempi con raffreddamento liquido che eroga una potenza di 19 kW a 8000 giri/minuto e una coppia di 26 Nm a 6000 giri/minuto. Attenzione alla sicurezza: quindi non mancano né il controllo di trazione, né l’ABS a doppio canale su entrambi i dischi, quello anteriore e quello posteriore. Classica la scelta delle sospensioni: rispettivamente forcella telescopica e due ammortizzatori con gruppo motore/trasmissione oscillante.
Le dimensioni sono allineate alla concorrenza: lunghezza 2215 mm, larghezza 765 mm, altezza 1380 mm e interasse 1490 mm, con la sella a 780 mm da terra. Il serbatoio del carburante ha una capacità di 11,5 litri.
Il cruscotto è tutto digitale, l'accensione è con telecomando keyless
Il Joyride è offerto a buon prezzo: costa 4.599 euro, ma ora è anche in offerta a 4.299 euro con uno sconto di 300 euro.
La BMW F 450 GS porta soluzioni tecniche raffinate in un segmento dove ancora non c'erano. Dopo averla provata, l'abbiamo messa nelle mani del nostro Centro Prove che ne ha rilevato le prestazioni
La F 450 GS è la moto con cui BMW, dopo aver tolto dal listino la G 310 GS, rientra nel segmento delle crossover da patente A2 ed è senza dubbio uno dei modelli più interessanti di questa stagione. Lo è soprattutto perché porta in un segmento ricchissimo di proposte delle soluzioni tecniche innovative, fra tutte la fasatura a 135° del suo motore bicilindrico parallelo, e la frizione Easy Ride Clutch.
Si tratta di una frizione centrifuga in grado di regolare automaticamente l’innesto della marcia a seconda della velocità del motore, facilitando le partenze. Quando si chiude il gas la frizione resta comunque chiusa per sfruttare appieno il freno motore, aprendosi solo quando ci si avvicina al regime minimo di rotazione. Rimane comunque la leva al manubrio che si può utilizzare normalmente.
Dopo averla provata in anteprima, l'abbiamo messa nelle mani del nostro Centro Prove per scoprire tutto di lei: potenza, coppia, accelerazione, ripresa, velocità massima e consumi.
Cuore della F 450 GS è un bicilindrico parallelo di 420 cm³ con distribuzione bialbero e iniezione elettronica. Un’unità tutta nuova sviluppata ad hoc per questo modello dotata di comando del gas ride-by-wire, che ha permesso di introdurre 3 modalità di guida (Rain, Road, Enduro) più la Enduro Pro, disponibile come optional. I valori dichiarati all'albero sono di 48 CV a 8.750 giri e 43 Nm a 6.750 giri. Ciò che caratterizza particolarmente questa unità è l’albero motore con i perni di manovella sfalsati di 135°, per una sequenza irregolare degli scoppi. Una configurazione che secondo la Casa di Monaco garantisce un’erogazione vigorosa ed emozionante. Presente anche un contralbero di bilanciamento per ridurre le vibrazioni.
Accelerazione:
Ripresa (da 50 km/h):
Il motore ha funzione portante all'interno della ciclistica, con telaio in tubi di acciaio e telaietto reggisella imbullonato. Il forcellone bibraccio è invece in alluminio ed aziona un monoammortizzatore Kayaba senza l'interposizione di leveraggi. Da Kayaba arriva anche la forcella a steli rovesciati di 43 mm di diametro, mentre l’escursione su entrambi gli assi è di 180 mm. Il monoammortizzatore è regolabile nel precarico e in estensione mentre la forcella lo è nell’idraulica in compressione ed estensione. Per quanto riguarda i freni abbiamo un disco anteriore di 310 mm di diametro con pinza a quattro pistoncini ad attacco radiale, dietro un disco singolo di 240 mm con pinza a singolo pistoncino.
Autonomia con un pieno (14 litri)
La gamma adventure X-Cape è in promozione, con sconti sulla 700 mentre la sorellona 1200 viene proposta al nuovo prezzo. Ecco i dettagli
Moto Morini ha annunciato una nuova campagna promozionale dedicata alla famiglia X-Cape, valida fino al 30 settembre 2026. L'iniziativa interessa sia la media cilindrata X-Cape 700, che può essere acquistata con vantaggi fino a 700 euro, sia la X-Cape 1200, per la quale viene fissato un nuovo prezzo di listino pari a 12.990 euro.
La promozione più consistente riguarda la X-Cape 700 nelle versioni con cerchi in lega e con cerchi a raggi neri, che beneficiano di un vantaggio di 700 euro. Per la versione Gold Edition, invece, il vantaggio economico è di 500 euro. Equipaggiata con il bicilindrico parallelo di 693 cm3 da 70 CV, parabrezza regolabile e sospensioni completamente regolabili, con l'offerta attuale, la 700 parte da 6.490 euro.
Novità anche per la sorellona X-Cape 1200, proposta al nuovo prezzo di 12.990 euro.
La 1200, lo ricordiamo, monta un bicilindrico a V di 1.187 cm3 da 129 CV ed è equipaggiata con un pacchetto elettronico completo che include riding mode, controllo di trazione, ABS cornering, cruise control, quickshifter e display TFT con connettività . Completano la dotazione le sospensioni completamente regolabili.
Atlas e Atlas GT sono interpretazioni diverse della stessa base adventure, la prima in chiave fuoristrada e la seconda più turistica
Due moto moderne per un marchio antico impegnato nel rilancio dopo essere stato acquisito nel 2020 dal Gruppo indiano TVS. Atlas e Atlas GT sono interpretazioni diverse della stessa base adventure, la prima in chiave fuoristrada e la seconda più turistica. La differenza più evidente è nelle ruote: a raggi e con l’anteriore di 19“ per la Atlas, in lega e l’anteriore di 17†per la GT; in entrambi i casi la posteriore è 17â€.
La silhouette però è comune, un po’ particolare ma sicuramente personale, fatta di linee spigolose e superfici bombate. Ci sono tutti gli elementi caratteristici di questa categoria, parabrezza alto e manubrio largo, serbatoio â€a gobba†e sella incavata. Grafiche ridotte al minimo per mantenere la pulizia delle linee voluta da Gerry McGovern OBE, Chief Creative Advisor di Norton.
“Sotto†c’è un telaio a traliccio in acciaio che integra il motore come elemento strutturale; il disegno è lo stesso ma la geometria è differente per adattarsi alle diverse caratteristiche dei due modelli. L’Atlas ha un interasse più lungo e una maggiore altezza da terra per affrontare percorsi sterrati e fuoristrada leggero, mentre l’Atlas GT ha un assetto stradale adatto all’asfalto e a percorsi più veloci. Un’altra differenza importante è nella forcella con minore escursione della GT, 140 mm invece di 180. In entrambi i casi si tratta di unità KYB con steli di 43 mm Ø, entrambe completamente regolabili. Stesse escursioni per la sospensione posteriore incentrata su un forcellone a due bracci controllato un ammortizzatore KYB dotato di un regolatore idraulico del precarico.
Vigorosa la frenata determinata da un impianto con due dischi flottanti di 310 mm Ø e pinze a fissaggio radiale all’anteriore e un disco di 270 mm Ø al posteriore.
Il motore bicilindrico parallelo di 585 cm³ ha misure caratteristiche 78 x 61,2 mm e l’albero motore con le manovelle a 270° per ottenere una erogazione più piena, un maggiore tiro in basso e una migliore trazione, quella che è stata una delle maggiori attenzioni dei tecnici nella fase di sviluppo. È dotato di distribuzione doppio albero a camme in testa e raffreddamento a liquido, la lubrificazione è assicurata da due pompe dell’olio. Vengono dichiarate una potenza di 69 CV a 9300 giri/minuto e una coppia di 57,5 Nm a 7500 giri/minuto. La frizione in bagno d’olio è dotata di anti-saltellamento e il cambio a sei rapporti è dotato di quickshifter bidirezionale.
I sistemi di assistenza alla guida fanno capo ad una unità di misura inerziale a sei assi. La dotazione prevede ABS cornering, cruise control, controlli di trazione e dell’impennata e assistenza alla partenza in salita. Completa il quadro il display touchscreen TFT da 8†che dà accesso alle modalità di guida, alle impostazioni di sistema di sistema e alla consueta serie di indicazioni del cruscotto, oltre che alla connettività tramite l’app Norton. La funzionalità keyless consente di avviare, spegnere e accedere alla sella e al tappo del serbatoio senza dover inserire la chiave tradizionale.
Entrambi i modelli sono disponibili sia in allestimento “base†che in allestimento Apex, con una dotazione più ricca. Tra gli elementi “plus†la possibilità di usare la frenata combinata, il sistema di monitoraggio della pressione pneumatici, il parabrezza regolabile elettricamente, luci di svolta e luci di cortesia per facilitare il parcheggio di serie, come è di serie il portapacchi. Cambia anche il peso, che sale dai 188 kg della “base†ai 192 kg della Apex.
Per quanto riguarda il prezzo, per ora è stato comunicato solo quello nel Regno Unito della Atlas che in versione base costa 9450 € in versione Apex 10.125 €; ancora da definire quello della Atlas GT.
Motore quattro cilindri in linea, cambio con tecnologia E-Clutch e una dotazione moderna: Honda è pronta a lanciare in Giappone le nuove CBR400R Four e CB400 Super Four. Per il mercato europeo, però, bisognerà ancora aspettare
Honda ha confermato l'avvio della produzione delle nuove CB400 Super Four E-Clutch e CBR400R Four E-Clutch, due inedite quattro cilindri da 400 cm³ destinate al mercato giapponese. La naked sarà disponibile dal 21 agosto, mentre la sportiva arriverà nei concessionari dal 18 settembre. Per il momento non ci sono indicazioni su un possibile debutto in Europa, ma ne sapremo di più a EICMA 2025. Nel frattempo, guardiamole più da vicino.
Presentate nella primavera di quest’anno (ve ne parlavamo qui), le due moto condividono la stessa base tecnica: un nuovissimo quattro cilindri in linea di 399 cm³ bialbero, raffreddato a liquido, inserito in un telaio a diamante in tubi d’acciaio. Il quattro cilindri sviluppa 57,2 CV a 11.500 giri e una coppia massima di 38 Nm a 9.750 giri. Prestazioni che strizzano l’occhio anche ai piloti meno esperti, che possono scegliere tra 4 modalità di guida. Ci sono poi il comando del gas ride-by-wire e, per la gestione del cambio a 6 rapporti, il sistema Honda E-Clutch, che permette di partire, fermarsi e cambiare marcia anche senza utilizzare la leva della frizione, lasciando comunque al pilota la possibilità di azionarla in modo tradizionale.
La ciclistica prevede una forcella a steli rovesciati, un monoammortizzatore posteriore e un impianto frenante anteriore con doppio disco e pinze radiali Nissin. Entrambe montano cerchi da 17 pollici, con pneumatici 120/70 all'anteriore e 160/60 al posteriore. La CB400 Super Four offre inoltre un serbatoio da 15 litri, uno in più rispetto alla versione sportiva. La sella è posta a 780 mm da terra e il peso dichiarato è di 187 kg.
La CBR400R adotta inoltre una posizione di guida poco estrema, con semimanubri rialzati e pedane non troppo arretrate, soluzione che dovrebbe garantire un buon comfort anche nell'utilizzo quotidiano.
Per la CBR400R Four Honda propone due livree piuttosto sobrie: Beta Silver Metallic e Matte Ballistic Black Metallic.Più ricercata invece la gamma colori della CB400 Super Four, che comprende anche la Wolf Silver Metallic, caratterizzata da una base argento con filetti blu chiaro e blu scuro ispirati alla celebre Honda CB750F portata al successo da Freddie Spencer negli Anni 80.
Come premesso, al momento Honda non ha confermato l'arrivo delle due 400 quattro cilindri sul mercato europeo, ma il crescente interesse per le sportive di media cilindrata con questo schema motoristico potrebbe rendere queste novità interessanti anche per i motociclisti del Vecchio Continente, magari in versione 500. Vi terremo aggiornati…