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Mondo a cura di Redazione Esteri
Maduro a capo di un cartello della droga? Gli Usa fanno marcia indietro: la nuova accusa parla di “sistema di corruzioneâ€

Clamorosa marcia indietro del Dipartimento di Giustizia Usa su una delle accuse rivolte all’ormai ex presidente del Venezuela Nicolás Maduro: quella di essere a capo di un cartello di narcotrafficanti chiamato “Cartel de los Soles”. Secondo il New York Times, i procuratori americani continuano a contestare a Maduro – catturato il 3 gennaio con un blitz militare a Caracas – di aver partecipato a una cospirazione legata al narcotraffico, ma hanno abbandonato la definizione di “cartello“, parlando invece, negli ultimi atti, di un “sistema di patronato” e di una “cultura della corruzione” alimentata dai proventi della droga. Il super-testimone su cui si basava l’accusa, d’altra parte, era tutt’altro che attendibile: si tratta di Hugo “El Pollo†Carvajal, ex capo dell’intelligence militare venezuelana detenuto negli Usa per narcotraffico, che in una lettera inviata a Donald Trump ha affermato di aver assistito alla trasformazione del governo chavista in “un’organizzazione criminale†guidata da Maduro e altri alti funzionari, con l’obiettivo di “usare la droga come arma contro gli Stati Unitiâ€. “El Pollo” ha però diffuso più volte in passato rivelazioni-bufala smentite in sede giudiziaria, come l’accusa al Movimento 5 stelle di aver ricevuto attraverso Gianroberto Casaleggio finanziamenti dal Venezuela per 3,5 milioni di euro.

La definizione di “cartello” risale a un atto d’accusa emesso da un gran giurì nel 2020 contro Maduro, redatto dal Dipartimento di Giustizia. Nel luglio 2025, riprendendone il linguaggio, il Dipartimento del Tesoro ha designato il “Cartel de los Soles” come organizzazione terroristica. A novembre, Marco Rubio, segretario di Stato e consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, ha ordinato al Dipartimento di Stato di fare lo stesso. Ma esperti di criminalità e narcotraffico in America Latina – ricostruisce il Nyt – avevano denunciato che si tratta in realtà di un termine gergale, inventato dai media venezuelani negli anni Novanta, per indicare funzionari corrotti dal denaro della droga.

Così sabato, dopo che l’amministrazione ha catturato Maduro, il Dipartimento di Giustizia ha reso pubblico un atto d’accusa riscritto che sembra riconoscere tacitamente questo punto. Infatti, mentre la vecchia incriminazione fa riferimento 32 volte al “Cartel de los Soles” descrivendo Maduro come il suo leader, quello nuovo menziona solo due volte la presunta organizzazione, e afferma che il presidente deposto, come il suo predecessore Hugo Chávez, ha partecipato a questo sistema di patronato, lo ha perpetuato e protetto. I profitti del traffico di droga, si legge ancora, “affluiscono a funzionari civili, militari e dei servizi di intelligence corrotti ai livelli inferiori, che operano all’interno di un sistema di patronato gestito da coloro che stanno al vertice, indicato come Cartel de los Soles o Cartello dei Soli, un riferimento all’insegna del sole applicata sulle uniformi degli alti ufficiali militari venezuelani”, afferma il nuovo atto.
Questo passo indietro, sottolinea il Nyt, mette ulteriormente in discussione la legittimità della designazione del Cartel de los Soles come organizzazione terroristica straniera da parte dell’amministrazione Trump lo scorso anno.

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Data articolo:Tue, 06 Jan 2026 18:46:15 +0000
Zonaeuro a cura di Redazione Economia
L’Ue stanza 45 miliardi in più per gli agricoltori e punta al sì dell’Italia al Mercosur. Meloni canta vittoria

Bruxelles accontenta l’Italia e aumenta le risorse per la politica agricola comune, spianando così la strada all’accordo commerciale tra l’Europa e i paesi sudamericani riuniti nel Mercosur. La Commissione europea ha in pratica offerto un incentivo agli agricoltori indignati per l’ipotesi di un’intesa con il blocco sudamericano e per i piani di revisione dei sussidi agricoli europei, promettendo fondi aggiuntivi per il settore. Come ha scritto la presidente Ursula von der Leyen in una lettera indirizzata al presidente della presidenza di turno del Consiglio Ue, Nikos Christodoulides, e alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, Bruxelles intende modificare la sua proposta di bilancio per il periodo 2028-2034 per consentire agli agricoltori un accesso anticipato a circa 45 miliardi di euro, misura che si somma ad altre riforme a sostegno dell’industria agricola europea.

La promessa era attesa ed è particolarmente rilevante perchè dopo la clamorosa fumata nera dello scorso dicembre, i ministri dell’Agricoltura dei 27 si riuniranno eccezionalmente a Bruxelles mercoledì 7 gennaio, per valutare “i progressi” registrati dalla Commissione per arrivare al quorum richiesto per il via libera all’intesa con il Mercosur. E così proprio all’indomani del terremoto Trump sul continente sudamericano, si profila un’apertura rispetto allo stallo con la caduta del veto dell’Italia, che sarebbe decisiva per arrivare al sì della maggioranza qualificata dei Paesi membri.

La svolta è maturata nei primissimi giorni del 2026, proprio mentre gli Usa attaccavano Caracas. Lo schema dell’intesa, di fatto, resta invariato. Le concessioni richieste dall’Italia al settore agricolo, all’interno dell’accordo negoziato dalla Commissione e dal Mercosur, erano già presenti e ora arriva il potenziamento. “Posso confermare che ci sono state discussioni, lavoro e progressi nelle ultime due settimane. Siamo sulla buona strada”, aveva sottolineato la portavoce dell’esecutivo Ue Paula Pinho nel primo briefing con la stampa dell’anno nuovo, dicendosi fiduciosa che la firma “possa avvenire abbastanza presto”.

Se il via libera dei 27 arrivasse questa settimana, lunedì la presidente della Commissione potrebbe volare in Sudamerica per la firma proprio nel periodo di passaggio della presidenza di turno del Mercosur dal Brasile al Paraguay. La riunione dei ministri dell’Agricoltura dei Paesi membri convocata d’urgenza per mercoledì per “fare il punto della situazione nel settore agricolo” e discutere delle “principali preoccupazioni sollevate dagli agricoltori” in merito all’intesa con il Mercosur, è quindi cruciale. Per la Commissione ci saranno Maros Sefcovic, l’uomo dei negoziati commerciali, il commissario all’Agricoltura, Christophe Hansen e il suo omologo con delega alla Salute, Olivér Várhelyi. Per l’Italia sarà presente Francesco Lollobrigida.

Se alla riunione ci sarà la fumata bianca, il sì formale dei 27 potrebbe arrivare all’incontro dei Rappresentanti Permanenti (Coreper) di venerdì 9 gennaio. L’accelerazione a livello dei 27 avrebbe un suo corrispettivo anche all’Eurocamera, sull’iter per l’ok al regolamento sulle salvaguardie agli agricoltori. Il sì dell’Ue, salvo colpi di scena, arriverebbe comunque con il voto contrario della Francia, che ha già annunciato la messa a punto di misure nazionali per limitare l’import di prodotti sudamericani contenenti teoricamente sostanze proibite in Europa.

Dopo il blitz degli Usa in Venezuela, la possibile firma tra Ue e Mercosur acquisirebbe un’importanza geoeconomica ancora maggiore rispetto allo scorso dicembre. Il Mercosur abbraccia Paesi amici di Donald Trump, come l’Argentina o il Cile del neopresidente José Antonio Kast, ma anche potenze regionali ben distanti da Washington, il Brasile di Inacio Lula su tutti. Per l’Ue e per Ursula von der Leyen, sempre più alle prese con un alleato americano non più ritenuto affidabile, si tratterebbe di una boccata d’ossigeno.

Segnali più che incoraggianti da Roma. “Accolgo con soddisfazione la decisione della Commissione Europea di modificare, come richiesto dall’Italia, la proposta di nuovo quadro finanziario pluriennale per rendere disponibili, già dal 2028, ulteriori 45 miliardi di euro per la Politica Agricola Comune”, ha commentato in una nota la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Assieme alle risorse aggiuntive assegnate lo scorso novembre per venire incontro alle richieste del Parlamento Europeo, quest’iniziativa non solo raggiunge l’obiettivo di confermare anche per il futuro il livello attuale di finanziamento, come richiesto dagli agricoltori italiani ed europei, ma mette a disposizione risorse aggiuntive. Si tratta di un passo in avanti positivo e significativo nel negoziato che porterà al nuovo bilancio UE, che dimostra che la linea di buon senso a sostegno dell’agricoltura europea portata avanti con determinazione dal governo italiano – sottolinea la premier – trova sempre maggiore ascolto a Bruxelles”.

Per l’Italia, secondo Lollobrigida “il conto segna dunque +10 miliardi di euro all’agricoltura, mentre a livello di Unione europea l’aumento potenziale delle risorse può segnare un +94 miliardi di euro per le Politiche agricole e un budget complessivo di circa 387 miliardi di euro in sette anni”. Secondo il ministro, ora “l’agricoltura e gli agricoltori italiani potranno svolgere la loro funzione di garanti della sovranità alimentare e di custodi del territorio vedendo riconosciuto un giusto reddito”.

Salta sul carro anche il presidente francese, Emmanuel Macron, che a dicembre aveva fatto saltare l’intesa con il Mercosur. “La sovranità agricola e alimentare dell’Europa è la mia priorità. La Pac (Politica agricola comune, ndr) ne è il fondamento”, scrive su X aggiungendo che accoglie “con favore gli annunci odierni della Commissione europea sull’agricoltura nel prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea, che aggiunge 45 miliardi di euro ai quasi 294 miliardi di euro di aiuti al reddito già garantiti agli agricoltori”. La Francia, conclude Macron, “potrà così garantire il mantenimento dell’attuale livello di questi aiuti fino al 2034” e “questo è il risultato della nostra determinata mobilitazione e del mio costante impegno a favore dei nostri agricoltori”.

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Data articolo:Tue, 06 Jan 2026 18:37:38 +0000
Politica a cura di Redazione Politica
“Tanti auguri Befanaâ€: il sindaco di Trieste posta un fotomontaggio di Elly Schlein. Il Pd: “Grave, Meloni si dissociâ€

Un fotomontaggio con Elly Schlein travestuta da Befana e il commento irridente “Tanti auguri Befana“. Il post pubblicato per l’Epifania dal sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza di Forza Italia, scatena reazioni indignate dal Pd, i cui esponenti intervengono in massa in difesa della segretaria. I capigruppo di Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, e il capodelegazione al Parlamento europeo Nicola Zingaretti definiscono il gesto “davvero grave“: “Un sindaco, che rappresenta le istituzioni, in un giorno come questo, con le salme dei ragazzi morti a Crans Montana appena arrivate in Italia, non trova di meglio che insultare e offendere la segretaria del Pd. Un sindaco non nuovo a comportamenti sessisti e offensivi nei riguardi delle donne e che con questo gesto, fatto con la convinzione di risultare simpatico, mostra tutta la grettezza, la volgarità e la miseria di una cultura di destra in cui la denigrazione dell’avversario politico è abituale”, denunciano in una nota. “Ci auguriamo”, concludono, “che il sindaco di Trieste al più presto chieda scusa alla comunità del Pd e alla sua segretaria. E ci aspettiamo che dai partiti che sostengono Dipiazza, anche a livello nazionale, a partire da Giorgia Meloni, ci sia una pronta presa di distanza“.

“Il sindaco Dipiazza dovrebbe ricordarsi del ruolo che ricopre”, commenta invece l’ex governatrice del Friuli-Venezia Giulia, la deputata e responsabile Giustizia del Pd Debora Serracchiani. “A distanza di pochi giorni conferma il suo pensiero volgare e insultante sulle donne”, aggiunge, in riferimento a un’altra recente uscita del primo cittadino, che ha detto a una consigliera comunale: “Non mi sono mai fatto comandare da una donna”. “Viviamo tempi in cui la politica ha perso ogni senso delle istituzioni e ogni freno”, conclude Serracchiani. Per la segretaria regionale dem, Caterina Conti, il post “incarna la cultura di destra: non è satira né spirito goliardico, solo mancanza di rispetto. Un gesto sessista, volgare e indegno di chi ricopre un incarico pubblico, che usa il body shaming come arma politica Non è l’ennesimo scivolone di un Dipiazza alla fine della sua parabola politica, ma è la cultura prevalente della destra che ci governa a tutti i livelli. Vedremo chi si dissocia”, incalza.

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Data articolo:Tue, 06 Jan 2026 17:30:24 +0000
Mondo a cura di Redazione Esteri
Meloni a Parigi, la premier arriva all’Eliseo per la riunione dei Volenterosi

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è atterrata alla base militare di Villacoublay, a sud-ovest di Parigi. La premier è poi arrivata all’Eliseo, per unirsi al vertice della Coalizione e ai leader dei Paesi cosiddetti Volenterosi già riuniti attorno a Emmanuel Macron. Giorgia Meloni è stata accolta, nel cortile dell’Eliseo, dal capo del protocollo della presidenza francese.

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Data articolo:Tue, 06 Jan 2026 16:38:29 +0000
Trending News a cura di Redazione FqMagazine
“La personalità di Valeria Marini è di me*da! Si fa la posta del cuore a casaâ€: Antonella Elia senza peli sulla lingua a “BellaMa’†crea imbarazzo in studio – VIDEO

Attimo di panico e sorrisi imbarazzati nella puntata di oggi 6 gennaio a “BellaMa’” di Pierluigi Diaco. Il conduttore ha avuto un confronto con Antonella Elia, nel segmento intitolato “Antonella Elia tutte le feste porta via” (parafrasando il vecchio detto ‘L’Epifania tutte le feste porta via’, ndr) parlando di una collaborazione da realizzare insieme: “Io ho detto Antonella, quando sarai libera di poter fare tutte le puntate, questa è la verità”. Pronta la risposta dell’ex protagonista di “Non è la Rai”: “Ma io avevo il dentino avvelenato…”.

Diaco ha cercato di smorzare i toni: “Che c’entra, io no”. Poi la Elia si è spinta in avanti: “Ok ma o me o lei (riferendosi a Valeria Marini, ndr)”. Il padrone di casa ha specificato che prova simpatia per entrambe: “Ognuno ha le sue personalità!”. Poi l’affondo dell’ospite: “Oh, dio, questo è un colpo al cuore, come è possibile? Ma lei ha una personalità di merda (dicendolo solo muovendo la bocca, ndr”).

A quel punto Diaco è balzato in piedi imbarazzato e spiegando: “Valeria è una ragazza, molto simpatica. È entrata nelle case degli italiani e ha fatto benissimo con noi la posta stellare. Le porte si aprono e si chiudono“. La chiosa della Elisa: “E ma se la fa a casa da sola?”.

La posta stellare infatti dopo la fine del contratto con “BellaMa’” ora “vive” sui canali social di Valeria Marini.

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Data articolo:Tue, 06 Jan 2026 16:15:20 +0000
Mondo a cura di Redazione Esteri
Allerta neve e ghiaccio in Francia: cinque morti sulle strade e sei aeroporti chiusi. Disagi anche in Belgio

Neve, ghiaccio e temperature gelide hanno colpito alcune zone d’Europa, causando condizioni di traffico pericolose che hanno provocato la morte di almeno cinque persone in Francia. Sono, inoltre, stati chiusi sei aeroporti nel Nord e nell’Ovest del Paese, mentre a Parigi sono state sospese le lezioni per un giorno. Disagi anche in Belgio: ad Amsterdam sono stati cancellati circa 400 voli e, a causa del ghiaccio, è difficoltosa anche la circolazione dei treni.

Francia bloccata dalla neve

Le autorità della regione delle Landes, nel sud-ovest della Francia, hanno segnalato tre morti in incidenti stradali, mentre almeno altre due persone sono decedute nella regione dell’Île-de-France intorno a Parigi, dove le autorità hanno ordinato il divieto di circolazione dei camion a causa delle forti nevicate. La situazione preoccupa anche sul fronte del trasporto aereo: il 40% dei voli verranno annullati, domani mattina 7 gennaio, nell’aeroporto parigino di Roissy-Charles de Gaulle e sarà cancellato il 25% dei collegamenti nel secondo aeroporto parigino di Orly.

In Olanda allerta neve e ghiaccio

Disagi anche nei Paesi Bassi: l’aeroporto Schiphol di Amsterdam ha segnalato che circa 400 voli sono stati sospesi mentre le squadre lavoravano per liberare le piste e sbrinare gli aerei in attesa di partire. Ieri 5 gennaio sono stati cancellati anche centinaia di voli ad Amsterdam e sono previste ulteriori nevicate per il resto della settimana. Già solo raggiungere l’aeroporto fuori dalla capitale olandese è un’impresa, con i binari ghiacciati e un guasto al software nelle prime ore del mattino che ha gettato nel caos il sistema ferroviario dei Paesi Bassi. I servizi ferroviari sono ripresi più tardi nella mattinata, ma le tratte intorno ad Amsterdam sono rimaste in gran parte chiuse a causa del ghiaccio, ha comunicato la compagnia ferroviaria nazionale NS sul suo sito web. Ha anche esortato i pendolari a “viaggiare solo se assolutamente necessario”. I pendolari costretti a recarsi al lavoro in auto hanno dovuto affrontare viaggi lunghi a causa della combinazione di neve e ghiaccio che ha congestionato il traffico su alcune autostrade.

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Data articolo:Tue, 06 Jan 2026 16:01:05 +0000
Trending News a cura di Redazione FqMagazine
“Groenlandesi dichiarate l’indipendenza! Passare da un colonizzatore crudele a un altro è brutaleâ€: Björk contro la Danimarca e le minacce di Donald Trump

“La Groenlandia ci serve assolutamente per motivi di sicurezzaâ€. Così il presidente Donald Trump, dopo aver ordinato il raid sul Venezuela e la conseguente deposizione del presidente Nicolás Maduro.

Parole che non sono affatto piaciute alla cantautrice Björk che sebbene sia di origini islandesi ha voluto esprimere vicinanza al popolo della Groenlandia. “Mando a tutti i groenlandesi una benedizione nella loro lotta per l’indipendenza. – ha scritto l’artista su Instagram – Gli islandesi sono estremamente sollevati di essere riusciti a liberarsi dei danesi nel 1944, non abbiamo perso la nostra lingua (i miei figli ora parlerebbero danese) e ho provato compassione per i groenlandesi, ripetutamente, soprattutto quando è emerso il caso della contraccezione forzata, dove 4500 bambine dai 12 anni in su hanno ricevuto la spirale senza che ne fossero a conoscenza tra il 1966 e il 1970″.

E ancora: “Hanno la mia età o sono più giovani… Senza figli… E ancora oggi nel 2025 i danesi trattano i groenlandesi come se fossero esseri umani di seconda classe, togliendo i bambini ai loro genitori!”.

Infine: “Il colonialismo mi ha fatto rabbrividire più e più volte. E il solo pensare che i miei fratelli della Groenlandia potrebbero passare dalle mani di un colonizzatore crudele a quelle di un altro risulta brutale, troppo brutale. “Úr öskunni í eldinn†(dalle ceneri al fuoco, ndr), come diciamo in islandese”.

Poi ha esortato: “Cari groenlandesi dichiarate l’indipendenza!!!! Auguri di solidarietà dai vostri vicini”.

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Data articolo:Tue, 06 Jan 2026 15:54:03 +0000
Cronaca a cura di Local Team per Il Fatto
La neve imbianca anche le strade della Romagna: le immagini del porto di Cesenatico

Le immagini girate nella mattina di martedì 6 gennaio nell’area del porto di Cesenatico, in provincia di Forlì-Cesena, imbiancato dalla neve.

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Data articolo:Tue, 06 Jan 2026 15:49:28 +0000
Cronaca a cura di Franz Baraggino
Omicidio del capotreno a Bologna, il sospettato fermato e rilasciato dopo il delitto: la ricerca non era ancora partita

Il ricercato per l’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, dopo il delitto è salito su un treno regionale da Bologna per Milano. A bordo l’uomo, il croato Marin Jelenik, sarebbe stato molesto e aggressivo, anche con il personale del treno. Secondo quanto apprende l’Ansa sarebbe stato quindi fatto scendere a Fiorenzuola (Piacenza), poco prima delle 20, per essere preso in consegna dalle forze dell’ordine, in relazione al comportamento sul treno. A quel punto i carabinieri lo hanno identificato e poi rilasciato. In quel momento, è stato riferito da fonti informate, non erano state ancora diramate le note di segnalazione per le ricerche.

L’identificazione del sospettato sarebbe infatti avvenuta almeno un paio d’ore dopo il ritrovamento del corpo, avvistato intorno alle 18:30-19 di lunedì 5 gennaio da un collega dipendente di Italo. Identificazione avvenuta grazie alle telecamere che avevano ripreso Jelenik alle ore 18:03 nell’atrio della stazione e, più tardi, nello spostamento dal binario uno verso il luogo del delitto: dalle immagini lo si vede seguire la vittima dopo il suo arrivo in stazione per un lasso di tempo significativo e apparentemente senza motivo. Una volta identificato è partita la ricerca a 360 gradi e in particolare nelle stazioni ferroviarie. Un primo intervento è stato condotto allo scalo ferroviario di Piacenza sul regionale 3930, dove alcune segnalazioni indicavano la sua possibile presenza, compatibile con l’ipotesi della fuga in direzione Milano, forse con una sosta a Fiorenzuola. Ipotesi ora confermata.

Come è stata confermata anche la ripresa del viaggio verso il capoluogo lombardo, che da Fiorenzuola richiede almeno un’ora di tempo e fino a due a seconda del treno. Nel pomeriggio del 6 gennaio l’agenzia LaPresse ha infatti riferito di avvistamenti anche a Milano, dove sarebbe quindi arrivato nella tarda serata di ieri scendendo alla Stazione Centrale (foto), dove è stato avvistato, ma non è chiaro se sia ancora a Milano o abbia già lasciato la città. Il 36enne croato, un senza fissa dimora e legami sul territorio italiano, è già noto alla Polizia Ferroviaria per precedenti relativi al porto di armi da taglio e identificato in svariate circostanze in ambiti ferroviari siti in tutto il Nord Italia.

La vittima, il capotreno 34enne Alessandro Ambrosio, è stato accoltellato a morte mentre andava a prendere la sua auto nel parcheggio riservato ai dipendenti delle ferrovie nei pressi della stazione di Bologna, probabilmente raggiunto alle spalle. Il corpo è stato rinvenuto nell’area esterna nei pressi del piazzale Ovest, lungo viale Pietramellara. Ambrosio, residente ad Anzola dell’Emilia, era dipendente della società Trenitalia con la qualifica di addetto al controllo sui convogli Intercity. Col magistrato Michele Martorelli si sono messi subito al lavoro la polizia scientifica e la squadra mobile.

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Data articolo:Tue, 06 Jan 2026 15:35:34 +0000
Trending News a cura di Redazione FqMagazine
“La raccolta fondi per pagare il mio affitto arretrato è imbarazzante oltre che umilianteâ€: Mickey Rourke ci ripensa? Intanto sono stati raccolti 102mila di dollari

“Una iniziativa benefica imbarazzante. Non ho chiesto aiuti, è umiliante”. Così Mickey Rourke ha negato di essere coinvolto in una raccolta fondi online lanciata a suo nome su GoFundMe per evitare lo sfratto dalla sua abitazione di Los Angeles. Le rate non evase ammonterebbero a oltre 50mila euro. Viene così smentita così l’ipotesi di The Hollywood Reporter che comunque dava per certa l’iniziativa, che esiste e ha raggiunto anzi superato l’obbiettivo principale di 100mila euro.

La pagina, intitolata “Support Mickey to Prevent Eviction“, era apparsa nei giorni scorsi con l’obiettivo di raccogliere fino a 100 mila dollari per coprire la cifra degli arretrati. Secondo la descrizione, Rourke si troverebbe ad affrontare “una situazione finanziaria molto difficile e urgente” e la raccolta fondi servirebbe a coprire “spese immediate legate alla casa e prevenire lo sfratto”. La campagna risultava gestita da Liya-Joelle Jones, indicata come amica e membro del management dell’attore.

In un video pubblicato sui social, però, Rourke ha smentito ogni coinvolgimento: “Qualcuno ha creato una sorta di fondo per raccogliere soldi per me, come se fosse beneficenza. Non sono io. Se avessi bisogno di denaro non chiederei mai carità”, ha dichiarato, invitando esplicitamente i sostenitori a non contribuire e, in caso contrario, a chiedere il rimborso. “È davvero umiliante. Non prenderei neanche un centesimo di beneficenza”, ha aggiunto, sostenendo di non sapere nemmeno cosa sia GoFundMe e di ignorare chi abbia promosso l’iniziativa.

La vicenda si inserisce in un momento personale e professionale complesso per l’attore. Secondo il “Los Angeles Times”, Rourke avrebbe ricevuto un avviso di sfratto lo scorso 18 dicembre. Il contratto d’affitto, firmato nel marzo 2025, prevedeva inizialmente un canone mensile di 5.200 dollari, successivamente salito a 7.000. L’abitazione è una villetta in stile spagnolo degli Anni 20, con tre camere e due bagni, nota anche per aver ospitato lo scrittore Raymond Chandler negli Anni 40.

Liya-Joelle Jones aveva spiegato a The Hollywood Reporter che l’attore stava attraversando “un periodo estremamente difficile” e che la risposta del pubblico alla raccolta fondi era stata “commovente”. Secondo alcune ricostruzioni, al momento della smentita la campagna avrebbe già raggiunto circa metà dell’obiettivo prefissato.

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Data articolo:Tue, 06 Jan 2026 15:33:07 +0000
Cronaca a cura di F. Q.
Crans-Montana, i medici del Niguarda: “Tre pazienti più critici di altri, sono stabili ma si naviga a vistaâ€

“Abbiamo 11 pazienti ricoverati. Alcuni piu’ gravi, altri meno. Ma sicuramente 11 pazienti critici sui quali manteniamo ancora una prognosi riservata”. Così Alberto Zoli, direttore generale del Niguarda, in un punto stampa sui feriti di Crans-Montana ricoverati nell’ospedale milanese. “Le loro condizioni variano da ustioni molto estese, anche al 70%, fino a ustioni molto meno estese ma con compromissioni delle funzioni vitali. Per questo sono tutti pazienti ancora in condizioni critiche ma che nelle prossime ore possono avere un’evoluzione speriamo positiva – ha aggiunto – Abbiamo ancora pazienti ricoverati in terapia intensiva, altri in semi intensiva o meno intensiva. Sicuramente stanno ricevendo tutte le cure del caso ma dobbiamo sottolineare ancora una volta che parliamo di grandi ustionati con compromissioni a volte di funzioni vitali come la respirazione. Dato che questo e’ il quadro, la prognosi rimane riservata”. “Dei pazienti di terapia intensiva ne abbiamo 3 molto più critici di altri, ma le condizioni nella loro gravità sono stabili, riusciamo a mantenere delle condizioni di non pericolo di vita immediato” ha aggiunto Giampaolo Casella, direttore Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Niguarda di Milano. “Si naviga a vista. Giorno per giorno è un giorno guadagnato e stiamo cercando di recuperare tempo”.

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Data articolo:Tue, 06 Jan 2026 15:27:18 +0000
Trending News a cura di Redazione FqMagazine
Francesca Crimi di “Ore 14†aggredita a Crans-Montana con l’acqua gelida e una temperatura di -10 gradi. “Atto vigliaccoâ€: tuona Milo infante. L’azienda: “Inaccettabili atti di intimidazione. Ferma condannaâ€

Oltre al giornalista Domenico Marocchi con la sua troupe di “Uno Mattina News†e il collega Alessandro Politi di “Storie Italianeâ€, anche Francesca Crimi di “Ore 14” è stata aggredita a Crans-Montana, in Svizzera. Tutta l’informazione infatti è schierata per raccontare il devastante incendio che è divampato nella notte di Capodanno all’interno del bar Le Costellation, provocando una terribile tragedia con un bilancio drammatico.

Le persone decedute sono 22 cittadini svizzeri, 8 francesi, 6 italiani. I feriti in tutto sono 116, già identificati. Le indagini sono in corso per determinare le cause del rogo che ha sconvolto la tranquilla località turistica durante i festeggiamenti di fine anno.

Dunque una troupe di “Ore 14”, la trasmissione su Rai 2 condotta dal lunedì al venerdì da Milo Infante, è stata aggredita ieri 5 gennaio a Crans-Montana. Ne dà notizia la trasmissione in una nota spiegando che “la giornalista Francesca Crimi era insieme a Marco Bonifacio quando una persona “vicina ai proprietari di Le Constellation” l’ha colpita con dell’acqua gelida. Erano circa le 17.30 e la temperatura esterna del luogo era di -10 gradi. L’uomo ha aperto una pompa dell’acqua che aveva in mano contro la giornalista bagnandola completamente”.

“Si tratta di un atto vergognoso e vigliacco che colpisce una collega mentre svolge il proprio lavoro†ha commentato il conduttore Milo Infante.

La Rai esprime “una ferma condanna per gli inaccettabili atti di intimidazione e le aggressioni a giornalisti e troupe del Servizio Pubblico impegnati in questi giorni – con grande professionalità e senso del dovere – a seguire gli sviluppi della tragedia che si è consumata a Crans-Montana”. La Rai ribadisce in una nota “il diritto fondamentale dei giornalisti di poter svolgere il proprio lavoro in piena sicurezza, senza subire alcuna forma di violenza o minaccia, ancora di più in una vicenda che ha colpito duramente la comunità italiana e ha suscitato un profondo cordoglio nazionale”.

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Data articolo:Tue, 06 Jan 2026 15:03:03 +0000
Mondo a cura di Redazione Esteri
Berlino, blackout elettrico: dopo tre giorni ancora 25mila famiglie senza luce

A Berlino sono ancora senza corrente elettrica 25.500 famiglie e 1200 aziende dopo il blackout di sabato 3 gennaio. L’emergenza, tre giorni dopo l’incendio doloso, potrà rientrare solo giovedì, quando sarà ripristinata la luce in tutte le aree colpite. Il sindaco di Berlino Kai Wegner in una conferenza stampa ha annunciato che tutti i supermercati sono aperti ed è stata ripristinata la rete mobile. Inoltre, i cittadini che hanno fatto ricorso in questi giorni agli alberghi perché nelle loro abitazioni non era possibile attivare il riscaldamento saranno rimborsati dalle municipalità.

La causa dell’interruzione di corrente è stata un incendio doloso appiccato ai cavi della rete elettrica nel distretto di Steglitz-Zehlendorf, rivendicato dal gruppo di estrema sinistra “Vulkangruppe”. Sulla rivendicazione è attualmente al lavoro la polizia della capitale tedesca. Sabato mattina, nella zona sud-ovest di Berlino, inizialmente 45.000 famiglie e 2.200 aziende sono rimaste senza corrente.

Le biblioteche pubbliche hanno invitato tutte le persone colpite dall’interruzione di corrente nella zona sud-ovest di Berlino a trovare rifugio nei loro locali. Altre iniziative di solidarietà sono state realizzate anche dalle piscine comunali che hanno aperto i propri spazi per quanti non possono ancora tornare a casa. Da oggi la Bundeswehr, l’esercito tedesco, distribuirà pasti caldi presso il municipio di Wannsee e Huettenweg, nella zona sud-ovest di Berlino.

Il governo tedesco è intervenuto per “condannare con forza” l’attacco. “I responsabili di questa azione hanno messo in conto dei rischi per tanti pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie, per anziani e famiglie con bambini”, ha affermato il portavoce del cancelliere Friedrich Merz, Sebastian Hille, sottolineando l’importanza delle indagini e del corso della giustizia. “Il governo assicura sostegno al comune di Berlino”, ha aggiunto, ricordando che tante famiglie “si trovano in una situazione difficile, senza corrente e senza riscaldamento”. Intanto, non manca chi come la senatrice berlinese delegata all’Economia, Franziska Giffey (SPD), ha chiesto di approfondire le indagini: “La domanda è: si tratta solo di gruppi e attivisti di sinistra che agiscono in giro o c’è di più dietro?”. Le intenzioni dei responsabili dell’azione di sabotaggio sono “altamente pericolose”, ha aggiunto, “non si tratta solo di un attacco alle nostre infrastrutture, sotto attacco è la nostra libera società”.

I tre grandi ospedali delle zone colpite sono rimasti attivi, ma le autorità cittadine hanno chiesto di fare a meno di ricorrere ai pronti soccorsi. Il tratto andato a fuoco rifornisce più quartieri del sudovest della capitale: Nikolassee, Zehlendorf, Wannsee e Lichterfeld. Vaste aree residenziali, nei giorni scorsi sono piombate in un’atmosfera spettrale col calar della sera, quando tante persone hanno deciso di lasciar casa facendo i bagagli al lume di candela, mentre le strade continuavano a coprirsi di neve.

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Data articolo:Tue, 06 Jan 2026 14:44:39 +0000
Televisione a cura di Redazione FqMagazine
Sabrina Ferilli preside carismatica vittima di revenge porn per un video intimo diffuso illegalmente: trama e curiosità di “A testa altaâ€

Un preside carismatica e temuta quanto amata. È la storia di Virginia protagonista delle tre puntate della nuova serie Mediaset “A testa Alta – Il coraggio di una donna”, in onda da mercoledì 7 gennaio, in prima serata su Canale 5. Ad interpretare la protagonista è Sabrina Ferilli.

Dunque Virginia Terzi, preside di un liceo in un borgo sul lago alle porte di Roma, ha ideato “A Testa Alta”, un progetto contro la dipendenza digitale. La donna sta per coronare il sogno della sua vita quando un video intimo diffuso senza consenso la travolge in uno scandalo mediatico. La comunità si spacca, la macchina del fango parte e Virginia deve difendere sé stessa, suo figlio e i valori in cui crede.

In questo contesto si sviluppa un intreccio corale: scandali online, dinamiche familiari, primi amori e segreti destinati a emergere. Mentre il borgo la osserva e giudica, Virginia tenta di rialzarsi. Accanto a lei c’è Rocco (Francesco Petit), il figlio sedicenne, sensibile e appassionato di scacchi, che affronta le conseguenze dello scandalo mentre vive il suo primo amore per Nina (Lucia Balordi), compagna di classe intrappolata in una relazione tossica con Alex (Andrea Pittorino), figlio del Sindaco Morrone (Augusto Fornari).

A sostenere Virginia ci sono Giulia (Maria Chiara Augenti), vicepreside e amica, e Marco Colaianni (Raniero Monaco Di Lapio), professore di educazione fisica che sarà pronto ad esporsi per proteggere Virginia dalle conseguenze del video, ma anche e soprattutto dalle minacce che la donna inizia a ricevere. Ma chi può avercela con la preside e perché? Da questo interrogativo si sviluppa tutto il film.

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Data articolo:Tue, 06 Jan 2026 14:41:01 +0000
Mondo a cura di Redazione Esteri
Iran, le forze di sicurezza fanno irruzione nell’ospedale di Ilam e sparano sugli attivisti che si erano rifugiati dentro

Numerosi video in rete mostrano che le forze di sicurezza iraniane in tenuta antisommossa hanno fatto irruzione nell’ospedale di Ilam, a 515 chilometri da Teheran, aprendo il fuoco e uccidendo manifestanti feriti. Un episodio che, riporta Ap, ha provocato la reazione del dipartimento di Stato americano e ha spinto ieri sera il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a incaricare il ministero degli Interni a formare una squadra speciale per un’indagine approfondita su quanto accaduto. La presidenza iraniana ha riconosciuto un “incidente in un ospedale nella città di Ilam”. Secondo la statunitense Human Rights Activists News Agency, le vittime delle proteste in corso da oltre una settimana in Iran sono almeno 35, mentre oltre 1.200 persone sono state arrestate. Le manifestazioni hanno raggiunto oltre 250 località in 27 delle 31 province iraniane.

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Data articolo:Tue, 06 Jan 2026 14:32:05 +0000
Cinema a cura di Redazione FqMagazine
È morto Béla Tarr, il regista e sceneggiatore ungherese ha vinto l’Orso d’argento alla Berlinale 2011 con “Il Cavallo di Torinoâ€

Mondo del cinema in lutto. È morto Béla Tarr, il regista e sceneggiatore ungherese 70enne si trovava a Budapest. La notizia della scomparsa è stata confermata dal regista Bence Fliegauf all’agenzia di stampa ungherese Mti, in rappresentanza della famiglia del cineasta.

Tarr ha collaborato per tutta la vita con una ristretta cerchia di fidati collaboratori: la moglie e co-regista Ãgnes Hranitzky, il compositore Mihály Víg, lo scrittore e sceneggiatore László Krasznahorkai e il direttore della fotografia Fred Kelemen. Con Krasznahorkai ha realizzato le opere più celebri, instaurando un sodalizio creativo durato decenni. È stato una figura centrale del cinema europeo contemporaneo, che ha conquistato l’interesse della critica internazionale per il suo stile volto a promuovere l’idea di un cinema specchio della crisi comunicativa che affligge l’umanità.

Nato a Pécs il 21 luglio 1955, Tarr si è distinto per uno stile caratterizzato da lunghi piani sequenza, una forte componente nichilista e, nella seconda parte della carriera, dal bianco e nero. Nonostante il successo di critica, i suoi film sono rimasti poco noti al grande pubblico, ma opere come “Sátántangó”, “Le armonie di Werckmeister” e “Il cavallo di Torino”, sceneggiati con lo scrittore ungherese László Krasznahorkai, Premio Nobel della Letteratura 2025, sono considerate tra i capolavori assoluti del cinema ungherese ed europeo.

La carriera di Tarr iniziò a soli 16 anni con cortometraggi amatoriali, e nel 1979 esordì nel lungometraggio con “Nido familiare”, prodotto dai Béla Balázs Studios. Nei primi film raccontava la vita nell’Ungheria comunista, spesso utilizzando attori non professionisti. Lo stile che lo ha reso celebre si definisce con “Perdizione” (1988) e trova la sua piena maturità nei film successivi, tra cui il monumentale “Sátántangó” (1994), della durata di sette ore e mezza, tratto dall’omonimo romanzo di Krasznahorkai. La sua cifra stilistica include l’uso di lenti carrelli, piani-sequenza lunghi, ritmi dilatati e un’attenzione ossessiva ai dettagli della miseria e dell’isolamento umano.

I suoi protagonisti sono spesso figure marginali, come la compagnia circense di “Le armonie di Werckmeister” (2000) o il manovratore ferroviario di “L’uomo di Londra” (2007), che si differenzia dagli altri suoi film, per il ricorso all’utilizzo di attori famosi (Tilda Swinton) e la scelta del soggetto (un giallo tratto da un romanzo di Georges Simenon). Il suo ultimo film, “Il cavallo di Torino”, del 2011, gli è valso l’Orso d’argento al Festival di Berlino e rappresenta il testamento cinematografico di un autore che ha indagato la condizione umana nelle sue forme più estreme e quotidiane, tra abbandono, povertà e lenta decadenza.

Negli ultimi anni Tarr si era dedicato anche alle videoinstallazioni e ai progetti speciali, come “Missing People” (2019), commissionato per il Wiener Festwochen, dove ha raccontato le vite dei più poveri e dei migranti di Vienna. Insegnante di grande influenza, ha formato diverse generazioni di cineasti in tutto il mondo, da László Nemes a Valdimar Jóhannsson e Pilar Palomero.

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Data articolo:Tue, 06 Jan 2026 14:11:28 +0000

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