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#News #Ragusa
Cronaca
Tentato furto in abitazione a Vittoria: ladri messi in fugaTentativo di furto in abitazione nel pomeriggio di oggi a Vittoria, dove l’intervento tempestivo delle Guardie Giurate dell’Istituto di Vigilanza “La Sicurezza†ha impedito che l’intrusione andasse a segno.
L’allarme è scattato a seguito di una segnalazione proveniente da un’abitazione della città . Giunte sul posto, le guardie giurate hanno effettuato un controllo dell’immobile, accertando che ignoti avevano tentato di introdursi all’interno manomettendo una finestra sul lato giardino.
Il tentativo di effrazione ha però attivato il sistema di antifurto, che ha fatto scattare immediatamente l’intervento dell’autopattuglia. L’arrivo delle guardie giurate ha costretto i malintenzionati a darsi alla fuga, evitando conseguenze più gravi.
Sul posto è stato quindi allertato il Numero Unico di Emergenza 112. Sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Radiomobile, che hanno avviato gli accertamenti di rito e acquisito le immagini dell’impianto di videosorveglianza, utili per l’identificazione dei responsabili.
Non si segnalano danni rilevanti né furti all’interno dell’abitazione. Le indagini sono in corso.
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Necrologi
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Apertura
Grave incidente stradale: feriti una donna e il figlioletto
Una madre e il suo bambino sono rimasti feriti in un incidente stradale che si è verificato nel pomeriggio di oggi alla periferia di Vittoria.
La donna e il figlio si trovavano all’interno di una vettura condotta dal compagno della donna. Il bambino ha riportato le più gravi conseguenze: un trauma cranico, la frattura del setto nasale. È stato ricoverato nel reparto di pediatria dell’ospedale Guzzardi di Vittoria.
La madre invece ha riportato una forte contusione alla spalla destra, con prognosi di 20 giorni. Quasi illeso l’uomo che ha riportato solo qualche contusione. foto di repertorio
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AttualitÃ
A San Lorenzo in Lucina spunta un angelo con il volto di Giorgia Meloni: polemica su restauro e simbolismo
Nella storica basilica di San Lorenzo in Lucina, nel cuore di Roma, è scoppiato un acceso dibattito dopo che un recente intervento di restauro ha fatto emergere un curioso dettaglio: una figura angelica raffigurata nella cappella che ospita il monumento funebre di Umberto II di Savoia appare con tratti che ricordano sorprendentemente il volto di Giorgia Meloni, attuale presidente del Consiglio italiano.
Durante i lavori di restauro, conclusi alla fine dello scorso anno, uno dei due angeli che affiancano il busto marmoreo del sovrano è stato ricondotto a vividi colori e dettagli. In precedenza presentava un volto generico da cherubino, mentre oggi la figura femminile alata che regge un cartiglio con la sagoma dello Stivale d’Italia mostra tratti ritenuti da numerosi osservatori simili a quelli della premier italiana. La notizia è stata riportata da diversi media nazionali, che hanno pubblicato foto e testimonianze.
La firma dell’intervento – Instauratum et exornatum, Bruno Valentinetti AD MMXXV – è visibile sul cartiglio dell’opera restaurata. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, Valentinetti non risulta tra i restauratori professionisti impegnati nella basilica, ma è descritto come sacrestano e decoratore volontario presente quotidianamente nella chiesa.
La questione ha subito sollevato reazioni sia all’interno della diocesi che nel mondo politico. Monsignor Daniele Micheletti, rettore della basilica, ha commentato intervistato dall’ANSA: “Ho letto stamattina il giornale e sono andato a vedere il restauro: in effetti una certa somiglianza c’èâ€, pur sottolineando di non sapere esattamente perché il restauratore abbia dipinto il volto in quel modo. Ha aggiunto di aver richiesto il restauro della cappella “esattamente com’era†originariamente.
Dal fronte politico, la capogruppo del Partito Democratico in commissione cultura della Camera ha espresso perplessità e chiesto un intervento del ministro della Cultura Alessandro Giuli affinché la Soprintendenza di Roma verifichi il caso. Secondo il Pd, infatti, l’eventuale inserimento di un volto contemporaneo in un bene artistico vincolato potrebbe costituire una grave violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che richiede criteri scientifici e storico-artistici per ogni opera di restauro.
La vicenda ha catturato l’attenzione dei media e dei social, spingendo a discutere su temi più ampi: il ruolo dell’arte sacra nei luoghi di culto, la separazione tra simbolismo religioso e riferimenti politici contemporanei, e i criteri da seguire per restaurare opere d’arte storiche. Per alcuni osservatori si tratterebbe di una semplice coincidenza o di un’esagerazione nell’interpretazione delle immagini. Per altri, invece, la vicenda solleva questioni serie legate alla tutela del patrimonio culturale e alla strumentalizzazione simbolica di luoghi di culto

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Apertura
Piogge intense nel Ragusano: strade come fiumi e disagi tra periferie e aree rurali
Una giornata di pioggia intensa e persistente ha interessato oggi gran parte della provincia di Ragusa, provocando numerosi disagi alla viabilità , soprattutto nelle aree rurali e nelle zone periferiche del capoluogo. Le precipitazioni, accompagnate a tratti da vento forte, hanno trasformato diverse strade in veri e propri corsi d’acqua, rendendo difficoltosa la circolazione e causando allagamenti.
Le situazioni più critiche si sono registrate nelle campagne e nelle contrade attorno a Ragusa città , dove la rete stradale secondaria ha mostrato ancora una volta tutta la sua fragilità di fronte a eventi meteo intensi.
Particolarmente problematica la strada di collegamento tra Ragusa e il Castello di Donnafugata, dove l’acqua piovana ha invaso la carreggiata, rendendo il transito difficoltoso e pericoloso. In alcuni tratti l’asfalto è stato completamente coperto dall’acqua, con rallentamenti e disagi per gli automobilisti.
Una situazione che si ripete ormai con una certa frequenza e che riaccende l’attenzione sulla necessità di interventi strutturali per il deflusso delle acque meteoriche, soprattutto nelle arterie di collegamento extraurbane.
Altri problemi si sono registrati nella zona degli svincoli del Centro commerciale Ibleo, dove si sono verificati accumuli d’acqua consistenti. In particolare, alcune aree di parcheggio sono rimaste parzialmente allagate, rendendo impossibile a diverse automobili lasciare la zona.
Sul posto è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco, impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza e di supporto agli automobilisti rimasti bloccati. Fortunatamente non si segnalano feriti, ma i disagi sono stati numerosi.
Le condizioni meteorologiche odierne si inseriscono in un quadro più ampio di maltempo che continua a interessare le regioni meridionali. Secondo le previsioni, una perturbazione in transito tra Sardegna, Sicilia e Calabria sta portando piogge diffuse, vento e mareggiate.
Come spiegato da Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, si tratta di un nuovo vortice che segue le aree già colpite nei giorni scorsi dal ciclone Harry, seppur con un’intensità minore. In Sicilia sono attese piogge anche forti, con mari molto mossi o agitati e onde che possono raggiungere i 3-4 metri lungo le coste esposte.
Nel corso delle prossime ore è previsto un graduale miglioramento delle condizioni meteo, con piogge più isolate e un’attenuazione dei venti, anche se l’attenzione resta alta soprattutto nelle zone già fragili dal punto di vista idrogeologico.
La giornata di oggi conferma ancora una volta come eventi meteorologici intensi, anche se non eccezionali, siano ormai sufficienti a generare disagi diffusi, mettendo in evidenza la vulnerabilità di infrastrutture e territorio nel Ragusano.

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AttualitÃ
Niscemi continua a crollare: giù palazzina di tre piani
Un edificio di tre piani è crollato nel vuoto a Niscemi, nel quartiere Sante Croci, dopo essere rimasto per giorni in bilico sul costone del versante colpito dalla frana, a causa dei recenti intensi temporali e delle condizioni di instabilità del terreno.
La palazzina, una delle strutture già segnalate come pericolanti, è precipitata nel precipizio formato dal movimento franoso che sta interessando vaste porzioni del tessuto urbano, in piena zona rossa. L’immagine dell’auto sospesa sulla parete di roccia aveva già assunto valore simbolico della crisi geologica in corso.
Immagini riprese dall’alto mostrano mobili, pezzi di stanze e oggetti domestici sparsi tra le macerie e le porzioni di terreno sbriciolato, mentre edifici adiacenti sono ancora pericolanti e sotto stretto monitoraggio.
La zona, ormai da giorni presidiata da forze dell’ordine e Protezione Civile, resta estremamente fragile. Le autorità tecniche continuano le verifiche sulla collina per valutare l’evolversi della situazione e prevenire ulteriori crolli.
La frana che ha iniziato a muoversi a fine gennaio — favorita dalla saturazione del terreno a causa delle piogge torrenziali legate al passaggio del ciclone Harry — si estende per chilometri lungo il pendio, con numerose abitazioni evacuate e strade interrotte. Il sisma naturale ha già portato all’evacuazione di oltre 1.500 persone e alla chiusura di scuole e arterie di comunicazione, mentre l’area è stata inclusa nella zona rossa per motivi di sicurezza.
Le autorità italiane, tra cui la Protezione Civile nazionale, hanno definito la situazione “criticaâ€, confermando che il movimento del terreno è ancora attivo e che il fronte franoso continua lentamente a scendere verso la piana di Gela, rendendo la ricollocazione delle famiglie e la stabilizzazione del versante priorità assolute.
Il crollo della palazzina di tre piani rappresenta dunque un nuovo, drammatico segnale di quanto la frana stia mettendo a rischio non solo il patrimonio edilizio, ma anche la sicurezza e la vita quotidiana degli abitanti di Niscemi, con impatti che si estendono a infrastrutture e tessuto urbano. foto di repertorio
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Cultura
L’eccidio del 1474 e la Shoah: Modica interroga la propria storiaMODICA – La memoria non è mai un esercizio neutro. È una scelta, un atto di responsabilità che mette in relazione il passato con il presente. È partendo da questa consapevolezza che ieri, 30 gennaio 2026, nell’aula magna dell’Istituto Professionale Statale “Principi Grimaldi†di Modica, si è svolto l’incontro dal titolo “Modica 1474 – Fare memoria della Shoah al tempo presenteâ€, un momento di approfondimento storico e riflessione civile che ha coinvolto il mondo della scuola, delle istituzioni e della cittadinanza. L’iniziativa è stata organizzata dall’Istituto, dal Rotary Club di Modica e dall’Unitre di Modica, con il patrocinio del Comune di Modica, e si è collocata temporalmente tra la Giornata della Memoria e la Giornata del Ricordo, assumendo fin da subito una connotazione che va oltre la semplice commemorazione. Nel suo intervento introduttivo, la dirigente scolastica, prof.ssa Claudia Terranova, ha sottolineato come l’incontro rientri pienamente nella politica di apertura al territorio che l’Istituto “Principi Grimaldi†persegue con determinazione. Una scelta che intende fare della scuola non solo un luogo di istruzione, ma anche uno spazio di confronto, memoria e consapevolezza civica. La collocazione dell’evento tra due giornate simboliche ha permesso di allargare lo sguardo: dalla Shoah alla storia locale, dal passato remoto al presente, includendo il ricordo dell’eccidio degli ebrei modicani del 15 agosto 1474 e, più in generale, dei genocidi che hanno segnato la storia prima e dopo il Novecento. A mettere in evidenza il legame tra i diversi eventi storici è stata l’assessore alle Politiche sociali, dell’inclusione e dell’Istruzione del Comune di Modica, prof.ssa Concetta Spadaro, già dirigente scolastica. Nel suo intervento ha individuato un chiaro filo rosso che collega l’eccidio del 1474, la Shoah e i drammatici avvenimenti contemporanei, come quelli che interessano la Striscia di Gaza. Un richiamo forte alla necessità di una memoria vigile, capace di interrogare il presente e di evitare semplificazioni, affinché la storia non venga ridotta a una sequenza di eventi lontani e conclusi. Di particolare interesse e spessore gli interventi dei relatori, che hanno offerto prospettive complementari sul tema della memoria. Il primo contributo è stato affidato a Giancarlo Poidomani, professore associato di Storia Contemporanea all’Università di Catania, che ha affrontato il tema dell’Olocausto del Novecento, proponendo riflessioni sulle sue cause storiche e sulle implicazioni per l’attualità . Un intervento che ha evidenziato come i meccanismi dell’odio e della persecuzione non appartengano solo al passato. È seguito l’intervento di Giuseppe Barone, professore emerito di Storia dell’Università di Catania, dedicato alla strage degli ebrei a Modica nel 1474. Barone ha illustrato i risultati dei nuovi studi storici che consentono di rileggere l’eccidio di 360 persone, considerato il più grave nella storia d’Italia, restituendo complessità e rigore a una pagina a lungo trascurata. A concludere la sessione degli interventi è stata Marcella Burderi, dottoressa di ricerca in Storia Contemporanea, che ha approfondito il tema della memoria popolare del 1474, soffermandosi sulla tradizione devozionale e sulle antiche preghiere che nei secoli hanno contribuito a costruire e tramandare il ricordo di quell’evento. Un contributo utile per comprendere come la memoria storica si trasformi nel tempo e si intrecci con la dimensione religiosa e culturale. L’incontro ha registrato una partecipazione numerosa, con un’aula magna gremita. Presenti i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, esponenti di tutte le componenti dell’Istituto, soci del Rotary Club e dell’Unitre, oltre a numerosi cittadini interessati al tema. Un segnale significativo dell’interesse che iniziative di questo tipo riescono ancora a suscitare, soprattutto quando propongono una riflessione che unisce storia, educazione e attualità . Al termine dell’incontro, la classe finale dell’indirizzo di enogastronomia del corso serale, coordinata dalla prof.ssa Gianna Ciulo, ha offerto un rinfresco leggero e apprezzato dagli intervenuti, trasformando anche il momento conclusivo in un’occasione di incontro e dialogo. Fare memoria oggi significa andare oltre la ritualità , assumendo la storia come strumento di lettura del presente e di educazione alla responsabilità . Un percorso che trova nella scuola un luogo privilegiato e che invita l’intera comunità a confrontarsi con le proprie radici e con le sfide del tempo in cui vive.
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AttualitÃ
Niscemi: scuole riaprono dopo la frana, alunni ospitati in altri plessi
Dopo giorni di emergenza e paura, le scuole di Niscemi riapriranno lunedì. Gli alunni dei plessi dichiarati inagibili a seguito della frana del 25 gennaio saranno ospitati in strutture sicure, grazie a un piano di riorganizzazione coordinato dalla Prefettura di Caltanissetta.
Il vicario del Prefetto ha confermato che, sotto il coordinamento della Prefettura, sono state espletate tutte le attività necessarie per garantire la riapertura in sicurezza. “Sono state adottate le misure per riorganizzare l’accoglienza degli studenti nei plessi alternativi, assicurando continuità didattica e sicurezza†spiegano dalla Prefettura.
Il Comune di Niscemi ha collaborato attivamente, coordinando i trasferimenti e predisponendo la logistica necessaria per ospitare alunni e personale scolastico in strutture idonee.
La frana che ha colpito Niscemi è solo l’ultimo di una serie di eventi estremi che hanno interessato il territorio tra il 16 e il 25 gennaio. La prima frana del 16 gennaio aveva già creato allarme tra i residenti. Tra ordinanze di sgombero, chiusura di scuole e strade, e gli allarmi meteo del 20 e 21 gennaio, la cittadina è rimasta in uno stato di emergenza costante.
Il 25 gennaio, il cedimento del costone ha provocato la frana più consistente, superiore per dimensioni a eventi storici come quello del Vajont. Solo dopo l’evento, i tecnici comunali hanno effettuato sopralluoghi accurati, riscontrando il pericolo imminente per la pubblica e privata incolumità , con particolare riferimento agli edifici lungo la fascia rossa individuata sulla collina.
Il sindaco Massimiliano Conti ha firmato una serie di ordinanze per fronteggiare l’emergenza. L’ordinanza n.12, firmata il 28 gennaio, ha stabilito ufficialmente l’elenco delle 48 strade comprese nella zona rossa, imponendo divieti di accesso e sgombero degli edifici più a rischio.
Nonostante ciò, molti abitanti hanno riferito di aver dovuto abbandonare le proprie case con avvertimenti verbali, senza ricevere una notifica formale. La gestione della zona rossa e l’applicazione delle ordinanze hanno rappresentato una delle sfide principali nelle prime fasi dell’emergenza.
In totale, circa 1.330 persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni. Il Comune, insieme alla Protezione Civile e alla Prefettura, ha garantito supporto logistico, assistenza e alloggi temporanei per le famiglie evacuate. L’apertura delle scuole nei plessi alternativi rappresenta un passo importante verso il ritorno alla normalità , garantendo la continuità educativa in sicurezza.
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Necrologi
Necrologi: Rosa Agosta
Necrologi: Rosa Agosta
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AttualitÃ
Autostrada Siracusa–Gela, per il lotto Modica-Scicli la speranza non muore: chiesto consiglio comunale aperto
Sono le forze politiche di opposizione a chiederlo dopo che, nei giorni scorsi si era aperto un dibattito a due voci. Da un lato il sindaco di Scicli Mario Marino e dall’altro il parlamentare regionale del Partito democratico, Nello Dipasquale. A gamba tesa oggi entrano i consiglieri comunali di opposizione, dal Pd a Italia Viva a Sinistra Italiana alle liste civiche, che chiedono un seduta aperta dell’assise. La richiesta porta la firma di Caterina Riccotti, Consuelo Pacetto, Marianna Buscema, Marco Lopes, Felicia Mirabella e Bruno Mirabella. Il fine è quello di ritornare sull’argomento (perchè di un ritorno è proprio il caso di parlare dopo i periodici interventi della politica sull’argomento autostrada) per individuare il sistema del reperimento dei fondi necessari alla realizzazione del lotto Modica–Scicli dell’autostrada Siracusa–Gela. “E’ un atto concreto di partecipazione, confronto e trasparenza nei confronti della comunità , per comprendere, insieme agli attori istituzionali direttamente interessati, quale sarà il destino di un’infrastruttura strategica per il territorio, essenziale per migliorare la mobilità , la sicurezza stradale e per sostenere lo sviluppo economico e turistico dell’intero comprensorio ibleo – spiegano i consiglieri comunali ritrovandosi concordi sull’argomento – permangono forti incertezze in merito alla disponibilità , all’allocazione e all’effettivo utilizzo dei fondi destinati all’opera, insieme alle preoccupazioni circa le ricadute negative su cittadini, imprese e flussi turistici che queste incertezze stanno causando. Mentre si rileva che questa Amministrazione non è in grado di dare una risposta concreta, come minoranza consiliare si ritiene opportuno fare chiarezza sullo stato dell’arte relativo al finanziamento dell’infrastruttura, provando ad individuare azioni e soluzioni condivise tramite il confronto con tutti i livelli istituzionali coinvoltiâ€. Naturalmente l’invito a partecipare spazia dai rappresentanti del governo regionale alla deputazione regionale iblea ed alle associazioni di categoria del territorio. E’ un ritorno al passato: di questo si deve parlare e su questo si deve riflettere. Perchè le sollecitazioni, i confronti, le richieste, le proteste sono da tempo sul tappeto e periodicamente riemergono con tanta di attenzione alla ricerca di oltre mezzo milione di euro che non si trova. E, diciamolo pure, in molti considerano sprecato visto che da Scicli al casello di Modica si giunge in un tempo fra i dieci ed i quindici minuti.Â
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