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Il mondo della scuola si è “sfidata” oggi per le strade di Balestrate nella prima edizione delle Olimpiadi dello Jato. La manifestazione sportiva e culturale, a cui hanno partrecipato attivamente 200 alunni, è stata promossa dall’istituto comprensivo Rettore Filippo Evola di Balestrate e Trappeto, diretto dal dirigente scolastico Benedetto Lo Piccolo, ed è stata realizzata con il finanziamento dell’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale guidato da Mimmo Turano.

Le olimpiadi a Balestrate della scuola

Le olimpiadi a Balestrate della scuola

Presenti una decina di scuole secondarie di primo grado provenienti dai territori di Altofonte, Partinico, San Giuseppe Jato, San Cipirello, Montelepre, Terrasini, Camporeale, Villagrazia di Carini e Monreale. L’organizzazione è stata coordinata dai docenti referenti Elena Riggi e Massimo Patti, con la collaborazione, tra gli altri, dei professori Giuseppe Vaccaro e Antonella Lentini. Oggi a Balestrate le gare di atletica su strada per la scuola: corsa, velocità e staffetta mista. Domani sarà la volta del torneo di calcio, mentre il 5 giugno la manifestazione si concluderà con il torneo di basket 3 contro 3. 

L’assessore regionale all’Istruzione, Mimmo Turano, ha espresso un pensiero ricordando la vicenda di San Vito Lo Capo, dove nella scuola media un ragazzino di 11 anni ha aggredito nei giorni scorsi con un coltello il suo docente che fortunatamente è riuscito con prontezza a difendersi, riportando solo dei graffi: «Una giornata meravigliosa di sport – ha detto Turano -, vogliamo fare capire ai ragazzi che con meno social e più vita si costruisce una società diversa. Gli episodi di San Vito mi hanno traumatizzato e per questo motivo promuoviamo tutte le iniziative come questa che le scuole organizzano, per farle crescere e creare comunità tra i ragazzi».  

«Lo sport è vita e relazione – afferma il dirigente scolastico Benedetto Lo Piccolo – e attraverso lo sport i ragazzi possono impiegare il loro tempo libero in maniera sana e corretta». Per l’arcivescovo di Monreale, Gualtiero Isacchi «le Olimpiadi erano un evento che fermavano le guerre, mi piace pensare che questa manifestazione sia una profezia di pace per Balestrate, la nostra diocesi e il mondo intero». Il sindaco di Balestrate, Vito Rizzo ha parlato di una bellissima manifestazione organizzata dall’istituto comprensivo, una bella occasione di crescita per tutto il movimento scolastico e per fare conoscere il paese.



Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 10:42:54 +0000
SPORT

Nelle ultime settimane, il palinsesto Antepost per la vittoria del Mondiale ha visto le quote delle Nazionali ballare in una danza statistica senza freni, perché questa edizione a 48 squadre ci presenta tantissime sorprese e grandi incertezze, proprio per lo step in più del tabellone, rappresentato dai sedicesimi di finale.

La dinamica che salta subito all’occhio riguarda la top 5 delle favorite alla vittoria, con la Spagna in pole position, la Francia seconda e poi l’Inghilterra, che precede di poco Argentina e Brasile.

Furie Rosse favorite alla vittoria del Mondiale

La quota Antepost della Spagna vincente al Mondiale 2026 è scesa da 5.5 a 5 negli ultimi giorni, in un girone che vede solo il Capo Verde come match facile, mentre Uruguay e Arabia Saudita si presentano comunque come due gare toste per le Furie Rosse.

Le statistiche delle scommesse Spagna – Arabia Saudita vedono la vittoria della Roja super favorita a quota 1.1, tuttavia, non dobbiamo dimenticare che la Nazionale Saudita nel 2022 ha battuto l’Argentina di Messi, per questo si presenta sempre come una squadra ostica in campo. Il Multigol 1 – 3 presenta la soluzione statistica più concreta, con la quota fissata a 1.66 dai bookmaker. Questo match andrà in scena il 21 giugno alle ore 18.

Francia e Inghilterra le grandi sfidanti delle favorite

La quota della Francia vincente Coppa del Mondo 2026 oscilla tra 5.5 e 6, segno che la Nazionale finalista delle ultime due edizioni, in cui ha concluso campione del mondo e vice i due tornei, si presenta per raggiungere il record di Brasile e Germania che hanno giocato tre finali consecutive.

Anche l’Inghilterra resta nella top 3 delle favorite, con la quota Antepost che oscilla tra 7 e 6.5, proprio grazie a una rosa formidabile e alle due finali degli Europei raggiunte nelle ultime due edizioni, ma perse rispettivamente contro Italia e Spagna.

Il sogno della finale Argentina – Brasile: Sud America da outsider

Tra le quote 9 e 9.5 ci sono Argentina e Brasile, in un valzer statistico che mette le due sudamericane dietro alle Nazionali Europee. Tutti sogniamo una finale tra Albiceleste e Verdeoro, anche se sarà difficile, questa combinazione inedita potrebbe diventare realtà, per avere una grande sfida Messi contro Neymar e magari vedere Carlo Ancelotti vincere la Coppa del Mondo, dopo il record assoluto di 5 Champions in carriera.

Gli Orange sono la grande underdog di Coppa del Mondo

Questa partita va in scena il 20 giugno alle ore 19 e le quote Olanda – Svezia sono tutte a favore degli Orange, che si presentano come la grande underdog della Coppa del Mondo 2026. Nella rosa formidabile dei Paesi Bassi c’è Malen della Roma, Depay, Gakpo e Reijnders (Ex Milan) che proveranno a segnare, ma anche Dumfries, de Jong e Aké si propongono come protagonisti del torneo.

Nel match contro la Svezia, la vittoria dell’Olanda è quotata a 1.6, con il simbolo Multigol 1. 3 favorito a 1.4, mentre nel palinsesto Antepost per la vittoria della Coppa del Mondo, gli Orange rientrano nella top 8 quotati vincenti Mondiali a 19.



Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 10:42:14 +0000
rissa

Le urla di una rissa che scuotono il cuore della piazza di Partinico per oltre mezz’ora e il rombo dei motori che sfrecciano, laddove non dovrebbero nemmeno esserci. Quella che doveva essere la prima serata di relax nell’isola pedonale di corso dei Mille si è trasformata in un vero e proprio incubo. Mentre le famiglie cercavano di godersi una cena all’aperto, piazza Duomo è diventata lo scenario di un’anarchia fuori controllo: da una parte la violenza fisica tra extracomunitari, dall’altra l’invasione di auto che ignoravano i divieti lanciate a tutta velocità tra i (pochissimi) passanti.

Il consigliere Giovanni Pantaleo

Il consigliere Giovanni Pantaleo

Uno scenario raccontato da un testimone, il consigliere comunale Giovanni Pantaleo il quale sabato sera si trovava con la famiglia e degli amici nei locali del centro cittadino. Un debutto dell’isola pedonale, istituita in un tratto di corso dei Mille tra piazza Duomo e via Castiglia, che si è rivelato un fallimento sul piano della regolamentazione viaria e della sicurezza soprattutto. Il consigliere descrive una situazione surreale, con auto guidate dai cosiddetti «maranza che passavano con le auto bummiate (con motori potenziati) a tutto volume e con musica tecno da far invidia al Pacha di Ibiza», trasformando la zona pedonale in una sorta di circuito abusivo. I mezzi facevano il giro della fontana a velocità pericolosa, sbeffeggiando apertamente un’ordinanza che Pantaleo non esita a definire ironicamente una «genialata impressionante» per la sua totale mancanza di applicabilità e controllo.

Nonostante le segnalazioni immediate al 112 per la rissa in corso, il consigliere di Partinico lamenta un’assenza prolungata delle forze dell’ordine. Quando finalmente una pattuglia della polizia municipale è transitata in piazza – quasi per caso, essendo assegnata alla sorveglianza di Villa Margherita – il caos non si è fermato: centinaia di automobilisti hanno continuato a passare imperterriti, consapevoli dell’impunità totale. Pantaleo sottolinea con amarezza la perdita di credibilità delle istituzioni: «Ma se non sei nelle condizioni di governare un evento e di controllarlo, ma come fai ad attivare un divieto sul quale in centinaia di automobilisti ti fanno le pernacchie?».

La critica non risparmia l’assenza di dissuasori fisici e la mancata concertazione con i commercianti, trasformando un progetto di decoro urbano in un danno di immagine per l’intera città. Il timore espresso dal consigliere è che, senza una gestione reale dei processi e dei controlli, Partinico continui a essere vista come una «repubblica delle banane», vanificando gli sforzi di chi ha investito nel centro storico. Ora la palla passa agli uffici comunali: oggi verrà richiesto il conteggio ufficiale delle sanzioni elevate dall’inizio del mese. Se i numeri confermeranno l’assenza di multe, la battaglia si sposterà sulle responsabilità per il danno economico e di immagine subito dalla comunità.



Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 04:57:44 +0000
sindaco

L’istituzione dell’area pedonale permanente a Partinico, nel tratto di corso dei Mille compreso tra piazza Duomo e via Castiglia, rischia di trasformarsi da semplice provvedimento sulla viabilità urbana a detonatore di una crisi politica, l’ennesima tra il sindaco Pietro Rao e Forza Italia, dalle conseguenze imprevedibili per l’amministrazione. Le parole pronunciate dal reggente del coordinamento cittadino dei forzisti, Francesco Giacalone, assumono infatti il sapore di un vero e proprio ultimatum politico. Soprattutto sembrano preannunciare una rottura ormai difficilmente ricomponibile tra una parte consistente del partito azzurro e il primo cittadino. «La nuova ordinanza di chiusura del centro storico, orchestrata dall’amministrazione comunale e assolutamente non condivisa con i partiti di maggioranza e con gli operatori economici del corso dei Mille, avrà ripercussioni politiche», ha dichiarato Giacalone, aggiungendo che «non possiamo permettere che la città di Partinico venga mortificata e presa in giro da chi dovrebbe quanto meno non ostacolare lo sviluppo economico della città».

Parole pesanti che vanno ben oltre una semplice critica amministrativa e che evidenziano il crescente malessere all’interno di Forza Italia nei confronti dell’operato del sindaco di Partinico. La vicenda dell’isola pedonale diventa così l’ultimo capitolo di un rapporto ormai logorato da tensioni e incomprensioni che da tempo caratterizzano i rapporti tra Rao e una parte significativa del partito azzurro. La frattura era già emersa con forza nelle dichiarazioni del presidente del Consiglio comunale Erasmo Briganò, anche lui di Forza Italia, che aveva contestato apertamente il metodo utilizzato dall’amministrazione. «Non è ammissibile che le decisioni si prendano senza alcun confronto, non tanto, ma ovviamente più che dovuto, con la parte politica ma con coloro che vivono il centro storico e che con molti sacrifici ogni mattina alzano le saracinesche delle proprie attività», aveva affermato Briganò. «Bisogna confrontarsi, per prima cosa, con le associazioni di categoria. Non voglio neanche entrare nel merito della decisione, ma non si può pensare di essere assoluti».

Nonostante le prese di posizione del coordinamento cittadino e del presidente del Consiglio, la vicenda ha evidenziato anche le divisioni interne allo stesso Forza Italia. Il partito dispone oggi di otto consiglieri comunali, compreso lo stesso Briganò, e di tre assessori in giunta. Tuttavia, l’assessore alla Polizia municipale del Comune Aldo Russo non si è mostrato contrario alla chiusura del tratto di corso dei Mille. Anzi, aveva spiegato in un’intervista a Partinicolive che il provvedimento nasceva dall’esigenza di tutelare il nuovo arredo urbano, sostenendo che «l’amministrazione è disponibile ad un sereno confronto con esercenti e forze politiche per condividere idee e soluzioni per la salvaguardia del bene comune». Anche gli altri due assessori azzurri, almeno ufficialmente, non hanno manifestato particolari contrapposizioni.

Alle critiche provenienti dalla coalizione a sostegno del sindaco si sono aggiunte quelle dell’opposizione, che oggi rappresenta la maggioranza dietro gli scranni. I consiglieri Mauro Lo Baido, Gloria Centineo, Mariella Graziano, Calogero Amoroso e Giuseppe Rubino hanno parlato di una decisione «unilaterale e senza alcun confronto», accusando l’amministrazione di avere imposto l’area pedonale senza ascoltare residenti e commercianti. «Ciò che ferisce e preoccupa maggiormente non è l’idea in sé, ma il metodo», scrivono i consiglieri. «Una decisione epocale per la viabilità e l’economia locale è stata presa nel segreto e nel chiuso dei palazzi comunali». Secondo gli esponenti dell’opposizione, «governare una comunità significa ascoltarla» e una trasformazione così importante «non si impone con la forza dell’autorità, ma si costruisce insieme». La richiesta finale è quella di «un passo indietro», con la sospensione del provvedimento e l’apertura di un tavolo di confronto con cittadini, commercianti e associazioni di categoria.

Al di là del merito dell’isola pedonale, il caso dell’isola pedonale sta assumendo sempre più i contorni di una resa dei conti politica. Le dichiarazioni di Francesco Giacalone rappresentano infatti il segnale più evidente di una crescente distanza tra Forza Italia e il sindaco Pietro Rao. Resta ora da capire se le annunciate «ripercussioni politiche» rimarranno sul piano delle dichiarazioni oppure se finiranno per tradursi in conseguenze concrete sugli equilibri della maggioranza che governa Partinico.



Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 04:02:12 +0000
COMMEMORAZIONI

Nel suggestivo scenario di Borgo Parrini, la frazione di Partinico celebre per le sue architetture ispirate allo stile di Antoni Gaudí, la memoria storica e l’arte contemporanea si fondono in un evento culturale di profondo valore sociale. Presso il museo “Casa Cannizzo”, punto di riferimento per la valorizzazione del territorio e delle sue anime intellettuali, è stata allestita una mostra monografica dedicata alle opere di Gaetano Porcasi. L’esposizione nasce con un intento celebrativo ben preciso: rendere omaggio all’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana attraverso il linguaggio potente e senza filtri della pittura d’impegno.

Gaetano Porcasi, artista originario di Partinico e noto a livello nazionale come uno dei principali esponenti della pittura antimafia e civile, porta nelle sale di Casa Cannizzo una selezione di quadri che raccontano i nodi cruciali della nostra storia collettiva. Le sue tele, caratterizzate da un uso espressionista del colore e da una forte tensione etica, non sono semplici rappresentazioni estetiche, ma veri e propri manifesti di cittadinanza attiva. Attraverso i volti dei magistrati, dei giornalisti e dei cittadini che hanno sacrificato la vita per la democrazia, Porcasi traccia un filo rosso che unisce le lotte di liberazione e la nascita della Costituzione alle battaglie quotidiane contro la criminalità organizzata.

Le opere dense di colore e significato del pittore Gaetano Porcasi

La scelta di Casa Cannizzo come sede dell’evento non è casuale. Il museo, che custodisce la memoria della civiltà contadina e della storia locale, diventa la cassa di risonanza ideale per un’arte che rifiuta l’indifferenza. In un momento in cui l’Italia riflette sugli ottant’anni trascorsi dal referendum del 1946, la mostra ricorda ai visitatori che la Repubblica non è un concetto astratto, ma un corpo vivo che si nutre di memoria, verità e giustizia. Le pennellate decise e i contrasti cromatici di Porcasi restituiscono dignità ai protagonisti della nostra storia, trasformando la tela in uno spazio di denuncia e, al contempo, di speranza.

L’esposizione sta già richiamando un vasto pubblico, attratto sia dalla bellezza intramontabile del borgo sia dallo spessore della proposta culturale. L’iniziativa dimostra come i piccoli centri siciliani possano trasformarsi in laboratori di pensiero globale, capaci di rielaborare i grandi temi della storia patria con una sensibilità unica. La mostra di Porcasi a Borgo Parrini si configura così come un appuntamento imperdibile per chi crede nel valore dell’arte come strumento di riscatto sociale e di educazione alla legalità.



Data articolo: Tue, 02 Jun 2026 16:31:22 +0000
scontro

A Partinico la trasformazione di un tratto di corso dei Mille in isola pedonale si trasforma nell’ennesimo terreno di scontro politico totale, consumato direttamente all’interno delle più alte cariche istituzionali. Le fioriere e il nuovo basolato in marmo di corso dei Mille non hanno fatto in tempo a ridefinire il volto del centro storico che sono già diventati il centro di una durissima polemica. Al centro della contesa c’è la decisione dell’amministrazione guidata dal sindaco Pietro Rao di istituire un’area pedonale permanente nel tratto compreso tra piazza Duomo e via Castiglia, in vigore già da ieri, 1 giugno. Una scelta che ha aperto una profonda frattura con il presidente del Consiglio comunale, Erasmo Briganò.

Attorno alla chiusura alle auto del centro storico si registrano da tempo forti attriti: da una parte l’idea del sindaco di valorizzare l’area recentemente riqualificata con nuovi arredi, dall’altra la posizione di chi ritiene questa scelta prematura in una città dove il centro è ancora scarsamente frequentato dai pedoni.

La dura presa di posizione di Erasmo Briganò

Il presidente del Consiglio comunale ha criticato aspramente il metodo centralizzato della decisione, rilasciando una dichiarazione di netto contrasto: «Non è ammissibile che le decisioni si prendano senza alcun confronto, non tanto, ma ovviamente più che dovuto, con la parte politica ma con coloro che lo vivono il centro storico e con molto sacrificio la mattina alzano le saracinesche, le attività produttive!!! Bisogna confrontarsi, per prima cosa, con le associazioni di categoria. Non voglio neanche entrare nel merito della decisione ma non si può pensare di essere assoluti!».

La replica dell’amministrazione

A stretto giro è arrivata la risposta dell’assessore alla Viabilità del Comune, Aldo Russo, che ha voluto chiarire la natura e la provvisorietà del provvedimento a tutela del decoro urbano: «L’avviso di chiusura del tratto di corso dei Mille nasce dall’ esigenza di preservare i nuovi arredi urbani, già più volte vandalizzati dalle auto parcheggiate in maniera selvaggia tra gli arredi stessi. La nuova ordinanza, che ancora non è stata firmata e pubblicata, non vuole essere una penalizzazione degli esercenti del tratto interessato ma la conseguenza oggettiva di dover, intanto, non far distruggere sia le panchine che i vasi ancor prima che vengano completati con la relativa piantumazione. L’amministrazione è disponibile ad un sereno confronto con esercenti e forze politiche per condividere idee e soluzioni per la salvaguardia del bene comune. Si ribadisce che l’amministrazione comunale ha già manifestato la volontà, dopo la precedente ordinanza, che una volta arredato il tratto del centro storico si sarebbe provveduto a rivedere la precedente ordinanza valutando un eventuale chiusura».

Un debutto difficile

Il dibattito si innesta su un esordio dell’isola pedonale a Partinico che ha registrato forti critiche sul piano pratico. Il primo giorno di divieti è stato infatti segnato dal mancato rispetto delle regole da parte degli automobilisti, che hanno continuato a parcheggiare tra le fioriere. Una situazione che la Consulta giovanile ha definito un vero e proprio “flop” dovuto all’assenza di controlli efficaci, chiedendo l’installazione di telecamere. Con la politica cittadina spaccata e i commercianti sul piede di guerra, il futuro del cuore di Partinico resta un rebus da risolvere.



Data articolo: Tue, 02 Jun 2026 14:55:39 +0000
PRIMO PIANO

La cronaca giudiziaria e immobiliare siciliana restituisce un’immagine amara, che costringe a riflettere sui confini labili tra la sacralità dei simboli e la realtà materiale della gestione privata. Come ci racconta Michele Giuliano, nel giornale di Sicilia di oggi, il noto attore e cabarettista Dario Veca fu assolto dall’accusa di aver diffamato Giovanni Impastato — fratello del militante Peppino, ucciso da Cosa Nostra nel 1978. Una vicenda che squarcia il velo su una complessa vicenda di debiti non saldati che ha trascinato uno dei luoghi simbolo della lotta alla criminalità organizzata direttamente sulle scrivanie dei curatori fallimentari.


Davanti a tali dinamiche, sorge spontaneo porsi alcuni interrogativi di fondo. Esiste oggi una deriva retorica che rischia di trasformare l’impegno civile in un’antimafia di facciata, utile a coprire opacità gestionali e private? Com’è possibile che, esaminando le cronache degli ultimi anni, molti soggetti che gravitano professionalmente o politicamente attorno alle sigle della legalità si ritrovino poi, a livello personale, schiacciati da debiti ingenti? Ed è accettabile che il patrimonio morale e storico collettivo venga messo a repentaglio da gestioni patrimoniali private non trasparenti o fallimentari?

La vicenda che lega Giovanni Impastato a Dario Veca non è un fulmine a ciel sereno ma l’epilogo di un contenzioso civile lungo un ventennio. Tutto cominciò nel lontano 2000, quando Veca, che ironicamente aveva preso parte anche al celebre film I cento passi, versò una cifra cospicua come acconto per l’acquisto di un immobile a Cinisi di proprietà di Impastato. L’affare tuttavia non andò a buon fine, e la restituzione delle somme anticipate si bloccò: a fronte di una restituzione parziale, rimasero insoluti oltre 130mila euro, coperti da titoli di credito che i giudici accertarono essere privi di provvista. Quello scontro patrimoniale, sfociato in una condanna civile esecutiva nel 2020 a favore di Veca, ha portato al pignoramento di diversi beni immobili appartenenti a Giovanni Impastato.

Tra i beni pignorati figura, in maniera dirompente, la celebre Casa Memoria di corso Umberto I a Cinisi, l’abitazione ereditata dopo la scomparsa della madre Felicia Bartolotta e trasformata in un museo visitato da migliaia di studenti e cittadini da tutta Italia. Le denunce per diffamazione intentate da Impastato contro l’attore, che sui social network si era sfogato lamentando di essere stato raggirato e minacciato di pignoramento, sono crollate davanti al tribunale di Palermo, il quale ha sancito che le affermazioni del creditore corrispondevano alla verità oggettiva dei fatti: mancavano i presupposti della diffamazione poiché il debito esisteva, reale e non saldato. L’offerta di estinguere l’esposizione attraverso rate irrisorie, che avrebbero richiesto decenni per essere liquidate, ha spinto i legali alla richiesta di vendita giudiziaria. Il tribunale ha così decretato la messa all’asta dell’immobile di Cinisi e del relativo archivio storico, fissando i passaggi procedurali per la vendita. Per evitare lo smacco di vedere una pietra miliare della memoria collettiva finire in mani private, si è mossa la Regione Siciliana, manifestando l’intenzione di esercitare il diritto di prelazione culturale sul valore stimato dell’immobile, pari a circa 140mila euro. Tuttavia, come sottolineato dagli stessi legali dei creditori, l’intervento dell’Agenzia delle Entrate e la mole complessiva delle passività accumulate indicano che la liquidazione dei beni difficilmente basterà a soddisfare l’intera platea dei creditori della famiglia.

Della vicenda se ne sta occupando anche la giornalista Sonia Sabatino, che ha scoperto e documentato come la procedura esecutiva e la conseguente messa all’asta di Casa Memoria in realtà non dipendano unicamente dal debito originario di circa 130mila euro nei confronti dell’attore Dario Veca, ma sono aggravate da una situazione debitoria ben più profonda. Dall’analisi dei documenti d’indagine è emerso che Giovanni Impastato deve al fisco una cifra imponente, pari a 1 milione e 300mila euro per tributi, accessori e altre pubbliche entrate non versate. È stata proprio questa scoperta a far comprendere come l’intera esposizione finanziaria complessiva fosse ormai tale da rendere impossibile una risoluzione bonaria con il primo creditore, determinando la decisione del giudice di procedere con la vendita giudiziaria dei beni pignorati.

Questo scenario ripropone il tema doloroso delle contraddizioni interne al mondo della legalità organizzata. Quando la retorica pubblica si scontra con i pignoramenti, le aule fallimentari e i debiti privati contratti abusando della credibilità derivante dal proprio cognome, il rischio è quello di infliggere alla memoria dei martiri della mafia un danno persino peggiore di quello provocato dal silenzio. La vicenda di Cinisi, così come altre vicende analoghe sviluppatesi nel comprensorio, dimostra che i simboli appartengono alla collettività, ma quando vengono gestiti come patrimoni privati soggetti alle leggi del mercato e ai debiti personali, la facciata crolla, lasciando dietro di sé lo spettro dell’illegalità.



Data articolo: Tue, 02 Jun 2026 11:38:44 +0000
terrasini

Le ceneri sacre di San Francesco d’Assisi, il Santo più amato d’Italia, arrivano a Terrasini per dare il via a un lungo viaggio della memoria e dell’anima. Mercoledì 3 giugno, la cittadina marinara accoglierà la reliquia del poverello d’Assisi, un evento eccezionale che farà da apripista a un’articolata rassegna intitolata “Francesco d’Assisi… Santo, e non solo!”. Si tratta di ben sedici appuntamenti tra concerti, teatro, riflessioni storiche e dibattiti che animeranno la cittadina fino al prossimo dicembre. L’iniziativa, nata in occasione dell’VIII centenario della morte di San Francesco, e promossa dall’associazione culturale “Così, per… passione!â€, promette di trasformare Terrasini in un laboratorio a cielo aperto su temi attualissimi come la pace, l’ecologia, la giustizia e l’accoglienza, trovando il sostegno di Fondazione Sicilia, Regione Siciliana e del Comune stesso.

La giornata inaugurale si preannuncia intensa e ad altissimo impatto emotivo, grazie anche alla presenza straordinaria di fra Marco Moroni, custode del sacro convento di Assisi e responsabile della Basilica Papale. Il sipario si alzerà a mezzogiorno nell’aula consiliare di Palazzo La Grua con un incontro istituzionale, dedicato al valore della fraternità come dono e responsabilità sociale. Nel pomeriggio, alle 18, l’attenzione si sposterà nella suggestiva cornice della chiesa Madre Maria Santissima delle Grazie, dove la comunità si stringerà attorno all’accoglienza solenne della reliquia, un momento di profonda spiritualità che sarà seguito dalla celebrazione eucaristica. La serata troverà poi il suo perfetto epilogo a Palazzo d’Aumale, dove alle 21 i riflettori si accenderanno sul concerto del Quintetto Cinematic. I musicisti guideranno il pubblico in un emozionante viaggio tra le più celebri colonne sonore del cinema internazionale, per poi congedarsi con le note simboliche di “Fratello Sole, Sorella Luna”.

Questo intenso debutto sarà solo il primo tassello di un mosaico che si comporrà mese dopo mese, ospitando autorevoli personalità del mondo ecclesiale, culturale e accademico nazionale. Il pubblico potrà assistere agli approfondimenti teologici di importanti vescovi ed esperti del settore, come il professor Giulio Busi con la sua biografia dedicata alla vita del Santo, ma ci sarà spazio anche per la grande performance artistica. Tra i momenti più attesi spiccano infatti lo spettacolo musicale di Mario Incudine, accompagnato dall’Orchestra della Magna Grecia, e l’intelligente comicità dell’attore Marco Manera.

L’intera manifestazione si pone in ideale continuità con il percorso intrapreso lo scorso anno con il progetto sul Giubileo, che aveva visto Terrasini riflettere su figure simbolo della legalità e del riscatto sociale come Rosario Livatino, Salvo D’Acquisto, Biagio Conte e Padre Pino Puglisi. Il presidente dell’associazione organizzatrice, Ino Cardinale, spiega che dopo aver raccontato questi moderni pellegrini di speranza, è emerso il bisogno profondo di risalire alle radici dei valori che li hanno ispirati. San Francesco, d’altronde, continua a parlare alla società contemporanea con una forza straordinaria, superando i confini della religione per farsi patrimonio universale di rispetto per il creato e attenzione verso gli ultimi.

L’entusiasmo della cittadina è pienamente condiviso dal sindaco Giosuè Maniaci, il quale sottolinea l’orgoglio di ospitare un evento di tale rilevanza, capace di unire e coinvolgere non solo Terrasini, ma l’intero comprensorio. L’invito a partecipare è esteso a tutte le parrocchie e alle realtà del territorio, per dimostrare che, per i prossimi sette mesi, questo splendido borgo di mare non sarà soltanto una meta turistica, ma un grande luogo d’incontro in cui fare comunità nel nome della solidarietà e della cultura.



Data articolo: Tue, 02 Jun 2026 10:25:08 +0000
terremoto

Una potente scossa di terremoto ha spaventato il sud Italia nel cuore della notte, tanto da essere stata avvertita sino a Palermo ed anche a Partinico. Il sisma è stato talmente profondo e forte che si è riuscito a percepire, seppur in modo più attenuato, anche nelle aree più interne del Palermitano. È accaduto poco dopo la mezzanotte, esattamente alle 00:12. L’epicentro è stato localizzato in mare, al largo della costa calabrese nord-occidentale, a circa 41 chilometri a ovest di Cosenza.

Secondo i dati ufficiali dell’Ingv, l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il terremoto ha raggiunto una magnitudo di 6.2. Si è trattato di un evento eccezionale, soprattutto per la sua profondità: la terra ha tremato a ben 250 chilometri sotto il suolo. Proprio questa enorme profondità ha permesso alle onde sismiche di viaggiare per centinaia di chilometri, facendo avvertire il terremoto in un’area vastissima sino per l’appunto a Partinico, ma fortunatamente attenuandone la violenza distruttiva in superficie.

In Calabria la paura è stata tanta. Il terremoto è stato avvertito chiaramente anche ai piani bassi delle case, sia sulla costa tirrenica (come a Lamezia Terme) sia su quella ionica (a Catanzaro). Moltissime persone, svegliate di soprassalto, sono scese in strada per sicurezza e i telefoni dei vigili del fuoco hanno iniziato a squillare senza sosta.

Il tremore non si è fermato ai confini calabresi. La scossa è stata percepita distintamente in Basilicata e in Campania, in particolare a Napoli e nei comuni vicino al Vesuvio. Come detto, le onde hanno attraversato il mare arrivando fino in Sicilia, dove Palermo e la vicina Partinico hanno registrato diverse segnalazioni da parte di cittadini spaventati.

I vigili del fuoco stanno completando le ricognizioni, specialmente sul litorale tirrenico, ma fortunatamente la notte di paura si sta chiudendo solo con un grande sospiro di sollievo: al momento non si registrano danni a cose o persone.



Data articolo: Tue, 02 Jun 2026 05:05:50 +0000
Poma

Parte ufficialmente giovedì 4 giugno la campagna per l’erogazione dell’acqua per l’agricoltura nel comprensorio di Partinico. Una notizia attesa da centinaia di agricoltori che, dopo anni difficili segnati dalla carenza d’acqua e dai problemi alle infrastrutture, potranno finalmente contare sulla riattivazione del servizio nelle zone dove le condotte risultano funzionanti.

L’erogazione dell’acqua per l’agricoltura della zona di Partinico seguirà un calendario preciso: sarà attiva durante la settimana e verrà sospesa ogni venerdì alle 18 per poi riprendere regolarmente ogni lunedì. Saranno operativi sia il secondo che il terzo lotto a gravità, mentre per il lotto sollevato la programmazione è già stata predisposta. In questo caso, però, si attende il completamento della riparazione della condotta principale prima dell’avvio definitivo del servizio.

Ad annunciare l’avvio dell’erogazione per l’agricoltura è stato il consigliere comunale di Partinico e consulente dell’assessore regionale all’Agricoltura, Toti Longo. «Più di un anno fa abbiamo avviato un percorso condiviso insieme alla Prima commissione consiliare del Comune di Partinico, al commissario del Consorzio di Bonifica Palermo 2 (ente che gestisce l’erogazione dell’acqua per le campagne) Baldo Giarraputo e all’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino. Un lavoro portato avanti al fianco degli agricoltori del nostro territorio», ha dichiarato.

Longo ha ricordato che il percorso intrapreso sta producendo i primi risultati concreti. Nelle prossime settimane, salvo imprevisti, dovrebbero infatti partire i lavori per il rifacimento del primo lotto della rete irrigua, seguiti successivamente da quelli del secondo lotto. Nel frattempo, l’obiettivo prioritario era garantire la disponibilità dell’acqua nelle aree già servite da infrastrutture funzionanti.

La riapertura della campagna irrigua rappresenta una risposta importante per il settore agricolo locale. Le abbondanti piogge, registrate durante l’inverno trascorso, hanno consentito di accumulare significative riserve idriche, che adesso potranno essere utilizzate per sostenere le coltivazioni durante i mesi più caldi. Resta però fondamentale la collaborazione di tutti. Il consigliere Longo ha infatti invitato gli agricoltori a segnalare tempestivamente eventuali guasti, perdite o malfunzionamenti lungo la rete irrigua, così da permettere al Consorzio di Bonifica di intervenire rapidamente.

«Ci auguriamo che le condotte possano reggere e che l’acqua disponibile possa rappresentare un aiuto concreto per i nostri agricoltori, che per troppi anni hanno dovuto affrontare enormi difficoltà», ha concluso Longo. L’avvio della campagna irrigua segna dunque un passo importante per il territorio e rappresenta un segnale concreto di attenzione verso un comparto fondamentale per l’economia locale.



Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 16:27:19 +0000

Le notizie di tipo regionale e locale

News cronaca da ANSA e altri giornali online