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#Monreale #News
Sono state le passeggiate quotidiane con il suo cane di piccola taglia, cadenzate sempre negli stessi orari, a richiamare l’attenzione degli investigatori della Squadra Mobile e del X Distretto Lido di Roma, che da giorni avevano acceso i riflettori sulla donna. Quel dettaglio, apparentemente consuetudinario, si è rivelato un tassello utile per ricostruire le sue abitudini e per intercettarla in strada, una volta raccolti gli elementi utili per procedere ad una perquisizione domiciliare.
I sospetti degli agenti hanno trovato conferma tra le sue mura domestiche, quando la giovane, vistati scoperta, ha vuotato il sacco.
All’interno dell’abitazione, sono stati rinvenuti e sequestrati 65 kg di sostanza stupefacente, prevalentemente di tipo hashish, e compiutamente ripartita in oltre 640 panetti contrassegnati da grafiche ed elementi iconografici raffiguranti cartoni animati o paesaggi di mare e di montagna. Il quantitativo di droga rinvenuta conta anche dosi preconfezionate di marijuana e cocaina.
Tra la camera da letto e la cucina, in nascondigli ricavati dal letto e dal mobilio, sono stati ritrovati materiale per il confezionamento ed un foglio A4 con il rendiconto della attività .
Al termine degli accertamenti, per la giovane sono scattate le manette. E’ ora accusata di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’arresto è stato convalidato dalla Autorità giudiziaria.
– Foto: ufficio stampa Polizia di Stato –
(ITALPRESS).
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CATANIA (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Catania, su delega della locale Procura, ha eseguito un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di 5 persone (due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e tre divieti di esercitare attività d’impresa) accusate di sottrazione fraudolenta al pagamento delle accise su prodotti energetici. L’operazione ha interessato le province di Catania, Siracusa, Enna, Roma e Cesena.
Le indagini hanno svelato un collaudato sistema di evasione gestito da un imprenditore del settore logistica e trasporti. Il carburante veniva approvvigionato illegalmente attraverso due canali. Importazioni dall’Est Europa: circa 400.000 litri di gasolio venivano introdotti in Italia spacciandoli per “liquido bio anticorrosivoâ€, prodotto esente da imposte, grazie a documentazione falsa. Carburante agricolo: il gasolio destinato all’agricoltura (con accise e IVA agevolata al 10%) veniva dirottato verso i mezzi dell’azienda di autotrasporti, simulando vendite fittizie a cooperative agricole.
I finanzieri hanno sequestrato beni mobili, quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 235.000 euro. Nel corso dell’inchiesta sono stati inoltre intercettati 143.000 litri di prodotto energetico e sequestrati un deposito abusivo, 7 mezzi pesanti (trattori stradali e semirimorchi) e decine di cisterne e pompe di erogazione.
Il provvedimento colpisce anche una società di capitali per responsabilità amministrativa degli enti, essendo l’illecito commesso a vantaggio dell’impresa.
Le indagini si sono avvalse di intercettazioni telefoniche, ambientali e pedinamenti su scala nazionale.
– Foto: Ufficio stampa Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).
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È bastato un odore sospetto nell’aria per far scattare i controlli dei carabinieri e portare alla scoperta di una serra clandestina di marijuana nel quartiere Noce di Palermo. Un uomo di 63 anni, palermitano e già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato in flagranza dai militari del Nucleo Radiomobile con l’accusa di coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti e furto aggravato di energia elettrica.
L’operazione è nata durante un normale servizio di controllo del territorio. I carabinieri, impegnati anche nella verifica del rispetto delle misure degli arresti domiciliari, hanno percepito un forte odore di marijuana provenire da una zona del quartiere. Un dettaglio che ha insospettito i militari, spingendoli ad approfondire il controllo.
Seguendo la traccia dell’odore, i militari hanno individuato una palazzina apparentemente abbandonata. Alcuni particolari hanno però attirato l’attenzione degli investigatori: da un’apertura nel muro usciva un tubo flessibile argentato, mentre dall’interno si sentiva il rumore continuo delle ventole e si intravedeva la luce accesa. Una volta entrati nell’edificio, i militari si sono trovati davanti una vera e propria serra indoor, attrezzata per la coltivazione della marijuana. All’interno del locale sono state trovate oltre 80 piante alte circa un metro e mezzo, coltivate grazie a un sistema composto da lampade alogene, ventilatori e impianti di aerazione con filtraggio dell’aria.
Nel locale erano presenti anche fertilizzanti, bidoni d’acqua e una bilancia di precisione. Durante le operazioni i carabinieri hanno inoltre sequestrato tre buste contenenti marijuana già essiccata, per un peso complessivo superiore a un chilo. Secondo le stime degli investigatori, una coltivazione di queste dimensioni, una volta immessa sul mercato dello spaccio al dettaglio, avrebbe potuto generare guadagni illeciti per diverse decine di migliaia di euro.
Nel corso degli accertamenti sono intervenuti anche i tecnici dell’Enel, che hanno verificato come la serra fosse alimentata tramite un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica. Il furto di energia è stato stimato in oltre 100 mila euro. Al termine delle operazioni l’uomo è stato arrestato e tutta la piantagione, insieme alle attrezzature utilizzate per la coltivazione, è stata posta sotto sequestro. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo ha convalidato l’arresto, disponendo per l’indagato la misura dell’obbligo di dimora. L’operazione conferma ancora una volta come attenzione ai dettagli, esperienza e presenza costante sul territorio rappresentino strumenti fondamentali per contrastare le attività criminali.
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Anche nel cuore commerciale di Palermo sono emerse irregolarità legate al lavoro sommerso. Nei giorni scorsi i carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Nucleo Operativo del Gruppo Tutela Lavoro di Palermo, insieme al personale della direzione regionale Inps, hanno effettuato una serie di controlli nella zona di via Libertà e piazza Castelnuovo, una delle aree più frequentate della città .
Nel corso delle verifiche sono state ispezionate 14 attività commerciali di diverso tipo, tra cui negozi di telefonia, fotografia, abbigliamento, calzature, panifici e punti vendita di generi alimentari. Gli accertamenti hanno evidenziato irregolarità in 11 esercizi, sia di natura amministrativa che penale e, in alcuni casi, anche legate alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Al termine delle operazioni i militari hanno denunciato 11 datori di lavoro e disposto la sospensione di 8 attività imprenditoriali, sia per l’impiego di lavoratori in nero sia per violazioni delle norme sulla sicurezza.
Durante i controlli sono stati identificati 42 lavoratori, di cui 8 risultati completamente sconosciuti alla Pubblica amministrazione. Complessivamente sono state contestate ammende per 87.133 euro e sanzioni amministrative per 85.600 euro. Le irregolarità riscontrate hanno riguardato diversi aspetti della sicurezza sul lavoro, tra cui la mancata sorveglianza sanitaria dei dipendenti, l’assenza di formazione obbligatoria in materia di sicurezza e la mancata elaborazione del Documento di valutazione dei rischi.
In alcuni casi è stata inoltre accertata una forma di controllo a distanza dei lavoratori tramite sistemi di videosorveglianza non autorizzati, installati senza la preventiva comunicazione agli organi competenti e agli stessi dipendenti, in violazione delle normative che tutelano la libertà dei lavoratori. Il Gruppo Carabinieri Tutela Lavoro, in collaborazione con l’Arma territoriale e gli altri enti istituzionali coinvolti, ha fatto sapere che le attività ispettive proseguiranno anche nei prossimi mesi con l’obiettivo di contrastare il lavoro sommerso e garantire maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro, a tutela della salute e della dignità dei lavoratori.
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