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Cronaca

Sicilia: neonato in pericolo di vita trasportato d’urgenza da Catania a Roma con un velivolo dell’Aeronautica Militare

Si è da poco concluso con l’atterraggio a Ciampino il trasporto sanitario d’urgenza di un neonato di appena 2 mesi, in imminente pericolo di vita, ricoverato presso l’ospedale San Vincenzo di Taormina e bisognoso di essere trasferito con la massima urgenza presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù.

Il volo, come previsto dalle procedure per questo genere di attività, è stato autorizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che gestisce e coordina le attività della flotta dei velivoli di Stato. L’attivazione è avvenuta su richiesta della Prefettura di Messina alla Sala Situazioni di Vertice del Comando Squadra Aerea di Milano dell’Aeronautica Militare, che ha immediatamente interessato il 31° Stormo di Ciampino, uno dei Reparti che svolge il servizio di prontezza operativa per questo tipo di missioni.

Effettuate tutte le procedure necessarie dall’equipaggio militare, il G650 è decollato dall’aeroporto di Roma-Ciampino alla volta di Catania-Fontanarossa alle 10:15, dove il bimbo è stato subito imbarcato insieme al padre e ad un’equipe medica, decollando nuovamente nel più breve tempo possibile alla volta di Roma. Dopo l’atterraggio presso l’aeroporto di Ciampino, avvenuto alle ore 13:00 circa, un’ambulanza ha provveduto al successivo trasporto verso la struttura ospedaliera per il ricovero.

Questo tipo di attività a favore della collettività è uno dei compiti istituzionali svolti dall’Aeronautica Militare. I Reparti di volo sono a disposizione della collettività 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno, con mezzi ed equipaggi in grado di operare, anche in condizioni meteorologiche complesse, per assicurare il trasporto urgente non solo di persone in imminente pericolo di vita, ma anche di organi, equipe mediche o ambulanze.

Ogni anno sono centinaia le ore di volo effettuate per questo genere di interventi dagli aerei del 31° Stormo di Ciampino, del 14° Stormo di Pratica di Mare, della 46ª Brigata Aerea di Pisa e dagli elicotteri del 15° Stormo di Cervia

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Sun, 25 Jan 2026 17:38:00 +0000

Necrologi

Necrologi: Giuseppe Tumino

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Sun, 25 Jan 2026 13:43:58 +0000

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Minacciava l’ex moglie e l’amico di lei a Comiso: per un 46enne scatta il braccialetto elettronico

Misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per un uomo di 46 anni residente a Comiso, ritenuto responsabile di reiterate condotte persecutorie e violente nei confronti dell’ex moglie e di un conoscente della donna. Il provvedimento è stato eseguito dal personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Comiso, in attuazione di quanto disposto dal Tribunale di Catania.

La misura, della durata di un anno e sei mesi, prevede stringenti prescrizioni, tra cui il divieto di avvicinamento all’ex coniuge e a un amico della stessa, oltre all’applicazione del braccialetto elettronico per il monitoraggio costante degli spostamenti dell’uomo.

Secondo quanto emerso dall’attività istruttoria, il 46enne si sarebbe reso protagonista nel tempo di una condotta violenta e persecutoria ai danni dell’ex moglie, fatta di minacce, intimidazioni e maltrattamenti che avrebbero generato nella donna un perdurante stato di ansia, timore e disagio. A suo carico risulterebbe anche l’inadempimento agli obblighi di mantenimento previsti per i figli.

Le condotte contestate, tuttavia, non si sarebbero limitate all’ambito familiare. L’uomo avrebbe infatti rivolto minacce e molestie anche a un conoscente della donna, arrivando in una circostanza a ferirla.

Il quadro emerso ha portato l’autorità giudiziaria a ritenere necessaria l’adozione della misura di prevenzione, finalizzata a tutelare le persone offese e a prevenire ulteriori episodi di violenza.

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Sun, 25 Jan 2026 11:55:04 +0000

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Ponte sullo Stretto: ambientalisti denunciano il “blindatutto†del Governo

Le principali associazioni ambientaliste segnalano una bozza di decreto che punta a limitare i poteri della Corte dei Conti e paventano un clamoroso conflitto d’interessi nella gestione commissariale.

Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e WWF escono allo scoperto con un duro attacco frontale verso l’ultima mossa dell’esecutivo sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Al centro della polemica c’è una bozza di decreto-legge che, secondo le associazioni, non si limiterebbe a istituire una figura commissariale, ma punterebbe a “disinnescare” il controllo di legittimità della Corte dei Conti, già protagonista di una recente bocciatura del progetto.

La manovra per arginare la Corte dei Conti

Il punto più critico sollevato dalle sigle ambientaliste riguarda la restrizione del perimetro d’azione della magistratura contabile. Se il testo dovesse passare nella forma attuale, la Corte dei Conti potrebbe esprimersi esclusivamente sulla delibera CIPESS (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) in quanto tale.

Verrebbe così impedita qualsiasi verifica sugli atti presupposti: analisi economiche, finanziarie e ambientali che rappresentano il cuore del progetto. Si tratta proprio di quei documenti che la Corte aveva precedentemente giudicato illegittimi per violazione delle norme europee. “In sostanza — denunciano le associazioni — la delibera dovrebbe essere valutata a prescindere dalle analisi e dai pareri che l’hanno determinata”.

L’ombra del conflitto d’interessi

Oltre al “commissariamento” della Corte, a destare allarme è l’ipotesi che il ruolo di Commissario speciale possa essere affidato all’Amministratore Delegato della società proponente l’opera.

“Il conflitto d’interesse sarebbe clamoroso,” dichiarano Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF, “specialmente perché tale figura dovrebbe coordinare l’aggiornamento del piano economico-finanziario e le analisi sulla sicurezza pubblica, sottraendole contemporaneamente al controllo di legittimità.”

Secondo le organizzazioni, queste attività di coordinamento sono ordinarie e potrebbero essere gestite tranquillamente dagli uffici della Presidenza del Consiglio. L’istituzione di un Commissario ad hoc appare dunque come un pretesto per aggirare gli ostacoli giuridici e tecnici emersi finora.

Un trend preoccupante

La denuncia si inserisce in un quadro normativo più ampio. Le associazioni ricordano che questo decreto confermerebbe una tendenza già vista con la Legge n. 1/2026, che ha modificato le funzioni della Corte dei Conti in materia di responsabilità amministrativa e danno erariale.

L’appello: “Manutenzione, non mega-opere”

Mentre il territorio continua a mostrare fragilità estreme che richiederebbero urgenti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, il Governo sembra intenzionato a forzare la mano su un’infrastruttura dalla “mai dimostrata utilità strategica”.

L’appello finale di Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF è un richiamo al buon senso: la soppressione o la modifica radicale della bozza di decreto per evitare che il Ponte diventi una zona franca, priva di reali controlli contabili e ambientali.

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Sun, 25 Jan 2026 10:13:00 +0000

Apertura

Vittoria, esplode la rissa nel cuore della movida: paura nel centro storico

Rissa in un pub del centro storico di Vittoria ieri sera, poco prima della mezzanotte. A venire alle mani sarebbero stati dei giovani albanesi e tunisini. Sul luogo della rissa sono intervenuti gli agenti del commissariato che hanno sedato la rissa  e hanno identificato le persone coinvolte. 

È stato necessario l’intervento dell’ambulanza. Alcune persone sono state portate in ospedale e medicate al Pronto Soccorso. Si tratta di ferite lievi e tutti sono stati dimessi. 

La notizia della rissa ha suscitato vasta eco a Vittoria dove il tema della sicurezza urbana e della vivibilità del centro storico è particolarmente sentito. Foto tratta da facebook di Franco Assenza

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Sun, 25 Jan 2026 10:01:40 +0000

Necrologi

Necrologio: E’ deceduta Giuseppa Barone

Necrologio: E’ deceduta Giuseppa Barone

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Sun, 25 Jan 2026 09:56:42 +0000

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Saltano alcune rotte già annunciate per l’aeroporto di Comiso: per le compagnie aeree non bastano gli incentivi

Tra il detto e il non detto. La conferenza stampa di Wizzair a Catania ha delineato gli obiettivi della compagnia aerea nello scalo catanese. La compagnia low cost ungherese ha presentato il suo nuovo impegno nell’aeroporto di Catania, dove alcune rotte saranno incrementate.

Nulla di fatto per Comiso, nessun annuncio ufficiale. Tranne uno, già noto. Wizzair attiverà il volo estivo per Tirana che era operativo già lo scorso anno. E il resto ? Tutto dipenderà dalle rotte che saranno aggiudicate con il bando di gara della Camera di Commercio del Sud Est. Sappiamo già che il bando non è andato deserto, che alcune compagnie hanno presentato delle offerte. Si è già insediata la commissione di gara e nei prossimi giorni sapremo quali compagnie hanno presentato delle offerte. Ma quasi certamente non si riuscirà a fare decollare i voli per la prossima estate.

E così per l’estate che sta per iniziare ci saranno solo gli aerei per Tirana, volo che lo scorso anno è andato bene (è notevole la presenza di albanesi in Italia ed è notevole anche lo spostamento degli italiani verso lo stato frontaliero.

Non sono state confermate invece le rotte già annunciate in precedenza.

Il bando precedente non ha portato risultati positivi. Solo Volotea ha confermato il volo per Lille, in Francia, che avrà però solo una frequenza settimanale. Le altre rotte annunciate, invece, non ci saranno. Le compagnie aeree non hanno firmato. Non ci saranno i voli annunciati di Wizz Air Hungary per Katowice, in Polonia, di EasyJet per Nizza (due frequenze settimanali in estate e una frequenza settimanale in inverno), né la rotta di EasyJet per Basilea, in Svizzera (due frequenze settimanali).

Che cosa è successo ? Perché delle compagnie aeree che avevano presentato delle offerte per poter accedere agli incentivi per attivare alcune rotte, poi ci hanno ripensato ? Perché le rotte annunciate non saranno operate?

Comiso, probabilmente, non è uno scalo appetibile. Le compagnie aeree non lo inseriscono con facilità nell’elenco delle loro priorità. E ciò a dispetto del contributo di tre milioni di euro (nove milioni in tre anni) che la Regione ha concesso per Comiso e che costituiscono il budget a disposizione per i bandi di gara di Camera di Commercio.

Tutto questo, al netto delle tante polemiche e dei dibattiti accesi sul futuro dello scalo, deve portare a una considerazione: l’aeroporto di Comiso non è appetibile. Forse la sua marginalità, la mancanza di strade adeguate, la carenza di alberghi nelle zone turistiche non incentivano chi vuole attivare delle rotte da e per alcune destinazioni europee. Potrebbe cambiare qualcosa tra qualche anno quando sarà completata la nuova strada 514 Ragusa – Catania.

Qual è oggi la situazione ? Ci sono i voli della continuità territoriale per Roma e Milano, partiranno a breve le tre rotte attivate con i contributi del Libero Consorzio di Ragusa (che ha utilizzato i fondi ex Insicem). Si volerà da fine marzo per Verona, Torino, Bologna. L’ex Provincia ha pubblicato un nuovo bando per una destinazione a scelta tra Toscana, Campania e Puglia, cioè tre destinazioni attualmente scoperte. Finora nessuno ha presentato altre offerte, si spera che possano esserci con un prossimo bando.

Per le rotte estere invece, saranno attivate solo Tirana e Lille. Per il resto si attende l’aggiudicazione del nuovo bando che dovrebbe arrivare a giorni.

Tra i partecipanti c’è anche Wizzair. Nella conferenza stampa di venerdì, i dirigenti di Wizzair non hanno anticipato nulla, ma al bando hanno partecipato anche loro. Vedremo a breve chi ha partecipato e quali rotte potranno essere attivate.

Ma la storia di questi mesi ci dice che – nonostante i fondi di Regione e Libero Consorzio – l’aeroporto non è decollato. Si è riusciti a far partire alcune rotte, altre no.

L’aeroporto non è appetibile ? O le compagnie aeree chiedono troppi soldi per accettare di portare a Comiso i loro aeromobili?

La chiusura del prossimo bando della camera di Commercio del sud est potrà dare alcune risposte. Poi bisognerà interrogarsi e chiedersi seriamente – al di là dei proclami o delle accuse – quale potrà essere il futuro dello scalo. Quali sono le sue potenzialità reali.

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Sun, 25 Jan 2026 09:05:00 +0000

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Gianni Blanco ritrovato a Palermo: è vivo e sta bene, i carabinieri indagano sulle circostanze

Gianni Blanco è stato ritrovato ed è vivo. È questo, al momento, l’unico dato certo emerso nelle ultime ore dopo giorni di forte apprensione per i familiari e per l’intera comunità modicana.

L’uomo, 56 anni, si era allontanato dalla propria abitazione a Modica nella giornata di mercoledì senza dare più notizie di sé. Il protrarsi dell’assenza aveva spinto i parenti a presentare denuncia ai Carabinieri, facendo scattare le ricerche e una serie di verifiche su possibili avvistamenti.

Il ritrovamento è avvenuto a Palermo ad opera dei Carabinieri, che hanno rintracciato l’uomo ponendo così fine a giorni di angoscia. Le sue condizioni di salute non destano preoccupazioni, ma su questo aspetto non sono stati forniti ulteriori dettagli ufficiali.

Resta ora da chiarire cosa sia accaduto nei giorni della scomparsa. I militari dell’Arma stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e comprendere le ragioni dell’allontanamento, anche se dalle prime dichiarazioni raccolte dagli inquirenti sarebbe confermata l’ipotesi dell’allontanamento volontario dai familiari.

La notizia del ritrovamento ha portato un comprensibile sollievo alla famiglia, che in queste ore attende risposte dopo un periodo di grande tensione e incertezza.

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Sun, 25 Jan 2026 09:03:19 +0000

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Omicidio Russo: dopo la condanna in primo grado, Ventura presenta appello, ecco perché

Alex Ventura, condannato in primo grado dalla Corte d’Assise di Siracusa a 26 anni di reclusione oltre ai risarcimenti alle parti civili, ha proposto appello alla sentenza; il suo legale, Santino Garufi ha depositato gli atti alla Corte d’Assise d’Appello di Catania. I fatti si riferiscono all’omicidio del 22enne Giovanni Russo, la sera del 27 febbraio 2024 a Vittoria. Il 29enne Alex Ventura, è stato giudicato colpevole in primo grado, per avere ucciso Russo con due colpi di fucile, uno alla testa e uno al cuore, a distanza ravvicinata. La Corte aveva stabilito anche dei risarcimenti per le parti civili costituite, per un totale complessivo di oltre due milioni e 100mila euro con interessi da valutare fino al saldo effettivo.

Tra le pene accessorie, oltre all’interdizione dai pubblici uffici e legale, durante la pena, anche la libertà vigilata nei tre anni successivi alla espiazione della pena, il pagamento delle spese processuali e di mantenimento in carcere durante la custodia cautelare, e la rifusione delle spese processuali per tutte le parti civili costituite   Sono quattro le motivazioni che sottendono la richiesta per la quale l’avvocato richiede la rinnovazione del dibattimento volta a rideterminare la pena: la parte più articolata riguarda l’imputabilità del suo assistito.

Nell’articolazione dell’atto di appello, l’avvocato sostiene che non ci sarebbe stato un confronto tra perizia psichiatrica di parte redatta dal professore Salvatore Bruno – specialista in criminologia ad indirizzo psichiatrico forense, direttore dell’Istituto di Scienze criminologiche della Società italiana di Psicologia e Psichiatria e primario emerito del Dipartimento di salute mentale della Usl18 di Nicosia – e la consulenza del tecnico nominato dalla Corte d’Assise, Antonino Petralia, professore aggregato di Psichiatria e ricercatore al Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale e clinica dell’Università di Catania. Per il primo, al momento dei fatti, Ventura, “affetto da intossicazione cronica da sostanze stupefacenti con psicosi paranoide indotta da cocaina, si trovava in condizione di infermità mentale tale da abolire la sua capacità di intendere e volere”; per il secondo, esiti diametralmente opposti; Ventura era perfettamente capace di intendere e volere quando uccise Russo.

Dalla diagnosi del disturbo agli effetti sull’agire, il legale sostiene che siano stati utilizzati dei sistemi di rilevazione del disagio molto dissimili tra loro; quello utilizzato dal perito della difesa, non manipolabile dal paziente mentre quello utilizzato dal tecnico incaricato dalla Corte, sempre secondo la difesa, non sarebbe ‘validato’ per una popolazione adulta e le risposte potrebbero essere condizionate da fattori emotivi del paziente, e comunque non permetterebbe di formulare diagnosi psichiatrica. Ne consegue che se la capacità di intendere e volere di Ventura e la successiva condanna si basano – secondo la tesi difensiva – su un sistema di valutazione non validato, la condizione mentale di Ventura andrebbe rivalutata. Il secondo motivo di appello riguarda invece l’aggravante contestata, ovvero di avere agito per motivi abietti e futili.

Il legale ricostruisce in base alla testimonianza dello stesso imputato, quanto avvenuto. Qualche anno prima del fatto tra imputato e vittima c’era stata una lite per una sigaretta che Ventura non avrebbe dato a Russo; si passò alle mani e Alex Ventura finì con il naso rotto. Poi la riappacificazione pubblica e il reciproco ignorarsi. La sera del delitto, Ventura stava fumando davanti all’uscio di casa e avrebbe incrociato Russo. Ventura si sarebbe sentito minacciato, avrebbe detto di essersi sentito perseguitato, sarebbe quindi rientrato in casa, avrebbe preso un fucile e ha ucciso Russo.

Per il legale di Ventura, il suo modo di agire sarebbe contestualmente la prova della psicosi che ne annebbiava la volontà, e non una vendetta ma la reazione, “sicuramente inesatta e eccessiva ad un grave pericolo”, stante il fatto che la perizia di parte indicava comunque un “controllo difficoltoso sulla vita affettiva e pulsionale”. Nel terzo motivo di appello l’avvocato Garufi chiede vengano considerate le circostanze aggravanti prevalenti sulle attenuanti in ragione della confessione resa, della condotta processuale, della incensuratezza. Il quarto motivo di appello riguarda la determinazione della pena per la quale il legale invoca il minimo edittale. In conclusione il legale chiede alla Corte d’Assise d’Appello di Catania di riconoscere la non imputabilità di Ventura perché incapace di intendere e volere al momento del fatto, in subordine, di escludere l’aggravante dei futili motivi; di riconoscere le attenuanti prevalenti sull’aggravante contestata; di ridurre la pena al minimo previsto dalla norma.   

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Sun, 25 Jan 2026 08:20:00 +0000

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Referendum sulla giustizia: il PD di Ragusa lancia da Ibla la mobilitazione per il NO

RAGUSA – La campagna referendaria contro la riforma della giustizia ha ufficialmente preso il largo nel territorio ibleo. Si è tenuto presso l’Auditorium Santa Teresa di Ragusa Ibla l’incontro pubblico “Capire le ragioni del NOâ€, evento inaugurale promosso dalla Federazione provinciale e dal Circolo cittadino del Partito Democratico.

L’iniziativa ha visto una partecipazione attenta e qualificata, trasformandosi in un momento di approfondimento tecnico e politico su una riforma che punta a intervenire direttamente sugli equilibri costituzionali e sulla separazione dei poteri.

L’analisi tecnica: “Un’unità culturale distrutta”

Fulcro del confronto è stata la relazione del dottor Ignazio De Francisci, già Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Bologna. De Francisci ha offerto un’analisi rigorosa, sottolineando come il testo sia stato promosso senza un reale ascolto delle critiche mosse dall’Associazione Nazionale Magistrati e dalle opposizioni.

Secondo l’alto magistrato, la separazione delle carriere non risolve i nodi strutturali — come la durata dei processi o il sovraffollamento carcerario — ma distrugge l’unità della magistratura. Durissimo il giudizio sul sorteggio dei componenti del CSM, definito una “mortificazione delle competenze”, e sull’Alta Corte disciplinare, giudicata tecnicamente inadeguata e priva di un reale grado di appello.

La lettura politica: un disegno di sistema

L’onorevole Nello Dipasquale ha inserito la riforma in un quadro politico più ampio, parlando di un tentativo della destra di “svuotare” la Costituzione. Dipasquale ha denunciato un’azione sistematica di indebolimento dei controlli democratici, citando gli attacchi alla Corte dei Conti e alla libertà di stampa come parte di un unico messaggio intimidatorio verso le istituzioni di garanzia.

Sulla stessa linea il segretario provinciale Angelo Curciullo, che ha criticato il metodo di approvazione della riforma, figlia di un’impostazione governativa sorda a ogni vincolo costituzionale. Per Curciullo, il provvedimento rivela un’insofferenza della maggioranza verso chiunque sia chiamato a esercitare un controllo di legalità.

Democrazia a rischio

In chiusura, il segretario del Circolo PD di Ragusa, Riccardo Schininà, ha definito la “Riforma Nordio” un tassello del processo di indebolimento delle democrazie moderne. Schininà ha lanciato un monito sui rischi combinati tra questa riforma e il premierato, evidenziando come il sorteggio sia, paradossalmente, lo strumento per aumentare l’influenza della politica sulla magistratura, a danno dei diritti dei cittadini.

L’incontro di Ibla segna solo l’inizio: il Partito Democratico di Ragusa ha annunciato che proseguirà nelle prossime settimane con una mobilitazione capillare e nuovi momenti di confronto pubblico per sostenere le ragioni del NO.

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Sun, 25 Jan 2026 07:15:00 +0000

Le notizie di tipo regionale e locale

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