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#News #Ragusa
calcio
Calcio, al via il girone di ritorno. Il Ragusa gioca a Enna, Vittoria e Modica tra le mura amiche
Inizia il girone di ritorno.
In serie D il Ragusa di mister Gaetano Lucenti sarà in trasferta a Enna. In recupero da quasi due mesi, il Ragusa prova a dare una svolta al proprio campionato e a conquistare la salvezza. Non sarà facile, ma il Ragusa sta attraversando un buon momento di forma e può competere alla pari con le avversarie. Lucenti ha compiuto il miracolo di dare un volto e un assetto ad una squadra costruita in ritardo e senza una programmazione precisa. Ora il Ragusa è una squadra competitiva e ben messa in campo.
“La partita di domani, la prima del nuovo anno sarà per noi la prima di tante tappe importanti – afferma l’allenatore – La squadra sa cosa ci serve in questo girone di ritorno per centrare l’obiettivo che ci siamo prefissati. In queste festività abbiamo lavorato intensamente per farci trovare pronti all’appuntamento di domani. Sappiamo che tipo di squadra andremo ad affrontare, sappiamo che non sarà per nulla semplice fare risultato positivo, ma giocheremo ad armi pari con gli avversari proponendo le nostre certezze con fame e umiltà . Da domani per noi inizieranno 17 finali ed in queste abbiamo l’obbligo di cercare di raccogliere i punti che ci servono per arrivare alla salvezzaâ€.
In Eccellenza, Modica e Vittoria giocheranno la prima partita del 2026 tra le mura amiche. Il Modica che inizia la nuova avventura dopo aver conquistato da solo la vetta della classifica, ospita l’Atletico Catania – Viagrande. All’andata i rossoblu conquistarono un pari esterno. Tutti i giocatori sono disponibili, non ci sono infortunati. Anche Maimone dovrebbe recuperare e partirà dalla panchina.
Il Vittoria, che occupa la quarta posizione in classifica, ospiterà il Rosmarino, che all’andata riuscì a sorpresa a battere sul proprio terreno i biancorossi. Finì 2 – 1. Quattro mesi dopo la situazione è cambiata. Il Vittoria ha un nuovo allenatore e un nuovo assetto di squadra.
La squadra del nuovo tecnico Tonino Figliomeni ha recuperato tutti gli acciaccati. Mancherà solo Maletic, infortunato.
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Apertura
Attacco Usa al Venezuela, la notte di paura raccontata dalla “ragusana nel mondo†Adele Sulsenti: “Sveglia alle due di notte tra bombardamenti e elicotteriâ€. Da Caracas

Un attacco su larga scala, pianificato nei minimi dettagli, che ha cambiato in poche ore il volto politico del Venezuela. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato l’operazione militare che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores, parlando di una “operazione brillanteâ€, condotta con “truppe eccellenti†e una pianificazione accurata. Un’azione che, secondo quanto dichiarato dallo stesso Trump, avrebbe avuto come obiettivo diretto la rimozione del leader venezuelano dal potere.
Mentre sul piano internazionale si susseguono prese di posizione, condanne e appelli alla moderazione, a Caracas la popolazione ha vissuto ore di tensione, paura e attesa.
Contatta da Ragusaoggi.it a raccontare cosa è accaduto nella capitale venezuelana è una voce che arriva direttamente dalla città sotto attacco: quella di Adele Sulsenti, ragusana che vive da anni a Caracas, imprenditrice di successo e premiata nel 2019 con il riconoscimento “premio Ragusani nel Mondo†dall’omonimia associazione diretta da Sebastiano D’Angelo.
La nostra redazione ha contattato Adele Sulsenti poche ore dopo l’inizio degli attacchi. Il suo racconto restituisce con forza il clima vissuto dalla popolazione civile durante la notte.
«Io sono qui a Caracas e sono sveglia dalle due del mattino, perché a quell’ora sono cominciati i bombardamenti», racconta. «Gli aerei sorvolavano la città , un rumore fortissimo, mai sentito prima, mai conosciuto. Tipi di suoni e di attacchi che qui non avevamo mai vissuto».
Un risveglio improvviso, nel cuore della notte, che ha spinto molti cittadini ad affacciarsi dalle finestre per capire cosa stesse accadendo. «Ci siamo affacciati tutti e vedevamo chiaramente gli attacchi, i bombardamenti in punti specifici. Si sentivano elicotteri speciali: alcuni si vedevano, altri no, ma il rumore era fortissimo».
Adele Sulsenti vive in una zona dalla quale è possibile osservare gran parte della città . «Io ho la fortuna di poter vedere quasi tutta Caracas da dove abito. Si vedevano chiaramente gli attacchi e, in lontananza, i bombardamenti».
Col passare dei minuti, e poi delle ore, è apparso chiaro che non si trattava di un attacco diffuso. «È durato circa un’ora e mezza, forse due ore. Sentivamo questi rumori di guerra sopra il cielo, un suono stridente, continuo. Ma col tempo abbiamo capito che non era un attacco contro la popolazione».
Sui social e sulle reti locali hanno iniziato a circolare video girati da chi si trovava più vicino ai luoghi colpiti. «Nelle reti cominciavano a vedersi video, filmati di persone che erano più vicine ai punti colpiti. Si capiva che gli attacchi erano concentrati su aeroporti, porti e basi militari».
Una strategia chiara, secondo la Sulsenti. «Alla fine tutti abbiamo capito che non era una guerra nel senso tradizionale».
Dopo circa un’ora e mezza, racconta Adele Sulsenti, tutto è improvvisamente cessato. «All’improvviso gli attacchi sono scomparsi. Gli aerei, questi elicotteri speciali, non si sentivano più. Solo dopo abbiamo capito che alcuni potevano essere anche telecomandati, perché erano tanti, passavano nel cielo ma non sempre si vedevano chiaramente».
Il futuro resta incerto. «Siamo tutti in attesa di notizie, ci stiamo preparando con calma a capire cosa succederà ».
Nelle ore successive agli attacchi, l’attenzione è rivolta anche alle mosse internazionali. «Si parla di una conferenza degli Stati Uniti. In questo momento ascoltiamo le notizie e restiamo calmi in casa».
Adele Sulsenti è una figura molto conosciuta nella comunità ragusana all’estero. Nata a Ragusa, si è trasferita da piccolissima in Venezuela, dove ha costruito una brillante carriera professionale. È stata una dei cinque premiati della 25ª edizione del premio “Ragusani nel Mondoâ€, riconoscimento che celebra le eccellenze iblee affermatesi all’estero.
Mamma e imprenditrice di successo, ha avviato una fiorente carriera nel settore assicurativo. È fondatrice della “Adele Sulsenti International Insuranceâ€, agenzia oggi attiva anche negli Stati Uniti, e inserita in una rete internazionale che collabora con realtà di tutto il mondo. Da anni partecipa alle Convenzioni Mondiali di una delle più importanti compagnie di assicurazione sanitaria internazionale, la VUMI Group.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli manageriali di alto livello in grandi aziende internazionali come Warner Lambert, United Distillers, RCI e IBM. Proprio in IBM ha gestito, tra il 1997 e il 2009, un complesso progetto di outsourcing con circa 800 dipendenti specializzati nei servizi di alta tecnologia.
Dal 2010 opera nel campo delle assicurazioni internazionali offrendo consulenza e assistenza per i prodotti delle principali compagnie americane, garantendo soluzioni personalizzate per copertura e previdenza. Attualmente vive a Caracas ed è mamma di due ragazzi.
L’attacco ha scatenato reazioni immediate sul piano internazionale. Mosca ha condannato duramente quella che ha definito un’aggressione armata, mentre dall’Unione Europea è arrivato un appello alla moderazione e al rispetto dei principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.
In Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni segue con attenzione l’evolversi della situazione, mantenendo un costante contatto con il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Lo stesso Tajani ha assicurato che la Farnesina sta monitorando la sicurezza della comunità italiana in Venezuela, storicamente molto numerosa e profondamente integrata nel tessuto del Paese.
L’ambasciata italiana a Caracas ha invitato i connazionali a non uscire di casa e a limitare al minimo gli spostamenti, sottolineando che la priorità assoluta in queste ore resta l’incolumità dei cittadini.
Nel frattempo, a Caracas, la popolazione resta chiusa in casa, in silenziosa attesa. Come racconta Adele Sulsenti, «in questo momento l’unica cosa da fare è stare calmi, ascoltare le notizie e aspettare di capire quale sarà il futuro del Venezuela».

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Necrologi
Necrologi: Tonino Dipasquale
Necrologi: Tonino Dipasquale
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Scicli pronta al grande cambiamento: via ai lavori del Palazzo Miccichè-Lipparini da 8 milioni
L’appalto dei lavori è previsto a fine aprile dopo che la società , aggiudicataria della progettazione, il Raggruppamento temporaneo di professionisti con capogruppo mandataria la Sidoti Engineering Srl di Roma, entro il 20 di questo mese di gennaio consegnerà il progetto esecutivo di rifacimento della facciata del palazzo Miccichè-Lipparini di piazza Italia con relativo consolidamento dell’edificio per un finanziamento già in cassa di otto milioni di euro. Una fase di consegna (per il progetto esecutivo è stata destinata la somma di poco più di 272 mila euro) che spiana la strada alla gara di appalto con il Comune sciclitano che avrà trenta giorni di tempo per concluderla. Diversi, da settimane, i sopralluoghi, interni ed esterni al palazzo, dei professionisti volti a chiudere sul progetto esecutivo dopo che la società romana ha avuto in mano il progetto di massima riguardante il rifacimento del palazzo di vetro e cemento, costruito negli anni Sessanta del secolo scorso dopo l’abbattimento del collegio dei Gesuiti. “La progettazione esecutiva è alle ultime battute. Si sta realizzando in BIM, Building Information Modeling, un metodo collaborativo basato sulla creazione di un modello digitale intelligente e condiviso, che integra informazioni geometriche, architettoniche, strutturali, impiantistiche e gestionali di un progetto – spiega l’assessore ai lavori pubblici Enzo Giannone – questo approccio facilita la collaborazione tra i professionisti, riduce gli errori, ottimizza tempi e costi e migliora la qualità finale dell’opera, supportando il progetto dall’ideazione fino alla gestione e manutenzione. Aspettiamo entro il 20 di questo mese la consegna del progetto esecutivo, poi andremo in gara d’appalto per l’avvio dell’opera pubblica con la posa della prima pietra, la più grande che al momento abbiamo in programma in città non escludendo il progetto finanziato di recupero del Parco di San Matteo. Un momento epocaleâ€.
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AttualitÃ
Le Vie dei Tesori, a Ragusa +144% di visitatori, il doppio rispetto alla passata edizione
Il festival Le Vie dei Tesori chiude il suo diciannovesimo anno con numeri da record anche nel ragusano, dove le presenze hanno superato quota 13.975, più del doppio rispetto alla passata edizione, segnando un incremento del 144,8 per cento. Un successo che conferma come il progetto culturale diffuso sia in grado di attrarre visitatori e generare valore, non solo nei grandi centri come Palermo e Catania, ma anche nelle città medio-piccole dell’Isola.
Ragusa ha saputo valorizzare luoghi spesso sconosciuti al grande pubblico, come il rifugio antiaereo, i chiostri di Santa Maria del Gesù e siti archeologici della vicina Santa Croce Camerina, restituendo al pubblico esperienze uniche di storia e cultura. Palazzo Arezzo di Trifiletti, storico edificio cittadino, si conferma tra i siti più visitati, a testimonianza della capacità del festival di integrare patrimonio artistico e memoria locale con percorsi narrativi e visite guidate di qualità .
L’ottima performance di Ragusa si inserisce in un contesto regionale complessivo in crescita: Palermo resta il cuore pulsante del festival con oltre 164.000 ingressi, mentre Catania registra più di 20.000 presenze grazie a luoghi iconici come l’Anfiteatro Romano e l’Hangar di Augusta. Tuttavia, la vera sorpresa dell’edizione 2025 è proprio il ragusano, a dimostrazione che anche i centri meno grandi, se valorizzati attraverso un’offerta culturale ricca e coinvolgente, possono diventare attrattori turistici e culturali significativi.
Le Vie dei Tesori non è solo un festival, ma un progetto di comunità che coinvolge istituzioni, associazioni, scuole e cittadini, stimolando la partecipazione attiva e la valorizzazione dei luoghi. La presenza crescente di visitatori nel ragusano riflette l’interesse per un patrimonio storico, artistico e paesaggistico capace di raccontare la vita e la storia della città . L’impatto economico e culturale è evidente: oltre alla crescita dei flussi turistici, l’iniziativa favorisce la promozione dei servizi locali e il rafforzamento dell’identità cittadina, creando un modello replicabile per altri territori siciliani.
L’edizione 2025 ha confermato anche l’importanza delle nuove generazioni: studenti e giovani volontari hanno contribuito all’organizzazione e al racconto dei luoghi, consolidando il legame tra territorio, cultura e comunità . Ragusa, con la sua straordinaria risposta di pubblico, si pone così come un esempio di come anche le realtà medio-piccole possano emergere come poli culturali grazie a strategie integrate, visite esperienziali e percorsi narrativi innovativi.
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Apertura
Come spendono i siciliani ai saldi: 270 euro di budget per il 2026
Partono oggi in Sicilia i saldi invernali 2026, attesi dai consumatori ma inseriti in un contesto economico ancora complesso. Secondo il sondaggio Ipsos per Confesercenti, circa il 58% degli intervistati in Sicilia ha già definito un budget di spesa, in crescita del 4% rispetto alla media italiana. Tuttavia, la cifra destinata agli acquisti resta inferiore rispetto al resto d’Italia: 270 euro a persona contro i 303 euro al Nord e i 311 nelle regioni centrali.
La competizione tra negozi fisici e commercio online è particolarmente accentuata nelle Isole. Quasi il 60% dei siciliani intervistati prevede di acquistare “solo†o “anche†online, mentre la preferenza per il negozio fisico scende all’82%, contro l’87% della media nazionale. Questo dato conferma come il Sud e le Isole stiano progressivamente integrando il digitale nella tradizione commerciale.
“L’avvio dei saldi arriva in un contesto ancora complesso, ma con segnali di fiducia che ci inducono a guardare a questa fase con cauto ottimismo – dichiara Vittorio Messina, presidente di Confesercenti Sicilia –. Per molti esercizi commerciali, i saldi rappresentano un passaggio fondamentale per recuperare fatturatoâ€.
Confesercenti Sicilia sottolinea che i consumatori saranno più attenti e orientati verso acquisti mirati e di qualità . I negozi di prossimità continuano a rappresentare un punto di riferimento grazie al rapporto diretto con i clienti, alla professionalità e alla selezione dei prodotti. Tuttavia, la concorrenza delle vendite online e delle promozioni anticipate può ridurre il valore percepito dei saldi. “Per questo ribadiamo la necessità di regole più chiare e uniformi – conclude Messina –, che tutelino sia le imprese sia i consumatoriâ€.
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Cultura
La civiltà contadina iblea nel libro di Giuseppe Nifosì
E’ il terzo Tomo dell’opera omnia relativa al dialetto negli Iblei frutto di uno studio e di una ricerca curata dal professore Giuseppe Nifosì. Presentato nella chiesa di San Giovanni, arriva dopo i precedenti impegni letterari dello studioso sciclitano, il “Libro delle radiciâ€, “Della persona, della casa e degli affetti†ed il terzo ed ultimo al momento con il sottotitolo “La civiltà materiale degli Iblei†ed il titolo “A matinata fa a jurnataâ€. Quest’ultimo lavoro è racchiuso in 416 pagine; in esse si parla di lavoro, di civiltà contadina, vicina e lontana nel tempo rispetto al vivere quotidiano di oggi. Nella narrazione si parte con la “Concezione e sacralizzazione del tempo†per poi procedere con le stagioni ed i vari tempi dell’anno, per continuare con le feste, i Santi. La pubblicazione contiene anche delle interviste che il professore Nifosì ha fatto durante i suoi anni di ricerca nel territorio: una galleria di persone, di uomini e donne, artefici della propria esistenza e del proprio lavoro. Pagine di vita e ricordi di uomini come l’indimenticato don Luigi Padua, il Maestro Carmelo Minauda, la signora Pietra Fiorilla che parla del nonno e del padre, u zzu Micheli u mulunaru. Quindi i 25 mulini dal Salto a Lodderi, cioè lungo quello che noi oggi chiamiamo Fiumelato. E ancora: le Feste del paese, la Cavalcata: qui due interviste, una a Tommaso Ficili e l’altra a don Luigi Padua che per decenni vestì i panni di battitore della Cena di San Giuseppe. E ancora le conversazioni con Nino Manenti, ultimo lantirnaru, il sarto Mariotta, e tanti altri ancora. La parte finale è una ricerca sul Paesaggio ibleo con la narrazione sulla natura ed i luoghi biblici degli Iblei. A conversare sul libro, durante la presentazione del Tomo nei giorni scorsi, il fratello e critico d’arte Paolo Nifosì, Giuseppe Pitrolo e Franco Causarano dopo i saluti del sindaco Mario Marino e dell’assessore alla cultura Giuseppe Mariotta.
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Eventi
Modica, “Natale in Coroâ€: concerto del Coro Polifonico Claudio Monteverdi al SS. Redentore
La musica sacra torna protagonista a Modica con “Natale in Coroâ€, il Concerto di Natale del Coro Polifonico Claudio Monteverdi, in programma oggi, sabato 3 gennaio 2026 alle ore 19.00 alla Parrocchia del SS. Redentore.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione Musicale Claudio Monteverdi, si inserisce nel calendario degli appuntamenti culturali e spirituali delle festività , offrendo al pubblico un momento di raccoglimento e bellezza attraverso un repertorio natalizio di grande suggestione. A dirigere il coro sarà il Maestro Orazio Baglieri, mentre all’organo siederà il Maestro Giorgio Cannizzaro, accompagnando le voci in un percorso musicale ispirato al mistero della Natività .
L’evento è realizzato con il sostegno delle istituzioni e delle realtà associative del territorio e rappresenta un’occasione preziosa per vivere il Natale attraverso il linguaggio universale della musica corale. Ingresso libero, fino a esaurimento posti.
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AttualitÃ
Modica, voucher comunali e dignità delle famiglie: quando una calza della Befana può essere necessitÃ
Il periodo delle feste è, per definizione, il tempo della condivisione, dell’attenzione verso chi è più fragile e della capacità di guardare oltre le regole per coglierne lo spirito. È proprio da questa riflessione che nasce la segnalazione di una mamma modicana, destinataria del voucher comunale per le famiglie a basso reddito, che ha scelto di raccontare pubblicamente un episodio vissuto durante la spesa natalizia.
Il voucher, come previsto dalle disposizioni comunali, è destinato all’acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità , con l’esclusione esplicita di alcolici, prodotti energizzanti e cosmetici. Una misura pensata per garantire sostegno concreto alle famiglie in difficoltà , aiutandole a riempire il frigorifero e la dispensa con alimenti essenziali.
Ed è proprio nel delicato equilibrio tra regola e umanità che si inserisce l’episodio segnalato. Alla cassa di un supermercato cittadino, alla mamma sarebbe stato impedito di acquistare, tramite voucher, due calze della Befana per i propri figli, oltre a patatine e merendine, ritenuti non beni di prima necessità .
Il punto, però, non è stabilire chi abbia avuto torto o ragione. Non si tratta di giudicare l’operato della cassiera, chiamata ad applicare regole spesso rigide e non sempre di immediata interpretazione, né di mettere in discussione la ratio del voucher, che resta uno strumento fondamentale per garantire proteine, vitamine e alimenti indispensabili alle famiglie più fragili.
La riflessione, piuttosto, riguarda il significato più profondo di “necessità â€, soprattutto quando si parla di bambini. In un periodo come quello natalizio, una calza della Befana può rappresentare molto più di qualche dolcetto: può essere un momento di normalità , di inclusione, di leggerezza per piccoli che vivono quotidianamente una situazione economica pesante. Un gesto semplice, capace di restituire un sorriso.
La mamma che ha raccontato l’accaduto lo ha fatto con l’obiettivo di tutelare la dignità propria e di tante altre famiglie, affinché un aiuto pensato per sostenere non si trasformi, nemmeno involontariamente, in un’esperienza di disagio o umiliazione.
Forse, allora, il messaggio che emerge è un invito alla elasticità e al buon senso, nel rispetto delle regole ma anche del loro spirito. Perché la solidarietà non è solo nutrire il corpo, ma anche prendersi cura dell’animo. E, talvolta, anche una semplice calza della Befana può essere, a suo modo, un bene di prima necessità .
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catania
Tragedia sull’Etna: escursionista muore per un infarto sul sentiero di Monte Gemmellaro
Tragedia sull’Etna, dove un escursionista ha perso la vita a causa di un infarto mentre percorreva il sentiero di Monte Gemmellaro. L’allarme è scattato intorno alle ore 13 di ieri, 2 gennaio, quando una segnalazione ha attivato la macchina dei soccorsi, facendo convergere sul posto numerosi operatori specializzati.
A intervenire sono state due squadre del Soccorso alpino e speleologico della stazione Etna Sud, che si sono dirette rapidamente verso l’area indicata. Sul luogo erano già presenti i sanitari del 118, giunti con un’ambulanza, insieme al Soccorso alpino della Guardia di Finanza e al personale del Corpo Forestale.
Contestualmente è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso decollato dall’ospedale Cannizzaro di Catania, con a bordo un medico e un infermiere. L’elicottero del 118, non dotato di verricello, è riuscito ad atterrare a valle del Bivacco di Monte Gemmellaro. Da lì, il personale sanitario ha proseguito a piedi per raggiungere il punto in cui si trovava l’uomo.
Una volta sul posto, i sanitari hanno immediatamente avviato le manovre di rianimazione cardio-polmonare. Nonostante i tentativi prolungati, per l’escursionista non c’è stato nulla da fare: il decesso è stato attribuito a un arresto cardiaco.
Dopo l’accertamento del decesso, la salma è stata recuperata e trasportata a valle grazie all’intervento del Soccorso alpino, che ha operato in condizioni ambientali complesse, garantendo il coordinamento tra tutte le forze impegnate.
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