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#Partinico #News
Neanche la pioggia a catinelle è riuscita a fermare il buon cibo a Partinico, specie se si tratta di trasformare la verdura povera dei cavuliceddi in meravigliosi piatti gourmet. Il tocco di magia ai piatti l’hanno data tre chef, veri e propri geni della cucina: Gioacchino Di Franco, Giuseppe Pedalino e Giovanni Riina sono riusciti in questo a rendere piatti di alta cucina anche un apparente semplice hamburger, o un piatto di pasta con anelletti al forno.
ECCO LE INTERVISTE E LE IMMAGINI DELLA SERATA
Il riscontro è stato davvero importante, considerando la serata proibitiva: a sfidare pioggia e freddo ieri sera alla Real Cantina Borbonica sono stati in circa 200: tanti i paganti che, con un prezzo simbolico, hanno potuto deliziare il loro palato con piatti davvero unici, introvabili in qualsiasi ristorante o trattoria.

In tanti alla III edizione del cavuliceddi day a Partinico
Ma soprattutto è stata una serata all’insegna della solidarietĂ : una parte dell’incasso, come da volontĂ dell’associazione Ottocannoli che ha organizzato l’evento giunto alla terza edizione, sarĂ devoluta in beneficenza al reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale Civico di Palermo.
La serata è stata poi arricchita dalla musica dal vivo che ha accompagnato la cena in un’atmosfera allegra. Ad arricchire i piatti la salsiccia Pasqualora (tipica del partinicese) e l’olio extra vergine d’oliva di Cerasuola non filtrato, prodotto proprio a Partinico. Questo olio, dal sapore intenso e fruttato, ha esaltato il gusto di ogni preparazione, donando un profumo inconfondibile di territorio.
Botte e anche violenza sessuale nei confronti della compagna, misura cautelare per un uomo di Alcamo proprio nel giorno in cui si celebrava la giornata contro la violenza sulle donne. La polizia ha eseguito il provvedimento restrittivo per proteggere una donna dai maltrattamenti. Una coincidenza che colpisce e che dĂ ancora piĂą forza al significato di questa giornata. Secondo quanto ricostruito dagli agenti del commissariato di pubblica sicurezza di Alcamo, la donna sarebbe stata vittima da tempo di diverse forme di violenza: non solo spintoni, schiaffi e minacce, ma anche pesanti pressioni psicologiche e perfino abusi sessuali, con rapporti imposti contro la sua volontĂ . Una situazione difficile, che la vittima ha trovato la forza di denunciare.
Le indagini hanno permesso di raccogliere gli elementi necessari affinché l’autorità giudiziaria disponesse il divieto di avvicinamento. Per l’uomo scatta ora l’obbligo di mantenere una distanza stabilita dalla compagna e dai luoghi che lei frequenta. Non potrà contattarla in nessun modo, né direttamente né tramite terzi. Una misura fondamentale per evitare nuovi episodi e garantire un livello minimo di protezione immediata.
Dal commissariato sottolineano come il lavoro svolto in sinergia con la magistratura sia stato rapido e mirato. L’obiettivo era mettere subito la vittima in sicurezza e interrompere un ciclo di violenze che andava avanti da troppo tempo. Un intervento che ribadisce l’importanza della denuncia, unico passo che permette agli investigatori di attivare le procedure di tutela.
La giornata del 25 novembre, però, non si è chiusa qui per gli agenti di Alcamo. Sempre nello stesso giorno, infatti, i poliziotti hanno eseguito un altro provvedimento, questa volta nei confronti di un alcamese pregiudicato, accompagnato al carcere di Trapani per scontare una condanna definitiva di oltre sette anni. L’uomo era stato riconosciuto colpevole di una lunga serie di reati commessi tra il 2013 e il 2023: violazioni delle norme sugli stupefacenti, truffa, maltrattamenti in famiglia, ricettazione, detenzione abusiva di armi e minaccia aggravata.
Due operazioni diverse, ma unite dallo stesso obiettivo: garantire sicurezza e legalità sul territorio. E proprio il fatto che uno degli interventi sia stato eseguito nel giorno dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne rende ancora più evidente l’impegno delle forze dell’ordine nella protezione delle persone più vulnerabili e nel contrasto a ogni forma di violenza domestica.
Colto in piena notte mentre usciva da un negozio chiuso, con le tasche piene di monete e attrezzi da scasso: così un ladro di 46 anni, pregiudicato di Alcamo, è finito in arresto grazie a un controllo dei carabinieri che ha interrotto un furto in corso.

Preso ad Alcamo ladro di distributori di merendine
I militari del nucleo operativo e radiomobile stavano effettuando una normale pattuglia notturna quando hanno notato l’uomo allontanarsi da un’attività commerciale che, a quell’ora, avrebbe dovuto essere deserta. Il comportamento sospetto li ha portati a fermarlo immediatamente. Durante la perquisizione, il 46enne è stato trovato in possesso di circa 110 euro in monete e di vari strumenti utilizzati per forzare serrature.
Il successivo sopralluogo all’interno della ditta ha chiarito la situazione: i distributori automatici di bevande erano stati manomessi e il denaro era stato appena prelevato.
L’uomo è stato quindi arrestato per furto aggravato. Dopo l’udienza di convalida, il giudice ha disposto per lui l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria due volte alla settimana, una misura che permette di tenerlo sotto controllo e prevenire ulteriori episodi simili.
Esattamente un anno fa i carabinieri arrestarono, sempre ad Alcamo, un altro uomo sempre di 46 anni, in seguito a indagini scaturite da una serie di denunce presentate dai proprietari di distributori automatici installati in città , i quali, nel giro di pochi giorni, vennero danneggiati e derubati. L’uomo aveva compiuto ben nove furti ai danni dei distributori automatici, sempre nelle ore notturne. In ciascun episodio portò via somme comprese tra i 200 e i 700 euro, agendo con il volto parzialmente travisato. Le immagini dei sistemi di videosorveglianza installati nei punti colpiti permisero ai carabinieri di individuare un medesimo modus operandi e di riconoscere l’autore grazie anche ad alcuni tatuaggi ben visibili.
Gli stipendi di dicembre e la tredicesima sono salvi per i dipendenti comunali di Partinico. Fra dubbi e veleni il Consiglio comunale, alla fine, ha deciso di approvare la variazione in esercizio provvisorio al bilancio di previsione finanziario 2024/2026 per quanto concerne l’annualità 2025. Mancavano all’appello 700 mila euro, soldi necessari per coprire per l’appunto gli emolumenti di fine anno per gli impiegati comunali.
Dei 21 consiglieri inizialmente presenti, solo in 15 sono rimasti e la manovra è passata a maggioranza fra mille polemiche e accuse al vetriolo. Resta ancora un mistero sui motivi di questo ammanco economico. In aula hanno relazionato i revisori dei conti e il ragioniere generale Accursio Salvatore Nicolosi che in qualche modo ha provato a scaricare le responsabilità , ammettendo solo in minima parte che ci sarebbe stato un clamoroso errore previsionale: “Io sono qui da poco tempo, vorrei ricordare. Perché si chiama bilancio di previsione? Ci sta che la previsione possa subire dei disallineamenti come in questo caso, frutto di scelte sicuramente discrezionali ma resta pure sempre una previsione”.
L’ammanco sarebbe stato giustificato nella cosiddetta “vacanza contrattuale”, vale a dire quel periodo in attesa del rinnovo della contrattazione collettiva di lavoro. Sarebbe a dire quell’istituto che periodicamente viene rivisto e prevede aumenti contrattuali per i dipendenti, sulla base di una serie di variabili, tra cui l’inflazione. “Nel caso di specie la vacanza contrattuale non poteva essere preventivata” ha detto Nicolosi che si è anche lasciato andare ad un duro commento nei confronti della macchina amministrativa e dei colleghi che la compongono: “Il Comune di Partinico non è una struttura performante dal punto di vista amministrativo. Gli atti non sono perfetti e questo è risaputo”.
Il ragioniere ha tentato sino all’ultimo di convincere i consiglieri che la variazione non nascondeva chissà che errori o manovre finanziarie mirate ad occultare il “buco”: “Parliamo di una variazione compensativa, non c’è alcun rischio – ha aggiunto Nicolosi -. Il bilancio di questo ente è ingessato, rigido, ci sono pochi margini manovra. Per cui non pensate ci siano chissà che manovre dietro l’ammanco di queste somme”.

Il duro intervento del consigliere Toti Comito per l’ammanco in bilancio dei fondi per coprire stipendi di dicembre e tredicesime dei dipendenti comunali di Partinico
Tra i più duri il consigliere di opposizione di Fratelli d’Italia, Toti Comito: “Hanno rimandato il problema, già emerso alla prima stesura tra aprile e maggio. La causa la dobbiamo individuare di questo ammanco, è evidente che non è un fatto imprevisto. Io devo avere il dettaglio di questa variazione (quindi da dove le somme sono state prelevate per coprire l’ammanco, ndr) per poter procedere alla votazione. Non riteniamo che la responsabilità sia di questo ragioniere o di questi revisori perché sono arrivati da poco tempo. Quello che chiediamo è un’inversione di rotta, un’attenzione maggiore ai conti dell’ente. L’assessore (Enrico Bono, ndr), considerando che è un tecnico, avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni, ci si assume la responsabilità ammettendo di non essere nelle condizioni di monitorare quello che accade negli uffici”.
Dettagli della manovra che non sono arrivati, se non attraverso l’invio durante la seduta solo di alcuni documenti ma non dell’intera manovra compensativa. I tempi non c’erano più, considerando che le variazioni devono essere votate entro il 30 novembre, quindi entro domenica con gli uffici chiusi nel week-end. Non è passata la proposta di rinvio dell’opposizione e Fratelli d’Italia per questo ha lasciato l’aula. Bocciata anche una sospensione di 10 minuti dei lavori, chiesta sempre dall’opposizione.
Non poteva mancare l’attacco frontale nei confronti del sindaco Pietro Rao: “Assente giustificato perchĂ© febbricitante”, è stato riferito. “Non c’è stato nessun bagno di umiltĂ da parte del sindaco nell’ammettere l’errore. Noi per senso di responsabilitĂ abbiamo votato favorevolmente, affinchè si mettano al riparo gli stipendi dovuti ai dipendenti comunali di Partinico”. “Solo in 15 sono rimasti in aula – ha attaccato l’altro consigliere di opposizione Toti Longo -. Sono sicuro che sulla nostra presenza (quella sua e del collega della Lega, Nuccio Latona, ndr) si faranno strumentalizzazioni politiche. Noi, sia chiaro, siamo lontani da quelle che sono le posizioni di questa amministrazione”.
Alcamo comincia a vestirsi a festa con il Natale quasi alle porte. Da ieri sera la dotta incaricata dal Comune ha iniziato la fase di installazione delle luminarie che addobberanno tutto il principale corso VI Aprile e piazza Ciullo. Proprio all’altezza di piazza Ciullo sono installate le luminarie più appariscenti: una enorme all’ingresso di piazza Mercato, alta una decina di metri.

La stella di Natale posizionata in piazza Ciullo ad Alcamo
Quest’anno il centro di Alcamo avrà anche una grande stella cometa di Natale e una casetta dove potersi fare dei caratteristici selfie, a due passi dalla sede centrale del municipio. Saranno illuminati anche piazza pittore Renda ed altre zone simbolo della città .
Un intervento sicuramente importante, tanto quanto lo è il costo che il Comune (e quindi i contribuenti) si sta sobbarcando per vestire a festa la città . Il servizio di noleggio, installazione, manutenzione, assistenza tecnica e smontaggio delle luminarie artistiche è stato affidato alla ditta Plescia & Napoli snc di Misilmeri, al costo complessivo di 61 mila euro, iva inclusa al 22%.
Il Comune promette anche un palinsesto di eventi, spettacoli e attività che animeranno la città dal 5 dicembre all’11 gennaio. Nelle s corse settimane era stato pubblicato l’avviso, rivolto agli enti del terzo settore, per la progettazione e la realizzazione delle iniziative natalizie con lo scopo di promuovere socialità , inclusione e divertimento per tutte le età , valorizzare artisti, artigiani, realtà locali, rafforzare l’attrattiva turistica e l’identità culturale della città .
Si alza il livello dello scontro sul progetto del collettore fognario unico consortile che farebbe confluire gli scarichi di ben 6 Comuni (Cinisi, Terrasini, Carini, Torretta, Capaci e Isola delle Femmine) nel depuratore consortile di Carini. Si sta creando un movimento più corposo per fare fronte comune nel contrastare un progetto giudicato dannoso per l’ambiente costiero e per l’economia locale. La spinta decisiva arriva da Cinisi, per iniziativa dei due consiglieri comunale Giuseppe Manzella e Marina Maltese, dove è stata convocata per lunedì 1 dicembre alle 16, una riunione straordinaria nell’aula consiliare. L’obiettivo è ambizioso: costituire un movimento strutturato, un vero e proprio comitato intercomunale, capace di coordinare iniziative politiche, amministrative e mediatiche per fermare l’iter dell’opera.
Le ragioni della protesta
La convocazione segue settimane di tensioni e il voto unanime del Consiglio Comunale di Cinisi che, con una mozione specifica, ha espresso la propria netta contrarietà al progetto. I consiglieri Giuseppe Manzella e Marina Maltese denunciano “gravi criticità ambientali ed economiche”. Il cuore della contestazione riguarda la prevista dorsale fognaria di circa 18 chilometri, destinata a convogliare i reflui di vari Comuni verso l’impianto consortile di Carini. Secondo gli amministratori locali e alcuni tecnici, la soluzione comporterebbe inevitabili scarichi diretti a mare, inclusi quelli nell’area portuale di Cinisi-Terrasini, con il rischio concreto di compromettere la balneabilità delle spiagge e, con essa, l’intero settore turistico.
A destare ulteriore preoccupazione è la totale assenza, nel piano regionale, di un sistema di recupero e riutilizzo delle acque reflue trattate per fini agricoli. Una mancanza considerata in contrasto con il Regolamento Ue 2020/741, oltre che con la naturale vocazione agricola della zona.
Nella mozione l’aula ha espresso una posizione netta, impegnando il sindaco e la giunta a intraprendere tutte le azioni istituzionali, politiche e legali – incluso un eventuale ricorso al Cga – per fermare l’attuazione dell’intervento. Una decisione che arriva dopo settimane di tensione e che segna un momento raro di unitĂ d’intenti nella politica locale.
L’alternativa: potenziare il depuratore di Cinisi
I Comuni contrari al progetto del collettore fognario unico propongono una strada diversa: riattivare e modernizzare il depuratore comunale di Cinisi, rendendolo efficiente e capace di garantire il recupero delle acque per l’irrigazione. Una soluzione definita più sostenibile sotto il profilo economico, ambientale e funzionale. La nascita di un coordinamento tra sei Comuni rappresenta un evento raro nel panorama politico locale. La riunione del 1° dicembre segna il primo passo verso la costruzione di un “Fronte del No” compatto, deciso a difendere il territorio e determinato a contrastare il progetto regionale in tutte le sedi.
L’ospedale Civico e il consultorio familiare di Partinico entrano a far parte della nuova rete unificata creata dall’Asp di Palermo per garantire un intervento più rapido e coordinato alle vittime di violenza di genere. Si tratta di un progetto innovativo che mette in collegamento stabile tutti i servizi sanitari coinvolti: dai consultori ai pronto soccorso, dai centri di salute mentale ai servizi per le dipendenze, dalla psicologia al servizio sociale, fino al centro per la cura degli esiti delle relazioni violente e ai centri antiviolenza cittadini.
Il nuovo modello è stato presentato a Palermo, nell’aula magna di Palazzo Steri, durante il convegno “Insieme contro la violenza di genere: reti di prevenzione e interventi condivisi tra sanità e istituzioni”. All’incontro hanno partecipato il rettore dell’università di Palermo, Massimo Midiri, il presidente del tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, l’assessore comunale di Palermo Mimma Calabrò e diversi dirigenti dell’Asp e del Policlinico (nella foto).
La novitĂ principale è l’introduzione di un percorso unico e automatico: significa che, indipendentemente dal punto in cui una donna chiede aiuto – consultorio, pronto soccorso, servizi territoriali – l’attivazione della rete sarĂ immediata. Tutti gli operatori avranno procedure comuni e un flusso condiviso di informazioni per garantire protezione tempestiva, ascolto e orientamento.

Al pronto soccorso dell’ospedale di Partinico uno dei presidi dove poter fare le segnalazioni in caso di violenza subita dalle donne
La rete sanitaria è integrata anche con magistratura, forze dell’ordine, Comune di Palermo e assessorati regionali, così da assicurare alle vittime un sostegno completo, non solo sanitario ma anche legale e sociale. Previsti inoltre corsi di formazione specifici per medici, infermieri e personale amministrativo, per offrire un’accoglienza preparata e rispettosa in ogni fase del percorso.
“La violenza di genere è un fenomeno complesso che richiede una risposta coordinata – ha spiegato il direttore sanitario dell’Asp, Antonino Levita -. Il nostro obiettivo è creare un sistema capace di intercettare rapidamente il disagio e accompagnare le donne in un cammino personalizzato di cura e protezione”.
Il convegno ha coinvolto anche studenti delle scuole superiori di Palermo e provincia, con uno spazio dedicato al dialogo e alla sensibilizzazione dei più giovani. Presentato inoltre un momento artistico con l’attrice Italia Carroccio, protagonista di un monologo tratto dal laboratorio “Metamorphosis”, che coinvolge donne che stanno affrontando un percorso di rinascita dopo la violenza. L’incontro si è concluso con la testimonianza diretta di una donna che ha raccontato il proprio cammino di liberazione, un messaggio di forza e speranza rivolto a tutte le vittime che cercano un futuro diverso.
Nella foto da sinistra Antonino Levita, Alberto Firenze, Massimo Midiri e Giuseppe Canzone
Oggi Terrasini celebra Biagio Conte, “pellegrino di speranza”, figura simbolo di fraternità e impegno verso gli ultimi. Una giornata di memoria e testimonianza nell’ambito della rassegna promossa dall’associazione culturale “Così, per… passione!”, presieduta da Ino Cardinale. La cittadina ha dedicato al missionario una giornata speciale, inserita nel calendario della manifestazione, che ha già visto l’inaugurazione di quattro bronzi dedicati a testimoni del nostro tempo, uno dei quali proprio a fratel Biagio, realizzati dallo scultore Nicola Governali.
Intitolata a fratel Biagio una piazzetta nell’area adiacente al Centro diurno di via Calarossa. Un gesto simbolico e concreto per fissare nella memoria collettiva il cammino di un uomo che, con la sua missione, ha segnato profondamente il territorio siciliano.
Nella chiesa di Santa Rosalia l’incontro-conversazione “Raccontaci di… Biagio Conte, fratello degli ultimi e voce profetica di questo tempo” con le testimonianze, tra gli altri, dell’arcivescovo di Monreale monsignor Gualtiero Isacchi, del sindaco di Terrasini Giosuè Maniaci, dell’assessore alla Pubblica istruzione Nunzio Maniaci e del presidente dell’associazione culturale “Così, per… passione!” Ino Cardinale.
Ad intervenire inoltre don Pino Vitrano, guida della Missione di Speranza e caritĂ , Roberto Puglisi, direttore di Livesicilia.it e autore – con Alessandra Turrisi – del volume “Ti posso chiamare fratello? La storia di Biagio Conte, missionario di speranza e carità ”, e Angela e Grazia Conte, sorelle di Biagio, con un ricordo personale e familiare.
Il progetto vede il coinvolgimento dell’amministrazione comunale, dell’assessorato regionale dei Beni culturali e della identità siciliana, della Fondazione Sicilia che ha voluto con forza valorizzare le quattro figure che hanno lasciato un segno attraverso il servizio, l’impegno educativo e la testimonianza civile. Partecipi anche le parrocchie, le scuole, e le autorità civili, religiose e militari
Il 9 dicembre, è in programma l’evento di chiusura dedicato a un altro protagonista della giustizia e della speranza: padre Pino Puglisi. Una trama di appuntamenti che intreccia memoria, attualità e responsabilità collettiva, ribadendo la volontà di Fondazione Sicilia di sostenere iniziative capaci di generare comunità , riflessione e cultura del bene comune.
Dopo anni di abbandono e inutilizzo, il pallone tensostatico di Partinico torna finalmente a disposizione della cittadinanza e soprattutto degli amanti dello sport. Domenica 30 novembre, alle 10, verrĂ inaugurata la nuova struttura sportiva, ricostruita ex novo mantenendo le stesse caratteristiche della precedente ma con un importante intervento di irrobustimento laterale, pensato per garantirne maggiore sicurezza e resistenza nel tempo.
Si chiude così un lungo periodo di attesa per un impianto che per anni aveva rappresentato un punto di riferimento per le società sportive del territorio. La tensostruttura, infatti, era stata dismessa intorno al 2015 a causa delle continue problematiche legate al telo esterno, spesso danneggiato dalle avversità atmosferiche o vittima di vandalismi. Le infiltrazioni d’acqua e l’impossibilità di sostenere ulteriori costi di manutenzione avevano poi portato alla sua completa inutilizzabilità .

Il pallone tensostatico a Partinico appena ristrutturato, nuovo presidio per lo sport locale
La nuova inaugurazione segna un passo decisivo nel percorso di riqualificazione urbana avviato negli ultimi anni. A questo proposito, l’assessore allo Sport Sergio Bonnì ha voluto esprimere pubblicamente un ringraziamento alla commissione straordinaria che ha amministrato il Comune prima delle elezioni del 2023, dando impulso a una serie di progetti oggi giunti a compimento. Tra questi, proprio l’avvio dei lavori di ricostruzione del pallone tensostatico, con fondi del Pnrr per mezzo milione di euro, considerato un intervento strategico per il rilancio delle aree periferiche e per l’offerta di spazi sportivi adeguati.
“Questo impianto – sottolinea Bonnì – rappresenta un’opportunitĂ importante per le societĂ sportive che da tempo attendevano un luogo idoneo per allenarsi e crescere, ma anche per la comunitĂ intera. Il sindaco Pietro Rao, attento alla valorizzazione delle periferie, al recupero di aree urbane ed edifici storici, ha puntato alla definizione del recupero del pallone tensostatico, in quanto struttura capace di offrire nuove opportunitĂ sportive alle societĂ presenti nel territorio, e rafforzare nel contempo l’aggregazione e il benessere sociale”.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche ai tecnici comunali che, nel corso degli anni, si sono succeduti seguendo con attenzione ogni fase del progetto, contribuendo in modo determinante alla sua realizzazione.
Il Comune di Partinico compie un passo avanti nella ricerca di un immobile da destinare alla nuova sede del centro per l’impiego. La vera novità di questa seconda indagine di mercato è che sono due i privati che hanno risposto all’avviso pubblico, presentando ciascuno la propria proposta di vendita. Un fatto significativo, soprattutto perché il primo tentativo lanciato dal Comune si era concluso senza alcuna offerta.
Entrambe le istanze arrivate negli uffici comunali hanno superato il controllo documentale. Ciò significa che i proponenti hanno presentato tutta la documentazione richiesta, in modo completo e conforme. Adesso le due offerte potranno essere analizzate nel merito, entrando nella fase successiva di valutazione da parte della commissione.
L’interesse mostrato questa volta rappresenta un segnale positivo per l’amministrazione, che sta cercando da tempo una soluzione definitiva per il trasferimento del Centro per l’Impiego. L’attuale sede di via Aosta 3, ormai datata, non risponde più agli standard richiesti né alle esigenze operative moderne. Inoltre, si tratta di un immobile in affitto: un costo annuo di oltre 45 mila euro che grava sui bilanci degli otto Comuni del comprensorio, con Partinico che sostiene la parte maggiore della spesa. L’acquisto di una nuova sede permetterebbe non solo di avere spazi più adeguati, ma anche di eliminare definitivamente il peso del canone, grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione.
Non è però semplice trovare un immobile che rispetti tutti i requisiti previsti. Il Comune di Partinico chiede per allestire il nuovo centro per l’impiego una superficie di almeno 400 metri quadrati, una destinazione d’uso compatibile o facilmente trasformabile in ufficio, e una posizione accessibile, preferibilmente servita da parcheggi. L’edificio deve garantire autonomia funzionale, impianti a norma, abbattimento delle barriere architettoniche e pieno rispetto delle normative antisismiche, edilizie e di sicurezza.
Gli interni devono inoltre poter accogliere circa 35 dipendenti e ospitare una serie di aree ben distinte: front office, servizi alle imprese, sale riunioni, uffici direzionali, locali tecnici, archivi e servizi igienici sia per il personale sia per il pubblico, incluse le persone con disabilità . Le due proposte ricevute saranno ora valutate secondo criteri che attribuiscono punteggi a quattro aspetti: accessibilità , qualità e idoneità degli spazi, stato dell’immobile e convenienza economica. L’amministrazione, in ogni caso, conserva la facoltà di non procedere all’acquisto se nessuna offerta dovesse risultare adeguata o vantaggiosa. Per ora, però, la notizia è chiara: l’avviso ha finalmente prodotto due proposte concrete, un segnale incoraggiante dopo il vuoto del primo tentativo.