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Mondo a cura di Valerio Cattano
Venezuela, i marines Usa sequestrano la sesta petroliera nel giorno in cui Trump accoglie Machado

E sono sei. Con il sequestro della “Veronica†sono sei le petroliere che gli Stati Uniti hanno posto sotto sequestro. Una attività che si inquadra nell’operazione che ha portato all’arresto del presidente Maduro e della moglie, avvenuto il 3 gennaio. Il leader chavista e la consorte sono accusati di narco-terrorismo e traffico di cocaina.

A dare conferma del nuovo sequestro è stato il Comando meridionale Usa: “In un’altra azione prima dell’alba, i marines e i marinai della Joint Task Force Southern Spear, a supporto del Dipartimento della Sicurezza Interna, sono decollati dalla USS Gerald R. Ford (CVN 78) e hanno catturato la petroliera Veronica senza incidentiâ€.

L’azione di inquadra in quella che Washington stabilisce come una “quarantena†per le petroliere in entrata o uscita dal Venezuela, tanto che lo stesso Comando nel suo annuncio su X aggiunge: “La Veronica è l’ultima petroliera ad operare in violazione della quarantena stabilita dal presidente Trump per le navi sanzionate nei Caraibi, dimostrando ancora una volta l’efficacia dell’operazione Southern Spear. L’unico petrolio che uscirà dal Venezuela sarà quello coordinato in modo corretto e legaleâ€.

La scorsa settimana, gli Stati Uniti hanno sequestrato tre petroliere legate al Venezuela, tra cui la Marinera conosciuta in precedenza come Bella-1 e battente bandiera russa. Questo intervento è avvenuto nell’Atlantico; altre due petroliere – Olina e Sophia – erano state sequestrate nei Caraibi.

Alcune di queste imbarcazioni, come la Marinera, fanno parte di quella che viene definita flotta-ombra, grazie alla quale la Russia ha continuato a trasportare petrolio aggirando le sanzioni imposte da Stati Uniti ed Europa in seguito all’invazione dell’Ucraina, avvenuta quattro anni fa.

Il raid a bordo della Veronica è avvenuto nella stessa giornata in cui il presidente Trump attende alla Casa Bianca la leader dell’opposizione venezuelana, María Corina Machado, vincitrice del premio Nobel. Il repubblicano ha definito l’oppositrice di Maduro una “combattente per la libertàâ€, ma ha respinto l’idea di accettare una sua guida del Venezuela sostenendo che Machado manca di un sostegno interno importante. I più maliziosi sostengono invece che Trump non perdoni a Machado l’aver ricevuto il Nobel per la pace che lui pensava di meritare. In ogni caso, la mancanza di sostegno di Machado in patria è una valutazione supportata anche dalla Cia, secondo cui un governo portato avanti tra coloro che avevano condiviso la guida chavista avrebbe avuto più riconoscimento dagli stessi venezuelani. Da lì il dialogo aperto con Delcy Rodriguez, che ha preso la guida del nuovo esecutivo a Caracas.

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Data articolo:Thu, 15 Jan 2026 15:34:52 +0000
World News a cura di Redazione FqMagazine
L’aurora boreale vista dallo spazio: l’astronauta giapponese cattura la spettacolare immagine

L’astronauta giapponese Kimiya Yui ha filmato dallo spazio una incredibile aurora boreale. Nella clip, pubblicata sui suoi social, la stazione spaziale internazionale sta passando sul Canada e sul Nord Europa: il risultato è strabiliante, la Terra sembra avvolta dall’aurora.

“Il Sole sapeva che sarei tornato presto – ha scritto Yui su X – quindi si è impegnato al massimo e sono riuscito a catturare un’aurora davvero meravigliosa”

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Data articolo:Thu, 15 Jan 2026 15:31:29 +0000
Blog a cura di Marinella Zetti
Il mercato del libro ha chiuso in negativo il 2025, eccezion fatta per Audible: ecco perché

Purtroppo il mercato del libro ha chiuso il 2025 con segno negativo, però c’è un settore che festeggia. Dopo una prima accoglienza freddina, da qualche anno gli italiani hanno scoperto quanto è piacevole ascoltare una voce che legge un libro. Così Audible, azienda della galassia Amazon, ha iniziato a crescere: lo scorso anno ben 11,4 milioni italiani hanno ascoltato libri, con un incremento del 3% rispetto al 2024 e un aumento complessivo del 14% negli ultimi quattro anni.

Secondo Francesco Bono, responsabile contenuti Audible Italia, Spagna e Francia il momento di svolta per l’Italia può essere fatto risalire al periodo della pandemia, quando gli italiani hanno iniziato ad apprezzare sempre di più l’ascolto come modalità alternativa e complementare alla lettura tradizionale e come fedele alleato per rilassarsi e intrattenersi nei momenti in cui gli occhi e le mani sono impegnati in altre attività. Da allora l’abitudine non solo si è mantenuta, ma si è strutturata: oggi l’ascolto è più frequente, più lungo e più integrato nella vita quotidiana.

La ricerca di NielsenIQ per Audible ha individuato anche il motivo principale che spinge gli italiani ad ascoltare gli audiolibri: la loro attitudine al multitasking. Infatti, il 68% degli ascoltatori li considera una modalità efficace per continuare a “leggere†anche quando si è occupati. Inoltre, gli audiolibri vengono scelti per ridurre la sovraesposizione agli schermi (59%), combattere stress e solitudine (52%), e sono un compagno negli spostamenti della vita quotidiana (sui mezzi, in macchina e a piedi).

Tra le motivazioni che spingono ad avvicinarsi al formato audio, spiccano la curiosità di sperimentare un nuovo modo di leggere (27%) e il desiderio di uscire dalla propria comfort zone esplorando titoli inaspettati (11%). Le fasce di età più coinvolte sono quelle tra i 25 e i 55 anni. Gli heavy user, cioè chi ascolta audiolibri ogni giorno, coincidono in larga parte con i “lettori fortiâ€: prevalentemente donne tra i 45 e i 54 anni.

Cosa leggono gli italiani? Bono non ha dubbi, la scelta di cosa ascoltare è guidata innanzitutto dal genere, che rappresenta il principale fattore decisionale per il 72% degli ascoltatori: in cima alle preferenze si collocano narrativa letteraria, thriller e fantasy, tutti indicati dal 28% del campione, seguiti da crime e classici. Tra i “preferiti†non appare il romance, molto apprezzato nella versione cartacea e digitale. Per quanto riguarda i momenti di fruizione, l’ascolto si concentra soprattutto durante gli spostamenti quotidiani: oltre la metà degli intervistati ascolta audiolibri in auto, sui mezzi pubblici o a piedi, anche se la casa resta il luogo principale di ascolto per il 63% degli utenti.

Nel 2025 la sessione media di ascolto è stata di circa 30 minuti, con una frequenza media di tre volte al mese, ma il 35% degli ascoltatori ha dichiarato di dedicare tempo agli audiolibri almeno una volta a settimana, a conferma di un’abitudine sempre più regolare e radicata nella quotidianità.

Una curiosità: gli heavy user provengono in lieve maggioranza dal Sud Italia, tuttavia l’audiolibro si conferma un formato nazionale, non limitato a una sola area geografica. Le grandi città, come Milano, restano centrali per la diffusione culturale e l’adozione dei formati digitali, in continuità con quanto avviene per ebook e altri contenuti digitali.

Bello, piacevole, ma quanto costa? In Italia l’abbonamento ad Audible ha un costo mensile di 9,99€ al mese, con un’offerta che include oltre 350mila titoli tra audiolibri, podcast e serie audio, di cui oltre 18mila in lingua italiana. Nel 2024 il numero dei clienti acquisiti è cresciuto di oltre il 9% a livello globale e nello stesso anno gli utenti hanno ascoltato oltre 5,4 miliardi di ore di contenuti, dedicando in media più di un’ora al giorno all’audio, segno di un’abitudine sempre più radicata e consapevole.

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Data articolo:Thu, 15 Jan 2026 15:21:24 +0000
Storie dal Mondo a cura di Redazione FqMagazine
“Mi sono ustionata con il caffè in aereo, è stato uno choc assoluto. Le hostess non avevano nulla per medicarmiâ€: Denise Elliot fa causa a Ryanair e ottiene un risarcimento di oltre 4 mila euro

Ryanair ha dovuto risarcire con 4.350 sterline una passeggera, Denise Elliot, dopo che la donna si è ustionata con il caffè durante un volo da Bournemouth a Maiorca. Come raccontato dalla signora alla Bbc, il personale di bordo ha servito alla 63enne un bicchiere di caffè privo del coperchio protettivo, dato che erano esauriti. Pochi istanti dopo, Denise ha avvertito un forte senso di calore sulle gambe e ha visto che il caffè le si era rovesciato addosso. L’infermiera inglese ha commentato alla Bbc l’accaduto dicendo: “Ho appoggiato la tazza sul tavolo, ma non so cosa sia successo dopo. Il caffè era tutto sulle mie cosce, ma io non ho urtato il bicchiere, sennò sarebbe caduto di lato”. Denise ha cercato di medicarsi da sola, trattando le ferite con degli impacchi freddi a bordo dell’aereo.

La signora ha chiesto aiuto, senza ricevere adeguata assistenza dal personale. Denise ha denunciato la compagnia aerea per la scarsa preparazione e il disinteresse mostrato dall’equipaggio durante l’emergenza. Elliot ha aggiunto di aver chiesto un asciugamano per medicare le ustioni. Gli hostess non hanno potuto soddisfare la richiesta dato che a bordo non c’era nulla di adatto al primo soccorso. La signora ha spiegato come si è medicata: “Ho messo il vestito sulle gambe, ma avevo bisogno di qualcosa di assorbente imbevuto di acqua fredda per poter abbassare la temperatura”. Inizialmente lo staff le ha portato della carta asciutta, poi salviette per superfici contenenti alcol, inadatte per tamponare un’ustione. La signora ha dichiarato che il trattamento riservatole è stato “uno choc assoluto“. Le ferite si sono rimarginate dopo 8 mesi.

La causa contro Ryanair

Dopo l’accaduto, Denise Elliot ha deciso di intentare una causa contro Ryanair, per lesioni personali. La donna si è appellata alla Convenzione di Montreal che regola i viaggi aerei internazionali. La compagnia ha inizialmente negato ogni responsabilità per l’accaduto. La Bbc ha contattato Ryanair per un commento sulla questione, senza ricevere risposte. Alla fine, le parti hanno deciso di chiudere la questione con un accordo extragiudiziale. La compagnia irlandese ha risarcito Elliot con 4.350 sterline (circa 5 mila euro). Alla Bbc, la signora Denise ha dichiarato di non aver voluto fare causa all’azienda per una questione di soldi. La 63enne inglese ha commentato così la fine della vicenda: “Immaginate se fossi stata una bambina o una persona anziana? Chissà cosa sarebbe potuto succedere. Comunque sono davvero felice del risultato”.

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Data articolo:Thu, 15 Jan 2026 15:17:46 +0000
Cronaca Nera a cura di Redazione Cronaca
Annabella Martinelli, ritrovata morta la ragazza scomparsa a Padova da 9 giorni

È stata trovata morta Annabella Martinelli, la 22enne di Padova che era scomparsa dal 6 gennaio scorso. Il ritrovamento è avvenuto in una zona dei Colli Euganei a poca distanza da dove era stata recuperata la sua biciletta. Sul posto sono arrivati il procuratore di Padova Angelantonio Racanelli e il magistrato titolare dell’indagine Claudio Fabris.

Annabella Martinelli trovata impiccata

Il corpo della studentessa di giurisprudenza, residente a Teolo, è stato trovato impiccato a un albero a cento passi dal palo a cui era stata appoggiata la bici viola della giovane. La zona è in un giardino di una casa tra i civici 3 e 5 della via Euganea Teolo, sul lato destro dello stesso sterrato su cui si sono inerpicati i cinofili con i cani molecolari, vigili del fuoco e tutti quelli che hanno cercato la giovane. Sono in corso gli accertamenti per stabilire le cause della morte, ma non si esclude possa essersi trattato di un gesto volontario.

Era scomparsa dal 6 gennaio: le ultime foto

L’inchiesta in questi giorni aveva ipotizzato il reato di sequestro di persona, ma non ci sono iscritti nel registro degli indagati. Di Martinelli non si avevano più notizie dalla sera dell’Epifania: le ultime immagini, estrapolate dalle telecamere di videosorveglianza, la ritraevano in sella alla sua bicicletta tra Selvazzano e Villa di Teolo con i cartoni delle due pizze che aveva ordinato, per asporto, in un locale della zona. I carabinieri delegati alle indagini dalla procura avevano ipotizzato che la ragazza potesse essersi allontanata dal luogo del ritrovamento del suo mezzo a bordo di un’automobile o di una moto.

L’ipotesi che Annabella abbia incontrato qualcuno

L’idea era maturata sulla scorta di quell’ordine di due pizze: evidentemente, questa l’idea degli investigatori, perché doveva incontrarsi con una persona. Anche per questo, nonostante il modo in cui è stata ritrovata senza vita la giovane, gli accertamenti proseguiranno – almeno fino all’autopsia – per chiarire se Martinelli ha visto qualcuno prima di perdere la vita. Negli ultimi tempi, come emerso finora, la 22enne aveva avuto un periodo difficile sotto il profilo degli studi universitari e anche personale.

La supertestimone: “Rifiutò il mio aiuto”

L’ultima persona ad averla vista viva è stata una giovane studentessa padovana che l’ha incontrata la sera della scomparsa, attorno alle 23.30, dopo che era ripresa per l’ultima volta – alle 23.06 – a Villa Teolo. “Le ho chiesto se avesse avuto bisogno di qualcosa, se la catena della bicicletta fosse caduta o avesse necessità di un passaggio”, racconta la testimone, secondo quanto rivelato da Il Mattino di Padova. “C’era buio – prosegue il racconto – faceva freddo e c’era perfino un po’ di foschia”. La ragazza avrebbe chiesto se la giovane avesse bisogno di aiuto: “Era senza telefono – è il resoconto – non aveva nulla in mano, zero bibite o pizza, semplicemente era quasi ferma e per quello che posso dire io, mi è parsa tranquilla. Ho insistito almeno tre volte con la mia offerta di aiuto, ma poi dentro di me ho detto basta, perché non volevo risultare né molesta, né farle pensare che fossi una malintenzionata”. Mentre si allontanava in auto, alla testimone è sembrato che la ragazza stesse per imboccare un sentiero sterrato che porta a Teolo.

Se hai bisogno di aiuto o conosci qualcuno che potrebbe averne bisogno, ricordati che esiste Telefono amico Italia (0223272327), un servizio di ascolto attivo ogni giorno dalle 10 alle 24 da contattare in caso di solitudine, angoscia, tristezza, sconforto e rabbia. Per ricevere aiuto si può chiamare anche il 112, numero unico di emergenza. O contattare i volontari della onlus Samaritans allo 0677208977 (operativi tutti i giorni dalle ore 13 alle 22).

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Data articolo:Thu, 15 Jan 2026 14:57:04 +0000
Trending News a cura di Redazione FqMagazine
“Ho tenuto duro per 5 anni, ma non c’erano altre soluzioni. Com’è andata? Con tutti quegli oppioidi…â€: Alessandra Drusian dei Jalisse si è operata. Le immagini dall’ospedale

Alessandra Drusian dei Jalisse ha pubblicato alcune fotografie dall’ospedale dov’è stata ricoverata per un’operazione di protesi all’anca. “Mi sono presa una pausa per pensare alla mia salute“, ha dichiarato la cantante, che lo scorso 8 gennaio ha deciso di sottoporsi all’intervento, posticipato per anni. Drusian ha raccontato di aver finora attenuato il dolore grazie a fisioterapie e infiltrazioni, poi ha deciso di passare alla chirurgia. L’artista ha spiegato: “Ho tenuto duro per 5 anni pensando di poter risolvere con fisioterapie infiltrazioni e antidolorifici, ma alla fine non c’erano altre soluzioni“. Come documentato dal marito e partner nei Jalisse Fabio Ricci, l’intervento è andato bene e in pochi giorni la cantante è stata dimessa dall’ospedale. I fan hanno potuto seguire tutti gli aggiornamenti grazie ai video pubblicati sul profilo Facebook della coppia.

Con un video, Fabio Ricci ha immortalato il momento delle dimissioni di Alessandra Drusian, accompagnata dalla “telecronaca” del marito. Il cantante dice: “Ecco la campionessa che esce dal suo hotel 8 stelle. Ci dica, com’è andata?“. La moglie ha risposto così: “È andata, è stata una bellissima esperienza, soprattutto con tutti gli oppioidi che mi hanno dato!”. L’artista ha voluto ringraziare l’equipe medica che l’ha seguita. Drusian ha dichiarato: “Sono stati tutti meravigliosi”.

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Data articolo:Thu, 15 Jan 2026 14:55:57 +0000
Trending News a cura di Redazione FqMagazine
“Non ho mai visto un Ufo ma credo negli alieni, esiste un’altra dimensioneâ€: parlano Holly Hunter e Paul Giamatti

“Non ho mai visto un UFO, ma forse esiste in un’altra dimensioneâ€. Holly Hunter sorride mentre lo dice, ma non sta scherzando. È una convinzione che nasce da lontano, alimentata da una vita passata tra cinema d’autore e fantascienza, e che riaffiora oggi con Starfleet Academy, il nuovo spin-off di Star Trek disponibile su Paramount+, proprio nell’anno in cui il franchise celebra i suoi 60 anni. Hunter è la protagonista della serie: interpreta Nahla Ake, cancelliera e capitano della nave accademica U.S.S. Athena, chiamata ad addestrare la prima nuova classe di cadetti della Flotta Stellare da oltre un secolo. Un ruolo di comando, ma anche di ascolto e responsabilità, che l’attrice legge come una metafora profondamente umana. Parlare di Star Trek, per Holly Hunter, significa tornare all’infanzia: “Papà mi tritava il ghiaccio per il succo d’uva e insieme ci sedevamo sul divano a guardarlo in tvâ€, racconta a Leggo.

Accanto a lei, nel nuovo spin-off, c’è un altro premio Oscar: Paul Giamatti. Anche per lui Star Trek è legato al padre: “Non sono uno che cita le battute a memoria – e chi lo fa un po’ mi spaventa – ma anch’io dai 7 anni in su vedevo la serie con papàâ€, spiega a Leggo. E aggiunge che Spock ha avuto “un grande impatto†nella sua crescita: “In quanto creatura piena di traumi, parlava di paura e di senso di appartenenza, temi che sentivo viciniâ€. Per Holly Hunter la forza di Star Trek non sta solo nello spazio o nella tecnologia: “La fantascienza è una metafora potentissimaâ€, dice, “che affonda le sue radici nei conflitti raccontati da Eschilo, Sofocle, dai greci, dai romani e da Shakespeareâ€. Il dramma, secondo l’attrice, nasce sempre dai momenti di cambiamento e dall’evoluzione che ne deriva. “In Star Trek si parla di guerre globali, galattiche. È questo che lo rende sempre attualeâ€.

Un’idea condivisa da Giamatti, che vede nella nuova serie il suo vero punto di forza. “L’asso nella manica è l’empatiaâ€, sottolinea, insieme alla capacità di ascolto. Hunter la definisce “accettazione attiva dell’altro e dei suoi sentimentiâ€. I cadetti della Starfleet Academy sono adulti, spiega, “hanno piena libertà, ma esistono confini e limiti, per la loro stessa sicurezzaâ€.

Entrare ufficialmente nell’universo di Star Trek ha anche un lato ludico: “La fantascienza è un territorio creato dagli appassionatiâ€, osserva Giamatti. “E ora posso legittimamente partecipare a una convention di fanâ€. Subito dopo ammette una certa apprensione: “Mi terrorizza essere sfidato da chi ne sa tantissimo e può mettere in discussione il mio lavoroâ€. Il ritorno nello spazio ha riacceso anche le domande più antiche. Holly Hunter è cauta: “Non ho mai visto un UFOâ€, precisa, “ma forse esiste in un’altra dimensioneâ€. Paul Giamatti è più netto: “Io credo nella vita aliena. Sarebbe folle pensare che non esistano altre forme di vita in un universo tanto vastoâ€.

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Data articolo:Thu, 15 Jan 2026 14:53:37 +0000
Politica a cura di Redazione Politica
Referendum, Conte: “Dalle firme un segnale dirompenteâ€. Le opposizioni a Meloni: “Ora rinviare il votoâ€

Una richiesta di informativa urgente alla premier Giorgia Meloni per sapere se il governo intenda rinviare la data del referendum. A presentarla sono Pd, Movimento 5 stelle e Alleanza Verdi e Sinistra dopo il raggiungimento del quorum di 500mila firme da parte dell’iniziativa popolare lanciata da un gruppo di 15 giuristi. Violando la prassi costituzionale, infatti, il governo ha indetto la consultazione il 22 e 23 marzo sulla base della richiesta già depositata dai parlamentari, senza attendere il termine di tre mesi dalla pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale (30 ottobre) entro il quale anche i cittadini possono chiedere il voto. “Ringraziamo le cittadine e i cittadini che hanno sottoscritto la richiesta e i due comitati (quello dell’Anm e quello della società civile, ndr) che li hanno sollecitati e aiutati. Continuiamo a raccogliere firme e dimostriamo anche coi numeri la forza delle ragioni del voto per il No. Lo possiamo fare fino al 27 gennaio perché è necessario del tempo per chiudere formalmente la raccolta e consegnare tutto in Cassazione entro il temine di legge del 30 gennaio”, dichiarano in una nota i promotori (qui il link per continuare a firmare con Spid o Carta d’identità elettronica).

Tra i primi a esultare per il quorum c’è il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte: “È un risultato incredibile, un segnale dirompente. Con tutti contro, nonostante il lavaggio del cervello a reti unificate su questa riforma, su cui stanno illudendo i cittadini. Nonostante un governo che snobba e ridicolizza la partecipazione, l’impegno, la raccolta firme, accelerando i tempi per il referendum per dare meno tempo ai cittadini di discutere e informarsi”. Dal Pd, la responsabile Giustizia Debora Serracchiani sottolinea che il risultato “dice una cosa molto chiara: le persone vogliono capire, partecipare, scegliere. In un tempo in cui si prova a ridurre tutto a propaganda, 500mila persone hanno scelto la partecipazione. In pochissimo tempo, sotto le festività natalizie. È stato un atto di responsabilità democratica: per chiedere informazione, confronto, rispetto delle regole”.

Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana e deputato di Avs, parla di “un grande risultato di popolo, che in pochissimi giorni ha raggiunto l’obiettivo solo grazie al passaparola e senza grandi finanziamenti, nonostante il boicottaggio e gli attacchi del governo e di tutto il sistema mediatico della destra”. Per il leader di Europa Verde Angelo Bonelli, il successo dell’iniziativa è “la miglior risposta delle cittadine e dei cittadini all’arroganza di un governo che vuole agire in maniera impunita”. Carlo Nordio, invece, minimizza e invita ad aspettare il 27 gennaio, quando il Tar del Lazio deciderà sul ricorso dei promotori della raccolta firme contro la decisione del governo sulla data: “Secondo me è inutile, ma deciderà il giudice amministrativo, aspettiamo. Non abbiamo detto che la magistratura, anche quella amministrativa, è sovrana e indipendente. Aspettiamo la decisione del 27”.

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Data articolo:Thu, 15 Jan 2026 14:53:27 +0000
Televisione a cura di Redazione FqMagazine
Gaffe di Marco Carrara durante la diretta di “Agoràâ€: scambia Robert De Niro e Ray Liotta per due iraniani degli anni ’70. Poi le scuse: “Errore dettato dalla frettaâ€

Robert De Niro e Ray Liotta sono stati scambiati per due uomini iraniani degli anni ’70. Il curioso fatto è accaduto durante la puntata di “Agorà” andata in onda ieri, 14 gennaio. Il conduttore Marco Carrara è stato protagonista di una gaffe. Parlando della situazione in Iran, ha ripreso in diretta una serie di post da X. In uno di questi si vede una fotografia in cui sono ritratte due coppie e uno dei due uomini che tiene in braccio un neonato. La foto, accompagnata dalla descrizione “La mia famiglia in Iran (1977) prima della Rivoluzione islamica”, è in realtà tratta dal film “Quei bravi ragazzi” di Martin Scorsese. Carrara non n’è reso conto e la gaffe è andata immediatamente virale sui social. Su Facebook, alcuni utenti hanno sdrammatizzato con battute simpatiche, mentre altri hanno attaccato il conduttore. Un utente ha scritto: “Purtroppo ho assistito in diretta, che tristezza. È pieno di gente incapace. Quanto devi essere ignorante per non accorgerti di nulla? Speriamo che la luna esca dall’orbita…”. Un’altra, invece, ha commentato scrivendo: “Beh effettivamente Ray Liotta ha un fascino persiano“.

Andrea Scanzi, è intervenuto sulla questione con un post su Facebook, scrivendo che tutti possono essere ‘vittime’ di una gaffe. Scanzi ha scritto: “Tutti sbagliano, tutti possono sbagliare. Ancor più le trasmissioni quotidiane, che devono ogni giorno inventarsi qualcosa per rendere buona la puntata… De Niro e Liotta me li ricordavo diversi”. Poi il giornalista ha espresso la sua solidarietà a Marco Carrara, sottolineando che è stata una semplice svista e che “ci si fa una risata e finisce lì”. E ancora: “Molta meno solidarietà (e qui non parlo più di Agorà) a chi, nei piani alti, ha trasformato la Rai (cioè il servizio pubblico) in un mezzo disastro continuo, tra censure, propaganda e clima di terrore. L’ennesimo disastro di questo governo di brodi”.

Le scuse di Marco Carrara

Nella puntata di “Agorà” andata in onda oggi, 15 gennaio, Marco Carrara si è scusato per la gaffe. Il conduttore ha dichiarato: “Da piccolo i miei genitori mi hanno insegnato che bisogna chiedere scusa quando si sbaglia. Quindi voglio scusarmi con il pubblico perché ieri, nella fretta della diretta, ho mostrato un post che era una fake news e, dato che so che quando si sbaglia bisogna ammetterlo, chiedo scusa. Ringrazio il pubblico per le tante segnalazioni, perché mi spingono a essere ancora più rigoroso e attento”.

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Data articolo:Thu, 15 Jan 2026 14:50:32 +0000
Sport News a cura di Redazione Sport
“Ho rischiato l’esaurimento, il ciclismo ti consumaâ€: la confessione di Vingegaard

“Questo è uno sport che ti consuma, logorante per tutti, anche per me. Anch’io sono stato vicino all’esaurimento e se non mi fossi confrontato con la mia squadra, non ne sarei uscito”. A distanza di pochi giorni dall’annuncio della sua partecipazione al Giro d’Italia, Jonas Vingegaard si è raccontato in una lunga intervista a Feltet. E ha parlato dell’aspetto mentale nel ciclismo a proposito della decisione di Simon Yates, ultimo vincitore del Giro d’Italia che ha deciso a sorpresa di ritirarsi a 33 anni, ormai ex compagno di Vingegaard alla Visma | Lease a Bike

“Ho grande rispetto per il fatto che abbia deciso di fermarsi quando ha capito di essere arrivato al limite“, ha raccontato Vingegaard analizzando la decisione dal proprio punto di vista: “Non è stata una scelta uscita dal nulla ma figlia di un momento difficile, in cui ha capito di non avere più nulla da dare. Questo è uno sport che ti consuma, logorante per tutti, anche per me. Anch’io sono stato vicino all’esaurimento e se non mi fossi confrontato con la mia squadra, non ne sarei uscito”.

Uno sport in cui ci sono alti e bassi, momenti complicati e in cui l’aspetto mentale è fondamentale soprattutto a livelli alti: “Non sempre si riesce a esprimere ciò che si prova e molti corridori faticano ad esternare i propri sentimenti. Io stesso non sono stato sempre in grado di esprimere quello che pensavo ed è probabilmente il motivo per cui ho fatto fatica in alcuni momenti in passato”, ha concluso Vingegaard.

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Data articolo:Thu, 15 Jan 2026 14:50:31 +0000
Trending News a cura di Redazione FqMagazine
Code di oltre tre ore a Malpensa e bagagli introvabili, la denuncia: “Mamma mia, non venite a Milanoâ€

File interminabili per il controllo alla dogana e bagagli che, dopo ore, sono ormai introvabili tra i nastri. È il contenuto della video denuncia fatta dall’italo-cinese Liu Marino. Liu, con circa 9mila follower su Instagram, ha raccontato l’odissea del suo arrivo a Malpensa, il 12 gennaio scorso, di rientro a Milano dove vive da quasi 20 anni.

“Il mio volo è arrivato alle 7.22 – racconta – alle 7.40 ero già a fare la fila per passare il controllo dogana (che consiste nel controllo passaporti per i cittadini extra-Schengen), è stata la fila più lunga della mia vita”.

Secondo il testimone c’erano solo tre sportelli aperti per quasi 2000 persone. “Dopo due ore non sapevamo dove iniziasse e dove finisse la fila. In coda per per tre ore, senza bagno e senza cibo”.

Passati i controlli, Liu incontra un altro problema: i bagagli sono ormai consegnati ma, ovviamente, il numero del nastro non è più visibile essendo arrivati altri voli nel frattempo. “Devi girare tutta la sala a trovare il tuo bagaglio”, continua. “Fuori dall’aeroporto – racconta ancora – ho fatto un’altra ora di fila per l’autobus perché c’era sciopero”.

L’influencer riflette quindi sulle imminenti olimpiadi, in arrivo a Milano tra meno di 20 giorni. Malpensa reggerà il ritmo degli arrivi?

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Data articolo:Thu, 15 Jan 2026 14:50:12 +0000
Calcio a cura di Redazione Sport
Si nascondono nella lounge dell’Allianz Stadium per mangiare e bere: fermati due tifosi

Doveva essere una semplice trasferta calcistica e una serata di festa visto il 5-0 finale, ma la giornata si è conclusa con un arresto. Un uomo e una donna, fratello e sorella arrivati da Bologna per assistere alla partita JuventusCremonese di lunedì scorso, sono stati scoperti all’interno dell’Allianz Stadium di Torino diverse ore dopo il termine dell’incontro.

I due, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, si erano nascosti all’interno dell’impianto – in una delle sale d’accoglienza – con l’intenzione di trascorrervi la notte, consumando cibo e bevande e riposando nei locali dello stadio. Una notte di comodità, in uno degli stadi più all’avanguardia d’Italia e d’Europa, sfondo campo da gioco. Peccato che però subito dopo siano stati scoperti e fermati.

A notarli è stato il personale di vigilanza, che ha contattato il numero unico di emergenza 112. All’arrivo dei militari della Radiomobile, i due hanno tentato di allontanarsi, ma sono stati bloccati immediatamente. Durante il controllo, l’uomo è stato trovato in possesso di tre bottiglie di spumante sottratte all’interno dello stadio. Per lui è scattato l’arresto in flagranza con l’accusa di furto in concorso, mentre la sorella è stata denunciata a piede libero alla procura.

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Data articolo:Thu, 15 Jan 2026 14:48:58 +0000
Calcio a cura di Redazione Sport
“Faccio vincere la coppa al Maliâ€: stregone arrestato dopo aver rischiato il linciaggio. Aveva raccolto oltre 30mila euro

“Guiderò il Mali al trionfo in Coppa d’Africa“. Così Karamogo Sinayoko, sedicente stregone, aveva acquisito la fiducia di tantissimi tifosi maliani, che gli hanno dato diversi soldi, una somma vicina ai 30mila euro. E per questo motivo è stato arrestato dopo aver rischiato il linciaggio al termine della sconfitta contro il Senegal.

Sinayoko – stregone molto noto in Mali – aveva dichiarato di essere un uomoscelto da Dio” per guidare il Mali al successo in Coppa d’Africa. E la sua credibilità era salita dopo che il Mali era riuscito a eliminare a sorpresa la Tunisia negli ottavi in modo rocambolesco, in 10 contro 11 dal primo tempo e pareggiando nei minuti finali grazie a un calcio di rigore prima delle qualificazione ottenuta proprio nei tiri dagli undici metri.

Una partita che gli aveva permesso di acquisire ancora più popolarità, tant’è che dopo il match aveva ricevuto altri soldi. Sull’onda dell’entusiasmo, Sinayoko aveva giurato sul Corano che avrebbe rifatto il “miracolo” anche nei quarti di finale. Ma la sconfitta per 1-0 contro il Senegal ha cambiato rapidamente la percezione nei suoi confronti. Al termine della partita, decine di tifosi infuriati si sono ritrovati davanti alla sua abitazione a Bamako, cominciando a lanciare sassi e danneggiandogli la casa.

A quel punto è intervenuta la polizia lo ha arrestato con l’accusa di frode ed è indagato anche per ciarlataneria. Dopo il fermo, Sinayoko ha provato a difendersi affermando di aver svolto il suo “lavoro spirituale” ma che la decisione finale spetta comunque a Dio. A indagare su quanto accaduto ci sono anche delle unità specializzate in reati informatici, visto che la raccolta di denaro è avvenuta in gran parte attraverso canali digitali.

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Data articolo:Thu, 15 Jan 2026 14:44:24 +0000
Cronaca a cura di Andrea Tundo
Circolazione ferroviaria interrotta a Firenze tra sabato 24 e domenica 25: tutte le misure messe in campo da Rfi

Un intervento strategico per la mobilità di Firenze costringerà Rfi a interrompere la circolazione ferroviaria tra le stazioni di Rifredi e Campo di Marte per 24 ore, dalle 15 di sabato 24 gennaio alla stessa ora del giorno successivo. Con un’inevitabile ripercussione alla circolazione anche dell’Alta Velocità, sia di Trenitalia che di Italo. I lavori del cavalcaferrovia stradale Ponte al Pino – una struttura dell’Ottocento che collega i quartieri centrali a Campo di Marte, Coverciano e le zone collinari – rappresentano una tappa fondamentale nel percorso di rinnovo e potenziamento della viabilità urbana di Firenze e vengono attuati da Rfi in coordinamento con il Comune.

In particolare tra sabato e domenica verrà installata una nuova passerella pedonale provvisoria, lunga 44 metri e larga circa 3 metri, funzionale ai lavori che seguiranno nei prossimi mesi. La posa del passaggio pedonale avrà un impatto non indifferente sulla circolazione tra le 15 di sabato e le 15 di domenica ma – con anticipo – Rete ferroviaria italiana ha messo in piedi un’organizzazione straordinaria tesa a diminuire il più possibile l’impatto dei disagi – che saranno comunque inevitabili per i passeggeri dell’Alta Velocità sia diretti verso Sud che verso Nord – e che potranno ulteriormente essere limitati scegliendo soluzioni di viaggio che “aggirano” l’orario dei lavori.

La prima soluzione trovata da Rfi è la riduzione del 50 per cento i treni previsti: la circolazione sarà garantita con un treno ogni ora per ciascuna direzione. Alcuni collegamenti saranno instradati sulla linea Tirrenica, con incrementi dei tempi di percorrenza che potranno arrivare fino a due ore. I restanti convogli verranno interrotti nelle stazioni di Firenze Rifredi e di Firenze Campo di Marte: i passeggeri potranno usufruire di una navetta – tre batterie da 6 bus ciascuna, più sei autobus di riserva, condivisi tra Trenitalia e Italo – per raggiungere l’altra stazione e continuare il loro viaggio verso la destinazione prescelta.

La scelta di limitare il numero dei bus, spiega Rete Ferroviaria Italiana, risponde all’esigenza di evitare ulteriori criticità alla viabilità cittadina, anche perché sabato alle 18 è in programma la partita Fiorentina-Cagliari. Per lo stesso motivo, entrambe le imprese ferroviarie hanno deciso di contingentare la vendita dei biglietti per ciascun treno che dovrebbe arrivare a Firenze nelle 24 ore dei lavori, così da assicurare una gestione sostenibile dei flussi.

Tutte le modifiche – fa sapere Rfi – sono state inserite nei sistemi di vendita di Trenitalia e Italo, così da garantire la massima trasparenza per i viaggiatori. A ciò si aggiunge un rafforzamento dell’assistenza al pubblico di Trenitalia: 40 persone saranno presenti nelle stazioni e durante i trasferimenti per supportare i viaggiatori e garantire la continuità del servizio in una fase particolarmente delicata per il nodo ferroviario fiorentino. Anche i canali di vendita, conclude Rfi, sono già aggiornati. Nel corso del 2026, sempre a causa dei lavori al cavalcavia ferroviario Ponte al Pino, Rfi prevede altre giornate con limitazioni al traffico ferroviario che verranno comunicate in seguito e sempre con anticipo.

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Data articolo:Thu, 15 Jan 2026 14:38:04 +0000
Blog a cura di Marco Grimaldi
Italia, stato di polizia. Il nuovo pacchetto Sicurezza trasforma il dissenso in un problema di ordine pubblico

In Italia sta prendendo forma un disegno preciso: trasformare il dissenso in un problema di ordine pubblico. Lo vediamo nelle multe e negli avvisi di garanzia contro chi ha riempito le piazze denunciando il genocidio a Gaza e l’economia di guerra.

In questi giorni, da Torino a Bergamo, da Massa a Treviso centinaia di studenti, cittadini, sindacalisti, attivisti stanno ricevendo multe salate (da 300 fino a 5000 euro) e avvisi di garanzia per aver partecipato a manifestazioni pacifiche in difesa dei diritti del popolo palestinese, soprattutto in occasione degli scioperi generali per la Global Sumud Flotilla del 22 settembre e del 3 ottobre 2025.

Eppure, durante quelle ore non si sono verificati scontri, né danni, né situazioni di pericolo per la sicurezza pubblica. E allora perché accade tutto questo? Perché il Decreto Sicurezza, divenuto legge l’11 aprile 2025, ha trasformato il blocco stradale o ferroviario in reato penale, per esempio. Perché il governo, nella sua deriva autoritaria e securitaria, ha deciso di usare lo strumento penale come mezzo di controllo sociale, di dissuasione di ogni forma di dissenso.

Ora, vediamo nuovamente tutto questo nero su bianco nel nuovo Pacchetto Sicurezza in arrivo alle Camere, che amplia ancora i poteri repressivi dello Stato e restringe gli spazi democratici. Lo fa con l’introduzione permanente delle cosiddette “zone rosseâ€, aree urbane vietate ai soggetti ritenuti “pericolosiâ€, anche solo denunciati o condannati in via non definitiva per reati commessi durante manifestazioni. E con il divieto di partecipare a pubbliche riunioni o assembramenti per chi è condannato anche in via non definitiva per reati commessi durante riunioni o assembramenti pubblici.

Lo fa rendendo Paese il laboratorio repressivo della Val Susa, autorizzando la polizia, nel corso di manifestazioni di piazza, a perquisire le persone sul posto e a trattenerle negli uffici fino a 12 ore, anche se solo sospettate di rappresentare “un pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione e per la sicurezza e l’incolumità pubblicheâ€. E punendo con detenzione da sei mesi a cinque anni chi non si ferma a un alt della polizia o si dà alla fuga con modalità “pericolosa per la pubblica e privata incolumitàâ€. Quest’ultimo possiamo chiamarlo invece “articolo Ramyâ€.

Lo fa aumentando (fino a 20 mila euro) le sanzioni amministrative per mancato preavviso di un corteo o sit in, o per deviazione del percorso della manifestazione. È un modo per colpire i movimenti direttamente agendo sulle loro finanze, esattamente come le multe diramate in modo capillare agli attivisti pro Palestina.

Lo fa accanendosi sui minori, ampliando l’elenco dei reati per cui si può applicare loro l’ammonimento del Questore e consentendone l’arresto in flagranza e l’imposizione di misure cautelari. E sulle loro famiglie, introducendo una sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro per il soggetto tenuto alla sorveglianza del minore. Ecco qui le “norme anti-maranzaâ€.

E, naturalmente, c’è sempre l’altra faccia della medaglia: ancora più impunità per le forze dell’ordine. Perché con queste misure gli agenti non saranno iscritti nel registro degli indagati se le loro azioni sono giustificate da “legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi, stato di necessitàâ€. In sostanza, da qualunque cosa.

Infine, il provvedimento prepara l’ennesima stretta sui diritti delle persone migranti, con l’interdizione temporanea del limite delle acque territoriali per “minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionaleâ€. Significa che il ministro dell’Interno potrà vietare per 30 giorni (prorogabili fino a sei mesi) a delle navi di attraversare il limite delle acque territoriali e disporne il fermo, se riterrà che ci sia il rischio di terrorismo ma anche solo di una “pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confiniâ€, o di “eventi internazionali di alto livello che richiedano l’adozione di misure straordinarie di sicurezzaâ€.

In sostanza, sarà discrezione di Salvini decidere se la pressione migratoria è troppa o se un evento richiede misure straordinarie per imporre un vero e proprio blocco navale, ossia ciò che la Lega sogna da sempre. I migranti a bordo delle navi saranno rimpatriati o condotti in Paesi terzi (leggasi: nei CPR albanesi), senza quindi poter fare domanda di asilo.

Ma non solo: si introduce il vero e proprio “esilio amministrativo†per gli indesiderati, ossia la possibilità di rimpatrio per qualunque straniero sia ritenuto pericoloso per la sicurezza nazionale o “l’integrità delle relazioni internazionali e diplomatiche dello Statoâ€. Ovvero a prescindere dall’aver commesso reati o meno.

Questo lo possiamo battezzare l’“articolo Shahinâ€, una misura che renderebbe lecito l’inaccettabile, ossia che, se un residente straniero ha posizioni che non piacciono al Governo, viene deliberatamente cacciato dall’Italia, anche se nel suo Paese d’origine rischia la vita.

Sappiamo che, quando uno Stato sceglie la repressione come risposta politica, la democrazia si assottiglia. Non è ordine né sicurezza, è paura. E non possiamo accettarlo.

E sappiamo che il nostro non è un caso isolato, anzi, si ispira a qualcuno: negli Stati Uniti, a Minneapolis, dopo l’uccisione di Renee Nicole Good, il governo ha mandato 2.000 agenti federali contro i manifestanti, come un esercito occupante. All’ondata di proteste in centinaia di città il regime di Trump risponde con una repressione sempre più brutale e scene da stato di polizia: porte sfondate, osservatori picchiati, persone sequestrate senza accuse né diritti. Per non dire della vera e propria scomparsa di stranieri, con prelievi, detenzioni indefinite in centri privati, deportazioni verso paesi terzi.

Ma vediamo anche, in questo ciclone di violenza, crescere la resistenza civile e l’organizzazione collettiva.

Anche in Italia, l’estrema destra ha deciso di colpire chi protesta, anziché chi viola i diritti. Per batterla serve più partecipazione, ma servono anche tutti gli strumenti democratici utili, tutte le armi costituzionali che ancora non ci sono state negate. Come i referendum che abbiamo alle porte contro la torsione autoritaria della nostra democrazia.

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Data articolo:Thu, 15 Jan 2026 14:35:05 +0000
Fatto Football Club a cura di Cristiano Vella
Si veste da idraulico e finge di riparare i bagni: il trucco del tifoso che è riuscito a entrare gratis allo stadio | Domeniche Bestiali

Capacità, ci vogliono le capacità. Nel pallone vero basta quella di calciare discretamente, o quella di correre, forse di più oggi. Nelle domeniche bestiali invece devi industriarti e fare un po’ di tutto: non solo il tifoso, ad esempio, ma pure il bartender e dosare bene il ghiaccio, che pure sugli spalti può sempre servire, o magari in categorie e zone più rustiche lasciar perdere mixer e pestelli ed essere esperti di essenze tipiche locali. Cari vecchi mestieri manuali dunque, sì barista (magari con due r) o bartender, ma vuoi mettere saper fare l’idraulico invece? E pure per gli arbitri, mica si può solo conoscere a memoria il regolamento? Servono acrobazie, break dance, roba alla Neo di Matrix

NEO
Chi di voi non ricorda la scena dei proiettili con Keanu Reeves che scansa le traiettorie assumendo le pose più improbabili nello svolazzare del suo impermeabile nero? Ecco, togliete Neo dalla scena e inseriteci un arbitro delle categorie minori italiane, poi togliete i proiettili e metteteci gli sputi e il gioco è fatto. Matrix però è costato bei soldini, questo scenario 150 euro di multa al Panchina Calcio, società di Prima Categoria Ligure: “Per la condotta di un tifoso il quale rivolgeva espressioni minacciose ed ingiuriose nei confronti del ddg, quindi a fine gara tentava di colpirlo con uno sputo senza riuscirci per l’abilità del ddg medesimoâ€. Chissà se l’arbitro si chiamasse Signor Anderson.

SUPER MARIO
Che faceva nella vita Super Mario? L‘idraulico. Ebbene sì, quel mestiere è un passepartout per supereroi, tifosi e non solo. Per quanto attiene ai tifosi e tralasciando il non solo, ecco che una dimostrazione arriva da Aberdeen: un tifoso dei Rangers ha finto, con tanto di attrezzatura e divisa, di essere un idraulico lì per riparare bagni. Ci si è nascosto dentro e poi all’arrivo dei suoi compari si è confuso con loro per gustarsi la gara nel settore ospiti.

MOJITO
Cocktail ormai universale e desiderabile in ogni frangente, anche in pieno inverno, anche sui campi delle categorie inferiori, anche a domicilio. Racchiude un po’ tutte queste caratteristiche l’episodio accaduto ad Apice, società di Eccellenza Campania, multata di 80 euro perché: “per aver alcuni sostenitori della società Apice Calcio, nel corso del primo tempo di giuoco, colpito con
acqua e ghiaccio l’AA2â€. No, il concetto di “Mojito a volo†è stato travisato.

TRADIZIONE
E la risposta ai cocktail arriva dall’Abruzzo, con la pagina amica “Abruzzo Calcio Ignorante†che regala ancora una volta una chicca: durante la partita della squadra “Amatori Capelli†ecco sugli spalti comparire, forse a causa del freddo di Gennaio, una bellissima e rustica fiaschetta e due bicchierini di liquore: genziana, sì, e non a volo come il mojito di sopra, che rende il tutto molto bello.

Foto da “Abruzzo Calcio Ignorante”

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Data articolo:Thu, 15 Jan 2026 14:24:11 +0000

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