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#News #Ragusa
Apertura
Quando Catania chiude, a Comiso scatta un’altra emergenza: quella che i passeggeri non vedono
Ogni volta che l’Etna mette in difficoltà l’aeroporto di Catania, una parte dei voli viene dirottata su Comiso. Per i passeggeri significa spesso disagi, cambi di programma e trasferimenti. Ma dietro l’emergenza che tutti vedono ce n’è un’altra, molto meno visibile: quella dei lavoratori dell’aeroporto di Comiso, chiamati improvvisamente a gestire un volume di traffico molto superiore all’ordinario con gli organici disponibili. È su questo aspetto che CGIL Ragusa e Filt CGIL accendono i riflettori dopo un sopralluogo effettuato nello scalo. Il segretario generale della CGIL di Ragusa Giuseppe Roccuzzo e quello della Filt CGIL Ragusa Filippo Scollo hanno incontrato lavoratori e operatori per verificare direttamente cosa accade quando Comiso deve trasformarsi, nel giro di poche ore, nello scalo di supporto di Fontanarossa.
Il problema, secondo il sindacato, non riguarda soltanto piste, collegamenti o infrastrutture. Riguarda soprattutto le persone che devono far funzionare l’aeroporto.Quando Catania subisce limitazioni e aumentano improvvisamente voli e passeggeri a Comiso, gli addetti devono affrontare picchi di lavoro particolarmente pesanti. Negli ultimi periodi di maggiore traffico, riferiscono CGIL e Filt, l’operatività è stata garantita anche attraverso doppi turni e una forte flessibilità del personale.Una situazione che, secondo il sindacato, non può più essere affrontata come se si trattasse ogni volta di un evento imprevedibile. Le chiusure o le limitazioni di Fontanarossa legate all’attività dell’Etna sono infatti un fenomeno ricorrente e Comiso viene sistematicamente indicato come uno degli scali chiamati ad assorbire parte dell’emergenza. “Non si può costruire un sistema aeroportuale affidandosi ogni volta alla disponibilità e al sacrificio straordinario dei lavoratori”, sottolinea Scollo. Per la Filt servono organici adeguati, una programmazione stabile e condizioni di lavoro sostenibili.
È proprio questa alternanza a finire nel mirino del sindacato. Quando Catania è in difficoltà, i lavoratori di Comiso diventano indispensabili per sostenere l’aumento improvviso dell’attività. Superata l’emergenza, però, tutto ritorna alla gestione ordinaria. CGIL e Filt contestano proprio questa impostazione: non si può pretendere che siano gli stessi organici a trasformarsi, all’occorrenza, nella “riserva” operativa di un sistema aeroportuale molto più grande. “Quando c’è un’emergenza queste professionalità diventano indispensabili, poi si rischia di tornare a considerarle come una variabile da adattare alle esigenze del momento”, osserva Scollo.
Da qui la richiesta di cambiare completamente modello. Per Roccuzzo e Scollo, se Comiso deve svolgere stabilmente una funzione di supporto a Catania, questa funzione deve essere programmata prima dell’emergenza, prevedendo personale, organizzazione, infrastrutture e collegamenti adeguati. Il sindacato chiede quindi un vero piano operativo integrato tra i due aeroporti, capace di stabilire preventivamente cosa debba accadere quando Fontanarossa riduce la propria capacità operativa. Il potenziamento dello scalo ibleo, secondo CGIL e Filt, non può dunque essere misurato soltanto in termini di nuovi voli o investimenti infrastrutturali. Deve esserci un secondo pilastro: più occupazione stabile e organici dimensionati anche rispetto alla funzione che Comiso è ormai chiamato periodicamente a svolgere.Perché dietro ogni volo trasferito, ogni aereo che atterra e ogni passeggero che improvvisamente arriva a Comiso ci sono lavoratori che devono gestirlo. Ed è proprio questo il punto della denuncia sindacale: l’emergenza di Catania non può trasformarsi, ogni volta, nell’emergenza lavorativa di Comiso.
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Attualità
Al Castello di Donnafugata il riconoscimento ai poliziotti che hanno servito la provincia di Ragusa
Non soltanto la celebrazione del Patrono, ma soprattutto un momento dedicato alle persone che ogni giorno fanno parte della Polizia di Stato. È stato questo uno degli aspetti più significativi della ricorrenza di San Michele Arcangelo, celebrata in provincia di Ragusa nella cornice del Castello di Donnafugata.
Al centro della giornata ci sono stati infatti i riconoscimenti consegnati ai poliziotti che si sono distinti per professionalità e impegno nello svolgimento del servizio. Un momento attraverso il quale la Questura ha voluto valorizzare il lavoro svolto quotidianamente dal proprio personale e l’impegno dimostrato nell’attività al servizio della comunità.
Ma accanto ai riconoscimenti c’è stato anche un momento dal significato diverso, e particolarmente sentito: la consegna delle medaglie di commiato ai poliziotti che hanno raggiunto i limiti di età e lasciato l’Amministrazione.
Per loro la giornata di San Michele ha rappresentato una sorta di passaggio di testimone. Dopo anni trascorsi in divisa, tra servizi, responsabilità e attività al fianco dei cittadini, è arrivato il momento di concludere il percorso professionale nella Polizia di Stato.
La cerimonia è stata accompagnata dalla Santa Messa officiata dal vescovo di Ragusa, monsignor Giuseppe La Placa, in una giornata che la Questura ha scelto di vivere in un clima familiare e di condivisione.
La ricorrenza di San Michele, dunque, è diventata anche un’occasione per guardare alla Polizia di Stato attraverso le storie professionali dei suoi uomini e delle sue donne: da chi continua quotidianamente a distinguersi nell’attività di servizio a chi, dopo una lunga esperienza, ha lasciato la divisa.

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Attualità
Da Ragusa a Pozzallo, un weekend tra fede e tradizione: ecco gli appuntamenti
Giorni particolarmente intensi per le comunità religiose della provincia di Ragusa, tra ricorrenze, anniversari e feste che accompagnano l’inizio di ottobre. A Ragusa entra nel vivo il cammino verso la festa di San Francesco d’Assisi, mentre il Santuario del Carmine ha celebrato gli 80 anni della presenza dei Carmelitani scalzi in città. A Pozzallo, intanto, proseguono gli appuntamenti in onore della Madonna del Rosario, con un calendario che nel fine settimana affiancherà alle celebrazioni religiose anche gli eventi della tradizione popolare.
Nella parrocchia di San Francesco d’Assisi, in piazza Cappuccini a Ragusa, prosegue il programma che condurrà alla festa di domenica 4 ottobre.
Dopo le celebrazioni dei giorni scorsi, oggi, mercoledì 30 settembre, alle 18 sono previsti il Rosario e la Coroncina a San Francesco, mentre alle 18.30 sarà celebrata la messa presieduta da fra’ Everisto Zavettieri, collaboratore della parrocchia Sacra Famiglia.
Da giovedì 1 ottobre inizierà il triduo. Alle 18 il Rosario e la Coroncina, alle 18.30 la celebrazione eucaristica presieduta da don Giuseppe Di Corrado, docente di Patristica allo Studio Teologico San Paolo di Catania. Parteciperanno i cori delle parrocchie Sacro Cuore, Savio, San Paolo e San Francesco d’Assisi. Il percorso di preparazione proseguirà quindi fino alle celebrazioni di domenica 4 ottobre.
Sempre a Ragusa, il Santuario del Carmine ha celebrato un anniversario significativo: 80 anni dalla fondazione della comunità dei Carmelitani scalzi in città.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal vescovo Giuseppe La Placa. A ricordare le origini della presenza carmelitana è stato il priore del santuario, Gianni Iacono. La prima comunità arrivò infatti a Ragusa il 29 settembre 1946, guidata da padre Casimiro Massara, primo priore del convento.
Una storia legata anche alla beata Maria Candida dell’Eucaristia, che ebbe un ruolo importante nel ritorno dei Carmelitani in Sicilia dopo la soppressione degli ordini religiosi del 1866.
Durante l’omelia il vescovo ha sottolineato il valore che la spiritualità carmelitana continua ad avere nella vita della Chiesa locale, richiamando l’importanza, soprattutto nella società contemporanea, di luoghi dedicati al silenzio, alla preghiera e alla contemplazione.
A Pozzallo prosegue invece il programma della Festa della Madonna del Rosario, che nei prossimi giorni entrerà nella sua fase più intensa.
Oggi, mercoledì 30 settembre, alle 18.30 è prevista la recita del Rosario, alle 19 la messa animata dalla comunità di Santa Maria di Portosalvo e alle 20 l’Adorazione eucaristica carismatica diocesana con i gruppi del Rinnovamento nello Spirito Santo.
Giovedì 1 ottobre, dopo il Rosario delle 18.30, alle 19 sarà celebrata la messa con la comunità di San Giovanni Battista e alle 20 si terrà la preghiera delle Sette Allegrezze di Maria.
Venerdì 2 ottobre, alle 19, sarà celebrata l’Eucaristia in ricordo dei giovani defunti. Alle 20, in piazza San Pietro, è previsto l’incontro “La Forza della Vita”, curato dalle giovani coppie della comunità.
Il programma si allargherà sabato 3 ottobre anche agli appuntamenti popolari. Dopo il Rosario delle 18.30 e la celebrazione eucaristica delle 19, si terrà la veglia di preghiera nel Transito di San Francesco d’Assisi.
Dalle 20 le bande “Città di Pozzallo” e “Santa Maria di Custonaci” sfileranno per le vie cittadine. Alla stessa ora, in piazza Municipio, spazio alla 23ª Sagra delle Frittelle e al 14° Festival della Danza.
Tra Ragusa e Pozzallo si apre così un lungo fine settimana nel quale celebrazioni religiose, memoria e tradizioni popolari tornano a intrecciarsi, coinvolgendo diverse comunità della provincia.
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Apertura
Dottor Jekyll e Mister Hyde della politica modicana? Il Pd attacca l’On. Abbate per i suoi voti in parlamento
Una sorta quindi di “dottor Jekyll e Mister Hyde” della politica modicana. È questa, in sostanza, l’immagine che il Partito Democratico costruisce nella sua denuncia politica contro Ignazio Abbate: il deputato che sul territorio rivendica iniziative e finanziamenti per Modica e che, secondo i democratici, a Palermo avrebbe invece votato contro una serie di interventi proposti per alcune delle strutture più importanti della città. L’accusa arriva dal segretario cittadino del Pd Francesco Stornello e dal consigliere comunale Giovanni Spadaro e riguarda l’esame in Commissione Bilancio del disegno di legge n. 1200 sulle variazioni al bilancio regionale 2026-2028. Che quella Commissione si sia riunita il 29 settembre per proseguire l’esame proprio del ddl 1200 è confermato dall’agenda ufficiale dell’Assemblea regionale siciliana, nella quale Abbate compare tra gli invitati in qualità di relatore per la I Commissione.
Il cuore della contestazione è tutto nei documenti che il Pd porta a sostegno della propria posizione. Gli emendamenti, predisposti su impulso del circolo democratico modicano e presentati dal deputato regionale Nello Dipasquale, con le sottoscrizioni dei deputati Cracolici, Venezia e Catanzaro, prevedevano complessivamente 4,5 milioni di euro per Modica. Nel dettaglio, 500 mila euro erano destinati alla sistemazione e messa in sicurezza del ponte Milano-Palermo, un milione al recupero del palazzetto Baden Powell, un milione alla riqualificazione del campo sportivo Caitina-Pietro Scollo, un milione al recupero e alla valorizzazione di Villa Cascino e un altro milione alla ristrutturazione del PalaRizza.Cinque interventi diversi, accomunati, secondo quanto denuncia il Pd, dallo stesso esito: la bocciatura e il voto contrario di Abbate. Ed è proprio qui che Stornello affonda il colpo politico: “A Modica l’on. Abbate affida ai social la narrazione delle sue presunte battaglie per la città. Poi però, chiuso nelle stanze della Commissione Bilancio a Palermo, quando si tratta di trasformare la propaganda in risorse concrete per la nostra comunità, preme il tasto contrario”. Il segretario del Pd sintetizza l’accusa in una frase: “I video si possono montare ad arte, i voti parlamentari no”.
Il quadro, tuttavia, va completato con un elemento importante. Abbate nelle settimane precedenti aveva promosso altri interventi destinati proprio a Modica. Tra questi figurano un emendamento da 2 milioni di euro per il cimitero comunale e un intervento da 5 milioni per l’ospedale di Modica, entrambi transitati nell’iter della manovra regionale. Ed è proprio questo elemento a rendere politicamente ancora più interessante la questione sollevata dal Pd. Non si tratta, dunque, di sostenere che Abbate abbia sistematicamente votato contro ogni finanziamento destinato alla propria città, circostanza che non risulterebbe corretta. La domanda posta dai democratici è un’altra: perché sostenere alcuni interventi per Modica e votare contro questi cinque? È questo il “doppio volto” sul quale il Pd chiede spiegazioni.
Per Giovanni Spadaro non si trattava, peraltro, di interventi marginali. Il consigliere comunale richiama soprattutto la funzione sociale degli impianti sportivi. PalaRizza, Caitina e Baden Powell, sostiene, rappresentano strutture utilizzate da giovani, famiglie e società sportive; il ponte Milano-Palermo interessa invece mobilità e sicurezza, mentre Villa Cascino costituisce uno degli spazi verdi e storici della città. Il punto politico posto dal Pd è dunque molto preciso: non contestare semplicemente un voto contrario, ma conoscere le motivazioni che hanno portato Abbate a esprimerlo. Ed è su questo terreno che Stornello e Spadaro lanciano la sfida al deputato regionale: “Il problema erano i progetti o il fatto che non portassero la sua firma esclusiva?”. Quest’ultima, naturalmente, è una domanda e un’accusa politica del Pd, non una motivazione accertata del voto di Abbate. Sarà eventualmente lo stesso parlamentare regionale a spiegare le ragioni delle proprie scelte.
C’è poi un secondo terreno di confronto, quello del cimitero di Modica. Abbate aveva annunciato nelle scorse settimane un proprio emendamento da due milioni di euro per progettazione, adeguamento e messa in sicurezza delle strutture cimiteriali gestite da circoli, associazioni e confraternite. L’esistenza dell’iniziativa è stata riportata pubblicamente prima dell’esame della Commissione Bilancio. Il Pd rivendica però di avere affrontato la questione già con un emendamento di Dipasquale depositato l’8 settembre e respinge la ricostruzione secondo cui avrebbe ostacolato l’intervento. Anche qui, dunque, si combatte una battaglia parallela: non soltanto sui finanziamenti, ma sulla loro paternità politica e sulla narrazione che ne viene fatta all’esterno.
I democratici annunciano che la partita non è conclusa. Gli emendamenti riguardanti Modica saranno riproposti durante l’esame del provvedimento all’Assemblea regionale. Ed è proprio lì che il confronto potrebbe diventare ancora più interessante. Perché al di là della battaglia a colpi di comunicati e video, rimane una questione molto concreta: 4,5 milioni di euro destinati a cinque opere modicane non hanno superato il passaggio contestato dal Pd. Stornello e Spadaro chiedono quindi ad Abbate di spiegare pubblicamente le ragioni dei suoi voti. Il Pd, dal canto suo, ha già scelto la frase con cui trasformare la vicenda in battaglia politica: “I video passano, i voti in Commissione restano”. E tra il racconto social e i documenti parlamentari si apre adesso uno scontro politico destinato a proseguire.




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Attualità
A Vittoria si cambia tutto: un solo uomo al comando e appena un mese per la sfida più difficile
Apoco più di un mese dalla Fiera Campionaria di Vittoria, evento molto atteso non solo in città, il sindaco Aiello assume una decisione drastica. Ha nominato infatti, Giuseppe Traina nuovo amministratore unico della Vittoria Mercati, la società vittoriese che gestisce tutti i mercati vittoriesi: il mercato ortofrutticolo di contrada Fanello, il più grosso mercato alla produzione siciliano, il mercato ittico di Scoglitti, le attività dell’ex Fiera Emaia, con la tradizionale fiera novembrina e le altre fiere che venivano organizzate nel corso dell’anno. Vittoria Mercati si occupa anche dei mercatini settimanali di Vittoria e di Scoglitti e dei mercatini rionali. Inoltre spetta alla Vittoria Mercati anche le attività di promozione e valorizzazione delle produzioni agricole del territorio, anche attraverso la partecipazione a fiere, attività di internazionalizzazione e con i vari buyers del settore.
Un mese fa si era dimesso il consiglio d’amministrazione, finora composto da tre persone: il presidente Vincenzo Statelli, dottore commercialista, e i consiglieri Sergio Di Modica, avvocato civilista, e Giovanni Melfi, ingegnere e consulente informatico.
La scelta del sindaco oggi è di non nominare più un nuovo Cda, ma di affidare la gestione di tutte le attività di fiere e mercati ad un amministratore unico. La scelta è caduta proprio su Giuseppe Traina, già direttore di Commerfidi Ragusa e in precedenza dirigente all’interno del Banco di Sicilia (oggi Unicredit).
Vittoria Mercati da dieci anni ha preso in carico l’eredità dell’ex Azìienda speciale Fiera Emaia, che ha gestito la Campionaria novembrina negli anni in cui gli eventi fieristici erano un punto di riferimento per l’economia locale.Oggi, in un periodo storico diverso, anche l’Emaia, come tutte le più importnati fiere italiane, attraversano un periodo di crisi.Molte grandi fiere hanno chiuso i battenti. Vittoria resiste ma, negli ultimi anni, è stata organizzata solo la Campionaria di novembre, mentre sono stati abbandonati altri eventi fieristici (la specialistica di agricoltura de motorizzazione agricola, la fiera del reparto moda, la cosiddetta “fiera di San Giovanni”, l’evento estivo che apriva alle vacanze estive.
Il nuovo amministratore unico ha a disposizione poco più di un mese per organizzare la Fiera campionaria, l’evento più atteso, che si svolge tradizionalmente a cavallo dell’11 novembre, festa di San Martino.
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Attualità
Informatici si diventa: a Ragusa si formano i tecnici di cybersecurity, dati e intelligenza artificialeProgettare l’architettura informatica di un’azienda, difenderla dagli attacchi, far lavorare i dati e l’intelligenza artificiale senza perdere di vista le regole. Da quest’anno lo si può imparare a Ragusa, senza fare le valigie: nasce l’ITS Ragusa per “Tecnico superiore responsabile di sistemi informativi”, presentato martedì 29 settembre alla Scuola dello Sport, che ospiterà anche le lezioni.
Due anni, 1.800 ore, di cui 720 di tirocinio in azienda. Lezioni in presenza e a tempo pieno, dal lunedì al venerdì, con avvio previsto entro novembre. I posti sono 30, aperti ai diplomati residenti o domiciliati in Sicilia. L’iscrizione costa 200 euro l’anno; il resto è coperto da fondi FSE, ministeriali e regionali.
Il programma guarda a ciò che le imprese chiedono oggi: reti e sistemi, sicurezza informatica e conformità alle norme NIS2 e GDPR, Big Data e Business Intelligence, gestione dell’intelligenza artificiale nel rispetto dell’AI Act. Alla fine si ottiene il diploma di specializzazione per le tecnologie applicate, di quinto livello EQF; gli eventuali crediti universitari vengono riconosciuti secondo la normativa.
Il corso è della Steve Jobs Academy, costruito con Oasi Digitale, la rete delle imprese del polo informatico ibleo, insieme a Sicindustria e al Comune di Ragusa. Per Oasi Digitale è il passo successivo di Hack Your Talent, il progetto che in cinque edizioni ha messo in contatto centinaia di studenti delle superiori con le aziende del settore.
Il presidente di Oasi Digitale, Stefano Ricca, la mette così: i ragazzi non devono per forza restare, ma devono poterlo scegliere, e chi è partito deve trovare le condizioni per tornare. Ciro Lambro, per Sicindustria Ragusa, ha insistito sulle competenze come leva di competitività; il sindaco Peppe Cassì ha rivendicato la scelta di aprire al progetto gli spazi della Scuola dello Sport. Per la direttrice generale della Steve Jobs Academy, Sheila Scerba, a Ragusa c’è un tessuto d’imprese «particolarmente interessato alle competenze tecnologiche». All’incontro era presente anche Daniela Mercante, dirigente dell’Ambito territoriale di Ragusa, l’ex Provveditorato.
Le domande si presentano entro giovedì 15 ottobre 2026 sul portale della Steve Jobs Academy. La selezione prevede una prova scritta di informatica, inglese e logica, un colloquio motivazionale e la valutazione del curriculum. Chi vuole saperne di più può partecipare al secondo incontro di presentazione, giovedì 8 ottobre alle 18, all’Itis di via Tommaseo.
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Apertura
Migliori bar d’Italia 2027: Modica fa il pieno di tazzine. Nove locali iblei nella guida del Gambero Rosso
Tazzina dopo tazzina, la provincia di Ragusa si prende il suo spazio nella guida Bar d’Italia 2027 del Gambero Rosso, realizzata con illycaffè. Nessun locale ibleo arriva al punteggio pieno delle Tre Tazzine, ma la provincia entra in guida con nove indirizzi. Uno solo di questi è fuori da Ragusa e Modica.
Modica fa la parte del leone nella guida Bar d’Italia 2027
Due tazzine, il gradino appena sotto l’eccellenza, sono andate a cinque locali iblei. Quattro sono a Modica. C’è il Rosy Bar di via Risorgimento, istituzione di quartiere che i fratelli Pinelli portano avanti da anni dopo averla ricevuta dai genitori. C’è Adamo, in via Marchesa Tedeschi, la caffetteria di Antonio Adamo. C’è il Caffè dell’Arte, che nel 2024 ha lasciato il centro storico per trasferirsi in via Sacro Cuore, alla Sorda, senza perdere i clienti di sempre. E c’è il Kaffa Street Bar di Frigintini, che deve il nome alla regione etiope culla del caffè ed è gestito da Giorgio Puma e Carmela Giannone. Il quinto locale con due tazzine è a Ragusa: Prima Classe, in via Ercolano, che festeggia i 25 anni di attività.
Ragusa, Ibla e Ispica con una tazzina
Il capoluogo porta in guida altri tre locali con una tazzina. La Dolceria di via del Mare, del pasticciere Gianluca Cavallo, è un indirizzo da colazione a due passi da piazza Duca degli Abruzzi. Biancomangiare è caffetteria e bistrò nel cuore di Ibla, in via del Convento. Il Caffè Sicilia di viale Sicilia, attivo da oltre sessant’anni, è un punto di riferimento per la pasticceria classica: da non confondere con l’omonimo di Noto. Una tazzina anche per Bruno, a Ispica, l’insegna di paese nata nel 1972 che Bruno Armenia ha rilevato nel 1996.
I siciliani al vertice
In tutta Italia i bar recensiti sono 912, 140 dei quali per la prima volta. Solo 57 raggiungono le Tre Tazzine, e il titolo di Bar dell’anno va al Caffè Gilli di Firenze. Tre dei 57 sono siciliani: le due novità palermitane Charleston Café e Morettino, e il Caffè Sicilia di Noto di Corrado Assenza. Quest’ultimo riceve anche il riconoscimento speciale per i 40 anni del Gambero Rosso, dedicato ai bar che hanno fatto la storia. Oltre il confine provinciale, il Siracusano entra in guida con 15 locali.
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Attualità
Conti e trasparenza, a Modica qualcosa ancora non torna: il nuovo richiamo dell’anticorruzione
Il sito del Comune di Modica non è ancora in regola con la legge sulla trasparenza, e a dirlo non è l’opposizione ma l’Autorità nazionale anticorruzione. Con la delibera n. 307 del 21 luglio scorso, l’ Autorità Nazionale Anticorruzione ha constatato che Palazzo San Domenico non ha completato l’adeguamento della sezione “Amministrazione trasparente” che la stessa Autorità gli aveva ordinato più di un anno fa. A riaccendere il caso è una nota di Vito D’antona, che parla di un silenzio diventato ormai “atteggiamento consolidato” della sindaca e della sua amministrazione.
La vicenda comincia il 18 giugno 2025. Con la delibera n. 261 l’ANAC ordina al Comune di pubblicare entro trenta giorni documenti e informazioni che la legge (il decreto legislativo 33 del 2013) considera obbligatori e che sul portale non c’erano.Il controllo successivo arriva il 5 maggio 2026, undici mesi dopo, e l’esito non è quello sperato. Secondo quanto ricostruito, restano non aggiornate cinque sezioni che riguardano i conti della città: il bilancio di previsione con i suoi allegati, gli indicatori di bilancio, i pareri dei revisori dei conti, il rendiconto approvato e il piano esecutivo di gestione. Sono proprio i documenti che servono a un cittadino per capire come vengono spesi i suoi soldi.
Il provvedimento dell’ANAC cade in un momento in cui le lamentele si accumulano. A metà settembre la sede modicana dell’Unione Nazionale Consumatori ha mandato una diffida formale alla sindaca Maria Monisteri. Il responsabile, l’avvocato Antonino Di Giacomo, denuncia il “silenzio assoluto” dell’amministrazione su nove questioni segnalate e mai affrontate: dalla pulizia dei cassonetti a Marina di Modica fino, appunto, al sito comunale. Poco dopo il Movimento 5 Stelle ha ricordato di aver presentato già ad aprile, insieme alla deputata regionale Stefania Campo, un esposto all’ANAC, alla Prefettura e al responsabile comunale per la trasparenza. Il consigliere del Pd Giovanni Spadaro ha invece presentato un’interrogazione per sapere se i rilievi dell’Autorità siano stati superati.
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Ottobre arriva, l’autunno no: in provincia si continuerà a uscire quasi in maniche corte. Ma c’è una data da segnareL’allerta gialla è alle spalle, e l’autunno vero si fa ancora attendere. Le previsioni meteo di ottobre a Ragusa e in tutta la Sicilia raccontano un mese che parte sotto l’alta pressione, con temperature sopra la media e poche piogge. Il cambio di passo è atteso non prima di metà mese.
A Ragusa le massime restano intorno ai 23 gradi per tutta la settimana, con minime tra 13 e 15. Fa più caldo verso la costa: a Modica i modelli di iLMeteo danno 25 gradi fino a venerdì 2 ottobre e 24 nel fine settimana, con minime che non scendono sotto i 15. Mercoledì 30 settembre resta qualche possibilità di rovescio, intorno al 49 per cento. Da giovedì il tempo torna stabile.
L’unico punto interrogativo è sabato 3 ottobre, con una probabilità di pioggia intorno al 45 per cento. Domenica 4 appare più tranquilla: una buona notizia per chi ha in programma la Giornata regionale dei cammini e dei sentieri, e per la festa gratuita “Vento in poppa” a Marina di Ragusa. Il mare, secondo le rilevazioni di iLMeteo, resta intorno ai 25 gradi: per un bagno d’ottobre non serve coraggio.
Per il meteorologo Simone Abelli di Meteo Expert, intervistato da Fanpage, la prima settimana di ottobre sarà dominata dall’anticiclone africano. Una circolazione più dinamica è attesa da metà mese, con piogge che potrebbero risultare più abbondanti della media. Secondo il bollettino ripreso da La Sicilia la finestra è quella tra il 12 e il 18 ottobre. Di freddo vero, però, non se ne parla: le temperature dovrebbero restare quasi sempre sopra la norma, con anomalie più marcate al Centro-Nord che al Sud.
Meteo.it invita alla prudenza: a questa distanza i modelli indicano solo tendenze generali, non i giorni di pioggia né le città coinvolte.
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Attualità
Rosolini piange Alessio, morto a soli 22 anni. Il sindaco: “Non si può spegnere una vita quando c’è ancora un futuro da scrivere”
Rosolini è scossa dalla morte di Alessio, un giovane di appena 22 anni. Una notizia che ha suscitato profondo dolore nella comunità e sulla quale è intervenuto anche il sindaco Giovanni Spadola, affidando ai social un messaggio di cordoglio rivolto alla famiglia del ragazzo.
“Non si può morire così giovani. Non si può spegnere una vita quando davanti ci sono ancora sogni da realizzare, strade da percorrere, abbracci da vivere e un futuro ancora tutto da scrivere”, scrive il primo cittadino.
Spadola, anche a nome dell’amministrazione comunale e della città di Rosolini, esprime la propria vicinanza alla nonna, alla famiglia e alle persone care ad Alessio. Un pensiero particolare viene rivolto anche al padre Santino, che, secondo quanto riferisce il sindaco, “in queste ore sta vivendo a sua volta una drammatica prova”.
Nel suo messaggio il sindaco si rivolge direttamente ai ragazzi della città, trasformando il cordoglio in un invito a non dare per scontato il tempo: “Vivete, amate, inseguite i vostri sogni, state accanto alle persone che vi vogliono bene, la vita è un dono fragile e prezioso”.
Poi l’ultimo saluto ad Alessio, affidato a poche parole: “Che la terra ti sia lieve. E che il tuo sorriso rimanga per sempre nel cuore di chi ti ha conosciuto”.
Una morte a soli 22 anni che lascia sgomenta Rosolini e quanti conoscevano il giovane. Nel messaggio del sindaco non vengono indicate le circostanze del decesso, ed è quindi opportuno, al momento, fermarsi alla notizia e al dolore espresso dalla comunità
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