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#Partinico #News
Non una semplice nuova gestione per gli asili nido di Partinico, ma un progetto che punta a introdurre attività, modalità organizzative e soluzioni innovative e sperimentali per la prima infanzia. È questo uno degli aspetti centrali dell’avviso pubblicato dal Comune di Partinico per i due asili nido comunali di via Ungaretti e piazza Don Bosco. L’obiettivo è individuare un ente del terzo settore che non si limiti a gestire le strutture, ma collabori con l’amministrazione nella costruzione di un nuovo modello di servizio. Il progetto riguarda complessivamente 105 posti, 33 nella struttura di via Ungaretti e 72 in quella di piazza Don Bosco (palazzetto rosa), destinati a bambini da 3 mesi a 3 anni. Il nido di piazza Don Bosco, attualmente in fase di ultimazione dei lavori, dovrebbe entrare in funzione presumibilmente a novembre, mentre per via Ungaretti la nuova gestione è prevista da gennaio 2027. La durata complessiva del progetto arriverà fino a dicembre 2027, con esclusione del mese di agosto.
Per sostenere il progetto il Comune ha previsto 927.258,09 euro, destinati principalmente al personale, oltre alle spese per i pasti e ai costi di gestione. Partinico è risultata assegnataria di 1.272.897,67 euro del fondo di solidarietà comunale per gli asili nido. La parte più interessante dell’avviso riguarda proprio l’innovazione. Il Comune chiede infatti di stimolare la diversificazione dei modelli organizzativi e delle modalità di erogazione dei servizi educativi, valorizzando le competenze dell’ente che sarà scelto e cercando nuove forme di risposta ai bisogni dei bambini e delle famiglie.
Non vengono però già indicate nel dettaglio quali saranno le nuove attività. Saranno il Comune e l’ente selezionato a definirle durante la fase di co-progettazione, partendo dalla proposta presentata e stabilendo concretamente quali elementi dovranno garantire innovazione, sperimentalità e miglioramento del servizio. L’ente dovrà garantire l’apertura dei nidi almeno dalle 8 alle 16, dal lunedì al venerdì, con personale qualificato e servizio mensa. Le rette continueranno a essere differenziate in base all’Isee e al tempo di frequenza scelto dalle famiglie. Le candidature dovranno essere presentate entro le 12 dell’1 ottobre tramite pec. Dopo la selezione, la co-progettazione dovrebbe concludersi entro il 5 novembre e la convenzione definitiva entro il 20 novembre, così da arrivare alla nuova gestione con un progetto definito e condiviso.
È caccia ai ladri di auto a Partinico, provenienti probabilmente da Palermo. Il gruppo criminale sarebbe responsabile della serie di furti registrati tra Partinico, Borgetto e altre località della provincia negli ultimi mesi. È una delle ipotesi al vaglio dei carabinieri, che stanno cercando di ricostruire i collegamenti tra i diversi episodi e individuare eventuali complici.
Intanto, a Partinico, un minorenne è stato denunciato dopo essere stato sorpreso alla guida di un’auto rubata. Alla vista dei militari, il giovane ha tentato di fuggire al volante del veicolo. Poco dopo ha abbandonato la macchina e ha proseguito la fuga a piedi, con l’obiettivo di fare perdere le sue tracce. I carabinieri, però, sono riusciti a tenere il passo del giovanissimo topo d’auto sino a raggiungerlo e bloccarlo in via Madre Teresa di Calcutta, strada in zona periferica vicino a Borgo Parrini. Durante le operazioni il ragazzo avrebbe anche strattonato i militari e per questo è stato denunciato per furto e resistenza a pubblico ufficiale.
L’episodio si aggiunge ai furti di autovetture avvenuti nei giorni scorsi tra Partinico e Borgetto. Gli investigatori stanno verificando se i colpi siano riconducibili agli stessi autori e se il ragazzo fermato abbia agito insieme ad altre persone. Gli accertamenti si estendono anche al Carinese e alla fascia costiera tra Terrasini e Cinisi, dove si sono verificati altri furti di auto. Non si esclude che possa trattarsi di un gruppo capace di spostarsi tra diversi comuni per individuare i veicoli da rubare.
Tra le piste investigative c’è anche la possibile presenza di basisti nei territori interessati della zona di Partinico, persone che potrebbero fornire indicazioni ai ladri sulle auto da prendere di mira e sulle modalità per agire. Si tratta, al momento, di ipotesi che dovranno trovare conferma attraverso le indagini.
Il clima politico a Borgetto continua a registrare scosse telluriche di forte intensità, rivelando una comunità in profonda crisi d’identità istituzionale e amministrativa. A quasi un mese dalla bufera scatenata dalla diffusione dell’audio “rubato” che ha visto coinvolti il sindaco Roberto Davì e diversi esponenti locali, la scena politica borgettana è stata teatro di una conferenza stampa convocata da Alessandro Santoro, Pino Panettino e Giuseppe Barbaro. Un incontro nato ufficialmente per fare chiarezza sull’attività svolta e sul passato amministrativo, ma trasformatosi rapidamente in un severo esame di coscienza collettivo, segnato da ammissioni di colpa, pesanti attacchi all’esecutivo, in particolare agli assessori Erasmo De Luca e Giacomo Riina, e infine, da un colpo di scena che ha definitivamente disgregato il fronte della minoranza consiliare.
La conferenza ha rappresentato per i promotori l’occasione di ripercorrere anni di militanza e chiarire le proprie posizioni. «Ci spinge la volontà di chiarire alcuni aspetti emersi a seguito di notizie di stampa riguardanti il passato», ha spiegato il consigliere e capogruppo di “Primavera Borgettana», Alessandro Santoro nel corso dell’incontro. «È un passato ormai lontano, ma pur sempre un passato che abbiamo vissuto e che fa male se se ne parla in termini negativi, specialmente rispetto a quei rapporti che hanno tenuto assieme un gruppo anche in momenti difficili“. Poi, sull’attività in consiglio comunale Satoro afferma: «Rispetto alla politica, che è stata la mia più grande passione, ho vissuto anche una grande delusione (la sconfitta elettorale del 2024, nrd). Ma io credo che in tutto ci sia un inizio e una fine: finita questa esperienza di consigliere comunale non ho alcuna intenzione di ricandidarmi a niente».
Un giudizio amaro sul presente che trova un’eco immediata nelle parole di Giuseppe Barbaro, ex amministratore ai tempi di De Luca, il quale non ha lesinato stoccate al clima che si respira in paese e all’attuale gestione della cosa pubblica «Tutto quello che è stato fatto negli anni da parte mia e dei miei amici è stato fatto con passione e amore per Borgetto», ha dichiarato Barbaro durante la conferenza stampa. «Io mi auguro che veramente si ritorni a fare politica, perché ultimamente si fa solo cortile, e il cortile è per certi versi anche diffamazione. Siamo stati oggetto di scherni di una bassezza unica, tipica del personaggio (Roberto Davì, ndr). Mi sono rimesso in discussione perché c’era una bella squadra di ragazzi che si avvicinavano, e oggi mi auguro un vero ricambio generazionale: bisogna ripulire il paese da personaggi che da quarant’anni o forse cinquant’anni detengono quel potere come se tutto dovesse passare dalle loro mani. Noi possiamo fare da guida o da mentori, ma devono essere i giovani a farsi avanti». Nel corso del suo intervento, Barbaro respinge con decisione le accuse mossagli dal sindaco Roberto Davì. Quest’ultimo lo aveva infatti additato come promotore di un tentativo — rivelatosi poi del tutto inesistente — volto allo scioglimento dell’amministrazione guidata dal fratello, in carica nel quinquennio 2008-2013. In linea con questa severa disamina si sono inserite anche le dichiarazioni di Pino Panettino, ex portavoce del sindaco Gioacchino De Luca, che ha concentrato il suo intervento sia sulle dinamiche della vita pubblica locale che sulle responsabilità dell’amministrazione Davì. Ripercorrendo la storia politica del paese e ponendo l’accento sul disorientamento delle nuove generazioni, Panettino ha espresso forte rammarico per la deriva comunicativa e sostanziale della comunità: «Rispetto a chi ha fatto in passato le liste, a chi ha fatto la politica a Borgetto, ai giovani oggi cosa possiamo dire o spiegare? Cosa gli possiamo offrire? I giovani si allontanano ed è naturale che non vedano più senso nel mettersi in politica quando sentono certi discorsi e assistono a certe dinamiche». Un’amarezza che Santoro ha poi tradotto in un attacco diretto alla gestione amministrativa, sottolineando come l’amministrazione guidata da Davì abbia fallito nel costruire un percorso trasparente e di sviluppo per Borgetto, lasciando irrisolti nodi cruciali per la collettività. Secondo Panettino e i promotori dell’incontro, l’esecutivo si è impantanato in una gestione incapace di dare risposte concrete sui temi dell’efficienza dei servizi e della pianificazione, preferendo la navigazione a vista: «Lavoriamo invece per la legalità, lavoriamo per la storia, lavoriamo per questo paese che ha tanto bisogno di lavoro vero e di riscatto». Tuttavia, l’aspetto politico più rilevante emerso dall’incontro è l’inedito e spietato mea culpa sull’azione di opposizione condotta in questi due anni di consiliatura. Santoro e i suoi compagni di viaggio hanno implicitamente riconosciuto come una minoranza troppo blanda o timida abbia finito per spianare la strada alla maggioranza di governo, consentendole di agire quasi indisturbata e lasciando svuotate le battaglie sui troppi nodi irrisolti che oggi pesano come macigni sul municipio.
Un’opposizione che non può più essere scissa dal contesto esplosivo alimentato dalle inchieste giornalistiche condotte dalla nostra redazione, che hanno sollevato il coperchio su una serie di criticità ambientali e amministrative di primissimo piano. Il riferimento va alle denunce sulla controversa gestione e revoca dei beni confiscati alla mafia, compresi i nodi legati alla “villa della legalità” (bene assegnato a Telejato, ndr), fino al caso del depuratore comunale, finito al centro di sanzioni e accertamenti da parte dell’ARPA per gravi irregolarità negli scarichi e nei reflui. A questo quadro si sommano i dubbi legati alla dichiarazione di dissesto finanziario, al ricorso alle consulenze esterne e a un’opacità gestionale che quasi mai ha incontrato un’opposizione ferma ed efficace nelle sedi istituzionali e che, al contrario, ha visto il gruppo “Primavera Borgettana” intraprendere un azione quasi “anonima” all’interno del consiglio comunale. Una fragilità, quella dello stallo provocato dalla minoranza, che affonda le sue radici all’indomani della chiusura delle urne del 2024: prima con l’immediato dimezzamento subito a causa della fuoriuscita dei consiglieri Antonio Maltese e Clara Giambrone — poi confluiti nel neo-gruppo “Fratelli di Borgetto”, sempre più vicini alle posizioni dell’amministrazione Davì — e poi per un senso di profonda delusione legato al clima teso e complesso, a tratti pericoloso, che da troppo tempo attanaglia la comunità e, in modo particolare, le stanze del palazzo di città.
Ed è proprio su questo vuoto di rappresentanza e sulla spaccatura interna che si è consumato lo sfaldamento definitivo del gruppo. Durante l’incontro con i giornalisti, interpellato sull’assenza del consigliere di minoranza Gioacchino Polizzi, Santoro aveva liquidato la questione assicurando di poterlo «rappresentare tranquillamente». Una convinzione spazzata via nel giro di poche ore. A stretto giro di posta, infatti, la redazione di Partinicolive ha ricevuto un comunicato ufficiale con cui Polizzi ha preso nettamente le distanze da Santoro, e implicitamente anche da Barbaro e Panettino, dichiarandosi ufficialmente indipendente e certificando la dissoluzione formale del blocco d’opposizione di “Primavera Borgettana”.
Sullo sfondo resta la fotografia drammatica di un paese in balia degli eventi, dove lo stesso Santoro non ha esitato a lanciare l’allarme sostenendo che «se non si propone alle nuove generazioni qualcosa di positivo, questo paese ha deciso di morire». Il quadro che restituisce Borgetto è quello di un territorio smarrito, stretto tra un’amministrazione travolta da vicende amministrative e giudiziarie di gravissima portata e un’opposizione che, anziché compattarsi nell’ora più buia, sceglie la via della diaspora e della frammentazione personalistica.
Una coppia di Alcamo finisce in manette, detenevano oltre 200 grammi di cocaina, bilancini di precisione e materiale per confezionare le dosi. È quanto hanno sequestrato i carabinieri. Un uomo e una donna sono stati arrestati dopo un controllo in strada e una successiva perquisizione nell’abitazione della coppia. L’operazione è stata condotta durante un normale servizio di pattugliamento. A richiamare l’attenzione dei militari dell’Arma è stato il comportamento sospetto di un uomo, notato mentre si trovava in via Vittorio Veneto. I carabinieri hanno deciso di fermarlo per un controllo e procedere con una perquisizione personale.
La verifica ha permesso di trovare due involucri contenenti circa 5 grammi di cocaina, immediatamente sequestrati. Il ritrovamento ha spinto i militari ad approfondire gli accertamenti, estendendo le ricerche anche all’abitazione dell’uomo, dove si trovava la moglie. Proprio durante l’arrivo dei carabinieri in casa si sarebbe verificato un ulteriore tentativo di disfarsi della droga. Secondo quanto ricostruito, la donna avrebbe cercato di gettare dalla finestra altri 200 grammi di cocaina, insieme a bilancini di precisione e materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi. I militari sono riusciti a recuperare quanto lanciato all’esterno, evitando che la sostanza e gli strumenti finissero dispersi.
Il quantitativo complessivo di cocaina sequestrato ad Alcamo supera quindi i 200 grammi. La presenza degli strumenti per pesare e preparare la droga ha portato gli investigatori a contestare ai due coniugi la detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Al termine delle verifiche, l’uomo e la donna sono stati arrestati e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Successivamente, nel corso dell’udienza di convalida, il giudice ha disposto per entrambi gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. L’intervento si inserisce nell’attività di controllo del territorio svolta dai carabinieri per contrastare la detenzione e la circolazione di sostanze stupefacenti. In questo caso, un controllo iniziato in strada ha consentito di individuare altra droga all’interno di un’abitazione e di recuperare anche il materiale destinato, secondo l’ipotesi investigativa, alla preparazione delle dosi.
Almeno due farmacie aperte a Partinico il sabato, la domenica e nei giorni festivi. È questo l’obiettivo dell’atto d’indirizzo approvato all’unanimità dal consiglio comunale di Partinico, che chiede un intervento urgente per migliorare l’assistenza farmaceutica a beneficio di migliaia di cittadini. Per una città che supera i 30 mila abitanti, la disponibilità di farmacie durante il fine settimana rappresenta un servizio essenziale, soprattutto per anziani, famiglie e persone che hanno bisogno di acquistare medicinali senza dover affrontare lunghe attese o spostamenti difficoltosi. La decisione assunta in aula punta proprio a rispondere a queste esigenze, attraverso una revisione dell’organizzazione dei turni e delle reperibilità delle attività presenti sul territorio. L’iniziativa nasce dalla necessità di rendere più accessibile un servizio strettamente legato alla salute pubblica, evitando che nei giorni di maggiore difficoltà i cittadini si trovino con poche possibilità di reperire i farmaci necessari.
L’atto d’indirizzo, presentato dai consiglieri comunali Giovanni De Simone, Mauro Lo Baido, Gloria Centineo, Calogero Amoroso, Giuseppe Rubino e Mariella Graziano, è stato perfezionato durante la seduta consiliare e ha ottenuto il voto favorevole di tutti i consiglieri presenti. Il documento impegna il sindaco e la giunta ad attivarsi con urgenza con l’assessorato regionale alla Salute per chiedere la convocazione di un tavolo tecnico. Sarà in quella sede che si dovrà affrontare la questione della distribuzione dei turni, valutando le modifiche necessarie per assicurare una copertura più adeguata durante sabati, domeniche e festività.
Il traguardo indicato è preciso: garantire l’apertura di almeno due farmacie sul territorio di Partinico nei giorni festivi e nel fine settimana. Non si tratta, dunque, di un cambiamento già operativo, ma di un indirizzo politico che avvia una richiesta di intervento alle istituzioni competenti. Nel comunicato diffuso dai promotori viene sottolineato il valore della convergenza registrata in consiglio: «Quando si tratta della salute e dei servizi essenziali per i cittadini, la politica sa unire le forze e lavorare nell’interesse di tutti». Adesso l’attenzione si sposta sui prossimi passaggi istituzionali. I consiglieri chiedono che il tavolo tecnico venga avviato nel più breve tempo possibile e assicurano che continueranno a seguire l’evoluzione della vicenda.
Gara di solidarietà a Carini per aiutare gli alunni che non possono permettersi un adeguato equipaggiamento scolastico. Qui la convivialità si trasforma in un’occasione concreta di aiuto grazie all’“Aperitivo solidale”, iniziativa promossa a favore del service “Zaino sospeso”, con l’obiettivo di sostenere gli studenti e contribuire all’acquisto di materiale necessario per affrontare la scuola. L’appuntamento è fissato per domenica 18 ottobre, alle 18.30, negli spazi del Mood, in piazza Stazione 2. L’iniziativa è legata al Lions international, distretto 108Yb, ed è organizzata dal Lions club Carini Riviera Palermo Ponente, nell’ambito delle attività rivolte al sostegno della comunità.
L’iniziativa è pensata per aiutare i bambini e le famiglie che possono incontrare difficoltà nel sostenere le spese legate all’istruzione. Quaderni, penne, colori e zaini sono strumenti indispensabili per seguire le lezioni e partecipare alle attività in classe, ma acquistare tutto il necessario può rappresentare un impegno economico significativo per alcuni nuclei familiari. La raccolta solidale punta proprio a rispondere a questa esigenza. Durante l’iniziativa sarà possibile contribuire, con appena 10 euro, donando materiale scolastico di uso quotidiano, come album da disegno, penne, matite, temperini, quaderni, pennarelli, pastelli colorati, astucci, gomme, zaini, diari e libri. Ogni contributo potrà arricchire le risorse destinate agli studenti e permettere di mettere a disposizione strumenti utili per lo studio.
Anche la partecipazione all’aperitivo assume quindi un significato che va oltre il semplice momento di incontro. L’iniziativa unisce infatti socialità e attenzione verso chi ha bisogno, dimostrando come la collaborazione tra cittadini e associazioni possa tradursi in un sostegno concreto. Il ricavato raccolto sarà destinato all’acquisto di ulteriore materiale scolastico, così da rafforzare l’aiuto previsto dal progetto. Il messaggio è chiaro: contribuire al percorso educativo dei più piccoli significa investire nelle loro opportunità e favorire una maggiore serenità nella vita scolastica. Un quaderno o uno zaino possono sembrare oggetti ordinari, ma per chi ne ha bisogno rappresentano una risorsa importante per affrontare le giornate in classe con tutto il necessario.
Per ricevere informazioni sull’evento è possibile contattare il numero 349 871 8827. L’appuntamento di Carini vuole trasformare un momento piacevole in un’occasione di partecipazione collettiva a sostegno degli alunni, ricordando che anche un piccolo gesto può aiutare a costruire una comunità più attenta alle esigenze dei bambini e delle loro famiglie.
Tre giornate a Partinico dedicate ai giovani per affrontare i rischi legati ad alcol, droga e dipendenze in generale, imparando a riconoscere i pericoli e a compiere scelte più consapevoli. Il Comune di Partinico avvia un percorso di prevenzione rivolto agli studenti delle scuole medie e superiori, con l’obiettivo di promuovere la salute e contrastare il disagio giovanile attraverso informazione, ascolto e confronto.
La giunta comunale ha approvato il progetto per consentire lo svolgimento degli appuntamenti già programmati. Gli incontri si terranno alla Real Cantina Borbonica il 20 ottobre, il 17 novembre e il 15 dicembre, a partire dalle 8.30. Gli studenti saranno coinvolti direttamente in un dialogo con professionisti ed esperti, attraverso un approccio partecipativo pensato per stimolare domande e riflessioni.
L’iniziativa sarà curata dall’assessorato alle Politiche sociali e welfare, in collaborazione con il Serd di Montelepre, il Siap (sindaci di polizia, l’Aiccre (L’associazione italiana per il consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa), la Consulta giovanile e gli istituti scolastici del territorio. Il contributo di queste realtà permetterà di affrontare argomenti delicati, con un linguaggio adeguato alle diverse fasce d’età, aiutando i ragazzi a comprendere situazioni che possono influenzare il loro percorso di crescita.
Al centro degli incontri ci saranno l’uso e l’abuso di sostanze psicoattive e bevande alcoliche, le dipendenze tradizionali e le nuove forme di dipendenza. Saranno affrontati anche il condizionamento esercitato dal gruppo dei coetanei, le conseguenze delle condotte pericolose e l’importanza di saper prendere decisioni autonome, riconoscendo quando è necessario chiedere aiuto.
Il progetto guarda anche al mondo della scuola. Gli appuntamenti potranno infatti fornire ai docenti strumenti pedagogici e indicazioni pratiche per individuare tempestivamente eventuali segnali di disagio tra gli alunni. Riconoscere le difficoltà nelle fasi iniziali rappresenta un passaggio importante per favorire un intervento adeguato e coinvolgere, quando necessario, le figure competenti.
L’iniziativa non comporterà spese a carico del bilancio comunale. Gli adempimenti organizzativi saranno affidati al Settore 2, Servizi alla Comunità e alla Persona, che dovrà curare la realizzazione del programma.
Con questo percorso, Partinico punta a rafforzare la cultura della prevenzione su droga e dipendenze in generale, offrendo agli adolescenti occasioni concrete per informarsi, confrontarsi e sviluppare una maggiore consapevolezza dei rischi. L’obiettivo è creare uno spazio in cui affrontare apertamente problemi spesso difficili da raccontare, favorendo comportamenti responsabili e una maggiore attenzione al proprio benessere.
Taglio del nastro per la nuova palestra del plesso scolastico Pirandello di via Roma a Giardinello. Questa mattina l’amministrazione comunale ha presenziato alla cerimonia alla presenza del dirigente scolastico, Vincenzo Salvia. La ristrutturazione dell’immobile, che ricade in via Roma, è stata finanziata grazie ai fondi stanziati dalla Regione per un importo di 126 mila euro. A esprimere soddisfazione il sindaco Antonio De Luca, che ha sottolineato il valore dell’intervento per l’intera comunità e l’importanza della collaborazione tra amministrazione comunale, istituzioni scolastiche e uffici tecnici.
A spiegare le origini del progetto è stato l’assessore Giuseppe Romano, che ha ricondotto la realizzazione dell’opera a un bando vinto dal Comune nel 2025, promosso dal servizio di Edilizia scolastica dell’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale. Il finanziamento ha consentito di portare a compimento un intervento pensato per offrire agli studenti un ambiente adeguato allo svolgimento delle attività sportive.
Con questi fondi sono state garantite all’interno della palestra di Giardinello opere strutturali con cappotto e isolamento termico per rendere l’ambiente caldo, isolato e a basso consumo energetico. Realizzata anche una complessiva messa in sicurezza, con interventi mirati a rinnovare i locali e per la messa a norma degli impianti. Infine sono state acquistate nuove attrezzature per lo svolgimento di diverse discipline sportive.
Dietro il risultato c’è stato un lavoro condiviso tra diverse figure tecniche e amministrative. Romano ha rivolto, per questo, un ringraziamento all’ingegnere Marcello Bommarito, precedente responsabile dell’ufficio tecnico comunale, e all’attuale responsabile, l’ingegnere Andrea Caruso. Un riconoscimento è andato anche al geometra Salvatore De Luca, nel ruolo di responsabile unico del progetto, e all’ingegnere Fabio Impastato, direttore dei lavori. L’assessore ha evidenziato, inoltre, il contributo della componente tecnica dell’assessorato regionale, con un ringraziamento particolare all’architetto Michele Lacagnina.
Nel suo intervento, il sindaco De Luca ha messo in risalto anche il rapporto con l’istituto comprensivo Alessandro Manzoni. La collaborazione con la scuola ha permesso di accompagnare il progetto, tenendo conto delle esigenze didattiche e sportive degli alunni, con l’obiettivo di creare uno spazio moderno e funzionale. Alla cerimonia hanno preso parte i rappresentanti delle istituzioni coinvolte, i carabinieri, i docenti e la ditta esecutrice.
L’alibi burocratico dietro cui il Comune di Borgetto si è trincerato per oltre un anno è definitivamente crollato, lasciando posto alle contestazioni formali della Regione Siciliana. L’Assessorato delle Autonomie Locali ha impresso una svolta rigorosa alla vicenda dell’Organo di revisione contabile: l’Ufficio Ispettivo ha aperto un’istruttoria formale sulla stasi del Municipio, avviando gli accertamenti che precedono l’esercizio dei poteri sostitutivi e l’invio di un commissario ad acta.
A certificare il salto di qualità dell’azione regionale è un documento ufficiale del Dipartimento, rilasciato alla nostra redazione a seguito delle istanze d’accesso formulate sul caso. Il Servizio 1 ha trasmesso integralmente il fascicolo al Servizio 3 — la struttura preposta alla vigilanza e al controllo sugli enti locali — per verificare le violazioni e le omissioni registrate nell’amministrazione borgettana. Da Palermo precisano che l’istruttoria è in pieno svolgimento per rilevare ogni profilo di inerzia, tanto da aver posto il vincolo di riservatezza sugli atti in attesa della chiusura del procedimento. Non si tratta più di interlocuzioni o di semplici pareri consultivi, ma dell’avvio di un percorso sanzionatorio volto a ripristinare la legalità amministrativa nell’ente.
L’apertura del fascicolo ispettivo azzera le giustificazioni addotte finora da Palazzo di Città. Il caso trae origine dall’estate del 2025, a seguito della sospensione cautelare comminata al presidente del Collegio dei revisori, Ninni Sciacchitano. Nel novembre dello stesso anno, il Consiglio comunale aveva votato un atto d’indirizzo per surrogare il componente decaduto scorrendo la graduatoria dei supplenti, ma l’iter è stato colpevolmente bloccato per mesi tra avvicendamenti dirigenziali e la netta opposizione della burocrazia interna dell’Area Finanziaria. Il Comune ha tentato di schermarsi sostenendo di dover attendere direttive vincolanti da Palermo; un’interpretazione smentita dalla Regione, che ha chiarito come l’obbligo di ricomporre il plenum fosse e resti di ed esclusiva pertinenza del Municipio.
Questo prolungato corto circuito istituzionale proietta un’ombra pesante sull’intera attività finanziaria dell’ente. L’aver fatto operare l’Organo di revisione a composizione ridotta per oltre un anno, in una condizione di cronica e ingiustificata incompletezza, pone infatti un gigantesco punto d’interrogativo sulla validità e sulla tenuta giuridica di tutti i pareri, bilanci, variazioni e atti contabili approvati dal Consiglio Comunale su indicazione di un Collegio azzoppato. Se la composizione del Collegio dovesse essere ritenuta viziata da un’illegittimità originaria o da un’inerzia omissiva, il rischio concreto è un effetto domino idoneo a travolgere la regolarità degli atti approvati in Municipio, con possibili profili di danno erariale già all’attenzione della Procura della Corte dei Conti.
Nonostante i ripetuti solleciti del Segretario Generale di allora, Rosa Damiano, e gli esposti trasmessi sia alla Magistratura contabile che agli organi di controllo regionali da parte della nostra redazione, il Municipio ha continuato a temporeggiare, lasciando maturare uno stallo, a detta della Regione, «non più tollerabile». Oggi, con l’Ufficio Ispettivo della Regione ufficialmente in campo, il tempo dei rinvii è scaduto: senza un’immediata inversione di rotta e la sollecita nomina del terzo revisore, da Palermo scatterà la diffida formale che aprirà le porte del Municipio al commissario ad acta.
Autobus strapieni, corse cancellate e studenti pendolari di Montelepre e dintorni costretti a contendersi un posto a sedere: per centinaia di loro viaggiare verso scuola è diventato un calvario quotidiano. Dopo sette-otto anni di disservizi, i sindaci chiedono interventi immediati e lanciano un avvertimento all’Azienda siciliana trasporti (Ast): se le promesse non saranno mantenute, scatteranno le denunce nelle sedi competenti. La protesta è arrivata all’assessorato regionale delle Infrastrutture e della mobilità, a Palermo, dove si è svolto un tavolo tecnico con l’assessore Alessandro Aricò, i rappresentanti dell’amministrazione regionale e i vertici dell’azienda. A promuovere il confronto sono stati il sindaco di Montelepre, Giuseppe Terranova, insieme all’assessore Giusi Tinervia e agli amministratori dei Comuni coinvolti, decisi a fare fronte comune per ottenere risposte concrete.
Il quadro descritto durante l’incontro è particolarmente grave. Secondo quanto denunciato dagli amministratori, su alcune tratte il numero dei passeggeri supera regolarmente il doppio della capienza consentita. Alle fermate, soprattutto nelle ore di punta, i ragazzi si ritrovano a contendersi i pochi posti disponibili, con possibili conseguenze per la loro sicurezza. A rendere ancora più difficile la situazione sono le corse che saltano senza preavviso, lasciando studenti e lavoratori senza alternative. «Abbiamo portato sul tavolo delle istituzioni regionali una sofferenza che i nostri territori e le nostre famiglie subiscono da ormai sette-otto anni», ha dichiarato Antonino Liuzza, presidente del Consiglio comunale di San Giuseppe Jato, sottolineando l’urgenza di superare una condizione ormai insostenibile. Al termine del confronto, i vertici dell’Ast avrebbero assicurato il ripristino della regolarità dei collegamenti, annunciando l’immissione di 18 nuovi autobus per rafforzare le linee più in difficoltà. La dirigenza si è inoltre impegnata a garantire maggiore puntualità, rispetto delle corse previste e comunicazioni tempestive in caso di imprevisti.
Il sindaco di Montelepre ha ribadito che studenti pendolari, lavoratori e cittadini hanno diritto a un trasporto pubblico sicuro ed efficiente: «Non accetteremo mezze misure né ulteriori ritardi», ha avvertito il sindaco, precisando che non ci saranno altri tavoli interlocutori se i problemi dovessero continuare: la prossima volta si procederà con le denunce formali. Intanto, il gruppo consiliare di opposizione “Uniti per Cambiare”, a San Giuseppe Jato, invita gli utenti a documentare ogni episodio e a presentare reclami all’AST, anche tramite posta elettronica certificata [clicca per scaricare i moduli di reclamo]. Ora la parola passa ai fatti: i Comuni vigileranno sull’attuazione degli impegni assunti, mentre le famiglie attendono collegamenti finalmente puntuali e sicuri.