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MoVimento

Transizione giusta, economia circolare e lotta all’inquinamento: l’Umbria è cuore verde d’Europa

Da Bruxelles un doppio riconoscimento che riempie d’orgoglio il Movimento 5 Stelle e l’Umbria intera. La nostra regione è stata premiata come “Regione Imprenditoriale Europea 2027” (EER) assegnato dal Comitato europeo delle regioni ai territori che si distinguono per strategie innovative, sostenibili e orientate alla crescita delle imprese. Successivamente, nel corso dei lavori della 173ª Sessione Plenaria è stato approvato all’unanimità il parere sulle politiche ambientali dell’UE.

Un traguardo storico guidato dalla Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, in veste di Relatrice del parere, e dal nostro assessore regionale all’Ambiente e all’Energia, Thomas De Luca, in qualità di Esperto. Un lavoro corale che dimostra come la nostra regione sia guida della transizione verde in Europa. L’Umbria porta a Bruxelles la voce di anni di battaglie nei territori, dei nostri paesi e delle grandi città.

Il parere approvato scardina un falso mito: la sostenibilità non è un costo, ma un investimento conveniente. La mancata attuazione delle norme ambientali provoca un salasso da 180 miliardi all’anno in Europa. Colmare il gap richiede 122 miliardi: per ogni 2 euro investiti oggi per l’ambiente, se ne generano 3 di benefici futuri per i cittadini. Nel parere approvato si parla di “transizione giusta” perché le politiche verdi non deve pesare sulle fasce vulnerabili; di “economia circolare” cioè rigenerare le risorse come nuovo motore dell’economia applicando il principio “chi inquina paga”; e ancora tutela delle acque, qualità dell’aria, suolo e foreste.

L’Umbria dimostra che un modello di crescita sostenibile, equo e innovativo è realtà. L’Umbria, oggi, è cuore verde d’Europa💚


Articolo del Thu, 15 Oct 2026 14:32:36 +0000

Eventi

UNITE Lab: competenze e leadership per cambiare la politica
Aperte le candidature alla prima edizione di UNITE Lab, la nuova piattaforma del M5S dedicata alla formazione politica e alla leadership, rivolta alle donne. Dall’11 al 13 dicembre, a Roma, cento partecipanti da tutta Italia lavoreranno su conoscenze istituzionali, comunicazione e strumenti per l’azione politica

La politica ha bisogno di competenze, visione e capacità di assumere responsabilità. Ha bisogno che esperienze e idee trovino spazio nei luoghi in cui si prendono le decisioni.

UNITE Lab è un momento di formazione in presenza pensato per contribuire alla formazione di una nuova classe dirigente e rafforzare la presenza delle donne nella vita politica e istituzionale. Un percorso per chi vuole dare al proprio impegno strumenti più solidi, elaborare proposte, costruire consenso e incidere sulle scelte collettive. La prima edizione di UNITE Lab si svolgerà a Roma dall’11 al 13 dicembre 2026 (SCOPRI DI PIÙ).

Negli anni, UNITE ha messo in relazione esperienze diverse e costruito occasioni di confronto sui diritti, sulle disuguaglianze e sulle trasformazioni della società. UNITE Lab raccoglie e rilancia il lavoro di UNITE attraverso una proposta di formazione intensiva che unisce conoscenza delle istituzioni, capacità di espressione e preparazione all’azione pubblica.

L’obiettivo è consolidare autonomia di giudizio, autorevolezza e capacità di iniziativa: competenze essenziali per partecipare alla vita politica, rappresentare istanze e assumere ruoli di responsabilità.

QUATTRO AREE DI LAVORO, UN OBIETTIVO: INCIDERE
Dall’11 al 13 dicembre a Roma, il programma alternerà sessioni plenarie, laboratori ed esercitazioni. Le partecipanti lavoreranno sulla costruzione di interventi e messaggi politici, sull’individuazione degli interlocutori istituzionali e sulla definizione di obiettivi e azioni concrete.

La formazione si articolerà in quattro aree.

SELF CONFIDENCE & DIGITAL DEFENCE — Autorevolezza e tutela nello spazio pubblico
Riconoscere e valorizzare le proprie competenze, sostenere una posizione, gestire il confronto e rispondere ai tentativi di delegittimazione. Il modulo affronterà assertività e sicurezza nella relazione pubblica, insieme agli strumenti per riconoscere e contrastare svalutazioni e aggressioni online.

PUBLIC SPEAKING — Argomentare, intervenire, persuadere
Costruire un discorso chiaro, sostenere una tesi e adattare un intervento al contesto e agli interlocutori. Voce, postura, sintesi e gestione della tensione saranno al centro di esercitazioni dedicate all’efficacia della parola pubblica.

CIVIC POWER — Conoscere le istituzioni, orientare le decisioni
Comprendere competenze, procedure e rapporti tra Comuni, Regioni, Parlamento, Governo e Unione europea. Individuare dove si prendono le decisioni, quali interlocutori coinvolgere e quali strumenti utilizzare per tradurre una proposta in iniziativa politica.

EXPRESS YOURSELF & POLITICAL COMMUNICATION — Definire una visione, costruire un messaggio
Mettere a fuoco valori, priorità e obiettivi del proprio impegno e tradurli in una comunicazione riconoscibile e coerente. Un lavoro sulla relazione tra contenuti, linguaggio e presenza pubblica, per rappresentare le proprie idee nei diversi contesti del confronto politico.

COME CANDIDARSI
La candidatura si rivolge a donne iscritte al M5S che abbiano compiuto il 18° anno di età. Il percorso è aperto a cento partecipanti provenienti da tutta Italia. Per candidarsi è necessario essere disponibili a frequentare l’intero programma, dall’11 al 13 dicembre, e inviare un video di massimo 60 secondi in cui presentarsi e illustrare:

  • le motivazioni della candidatura;
  • i temi e gli obiettivi del proprio impegno;
  • come si intende utilizzare la formazione nella propria attività politica e pubblica.

La partecipazione è gratuita e comprende vitto, alloggio e trasporto. È prevista, dove necessario, una sala dedicata ai bambini e alle bambine.

Le candidature dovranno essere inviate entro martedì 20 ottobre 2026.

Porta le tue idee, la tua esperienza e gli obiettivi del tuo impegno. UNITE Lab è lo spazio per tradurli in proposte, iniziative e responsabilità politica.


Articolo del Tue, 13 Oct 2026 10:52:17 +0000

Territorio

Sottosegretari, la retromarcia di Occhiuto: il Movimento blocca nuove poltrone e nuovi costi per i cittadini
Di Elisa Scutellà, capogruppo regione Calabria

Per mesi Roberto Occhiuto e la sua maggioranza hanno difeso la scelta di modificare lo Statuto regionale per aumentare da 7 a 9 il numero degli assessori e introdurre due sottosegretari alla Presidenza della Regione.

Una scelta che abbiamo contestato fin dall’inizio, perché avrebbe comportato nuove figure istituzionali e nuovi costi a carico dei cittadini calabresi, mentre famiglie e imprese continuano ad affrontare difficoltà economiche e servizi essenziali che chiedono risorse.

Oggi il centrodestra fa marcia indietro.

Il Consiglio regionale ha approvato in prima lettura la proposta della maggioranza che abroga le modifiche allo Statuto che prevedevano i sottosegretari e l’aumento degli assessori.

Per noi è un risultato importante: significa evitare che vengano create ulteriori posizioni politiche retribuite che riteniamo non necessarie e risparmiare ai cittadini i costi degli stipendi e delle strutture legate a queste nuove figure.

La domanda politica resta: perché è stato necessario arrivare fin qui prima di riconoscere che questa scelta poteva essere evitata?

Per il Movimento 5 Stelle il punto è semplice: le risorse pubbliche devono essere utilizzate per affrontare i problemi concreti della Calabria, non per aumentare il numero delle posizioni politiche.

Non servono nuove poltrone.

Non servono nuovi incarichi.

Non servono nuovi costi a carico dei cittadini.

Servono sanità, trasporti, servizi, lavoro e sostegno alle famiglie e alle imprese. . E a proposito di sanità il 9° Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale, presentato proprio oggi, posiziona la Calabria in fondo alla classifica della sanità italiana per l’assistenza sul territorio.

Il cambio di rotta della maggioranza dimostra, almeno sul piano politico, che quella scelta può essere rimessa in discussione. Noi continueremo a chiedere che ogni euro pubblico venga utilizzato nell’interesse dei cittadini e non per finanziare nuove posizioni istituzionali.

Adesso non abbassiamo la guardia.

La modifica statutaria deve ancora completare il proprio iter, con una seconda lettura.

Per questo continueremo a vigilare.

Vigileremo perché i sottosegretari non tornino dalla finestra.

E continueremo a chiedere che le risorse pubbliche siano destinate alle vere emergenze della Calabria, non a nuovi stipendi per figure che riteniamo inutili.

Per mesi abbiamo contestato questa scelta.

Oggi il centrodestra torna sui propri passi.

Ora bisogna andare fino in fondo: meno poltrone, meno costi e più risorse per i cittadini.


Articolo del Fri, 09 Oct 2026 09:00:00 +0000

Eventi

La guerra la paghi tu – Come ci tolgono i soldi per spenderli in armi

📍 Taranto
📅 Venerdì 16 ottobre
🕕 Ore 18.00
📌 Salone di Rappresentanza – Provincia di Taranto – Via Anfiteatro, 4

Interviene e modera
Leonardo Donno, coordinatore regionale M5S Puglia e deputato

Saluti iniziali
Laura Sebastio, coordinatrice provinciale

Intervengono
Vito Parisi, sindaco di Ginosa e vicepresidente nazionale ANCI
Annagrazia Angolano, consigliera regionale
Valentina Palmisano, europarlamentare
Andrea Catone, presidente dell’associazione ODV “Articolo 11 – L’Italia ripudia la guerra”
Luca Pirondini, capogruppo in Senato
Michele Gubitosa, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e deputato
Conclusioni Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e senatore

La guerra la paghi tu.

Il tour del Movimento 5 Stelle per raccontare ai cittadini come le scelte sul riarmo incidano sulle risorse pubbliche riparte dalla Puglia, e precisamente da Taranto.

Dopo le tappe nei capoluoghi del Nord e a Roma, proseguiamo il nostro percorso nelle altre regioni d’Italia. La discussione sulla prossima manovra finanziaria si avvicina e il tema è sempre più evidente: quante risorse destinare al riarmo e quante, invece, alla sanità, alla scuola, al lavoro e ai servizi pubblici?

Vuoi sapere perché il Governo Meloni continua a investire miliardi nel riarmo?

Vuoi capire quali conseguenze hanno queste scelte sulle risorse destinate a sanità, scuola, trasporti, servizi pubblici e sostegno alle famiglie?

Vuoi capire chi sta pagando il prezzo delle scelte di politica economica e internazionale del Governo?

A Taranto apriamo un confronto pubblico su una questione che riguarda tutti: come le scelte sul riarmo e sulla politica estera stanno incidendo sulla vita quotidiana delle persone.

Mentre aumentano gli impegni sulle spese militari, milioni di famiglie continuano a fare i conti con il caro vita, con bollette sempre più pesanti, con l’aumento dei prezzi e con salari che non tengono il passo.

La guerra non si paga soltanto con le tasse.

Si paga al distributore di benzina.
Si paga al supermercato.
Si paga nelle bollette di luce e gas.
Si paga con un costo della vita sempre più alto.

E intanto le risorse pubbliche che potrebbero essere destinate a sanità, istruzione, lavoro, ricerca, infrastrutture e sostegno alle famiglie vengono sempre più condizionate dalla corsa al riarmo.

La domanda che vogliamo porre è semplice:

Era possibile fare scelte diverse?

Per noi sì.

Perché difendere gli interessi dell’Italia significa prima di tutto difendere il benessere delle persone, garantire servizi pubblici efficienti, sostenere famiglie e imprese e investire nel futuro del Paese.

Non è solo una questione di numeri e bilanci.
È una questione di quali priorità scegliamo per il nostro Paese.

La guerra la paghi tu.
E per questo è importante capire quanto costa, chi la finanzia e quali alternative abbiamo.

Informarsi è un atto politico. Partecipare è il primo passo per cambiare le cose.


Articolo del Wed, 07 Oct 2026 13:08:41 +0000

Territorio

In Sicilia il governo Schifani trova i soldi per la politica, ma non quelli per i siciliani
Di Nuccio Di Paola, coordinatore regionale M5S Sicilia.

In Sicilia è la solita storia, prima la politica e gli amici degli amici, poi gli interessi dei siciliani. La scorsa settimana in commissione Bilancio dell’Ars, nel corso del ddl Variazioni, è stato approvato un emendamento di Fratelli d’Italia che garantisce notevoli aumenti di stipendi ai presidenti dei Liberi Consorzi (le vecchie Province) e rimborsi ai consiglieri di questi enti.

Peccato che, mentre la Sicilia affonda e il caro carburanti rischia di mettere in ginocchio imprese e famiglie, per gran parte delle esigenze dei siciliani non ci siano soldi, tant’è che tantissimi nostri emendamenti sono stati bocciati sempre con la stessa motivazione: mancanza di coperture. Il disco rosso è scattato per la climatizzazione nelle scuole, per misure antincendio, per le somme che volevamo destinare a combattere il caro energia e il caro carburanti, per il bonus affitti…

Per mancanza di coperture hanno bocciato pure il nostro bonus salute che avrebbe garantito alle famiglie meno abbienti di curarsi, permettendo loro di comprare le medicine e pagare visite ed esami che questo governo non è stato in grado di assicurare in tempi brevi col servizio sanitario, visto che ancora sono vive e vegete le liste d’attesa che in quattro anni l’esecutivo Schifani ha combattuto solo a parole.

I soldi mancano per tutto, ma li hanno trovati per garantire una grossa fetta di denaro da spartire ai deputati della maggioranza con quelli che ora chiamano Fit (fondi per gli investimenti territoriali), ma che in realtà non sono altro che le vecchie mancette destinate ai Comuni amici senza nessun criterio, visto che pure il nostro emendamento che prevedeva criteri oggettivi per l’assegnazione dei fondi a tutti i Comuni, anche a quelli senza Santi in Paradiso, è stato bocciato.


Articolo del Tue, 06 Oct 2026 14:53:23 +0000

Lavoro e società

Dalla proposta di legge sul cohousing alla sperimentazione nei territori: il M5S costruisce un nuovo modello di longevità

C’è un filo preciso che lega il lavoro parlamentare, le esperienze amministrative e la formazione che il Movimento 5 Stelle sta sviluppando sul tema della longevità: partire dai cambiamenti demografici che stanno trasformando il Paese per costruire nuovi modelli di abitare, di assistenza e di comunità.

Il disegno di legge sulla condivisione abitativa volontaria in età matura, AS 1729, presentato dal senatore Marco Croatti e dalla senatrice Barbara Guidolin, propone di riconoscere e sostenere il cohousing tra persone over 65 come strumento per migliorare la qualità della vita, contrastare la solitudine domestica, ridurre il peso dei costi abitativi e favorire l’accesso a servizi socio-sanitari di prossimità.

La proposta non si limita a enunciare un principio, ma individua anche strumenti concreti di sostegno.

Tra le successive proposte parlamentari presentate da Croatti e Guidolin figura, ad esempio, l’istituzione di un Fondo per la gestione della condivisione abitativa volontaria da 100 milioni di euro l’anno per il 2026, 2027 e 2028, destinato alla realizzazione e al mantenimento di progetti di coabitazione. La proposta definisce la condivisione abitativa come la coabitazione volontaria, nella stessa unità immobiliare, di almeno due persone over 65 — o di persone con disabilità — con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e favorire anche l’accesso ai servizi socio-sanitari di prossimità. A tal proposito al senato si è tenuta la conferenza stampa dal nome “La casa che cura” per affrontare il tema dell’abitare nelle sue molteplici sfumature.

Il tema dell’abitare, dunque, si intreccia direttamente con quello della longevità.

Ed è qui che il percorso si collega al lavoro avviato nella precedente legislatura dalla senatrice Paola Taverna, promotrice dell’Intergruppo parlamentare “Longevità. Prospettive socio-economiche” e del disegno di legge AS 1695, “Delega al Governo in materia di tutela e valorizzazione degli anziani”, presentato nel 2020. L’obiettivo era affrontare l’invecchiamento non soltanto dal punto di vista assistenziale e sanitario, ma come una trasformazione sociale ed economica che richiede politiche specifiche.

I numeri spiegano perché questa trasformazione non possa essere rimandata.

Già nel 2023, in Senato, veniva ricordato che gli over 65 rappresentavano oltre il 20% della popolazione italiana, circa 14 milioni di persone. Nello stesso intervento parlamentare veniva evidenziato anche il ruolo sociale ed economico degli anziani: 7,6 milioni sostenevano economicamente figli e nipoti, mentre circa 10 milioni si prendevano cura dei propri nipoti.

Da qui nasce una visione nazionale alla sperimentazione concreta nei territori.

Un esempio è rappresentato dal progetto CESAA – Condominio Eco-Energetico Solidale per Anziani Autosufficienti, presentato in Senato il 16 novembre 2023. Il progetto nasce dall’incontro tra il lavoro parlamentare sviluppato dal Movimento 5 Stelle sul tema della longevità e una proposta maturata sul territorio ravennate attraverso il lavoro dei consiglieri e dell’amministrazione comunale.

CESAA rappresenta esattamente il passaggio dalla teoria alla pratica: non soltanto parlare di invecchiamento attivo, ma immaginare condomini nei quali sostenibilità energetica, abitare a costi accessibili, autonomia, socialità e servizi possano convivere in un unico modello.

Un’esperienza nata dal territorio e dal lavoro istituzionale che il Movimento 5 Stelle di Ravenna ha contribuito a trasformare in un progetto concreto, mostrando come una proposta politica possa essere sperimentata localmente e diventare successivamente una buona pratica da replicare, scaturita da una mozione dall’allora consigliere comunale, oggi assessore, Giancarlo Schiano. Proprio sabato 3 ottobre Casa San Michele aprirà le porte alla cittadinanza, rendendo visibile e concreta questa esperienza di cohousing. Da qui si inserisce il lavoro del Comitato nazionale progetti del Movimento 5 Stelle con referente Gianluca Perilli: raccogliere, valorizzare e mettere in rete esperienze nate nei territori, con l’obiettivo di trasformarla in patrimonio comune. Il Comitato ha infatti tra i propri compiti quello di selezionare proposte legislative e iniziative politiche provenienti dalla società civile e dai Gruppi territoriali favorendo anche la condivisione delle migliori pratiche.

Il percorso, quindi, può essere letto come una filiera dell’innovazione sociale:

il DDL Croatti-Guidolin definisce un nuovo modello di abitare; il lavoro di Paola Taverna costruisce la cornice più ampia delle politiche sulla longevità; CESAA dimostra che quelle idee possono diventare progetti territoriali concreti; la formazione e il lavoro di Gianluca Perilli puntano infine a trasferire conoscenze e buone pratiche, perché ciò che nasce in un territorio possa essere conosciuto e replicato altrove.

Non sono iniziative isolate, ma pezzi diversi di una stessa idea: preparare oggi il Paese alla società che avremo domani, mettendo al centro autonomia, relazioni, comunità e qualità della vita.


Articolo del Fri, 02 Oct 2026 12:42:46 +0000

MoVimento

Festa regionale M5S Veneto – Domenica 4 ottobre

FESTA REGIONALE DEL MOVIMENTO 5 STELLE VENETO
DOMENICA 4 OTTOBRE
TENDOSTRUTTURA CENTRO SPORTIVO POLIVALENTE VIA BONISIOLO -ZERMAN DI MOGLIANO (TV)

Dalle 16:30 fino alle 22:30, una serata ricca di interventi, voci e temi importanti: dalla sanità all’Europa, dalle Olimpiadi alla tutela del territorio, fino allo sviluppo del Veneto e al futuro dei nostri giovani.

Una giornata di idee, confronto e partecipazione.

Un appuntamento per ritrovarci, discutere dei problemi del nostro territorio e guardare insieme alle sfide che ci aspettano.

PROGRAMMA

 Ore 16:30 | Barbara Guidolin (Senatrice M5S)

Tema: RSA, qual è la situazione oggi e quale futuro ci attende?

Ore 17:30 | Gaetano Pedullà e Sabrina Pignedoli (Eurodeputati)

🇪🇺 Tema: Europa: quali le prospettive per il futuro.

 Ore 18:30 | Giuseppe Pietrobelli (Giornalista e scrittore)

Tema: “Olimpiadi infernali: hanno speso una montagna di soldi. A 6 mesi dalla chiusura dei Giochi facciamo un bilancio.”

Interviene: Elena Sironi (Senatrice, Commissione Ambiente)

 Ore 19:30 | Comitato per la tutela delle Grave di Ciano e Marianella Tormena (Sindaca di Crocetta del Montello)

Tema: Non c’è davvero un’altra soluzione per garantire l’incolumità delle persone?

Interviene: Orietta Vanin

Ore 21:00 | Flavio Baldan (Consigliere Regione Veneto)

Tema: Quale prospettiva di sviluppo per la nostra Regione?

Interviene: Simone Cammozzo — Come arginare la fuga di talenti dalla Regione Veneto.

Ore 22:00 | Enrico Cappelletti (Deputato M5S)

🇮🇹 Tema: L’Italia che non ti raccontano.

Ore 22:30 — Saluti e ringraziamenti finali

Una giornata per incontrarci, ascoltare, confrontarci e parlare del futuro.

Perché le idee hanno bisogno di persone. E la partecipazione parte da noi.

Vi aspettiamo!


Articolo del Fri, 02 Oct 2026 11:51:17 +0000

Territorio

In Lombardia al via il tour imprese del Movimento 5 stelle

Il Movimento 5 Stelle Lombardia ha avviato a Milano il proprio tour di ascolto delle imprese, con una prima tappa presso la sede di Confcommercio Lombardia in Corso Venezia.

Le istanze del mondo del lavoro hanno trovato grande spazio all’interno del programma elaborato dai cittadini e presentato a NOVA. Le imprese, soprattutto quelle medio piccole su cui fonda la quasi totalità del tessuto produttivo del nostro Paese, chiedono meno burocrazia e maggior accesso al credito, ma anche meno tasse sul lavoro.

Il Movimento Cinque Stelle ha approvato una serie di proposte che vanno dal ripristino di Transizione 4.0, ad azioni mirate come l’azzeramento dell’anticipo Irpef nei primi anni di attività.

La delegazione M5S, guidata dal senatore Stefano Patuanelli, vicepresidente del Movimento con delega alle PMI, e dalla consigliera regionale Paola Pizzighini, ha incontrato la segretaria generale di Confcommercio Lombardia Giovanna Mavellia per un confronto sulle esigenze delle oltre 80.000 micro, piccole e medie imprese lombarde rappresentate dall’associazione.

Questo incontro segna l’avvio di un dialogo strutturato con chi vive ogni giorno le dinamiche del commercio in Lombardia. In Consiglio regionale porteremo azioni mirate a ridurre il peso della burocrazia, sostenere l’innovazione sostenibile e rafforzare la rete del credito di prossimità, perché bandi e risorse non restino appannaggio di pochi ma siano accessibili a tutti i commercianti e ai piccoli imprenditori. Siamo consapevoli di come le micro, piccole e medie imprese sono la spina dorsale della nostra economia, ma oggi affrontano ostacoli crescenti, dai costi dell’energia alle rigidità burocratiche.

Come M5S ci impegniamo a tradurre le istanze messe al centro del tavolo in atti politici concreti: rafforzare il microcredito, semplificare l’accesso al credito e promuovere misure per contenere la bolletta energetica, assicurando che i bandi pubblici siano davvero alla portata delle piccole imprese.


Articolo del Thu, 01 Oct 2026 16:41:32 +0000

Territorio

Legalità, una rete che cresce in tutta l’Emilia-Romagna
Di Elena Mazzoni, Assessora all’Agenda Digitale, Legalità e Contrasto alle Povertà – Regione Emilia-Romagna

La Regione Emilia-Romagna rafforza nel 2026 il proprio impegno per la legalità con 37 progetti finanziati e 1,2 milioni di euro di contributi regionali, per oltre 2 milioni di investimenti complessivi. Un lavoro che ho portato avanti con convinzione e che coinvolge 29 Comuni, 4 Unioni di Comuni, una Provincia, due Università e un’Azienda pubblica di servizi alla persona.

Un impegno che punta a costruire una rete stabile nei territori, mettendo insieme prevenzione delle mafie, educazione, inclusione sociale, sostegno alle fragilità e riuso dei beni confiscati.

I progetti raccontano concretamente questa impostazione. A Reggio Emilia un bene confiscato sarà recuperato per accogliere famiglie in difficoltà abitativa e verrà sostenuta la nascita dell’Osservatorio provinciale della legalità. Nel modenese, a Fiorano, un capannone confiscato alla ’ndrangheta diventerà un hub solidale per il recupero e la distribuzione di alimenti, mentre a Sassuolo un appartamento confiscato sarà destinato a giovani fragili accompagnati verso l’autonomia.

Nel bolognese, dove sono 11 i progetti finanziati, si va dai percorsi nelle scuole contro mafie e illegalità alla prevenzione dell’odio online e della violenza digitale. A Zola Predosa oltre 10mila metri quadrati di terreni confiscati saranno trasformati attraverso orti sociali, nuove alberature e attività educative.

La stessa attenzione attraversa tutte le province. A Piacenza gli studenti potranno affiancare la Polizia locale con “Ragazzi On the Road”; a Parma l’Università rafforzerà la ricerca sulle infiltrazioni mafiose nell’economia agroalimentare e ambientale; a Ferrara si interverrà anche sul contrasto all’usura; a Ravenna e nella Romagna Faentina saranno protagonisti scuole e giovani; a San Mauro Pascoli un bene confiscato sarà destinato all’accoglienza di persone e nuclei familiari fragili.

La legalità non è soltanto contrasto alle mafie e all’illegalità, ma anche educazione, inclusione, responsabilità collettiva e capacità di rafforzare le comunità. Restituire alla collettività un bene confiscato, investire sui giovani e sostenere chi vive situazioni di fragilità significa rendere i nostri territori più forti e togliere spazio alle mafie e a ogni forma di illegalità.

È questa la direzione del lavoro che il Movimento 5 Stelle porta avanti in Regione: una politica della legalità concreta, diffusa e vicina ai territori, capace di tenere insieme prevenzione, giustizia sociale e presenza delle istituzioni.


Articolo del Fri, 25 Sep 2026 16:41:19 +0000

Lavoro e società

Ericsson, 131 esuberi a Genova: difendere lavoro, ricerca e competenze

Ci risiamo: Ericsson continua a smantellare la propria presenza a Genova e ancora una volta a pagare sono i lavoratori. La nuova procedura di licenziamento collettivo, che coinvolge 131 persone, è l’ennesima mazzata inaccettabile per le famiglie e per un territorio che all’azienda ha dato moltissimo in termini di competenze, professionalità e ricerca: a denunciarlo sono il capogruppo del M5S Liguria Stefano Giordano e dal capogruppo del M5S in Comune a Genova Marco Mesmaeker, che hanno portato la questione all’attenzione dei rispettivi consigli.

Quella di Ericsson è una vicenda che il MoVimento 5 Stelle Liguria e Genova segue da anni. Nel 2012 l’azienda contava nel capoluogo ligure oltre 900 lavoratori, mentre nel marzo 2025 erano scesi a circa 373. Un ridimensionamento progressivo che oggi rischia di subire un nuovo e drastico colpo con il coinvolgimento di 131 persone. Non si tratta soltanto di numeri occupazionali: a essere messo in discussione è un patrimonio di professionalità, ricerca e competenze costruito negli anni e strategico per il futuro tecnologico di Genova e della Liguria. È paradossale continuare a parlare di innovazione, 5G, ricerca e sviluppo degli Erzelli mentre proprio in quel polo tecnologico si assiste alla progressiva perdita di posti di lavoro e di attività ad alto contenuto tecnologico.

La vicenda assume inoltre un rilievo ancora maggiore considerando le risorse e gli strumenti pubblici che negli anni hanno sostenuto anche le attività di ricerca e sviluppo. Per questo è necessario che le istituzioni pretendano chiarezza sul futuro del sito genovese e introducano tutti gli strumenti disponibili per tutelare l’occupazione. In Consiglio comunale è stata chiesta la verifica e la riattivazione degli strumenti normativi di sostegno al reddito disponibili, in coordinamento con la Regione Liguria e con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. È stata inoltre posta la necessità di valutare la riattivazione del tavolo istituzionale attivato nel 2017, con il coinvolgimento di Comune, Regione e Confindustria. Nel frattempo, la Regione Liguria ha audito una delegazione di lavoratori e rappresentanti sindacali, mentre il Comune di Genova ha predisposto un incontro con la proprietà e le organizzazioni sindacali.

Serve una reazione unitaria di tutte le istituzioni. Governo, Regione e Comune devono lavorare nella stessa direzione per fermare i licenziamenti e difendere integralmente l’occupazione. La questione Ericsson riguarda infatti molto più dei 131 lavoratori direttamente coinvolti. Difendere questi posti di lavoro significa difendere il patrimonio di competenze della città, la ricerca e la capacità di Genova di mantenere e attrarre attività ad alto contenuto tecnologico.


Articolo del Wed, 23 Sep 2026 13:48:40 +0000


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