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PALERMO (ITALPRESS) – “Il mio governo sarà sempre vicino a chi non ce la fa e ai più deboli, saremo sempre sensibili alle richieste di solidarietà, questo è il dovere delle istituzioni. Qui oggi si parla di medicina di prossimità, di ricoveri brevi o post intervento, di malati che, loro malgrado, si ritrovano ad appesantire il lavoro dei pronto soccorso e che qui, invece, potranno avere risposte di assistenza sanitaria adeguate ai loro bisogni». Lo ha detto il presidente della Regione, Renato Schifani all’inaugurazione del primo ospedale di comunità a Petralia Sottana, attivato dall’Asp di Palermo secondo le linee guida dell’Agenas, e ospitato al secondo piano del Presidio “SS. Madonna dell’Alto”. “Per la prima volta la riduzione delle liste d’attesa è un problema finito sul tavolo del governo nazionale e noi in Sicilia stiamo affrontando il tema con particolare attenzione e rigore. Abbiamo inserito nei contratti dei direttori generali l’obiettivo annuale della riduzione della lista d’attesa con un monitoraggio su base trimestrale, mentre sul fronte della carenza dei medici, stiamo lavorando a bandi rivolti a medici stranieri e al reclutamento in un paese dell’est europeo di oltre 100 medici”.
Abbiamo avviato la sperimentazione della casa di comunità al San Luigi di Catania e dell’ospedale di comunità oggi a Petralia – dice l’assessore regionale alla Salute, Giovanna Volo – oltre all’attivazione delle Cot, le 12 Centrali operative territoriali. Anche grazie alla collaborazione fra l’assessorato della Salute e l’Agenas, che fornisce le linee guida, stiamo costruendo il nuovo modello territoriale dell’offerta di salute in ogni provincia, il tutto in una logica di sperimentazione per concretizzare il concetto di assistenza territoriale che è il modo migliore per garantire l’assistenza. Lo strumento del decreto ministeriale 77 ha permesso di dare alla Sicilia quello che in altre regioni si fa da molto tempo, ovvero un territorio in grado di rispondere in maniera congrua e adeguata al bisogno di salute e assistenza. Il rivolgersi agli ospedali in casi di non necessità ha determinato e determina quell’ingolfamento continuo delle strutture di pronto soccorso e le lunghe attese di ore ed ore che portano ulteriori disagi”. Alla cerimonia di inaugurazione della struttura sanitaria presenti oggi anche il dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica, Salvatore Iacolino, il dirigente generale del Dasoe, Salvatore Requirez, il direttore generale Asp Palermo, Daniela Faraoni, e i sindaci del comprensorio madonita.

– Foto: ufficio stapa Regione Siciliana –

(ITALPRESS).

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Data articolo: Fri, 21 Jun 2024 14:19:57 +0000
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PALERMO (ITALPRESS) – Un tavolo di confronto sulla sanità del futuro alla luce dei recenti provvedimenti messi in campo dalla politica, purchè al centro vi siano strutture di qualità e prestazioni di livello: questo lo scopo del primo ‘Innogea Talks’, organizzato al Palermo Marina Yachting alla presenza di numerosi esponenti provenienti dal mondo delle istituzioni, della politica e della sanità.
Il titolo del talk, promosso da Innogea a vent’anni dalla sua istituzione, è ‘Qualità e sicurezza delle curè: una strada che tanto le strutture del territorio quanto il Servizio sanitario nazionale puntano a percorrere, utilizzando momenti di confronto come questo per tracciare insieme possibili soluzioni che abbiano come priorità il benessere dei cittadini.
L’evento è stato introdotto dal saluto del sindaco Roberto Lagalla, per tanti anni operativo in ambito sanitario con molteplici competenze: “Il sistema pubblico non sempre è in grado di sostenere la battaglia dell’innovazione. La sanità si è profondamente trasformata negli ultimi decenni, diventando una condizione sostenibile di benessere: non guardiamo alla salute in sè, ma alle sue condizioni di interazione con l’ambiente attraverso strategie di prevenzione. Oggi accanto alla qualità della prestazione medica e sanitaria bisogna avere un’organizzazione ottimale: confido che il governo regionale possa impiegare grandi energie e risorse per la tutela del comparto sanitario”.
Lagalla evidenzia poi come “l’attivazione di buone pratiche su modelli organizzativi e razionalizzazione della spesa diventano elementi fondamentali perchè il processo di avanzamento della sanità si possa consolidare. In Sicilia, in particolare, l’incertezza è legata a un piano di rientro risalente a 18 anni fa: è necessario un ripensamento e un adeguamento alla realtà attuale, ma al contempo servono certezze a livello nazionale per quanto riguarda l’applicazione dell’autonomia differenziata, quindi sulla possibilità di non avere arretramenti sul piano dei finanziamenti e del riconoscimento delle pari opportunità”.
Per il presidente di Innogea Marco Lampasona il miglioramento della qualità delle cure passa anche da appuntamenti come quello odierno, fatti di “confronto e condivisione di esperienze tra ospedali. Spero che in futuro possano esserci più omogeneità e uguaglianza nel Servizio sanitario nazionale, che spesso invece ha prestazioni ed esiti a macchia di leopardo: auspico inoltre che la concorrenza in ambito sanitario assuma sembianze completamente diverse dagli altri settori, al fine di raggiungere in un disegno armonico gli obiettivi di salute del nostro paese. Per vent’anni siamo stati al fianco degli ospedali di tutta Italia, riteniamo giusto che i cittadini abbiano accesso a cure uguali nell’intero territorio”.
Presente a Innogea Talks anche la presidente di Aiop Sicilia Barbara Cittadini, la quale solleva perplessità nei confronti del ddl concorrenza in quanto “penalizza le strutture di diritto privato. Se è finalizzato a misurare la qualità delle strutture mi chiedo perché questo avvenga per la componente di diritto privato e non anche per quella pubblica: è una normativa che nasce in contrasto con tutto ciò che regolamenta la componente privata e non prevede una programmazione sanitaria, né in termini di investimenti”.
Cittadini si sofferma poi sul problema delle liste d’attesa: “Il nostro paese non ha investito tantissimo in sanità durante la fase pandemica, soprattutto se si fa il confronto con realtà come Francia e Germania: già nel 2019, prima del Covid, denunciammo il problema delle liste d’attesa, poi nel 2021 è esploso e oggi ci troviamo ad affrontare la questione con risorse insufficienti”.
Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo, rilancia invece le perplessità sull’autonomia differenziata, evidenziando come la posizione della Federazione nazionale dei Medici “è stata molto critica: ovviamente la accettiamo e ci adegueremo, ma presseremo parecchio per avere chiarezza su quali siano le responsabilità delle regioni. Vigileremo anche sulla qualità e sicurezza delle cure: in una regione che non ha bilanci floridi è quantomeno importante che si possa garantire un’assistenza adeguata a chiunque ne abbia bisogno”.
Altra questione delicata per Amato è la carenza di medici che, soprattutto in Sicilia, “è un problema serio, su cui non potremo assolutamente fare le nozze con i fichi secchi: chiediamo con forza che si possa rivedere la situazione dei nostri medici, sia del territorio sia ospedalieri, affinchè possano partecipare attivamente alla programmazione”.
All’appuntamento ha preso parte anche l’Associazione religiosa istituti sociosanitari (Aris) con il presidente nazionale Virginio Bebber e il presidente regionale Domenico Arena. Il primo sottolinea come “la sanità è un servizio e come tale deve mettere al centro l’uomo: la concorrenza va bene per offrire un servizio di massima qualità, ma non si smetta mai di considerare l’uomo come riferimento”.
Più netto il giudizio di Arena, secondo il quale “la concorrenza al nostro settore non serve, l’umanizzazione delle cure non deve mai essere messa in discussione: siamo aperti a un confronto con il ministero per le modifiche normative che possano migliorare il settore sanitario, non chiediamo la luna ma solo che si torni a dare giustizia a un settore fondamentale per l’Italia”.
In particolare, spiega, “sul decreto concorrenza abbiamo proposto un emendamento che chiedesse da un lato la soppressione della pubblicazione da parte delle regioni di criteri oggettivi di selezione, dall’altro la contrattualizzazione al posto della selezione dei soggetti privati chiamati a valorizzare le prestazioni sanitarie”.

– Foto xd8/Italpress –

(ITALPRESS).

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Data articolo: Fri, 21 Jun 2024 14:19:56 +0000
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ACIREALE (ITALPRESS) – Sostegno economico, percorsi formativi ad hoc e sostituzione degli elettrodomestici per le famiglie in condizioni di povertà energetica: arriva anche ad Acireale il progetto Energia in Periferia, promosso da Banco dell’energia, che darà sostegno a circa 70 famiglie del territorio in condizioni di vulnerabilità economica e sociale.
Gli interventi, realizzati sul territorio grazie al contributo di JTI Italia, fra i principali player del mercato italiano del tabacco e da sempre in prima linea sui temi della sostenibilità, e il coordinamento di Banco dell’energia in collaborazione con la ODV Società di S. Vincenzo Dè Paoli – Consiglio Centrale di Acireale, prevedono azioni concrete quali il pagamento delle bollette energetiche, emesse da qualunque operatore, la promozione di un percorso di formazione e di educazione all’efficienza e al risparmio energetico e la sostituzione degli elettrodomestici ad alto consumo per alcuni dei beneficiari, oltre alla partecipazione di alcuni volontari della Società di S.Vincenzo dè Paoli al corso per diventare TED – Tutor per l’Energia Domestica al fine di acquisire competenze che potranno essere messe al servizio delle famiglie in difficoltà.
L’iniziativa è stata presentata oggi al Palazzo Municipale di Acireale, alla presenza del Sindaco della città Roberto Barbagallo e dell’Assessore alla Pubblica Istruzione, Politiche Sociali e Salute, Porti e Beni Demaniali Valentina Pulvirenti.
Intervenuti nel corso dell’inaugurazione anche Mons. Agostino Russo, Vicario Generale della Diocesi di Acireale; Silvia Pedrotti, Responsabile di Fondazione Banco dell’energia;
Alessandra Goretti, Corporate Affairs & Communication Manager di JTI Italia e Rosario Russo, Presidente della ODV Società di San Vincenzo Dè Paoli – Consiglio Centrale di Acireale.
“La costruzione di reti, la solidarietà e la collaborazione tra importanti aziende e il mondo del volontariato sono gli ingredienti di questo progetto” ha osservato il sindaco Roberto Barbagallo. “Questo progetto non si propone solo di dare un aiuto immediato e concreto, ma di migliorare in modo definitivo il futuro di tante famiglie del nostro territorio. A Banco dell’Energia, JTI Italia e alla Società di San Vincenzo De Paoli vanno i nostri più sentiti ringraziamenti per il loro impegno”.
Il progetto, infatti, ha il supporto del Comune di Acireale nel sensibilizzare sul tema della transizione energetica nell’apertura di uno sportello Energia che possa affiancare cittadini e famiglie sulle tematiche della consapevolezza energetica. Preziosa anche la collaborazione sul territorio con la ODV Società di S. Vincenzo dè Paoli – Consiglio Centrale di Acireale, ente attuatore che ha già individuato gran parte dei beneficiari del progetto e continuerà l’attività in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune di Acireale.
L’iniziativa, avviata nel mese di aprile, avrà durata di circa otto mesi e prevederà una fase finale di misurazione dell’impatto e dell’efficacia dell’iniziativa al fine di replicare nuovi progetti nell’ambito dell’efficienza e della transizione energetica accessibile.
“Energia in Periferia Acireale” rinnova inoltre la partnership tra Banco dell’energia e JTI Italia, in continuità con quanto messo in campo nelle precedenti iniziative, come la tappa umbra del progetto. Oltre ai soggetti già citati, sono coinvolte nell’iniziativa anche figure accademiche, aziende private e istituzioni, in un’ottica di networking che permetta di dare un contributo tangibile e duraturo al contrasto della povertà energetica.
“Siamo orgogliosi di proseguire la collaborazione con JTI Italia, ed ampliare l’attività di Banco dell’energia in Sicilia, questa volta nella provincia di Catania. Si tratta di un segnale tangibile dell’efficacia di questo progetto che permette il sostegno dal punto di vista energetico alle famiglie vulnerabili o a rischio di scivolamento verso situazioni più gravi. Grazie a questa iniziativa, 70 famiglie del comune di Acireale avranno la possibilità di affrontare le spese dell’energia, e potranno disporre nelle proprie abitazioni di elettrodomestici maggiormente efficienti, di gran lunga meno impattanti sui consumi – questo l’intervento di Silvia Pedrotti, Responsabile di Banco dell’energia – E’ doveroso ringraziare le realtà che ci sostengono, come JTI Italia, e le associazioni come la ODV Società di San Vincenzo Dè Paoli, fondamentali nel dare concretezza ad obiettivi e mission della Fondazione”.
“Essere qui oggi, insieme al Banco dell’Energia, per un’iniziativa così importante ci rende estremamente orgogliosi – ha dichiarato Lorenzo Fronteddu, Corporate Affairs e Communication Director di JTI Italia. “Da sempre per noi di JTI, impegnarci attivamente nel sostegno alle comunità in cui operiamo rappresenta un elemento centrale della nostra filosofia aziendale e grazie a progetti come questi riusciamo a darne una concreta realizzazione. E’ quindi un piacere e un onore, dopo aver contribuito alla messa in opera di Energia in Periferia Umbria, progetto che ha dato supporto a numerose famiglie del territorio, rinnovare la nostra collaborazione anche qui ad Acireale”.
Energia in periferia rappresenta uno strumento molto importante, a maggior ragione in riferimento ai numeri della povertà energetica in Italia; un fenomeno che, secondo l’OIPE – Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica, interessa il 7.7% della popolazione totale, pari a 2 milioni di famiglie a rischio scivolamento verso la vulnerabilità energetica, con un’impennata che in Sicilia arriva al 14.6%. L’iniziativa, già attiva a livello nazionale, è promossa da Banco dell’energia al fine di dare supporto alle famiglie in situazioni di povertà energetica residenti nelle zone periferiche delle città italiane e nei piccoli comuni.
“Da sempre, la nostra Associazione è vicina alle famiglie vulnerabili con un supporto che va oltre l’aiuto economico,” ha sottolineato Rosario Russo, Presidente della ODV Società di San Vincenzo De Paoli Consiglio Centrale di Acireale. “Accompagniamo queste famiglie in un cammino di crescita personale, mirato a farle uscire dalla condizione di bisogno. Questo progetto incarna perfettamente il carisma della nostra associazione, offrendo una prospettiva di miglioramento duraturo e tangibile”.
“Quella che avete presentato è un’iniziativa preziosa e lodevole”, ha concluso Mons. Agostino Russo, Vicario Generale della Diocesi di Acireale. “Affiancare le famiglie più povere, aiutandole a raggiungere uno stile di vita più sostenibile, è un bene che avvantaggia non solo i beneficiari diretti del progetto, ma l’intera comunità. Esprime inoltre quell’attenzione alla salvaguardia del Creato che risponde pienamente all’appello di Papa Francesco nell’Enciclica Laudato Sì”.
-foto ufficio stampa JTI Italia –
(ITALPRESS).

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Data articolo: Fri, 21 Jun 2024 14:19:55 +0000
Unione Madonie

Sul tavolo del sindaco del Comune di Palermo Roberto Lagalla una richiesta di incontro urgente formulata dai sindaci delle Madonie giace ormai da troppo tempo. E per questo i sindaci madoniti, con in testa il primo cittadino di Geraci Siculo e presidente dell’Unione delle Madonie Luigi Iuppa, hanno chiesto con una nota una spiegazione a questo silenzio e rifiuto di incontro, nel corso della Conferenza dei Sindaci convocata ieri dal sindaco metropolitano per l’approvazione del conto consuntivo del 2023. L’argomento, tra l’altro, come spiega lo stesso Iuppa, è molto importante e riguarda i progetti presentati per il PN Metro Plus e Città Media Sud 2021-2027. In gioco ci sono circa 40 milioni di euro e diversi progetti molto importanti per i comuni non solo delle Madonie, ma anche della Città Metropolitana di Palermo.

“Dopo oltre due mesi della nostra richiesta di incontro, nessuna novità”, dice Iuppa. I sindaci dei 26 comuni madoniti, lo scorso 19 aprile, unitamente ai primi cittadini dei comuni di Campofelice di Roccella, Lascari, Sciara, Bisacquino, Corleone, Palazzo Adriano e Prizzi, avevano richiesto un incontro “urgente” per l’apertura di un tavolo di confronto volto a pianificare tutti i passaggi necessari a verificare l’ammissibilità dei progetti approvati, chiarire i punti in sospeso e definire le tempistiche per l’attuazione del programma.

“Lo stesso Lagalla ci aveva convocato lo scorso 28 maggio, salvo poi cancellare la riunione il giorno prima – dice Iuppa – In questo ulteriore lasso di tempo non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione né alcuna notizia in merito agli eventuali approfondimenti necessari e conducenti all’avvio di una positiva conclusione dell’intero processo che ci vede impegnati da più di due anni. Sembra assurda questa “indifferenza” istituzionale visto che, per proseguire l’iter progettuale, ogni singolo comune ha impegnato risorse fisiche ed economiche per permettere l’inserimento dei progetti in questo programma di finanziamento. Non solo riteniamo che sia urgente un incontro per programmare le azioni necessarie all’ottenimento del relativo finanziamento, ma auspichiamo che il comune di Palermo e il suo sindaco Lagalla mantengano gli impegni assunti con ben due decreti a firma del Sindaco della Città Metropolitana”. Dopo la lettura della nota in seno alla Conferenza, i sindaci si sono allontanati dall’aula in segno di protesta.

La nota è stata firmata, oltre che dal presidente dell’Unione Luigi Iuppa, anche dai sindaci di Alia (Antonino Guccione), Alimena (Giuseppe Scrivano), Aliminusa (Michele Panzarella), Blufi (Calogero Puleo), Bompietro (Pier Calogero D’Anna), Caccamo (Franco Fiore), Caltavuturo (Salvatore Di Carlo), Castelbuono (Mario Cicero), Collesano (Tiziana Cascio), Castellana Sicula (Francesco Calderaro), Gangi (Giuseppe Ferrarello), Gratteri (Giuseppe Muffoletto), Montemaggiore Belsito (Antonio Mesi), Petralia Soprana (Pietro Macaluso), Petralia Sottana (Pietro Polito), Polizzi Generosa (Gandoflo Librizzi), Pollina (Pietro Musotto), San Mauro Castelverde (Giuseppe Minutilla), Scillato (Giuliano Cortina), Valledolmo (Angelo Conti), Campofelice di Roccella (Giuseppe Di Maggio).

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Data articolo: Fri, 21 Jun 2024 13:51:57 +0000
sicilia

Inaugurato questa mattina dal governatore siciliano Renato Schifani, il primo ospedale di comunità a Petralia Sottana. “Il mio governo sarà sempre vicino a chi non ce la fa e ai più deboli, saremo sempre sensibili alle richieste di solidarietà, questo è il dovere delle istituzioni. Qui oggi si parla di medicina di prossimità, di ricoveri brevi o post intervento, di  malati che, loro malgrado, si ritrovano ad appesantire il lavoro dei pronto soccorso e che qui, invece, potranno avere risposte di assistenza sanitaria adeguate ai loro bisogni”, ha detto il presidente della Regione all’inaugurazione della struttura realizzata dall’Asp di Palermo secondo le linee guida dell’Agenas, e ospitato al secondo piano del Presidio “Santissima Madonna dell’Alto”.

Alla cerimonia di inaugurazione della struttura sanitaria presenti oggi anche il dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica, Salvatore Iacolino, il dirigente generale del Dasoe, Salvatore Requirez, il direttore generale Asp Palermo, Daniela Faraoni, e i sindaci del comprensorio madonita.

“Per la prima volta la riduzione delle liste d’attesa è un problema finito sul tavolo del governo nazionale e noi in Sicilia stiamo affrontando il tema con particolare attenzione e rigore. Abbiamo inserito nei contratti dei direttori generali l’obiettivo annuale della riduzione della lista d’attesa con un monitoraggio su base trimestrale, mentre sul fronte della carenza dei medici, stiamo lavorando a bandi rivolti a medici stranieri e al reclutamento in un paese dell’est europeo di oltre 100 medici”.

“Abbiamo avviato la sperimentazione della casa di comunità al San Luigi di Catania e dell’ospedale di comunità oggi a Petralia – dice l’assessore regionale alla Salute, Giovanna Volo – oltre all’attivazione delle Cot, le 12 Centrali operative territoriali. Anche grazie alla collaborazione fra l’assessorato della Salute e l’Agenas, che fornisce le linee guida, stiamo costruendo il nuovo modello territoriale dell’offerta di salute in ogni provincia, il tutto in una logica di sperimentazione per concretizzare il concetto di assistenza territoriale che è il modo migliore per garantire l’assistenza.  Lo strumento del decreto ministeriale 77 ha permesso di dare alla Sicilia quello che in altre regioni si fa da molto tempo, ovvero un territorio in grado di rispondere in maniera congrua e adeguata al bisogno di salute e assistenza. Il rivolgersi agli ospedali in casi di non necessità ha determinato e determina quell’ingolfamento continuo delle strutture di pronto soccorso e le lunghe attese di ore ed ore che portano ulteriori disagi”.

“Dopo l’attivazione delle 12 COT (Centrali Operative Territoriali, ndr) previste per i Distretti sanitari – ha spiegato il Commissario straordinario dell’Asp di Palermo, Daniela Faraoni – è, di fatto, l’inizio della riorganizzazione dei servizi, così come previsti dalle nuove disposizioni nazionali che, attraverso le misure del PNRR, rifunzionalizzano le attività nell’ottica della medicina di prossimità”. L’Ospedale di Comunità di Petralia Sottana ha 9 stanze di degenza da 2 letti ciascuna, con servizi in camera, aria condizionata e tv. Una sala è dedicata al monitoraggio da remoto attraverso un servizio di telemedicina. Al suo interno lavorano un medico, infermieri, fisioterapisti e personale socio sanitario che assicurano assistenza a pazienti provenienti dal proprio domicilio, da strutture residenziali o dimessi da presidi ospedalieri per acuti.

L’obiettivo della nuova struttura realizzata dall’Asp di Palermo nelle Madonie è di evitare ricoveri ospedalieri impropri e di favorire dimissioni protette più idonee alla stabilizzazione del paziente ed al suo recupero funzionale. Il ricovero ha una durata non superiore a 30 giorni che, solo in casi particolari, può essere prolungato. L’accesso avviene attraverso dimissioni protette da un ospedale per acuti oppure attraverso il medico di medicina generale su proposta dei servizi della rete territoriale. la fase sperimentale dell’Ospedale di Comunità di Petralia Sottana rientra nella convenzione stipulata dall’Assessorato regionale della salute con l’Agenas per anticipare con una struttura “transitoria” in ogni provincia, il nuovo modello territoriale dell’offerta di salute.

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Data articolo: Fri, 21 Jun 2024 12:51:10 +0000
notte romantica

Anche a Gangi domani sera (sabato 22 giugno) si terrà la nona edizione de “La notte romantica nei borghi più belli d’Italia” realizzata con la collaborazione dell’Istituzione Gianbecchina. Un evento nato per celebrare l’amore e il romanticismo nei luoghi più suggestivi dei Borghi più belli d’Italia, nella magia di piazze, vicoli, slarghi e palazzi.

La kermesse prenderà il via alle ore 18 a Palazzo Bongiorno con “Occhio al Cuore – Percezioni Emotive Vernissage – Vanni Quadrio” e alle 20 nei locali della Biblioteca Comunale Santo Ferraro: “La carta in fiore – laboratorio creativo”. Il clou con lo spettacolo delle ore 22, nell’incantevole scenario storico e naturale della scalinata di Salita Madrice, di Osvaldo Lo Iacono (ex Tinturia) che presenterà “Le Corde Dell’anima” con la splendida voce di Neja e il violoncello di Antonino Saladino. Un viaggio emozionale attraverso composizioni originali, colonne sonore e grandi classici della musica rock. Il pubblico sarà immerso in una narrazione musicale suggestiva arricchita dalla chitarra elettrica di Lo Iacono a fondersi con i suoni del violoncello di Saladino e la voce eterea di Neja.

Sino alla mezzanotte sarà possibile visitare Palazzo Bongiorno, la Badia, il sistema museale, l’archivio storico e la Biblioteca comunale. “Una manifestazione che è giunta alla sua nona edizione – ha detto il sindaco Giuseppe Ferrarello – lo spettacolo evento, per celebrare l’amore e il romanticismo, sarà “Le corde dell’anima” che si svolgerà nella scalinata della salita Madrice, sarà qualcosa di speciale che sicuramente emozionerà il pubblico presente”.

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Data articolo: Fri, 21 Jun 2024 12:01:29 +0000
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MESSINA (ITALPRESS) – Parte oggi a Messina la prima tappa del
campionato regionale di beach soccer di Serie B, denominato Sabbie di Sicilia. Iniziativa fortemente voluta dal presidente Sandro Morgana e condivisa in toto dall’associazione I Soci del patron Fabio Nicosia. Da oggi a domenica si giocherà a Torre Faro. Sarà la tre giorni messinese la gustosa anteprima della finale di Coppa Italia che animerà il prossimo weekend a Messina. Evento attesissimo perchè radunerà sulla sabbia peloritana le migliori squadre italiane di beach soccer e i più forti giocatori al mondo. La formula è definita da tempo, come da indizione pubblicata dalla Lnd, con un campionato che prevede tre tornei Open (Messina Capo Faro, 21-23 giugno; San Vito Lo Capo, 12-14 luglio; Marina di Modica 26-28 luglio).
Il master finale si disputerà a Marina di Ragusa, dal 9 all’11 agosto 2024. Ad ogni torneo partecipano le prime 8 squadre iscritte maschili e le 4 femminili. La formazione prima in Sicilia parteciperà alla tappa di Genova per la promozione in Serie A Poule Promozione. Otto le squadre in corsa nel maschile, molte le locali, confermando la grande aspettativa da parte del presidente Sandro Morgana e da Fabio Nicosia. Si parte oggi pomeriggio con la partita che vedrà in campo il Catania BS – Asd Pgs Luce Messina (ore 18): i catanesi scenderanno in campo con la formazione Under 20 che avrà la possibilità di poter vivere un’esperienza formativa importante (ore 18). A seguire, nell’ordine, Villafranca beach soccer-Virtus Messina (18.45). Nella penultima partita giocheranno Siac-Riviera Nord. Il gran finale dei quarti di finale vedrà in campo Ronin-Fair Play. Le formazioni vincenti guadagneranno l’accesso alla semifinale. Domenica 23, alle 21.15, si sfideranno, invece, le finaliste che si contenderanno la vittoria di tappa. Sabato e domenica si giocheranno le partite femminili. La prima vedrà in campo Virtus Femminile Marsala contro l’Unime. Domenica pomeriggio toccherà a Catania Fc e il Vittoria contendersi l’accesso all’ultimo atto.
– Foto ufficio stampa Figc-LND Sicilia –
(ITALPRESS).

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Data articolo: Fri, 21 Jun 2024 10:19:54 +0000
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PALERMO (ITALPRESS) – L’autonomia differenziata “è una scommessa a spendere meglio. La mia esperienza è che le risorse per il Sud ci sono, ma fatica a spenderle”. Lo dice in un’intervista a Libero Quotidiano il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
“Una settimana fa abbiamo siglato un accordo di programma con il governo per i Fondi sociali di coesione: 6 miliardi e 800 milioni, di cui 1 miliardo e 300 milioni al ponte sullo Stretto, il resto distribuito su vari progetti – prosegue -. Ma la scommessa è spenderli. Il Mezzogiorno si distingue per non riuscire a utilizzare i fondi. Le risorse si perdono perchè le procedure sono complesse, farraginose, la pubblica amministrazione non ce la fa”.
La riforma “spingerà il Mezzogiorno ad essere più efficiente, a non piangersi addosso – aggiunge il presidente della Regione Siciliana -. Nessun partito di maggioranza vuole dividere il Paese. Peraltro secondo gli ultimi dati dello Svimez, il Sud è cresciuto più del Nord. C’è un Sud che ha voglia di farcela”.
“L’opposizione dovrebbe ricordare che questa legge dà attuazione alla riforma del Titolo V, approvata nel gennaio 2001 dal centrosinistra con 3 voti di maggioranza – afferma Schifani -. Fu quella riforma a introdurre il principio dell’Autonomia in Costituzione, modificando l’articolo 116 e prevedendo che le regioni possano chiedere competenze diverse da quelle che hanno ora”.
“Viene garantito il principio che disciplina i Livelli essenziali delle Prestazioni, così che è assicurato che le prestazioni siano omogenee e paritarie – prosegue -. Nessuna regione può essere svantaggiata, per un motivo semplice: finchè non si individuano non solo i Lep ma anche le risorse per realizzarli, nessuna riforma entrera in vigore. Se non ci sono i soldi per i Lep, non si può attuare la riforma”.
E sulle differenze di vedute sull’autonomia con il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, Schifani spiega: “C’è stato un dibattito all’interno del nostro partito. Forza Italia è stata protagonista di varie modifiche, a cominciare dall’individuazione dei Lep. Ognuno può avere le proprie idee, ma si tratta di attuare un percorso nel quale Fi ha creduto. La competizione tra Nord e Sud pud essere uno stimolo per il Sud, per renderlo più efficiente”.
Alla domanda se sia sicuro che il Sud non ci rimetterà, il governatore siciliano risponde così: “Vigileremo, ma siamo fiduciosi che il percorso parlamentare e di governo sara attento a evitare diseguaglianze e che le intese non potranno pregiudicare l’entità delle risorse delle regioni che non si avvarranno di queste competenze, perchè restano misure perequative proprio per evitare la divisione del Paese”.

– Foto Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

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Data articolo: Fri, 21 Jun 2024 08:19:56 +0000
Salvatore Geraci

Le pressioni sul comandante dei vigili urbani del suo paese, Cerda, per far passare la processione del santo patrono davanti a casa di un boss, hanno portato al rinvio a giudizio del sindaco, Salvatore Geraci, che è anche deputato regionale della Lega. Lo ha deciso il Gup del tribunale di Termini Imerese, Gregorio Balsamo, che ha mandato a processo anche otto fra commercianti e dipendenti municipali.

L’accusa sostiene che Geraci avrebbe tentato di costringere il comandante della polizia municipale a scrivere al questore per far sì che il Venerdì Santo del 2022 la processione passasse sotto casa di Giuseppe Biondolillo, condannato per duplice omicidio e in detenzione domiciliare per motivi di salute. Contestazione sempre respinta da Geraci, che in tribunale risponderà però di tentata concussione e abuso d’ufficio. Lui, ex di Sud chiama Nord, fa parte della commissione regionale Antimafia, dopo essere passato col Carroccio.

Accuse infondate“, secondo il difensore, l’avvocato Vincenzo Lo Re. Gli altri imputati rispondono di fatti diversi: la sagra del carciofo, sempre di due anni fa, sarebbe stata “viziata” da un favore che sarebbe stato fatto ad alcuni commercianti, esentati dal pagamento dei tributi comunali per gli spazi espositivi. Giudizio abbreviato per questo nei confronti di due impiegati comunali V.T. e A.I.I. Processo ordinario per il presidente del Consiglio comunale, per l’ex assessore al turismo, per il fratello del sindaco e per due commercianti G.C. e S.C.. Sono tutti imputati di fatti diversi dalla processione e dalle irregolarità sulla sagra del carciofo.

“Il rinvio a giudizio sui fatti relativi al Venerdì Santo e alle accuse mosse contro di me dal comandante dei vigili urbani del Comune di Cerda consentirà di difendermi da un’impostura, da tanta infamia e da vicende con le quali la mafia non c’entra nulla – dice Geraci -. Non ho mai dato indicazioni sul percorso delle processioni e su dove queste dovessero stazionare. E ho già detto, tramite il mio legale, che i condannati di mafia di Cerda sono lontani dai miei pensieri e dalle mie attenzioni. Ho combattuto la mafia con fatti e atti concreti”.

“Nel mio percorso politico-amministrativo ho sempre combattuto per la legalità – aggiunge Geraci -, ne sono dimostrazione un bene confiscato alla mafia che da sindaco di Cerda ho adibito a centro di raccolta comunale, la rimozione dalla via Roma della pompa di benzina che negli anni è stata oggetto di attenzione della mafia locale, la nuova caserma dei carabinieri in una struttura ceduta dal Comune e la nomina nella mia Giunta dell’ex sindaco Mendola, vittima in passato di intimidazione mafiosa”. Il primo cittadino sottolinea: “Vengo rinviato a giudizio per fatti rispetto ai quali sono del tutto estraneo, che nulla hanno a che vedere con imputazioni per reati di mafia e che, di contro, scaturiscono proprio da subdole ritorsioni per quello che è stato, da decenni, il mio reale impegno contro esponenti e famiglie mafiose locali, cui appartengono taluni dei miei detrattori”. “Ora aspetto con fiducia che il processo chiarisca con una sentenza ogni cosa dimostrando liceità del mio agire – conclude -. Confido di uscirne a testa alta perché sono e resto un uomo perbene che ama il Comune che amministra e che svolge le funzioni pubbliche alle quali mi hanno chiamato i cittadini con disciplina e onore”. 

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Data articolo: Fri, 21 Jun 2024 07:29:21 +0000
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GELSENKIRCHEN (GERMANIA) (ITALPRESS) Ci siamo sporcati. E il vestito non era neanche quello buono. La Spagna ci dà lezioni di calcio, ci batte soltanto 1-0 e il paradosso è che la rete della vittoria è un autogol. Se era un confronto tra due scuole calcistiche, beh ne usciamo con le ossa rotte, mentre le ‘furie rossè con la laurea in palleggio e gioco, ma soprattutto il passaggio del turno vincendo il girone con un turno d’anticipo. E per noi gli ultimi 90’, a Lipsia contro la Croazia, saranno decisivi. Non c’è l’avvio shock di Dortmund. Lì dopo 23 secondi, una follia di Dimarco aveva regalato il vantaggio all’Albania. Qui la Spagna ci mette meno di un minuto e mezzo a rendersi pericolosa. Nico Williams fa subito capire di essere in serata, si beve Di Lorenzo e mette in mezzo per il colpo di testa di Pedri che Donnarumma alza sopra la traversa. Morata sta bene e si vede, centravanti mobile, per nulla pigro, si allarga quando serve. Al 10° avvia l’azione, scambia la posizione con Nico Williams che anche centralmente scappa via, ma di testa, sul perfetto cross di Pedri, concede la grazia agli azzurri. Si fa fatica, enorme fatica. Il palleggio è della Roja che ci fa girare la testa. Concede qualche spazio, ma le ripartenze azzurre non funzionano. Barella va in confusione, del resto è dura trovarsi in mezzo a un triangolo di enorme tecnica (Fabian, Rodri e Pedri), Jorginho fa meglio la fase difensiva che il resto, l’unico che sembra reggere il confronto dal punto di vista della qualità è Pellegrini. Scamacca viene cercato poco e quando viene trovato sbaglia. Il capitano (ammonito per aver lasciato l’area da rigore per parlare con l’arbitro) tiene la barca a galla con due grandi interventi in 1 minuto: prima chiude lo specchio a Morata, poi vola sul sinistro di Fabian. I dati sul possesso palla (61% iberico al 45°) la dicono lunga: è la Spagna la regina. Un paio di chiusure di Bastoni fermano la Roja, ma il primo tempo è monotono ed è una monotonia preoccupante in chiave azzurra. Si va negli spogliatoi con un gran mal di testa, ma il farmaco giusto evidentemente non si trova. Spalletti si gioca le carte Cristante (fuori Jorginho) e Cambiaso (esce Frattesi), ma il dominio rosso continua, così come la lotta Pedri-Donnarumma che vince il capitano azzurro. Capitola al 10°, quando sull’ennesima giocata di Nico Williams respinge in tuffo ma sul ginocchio di Calafiori: autogol e Spagna meritatamente in vantaggio. Si riprende come al solito, l’Italia non trova proprio le contromisure, Yamal sfiora il 2-0, Nico Williams timbra la traversa. Entrano Zaccagni e Retegui, ma gli azzurri proprio non riescono neanche a fare il solletico a Unai Simon che, all’86°, può finalmente festeggiare una facile presa in area sul primo calcio d’angolo. Dall’altra parte, nei minuti di recupero, Donnarumma si conferma un grande portiere dicendo due volte no a Perez. Finisce ‘solò 1-0 per la Spagna e ci va benissimo così: dominati e ridimensionati. Fra quattro giorni ci si gioca tanto contro la Croazia. Serve una reazione e tutt’altra Italia.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

L'articolo Troppa Spagna per l’Italia, iberici primi e agli ottavi proviene da Madonie Press.



Data articolo: Fri, 21 Jun 2024 01:04:59 +0000

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