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#Partinico #News
Una parabola inquietante e fuori da ogni controllo segna ormai da mesi il clima informativo a Partinico, dove fare giornalismo d’inchiesta sul campo significa esporsi a un’escalation di intimidazioni e pericoli fisici. L’ultimo drammatico episodio si è consumato nella giornata di oggi, trasformando il centro cittadino nel teatro di una vera e propria aggressione ai danni del direttore di Partinicolive, Daniele Viola. «Pino Maniaci ha tentato di investirmi: è ormai completamente travolto da una deriva violenta e fuori da ogni controllo», ha denunciato con forza il direttore Viola subito dopo l’accaduto.
I fatti sono stati formalmente messi a verbale nel pomeriggio presso gli uffici del Comando Stazione Carabinieri di Partinico, dove Daniele Viola ha sporto formale querela nei confronti di Pino Maniaci. Secondo quanto dettagliato nella denuncia depositata davanti ai militari dell’Arma, la tensione è esplosa intorno a mezzogiorno nei pressi di piazza Municipio. Viola, che si trovava a piedi davanti al municipio per svolgere il proprio lavoro, ha notato la presenza dell’autovettura in uso a Maniaci, una Opel Astra grigia, con al suo interno un dettaglio macabro e inquietante: l’esposizione sul cruscotto di una fotografia che ritrae lo stesso Viola quando era ancora minorenne, a petto nudo e con un paio di cuffie in testa. Un’immagine risalente a circa dieci anni fa, mai pubblicata né ceduta, adoperata all’interno del veicolo come una forma di intimidazione psicologica, tesa a sminuire e denigrare il giornalista.
«L’orrore di questa vicenda affonda le sue radici in un’ossessione macabra e insostenibile», spiega Viola. «Da un po’ di tempo tiene esposta nel vetro della sua macchina quella foto che mi ritrae quando ero ancora minorenne. Si tratta di un’intimidazione sottile e perversa che supera ogni limite della dignità umana, trasformando la strada in un teatro dell’assurdo dove la mia genuinità passata viene usata come un’arma per ferirmi e sminuirmi. Oggi, dopo averla intravista con angoscia nei giorni scorsi, l’ho ritrovata di nuovo lì, piantata sul vetro come un trofeo».
La situazione è precipitata in pochi istanti. Nel momento in cui Daniele Viola ha cercato di documentare l’accaduto e la presenza di quella foto scattando un’immagine con il telefono, Maniaci, risalito a bordo dell’auto dopo aver interrotto un servizio, ha messo in moto e ha puntato direttamente verso il giornalista. L’impatto fisico è stato evitato solo per un soffio: la vettura in avanzamento ha toccato la parte anteriore del corpo del direttore, costringendolo a un rapido balzo sul marciapiede laterale per togliersi dalla traiettoria dell’auto ed evitare conseguenze peggiori. Alle contestazioni di Viola, Maniaci avrebbe risposto con atteggiamento denigratorio prima di allontanarsi a bordo del mezzo, per poi effettuare poco dopo un giro dell’isolato e mostrare nuovamente un gesto offensivo, allontanandosi definitivamente prima dell’arrivo della pattuglia dei Carabinieri sollecitata tramite chiamata al 112.
«Mentre cercavo di fare una fotografia con le mani che mi tremavano per documentare quell’abuso, Maniaci ha accelerato e ha puntato dritto contro il mio corpo senza la minima esitazione», ricorda drammaticamente il giornalista. «In quel secondo infinito ho visto la morte in faccia, travolto dalla furia cieca di chi usa una tonnellata di metallo per zittire una testimonianza. Col cuore in gola e spezzato dal terrore ho chiamato il 112, ma Maniaci era già fuggito per codardia, lasciando dietro di sé l’eco di una tragedia sfiorata e la certezza che la mia sicurezza non è più garantita in questa città ».
La gravità di quanto accaduto si inserisce in una scia persecutoria che va avanti da diverso tempo. Già nei mesi passati la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo e le forze dell’ordine erano state investite di dettagliate querele presentate dal legale di fiducia di Viola, l’avvocato Anna Mannone, per reati che vanno dalla diffamazione aggravata alla violenza privata, dalle minacce fino agli atti persecutori (stalking) e al trattamento illecito dei dati personali. Episodi reiterati che spaziano da inseguimenti e pedinamenti aperti tra le vie del paese fino all’uso derisorio di epiteti e denigrazioni pubbliche ogni qual volta la testata firma inchieste di pubblico interesse.
Al centro di questo feroce accanimento c’è l’attività d’inchiesta condotta proprio da Daniele Viola in merito alla gestione della “Villa della Legalità ”, un bene confiscato alla mafia e affidato all’emittente Telejato. La puntuale ricostruzione giornalistica firmata da Viola su presunte irregolarità e opacità legate a quella concessione ha innescato una reazione rabbiosa, sfociata via via in una serie di attacchi personali, ostilità dirette e comportamenti aggressivi tesi a zittire la cronaca.
Quanto accaduto in piazza Municipio dimostra chiaramente come l’esercizio del giornalismo d’inchiesta in questo territorio stia diventando un’attività a sfinimento e a continuo rischio dell’incolumità personale. Quando la libertà di stampa viene contrastata non con il merito delle smentite ma con i pedinamenti, l’uso improprio di scatti giovanili per dileggiare e perfino con l’uso di un veicolo puntato a passo di marcia contro un cronista, si travalica ogni confine democratico. Partinicolive e il suo direttore Daniele Viola continueranno a raccontare i fatti e i contorni di questa vicenda con la fermezza e il rigore di sempre, affidando la tutela della sicurezza e della legalità al lavoro rigoroso della magistratura e delle forze dell’ordine.
Una fuga di gas Gpl ha fatto scattare un provvedimento urgente del Comune di Partinico a tutela della sicurezza. L’intervento dei vigili del fuoco ha evidenziato una significativa concentrazione di gas all’interno di un’abitazione di via dell’Uccello, al civico 19, dove sono state riscontrate anomalie nell’impianto di alimentazione.
L’episodio risale al 27 agosto scorso, quando il personale del comando provinciale dei vigili del fuoco è intervenuto nel territorio di Partinico, in seguito a una segnalazione per una possibile fuga di gas. Le operazioni hanno interessato l’area compresa tra via Giacalone, via dell’Uccello e via Moro. I vigili del fuoco hanno effettuato un monitoraggio strumentale dell’area attraverso specifiche apparecchiature per la rilevazione dei gas infiammabili. I primi controlli nelle immediate vicinanze non avevano evidenziato concentrazioni significative, ma l’estensione delle verifiche agli edifici prospicienti ha consentito di individuare la presenza di una considerevole concentrazione di gas Gpl all’interno dell’immobile di via dell’Uccello 19.
Secondo quanto riportato nella proposta di ordinanza, all’interno della struttura sono state individuate due bombole di Gpl da 25 chilogrammi ciascuna, oltre a un piano cottura e a uno scaldacqua installati rispettivamente nella cucina e sul balcone del primo piano. Le verifiche hanno ricondotto la fuga a un malfunzionamento dell’impianto. Per scongiurare ulteriori rischi, i vigili del fuoco hanno provveduto alla chiusura delle valvole delle bombole di Gpl, informando contestualmente gli occupanti dell’immobile della necessità di non utilizzare l’impianto fino all’esecuzione delle verifiche tecniche e degli interventi necessari.
Alla luce della situazione riscontrata, il Comune di Partinico ha quindi adottato un’ordinanza contingibile e urgente, con l’obiettivo di ripristinare condizioni di sicurezza e prevenire possibili conseguenze per l’incolumità delle persone e la salvaguardia dei beni. Il provvedimento dispone che venga effettuata, da parte di una ditta specializzata, un’accurata verifica tecnica dell’impianto, finalizzata ad accertare l’avvenuto adeguamento alle normative e a scongiurare il ripetersi di analoghe fuoriuscite di Gpl. Sono inoltre previsti i lavori eventualmente necessari e il rilascio delle relative dichiarazioni di conformità .
L’ordinanza è stata dichiarata immediatamente eseguibile e trasmessa, per conoscenza e competenza, alla prefettura di Palermo, ai vigili del fuoco, ai carabinieri e alla polizia locale.
A Partinico arriva il momento dei controlli sulle richieste delle famiglie per ottenere il contributo per l’acquisto dei libri scolastici. Il Comune ha deciso di verificare a campione il 20% delle 521 istanze ammesse al beneficio per l’anno scolastico 2025/2026. Il sorteggio sarà pubblico e servirà a controllare che quanto dichiarato dalle famiglie nella domanda corrisponda realmente alla situazione e alle spese sostenute. Il provvedimento riguarda il contributo previsto dalla legge 448 del 1998 per la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo destinati agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Per poter accedere al contributo era necessario rispettare il requisito economico previsto dalla Regione. In particolare, la soglia Isee per accedere al contributo è stata innalzata fino a 13 mila euro. Per l’anno scolastico 2025/2026, la Regione Siciliana ha assegnato al Comune di Partinico complessivamente 175 mila euro, destinati agli studenti beneficiari delle scuole medie e superiori.
Le domande risultate regolari sono complessivamente 521. Adesso, però, non tutte saranno sottoposte a un controllo completo: il Comune procederà con un sorteggio che riguarderà il 20% delle istanze, per cui saranno monitorate poco più di un centinaio di pratiche. In pratica, a ogni domanda è stato assegnato un numero progressivo e saranno estratti casualmente i numeri corrispondenti alle richieste da verificare. Il sorteggio non sarà effettuato in maniera riservata. Il Comune ha stabilito che sarà pubblico e che verrà utilizzato il software disponibile sul sito Random.org, attraverso il quale saranno estratti casualmente i numeri delle domande da controllare. La data, il luogo e l’orario dell’estrazione saranno comunicati attraverso un apposito avviso sul sito istituzionale e sull’albo pretorio online.
Per le famiglie sorteggiate inizierà quindi una fase di verifica delle dichiarazioni presentate nella domanda. Gli uffici comunali potranno effettuare gli accertamenti necessari per controllare quanto dichiarato. Un aspetto importante riguarda anche la documentazione relativa all’acquisto dei libri: chi ha presentato la richiesta è tenuto a conservarla per almeno cinque anni e a mostrarla all’amministrazione in caso di richiesta. Se durante i controlli dovessero emergere dichiarazioni false, il beneficiario potrebbe perdere il diritto al contributo. Se le somme fossero già state ricevute, sarebbe inoltre previsto l’obbligo di restituirle, oltre alle conseguenze stabilite dalla legge per le dichiarazioni mendaci.
«Se ce l’ho fatta io, puoi farcela anche tu». È questo il messaggio con cui Marco Uccello, personal trainer e mindset coach, ha trasformato la propria esperienza di cambiamento in una professione e in una nuova idea di allenamento. A Partinico porta un approccio che mette insieme esercizio fisico, disciplina, consapevolezza e benessere, con uno sguardo rivolto alla prevenzione e alla longevità . Ci sono momenti nella vita in cui si aspetta che qualcosa cambi. Una nuova occasione, una motivazione improvvisa, la giornata giusta. Per Marco Uccello, invece, il cambiamento è iniziato da una scelta molto più semplice e, allo stesso tempo, più difficile: cominciare ad agire.
Oggi Uccello è personal trainer e mindset coach e, dopo anni di studi e approfondimenti, ha fatto della propria esperienza personale il punto di partenza di un metodo di lavoro che guarda all’esercizio fisico in una prospettiva più ampia. È inoltre membro onorario di Exercise is Medicine (Eim) Italy, iniziativa internazionale che promuove l’integrazione dell’attività fisica nella pratica clinica sulla base delle evidenze scientifiche relative ai suoi benefici per la prevenzione e la salute.
«Per cambiare davvero la propria vita – spiega Marco Uccello – spesso aspettiamo una svolta. Un’occasione, un momento preciso, la motivazione perfetta. Io credo invece che la vera svolta arrivi quando decidiamo di agire». Una filosofia nata innanzitutto sulla propria pelle. «Quello che oggi cerco di trasmettere alle persone che si affidano a me nasce dalla mia esperienza personale. Ho imparato che allenare il corpo non significa soltanto costruire muscoli o modificare il proprio aspetto. Significa imparare a conoscersi, sviluppare disciplina, affrontare le difficoltà e continuare a credere nella possibilità di migliorarsi».
È qui che il fitness, nella visione di Uccello, supera la dimensione puramente estetica. Allenarsi significa dedicare tempo a se stessi, costruire abitudini, sviluppare energia e imparare a confrontarsi con i propri limiti. Un investimento che non si esaurisce quando termina una sessione di allenamento, ma può riflettersi sulle scelte e sulla quotidianità . «Viviamo in una società che ci insegna continuamente a correre: per lavorare, raggiungere obiettivi, guadagnare, dimostrare qualcosa. Nel frattempo rischiamo di dimenticare una domanda fondamentale: come stiamo? E soprattutto rischiamo di non goderci la cosa più preziosa che abbiamo: il nostro tempo».
Un corpo più forte può accompagnarsi a una maggiore sicurezza personale. La costanza può trasformarsi in disciplina. Il raggiungimento di un obiettivo può rafforzare la fiducia nelle proprie capacità . Anche la fatica, secondo Uccello, può diventare parte del processo: imparare a gestire la difficoltà significa spesso scoprire risorse che non si pensava di possedere. È proprio in questo punto d’incontro che nasce il suo concetto di fitness e mindset: lavorare sul corpo può diventare anche un’occasione per modificare il proprio rapporto con le difficoltà , con le abitudini e con gli obiettivi. Non una scorciatoia e nemmeno la ricerca del risultato immediato, ma un percorso fatto di presenza, disciplina e continuità .
«Il risultato non nasce dalla singola giornata perfetta – sottolinea – ma dalla somma di tante giornate nelle quali scegliamo di continuare». Negli Stati Uniti si è affermata negli ultimi anni una concezione dell’esercizio fisico sempre più collegata alla prevenzione, alla qualità della vita e alla longevità . L’attività fisica viene così considerata non soltanto come uno strumento per modificare l’aspetto del corpo, ma come parte di uno stile di vita orientato al benessere. È questa cultura che Marco Uccello vuole contribuire a portare anche a Partinico, proponendo un modo diverso di vivere l’allenamento.
«La palestra non deve essere soltanto il luogo in cui si cambia il proprio fisico. Può diventare il luogo in cui si comincia a cambiare davvero se stessi». Una prospettiva che mette la persona al centro e che parte da un principio semplice: non è necessario essere già motivati per iniziare. «Non devi sentirti pronto. Devi cominciare». Il messaggio di Uccello è rivolto soprattutto a chi pensa di non avere abbastanza forza di volontà , tempo o motivazione. «Non mi considero arrivato. Continuo anch’io a lavorare ogni giorno su me stesso, sul mio corpo, sulle mie abitudini e sulla mia mente».
Ed è proprio questa consapevolezza a rendere il suo messaggio particolarmente diretto: non propone un percorso dall’alto verso il basso, ma racconta un’esperienza che continua ancora oggi. «A chi pensa di non essere abbastanza forte, motivato o capace per cambiare, dico che non deve necessariamente sentirsi pronto. Deve cominciare». Il lavoro di un personal trainer, nella sua visione, non si limita quindi a seguire una persona durante l’allenamento. Significa accompagnarla nella costruzione progressiva di nuove abitudini, aiutandola a riconoscere le proprie capacità e a trasformare gli obiettivi in comportamenti concreti.
Il concetto alla base del suo metodo può essere riassunto in tre parole: fitness, disciplina e mindset. Il fitness lavora sul corpo. La disciplina interviene sulle abitudini. Il mindset riguarda il modo in cui affrontiamo difficoltà , obiettivi e cambiamenti. Tre dimensioni che, quando iniziano a lavorare insieme, possono trasformare l’allenamento in qualcosa che va oltre il risultato fisico. «Quando queste tre dimensioni iniziano a lavorare insieme, il cambiamento diventa qualcosa di più grande della semplice trasformazione fisica».
È questa la filosofia con cui Marco Uccello ha scelto di portare la propria esperienza a Partinico: un invito a prendersi cura di sé, a recuperare il valore del proprio tempo e a considerare il movimento come uno degli strumenti attraverso cui costruire una vita più consapevole. E alla fine rimane la frase che racchiude il senso del suo percorso: «Se ce l’ho fatta io, puoi farcela anche tu». Perché, conclude Uccello, «la salute non è una condizione tra le altre. È la condizione che rende possibili tutte le altre». E quando si comprende questo, prendersi cura di sé non è più soltanto una scelta estetica. Diventa una scelta di vita.
Per contattare Marco Uccello ed avere un consulto sul percorso più idoneo lo si potrà fare tramite whatsapp (3882418471), sul profilo facebook (https://www.facebook.com/share/19PNyiga1Z/) e su quello Instagram (https://www.instagram.com/marcouccelloreal?igsi=ZmExM2U3YmJlbGZ2). Nel riquadro il codice qr code che riporta al profilo Instagram.
La linea relativa all’acqua della fontana di contrada Uliveto a Cinisi è stata chiusa in via precauzionale dal sindaco Vera Abbate, alla presenza dei carabinieri, per consentire ulteriori verifiche sulla qualità dell’acqua. La decisione è stata assunta dopo l’anomalia segnalata nelle scorse ore e dopo il sopralluogo effettuato sul posto da amministratori, tecnici e forze dell’ordine. A far scattare l’attenzione sulla vicenda era stato il consigliere comunale Giuseppe Manzella, che aveva prelevato una bottiglia direttamente dalla fontana, notando una colorazione giallastra dell’acqua. Il consigliere aveva poi documentato quanto accaduto attraverso un video pubblicato sui social, dando così evidenza pubblica alla situazione.
La segnalazione ha portato a un immediato intervento da parte dell’amministrazione comunale. Sul posto sono arrivati gli idraulici incaricati di verificare l’impianto, mentre sono state coinvolte anche le forze dell’ordine per consentire di effettuare le necessarie verifiche sulla fonte e sull’adduzione. Nel corso del sopralluogo l’acqua è apparsa successivamente più limpida rispetto a quella mostrata nella prima segnalazione. Un cambiamento che, tuttavia, non ha fatto venir meno la necessità di procedere con ulteriori controlli. Proprio per questo il sindaco ha disposto la chiusura della linea, in attesa di comprendere con maggiore precisione l’origine dell’anomalia. L’episodio ha riacceso anche l’attenzione su un fenomeno che, secondo quanto riferito da alcuni consiglieri comunali, si sarebbe già verificato in passato. La differenza, questa volta, sarebbe rappresentata dalle condizioni meteorologiche: in precedenti occasioni la torbidità dell’acqua sarebbe stata osservata dopo forti temporali, mentre l’attuale episodio si è verificato dopo un lungo periodo caratterizzato dall’assenza di precipitazioni significative.
Ed è proprio questo uno degli aspetti sui quali vengono chiesti chiarimenti. Resta da stabilire se la colorazione riscontrata sia riconducibile a un problema temporaneo dell’impianto, a fenomeni legati alla captazione o ad altre cause che dovranno essere individuate attraverso gli accertamenti tecnici. La chiusura dell’adduzione rappresenta quindi, al momento, una misura prudenziale in attesa degli approfondimenti. Saranno le verifiche sulla qualità dell’acqua della fontana di Cinisi e sull’impianto a fornire elementi utili per stabilire l’origine del fenomeno e le eventuali conseguenze. Intanto, sul piano politico, la vicenda ha aperto un confronto sull’efficienza dei controlli e sulla necessità di avere informazioni puntuali sulla situazione della fontana. L’attenzione resta ora concentrata sugli accertamenti che dovranno chiarire cosa abbia provocato la colorazione giallastra dell’acqua e se si sia trattato di un episodio isolato o di un problema che richiede interventi più approfonditi.
La piazza di Partinico torna al centro del dibattito cittadino, ma la risposta dei cittadini all’appello lanciato dalla nostra testata PartinicoLive è stata decisamente inferiore alle aspettative. Ieri sera, in piazza Duomo, l’iniziativa organizzata dalla nostra testata aveva un obiettivo preciso: riportare le persone nel cuore della città e lanciare un messaggio forte sulla necessità di tornare a vivere gli spazi pubblici. Negli ultimi giorni il tema della desertificazione del centro storico, della chiusura di numerose attività commerciali e dei problemi legati alla sicurezza è stato al centro di migliaia di commenti e interventi sui social. Proprio per questo PartinicoLive ha voluto trasformare le parole in una presenza concreta, invitando cittadini, commercianti e rappresentanti delle istituzioni a ritrovarsi fisicamente in piazza.
La risposta, però, è stata limitata. A partecipare sono state soltanto poche decine di persone. Un dato che inevitabilmente apre una riflessione sul rapporto tra ciò che viene scritto sui social e ciò che realmente si è disposti a fare per la propria città . «Sì, io ero convinto che non venisse nessuno. Questa è proprio la dimostrazione che, a quanto pare, i partinicesi non vogliono sapere nulla. A loro piace solo usare i telefoni, scrivere, commentare, condividere e basta. Poi, quando c’è da fare i fatti…», ha detto Piero Longo, editore di PartinicoLive. Secondo Longo, l’iniziativa rappresentava soprattutto un test: «È stato un test. Abbiamo deciso in pochi giorni di organizzare questa manifestazione, proprio perché sapevamo che probabilmente saremmo stati in pochi. Ma chi nei prossimi giorni tornerà a lamentarsi deve ricordare che ha avuto l’opportunità di scendere in piazza». Sul tema della sicurezza è intervenuto anche il direttore di PartinicoLive, Daniele Viola, sottolineando la necessità di un presidio più esteso del centro storico: «Se dobbiamo arginare questo problema, dobbiamo presidiare tutto il centro storico e non soltanto la piazza».
Un invito alla partecipazione è arrivato anche dal commerciante Paolo Antico: «Chi ci tiene al paese cosa fa? Chi ci tiene dovrebbe venire qua, stasera». Sulla partecipazione dei cittadini ha riflettuto anche l’ex consigliere comunale Renzo Di Trapani: «Ormai non si parla più, non c’è una protesta, non ci si incontra più». Presente all’iniziativa anche il sindaco di Partinico, Pietro Rao, che ha parlato dei sistemi di videosorveglianza installati nel centro storico e delle misure che l’amministrazione intende adottare per migliorare i controlli. «Queste zone sono tutte videosorvegliate 24 ore su 24. Ci sono immagini ad alta risoluzione, telecamere con riconoscimento facciale e telecamere che leggono le targhe. Chi entra qua è monitorato. Anche questo può essere un buon deterrente per evitare problemi di ordine pubblico», ha spiegato il sindaco.
Rao ha però invitato a non esasperare il quadro della sicurezza nella piazza di Partinico: «Io, francamente, tutti questi problemi di cui si parla sui social non li vedo. Io in piazza ci scendo, ci sto, ci vivo. Mi pare che si stia un poco esagerando». Il sindaco ha quindi affrontato anche il problema dei monopattini e delle biciclette elettriche che attraversano la piazza, annunciando nuovi controlli: «Tra qualche giorno ci sarà una squadra specializzata, dedicata solo a bici elettriche e monopattini». E sulle regole ha aggiunto: «I monopattini devono avere la targa, l’assicurazione e il conducente deve avere il casco. Se entrano nel perimetro del centro storico saranno multati e il mezzo probabilmente sarà anche sequestrato».
La diga Poma di Partinico torna a guardare all’estate con un quadro decisamente più positivo rispetto allo scorso anno. I dati ufficiali della Regione Siciliana, aggiornati all’1 agosto scorso, fotografano infatti un invaso con una quantità d’acqua nettamente superiore a quella registrata nello stesso periodo del 2025. Attualmente nella diga Poma, sul fiume Jato, sono presenti 51,67 milioni di metri cubi d’acqua, a fronte di una capacità complessiva di 72,50 milioni di metri cubi. Significa che l’invaso si trova oggi a circa il 71% della propria capacità .
Il confronto con l’1 agosto 2025 è particolarmente significativo: un anno fa nella diga erano presenti appena 22,65 milioni di metri cubi. Oggi, quindi, ci sono 29,02 milioni di metri cubi in più, con una disponibilità d’acqua che è più che raddoppiata rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un dato che restituisce una fotografia completamente diversa rispetto alla situazione vissuta nell’estate 2025, quando la scarsità d’acqua aveva alimentato forti preoccupazioni sul fronte della siccità e delle risorse disponibili.
La situazione della diga Poma appare dunque oggi decisamente più rassicurante. L’invaso dispone di una riserva importante, destinata sia agli usi irrigui sia a quelli potabili, e il livello raggiunto rappresenta una delle differenze più evidenti rispetto a dodici mesi fa. Va comunque evidenziato che tra luglio e agosto 2026 il volume è diminuito: si è passati dai 58,96 milioni di metri cubi di luglio ai 51,67 milioni di agosto, con uno scarto negativo di 7,29 milioni di metri cubi. Questo perché si fanno prelievi soprattutto per uso potabile e poi anche in piccola parte irriguo.
Ma il confronto annuale racconta soprattutto un’altra storia: rispetto all’estate dello scorso anno, la diga Poma oggi è molto più piena. L’emergenza idrica che aveva segnato il territorio sembra quindi, almeno guardando ai numeri dell’invaso, un ricordo decisamente più lontano. I dati sono contenuti nel prospetto della Regione Siciliana relativo ai volumi invasati nelle dighe dell’Isola al 1° agosto 2026.
Terrasini si prepara ad essere invasa nelle strade del paese dai lumini. Tutto questo per celebrare una delle sue più antiche e sentite tradizioni, nata in seguito al violento terremoto che, l’1 settembre 1726, colpì Palermo provocando vittime e ingenti danni. Nonostante la vicinanza territoriale con il capoluogo, la cittadina terrasinese uscì indenne da quel terribile movimento tellurico.
Nel ricordo dello scampato pericolo, la comunità terrasinese rinnova ancora oggi un rito fatto di fede e memoria: i lumi accesi davanti alle abitazioni, nel sagrato della chiesa Madre e lungo le vie del paese, come segno di preghiera, gratitudine e comunità . Poco prima della mezzanotte, alle 23.45, le campane della chiesa Madre suonano a stormo, rievocando quel lontano momento e trasformando la paura di allora in un gesto collettivo di speranza.
L’appuntamento “Tre secoli di luceâ€, promosso dal Comune con la collaborazione dell’associazione culturale Luna e la Pro Loco di Terrasini, si terrà oggi, martedì 1 settembre, alle 23 nel sagrato della chiesa Madre di Terrasini, nel tricentenario di quella notte che segnò profondamente la memoria del territorio. A raccontare la storia di una tradizione che da tre secoli unisce Terrasini sarà l’attrice Stefania Blandeburgo, attraverso un testo di Franco Cascio, in un percorso narrativo che intreccerà la grande storia del terremoto del 1726 con la memoria tramandata dalla comunità terrasinese. Particolarmente suggestivo sarà il momento dedicato all’“Inno al Primo Settembreâ€, antichissima preghiera popolare tramandata oralmente di generazione in generazione e un tempo recitata dalle famiglie riunite attorno ai lumi davanti alle proprie case.
Il programma prevede alle 23.45 lo scampanio, seguito dalla funzione liturgica e dal canto del Te Deum, quindi la recita dell’antica preghiera. “Tre secoli di luce†non sarà dunque soltanto una celebrazione del passato, ma un momento nel quale Terrasini tornerà a riconoscersi in un rito antico con l’utilizzo dei lumini, semplice e profondamente popolare: accendere una luce nella notte e ascoltare il suono delle campane per ricordare una paura lontana, ringraziare per lo scampato pericolo e riaffermare, ancora una volta, il senso di appartenenza a una comunità .
Ora è ufficiale anche la data di partenza del nuovo ecopunto per la raccolta dei rifiuti a Partinico. Da lunedì 7 settembre la postazione per il conferimento della spazzatura, attualmente collocata in via Ungaretti, sarà trasferita in viale della Regione, accanto all’autostazione. A comunicarlo è il Comune di Partinico, attraverso un avviso pubblico firmato dal responsabile del Settore 5 Servizi ambientali Massimiliano Evola. Secondo quanto stabilito dall’amministrazione, la nuova postazione sarà presidiata dal personale della Dusty e sarà utilizzabile dal lunedì al sabato, dalle 7 alle 12, con il conferimento dei rifiuti previsto sulla base del calendario della raccolta. La nuova collocazione, però, non arriva senza polemiche. Nei giorni scorsi, infatti, la scelta di individuare proprio viale della Regione come sede del punto di raccolta aveva sollevato forti perplessità . L’area si trova in una zona considerata strategica per la città , a ridosso dell’autostazione che si appresta a entrare in funzione e nelle vicinanze di una scuola.
La questione era stata sollevata anche da Gianluca Ricupati di Rifondazione Comunista, che aveva contestato soprattutto l’opportunità di collocare un punto di raccolta dei rifiuti in quella posizione. Il ragionamento non riguarda la necessità del servizio, sulla quale non sembrano esserci contestazioni, ma la scelta del luogo. Viale della Regione rappresenta infatti una delle principali porte d’ingresso a Partinico ed è stata recentemente interessata da interventi di riqualificazione. Il timore espresso è che la presenza di un punto di conferimento dei rifiuti possa incidere sul decoro urbano e sulla vivibilità dell’area, soprattutto considerando la vicinanza alla scuola e il futuro movimento di autobus legato alla nuova autostazione. Proprio sul carattere provvisorio della scelta si era concentrato nei giorni scorsi il sindaco Pietro Rao. L’amministrazione aveva spiegato che l’utilizzo di viale della Regione non sarebbe destinato a diventare necessariamente la soluzione definitiva, ma avrebbe rappresentato una risposta alle esigenze immediate del servizio.
Il problema nasce dalla necessità di garantire un punto di conferimento dei rifiuti soprattutto ai residenti delle numerose contrade di Partinico non raggiunte dal sistema porta a porta. L’ecopunto consente infatti ai cittadini di conferire i rifiuti differenziati seguendo il calendario previsto, con il materiale destinato successivamente alle piattaforme di stoccaggio e smaltimento. L’amministrazione comunale, parallelamente, starebbe lavorando a una soluzione alternativa. Tra le ipotesi indicate dal sindaco c’è un’area nella zona di via Cassarà , tornata nella disponibilità del Comune dopo il dissequestro di un terreno nel quale in passato era stata individuata una discarica abusiva. L’idea sarebbe quella di procedere alla bonifica dell’area e successivamente renderla utilizzabile per il servizio, con una struttura maggiormente organizzata e soprattutto presidiata. È proprio questo il punto sul quale si giocherà il prossimo capitolo della vicenda: quanto durerà realmente la soluzione di viale della Regione e quale sarà la destinazione definitiva del punto di raccolta?
Se l’intervento dell’Assessorato Regionale alle Autonomie Locali aveva aperto il primo vero squarcio sul caso del Collegio dei Revisori dei Conti di Borgetto, il documento di risposta firmato dal Comune ribalta completamente la prospettiva. Con la nota di risposta all’accesso agli atti portata avanti dalla nostra redazione di oggi, firmata dal Segretario Generale Arianna Napoli, l’amministrazione Davì prova a difendere il proprio operato e traccia la sua ricostruzione dei fatti: «non ci sarebbe stata alcuna inerzia delittuosa o disinteresse, bensì una matassa di Intoppi burocratici, errori procedurali e norme incrociate che avrebbero paralizzato le procedure di sostituzione per quasi dodici mesi».
Il punto centrale dell’intera vicenda ruota attorno alla sospensione del presidente del Collegio, Antonino Sciacchitano, avvenuta nell’estate del 2025. Da quel momento il Comune si è ritrovato a gestire un organo di controllo mutilato di un componente su tre. Nel novembre dello stesso anno, il Consiglio Comunale aveva approvato la delibera numero 28, convinto di aver imboccato la strada più rapida: scorrere la graduatoria dei professionisti già estratti e nominare il primo dei supplenti in elenco. Tuttavia, come chiarisce oggi la nota del Municipio, quel passaggio conteneva un difetto di forma insanabile. Le normative vigenti — sia la legge regionale del 2016 sia le norme nazionali del 2011 — non consentivano affatto il semplice ripescaggio, ma imponevano l’azzeramento della procedura e la pubblicazione di un bando ex novo per una nuova estrazione pubblica.
A complicare un quadro già rigido si è aggiunto il caos organizzativo negli uffici comunali. Tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026, l’Area Finanziaria del Comune ha vissuto una continua rotazione di responsabili e dirigenti, un valzer di poltrone che ha congelato le pratiche più complesse e rinviato la correzione dell’errore di mese in mese. Soltanto alla fine di maggio 2026, con l’insediamento del nuovo responsabile di settore, la macchina amministrativa ha ripreso in mano il fascicolo.
Sull’aspetto economico e sulla validità degli atti adottati nell’ultimo anno, la burocrazia di Palazzo di Città non mostra tentennamenti. La legge prevede infatti che il Collegio dei Revisori possa deliberare e firmare i pareri finanziari anche in presenza di due soli componenti su tre, garantendo così la continuità amministrativa ed evitando il blocco dei bilanci. Forte di questa garanzia tecnica, il Comune ha continuato a impegnare e liquidare regolarmente i compensi e i rimborsi spettanti ai due professionisti rimasti in carica, arrivando fino ad oggi senza interrompere la gestione contabile.
Oggi l’amministrazione guarda avanti e dichiara di essere al lavoro per la predisposizione del bando che rinnoverà l’intero Collegio, visto che il mandato triennale è ormai giunto alla sua naturale conclusione. Tuttavia, la spiegazione fornita dal Municipio lascia aperto un interrogativo di fondo sulla tempestività dell’azione pubblica: la sensazione è che un paracadute normativo pensato per gestire situazioni d’emergenza sia diventato lo scudo per giustificare un anno di attesa e di inceppamenti burocratici.