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#Partinico #News
Un incidente sul lavoro si è verificato nella zona industriale di Carini, dove un operaio di 47 anni è rimasto gravemente ustionato durante le attività all’interno di un’azienda. L’uomo, Domenico Russo, dipendente della ditta Tecnozinco, è stato soccorso e trasportato in ospedale dopo l’infortunio avvenuto nello stabilimento di via Don Milani. Secondo le prime informazioni, l’incidente si è verificato mentre l’operaio stava svolgendo alcune lavorazioni all’interno dell’impianto. Per cause ancora in fase di accertamento, Russo è rimasto coinvolto in un episodio che ha provocato ustioni nella parte sinistra del corpo. Le ferite riportate sono state classificate come ustioni di secondo grado.
Subito dopo l’incidente è scattato l’allarme. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 che hanno prestato le prime cure all’operaio, direttamente all’interno dello stabilimento. Dopo la stabilizzazione, il lavoratore è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Civico di Palermo, dove è stato ricoverato nel centro grandi ustioni per le cure necessarie e per il monitoraggio delle sue condizioni. Al momento l’uomo si trova sotto osservazione dei medici del reparto specializzato. Le sue condizioni sono seguite con attenzione a causa della natura delle ustioni riportate, anche se non sono stati diffusi ulteriori dettagli clinici ufficiali. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto all’interno dell’azienda. I militari hanno effettuato i primi rilievi e raccolto le testimonianze dei presenti al momento dei fatti.
Insieme alle forze dell’ordine sono arrivati anche i tecnici dello Spresal dell’azienda sanitaria provinciale di Palermo, il servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. Gli ispettori stanno verificando il rispetto delle norme di sicurezza all’interno della fabbrica e la regolarità delle procedure adottate durante le lavorazioni. Gli accertamenti riguarderanno in particolare le condizioni operative, i dispositivi di protezione utilizzati dal personale e l’eventuale presenza di criticità negli impianti o nelle procedure di lavoro. L’obiettivo è stabilire con esattezza la dinamica dell’incidente che ha coinvolto l’operaio di Carini e accertare eventuali responsabilità . L’attività produttiva nello stabilimento potrebbe essere oggetto di ulteriori verifiche nei prossimi giorni, mentre prosegue l’indagine avviata dagli organi competenti. Nel frattempo resta alta l’attenzione sulle condizioni del lavoratore ricoverato a Palermo, mentre i colleghi e i familiari attendono aggiornamenti sul suo stato di salute.
In arrivo sin da subito l’acqua per l’agricoltura di Partinico e dell’hinterland ma non servirà per irrigare i campi. In questa fase, infatti, una piccola quantità di acqua sarà immessa nelle condotte soltanto per testare la loro tenuta e individuare le perdite. In questo modo si potrà avere un quadro su dove intervenire con l’ordinaria o la straordinaria manutenzione. È stata l’Autorità di bacino della Regione, che sovrintende le autorizzazioni delle quote idriche, ad aver autorizzato il prelievo di una quota limitata d’acqua dagli invasi Poma e Rosamarina, accogliendo la richiesta presentata dal Consorzio di bonifica Palermo 2, l’ente che gestisce gli impianti e la distribuzione dell’acqua per uso irriguo nel territorio.
Si tratta complessivamente di 600 mila metri cubi d’acqua, una quantità non particolarmente elevata ma comunque significativa perché rappresenta il primo passo verso la riattivazione del sistema irriguo dopo due anni segnati da una siccità durissima che ha messo in ginocchio il comparto agricolo locale. L’autorizzazione consentirà nell’immediato di effettuare le verifiche sulle condotte e di avviare i primi turni di irrigazione di soccorso, un segnale atteso da tempo dagli operatori agricoli. La situazione degli invasi, rispetto allo scorso biennio, appare oggi decisamente più rassicurante. Grazie alle abbondanti piogge dell’inverno, l’invaso Poma contiene attualmente oltre 40 milioni di metri cubi d’acqua. Il bacino non è ancora completamente pieno, fermandosi intorno al 60 per cento della sua capacità , ma i livelli sono comunque molto più alti rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e di due anni fa, quando le scorte idriche erano meno della metà di quelle attuali e la crisi idrica appariva molto più grave.

La Corte: cauto ottimismo per l’acqua all’agricoltura di Partinico
Sulla decisione del prelievo di acqua per l’agricoltura è intervenuto anche il sindaco di Partinico, Pietro Rao, che ha parlato di una notizia positiva per il territorio. «Una buona notizia per i nostri agricoltori – ha dichiarato il primo cittadino -. Questa autorizzazione rappresenta un primo passo concreto che permetterà di avviare i controlli sulla rete e i primi turni irrigui». L’obiettivo, secondo Rao, deve essere quello di programmare una vera campagna irrigua che consenta agli agricoltori di pianificare con maggiore serenità le colture orticole e successivamente garantire l’acqua necessaria anche ai frutteti. Un cauto ottimismo arriva anche dal territorio. Tanino La Corte, segretario della Cgil di Partinico, parla dei primi risultati dopo mesi difficili, pur ricordando che il lavoro da fare resta ancora molto. Nei prossimi giorni si procederà alla messa in pressione delle condotte per verificare quali punti della rete possano erogare subito l’acqua e avviare gli interventi di riparazione di alcuni canali. L’obiettivo, spiegano dal sindacato, è restituire serenità ai produttori e creare le condizioni per una stagione agricola con meno incognite.
Il reparto di Pediatria dell’ospedale “Civico” di Partinico attraversa uno dei momenti più delicati della sua storia. Da mesi, la struttura è finita nel tritacarne di una narrazione mediatica che la descrive come un servizio ormai al collasso, tra denunce di disservizi, reparti “fatiscenti” e una cronica carenza di personale che costringe spesso al trasferimento dei piccoli pazienti verso altri nosocomi. Una situazione che ha innescato una vera e propria “campagna di fango” – come definita dagli stessi operatori – alimentando la sfiducia dei genitori del comprensorio.
Tuttavia, dietro i titoli allarmistici, c’è una realtà fatta di numeri e di un impegno umano che va oltre il contratto di lavoro. Nonostante una pianta organica ridotta all’osso, che vede appena due pediatri in servizio costretti a turni massacranti, il presidio ha garantito nel 2025 l’assistenza a centinaia di nascite e prestazioni d’urgenza. Inoltre, il reparto è attualmente un cantiere aperto: sono infatti partiti i lavori di ristrutturazione che entro tre mesi dovrebbero consegnare al territorio una struttura moderna e funzionale.
Per fare chiarezza e rispondere punto su punto alle critiche, abbiamo intervistato la dottoressa Lucia Macaluso, che ha scelto di raccontare la quotidianità di chi, nonostante tutto, resta in prima linea.
Dottoressa Macaluso, partiamo dal cuore della questione: il vostro reparto e l’intero nosocomio sono stati bersaglio di attacchi mediatici molto pesanti. Qual è la sua reazione di fronte a queste narrazioni che descrivono il reparto come inefficiente?
«Tengo a sottolineare che ho accettato questa intervista solo per chiarire le condizioni attuali della Pediatria, rendendo noti i fatti ed evitando comunicazioni false che disturbano noi operatori e, soprattutto, destabilizzano le famiglie del territorio. La carenza di pediatri è un problema ormai datato che penalizza fortemente i reparti. A Partinico viviamo una situazione di grande difficoltà nel coprire i turni: ci facciamo carico di turnazioni stressanti, rinunciando a riposi e ferie obbligatorie. Io stessa ho ancora ferie del 2024 non godute per esigenze di servizio. Parlare di “reparto inefficiente” è ingiusto: il nostro impegno è massimo e abbiamo sempre garantito il servizio diurno e, per quanto possibile, quello notturno.»
​Si parla spesso di “disservizi” in modo generico. Quali sono i volumi di assistenza che la Pediatria di Partinico garantisce annualmente?
«Nonostante la carenza di organico, i numeri del 2025 parlano chiaro: abbiamo garantito assistenza alla nascita di 250 bambini, visitato tutti i piccoli pazienti che sono affluiti al Pronto Soccorso e assistito i bambini ricoverati in regime ordinario e in OBI (Osservazione Breve Intensiva), offrendo cure attente in un ambiente accogliente.»
​Entriamo nel merito delle dotazioni: ci può descrivere lo stato delle attrezzature? Corrisponde al vero l’immagine di un reparto fatiscente?
«Assolutamente no. Non siamo un reparto fatiscente. Abbiamo gestito problematiche respiratorie importanti con supporti di ossigeno e diagnosticato situazioni complesse che hanno richiesto esami di laboratorio specifici. In sala parto disponiamo di infant warmer che ci consentono un’adeguata assistenza rianimatoria neonatale. Il trasferimento di alcuni bambini ricoverati, di cui si è discusso, è stato legato esclusivamente alla temporanea scopertura della guardia notturna, che non ci ha permesso di garantire la continuità assistenziale in quelle specifiche ore, non certo a una mancanza di risorse materiali.»
​Come viene gestito il protocollo di accoglienza? Ci sono innovazioni o lavori in corso di cui il pubblico non è a conoscenza?
«Accogliamo i bambini e le loro famiglie con la massima disponibilità per offrire sicurezza medica. A proposito di innovazioni, è importante che i cittadini sappiano che stiamo ristrutturando il reparto: i lavori sono già avviati e prevediamo la consegna della struttura rinnovata fra tre mesi. Attualmente, proprio per via del cantiere, non effettuiamo ricoveri ordinari, ma garantiamo regolarmente le visite pediatriche, l’assistenza alla nascita e il follow-up dei neonati.»
​E per quanto riguarda il reparto di Ostetricia?
«Oggi è permesso che un familiare assista la puerpera e il neonato durante la prima notte dopo il parto; inoltre, il padre o un congiunto può entrare al momento della nascita. Noi pediatri siamo sempre presenti nelle ore diurne, feriali e festive, e copriamo almeno i due terzi delle guardie notturne, con l’auspicio di tornare presto a offrire una copertura h24.»
​Qual è il feedback reale che ricevete dai genitori? Avete testimonianze che smentiscono l’immagine negativa veicolata da alcuni media, come ad esempio Telejato?
«Certamente solo i genitori possono dare un riscontro reale sull’accoglienza e la disponibilità trovate in reparto. Chiediamo però di non “buttare fango” sull’operato di medici e infermieri: questo clima non fa bene a nessuno. Sappiamo che la carenza di pediatri comporta un’assistenza ancora non completa sotto il profilo orario, ma lavoriamo ogni giorno con la speranza di tornare a offrire un servizio pieno al 100%. Riguardo al giornalista Maniaci ho ascoltato il servizio di Telejato che ancora una volta non si limita a fare corretta informazione, forse perche’ non conosce tutte le strade percorse per migliorare i servizi dell’Ospedale di Partinico e in particolare il reparto di pediatria.
Tengo a precisare che l’azienda sanitaria ha inoltrato ripetute convocazioni ai pediatri per aumentare l’organico, ma queste sono sempre state disertate da anni e nel frattempo l’organico si è sempre piu ridotto con due pensionamenti. Sicuramente il problema sta ancora piu a monte, se pensiamo alla Facoltà di Medicina a numero chiuso e i pochi posti ai concorsi di specializzazione con la conseguente carenza nazionale di medici e specialisti. Ci auguriamo che l’aumento del numero di specialisti previsto possa riuscire a colmare la carenza di pediatri nel nostro reparto. È questa la nostra speranza…nel frattempo ci auguriamo che anche i colleghi degli altri PO ci sostengano per garantire il reparto di pediatria a Partinico».
​Si è parlato anche di “scarsa professionalità ”. Qual è il percorso del personale che opera in Pediatria?
«È un’accusa infondata. I nostri pediatri si aggiornano regolarmente e gli infermieri sono professionisti che hanno acquisito competenze specifiche per l’età pediatrica. La professionalità non è mai venuta meno.»
​In riferimento all’assistenza notturna e festiva, come affrontate le emergenze con così pochi medici?
«Nei festivi siamo sempre presenti nelle ore diurne e nelle notti in cui è garantita la guardia attiva. Non riusciamo a coprire le notti in reperibilità perché siamo rimasti in due pediatri: garantiamo già sei notti di guardia attiva ciascuno in surplus orario, dovendo coprire contemporaneamente anche le ore diurne. È uno sforzo immenso.»
​Dottoressa, cosa si sente di dire ai cittadini di Partinico e dei comuni limitrofi per rassicurarli?
«Dico loro che possono fidarsi e affidarsi alla Pediatria e all’Ostetricia di Partinico. Siamo presenti quasi sempre, mettiamo il cuore nel nostro lavoro e presto avremo a disposizione un reparto completamente nuovo e moderno per accogliere i vostri figli.»
Otto mesi dopo il devastante incendio che ha distrutto 1.600 ettari di territorio, riapre le sue porte la riserva naturale dello Zingaro, nel territorio tra Castellammare del Golfo, Custonaci e San Vito Lo Capo. Sabato 14 marzo l’area tornerà alla fruizione dei visitatori, seppur parzialmente. Sono stati completati buona parte dei lavori di ripristino, realizzati dal dipartimento dello Sviluppo rurale.
«Una buona notizia – dichiara l’assessore all’Agricoltura e allo sviluppo rurale, Luca Sammartino – per i siciliani e per tutti coloro i quali visitano la nostra Isola, a cui restituiamo questo gioiello naturale. Un risultato raggiunto grazie al lavoro intenso svolto in questi mesi che consentirà di fruire delle bellezze della riserva, vero e proprio attrattore per il turismo della zona».
Nel tratto interessato dalla riapertura sono stati effettuatati lavori di messa in sicurezza dei sentieri, il ripristino delle staccionate e l’eliminazione delle piante cresciute spontaneamente che ostacolavano il percorso. In questa prima fase, si potrà accedere alla riserva esclusivamente dall’ingresso Sud, poiché la zona Nord è interessata da alcuni lavori commissionati dal Comune di San Vito Lo Capo che dovrebbero terminare prima dell’avvio della stagione estiva.
«La riapertura della Riserva naturale dello Zingaro, la prima istituita in Italia e su input della cittadinanza – aggiunge l’assessore regionale al Territorio e all’ambiente, Giusi Savarino – rappresenta molto più di un semplice ritorno alla fruizione di un luogo straordinario: è il segno concreto della capacità della Sicilia di custodire, proteggere e valorizzare il proprio patrimonio naturale. Il governo Schifani è concretamente impegnato affinché tutti i luoghi come lo Zingaro dell’Isola siano sempre più protetti, curati e accessibili, pur nel rispetto degli equilibri naturali».
Da sabato, si potrà percorrere il sentiero costiero in direzione Nord per circa 3,9 chilometri, fino alla intersezione con quello che, attraverso la Contrada Sughero, porta al sentiero di mezza costa dal quale si potrà ritornare verso l’ingresso sud, chiudendo un anello di circa 10 chilometri. Lungo il percorso saranno visitabili il centro visitatori, il museo naturalistico, il museo della manna e il museo dell’intreccio.
Gli alberi tornano a respirare e con loro anche il territorio di Partinico. Tra rami alleggeriti, marciapiedi liberati e viali che recuperano ordine e sicurezza, sono ripresi in questi giorni gli interventi di manutenzione del verde pubblico. Un lavoro spesso poco visibile, ma fondamentale per il decoro e la vivibilità degli spazi pubblici. Le operazioni di potatura sono iniziate già dalla scorsa settimana e hanno interessato in particolare viale dei Platani, dove le squadre sono intervenute per sistemare le alberature che costeggiano uno dei principali assi cittadini. Le immagini diffuse mostrano operai al lavoro tra piattaforme elevatrici e attrezzature da taglio, impegnati a ridurre le chiome e a mettere in sicurezza i rami più esposti.

I lavori di potatura sugli alberi a Partinico
Gli interventi non si sono però limitati a questa zona. Nei giorni scorsi i lavori hanno riguardato anche la parte alta di corso dei Mille, via Madonna del ponte e via Principe Amedeo, dove sono state effettuate operazioni di potatura e sistemazione del verde. Un’azione che punta non soltanto a migliorare l’aspetto delle strade, ma anche a prevenire eventuali rischi legati alla caduta di rami o alla crescita incontrollata della vegetazione. Il programma di manutenzione proseguirà nei prossimi giorni lungo viale della Regione, prima di spostarsi in altri spazi pubblici della città . In calendario ci sono infatti anche interventi nelle scuole e nelle aree verdi frequentate quotidianamente da famiglie e bambini, con l’obiettivo di rendere più sicuri e curati questi luoghi.
L’amministrazione comunale di Partinico sottolinea come il lavoro sugli alberi, e in generale sull’intero verde pubblico, stia andando avanti nonostante le difficoltà che caratterizzano il settore. Il problema principale resta la limitata disponibilità di personale, una situazione che rende più complessa la gestione di un patrimonio verde esteso e diffuso in tutto il territorio comunale. Nonostante questo, l’obiettivo dichiarato è quello di garantire comunque interventi di manutenzione e migliorare progressivamente il decoro urbano. In questa direzione si inseriscono anche alcune iniziative avviate nelle ultime settimane. La giunta comunale ha infatti approvato una convenzione con il corpo Forestale, destinando 2.500 euro alle spese di carburante per avviare un intervento di bonifica nell’area del parco suburbano, uno spazio naturale che necessita di manutenzione e pulizia.
A breve sarà inoltre sottoscritta un’altra convenzione, questa volta con l’Esa (ente di sviluppo agricolo controllato dalla Regione), sempre per un importo di 2.500 euro, che permetterà di realizzare interventi di decespugliamento in diverse zone periferiche della città , spesso più esposte al problema della vegetazione spontanea.
Il reparto di Pediatria dell’ospedale Civico di Partinico continua a fare i conti con una cronica carenza di medici. Una situazione che, tra pensionamenti e trasferimenti, ha progressivamente ridotto l’organico, creando difficoltà nell’organizzazione dei turni e nella copertura completa del servizio, soprattutto nelle ore notturne. Attualmente nel reparto lavorano stabilmente solo tre pediatri, a fronte di una pianta organica che ne prevede otto. Di questi, soltanto uno è assunto a tempo indeterminato all’interno della struttura. Un altro opera con incarico esterno, mentre il terzo è un medico in pensione che garantisce prestazioni a chiamata. A supporto arrivano poi, quando possibile, pediatri provenienti da altri presidi ospedalieri, che vengono temporaneamente assegnati al reparto di Partinico per coprire alcuni turni.
Nonostante questi interventi, resta difficile garantire la copertura completa dei turni notturni per tutto il mese. In media, infatti, rimangono scoperte circa otto notti ogni trenta giorni. Proprio su questo tema, negli ultimi giorni, si sono moltiplicati sui social commenti e critiche, secondo cui il reparto non garantirebbe più alcun turno notturno. Per chiarire la situazione è intervenuta direttamente la dirigente medico della Pediatria, Lucia Macaluso, che ha voluto spiegare pubblicamente come stanno realmente le cose. «Ogni tanto bisogna chiarire come stanno realmente le cose all’ospedale di Partinico e in particolare come sta funzionando la Pediatria – ha scritto -. Sono stanca di sentire lamentele fuori luogo e anche false».
La dirigente ha spiegato che, nonostante la forte carenza di personale, il reparto continua a garantire l’attività quotidiana grazie ai sacrifici dei medici. «Malgrado la forte carenza di pediatri – continua – riusciamo con grandi sacrifici e tanto impegno a coprire tutti i giorni, compresi i festivi, e almeno due terzi delle notti mensili». Macaluso ha anche annunciato che sono in corso lavori di ristrutturazione del reparto. «Stiamo ristrutturando la Pediatria che presto sarà totalmente a norma e gradevole per i nostri bambini». Al momento i ricoveri risultano sospesi proprio per la mancanza di locali disponibili, ma il reparto continua a garantire consulenze e l’assistenza ai piccoli pazienti con malesseri di breve durata, gestiti in una stanza dedicata.
«Ci siamo malgrado qualche notte scoperta – conclude la dirigente – e spero presto anche le poche notti scoperte possano essere adeguatamente provviste del pediatra». A intervenire è stato anche il sindaco di Partinico, Pietro Rao, che ha ringraziato i medici per il lavoro svolto. «Ringrazio la dottoressa per il chiarimento e soprattutto per il lavoro che lei e i suoi colleghi svolgono ogni giorno nella Pediatria dell’ospedale di Partinico, spesso in condizioni non semplici e con una evidente carenza di personale». Il primo cittadino ha però ribadito la necessità di rafforzare il servizio. «La carenza di pediatri comporta ancora alcune notti scoperte dal servizio. È un problema che non riguarda i medici, che fanno già enormi sacrifici, ma chi ha la responsabilità dell’organizzazione sanitaria». Per questo, ha assicurato Rao, l’amministrazione continuerà a sollecitare l’Asp e la Regione affinché il reparto possa essere potenziato e garantire una copertura completa del servizio pediatrico per il territorio.
Partinico ricorda con rinnovata speranza Ginevra Amato, la studentessa di 15 anni morta a causa di un male incurabile. Il suo ricordo vive nelle parole di papà Rosario che parla di sorriso luminoso, voglia di vivere e tanti sogni ancora da realizzare per la sua piccolina scomparsa prematuramente. Una storia che continua a parlare ai giovani, trasformando il dolore in speranza. È con questo spirito che all’istituto comprensivo Archimede-La Fata di Partinico si è svolta la presentazione del libro «Ginevra Amato, eterno raggio di sole». Un incontro intenso, carico di emozione, che ha coinvolto studenti, docenti e tutta la comunità scolastica. Non a caso la presentazione si è svolta proprio nella scuola che fu frequentata da Ginevra, un luogo che conserva ancora il ricordo dei suoi giorni tra i banchi e del suo carattere solare.
Il libro, scritto dal padre Rosario Amato insieme al poeta e scrittore Francesco Billeci, racconta la storia di una ragazza che, nonostante la malattia, ha saputo affrontare ogni momento con coraggio e dignità . Una testimonianza che oggi diventa anche un messaggio per i più giovani. Da tempo Rosario Amato porta avanti una sorta di “tour della memoriaâ€, incontrando studenti e comunità per raccontare la storia della figlia. L’obiettivo è duplice: sensibilizzare i ragazzi sull’importanza della ricerca contro il cancro e promuovere la cultura della prevenzione. Attraverso le sue parole, il ricordo di Ginevra diventa un invito a non dare nulla per scontato e a vivere ogni giorno con consapevolezza.
Ad aprire l’incontro è stata la dirigente scolastica Mariarosa Tarantino, che ha sottolineato il valore educativo di momenti come questo, capaci di unire memoria, riflessione e crescita personale. La scuola, ha ricordato la dirigente, non è soltanto un luogo di studio ma anche uno spazio dove si formano coscienze e si imparano i valori della vita. Particolarmente toccante è stato anche il ricordo della professoressa Ina Calagna, che è stata docente di Ginevra. La professoressa ha raccontato agli studenti la ragazza che aveva conosciuto in classe: una giovane determinata, attenta agli altri e sempre pronta a dimostrare affetto ai compagni.
Nel corso della mattinata il coautore del libro, Francesco Billeci, ha letto alcuni brani dell’opera, accompagnando la presentazione anche con momenti musicali. A guidare l’incontro è stata la poetessa e scrittrice Cristina Adragna, che con sensibilità ha contribuito a rendere ancora più profondo il momento di riflessione. Il libro potrà essere acquistato anche nei prossimi giorni all’interno della scuola. Il ricavato sarà destinato a sostenere la ricerca oncologica pediatrica. Un gesto concreto che trasforma il ricordo di Ginevra in un segno di speranza per tanti altri ragazzi.
Sono stati consegnati i lavori per la ristrutturazione della palestra e la realizzazione di uno spazio sportivo esterno nel plesso scolastico “Piersanti Mattarella†dell’istituto comprensivo “San Giuseppe Jato-San Cipirelloâ€. Il progetto prevede la riqualificazione della palestra esistente e la realizzazione di un’area gioco polifunzionale, con l’obiettivo di offrire agli studenti spazi più moderni, sicuri e funzionali per le attività motorie e ricreative. L’investimento complessivo è di 350 mila euro.
La stazione appaltante è l’Istituto Comprensivo “San Giuseppe Jato – San Cipirelloâ€. I lavori sono stati affidati alla ditta Sicil Costruzioni di Caiola Salvatore. Responsabile unico del progetto è il dirigente scolastico Francesco Piazza, mentre la progettazione esecutiva, il coordinamento della sicurezza e la direzione dei lavori sono affidati all’ingegnere Matteo Provenzano.
“La consegna dei lavori rappresenta un momento significativo per la nostra comunità – dichiara il sindaco di San Giuseppe Jato, Giuseppe Siviglia –. Investire sulla scuola significa investire sul futuro dei nostri ragazzi. La riqualificazione della palestra e la realizzazione di nuovi spazi sportivi consentiranno agli studenti di svolgere attività motorie e ricreative in ambienti più sicuri, moderni e adeguati. Questo intervento è il risultato di una proficua collaborazione tra l’amministrazione comunale e l’istituzione scolastica, una sinergia fondamentale per portare avanti progetti concreti a beneficio della comunità â€.
Anche il vicesindaco e assessore alla Pubblica Istruzione, Dorotea Marino, ha espresso soddisfazione per l’avvio dell’intervento sulla palestra di San Giuseppe Jato: “Questo progetto è un esempio concreto di come la collaborazione tra la scuola e le istituzioni possa portare a risultati eccellenti per il bene comune e, soprattutto, per il benessere dei nostri bambini. La sinergia tra le due realtà è fondamentale per garantire un ambiente scolastico sicuro e funzionale, capace di favorire l’apprendimento e la crescita dei nostri ragazziâ€.
Una Partinico dipinta dall’università e dai giovani con più verde, aree pedonali e spazi per la socialità , e senza barriere architettoniche in edifici storici e strade. Ed ancora con una videosorveglianza più diffusa e pattugliamenti notturni della polizia municipale per incrementare la sicurezza. È la mappa delle priorità disegnata dall’università di Palermo con la collaborazione del liceo scientifico Felica e Peppino Impastato, del Comune e della consulta giovanile. Oggi alla Real cantina Borbonica sono stati resi noti i risultati di uno studio capillare del territorio da cui è venuta fuori una mappa.

Il sindaco di Partinico guarda le proposte avanzate da università e giovani
L’articolato piano di interventi, disegnato da ingegneri e architetti dell’ateneo e dagli studenti, si snoda attraverso tre percorsi tematici che puntano a trasformare il centro storico in un luogo con scivoli per disabili e marciapiedi rifatti, rendendo accessibili anche i luoghi storici più complessi. La socialità diventa il perno della vita urbana, grazie alla creazione di aree gioco per l’infanzia, all’allestimento di chioschi per il ristoro e alla trasformazione di piazze e slarghi in teatri a cielo aperto per concerti, dibattiti e proiezioni cinematografiche. Sul fronte della sostenibilità , l’ambizione è quella di una Partinico più “green” e vivibile.
Il progetto dell’università su Partinico propone limitazioni al traffico veicolare in fasce orarie strategiche per incentivare la mobilità dolce, accompagnate da una profonda cura del verde pubblico che prevede la piantumazione di essenze esotiche e la manutenzione costante degli spazi comuni. Anche la sicurezza è stata messa al centro della riflessione, con la richiesta di implementare sistemi di videosorveglianza e illuminazione a led, oltre a un potenziamento dei controlli nelle ore notturne per restituire tranquillità ai quartieri più fragili. Il sindaco Pietro Rao ha accolto con entusiasmo questi suggerimenti, sottolineando come la precisione del lavoro svolto dagli studenti sia fondamentale per dare sostanza al redigendo Pug, il piano urbanistico generale.
L’obiettivo dichiarato è quello di superare le logiche del passato per abbracciare un modello di città armoniosa e moderna. Come evidenziato dal coordinatore del progetto, il coordinatore universitario Vincenzo Todaro, l’ateneo ha operato secondo i principi del “service learning”, mettendo la conoscenza accademica al servizio della comunità . Adesso la palla passa agli uffici tecnici del Comune: spetta a loro il compito di trasformare queste visioni, nate dai sogni dei giovani e dal rigore della ricerca, in cantieri reali pronti a cambiare il volto di Partinico.
Una giornata dedicata alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori presto a Partinico. È questo l’obiettivo della campagna di screening sanitario, promossa in collaborazione con l’azienda sanitaria provinciale di Palermo e che si svolgerà il prossimo 23 aprile al Palazzo dei Carmelitani. L’iniziativa è stata al centro dell’incontro che si è svolto oggi tra la prima commissione consiliare e Florinda Bascone, responsabile dell’unità operativa semplice dipartimentale Screening colon retto dell’Asp di Palermo.

L’assessore Speciale di Partinico coinvolta nel progetto di prevenzione ai tumori
La campagna sarà rivolta ai dipendenti dell’ente ma sarà aperta anche a tutti i cittadini di età compresa tra i 25 e i 69 anni, con l’obiettivo di promuovere la cultura della prevenzione dei tumori e aumentare la partecipazione a Partinico ai programmi di screening gratuiti offerti dal sistema sanitario pubblico. Durante la giornata, i cittadini potranno ritirare le provette necessarie per effettuare alcuni esami di laboratorio e, allo stesso tempo, programmare visite specialistiche e controlli mirati alla prevenzione di diverse patologie oncologiche, tra cui il tumore del colon retto, il tumore al seno e le infezioni da Papilloma virus (Hpv).
Uno degli esami principali riguarda lo screening del colon retto, che si basa sul test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Ai cittadini verrà consegnata una provetta sterile con la quale raccogliere un piccolo campione di feci direttamente a casa. Il campione dovrà poi essere riconsegnato ai laboratori indicati dall’Asp, dove verrà analizzato per individuare eventuali tracce di sangue non visibili a occhio nudo. La presenza di sangue occulto può essere un segnale precoce di polipi intestinali o di tumori del colon-retto; in caso di risultato positivo, il paziente viene successivamente indirizzato a ulteriori accertamenti, come la colonscopia.
Un altro ambito di prevenzione riguarda il Papilloma virus, una delle principali cause del tumore del collo dell’utero. In questo caso è possibile programmare il cosiddetto Hpv test, un esame che viene effettuato tramite un semplice prelievo di cellule dal collo dell’utero, simile al Pap test. Il campione viene poi analizzato in laboratorio per verificare l’eventuale presenza del virus.
Per quanto riguarda la prevenzione del tumore al seno, durante l’iniziativa sarà possibile prenotare la mammografia, un esame radiologico che consente di individuare eventuali noduli o alterazioni del tessuto mammario anche quando non sono ancora palpabili.
All’incontro hanno preso parte anche il sindaco Pietro Rao e l’assessore alla Sanità , Tea Speciale, che hanno espresso sostegno all’iniziativa. La prima commissione consiliare ha assicurato la propria collaborazione nell’organizzazione della giornata, sottolineando come sia necessario aumentare la partecipazione agli screening: attualmente, infatti, il tasso di adesione si ferma intorno al 17 per cento, un dato considerato troppo basso rispetto alla crescente incidenza delle patologie oncologiche spesso diagnosticate in fase avanzata.
La collaborazione con l’Asp di Palermo proseguirà anche su altri fronti. La commissione ha infatti già avviato un confronto con il direttore sanitario Antonino Levita, con il quale si stanno portando avanti diverse iniziative per il miglioramento dei servizi sanitari sul territorio, tra cui il potenziamento del servizio di pediatria attivo 24 ore su 24.