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Processo Mare Jonio: chat segrete e intercettazioni contestate. Ecco cosa rischia di saltare

E’ iniziato poco dopo le 12 l’udienza del processo a carico dei membri di equipaggio della nave Mare Jonio, chiamata a dare risposte sulle eccezioni preliminari sollevata dalle difese degli imputati accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravate dall’averne tratto profitto. Sul banco degli imputati Alessandro Metz, legale rappresentante della Idra Social Shipping (societĂ  armatrice della nave), Giuseppe Caccia vice presidente del Cda della Idra e capo spedizione; Luca Casarini dipendente della societĂ  (ma che gli inquirenti ritengono avere nei fatti, un ruolo importante all’interno della Idra), Pietro Marrone, comandante della Mare Jonio, e i due dei tre componenti dell’equipaggio: Agnese Colpani, medico e Fabrizio Gatti, soccorritore.

Per il terzo, posizione stralciata per la difficoltĂ  alla notifica degli atti. Marrone, Caccia, Casarini e Metz devono rispondere anche di irregolaritĂ  in merito al rispetto delle norme del Codice della navigazione. In aula sono presenti, con i difensori Fabio Lafranca e Serena Romano, Luca Casarini, Beppe Caccia e Agnese Colpani.

Tra il pubblico, presente il fondatore di Libera, Luigi Ciotti, con una nutrita rappresentanza dell’associazione, la Cgil provinciale, una delegazione di Mediterranea saving Humans, e Amnesty International nel preannunciato ruolo di “osservatore” con Domenico Chirico. E’ il pubblico ministero Santo Fornasier a interloquire in apertura di seduta, sulle eccezioni formulate dalle difese ribadendo la correttezza dell’operato della Procura.

Al processo Mare Jonio, in corso a Ragusa, rigettate tutte le eccezioni preliminari delle difese rappresentate dagli avvocati Fabio Lanfranca e Serena Romano. Dopo 45 minuti di interlocuzione, il pubblico ministero ha concluso il suo intervento. A verbale il presidente del collegio (Elio Manenti, a latere Francesca Aprile e Giovanni La Terra) riassume: “Il pubblico ministero rileva in particolare che non risulta leso il diritto di difesa degli imputati e riportandosi ai rilievi dell’Avvocatura dello Stato in quanto alla costituzione di parte civile (le difese contestavano la correttezza formale autorizzativa ndr), il Pm nulla obietta per converso in ordine alle eccezioni concernenti l’utilizzabilitĂ  della chat telegram con un deputato della Repubblica (si tratta di Erasmo Palazzotto ndr), rimettendosi sul punto al Tribunale, e chiede per il resto il rigetto delle eccezioni sollevate riportandosi ai verbali di udienza preliminare e procede al deposito della documentazione richiamata nella sua esposizione”.

Il collegio si è ritirato in camera di consiglio per pronunciarsi sulle eccezioni e al rientro in aula, dopo 45 minuti, il collegio si è espresso con una ordinanza affrontando punto per punto le eccezioni formulate e rigettandole.

Su una parte delle intercettazioni, si attenderĂ  l’effettiva richiesta di trascrizione. Il dibattimento è stato ufficialmente aperto. Il presidente del collegio ha invitato le parti alla “concretezza”, dichiarando che è necessario chiarire le circostanze fattuali e giuridiche e poi quelle che riguardano il bonifico (con il quale la Maersk ha dato alla Idra Shipping 150mila euro ndr); al Tribunale, ha spiegato Manenti, serve un inquadramento sintetico sulle attivitĂ  di indagine, sulla effettiva autorizzazione allo sbarco e poi capire, se accordo economico c’è stato, in quale frammento temporale sia avvenuto rispetto al trasbordo dei migranti e al loro arrivo a Pozzallo, rinnovando la richiesta di concretezza anche sulla indicazione dei testi.

Il pubblico ministero ha chiesto venga acquisita prova da testimonianza dei testi in lista e dall’esame imputati con richiesta di trascrizione di intercettazioni; la parte civile si è riservata la produzione documentale, che venga provata la responsabilitĂ  degli imputati e il contro esame dei testi.

Le difese hanno insistito sulla lista testi depositata pur comprendendo l’ordine dei valori che il Tribunale intende seguire. Nella lista testi delle difese ci sono anche la ex ministra dell’Interno dei governi Conte e Draghi, Luciana Lamorgese, oltre a un gruppo di dirigenti Maersk (“giĂ  sentito a sommarie informazioni dalle difese”, ha affermato l’avvocata Romano) per chiarire la presenza della autorizzazione allo sbarco, le interlocuzioni avvenute con la Maersk Tankers sul presunto accordo e lo stato di necessitĂ  che ha portato al trasbordo dei migranti attraverso la testimonianza di alcuni dei migranti stessi che erano a bordo della Maersk Etienne.

Il Tribunale ha ammesso le prove richieste dalle parti, fissando per l’esame dei primi tre testi dell’accusa l’udienza del 12 maggio 2026, disponendo la convocazione del perito per la trascrizione delle intercettazioni, Massimiliano Chiaramonte, invitando il pm a depositare la lista contenente i progressivi per le intercettazioni da trascrivere, almeno 20 giorni prima della data di udienza e si riserva di fissare successiva udienza per la prosecuzione istruttoria attesa la complessitĂ  del procedimento. Nella definizione delle liste di trascrizione, le difese forniranno i progressivi per negare l’utilizzabilitĂ  di alcune e richiederne contestualmente la distruzione, lasciandole fuori dal fascicolo del dibattimento.

“Il Tribunale in effetti, ha anticipato che disporrĂ  la distruzione di tutte quelle intercettazioni e chat inutizzabili, quelle che in sostanza sono avvenute con i difensori, con ministri di culto e con parlamentari – hanno detto gli avvocati Serena Romano e Fabio Lanfranca – perchĂ© assunte in violazione di legge. Per quanto riguarda poi la chat telegram con Beppe Caccia il cui supporto risultava deteriorato, la copia potrĂ  essere ammessa solo con il consenso delle difese ma non essendoci prova di fedeltĂ  all’originale riteniamo siano inutilizzabili.

Abbiamo apprezzato la concretezza del Tribunale che prima di altre questioni vuole analizzare il fondamento dell’accusa ovvero se lo sbarco sia stato autorizzato o meno e in quali termini e soprattutto se ci sia stato un accordo per il soccorso. Insomma, se è dimostrabile, come riteniamo che sia che i migranti non siano entrati senza autorizzazione e che non ci sia stato nessun accordo prima dello sbarco, è chiaro che non vi possa essere il reato principale contestato”.
Fonte: Agi

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Tue, 13 Jan 2026 16:54:08 +0000

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Incendio al centro petrolifero Irminio, Legambiente: «Pozzi fossili ancora pericolosi»

L’incendio che nei giorni scorsi ha interessato il centro petrolifero Irminio, in contrada San Paolino, tra Ragusa e Scicli, riporta con forza al centro del dibattito pubblico una questione mai definitivamente risolta nel territorio ibleo: la presenza di pozzi petroliferi obsoleti e a bassissima produttività, inseriti in contesti ambientali di grande valore naturalistico e agricolo.

A esprimere forte preoccupazione sono i circoli di Legambiente della provincia di Ragusa – Il Carrubo, Il Melograno, Kiafura e Sikelion – che sottolineano come l’impianto, gestito dalla società Irminio S.p.A., sorga in prossimità del fiume Irminio, un’area di particolare pregio paesaggistico e ambientale. Un episodio che, secondo l’associazione, non può essere considerato isolato né casuale.

Il territorio ibleo ospita infatti numerosi pozzi petroliferi ormai marginali dal punto di vista economico, ma ancora capaci di generare rischi concreti per l’ambiente e per la sicurezza delle persone. L’incendio di San Paolino riaccende i timori legati a infrastrutture che, pur mantenute in uno stato di scarsa operatività, continuano a rappresentare un potenziale pericolo per suoli, falde acquifere e corsi d’acqua.

Non è la prima volta che l’area dell’Irminio finisce sotto i riflettori per eventi di questo tipo. Negli anni scorsi, in località Moncillè, si era verificato uno sversamento di idrocarburi in prossimità di un pozzo petrolifero dichiarato tombato e riconducibile a una concessione della società Enimed. Un episodio che aveva dimostrato come i rischi connessi ai pozzi dismessi possano manifestarsi anche a distanza di anni, mettendo in discussione l’efficacia delle sole chiusure formali.

Secondo Legambiente, i pericoli associati a questi impianti sono ampiamente noti e documentati e riguardano la possibile contaminazione del suolo e delle falde, l’inquinamento dei corsi d’acqua, le emissioni accidentali di gas e fumi tossici e il rischio di incendi ed esplosioni. Eventi che possono avere ricadute dirette sulla salute delle persone, sull’agricoltura e sugli ecosistemi locali, in un’area che fonda la propria identità economica e culturale proprio sulla qualità del paesaggio e delle produzioni agricole.

L’estrazione di idrocarburi viene definita dall’associazione ambientalista come un modello di sviluppo superato, basato sull’uso delle fonti fossili e incompatibile con gli obiettivi di contrasto alla crisi climatica e con la transizione ecologica. Nel territorio ibleo, però, questo modello non appare soltanto anacronistico, ma anche pericoloso, perché espone le comunità locali a rischi immediati senza garantire reali benefici economici.

Alla luce dell’incendio al centro Irminio, Legambiente chiede alla Regione Siciliana maggiore trasparenza sullo stato dei pozzi petroliferi presenti nel territorio, sui controlli effettuati e sui piani di messa in sicurezza e bonifica degli impianti non più produttivi. Allo stesso tempo, l’associazione sollecita un ruolo più attivo dei Comuni interessati, a partire dal Comune di Ragusa, affinché venga garantita un’informazione chiara e puntuale alla cittadinanza.

La richiesta è anche quella di fermare il rilascio di nuove concessioni per la prospezione e l’estrazione di idrocarburi nel territorio ibleo e di avviare un percorso di dismissione responsabile delle infrastrutture esistenti, investendo su modelli di sviluppo sostenibili e coerenti con la vocazione ambientale e agricola dell’area.

Il messaggio che arriva dai circoli ambientalisti è netto: il territorio ibleo non può continuare a pagare il prezzo di scelte energetiche obsolete. La sicurezza, la salute e il futuro delle comunità locali devono diventare la priorità assoluta.

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Tue, 13 Jan 2026 15:42:37 +0000

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Aeroporti siciliani: Comiso punta sulle rotte internazionali ma intanto da Regione fondi per Trapani-Birgi che si rifĂ  il look

Mentre Comiso attende di conoscere il proprio futuro sul fronte delle rotte aeree, Trapani-Birgi accelera con un massiccio piano di riqualificazione infrastrutturale da 13,8 milioni di euro. Due strategie diverse, due momenti differenti, ma un unico denominatore comune: il rilancio del sistema aeroportuale siciliano.

Comiso, chiuso il secondo bando della Camera di Commercio

Per quanto riguarda l’aeroporto di Comiso, nella giornata di ieri è scaduto il termine per la presentazione delle domande relative al secondo bando della Camera di Commercio, che mette a disposizione 3 milioni di euro l’anno per incentivare nuove rotte.

Il primo bando aveva già portato all’assegnazione di collegamenti strategici con Basilea, Lille, Katowice, Nizza e Tirana, ma le risorse disponibili non erano state completamente utilizzate. Da qui la decisione di pubblicare un nuovo avviso, scaduto ieri, che non è andato deserto.

Nei prossimi giorni – probabilmente all’inizio della prossima settimana – si conosceranno i vettori partecipanti e le rotte proposte, elementi fondamentali per capire se lo scalo ibleo potrà finalmente imboccare una fase di rilancio stabile dopo anni di difficoltà.

Trapani-Birgi, 13,8 milioni per uno scalo “all’avanguardia”

Sul fronte opposto, l’aeroporto “Vincenzo Florio” di Trapani-Birgi si prepara a una vera e propria trasformazione strutturale. Il piano di interventi, finanziato con le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027, è stato presentato a Palazzo d’Orléans dal presidente della Regione Renato Schifani e dal presidente di Airgest, Salvatore Ombra.

Fondi regionali: Comiso prima, ma il rilancio passa dalle rotte

Nel quadro complessivo dei fondi Fsc 2021-2027, la Regione Siciliana ha destinato 83,6 milioni di euro a quattro aeroporti: Comiso: 46,8 milioni di euro, Palermo: 13,9 milioni, Trapani: 13,8 milioni, Catania: 9,1 milioni.

Un dato che conferma come Comiso sia lo scalo che riceve piĂą risorse in assoluto, ma che al tempo stesso evidenzia una criticitĂ : senza un rafforzamento concreto delle rotte, gli investimenti infrastrutturali rischiano di non produrre gli effetti sperati.

Ha collaborato Francesca Cabibbo

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Tue, 13 Jan 2026 14:54:46 +0000

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Sangue e plasma, Ragusa da record: 143 donazioni ogni mille abitanti

La provincia di Ragusa si conferma anche nel 2025 tra le realtà più virtuose in Italia e in Europa nel campo della donazione di sangue e plasma. I dati preliminari elaborati dal dottor Francesco Bennardello, direttore del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale (SIMT) dell’ASP di Ragusa, certificano un sistema solido, partecipato e in costante crescita.

Nel corso dell’anno sono state effettuate 45.794 donazioni complessive, con un ulteriore incremento rispetto al 2024 (+27 unità). Un risultato che assume ancora maggiore valore se si considera il contesto nazionale, segnato da criticità legate alla riduzione dei donatori e all’aumento della domanda di emocomponenti.

Cresce la raccolta di plasma: +2,4% in un anno

Particolarmente significativo il dato relativo alla raccolta di plasma in aferesi, che nel 2025 ha raggiunto quota 13.883 donazioni, con un aumento di 319 unità pari a +2,4% rispetto all’anno precedente.

Un trend in linea con gli obiettivi nazionali ed europei di rafforzamento dell’autosufficienza plasmaderivata, oggi sempre più strategica per garantire terapie salvavita e ridurre la dipendenza dall’estero.

Un rapporto donazioni-popolazione senza precedenti

A rendere il quadro ibleo unico nel suo genere è soprattutto il rapporto tra donazioni e popolazione residente. Secondo gli standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il fabbisogno ideale è di 40 unità di sangue ogni 1.000 abitanti. Per la provincia di Ragusa questo si tradurrebbe in 12.852 unità annue.

Il territorio ibleo, invece, raggiunge l’incredibile quota di 143 donazioni ogni 1.000 residenti, un valore che non trova riscontri analoghi né a livello nazionale né europeo, collocando Ragusa ai vertici assoluti del panorama trasfusionale.

Bennardello: “Una cultura della donazione ormai radicata”

«Parliamo di numeri che, rapportati alla popolazione, collocano Ragusa ai vertici del panorama trasfusionale – sottolinea il dottor Bennardello –. Sono il frutto di una cultura della donazione consolidata e di un’organizzazione che nel tempo ha saputo strutturarsi in modo efficace».

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Tue, 13 Jan 2026 14:31:16 +0000

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CambierĂ  la parte bassa di Palazzo Ina. Al via i lavori

Parte questa settimana il primo step dei lavori di riqualificazione di Palazzo Ina, uno degli edifici più discussi del centro storico di Ragusa, affacciato su Piazza San Giovanni. Un intervento atteso da tempo che segna l’avvio concreto di un percorso di rigenerazione urbana finalizzato a restituire decoro, integrazione architettonica e funzionalità a un immobile strategico per la città.

Il progetto è sostenuto da un investimento complessivo di 250 mila euro, frutto della sinergia tra Regione e Comune. Centocinquantamila euro arrivano infatti dall’emendamento regionale dell’onorevole Campo, destinato al rifacimento della facciata, mentre il Comune ha stanziato ulteriori 100 mila euro per completare il primo lotto degli interventi.

«Su Palazzo Ina esistono visioni diverse – spiega il sindaco Peppe Cassì – c’è chi lo ritiene estraneo al contesto architettonico di Piazza San Giovanni e chi invece lo considera espressione di un’epoca storica recente, ma comunque significativa. Una cosa però è certa: così com’è oggi non può più restare. Per questo abbiamo deciso di intervenire, rispettando i principi architettonici dell’edificio ma migliorandone l’inserimento nel contesto urbano, anche attraverso l’uso di materiali locali».

Il primo step dell’intervento si concentrerà sul piano terra e sull’area di collegamento pedonale tra Piazza San Giovanni e Piazzetta Monsignor Tidona. Come spiega l’assessore al Centro storico Giovanni Gurrieri, l’obiettivo è un netto miglioramento del decoro urbano attraverso la sostituzione dell’attuale pavimentazione, ormai vetusta e poco armonica, con pietra calcarea locale. Anche i rivestimenti murari saranno oggetto di trasformazione: il marmo granitico lascerà spazio alla pietra pece, materiale identitario della tradizione costruttiva iblea.

Il progetto, firmato dall’architetto Gaetano Manganello e sviluppato in stretta collaborazione con la Sovrintendenza, prevede successivi interventi anche sui piani superiori dell’edificio. Un capitolo a parte sarà dedicato alla riqualificazione energetica, indispensabile per migliorare la vivibilità degli ambienti e ridurre i consumi di un immobile che ospita uffici comunali e giudiziari.

«Questo intervento – conclude Gurrieri – si inserisce in una strategia più ampia di recupero e valorizzazione del patrimonio storico cittadino. Un lavoro corale che vede impegnato l’Ufficio Centri Storici e che punta a restituire qualità urbana e identità ai luoghi simbolo della città».

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Tue, 13 Jan 2026 14:25:07 +0000

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Pozzallo, fermata un’altra nave mercantile straniera: 30 irregolarità, scatta la detenzione

Nuova detenzione nel porto di Pozzallo da parte del Nucleo Port State Control (PSC) della Guardia Costiera. Una nave mercantile battente bandiera straniera è stata fermata al termine di una lunga e approfondita ispezione, diventando la seconda unità detenuta dall’inizio del 2026 nello scalo ibleo.

Il provvedimento è scattato nella giornata di martedì 12 gennaio, dopo un controllo protrattosi per diverse ore a bordo di una nave general cargo. Le gravi irregolarità riscontrate hanno imposto la detenzione immediata dell’unità, che resterà bloccata in porto fino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza previste dalla normativa internazionale.

Trovate circa trenta irregolaritĂ 

Nel corso dell’ispezione, i militari della Guardia Costiera hanno rilevato circa 30 deficienze, di cui 13 considerate motivo di detenzione, in violazione delle principali convenzioni internazionali: SOLAS, STCW, MARPOL e MLC. Le carenze riguardano aspetti fondamentali legati alla sicurezza della navigazione, alla tutela dell’ambiente marino e alle condizioni di lavoro dell’equipaggio.

Per poter riprendere la navigazione, la nave dovrà eliminare tutte le irregolarità contestate e sarà sottoposta a una nuova ispezione di verifica da parte della Capitaneria di Porto di Pozzallo, che rilascerà le spedizioni solo dopo l’esito positivo dei controlli.

Multa per la gestione dei rifiuti

Durante la stessa attività ispettiva è stata inoltre elevata una sanzione amministrativa di 3.333,33 euro a carico del comandante e della compagnia di gestione, per irregolare gestione dei rifiuti di bordo, in violazione delle norme ambientali vigenti.

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Tue, 13 Jan 2026 14:22:15 +0000

AttualitĂ 

Scicli Albergo Diffuso premiato a Tuttohotel Napoli

Il premio è arrivato nell’ambito dell’assegnazione dei riconoscimenti agli Alberghi Diffusi d’Italia. Scicli non poteva mancare e prosegue nel suo cammino avviato il 2 giugno del 2012 quando Ezio Occhipinti diede vita al progetto che ha cambiato il modo di vedere l’ospitalitĂ  a Scicli e non solo. Questo premio arriva dopo il recente apprezzamento ottenuto all’estero con la menzione in una guida per viaggiatori giapponese scritta da Eri Kabuto e Yasushi Watanabe. La consegna nel capoluogo partenopeo ieri durante la manifestazione Tuttohotel, in programma presso la Mostra d’Oltremare di Napoli. A Scicli Albergo Diffuso il prestigioso riconoscimento nella categoria “Alberghi Diffusi d’Italia” che vĂ  a confermare come esso sia una delle realtĂ  di riferimento nel panorama dell’ospitalitĂ  italiana.

La motivazione del premio.

“Per aver trasformato l’ospitalità in un progetto di comunità, camere e servizi integrati nel tessuto del centro storico di Scicli, con un’accoglienza autentica che valorizza architetture, artigianato e vita locale; gli alloggi uniscono il fascino di palazzi d’epoca a un design curato e a standard di pulizia elevati, un modello che unisce qualità alberghiera e identità territoriale, generando esperienza, economia diffusa e un modo contemporaneo di abitare la destinazione”.

A ritirare il riconoscimento il “padre” di questa forma di ricettivitĂ  che da oltre dieci anni è apprezzata in cittĂ  ed è esempio per altre realtĂ  dell’isola e d’Italia. Ezio Occhipinti con uno dei suoi collaboratori, Ignazio Occhipinti.

“Un riconoscimento che valorizza il percorso costruito nel tempo – spiega Ezio Occhipinti – un risultato che viene condiviso, prima di tutto, con la squadra da oltre tredici anni assoluta protagonista di un progetto di ospitalitĂ  fondato sulla centralitĂ  dell’ospite e la qualitĂ  dell’esperienza di viaggio. Un lavoro quotidiano mirato a trasformare il soggiorno in un’esperienza autentica, capace di lasciare un segno duraturo. Il ritorno a casa degli ospiti è spesso accompagnato da un ‘ricordo attivo’: la sensazione di essersi sentiti parte di una comunitĂ , anche solo per una notte o pochi giorni, vivendo il borgo non da visitatori ma da abitanti temporanei. Il premio, noi della squadra, lo condividiamo anche con l’intera comunitĂ  di Scicli. Non è un caso che l’albergo diffuso, infatti, porti lo stesso nome del borgo di cui è parte; autenticitĂ , accoglienza diffusa, partecipazione degli operatori locali e l’atmosfera naturale che Scicli esprime rappresentano elementi distintivi i quali hanno reso possibile il raggiungimento di questo traguardo. Un riconoscimento, questo, non visto solamente come punto d’arrivo ma stimolo a continuare e investire in un modello di ospitalitĂ  sostenibile, identitario e profondamente legato al territorio cui appartiene”.

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Tue, 13 Jan 2026 11:48:10 +0000

AttualitĂ 

Disservizi idrici a Scicli: fermo il pozzo Manenti per lavori Enel

Fermo di emungimento disposto dalla societĂ  Iblea Acque in ragione del fatto che l’Enel ha programmato una serie di lavori per migliorare la rete di distribuzione. L’informativa di Iblea Acque parla di disattivazione del pozzo Manenti, alla periferia della cittĂ  di Scicli da dove viene attinta l’acqua distribuita in buona parte della cittĂ  di Scicli. L’interruzione dell’erogazione di acqua nella giornata durerĂ  fino alle 16 di oggi pomeriggio mentre una seconda interruzione è programma per venerdì dalle 8 alle 16. Durante queste fasce orarie potrebbero verificarsi disservizi nell’erogazione idrica nelle ore pomeridiane nelle zone di Jungi, contrada Genovese, Quartiere Villa, e nei quartieri di San Giuseppe, Santa Maria La Nova, San Bartolomeo e di Via Bixio. “L’erogazione dell’acqua tornerĂ  progressivamente alla normalitĂ  al termine dei lavori – spiega il sindaco Mario Marino – invitiamo i cittadini a organizzarsi per tempo e ci scusiamo per i disagi”.

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Tue, 13 Jan 2026 11:33:55 +0000

Cultura

A Scicli presentazione del volume con trenta voci ideato da Saro Di Stefano

Volume che contiene trenta voci da un’idea di Saro Di Stefano. Diversi gli autori dei lavori che hanno raccolto l’invito del giornalista ragusano, fra essi anche l’ex direttore generale dell’Asp di Ragusa, Angelo Aliquò del quale si conosce la maturata passione per la scrittura. L’appuntamento è per sabato alle 18,30 nella sede di via Aleardi del Movimento culturale Vitaliano Brancati. E rientra nel programma “Conversazioni a Scicli” stilato per festeggiare i 45 anni della sua nascita e della sua attivitĂ  culturale in cittĂ . Il ricavato dell’acquisto del libro andrĂ  in beneficenza a “Raggio di sole onlus”, l’associazione che si occupa dei bambini affetti da spettro autistico.

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Tue, 13 Jan 2026 11:26:27 +0000

Apertura

Aggredisce vigile urbano fuori dall’aeroporto di Comiso: condannato a 1 anno e 6 mesi oltre al risarcimento

E’stato riconosciuto colpevole dei reati di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale e lesioni personali volontarie aggravate anche dall’averle commesse nei confronti di un pubblico ufficiale nell’esercizio delle proprie funzioni. L’imputato è un comisano di 59 anni – difeso dall’avvocata Stefania Tuvè -, che nel 2021, secondo la tesi dell’accusa, avrebbe aggredito un commissario della polizia locale del Comune di Comiso davanti all’aeroporto di Comiso. L’uomo è stato condannato ad un anno e 6 mesi oltre al pagamento delle spese processuali. Il giudice monocratico Giovanni La Terra ha anche disposto in favore della parte offesa che si è costituita attraverso l’avvocato Massimo Garofalo, un risarcimento di 4000 euro e il rimborso delle spese legali sostenute. nella ricostruzione dei fatti, l’imputato stava sostando con la sua autovettura fuori dall’aeroporto di Comiso nell’area però riservata agli autobus. Si era rifiutato su invito dell’agente di polizia locale, di spostare il mezzo negli stalli riservati al noleggio dei mezzi con conducente (NCC). Il vigile urbano aveva allora chiesto all’uomo di esibire i documenti per provvedere ad elevare la contravvenzione. A quel punto, secondo la ricostruzione degli inquirenti, prima l’uomo avrebbe minacciato di morte il pubblico ufficiale e poi lo avrebbe aggredito: trauma contusivo all’emitorace sinistro con infrazione di due costole e un trauma contusivo alla coscia sinistra con 20 giorni di prognosi salvo complicazioni. 

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Tue, 13 Jan 2026 11:07:06 +0000

Le notizie di tipo regionale e locale

News cronaca da ANSA e altri giornali online