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Fratelli d’Italia esce dalla Giunta di Ispica, il Centrodestra provinciale si spacca. Alla faccia della professata unità. E a Comiso?

Il quadro politico a Ispica si fa sempre più complesso e instabile. Ma il problema politica diventa subito provinciale. Il Centrodestra si è spaccato, alla faccia della più volte decantata unità di intenti. Il motivo? Le Amministrazioni comunali di Ragusa e di Modica, guidate da sindaci di Forza Italia che provengono da percorsi civici, non hanno fatto entrare nessun esponente di Fratelli d’Italia. E pertanto Fratelli d’Italia leva il disturbo. E lo fa a partire dalla Giunta comunale dove era presente, cioè a Ispica. Ma la domanda, a questo punto lecita, è cosa farà allora a Comiso dove è il sindaco di Fratelli d’Italia a guidare l’Amministrazione comunale? Intanto, però, vediamo la situazione a Ispica.
La Giunta comunale guidata dal sindaco Innocenzo Leontini attraversa una fase delicata, segnata non solo da tensioni interne alla maggioranza, ma anche da una vera e propria crisi politica del centrodestra a livello provinciale. Un contesto aggravato dalla mozione di sfiducia presentata dall’opposizione, contro la quale l’amministrazione ha fatto ricorso al Tar, in attesa del giudizio di merito.

In questo scenario già fragile arriva ora una scelta destinata a pesare sugli equilibri politici: Fratelli d’Italia esce ufficialmente dalla Giunta di Ispica, certificando di fatto una frattura all’interno di quella coalizione che, fino a oggi, si era sempre presentata come unita nei comunicati ufficiali.

La nota di Fratelli d’Italia: dimissioni del vicesindaco Cafisi

Ad annunciare l’uscita di Fratelli d’Italia dalla Giunta è il coordinatore provinciale del partito, Giovanni Moscato, attraverso una nota ufficiale. Contestualmente, Tonino Cafisi, vicesindaco e assessore in quota FdI, protocollerà oggi le dimissioni già presentate da circa due mesi al primo cittadino.

«In questi mesi – scrive Moscato – abbiamo tentato di ricomporre il quadro unitario del centrodestra perché siamo fortemente convinti che la strada maestra sia quella dell’unione della coalizione, così come avvenuto in occasione delle elezioni per il Libero Consorzio. Abbiamo atteso, rispettosamente, la definizione degli equilibri interni degli altri partiti del centrodestra, anche in considerazione di importanti ingressi di amministratori, ma è stato impossibile ricomporre l’unità del centrodestra e non certo per la mancanza di volontà di Fratelli d’Italia».

Il coordinatore provinciale sottolinea come la scelta non sia legata a logiche di potere:
«Con i nostri comportamenti abbiamo dimostrato che la questione non dipende da poltrone o incarichi, ma da una visione di progetto futuro, coeso e in grado di dare risposte ai territori. Ci troviamo quindi nella condizione di fare un passo indietro nelle realtà locali dove il quadro politico non presenta la chiarezza che auspichiamo».

FdI rivendica inoltre i risultati amministrativi ottenuti dai propri esponenti. «I risultati raggiunti da Tonino Cafisi, anche nella qualità di vicesindaco, e da Marco Santoro, sono sotto gli occhi di tutti – evidenzia Moscato –: dal progetto per il completamento del cimitero all’avvio dei lavori per la zona artigianale, dal finanziamento per il rifacimento di contrada Giamporcaro al nuovo progetto per la raccolta dei rifiuti urbani».

Il partito conclude ringraziando il sindaco Leontini «per la fiducia riposta» e augurandogli «buon lavoro, con la massima sincerità e senza alcuna sterile polemica», ribadendo però che, finché il quadro provinciale del centrodestra non sarà chiarito, la scelta di uscire dalle Giunte locali resta una questione di coerenza politica.

Le letture politiche e le critiche dell’opposizione

La decisione di Fratelli d’Italia arriva però in un contesto politico già fortemente deteriorato. Voci di corridoio, da tempo, parlavano di tensioni legate anche alla composizione della Giunta, con FdI che – pur in assenza di consiglieri comunali – avrebbe avanzato la richiesta di un secondo posto in Giunta.

A ciò si aggiunge la posizione ambigua di altre forze della maggioranza. L’MPA, nonostante il ritiro formale della firma sulla mozione di sfiducia e il sostegno ufficiale al sindaco, nei fatti avrebbe cercato di prendere le distanze dall’amministrazione, proprio per le difficoltà amministrative. Anche nell’ultimo Consiglio comunale, dove si è portato in esame il piano triennale delle opere pubbliche, immediate sono arrivate le dure critiche delle opposizioni, che lo hanno definito «un semplice foglio programmatico», non collegato al bilancio comunale. Per questo rispedito al mittente.

Secondo Gianni Stornello, consigliere comunale del Partito Democratico, la scelta di Fratelli d’Italia va letta anche alla luce delle difficoltà politiche e amministrative:
«È evidente che la nave non navighi in acque calme. Forse Fratelli d’Italia ha deciso di scendere prima che affondi, considerando anche l’imminente sentenza sulla mozione di sfiducia».

Restano sul tavolo, sottolinea Stornello, numerosi problemi irrisolti: dalle storiche criticità legate al personale comunale, fino alle emergenze più recenti, come la devastazione della costa causata dalle mareggiate, che richiedono scelte forti e una guida politica stabile.

In un quadro così frammentato, la scelta di Fratelli d’Italia appare come un segnale politico chiaro: l’unità del centrodestra, a Ispica e non solo, non è più un dato scontato, ma una questione tutta da ricostruire. Tornando a Comiso, cosa farà Fratelli d’Italia? Smetterà di dialogare con gli esponenti di Forza Italia?

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Mon, 02 Feb 2026 21:06:05 +0000

Apertura

Suv investe una coppia di cinesi: paura in via Roma a Vittoria

Una coppia di cittadini cinesi, un uomo e una donna, sono rimasti vittima di un incidente stradale che si è verificato nel pomeriggio di oggi, in via Roma, angolo via San Martino.

I due, che si trovavano sul marciapiede intenti ad acquistare un tagliando di parcheggio alla colonnina per le zone blu, sono stati investiti da un suv che sopraggiungeva e che ha sterzato a sinistra forse per evitare di tamponare l’auto che li precedeva e che aveva frenato per fermarsi all’intersezione tra le due vie. Il suv che seguiva per evitare il tamponamento avrebbe sterzato a sinistra investendo i due cinesi. I due, entrambi poco più che quarantenni, sono stati soccorsi e portati in codice rosso all’ospedale Guzzardi di Vittoria. Per fortuna, le ferite si sono rivelate meno gravi e i due non corrono pericolo di vita. Sono stati ricoverati all’ospedale Guzzardi

I rilievi sono stati eseguiti dalla Polizia locale di Vittoria.

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Mon, 02 Feb 2026 20:44:40 +0000

Attualità

Raddoppio Ragusa–Catania, il cantiere lotto 3 si ferma: operai senza stipendio da mesi

Scatterà domani mattina, a partire dalle ore 7, lo sciopero, per l’intera giornata, dei lavoratori impegnati nel lotto 3 dei lavori di raddoppio della Ragusa–Catania, opera strategica per il territorio. La protesta è stata proclamata unitariamente da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, a fronte di una situazione che i sindacati definiscono ormai insostenibile: circa 60 lavoratori non percepiscono lo stipendio dallo scorso mese di novembre.

Alla base dello sciopero ci sono ritardi strutturali e burocratici legati al complesso avvicendamento delle imprese all’interno del Consorzio Achates, titolare dell’appalto. Un passaggio che, nei fatti, ha prodotto un blocco dei pagamenti e lasciato decine di famiglie senza reddito da mesi.

Rispondendo alla redazione di Ragusaoggi.it a ricostruire la vicenda è Dario Gulisano, segretario generale della Fillea Cgil Caltagirone-Catania. «Il Consorzio Achates – spiega – era inizialmente collegato alla Rizzani, poi a novembre è subentrata la Manelli, che a sua volta è andata in difficoltà. Successivamente, appena dopo un mese, a dicembre, è entrata la Cmc, attraverso l’affitto del ramo d’azienda. Un subentro complesso che inevitabilmente comporta problemi anche dal punto di vista burocratico».

Proprio la stratificazione societaria e la presenza del consorzio in questo appalto, secondo il sindacato, hanno appesantito ulteriormente le procedure, allungando i tempi. «In questi giorni – prosegue Gulisano – abbiamo avuto diversi incontri per capire lo stato delle cose. È evidente che, quando ci sono i consorzi di mezzo, la burocrazia diventa ancora più farraginosa. Comprendiamo che servano tempi tecnici più lunghi, ma abbiamo bisogno di notizie certe, perché i lavoratori sono senza stipendio da novembre e oggi siamo in arretrato anche con le mensilità di dicembre e gennaio».

Nel corso degli ultimi confronti, la Cmc ha manifestato una disponibilità che i sindacati giudicano un primo segnale positivo. «Ci è stato riferito – afferma Gulisano – che, una volta arrivata da Anas la presa d’atto formale del subentro della Cmc nel Consorzio Achates e quindi nel lotto 3, l’azienda si è detta disponibile ad assumere direttamente tutti i lavoratori coinvolti nell’opera. Inoltre, previa verifica con il proprio consulente contabile, la Cmc valuterà anche la possibilità di farsi carico delle mensilità pregresse».

Nonostante ciò, i sindacati hanno deciso di confermare lo sciopero. Perché? «È una risposta dovuta al territorio – sottolinea il segretario Fillea Cgil – per chiedere ad Anas e Cmc di risolvere nel minor tempo possibile tutte le pendenze burocratiche, così da permettere ai lavoratori di ricevere immediatamente lo stipendio. Questa situazione sta mortificando oggi i lavoratori e rischia di avere ripercussioni domani sull’intero territorio».

La vertenza assume un valore che va oltre il singolo cantiere. «Parliamo di un’opera centrale per la viabilità e lo sviluppo della Sicilia sud-orientale – aggiunge Gulisano –. Per questo lanciamo un grido d’allarme a tutti gli attori coinvolti: istituzioni, Regione, Anas e imprese. Con Anas il dialogo è continuo e fattivo, ma è necessario che tutti si aiutino a vicenda per uscire da questo empasse».

Pur nella protesta, il sindacato non nasconde un cauto ottimismo: «Come Fillea Cgil – conclude Gulisano – riponiamo grande speranza nella Cmc e nel piano industriale che sta portando avanti. Ma alle prospettive devono seguire risposte concrete e immediate, perché i lavoratori non possono più aspettare».

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Mon, 02 Feb 2026 18:57:32 +0000

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A Ragusa riduce in fin di vita a colpi di mazza l’uomo che aveva fatto delle avances alla sua fidanzata: condannato a 6 anni e 6 mesi

E’ stato condannato a 6 anni e 6 mesi con rito abbreviato il 24 enne di origine albanese che il 16 maggio del 2025 aveva aggredito a colpi di mazza un connazionale. In base alle indagini coordinate dalla Procura iblea e svolte dai carabinieri della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ragusa alla base della folle aggressione ci sarebbe stato un dissidio privato di natura sentimentale.

Chi è la vittima

La vittima, un 36enne anch’egli albanese avrebbe mosso alcune avances alla fidanzata dell’aggressore. Dopo un primo scambio di reciproci insulti, il 24enne avrebbe estratto dall’interno della propria autovettura una mazza in plastica dura ad uso edile, che è stata recuperata e sequestrata dai carabinieri. Poi, una serie di colpi sferrati con violenza anche al capo della vittima.

Le ferite riportate

Il 36enne, con gravi fratture craniche era stato lasciato a terra, poi soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa dove era stato stabilizzato per l’ immediato il trasferimento al Cannizzaro di Catania, per la gravità delle ferite riportate. La vittima, le cui condizioni erano rimaste drammatiche per parecchio tempo, e alla quale è stata ricostruita una parte della calotta cranica, si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Daniele Scrofani.

Le telecamere di sorveglianza hanno aiutato nelle indagini

La svolta nelle indagini, grazie alle immagini degli impianti di videosorveglianza; in due giorni il presunto responsabile era stato individuato e sottoposto a fermo perché sarebbe stato in procinto di allontanarsi dal territorio nazionale. Stamane, il 24 enne che attraverso l’avvocato Matteo Anzalone ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato, è stato condannato a 6 anni e 6 mesi dal gip presso il Tribunale di Ragusa. Il Pm aveva chiesto la condanna a 8 anni di carcere.  Foto di repertorio generata da Ai

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Mon, 02 Feb 2026 18:03:18 +0000

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Abbandono di Vittorio Fortunato, la difesa della madre naturale: “Capacità di intendere e volere temporaneamente scemataâ€

Un controesame severo al consulente della difesa, nel corso del processo alla madre naturale del piccolo Vittorio Fortunato, il bambino che venne partorito in casa dalla donna e consegnato al padre naturale che ne simulò abbandono e ritrovamento il 4 novembre del 2020. Il padre naturale, deceduto nel 2024 per cause naturali, era stato condannato per quella vicenda per abbandono di minore, stesso reato per il quale è a processo ora la donna.

Oggi è stato sentito lo psichiatra incaricato dalla difesa (rappresentata dall’avvocato Angelo Iemmolo) di relazionare sulle condizioni della donna, e se nel momento in cui la stessa consegnò il bambino al padre naturale era in grado di intendere e volere. Nella sua relazione, lo psichiatra ha concluso che la donna, che secondo la sua analisi soffriva già di un quadro depressivo, sarebbe stata in preda ad un disturbo psicotico breve con una capacità, al momento del fatto, fortemente scemata ma non esclusa. Il medico visitò la donna dopo oltre un anno dai fatti, quando la stessa era già seguita e in trattamento da due professionisti.

Nel contro esame, la parte civile, la tutrice del piccolo rappresentata dall’avvocato Emilio Cintolo, ha incalzato il consulente sui tempi di reazione, chiedendo di conoscere i tempi di attivazione e le cause del disturbo psicotico e se le stesse potevano essere state originate nell’immediatezza del parto. oltre a questo ha richiesto anche se avesse esaminato pure altri atti processuali comprese le intercettazioni che riportano i dialoghi tra la donna e il padre naturale del piccolo. Lo psichiatra, che ha detto di non avere valutato i dialoghi, ha parlato della durata del disturbo, che generalmente può durare da qualche giorno a circa un mese. Ha concluso poi la difesa alla quale il consulente ha  ribadito che la psicosi è reattiva ad una situazione ansiogena ed il parto poteva essere una condizione compatibile ad una psicosi breve. Su richiesta delle parti, il processo si è aggiornato al 16 febbraio per eventuali produzioni documentali.        

La vicenda dell’adottabilità   

Il piccolo Vittorio Fortunato è ancora al centro di una complessa vicenda per quanto concerne l’adottabilità. A ottobre del 2025, il Tribunale per i Minorenni (valutate le relazioni disposte per verificare la eventuale capacità genitoriale della madre naturale, il contesto familiare dei genitori preaffidatari in cui il piccolo vive, in sostanza, da quando è nato) ha emesso una sentenza dichiarando adottabile il piccolo, disponendo la revoca di ogni provvedimento in precedenza adottato (ma mai attuato compiutamente) che aveva come scopo l’attuazione di un percorso protetto di riavvicinamento della madre naturale al bambino in vista di un eventuale riaffidamento. La sentenza è stata appellata dalla madre naturale attraverso l’avvocato Iemmolo. L’udienza è stata fissata a marzo 2026

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Mon, 02 Feb 2026 17:53:59 +0000

Attualità

Dal Selvaggio il futuro dello sport ragusano: parte la sfida della Cittadella

Ragusa accelera sul futuro dello sport e lo fa con una visione chiara: dare vita a una vera e propria Cittadella dello sport nell’area del Selvaggio. Un progetto ambizioso che prende forma partendo da basi solide, come sottolinea il sindaco Peppe Cassì, che rivendica la qualità e la capillarità degli impianti sportivi cittadini, quasi tutti recentemente riqualificati.

«Abbiamo impianti sportivi di ottima qualità – dichiara il sindaco – che ci consentono di praticare moltissime discipline. Le strutture sono vicine tra loro, inserite in un contesto favorevole e con spazi disponibili per colmare ciò che oggi manca, come ad esempio un impianto per l’hockey su prato». Un patrimonio che si arricchisce anche sul piano formativo, grazie al corso di Scienze motorie ospitato nella ritrovata Scuola dello Sport.

Secondo Cassì, l’area del Selvaggio rappresenta il luogo ideale per accogliere questo progetto strategico: «Qui ci sono tutte le condizioni per realizzare una Cittadella dello sport capace di ospitare più discipline, grandi eventi sportivi, percorsi di formazione e di attrarre atleti, operatori e tifosi. È un sogno che costruiamo impianto dopo impianto e che ora entra in una nuova fase, con una visione d’insieme».

Un passaggio decisivo arriva con la convenzione sottoscritta tra il Comune di Ragusa e l’Ordine degli Architetti, che consentirà di avviare un concorso di progettazione per definire il volto futuro dell’area. A spiegarne gli obiettivi è l’assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Giuffrida: «Dal concorso dovrà emergere una proposta capace di coniugare funzionalità sportiva e qualità urbana. Immaginiamo uno spazio non solo al servizio delle nostre società sportive, ma un luogo di benessere aperto a tutti i cittadini».

L’attenzione, sottolinea Giuffrida, sarà rivolta anche ai servizi connessi alla Cittadella: «Vogliamo progettare un’area attrattiva, capace di generare sviluppo economico, valorizzare il quartiere e creare nuove opportunità legate al mondo dello sport».

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Mon, 02 Feb 2026 16:48:00 +0000

Cronaca

Addio a Maria Rita Parsi, la voce dei bambini: una vita spesa per i diritti dei minori

Al bambino, considerato non come un adulto in divenire da plasmare, ma come una persona già pienamente portatrice di valore, bisogni e diritti, Maria Rita Parsi ha dedicato l’intera esistenza. Si è spenta all’età di 78 anni una delle figure più autorevoli della psicologia italiana e internazionale, da sempre in prima linea nella tutela dei diritti dei minori.

Psicologa, psicoterapeuta, docente e psicopedagogista, Maria Rita Parsi ha lavorato per decenni a fianco delle istituzioni nazionali e internazionali impegnate nella protezione dell’infanzia. Il suo approccio innovativo e profondamente umano ha contribuito a cambiare il modo di guardare ai bambini, riconoscendoli come soggetti completi, meritevoli di ascolto e rispetto fin dal presente.

Nel corso della sua lunga carriera ha firmato oltre cento opere tra saggi scientifici, testi divulgativi e romanzi. Tra i titoli più noti figurano “L’amore dannosoâ€, “Manuale anti-ansia per genitori†e “Stjepan detto Jesus, il figlioâ€, libri che hanno lasciato un segno profondo nel dibattito educativo e psicologico contemporaneo, aiutando generazioni di genitori, educatori e professionisti.

Tra i contributi più significativi del suo percorso professionale spicca l’elaborazione della metodologia della “psicoanimazioneâ€, un modello operativo applicabile in ambito psicologico, socio-pedagogico e psicoterapeutico, fondato sulla centralità della relazione, dell’ascolto e dell’espressione emotiva. Un metodo che riflette pienamente la sua visione: educare e curare senza violare, accompagnare senza imporre.

I funerali di Maria Rita Parsi si svolgeranno sabato 7 febbraio alle ore 11 nella Chiesa di San Salvatore in Lauro, a Roma. La camera ardente sarà allestita nella stessa chiesa giovedì 5 e venerdì 6 febbraio, dalle ore 9 alle 19. Un ultimo saluto a una donna che ha fatto della difesa dei più fragili una missione di vita.

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel mondo della psicologia, dell’educazione e dei diritti umani, ma il suo pensiero e il suo impegno continuano a vivere nelle sue opere e nelle tante vite che ha contribuito a cambiare.

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Mon, 02 Feb 2026 16:17:57 +0000

Basket

Meerkat ko a Catania: dal +11 al tracollo finale, il Cus vince 93-88

Una sconfitta (93-88) che brucia per gli sciclitani che contro il Cus Catania hanno giocato con cuore e tecnica al punto che a sei minuti dalla fine il tabellone segnava un + 11 per la Meerkat. Un epilogo amaro nella gara di Catania contro il Cus nell’ultima gara del campionato di serie C. I ragazzi del presidente Paolo Ficili hanno sciupato una partita condotta in vantaggio per ben 34 minuti. A sei minuti dalla sirena finale il tabellone segnava +11 per gli ospiti, ma da lì in poi si è verificato un improvviso e ingiustificato tracollo. Un blackout che ha capovolto il risultato finale con un recupero dei padroni di casa ed il sorpasso finale del CUS.

“Nei momenti decisivi i ragazzi di coach Magagnoli sono apparsi incapaci di gestire il vantaggio, pagando disattenzioni e superficialità – spiega la società – gli etnei ne hanno approfittato trascinati dal trio Sindoni (34 punti), Galicia (28 punti) e Sidibe (16 punti). Un vero peccato, soprattutto alla luce dell’ottima prova offensiva: attacchi fluidi, tanti giocatori in doppia cifra e una prestazione più che positiva nonostante l’assenza di Goi. A pesare, ancora una volta, è stato l’aspetto difensivo: troppi i punti concessi agli avversari, un problema che dovrà essere risolto in vista della seconda faseâ€.

Dalla prossima settimana prenderà il via la fase composta da 8 partite (andata e ritorno) contro le ultime quattro del girone Ovest: Castanea, Marsala, Gioiese e Cocuzza.

“Servirà subito resettare e ripartire, con maggiore maturità e pragmatismo, per affrontare al meglio una fase decisiva della stagione ai fini di raggiungere l’obiettivo della salvezza†– commenta la società.

Tabellini: Garavini 18, Sorrentino 16, Ragazzini 14, Burt 13, Taino 12, Agbara 8, Lonatica 4, Derick 3, Manenti, Goi ne , Giannone ne, Statello ne

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Mon, 02 Feb 2026 15:49:33 +0000

Attualità

E-mail trappola sempre più sofisticata: come riconoscere il phishing e difendersi

Il phishing si conferma una delle truffe digitali più diffuse e pericolose, capace di colpire utenti di ogni età con messaggi sempre più credibili. A lanciare l’allarme è l’associazione Codici, che invita i consumatori a prestare la massima attenzione alle comunicazioni ricevute via e-mail, SMS o app di messaggistica.

I truffatori si fingono banche, uffici postali, corrieri, enti pubblici o aziende molto conosciute, riproducendo loghi, firme e linguaggio ufficiale con un realismo sempre maggiore. L’obiettivo è spingere la vittima a compiere un’azione immediata, come cliccare su un link, scaricare un allegato o inserire dati personali e bancari su siti falsi, ma costruiti per sembrare autentici.

Secondo Codici, uno dei primi segnali da osservare è l’indirizzo del mittente, che spesso presenta piccole anomalie o variazioni rispetto a quello ufficiale. Altro elemento ricorrente è il tono allarmistico del messaggio, che fa leva sulla paura o sull’urgenza, parlando di account bloccati, problemi di sicurezza o consegne sospese. Non mancano errori grammaticali, traduzioni approssimative o frasi poco curate, dettagli che raramente compaiono nelle comunicazioni reali di aziende strutturate.

Un aspetto fondamentale riguarda la richiesta di informazioni sensibili. Banche, enti pubblici e aziende affidabili non chiedono mai tramite e-mail o SMS password, PIN, codici di sicurezza o dati completi della carta di credito. Qualsiasi richiesta di questo tipo deve essere considerata un chiaro campanello d’allarme.

L’associazione Codici raccomanda di non cliccare mai sui link presenti in messaggi sospetti e di non scaricare allegati inattesi, che potrebbero contenere malware in grado di compromettere computer e smartphone. In caso di dubbi, è sempre meglio contattare direttamente l’azienda o il servizio interessato utilizzando i recapiti ufficiali reperibili sul sito web.

Se si è già caduti nella trappola, è essenziale intervenire subito. Cambiare immediatamente le password compromesse, avvisare la propria banca nel caso siano stati forniti dati finanziari e segnalare l’accaduto alla Polizia Postale sono azioni decisive per limitare i danni.

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Mon, 02 Feb 2026 14:30:00 +0000

Apertura

L’on. Abbate sotto inchiesta anche per i buoni libro a Modica. A febbraio scorso le consigliere “vicine†accusavano la nuova Giunta

MODICA – Chissà se sia stato un esposto da parte di alcune famiglie modicane che hanno atteso invano il contributo promesso per i buoni libro o se l’attenzione della Procura della Repubblica sia nata dall’interrogazione che tre consigliere “abbatianeâ€, a metà del febbraio dello scorso anno, avanzarono proprio per far luce sulle mancate erogazioni dei buoni libro, nel tentativo di mettere in cattiva luce la nuova Amministrazione comunale, dopo la rottura politica della maggioranza. Oppure se a destare l’attenzione su quello che sembra essere il tipico caso della “goccia che fa traboccare il vasoâ€, siano stati i numerosi interventi del PD modicano nel corso dei vari mesi. Ma sta di fatto che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa ha avviato un’indagine che torna a riguardare il Comune di Modica. 

Dopo l’inchiesta sugli indennizzi per i danni causati dalla tromba d’aria che colpì Modica nel 2021, si apre un fronte investigativo che riguarda nuovamente l’on. Ignazio Abbate ma per la gestione, in qualità di sindaco, dei fondi regionali destinati ai buoni libro scolastici. Al centro dell’indagine della Procura ci sono le somme erogate dalla Regione Siciliana al Comune di Modica per la fornitura gratuita e semigratuita dei libri di testo negli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022. Fondi che, secondo quanto emerso dalle verifiche operate dalla Guardia di Finanza con riscontri documentali, non sarebbero mai arrivati alle famiglie aventi diritto.

Le accuse della Procura

Oltre ad Abbate risulta indagato anche Giampiero Bella, all’epoca segretario generale del Comune, che ricopriva ad interim l’incarico di responsabile del settore finanziario. Su delega della Procura, la Guardia di Finanza ha analizzato atti amministrativi e contabili dell’ente, concentrandosi sulla gestione di risorse a destinazione vincolata. 

Dagli atti emerge inoltre che l’indagine non è recente, ma risulta formalmente avviata già nei mesi scorsi. A conclusione dell’attività ispettiva svolta dalla Guardia di Finanza su delega della Procura della Repubblica di Ragusa, con provvedimento datato 11 novembre 2025 e firmato dal Procuratore Francesco Giuseppe Puleio, è stata infatti disposta l’iscrizione nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato che riguarda l’utilizzo difforme di somme a destinazione vincolata. 

I fondi erogati per i buoni libro ma arrivati alle famiglie

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’ammontare complessivo dei fondi oggetto di accertamento sarebbe pari a 472.920 euro. Di questi, 148.647,90 euro non risulterebbero utilizzati per le finalità previste e dovrebbero essere restituiti alla Regione Siciliana, mentre ulteriori 324.232,10 euro sono ancora oggetto di ulteriore accertamento. Risorse che, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero confluite nella cassa libera del Comune, rendendone possibile l’utilizzo per spese correnti di bilancio. 

Un passaggio centrale dell’inchiesta riguarda proprio la natura vincolata dei fondi regionali. Le somme destinate ai buoni libro, per legge, secondo il Testo unico degli enti locali, devono essere “congelate†sul piano contabile ed erogate alle famiglie entro l’anno finanziario di riferimento. In caso contrario, devono essere restituite alla Regione (che adesso le richiede entro il 30 giugno prossimo) e non possono essere utilizzate negli esercizi successivi. 

A confermare questo principio è una nota inviata il 21 gennaio scorso dalla Regione Siciliana al Comune di Modica, con cui viene formalmente richiesta la restituzione delle somme non utilizzate. Il dirigente del servizio 5 dell’Assessorato regionale all’Istruzione, Giuseppe Bono, spiega che la richiesta nasce dalla specifica segnalazione della Guardia di Finanza. 

Negli anni oggetto di indagine, Ignazio Abbate non era solo sindaco, ma aveva anche trattenuto per sé la delega alla Pubblica istruzione. Secondo una ricostruzione che resta al vaglio degli inquirenti, è plausibile che le somme vincolate siano state utilizzate per far fronte a spese correnti del bilancio comunale, con l’idea di reintegrarle successivamente. Un’operazione che, tuttavia, non sarebbe mai avvenuta a causa della grave crisi finanziaria dell’ente, sfociata poi nel dissesto.

Il risultato concreto è che per tre anni scolastici consecutivi – 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022 – non risultano rimborsi alle famiglie modicane, nonostante il Comune avesse regolarmente incassato dalla Regione importi rispettivamente pari a 180.380,00 impegnandone 131.099,98 euro, 156.550,00 impegnandone 96.228,90 euro e 135.950,00 impegnandone 96.903,22 euro. Diversa la situazione per l’anno scolastico 2022/2023, per il quale i fondi sono stati correttamente vincolati e liquidati lo scorso anno. 

I rimborsi per i buoni libro relativi all’anno scolastico 2022/2023 del Comune di Modica sono stati infatti regolarmente pagati alle famiglie beneficiarie tramite mandati emessi il 19 marzo 2024, a seguito dell’incasso delle somme avvenuto il 26 aprile 2023. 

Proprio qualche giorno fa il Comune di Modica, con l’assessore al ramo Concetta Spadaro, ha anche comunicato di aver provveduto al pagamento dei buoni libro per l’anno scolastico 2024/2025.  

L’interrogazione paradosso

Un elemento che assume oggi un significato particolare è l’interrogazione presentata nel febbraio 2025 da tre consigliere comunali di Modica – Elena Frasca, Miriam Franzò e Rita Floridia – considerate politicamente vicine ad Abbate. L’atto era rivolto contro la nuova Amministrazione guidata dal sindaco Maria Monisteri, dopo la rottura che si era verificata poco prima tra Abbate e la Monisteri e che aveva portato alla frattura in maggioranza. L’interrogazione puntava a sollevare proprio il caso dei buoni libro arretrati e dei rimborsi per il trasporto scolastico. 

“Il Comune di Modica – avevano sottolineato le tre consigliere – non ha ancora provveduto all’erogazione completa dei contributi regionali, relativi ad annualità pregresse, destinati alla fornitura gratuita e semigratuita dei libri di testo scolastici (bonus libri scolastici) per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, statali e paritarie, in basi all’idee del nucleo familiare e, altresì, non ha effettuato i rimborsi totali o parziali delle spese di viaggio degli student pendolari delle scuole medie superiori, mediante i mezzi pubblici di linea, sempre relativi alle passate annualità.

Considerato che i suddetti contributi e rimborsi sostengono il diritto allo studio degli studenti beneficiari rappresentano un’efficace misura di sostegno economico per le famiglie, specialmente per quelle con basso reddito nel percorso educativo e formativo dei loro figli – proseguivano agguerrite le consigliere – abbiamo chiesto di conoscere i moti del mancato pagamento di parte dei suddetti contributi e del mancato rimborso totale o parziale delle spese del trasporto scolasticoâ€. 

Un’iniziativa che, alla luce dell’indagine in corso, appare quantomeno paradossale, considerando che le annualità contestate risalgono al periodo in cui Abbate era sindaco. 

Le prospettive future

La stessa Amministrazione Monisteri ha più volte chiarito di aver provveduto al pagamento dei buoni libro per gli anni di propria competenza e di aver trovato una situazione compromessa per le annualità precedenti, con fondi incassati ma non vincolati. L’attuale Amministrazione comunale ha annunciato l’impegno a ricostituire le somme mancanti, nonostante le difficoltà economiche dell’ente, ribadendo la volontà di garantire il diritto allo studio e di riportare trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche.

Gli aspetti politici

Sul piano giudiziario, l’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi competenti. Dunque al momento c’è naturalmente la presunzione d’innocenza. Resta però un dato politico e amministrativo difficilmente contestabile: per tre anni centinaia di famiglie modicane hanno anticipato di tasca propria il costo dei libri scolastici, senza ricevere contributi che la Regione aveva già stanziato e trasferito al Comune. Un vuoto che oggi pesa non poco e che ora è anche oggetto di accertamento penale.

Le denunce del passato e il ruolo del Partito Democratico di Modica

La questione dei buoni libro non emerge improvvisamente con l’attuale indagine giudiziaria. Al contrario, per anni è stata oggetto di segnalazioni politiche, interrogazioni consiliari e prese di posizione pubbliche, soprattutto da parte del Partito Democratico di Modica, che già dal 2023 aveva acceso i riflettori sul mancato pagamento dei contributi alle famiglie.

A raccogliere per primo il malcontento diffuso tra i cittadini è stato il consigliere comunale del PD Giovanni Spadaro, destinatario di numerose segnalazioni da parte di famiglie che, pur avendo diritto ai rimborsi regionali per l’acquisto dei libri di testo, non avevano mai ricevuto quanto spettante. Da qui una serie di interrogazioni rivolte all’amministrazione comunale, rimaste a lungo senza risposte puntuali.

In più occasioni Spadaro ha chiesto di conoscere i motivi del mancato pagamento dei buoni libro per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e, inizialmente, anche 2022/2023. Al centro delle interrogazioni vi era un punto preciso: la natura vincolata delle somme trasferite dalla Regione Siciliana ai Comuni. Fondi che, una volta accreditati, non possono essere utilizzati per altre tipologie di spesa e devono essere erogati ai beneficiari che ne hanno fatto richiesta.

Il consigliere dem ha più volte ribadito come il ritardo nei pagamenti non potesse essere giustificato dalle difficoltà finanziarie dell’ente, sottolineando che “i contributi per i buoni libro sono somme vincolate e, pertanto, dal momento del loro trasferimento da parte dell’Ente regionale, devono essere pagate senza possibilità alcuna di distrazioneâ€. Un richiamo che, col senno di poi, assume un peso politico e amministrativo rilevante.

Accanto alle interrogazioni, il PD ha portato il tema anche nel dibattito pubblico, denunciando una situazione definita “grave†e “ingiusta†per le famiglie modicane, costrette ad anticipare per anni il costo dei libri scolastici, in un contesto già segnato dal caro vita e dalle difficoltà economiche. 

Sulla stessa linea si è collocato anche l’intervento di esponenti della sinistra cittadina, come Vito D’Antona di Sinistra Italiana, che ha posto interrogativi diretti sulla destinazione delle somme e sulla mancata ricostituzione delle risorse negli anni successivi. Domande rimaste, di fatto, senza risposte ufficiali.

Al momento attuale non si registrano dichiarazioni ufficiali da parte dell’on. Abbate. La redazione di Ragusaoggi.it ha chiesto alla sua segreteria politica un’eventuale replica ma attualmente non è arrivata.

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Mon, 02 Feb 2026 13:56:13 +0000

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