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licenziamenti AI
Meta usa l’AI per selezionare i dipendenti da licenziare. L’accusa: “Penalizzati congedi e disabilitàâ€

Meta finisce in tribunale per l’uso dell’intelligenza artificiale nella gestione dei licenziamenti. Secondo quanto riportato dal Guardian, decine di dipendenti hanno fatto causa alla società accusandola di aver utilizzato strumenti AI e sistemi di monitoraggio interno per individuare i lavoratori da inserire nella lista dei tagli.

La causa è stata depositata lunedì presso una corte federale del distretto settentrionale della California e riguarda la riduzione di circa 8mila posti annunciata da Meta all’inizio dell’anno.

Secondo i dipendenti, l’azienda avrebbe usato una serie di sistemi interni di intelligenza artificiale, punteggi di performance automatizzati e dati di monitoraggio dell’attività dei dipendenti per classificare, ordinare e selezionare i lavoratori da licenziare.

L’accusa: penalizzati congedi e disabilità

Il punto più delicato riguarda i criteri usati dagli strumenti interni. I lavoratori sostengono che i sistemi AI abbiano penalizzato chi aveva chiesto congedi protetti, maternità, permessi medici o accomodamenti per disabilità.

La logica contestata è questa: se un sistema valuta produttività, attività al computer, presenza digitale, messaggi, input o performance quantitative, chi è assente per un congedo medico o familiare produce meno dati o dati meno favorevoli. Per i dipendenti con disabilità, alcuni parametri potrebbero risultare ridotti o non comparabili con quelli degli altri lavoratori.

Secondo la denuncia, il risultato sarebbe stato una selezione sproporzionata di persone che avevano esercitato diritti tutelati dalla legge. In pratica, non sarebbero stati licenziati per una valutazione manageriale diretta del lavoro svolto, ma per punteggi automatizzati incapaci di tenere conto del contesto.

I casi citati nella causa

La causa elenca 26 lavoratori. Tra i casi citati c’è una ricercatrice che si trovava in congedo pre-parto autorizzato e che avrebbe ricevuto la comunicazione di licenziamento due giorni prima di partorire.

Un altro ricorrente, ingegnere, sostiene di aver ricevuto una valutazione più bassa a causa del tempo di assenza dovuto a un infortunio. Un manager in congedo medico afferma invece di essere stato licenziato 16 giorni dopo l’inizio del periodo di assenza.

I ricorrenti chiedono al tribunale un provvedimento preliminare per fermare la finalizzazione dei licenziamenti mentre la causa procede. Chiedono inoltre misure che potrebbero includere reintegro, arretrati, recupero di equity persa, benefit e altri risarcimenti.

L’AI usata per monitorare i dipendenti: il programma di Zuckerberg sospeso dopo le polemiche

Meta contesta la ricostruzione dei dipendenti. Un portavoce della società ha dichiarato al Guardian che le accuse “non hanno fondamento†e non sarebbero basate sui fatti. Secondo Meta, le decisioni sulla gestione della forza lavoro e sull’organizzazione aziendale sarebbero state prese da persone, non dall’intelligenza artificiale.

Secondo la causa, Meta avrebbe introdotto all’inizio dell’anno un programma di monitoraggio dei dipendenti basato sull’AI. Il sistema sarebbe stato progettato per raccogliere dati su battute alla tastiera, attività del mouse, cronologia del browser, messaggi, email e posizione sui dispositivi aziendali.

Mark Zuckerberg avrebbe spiegato internamente che l’obiettivo era addestrare i sistemi AI di Meta osservando il comportamento dei dipendenti. L’idea, secondo quanto riportato, era far imparare i modelli dalle attività delle persone più competenti dentro l’azienda.

La causa sostiene però che il programma sia stato avviato senza un reale consenso dei lavoratori. Meta avrebbe informato i dipendenti attraverso un post interno poco visibile, pubblicato da un ingegnere e non da un dirigente di vertice. In alcuni team, secondo i ricorrenti, non ci sarebbe stato alcun messaggio di consenso o riconoscimento, e inizialmente non sarebbe stata prevista una possibilità di opt-out.

La protesta interna

Il programma ha provocato una forte reazione interna. Più di 1.600 dipendenti hanno firmato una petizione sostenendo che il monitoraggio violasse la loro privacy. Dopo le proteste, Zuckerberg avrebbe annunciato a giugno la sospensione del programma.

Nella causa depositata lunedì, gli avvocati dei lavoratori chiedono anche un audit indipendente sugli strumenti AI di Meta. Secondo i ricorrenti, solo una verifica esterna potrebbe chiarire perché i dipendenti in congedo o con accomodamenti per disabilità siano stati inclusi nei tagli.

Gli avvocati chiedono inoltre che i ricorrenti possano restare anonimi per timore di ritorsioni e che il tribunale preservi il loro status occupazionale mentre procede l’arbitrato. Secondo la loro ricostruzione, i lavoratori resterebbero formalmente dipendenti fino al 22 luglio, data in cui dovrebbe iniziare la cessazione del rapporto.

Il nodo dei danni irreversibili

La causa insiste anche sugli effetti immediati dei licenziamenti. Una volta finalizzate le separazioni, sostengono gli avvocati, i danni potrebbero diventare irreversibili: perdita della copertura sanitaria durante gravidanza, post-parto o cure mediche attive, decadenza di diritti legati ai congedi, perdita di equity non ancora maturata e possibili conseguenze sull’immigrazione per i lavoratori con visto.

Il punto è particolarmente delicato negli Stati Uniti, dove l’assicurazione sanitaria è spesso legata al datore di lavoro e dove la perdita del posto può avere effetti diretti anche sullo status migratorio.

AI sul lavoro, cresce il controllo dei regolatori

Il caso Meta si inserisce in un dibattito più ampio sull’uso dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro. Sistemi automatizzati di valutazione, monitoraggio della produttività, analisi comportamentale e ranking dei dipendenti sono sempre più diffusi, ma sollevano problemi di bias, privacy, trasparenza e fiducia.

Negli Stati Uniti, diversi Stati, tra cui California, Colorado e Illinois, hanno introdotto negli ultimi anni norme o regolamenti per proteggere i lavoratori da discriminazioni collegate all’AI e ai sistemi decisionali automatizzati.

La domanda è ormai centrale per tutte le grandi aziende tecnologiche: l’AI può assistere la gestione del personale, ma quando incide su carriera, valutazioni e licenziamenti diventa uno strumento ad alto rischio. Soprattutto se i dipendenti non sanno come vengono raccolti i dati, quali metriche vengono usate e quanto peso abbiano gli algoritmi rispetto al giudizio umano.

Una causa che può fare scuola

La causa contro Meta potrebbe diventare un precedente importante. Non perché dimostri già che l’azienda abbia violato la legge — sarà il tribunale a stabilirlo — ma perché porta in giudizio una delle questioni più sensibili della nuova organizzazione del lavoro: l’uso dell’AI per prendere decisioni che incidono direttamente sulla vita dei dipendenti.

Il caso mostra anche il limite dei sistemi di valutazione basati sui dati. Se un algoritmo misura attività, produttività o presenza senza comprendere congedi, maternità, malattia o disabilità, può trasformare un diritto tutelato in un segnale negativo.

Meta sostiene che le decisioni siano state prese da persone. I lavoratori accusano invece l’azienda di aver usato strumenti AI per costruire le liste dei licenziamenti. In mezzo c’è il tema che nei prossimi anni diventerà sempre più difficile evitare: chi risponde quando una decisione aziendale viene presa, o anche solo orientata, da un sistema automatizzato?

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Data articolo: Thu, 16 Jul 2026 07:00:00 +0000 di Piermario Boccellato
Iliad
Sarà l’Antitrust francese a decidere sull’offerta da 20,35 miliardi per SFR da parte di iliad (Free), Bouygues e Orange

Sarà l’Autorità francese per la concorrenza (e non la Commissione Ue) esaminerà l’offerta congiunta di 20,35 miliardi di euro presentata da Orange, Iliad e Bouygues per l’acquisizione del loro concorrente SFR.

La Commissione europea, che probabilmente avrebbe esaminato anch’essa l’accordo, ha lasciato la valutazione dell’acquisizione all’Autorità per la concorrenza transalpina.

Si scioglie così a favore dell’autority nazionale l’incertezza su quale autorità antitrust, francese o europea, si sarebbe dovuta occupare di questa“operazione del secolo” nel settore delle telecomunicazioni, cme l’ha definita la stampa francese. Il 6 giugno scorso Orange, Bouygues Telecom e Free-Groupe Iliad hanno firmato un memorandum d’intesa con Altice France e il suo proprietario, Patrick Drahi, per l’acquisizione di SFR per 20,35 miliardi di euro. Ciascuno dei tre operatori ha successivamente inviato una pre-notifica alle autorità garanti della concorrenza.

Perché se ne occupa l’Antitrust francese

Se un’azienda genera più di due terzi del suo fatturato in Francia, la giurisdizione spetta all’autorità francese garante della concorrenza, con sede in Rue de l’Échelle a Parigi. Bouygues Telecom e Orange si trovavano in questa situazione. Iliad, invece, avrebbe dovuto presentare la propria richiesta alla Direzione generale per la concorrenza (DG Comp) della Commissione europea. Bruxelles e Parigi hanno però deciso di semplificare la procedura e di affidare la gestione a un’unica autorità.

Secondo il comunicato stampa dell’Autorità garante della concorrenza, Orange e Bouygues Telecom “sono già in contatto con l’Autorità” dal 30 giugno in merito ai loro piani di acquisizione di alcuni asset e attività del gruppo Altice nella Francia continentale. Pertanto, i due operatori di telecomunicazioni hanno già presentato la documentazione preliminare, che consentirà alle parti di preparare le notifiche formali all’Autorità, da depositare in un secondo momento. Ora che Bruxelles ha ufficialmente lasciato il caso a Parigi, Iliad potrà anche avviare le discussioni con l’Autorità francese per la concorrenza.

Risultato atteso entro 18 mesi

Se questa storica operazione riceverà il via libera, in molti prevedono che aprirà la strada a un’ondata di acquisizioni nel settore europeo delle telecomunicazioni, attesa con impazienza dalla industry, mentre Bruxelles rivede la sua politica sulle fusioni aziendali.

Tuttavia, il presidente dell’Autorità garante della concorrenza, Benoît CÅ“uré, ha già espresso delle riserve. Ritiene che “questa operazione non sia semplice, in quanto comporta un consolidamento in un mercato già altamente concentrato”, ha detto a Le Monde il 10 giugno, sottolineando la delicatezza della questione per il potere d’acquisto delle famiglie.

Effetto positivo sui prezzi

L’autorità garante ritiene che l’impatto principale del passaggio a tre operatori sarà un effetto positivo sui prezzi. “È impossibile spiegare al popolo francese che andremo a favorire operazioni che renderanno più difficile per loro arrivare a fine meseâ€, ha aggiunto Benoît CÅ“uré.

Ora, secondo la tempistica precedentemente indicata da Benoît CÅ“uré, il processo dovrebbe durare 18 mesi, fino a dicembre 2027. L’esito delle prossime elezioni presidenziali, previste per il 18 aprile e il 2 maggio 2027, potrebbe avere un ruolo determinante in questo processo.

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Data articolo: Thu, 16 Jul 2026 06:30:00 +0000 di Paolo Anastasio
Politica
Legge elettorale, oggi voto finale. Bocciato emendamento Vannacci, centrodestra di nuovo diviso. Schlein contro Meloni

(Adnkronos) – Sono attese nella mattinata di oggi, giovedì 16 luglio, le dichiarazioni di voto e il voto finale sulla legge elettorale. Ieri la Camera ha proseguito i lavori sulla riforma: nel pomeriggio è arrivato prima il via libera all’articolo 1, con 208 sì, 143 no e 3 astenuti, poi dell’articolo 2, con 213 sì, 144 no e 3 astenuti. L’aula ha invece approvato all’unanimità il subemendamento sull’estensione del voto ai fuorisede alla legge elettorale presentato dalle forze di maggioranza. 

Il giorno dopo la debacle a Montecitorio, la Camera ha detto ancora ‘no’ alla preferenze: stavolta è l’emendamento presentato da Futuro nazionale a essere bocciato. Per la cronaca l’esito delle urne, a scrutinio segreto, è stato di 233 no e 139 sì. Ma la novità è che a votare con i vannacciani ci sono Fratelli d’Italia e Noi moderati. Un asse inedito che divide di nuovo la maggioranza senza impedire alla riforma di andare avanti. Dalle parti di via della Scrofa fanno sapere che la scelta di votare con Futuro nazionale è stata dettata semplicemente da una questione di coerenza. Della serie: siamo sempre stati per le preferenze, andiamo avanti per questa strada, nonostante il pressing sempre più forte delle opposizioni a fermarsi. Nel centrodestra, comunque, continua a far discutere anche il caso della parità di genere. Ci sarebbe tanto rammarico per non aver ascoltato il ‘grido d’allarme rosa’, specialmente da parte delle donne azzurre, impaurite e disorientate dall’abolizione del 60-40. Non si fermerebbe, poi, la caccia ai ‘traditori’. Secondo gli ultimi calcoli fatti nella maggioranza, la conta dei ‘franchi tiratori’ non si fermerrebbe a 30 come pronosticato in un primo momento ma ammonterebbe a 43, mentre 7 sarebbero quelli individuati nel cosiddetto campo largo. 

Il giorno prima la maggioranza era andata sottosulle preferenze per un solo voto: 187 voti a favore e 188 contrari. L’Aula ha bocciato a scrutinio segreto, richiesto dalle opposizioni, l’emendamento a prima firma FdI, Noi moderati e Udc che mirava a introdurre un sistema misto di capilista bloccati e preferenze nella riforma del voto messo a punto dal centrodestra. Subito dopo è partita la caccia al ‘traditore’ nel centrodestra.  

Il giorno prima la maggioranza era andata sottosulle preferenze per un solo voto: 187 voti a favore e 188 contrari. L’Aula ha bocciato a scrutinio segreto, richiesto dalle opposizioni, l’emendamento a prima firma FdI, Noi moderati e Udc che mirava a introdurre un sistema misto di capilista bloccati e preferenze nella riforma del voto messo a punto dal centrodestra. Subito dopo è partita la caccia al ‘traditore’ nel centrodestra
 

Pare che Giorgia Meloni pragmatica, ancora infastidita dallo schiaffo politico di martedì sulle preferenze, complice lo scrutinio segreto, sia eterminata a portare a casa la legge elettorale senza altri ‘incidenti’. Gli ultimi boatos dicono che la tentazione di FdI di ripresentare al Senato (dove c’è il voto palese) l’emendamento con i capilista bloccati e tre preferenze sia forte, così come la voglia di stanare i franchi tiratori (restano i sospetti su Fi, Lega e i vannacciani). Però in tanti avrebbero consigliato alla premier di temporeggiare: meglio far decantare la situazione, sopire i malumori e ridimensionare il passo falso di 24 ore fa, assicurando che il governo non è a rischio, niente voto anticipato e colpi di coda. Abbozzando, ci sono più possibilità che passi la legge, dice a mezza bocca un big del centrodestra.  

Ma se Luca Ciriani assicura che “non intendiamo concludere la nostra esperienza di governo†e martedì è stato solo un “episodio che intendiamo superare”, Lollobrigida mette in guardia: “continuiamo se saremo in grado di portare avanti il nostro programmaâ€, altrimenti “ci sottoponiamo al volere degli elettori prima”. Apertis verbis solo Maurizio Lupi, presidente di Noi moderati, dice che si deve ripartire a palazzo Madama dallo stesso emendamento su cui i leader del centrodestra hanno sancito un patto: ”Ora la partita si giocherà al Senato e siccome l’obiettivo è portare a casa la legge elettorale, credo che si debba ripartire dalla proposta di mediazione fatta alla Camera”, dice il leader di Noi Moderati. Anche se Giovanni Donzelli non si sbilancia sull’ipotesi: “Faremo una riflessione dopo il voto alla Camera”. 

Che la voglia di Fdi ‘riprovarci’ al Senato sulle preferenze sia più di una idea, lo lascia intendere anche Elly Schlein, che ospite di ‘In Onda’ su La7, invita Meloni a fermarsi e ad andare a casa. ”Ieri (martedì, ndr) in Aula si è aperta una crisi di governo – ha detto la segretaria dem – si trattava di un emendamento fortemente voluto dal presidente del Consiglio, presentato dal suo partito su cui addirittura il governo in Aula si è rimesso ai pareri dei relatori. E’ stata una sfiducia vera nei confronti della Meloni la quale si è limitata sui social a dire che serve una riflessione e ora va avanti fischiettando come se nulla fosse. Si dovrebbero fermare su questa legge elettorale e andare a casa” per poter avere un nuovo governo che torni ad occuparsi dei “problemi delle persone, non solo dei propri, come sta facendo questo esecutivo, che ci ha già detto che in Senato ci riproverà”. Evidentemente, ha attaccato Schlein, ”è possibile che tengano ancora il Parlamento di questo Paese ostaggio della loro ossessione per il potere…”.  

”Il momento per il governo è pessimo, perché anche oggi (Ieri, ndr) si è sfaldata la maggioranza, come si è sfaldata martedì, quando ha sfiduciato Giorgia Meloni sull’emendamento Bignami e la premier ha perso l’arroganza con cui stava cercando di imporre una legge elettorale, a otto mesi dal voto, con un premio abnorme e distorsivo”. Una “legge elettorale che vogliono fare in tutta fretta, perchè hanno paura di perdere e perchè sanno che abbiamo messo insieme un’alleanza competitiva”, ha detto ancora Schlein. Invece di pensare ai ”problemi degli italiani, ha avvertito la segretaria dem, ”il governo pensa a litigare o a rincorrere Vannacci…”. 

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 22:12:00 +0000 di Redazione Key4biz
economia
Nell’estate dell’afa record il ventaglio (di lusso o hi-tech) batte il condizionatore

(Adnkronos) –
Nell’estate del caldo record, la vita all’aperto – dai concerti ai mondiali di calcio, dal cinema in piazza alle sfilate di moda – a vincere è un accessorio, semplice, mai passato di moda, estremamente trendy nelle forme e nei materiali giusti: il ventaglio. Se nel catino infuocato di Wimbledon il principe George si è affidato a un mini-ventilatore elettrico (verosimilmente Made in China), sugli spalti è stato tutto uno sventolare di ventagli di ogni forma e colore. 

Anche perché la loro efficacia sembra battere quella dei sistemi più tecnologici: parola dello youtuber e professore Vincenzo Schettini che in un video cliccatissimo spiega che “il ventaglio batte tutti, non c’è condizionatore che tengaâ€. Motivando ovviamente le sue parole con spiegazioni scientifiche legate a temperatura del corpo, umidità e cessione del calore e aggiungendo il consiglio di spruzzarsi addosso un po’ d’acqua per aumentare la sensazione di freschezza.  

D’altronde è – come minimo – dai tempi degli antichi egizi che questo accessorio aiuta a combattere il caldo asfissiante: nella tomba di Tutankhamon sono stati ritrovati ‘antenati’ dei ventagli ma anche greci e romani non hanno disdegnato il ricorso a quello che nel tempo è diventato anche uno status symbol, visto che nobili e ricchi hanno voluto materiali costosi ed esotici come piume di pavone o di struzzo. Senza contare quelli dipinti a mano da grandi artisti o intarsiati da artigiani di alto livello. Simbolo di ricchezza, il ventaglio è stato anche emblea di potere, visto che nella Cina imperiale, solo l’imperatore stesso, i membri della sua famiglia e i massimi dignitari potevano rinfrescarsi con i ventagli. 

Oggi il suo utilizzo è sicuramente più ‘democratico’, visto che con pochi euro è possibile acquistarne uno. Ma la sua pervasività ha stuzzicato anche il settore del lusso, come ha confermato l’ultima Fashion Week parigina. Se l’ondata di caldo ha costretto tantissime maison tra cui Dior Homme e Rick Owens, ad anticipare lo show alle prime ore del mattino per non mettere alla prova vip e acquirenti, alcuni brand come Celine hanno offerto ventagli raffinati (e subito ricercatissimi) ai propri ospiti per combattere la calura. 

Ma la storia della moda è ricca di ventagli utilizzati per cercare refrigerio o sottrarsi agli sguardi indiscreti. Ne era un fan Karl Lagerfeld che raramente si separava da qualche pezzo della sua collezione di ventagli unici, a volte vecchi di secoli. Le cronache ricordano poi i ventagli sfoggiati nelle collezioni di John Galliano per Christian Dior mentre più di recente – ricorda Nss Magazine – Marc Jacobs lo ha riproposto per Louis Vuitton. E poi ancora ventagli nelle sfilate di Giorgio Armani , Maria Grazia Chiuri o Matthieu Blazy nella recente pre-fall di Chanel. 

Ventagli sono presenti nei cataloghi di tutte le principali maison: Balenciaga propone – per 450 euro – Amadeus in cotone e legno nero e grigio scuro, ottone e acciaio argento lucido mentre a ‘soli’ 190 Dior ne offre uno in legno di pero e cotone bianco con motivo Arabesque. Vogue Italia ha subito intercettato il trend con una selezione dei modelli più di tendenza, come quello di Gucci con stampa d’archivio Flora a 390 euro ma le soluzioni più raffinate non sono quelle dei grandi brand ma delle aziende artigianali specializzate. Come l’italiana Vigano Milano 1919 che ne offre per ogni occasione, da matrimonio, eleganti e da borsetta, in pizzo, seta e raso, oppure Camurati che li realizza a mano dal 1948 con una attenzione maniacale a dettagli e qualità, trasformandoli in veri e propri gioielli. La scelta insomma è infinita e se si vuole esagerare c’è la proposta più nuova e hi-tec. E’ quella di Meanswhile, noto brand tecnico giapponese che ha rivisitato il classico ventaglio pieghevole realizzandolo in Dyneema, ovvero la fibra più resistente al mondo, quindici volte più ‘tenace’ dell’acciaio e usata per i moderni giubbotti antiproiettile. Il ventaglio, insomma, può essere utile, elegante, ma anche salva-vita. Non si sa mai. (di Massimo Germinario) 

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 22:09:36 +0000 di Redazione Key4biz
Esteri
Ucraina, prosegue rimpasto di governo: Zelensky rimuove Fedorov e lui elenca i suoi risultati

(Adnkronos) –
Prosege il rimpasto di governo ucraino annunciato dal presidente Volodymyr Zelensky. Dopo la premier Yulia Svyrydenko, a dover lasciare il suo ruolo è il ministro della Difesa Mikhailo Fedorov. Il tecnocrate di 35 anni, a cui è riconosciuto il merito di aver sviluppato i mezzi che hanno portato le forze di Kiev a un vantaggio tattico contro la Russia, è stato destituito dopo sei mesi alla guida del ministero.  

Il Kiev Independent scrive anche che non è ancora chiaro se Fedorov riceverà un altro incarico nel quadro del rimpasto di governo annunciato da Zelensky all’improvviso lo scorso fine settimana. La decisione del presidente, che secondo il corrispondente del Financial Times a Kiev Christopher Miller, nominerà al posto di Fedorov il ministro degli Interni uscente, Ihor Klymenko, segue la riunione del presidente con Fedorov e con il capo di Stato maggiore Oleksandr Syrsky, il grande rivale del ministro della Difesa uscente.  

Il presidente non ha voluto commentare ma si è limitato a ribadire che vuole un apparato militare “unito” e “sulla stessa lunghezza d’onda”. “La priorità è il dialogo fra le forze militari e il ministero della Difesa, risolvere i problemi di reclutamento e chiudere i cieli”, ha aggiunto Zelensky.  

Fedorov, dal canto suo, confermando di non essere più ministro della Difesa con un sobrio messaggio su Telegram, afferma che “è stato un grande onore servire gli ucraini”. Ed elenca i risultati raggiunti in sei mesi di lavoro, 22 punti che rendono difficile comprendere le ragioni del suo allontanamento dall’incarico, a partire dalla disattivazione di Starlink per i russi, un passo che “ha drastivamente ridotto la loro capacità di condurre una efficace guerra con i droni”, all’aver prelevato fondi destinati ad altro per investirli “in modo efficace per produrre droni per attacchi a media e lunga distanza, droni da ricognizione, droni a fibra ottica”, riuscendo in quattro mesi ad acquistarne di più che in tutto il 2025″ e ad aver avviato la campagna di blocco della logistica che ha iniziato a isolare la Crimea.  

Ma non solo: Fedorov elenca fra gli altri risultati raggiunti la radicale riforma del sistema di approvvigionamento, con l’avvio delle prime gare di appalto per l’artiglieria a lungo raggio e per centinaia di migliaia di droni “con un risparmio di miliardi di dollari per il budget dello Stato”, la stipula del primo contratto per missili Patriot Pac-2 Gem-T e la richiesta di un prestito europeo per l’acquisto dei Pac-3, l’avvio di una trasformazione dell’esercito “impopolare ma di fondamentale importanza, con contratti a termpo indeterminato per tutti, con l’introduzione degli stipendi più alti al mondo per la fanteria e i piloti di caccia, l’apertura al reclutamento estero a condizioni trasparenti e vantaggiosi, strumenti per incentivare il ritorno dei giovani che hanno lasciato le loro unità. ” 

 

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 22:05:10 +0000 di Redazione Key4biz
Esteri
Francia, “diritto aiuto a morire†è legge. Macron: “Impegno mantenutoâ€

(Adnkronos) – Il Parlamento francese ha adottato definitivamente la legge sul ‘diritto all’aiuto a morire’ che consentirà ad alcuni malati gravi di ottenere, in certe condizioni, la somministrazione di un farmaco letale. L’Assemblea nazionale, a cui il governo aveva dato l’ultima parola, ha approvato il testo con 291 voti favorevoli e 241 contrari.  

Il presidente Emmanuel Macron, che su questa legge ha investito e che oggi rivendica di aver mantenuto l’impegno preso, ha ringraziato “tutti i deputati per il dibattito costruttivo e rispettoso”. “Nel 2022 avevo preso l’impegno di aprire la strada con i francesi. Con serietà, umiltà e nel pieno rispetto della nostra democrazia, questo impegno è stato mantenuto”, ha aggiunto.  

 

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 19:15:24 +0000 di Redazione Key4biz
Politica
Ranucci, le ’10 domande’ di Esperia al giornalista

(Adnkronos) – Dopo aver pubblicato ieri “un video basato su alcuni passaggi del libro autobiografico La scelta, nei quali Sigfrido Ranucci racconta rapporti personali nati nel contesto della sua attività giornalistica” al quale “Ranucci ha replicato affermando di non avere mai avuto relazioni con stagiste” e accusando la community “di non aver saputo distinguere le parti reali da quelle romanzate del libro”, oggi dall’account della piattaforma Gino Zavalani rivolge a Sigfrido Ranucci “le dieci domande di Esperia”.
 

 

1. Quando parla di “parti romanzateâ€, intende fatti realmente accaduti ma raccontati con tecniche narrative, oppure anche episodi, personaggi e dialoghi inventati?  

2. Karoline, che nel suo libro descrive come una stagista a Report, è una persona realmente esistita o un personaggio letterario?  

3. Se Karoline non era una stagista, in quale veste collaborava con lei alle inchieste, considerato che nel libro viene definita il suo “braccio destro a Verona†e lei stesso racconta che incontrava magistrati e fonti e raccoglieva informazioni?  

4. Karoline, per il lavoro svolto a Verona, era retribuita o riceveva rimborsi, coperture assicurative o altre forme di tutela da parte della Rai?  

5. Karoline è davvero morta, travolta da un’auto, dopo aver scoperto di essere stata tradita?  

6. Emilia, che lei nel libro descrive come una fonte, è realmente esistita e contattò davvero Report come potenziale fonte di un’inchiesta?  

7. Lei informò la direzione di Report o la Rai dei possibili conflitti d’interesse derivanti dai rapporti con Karoline ed Emilia?  

8. A questo punto può dirci quali parti del suo libro La scelta sono autobiografiche e quali sono romanzate?  

9. Perché nel libro non viene indicato ai lettori chiaramente dove termina il racconto dei fatti e dove comincia la finzione?  

10. Il libro è catalogato da Bompiani come biografia e venduto da Giunti come saggistica e attualità. La scheda editoriale lo presenta come l’“autoritratto†di Sigfrido Ranucci e come il racconto del cammino che lo ha condotto fin qui. Bompiani era stata informata della natura “romanzata†di alcune parti del libro prima della pubblicazione?”, chiede nel nuovo video Zavalani. Che conclude: “Attendiamo risposte”. 

 

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 18:20:57 +0000 di Redazione Key4biz
economia
SpaceX: per la prima volta azioni sotto il prezzo dell’Ipo di 135 dollari, -40% dal picco

(Adnkronos) – Per la prima volta da quando si è quotata in Borsa, SpaceX vede il suo titolo scendere sotto il valore dell’Ipo di 135 dollari, perdendo fino al 2% circa, per poi recuperare. Quella dell’azienda è stata l’Ipo più grande di sempre e ha permesso al Ceo Elon Musk di diventare trilionario. Nelle scorse settimane però il titolo ha perso molto rispetto al boom iniziale che aveva portato il prezzo delle azioni fino a 225 dollari; più o meno il ribasso è del 40%. 

Con il nuovo calo l’azienda spaziale è arrivata a bruciare 800 miliardi di dollari di valore in un mese e le vendite hanno colpito anche i bond emessi da SpaceX a fine giugno. L’Ipo aveva portato a una raccolta da 86 miliardi di dollari e a una valutazione superiore ai 2.000 miliardi di dollari. La quota dello stesso Musk è scesa a circa 760 miliardi di dollari dai 1.200 miliardi dei primi giorni di quotazione. Recentemente, con una procedura accelerata, il titolo è entrato a far parte del Nasdaq-100. Con il mercato che valuta le azioni meno del prezzo fissato nel giorno dell’Ipo, gli investitori entrati al momento del collocamento registrano una perdita potenziale.  

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 18:11:07 +0000 di Redazione Key4biz
Politica
Falso lancio Adnkronos in chat giornalisti annuncia Meloni al Quirinale, Desario: “Fatto grave, denunciamoâ€

(Adnkronos) – Rimbalza sulle chat di ambienti politici e giornalistici un messaggio ‘fake’, che riproduce un take contraffatto dell’Adnkronos dal titolo: ‘Flash – Quirinale: Meloni al Colle per incontro con Mattarella, tensione al termine del vertice’. Il testo, totalmente inventato, ricrea ad arte il format dei lanci dell’agenzia di stampa Adnkronos. “E’ una cosa molto grave, faremo i dovuti accertamenti e presenteremo denuncia alla polizia postale sull’accaduto. Basta controllare il nostro notiziario per verificare che si tratta di un falso”, dice il direttore responsabile dell’Adnkronos Davide Desario.  

Questo il testo del falso messaggio, che risulterebbe inoltrato molte volte: “La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è salita al Quirinale per un incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il colloquio, avvenuto nel pomeriggio, si inserisce in un momento di particolare attenzione politica e istituzionale. Al termine del confronto, secondo quanto si apprende, sarebbe apparso un clima teso: volto scuro e nessun commento da parte della premier all’uscita dal Colle. Meloni ha lasciato il Quirinale senza rilasciare dichiarazioni, alimentando le ipotesi su possibili divergenze emerse nel corso del colloquio con il capo dello Stato. L’incontro tra Mattarella e Meloni resta al centro dell’attenzione politica, mentre nelle prossime ore potrebbero emergere ulteriori dettagli sui temi affrontati”. 

Non è la prima volta che ‘strani’ messaggi attribuiti falsamente all’Adnkronos si diffondono in ambienti politici. Già nell’agosto del 2024, un lancio contraffatto riportava una falsa dichiarazione di Maurizio Gasparri, in cui il senatore parlava del generale Mori e di De Donno “che hanno ucciso mafiosi”. Una frase che aveva tratto in inganno l’ex deputato del Pd, Davide Mattiello. Interpellato dall’Adnkronos l’ex parlamentare dem raccontò che il messaggio circolava in una chat whatsapp diffusa in ambienti della commissione Antimafia. “A vista -disse all’epoca Mattiello- sembrava un lancio di Adnkronos in tutto e per tutto, con tanto di orario e sigla”. Tanto che lo stesso Walter Verini ammise che, prima di scoprire il fake, “stavamo valutando tra di noi cosa fare” in Antimafia su una frase ”così forte”.  

politica

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 18:07:34 +0000 di Redazione Key4biz
Politica
Bruxelles, il video dell’europarlamentare Scuderi trascinata dalla polizia: “Ero vicino sit-in neonazistaâ€

(Adnkronos) – “La polizia di Bruxelles mi ha impedito di camminare da libera cittadina per strada, a qualche centinaia di metri dal Parlamento Europeo, dove si stava svolgendo una manifestazione della destra a favore della remigrazione. Sono stata strattonata e spostata con la forza, anche se altre persone camminavano intorno a me. Forse a spaventare la polizia è stata la bandiera della pace che avevo in mano?”. Lo denuncia sui social Benedetta Scuderi, europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, postando un video dell’accaduto. 

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 17:20:00 +0000 di Redazione Key4biz
Politica
Sentenza gioielliere, Salvini: “Io sto con Mario Roggero, chiedo grazie per luiâ€

(Adnkronos) – “Io sto, in tanti stiamo con Mario Roggero. Un padre, un nonno, un marito e un lavoratore per una vita, che arriva a 72 anni per essere mandato in carcere perché ha reagito a un’aggressione, a un furto, a una rapina nel suo negozio, nel negozio di famiglia, con moglie e figlia presenti e a rischio. Per la giustizia italiana ha esagerato”. Così in un video su Instagram il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini dopo la conferma della Cassazione della condanna per il gioielliere che uccise due rapinatori dopo la rapina nel suo negozio. 

 

  

“Io non auguro a nessuno dei commentatori da tastiera di trovarsi in un contesto drammatico come quello e non auguro a nessuno di poter cercare di capire cosa ti dice la tua mente. Non entro nel merito della sentenza, ritengo ingiusta questa condanna. Spero di far arrivare la voce ovunque per chiedere ‘grazia per Roggero’. Una grazia per un lavoratore onesto, tranquillo, perbene, per un marito, per un padre, per un nonno che a 72 anni non merita sicuramente il carcere”, conclude Salvini. 

  

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 16:47:57 +0000 di Redazione Key4biz
economia
Vaghi (Ads): “Sicurezza fondamentale nel settore autostradaleâ€

(Adnkronos) – Carlo Vaghi, presidente di Autostrade dello Stato, in occasione del convegno ‘Sicurezza e innovazione delle infrastrutture autostradali’, organizzato presso la Club House Montecitorio a Roma, spiega che la sfida per la sicurezza in autostrada è al primo posto. Per prevenire gli incidenti, ha detto, servono “un comportamento alla guida consono, informazione, comunicazione tra infrastrutture e veicolo e monitoraggio delle infrastrutture”. 

economia

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 16:47:00 +0000 di Redazione Key4biz
economia
Cozzoli (Ads): “Droni, Ai e sensoristica per autostrade più sicureâ€

(Adnkronos) – Vito Cozzoli, amministratore delegato di Autostrade dello Stato, illustra le progettualità della società, in occasione del convegno ‘Sicurezza e innovazione delle infrastrutture autostradali’, organizzato presso la Club House Montecitorio a Roma. 

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 16:47:00 +0000 di Redazione Key4biz
Politica
Santanchè, bancarotta e truffa allo Stato: ex ministra rischia nuovo processo a Milano

(Adnkronos) –
Nuova chiususa indagine per l’ex ministra Daniela Santanchè. La Procura di Milano contesta alla parlamentare di Fratelli d’Italia e ad altre 15 persone, tra cui la sorella Fiorella Garnero e l’ex compagno Giovanni Canio Mazzaro, e a una società varie ipotesi di reato che vanno dalla bancarotta, al falso in bilancio e alla truffa aggravata ai danni dello Stato per i fallimenti di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl.  

In particolare nell’avviso di conclusione delle indagini – firmato dai pm Luigi Luzi e Guido Schininà – si sottolinea come alcuni degli indagati – in passato Santanché ha amministrato alcune delle società oggetto dell’inchiesta – avrebbero beneficiato, in più anni, di dividenti che non dovevano essere distribuiti, così come di compensi agli amministratori visti i conti non in ordine. 

Un’ipotesi di truffa aggravata ai danni dello Stato pari a 3,3 milioni di euro è una delle contestazioni contenuta nell’avviso di chiusura indagini. In particolare, nel capitolo che riguarda la srl Ki group di cui Santanchè è stata amministratrice in passato, si evidenzia come “con artifizi e raggiri” consistiti nel richiedere ad Invitalia, nell’ambito delle misure di sostegno alle imprese previste nel periodo del Covid, abbia ottenuto un prestito per l’importo di 2,7 milioni, nonché di beneficiare di un credito d’imposta di 600.000 euro, a fronte di un aumento di capitale di 2 milioni di euro. 

Per i pm di Milano Luigi Luzi e Guido Schininà, alcuni degli indagati – “aggirando il criterio stabilito da Invitalia” – non hanno rispettato i criteri relativi alle risorse da utilizzare per l’aumento di capitale, né la “regolarità contributiva e fiscale” e così hanno indotto “in errore Invitalia Spa in ordine al rispetto dei criteri previsti per il rilascio e per la permanenza dei presupposti del finanziamento e del credito d’imposta, si procuravano un ingiusto profitto”, pari alla somma tra l’importo erogato e il credito d’imposta, cioè 3,3 milioni di euro, “con pari danno per lo Stato”. Un reato che sarebbe stato commesso a Milano il 18 marzo 2021 (data dell’incasso del finanziamento). 

Santanché: pm Milano, ‘per indagati dividendi per 4 mln con società in crisi’ 

L’ex ministra del Turismo Daniela Santanché è accusata di bancarotta fraudolenta e truffa aggravata ai danni dello Stato rispetto al dissesto finanziario relativo alle società Ki group holding, Ki group srl e Bioera di cui è stata in passato amministratrice. In particolare nell’avviso di chiusura indagine, ultimo passo prima dell’eventuale richiesta di processo, i pm Luigi Luci e Giuido Schininà le contestano “di avere commesso più fatti di bancarotta fraudolenta e di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità”. La parlamentare di FdI e gli altri ex amministratori della Holding “cagionavano con dolo o per effetto di operazioni dolose il fallimento della società” ad esempio “non svalutando tempestivamente il valore di alcune partecipazioni” o tramite il “sistematico inadempimento a partire dal 2012 delle obbligazioni erariali e previdenziali” per un importo di quasi 3,4 milioni di euro. 

Tra le “condotte dissipative e comunque distrattive” contestate anche due finanziamenti ottenuti da Banca Progetto. Inoltre, mentre Ki Group Holding era in affanno, gli ex amministratori si sarebbero ripartiti “utili non effettivamente conseguiti mediante la distribuzione” di dividendi, come gli oltre 4,1 milioni di euro nel 2015 a fronte di risultati negativi”. Sul fronte della Srl, invece, gli indagati “cagionavano o concorrevano a cagionare il dissesto della società, occultando la perdita dell’intero capitale sociale già nell’esercizio chiuso il 31 dicembre 2019, redigendo bilanci, relativi agli esercizi 2019 e 2020, non conformi alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione ed in particolare non rappresentativi in modo veritiero e corretto della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico della società, non conformi ai principi di competenza e prudenza”. 

Per i pm, non solo gli amministratori intascavano compensi con una situazione di dissesto, ma “distraevano, occultavano e dissipavano in parte il patrimonio della società” ponendo in essere piùoperazioni “con finalità estranee all’oggetto sociale”. Ed è sempre attraverso la Ki group srl che gli indagati – 16 persone fisiche in tutto – avrebbero realizzato una truffa aggravata per 3,3 milioni ai danni dello Stato (Invitalia) beneficiando di norme a favore delle imprese durante il periodo del Covid. Anche per la società Bioera, gli indagati “cagionavano o concorrevano a cagionare il dissesto della società, occultando la perdita dell’intero capitale sociale già nell’esercizio chiuso il 31 dicembre 2019 redigendo bilanci, relativi agli esercizi dal 2019 al 2021, non conformi alle norme”. Con le aggravanti, per tutti, “di avere commesso più fatti di bancarotta fraudolenta e di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità”. 

cronaca

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 16:01:00 +0000 di Redazione Key4biz
economia
Rotocalco n° 28 del 15 luglio 2026

(Adnkronos) – – Pensioni future, Acli propone una pensione contributiva di garanzia per tutelare i lavoratori fragili – Università: Laurea Honoris causa a Leonardo Maria Del Vecchio – Pai distrettuali Aubac, presentati i nuovi strumenti per la prevenzione del rischio idrogeologico – Spazio, Gruppo GeneGIS promuove incontro alla Camera su importanza dati satellitari per il territorio – Agenzia delle Entrate e Inps, dalla Puglia parte il roadshow per rafforzare il dialogo con imprese e giovani – Airbnb, a Vicalvi la casa di Monica racconta la Ciociaria del turismo lento – Heineken Italia presenta Together Lab, il nuovo osservatorio permanente sulla socialità contemporanea tra gli italiani dai 18 ai 35 anni – Tech: convegno Med-Or – Luiss, ‘innovazione asset strategico per sicurezza e autonomia Europa’ – PENNY Italia in Sicilia: Sviluppo, Territorio e Sostenibilità a San Giovanni La Punta 

economia

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 15:29:36 +0000 di Redazione Key4biz
Intelligenza Artificiale
AI di frontiera per l’Ue, nel rapporto anche 6 esperti italiani e 2 aziende del nostro Paese

AI di frontiera: perché i prossimi due anni saranno decisivi per il futuro dell’Europa

L’intelligenza artificiale di frontiera (Frontier AI) rappresenta oggi la punta più avanzata dello sviluppo tecnologico in questo settore. Si tratta dei modelli più potenti disponibili, caratterizzati da capacità cognitive sempre più sofisticate, da prestazioni che crescono con una velocità senza precedenti e da un impatto potenzialmente trasformativo sull’economia, sulla ricerca scientifica, sulla sicurezza e sulla competitività industriale.

È proprio su questo terreno che l’Europa rischia di perdere la partita più importante dei prossimi anni. È il messaggio che emerge con forza dal nuovo rapporto pubblicato dall’AI Office della Commissione europea, che sintetizza il contributo di oltre cento esperti internazionali riuniti nel primo Expert Forum on Frontier AI.

Tra questi anche gli italiani Fabio Pammolli (AI4I – The Italian Institute of Artificial Intelligence), Fabio Petroni (EMBL), Fabrizio Silvestri (Sapienza Università di Roma), Marta Ziosi, Paolo Giudici (Università di Pavia), Valentina Lenarduzzi (University of Southern Denmark), mentre tra le aziende sono state selezionate Fastweb e Intesa Sanpaolo.

Il documento non costituisce una posizione ufficiale della Commissione, ma rappresenta una base di lavoro destinata a orientare le future politiche europee nell’ambito della Frontier AI Initiative.

L’obiettivo è chiaro: individuare le azioni necessarie affinché l’Unione europea possa rafforzare la propria competitività, preservare la sovranità tecnologica e garantire la sicurezza in uno scenario in cui lo sviluppo dell’intelligenza artificiale procede con ritmi sempre più accelerati.

L’Europa eccelle nella ricerca, ma resta indietro nello sviluppo industriale

Il rapporto evidenzia un paradosso ormai noto ma sempre più critico. L’Europa continua a produrre ricerca scientifica di altissimo livello e forma una quota significativa dei talenti mondiali nel campo dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, la maggior parte dello sviluppo dei modelli di frontiera avviene oggi fuori dall’Unione europea, principalmente negli Stati Uniti e, in misura crescente, in altri grandi poli globali.

Le ragioni sono molteplici. La disponibilità di infrastrutture computazionali resta insufficiente rispetto alle esigenze richieste dall’addestramento dei grandi modelli. Lo stesso vale per la capacità energetica necessaria ad alimentare i data center di nuova generazione.

A questi limiti si aggiungono una cronica carenza di capitali per sostenere la crescita delle startup nelle fasi più avanzate, un quadro normativo ancora poco chiaro su aspetti fondamentali come l’utilizzo dei dati per l’addestramento dei modelli, il diritto d’autore e alcune implicazioni della normativa sulla protezione dei dati personali.

Il risultato è che molte realtà europee promettenti faticano a competere con operatori che possono contare su disponibilità finanziarie e infrastrutturali enormemente superiori.

I possibili scenari: leadership tecnologica o dipendenza strategica

Uno dei messaggi centrali del rapporto riguarda la finestra temporale estremamente ristretta entro cui intervenire. Secondo gli esperti, i prossimi uno-due anni potrebbero determinare il ruolo che l’Europa sarà in grado di ricoprire nel panorama globale dell’intelligenza artificiale.

Lo scenario più favorevole prevede la costruzione di un ecosistema europeo capace di sviluppare modelli di frontiera competitivi, attrarre investimenti e consolidare una propria autonomia tecnologica. Lo scenario opposto vede invece un’Europa sempre più dipendente da tecnologie sviluppate all’estero, con una conseguente riduzione della capacità di controllo sulle infrastrutture digitali strategiche, sui dati, sulle applicazioni industriali e sulla sicurezza.

Per gli esperti, non è realistico pensare che modelli meno avanzati possano sostituire completamente quelli di frontiera. Per questo motivo l’obiettivo non deve essere soltanto sviluppare capacità interne, ma anche garantire un accesso stabile, sicuro e controllato alle tecnologie più avanzate disponibili nel mondo.

Le priorità strategiche individuate dal rapporto

Le raccomandazioni formulate convergono attorno ad alcune priorità considerate essenziali. La prima riguarda il potenziamento delle infrastrutture computazionali europee. Servono nuovi supercomputer, grandi capacità di elaborazione distribuita e soprattutto una disponibilità energetica adeguata per sostenere l’addestramento dei modelli più avanzati.

La seconda priorità è l’accesso ai capitali. Lo sviluppo della Frontier AI richiede investimenti privati di dimensioni eccezionali. Per questo motivo l’Europa dovrà rendere più attrattivo il proprio mercato per gli investitori, riducendo gli ostacoli alla crescita delle imprese innovative.

Altrettanto importante è il rafforzamento della capacità di attrarre e trattenere i migliori ricercatori, oggi spesso incentivati a trasferirsi verso ecosistemi più competitivi.

Gli esperti chiedono inoltre maggiore certezza giuridica su temi cruciali quali copyright, utilizzo dei dati per l’addestramento dei modelli e protezione dei dati personali, elementi considerati indispensabili per favorire nuovi investimenti.

La sovranità europea passa solo dal “controllo†dell’intera filiera o dal made in Eu?

Uno degli aspetti più interessanti del documento riguarda il concetto di sovranità tecnologica. Secondo il rapporto, l’autonomia europea non coincide necessariamente con la produzione interna di ogni componente della catena del valore dell’intelligenza artificiale. Piuttosto, significa poter scegliere, controllare e utilizzare i modelli di frontiera mantenendo una posizione negoziale forte.

L’Europa dispone infatti di alcuni importanti elementi di leva: il proprio mercato interno, la forza regolatoria, una solida base industriale e competenze avanzate in diversi segmenti della filiera dell’AI. Per valorizzare questi asset sarà però necessario sviluppare una strategia coordinata che protegga tali vantaggi competitivi e li utilizzi come strumenti di negoziazione nei confronti degli operatori globali.

Indipendenza tecnologica impossibile (per il momento) nell’AI di frontiera?

Ci si affida quindi a tecnologie costruite altrove? Magari alle solite Big Tech? Quindi si rafforza il legame con gli Stati Uniti? Di certo si abbandona la strada dell’indipendenza digitale in questo modo.

Negli ultimi anni il dibattito europeo era stato dominato dal concetto di autonomia strategica aperta (Open Strategic Autonomy), cioè la capacità dell’Europa di ridurre le dipendenze esterne nei settori tecnologici critici. Nel caso della Frontier AI, tuttavia, gli esperti riconoscono un dato di realtà: oggi i modelli più avanzati sono sviluppati quasi esclusivamente negli Stati Uniti e, in misura crescente, in Cina, grazie a investimenti privati dell’ordine delle decine o centinaia di miliardi di dollari, una disponibilità di GPU senza paragoni e un ecosistema di venture capital che l’Europa non possiede.

Per questo motivo il rapporto introduce un cambio di prospettiva. L’obiettivo non diventa più necessariamente “produrre tutto in Europa”, ma piuttosto garantire che l’Unione possa:

  • accedere ai modelli di frontiera;
  • scegliere quali utilizzare;
  • controllarne l’impiego;
  • integrarli nella propria economia senza dipendenze eccessive;
  • mantenere leve negoziali nei confronti dei grandi sviluppatori globali.

In altre parole, il concetto di sovranità si sposta dal controllo della produzione al controllo dell’accesso e della governance.

Dall’autonomia tecnologica alla cooperazione con i partner che condividono valori e obiettivi, almeno per l’AI di frontiera

Il rapporto sottolinea anche l’importanza delle alleanze internazionali. Piuttosto che perseguire un’autosufficienza completa, gli esperti suggeriscono di rafforzare la collaborazione con partner che condividono valori democratici, esigenze di sicurezza e obiettivi comuni nello sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Una cooperazione più stretta potrebbe consentire di condividere infrastrutture, ricerca, investimenti e standard tecnologici, aumentando la capacità competitiva europea senza rinunciare alla propria autonomia strategica.

Obiettivi ambiziosi al 2030 per l’AI di frontiera e priorità politica trasversale dell’Ue

Uno dei messaggi più netti del documento riguarda il ritmo con cui dovranno essere assunte le decisioni. Secondo gli esperti, la velocità di evoluzione della Frontier AI impone una capacità di intervento molto superiore ai tradizionali tempi delle politiche pubbliche.

Per questo motivo viene proposto di fissare obiettivi ambiziosi al 2030 e di trasformare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale di frontiera in una priorità politica trasversale dell’Unione europea.

Ciò richiederà strutture amministrative dedicate, maggiore coordinamento tra Commissione e Stati membri e capacità di adattare rapidamente strumenti normativi, finanziari e industriali all’evoluzione della tecnologia.

I prossimi passi dell’AI Office

L’AI Office ha annunciato che le raccomandazioni emerse saranno organizzate secondo un ordine di priorità per orientare le future iniziative europee. Il confronto con gli esperti proseguirà attraverso nuovi workshop tematici e contributi scritti, mentre saranno progressivamente pubblicati aggiornamenti sull’attuazione della Frontier AI Initiative e sulle azioni strategiche intraprese.

La sfida è aperta. Il rapporto fotografa un’Europa che dispone ancora di solide basi scientifiche, competenze industriali e capacità regolatorie, ma che deve accelerare significativamente se vuole evitare di diventare un semplice utilizzatore delle tecnologie sviluppate altrove. Per gli esperti consultati dall’AI Office, la finestra temporale è ormai molto stretta: le decisioni che saranno prese entro i prossimi due anni potrebbero determinare il ruolo dell’Unione europea nell’economia dell’intelligenza artificiale per l’intero prossimo decennio.

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 15:19:53 +0000 di Flavio Fabbri
Esteri
Ue: Benifei (Pd), ‘Commissione agisca su dynamic pricing’

(Adnkronos) – La Commissione europea dovrebbe “agire veramente” per affrontare il fenomeno del dynamic princing, specie nei suoi utilizzi più opachi, al fine di proteggere i consumatori. Lo scrive in una nota Brando Benifei, eurodeputato del Partito democratico (S&D) e membro della commissione per il Mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento europeo, dove oggi ha tenuto un evento sul tema insieme a rappresentanti dell’esecutivo europeo, delle istituzioni, delle organizzazioni dei consumatori, del settore musicale e calcistico, della Uefa e del mondo accademico oltre a quella di altri europarlamentari. 

“Dal caso Oasis del 2024 ai biglietti dei Mondiali Fifa 2026, venduti fino a quasi 10.000 dollari, anche attraverso un uso opaco del dynamic pricing, i consumatori europei hanno sperimentato pratiche che trasformano sport e musica in un privilegio”, afferma Benifei, sottolineando che la strategia ha “applicazioni legittime in alcuni settori, ma gli eventi dal vivo non sono beni sostituibili come un aereo o una camera d’albergo. Per questo chiediamo alla Commissione europea di agire veramente per affrontere questo fenomeno”. 

“Negli ultimi mesi abbiamo denunciato diversi episodi preoccupanti relativi alla governance della Fifa sotto la presidenza di Gianni Infantino. Il caso Oasis 2024 è stato il campanello d’allarme, i Mondiali Fifa 2026 la conferma e l’imminente normativa europea sull’equità digitale l’occasione per intervenire e da non sprecare”, aggiunge l’eurodeputato. “Non possiamo permettere che gli interessi economici prevalgano sulla passione di milioni di tifosi e appassionati”, conclude. 

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 15:05:23 +0000 di Redazione Key4biz
Esteri
Usa, a Kamel Ghribi il ‘Global Leadership Award’

(Adnkronos) – Kamel Ghribi, Chairman di GKSD e Vicepresidente del Gruppo San Donato, insignito del “Global Leadership Award†alla Library of Congress durante le celebrazioni per il 250° anniversario dell’Indipendenza degli Stati Uniti. L’evento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico, finanziario, accademico e della società civile internazionale e ha visto come Keynote Speaker Eric Trump, che nel suo intervento ha affrontato i temi della leadership, della crescita economica e delle prospettive delle relazioni internazionali. Nel corso della serata sono stati poi conferiti i riconoscimenti a un selezionato gruppo di personalità internazionali che si sono distinte nei rispettivi ambiti professionali per leadership, spirito di servizio e capacità di generare un impatto positivo sulla società. 

Il riconoscimento attribuito a Kamel Ghribi valorizza un percorso sviluppato tra Europa, Africa e Medio Oriente, caratterizzato dall’impegno nella promozione della cooperazione internazionale, dell’innovazione sanitaria, dei partenariati pubblico-privati e dello sviluppo di modelli di eccellenza nel settore della salute. La motivazione del premio richiama inoltre il costante impegno di Ghribi nel favorire l’accesso alle cure, sostenere la formazione, promuovere iniziative filantropiche e costruire ponti di dialogo tra istituzioni, imprese e comunità internazionali. “Ricevo questo riconoscimento con profonda gratitudine e grande senso di responsabilità – ha dichiarato Kamel Ghribi – Lo considero un tributo al lavoro quotidiano delle migliaia di professionisti di GKSD e del Gruppo San Donato che, ogni giorno, mettono competenza, passione e umanità al servizio delle persone. Credo fermamente che la salute, insieme alla formazione, alle infrastrutture e all’innovazione, rappresenti uno dei più efficaci strumenti di cooperazione tra i popoli e uno dei pilastri fondamentali per costruire sviluppo, stabilità e pace” 

La partecipazione alla cerimonia si inserisce nel quadro della missione istituzionale di Kamel Ghribi a Washington, dedicata a una serie di incontri con autorevoli esponenti delle istituzioni e del mondo economico americano, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il dialogo tra Italia e Stati Uniti e promuovere nuove opportunità di collaborazione nei settori della sanità, degli investimenti e dell’innovazione. Il conferimento del Global Leadership Award rappresenta un ulteriore riconoscimento internazionale del percorso sviluppato da Kamel Ghribi e dal Gruppo GKSD-GSD, confermando il valore di una visione fondata sulla cooperazione, sulla responsabilità sociale e sulla convinzione che la salute costituisca uno dei principali strumenti di progresso umano e di dialogo tra le nazioni. 

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 14:56:04 +0000 di Redazione Key4biz
Esteri
Ue e Ucraina: via al partenariato strategico su droni e difesa

(Adnkronos) – La Commissione Europea e l’Ucraina hanno firmato a Kiev, dove si è recata in visita la presidente Ursula von der Leyen, un nuovo partenariato industriale per la difesa. La Commissione ha inoltre lanciato l’accordo Ue-Ucraina sui droni per approfondire la cooperazione sulle tecnologie dei droni e anti-drone. Infine, ha stanziato un ulteriore miliardo di euro a sostegno delle capacità ucraine nel settore dei droni, nell’ambito del prestito all’Ucraina da 90 miliardi di euro. 

Per von der Leyen, “il nostro partenariato industriale per la difesa integra l’economia della difesa ucraina nello stesso modo in cui integriamo i nostri mercati: eliminando le barriere e allineando i nostri standard il più rapidamente possibile, dagli appalti per la difesa alla protezione della proprietà intellettuale. Questo consentirà una più stretta cooperazione tra le nostre industrie della difesa e le joint venture. Insieme, stiamo sfruttando la nostra forza industriale condivisa per la nostra sicurezza comune”. 

La lettera d’intenti firmata a Kiev mira a lavorare per un patto industriale Ue-Ucraina per la difesa e ad accelerare la produzione congiunta di capacità di difesa critiche. La lettera prevede la produzione congiunta di droni e sistemi anti-drone entro la fine del 2026 e l’avvio di una produzione congiunta di missili antibalistici entro il 2028. 

A sostegno di questi obiettivi, propone di utilizzare il prestito di sostegno all’Ucraina fino a 10 miliardi di euro, per finanziare gli appalti a lungo termine e la produzione congiunta, in particolare nei settori dei droni e dei missili. Si prevede che ulteriori contributi da investimenti nazionali, prestiti Safe, sovvenzioni legate al programma Edip e finanziamenti privati consentiranno di ampliare la capacità produttiva, costituire scorte strategiche e rafforzare la cooperazione industriale a lungo termine tra Ue e Ucraina. 

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 14:54:45 +0000 di Redazione Key4biz
Politica
Legge elettorale, Conte: “Da Meloni furbata su preferenze, deve andare a casaâ€

(Adnkronos) – “Se tu dopo quattro anni ti concentri e blocchi il Parlamento per la legge elettorale a pochi mesi dal voto, perché ti vuoi accroccare un obbrobrio giuridico per cercare di salvaguardare il tuo posto e vieni pure bocciata, devi andare a casa”. Così il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, in collegamento con L’aria che tira, su La7.  

“Noi non possiamo tradire Giorgia Meloni, perché non ha mai avuto la nostra fiducia. Nelle nostre dichiarazioni di voto abbiamo spiegato che non potevamo votare un emendamento farlocco. Fratelli d’Italia sta facendo una grancassa, una caciara dicendo che loro volevano le preferenze, ma su questo hanno subito una sconfitta. Non una sconfitta degli elettori, chiariamo questo. Meloni ci ha messo la faccia e ha detto ‘io voglio le preferenze’, ma quell’emendamento prevedeva nomi prestampati con capilista bloccati. Queste non sono preferenze perché come prevedeva il nostro emendamento, che è stato bocciato, gli elettori devono essere liberi di scrivere il nome del candidato. Giorgia Meloni si è inventata la solita furbata per prendere in giro gli italiani”, ha sottoloineato.  

Nel merito, poi, dell’emendamento presentato da Futuro nazionale per Vannacci sempre sulle preferenze, Conte ha dichiarato che il Movimento 5 stelle non lo voterà “perché non è accettabile in un contesto inaccettabile. E’ una partita tra Fn e la maggioranza, se la giochino tra di loro”. 

Sulla legge elettorale e ciò che sta accaddendo in Aula, Conte ironizzando ha anche lanciato un quiz sui social: “Secondo voi una premier che ha bloccato il Parlamento sulla legge elettorale anziché su stipendi e sanità e che è stata appena sfiduciata dalla sua stessa maggioranza, dove dovrebbe essere oggi? 1. Al Quirinale per dimettersi. 2. â A un vertice di maggioranza per uscire dalla palude in cui sono precipitati e hanno precipitato l’Italia. 3. â  Alla cerimonia di premiazione dei Maestri della cucina. Vi metto la risposta esatta nei commenti”.  

“Noi abbiamo fatto da mesi un processo interno con i cittadini e l’abbiamo pressoché terminato. Ci confronteremo con le altre forze…se dobbiamo anticipare, lo facciamo dalla settimana prossima, solo ci dicano che finalmente vogliono rispettare la volontà degli elettori e in queste condizioni si va a votare e noi in pochissimo tempo condivideremo un programma e anche il criterio per dare un’indicazione del candidato premier se imposto dalla legge elettorale”, ha detto ancora in collegamento con L’aria che tira, su La7. E ha aggiunto: “In questi quattro anni di opposizione abbiamo già lavorato, definito un programma che è molto più dettagliato del niente che sta facendo questo governo Meloni”. Sulla politica estera “non c’è nessuna maretta – ha detto ancora Conte – Le forze di opposizione” sono “molto più convergenti di quanto non lo sia questa maggioranza di governo, che sono sfaldati su tutto. Siamo molto più uniti sulla politica estera, il nostro primo punto, e ci accomuna tutti, è ripristinare il diritto internazionale e lavorare per la pace”. 

Io ho parlato “di minaccia di invasione dell’Europa” da parte della Russia. “Non ho mai detto che non ci sono le guerre ibride, gli attacchi cibernetici di Russia e tanti altri player. Il tema è un altro: far credere per giustificare il riarmo che c’è la minaccia di invadere l’Europa è smentito da ufficiali della Nato, strateghi militari, esponenti dell’esercito e tutti gli esperti. Ho detto che non possiamo buttare soldi per noi insostenibili, senza costrutto, nel riarmo”, ha spiegato infine. 

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 14:32:30 +0000 di Redazione Key4biz
economia
Nella comunicazione tutti pazzi per AI, ma la regina è sempre la stampa: giù gli influencer

(Adnkronos) – Oltre l’80% dei professionisti delle pubbliche relazioni, in Italia come nel resto del mondo, utilizza già in maniera consistente e abituale l’Ai-intelligenza artificiale nello svolgimento del proprio lavoro (+10% rispetto all’anno precedente), con un 8% che è prossimo ad abbracciarla maggiormente mentre solo un 10% di ‘duri e puri’ dichiara di non utilizzarla organicamente. Questo secondo il recente report a cura di Muck Rack ‘The State of PR’ 2026, che ha coinvolto un panel di circa 1000 professionisti delle pubbliche relazioni a livello globale. Lo studio esplora nuovi tool, organizzazione del lavoro e approccio delle agenzie di PR e comunicazione a livello globale nell’epoca in cui l’AI sta rivoluzionando l’intero sistema mondiale. 

E se i dati descrivono una smodata propensione ed entusiasmo da parte dei ‘pierre’ per l’AI e automatizzazione di processi e flussi lavorativi (61%) “il dato secondo me più rilevante – ragiona Davide Ciliberti , founder di Purple & Noise PR alla lettura dei dati 2026 dello studio – è quello che riguarda che riguarda la stampa e la relativa attività di media relations che rimane prevalente (64%) nell’attività delle agenzie e nei desiderata dei clienti con ormai evidente disinteresse per influencer et similia (12%)”. “Evidentemente – continua Ciliberti – dopo l’ubriacatura dei primi tempi laddove le aziende riversavano generosi budget e cachet nelle tasche di improvvisati opinion maker capaci di contare su un numero impressionante di followers, reali o acquisiti che fossero, ci si è resi conto, bontà loro, che tutti quegli allegri investimenti hanno poi nel medio termine reso proprio pochino”. 

“Dal mio osservatorio di docente e rispetto alle nuove tendenze dell’AI -spiega Stella Romagnoli docente di comunicazione d’impresa presso l’Università La Sapienza e Luiss – attualmente si guarda di più ai creator, ovvero persone che pensano e costruiscono i contenuti, perché al momento gli algoritmi premiano, appunto, il contenuto piuttosto che il numero di follower; indicatore che invece era topico fino a poco tempo fa. Tant’è che oggi si parla di creator economy, rispetto alla ‘passata’ inflencer economy, traghettandoci dunque verso un modello meno numerico-quantitativo e più contenutistico-qualitativo†. 

E così, a scorrere le risultanze dello studio Muck Rack, si torna ‘alle origini’ in un contesto in cui la richiesta delle aziende ai professionisti delle PR è per una solida presenza sui media, nella loro tradizionale accezione, stampa e online, seppur con una naturale inclinazione verso la stampa online (91%) rispetto a quella cartacea, che comunque è sempre rilevante (69%).  

Sorprende poi come invece la tv – che comunque secondo tutti gli studi rimane il medium più seguito, anche se in modalità multi-device, ed influente in Italia, sia approcciata e da poco più dalla metà (60%) dei professionisti pr, mentre rilevante e crescente spazio si stanno ritagliando i podcast (57%) e le newsletter (42%), “segno che le aziende stanno finalmente capendo i benefici di essere loro stesse media, se non altro per una propria e ben profilata audience, non tanto in una logica di brand-journalism che è altra cosa, quanto più come attività di comunicazione complementare all’ufficio stampa†spiega il manager di Purple & Noise. 

“La stampa, nelle versioni on e offline – sottolinea Stella Romagnoli – è tuttora imbattibile perchè AI e Google premiano le fonti più autorevoli. Quindi essere pubblicati su un giornale, oltre all’audience pregiata del lettore è anche fondamentale per l’AI. Siamo punto a capo: un buon ‘vecchio’ ufficio stampa è quello che ti permetta oggi, la migliore AI genâ€. 

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 14:12:30 +0000 di Redazione Key4biz
Politica
Dopo esultanza per ko maggioranza in Aula, la ‘sveglia’ di Gentiloni e Casini al centro sinistra su Ue e Ucraina

(Adnkronos) – Mentre alla Camera la maggioranza torna a dividersi nei voti sulla legge elettorale, a pochi passi da Montecitorio alla libreria Mondadori a Galleria Sordi, la presentazione del libro di Piero De Luca – il padre Vincenzo, seduto in prima fila – diventa l’occasione per uno stimolo al campo progressista che si candida alla guida del Paese, a fare chiarezza sul “tema dei temi”, come lo chiama Pier Ferdinando Casini, ovvero la politica estera. Casini e poi Paolo Gentiloni con il sindaco Roberto Gualtieri hanno partecipato alla presentazione del libro del parlamentare dem, ‘L’idea di Europa e il suo destino’, moderata da Monica Giandotti.  

La politica estera, il futuro dell’Europa, l’Ucraina al centro degli interventi. Proprio i temi su cui si sono registrate tensioni nel campo progressista dopo le parole di Giuseppe Conte dal palco della manifestazione di Napoli con Elly Schlein e i leader di Avs. Dice Casini: “Ieri ho visto tanta euforia alla Camera e allora vorrei fare una piccola annotazione. La politica estera non è una appendice della politica interna. Oggi è il tema dei temi. Allora è necessario che su queste questioni, come su quelle dell’approccio all’Ucraina – io leggo sistematicamente quello che scrive il mio amico Gentiloni su Repubblica e condivido dalla A alla Z: l’Ucraina non si vende si difende – una coalizione che si vuole proporre di governare il Paese non può avere esitazioni, deve sapere con chiarezza da che parte della storia sta”.  

L’ex commissario Ue, Gentiloni scommette sul fatto che questi temi saranno, o meglio dovranno essere al centro della campagna elettorale del prossimo anno. “Noi siamo un po’ a un crocevia della storia europea che a mio avviso dovrebbe essere fondamentale nelle campagne elettorali dell’anno prossimo. Sapete che l’anno prossimo si vota più o meno in quasi metà dei paesi europei. E quasi tutti i paesi del sud Europa: Italia, Francia, Spagna, Grecia, eccetera. E anche qualcun altro. Il tema del futuro dell’Unione Europea, secondo me dovrebbe essere centrale”, osserva. Nel libro di Piero De Luca “abbiamo molta materia per i programmi delle opposizioni e del futuro governo. La materia c’è e quindi guardiamola con attenzione perché sarà il tema fondamentale”.  

De Luca sottolinea come l’Europa abbia “garantito pace negli ultimi 80 anni. Certo ci sono state criticità come il fenomeno migratorio che non è stato gestito in modo corretto e questo ha alimentato i sovranismi. Eppure la capacità di reagire alle ultime crisi da parte dell’Europa ci dà motivi forti di speranza. Mi riferisco al Next Generation Ue. Da lì dobbiamo partire per parlare del destino Europa in futuro”. Un destino, secondo il parlamentare dem, che passa da alcuni snodi essenziali come l’eliminazione del diritto di veto, dare potere la difesa comune europea, gli investimenti comuni in settori strategici, un seggio Ue all’Onu. Tutti passaggi che portano verso una ”Europa autonoma e sovrana che può decidere il suo futuro”. E in tutto questo il ‘ciclone Trump’ può essere ”l’occasione per accelerare” questi passaggi ”come lo è stata la pandemia. E’ il momento di avere il coraggio di osare – sottolinea De Luca- per arrivare agli Stati Uniti d’Europa”. 

Per Gentiloni, “l’attuale struttura dell’Ue -argomenta Gentiloni- dietro ha l’idea che in gergo si chiama ‘funzionalista’ e cioè l’idea che tu, invece di affrontare il problema della sovranità europea, della federazione europea del futuro dell’Europa, vai per temi. Abbiamo fatto delle cose meravigliose con il funzionalismo, ma nel mondo di Trump, di Putin, di Xi Jinping dobbiamo fare un salto in più”, osserva l’ex-commissario Ue. Trovare un meccanismo in cui sovranità nazionali e quella europea “convivono. Certo, la sovranità degli stati nazionali in Europa sarà comunque un po’ più forte della sovranità del Texas o del Delaware, perché c’è un fatto storico linguistico e tuttavia ti consentirà di fare dei progressi in termini di difesa comune, politica estera comune, emissioni comuni di Eurobond”. 

Ma, rimarca Gentiloni, “non li facciamo più questi passi in avanti. Una delle cose terribili, caro Roberto”, dice rivolgendosi a Gualtieri con cui, insieme, lavorarono al Next Generation Ue, “è che il mega prestito che decidemmo nel 2020 di 800 miliardi per il Covid non viene neanche rinnovato a scadenza . Qualunque stato-azienda lo farebbe a occhi chiusi, in Europa non si fa perché c’è un fronte di paesi che si oppone”. Ma solo facendo quei passi avanti si potrà avere “un’Europa che conta davvero nel mondo che abbiamo attorno a noi e che quindi resiste all’assedio di Trump, di Putini, di Xi Jinping. E questo riusciamo a farlo con un po’ più di potere sovrano europeo, anche su altre materie che vanno al di là del mercato unico e della moneta unica. Altrimenti il rischio è che succeda l’opposto: cioè che se non riesci a fare dei passi in avanti verso una maggiore sovranità europea, il rischio è che succeda al contrario”. Quindi, conclude Gentiloni,”il tema europeo è uno dei temi dirimenti della prossima campagna elettorale in Italia e in altri paesi europei. Chi vince chi perde sarà fondamentale per il futuro dell’Europa”. 

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 14:08:31 +0000 di Redazione Key4biz
economia
Fiere: a ottobre Euconomia a Firenze, il Festival nazionale economia civile

(Adnkronos) – L’arte nelle sue molteplici forme e l’utilizzo di strumenti diversi di comunicazione. Sono i temi del Festival Nazionale dell’Economia Civile, che con l’edizione 2026 accende i riflettori sul legame indissolubile tra espressione culturale e trasformazione sociale. L’evento nasce da un’idea di Federcasse ed è promosso con Confcooperative, organizzato e progettato con NeXt e con Fondosviluppo, Assimoco, Federazione Toscana delle Bcc Publiacqua e la collaborazione dell’Università degli Studi di Firenze, la Scuola di Economia Civile, Gioosto.com e la Fondazione MUS.E e il patrocinio del Comune di Firenze.  

L’appuntamento sarà dall’1 al 4 ottobre 2026 a Firenze, ha scelto il suggestivo titolo “EUconomia. L’economia che fa bene, il rumore della foresta che cresce”, e ad aprire questo percorso di contaminazione tra mondi all’apparenza lontani, giovedì 1 ottobre presso le Sale del Rettorato dell’Università degli Studi di Firenze, saranno i dialoghi civili sulla “Quinta Libertà” della conoscenza e l’incontro con il rapper e docente Alessio Mariani, in arte Murubutu. Forte del suo osservatorio privilegiato sul mondo giovanile, esplorerà la musica e il racconto letterario come potenti vettori di riscatto sociale, capaci di rigenerare i legami comunitari e restituire centralità alle persone in un’epoca segnata da profonde transizioni. 

Venerdì 2 ottobre l’attenzione di EUconomia si sposterà sul binomio tra etica e tecnologia grazie a Gabriella Greison. La fisica, scrittrice e giornalista, nota per la sua capacità di fondere rigore scientifico e arte teatrale, affronterà le sfide antropologiche poste dall’avvento dell’intelligenza artificiale, analizzandone i rischi educativi e le opportunità per preservare l’equità e la libertà individuale.  

Domenica 4, infine, la giornata conclusiva della manifestazione in collaborazione con Fondazione Mus.E, vedrà protagonista in Piazza della Signoria il giornalista e scrittore Aldo Cazzullo. Con una narrazione appassionante incentrata sulla figura di Francesco d’Assisi in occasione del Cazzullo proporrà un viaggio laico e spirituale che intreccia storia e attualità, invitando il pubblico a riflettere su temi cardine dell’economia civile come la fraternità, l’essenzialità e la riscoperta di un modello di vita in cui sia possibile vivere meglio con meno, insieme agli altri. 

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Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 13:58:11 +0000 di Redazione Key4biz

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