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La Pizzuta racconta la sua eccellenza: allo stand del Ministero una masterclass dedicata alla Mandorla di Avola


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Tue, 27 Jan 2026 18:43:01 +0000

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Pizza Senza Frontiere 2026: proclamati a Rimini i nuovi Campioni del Mondo di Pizza


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Tue, 27 Jan 2026 18:33:07 +0000

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Parole in pentola. Perché l’UNESCO si mangia


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Tue, 27 Jan 2026 18:33:03 +0000

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La Carrubba sostiene “Nebrodi Cardioprotettiâ€: una cena solidale per l’acquisto di defibrillatori salvavita


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Tue, 27 Jan 2026 18:32:57 +0000

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La frana mette in ginocchio Niscemi: sanità riorganizzata, emergenza ancora in evoluzione

NISCEMI – È una crisi complessa, profonda e tutt’altro che risolta quella che sta vivendo Niscemi, colpita da una vasta frana che da giorni interessa una parte significativa del centro abitato, costringendo centinaia di persone a lasciare le proprie case e mettendo in seria difficoltà la viabilità e i servizi essenziali. Una “crisi dinamicaâ€, come l’ha definita il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, che ha effettuato un sopralluogo nella zona rossa e partecipato a una riunione operativa al Centro operativo comunale.

Proprio per fronteggiare l’emergenza, l’assessorato regionale alla Salute ha avviato una riorganizzazione straordinaria delle attività sanitarie. Con un atto d’indirizzo firmato dall’assessore Daniela Faraoni, dopo un sopralluogo a Niscemi, è stato disposto che le prestazioni di emergenza-urgenza vengano temporaneamente indirizzate verso l’ospedale di Gravina di Caltagirone, a circa venti minuti di distanza, anziché al Dea di II livello di Caltanissetta. Una scelta obbligata dalle gravi criticità della rete viaria, aggravate dalla chiusura di due arterie fondamentali di collegamento.

Contestualmente, sarà riattivata l’Unità operativa semplice dipartimentale di Medicina dell’ospedale di Niscemi, con l’assegnazione di due nuovi dirigenti medici e l’attivazione di un servizio di rianimazione operativo 24 ore su 24. Per assistere la popolazione evacuata e attualmente ospitata nel centro di accoglienza “Pio La Torreâ€, verrà inoltre messo a disposizione un mezzo mobile con a bordo un medico di continuità assistenziale e un infermiere, operativo per 12 ore al giorno. Particolare attenzione è riservata anche al supporto psicologico, destinato sia alle famiglie coinvolte sia al personale scolastico, a seguito della chiusura di tre istituti e della conseguente riorganizzazione delle attività didattiche.

Durante l’incontro al Comune, Schifani – commissario per l’emergenza causata dal ciclone Harry – ha ribadito l’impegno della Regione: «Dobbiamo garantire una soluzione abitativa a tutte le famiglie che non potranno più rientrare nelle proprie case. Niscemi ha bisogno di un futuro, non solo di risposte immediate». Sul tavolo, oltre alla sanità, anche il ripristino dei servizi essenziali come il gas metano e la continuità scolastica, insieme a un programma di ricollocazione abitativa che prevede l’utilizzo di alloggi esistenti e nuove costruzioni.

Ma non tutti concordano nel ricondurre la tragedia esclusivamente agli eventi meteorologici recenti. Il deputato regionale del Pd Antonello Cracolici, dopo un sopralluogo, ha sottolineato come il dissesto abbia radici più lontane: «Niscemi non è figlia del ciclone Harry. Questo è un disastro ambientale che viene da lontano e che richiede una procedura specifica, interventi strutturali di messa in sicurezza e una ricostruzione rapida delle abitazioni e delle attività economiche».

Sulla stessa linea di preoccupazione si colloca l’Autorità di Bacino, che parla di un quadro di rischio ancora in evoluzione, con la riattivazione di un dissesto in un contesto geologicamente fragile. L’attenzione, spiegano i tecnici, resta concentrata sulla tutela delle persone, sul rispetto delle ordinanze e sulla necessità di approfondimenti scientifici per comprendere appieno le cause del fenomeno.

Anche ANCI Sicilia chiede un cambio di passo. Secondo l’associazione dei Comuni, la solidarietà non basta più: serve un impegno istituzionale coordinato e di lungo periodo, capace di accompagnare Niscemi non solo nella fase emergenziale ma anche in quella, ben più lunga e complessa, del ripristino dei servizi e del ritorno alla normalità.

Durissima infine la posizione del WWF, che definisce la frana “apocalittica†e denuncia la crescente fragilità del territorio, aggravata da crisi climatica e consumo di suolo. L’associazione ambientalista chiede l’attuazione immediata del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e una legge sul consumo di suolo, accusando il governo di intervenire solo in emergenza e di rinviare le politiche di prevenzione.

Intanto Niscemi resta sospesa, tra evacuazioni, strade interrotte e un tessuto sociale profondamente segnato. L’emergenza è sotto i riflettori istituzionali, ma la sfida vera sarà trasformare gli impegni annunciati in interventi concreti, rapidi e duraturi, per evitare che una tragedia annunciata si trasformi in una ferita permanente per l’intera comunità.

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Tue, 27 Jan 2026 18:22:00 +0000

Attualità

A19 Palermo–Catania, al via il rifacimento della pavimentazione su un tratto strategico e ad alta intensità di traffico

Partiranno nei prossimi giorni i lavori di rifacimento della pavimentazione stradale su un tratto strategico dell’autostrada A19 Palermo–Catania, una delle arterie più importanti e al tempo stesso più congestionate della rete viaria siciliana. Lo ha annunciato Anas, precisando che gli interventi interesseranno il segmento compreso tra il chilometro 184,750 e il chilometro 187,920 e si protrarranno, salvo imprevisti legati alle condizioni meteo, fino al 27 febbraio 2026.
Si tratta di un’area particolarmente delicata dell’infrastruttura, spesso al centro di criticità legate all’elevato volume di traffico, soprattutto nei periodi di punta, e oggetto negli anni di numerosi interventi di manutenzione. Proprio per questo, Anas evidenzia come i lavori in programma rappresentino un passaggio fondamentale nel più ampio percorso di ammodernamento e messa in sicurezza dell’A19.
Gli interventi di rifacimento della pavimentazione sono infatti propedeutici all’installazione delle nuove barriere spartitraffico NDBA (National Dynamic Barrier Anas), previste nel tratto compreso tra il chilometro 187,800 e il chilometro 184,900. Una fase preliminare necessaria per garantire la corretta posa dei dispositivi di sicurezza di nuova generazione, progettati per innalzare significativamente gli standard di protezione per gli utenti della strada.
Durante la prima fase dei lavori sarà prevista la chiusura parziale della carreggiata, con l’interdizione della corsia di marcia e della banchina laterale in entrambe le direzioni. Nel dettaglio, sulla carreggiata in direzione Catania il rifacimento interesserà il tratto dal chilometro 184,750 al 187,920, mentre in direzione Palermo i lavori saranno concentrati tra il chilometro 186,950 e il 187,920. Il traffico verrà deviato sulla corsia di sorpasso, una soluzione che, pur necessaria, potrebbe comportare rallentamenti su una tratta già fortemente sollecitata dal punto di vista della viabilità.
Anas invita pertanto gli automobilisti alla massima prudenza, al rispetto della segnaletica temporanea e alla moderazione della velocità in prossimità del cantiere, sottolineando come la sicurezza resti una priorità sia per gli utenti sia per il personale impegnato nelle lavorazioni.
Le nuove barriere NDBA, interamente progettate da ingegneri Anas, rappresentano un’eccellenza tecnologica nel panorama della sicurezza stradale. Realizzate in calcestruzzo e alte 1,20 metri, garantiscono un profilo continuo conforme alle normative di tutela anche per i motociclisti e hanno ricevuto nel 2023 il premio STA Annual Awards come miglior progetto innovativo per le infrastrutture di trasporto.
L’intervento si inserisce nel Piano di ammodernamento dell’autostrada A19 Palermo–Catania, affidato al Commissario Straordinario di Governo, il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, affiancato dai vicecommissari Nicola Montesano e Duilio Alongi. La direzione dei lavori è affidata all’ingegnere Salvatore Marco Sotera di Anas.
Un cantiere complesso, dunque, su una strada nevralgica e spesso al centro delle polemiche, ma che punta a migliorare in modo strutturale sicurezza e qualità della percorrenza lungo uno dei collegamenti fondamentali dell’isola.
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Tue, 27 Jan 2026 19:00:00 +0000

Attualità

Dal Cibo alla Cittadinanza Attiva: “Gas in Piazza†il 31 gennaio a Marina di Ragusa

Piazza Duca degli Abruzzi continua ad essere luogo di incontro, scambio e partecipazione attiva. Sabato 31 gennaio Marina di Ragusa ritrova il GAS Mazzarelli, a partire dalle ore 10:00, con “Gas in Piazza”, appuntamento dedicato ai prodotti locali, alla sostenibilità e alla costruzione di relazioni di comunità. L’evento unisce cibo buono e consapevole, informazione e impegno civico, grazie anche alla presenza dell’Associazione Oltremani di Ragusa, con il suo spazio dedicato ai progetti di cittadinanza attiva.
L’iniziativa sarà anche un’occasione per rinnovare il tesseramento al GAS Mazzarelli per l’anno 2026 e per avvicinarsi per la prima volta al Gruppo di Acquisto Solidale, scoprendone i valori e le modalità di partecipazione. Accanto al mercato, il banchetto informativo dell’Associazione Oltremani offrirà uno spazio di confronto e approfondimento sulle iniziative di partecipazione e impegno sociale attive sul territorio, sottolineando come il consumo consapevole possa dialogare con percorsi più ampi di cittadinanza attiva e cura dei beni comuni.
“Con questo appuntamento rinnoviamo il nostro impegno a costruire spazi di incontro reali tra persone, produttori e associazioni del territorio. Il GAS Mazzarelli non è solo un luogo di acquisto, ma una comunità che sceglie ogni giorno di sostenere modelli di consumo più giusti e sostenibili. La collaborazione con realtà come Oltremani rafforza il valore sociale di queste iniziative e dimostra come, partendo dal cibo, si possano attivare percorsi di partecipazione e cambiamento concretiâ€, dichiara la presidente del GAS Mazzarelli, Paola Nigito.

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Tue, 27 Jan 2026 18:22:00 +0000

Attualità

Giovani e solidarietà: un’intera classe dell’Istituto Archimede si iscrive all’AVIS

Una mattinata all’insegna della solidarietà, della cittadinanza attiva e dell’impegno civile ha visto protagonisti gli studenti della classe 5S1 dell’Istituto di Istruzione Superiore “Archimede†di Modica, che si sono presentati in gruppo presso la sede AVIS Modica OdV per formalizzare l’iscrizione all’associazione e avviare il percorso verso la donazione di sangue.

Un gesto concreto, fortemente voluto dai ragazzi e sostenuto dal prof. Giorgio Rizza, docente dell’istituto, titolare della funzione strumentale per i rapporti con enti e istituzioni e consigliere del direttivo AVIS Modica. L’iniziativa rappresenta il momento conclusivo di un percorso di sensibilizzazione e formazione sviluppato nelle scorse settimane all’interno della scuola.

Nei giorni 12 e 13 gennaio, infatti, la referente AVIS Sara Tortorici, insieme alle volontarie del Servizio Civile Nazionale, Matilde e Stefania, ha incontrato otto classi dell’IIS Archimede, portando a termine la campagna “AVIS Scuola 2025/2026â€. Un progetto che ha registrato un bilancio decisamente positivo: non solo maggiore consapevolezza tra gli studenti, ma anche una adesione collettiva e convinta ai valori della donazione.

Fondamentale anche il contributo organizzativo della prof.ssa Paola Modica, referente per l’Educazione alla Salute, e il sostegno del dirigente scolastico Rosolino Balistrieri, da sempre sensibile ai temi del volontariato e della solidarietà sociale.

«Queste giornate sono il frutto di una sinergia preziosa tra associazionismo, istituzioni e scuola – hanno dichiarato dall’IIS Archimede –. Portare AVIS tra i banchi significa promuovere non solo la donazione del sangue, ma soprattutto l’educazione alla responsabilità sociale, formando i cittadini consapevoli di domani».

Dopo i momenti formativi dedicati alla conoscenza dell’associazione e all’importanza del dono, gli studenti hanno scelto di scendere in campo in prima persona. Una nutrita rappresentanza della 5S1 si è recata nella sede AVIS per completare la registrazione e le fasi propedeutiche alla futura donazione.

«I ragazzi hanno espresso grande entusiasmo e gioia – hanno sottolineato dal direttivo AVIS Modica –. Credono che donare il proprio tempo e il proprio sangue, attraverso questo piccolo grande gesto, possa davvero salvare delle vite. La loro richiesta di iscriversi tutti insieme è stata una bellissima sorpresa e una grande soddisfazione».

Un ringraziamento speciale è stato rivolto a tutto il personale AVIS, alla segreteria, al team medico e infermieristico e alle volontarie del Servizio Civile Universale per l’impegno e la professionalità dimostrati nella riuscita dell’iniziativa.

L’auspicio condiviso è che questa esperienza rappresenti solo l’inizio di un percorso duraturo di solidarietà, capace di coinvolgere sempre più giovani e di rafforzare il legame tra AVIS, scuola e territorio.

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Tue, 27 Jan 2026 16:47:07 +0000

Attualità

Canile di Vittoria, box allagati e cani nel fango: la dura denuncia dell’Oipa

Box allagati, fango diffuso ovunque e animali costretti a vivere in condizioni igienico-sanitarie che destano profonda preoccupazione. Scene che colpiscono come un pugno nello stomaco e che, secondo l’Oipa – sezione di Ragusa, non rappresentano solo un problema etico, ma una chiara violazione di obblighi contrattuali e di legge.

Il ristagno d’acqua e il fango costante nei box indicano l’assenza di un adeguato sistema di pendenza e scolo, in aperto contrasto con quanto previsto dalla legge. Il pavimento, infatti, dovrebbe deve essere impermeabile, di facile pulizia e dotato di pendenza verso le vie di scolo per urine e liquidi.

Le conseguenze per i cani sono gravi: vivere costantemente nell’umidità espone gli animali a malattie respiratorie, dermatiti, infezioni e sofferenze evitabili.

A rafforzare il quadro critico interviene anche Riccardo Zingaro, che da tempo segue e contesta la situazione del canile di Vittoria. «Serve un controllo serio e costante – spiega –. La questione è stata anche oggetto di un incontro all’Asp, ma il canile resta inadeguato». Le criticità segnalate sono molteplici: personale insufficiente, numero di cani costantemente superiore alla capienza, trasferimenti continui verso altri comuni con costi elevati per la collettività e, soprattutto, una mancanza di azioni strutturali sul territorio.

«Non si tratta di un caso isolato né di una conseguenza delle piogge – aggiunge Zingaro –. I cani sono sempre dentro l’acqua. È una situazione che resta costantemente al limite e che non può più essere ignorata».

La denuncia riaccende i riflettori su una struttura che, secondo associazioni e attivisti, necessita di interventi urgenti e di una revisione profonda della gestione. Al centro resta una domanda che pesa come un macigno: può una struttura che riceve fondi pubblici permettersi di non garantire condizioni dignitose agli animali che ospita?

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Tue, 27 Jan 2026 16:42:52 +0000

Attualità

La Riserva Pino d’Aleppo trasformata in una zona franca per lo “svuota cantineâ€. FOTO

La Riserva naturale orientata del Pino d’Aleppo torna al centro di una nuova e grave denuncia ambientale. In contrada Brancato, all’interno di un’area protetta che dovrebbe rappresentare un baluardo di biodiversità e tutela del paesaggio, la natura continua a essere sistematicamente violata dall’abbandono illecito di rifiuti. A rilanciare l’allarme è l’associazione Terre Pulite, che parla apertamente di una ferita ambientale mai rimarginata.

Tra i materiali abbandonati emergono elementi che colpiscono non solo per l’impatto ambientale ma anche per il loro valore umano e simbolico. In mezzo ai rifiuti giace una quantità enorme di corrispondenza privata, insieme a scarti di vario tipo.

«Abbiamo più volte evidenziato il disastro ambientale presente con le discariche all’interno di un’area protetta come la Riserva del Pino d’Aleppo – ribadisce Zingaro –. Ci chiediamo come mai la Forestale, che ha competenza sul territorio, non intensifichi i controlli. Continuiamo a denunciare il fenomeno dello “svuota cantine†che deturpa il territorio e lo priva della sua dignità».

La denuncia di Terre Pulite rilancia dunque interrogativi pesanti: chi deve vigilare su un’area protetta? Perché fenomeni così evidenti continuano a ripetersi? E soprattutto, quanto ancora può reggere un ecosistema fragile prima di subire danni irreversibili? Domande che attendono risposte concrete, mentre la Riserva del Pino d’Aleppo continua a pagare il prezzo dell’incuria e dell’illegalità.

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Tue, 27 Jan 2026 16:34:27 +0000

Le notizie di tipo regionale e locale

News cronaca da ANSA e altri giornali online