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L'altra faccia della guerra e l'altro volto di Zelensky - Ucraina e Libia: due facce della stessa guerra e la Profezia di Gheddafi - Libia 2011, i crimini impuniti della Nato - Il sanguinoso conflitto in Iraq che pone l'occidente sotto accusa - Pillole di storia dell'Ucraina
#News #Movimento5stelle
Territorio
FVG, la giunta Fedriga all’oscuro dei bassi salari nei servizi pubbliciLa giunta Fedriga non conosce il numero di lavoratori impiegati nei servizi pubblici della Regione Friuli-Venezia Giulia che percepiscono meno di 9 euro lordi l’ora. È un fatto molto grave che emerge dopo la discussione di un’interrogazione presentata pochi giorni fa dalla Consigliera Regionale del MoVimento 5 Stelle Rosaria Capozzi.
Spesso gli esponenti di centrodestra sostengono che l’introduzione del salario minimo non serva perché già esiste la contrattazione collettiva, tuttavia la Giunta non è stata in grado di confermare che nessun lavoratore guadagna meno di questa somma. A luglio, la stessa Giunta ha respinto un emendamento firmato dal MoVimento 5 Stelle per garantire salari dignitosi ai lavoratori impiegati negli appalti pubblici, quindi ci piacerebbe capire sulla base di cosa sostiene che il salario minimo non serva.
Nove euro lordi l’ora sono la soglia minima che la proposta di legge presentata alla Camera a prima firma del Presidente Giuseppe Conte, e sostenuta dalla petizione nazionale “Salario Minimo Subito”, vuole introdurre per tutti i lavoratori in Italia.
Di fronte a una semplice domanda, la Giunta non è riuscita a fornire una risposta esaustiva. L’esecutivo regionale ha tenuto a ribadire che i dati richiesti non sono disponibili, in quanto legati alla contrattazione collettiva e che la Regione può soffermarsi solo sull’applicazione dei contratti che riguardano i suoi dipendenti, ma nemmeno su questi è stato in grado di rivelare quanti siano quelli che prendono meno di 9 euro lordi l’ora.
Pochi giorni fa il 95% dei lavoratori impegnati in uno dei tanti appalti con cui le società partecipate affidano la gestione dei rifiuti della nostra Regione ha scioperato, perché, invece del contratto nazionale di Igiene ambientale, viene applicato loro il contratto nazionale Multiservizi. Come ricordato in aula dalla consigliera del MoVimento 5 Stelle, le paghe lorde per questa tipologia non raggiungono i 7 euro l’ora.
In Friuli-Venezia Giulia il 40% dei beneficiari del Reddito di cittadinanza lavorava e percepiva comunque uno stipendio che non gli permetteva di superare la soglia di povertà. Infatti, secondo alcune stime in possesso dei sindacati, il numero di lavoratori dipendenti che non raggiungono il salario minimo previsto dal MoVimento 5 Stelle in Regione dovrebbe essere di 56mila persone. Tra questi, purtroppo, anche molti lavoratori che in tutti i settori erogano servizi per le nostre comunità.
La battaglia sul salario minimo è il riflesso dei valori e delle speranze di ciascun cittadino che aspira ad una società più giusta ed inclusiva.
Unisciti a noi in questa missione di giustizia sociale, insieme possiamo fare la differenza!
Come puoi contribuire?
Scarica qui i kit della campagna:
KIT M5S:
https://drive.google.com/drive/u/2/folders/1cRbhrCW2BUqSff73-0zabazmp_9VqNZv
KIT GENERICO:
https://drive.google.com/drive/u/2/folders/1d_ta9zV7ZqC-wL3knTT1zyFjQytmzoLT
Territorio
Salario Minimo subito: la mozione del MoVimento in tutte le Regioni!La nostra Costituzione, all’art. 36, parla chiaro: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.
Il salario minimo legale è una misura di dignità per la quale il MoVimento 5 Stelle si batte da 10 anni e, nei mesi scorsi, dopo aver convinto tutte le forze di opposizione, ha depositato in Parlamento una nuova proposta di legge (pdl) a prima firma Giuseppe Conte.
Il governo Meloni, palesemente contrario alla misura, ha bloccato la discussione della pdl in Parlamento, manifestando una posizione retrograda nei confronti delle politiche del lavoro, visto che il salario minimo esiste già in 22 Paesi europei su 27 e ha portato con sé solo effetti positivi.
Noi non ci arrendiamo ed estendiamo la nostra battaglia di civiltà anche nei Consigli regionali: i nostri consiglieri, infatti, stanno depositando in questi giorni una mozione per il salario minimo che chiede di sostenere, in Conferenza Stato-Regioni e in tutte le sedi opportune, di concerto con le parti sociali, tutti gli atti e le misure volti a promuovere l’avanzamento della proposta di legge n. 1275 per l’istituzione di un salario minimo orario per i lavoratori, sia nel settore pubblico che privato.
La mozione è già stata depositata dai consiglieri del MoVimento 5 Stelle in Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Puglia, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Umbria, Veneto, Piemonte. E, mentre in Toscana è stata approvata, nelle Marche è stata bocciata.
Nelle prossime settimane, verrà depositata in tutti i Consigli regionali d’Italia.
Questo ci darà l’opportunità di scoprire chi, a livello regionale, sosterrà o respingerà l’iniziativa. I cittadini italiani devono sapere chi è realmente impegnato a migliorare le loro condizioni lavorative e chi, invece, è bravo solo a chiacchiere.
Vi aggiorneremo man mano che le mozioni verranno depositate e votate. Intanto, aiutateci a sostenere la campagna per la raccolta firme per il salario minimo!
Come puoi contribuire?
Scarica qui i kit della campagna:
KIT M5S:
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Territorio
Marche: il centrodestra se ne frega dei cittadini e boccia la mozione sul salario minimoDopo quasi due anni dalla sua presentazione, il Consiglio regionale delle Marche ha discusso la mozione di sostegno al salario minimo legale della nostra capogruppo Marta Ruggeri, unitamente a quella presentata ad agosto dal Partito Democratico. La mozione chiedeva l’impegno da parte della Regione Marche a sostenere la proposta di legge sul salario minimo presentata alle Camere a prima firma di Giuseppe Conte. Le due mozioni sono state entrambe bocciate dalla maggioranza di destra, che si dimostra ancora una volta del tutto insensibile ai bisogni dei cittadini.
Il salario minimo è una misura di civiltà diretta a contrastare il fenomeno dei cosiddetti “lavoratori poveri”, assolutamente necessaria in un Paese come l’Italia, unico Paese in Europa in cui dal 1990 ad oggi i salari reali sono diminuiti. Ricordiamo inoltre che nell’Unione Europea ben 22 Paesi su 27 hanno già da tempo il salario minimo stabilito per legge. In Italia il 12% dei lavoratori occupati si trova sotto la soglia della povertà e il fenomeno del precariato e della povertà lavorativa è in crescita, in un contesto che peraltro continua a peggiorare a causa dell’inflazione.
Con il salario minimo si intende fissare un principio di buonsenso: nessun lavoratore può guadagnare meno di quanto previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro più rappresentativi – ossia quelli firmati dalle principali associazioni sindacali e datoriali – e comunque, il salario minimo stabilito dal contratto collettivo non potrà mai scendere sotto i 9 euro lordi all’ora.
Con l’istituzione di un salario minimo legale andremmo a proteggere le categorie più a rischio di emarginazione e sfruttamento, primi fra tutti i giovani e donne. Il 23,3% di queste ultime vedrebbe crescere il proprio salario, come già avvenuto negli altri Paesi europei dove è stato introdotto.
Ancora maggiore sarebbe il vantaggio per i giovani. Oggi il 47% di quelli con meno di 29 anni guadagna meno di 9 euro lordi l’ora.
Se vogliamo veramente incentivare le nascite, iniziamo con il mettere argine al precariato giovanile.
La verità è che la destra non ha nessun interesse a tutelare e a migliorare la vita dei cittadini, ma solo a difendere i propri interessi di partito.
Il MoVimento 5 Stelle è impegnato a sostenere la campagna per la raccolta firme il salario minimo subito. Aiutaci anche tu!
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MoVimento
Gruppi territoriali, messaggio del Presidente ConteTutte le forze politiche si interrogano su come valorizzare le proprie articolazioni territoriali, della propria base.
Il MoVimento 5 Stelle ha progettato, da qualche tempo ormai, un rafforzamento della propria azione politica sui territori, favorendo la nascita di Gruppi territoriali, vero laboratorio di idee, proposte, confronto e dibattito diretto.
Ad oggi, con gli ultimi approvati nei giorni scorsi, siamo a quasi 200 gruppi territoriali, che ci consentiranno di essere ancora più vicini ai cittadini, ascoltando i loro bisogni, le loro aspirazioni, le loro proposte.
Molti gruppi si sono formalmente già costituiti, altri lo stanno facendo in questi giorni.
C’è grande fermento ed entusiasmo, al nostro interno, per questa nuova fase.
Nello statuto del MoVimento 5 Stelle ho fortemente voluto che ci fosse una norma che consentisse al MoVimento di finanziare l’azione politica capillare sul territorio (art. 6, lett. f: “L’Associazione potrà destinare una quota parte delle proprie risorse al finanziamento di Gruppi territoriali, finalizzati a progetti e iniziative”).
Per questo motivo ho dato incarico a una commissione composta dalla Vice presidente Vicaria Paola Taverna, dal tesoriere Claudio Cominardi, da Susy Matrisciano e Gianluca Perilli rispettivamente per i Comitati Rapporti Territoriali e Comitato Nazionale Progetti, Vito Crimi per la piattaforma informatica e Alfonso Colucci quale Organo di controllo, di individuare criteri omogenei e trasparenti per la presentazione e la selezione di progetti e iniziative politiche da parte dei Gruppi territoriali da finanziare.
L’attenzione verso i territori è una nostra idea forte, che sta per diventare un fatto concreto.
Giuseppe Conte
Territorio
Approvata dal Consiglio Regionale della Toscana la mozione M5S che sostiene l’istituzione del Salario MinimoÈ stata approvata dal Consiglio regionale della Toscana la mozione presentata dal MoVimento 5 Stelle, a prima firma della consigliera Irene Galletti, che chiede di sostenere, in Conferenza Stato-Regioni e in tutte le sedi opportune, di concerto con le parti sociali, tutti gli atti e le misure volti a promuovere l’avanzamento della proposta di legge n. 1275 per l’istituzione di un salario minimo orario per i lavoratori, sia nel settore pubblico che privato.
Il salario minimo legale rappresenta una misura di dignità per la quale il MoVimento 5 Stelle si batte instancabilmente da ben 10 anni. Oggi, finalmente, vediamo in Toscana un progresso significativo nella direzione dei diritti. Grazie a questa mozione, la Giunta regionale si impegna a sostenere, in tutte le sedi competenti, la proposta di legge depositata alla Camera dei Deputati, a prima firma del Presidente Giuseppe Conte.
Il salario minimo legale è già una realtà in 22 Paesi europei su 27, dove ha dimostrato di contribuire all’aumento degli stipendi di coloro che venivano pagati di meno. Il risultato raggiunto in Toscana rappresenta un passo in avanti fondamentale verso una società più giusta ed equa. Il MoVimento 5 Stelle continuerà a lottare con determinazione per garantire che questa proposta diventi legge, perché crediamo fermamente che ciascun lavoratore meriti un salario dignitoso.
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Lavoro e società
Salario minimo, “la verità è che non c’è da pensare o da studiare niente più”. Un’intervista a Domenico De MasiSabato 9 settembre ci ha lasciato il Professor Domenico De Masi. Ottantacinque anni vissuti con la vitalità di un ventenne, definirlo sociologo del lavoro ci pare riduttivo. De Masi è stato, difatti, uno dei più importanti e lungimiranti studiosi italiani della materia, autore di oltre trenta libri. Convinto sostenitore della necessità di “una misura universale e incondizionata contro la povertà”, il Professore è stato anche fautore della “riduzione drastica dell’orario di lavoro a parità di salario” e di “un salario minimo più alto possibile che trascini all’insù tutti gli altri salari”.
Anziché azzardarci in descrizioni che non riuscirebbero a descrivere la grandezza dell’uomo, preferiamo ricordarlo con le sue parole cercando di far in modo che le sue idee sul mondo del lavoro continuino a portare frutti. Di seguito, una recente intervista rilasciata dal Professor De Masi alla trasmissione Omnibus (La7) sul salario minimo:
“Una storiella indiana dice che l’elefante vive 100 anni e la farfalla un’ora. L’elefante non può dire alla farfalla: ‘Per favore, aspettami 10 minuti’. I tempi sono completamente diversi. Lo stesso accade per il salario minimo. Noi discutiamo del problema del reddito minimo come elefanti che hanno tutto il tempo. Ma mentre noi parliamo, ci sono migliaia, migliaia, migliaia di lavoratori che guadagnano 2 euro all’ora. Dicono che bisogna pensarci ancora qualche settimana. Ma pensare che cosa? Esistono studi, libri, ricerche. Si sa tutto sul salario minimo, non c’è da esplorare più nulla. Chi vuole rinviare le decisioni, lo fa semplicemente per diluire questa necessità, che è totale. Tutti i paesi civili, governati dalla destra e dalla sinistra, hanno già il salario minimo. Solo noi c’è ancora tutto questo”.
“Dicono che occorre la contrattazione. Ma la contrattazione c’è già. E non basta, non riesce a raggiungere questi lavoratori. Insegno sociologia da 40 anni e sono 40 anni che si parla di salario minimo. Il fatto che occorrano ancora delle settimane per riflettere significa che quelli che vogliono pensarci non hanno studiato in passato. Avevano tutte le carte in tavola per conoscere questo problema in modo perfetto. La verità è che non c’è da pensare o da studiare niente più. C’è da dire sì o no al salario minimo, assumendosi questa responsabilità davanti al 70% di italiani che sono a favore alla misura. Non è possibile che un paese come l’Italia sia all’ottavo posto nel mondo per il Pil e sia addirittura il fanalino di coda, nonché in ritardo come tempo e come modo, su una questione così basilare riguardante una fetta tanto ampia di cittadini”.
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Territorio
M5S Piemonte: “Euro 5, grazie al Superbonus blocco posticipato. Adesso il centrodestra ammira il lavoro del governo Conte?”Adesso anche il Centrodestra lo conferma: il Superbonus 110% ha avuto un ruolo fondamentale nella riduzione dell’inquinamento. La misura, voluta dal Governo Conte e osteggiata in tutti i modi da Meloni, ha già dato risultati concreti sul fronte della riduzione delle emissioni, a beneficio dell’ambiente e della salute dei cittadini. Lo afferma lo stesso assessore Marnati, inserendo il Superbonus fra le misure che giustificano il posticipo del blocco ai veicoli diesel Euro 5.
Ma il Centrodestra non può solo vivere di rendita, ci batteremo in Consiglio regionale affinché vengano prese misure strutturali per ridurre l’inquinamento, un problema che costa la vita a migliaia di persone ogni anno.
Il Movimento 5 Stelle le sue proposte le ha già fatte. Dagli incentivi per sostituire le vecchie auto tenendo in considerazione il reddito dei beneficiari, al sostegno ai maggiori investimenti sul trasporto pubblico (che il Centrodestra continua a penalizzare), fino alla realizzazione di comunità energetiche rinnovabili, che porterebbero ad una maggiore convenienza all’elettrificazione dei consumi domestici e industriali.
A questo punto cosa dovrebbe fare il Governo Meloni? Ripristinare il Superbonus. Ma a volte l’orgoglio e le logiche di partito sono più importanti del benessere dei cittadini.
Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte
Sean Sacco, Consigliere regionale M5S Piemonte
Ivano Martinetti, Consigliere regionale M5S Piemonte
Eventi
Salario minimo: scarica i materiali e diffondi anche tu la petizione Partecipa alla Campagna sul Salario Minimo!
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1. Firma la petizione sul sito www.salariominimosubito.it
2. Utilizza sui social l’hashtag ufficiale della campagna #salariominimo
3. Condividi il materiale e invita amici e conoscenti ad unirsi alla causa
Scarica qui i kit della campagna:
KIT M5S:
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Europa
Caos immigrazione: il governo non sente, non vede, non parla105mila migranti giunti in Italia dall’inizio dell’anno, di questi circa 40mila arrivati tra luglio e agosto. Sono numeri che doppiano quelli del 2022, dati che non raccontano solo un’emergenza umanitaria ma soprattutto un’emergenza politica: quella di un Governo incapace di affrontare la questione migratoria con serietà e realismo.
Una volta al potere il centrodestra ha dimenticato l’urgenza del tema: il blocco navale è tornato nel cassetto, l’allarme invasione non agita più i sonni di Salvini e la premier Meloni non farnetica più di surreali sostituzioni etniche.
Eppure un anno fa, quando il Paese veniva bombardato dalla propaganda elettorale della destra e gli sbarchi erano la metà di quelli odierni, FdI e Lega non facevano che parlare di immigrazione.
Tornate ad agosto 2022, fate un giro sulle pagine social delle forze di destra e dei loro leader: era tutto un preludio di catastrofi imminenti, post e grafiche che si rincorrevano con altissima frequenza tanto era sentita la questione.
Oggi, invece, è tutto rose e fiori – nonostante il fallimento del decreto Cutro, gli hotspot al collasso e un meschino scaricabarile sulle spalle dei sindaci che si trovano a gestire in solitudine l’accoglienza. Sui giornali e nei telegiornali non sentiamo più esponenti della maggioranza parlare di barchini e barconi, di rimpatri e di sicurezza. Un silenzio che fa molto rumore.
La verità è che con il furore ideologico non si può governare la complessità del fenomeno migratorio. Da Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha lavorato in Europa per una gestione comunitaria e solidale dell’immigrazione, affinché i confini geografici italiani riflettessero un approccio politico europeo. Meloni avrebbe fatto bene a ripartire da lì, anziché ergersi a paladina dell’interesse nazionale salvo poi chinare il capo davanti ai capricci di Orbàn e Morawiecki. A Bruxelles la premier ha sinora racimolato qualche vaga promessa d’impegno, senza contare che gli accordi sottoscritti con il Presidente tunisino Saied per bloccare le partenze illegali – rivendicati come un grande successo – si stanno dimostrando un clamoroso bluff.
L’Italia merita di più di un finto sovranismo a tempo determinato.
Lavoro e società
Salario minimo: firma la petizione per sostenere la nostra proposta di legge!Il salario minimo legale è una misura di dignità per la quale il Movimento 5 Stelle si batte da 10 anni.
Nei mesi scorsi siamo riusciti a convincere anche le altre forze di opposizione della sua necessità e urgenza, e insieme a loro abbiamo presentato una proposta di legge alla Camera a prima firma del presidente Giuseppe Conte.
La maggioranza, apertamente contraria al salario minimo, ha bloccato la discussione della pdl in Parlamento e venerdì scorso la presidente del Consiglio Meloni ha convocato il M5S e le altre forze di opposizione a Palazzo Chigi. Un confronto assolutamente inconcludente, che si è chiuso senza fare alcun passo avanti. Meloni ci ha informati dell’intenzione di coinvolgere il Cnel di Brunetta, che peraltro in passato si è pubblicamente espresso contro questo provvedimento. A conti fatti, dunque, un modo per buttare la palla in tribuna.
Ecco perché abbiamo deciso di lanciare una raccolta firme a sostegno della nostra proposta, che – a differenza delle fake news raccontate da alcuni esponenti di Governo – se approvata rafforzerebbe la contrattazione collettiva e, secondo l’Istat, farebbe aumentare di 804 euro in media le retribuzioni di 3,6 milioni di lavoratrici e lavoratori.
I capisaldi della proposta sono 2:
Il salario minimo legale esiste già in 22 Paesi europei su 27, dove ha contribuito a far aumentare gli stipendi di chi veniva pagato di meno. La nostra Costituzione, all’art. 36, parla chiaro: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.
Sostenere la petizione è semplice e veloce: basta collegarsi al sito www.salariominimosubito.it e seguire le istruzioni. Facciamo sentire la nostra voce!
Scarica il kit grafico e partecipa attivamente alla campagna sul salario minimo!
Clicca qui
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