News da Bagheria

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È morto all’età di 66 anni, dopo una lunga malattia, Rosario Tomasello.
Rosario era molto conosciuto a Bagheria per il suo impegno costante nel sociale e nella politica. Tra i fondatori del primo meetup del Movimento 5 Stelle di Bagheria, è stato fra i sostenitori del disegno di legge sul reddito di cittadinanza, una battaglia maturata anche grazie alla conoscenza diretta delle condizioni di povertà e di disagio sociale vissute da molti suoi concittadini.

Nel suo percorso politico è stato anche segretario di Articolo 1 a Bagheria, portando avanti con coerenza e passione i temi del sociale, dei diritti e dell’eguaglianza. La sua azione è sempre stata orientata alla tutela degli ultimi, delle persone più fragili e invisibili, nella convinzione che la politica dovesse farsi strumento di giustizia sociale e non di privilegio. Ha difeso con determinazione i valori della solidarietà, dell’inclusione e della dignità del lavoro, mantenendo uno sguardo attento verso chi restava ai margini e richiamando costantemente le istituzioni alle proprie responsabilità.
Per anni ha partecipato attivamente alla vita politica cittadina, prendendo parte a dibattiti e incontri pubblici, esponendo le proprie idee con forza e convinzione, mantenendo sempre dritta la barra del civismo e dell’impegno civile.
Impossibile dimenticare anche il suo lavoro a tutela dell’ambiente. Rosario Tomasello è stato per lungo tempo componente del Circolo Legambiente di Bagheria, partecipando a numerose iniziative sul territorio. Anche negli ultimi mesi, seppur duramente provato dalla malattia, ha voluto essere presente agli incontri del comitato cittadino sul verde pubblico promosso da diverse sigle cittadine, a testimonianza di un impegno mai venuto meno.
I funerali si svolgeranno mercoledì mattina alle ore 11.00 presso la Chiesa del Carmelo.

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Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 15:44:21 +0000
Ultime News

La giovane Delia Buglisi, il cui padre è bagherese e la madre di Paternò, sarà a Sanremo in duetto con Serena Brancale. Canteranno il brano “Besame Mucho”.
Delia Buglisi ha partecipato all’ultima edizione di XFactor classificandosi al terzo posto.

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Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 08:05:32 +0000
Ultime News

Nell’ambito del calendario predisposto dall’Amb, la partecipata del Comune di Bagheria, che cura la raccolta nel territorio bagherese, questa sera, domenica 1febbraio 2026, è il turno del conferimento di vetri e metalli. Pure stasera si potranno conferire pannolini e pannoloni.
Si potrà differenziare dalle ore 19,00 alle 21,00.

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Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 07:42:48 +0000
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La salute orale è parte fondamentale del benessere generale di ogni individuo. 

Il cancro orale è una malattia spesso silenziosa che può colpire la lingua, le gengive, il palato, le labbra o altre parti della bocca come l’area sotto la lingua o le mucose interne delle guance.

 Spesso nelle fasi iniziali non si hanno sintomi, ma può diventare molto pericoloso se non viene diagnosticato in tempo.

Alcuni comportamenti poi possono aumentare significativamente il rischio di contrarre il cancro orale, come:  

  • fumare tabacco (sigarette o sigari);
  • bere troppi alcolici;
  • infezioni da HPV (un virus che si trasmette anche con i baci o rapporti orali);
  • stare tanto tempo al sole senza protezione per le labbra;
  • mangiare poca frutta e verdura.

È importante sapere oggi che anche le sigarette elettroniche (le cosiddette e-cig) possono aumentare il rischio di contrarre il cancro orale e altre patologie del cavo orale.

. Sebbene spesso considerate meno dannose del tabacco combusto, il vapore delle e-cig contiene sostanze che causano infiammazione gengivale, lesioni precancerose e alterazioni del DNA cellulare, simili a quelle riscontrate nei fumatori tradizionali.

È fondamentale adottare uno stile di vita salutare e quindi:

  • smettere di fumare e limitare l’alcol;
  • lavarsi bene i denti ogni giorno;
  • avere una dieta equilibrata;
  • non trascurare eventuali ferite che non guariscono entro poche settimane.

La prevenzione perciò gioca un ruolo fondamentale e l’igienista dentale è la figura professionale sentinella in questo processo.

Durante le visite periodiche e le sedute di igiene orale che si raccomanda di eseguire almeno ogni 6 mesi, l’igienista ha l’opportunità di osservare attentamente la mucosa orale e intercettare eventuali lesioni sospette: macchie bianche o rosse, ulcere che non guariscono, cambiamenti di colore o consistenza.

Tanto più la diagnosi è precoce, maggiori sono le probabilità di successo per la cura.

Non trascuriamo la nostra bocca; una visita di prevenzione oggi può salvare la vita.

D.ssa Silvana Squitieri Igienista Dentale

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Data articolo: Sat, 31 Jan 2026 16:35:51 +0000
Ultime News

Al Cinema Capitol è in programma il film “Le cose non dette” e all’Excelsior “Due cuori due capanneâ€
“Le cose non dette” di Gabriele Muccino.
Carlo ed Elisa cercano di salvare il loro matrimonio con un viaggio a Tangeri tra amici storici. Tra paesaggi esotici e l’arrivo della misteriosa Blu, emergono segreti taciuti e tradimenti che mettono a nudo la fragilità dei loro legami.
Cinema Capitol
Orari: 17,00, 19,15, 21,30
Prezzo: Intero 8 euro, ridotto 6 euro

“Return tu silent hill“
Orari: 22,10
Prezzo: Intero 8 euro, ridotto 6 euro
Sala B
Buen camino
Orari: 18,30
Prezzo: Intero 8 euro, ridotto 6 euro
“La Grazia“
Orari: 20,30
Prezzo: Intero 8 euro, ridotto 6 euro

Cinema Excelsior
Due cuori 2 capanne
Orari: 19,15
Prezzo: Intero 8,00, Ridotto 6,00 euro
Ben rabbia animale
Orari: 21,30
Prezzo: Intero 8 euro, ridotto 6 euro

Tutti i film il 2 D, dal lunedì al giovedì 5 euro

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Data articolo: Sat, 31 Jan 2026 07:46:55 +0000
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Sarà esposto nella sezione dei carretti a villa Cattolica il quadro donato dal pittore bagherese Tommaso Provenzano, la cui cerimonia di consegna è avvenuta oggi, nella sede del museo Guttuso nella settecentesca villa.

L’opera raffigura il pittore bagherese Renato Guttuso cui è dedicato la struttura museale.
L’acquisizione è stata approvata dal comitato tecnico scientifico del museo.
All’incontro hanno preso parte esponenti del comune fra cui il sindaco di Bagheria Filippo Maria Tripoli, gli assessori Antonella Insinga, Biagio Sciortino, Daniele Vella e Francesco Gurrado che hanno seguito l’iniziativa. 
Tommaso Provenzano, è un artista che ha saputo evolvere la tradizionale pittura figurativa, applicandola non solo ai carretti ma anche ad oggetti di design e arredo, guadagnando riconoscimenti e collaborazioni a livello internazionale.

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Data articolo: Fri, 30 Jan 2026 18:47:58 +0000
Primo Piano


Il territorio comunale di Bagheria sarà monitorato nei prossimi giorni per capire quali strutture sono a misura di disabile e quali non lo sono.
E’ stato presentato oggi a villa Butera il progetto “Via Libera!”, grazie alla convenzione stipulata dal Comune di Bagheria con l’associazione Umip – Una Marcia in Più per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
“Oggi con Rita e Giuseppe continua un percorso -ha commentato il sindaco Filippo Tripoli– Monitoreranno la città e ci aiuteranno a capire come rendere la città’, le vie, le infrastrutture accessibili a tutti. Daranno una mano d’aiuto nei vari progetti di riqualificazione. L’abbattimento delle barriere architettoniche comincia dalle opere infrastrutturali ma continua con il senso civico evitando di posteggiare sui marciapiedi piuttosto che in prossimità degli scivoli dei marciapiedi, non occupando impropriamente i posteggi per disabili etccc…Il Comune deve dare l’esempio ma la città è di tutti e tutti dobbiamo dare l’esempio.”
Il progetto che prevede il monitoraggio degli ostacoli urbanistici presenti in città, per rimuoverli e garantire l’accessibilità in tutti gli spazi alle persone con difficoltà motorie o sensoriali, ai disabili con sedie a rotelle, agli anziani, ma anche ai genitori con passeggini.
L’operazione sarà gestita dall’associazione Umip – Una Marcia in Più, attraverso la Presidente Rita Pecoraro e il vicepresidente Giuseppe Lo Medico. Il servizio è offerto alla città con generosità e competenza, visto che Rita e Giuseppe sono persone diversabili.

Il progetto coinvolgerà gradualmente anche i negozi, che quasi sempre hanno sede in locali che presentano gradini all’ingresso e che sono privi di pedane o di scivoli che consentano l’accesso alle persone con disabilità. A tutti gli esercizi commerciali che accetteranno di collaborare e di eliminare le barriere architettoniche verrà riconosciuto il titolo di negozio accessibile, attraverso l’assegnazione della ‘Stella’ Umip. L’operazione si svolgerà d’intesa con il Comune di Bagheria, che predisporrà l’elenco di tutti i cantieri attualmente in opera in città affinché l’associazione Umip possa realizzare il monitoraggio degli ostacoli da rimuovere. Un passo importante, un progetto nuovo, un segnale chiaro: l’accessibilità e l’inclusione non possono più aspettare.
Nel corso della presentazione sono stati resi noti i nomi di 10 attività commerciali che hanno reso accessibili i locali ai disabili e che riceveranno la stella Umip.
I negozi sono:
Bar ANNI 20 – via Mattarella
Cinema CAPITOL – via Roma
Panificio CONTI – via Ignazio Lanza di Trabia
Bar DON GINO – via Dante
Ristorante I PUPI – via del Cavaliere
Supermercato IL CENTESIMO – via Monaco
LE BOLLE DI GIU’ GIU’ – via Libertà
Bar MOLINARO – corso Umberto
Farmacia SAN GIUSEPPE – via Bagnera
ZANGALORO – via Mattarella

L'articolo Bagheria. Presentato il progetto “Via Libera” per l’abbattimento delle barriere architettoniche. I dieci negozi senza barriere proviene da La Voce di Bagheria.



Data articolo: Fri, 30 Jan 2026 13:31:39 +0000
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In occasione del 43° anniversario della storica marcia antimafia Bagheria-Casteldaccia, il consiglio comunale di Bagheria ha ribadito il forte impegno nella sensibilizzazione per la lotta contro la criminalità organizzata. La seduta straordinaria ha visto la partecipazione di autorità, forze dell’ordine, dirigenti scolastici, cittadini e rappresentanti delle associazioni antimafia, dei sindacati e di diversi studenti degli istituti superiori cittadini.
Ad aprire la seduta straordinaria del consiglio comunale è stato il presidente Andrea Sciortino che ha invitato tutti i cittadini a partecipare alla prossima marcia che si terrà il 26 febbraio 2026. La lotta alla mafia, ha sottolineato, è una battaglia che riguarda tutti. “Non è una pratica burocratica – ha detto – né una responsabilità delegata esclusivamente alle forze dell’ordine: è una battaglia civile che ci riguarda tutti, nel profondo della nostra quotidianità. Il prossimo 26 febbraio saremo chiamati a scendere in piazza. Non sarà solo un gesto simbolico, ma una dichiarazione d’intenti chiara e rumorosa: Bagheria non abbassa lo sguardo. Partecipare significa ribadire che la nostra comunità è unita, compatta e profondamente determinata a costruire un futuro libero dalla paura, dai condizionamenti e dalla violenza”.

Vito Lo Monaco, presidente onorario del Centro studi Pio La Torre e organizzatore della marcia, ha sottolineato l’importanza di non sottovalutare la pervasività della mafia, che oggi si è infiltrata nelle istituzioni e controlla tanti traffici illeciti. Vari gli interventi che si sono susseguiti, tra cui quello del sindaco di Bagheria Filippo Maria Tripoli, della Consulta giovanile, di studenti e del dirigente scolastico. La 43esima edizione della marcia si terrà il 26 febbraio 2026, a partire dalle ore 9:00, con raduno a villa Palagonia. Parteciperanno istituzioni, associazioni, scuole, mondo ecclesiastico e la società civile.
“Non c’è sviluppo economico, né riscatto sociale, senza una netta e definitiva presa di distanza da ogni logica mafiosa. La nostra presenza alla marcia – sottolinea l’amministrazione – sarà la testimonianza di un governo cittadino che non scende a patti e che lavora per restituire bellezza e dignità alla nostra terra”.

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Data articolo: Thu, 29 Jan 2026 15:23:40 +0000
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Nei nostri tempi inquieti, tempi di “cuori raffreddati†avrebbe detto Stig Dagerman, non è facile imbattersi in scrittori che abbiano piena contezza di non essere soli al mondo. Che abbiano chiaro, cioè, che il loro esserci non è soltanto funzionale alla compilazione dell’ennesima bella pagina (sempre più rare, tra l’altro): ma che, anche in assenza di certezze da offrire, lo scrittore deve mostrarsi capace di non ignorare il mondo e l’epoca in cui vive, pur senza lasciarsi appesantire dal demone “dell’impegno†o, come diceva Albert Camus, “lasciarsi affascinare dalla Gorgone della politicaâ€.

Sembra, a leggere il suo ultimo La seconda vita di Larry Shock (Robin edizioni, Milano, 2025) che ciò sia ben chiaro a Pietro Giuseppe Tornatore, giovane autore con già alle spalle una serie di ottime prove narrative (Il sincronizzatore, Porto seguro, 2023; Appunti di un rider, Robin edizioni, 20204). Anche in questa sua ultima opera Tornatore conferma la rapidità di scrittura di cui aveva già dato mostra, e una indubbia capacità di gestire con i tempi giusti lo svolgimento della trama, per sorprenderci con un finale zampillante di suggestioni letterarie.

Il romanzo infatti, non a caso comincia con un esergo pirandelliano, una sorta di disinvolto avvertimento al lettore il quale, nel giro di poche pagine, si vedrà coinvolto nelle vicende surreali e distopiche del protagonista del racconto, l’eponimo Larry Shock (quasi che il temario dello scrittore di Girgenti avesse fatto cortocircuito con quello dell’ebreo newyorchese Paul Auster o dello più straniante J.G.Ballard). In una Los Angeles la cui topografia sembra suggerita da suggestioni fatalmente cinematografiche, assistiamo impotenti all’impossibile ritorno casa d’un Ulisse, perso nella sua città, che non ha più nemmeno il cane Argo ad attenderlo. Ma ciò he nel romanzo, ancora una volta colpisce (come nei due precedenti già citati) è l’abilità di Tornatore di far diventare attivo, quasi fosse un personaggio anch’esso, lo sfondo sul quale le azioni e le vicende del protagonista si stagliano. Soprattutto quando descrive, con ricognizioni di rara meticolosità, la realtà della working class contemporanea: dietro la quale il mondo in cui stiamo vivendo – noi e i personaggi di Tornatore – appare per quello che è, ovvero una desolata landa di nuove schiavitù e antiche oppressioni. Waste land che a Tornatore riesce così bene di rendere vivida e angosciante perché sa fare bene ciò da cui ogni autentico romanziere non può prescindere: prendere le distanze da ciò che è troppo immediato e guardarlo in prospettiva. E poi, bontà sua, raccontarlo.
Il volume si presenterà sabato 31 gennaio alle 17,30, al teatro Butera di villa Butera a Bagheria.
L’evento è organizzato dal liceo Scaduto, in collaborazione con il comune di Bagheria.
Saranno letti dei brani da parte di Liliana Sinagra.

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Data articolo: Thu, 29 Jan 2026 15:14:52 +0000
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Renato Guttuso nasce due volte. La prima il 26 dicembre 1911, a Bagheria; la seconda il 2 gennaio 1912, a Palermo, quando viene ufficialmente registrato all’anagrafe con il nome di Aldo Renato, figlio di Gioacchino e Giuseppina D’Amico.

La doppia data di nascita di Renato Guttuso non è una semplice discrepanza: è una frattura originaria della verità. Quella doppia nascita non fu il frutto di un errore burocratico, ma di una scelta consapevole del padre. Un gesto minimo solo in apparenza, che introduce fin dall’inizio una tensione destinata a durare. In questo slittamento iniziale si può leggere l’intera parabola di Guttuso.

L’artista trascorre a Bagheria i primi ventitré anni della sua vita. Abita prima in corso Butera, non distante dalla casa dell’amico poeta Castrense Civello, poi in via Generale Diaz, in una casa non lontana da quella dei genitori del fotografo Ferdinando Scianna.

Una fotografia scattata da Nicola Coglitore quando Renato ha tre anni mostra un bambino rigido, dallo sguardo distante, quasi estraneo alla scena. È difficile non leggere retrospettivamente in quell’immagine un presagio: una presenza già divisa tra ciò che è e ciò che sarà.

La prima ambiguità emerge nel nome. “Renato†non appartiene alla tradizione familiare dei Guttuso e sembra piuttosto rimandare a una scelta ideologica. L’ipotesi di un riferimento a Renato Imbriani, patriota risorgimentale, apre a una lettura in cui il nome diventa dichiarazione politica: il bambino reale affiancato fin dall’inizio a un modello ideale. Un’eredità trasmessa dal padre Gioacchino e dal nonno Ciro, garibaldino.

Questa doppia appartenenza — privata e pubblica, familiare e ideologica — riemerge con forza nella pittura di Guttuso.
La battaglia del Ponte dell’Ammiraglio nasce come omaggio alla memoria risorgimentale siciliana e, in filigrana, alla figura del nonno. Ma l’opera viene presto investita da una richiesta politica: Palmiro Togliatti chiede all’artista di adattarne il senso a una narrazione che attribuisca al Partito comunista un ruolo storicamente improprio nella battaglia del Ponte dell’Ammiraglio.

Guttuso non distrugge il dipinto né lo modifica. Ne realizza un secondo. Non è un compromesso, ma uno sdoppiamento strategico. Da un lato, la fedeltà alla propria memoria e alla verità storica; dall’altro, la concessione a una lettura ideologica funzionale al Partito, a cui non può sottrarsi del tutto. Non opposizione frontale, ma recita controllata.

Da quel momento la doppiezza diventa metodo di sopravvivenza. Guttuso non sarà mai un comunista ortodosso né un artista totalmente indipendente. Abita una zona intermedia: abbastanza vicino al PCI da diventarne un’icona, abbastanza distante da non esserne completamente assorbito. Il Partito ottiene un simbolo potente; l’artista, visibilità, protezione e legittimazione. Entrambi accettano la finzione.

La doppia nascita, reale e anagrafica, non fu dunque un accidente marginale, ma un atto fondativo. In essa è già iscritta la cifra di un’esistenza vissuta tra verità e rappresentazione, tra fedeltà e compromesso.

Dunque, Guttuso nacque due volte e imparò presto che, per sopravvivere nella storia, talvolta bisogna vivere sdoppiati.
Oggi il rischio è di conservare solo l’icona e smarrire la complessità. Se vogliamo che il mito Guttuso continui a parlare anche alle nuove generazioni, non basta nominare al più presto un valido direttore al “Museo Guttuso†di Bagheria: è necessario istituire un vero “Centro Studi Guttusianiâ€, in grado di ricomporre documenti, conflitti e ambiguità. Perché solo restituendo le fratture si restituisce davvero un artista alla storia.

foto Renato Guttuso particolare

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Data articolo: Tue, 27 Jan 2026 11:52:58 +0000

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