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Trending News a cura di Redazione FqMagazine
Gerard Piqué e Clara Chía pedinati da un’auto: le persone a bordo gli chiedono una foto, lui si rifiuta e loro si vendicano così

Gerard Piqué e la sua fidanzata Clara Chía Marti sono stati pedinati a Barcellona. I fatti risalgono a pochi giorni fa, quando l’ex calciatore e la ragazza stavano camminando con gli amici per le strade della città catalana. Un gruppo di persone a bordo di un’auto ha chiesto a Piqué di scattare una foto insieme. Lo spagnolo si è rifiutato e i ragazzi hanno deciso di vendicarsi cantando a squarciagola “Bzrp Music Session #53”, la canzone di Shakira e il produttore Bizarrap che contiene riferimenti espliciti sulla separazione tra l’ex giocatore del Barcellona e l’artista colombiana. Nel video postato dal gruppo di persone si vede Gerard che non degna di attenzioni i disturbatori e cammina a testa bassa.

Con la hit composta nel 2023 insieme al musicista e produttore argentino Bizarrap, Shakira ha “dissato” l’ex marito. “Ti auguro buona fortuna con la mia presunta sostituta” canta la colombiana riferendosi a Clara Chía Marti, per proseguire con la frase diventata iconica: “Hai scambiato una Ferrari con una Twingo, hai scambiato un Rolex con una Casio”.

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Data articolo:Wed, 07 Jan 2026 11:47:30 +0000
Trending News a cura di Claudio Savino
“Accerchiati e colpiti da presunti dipendenti dei coniugi Moretti, gestori de ‘Le Constellation’â€: la testimonianza del giornalista Rai Alessandro Politi

“Io mi sono occupato per tanti anni di malavita, ma una violenza così non l’ho mai subita. È inaccettabile. Se fossi inciampato sarebbe finita maleâ€. A dirlo è Alessandro Politi, giornalista e inviato Rai, che a “Storie Italiane†ha raccontato l’aggressione subita durante la registrazione di un servizio sulla tragedia di Crans-Montana. Politi era sul posto insieme alla sua troupe e al collega Domenico Marocchi di “UnoMattinaNewsâ€, che aveva già denunciato l’accaduto.

Stando al racconto dell’inviato, alcuni dei presunti aggressori si sarebbero presentati come dipendenti di uno dei locali dei coniugi Moretti, gestori de “Le Constellation†e attualmente indagati per omicidio colposo. Quello subito da Politi e Marocchi è il secondo episodio di violenza ai danni dei giornalisti italiani dopo quello denunciato dall’inviata di “Ore 14†Francesca Crimi.

Tutta l’informazione è schierata per seguire gli sviluppi del drammatico incendio che ha devastato il bar “Le Constellation†mentre si stavano tenendo i festeggiamenti di Capodanno. Il bilancio della tragedia è drammatico: le persone decedute sono 22 cittadini svizzeri, 8 francesi, 6 italiani. I feriti in tutto sono 116, già identificati. Al momento sono in corso le indagini degli inquirenti per determinare che cosa ha scatenato le fiamme e se quel rogo potesse essere evitato in qualche modo.

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Data articolo:Wed, 07 Jan 2026 11:46:43 +0000
Cronaca a cura di Redazione Cronaca
Monti Sibillini, escursionista rimane bloccato a causa della neve: il soccorso per portarlo a valle dura 7 ore – Video

A causa delle condizioni meteo avverse, in particolare della neve e del buio, un escursionista 31enne di Camerino, in provincia di Macerata, è rimasto bloccato nel rifugio del Fargno, sui Monti Sibillini, tra Ussita e Bolognola. È stato soccorso verso le 17:30 di ieri da una squadra del Soccorso Alpino e Speleologico Marche (Cnsas) per un intervento di salvataggio che è durato sette ore. Tre tecnici del Cnsas Marche hanno raggiunto l’escursionista, che si trovava all’interno del rifugio, operando sotto una tormenta e con la neve di oltre 50 centimetri. L’intervento si è concluso con la discesa verso valle, risultata particolarmente lunga per la stanchezza del paziente e per l’elevato accumulo nevoso; durante il rientro, lungo l’itinerario, i soccorritori hanno inoltre incontrato valanghe come ulteriore criticità. Il 31enne alla fine è stato affidato alle cure del 118.

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Data articolo:Wed, 07 Jan 2026 11:37:31 +0000
Trending News a cura di Gabi Lussi
Oroscopo della settimana: “Ariete, le decisioni prese ora avranno un peso nel tempo. Acquario, ci vuole pazienza in amore. Gemelli: è il momento di fare chiarezzaâ€

C’è un clima di maggiore concentrazione e concretezza. Questa settimana non spinge alla velocità, ma alla direzione giusta. Con più pianeti in Capricorno, il cielo invita a fare sul serio con ciò che conta davvero: lavoro, scelte di lungo periodo, relazioni che hanno fondamenta solide. È un tempo di costruzione, silenziosa ma efficace. La Luna accompagna questo processo passando dal Leone alla Vergine e poi alla Bilancia: prima il bisogno di affermarsi, poi quello di sistemare, infine la ricerca di equilibrio. È una settimana che chiarisce priorità e confini, aiutando a capire dove investire energie e dove smettere di disperderle.

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Data articolo:Wed, 07 Jan 2026 11:24:23 +0000
Blog a cura di Marco Politi
L’insistenza di Papa Leone sulla ‘sovranità’ del Venezuela dev’essere un campanello d’allarme per l’Ue

Come suono di sirena nella nebbia le parole di papa Leone hanno lanciato l’allarme sul punto cruciale della vicenda venezuelana. Che non consiste nella ripulsa della dittatura di Maduro ma nella forma del tutto inedita e inaspettata con cui è stato aggredito il Paese. Diversamente dal balbettio della maggioranza degli Stati europei, il pontefice ha messo al primo posto la salvaguardia della “sovranità†del Venezuela. Bisogna intraprendere cammini di giustizia e di pace, ha detto il pontefice, “garantendo la sovranità del Paese, assicurando lo stato di diritto inscritto nella Costituzione, rispettando i diritti umani e civili di ognuno e di tuttiâ€.

L’Osservatore Romano ha ripreso il concetto in prima pagina a lettere cubitali: “Garantire la sovranità e superare la violenzaâ€. Un ulteriore articolo è stato titolato “Trump rivendica il controllo del Venezuela e minaccia altri Paesiâ€. Un esplicito segnale a non sottovalutare la gravità della linea seguita dalla presidenza statunitense. Con una netta differenza rispetto all’equilibrismo scelto dalla presidente Meloni e da molti governi europei dinanzi al sequestro di Maduro (tranne la secca condanna espressa dalla Spagna). Ponendo in primo piano la questione del rispetto della sovranità del Venezuela, la Santa Sede spinge a focalizzare l’attenzione sul mutamento dello scenario geopolitico, che si evidenzia nell’azione di Donald Trump.

Diceva papa Francesco – primo a suo tempo nel denunciare il pericolo rappresentato dai movimenti populisti sovranisti intrinsecamente di stampo autoritario – che non stiamo vivendo un’epoca di cambiamento ma un “cambio di epocaâ€. Una fase storica dai paradigmi completamente nuovi. Ed è quello che sta esattamente avvenendo sulla scena internazionale con l’avvento di un unilateralismo senza regole.

Tre segni caratterizzano l’operazione lanciata da Trump.

1. Non c’è nessun richiamo (nemmeno fittizio) ad un presunto interesse generale: l’esportazione della democrazia, per dire. Il presidente americano parla invece del “petrolio che ci hanno rubato†oltre ad affibbiare a Maduro l’epiteto fantasioso di narcoterrorista.
2. Non c’è stato alcun tentativo di assicurarsi una legittimazione internazionale da parte delle Nazioni Unite (come Bush jr. e Blair tentarono di fare – invano – alla vigilia dell’invasione dell’Iraq).
3. Non c’è alcun rispetto per il protagonismo del popolo dello Stato attaccato. (In Afghanistan e in Iraq si tentava di inventare una nuova classe dirigente). Qui Trump annuncia a chiare lettere che gli Stati Uniti “gestiranno†(to run) il Paese in attesa di una nebulosa transizione democratica, di cui si riserva di decidere i tempi. E’ lo stesso metodo proprietario inaugurato con il cosiddetto piano di pace per Gaza dove la guida è affidata ad un comitato direttivo presieduto dallo stesso Trump: in maniera totalmente personalistica, lasciando volutamente in secondo, terzo, quarto piano la possibilità di una rappresentanza palestinese.

In altre parole sono saltati i parametri (magari ipocriti) di un sistema di regole multilaterale. Si fa avanti invece, secondo l’indovinata espressione di Le Monde, un “imperialismo predatorioâ€. Il documento sulla Strategia di sicurezza nazionale Usa è più che eloquente. Suonano profetiche allora, e lungimiranti, le parole di papa Bergoglio, che auspicava una nuova Conferenza di Helsinki formato 2000 per portare ad un tavolo vecchi e nuovi protagonisti (il Sud Globale) della scena internazionale per concordare nuove regole di convivenza e cooperazione planetaria.

L’alternativa è il sistema che ha in mente Trump: un mondo, in cui un gruppo ristretto di capibastone si spartiscono sfere di dominio mentre gli Stati minori sono schiacciati e costretti all’ubbidienza dalla potenza militare ed economica dei Grandi Boss.

La domanda è quale destino sarà riservato in questo nuovo sistema mondiale all’Europa. L’enfasi con cui il Vaticano nella vicenda venezuelana sottolinea l’importanza del concetto di “sovranità†dovrebbe suonare come un campanello d’allarme per l’Unione Europea, che finge di non capire, che fatica a respingere duramente e compattamente – al di là della parziale risposta da parte dei “volonterosi†di Parigi –l’esplicita volontà di Trump di annettersi la Groenlandia. L’ora attuale vede un’Europa che non riesce a programmare il proprio futuro, limitandosi al ridicolo piano Von der Leyen sul riarmo frammentato e disordinato degli stati membri.

“Il mondo non si salva affilando le spade, giudicando, opprimendo o eliminando i fratelliâ€, ha ricordato Leone nella prima messa del nuovo anno. Per l’Europa il futuro può consistere solo nel divenire adulta, proiettandosi verso un sistema federale, segnato da una forte accelerazione nello sviluppo comune delle nuove tecnologie e dotato di una comune deterrenza, incluso un esercito integrato.
E’ la premessa per poter trattare pragmaticamente con Stati Uniti, Russia e Cina, provando a ricostruire un nuovo sistema internazionale multilaterale. L’umiliante esito della vicenda dei dazi imposti da Trump dovrebbe avere insegnato qualcosa.

Perché un fatto è certo: il sovranismo in dimensione nazionale non porta da nessuna parte e semmai – come dimostra il comunicato azzeccagarbugli del governo Meloni sull’attacco al Venezuela – maschera la subalternità ad altri sovrani.

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Data articolo:Wed, 07 Jan 2026 11:24:05 +0000
F1 & MotoGp a cura di Redazione Sport
Gasly scia con la stessa giacca di Schumacher, il suo omaggio scatena la polemica: “Gran mancanza di rispettoâ€

Una foto sulla neve, con l’iconica giacca di Michael Schumacher, postata nel giorno del suo compleanno. Quello del pilota di Formula 1 Pierre Gasly – il 3 gennaio – voleva con ogni probabilità essere un omaggio all’ex pilota tedesco della Ferrari, che oggi si trova nella sua residenza in Svizzera, costantemente assistito da personale qualificato dopo il tremendo incidente sugli sci a Méribel nel 2013.

Ma la scelta non è stata apprezzata dai fan della Formula 1 e di Schumacher, che hanno invaso il post di Gasly con commenti non proprio gentili. Gasly ha infatti postato quattro foto il 3 gennaio – giorno in cui Schumacher ha compiuto 57 anni – che lo ritraggono sulla neve a sciare, con l’iconica giacca rossa Ferrari. “Tempismo sbagliatissimo”, scrive qualcuno. Altri lo accusano: “È una grande mancanza di rispetto“, “cancella” o ancora “scelta sbagliata indossare quella giacca proprio oggi mentre sei a sciare”.

Un altro utente ci va più leggero, raccomandando soltanto a Gasly di fare attenzione: “Quando ho visto quel giubbino non potevo far altro che pensare a Michael Schumacher. Era il mio preferito, e tu sei uno dei miei preferiti”.

Oltre alla foto singola con la giacca rossa, diversi utenti hanno anche fatto notare la somiglianza della foto con la fidanzata e una storica di Schumacher con la moglie Corinna. Sono però in tanti ad aver difeso il pilota Alpine sotto il post: “Lasciatelo stare, voleva solo omaggiare una leggenda” e ancora “è la sua vita, lasciategli fare ciò che vuole”.

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Data articolo:Wed, 07 Jan 2026 11:17:08 +0000
Cronaca a cura di Redazione Cronaca
“Situazione insostenibile. Abbiamo bisogno di ritrovarciâ€, il vicepreside dell’istituto Virgilio sulla strage di Crans Montana

Il liceo Virgilio di Milano – nel giorno in cui si svolgono i funerali delle vittime – ha riaperto le porte ai suoi studenti di ritorno dalle vacanze natalizie. Nella sezione D del terzo anno, però, quattro banchi sono rimasti vuoti. Sono quelli dei ragazzi presenti al bar Le Constellation di Crans-Montana durante la notte di Capodanno. I giovani, due ragazzi e due ragazze, sono attualmente ricoverati all’ospedale Niguarda a seguito delle ustioni riportate nell’incendio.

Intervistato da Rtl 102.5, il vicepreside del liceo Mario Secone ha commentato così il delicato momento vissuto dalla scuola, che oggi – come si legge da un comunicato sul suo sito – “osserverà un minuto di silenzio per la commemorazione degli studenti italiani vittime della tragedia di Crans- Montana; l’inizio e la fine del momento di raccoglimento sarà segnalato dal suono della campanella”.

“Non siamo attrezzati a gestire le catastrofi e le tragedie” ha commentato Secone. L’uomo ha spiegato come a volte la scuola abbia affrontato situazioni delicate, come ad esempio situazioni di salute precarie da parte di alcuni studenti ma che una condizione del genere “ovviamente è al di sopra di ogni nostra esperienza passata e spero anche futura”.

Secone ha lamentato come stiano ricevendo “da tre o quattro giorni una pressione mediatica, sinceramente, per noi non sostenibile. Insomma non ce la facciamo e quindi abbiamo bisogno di rivedere i nostri studenti, di rivederli in faccia, di parlare con loro, di ascoltarli”. Soprattuto perché, fa notare l’uomo, “in fondo tutta questa ondata di emotività sicuramente li toccherà in un modo a volte silenzioso però che scava dentro in profondità”.

Nelle sue dichiarazioni Secone ha espresso la sua gratitudine verso istituzioni come l’Ordine degli psicologi e la Psicologia d’emergenza, che andranno nella scuola a incontrare gli studenti e che, con la classe dei ragazzi attualmente in ospedale, faranno un paio d’ora di attività. “Sono specialisti e ci fidiamo ciecamente di ciò che potranno fare di buono per questi ragazzi – ha detto il vicepreside – poi incontreranno anche i docenti e i genitori della classe in momenti successivi e quindi questo supporto ci aiuta molto e il resto saremo noi docenti con i nostri studenti delle classi”.

Le condizioni dei quattro studenti ricoverati sono gravi, e i giovani non sarebbero ancora fuori pericolo di vita. “Noi non li dimentichiamo e facciamo in modo soprattutto che questa nostra normalità non debba comportare il tradimento della loro memoria, della loro presenza, della loro necessità di tornare insieme a noi” ha affermato il vicepreside, che in chiusura è tornato sul bisogno di unione che l’intero liceo sente. “Quando chiuderemo i cancelli – ha concluso – non ce ne sarà più per la stampa, per le televisioni perché abbiamo bisogno di ritrovarci tra di noi e di rifare comunità”.

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Data articolo:Wed, 07 Jan 2026 11:09:03 +0000
Fatti a motore a cura di F. Q.
Due ruote, nel 2025 mercato a due velocità: scooter in crescita, moto in frenata

Il mercato italiano delle due ruote archivia il 2025 con un bilancio dagli andamenti divergenti. A fronte di una flessione complessiva del 7,5% nelle immatricolazioni, emergono infatti traiettorie opposte tra le diverse tipologie di veicoli: gli scooter avanzano, mentre le moto accusano un arretramento deciso. A certificarlo sono i dati annuali diffusi da Confindustria Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) che fotografano un settore condizionato sia da fattori normativi sia da un contesto economico ancora instabile.

Nel dettaglio, il comparto chiude l’anno con 345.287 veicoli immatricolati. Gli scooter registrano una crescita del 5,5% e superano quota 197mila unità. Di segno opposto l’andamento delle moto, che perdono oltre il 19%, fermandosi a circa 134mila targhe. Ancora più marcata la contrazione dei ciclomotori, in calo di quasi un terzo rispetto all’anno precedente.

Il settore ha risentito degli effetti legati all’introduzione della normativa Euro 5+. La corsa alle immatricolazioni di fine serie avvenuta due anni fa ha alterato il confronto su base annua: dopo il record storico registrato a fine 2024, l’ultimo mese del 2025 segna un crollo superiore al 60%, con poco più di 11mila veicoli immatricolati. Un risultato che riflette più un effetto statistico che un improvviso crollo della domanda. Non a caso, se il raffronto viene esteso al 2023 – considerato un anno “neutro†– il saldo complessivo torna positivo (+2,2%).

Restano in difficoltà anche le due ruote elettriche. Il segmento chiude con una contrazione vicina al 16%, penalizzato soprattutto dal calo dei ciclomotori a batteria. Più contenuta la flessione degli scooter elettrici, che tuttavia non riescono ancora a invertire la tendenza complessiva. Un segnale che conferma come la transizione verso l’elettrico proceda con lentezza, nonostante gli incentivi e l’attenzione crescente alla mobilità sostenibile.

Scenario analogo per i quadricicli, anch’essi in calo, ma con una netta distinzione tra alimentazioni: i modelli termici crollano, mentre quelli elettrici limitano le perdite, sostenuti dalle misure di supporto introdotte nel corso dell’anno. Con un valore complessivo di 14,8 miliardi di euro, una forte vocazione all’export e oltre 54mila addetti lungo la filiera, il settore delle due ruote continua comunque a rappresentare un pilastro dell’industria nazionale.

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Data articolo:Wed, 07 Jan 2026 11:06:56 +0000
Cronaca a cura di Redazione Cronaca
Bologna, Roma, Milano e Genova: i funerali delle vittime di Crans-Montana. Un minuto di silenzio nelle scuole

Centinaia di giovani, familiari e autorità si sono raccolti nelle chiese di Bologna e Roma per dare l’ultimo saluto a tre dei ragazzi che hanno perso la vita nella tragedia del locale svizzero Le Constellation a Crans-Montana, la notte di Capodanno.

Bologna

A Bologna, nella Cattedrale metropolitana di San Pietro, la comunità si è riunita per il funerale del 16enne Giovanni Tamburi. Una folla di giovani, molti dei quali compagni di scuola del liceo Righi, ha circondato la famiglia del ragazzo. Lacrime e abbracci di consolazione nel giorno in cui il Comune ha indetto il lutto. Tra i presenti alla cerimonia, in prima fila, le autorità locali: il sindaco di Bologna Matteo Lepore, il presidente della Regione Michele de Pascale, e le ministre Anna Maria Bernini e Lucia Borgonzoni, a testimoniare la vicinanza dell’intera città e del governo in questo momento di immenso dolore.

“Oggi Giovanni è come una stella del cielo illuminato dalla luce di Dio. Splenda a lui la luce che non finisce, riposa in pace, caro Giovanni – ha scritto nel suo messaggio il cardinale Matteo Zuppi – Carissimi fratelli e sorelle purtroppo non posso essere fisicamente presente questa mattina a dare l’ultimo saluto a Giovanni. Lo sono con amore addolorato e con intima comunione. Dare l’ultimo saluto: sembra incredibile pensando alla bellezza della vita e alla bellezza della vita che Giovanni aveva e donava ed è così perché siamo fatti per vivere”. Poi, prosegue Zuppi, “il pensiero si allarga ai giovanissimi amici di Giovanni travolti nel rogo ai tanti che ne porteranno a lungo le ferite, al capotreno ucciso l’altra sera qui a Bologna. Sento l’unica consolazione nella luce tenera del Natale. E di quell’astro del cielo che l’enormità insondabile del cielo abbiamo celebrato scendere sulla terra accettando la debolezza e il limite umano la nostra sofferenza, la nostra morte”.

Roma

A Roma, si è svolto il funerale di Riccardo Minghetti, anche lui 16 anni. Il suo feretro è arrivato nella basilica dei Santi Pietro e Paolo all’Eur, accolto da una folla di amici e compagni che lo hanno salutato in silenzio, commossi e addolorati. Sulla bara chiara, tra le corone di fiori bianchi, sono stati poggiati tre gigli bianchi. Tra i partecipanti alla cerimonia, oltre ai familiari e amici stretti, anche rappresentanti istituzionali come il ministro dello Sport Andrea Abodi e il ministro della Salute Orazio Schillaci, insieme al sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

Milano

Milano si stringe nel dolore per la scomparsa di Chiara Costanzo e Achille Barosi. In segno di cordoglio e di partecipazione al lutto delle famiglie, il sindaco Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino per oggi, giorno in cui si terranno le esequie. I funerali dei due ragazzi si svolgeranno entrambi nel pomeriggio, alle 14.45, in due basiliche simbolo della città. La cerimonia funebre di Chiara Costanzo avrà luogo nella basilica di Santa Maria delle Grazie, mentre quella di Achille Barosi si terrà nella basilica di Sant’Ambrogio. Città, amici e istituzioni potranno così partecipare in modo corale all’ultimo saluto.

Per Chiara, l’omaggio è stato organizzato nella cappella del Collegio San Carlo, luogo di raccoglimento per compagni di scuola, docenti e amici. La camera ardente di Achille è stata invece predisposta nella basilica di Sant’Ambrogio, dove oggi si svolgeranno i funerali. Il lutto cittadino proclamato dal Comune prevede bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici e un invito alla sobrietà durante le iniziative istituzionali, come segno tangibile della partecipazione di Milano a una tragedia che ha colpito l’intera comunità.

Un ulteriore momento di raccoglimento è previsto per giovedì 9 gennaio all’interno del liceo Moreschi, frequentato da Chiara Costanzo, che ha organizzato una commemorazione aperta all’intera comunità scolastica.

Genova

La famiglia di Emanuele Galeppini, giovane campione di golf anch’egli vittima della tragedia, ha espresso forti dubbi sulle circostanze della morte del figlio. Nonostante il corpo di Emanuele non mostri segni evidenti di ustioni e non sembri essere stato colpito direttamente dall’incendio, la famiglia ha chiesto urgentemente chiarimenti alle autorità svizzere. Il legale della famiglia, Alessandro Vaccaro, ha richiesto l’autopsia sul corpo, ma al momento non ha ricevuto risposta dalle autorità svizzere. Non è ancora chiaro se Emanuele sia morto all’interno del locale o se, come temono i familiari, sia stato colpito da una fuga di gas. In seguito alla mancanza di risposte, è possibile che venga presentato un esposto alla Procura di Roma, competente per i reati commessi all’estero nei confronti di cittadini italiani. I funerali verranno celebrati giovedì 8 a Genova. Per volontà e richiesta dei genitori non è stata nota la chiesa dove verranno svolte le esequie.
La camera ardente allestita nella cappella della chiesta dei frati cappuccini all’interno del Policlinico San Martino resterà aperta anche oggi.

Un minuto di silenzio

In tutta Italia, le scuole hanno osservato un minuto di silenzio per commemorare le vittime della strage. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, presente anche all’istituto artistico delle Orsoline, ha espresso la sua vicinanza ai genitori e ai compagni dei ragazzi morti, dichiarando: “Oggi è il momento del cordoglio, della vicinanza ai genitori e ai compagni dei giovani che sono morti, un pensiero anche ai ragazzi e alle ragazze ferite e alle loro famiglie”. Valditara ha anche sottolineato l’importanza di non dimenticare la sofferenza dei sopravvissuti e delle loro famiglie, che stanno vivendo una tragedia che segnerà per sempre le loro vite.

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Data articolo:Wed, 07 Jan 2026 10:59:31 +0000
Televisione a cura di Giuseppe Candela
Raoul Bova non si presenta ad Affari Tuoi, la fracciata di Stefano De Martino a Nino Frassica: “Mi avevi detto che saresti venuto con luiâ€

A far notizia possono essere non le presenze ma le assenze. Ne sa qualcosa “Affari Tuoi”, ieri sera in onda su Rai1 con un lungo speciale dedicato alla Lotteria Italia, con il primo premio da 5 milioni vinto a Roma. “Ci saranno tanti amici che vengono a trovarci. Quale nome? Francesco Paolantoni, ma anche Raoul Bova, Nino Frassica“, aveva annunciato Stefano De Martino nella puntata in onda lo scorso 2 gennaio.

L’attore è sparito dalla lista ufficiale degli ospiti, una partecipazione prevista per la promozione di “Don Matteo 15” in partenza su Rai1 giovedì 8 gennaio. In studio presente Nino Frassica con cui il padrone di casa ha scherzato: “Mi avevi detto che saresti venuto con Raoul Bova”. “Non ci credi? Raoul Bova è qui”, la replica del comico siciliano con la successiva apparizione di Lupo, componente del cast di “Affari Tuoi”, nei panni di Don Massimo, il personaggio interpretato da Bova.

Sullo sfondo incroci legati al gossip. Da mesi si parla di un flirt tra Stefano De Martino e Rocio Munoz Morales, ex compagna di Bova, nelle scorse settimane immortalata dal settimanale “Diva e Donna” fuori dall’abitazione dell’ex ballerina dopo una notte insieme. Alla lista degli assenti si è aggiunta anche Emma Marrone, come rivelato dal settimanale “Chi“. La cantante e il conduttore, dopo le tensioni del passato, sono legati da un sentimento di amicizia. I due ex si erano già incontrati in tv a “Stasera tutto è possibile”: “De Martino aveva invitato la cantante alla puntata di ‘Affari Tuoi’ in onda il giorno della Befana e dedicata alla Lotteria Italia. Emma ha però declinato l’invito. Entrambi saranno tra gli ospiti della nuova edizione di ‘C’è posta per te'”, fa sapere il settimanale diretto da Massimo Borgnis.

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Data articolo:Wed, 07 Jan 2026 10:53:03 +0000
Cinema a cura di Redazione FqMagazine
“Scrivere le ultime battute che questi personaggi avrebbero mai pronunciato è stato davvero difficileâ€: arriva il documentario con un “viaggio intimo†dietro le quinte di Stranger Things

A Stranger Things non c’è mai fine. Per chi ancora non si è saziato della quinta stagione creata dai fratelli Duffer, Netflix propone la ciliegina sulla torta: One Last Adventure: The Making of Stranger Things 5 è il documentario che racconta il dietro le quinte della realizzazione dell’ultima stagione della serie cult e sarà visibile da lunedì 12 gennaio. Insomma, è in arrivo una sbirciatina (o sbirciatona?) su come si costruisce una serie di culto oltre quello che vediamo sullo schermo davanti la macchina da presa.

Diretto da Martina Radwan, il documentario è stato definito un “viaggio intimo†nell’ultimo anno sul set di Stranger Things e comprende momenti di lettura comune del copione tra gli attori e le classiche riprese dal set per le sequenze finali. “Scrivere le ultime battute che questi personaggi avrebbero mai pronunciato è stato davvero difficileâ€, spiega Ross Duffer nel trailer mentre sullo schermo gli attori si commuovono leggendo le ultime battute della serie. Tante, pare, le chicche tra cui immagini d’archivio del giovane cast agli inizi della serie con David Bowie che canta Heroes.

I fratelli Duffer sostengono, peraltro, di aver realizzato questo making off guardando il dietro le quinte di Il Signore degli Anelli con Peter Jackson agitato alle prese con hobbit e maghi. Ultima chicca: Radwan ha deciso di mostrare la cosiddetta writers’ room nel momento in cui si decide il destino di Undici e l’attrice che la interpreta – Milly Bobby Brown – confessa di non essere pronta “a lasciarla andareâ€. I fan si commuoveranno. Binge watching a manetta.

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Data articolo:Wed, 07 Jan 2026 10:47:24 +0000
Trending News a cura di Redazione FqMagazine
Dagli elicotteri che emettono suoni ai mattoncini che si illuminano: Lego presenta il nuovo sistema Smart Play, ecco quanto costa

I Lego diventano tecnologici. In occasione del Ces 2026 (Consumer Electronics Show) di Las Vegas, l’azienda di mattoncini giocattolo ha presentato il nuovo sistema Smart Play. La novità si basa su tre elementi principali: i mattoncini 2×4, le Smart Minifigures e le Smart Tag.

In pratica, in consistono i nuovi Lego? I blocchetti e le Minifigures rilevano le Smart Tag, ossia piastrelle con la superficie liscia e senza i classici bottoncini, con un Id digitale che indica al mattoncino come comportarsi. Ad esempio, se uno Smart Tag appartiene alla costruzione di un elicottero, il mattone Smart si illumina e riproduce il suono di un elica. Come riporta il sito Igizmo, grazie a un accelerometro integrato nel mattoncino, le luci e i suoni si adattano al movimento dell’elicottero. Spostando rapidamente il giocattolo il suono delle eliche aumenta, quando l’elicottero atterra il rumore diminuisce progressivamente.

Un’altra novità introdotta da Lego è il Brick Net, ossia una connessione Bluetooth che permette agli Smart Bricks di interagire tra loro. L’azienda ha svelato che i primi due Smart Play saranno a tema Star Wars e saranno in vendita dall’1 marzo 2026. Il primo, ossia il “set Luke’s Red Five X-wing”, costerà 69.99 dollari. Il secondo, “Throne Room Duel and A-wing”, avrà un costo di 159.99 dollari. I due set interagiranno tra loro.

La questione della privacy

L’azienda ha dichiarato che i mattoncini Smart assicurano una protezione avanzata per privacy e sicurezza. Per accedere alle funzioni degli Smart Bricks non è necessaria alcuna configurazione e non ci sono telecamere all’interno dei mattoncini. Secondo quanto riportato dal sito Nerdist, i nuovi mattoncini sono alimentati dal chip Asic e si ricaricheranno tramite la connessione wireless.

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Data articolo:Wed, 07 Jan 2026 10:46:05 +0000
Foto del giorno a cura di F. Q.
Audi Revolut F1 Team, primo “avvio†della monoposto al debutto nel 2026

Il progetto Audi Revolut F1 Team ha raggiunto un passaggio chiave in vista del debutto nel Campionato Mondiale di Formula 1 FIA 2026. Il 19 dicembre 2025, presso la sede di Hinwil, la power unit Audi è stata avviata per la prima volta all’interno del telaio della monoposto di nuova generazione, segnando il completamento della fase prototipale e l’ingresso nello sviluppo avanzato della vettura.

La prima accensione rappresenta un momento tecnico cruciale per ogni programma di Formula 1, in quanto certifica la corretta integrazione tra motore, telaio e sistemi ausiliari. Nel caso di Audi, il risultato è frutto della collaborazione tra il reparto powertrain di Neuburg (Germania), la struttura telaistica di Hinwil (Svizzera) e il centro tecnico di Bicester (Regno Unito).

Secondo Gernot Döllner, amministratore delegato di di AUDI AG, l’ingresso in Formula 1 rappresenta un pilastro strategico del rinnovamento del marchio e un’espressione concreta del principio “Vorsprung durch Technikâ€. Anche Mattia Binotto, responsabile del progetto Audi F1, ha sottolineato come la prima accensione costituisca il primo risultato tangibile delle ambizioni sportive del costruttore.

Archiviato questo traguardo, il team proseguirà con l’unveiling della livrea ufficiale il 20 gennaio a Berlino e con le prime sessioni di test collettivi a Barcellona. Nella stessa data verrà inoltre attivato un nuovo content hub dedicato alle attività della squadra, pensato come punto di riferimento informativo per media e addetti ai lavori.

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Data articolo:Wed, 07 Jan 2026 10:43:06 +0000
Tennis a cura di Redazione Sport
I coreani impazziti per Sinner: il video dell’accoglienza in aeroporto tra foto, autografi e mazzi di fiori

È tutto pronto per l’esordio di Jannik Sinner in questo 2026. Il numero due al mondo è infatti arrivato in Corea del Sud, dove sabato giocherà il suo primo match dell’anno: l’esibizione contro Carlos Alcaraz. E l’accoglienza a Seul è stata ovviamente da star: nel video pubblicato sulla pagina Instagram Hyundai Card infatti si vede il tennista accolto in aeroporto da diversi tifosi, tra autografi, selfie e qualche chiacchiera.

L’altoatesino ha anche ricevuto un mazzo di fiori come benvenuto da parte dell’organizzazione e ha incontrato tantissimi fan anche uscendo dall’aeroporto della città coreana. La sfida contro Alcaraz, annunciata già negli scorsi mesi sui social da entrambi, si giocherà sabato 10 gennaio a Seul, alle 8 del mattino. Una partita che non ha alcuna valenza a livello ufficiale, ma – oltre ad avere un gran valore economico – sarà un vero e proprio test per entrambi in vista degli Australian Open, visto che nessuno dei due ha deciso di giocare un torneo di preparazione.

Sinner arriva alla sfida dopo aver finito il 2025 con la vittoria alle Atp Finals – la seconda consecutiva – mentre Carlos Alcaraz dalla sconfitta in finale proprio contro l’italiano, competizione dove però ha riconquistato il primo posto nel ranking Atp.

Il cambiamento più importante è arrivato però in casa Alcaraz, che dopo anni si è separato dall’allenatore Juan Carlos Ferrero. Una separazione prima parsa pacifica, ma poi seguita da polemiche e le frecciate, soprattutto da parte del coach spagnolo. Adesso al suo fianco ci sarà Samuel Lopez, che era già nello staff di Alcaraz insieme a Ferrero.

Alcaraz-Sinner, dove vedere in tv e streaming

La sfida d’esibizione in Corea del Sud, a Seul, tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz sarà trasmessa in diretta dalle 8 del mattino su Sky Sport Uno e Sky Sport Tennis. L’incontro sarà visibile anche in differita – in chiaro – alle 22 su TV8. E in streaming? La sfida sarà visibile anche su Sky Go e Now.

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Data articolo:Wed, 07 Jan 2026 10:42:25 +0000
Blog a cura di Sergio Caserta
La separazione delle carriere è un progetto pericoloso: il referendum sarà vitale per le sorti della democrazia

Nessun dorma, l’aria di Puccini che ha fatto vibrare tanti cuori, è stata di sovente usata in contesti di grande pathos politico, come è avvenuto nelle precedenti vicende referendarie che hanno visto respingere tentativi di riforma costituzionale che avevano l’intento di modificare l’assetto dei poteri dello stato per affidare, attraverso artifizi, tutto il potere a un uomo solo (o donna) al comando.

In primis fu il progetto denominato semplicisticamente “devolution†di Berlusconi che aumentava i poteri del governo e ne trasferiva molti alle regioni. Venne poi la riforma di Renzi che aveva un impianto pressoché analogo e con la legge elettorale “Italicumâ€, poi bocciata dalla Corte costituzionale, mirava a sbancare il tavolo ma, avendo perso il referendum, dovette rimettersi.

Solo il progetto di riduzione dei parlamentari ideato dai 5stelle ha avuto successo essendo confermato al successivo referendum, ma, tranne i convinti difensori dell’impianto originario della Costituzione, tutti i partiti l’avevano approvato.

Nei casi precedenti citati, tranne l’ultimo, si era formato un vasto movimento di opposizione che aveva appunto risvegliato l’opinione pubblica dal rischio di vedere stravolto l’assetto della nostra democrazia repubblicana e costituzionale, dimostrando quanto esso sia ancora considerato dalla maggioranza degli elettori un bene prezioso.

Ora ci troviamo però di fronte a un tentativo molto più subdolo e pericoloso col progetto di separazione delle carriere dei magistrati, nel testo blindato prodotto dal governo Meloni e imposto al parlamento che – grazie alla maggioranza blindata di cui dispone l’Esecutivo – l’ha direttamente approvato senza modifiche.

È una deformazione che non ambisce ufficialmente a cambiare i principi di equilibrio tra i poteri dello Stato, che sono alla base della nostra e delle democrazie della gran parte dei paesi occidentali, ma in sostanza e in verità li stravolge, ponendo le basi di una svolta dirigista e autoritaria, a cui questo governo mira fin dal primo giorno della sua nomina.

È del tutto evidente che dividere la magistratura in due parti separate, attraverso il divieto di passaggio dalla funzione inquirente a quella giudicante e viceversa, peraltro oggi già abbondantemente limitata da leggi precedenti, costituisce la premessa per ridurre l’autonomia della magistratura nel suo complesso: divide et impera.

Se si aggiunge che si divide il Consiglio superiore della magistratura in due, e con ciò lo si rimpicciolisce, senza peraltro ridurne i costi di funzionamento, e inoltre i giudici che lo compongono saranno estratti a sorte come fosse un concorso a premi – ma non quelli di provenienza parlamentare – è un colpo anche al prestigio e alla dignità dei magistrati, che sarebbero privati del diritto di scegliere democraticamente i propri rappresentanti, cosa che non avviene in nessun sistema politico, anche il più scriteriato e antidemocratico.

Infine gli stessi consigli superiori dei due rami verrebbero privati della principale funzione di autogoverno, ovvero la valutazione delle responsabilità disciplinari dei magistrati, che sarebbe affidata ad una corte disciplinare superiore, composta da giudici scelti sempre per estrazione, ponendo così sotto tutela lo stesso Presidente della repubblica, capo della magistratura, che non ne farebbe parte, restando a presiedere entrambi i due organi dimezzati.

Ora chi comprende cosa significa questa alterazione rispetto alla funzione vitale del controllo di legalità da parte di magistrati non può non avvertire tutto il rischio che questo Paese di poteri occulti, di corruzione sedimentata in tutti i gangli dello stato, di contiguità mafiose, avrebbe con una magistratura con la mordacchia: sarebbe grasso che cola per questo tipo di illegalità che corrode da sempre la nostra società.

È per questo che il referendum, questo referendum, è vitale per le sorti della democrazia italiana e che se non si respinge questo orribile progetto, i successivi a venire saranno la modifica della legge elettorale per dare un vantaggio assoluto alla maggioranza attuale, il premierato, l’autonomia differenziata – che già si sta tentando di far rientrare dalla finestra dopo che la Corte costituzionale l’ha bollata di parziale e sostanziale incostituzionalità.

Ora occorre che tutte le forze democratiche insieme alle persone perbene, contrarie a questa deriva, si sveglino e non mi pare che stia accadendo con la dovuta forza e con coerente determinazione. A me sembra che nonostante i passi compiuti, tra i nomi prestigiosi individuati per organizzare il fronte del NO ancora manchi quella scintilla che faccia scattare una mobilitazione adeguata. Sarà il freddo polare seguito alla pausa festiva?

Lo voglio credere, ma non sono tranquillo. Questa partita occorre che la giochino tutti con la stessa determinazione: società civile, comitati nazionali, magistrati organizzati nel loro comitato che si sta muovendo, mi sembra, ma è soprattutto nei territori che si giocherà veramente la partita. Le firme online stanno andando bene ma non dimentichiamo che l’obiettivo di 500mila è difficile e comunque non è sufficiente a garantire la vittoria.

Occorre portare a votare No almeno 14 milioni di italiani – un numero che potrebbe assicurare la vittoria, nonostante l’assenza di quorum – se vogliamo fermare questo disegno politico anticostituzionale.

Facciamo appello a tutti i partiti, i sindacati, le associazioni, i singoli cittadini, perché si organizzi nei quartieri, strada per strada, nei luoghi di lavoro, nei centri di incontro, una capillare campagna di sensibilizzazione come abbiamo saputo fare nelle altre occasioni, ancor di più di allora, perché l’avversario è forte, subdolo e determinato e solo una straordinaria mobilitazione può farci sventare il pericolo.

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Firmiamo per fermarli! Qui la raccolta firme per il referendum su piattaforma pubblica, si accede con Spid o carta d’identità elettronica Cie

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Data articolo:Wed, 07 Jan 2026 10:39:39 +0000
Calcio a cura di Redazione Sport
Giovanni Galli: “Un giorno mi piacerebbe incontrare i genitori dei ragazzi di Crans-Montana. A me è mancato il coraggio di condividere il doloreâ€

“Mi sono chiesto, perché non vado a incontrarli?”. Giovanni Galli, ex portiere di Fiorentina, Milan e Napoli, conosce il dolore della perdita di un figlio: il suo, Niccolò, è morto non ancora 18enne a causa di un incidente stradale il 9 febbraio 2001, praticamente 25 anni fa. Quando ha visto il dolore dei genitori delle vittime della tragedia di Crans Montana, il suo istinto lo avrebbe portato a intervenire subito: “Per abbracciarli, per spiegare loro di condividere il peso di questo dolore, da soli è molto più dura. Poi ho pensato che non era ancora il momento. Ma un giorno mi piacerebbe farlo”, ha raccontato in un’intervista a Repubblica il portiere campione del mondo nel 1982.

Tra le vittime italiane di Crans Montana c’è anche Giovanni Tamburi, 16enne di Bologna. Come Niccolò Galli, morto anche lui giovanissimo mentre stava tornando a casa dall’allenamento in motorino, lui che era considerato una promessa dei rossoblù. “A me è mancato piangere, volevo essere la roccia della famiglia, avevo altre due figlie”, ha spiegato Galli. Che poi ha aggiunto: “Mi è mancato il coraggio di condividere il dolore con le ragazze nel quotidiano. E non mi ha fatto bene, bisogna dare spazio a quelle emozioni. Non ho nemmeno cercato sostegno psicologico e non so se ho fatto bene”.

L’ex portiere ha fatto affidamento sulle sue certezze: “Sono state la famiglia e la fede, mi hanno confortato”. Compreso un percorso: “Per molti anni, quasi tutti i fine settimana, abbiamo, io e mia moglie, frequentato la comunità Nain ad Arezzo, un’associazione di genitori che hanno perso un figlio, nata presso la Fraternità di Romena”. Per questo Galli ha tenuto a ribadire che “è stato importante stare in mezzo a chi quell’esperienza l’aveva vissuta“. E anche ricordare il figlio Niccolò, a cui è intitolato il centro tecnico del Bologna a Casteldebole: ” Abbiamo anche dato vita a una fondazione a suo nome per aiutare i giovani che si trovano in difficoltà”.

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Data articolo:Wed, 07 Jan 2026 10:37:26 +0000

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