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Territorio

LungaVitaAlVallone #CimeBianche
Di Elisa Pirro, coordinatrice regione Valle d’Aosta

Il paesaggio alpino, a lungo vissuto come risorsa da sfruttare, vive oggi una transizione necessaria verso la valorizzazione della natura autentica, richiedendo la conservazione e protezione attiva degli ultimi ecosistemi incontaminati.
Oggi, in molti luoghi simbolo delle nostre montagne, il rapporto con la natura sembra essersi capovolto. Le immagini delle interminabili code di visitatori diretti alle Tre Cime di Lavaredo raccontano una montagna che rischia di diventare un prodotto di consumo, dove il tempo della contemplazione lascia spazio alla fretta di una fotografia da condividere.
A tutto questo si aggiunge una crisi ancora più profonda. Il cambiamento climatico non è causato dai turisti che percorrono un sentiero, ma dalle attività umane su scala globale: dalle emissioni di gas serra al consumo di combustibili fossili, da un modello di sviluppo che ha alterato gli equilibri del pianeta. Le Alpi sono tra gli ecosistemi che ne stanno risentendo di più e che stanno cambiando più rapidamente.
I ghiacciai arretrano anno dopo anno. Il permafrost che teneva insieme le pareti rocciose si scioglie, rendendo le montagne più fragili. Abbiamo visto il crollo di una parte del cono del Cervino, un segnale che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato impensabile. E proprio in questi giorni la Valle d’Aosta è nuovamente stata attraversata da violente colate d’acqua e detriti scese dai versanti montani, ricordandoci quanto gli eventi estremi siano ormai parte della nostra quotidianità.
Di fronte a questi cambiamenti dovremmo avere un solo obiettivo: proteggere con ancora maggiore determinazione ciò che è rimasto intatto.
Esiste un luogo che custodisce ancora il silenzio, la biodiversità e il fascino della montagna autentica. Un luogo dove il paesaggio racconta ancora la storia delle Alpi prima delle grandi infrastrutture turistiche. È il Vallone delle Cime Bianche.
Qui non ci sono tralicci, funivie o piste. Ci sono torbiere, praterie alpine, ruscelli alimentati dalle nevi, una straordinaria varietà di specie animali e vegetali. È un patrimonio naturale prezioso non solo per la Valle d’Aosta, ma per tutta l’Europa.
Proprio mentre il cambiamento climatico rende sempre più fragile l’ambiente alpino, qualcuno continua a proporre nuove opere per collegare comprensori sciistici, consumando altro territorio e frammentando un ecosistema che dovrebbe invece essere lasciato respirare.
Da anni il Movimento si batte con determinazione per la tutela del Vallone delle Cime Bianche, sostenendo tutte le iniziative volte a impedirne la trasformazione e a promuovere un modello di sviluppo rispettoso dell’ambiente alpino.
L’impegno portato avanti nella scorsa legislatura dalla Consigliera Guichrdaz, dalla deputata Tripodi e dalle eurodeputate Beghin e Danzi,
oggi continua con me e l’eurodeputato Pedullà. Continua inoltre attraverso le due raccolte firme in corso, alle quali invitiamo tutti a partecipare.

📌 Il Vallone nel Censimento 2026 del FAI

📌 La petizione su Change, oltre le 20.000 firme

Firmare significa dare voce a chi crede che questo patrimonio naturale debba essere preservato per le generazioni future. Per informazioni sui punti di raccolta e sulle modalità di adesione, consultate i canali ufficiali della campagna.
Difendere il Vallone delle Cime Bianche non significa essere contrari allo sviluppo. Significa scegliere un’idea di futuro diversa, fondata sulla tutela della natura, sul turismo lento, sull’escursionismo, sulla conoscenza e sul rispetto della montagna. Significa comprendere che il vero valore di un luogo non sta nella quantità di infrastrutture che possiamo costruire, ma nella sua capacità di emozionarci proprio perché è rimasto autentico.
In un tempo in cui perdiamo ghiacciai, biodiversità e paesaggi unici, non possiamo permetterci di perdere anche uno degli ultimi grandi spazi incontaminati delle nostre Alpi.

Proteggere il Vallone delle Cime Bianche significa lasciare alle generazioni future la possibilità di conoscere una montagna vera. Una montagna che non ha bisogno di essere trasformata per essere straordinaria.


Articolo del Fri, 28 Aug 2026 10:18:09 +0000

Eventi

Nova, arriva l’evento finale a Milano: prenota il tuo posto

Il 19 e 20 settembre ci ritroveremo al World Join Center di Milano per il grande evento conclusivo di Nova – Parola all’Italia.

Nova è nata con un obiettivo preciso: riportare i cittadini al centro della politica e costruire insieme le priorità del futuro governo progressista.

Dopo mesi di confronto, oltre 100 spazi in tutta Italia e migliaia di cittadini coinvolti, arriviamo al rush finale di un percorso tracciato insieme.

Saranno due giorni per confrontarci sulle idee, ascoltare, discutere e scegliere quale futuro vogliamo per il nostro Paese. Lo faremo con ospiti importanti, tante voci autorevoli e, soprattutto, con voi. Perché, ancora una volta, la parola sarà nelle vostre mani.

🎟 La partecipazione è gratuita, ma è necessario prenotarsi.

👉 PRENOTA QUI

Al momento della prenotazione riceverai un biglietto con codice QR, da mostrare all’ingresso in formato digitale o cartaceo.

📠World Join Center – Viale Achille Papa 30, Milano
📅 Sabato 19 settembre | dalle 14:00 alle 20:00
📅 Domenica 20 settembre | dalle 9:30 alle 17:00

Milano sarà il punto di arrivo di mesi di partecipazione. E il punto di partenza per quello che costruiremo insieme. Ci vediamo lì.


Articolo del Thu, 27 Aug 2026 10:35:21 +0000

MoVimento

A Vietri di Potenza apre il nuovo Parco delle Cascate del Tuorno
Di Christian Giordano, Sindaco di Vietri di Potenza e coordinatore regionale Basilicata

Siamo pronti per una nuova inaugurazione!

Domenica 9 agosto 2026, alle ore 18.00, vi aspettiamo a Vietri di Potenza per inaugurare il nuovo Parco delle Cascate del Tuorno, un’opera realizzata dal nostro Comune nell’ambito del progetto Infrastrutture Verdi, finanziato con fondi Europei per il tramite di un Avviso Pubblico della Regione Basilicata.

Dopo mesi di intenso lavoro, apriremo finalmente un luogo straordinario che permetterà a cittadini e visitatori di vivere e scoprire uno dei patrimoni naturalistici più belli del nostro territorio.

Il nuovo parco comprende circa 1,6 chilometri di percorsi escursionistici, con itinerari di diversa difficoltà immersi in un ambiente di eccezionale valore naturalistico, che permettono di raggiungere le suggestive cascate del Vallone del Tuorno e la già celebre Cascata Grande.

Si tratta di un percorso attrezzato lungo il quale troverete:

– aree picnic e barbecue;

– un’area solarium sul corso d’acqua;

– area attrezzata con giochi per bambini;

– aree per la valorizzazione della flora autoctona con essenze codificate;

– accessi inclusivi per avvicinarsi al torrente;

– punti panoramici e nuovi scorci tutti da scoprire.

I nuovi sentieri si congiungono e si intrecciano con quelli già esistenti sul versante di Savoia di Lucania, dando vita a una collaborazione che vogliamo rafforzare sempre di più per valorizzare e proteggere insieme questo straordinario patrimonio che la natura ci ha donato.

Insieme ad esperti del settore stiamo già lavorando a nuove attività ed esperienze che renderanno quest’area ancora più attrattiva. Ve ne parleremo nei prossimi giorni e nel corso della cerimonia di inaugurazione.

L’inaugurazione del 9 agosto non rappresenta un punto di arrivo, ma soltanto il punto di partenza. È l’inizio di un progetto molto più ambizioso che, passo dopo passo, trasformerà il Parco delle Cascate del Tuorno in un attrattore naturalistico unico nel suo genere, capace di richiamare visitatori, escursionisti e appassionati della natura da tutta la Basilicata e anche oltre.

Continueremo a investire, a valorizzare questo patrimonio e a costruire nuove opportunità, insieme alle altre comunità, sempre nel pieno rispetto dell’ambiente e della sua straordinaria bellezza.

Un sentito ringraziamento va a tutti coloro che, con professionalità, impegno e passione, stanno contribuendo alla realizzazione di quest’opera.

Vi aspettiamo numerosi domenica 9 agosto, alle ore 18.00, per vivere insieme un’altra bellissima giornata per le nostre comunità!


Articolo del Thu, 06 Aug 2026 15:11:42 +0000

Territorio

Dallo screening neonatale alla mobilità sostenibile: le proposte del Movimento approvate in Friuli Venezia Giulia
Di Rosaria Capozzi, capogruppo M5S Regione FVG

L’Assestamento di bilancio della Regione Friuli Venezia Giulia si è concluso con il voto contrario del Movimento 5 Stelle. Una scelta che non nasce da una contrarietà pregiudiziale, ma da una valutazione politica precisa.

Mai come negli ultimi anni la Regione ha avuto a disposizione risorse così ingenti. Proprio per questo sarebbe stato necessario avere il coraggio di investire su una visione di futuro: sanità pubblica, giovani, servizi strutturati alle famiglie, prevenzione, governo del territorio, transizione ecologica. Invece abbiamo visto una distribuzione di risorse che, pur contenendo diversi interventi condivisibili, non affronta in modo strutturale le grandi sfide che il Friuli Venezia Giulia ha davanti.

Essere all’opposizione, però, non significa limitarsi a dire “no”. Significa studiare i provvedimenti, avanzare proposte concrete e collaborare quando questo permette di migliorare la vita delle persone. È quello che abbiamo fatto durante tutto l’esame dell’Assestamento.

Sono particolarmente soddisfatta perché diverse proposte del Movimento 5 Stelle sono state accolte.

Sono stati finanziati i Campionati Universitari Nazionali, che torneranno in Friuli Venezia Giulia, grazie a un nostro emendamento accolto che ne ha permesso la candidatura, dopo quindici anni. Un risultato importante non solo per lo sport universitario, ma anche per il valore economico, turistico e culturale che un evento di questa portata porta con sé.

Sul fronte della sanità preventiva abbiamo raggiunto due risultati che considero fondamentali. Dopo aver sostenuto negli anni l’introduzione del test del Dna fetale, oggi ulteriormente finanziato con un milione e mezzo di euro, siamo riusciti a far approvare anche lo screening neonatale per la leucodistrofia metacromatica (MLD). Una malattia rara per la quale oggi esiste una terapia efficace, ma solo se la diagnosi arriva prima della comparsa dei sintomi. Significa offrire a molti bambini una concreta possibilità di vivere una vita completamente diversa.

Sempre in tema di diritti e pari opportunità, abbiamo ottenuto risorse per la distribuzione gratuita dei prodotti assorbenti nei luoghi pubblici maggiormente frequentati. Parlare di uguaglianza significa anche affrontare quella che viene definita povertà mestruale: un problema reale che incide sulla vita quotidiana di migliaia di ragazze e donne.

Un altro emendamento approvato riguarda la mobilità sostenibile. Grazie alla nostra proposta, i servizi di bike sharing potranno dotare le biciclette di seggiolini per bambini. Può sembrare un dettaglio, ma non lo è affatto. Significa rendere il servizio realmente accessibile anche alle famiglie, favorendo l’utilizzo della bicicletta negli spostamenti quotidiani e promuovendo un modello di mobilità più sostenibile e inclusivo.

Abbiamo ottenuto l’impegno a garantire le risorse venute meno alla Riserva Marina di Miramare a causa dei tagli operati dal governo Meloni e l’inasprimento delle sanzioni per chi distrugge i nidi degli uccelli.

Ci sono poi risultati che raccontano un modo singolare di fare politica da parte della maggioranza. In più occasioni, infatti, invece di approvare direttamente i nostri emendamenti, ha preferito presentarne di identici, facendoli propri per poi approvarli. Un espediente che cambia la firma sul provvedimento, ma non la sostanza delle proposte.

È accaduto, ad esempio, con lo scorrimento della graduatoria destinata alle manifestazioni di rievocazione storica, che ha consentito di finanziare iniziative che altrimenti sarebbero rimaste escluse. Lo stesso è avvenuto con l’incremento delle risorse destinate all’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia e con lo scorrimento delle graduatorie del bando regionale per la concessione di contributi destinati all’acquisto di attrezzature sportive da parte delle associazioni sportive del nostro territorio.

Non mi interessa rivendicare medaglie o primogeniture. Mi interessa che le idee utili diventino realtà. Alla fine, però, ciò che conta davvero è che cittadini, associazioni, realtà culturali e sportive abbiano ottenuto le risposte che aspettavano.

Questi risultati dimostrano che il lavoro dell’opposizione può essere serio, competente e utile. Quando una proposta migliora la qualità della vita dei cittadini, poco importa chi ne abbia la paternità: ciò che conta è che venga approvata.

Resta però il giudizio complessivo sulla manovra.

Con risorse così importanti avremmo scelto di investire con maggiore decisione sulle cause dei problemi e non soltanto sui loro effetti. Sul calo demografico, ad esempio, non bastano contributi economici: servono servizi stabili che accompagnino le famiglie negli anni, dagli asili nido ai servizi educativi, fino al sostegno alla conciliazione tra vita e lavoro.

Avremmo dato maggiore priorità alla sanità pubblica, affrontando con decisione il tema delle liste d’attesa, e investito di più sulle politiche capaci di trattenere i giovani in Friuli Venezia Giulia, creando opportunità di lavoro qualificato e prospettive di crescita. Allo stesso modo sarebbe stato necessario affrontare con una pianificazione più chiara e condivisa le grandi questioni che riguardano il governo del territorio, dagli impianti energetici al progetto del termovalorizzatore di San Giorgio di Nogaro, fino alla tutela del Tagliamento.

Per questo il nostro voto finale è stato contrario.

Continueremo però a fare quello che abbiamo fatto in questi giorni: costruire proposte, ascoltare cittadini, associazioni e territori, lavorare con serietà e competenza per migliorare ogni provvedimento possibile.


Articolo del Wed, 05 Aug 2026 14:08:59 +0000

Legalità e trasparenza

Una cassaforte in Parlamento per chiedere verità. #Fuorilechat!

Oggi abbiamo portato una cassaforte in Aula. Un gesto simbolico per denunciare la scelta indegna della maggioranza, che continua a tenere sotto chiave le chat tra Delmastro e il prestanome del clan Senese, sottraendole alla magistratura.

Se, come sostengono i “Fratelli d’Italia”, quei messaggi non contengono nulla di compromettente, non si comprende perché impedirne l’acquisizione, né perché ostacolare l’accertamento della loro autenticità e completezza. La trasparenza, del resto, non può essere un principio da invocare soltanto quando non comporta conseguenze.

Chi governa dovrebbe avere, più di chiunque altro, interesse a dissipare ogni dubbio. Quando invece il potere alza uno scudo davanti a una richiesta di verità, la questione non riguarda più soltanto il contenuto di una chat, ma la credibilità stessa delle istituzioni.

Per questo continueremo a chiedere che quelle conversazioni siano rese accessibili. I cittadini hanno il diritto di sapere e le istituzioni hanno il dovere di operare nella piena trasparenza.

La verità non si chiude a chiave. Fuori le chat!


Articolo del Mon, 03 Aug 2026 17:08:04 +0000

Legalità e trasparenza

Chat Delmastro: qualcuno ha visto Meloni?

C’è un convitato di pietra nel caso Delmastro che risponde al nome di Giorgia Meloni. Qualcuno l’ha vista? L’ha sentita?

Se ne sta lontana da questa storia come se non la riguardasse. Eppure ci metterebbe 10 secondi a chiamare i suoi e a dirgli di votare ok in Giunta ponendo fine a questa farsa indegna che vede il Parlamento bloccato su questa storia mentre divampano incendi ovunque e fare benzina resta un salasso. Perché non lo fa? Forse ha paura di quello che verrà fuori?

Meloni, delle due l’una: o dai seguito alle tue parole su Paolo Borsellino e a quelle in cui dicevi di non coprire più nessuno, o sei soltanto un’ipocrita. Ma 4 anni di governo e una vita di politica ci danno già la risposta: Fratelli d’Italia è un partito fondato sull’ipocrisia, sulla menzogna e sulla protezione reciproca della loro casta.

Luca Pirondini


Articolo del Fri, 31 Jul 2026 14:52:43 +0000

Territorio

Mentre il governo vara la “Sparatuttoâ€, la Toscana cambia prospettiva
Di Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli, consiglieri regionali della Toscana

Per la prima volta la Toscana ha approvato un Piano faunistico venatorio regionale. Un atto atteso da anni, approvato a maggioranza assoluta, che supera la frammentazione dei precedenti piani provinciali e definisce una programmazione unica per tutto il territorio regionale.

Come Movimento 5 Stelle abbiamo votato a favore perché abbiamo contribuito in modo determinante alla versione finale del Piano. Lo abbiamo fatto attraverso un confronto lungo e serrato con le associazioni ambientaliste e animaliste, portando le loro osservazioni dentro la discussione con la maggioranza.

Parliamo di un documento complesso, composto da oltre 1.600 pagine, sul quale sono state esaminate centinaia di proposte e osservazioni provenienti dal mondo ambientalista, agricolo e venatorio.

Il risultato segna un cambio di impostazione importante.

La gestione della fauna selvatica viene ricondotta alla tutela degli ecosistemi, della biodiversità e dell’equilibrio tra le specie. L’attività venatoria viene riconosciuta come una concessione subordinata alla conservazione della fauna e degli habitat. Viene inoltre superata l’idea del cacciatore come soggetto necessario alla regolazione della biodiversità.

Grazie al nostro lavoro, associazioni ambientaliste, agricoltori e cacciatori saranno coinvolti nelle decisioni che riguardano il territorio. Nessuna categoria potrà rivendicare una rappresentanza esclusiva dell’interesse pubblico.

Il Piano avvia il superamento delle munizioni al piombo, riduce le immissioni di fauna proveniente dagli allevamenti, aumenta la superficie delle aree protette e introduce una disciplina più restrittiva per gli appostamenti fissi.

Con le modifiche al Calendario venatorio avevamo già ottenuto il divieto di caccia alla pavoncella. Durante la discussione in Consiglio regionale abbiamo inoltre approvato atti di indirizzo per rendere pubbliche la connettività ecologica e la rete dei corridoi faunistici, superare la caccia alla volpe in tana e proteggere gli uccelli migratori sui valichi montani.

È un primo passo verso l’ecologismo integrale a cui tendiamo: una visione che considera insieme la tutela degli animali, degli ecosistemi, dell’agricoltura, del territorio e della salute delle persone. Elementi legati tra loro, che devono entrare nella stessa programmazione politica.

Abbiamo scelto di entrare nella maggioranza e di assumerci una responsabilità di governo anche per ottenere risultati come questo. Il Piano approvato dimostra che la presenza del Movimento 5 Stelle nel campo largo può modificare concretamente le politiche regionali e orientarle verso una maggiore tutela della fauna e della biodiversità.

Mentre il Governo nazionale amplia tempi e possibilità dell’attività venatoria, la Toscana sceglie una direzione diversa. E il contributo del Movimento 5 Stelle è stato decisivo.


Articolo del Fri, 31 Jul 2026 14:49:37 +0000

Territorio

Palermo sceglie il benessere animale: approvate le proposte del Movimento 5 Stelle

Il Consiglio comunale di Palermo ha approvato il nuovo Regolamento per il benessere degli animali, segnando un importante passo avanti verso una città più civile, moderna e rispettosa di tutti gli esseri viventi.

Tra le novità più significative figura l’emendamento presentato dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Antonino Randazzo, primo firmatario della proposta che introduce il nuovo articolo 37-bis dedicato ai circhi e agli spettacoli.

L’emendamento rappresenta un chiaro indirizzo politico: Palermo disincentiva la presenza di circhi con animali selvatici ed esotici, non concede il gratuito patrocinio a questo tipo di spettacoli e afferma espressamente che il Comune si adopererà affinché tali animali non siano più impiegati.

Si tratta di una scelta di civiltà che guarda al futuro e che pone al centro il rispetto degli animali, promuovendo modelli di spettacolo etici e senza sfruttamento.

Grazie anche al contributo del Movimento 5 Stelle, il nuovo regolamento introduce inoltre norme più rigorose, maggiori controlli e la possibilità di revocare le autorizzazioni in caso di violazioni, rafforzando concretamente gli strumenti di tutela.

Un altro risultato importante riguarda la protezione dei cavalli impiegati nelle carrozze turistiche, in attesa della loro definitiva eliminazione.

Con un ulteriore emendamento approvato dal Consiglio comunale, dal 1° giugno al 30 settembre sarà vietato far lavorare i cavalli nella fascia oraria compresa tra le 12:00 e le 16:00, quando le temperature raggiungono i livelli più elevati. Inoltre, in presenza di condizioni meteorologiche ad alto rischio, come l’allerta meteo di livello 3, il Sindaco potrà estendere il divieto fino a disporre il fermo delle carrozze per l’intera giornata.

È un provvedimento di buon senso che previene inutili sofferenze agli animali durante i periodi di caldo estremo e che accompagna un’altra decisione fondamentale assunta dal Consiglio comunale: l’avvio della procedura di riconversione, entro sei mesi, delle carrozze trainate da cavalli con mezzi a trazione elettrica.

Il Movimento 5 Stelle continua a dimostrare che il benessere animale non è un tema secondario, ma una priorità che riguarda la qualità della vita, il rispetto dell’ambiente e l’idea stessa di città che vogliamo costruire.

L’approvazione di questi emendamenti, fortemente voluti dai nostri consiglieri comunali, conferma l’impegno del Movimento 5 Stelle per politiche concrete, capaci di trasformare i principi in azioni e di rendere Palermo una città sempre più attenta ai diritti degli animali.


Articolo del Thu, 30 Jul 2026 14:54:47 +0000

Territorio

In Sardegna risultato storico: 231 milioni tornano alla Regione e l’acqua resta pubblica

La restituzione alla Regione dei 231,3 milioni di euro ricevuti da Abbanoa nel 2013 chiude una delle vicende più complesse della storia del servizio idrico sardo e rappresenta un risultato politico di grande rilievo per la Sardegna.

Abbanoa è il gestore del servizio idrico integrato della Sardegna: si occupa della distribuzione dell’acqua potabile, della rete fognaria e della depurazione delle acque, garantendo un servizio essenziale a cittadini e imprese.

Per mesi è stato sostenuto che la restituzione delle risorse fosse impraticabile. Secondo molti osservatori, Abbanoa non avrebbe retto all’obbligo di restituire l’aiuto di Stato ricevuto nel 2013: si parlava di aumenti delle tariffe, del blocco degli investimenti e di una privatizzazione ormai inevitabile del servizio idrico.

I fatti hanno dimostrato il contrario.

Abbanoa ha restituito integralmente i 231,3 milioni di euro alla Regione senza compromettere la propria operatività, senza aumentare le tariffe e senza ridurre gli investimenti. La gestione resta interamente pubblica e i Comuni sardi arriveranno a detenere circa l’86% del capitale sociale, rafforzando ulteriormente il controllo pubblico sulla società.

Per il Movimento 5 Stelle si tratta di un risultato che fino a poco tempo fa molti consideravano irrealizzabile: restituire 231 milioni di euro alla Regione, salvaguardare Abbanoa e impedire che la gestione dell’acqua in Sardegna finisse nelle mani dei privati.

L’acqua pubblica rappresenta da sempre una delle battaglie identitarie del Movimento 5 Stelle. Un principio difeso negli anni e che oggi trova concreta attuazione nella scelta portata avanti dalla Regione, insieme ai Comuni e agli enti coinvolti nella gestione del servizio idrico.

La Giunta guidata dalla presidente Alessandra Todde ha seguito una linea politica chiara: nessuna privatizzazione, pieno rispetto delle regole europee, tutela degli investimenti e rafforzamento del controllo pubblico attraverso i Comuni.

Il Movimento 5 Stelle rivendica di aver sostenuto questa strada fin dall’inizio, quando in molti ritenevano inevitabile una gara internazionale e l’ingresso dei privati. I risultati raggiunti dimostrano invece che esisteva un’alternativa, capace di coniugare il rispetto delle regole europee con la tutela del carattere pubblico del servizio idrico.

La restituzione delle risorse consolida il ruolo dei Comuni nella governance di Abbanoa e apre la strada alla prosecuzione della gestione pubblica del servizio idrico fino al 2034.

La Regione recupera 231 milioni di euro, Abbanoa resta una società pubblica, le tariffe non aumentano e i Comuni diventano i principali proprietari della società. Per il Movimento 5 Stelle è un risultato importante per tutta la Sardegna e per le istituzioni che hanno creduto nella gestione pubblica dell’acqua, una battaglia storica che il Movimento rivendica con orgoglio di aver sostenuto fino in fondo.


Articolo del Thu, 30 Jul 2026 14:52:26 +0000

Ambiente e Territorio

Un milione di ragioni per fermare il ddl caccia: no alla legge sparatutto!

La fauna selvatica è un patrimonio di tutti. Lo dice la legge, lo dice la Costituzione, lo chiedono l’Europa e la comunità scientifica. Eppure il Governo ha scelto di imboccare la strada opposta. Il disegno di legge sulla caccia, già approvato dal Senato e ora all’esame della Camera, non rappresenta un semplice aggiornamento della normativa del 1992. Cambia profondamente l’equilibrio costruito in oltre trent’anni tra attività venatoria e tutela della biodiversità, riducendo le garanzie ambientali e ampliando gli spazi concessi alla caccia. Contro questa riforma il Movimento 5 Stelle non si è limitato a votare “no”. Ha scelto di costruire una mobilitazione vera: dalle manifestazioni organizzate in piazza insieme al mondo ambientalista e animalista, alle conferenze stampa di denuncia, fino al lavoro parlamentare con interrogazioni, emendamenti e, come ultimo atto, il deposito di un milione di emendamenti in commissione Agricoltura alla Camera, dove attualmente è in esame il provvedimento. Un gesto simbolico, ma anche concreto, per ribadire che esistono un milione di ragioni per fermare una legge che mette a rischio il patrimonio naturale del nostro Paese.

Un provvedimento con troppe criticità
Le criticità di questo provvedimento sono numerose. Il disegno di legge Sparatutto voluto da questa finta destra ecologista vuole uccidere gli animali sulle spiagge, nei boschi, vuole ammazzarli di notte, con visori notturni e silenziatori. Il ddl amplia i periodi e le modalità di caccia, riduce il peso delle valutazioni scientifiche dell’ISPRA, apre all’utilizzo dei richiami vivi e introduce strumenti tecnologici come i visori notturni, rendendo l’attività venatoria ancora più invasiva. Non è solo una questione ambientale. Più aree aperte alla caccia significa avere una maggiore compresenza tra cacciatori, escursionisti, famiglie, agricoltori e cittadini che vivono e frequentano boschi, sentieri e campagne. Anche il contrasto al bracconaggio rischia di indebolirsi, con norme meno chiare e controlli più difficili che finiscono per favorire chi opera fuori dalle regole.
A confermare le nostre preoccupazioni è arrivata anche la Commissione europea, che ha inviato al Ministero dell’Ambiente una comunicazione formale nella quale evidenzia possibili incompatibilità del ddl con le direttive europee “Uccelli” e “Habitat”. Un documento rimasto nei cassetti per mesi e reso pubblico soltanto grazie al lavoro delle associazioni ambientaliste.
Le criticità del testo sono ormai così evidenti che perfino la maggioranza ha iniziato a prenderne le distanze. Durante l’esame alla Camera, Forza Italia ha presentato diversi emendamenti correttivi per modificare alcune delle norme più contestate, confermando che il testo approvato al Senato non convince nemmeno tutti i partiti che sostengono il Governo.

Difendere la biodiversità significa difendere il futuro
Il M5S che nella scorsa legislatura ha fortemente voluto la modifica della Carta Costituzionale, inserendo la tutela dell’ambiente, della natura, degli ecosistemi e degli animali nella carta costituzionale, continuerà a difendere fino in fondo gli animali. Nel 2022, grazie a noi, l’Italia ha scelto di inserire queste tutele tra principi fondamentali della Repubblica. Questa riforma va nella direzione opposta. Difendere la fauna selvatica significa proteggere un bene comune, rispettare la scienza, e garantire un equilibrio tra uomo e natura che appartiene a tutti. Quando vi diranno che la destra è ecologista, quando vi diranno “Votate noi della Destra perché noi tuteliamo la naturaâ€, ricordatevi che sono solo bugie! Ricordatevi chi veramente tutela la natura. Il M5S lo ha sempre fatto e lo continuerà a fare. Per questo continueremo a opporci a una riforma che rischia di cancellare decenni di tutele e di compromettere un patrimonio che appartiene alle future generazioni. Perché la natura non è una risorsa da sfruttare, ma un bene comune da custodire.


Articolo del Wed, 29 Jul 2026 18:10:06 +0000


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