NEWS - prima pagina - NEWS - politica - NEWS meteo

Cliccando su i link posti di seguito, si aprirà la pagina delle news relativa al titolo del link stesso


News ilfattoquotidiano.it

News ilfattoquotidiano.it

#news #ilfattoquotiano.it

Mondo a cura di Redazione Esteri
Elezioni in Sassonia-Anhalt, ha votato per l’Afd il 42% dei giovani, il 60% degli operai e il 65% delle persone in difficoltà economica

Alternative für Deutschland ha trionfato tra i giovani, tra i lavoratori, tra chi teme che i prezzi salgano talmente tanto da impedirgli di arrivare a fine mese e tra chi in passato non era andato alle urne. Sono le prime analisi del voto dell’istituto di ricerca tedesco Infrastest dimap sul risultato delle elezioni nel Land della Sassonia-Anhalt, dove il partito di estrema destra Afd ha superato il 44% delle preferenze e il 35enne Ulrich Siegmund sogna di governare in un esecutivo monocolore.

Afd in particolare ha raggiunto il 42% nella fascia 18-24 anni e il 44% nella fascia 25-34 anni, mentre la Cdu ha raccolto solo il 5% tra gli elettori di età compresa tra i 18 e i 24 anni e il 6% nella successiva. Nella fascia più giovane l’Afd è seguita a larga distanza da Die Linke con il 17% e Verdi con il 13%. L’Spd e il Bsw registrano entrambi l’8%.

Altro segnale di allarme per l’Unione che sostiene il governo Merz: tra chi indica come occupazione “operaio“, il 60% ha scelto Afd, contro il 9% per la Cdu, il 7% per la Linke il 6% per la Spd. Tra chi considera negativa la propria situazione finanziaria, il 65% si è rivolto alla formazione di Siegmund. E se il 91% dei suoi elettori è spaventato da un presunto eccesso di immigrazione, l’89% mette al secondo posto tra le preoccupazioni la cavalcata dell’inflazione.

Una prima analisi dei flussi indica poi che ben 157mila voti – su 1,7 milioni di elettori – sono arrivati all’Afd dal bacino degli astenuti. Seguono ex elettori Cdu (83mila), Fdp (19mila, e il partito liberal democratico non ha superato la soglia del 5%) e Linke (11mila).

L'articolo Elezioni in Sassonia-Anhalt, ha votato per l’Afd il 42% dei giovani, il 60% degli operai e il 65% delle persone in difficoltà economica proviene da Il Fatto Quotidiano.

Data articolo:Sun, 06 Sep 2026 20:01:48 +0000
Sport News a cura di Redazione Sport
Europei di volley femminili, l’Italia si inchina alla Turchia in finale: Vargas e compagne esultano nella bolgia di Istanbul

Il viaggio dell’Italia all’Europeo femminile di pallavolo si interrompe in finale: le ragazze di Velasco cedono alla Turchia dopo cinque bellissimi set. 3-2 il finale per le turche, che fanno il bis dopo il successo del 2023. I parziali: 16-25, 25-22, 12-25, 25-21, 15-10 il finale. Un’Italia che conquista l’argento e interrompe a 39 la strisci di vittorie consecutive contro le squadre europee. Mattatrice dell’incontro per la Turchia è stata ovviamente Melissa Vargas, che ha letteralmente dominato in attacco

Tanti i problemi in ricezione per le azzurre tra quarto e quinto set, ma c’è rammarico per un secondo set in cui l’Italia poteva e doveva fare di più. Rimane comunque il percorso incredibile della formazione allenata da Velasco, che non riesce a completare la “Tripla Corona”, essendo già campione in carica olimpica e mondiale.

L'articolo Europei di volley femminili, l’Italia si inchina alla Turchia in finale: Vargas e compagne esultano nella bolgia di Istanbul proviene da Il Fatto Quotidiano.

Data articolo:Sun, 06 Sep 2026 18:25:26 +0000
Politica a cura di Redazione Politica
Il voto in Sassonia-Anhalt, Salvini e Vannacci esultano: “Successo clamorosoâ€, “Merz ha l’ulceraâ€. Tajani: “Pessima notiziaâ€. Conte: “Riarmo invece di lotta alle diseguaglianze, così Afd è primaâ€

Il risultato elettorale in Germania, con il trionfo dell’AfD in Sassonia-Anhalt, alimenta inevitabilmente il dibatito politico anche in Italia. Se c’è chi esulta come il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, la maggioranza si spacca, con il vicepremier leghista Matteo Salvini che si complimenta con “l’amica Alice Weidel e tutta AfD” per il “successo clamoroso” mentre per il leader di Forza Italia Antonio Tajani si tratta di “una pessima notizia che speriamo sia un’eccezione locale”. Intanto il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte riflette sulle cause: “Riarmo invece di lotta alle diseguaglianze, così AfD è prima“. Anche

Nella destra italiana è Salvini a dare il via ai festeggiamenti: il trionfo di Afd “evidenzia la forte richiesta di cambiamento, sicurezza e lavoro. Alla faccia di chi, a sinistra, alimentava paure e scenari catastrofici. Paura? Terrore? Pericolo? No, si chiama democrazia. Un’altra Europa è possibile”, scrive su X il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Lo segue a ruota Vannacci: “L’Europa cambia. Merz ha l’ulcera. Monti dovrà dedicare la sua scarsa energia anche a loro. Nessun dorma“, ha commentato sui social.

Antonio Tajani la pensa diversamente: “L’esito del voto è l’affermazione di una forza politica che è antitetica rispetto ai valori liberali e occidentali nei quali si riconosce Forza Italia ed è una pessima notizia che speriamo sia un’eccezione locale”. Lo dichiara il ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani. “La scelta degli elettori va sempre rispettata, ma questo non ci impedisce di lavorare per mettere in campo tutte le contromisure e iniziative politiche necessarie per evitare che qualsiasi deriva populista e fanatica dilaghi in Europa”, aggiunge.

Da Fratelli d’Italia c’è meno entusiasmo rispetto al leader della Lega. Il deputato di FdI Emanuele Loperfido commenta “l’altissima, storica affluenza” in Sassonia-Anhalt, “segno della volontà della popolazione di ritenere ancora come sia la politica, tramite il voto, lo strumento per dare risposte alle esigenze del Paese”. “Ovviamente noi non entriamo nel merito delle scelte dei cittadini, non lo facciamo in Italia, men che meno in altri Paesi – aggiunge Loperfido -. Si rispetta ogni esito elettorale. Quando vi è un risultato simile evidentemente la maggioranza dei residenti della Sassonia-Anhalt chiede un cambio di passo“. Il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi parla di “un risultato chiaro e in qualche misura previsto. È chiaro che un voto regionale non va sovraccaricato di significato, ma un’analisi del voto va fatta con lucidità e razionalità”, sottolinea. “Da parte dell’Europa e dei paesi che ne fanno parte – continua – serve un cambio di passo sulle politiche di accoglienza e sul rilancio dell’economia e dell’inclusione sociale. In ogni caso, per quanto ci riguarda, nessun voto può far cadere la pregiudiziale nei confronti dei partiti estremisti, di destra e di sinistra”, conclude.

Giuseppe Conte punta il dito sulle scelte dei governi europei, Italia compresa: “Rischiamo una disoccupazione record e di non finanziare sanità e scuole per tutti, però approviamo piano di riarmo da 800 miliardi. Come si fa a buttare 100 miliardi l’anno sulle armi anziché lavorare su un progetto comune europeo per puntare alle nuove sfide?”. Durante “Amelia” la festa dei Giovani Democratici di Pesaro Urbino, il leader del M5s sottolinea che proprio questo contesto “porta ad una situazione in cui l’estrema destra in Sassonia diventa primo partito”. “Chi ha uno spazio fiscale oggi si sta riarmando, – ha lamentato Conte – chi non lo ha sta distruggendo risorse per le armi come nel caso dell’Italia, dove si parla di 21 miliardi di euro che andremo a prendere dai fondi di coesione, che servirebbero invece a combattere le disuguaglianze”. “Von Der Leyen convocò un Consiglio europeo che durò pochissimo e chiese il Piano di riarmo europeo che venne approvato senza nessuna discussione. – ha ricordato il leader M5s – Un piano da 800 miliardi che non è passato né al Parlamento Europeo né nel Parlamento Italiano, eppure è stata una scelta forte per il futuro dei nostri figli e nipoti. Sono meravigliato dei vari premier che hanno approvato questo piano davanti a una crisi economica, industriale, della manifattura. Non riusciamo ad essere competitivi nel mondo sulle nuove sfide”.

Per Angelo Bonelli “è un segnale d’allarme per tutta l’Europa, che rischia di essere travolta da nazionalismi e suprematismi razziali. Un voto che rischia di riportare indietro le lancette della storia. Questo risultato impone una riflessione profonda alle forze progressiste, a partire dalle politiche europee. Non si può continuare a ignorare il contrasto alla povertà nei quartieri popolari, proprio quelli che in Sassonia-Anhalt hanno scelto in massa l’AfD. Non si può continuare con una logica di guerra e riarmo che alimenta paura e insicurezza nelle persone invece di rispondere ai loro bisogni reali, conclude il deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde chiedendo un “cambio di passo”. “Ha vinto la paura. Con un’ampia partecipazione che ci interroga e prende a schiaffi”,afferma il senatore del Pd, Filippo Sensi: “La Cdu – aggiunge – ha sbagliato tutto lo sbagliabile in questo piccolo Land. La Spd ha numeri da vergogna. Vedremo se i nazisti avranno la maggioranza assoluta, i seggi per comandare da soli, o se avranno bisogno dell’aiutino di qualche utile idiota, magari rossobruno; ce ne sono purtroppo in ogni Paese”, sottolinea Sensi.

Per il segretario di Più Europa Riccardo Magi “una nube nera si addensa sull’Europa come dimostra la vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt con un’agenda all’insegna della xenofobia, della demagogia nazionalista e che fomenta la paura e l’insicurezza tra i cittadini. Una nube che anche in Italia sta diventando sempre più nera e che abbiamo il dovere di fermare“. Secondo il leader di Azione, Carlo Calenda, “l’Unione europea è a rischio. L’insorgere di nazionalismi che guardano ai totalitarismi passati non hanno precedenti nella storia dopo la seconda guerra mondiale”.

L'articolo Il voto in Sassonia-Anhalt, Salvini e Vannacci esultano: “Successo clamoroso”, “Merz ha l’ulcera”. Tajani: “Pessima notizia”. Conte: “Riarmo invece di lotta alle diseguaglianze, così Afd è prima” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Data articolo:Sun, 06 Sep 2026 18:00:45 +0000
Diritti a cura di Redazione Cronaca
Il collettivo italiano sanzionato da Trump chiude, Autistici/Inventati: “Temiamo conseguenze penali e finanziarie per le nostre comunitàâ€

Dopo 25 anni di attività, Autistici/Inventati chiude. Il collettivo italiano di attivisti digitali, finito lo scorso 26 agosto nella lista delle organizzazioni colpite dalle sanzioni antiterrorismo statunitensi, ha annunciato che sospenderà tutti i suoi servizi. “Ogni giorno in cui siamo rimaste online a partire dal 26 agosto è stata una vittoria, ma dobbiamo fermarci “, scrive A/I in un comunicato pubblicato domenica 6 settembre.

La decisione, spiega il collettivo, nasce soprattutto dal timore di esporre utenti e persone vicine al progetto. “La concreta possibilità di poter essere la causa di conseguenze penali o finanziarie per qualcuno che ci è vicino, o che anche solo interagisce con noi non ci permette altre scelte”, si legge nella nota. “In questo clima continuare a offrire i nostri servizi è solo un pericolo in più per le nostre utenti, e per tutte le persone che fanno parte delle nostre comunità”.

La vicenda era iniziata meno di due settimane fa. Il Tesoro americano aveva sanzionato Autistici/Inventati insieme a Palestine Action e Masar Badil, accusando A/I di aver fornito infrastrutture e servizi digitali a gruppi considerati estremisti violenti di sinistra e ad altre organizzazioni già sottoposte a sanzioni. Il collettivo aveva respinto le accuse, rivendicando di offrire da 25 anni strumenti gratuiti e rispettosi della privacy ad attivisti, gruppi e associazioni. Gli effetti del provvedimento si erano manifestati subito: meno di 48 ore dopo il dominio autistici.org era stato oscurato e il conto PayPal bloccato. A/I aveva però assicurato che avrebbe cercato di resistere “fino a che fosse stato possibile”.

Ora quella possibilità, secondo il collettivo, non esiste più. A/I dice di non voler “prestarsi a strumentalizzazioni” né mettere a rischio le proprie comunità: “Nessuna di noi ha simpatia per i gesti eroici e men che meno per i martiri”. Continuare, aggiunge, significherebbe non poter più garantire il progetto originario, cioè “offrire strumenti sicuri e non mercificati”. Il collettivo annuncia che pubblicherà “a brevissimo” le istruzioni per consentire agli utenti di salvare blog, mail, siti e altri contenuti, avvertendo che nel frattempo potrebbero verificarsi altri problemi tecnici imprevedibili. “Sono stati 25 anni bellissimi. Sono stati una ‘bella storia’”, conclude A/I. “Ora mollate il pc, uscite, lottate, abbracciatevi e non perdete il sorriso. Perché noi ci fermiamo. Ma la resistenza e le idee no. Restiamo umani”.

L'articolo Il collettivo italiano sanzionato da Trump chiude, Autistici/Inventati: “Temiamo conseguenze penali e finanziarie per le nostre comunità” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Data articolo:Sun, 06 Sep 2026 17:58:33 +0000
Cinema a cura di Davide Turrini
Luca Marinelli e Alicia Vikander amanti infelici nell’appartamento gabbia del desiderio in “The echo chamberâ€. A Venezia 83 Andrea Pallaoro fa riemergere il fantasma di Bernardo Bertolucci

Ingabbiati, infelici e paralizzati. Nel Concorso di Venezia 83 è tutta una questione di appartamenti. Dopo la “stanza del sesso†in “Succederà questa notte” di Nanni Moretti, ecco “The Echo chamber” di Andrea Pallaoro, un’altra casa del desiderio, un altro spazio circoscritto radicalmente e rigorosamente dallo sguardo di regia. L’enfant prodige italiano che ha studiato in America, quello che gira in formato 1.22:1 (il “quasi quadratoâ€), ha preso l’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci e con l’aiuto di Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi l’ha resa un film spiritualmente bertolucciano.

Pare che Bertolucci dicesse che l’appartamento al centro della supposta visione (qui sembrerebbe londinese, anche se i set sono italo-belgi) fosse come un “luogo di fantasmiâ€. Già perché Leo (Luca Marinelli), produttore e compositore musicale, pippatore di droghe e alcool, soffre terribilmente di dolori lombari che non lo fanno vivere in pace e deambula come in gabbia dentro ad un ampio, raffinato e primo novecentesco appartamento che gli fa anche da studio di registrazione. L’aiuto per quel corpicione fragile e derelitto, arriva dalla fisioterapista Anne (Alicia Vikander), minuta e risoluta manipolatrice di corpo e anima.

I due naturalmente si piacciono, ma è la classica attrazione sofferta tra esseri solitari e lontani, incapaci di ascoltarsi e sentirsi nel profondo. Una dipendenza reciproca che procede comunque a tratti, a scarti laterali, mai in crescendo, e che riacquisisce una sorta di sponda ulteriore di senso del ricordo nell’altrettanto saltuaria presenza di Ava (Susan Sarandon), vecchia gloria della musica, intenta a comporre con Leo un nuovo album dopo molti anni di assenza dal mercato. I fantasmi di Pallaoro sono questi tre. Con l’aggiunta di qualche fugace comparsa sul divano (un amico, una parente, una domestica), roba di qualche secondo di girato, coronata dalla curiosa frequente intromissione di Anne nella casa di Leo, quando il ragazzo è fuori per lavoro.

Un tocco poetico in punta di piedi, quasi magico, che addolcisce, con una traiettoria di osservazione soggettiva da una finestra (che sul fondo si sostituirà a quella oggettiva di regia), una storia di silenzi bruschi e frequenti, di sguardi indecisi e compressi, di spazi ambientali obbligatoriamente da riempire di senso e scorrimento narrativo. “The echo chamber” è cinema di muta implosione, intarsiato in stringenti primi piani, costretto e ristretto dal primo all’ultimo secondo entro quattro mura domestiche, giocato si su un piccolo riavvolgimento temporale del nastro (si inizia dalla critica overdose vissuta da Leo che già conosce Anne) per poi chiudersi in un tragicissimo finale con tanto di tracce psicanalitiche e riferimenti biografici bertolucciani disseminati sul confine dell’ossessivo possesso e di un impudico erotismo.

Marinelli è perfetto nel mostrare questa sua pesante e strisciante compromessa corporeità. Anche se è la Vikander a rubare di più la scena: struccata, dimessa, scartata, va a riprendersi dolorosamente le briciole di ciò che non può avere con grinta trattenuta e spessore performativo da grande star.

L'articolo Luca Marinelli e Alicia Vikander amanti infelici nell’appartamento gabbia del desiderio in “The echo chamber”. A Venezia 83 Andrea Pallaoro fa riemergere il fantasma di Bernardo Bertolucci proviene da Il Fatto Quotidiano.

Data articolo:Sun, 06 Sep 2026 17:50:53 +0000
Diritti a cura di Redazione Cronaca
“Un concentrato di stereotipi di genere che dovrebbe far riflettereâ€: il parere dello psicoterapeuta Pellai sull’ingresso a San Siro di Sfera Ebbasta insieme a 10 ragazze

“Siamo noi uomini per prima a doverci distanziare da questo genere di narrazioni e di celebrazioni“. Parte da qui la riflessione di Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta e ricercatore universitario, dopo le immagini diventate virali dell’ingresso di Sfera Ebbasta a San Siro insieme a dieci ragazze, prima della partita tra l’Inter e il Napoli, finita 3-2 per i nerazzurri. Una scena che ha attirato immediatamente l’attenzione e che potrebbe essere legata – il condizionale è d’obbligo, non avendo certezze, ma è molto probabile che sia così – anche alla comunicazione del nuovo progetto discografico del rapper, in uscita a settembre ma senza una data precisa indicata. Nel giro di pochissimi minuti, le foto e i video del rapper circondato dal suo seguito hanno fatto il giro del web, collezionando centinaia di migliaia di interazioni. In tanti si sono interrogati sul significato del numero dieci, ipotizzando il numero delle tracce del disco o la presenza di un brano nell’album con un rimando specifico al “10”. Sfera Ebbasta ha poi ricevuto anche una maglia omaggio dall’Inter, con il numero 92, una serie di asterischi con in mezzo il segno del dollaro.

Pellai sceglie però di spostare il discorso dal singolo episodio al messaggio che quell’immagine, a suo giudizio, trasmette soprattutto ai più giovani. “Sfera Ebbasta entra a San Siro seguito da 10 ragazze. La scena celebrata da moltissimi media e diventata virale è un concentrato di stereotipi di genere che dovrebbe far riflettere tutti, adulti e giovanissimi“. Il medico e psicoterapeuta individua quindi una contraddizione tra l’attenzione sempre maggiore riservata all’educazione di genere e i contenuti che continuano a circolare nella cultura popolare. “Il paradosso oggi sta nel fatto che da ogni parte si invoca all’educazione di genere e alla rimozione degli stereotipi di genere. A scuola si inventano progetti, si mobilitano specialisti e formatori. I ragazzi sembrano afferrare il messaggio, desiderare cambiamenti che appaiono così funzionali al loro benessere sociorelazionale ed emotivo. Nel frattempo, la loro cultura ‘mainstream’ continua a bombardarli di immagini e messaggi che affermano l’esatto contrario”.

È soprattutto la rappresentazione dei ruoli a suscitare la sua critica. “Un uomo con dieci ragazze, lui davanti loro dietro. Tutte vestite uguali, praticamente in divisa. Di lui sappiamo tutto, di loro non sappiamo nemmeno il nome“. Un’immagine che Pellai collega a una riflessione già affrontata anni fa da Lorella Zanardo nel documentario Il corpo delle donne: “Viene in mente il documentario “Il corpo delle donne†di Lorella Zanardo che anni fa aveva raccontato al mondo il ruolo decorativo del corpo femminile all’interno di tutte le trasmissioni della Tivu generalista. Era il 2009 e dopo quasi 20 anni siamo praticamente ancora lì. Solo che allora questa cosa veniva vista per ciò che era: un gigantesco stereotipo culturale da ribaltare. Oggi viene raccontata come qualcosa da celebrare; online ho letto anche l’aggettivo “colossale†per definire tale scena e tale ingresso”.

Nel suo intervento, Pellai sottolinea inoltre la necessità che siano innanzitutto gli uomini a interrogarsi sul tipo di modelli che vengono proposti e normalizzati. “Siamo noi uomini per prima a doverci distanziare da questo genere di narrazioni e di celebrazioni“. Una riflessione che, racconta, è arrivata anche all’interno della sua famiglia: “Uno dei miei figli ieri era a San Siro. Stamane a colazione ho parlato con lui. Non avevo bisogno di essere capito o di portarlo dalla mia parte. Però volevo che lui avesse anche un’altra narrazione”.

Una posizione che Pellai stesso riconosce essere difficile da sostenere nel dibattito pubblico di oggi: “Scrivere queste cose oggi è spaventosamente impopolare. Ma al tempo stesso è troppo necessario”. E precisa di non voler trasformare il suo intervento in un attacco personale al rapper: “Con questo post non mi interessa parlare di Sfera Ebbasta, sia chiaro. Mi interessa promuovere pensiero critico sulla cultura di cui lui, volente o nolente, è un testimonial di riferimento“. Infine, la domanda rivolta direttamente all’artista, anche alla luce del suo ruolo pubblico e della sua esperienza di padre: “Vorrei chiedergli se non sente alcuna responsabilità etica ed educativa avendo un pubblico così ampio tra i giovani ed essendo lui stesso un papà”.

L'articolo “Un concentrato di stereotipi di genere che dovrebbe far riflettere”: il parere dello psicoterapeuta Pellai sull’ingresso a San Siro di Sfera Ebbasta insieme a 10 ragazze proviene da Il Fatto Quotidiano.

Data articolo:Sun, 06 Sep 2026 17:17:30 +0000
Mondo a cura di Redazione Esteri
Elezioni in Sassonia-Anhalt, Cdu: “Una sconfitta ma è la democraziaâ€. Tutti contro l’alleanza con Afd: “Non collaboriamo con gli estremistiâ€

La Cdu crolla dal 37,1 al 18,5%, mentre l’AfD stando agli exit poll vince nettamente ma non è ancora detto che possa governare la Sassonia-Anhalt. È il principale rebus del voto regionale di domenica: il partito di estrema destra punta alla maggioranza assoluta dei seggi nell’assemblea legislativa del Land, che le permetterebbe di eleggere il proprio candidato presidente senza dover cercare alleati. Se ci arrivasse, diventerebbe il primo partito di estrema destra a governare uno stato tedesco dal secondo dopoguerra. Se resterà sotto quella soglia, dovrà fare i conti con il rifiuto degli altri partiti di collaborare con la destra radicale, ribadito dopo le prime proiezioni. Solo il Bsw fondato da Sahra Wagenknecht non esclude una collaborazione su singoli provvedimenti.

A caldo il ministro presidente uscente Sven Schulze ha riconosciuto senza appello la sconfitta della Cdu. “Avremmo voluto un risultato migliore sotto ogni punto di vista”, ha detto davanti ai sostenitori del partito a Magdeburgo, congratulandosi “in nome della democrazia” con l’AfD. “Noi, come Cdu, dovremo fare i conti con questo risultato”, ha aggiunto. E ha tentato di vedere il bicchiere mezzo pieno nelle “persone sono andate a votare” con un’affluenza “mai vista prima“. La responsabile della Cancelleria federale Nina Warken ha definito il risultato “una cesura per il partito e per il Land”, escludendo tuttavia nuovi rimpasti nel governo federale e difendendo il programma della coalizione a Berlino. “Ora si tratta di portare avanti insieme e senza litigi tutto ciò che è necessario: pensioni, assistenza, riduzione della burocrazia”, ha affermato.

Quanto al livello locale, la segretaria generale della Cdu Franziska Hoppermann ha chiuso: “Non collaboriamo con gli estremisti e, soprattutto, con quelli di estrema destra”. La partita per formare il governo regionale potrebbe quindi diventare molto complessa. La Spd ha già fatto sapere di voler contribuire alla costruzione di una maggioranza alternativa all’AfD. “Il nostro risultato è acquisito, noi daremo il nostro contributo per poter formare una maggioranza diversa”, ha detto alla Zdf il segretario generale Tim Klüssendorf, definendo “drammatico” il risultato dell’AfD e prospettando una formazione del governo “molto, molto difficile”. Disponibile anche la Linke, che però chiede alla Cdu un cambio di rotta. “Siamo pronti, siamo dalla parte della democrazia in Sassonia-Anhalt, ma non siamo disponibili a un ulteriore “andare avanti così—, ha detto la candidata di punta Eva von Angern.

Fa eccezione la candidata di punta del Bsw Claudia Wittig, che ha detto alla Ard che il partito vuole decidere “in base ai contenuti” e realizzare i progetti ritenuti utili per il Land “anche con l’AfD o con altri partiti”. Wittig non ha invece indicato se il Bsw sarebbe disposto a votare il candidato dell’AfD Siegmund come ministro presidente. La leader federale del Bsw Amira Mohamed Ali si è intanto detta sollevata per il possibile ingresso del partito nel Landtag. “Mi fa naturalmente molto piacere”, ha detto.

Soddisfazione, ma anche preoccupazione, dai Verdi. La candidata di punta Susan Sziborra-Seidlitz ha definito il risultato del suo partito “ottimo”, ma ha aggiunto che i dati dell’AfD sono “preoccupanti”. Resta inoltre da capire, ha osservato, se l’AfD sarà in grado di governare da sola.

L'articolo Elezioni in Sassonia-Anhalt, Cdu: “Una sconfitta ma è la democrazia”. Tutti contro l’alleanza con Afd: “Non collaboriamo con gli estremisti” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Data articolo:Sun, 06 Sep 2026 17:09:26 +0000
Mondo a cura di Andrea M. Jarach
Tremila in corteo a Colonia contro Rheinmetall per chiedere lo stop a forniture di armi e la riforma della leva. Guerriglia con la polizia

Ha richiamato oltre 3mila manifestanti a Colonia, contro i 400 annunciati, l’alleanza “Disarmare Rheinmetallâ€, che ha animato da martedì scorso fino a oggi un campo di protesta e organizzato sabato la partecipata protesta per chiedere la fine delle forniture di armi e delle missioni belliche, nonché l’abbandono dei questionari obbligatori per le selezioni di leva e la possibile reintroduzione di un servizio militare obbligatorio.

Il corteo è stato interrotto più volte dalle forze di sicurezza dopo che erano stati accesi dei fuochi pirotecnici. La polizia è stata anche attaccata da gruppi mascherati con lanci di biglie d’acciaio e aggressioni dirette – un dimostrante avrebbe cercato di sottrarre l’arma di servizio ad un agente – e come risposta ha impiegato idranti e manganelli. Già sulla via per la manifestazione gli agenti avevano isolare e identificato un gruppetto di partecipanti con fuochi, ha riportato la radio-tv Westdeutscher Rundfunk Köln. La polizia ha circondato circa trecento dimostranti, trattenendoli sul posto per diverse ore fino a sera tarda per identificarli. Altri sono rimasti nelle vicinanze per solidarietà, mentre il corteo è proseguito.

Il bilancio dei disordini è di diversi procedimenti penali per lesioni personali pericolose e grave turbamento dell’ordine pubblico. I manifestanti, tuttavia, hanno a loro volta accusato la polizia di aver fatto ricorso a violenza sproporzionata, con pura forza fisica e manganelli. Negli scontri almeno undici agenti sono stati feriti, uno dei quali non ha più potuto restare in servizio. Un’ottantina di manifestanti invece sarebbero stati trattati direttamente nella tendopoli del collettivo di protesta.

La polizia di Colonia si era preparata da settimane alle iniziative di protesta facendo affluire da altre città circa 1.000 agenti di supporto. Già giovedì circa cento membri del collettivo “Disarmare Rheinmetallâ€, la maggior parte col volto coperto, avevano impegnato le forze dell’ordine bloccando l’accesso della caserma della Bundeswehr a Colonia-Longerich fino al tardo pomeriggio. Il collettivo anche in questo caso ha successivamente accusato la polizia di eccessiva aggressività.

Il primo campo di protesta di “Disarmare Rheinmetall†risale all’agosto 2025. Anche allora i dimostranti si erano riuniti davanti a un edificio della Bundeswehr e nei pressi dell’abitazione privata dell’amministratore delegato di Rheinmetall, Armin Papperger, e si erano verificati scontri violenti il cui iter giudiziario non è ancora concluso, hanno riportato Estella Mazur e Oliver Köhler della Wdr.

L'articolo Tremila in corteo a Colonia contro Rheinmetall per chiedere lo stop a forniture di armi e la riforma della leva. Guerriglia con la polizia proviene da Il Fatto Quotidiano.

Data articolo:Sun, 06 Sep 2026 16:30:19 +0000
F1 & MotoGp a cura di Redazione Sport
“Dopo la seconda partenza mi sono detto: ‘Questa la devo vincere’. Mamma mia, che giornata!â€: Antonelli piange sul podio

“Grazie per il supporto. È incredibile. Non lo avrei mai immaginato ma ci siamo riusciti”. Provato e con gli occhi lucidi per la commozione, sono le prime parole pronunciate da Andrea Kimi Antonelli sul podio dopo l’impresa compiuta a Monza. Antonelli ha infatti trionfato nel Gran Premio d’Italia grazie a una gara pazzesca: partito 19esimo e già dodicesimo dopo un giro e mezzo – quando è stata esposta la bandiera rossa per l’incidente di Charles Leclerc – è riuscito a superare tutti, fino a quando a tre giri dalla fine ha effettuato il sorpasso decisivo sul compagno di squadra George Russell. “Un sogno che si realizza, non avrei mai potuto fare senza la mia famiglia ed il mio team“. Il pilota Mercedes esordisce salutando in italiano il pubblico che ha ricambiato con un applauso, anche se non sono mancati fischi. “Quanto alla gara c’è tanto da analizzare. L’uscita di pista per passare Russell? È stato un momento piuttosto spaventoso, sono andato dritto ed ho pensato di aver perso l’opportunità”.

Poi il pilota Mercedes ha ripreso a piangere sul podio e si è sciolto quando dopo aver ascoltato l’inno di Mameli, è stato osannato dalla folla presente. Antonelli è appunto il primo italiano a vincere a Monza dal 1966 e ha sventolato una bandiera tricolore dopo la premiazione, ricevendo un’ovazione del pubblico. “La vittoria era un sogno e oggi l’ho realizzato. Dopo la seconda partenza mi sono detto: ‘questa la devo vincere‘. Mamma mia, che giornata!”, ha successivamente dichiarato il pilota a Sky Sport. “Durante la gara vedevo la tribuna di destra ed erano tutti gasati – racconta – Mi dava una carica incredibile che mi ha dato quel qualcosa in più”.

Prima che arrivasse lui, gli altoparlanti del circuito di Monza trasmettevano “Nel blu, dipinto di blu” di Domenico Modugno, cantata anche dai tifosi stranieri. “Kimi, Kimi“, il coro con cui è stao poi invocato il pilota Mercedes da chi è sceso in pista per la festa. A chiudere la playlist arriva “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri, intonata dalle migliaia di persone sotto il podio, in un tripudio di emozioni. Poi la festa sul podio per un’impresa che è già storia. E il Mondiale: “Ci penseremo dopo, oggi festeggiamo“, ha ribadito il pilota Mercedes.

L'articolo “Dopo la seconda partenza mi sono detto: ‘Questa la devo vincere’. Mamma mia, che giornata!”: Antonelli piange sul podio proviene da Il Fatto Quotidiano.

Data articolo:Sun, 06 Sep 2026 16:25:58 +0000
Mondo a cura di Redazione Esteri
Ancora raid israeliani in Libano: almeno 4 morti a Nabatieh. Beirut: “Colpite infrastrutture civili e vittime innocenti, gli Usa intervenganoâ€

Israele è tornato a bombardare il Libano. La tregua è in piedi solo sulla carta, mentre il numero delle vittime di guerra tra gli abitanti del Paese dei cedri continua a crescere. Sono almeno quattro le persone uccise dai raid di Tel Aviv di oggi sull’area di Nabatieh, tra cui due donne. I feriti sono oltre 20. Violenze che si aggiungono agli attacchi che hanno colpito, nelle 36 ore precedenti, anche le zone di Tiro e Beqa Ovest, provocando altri cinque morti e 24 feriti, secondo le autorità libanesi.

Israele sostiene di esser stato costretto ad agire così per “sopprimere minacce immediate” da parte di Hezbollah. Le Idf accusano la milizia filo-iraniana di essere responsabile di alcuni attacchi con droni contro militari israeliani operativi nella “zona di sicurezza”, area cuscinetto nel sud del Libano considerata vitale dal governo di Benjamin Netanyahu. In questi presunti raid non sono stati riportati feriti tra i soldati, ha aggiunto l’esercito israeliano.

Ma Beirut respinge le accuse e punta il dito direttamente contro Tel Aviv, sostenendo che si stia rendendo protagonista di una “pericolosa escalation” con “vittime innocenti”. E invoca l’intervento “degli Stati Uniti e della comunità internazionale” per evitare che il conflitto, in cui sono già morte oltre 4.300 persone dallo scorso marzo, degeneri ulteriormente. “Sono state colpite istituzioni dello Stato e infrastrutture di servizio“, ha denunciato il presidente Joseph Aoun, precisando che gli ultimi raid dell’Idf hanno danneggiato un edificio ministeriale e “distrutto” l’ospedale Ghandour, una struttura sanitaria in disuso situata vicino a Nabatieh.

Per Aoun, gli Stati Uniti e gli altri attori internazionali con facoltà di mediazione devono “agire con urgenza per porre fine alle violazioni“. Tra i Paesi che si sono proposti per un ruolo di mediazione c’è anche l’Italia, che negli ultimi mesi ha ospitato due round di colloqui tra Israele e Libano a Roma e ha dato disponibilità per accogliere nella capitale anche un terzo, al momento slittato a metà settembre.

Nel frattempo, otto Paesi a maggioranza musulmana, ovvero Pakistan, Egitto, Indonesia, Giordania, Qatar, Arabia Saudita, Turchia ed Emirati Arabi Uniti, hanno fatto sentire la loro voce in merito a un altro fronte caldo, quello di Gaza. In una dichiarazione congiunta, i rispettivi governi hanno infatti condannato recenti dichiarazioni dei ministri israeliani Itamar Ben-Gvir e Israel Katz in merito a piani di sfollamento dei palestinesi dalla Striscia, dove intanto fonti locali hanno riferito di raid con civili feriti, anche nelle ultime ore. “Il piano per l’emigrazione volontaria dalla Striscia di Gaza è ancora all’ordine del giorno”, aveva detto Katz mercoledì, aggiungendo che “si può effettuare via mare o via aria”.

L'articolo Ancora raid israeliani in Libano: almeno 4 morti a Nabatieh. Beirut: “Colpite infrastrutture civili e vittime innocenti, gli Usa intervengano†proviene da Il Fatto Quotidiano.

Data articolo:Sun, 06 Sep 2026 16:11:50 +0000
Mondo a cura di Redazione Esteri
L’Onu vota l’addio alla mappa del mondo di Mercatore che falsa la dimensione dei continenti: l’Africa sarà molto più grande

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione per promuovere l’adozione di mappe del mondo più fedeli alle reali dimensioni dei continenti, incoraggiando il progressivo abbandono della tradizionale proiezione di Mercatore. Il testo, promosso dal Togo dall’Unione Africana e co-sponsorizzato dalla Francia, è stato adottato con 164 voti favorevoli, un voto contrario, quello degli Stati Uniti, e sei astensioni.

La risoluzione punta soprattutto a correggere la rappresentazione dell’Africa, che nella proiezione di Mercatore appare di dimensioni simili alla Groenlandia, nonostante il continenti sia in realtà circa 14 volte più grande. Il testo incoraggia Stati e organizzazioni internazionali a utilizzare proiezioni alternative più fedeli alle superfici reali dei continenti, in particolare la “Equal Earth”. “Le mappe plasmano la nostra comprensione del mondo”, ha sottolineato all’Onu il ministro degli Esteri togolese Robert Dussey. “Guidano l’istruzione, alimentano l’immaginazione e influenzano le percezioni collettive. Non sono quindi mai neutrali: quando presentano un’immagine distorta del nostro pianeta, rischiano di perpetuare rappresentazioni errate tramandate di generazione in generazione”. Dussey ha inoltre voluto evidenziare come non si tratti di una discussione politica, ma scientifica, “perché esistono prove scientifiche e dobbiamo tutti accettare la realtà”.

La proiezione contestata fu ideata nel 1569 dal cartografo fiammingo Gerardus Mercator, geografo, filosofo e teologo nato nelle Fiandre nel 1512, con l’obiettivo di facilitare la navigazione marittima. La sua mappa rappresenta con precisione angoli e direzioni, ma distorce le dimensioni delle terre emerse nel trasferire su una superficie piana la forma sferica della Terra. Le aree più lontane dall’Equatore appaiono infatti progressivamente ingrandite rispetto alle loro dimensioni reali. Il risultato è che territori come la Groenlandia, la Russia, l’Europa e il Nord America appaiono sovradimensionati rispetto all’Africa, all’America Latina e al Sud-est asiatico. Questa distorsione, secondo i sostenitori della risoluzione, avrebbe contribuito nel tempo a un’alterata percezione del peso reale dell’Africa nel mondo: da qui la richiesta di adottare rappresentazioni più accurate nelle scuole, nelle istituzioni e nelle tecnologie digitali.

Alla campagna si è unita anche la Francia, che ha annunciato di aver già rinunciato a questo tipo di mappe negli strumenti utilizzati dal proprio ministero degli Esteri. “Gli Stati Uniti, la Russia e la Cina assumono un’importanza visiva sproporzionata rispetto all’Africa, all’America Latina o al Sud-est asiatico”, ha dichiarato il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot. “Cambiare le mappe ovviamente non cambia il mondo – ha aggiunto – ma correggere una rappresentazione distorta è già un atto di verità”. La risoluzione approvata dall’Onu non ha carattere vincolante, ma rappresenta un primo passo verso il cambiamento nell’uso delle mappe da parte di Stati e organizzazioni internazionali in tutto il mondo.

L'articolo L’Onu vota l’addio alla mappa del mondo di Mercatore che falsa la dimensione dei continenti: l’Africa sarà molto più grande proviene da Il Fatto Quotidiano.

Data articolo:Sun, 06 Sep 2026 15:48:59 +0000
F1 & MotoGp a cura di Lorenzo Pastuglia
Il pit-stop a sorpresa, un ritmo indiavolato e l’attacco a Russell nel momento decisivo: così Kimi Antonelli ha fatto l’impresa a Monza

E ora “Kimi ferma?”. Andrea Kimi Antonelli può chiederselo senza problemi dopo la magia di Monza. Da 19esimo a primo, prendendosi una vittoria straordinaria dopo aver rotto un digiuno di successi di un italiano a Monza che mancava dal 1966 con Ludovico Scarfiotti. Il vero “re” di questo campionato è il 20enne bolognese, che dopo essere partito dal fondo ha realizzato 26 sorpassi in gara ed è riuscito a passare definitivamente a quattro giri dalla fine George Russell (2°), vincendo il suo primo GP d’Italia. Alla fine il duello in pista a suon di colpi lo ha vinto lui, che raggiunge così proprio i successi dell’inglese (7) e batte il primato precedente di un italiano in stagione: Ascari, 6 nel 1952. Non era mai accaduto che un pilota vincesse così dal fondo, in passato in Brianza era stato il poco noto Peter Gethin, su Brm, a farlo nel 1971, ma dall’11esimo posto.

Quel che è certo è che questa gara è una mazzata per il morale di Russell e un’iniezione di fiducia per il bolognese, che ora vola a +66 in classifica Piloti (267 lui e 201 Russell) e sogna sempre di più il primo Mondiale Piloti della carriera, al secondo anno di F1. Nello sprofondo Ferrari a Monza — Charles Leclerc fuori, Lewis Hamilton 6° — ci ha pensato l’azzurro a far sorridere la marea rossa, permettendosi anche il lusso del giro veloce nel finale. Sul podio l’amico Max Verstappen (3°), poi le McLaren di Lando Norris (4°) e Oscar Piastri (5°), quindi in top-10 Pierre Gasly (7° dopo essere partito in pole), Arvid Lindblad (8°), Franco Colapinto (9°) e Yuki Tsunoda (10°).

Il commento di gara

I giri di Sebastian Vettel sulla F2002 di Michael Schumacher, gli omaggi al pilota tedesco, gli arrivi di vip come Jannik Sinner e Marco Bezzecchi e il concerto di Laura Pausini in griglia avevano scaldato l’ambiente prima della gara, poi il gelo sulla Ferrari è piombato in un istante, nei tre giri iniziali. La speranza di tanti che Gasly chiudesse la porta a Russell al via non si è avverata, anzi, sono stati i due ferraristi a battagliare al limite, con Leclerc che è incappato nell’errore di non lasciare spazio dopo la Prima Variante a Hamilton, fuori e rientrato in pista decimo. Maranello credeva in questa possibilità, tanto da scegliere le gomme Soft nuove risparmiate nelle libere di venerdì (stesso set per Verstappen), rispetto alle medie montate da Gasly, Russell e Piastri.

Poi, come se non bastasse, ci si è messa una perdita di potenza sulla SF-26 del monegasco, lamentata via radio anche da Lewis: un problema sofferto da sabato e che stava lasciando fuori dal Q3 entrambi i ferraristi. Così prima è arrivato il sorpasso di Verstappen all’arrivo all’Ascari, poi Charles ha preso il gradino esterno della Parabolica volando in barriera con un botto tremendo che ricorda molto quello del GP 2020. Tanto forte che la gara è stata interrotta per quasi mezz’ora, per la riparazione delle barriere. Per il monegasco è un fine settimana disastroso: nessun tris di successi dopo 2019 e 2024 e una tifosa ripresa mentre era in lacrime per lui. Un colpo anche per la maggior parte dei 404mila tifosi accorsi nella tre giorni in Brianza, come mai si era visto prima. La ripartenza di gara, poi, è stata da secondo capitolo del film sulla F1, con protagonista Antonelli. Tutti hanno smarcato il cambio gomme e iniziato il duello a suon di colpi. Kimi ha iniziato a martellare e dopo aver passato Norris alla ripartenza ha superato Hamilton e Piastri in un colpo solo e, approfittando del duello davanti tra Verstappen e Russell, ha poi sverniciato l’olandese prima della Roggia. Il duello tra Kimi e Russell è potuto così entrare nel vivo con giri al cardiopalma tra sorpassi e controsorpassi lungo il rettilineo, ma anche un paio del bolognese — sfruttando la maggior energia delle batterie — quando il numero 12 subiva il sorpasso del rivale prima di curva 1.

Dalla Virtual entrata per il ritiro di Lance Stroll è iniziata un’altra gara. Russell è rimasto in pista con le dure cambiate dopo il botto di Leclerc, a inizio gara, mentre con i tempi della sosta dimezzati Antonelli è rientrato sesto con le gomme nuove, seguito da Verstappen: settimo ma con gomma dura. Sono serviti pochi giri per entrambi per tornare al secondo e terzo posto, prima che l’olandese per un problema improvviso perdesse velocità e tornasse dietro alla McLaren di Piastri e lo ripassasse poco dopo, suggellando il podio. Davanti Russell è scampato a una penalità per presunta violazione in regime di bandiera gialla — per aver sorpassato una Cadillac doppiata nel momento in cui non era ancora stato tolta la Virtual — e così Kimi è stato costretto a superarlo in pista.

Con un ritmo indiavolato, dopo 25 sorpassi di pista, il bolognese è arrivato alle spalle del compagno di box a sei giri dalla fine, mentre il britannico ha lamentato l’usura delle gomme. Dopo un lungo sulla ghiaia in curva-1, Kimi ha recuperato in due giri lo svantaggio, arrivato a 1â€5 e poi ha passato il rivale prima della Ascari, costretto a scansarsi perché non più capace di lottare contro il bolognese. Da qui è iniziata la festa, mentre per la Ferrari è iniziato l’incubo: oltre a Leclerc, sono volati i nervi e la tensione sfogata da Hamilton via radio con i suoi. Un’auto senza ritmo, soffrendo su gomma media, con di mezzo anche due lunghi del britannico che gli hanno fatto perdere posizioni prima nei confronti di Veratappen e poi di Norris. “Sono le gomme più terribili di tuttiâ€, ha detto a fine gara, mesto il sesto posto, con la sensazione che nella migliore delle aspettative il podio non sarebbe comunque arrivato. Maranello appare scesa a terza forza anche dietro alla McLaren, con una situazione da osservare lato motore considerando che la power unit evoluta, portata in Brianza, ha creato qualche problema di troppo lato ibrido. Sulla pista di curve a Madrid, domenica prossima, serve reagire subito.

L'articolo Il pit-stop a sorpresa, un ritmo indiavolato e l’attacco a Russell nel momento decisivo: così Kimi Antonelli ha fatto l’impresa a Monza proviene da Il Fatto Quotidiano.

Data articolo:Sun, 06 Sep 2026 15:46:13 +0000
Trending News a cura di Redazione FqMagazine
Il Brasile approva la legge Taylor Swift: acqua gratis ai concerti e controlli sui biglietti per i grandi eventi

Il tour con più incassi della storia, 14 Grammy in bacheca. Ogni volta che pubblica nuova musica, è stabile in cima alle classifiche mondiali. Adesso, il CV si amplia ancora: Taylor Swift avrà anche una legge con il suo nome. È stata approvata in Brasile e contiene alcune regole per gli eventi che, come i concerti, raccolgono migliaia di persone. Una su tutte, l’acqua potabile gratuita. Poi, i controlli su vendita e rivendita dei biglietti.

Il nome della norma si ispira a una tragedia accaduta durante l’Eras Tour della popstar statunitense. Nel 2023, la swiftie Ana Clara Benevides Machado, – così si chiamano le fan della reginetta del pop -, è morta dopo essersi sentita male a un concerto di Swift a Rio de Janeiro. A causa dell’alta temperatura, che aveva toccato la percepita di 59.3 gradi, ha avuto un arresto cardiaco. Al live, nello stadio Nilton Snatos, era stato vietato portare bottigliette d’acqua.

Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha firmato un decreto che garantisce acqua potabile gratuita ai partecipanti di grandi eventi. Varrà per festival, concerti, conferenze, fiere, congressi e altri eventi pubblici. Sia in spazi aperti che chiusi, a pagamento o gratis.

Con il riscaldamento globale e l’ondata di caldo che si sta abbattendo sul pianeta, la misura è stata in parta adottata anche in Italia questa estate. I tappi delle bottigliette di plastica restano vietati, ma si è aperto alle borracce metalliche da poter riempire gratuitamente con dei distributori. L’esperimento è stato portato avanti, ad esempio, agli I-Days di Milano e al concerto evento di Ultimo a Tor Vergata, lo scorso 4 luglio.

Il secondo decreto della “legge Taylor Swift” punta invece a combattere il bagarinaggio. Alle piattaforme online verrà chiesto di implementare dei meccanismi per prevenire acquisti di biglietti in massa attraverso bot, script o programmi vari. Ci sarà, anche, da verificare autenticità e tracciabilità dei vari tagliandi.

L'articolo Il Brasile approva la legge Taylor Swift: acqua gratis ai concerti e controlli sui biglietti per i grandi eventi proviene da Il Fatto Quotidiano.

Data articolo:Sun, 06 Sep 2026 15:12:25 +0000
Mondo a cura di Redazione Esteri
Difesa Ue, salta il “gruppo di alto livello†voluto da Kaja Kallas: “Non è la strada giustaâ€

L’iniziativa è morta ancora prima di nascere. Il “gruppo di alto livello” sulla difesa, composto da esponenti di spicco della politica e delle forze armate dei Paesi dell’Ue, del Regno Unito e dell’Ucraina, la cui prima uscita pubblica era prevista per lunedì alla Bibliothèque Solvay di Bruxelles, non si riunirà. L’istituzione del gruppo era stata annunciata il 1° settembre da Kaja Kallas in occasione del consiglio informale difesa. L’Alto rappresentante Ue aveva precisato che l’obiettivo sarebbe stato quello di fornire “soluzioni innovative” per colmare rapidamente le lacune nella potenza convenzionale dell’Europa all’interno della Nato e di presentare un rapporto con raccomandazioni concrete per la strategia di difesa europea.

“Alcuni Stati membri hanno ritenuto che non fosse la strada giusta da seguire in questo momento. Dopo alcune discussioni con i ministri, abbiamo deciso di non portare avanti l’iniziativa. Stiamo valutando nuovi modi per coinvolgere gli Stati membri”, ha spiegato un funzionario Ue commentando la cancellazione della riunione. “La diagnosi – ha aggiunto – non è cambiata: l’Europa deve agire più rapidamente in materia di difesa. Non vogliamo ritrovarci, tra qualche anno, in una situazione in cui, guardando indietro, ci rendiamo conto che l’Europa era così concentrata su dove avrebbe dovuto essere nel 2035 da non riuscire a fare ciò che era necessario nel 2027”.

Il 1° settembre Kallas aveva invitato i Paesi europei a ripensare il proprio approccio alla difesa, alla luce delle richieste degli Stati Uniti affinché gli alleati assumano maggiori responsabilità per la propria sicurezza. Aprendo in Irlanda la riunione dei ministri, Kallas aveva ribadito che la Nato rimane “la pietra angolare della nostra sicurezza”, ma aveva sottolineato che la posizione di Washington lascia “maggiore spazio per discussioni interne” tra gli europei. La responsabile della diplomazia Ue aveva quindi esortato i ministri a “mettere in discussione il pensiero convenzionale e andare oltre il semplice continuare a fare di più delle stesse cose”, individuando nuovi modi attraverso i quali l’Europa possa innovare e dotarsi di nuove capacità.

In quel contesto Kallas aveva annunciato la creazione di “un gruppo di alto livello composto da ex leader politici e militari di diversi Paesi dell’Ue, ma anche del Regno Unito e dell’Ucraina”, con l’obiettivo di “esaminare con uno sguardo nuovo come rispondere alle attuali e crescenti, e molto concrete, minacce militari”. Al centro della riunione ci sarebbe dovuto essere soprattutto il sostegno dell’Unione europea all’Ucraina, mentre i ministri avrebbero discusso anche di altre questioni di attualità, tra cui la sicurezza marittima e il Libano.

L'articolo Difesa Ue, salta il “gruppo di alto livello” voluto da Kaja Kallas: “Non è la strada giusta” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Data articolo:Sun, 06 Sep 2026 15:11:08 +0000
Trending News a cura di Davide Turrini
“Non mi propongono più film per il mio sostegno alla Palestina. È stata una rivelazione scoprire quanto denaro gli Usa diano a Israeleâ€: così Susan Sarandon a Venezia 83

Se fai dichiarazioni pro Palestina, e contro Israele, l’industria del cinema hollywoodiano ti marginalizza. Lo ha spiegato Susan Sarandon durante la conferenza stampa al festival di Venezia del film “The echo chamber”, di cui è interprete assieme a Luca Marinelli e Alicia Vikander. Pur non c’entrando letteralmente nulla né con il personaggio interpretato nel film (un’anziana cantante che registra un album dopo anni di inattività), né con il film stesso (che mostra il complesso e fragile rapporto sentimentale tra i due protagonisti in una casa), alla Sarandon è stato chiesto di intervenire sul dramma del genocidio del popolo palestinese e sulla difficile presa di posizione contro i crimini di Israele da parte delle star di Hollywood.

“È stata una rivelazione enorme per il nostro popolo (quello americano, ndr) scoprire quanto denaro gli Stati Uniti diano ad Israele. Abbiamo anche votato per unire l’esercito americano con l’esercito israeliano. Adesso queste informazioni sono noteâ€, ha ricordato la 79enne interprete di ‘Thelma e Louise’. “E così ci sono ancora film che non mi vengono proposti, con agenzie che dicono ai registi di non darmi un ruolo“. Sarandon ha poi spiegato che la musica cambia fuori dagli Usa: “Ci sono, invece, molti progetti a livello internazionale nei quali per fortuna mi sento accolta. In realtà questo non è vero soltanto per me, ma anche per altri attori che sono stati rifiutati per determinati film e fortunatamente Andrea (Pallaoro ndr) non è tra questi registi”.

Infine l’attrice è tornata sul caso Ruffalo: “Hanno dato dell’antisemita a Mark Ruffalo per sviare l’attenzione sulla fusione Paramount/Warner, che causerà problemi alla genteâ€. Paramount Skydance aveva infatti accusato l’attore statunitense di aver utilizzato in una sua intervista “stereotipi antisemiti” per criticare la fusione con Warner Bros. Discovery. L’attore aveva sottolineato il legame tra Paramount Skydance – guidata da David Ellison – e Oracle, la società tecnologica fondata dal padre di quest’ultimo, Larry Ellison, e l’establishment della difesa di Israele. “La questione dell’antisemitismo è ormai agli sgoccioli, è stata abusata. Non si può continuare a parlare di antisemitismo per qualsiasi cosa, il che è terrificante perché l’antisemitismo esiste davveroâ€, ha chiosato Sarandon.

L'articolo “Non mi propongono più film per il mio sostegno alla Palestina. È stata una rivelazione scoprire quanto denaro gli Usa diano a Israele”: così Susan Sarandon a Venezia 83 proviene da Il Fatto Quotidiano.

Data articolo:Sun, 06 Sep 2026 15:05:00 +0000
Economia a cura di Redazione Economia
Giorgetti a Cernobbio: “Costo dell’energia? L’Italia paga due volte le guerre con lo stop al gas russo e gli attacchi alle raffinerieâ€

“L’Italia paga le due guerre cui assistiamo, quella in Medio Oriente e quella in Ucraina, due volte elevato a potenza”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso dell’intervento al Forum di Cernobbio sul lago di Como, a Villa d’Este. “Noi ci approvvigionavamo del gas russo, non lo possiamo più fare: ci siamo affidati ad altri fornitori e altri fornitori hanno difficoltà a fornircelo e a prezzi aumentati. Metà della capacità di raffinazione russa è stata distrutta dagli ucraini e il prezzo del gasolio non dipende tanto dal Brent, ma dal fatto che nessuno raffina più il gasolio”, dice. “Se queste cose le vogliamo dire, io le dico qui”, prosegue.

Video Forum Ambrosetti Cernobbio

L'articolo Giorgetti a Cernobbio: “Costo dell’energia? L’Italia paga due volte le guerre con lo stop al gas russo e gli attacchi alle raffinerie” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Data articolo:Sun, 06 Sep 2026 15:03:17 +0000

News su Gazzetta ufficiale dello Stato, Corte costituzionale, Corte dei Conti, Cassazione, TAR