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Trending News a cura di Redazione FqMagazine
Paura per Andrea Dal Corso: “Ha subito un grave incidente, uno schianto frontale inevitabile. Giorni di choc profondo, entrambe le braccia ingessateâ€. Il racconto dall’ospedale e il messaggio di Teresa Langella

Un’automobile blu con la parte anteriore sinistra ridotta a un groviglio di lamiere e gli airbag completamente esplosi. È l’immagine, cruda e inequivocabile, che certifica il motivo dell’improvviso e prolungato silenzio social di Andrea Dal Corso e Teresa Langella.

La coppia, una delle più amate e longeve nate sotto i riflettori del dating show Uomini e Donne, ha attraversato giorni di angoscia a causa di un gravissimo incidente stradale che ha coinvolto l’imprenditore veneto circa una settimana fa.

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Data articolo:Thu, 23 Jul 2026 09:40:29 +0000
Blog a cura di Sostenitore
“La casa è sacraâ€. E il garage? A ogni sentenza partono gli slogan da Far West

di Lucio Aquilina

Ogni volta la stessa cosa.
C’è un fatto di cronaca, arriva una sentenza e, prima ancora di leggere le motivazioni, parte il campionato nazionale del “Io assolvo”. In questi giorni il caso dell’orefice che ha sparato ai rapinatori in fuga ha riacceso il dibattito. O, per essere più precisi, ha riacceso gli slogan. “La casa è sacra.” “La sicurezza è sacra.” “Chi si difende non dovrebbe mai essere condannato.” Frasi che, dette così, sembrano inattaccabili. Del resto, chi oserebbe dichiararsi favorevole alla profanazione della casa o contrario alla sicurezza?

Ma l’aspetto assurdo di tali posizioni emerge quando si prova veramente a rendere universali questi “principiâ€. Per esempio: se la casa è sacra, il corpo cos’è? Una dependance? Dunque una donna che reagisce a uno stupratore, come ha fatto Ruggero, sta forse difendendo qualcosa di meno sacro del soggiorno di casa? E , navigando nel ridicolo di certe posizioni, l’automobile? Per alcuni è il posto dove passano più tempo che in salotto. C’è chi ci lavora, chi ci mangia, chi accompagna i figli. È meno sacra perché ha quattro ruote? E il furto ad un’azienda? L’offesa o la minaccia personale alla mia ragazza? Facciamo una classifica della sacralità con tanto di podio?

Oro: casa.
Argento: corpo.
Bronzo: Panda del 2008.
Fuori dal podio: cantina e balcone.

Il diritto, per fortuna, funziona in modo leggermente più complicato.

Poi c’è un altro slogan: “Chi si difende ha sempre ragione.” Sempre? Immaginiamo due persone che, nello stesso istante, sono entrambe convinte di difendersi. Chi vince? Si va ai rigori? Lasciamo quindi la decisione ai partiti di maggioranza? Il caso più difficile è la difesa sul pianerottolo o sui confini tra due terreni. Oppure immaginiamo che uno spari a chi sta già fuggendo. O che sbagli persona. O che colpisca un passante. Continuiamo a usare il “sempre” oppure iniziamo a mettere qualche asterisco? È curioso come il “sempre” funzioni benissimo finché riguarda gli altri. Quando poi il proiettile attraversa il muro e finisce nel soggiorno, improvvisamente scopriamo che le sfumature esistono.

Ma il vero miracolo è un altro. Ogni volta che una sentenza non piace (ma utile politicamente), si scopre che il problema non è il caso concreto, bensì la magistratura.
Se assolve, applausi.
Se condanna, complotto.
Se dà ragione, è giustizia.
Se dà torto, è ideologia.
Una sfortuna che i giudici non vengano eletti dopo ogni sentenza con il televoto. Forse il diritto è nato proprio per evitare che il criterio fosse: “Io la vedo così.” Perché, se ognuno diventa giudice della propria causa, allora possiamo tranquillamente chiudere i tribunali e sostituirli con un sondaggio sui social o meglio la sentenza di qualche membro del governo.

Naturalmente la paura è reale. Le rapine esistono. Le aggressioni anche. Chi le subisce merita protezione e solidarietà.
Ma una società civile si misura proprio quando riesce a difendere contemporaneamente due cose: il diritto delle persone a proteggersi e il diritto di tutti a non vivere in un Far West dove l’ultima parola spetta a chi estrae per primo la pistola.
“Troppo comodo. Troppo comodo e troppo facile. Troppo comodo, troppo facile e troppo semplice, e potrei continuare†(dal magnifico film di Pietro Germi). Controllo capillare del territorio, organizzazione delle forze di sicurezza, investimenti adeguati in personale, strutture e risorse per la sicurezza dei cittadini in uno stato democratico e civile. Questo è quello che compete alla politica, il resto sono chiacchiere per nascondere incompetenza assoluta nella gestione dello stato: bocciati.

Concludendo: la casa è davvero sacra ma il corpo ancora di più. Ed è utile ricordare che anche il cervello, ogni tanto, meriterebbe una piccola benedizione prima di trasformare uno slogan in una legge universale.

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Data articolo:Thu, 23 Jul 2026 09:34:54 +0000
Tennis a cura di Redazione Sport
“Vorrei prenderli a calci nel sedere ogni giorno, mi sembra di vedere me 10/15 anni faâ€: Djokovic su Sinner e Alcaraz

Novak Djokovic continua a guardare al presente, pur sapendo che ormai la nuova era vede protagonisti Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Ospite del popolare programma “The Shop” durante il Fanatics Fest di New York, insieme alla superstar NBA LeBron James, il campione serbo ha parlato dell’ascesa di Sinner e Alcaraz, spiegando come siano proprio loro a rappresentare oggi la sua più grande fonte di motivazione. Ripensando agli anni delle leggendarie sfide con Roger Federer e Rafael Nadal, Djokovic ha sottolineato come i “Big Three” fossero tutti molto diversi tra loro, ciascuno con caratteristiche ben definite.

“Vorrei prenderli a calci nel sedere tutti i giorni della settimana“, ha scherzato Djokovic, riferendosi a Sinner e Alcaraz, prima di aggiungere: “Ma, a essere sincero, quando li vedevo giocare, Federer e Nadal avevano stili completamente diversi. Anch’io ero diverso da loro. Eravamo in tre, ognuno con la propria identità“. A 39 anni il serbo è ancora competitivo ai massimi livelli, ormai non è più il punto di riferimento del circuito e non è più visto come il tennista da battere, a differenza dei due citati.

Djokovic ha spiegato che affrontare i due leader del tennis mondiale è una sensazione particolare, perché rivede in entrambi molte delle caratteristiche che lo hanno reso dominante nel periodo migliore della sua carriera. “Ora che Alcaraz e Sinner sono i dominatori del tennis, mi ricordano tantissimo me stesso”, ha raccontato. “A volte penso di giocare contro il me di dieci o quindici anni fa e questa è una sensazione che fa un po’ male. So come affrontare quel tipo di tennis, so come poterli battere, ma la domanda è: ci riuscirò ancora?”, ha spiegato Djokovic.

Il campione serbo ha inoltre lasciato intendere di voler tornare a Wimbledon anche nel 2027, dopo la semifinale persa contro Sinner all’All England Club, una sfida nella quale ha ammesso di essere stato nettamente inferiore all’azzurro. Nonostante il ricambio generazionale abbia cambiato gli equilibri del circuito, Djokovic è convinto che confrontarsi con rivali di questo livello sia fondamentale per mantenere alta la motivazione.

“Bisogna trovare continuamente nuovi modi per motivarsi e per migliorarsi. La competizione è una cosa positiva”, ha spiegato. “Le grandi rivalità sono fondamentali. Devi sempre trovare qualcuno, in campo o anche sugli spalti, che ti spinga a dare il massimo”. Mentre Carlos Alcaraz resterà ai box anche per il Masters 1000 di Montreal per completare il recupero dall’infortunio al polso che lo tiene fermo da aprile (è iscritto però sia a Cincinnati che agli Us Open), Djokovic e Jannik Sinner sono pronti a tornare in campo proprio nel torneo canadese.

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Data articolo:Thu, 23 Jul 2026 09:34:53 +0000
Cronaca a cura di Redazione Cronaca
Milano, arrestato un 26enne: aveva violentato una donna mentre faceva jogging al parco

È stato arrestato l’uomo che il 4 luglio scorso ha violentato una donna mentre faceva jogging in un parco, nella periferia di Milano. Si tratta di un 26enne di origine straniera. La donna, una 45enne, si sarebbe difesa mordendo la sua mano. Così è riuscita a metterlo in fuga.

“Sono stata aggredita da un uomo sulla pista ciclabile”, aveva raccontato la donna agli inquirenti e ai soccorritori. L’allarme era scattato intorno alle 12:50 in via Marcora, sul percorso ciclo-pedonale. Qui sarebbe avvenuta l’aggressione mentre la donna, originaria dell’Est Europeo e residente a Pieve Emanuele, era intenta a fare jogging. Il 26enne l’avrebbe scaraventata a terra prima di iniziare a palpeggiarla.

È stato un passante a notare la presenza della donna spaventata e a lanciare l’allarme alla Croce Rossa. Dopo i primi controlli era stata portata in ambulanza alla clinica Mangiagalli, specializzata anche in casi di violenza, per essere sottoposta ad accertamenti medici. Decisiva l’analisi delle telecamere di sorveglianza: gli investigatori hanno individuato un uomo compatibile con la descrizione fornita dalla vittima mentre si allontanava rapidamente dall’area dell’aggressione e cercava di coprirsi il volto con una maglietta.

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Data articolo:Thu, 23 Jul 2026 09:24:27 +0000
Mondo a cura di Redazione Esteri
Scontri davanti al Parlamento a Tirana, usati idranti e lacrimogeni: la protesta contro il premier Rama avanti da oltre 7 settimane

Forti tensioni a Tirana tra la polizia e i manifestanti che da oltre sette settimane protestano contro il governo del premier socialista Edi Rama di cui chiedono le dimissioni. Le iniziali contestazioni a un progetto per un mega resort promosso da Jared Kushner, genero di Donald Trump, hanno dato il via a un movimento contro l’intera classe politica del Paese.

I manifestanti, poche centinaia, si sono riuniti davanti alle vie d’accesso al parlamento dove è prevista l’ultima seduta della sessione. Prima lanci di uova contro gli agenti e poi i tentativi di sfondare i cordoni di polizia hanno provocato tensioni e scontri. La polizia ha usato idranti e lacrimogeni per disperdere la folla. Almeno due agenti e un manifestante risultano feriti.

Video X/Tom Welschen

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Data articolo:Thu, 23 Jul 2026 09:23:38 +0000
Trending News a cura di Davide Turrini
“Io odio l’acqua. Mi lavo a pezzi, odio farmi la doccia. Le persone troppo pulite mi fanno schifo, voglio gli odori veri dell’essere umano, che sia uomo o donnaâ€: le confessioni di Giuseppe Cruciani

Giuseppe Cruciani e la doccia (non fatta). Ci risiamo. Sul settimanale Chi ecco sbucare un’intervista al celebre conduttore di La Zanzara, proprio nei giorni in cui si vocifera di un suo ingresso sulle reti Mediaset. “Io odio l’acqua. Mi lavo a pezzi, odio farmi la doccia. Ne farò due in una settimana. Vado a letto senza farmi la doccia e mi sveglio la mattina senza farmela. Le persone troppo pulite mi fanno schifo […] Io voglio gli odori veri dell’essere umano, che sia uomo o donnaâ€.

Qualche riga più avanti Cruciani mette le mani avanti sulla possibile presenza di Selvaggia Lucarelli all’Isola dei Famosi, dove anche lui potrebbe partecipare: “Per quanto riguarda Selvaggia Lucarelli, non mi cambia assolutamente nulla. Se c’è bene, se non c’è fa lo stesso. Io scelgo sempre in base a ciò che ritengo giusto fare per meâ€.

Infine c’è un Crux più intimo e familiare, Giuseppe bambino che gioca a pallone nel campetto, organizza tra bambini scommesse sulle partite: “Avevo nove o dieci anni, uscivo di nascosto per organizzare questi tornei e sparivo per ore. Mio padre non mi trovava e, quando tornavo a casa, giù sberle. A diciott’anni me ne sono andato di casa e ho iniziato a cavarmela da soloâ€. A chiudere un ricordo per mamma, “ancora viva, ma con l’Alzheimerâ€: “Vive in Abruzzo. La vedo pochissimo. Voglio ringraziare mia sorella Sofia perché le sta vicino ogni giorno. Io, quando riesco, scendo per darle un abbraccioâ€.

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Data articolo:Thu, 23 Jul 2026 09:01:03 +0000
Trending News a cura di Redazione FqMagazine
“Per l’alopecia ho dovuto interrompere Distretto di Polizia, è stata una bella mazzata. Nel giro di pochi mesi ti ritrovi con un aspetto completamente diverso, è difficile accettarloâ€: le confessioni di Francesco Vitiello

“L’alopecia avrebbe potuto farmi vacillare, ma sono riuscito a rimettermi in camminoâ€. Francesco Vitiello si racconta. In una intervista concessa a Vanity Fair il celebre volto di Un posto al sole è tornato a parlare del suo recente disturbo che l’ha allontanato per qualche tempo dai set: “Per l’alopecia ho dovuto interrompere una bellissima esperienza come Distretto di Polizia che probabilmente sarebbe durata ancora un po’: quella è stata una bella mazzata. Però mi rendo conto di essere abbastanza resiliente: sono colpi che avrebbero potuto farmi vacillare e invece sono riuscito a rimettermi in cammino e a ritrovare la mia stradaâ€.

Per Vitiello, oggi 44enne, è una confessione a cuore aperto, il superamento di una condizione di disagio dopo molti ostacoli: “Oggi vivo l’alopecia come una mia caratteristica distintiva: mentre prima mi sembrava qualcosa che mi togliesse, adesso penso possa diventare persino una risorsa, anche dal punto di vista dei ruoli che potrei interpretareâ€. E ancora: un limite che nel suo mettere in crisi si fa automaticamente risorsa per rilanciare: “So che tanti ragazzi e tante ragazze fanno ancora fatica a conviverci e li capisco, perché spesso arriva in maniera dirompente: nel giro di pochi mesi ti ritrovi con un aspetto completamente diverso e serve tempo per accettarlo. Se poi, come nel mio caso, c’è anche un’esposizione televisiva e popolare, può essere ancora più complicato. Però, tutto sommato, l’abbiamo superata serenamenteâ€.

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Data articolo:Thu, 23 Jul 2026 08:54:49 +0000
Mondo a cura di Redazione Esteri
Accordo Usa-Arabia Saudita su nucleare civile e arricchimento dell’uranio. Le preoccupazioni sulla proliferazione nucleare

Mentre continua a sostenere la necessità di impedire all‘Iran di sviluppare capacità nucleari potenzialmente militari, l’amministrazione Trump apre all’Arabia Saudita. Stati Uniti e Regno hanno infatti firmato un nuovo accordo di cooperazione sul nucleare civile che potrebbe aprire la strada alla costruzione di un impianto di arricchimento dell’uranio sul territorio saudita. L’intesa con Riad ha colto di sorpresa il governo israeliano e aumentato la pressione su Benjamin Netanyahu, che appare sempre più emarginato dai piani di Trump per il Medio Oriente. Riad da anni cerca l’accesso alla tecnologia nucleare ma non è mai riuscita a ottenere il via libera americano. Joe Biden era aperto all’idea di siglare un accordo a patto che l’Arabia Saudita normalizzasse i rapporti con Israele, cosa che non è avvenuta. L’accordo messo a punto da Trump non include, secondo indiscrezioni, nessuna clausola simile, anche se il presidente da tempo è in pressing su Riad affinché aderisca agli accordi di Abramo.

L’intesa, firmata dal segretario all’Energia Chris Wright e dal ministro saudita dell’Energia Abdulaziz bin Salman, è un cosiddetto “123 agreement“, il quadro giuridico previsto dalla legge americana per consentire la cooperazione nucleare civile e l’esportazione di tecnologia statunitense. L’accordo dovrà ora essere esaminato dal Congresso e dovrebbe avere una durata di trent’anni. Stando al dipartimento dell’Energia degli Usa l’accordo “offre un ampio accesso alle aziende statunitensi nell’ambito del programma nucleare saudita, apportando benefici all’industria americana, ai lavoratori e alle catene di approvvigionamento, contribuendo al contempo a soddisfare il fabbisogno energetico dell’Arabia Saudita” e “consolida il vantaggio competitivo degli Stati Uniti nel settore delle tecnologie nucleari civili”. In base all’intesa, le aziende americane avranno infatti un ruolo centrale nello sviluppo delle infrastrutture nucleari in Arabia Saudita, escludendo così concorrenti stranieri quali Russia e Cina. Uno dei motivi dietro l’accordo sarebbe proprio la volontà degli Stati Uniti di isolare Mosca e Pechino, che avevano già espresso interesse per un’intesa.

Il piano prevede che inizialmente sia sviluppato un programma nucleare civile poi, dopo l’esecuzione di uno studio di fattibilità, si potrà lavorare sull’arricchimento dell’uranio se sarà giustificato. Si tratta di una tecnologia utilizzata per produrre il combustibile destinato alle centrali nucleari, ma che è considerata “dual use”: portata a livelli più elevati, può infatti essere impiegata anche per ottenere materiale fissile per un’arma atomica. Per questo gli Stati Uniti hanno tradizionalmente cercato di scoraggiare i propri partner dal dotarsi di capacità autonome di arricchimento. L’esempio più citato è quello degli Emirati Arabi Uniti, che nel 2009 firmarono con Washington un accordo sul nucleare civile rinunciando esplicitamente sia all’arricchimento sia al riprocessamento del combustibile esaurito.

Secondo Associated Press, inoltre, il nuovo accordo con Riad non comprenderebbe l’Additional Protocol dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), il protocollo che consente ispezioni e verifiche più approfondite rispetto agli obblighi standard di salvaguardia. Il che ha già suscitato critiche tra gli esperti di non proliferazione. L’amministrazione Trump respinge le preoccupazioni. Wright ha assicurato che l’intesa “rispetta i più elevati standard di sicurezza nucleare e di non proliferazione”, mentre il segretario di Stato Marco Rubio ha ribadito che gli Stati Uniti non concluderanno “alcun accordo che comporti un rischio di proliferazione”.

La scelta arriva in un momento particolarmente delicato visto che Washington ha giustificato gli attacchi contro l’Iran anche con la necessità di impedire a Teheran di acquisire capacità nucleari che potrebbero essere convertite a fini militari. L’apertura verso Riad si presta ad accuse di doppio standard, anche se l’Arabia Saudita è uno dei principali alleati degli Stati Uniti nella regione, mentre l’Iran è considerato un avversario strategico.

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha commentato dicendo: “È stato annunciato che gli Stati Uniti – con una formulazione alquanto strana – hanno autorizzato l’Arabia Saudita ad arricchire l’uranio. Non è necessaria alcuna autorizzazione, perché l’arricchimento dell’uranio a fini pacifici è un diritto di ogni Stato parte del Trattato di non proliferazione nucleare”. “Si diffonde l’idea – ha osservato Lavrov – che solo le armi nucleari possano, per quanto possibile, garantire la libertà e l’indipendenza, è una delle conseguenze delle azioni aggressive che gli Stati Uniti e alcuni dei loro alleati stanno cercando di attuare nella politica globale, nel tentativo di mantenere il loro dominio”.

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Data articolo:Thu, 23 Jul 2026 08:53:27 +0000
Sport News a cura di Redazione Sport
Test antidoping al Tour, l’accusa di Mohoric: “Penso sia una questione di soldi. Sappiamo tutti che dal francese non sono andati alle 5 del mattinoâ€

Le polemiche contro i controlli antidoping al Tour de France 2026 continuano ad aumentare. Dopo le critiche espresse da Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard, anche Matej Mohoric ha attaccato con forza le procedure adottate dall’International Testing Agency (ITA), mettendo in discussione non solo gli orari delle verifiche, ma anche quella che considera una disparità di trattamento tra alcuni corridori. “Penso proprio che sia una questione di soldi. Devono far vedere che lavorano e che fanno effettivamente dei controlli. Noi corridori di oggi purtroppo paghiamo per quello che è successo in passato, ma, a parte quello, sarebbe giusto che ci fossero dei limiti di umanità da non superare. O, almeno, che le cose siano uguali per tutti, perché sappiamo tutti che dal corridore francese che è in alto in classifica generale non sono andati alle cinque del mattino“, ha tuonato Mohoric.

Pur senza fare nomi, il riferimento di Mohoric sembra rivolto a Paul Seixas, giovane promessa francese della Decathlon AG2R La Mondiale, anche se nella stessa squadra milita anche Lenny Martinez, altro atleta transalpino nelle posizioni di vertice della classifica generale. Secondo quanto emerso, i controlli nei confronti della formazione francese sarebbero stati effettuati intorno alle 22, quindi prima dell’inizio della fascia notturna, alimentando i sospetti di un trattamento diverso rispetto a quello riservato ad altre squadre. Il caso è nato dopo una serie di controlli a sorpresa effettuati durante la notte. Pogacar è stato svegliato alle 5 del mattino, mentre Vingegaard ha ricevuto la visita degli ispettori addirittura alle 2. Nei giorni successivi le verifiche hanno interessato anche altri team, fino a coinvolgere tutte le squadre nel giorno di riposo, alimentando un acceso dibattito all’interno del gruppo.

Le modalità dei controlli hanno suscitato numerose perplessità soprattutto perché la normativa della World Anti-Doping Agency (WADA) prevede che la fascia oraria compresa tra le 23 e le 6 sia generalmente tutelata e possa essere violata soltanto in presenza di “seri e specifici motivi di sospetto”. L’ITA, dal canto suo, ha spiegato che l’obiettivo di queste operazioni è rendere il monitoraggio del passaporto biologico il più efficace possibile attraverso controlli imprevedibili, sottolineando inoltre che alcune pratiche dopanti sarebbero individuabili soltanto per un periodo di tempo molto limitato. Nell’ambiente del ciclismo sono inoltre circolate indiscrezioni secondo cui questa campagna di verifiche sarebbe finalizzata anche a individuare nuove modalità di somministrazione dell’ormone della crescita.

Le spiegazioni fornite dall’agenzia non hanno però convinto molti atleti. Diversi corridori ritengono infatti che essere svegliati nel cuore della notte comprometta il recupero dopo tappe particolarmente impegnative. Le polemiche si sono intensificate ulteriormente dopo il ritiro di Vingegaard, costretto ad abbandonare la corsa per una frattura alla clavicola in seguito a una caduta. Alcuni protagonisti del Tour, tra cui lo stesso Pogacar, hanno ipotizzato che la mancanza di sonno possa aver inciso sulla lucidità del danese, pur senza che vi siano elementi in grado di dimostrare un collegamento diretto tra le due circostanze.

Mohoric, intervistato da Sportal, ha raccontato di aver vissuto personalmente una situazione analoga: “Anche da noi sono venuti una volta alle cinque del mattino, che per noi è proprio nel bel mezzo del sonno, visto che andiamo a dormire verso mezzanotte e poi facciamo colazione alle dieci. Il fatto è che l’agenzia che fa i test Ita (l’Agenzia Internazionale per i Test, ndr) riceve parecchi fondi per la sua attività e deve in qualche modo giustificarli”.

Le dichiarazioni di Mohoric si inseriscono in una protesta ormai condivisa da numerosi team. Le formazioni presenti al Tour contestano soprattutto l’impatto dei controlli notturni sul recupero fisico e mentale degli atleti durante una competizione già estremamente impegnativa. Alcune squadre hanno inoltre minacciato di riconsiderare il proprio contributo economico al sistema antidoping, ricordando come il ciclismo sostenga ogni anno una quota rilevante dei costi dell’intero programma di controlli. UCI e ITA, invece, difendono l’impostazione adottata. Entrambe ribadiscono che l’efficacia della lotta al doping dipende anche dall’imprevedibilità delle verifiche e ricordano che i corridori, in base ai regolamenti sottoscritti, sono tenuti a garantire la propria reperibilità anche in circostanze eccezionali.

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Data articolo:Thu, 23 Jul 2026 08:51:03 +0000
Cinema a cura di Davide Turrini
“L’Odissea di Nolan? È stato bravissimo, ma ci sono incongruenze che creano perplessità. Omero è stato il primo motivatore, il viaggio di Ulisse è lo stesso che i giovani devono compiere con fatica ogni giornoâ€: l’analisi di Alberto Angela

Omero “primo motivatoreâ€, le “incongruenze tecniche†che creano “perplessitàâ€, il film “bandiera per i giovani europeiâ€: Alberto Angela analizza l’Odissea di Nolan ed è l’apoteosi. Il celebre divulgatore televisivo interviene sul Messaggero e analizza il film campione d’incassi dell’estate 2026. Angela elogia Nolan “bravissimo a tradurre un testo antichissimo (…) in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovaniâ€, per poi spiegare come l’Odissea sia “la storia con la S maiuscola: c’è l’avventura verso l’ignoto, il destino, le divinità della mitologia. Una sceneggiatura che narra vicende accadute, 3200 anni fa e che è perfetta fin dai tempi di Omero, come la Divina Commedia o i Promessi Sposi. Opere che ogni generazione, compresa quella dei giovani di oggi, ha amato perché hanno gli ingredienti giustiâ€.

Dopodichè iniziano le similitudini e le sovrapposizioni con l’oggi: “Al centro c’è un concetto universale, il ritorno a casa, al calore della famiglia. Odisseo, che noi chiamiamo Ulisse, è una figura vicinissima ai giovani. Deve affrontare l’ignoto con razionalità e astuzia, deve dribblare l’avversario, inventarsi sempre qualcosa di straordinario. Tra sfide climatiche e tecnologiche, l’incognita dell’intelligenza artificiale e un mondo del lavoro che non dà più certezze, il viaggio di Ulisse è il viaggio che tutti i giovani devono compiere con fatica ogni giorno per arrivare alla propria Itacaâ€.

Angela sfrutta quindi l’analogia del lavoro: “Credo che Omero sia stato uno dei più grandi motivatori dell’esistenza umana! E pensare che le vicende narrate risalgono a più di tremila anni fa, all’età del bronzo di Troia, di Ramses II, rende tutto ancora più straordinario agli occhi di un giovane pubblico che si affaccia oggi a quella storia per la prima voltaâ€. Nel ragionamento del figlio televisivo d’arte c’è però una piccola critica, che subito si trasforma in positività: “All’inizio nell’Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovaniâ€.

Infine ecco la ciliegina sulla torta con l’apparizione dell’Europa: “Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandieraâ€.

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Data articolo:Thu, 23 Jul 2026 08:42:16 +0000
Mondo a cura di Redazione Esteri
Incontro Rubio-Lavrov, il ministro russo: “Inammissibile un ulteriore invio di armi all’Ucraina. Si riparta dall’intesa di Anchorageâ€

Stati Uniti e Russia tornano a parlare per vie ufficiali. Dopo gli ultimi tentativi di pacificazione tra Mosca e Kiev che, dopo il loro fallimento, avevano provocato nuovamente la delusione di Donald Trump, con lo spostamento dell’attenzione americana sul dossier mediorientale, ecco che i capi della diplomazia dei due Paesi, Sergej Lavrov e Marco Rubio, hanno tenuto un bilaterale a margine degli eventi Asean di Manila, nelle Filippine. Un’occasione, hanno fatto sapere i protagonisti, per riprendere e rafforzare i rapporti tra i due Paesi e, ovviamente, per cercare nuove strade da percorrere per arrivare alla fine del conflitto in Ucraina.

A esplicitare quale sia il punto di partenza di eventuali trattative per Mosca ci ha pensato il ministro degli Esteri della Federazione, sottolineando di voler verificare se per la controparte erano ancora validi i principi stabiliti nello storico incontro in Alaska tra Vladimir Putin e Donald Trump. Lavrov ha poi ricordato al segretario di Stato Usa che l’invio di armi all’esercito di Volodymyr Zelensky è considerato una mossa inaccettabile in vista di qualsiasi ipotesi di colloquio tra le parti in guerra: Lavrov, si legge nel comunicato del Ministero degli Esteri russo, “ha informato il suo omologo americano sulla reale situazione lungo la linea di contatto e ha sottolineato l’inammissibilità di un ulteriore armamento del regime di Kiev. Lavrov ha ribadito la disponibilità della Russia a una soluzione politica e diplomatica del conflitto e il suo impegno a favore delle proposte avanzate dalla parte americana durante l’incontro tra i presidenti Vladimir Putin e Donald Trump ad Anchorage, alle quali il leader russo ha aderito”.

Più coperta è apparsa invece la posizione degli Stati Uniti. A margine del bilaterale, durato circa mezz’ora, Rubio non ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti che, tra le altre cose, hanno cercato di capire se avrebbe chiesto a Lavrov se la Russia stesse aiutando l’Iran a colpire obiettivi nel Golfo. I colloqui, da quanto trapela, sono rimasti a un livello più superficiale, soprattutto riguardo al dossier mediorientale. Il punto centrale era la “normalizzazione del funzionamento delle missioni diplomatiche tra Russia e Stati Uniti”, con Mosca che ha “accolto con favore la ripresa dei contatti a pieno regime tra Roscosmos e Nasa, esprimendo inoltre il proprio sostegno allo sviluppo degli scambi interparlamentari e dei legami culturali. È stato raggiunto un accordo per proseguire i contatti tra i ministeri degli Esteri, anche attraverso la partecipazione dei due Paesi a organizzazioni internazionali”. Spazio anche alla situazione nel Golfo Persico, ovviamente, ma senza che le due parti abbiano fornito ulteriori informazioni.

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Data articolo:Thu, 23 Jul 2026 08:31:56 +0000
Trending News a cura di Antonella Zangaro
“È poco incline a farsi notare, non è affatto esuberante ed è sempre molto controllatoâ€: il principe George compie 13 anni e si prepara a lasciare la famiglia per andare al college

Baby George, come molti erano abituati a conoscerlo, è cresciuto, ha compiuto 13 anni e si prepara ad iniziare la sua nuova vita al college.
A casa dei principi del Galles si stanno organizzando i preparativi per il trasferimento del primogenito, George, che sta per affrontare una nuova fase della sua vita, pronto a ripercorrere i passi del padre, il principe William e dello zio Harry. Anche lui, infatti, andrà a studiare nel prestigioso college di Eton che da sempre prepara la futura classe dirigente britannica. Li’ hanno studiato diversi ex primi ministri come David Cameron e Boris Johnson e lì, andrà il secondo futuro re.
George è stato appena immortalato per la classica foto di compleanno che la famiglia dei principi del Galles posta sui social in occasione delle feste dei figli e in quest’ultimo scatto ha mostrato quanto ormai sia cresciuto.

Nel Royal Box di Wimbledon, non più tardi di qualche settimana fa, aveva accompagnato mamma Kate a salutare i campioni del tennis mostrando quanto sia diventato alto, ormai l’ha raggiunta e quanto, in fondo sia schivo e piuttosto riservato. Lo si evince anche dall’espressione sorridente ma in fondo enigmatica colta dallo scatto pubblicato su Instagram che allega gli auguri di buon 13esimo compleanno della sua famiglia.

Gli insider della casa reale lo hanno sempre confermato: George è poco incline a farsi notare, non è affatto esuberante ed è sempre molto controllato. Un bambino che difficilmente si è fatto cogliere in atteggiamenti buffi o sopra le righe che tanto divertono del fratello minore, Louis. Un piccolo ometto da sempre, così come la sorella Charlotte. A Wimbledon, dopo aver assistito al match che ha consegnato la vittoria a Jannik Sinner non vedeva l’ora di parlargli, ma ha aspettato che il campione si rivolgesse a lui per dire solo che ama giocare a tennis, ma lo fa nel fine settimana, poco.

A Eton, dove verrà trasferito da settembre, potrà fare molto sport; il college è famoso per la qualità dell’insegnamento e i servizi offerti. Ma, ciò che renderà comunque sicuro il suo ciclo di studi, sarà la possibilità di avere una stanza propria, tutta per sè.
“George sarà immerso in un ambiente sociale, ma avrà il vantaggio di poter avere un luogo dove ritirarsi alla fine della giornata†ha spiegato a Page Six, Kinsey Shofield. “Le persone spesso si sorprendono nel sapere che a Eton gli studenti non hanno compagni di stanza†ha aggiunto, “ma anche il principe William e il principe Harry avevano la loro stanza privataâ€. Il prestigioso College, non prevede stanze multiple e questo rappresenta un grande “dono†per gli eredi della famiglia reale che in questo modo, ha poi chiarito Shofield “possono trovare uno spazio dove decomprimere e prendere le distanze dal continuo giudizio e l’analisi ai quali sono costantemente sottoposti per il fatto di essere futuri reâ€. Tanto era valso per William, tanto varrà per George.

Questo, naturalmente non significa isolarsi perchè il sistema creato nel college prevede che si “crei una vera e propria comunitàâ€, dove gli studenti condividono le cucine, le aree dove trascorrere le giornate insieme e la vita lontano da casa. Così, nel Forest Lodge di Windsor, ci sarà un inquilino in meno, e Charlotte e Louis aspetteranno le vacanze per tornare a giocare con il fratello maggiore ormai interamente proiettato verso il suo destino di’ futuro re.

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Data articolo:Thu, 23 Jul 2026 08:26:53 +0000
Animal House a cura di Redazione FqMagazine
Un orso “curioso†si arrampica sul palo della luce ma rimane bloccato in equilibrio a pochi centimetri dai cavi dell’alta tensione: le immagini dell’incredibile salvataggio

Chi è cresciuto con Baloo de Il libro della giungla o con Koda di Koda, fratello orso è abituato a immaginare gli orsi come animali curiosi, pasticcioni e spesso irresistibili. Questa volta, però, la realtà ha superato la fantasia. In Arizona un orso nero ha deciso di arrampicarsi su un palo della rete elettrica, finendo a pochi centimetri dai cavi dell’alta tensione e costringendo i tecnici a un salvataggio tanto insolito quanto delicato. L’episodio è stato ripreso nel novembre 2025 nella contea di Cochise, in una zona rurale a nord della cittadina di Willcox, ma il filmato è diventato virale soltanto negli ultimi giorni.

Chi ha assistito alla scena ha immediatamente contattato la compagnia elettrica, in modo tale da mettere in sicurezza la linea prima che l’orso potesse entrare in contatto con i cavi. Per questo motivo non è stato necessario chiamare il 911: l’intervento più urgente era quello dei tecnici dell’azienda elettrica.

Una volta sul posto, gli operatori hanno sospeso temporaneamente l’alimentazione della linea. Successivamente, il tecnico Werner Neubauer, utilizzando una piattaforma aerea, si è avvicinato con grande cautela all’orso e, servendosi di un’asta in fibra di vetro, lo ha guidato delicatamente verso la discesa, senza spaventarlo né metterlo ulteriormente in pericolo. Fortunatamente l’operazione si è conclusa nel migliore dei modi: l’orso è scivolato a terra completamente illeso e, una volta tornato sul terreno, si è allontanato di corsa verso il deserto.

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Data articolo:Thu, 23 Jul 2026 08:16:17 +0000
Cronaca Nera a cura di Redazione Cronaca
Spara e ferisce gravemente la moglie, poi raggiunge il fratello e lo uccide: il delitto nel Cagliaritano. Il 39enne si è costituito

Ferisce la moglie a colpi di pistola e uccide il fratello, poi si presenta spontaneamente in caserma e ai Carabinieri confessa quanto appena compiuto. Il protagonista è un 39enne e tutto è accaduto in poche ore, all’alba di giovedì, nel Cagliaritano.

L’allarme è scattato intorno alle 5.45 quando la Centrale operativa della Compagnia Carabinieri di Quartu Sant’Elena è stata contattata dal 118 a seguito del ferimento di una donna di 47 anni in un’abitazione nella frazione costiera di Solanas. Un tentato femminicidio: la vittima era stata raggiunta alla testa da un colpo di pistola esploso da un uomo subito dopo fuggito a bordo di un’auto. Poco dopo, alle 6.10, una seconda segnalazione al 118 richiedeva un intervento urgente in via Asfodelo – in località Margine Rosso, a Quartu Sant’Elena – dove un’altra persona (un uomo di 43 anni) risultava colpita da arma da fuoco. La svolta si è avuta alle ore 6.15 quando il 39enne cagliaritano, regolare detentore di armi da fuoco, si è presentato spontaneamente in caserma dichiarando di aver appena sparato alla moglie e al proprio fratello.

Al momento non si conosce il movente dei due fatti di sangue. I soccorritori e i Carabinieri giunti sui luoghi dei fatti e hanno constatato il decesso del fratello dell’uomo, rimasto ucciso sul colpo da un proiettile al tronco. La donna, gravemente ferita alla testa, è stata soccorsa e trasportata d’urgenza in ospedale in condizioni critiche. Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, il gesto sembrerebbe essere riconducibile a contrasti familiari. L’uomo è stato immediatamente fermato dai Carabinieri e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre i militari del Nucleo Operativo e della Sezione Rilievi del Nucleo investigativo stanno conducendo approfonditi accertamenti tecnici e i rilievi sui luoghi dei delitti per ricostruire con esattezza ogni fase della vicenda.

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Data articolo:Thu, 23 Jul 2026 08:14:36 +0000
Sport News a cura di Redazione Sport
“Non sono mai riuscita ad abituarmi alle persone false, i giri di parole non sono per meâ€: parla Arianna Fontana

“A volte ho dovuto prendere decisioni difficili che hanno fatto anche discutere, ma ho dovuto farlo per proteggere il mio percorso“. A distanza di circa cinque mesi dalle Olimpiadi di MilanoCortina, Arianna Fontanal’atleta italiana con più medaglie nella storia dei Giochi (ben 14) – torna a parlare e lo fa a Il Messaggero, dopo aver ricevuto il premio “Marisa Bellisario” 2026. A 36 anni ha raggiunto ottimi risultati agli ultimi Giochi invernali, vincendo tre medaglie nello short track: oro nella staffetta mista, argento nei 500 metri e nella staffetta femminile.

“Ora mi trovo negli Stati Uniti dove vivo e mi alleno con mio marito Anthony (l’ex pattinatore Lobello, ndr). Mi sto prendendo del tempo per riflettere. Vorrei andare avanti nella mia carriera. Il 25 luglio ci saranno le elezioni della Federazione sport del ghiaccio e, per tutto il movimento, spero sinceramente che si nomini un presidente, perché si potrebbe anche arrivare a un rinvio a stagione iniziata“, ha dichiarato Fontana, come sempre senza giri di parole. “Le elezioni potrebbero essere determinanti per il mio futuro, con il presidente attuale il dialogo è quello che è. Spero che presto ci sia la possibilità di costruire qualcosa. Ho in mente dei progetti che credo possano contribuire alla crescita del movimento“.

Un personaggio sempre molto discusso e chiacchierato nel suo ambito, Arianna Fontana negli ultimi anni non ha avuto un rapporto idilliaco con la Federazione e i suoi colleghi nello short track, con diverse fratture emerse pubblicamente. I rapporti tra Fontana e l’ambiente si sono deteriorati negli anni, in particolare dopo il 2019, quando l’atleta accusò Andrea Cassinelli e Tommaso Dotti di averla fatta cadere durante un allenamento a Courmayeur. “Non sono mai riuscita ad abituarmi alle persone false. Se sono di quelle che incontri una volta sola: pazienza. Ma non mi faccio troppi problemi neanche a dire le cose in faccia. I giri di parole non sono per me”, ha dichiarato con schiettezza la campionessa olimpica. Anche alle ultime Olimpiadi ci fu una discussione con Pietro Sighel, che l’accusò: “E chi la conosce? Con lei non siamo squadra”.

Oggi non vuole smettere e sogna ancora di vincere nella sua disciplina. A spingerla nel corso della sua carriera sono stati vari esempi poi diventati idoli, come per esempio Valentino Rossi: “Da piccola avevo un debole per lui. Trovavo similitudini tra la MotoGP e lo short track. Sarà per le curve, i sorpassi, le cadute, le “pieghe” che facciamo. Valentino è stato un esempio non solo per gli italiani, rendendo il motociclismo quello che è oggi. Ho sempre pensato a quanto sarebbe bello avere lo stesso impatto nel mio sport”.

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Data articolo:Thu, 23 Jul 2026 08:08:56 +0000
Musica a cura di Redazione FqMagazine
“Il concerto è annullato a causa di una malattia legata al tourâ€: Harry Styles si ferma in Brasile, il comunicato a un mese dal malore sul palco a Londra

Il tour dei record ha subìto una brusca e inaspettata battuta d’arresto. Martedì 21 luglio 2026, a poche ore dall’inizio dello spettacolo, Harry Styles è stato costretto a cancellare il suo atteso concerto all’Estadio MorumBIS di San Paolo, in Brasile, a causa di accertati problemi medici.

A dare la notizia ufficiale è stata Live Nation Brasil, che attraverso i propri canali social ha diffuso una nota inequivocabile: “Siamo profondamente dispiaciuti di dover comunicare che il concerto di Harry Styles previsto per martedì 21 luglio 2026 al MorumBIS è stato annullato a causa di una malattia legata al tour“. Il portavoce dell’artista ha confermato l’annullamento parlando esplicitamente di una “tour illness”, rassicurando tuttavia gli spettatori sul fatto che l’esibizione successiva della residency sudamericana, fissata per venerdì 24 luglio, si svolgerà come da programma.

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Data articolo:Thu, 23 Jul 2026 08:02:29 +0000

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