Oggi è Giovedi' 01/01/2026 e sono le ore 17:52:31
Nostro box di vendita su Vinted
Nostro box di vendita su Wallapop
Nostro box di vendita su subito.it
Condividi questa pagina
Oggi è Giovedi' 01/01/2026 e sono le ore 17:52:31
Nostro box di vendita su Vinted
Nostro box di vendita su Wallapop
Nostro box di vendita su subito.it
Condividi questa pagina
Nostra publicità
Compra su Vinted
Compra su Vinted
#News #Ragusa
Apertura
Marina di Ragusa, il mare come augurio: anche nel 2026 il tradizionale tuffo di Capodanno e tanta solidarietà con Unicef. FOTO E VIDEO
Un tuffo nel mare d’inverno per salutare l’anno nuovo, sfidando il freddo e affidando alle onde un augurio di fortuna, salute e speranza. Anche stamattina, a Marina di Ragusa, si è rinnovato il tradizionale e benaugurante Tuffo di Capodanno, appuntamento ormai immancabile per la comunità iblea, promosso dalla Pro Loco Mazzarelli, che apre il 2026 nel segno della condivisione e della solidarietà .
Sotto un cielo terso e davanti al mare calmo del Mediterraneo, decine di partecipanti si sono ritrovati in piazza Dogana, fin dalle prime ore della mattinata, animando il lungomare con sorrisi, applausi e un’atmosfera di festa. Alle 11.30, puntuale, l’ingresso in acqua: un momento simbolico, vissuto tra entusiasmo e adrenalina, che ogni anno richiama residenti, curiosi e appassionati, trasformando il primo giorno dell’anno in una celebrazione collettiva.
Il tuffo in mare a Capodanno non è solo una sfida al freddo, ma un rito che a Marina di Ragusa assume un valore profondo. È il segno di una comunità che si riconosce nei suoi luoghi, nel mare come orizzonte quotidiano e come simbolo di rinascita. Un gesto semplice, ma carico di significato, che unisce generazioni diverse e rinnova un senso di appartenenza che va oltre il singolo evento.
Anche quest’anno, però, la manifestazione ha saputo andare oltre l’aspetto folkloristico, legando la festa a un importante messaggio solidale.
L’iniziativa, promossa dalla Pro Loco Mazzarelli, è stata infatti dedicata al Programma UNICEF di contrasto alla Malnutrizione Infantile, a sostegno del Comitato Provinciale UNICEF di Ragusa. Un modo concreto per coniugare un momento di allegria e buon auspicio con un impegno di valore universale.
Come ha sottolineato il presidente della Pro Loco Mazzarelli, Tonino Gulino, il Tuffo di Capodanno vuole essere non solo una tradizione da preservare, ma anche un’occasione per sensibilizzare e sostenere cause di grande importanza umanitaria.
Parole di apprezzamento sono arrivate dalla presidente provinciale UNICEF Ragusa, Elisa Mandarà , che ha evidenziato il valore della collaborazione:
«Sono molto grata alla Pro Loco Mazzarelli e in particolare al suo presidente Tonino Gulino per avere voluto coniugare un evento festoso e benaugurale a un Programma UNICEF di vitale importanza per milioni di bambini. La lotta alla malnutrizione infantile, in tutte le sue forme, è una priorità dell’azione globale dell’UNICEF».
Un impegno che si articola su tre fronti fondamentali: la prevenzione della malnutrizione cronica e di ogni sua forma, la salute e la nutrizione nell’adolescenza, e le cure per i bambini affetti da malnutrizione acuta grave.
Dopo il bagno in mare, spazio al brindisi augurale, tra applausi e strette di mano, con il calore della comunità a compensare la temperatura dell’acqua. Un momento semplice ma intenso, che ha suggellato l’inizio del 2026 nel segno della speranza.
L’evento di stamattina ha anche rappresentato la chiusura della Campagna di Natale del Comitato Provinciale UNICEF di Ragusa, che ha fatto registrare un bilancio estremamente positivo. Scuole, privati cittadini, sostenitori e volontari hanno contribuito a una raccolta fondi significativa, grazie a una rete solidale diffusa in tutta la provincia.
«Esprimo profonda gratitudine a tutti gli attori coinvolti e ai volontari iblei – ha concluso Mandarà – che ci hanno consentito di essere vicini, anche questo Natale, a milioni di bambine e bambini nel mondo».
Così, tra il mare d’inverno e un gesto carico di simboli, Marina di Ragusa ha salutato il nuovo anno. Un tuffo che, anche nel 2026, non è stato solo acqua e coraggio, ma un augurio condiviso di umanità , pace e futuro.














The post Marina di Ragusa, il mare come augurio: anche nel 2026 il tradizionale tuffo di Capodanno e tanta solidarietà con Unicef. FOTO E VIDEO appeared first on Ragusa Oggi.
Apertura
Le dodici terre iblee che guardano ai cento anni della Provincia. L’augurio per il 2026
Il 2026 si apre come un anno di passaggio, di attesa consapevole e di responsabilità collettiva per la provincia di Ragusa. Un nuovo anno che non è soltanto un cambio di calendario, ma una soglia simbolica: quella che conduce le dodici terre iblee, i nostri dodici Comuni, verso il secolo di vita della Provincia, istituita ufficialmente il 2 gennaio 1927, con Regio Decreto, e divenuta operativa l’anno successivo. I festeggiamenti, è noto, arriveranno nel 2027. Ma il cammino inizia ora anche perché il decreto regio è del dicembre del 1926.
In un mondo attraversato da conflitti ancora aperti, tensioni geopolitiche e profonde trasformazioni economiche e sociali, il territorio ibleo guarda al nuovo anno con uno spirito insieme prudente e fiducioso. L’auspicio, condiviso e universale, è quello della pace: la fine delle grandi guerre in corso, il ritorno al dialogo tra le nazioni, una stabilità che possa restituire certezze anche alle economie locali, inevitabilmente collegate a un quadro globale sempre più interdipendente.
Il 2026, per Ragusa e i suoi dodici Comuni, è chiamato a essere un anno di consolidamento e rilancio. Negli ultimi anni la provincia ha dimostrato una capacità di tenuta non scontata, distinguendosi per qualità della vita, coesione sociale e vitalità imprenditoriale, pur tra difficoltà strutturali che non possono essere ignorate.
Le priorità sono chiare e condivise: più lavoro stabile e qualificato, un miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie, il rafforzamento del tessuto produttivo, a partire dall’agricoltura di qualità , dall’agroalimentare, dal turismo e dai servizi avanzati. Accanto a questo, cresce l’attesa per una stagione più incisiva di opere pubbliche, capaci di colmare ritardi storici e di rendere il territorio più moderno, accessibile e competitivo.
Se c’è una parola che il 2026 porta con sé per la provincia iblea, è “infrastruttureâ€. Strade, collegamenti, reti digitali, edilizia scolastica, sanità territoriale: sono questi i nodi su cui si misura la credibilità delle istituzioni e la fiducia dei cittadini. Non si tratta soltanto di cantieri, ma di visione. Di scelte capaci di tenere insieme i centri costieri e l’entroterra, le città maggiori e i piccoli comuni, evitando nuove fratture sociali e territoriali.
In questo senso, il nuovo anno può rappresentare un’occasione per rafforzare il senso di appartenenza a una provincia che, pur giovane nella sua istituzione, affonda le radici in una storia millenaria. Le dodici comunità iblee condividono un patrimonio culturale, umano e paesaggistico unico, che va valorizzato con politiche integrate e di lungo periodo.
Avvicinarsi ai cento anni della Provincia non significa celebrare soltanto una data, ma interrogarsi su cosa si vuole diventare. Il 2026 è l’anno in cui gettare le basi culturali, economiche e sociali per questo passaggio storico. Un anno in cui riscoprire il senso dell’istituzione provinciale come spazio di coordinamento, di programmazione e di identità , al di là delle riforme e delle trasformazioni amministrative.
La provincia di Ragusa nacque in un momento complesso della storia italiana, nel 1927, unendo territori diversi ma complementari, con Ragusa capoluogo e l’unione con Ibla a segnare una svolta urbana e simbolica. Oggi, a quasi un secolo di distanza, quella scelta torna a interrogare il presente: quanto siamo capaci di sentirci comunità ? Quanto sappiamo costruire futuro insieme?
Il 2026 si apre dunque come un anno di speranza concreta. Speranza di pace nel mondo, perché senza pace non c’è sviluppo. Speranza di crescita per il territorio, perché senza lavoro e infrastrutture non c’è futuro. Speranza di benessere diffuso, perché una provincia è forte solo se nessuno resta indietro.
Le dodici terre iblee guardano avanti, consapevoli delle sfide ma anche delle proprie risorse. Il secolo che si avvicina non è un traguardo, ma un nuovo inizio. E il 2026 può essere l’anno in cui Ragusa e la sua provincia scelgono, ancora una volta, di costruirlo insieme.
The post Le dodici terre iblee che guardano ai cento anni della Provincia. L’augurio per il 2026 appeared first on Ragusa Oggi.
Apertura
Modica, ritrovato nella notte l’uomo scomparso: Roberto Di Rosa sta bene. Accertamenti in corso
MODICA – È stato ritrovato nella notte Roberto Di Rosa, l’uomo di 50 anni di cui era stata denunciata la scomparsa nei giorni scorsi a Modica. L’allarme era scattato dopo che di lui si erano perse le tracce dalla notte tra il 29 e il 30 dicembre, quando era stato visto l’ultima volta intorno alla mezzanotte.
La denuncia di scomparsa, presentata ai Carabinieri, aveva fatto scattare immediatamente le ricerche e l’allerta sul territorio, estese anche ai comuni limitrofi della provincia di Ragusa. Le segnalazioni diffuse nelle scorse ore riportavano le principali caratteristiche dell’uomo – corporatura media, capelli corti brizzolati, alcune cicatrici visibili – nel tentativo di agevolarne il rintraccio.
Il ritrovamento è avvenuto nel corso della notte. Le condizioni di salute dell’uomo sono buone, elemento che ha portato sollievo ai familiari e a quanti avevano seguito con apprensione l’evolversi della vicenda.
Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulle circostanze che hanno portato all’allontanamento e al successivo ritrovamento. Si tratta, secondo quanto trapela, di una vicenda maturata in un contesto delicato, ora al vaglio dei Carabinieri, che stanno completando gli accertamenti previsti dalla procedura.
Nelle prossime ore gli inquirenti potrebbero fornire ulteriori elementi ufficiali per chiarire quanto accaduto. Resta intanto l’esito positivo di una vicenda che si è conclusa nel migliore dei modi.
The post Modica, ritrovato nella notte l’uomo scomparso: Roberto Di Rosa sta bene. Accertamenti in corso appeared first on Ragusa Oggi.
A NEWSLETTER
Il Capodanno nelle piazze iblee: ecco come avete festeggiato FOTO E VIDEO
Capodanno in piazza, nel cuore della città . Ieri sera Piazza San Giovanni a Ragusa si è trasformata in un grande spazio di festa collettiva per salutare l’arrivo del 2026, accogliendo migliaia di persone tra cittadini, giovani, famiglie e visitatori.
Fin dalle prime ore della serata il centro storico ha iniziato a riempirsi, con la piazza che si è animata di musica, luci e voglia di stare insieme. Un Capodanno vissuto all’aperto, senza barriere, in un clima di partecipazione diffusa che ha restituito a Piazza San Giovanni il suo ruolo naturale di luogo di incontro e di condivisione.
La musica ha fatto da filo conduttore dell’intera serata, accompagnando il pubblico fino allo scoccare della mezzanotte. Il countdown è stato vissuto come un momento corale, con applausi, abbracci e brindisi che hanno segnato simbolicamente il passaggio dal vecchio al nuovo anno. Un inizio di 2026 accolto con entusiasmo, semplicità e voglia di leggerezza.
A scandire la notte di San Silvestro in Piazza San Giovanni è stata soprattutto la musica, con un programma pensato per accompagnare il pubblico fino al nuovo anno. Sul palco si sono alternati dj e artisti molto conosciuti nel panorama locale e non solo: la guest star Jessie Diamond ha guidato il pubblico in un viaggio musicale coinvolgente, affiancata dai resident Paolo Di Stefano, Massimo Crisicone, Lady Scarlet e Vincenzo Allibrio. Una selezione musicale trasversale, capace di parlare a generazioni diverse e di mantenere alta l’energia della piazza fino allo scoccare della mezzanotte. La musica, più dei fuochi, è stata la vera protagonista della serata, trasformando Piazza San Giovanni in una grande pista a cielo aperto e confermando la scelta di un Capodanno basato sulla condivisione e sull’intrattenimento dal vivo.
Ragusa ha salutato il 2026 partendo dalla sua piazza principale, con lo sguardo rivolto avanti e la consapevolezza che anche i momenti di festa possono diventare occasione di identità e appartenenza.
Anche Modica ha salutato il 2026 con una notte di festa partecipata, confermandosi uno dei poli più vivaci del Capodanno in provincia. Le piazze del centro storico si sono animate fino a tarda notte grazie alla musica e al dj set guidato da Mauro Miclini, nome molto conosciuto dal grande pubblico per progetti di successo come Hit Mania, capace di attraversare generazioni diverse con un repertorio pop e dance immediatamente riconoscibile. La sua presenza ha trasformato la serata in un vero e proprio evento musicale, attirando giovani, famiglie e visitatori, in un clima di entusiasmo diffuso. Fondamentale anche il contributo dei commercianti, che si sono organizzati per rendere la notte ancora più accogliente: dopo la mezzanotte, tra brindisi augurali, cornetti caldi e crêpes preparate al momento, le strade del centro sono diventate un prolungamento naturale della festa. Un Capodanno vissuto all’aperto, tra musica e convivialità , che ha rafforzato il legame tra città , attività commerciali e comunità , offrendo un’immagine viva e ospitale di Modica all’inizio del nuovo anno.
Festa anche a Pozzallo con palco, musica dal vivo ed esibizioni. Sotto trovate i video da queste tre piazze


The post Il Capodanno nelle piazze iblee: ecco come avete festeggiato FOTO E VIDEO appeared first on Ragusa Oggi.
Apertura
Cosa cambierà nel 2026? Una beata m!
La rubrica dello psicologo, a cura di Cesare Ammendola
Questo è stato il primo trenino senza Brigitte Bardot. Ve lo volevo dirvelo. Il primo dell’anno, ovvero, psicologia di un giorno che si prende troppo sul serio.
Il primo dell’anno è una data che soffre di un curioso narcisismo: crede di essere più importante delle altre, e in parte lo è, almeno nella nostra testa. Dal punto di vista psicologico, il primo gennaio è un potente marcatore temporale, uno di quei confini simbolici che la mente ama tracciare per illudersi di ricominciare da zero senza dover cambiare davvero tutto. È il giorno in cui il calendario diventa un terapeuta improvvisato e ci sussurra: “Ora puoi essere un’altra personaâ€. A pagamento zero, seduta unica, con effetti collaterali a breve termine.
Gli psicologi parlano di fresh start effect: l’idea che un nuovo inizio percepito aumenti la motivazione al cambiamento. Funziona un po’ come riordinare la scrivania invece di scrivere il report: dà una sensazione di controllo, pulizia e rinascita, senza affrontare immediatamente il problema. Così il primo dell’anno diventa il contenitore ideale per promesse solenni (“Da domani palestraâ€, “meno Signorini”, “meno Garlasco”, “meno schermoâ€, “più me stessoâ€), che hanno il fascino dei buoni propositi e la fragilità dei bicchieri di plastica.
C’è però qualcosa di tenero in questa ostinazione collettiva. Anche sapendo che il 2 gennaio saremo dannatamente simili al 31 dicembre, insistiamo. Forse perché, come scriveva Seneca, “non è poco il tempo che abbiamo, ma molto quello che perdiamoâ€. Il primo dell’anno ci ricorda, con gentile brutalità , che il tempo passa comunque, e che ignorarlo non è una strategia a lungo termine. L’ironia sta nel fatto che scegliamo proprio il giorno più astratto dell’anno per diventare improvvisamente concreti.
Dal punto di vista emotivo, il primo gennaio è una zona liminale: non siamo più nel passato, ma non abbiamo ancora messo piede nel futuro. È una soglia, e le soglie mettono a disagio. Per questo le riempiamo di rituali: brindisi, bilanci, liste. Il cervello ama i rituali perché riducono l’ansia e danno forma all’incertezza. In fondo, fare una lista di propositi è un modo elegante per dire: “Non so cosa succederà , ma almeno ho scritto qualcosaâ€.
L’ironia più sottile è che il primo dell’anno non chiede cambiamenti radicali, ma continuità consapevole. La psicologia ci insegna che le trasformazioni durature sono spesso noiose, graduali, poco fotogeniche. Niente a che vedere con l’epica del “nuovo meâ€. Oscar Wilde, con il suo consueto cinismo, ci avrebbe ricordato che “l’esperienza è il nome che diamo ai nostri erroriâ€: il primo dell’anno è forse il momento in cui promettiamo di farne di nuovi, ma con maggiore convinzione.
Alla fine, il significato psicologico del primo dell’anno non sta nel futuro che immaginiamo, ma nella pausa che ci concediamo. È un respiro collettivo, una sospensione del giudizio, un giorno in cui è lecito riflettere senza decidere tutto. Come scriveva Shakespeare, “siamo fatti della stessa sostanza dei sogniâ€: il primo gennaio è il giorno in cui sogniamo ad occhi aperti, sapendo, in fondo, che il lavoro vero comincia il giorno dopo.
E forse va bene così. Perché, anche se il primo dell’anno si prende troppo sul serio, ci offre una cosa preziosa: la possibilità di ricominciare a pensarci. Non da zero, ma da dove siamo davvero. E la vera speranza che i bambini di tutto il mondo siano davvero lì: nella casa chiamata pace.
The post Cosa cambierà nel 2026? Una beata m! appeared first on Ragusa Oggi.
Necrologi
Necrologi:Orazio ColomboThe post Necrologi:Orazio Colombo appeared first on Ragusa Oggi.
Necrologi
Necrologi: Giovanni ScrofaniNecrologi: Giovanni Scrofani
[image: GIOVANNI-SCROFANI.jpg]
The post Necrologi: Giovanni Scrofani appeared first on Ragusa Oggi.
A NEWSLETTER
Il sindaco di Ragusa in Vaticano, tra i primi cittadini d’Italia accolti da Papa LeoneROMA – C’era anche il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, tra i tanti amministratori locali italiani ricevuti da Papa Leone in Vaticano, in occasione di un incontro speciale che ha visto i primi cittadini del Paese riuniti per un momento di riflessione e incoraggiamento. “Mentre cercate di dare risposte, voi sapete bene che le nostre città non sono luoghi anonimi, ma volti e storie da custodire come tesori preziosi. In questo lavoro, si diventa sindaci giorno dopo giorno, crescendo come amministratori giusti e affidabiliâ€, ha detto il Pontefice, con parole che hanno profondamente toccato i presenti. Un messaggio che il sindaco di Ragusa ha raccolto con rinnovato senso di responsabilità , augurando alla città un buon anno e riaffermando l’impegno a lavorare con dedizione per il bene della comunità . Un augurio che si traduce in un proposito concreto: spendere ogni energia e ogni azione per rendere Ragusa sempre più bella, vivibile, armoniosa e capace di guardare con fiducia al futuro.
The post Il sindaco di Ragusa in Vaticano, tra i primi cittadini d’Italia accolti da Papa Leone appeared first on Ragusa Oggi.
AttualitÃ
Giornalismo siciliano in lutto, è morto a 65 anni Corrado MaiorcaIl giornalismo siciliano piange la scomparsa di Corrado Maiorca, morto la scorsa notte all’ospedale di Siracusa all’età di 65 anni, a causa di una patologia che non gli ha lasciato scampo. Aveva iniziato a fare giornalismo a soli 16 anni, spinto da una passione autentica per la cronaca e per l’informazione. Una passione che ha guidato tutta la sua carriera e che lo ha reso uno dei volti più autorevoli del panorama giornalistico siciliano. Nel corso degli anni ha collaborato con importanti testate nazionali, tra cui il Corriere della Sera, Il Giorno e Il Corriere dello Sport. È stato anche uno dei giornalisti di punta del Giornale di Sicilia, dove ha ricoperto il ruolo di vicecaporedattore, contribuendo al coordinamento delle redazioni siciliane. In quella esperienza ha dato vita al cosiddetto “metodo Maiorca”, che prevedeva una maggiore attenzione alle notizie provenienti dalle province per rafforzare il legame del giornale con i lettori. Un’intuizione vincente, che ha lasciato un segno. Nel 2013 ha fondato il quotidiano online Nuovo Sud, proseguendo il suo impegno per un’informazione puntuale, vicina al territorio e ai suoi cittadini. Maiorca era il marito della giornalista Rai, Lucia Basso. A lei e alla famiglia le condoglianze della nostra redazione.
The post Giornalismo siciliano in lutto, è morto a 65 anni Corrado Maiorca appeared first on Ragusa Oggi.
AttualitÃ
Napoli, perde tre dita con un petardo, ne accende un altro e si ferisce di nuovoNAPOLI – Incredibile quanto accaduto nella notte di Capodanno a Napoli. Un giovane di 24 anni, originario di Roma, si è gravemente ferito a causa dell’esplosione di un petardo, riportando l’amputazione di tre dita. Dopo il primo incidente, è stato trasportato all’ospedale Pellegrini, dove è stato medicato e dimesso. Poco dopo, però, il giovane ha acceso un secondo fuoco pirotecnico, rimanendo nuovamente ferito, questa volta al volto e a un occhio. È stato quindi ricoverato nuovamente presso lo stesso ospedale. L’episodio si aggiunge alla lunga lista di incidenti causati dall’uso imprudente di materiale pirotecnico, nonostante le continue campagne di sensibilizzazione e gli appelli alla prudenza.
The post Napoli, perde tre dita con un petardo, ne accende un altro e si ferisce di nuovo appeared first on Ragusa Oggi.