News cronaca Siracusa

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Primo Piano
Lo sapevi…a Siracusa? Carlo racconta: la potente Pentapoli nata per una ‘coincidenza’

Lo sapevi che…Siracusa diventò una grande potenza militare grazie al tiranno di Reggio, Anassila?
Gelone, tiranno di Gela dal 491 a.C.,per controllare meglio il commercio marittimo, volle stabilirsi in una città di mare della Sicilia orientale. Scelse Zancle,l’attuale Messina, per la sua posizione strategica sullo stretto di Messina. La città era un punto cruciale per il controllo del commercio marittimo e per espandersi nel continente italiano.
Zancle era già sotto l’influenza di Gela, infatti il suo tiranno Cadmo era un uomo di Gelone. Ma Anassila, tiranno della vicina Reggio, anticipò la mossa di Gelone e nel 488a.C. occupò Zancle, la ripopolò con coloni provenienti dalla Messenia, una regione del Peloponneso, e le cambio’ il nome in Messana (Messina).
Interessante come questo cambio del nome e’ attestato sulle monete messinesi,bdove in quelle più antiche del VI a.C. secolo c’è scritto ZANCLON e su quelle del V secolo a.C., c’è scritto MESSANION.
Possiamo quindi affermare che Anassila, con la conquista di Zancle, abbia indirettamente spinto Gelone a scegliere Siracusa come alternativa strategica. Fu infatti nel 485 a.C., che Gelone conquistò Siracusa e ne divenne il primo tiranno. Come ci racconta Erodoto, Gelone trasferì a Siracusa gli abitanti di Megara e Camarina, dopo averle conquistate, e metà degli abitanti di Gela. Fu a partire da questo momento che Siracusa, con i suoi 80000 abitanti,bdiventa la città greca più grande della Sicilia e di tutto il mondo greco occidentale,e sicuramente anche la più grande d’Italia.nFu l’inizio dell’ascesa della potenza siracusana.


Carlo Castello

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Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 08:41:01 +0000 a cura di Gianni Catania
Sport
Siracusa con dignità ma il Benevento è tanta roba: 3-2

Alla fine vince il Benevento, squadra costruita per vincere il campionato. Ma il Siracusa spaventa in avvio la Strega, passa im vantaggio per poi ritrovarsi ribaltato in poco meno di 25 minuti. Al rete nel finale di Pacciardi vale come segnale di caparbietà della squadra di Turati a cui il mercato, sin qui ha più tolto che dato. Onestamente, in quest condizioni difficle fare più di così. Impegno e dedizione degli azzurriz sconfitti 3-2, sono comunque da applausi.
Avvio senza paura del Siracusa, al cospetto della grande favorita del girone. La pressione alta degli azzurri non fa ragionare la Strega. E su un errore, arriva improvviso anche il vantaggio del Siracusa, con Di Paolo che trasforma in oro un pallone allontanato sugli sviluppi di un corner a favore del Benevento. Due passi dopo il cerchio di centrocampo, approfittando di un’uscita a vuoto del portiere che si era piazzato alto, pulisce con un tocco per tagliare fuori due avversari in chiusura e poi calcia dritto nella porta sguarnita. È il 20 e il Siracusa passa in vantaggio con il quarto centro stagionale di Di Paolo. Ma il gol subito risveglia la squadra di Floro Flores. Il Benevento stringe il Siracusa nella sua trequarti. Impressionante la manovra con otto giocatori costantemente a presidiare la metà campo difesa dagli azzurri. Frutto di tanta pressione è il gol dell’1-1 firmato da Tumminello che trova una prateria a centro area. Un recupero di Cancelleri e soprattutto un reattivo Farroni evitano l’allungamento immediato dei padroni di casa. Ma la differenza di valori in campo, al netto della personalità del Siracusa, emerge sempre più con il passare dei minuti. Il gol del sorpasso appare questione di tempo e arriva con Maita al 43, liberato da un delizioso tocco in area ancora di Tumminello. Il Siracusa prova a respirare, ma il Benevemto toglie spazio e linee di passaggio. Colleziona corner (saranno 5 nei primi 45 minuti) e sull’ennesimo tagliato dalla sinistra, in pieno recupero, sbuca a centro area la testa di Simonetti per il 3-1 con cui si va negli spogliatoi.
Al Benevento va anche bene cose e per grande parte della ripresa lascia l’iniziativa al Siracusa che riparte con Gudelevicius sulla mediana. Candiano e compagni ripartono con organizzazione ed una manovra che si appoggia costantemente sulla fascia di sinistra, con Zanini e soprattutto Valente a servire una serie di cross in area su cui, però, non ci sono azzurri pronti ad intervenire. Allora al 75 ci prova direttamente da fuori Valente, conclusione insidiosa respinta dal portiere in angolo. Il Siracusa chiede un tocco di mano, lunga revisione ma nulla. Dentro allora Arditi, per provare ad intercettare qualche palla alta in area. Il Benevento, intanto, da ampio spazio alla panchina potendo contare su cambi di livello che farebbero la felicità di qualunque squadra. In almeno quattro occasioni i campani sfiorano il quarto gol ma prima un recupero strepitoso di Di Paolo, poi un errore di mira, quindi la traversa e Farroni dicono no al Benevento che quando accelera si conferma macchina da gol. Il Siracusa ha certamente cuore ed onore e nel lungo recupero trova con Pacciardi. Sugli sviluppi di una punizione, la rete del 3-2 che rende meno pesante il passivo, da dignità alla prova degli azzurri e con cui si chiude l’incontro.

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Data articolo: Sat, 24 Jan 2026 15:41:04 +0000 a cura di Gianni Catania
Primo Piano
La criminalità alza il tiro a Siracusa, Cracolici (Antimafia): “La denuncia è la miglior difesaâ€

Poco meno di un anno fa, era aprile, Antonello Cracolici aveva lanciato l’allarme rosso sulla presenza della mafia a Siracusa, fotografandone gli appetiti sul redditizio settore del turismo. Le parole del presidente dell’antimafia regionale sono però rimaste inascoltate, tra mille distinguo e difese d’ufficio.
E così, ancora da Siracusa, Cracolici rilancia. “Qui bisogna stare molto attenti perchè, da quello che abbiamo compreso, c’è una criminalità che tenta il salto di qualità con le attività estorsive”, dice mentre partecipa a Siracusa al corteo nato come risposta agli episodi delle ultime settimane: bombe carta, attentati incendiari, intimidazioni, rapine.
“E’ in atto anche una penetrazione, una infiltrazione delle strutture mafiose nel sistema economico. Quindi bisogna guardare la complessità di quello che sta avvenendo. E’ probabile che, oltre a chiedere soldi, si tenda in qualche modo a ridurre i competitori nel mercato, nei vari settori dell’economia”. Bene che la città si sia ritrovata in strada per dire che Siracusa non si piega. “E’ importante che ci sia una reazione dalla società – dice Cracolici – ma bisogna anche lavorare per andare in profondità”.
Anzitutto serve capire davvero cosa stia succedendo a Siracusa. “E’ evidente che dove ci sono soldi, ci sono interessi ambiziosi. In questo caso – analizza il presidente dell’Antimafia siciliana – c’è una criminalità che vuole fare soldi attraverso l’attività storica, quella della droga, a cui abbina l’estorsione. Quest’ultima è un’azione con cui manifesta e dimostra controllo del territorio”.
Purtroppo, però, manca la prima azione di difesa. “Io lancio un appello, la migliore medicina per contrastare le attività estorsive è quella di fare le denunce”, ribadisce Cracolici. E sono parole che trovano il consenso pieno di Paolo Caligiore, presidente provinciale della Federazione Antiracket. “A Siracusa tanti pagano il pizzo ma quasi nessuno denuncia. E questo è male. Non si può mettere l’estorsione a bilancio. Chi paga, è socio della criminalità e della mafia. Non è moralmente accettabile, soprattutto oggi quando, con la denuncia, scattano subito una serie di misure reali e di garanzia. Nessuno finisce solo o senza reddito. E i delinquenti finiscono arrestati. Denunciare è l’unica cosa da fare”, dice con trasporto Caligiore che con la sua storia mostra bene come si resiste e si batte il racket.

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Data articolo: Sat, 24 Jan 2026 11:53:26 +0000 a cura di Gianni Catania
Primo Piano
Danni per 160 milioni, Schifani atteso nel Siracusano dopo Messina e Catania

Il presidente della Regione visiterà la settimana prossima i luoghi del siracusano devastati dalla furia del ciclone Harry. L’indiscrezione trova le prime conferme, dopo mugugni e polemiche seguiti alla decisione di Schifani di recarsi ieri a Messina ed oggi nel catanese ma non nel territorio aretuseo. La provincia di Siracusa, la terza più colpita dalla violenza del maltempo e delle mareggiate, si era sentita esclusa e non presa in considerazione. Dallo staff della Presidenza, allora, sono arrivate informalmente le prime rassicurazioni circa l’attenzione anche verso Siracusa. Emersa la volontà di recarsi in visita, in apertura della prossima settimana, nei luoghi più colpiti tra Portopalo ed Augusta. L’intera fascia di costa siracusana conta i danni, quantificati in una prima stima attorno ai 160 milioni di euro. Manca la conferma ufficiale ma potrebbe trattarsi solo di una questione di ore. Certo, sarebbe sorprendente che Schifani “saltasse” Siracusa nel suo giro di incontri, utili per far sentire vicinanza e presenza delle istituzioni davanti a danni ingenti e attesa per ricostruzione e ristori.
Oggi, accompagnato dal capo della Protezione civile regionale e commissario per l’emergenza Salvo Cocina, il presidnete si è recato a Stazzo, frazione di Acireale, nel Catanese. Poi si è diretto verso il lungomare di Catania, a piazza del Tricolore. Infine in Prefettura a Catania per una riunione con i sindaci dei Comuni costieri e gli operatori balneari.
Ieri, intanto, il presidente della Regione era a Messina da dove, in serata, aveva anticipato che lunedì il Consiglio dei Ministri si riunirà per dichiarare lo stato di emergenza e stanziare le prime risorse “per far fronte agli interventi urgenti e garantire i primi ristori”. Parole pronunciate in Prefettura a Messina, in cosa ad una serie di incontri con sindaci e amministratori locali. “Stiamo studiando anche un piano di ristoro, seppur parziale, per i commercianti e i gestori dei lidi, parte dei quali non potranno lavorare nel breve periodo”, ha anche detto parlando agli operatori del settore siciliano.
“In questa prima fase dovremo concentrarci sugli Interventi di emergenza e successivamente su quelli di ricostruzione e infrastrutturazione. La nuova legge nazionale, la 40 del 2025, disciplinerà il nostro percorso nella fase di ricostruzione, una volta superata l’emergenza. Contiamo di eliminare intanto le situazioni di pericolo, vogliamo fare presto, il mio governo è pronto a fare la sua parte per le risorse economiche. Raschiando il fondo del barile abbiamo già racimolato 70 milioni di euro per affrontare la fase emergenziale, anche per dare un segnale immediato alla cittadinanza e alle altre istituzioni: la Regione c’è. Ci confrontiamo con questa situazione drammatica, dovuta al cambiamento climatico. Dovremo adeguarci a questa nuova condizione, tutelando le nostre coste e i centri abitati perché si possa evitare in futuro quello che è successo in questi giorni”.

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Data articolo: Sat, 24 Jan 2026 11:17:05 +0000 a cura di Gianni Catania
Primo Piano
San Sebastiano, domenica processione in Ortigia. Oggi reliquiario della Madonna a Porta Marina

Entrano nel vivo i festeggiamenti in onore di San Sebastiano, il compatrono di Siracusa. Domenica 25 gennaio, alle 17, l’attesa per la festosa uscita del simulacro dalla chiesa di Santa Lucia. I portatori lo condurranno poi in processione per le vie di Ortigia, fino al rientro in serata in piazza Duomo. A seguire, la caratteristica e tradizionale asta dei doni. La processione di San Sebastiano, a Siracusa, si svolge ogni anno nella prima domenica successiva al 20 gennaio – giornata della memoria liturgica – per consentire una più ampia partecipazione. Sin dalle 8 di mattina, nella chiesa della Badia, disponibile il caratteristico pane di San Sebastiano.
Oggi intanto, sabato 24 gennaio, alle ore 17.30, presso la Cappella di San Sebastiano a Porta Marina, per la prima volta verrà accolto il reliquiario della Madonna delle Lacrime. Seguirà una breve processione verso piazza Duomo, per raggiungere la chiesa di Santa Lucia alla Badia. Al termine della celebrazione, concerto degli Armonici di Aretusa a suggello di un intenso percorso di fede, preghiera e partecipazione comunitaria.
Giovedì scorso, il vicario della Diocesi, mons. Sebastiano Amenta, ha presenziato alla celebrazione a cui hanno preso parte le confraternite e le associazioni religiose della città, tra cui la Deputazione della Cappella di Santa Lucia, la Confraternita dell’Immacolata, la Confraternita dell’Addolorata, la Confraternita del Santissimo Crocifisso e l’Associazione Santa Lucia al Sepolcro.

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Data articolo: Sat, 24 Jan 2026 10:02:57 +0000 a cura di Gianni Catania

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