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Elia Gaudioso: il modicano irriverente di 26 anni che fa satira sull’Italia. Uscito il suo ebook

Un nuovo progetto editoriale che nasce dalla satira e parla anche il linguaggio del territorio. Il 31 dicembre 2025 è uscito l’ebook “Volevo farlo cartaceo, ma si stanno finendo gli alberi”, scritto da Elia Gaudioso, autore satirico e copywriter originario di Modica.

Il libro raccoglie una selezione di brevi testi, battute e riflessioni ironiche scritte nel corso del 2025. Si tratta di una satira diretta e contemporanea, che prende di mira senza sconti la società moderna e i suoi paradossi: dalla politica al mondo del lavoro, dai media alla vita quotidiana, passando per abitudini collettive, contraddizioni sociali e piccoli grandi assurdi del nostro tempo. Il tono è leggero ma pungente, pensato per far sorridere e allo stesso tempo stimolare una lettura critica della realtà.

Elia Gaudioso ha 26 anni ed è attivo da tempo nel panorama della satira italiana online. Di giorno lavora come copywriter, mentre da anni affianca all’attività professionale quella di autore satirico, collaborando con alcune delle realtà più seguite del settore. Le sue battute e i suoi testi sono apparsi su Lercio, Prugna, Satiraptus, Kotiomkin e Soppressatira, piattaforme che contano centinaia di migliaia, in alcuni casi milioni, di follower. Solo su Lercio, uno dei siti satirici più noti in Italia, Gaudioso ha firmato oltre settanta pubblicazioni, portando spesso temi legati alla Sicilia e alla provincia di Ragusa all’interno di un contesto nazionale.

Negli anni, infatti, l’autore ha scelto più volte di trasformare vicende locali in spunti satirici capaci di parlare a un pubblico più ampio. Dalla sanità iblea alla questione dell’aeroporto di Comiso, fino ad altri temi caldi del territorio, le sue battute hanno trovato spazio su pagine satiriche seguitissime, contribuendo a dare visibilità a problematiche locali attraverso il filtro dell’ironia.

L’ebook nasce come progetto completamente indipendente ed è pensato come una lettura breve e accessibile, adatta a un pubblico trasversale. La scelta del formato digitale è coerente con lo spirito ironico del titolo e con l’idea di un prodotto agile, immediato, facilmente fruibile. Il libro è disponibile esclusivamente in formato digitale su Amazon.

La copertina e l’impaginazione sono state curate da Giulia Paolino, studentessa di interior design classe 2001, che ha lavorato sull’aspetto visivo del progetto contribuendo a definirne l’identità grafica.

Con questa pubblicazione, Elia Gaudioso aggiunge un nuovo tassello a un percorso costruito tra scrittura, satira e comunicazione, confermando l’intenzione di usare l’umorismo non solo come intrattenimento, ma anche come strumento di osservazione critica della realtà, partendo da Modica e dalla Sicilia per parlare a un pubblico molto più ampio.

L’ebook

La presentazione: “Una raccolta di battute di satira italiana e umorismo contemporaneo, firmate da Elia Gaudioso nel corso del 2025.
Un libro di umorismo e attualità: una critica mordace (ma sempre elegante) alla società moderna, ai suoi paradossi e alle sue meravigliose contraddizioni.

Un libro che non è né di destra né di sinistra. Diciamo che prova a posizionarsi al centro.
Al centro dell’attenzione mediatica, magari — così Elia potrebbe iniziare a risarcire i suoi genitori per avergli fatto credere che potesse trovare un lavoro vero.

Una lettura breve, ironica e intelligente su politica, lavoro, social network, media e vita quotidiana”.

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Fri, 02 Jan 2026 11:38:49 +0000

Necrologi

Necrologi: Emanuela Occhipinti

Necrologi: Emanuela Occhipinti

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Fri, 02 Jan 2026 11:23:48 +0000

Eventi

Galà a cavallo. Spettacolo equestre a Scicli

Un evento che conferma l’amore per i cavalli in una città dove due manifestazioni folkloristiche-religiose ne hanno suggellato, con le Cavalcate di San Giuseppe a Donnalucata ed a Scicli, l’amore per gli equini. Inizio giornata, in contrada Zagarone, alle 9 di domenica. Sarà un momento culturale e di intrattenimento dedicata al mondo del cavallo ed alla famiglia con esibizioni equestri che raccontano l’evoluzione del cavallo dallo stato brado alle moderne espressioni artistiche valorizzando il rapporto etico e rispettoso tra animale e cavaliere.

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Fri, 02 Jan 2026 11:14:53 +0000

Apertura

Capodanno col “botto†ai pronto soccorso iblei: attese estenuanti e utenti in tensione. Intervenute forze dell’ordine per riportare la calma

Tra la fine del 2025 e l’inizio del nuovo anno, i pronti soccorso della provincia di Ragusa hanno vissuto giorni di fortissima criticità, trasformandosi in luoghi di attesa infinita, esasperazione e crescente tensione. Tra San Silvestro e Capodanno, l’aumento degli accessi, la carenza di personale sanitario e la sospensione dell’attività dei medici di famiglia hanno messo a nudo tutte le fragilità di un sistema già in affanno.

Picchi di presenze in pronto soccorso a Modica e Ragusa

La situazione più difficile si è registrata al pronto soccorso dell’ospedale di Modica, dove in diversi momenti si sono raggiunti picchi di circa trenta persone contemporaneamente presenti. Problemi anche a Ragusa, meno a Vittoria. Pazienti su barelle nei corridoi, familiari costretti ad attendere per ore senza aggiornamenti, anziani e bambini seduti per lungo tempo in spazi ormai saturi. Le ore di attesa, in molti casi, si sono trasformate in vere e proprie maratone che hanno attraversato l’intera giornata.

Anche al pronto soccorso del Giovanni Paolo II di Ragusa, il nuovo ospedale del capoluogo, il quadro non è stato migliore. Qui le attese si sono protratte per ore e ore, soprattutto nelle fasce serali e notturne, con un flusso continuo di utenti e un numero di operatori insufficiente a garantire risposte rapide. Il periodo festivo, tradizionalmente delicato, ha amplificato una pressione che il sistema non è riuscito ad assorbire.

Paziente va in escandescenza

In questo clima di sovraffollamento e stanchezza, non sono mancate le tensioni. Nelle ultime ore si è verificato un episodio particolarmente delicato che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Un paziente con problemi psicologici, in evidente stato di agitazione, ha iniziato a inveire contro il personale sanitario e contro altri utenti presenti in sala d’attesa. La situazione è rapidamente degenerata: l’uomo ha spostato con violenza barelle e attrezzature, creando momenti di paura tra i presenti.

Una persona presente in sala d’attesa descrive scene di paura, la guardia giurata in servizio che interviene per invitarlo a non disturbare gli altri utenti. Il paziente che va in escandescenza e dapprima sbatte una sedia a rotelle a muro e spinge una barella contro la guardia giurata rimasta fortunatamente illesa. Poi dopo aver preso a pugni con rabbia i muri della camera calda scardina una parte di recinzione dei lavori in corso del pronto soccorso e colpisce a calci i birilli del cantiere.
La guardia giurata dopo averci parlato è riuscita a calmarlo. Solo l’arrivo delle forze dell’ordine ha permesso di riportare la calma e garantire la sicurezza di operatori e pazienti. Un episodio che evidenzia come il sovraffollamento e l’attesa prolungata possano diventare un detonatore per situazioni già fragili.

Attese infinite

Accanto agli episodi più eclatanti, si moltiplicano le testimonianze di cittadini esasperati. Emblematico il racconto di una famiglia arrivata al pronto soccorso alle sei del mattino del 30 dicembre per un malore della figlia minore. Secondo quanto riferito, fino alle sei di sera non sarebbe arrivata un’assistenza adeguata, nonostante le ripetute richieste di informazioni. Un caso che sintetizza il senso di impotenza e frustrazione vissuto da molti utenti, soprattutto quando si tratta di bambini o soggetti fragili.

L’intervento critico del Comitato Civico Articolo 32

A intervenire sulla crisi è stato anche il Comitato Civico Articolo 32, che già il 14 dicembre aveva lanciato un allarme chiedendo ai vertici dell’Asp di Ragusa di programmare soluzioni straordinarie in vista delle festività. Secondo il Comitato, l’aumento degli accessi era prevedibile, anche a causa della sospensione dell’attività dei medici di famiglia, ma nessun provvedimento concreto sarebbe stato adottato. Le segnalazioni dei cittadini, le immagini raccolte e i sopralluoghi dei volontari avrebbero confermato una situazione di sofferenza già annunciata.

Pur riconoscendo la professionalità e la calma degli infermieri e dei medici, che hanno consentito una gestione complessivamente ordinata degli accessi nonostante la forte tensione, il Comitato punta il dito contro la dirigenza aziendale, accusata di evitare le proprie responsabilità e di limitarsi a soluzioni tampone. Viene criticata anche l’assenza di strategie organizzative alternative, come la presa in carico anticipata dei pazienti, già sperimentata in altre regioni per alleggerire la pressione sui pronti soccorso attraverso il coinvolgimento di infermieri formati e medici di reparto. Va anche però detto che molti reparti sono già saturi.

Ambulanza senza medici a bordo

A rendere ancora più grave il quadro, il primo giorno del 2026 si è aperto con un’ulteriore emergenza sul fronte dell’assistenza territoriale. Nel Distretto di Modica, che comprende anche Pozzallo, Ispica e Scicli, non è stata operativa alcuna ambulanza medicalizzata per l’intera giornata del 1 gennaio. In caso di emergenze, gli interventi avrebbero dovuto essere garantiti da mezzi provenienti da altri distretti, con inevitabili ritardi. Una situazione definita inaccettabile dai sindaci del territorio, in particolare dal sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, che ha chiesto l’immediata convocazione di un tavolo tecnico per affrontare in modo strutturale il tema dell’emergenza-urgenza.

Il bilancio di queste giornate festive restituisce l’immagine di una sanità che regge solo grazie al sacrificio degli operatori, ma che mostra crepe profonde sul piano organizzativo. Attese infinite, tensioni crescenti, episodi di violenza e carenze nei servizi di emergenza non possono essere considerati eventi straordinari o inevitabili. Sono segnali di un sistema che ha bisogno di interventi immediati e di una programmazione seria, perché ciò che è accaduto tra San Silvestro e Capodanno rischia di non restare un’eccezione.
Ha collaborato Giada Drocker.

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Fri, 02 Jan 2026 11:07:48 +0000

Apertura

“A Salvini, arridacce i soldi del ponteâ€! Intanto è polemica sul regalo natalizio della figlia

La bocciatura della Corte dei Conti sul progetto del Ponte sullo Stretto ha riacceso una polemica che, in Sicilia, non si era mai davvero spenta. Al centro della discussione non c’è solo un’infrastruttura considerata da molti lontana dai bisogni reali del territorio, ma soprattutto l’utilizzo dei fondi del Fondo Sviluppo e Coesione, risorse che avrebbero dovuto finanziare opere strategiche diffuse e che invece sono state dirottate verso un progetto oggi giudicato carente sotto il profilo tecnico, procedurale e finanziario.

Dal punto di vista della provincia di Ragusa, la questione assume contorni ancora più concreti. Qui il tema delle infrastrutture non è astratto né ideologico, ma quotidiano. Strade incomplete, collegamenti interni fragili, cantieri fermi o mai partiti sono problemi che incidono direttamente sulla sicurezza, sull’economia e sulla qualità della vita. In questo contesto, la sottrazione di risorse destinate a opere locali viene vissuta come uno scippo vero e proprio.

Tra i casi più citati c’è quello dell’autostrada Siracusa-Gela e, in particolare per l’area iblea, dei lotti ancora da realizzare nel tratto Modica-Scicli. Un’arteria considerata fondamentale per il collegamento tra i centri produttivi, la fascia costiera e l’entroterra, ma che continua a rimanere incompleta. Fondi che avrebbero potuto accelerare questi lavori sono stati invece assorbiti dal progetto del Ponte, lasciando territori come quello ragusano ancora in attesa di infrastrutture essenziali.

Da più parti, soprattutto in ambito politico e parlamentare, si chiede ora una restituzione di quelle risorse. La richiesta è chiara: sospendere ogni ulteriore finanziamento al Ponte e ripristinare le quote di FSC spettanti a Sicilia e Calabria, destinandole a interventi immediatamente cantierabili. Tra le priorità indicate ci sono il completamento delle grandi arterie stradali, il miglioramento delle reti idriche, la messa in sicurezza del territorio e il rafforzamento dei servizi pubblici.

Secondo questa linea di pensiero, il progetto del Ponte continua a essere sostenuto più come simbolo che come risposta concreta ai bisogni del Sud. Le criticità evidenziate dalla Corte dei Conti e dalle istituzioni europee rafforzano l’idea di un’opera che rischia di trasformarsi in un enorme contenitore di risorse sottratte ad altri interventi, senza offrire certezze sui tempi, sui costi e sui benefici reali. Nel frattempo, province come quella di Ragusa continuano a fare i conti con strade pericolose, collegamenti incompleti e ritardi cronici che pesano sullo sviluppo economico e turistico.

Dopo la bocciatura della Corte dei Conti, il Governo nazionale ha ribadito la propria volontà di andare avanti sul progetto del Ponte sullo Stretto, assicurando però il rispetto delle procedure previste e delle osservazioni sollevate dagli organi di controllo. L’esecutivo ha parlato della necessità di colmare le criticità emerse, rafforzare il quadro tecnico e normativo e garantire che ogni passaggio avvenga nel rispetto delle regole, sostenendo che l’obiettivo resta quello di realizzare un’opera ritenuta strategica per l’interesse generale e per lo sviluppo complessivo del Paese.

Accanto alla politica, anche il mondo dell’associazionismo ambientalista e civile ha ribadito il proprio no al Ponte, denunciando forzature normative, violazioni delle direttive europee e rischi ambientali per un’area già fragile come quella dello Stretto. Le manifestazioni e le iniziative pubbliche degli ultimi mesi hanno riportato al centro del dibattito una visione alternativa, che punta a investire le risorse pubbliche nella manutenzione, nella mobilità locale, nelle reti ferroviarie e portuali, piuttosto che in un’opera considerata faraonica e di dubbia utilità.

Nel Ragusano, questa posizione trova terreno fertile. Qui il bisogno di infrastrutture non riguarda grandi simboli, ma opere concrete e diffuse. Completare l’autostrada, rendere sicure le strade provinciali, garantire collegamenti efficienti tra i comuni e con il resto dell’isola è percepito come molto più urgente di un ponte che, anche se realizzato, resterebbe lontano dai problemi quotidiani del territorio.

A rendere ancora più acceso il dibattito ha contribuito, nelle ultime settimane, anche un episodio che ha avuto grande eco sui social. Il ministro Matteo Salvini ha condiviso l’immagine di un regalo ricevuto in famiglia, una piccola riproduzione del Ponte realizzata dalla figlia e pensata come incoraggiamento simbolico alla sua battaglia politica. Un gesto privato che però ha inevitabilmente assunto un valore pubblico, scatenando reazioni contrastanti. Per alcuni un momento tenero, per altri l’ennesima dimostrazione della distanza tra la narrazione del Ponte e le reali priorità di territori come la Sicilia e, in particolare, la provincia di Ragusa.

In questo clima, lo slogan che circola sempre più spesso, anche in chiave ironica ma carica di rabbia, riassume bene il sentimento diffuso: a Salvini, aridacce i soldi del ponte. Una richiesta che, al di là dei toni, esprime un’esigenza precisa. Riportare le risorse dove erano state pensate, per colmare ritardi storici, migliorare la sicurezza e dare finalmente risposte concrete a comunità che da troppo tempo aspettano infrastrutture utili, realizzabili e davvero necessarie.

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Fri, 02 Jan 2026 10:37:20 +0000

Attualità

Saldi al via, l’allarme Codacons: “Attenzione alle fregatureâ€. Il decalogo per acquisti sicuri

Domani partono ufficialmente i saldi di fine stagione e, come ogni anno, milioni di consumatori si preparano a cacciare l’affare giusto. Ma dietro sconti allettanti e vetrine tappezzate di percentuali, possono nascondersi pratiche commerciali scorrette. A lanciare l’allarme è il Codacons, che invita cittadini e famiglie alla massima prudenza.

A richiamare l’attenzione è Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, che presenta il tradizionale decalogo anti-fregature, uno strumento pratico per difendersi da raggiri e abusi durante il periodo degli sconti.

“I saldi devono rappresentare una reale occasione di risparmio e non una trappola per i consumatori – afferma Tanasi –. Conoscere i propri diritti, confrontare i prezzi e pretendere trasparenza è fondamentale per evitare abusi e scorrettezzeâ€.

Saldi, tra occasioni e rischi

Secondo il Codacons, non tutti gli sconti sono autentici. Tra i comportamenti più diffusi figurano prezzi gonfiati prima dei saldi, merce non di fine stagione, indicazioni poco chiare sui cartellini e resistenze ingiustificate alla sostituzione dei prodotti difettosi.

Per questo l’associazione dei consumatori invita a non lasciarsi guidare dall’impulso, ma a fare acquisti consapevoli, verificando attentamente qualità, provenienza e reale convenienza delle offerte.

Il decalogo Codacons per acquisti sicuri durante i saldi

  1. Conservate sempre lo scontrino
    In caso di prodotto difettoso, il negoziante è obbligato alla sostituzione o al rimborso, anche per merce in saldo. Il difetto può essere denunciato entro due mesi dalla scoperta.
  2. Le vendite devono essere realmente di fine stagione
    Diffidate dei negozi che si riforniscono massicciamente proprio all’inizio dei saldi con merce “nuovaâ€.
  3. Confrontate i prezzi
    Annotare i prezzi prima dei saldi consente di verificare se lo sconto è reale.
  4. Acquistate con criterio
    Controllate le etichette di composizione e ricordate che un prezzo elevato non garantisce qualità.
  5. Attenzione agli sconti eccessivi
    Ribassi superiori al 50% possono nascondere prodotti non nuovi o di qualità inferiore.
  6. Preferite negozi di fiducia
    Acquistare prodotti di cui si conosce il valore aiuta a valutare la reale convenienza.
  7. Cartellini chiari e completi
    Devono indicare prezzo originario, prezzo scontato, percentuale di riduzione e il prezzo più basso praticato nei 30 giorni precedenti.
  8. Prova dei capi
    Non è obbligatoria, ma è consigliabile diffidare dei capi che non possono essere provati.
  9. Pagamenti elettronici obbligatori
    Anche durante i saldi i commercianti devono accettare carte e bancomat senza costi aggiuntivi.
  10. Segnalate le irregolarità
    In caso di sospette fregature è possibile contattare il Codacons via email a sportellocodacons@gmail.com, via WhatsApp al 371 5201706 o richiedere l’intervento della Polizia Municipale.

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Fri, 02 Jan 2026 10:11:35 +0000

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Una maglia, una città, una vita: Giovanni Savà simbolo dello Scicli Calcio

Un’iniziativa che sta trovando tanto interesse in città. Soprattutto perchè porta indietro nel tempo permettendo di conoscere la storia di vecchi giocatori e l’impegno di una società che è riuscita a stare al passo con i tempi non perdendo lo spirito agonistico che l’ha sempre contraddistinta. I dirigenti, da Bartolo Alecci presidente ad Angelo Massari vice presidente a Peppe Puglisi e Giovanni Giannone dirigenti a Giuseppe Riela direttore sportivo, hanno scelto con cadenza settimanale ed a volte anche meno di affidarsi ai social attingendo ad un lavoro di ricerca e di ricostruzione eseguito qualche anno fa dal giovane Guglielmo Iurato che con la pubblicazione del suo libro è riuscito a lasciare un’impronta capace di fare conoscere il passato della società cremisi

Il 2026 inizia con una finestra su Giovanni Savà ex calciatore, con una vita da imprenditore e di amministratore comunale.

Quasi ottantenne è stato una mezzala di fantasia. “Estro, tecnica sopraffina e una notevole intelligenza calcistica. In campo sapeva leggere le situazioni con furbizia e astuzia, rendendosi sempre utile alla squadra e decisivo nei momenti che contavano – si racconta di Giovanni Savà – cresciuto calcisticamente a Scicli, esordì nel CSI Scicli, con cui conquistò il campionato di Seconda Categoria, prima importante affermazione di una carriera che lo avrebbe visto diventare un punto di riferimento. Dal 1963 al 1972 indossò la maglia dell UP Scicli, vivendo da protagonista anni intensi. Rimase per sette stagioni consecutive in Promozione, lavorando con tecnici del calibro di Giglio, Lessi, Catalano, Durello e Caldarella. In campo ha condiviso lo spogliatoio con giocatori importanti,costruendo legami che andavano oltre i novanta minuti. Per lui il derby con il Modica aveva sempre un sapore speciale: una sfida che sentiva particolarmente e in cui spesso riusciva a lasciare il segno. Le offerte non gli sono mai mancate, ma Giovanni Savà non ha mai pensato di cambiare: per lui esisteva solo lo Scicli Calcio. La maglia, il pubblico, la città: un legame forte, fatto di appartenenza e rispetto.

Ancora oggi segue la squadra con la stessa passione di allora, come testimoniano le sue parole: ‘seguo con affetto ed attenzione le vicende dello Scicli Calcio e ne sono il primo tifoso. Spero che il calcio a Scicli possa tornare a sbocciare come una volta, soprattutto valorizzando i giovani del territorio. Il calcio di oggi, più ancora di quello di ieri, non può essere concepito con un atteggiamento individualista: il successo si ottiene insieme, attraverso un gioco di squadra — anche a livello dirigenziale’. Figura discreta ma determinante, che alla soglia di quasi 80 anni continua a giocare a calcetto, Giovanni Savà rappresenta l’esempio di un calcio genuino, fatto di sacrificio, lealtà e amore per i propri colori. Un modello per le nuove generazioni e un pezzo di storia dello Scicli Calcioâ€.

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Fri, 02 Jan 2026 09:56:54 +0000

Mosaico

Botta e risposta di fine anno a Scicli: Buscema attacca, Marino replica punto su punto

Un botta e risposta che arriva a cavallo fra il vecchio ed il nuovo anno e che oggi viene abbondantemente “digerito†fra le parti ed i cittadini stessi. Per la consigliera di Italia Viva, Marianna Buscema, dal suo ruolo di opposizione per sua natura ipercritica ma anche propositiva “restano irrisolti i problemi legati alla manutenzione delle strade secondarie, alla gestione dei rifiuti e all’assenza di una vera pianificazione urbanistica – sottolinea l’esponente renziana – ci sono ritardi nell’avvio dei cantieri già finanziati ed una mancanza di trasparenza nell’assegnazione delle risorse. E’ evidente che queste criticità hanno rallentato l’efficacia dell’azione amministrativa e generato insoddisfazione tra i cittadini. Non basta annunciare nuovi interventi, serve una visione chiara e la capacità di portare a termine quanto promesso, senza lasciare questioni aperte che si trascinano da una legislatura all’altraâ€.

Il sindaco Mario Marino nel mirino dell’opposizione si difende.

“Sono stati ultimati i lavori nel muro di via Frine e nella colonna delle acque bianche di via Paganini a Cava D’Aliga – spiega – sono stati completati i lavori ai costoni rocciosi di San Bartolomeo e di Santa Maria La Nova oltre che l’impianto di sollevamento a Bruca. La parte alta del cimitero è stata riqualificata; stiamo completando 502 nuovi loculi dopo aver messo in sicurezza i costoni rocciosi mentre 285 loculo sono stati già consegnati e sono in utilizzo. Abbiamo completato l’illuminazione in contrada Dammusi e ristrutturato la scuola Miccichè per ospitare gli alunni della Lipparini. Siamo orgogliosi del limite raggiunto dell’85% per la raccolta differenziata e delle conferme delle Bandiere Blu e Verde. Abbiamo inoltre dato dignità ai nostri lavoratori comunali, portando il personale precario a 36 ore. Il nuovo anno sarà cruciale. Vedremo il completamento della sistemazione idraulica del torrente Modica-Scicli e l’apertura di 150 nuovi posti nelle scuole dell’infanzia fra gli edifici di Cozzo Chiesa, Donnalucata e San Nicolò. Attendiamo anche i decreti per progetti che trasformeranno il nostro turismo e la mobilità, dalla pista ciclabile Playa Grande-Donnalucata al nuovo Lungomare di Donnalucata, dal Parco di San Nicolò alla riqualificazione di Villa Penna, fino all’arrivo di bus elettrici ed alla realizzazione di nuove rotatorie sul territorioâ€.

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Fri, 02 Jan 2026 09:09:07 +0000

Sport

Volley Modica, subito big match al PalaRizza: arriva Campobasso per aprire il 2026

Dopo una settimana di sosta, riprende il campionato di Serie A3 di pallavolo e per l’Avimec Modica l’avvio del girone di ritorno è subito di quelli che contano. Domenica pomeriggio alle 16, tra le mura amiche del PalaRizza, i biancoazzurri allenati da Enzo Distefano affronteranno la EnergyTime Campobasso, attuale terza forza del girone Blu e fresca di qualificazione alla fase finale di Coppa Italia.

Un match dal sapore di alta classifica per il sestetto capitanato da Stefano Chillemi, chiamato a confermare il buon momento di forma dopo le due vittorie consecutive ottenute contro Terni e Napoli.

Distefano: “In casa venderemo cara la pelleâ€

La squadra del presidente Vanni Iacono vuole iniziare nel migliore dei modi il 2026, ben consapevole che per superare il roster molisano guidato dall’ex Peppe Bua servirà la migliore versione dell’Avimec.

“Campobasso è forse la squadra rivelazione del nostro girone – spiega coach Enzo Distefano – nel girone di andata ha viaggiato con il vento in poppa e la classifica lo dimostra. Noi, però, giochiamo in casa e venderemo cara la pelle, anche per riscattare la sconfitta al tie-break dell’andata, quando avanti di due set ci siamo fatti rimontareâ€.

Il tecnico ragusano sottolinea la crescita del gruppo: “Le due vittorie di fine girone ci hanno dato morale, fiducia e consapevolezza. Ora stiamo costruendo la nostra identità, sappiamo chi siamo e cosa possiamo fare. Sarà una battaglia sportiva che premierà chi giocherà meglioâ€.

Squadra ricaricata dopo la sosta

Cinque giorni di riposo hanno giovato al gruppo: “Ho trovato la squadra più serena – continua Distefano – i ragazzi avevano bisogno di staccare la spina e al rientro li ho visti carichi e pronti. Il girone di ritorno sarà insidioso e ricco di impegni, dovremo conquistare punti importanti per la classifica finaleâ€.

Poi l’appello ai tifosi: “Ora più che mai abbiamo bisogno del nostro pubblico. È la prima partita del 2026 e sarebbe bellissimo vedere il PalaRizza pieno, sentendo tutto il calore di giocare in casaâ€.

Lugli: “Continuità e massimo impegnoâ€

Tra i più motivati nel gruppo biancoazzurro c’è senza dubbio Leonardo Lugli, pronto a dare il proprio contributo: “Vogliamo ripartire da dove abbiamo lasciato, con lo stesso atteggiamento che ci ha aiutato tanto, soprattutto nella vittoria di Napoli. Stiamo lavorando per limare ciò che non ha funzionato nel girone di andataâ€.

L’opposto sottolinea l’importanza della continuità: “Le qualità individuali e di squadra ci sono, dobbiamo solo essere più costanti. A Napoli, pur giocando poco, ho messo a terra la palla dei tre punti ed è stata una bella soddisfazione, anche perché ero l’ex di turnoâ€.

Guardando al futuro: “Nel girone di ritorno voglio dare sempre il massimo alla squadra e ritrovare le mie certezze personaliâ€.

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Fri, 02 Jan 2026 09:06:42 +0000

Cultura

Tra medicina e memoria: in un libro la storia di una rinascita: la presentazione a Modica

Un racconto di caduta e rinascita, di paura e speranza, diventa libro e occasione di incontro con il pubblico. Oggi, venerdì 2 gennaio, alle ore 16, alla Biblioteca comunale di Modica, sarà presentato “L’isola dentroâ€, il libro di Andrea Giurdanella, giovane medico modicano alla sua prima esperienza narrativa.

L’incontro vedrà l’autore dialogare con il giornalista Concetto Iozzia e con lo psicoterapeuta Giovanni Belluardo, mentre le letture di alcuni brani saranno affidate ad Assunta Adamo. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con la libreria Zazie di Modica.

“L’isola dentro†nasce da un’esperienza personale intensa e drammatica, trasformata in un racconto di straordinaria forza umana. È la fine di giugno del 2025 quando Andrea Giurdanella, 38 anni, in vacanza all’isola dell’Asinara con alcuni colleghi, resta vittima di un grave incidente durante un’escursione in mountain bike. Una caduta improvvisa, un violento trauma cranico, l’assenza del caschetto protettivo. Dopo essersi rialzato, perde conoscenza: l’intervento dell’elisoccorso, la corsa in ospedale, l’operazione d’urgenza per una emorragia epidurale e poi il coma.

Il libro racconta il tempo sospeso tra la vita e la morte, il risveglio dopo giorni di incoscienza, la lenta ricostruzione della memoria e del corpo, resa possibile anche grazie ai colleghi medici e a una rete di affetti che non ha mai smesso di credere nella guarigione. Un ritorno alla vita che sembrava impossibile e che oggi viene ricordato con affetto e ironia dagli amici, che lo chiamano scherzosamente “Lazzaroâ€.

La presentazione di oggi non sarà soltanto un momento letterario, ma anche un’occasione di riflessione sul valore della fragilità, sulla forza della medicina e sull’importanza di ascoltare le storie che nascono dal dolore e si trasformano in testimonianza. Un appuntamento da non perdere per la città di Modica, che accoglie uno dei suoi figli in una veste nuova, quella di narratore della propria rinascita.

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Fri, 02 Jan 2026 08:47:15 +0000

Le notizie di tipo regionale e locale

News cronaca da ANSA e altri giornali online