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Gironzolando nella rete e scrutando le varie email che mi giungono, mi sono imbattuto in un articolo interessante pubblicato da Daniele Dellerba sul sito dell’Associazione Nazionale Studi Ufo (Ansu/Italia). Tratta un tema curioso: gli Ufo giganti, che possono anche essere associati al concetto delle navi madri che rilasciano oggetti più piccoli. L’autore ha spiegato con una certa ironia le ragioni della sua decisione: “Quante volte vi hanno detto che gli Ufo sarebbero solo delle armi segrete delle superpotenze? Ho voluto pubblicare un’ulteriore, evidente smentita di questa tesi nel sito Ansu/Italia, un articolo sugli Ufo giganti che potete far leggere agli scettici solo se non hanno problemi cardiaci… La parte più incredibile è la seconda, dove nell’articolo sono citati avvistamenti di Ufo lunghi 100 miglia (anno 1882), grandi come una montagna (anno 1848), e perfino come una piccola Luna (anni 1844, 1777 e 1890). Se a qualche scettico verrà magari un infarto, ad altri sorgerà qualche riflessione sull’evidenza di tecnologie anti-gravitazionali che rendono possibili i movimenti di strutture artificiali incredibilmente pesanti. Gli Ufo grandi come Lune forse sono delle “basi mobili” simili alla Morte Nera di “Star Wars”. E quanta energia richiederebbero per ipotetico un viaggio interstellare?”. A voi dunque la lettura del testo di Ansu/Italia: dovete cliccare qui.
Il mondo dell’ufologia piange la perdita di un personaggio magari discusso (soprattutto per alcune vicende personali) e controverso, ma capace comunque di lasciare un segno importante grazie ai dibattiti che ha generato: parliamo di Erich von Däniken. mancato domenica 11 gennaio 2026. Per ricordarlo pubblico il post fatto da retenotizie.blogspot.com.
Se n’è andato a 90 anni Erich von Däniken, il papà dell’archeologia misteriosa, il principale divulgatore della teoria degli Antichi Astronauti. Se ne è andato ieri, morto di vecchiaia in ospedale a Interlaken (Canton di Berna). Nato il 14 aprile 1935 a Zofingen, nel Canton Argovia, von Däniken durante la sua carriera ha scritto ben 49 libri, venduti in 75 milioni di esemplari e tradotti in più di 30 lingue, fra cui anche l’italiano. Cresciuto in una rigida famiglia cattolica a Sciaffusa, da allievo di un collegio gesuita a Friburgo imparò le lingue antiche, mettendo in discussione gran parte di ciò che leggeva durante le lezioni di latino e greco nelle traduzioni dell’Antico Testamento. Era convinto che gli extraterrestri avevano visitato la Terra agli albori, lasciando tracce indelebili ed influenzando la cultura dei locali. Dalle piattaforme di Baalbeck alle piste di Nazca, dalle piramidi alle pietre di Ica al tesoro di padre Crespi, centinaia erano, per von Däniken, le prove del fatto che gli Alieni erano giunti sulla Terra. Odiatissimo dall’esoterista francese Robert Charroux, che prima di lui aveva anticipato il tema dell’archeoastronomia e che accusava ”l’albergatore svizzero che gli aveva rubato le idee”, von Däniken era stato in realtà un vero fenomeno di contro-cultura, di pensiero alternativo. Le sue opere hanno influenzato autori famosi e le sue idee portate avanti da studiosi come Ulrich Dopatka, Zecharia Sitchin, Khalil Messiah, Roberto Pinotti, Alfredo Lissoni. Celebre il documentario, doppiato in Italia da Nando Gazzolo, ”Gli extraterrestri torneranno”, che fecero conoscere al mondo reperti anacronistici come le statuette Dogu di Viaceslav Zaitsev o i misteri dell’Isola di Pasqua. Geniale, brillante, infaticabile viaggiatore (sino al 2024 scorso si era spostato anche con lunghi viaggi per popolarizzare le sue idee), ha preso anche qualche scivolone – ad esempio, la vicenda della Cueva de los Tajos in Ecuador -, ma al di là di questo ha inaugurato un filone che negli anni a venire è diventato sempre più serio e scientifico, quello dell’archeologia misteriosa in chiave extraterrestre, e che persino la Nasa, in camera caritatis col Progetto Setv, ha finito col seguire.
Clicca qui per vedere il video incorporato.
Che cosa ci ha lasciato in eredità il 2025 che proprio in queste ore sta terminando (a proposito: buon anno a tutti e, già che ci siamo, per portarci avanti, buon… 2027)? Di sicuro eventi come l’apparizione di un oggetto interstellare molto particolare quale 3I/Atlas, sul quale la comunità scientifica si è divisa (manifestando in molti casi una repulsione verso certe tesi, quelle di Avi Loeb, tanto per essere chiari, molto discutibile perché a mio avviso nel dibattito scientifico non deve mancare la disponibilità a discutere, ad approfondire e a mettere in gioco tesi pre-costituite), alla sensazione che tra Uap/Ufo, droni più o meno veri e più o meno militari, ci sia la disponibilità a valutare con più attenzione a fenomeni particolari che capitano nel cielo. Ma il 2026 per l’Italia è stato anche l’anno in cui ha ospitato, a Baveno, il simposio della Sol Foundation. Un evento di grande portata e prestigio per chi segue i temi a noi cari. E in quelle giornate sul Lago Maggiore una delle figure più interessanti è stata la dottoressa Beatriz Villarroel, astrofisica. Nella sua relazione ha detto chiaramente che prima dello Sputnik c’erano altri oggetti in orbita attorno alla Terra e che ci sono almeno 7 episodi che richiedono un’interpretazione differente. Non solo: di recente, in questo video che vi propongo come Cinegiornale bUFO, non l’ha nemmeno mandate a dire alla Nasa e alle forze militari Usa: “La Nasa nasconde la verità”, queste le sue parole. Per la cronaca, ecco anche la valutazione data dagli amici di Qui Base Terra: “La dottoressa ha affermato in questa intervista che alcuni telescopi vedono i propri dati controllati e talvolta modificati dalla Space Force Usa prima di essere rilasciati alla Nasa. Ciò potrebbe semplicemente significare vengono rimosse le immagini dei satelliti militari avanzati catturate dai telescopi, oppure potrebbe trattarsi di Uap. Secondo fonti interne, la Space Force tiene classificati elenchi di “uncorrelated targets” ovvero oggetti che appaiono solo poche volte nei radar o sensori ottici e che vengono sistematicamente rimossi dai conteggi ufficiali di satelliti e detriti spaziali. Questo comportamento suggerisce che ci sia una conoscenza nascosta di fenomeni spaziali anomali che il pubblico non conosce. Inoltre, si parla della confermata presenza di una “seconda luna” terrestre, il piccolo corpo celeste 2025 PN7, rimasto inosservato in orbita per circa 60 anni, cosa che fa riflettere su quanto ancora possiamo ignorare dello spazio vicino alla Terra. Infine, emergono testimonianze e riferimenti a documenti storici militari che descrivono oggetti metallici riflettenti simili a quelli rilevati oggi, rafforzando la possibilità che non siamo affatto soli nello spazio”. Guardate allora il filmato: è in inglese, ma è facilmente comprensibile.
Il Wyoming è lo Stato degli Usa dove c’è la Torre del Diavolo, luogo che attira turisti da ogni dove e che è diventata ulteriormente famosa perché è lì che Steven Spielberg ha ambientato il cuore del suo immortale film “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo”. Terra, insomma, che “profuma” di Ufo e Alieni e che, guarda caso, è alla ribalta per episodi particolari e decisamente strani che si verificano da un p0′ di tempo in qua. Il resoconto degli amici di Qui Base Terra è molto esauriente, per cui, nell’augurarvi anche buon Natale e buone feste, ve lo propongo integralmente. 
Nel silenzio delle grandi pianure del Wyoming, qualcosa sta attirando l’attenzione di tutti: oggetti luminosi che solcano il cielo notturno. Non sono storie di contadini o leggende da bar, ma segnalazioni sempre più frequenti che hanno spinto lo sceriffo Rich Haskell a indagare su un fenomeno che sfida ogni spiegazione razionale. Le testimonianze si concentrano soprattutto tra le 2 e le 3 del mattino, l’orario in cui il cielo è abbastanza scuro da far risaltare le luci, ma ancora sufficientemente chiaro da permettere ai testimoni di distinguere forme e movimenti anomali. I residenti descrivono sfere luminose che si muovono senza emettere suoni, cambiando direzione all’improvviso o fermandosi a mezz’aria, come se sfidassero le leggi della fisica. Alcuni piloti privati hanno riferito di aver avvistato oggetti metallici, privi di ali o eliche, che sembrano assorbire o emettere energia in modo inspiegabile. “È come la nuova normalità”. “È come un fenomeno che continua a verificarsi, ma che non causa alcun problema che dobbiamo affrontare, se non la loro presenza”. Ma Haskell non si limita a raccogliere racconti: ha coinvolto scienziati e ingegneri per analizzare i dati. Misurazioni di campi elettromagnetici, anomalie nelle frequenze radio e persino tracce di radiazioni hanno portato a una domanda inquietante: cosa alimenta questi oggetti? Alcune teorie parlano di tecnologie sconosciute, capaci di sfruttare fonti energetiche che la scienza ufficiale non ha ancora compreso. Quello che rende questo caso ancora più affascinante è l’approccio pragmatico dello sceriffo. Non è un cacciatore di Ufo, ma un uomo di legge che si trova di fronte a qualcosa che non può ignorare. E se il Wyoming fosse diventato, suo malgrado, un punto di osservazione privilegiato per un fenomeno destinato a cambiare la nostra comprensione del mondo? La prossima volta che guarderete il cielo notturno, chiedetevi: cosa sta davvero accadendo lassù? E se la risposta fosse più vicina di quanto immaginiamo? Certo, un mistero inspiegabile ambientato in una piccola città è divertente. Ma per John Grossnickle, sceriffo della contea di Sweetwater, nel Wyoming, la questione sta diventando un po’ noiosa. Da oltre un anno, i funzionari di Sweetwater cercano di fare luce su una serie di apparizioni inspiegabili di oggetti volanti non identificati. È allarmante che gli UFO sembrino avere un interesse particolare per una centrale elettrica locale, la Jim Bridger Steam Plant, che ospita quattro generatori a carbone. “Abbiamo collaborato con tutti – ha dichiarato il portavoce dello sceriffo Jason Mower al Cowboy State Daily – . Abbiamo fatto tutto il possibile per capire di cosa si tratta, ma nessuno vuole darci risposte”. Lo sceriffo Grossnickle, che ha iniziato a rispondere alle chiamate sugli avvistamenti 13 mesi fa, afferma di averli osservati con i propri occhi. Gli oggetti sono descritti come “illuminati” e “simili a droni”, e si radunano in “formazioni coordinate”, riferisce il CSD . In genere vengono segnalati tra le 2 e le 3 del mattino. Abbatterli non è un’opzione, dato che volano a migliaia di metri dal suolo. Nemmeno un’indagine statale sembra essere sul tavolo, poiché l’aiutante generale della Guardia Nazionale del Wyoming Greg Porter ha affermato di “non credere di poterne discutere in una testimonianza pubblica”, secondo il CSD . “È come la nuova normalità”, ha spiegato Mower. “È come un fenomeno che continua a verificarsi, ma non causa alcun problema con cui dobbiamo fare i conti, a parte la loro presenza”. Le autorità di Sweetwater non sono sole. Sette sceriffi delle contee vicine, interpellati dal CSD, hanno dichiarato di aver avvistato oggetti misteriosi simili o di aver ricevuto segnalazioni al riguardo da residenti locali. A gennaio, tre di questi sceriffi avevano documentato avvistamenti sopra infrastrutture energetiche come giacimenti petroliferi e centrali elettriche, come riportato all’epoca dallo stesso CSD. Gli strani avvistamenti nel Wyoming arrivano quasi un anno dopo che un’analoga isteria sui droni nel New Jersey era apparentemente stata placata. Nonostante un enorme mistero, alla fine del 2024 il presidente Donald Trump aveva affermato che i droni erano stati autorizzati dalla Federal Aviation Administration per la ricerca. Si può dire lo stesso del mistero degli Ufo nel Wyoming? Nessuno può saperlo.
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Ecco dunque l’atteso trailer del nuovo film di Steven Spielberg,”Disclosure Day”, che uscirà nel giugno del 2026 e che segna il ritorno del grande regista a temi “alieni”. Il trailer propone Emily Blunt, protagonista in un cast che contempla pure Josh O’Connor, Colin Firth, Eve Hewson, Colman Domingo, Wyatt Russell e Henry Lloyd-Hughes, nei panni di un’esperta di meteorologia. All’improvviso viene sopraffatta da una misteriosa forza extraterrestre mentre trasmette un bollettino in diretta. O’Connor interpreta invece un uomo che vuole rivelare la verità sulla vita aliena al resto del mondo. Il seguito del trailer è pieno di cerchi nel grano, inseguimenti in auto, animali inquietanti e indizi sull’esistenza di forme di vita extraterrestri sulla Terra. Ecco infine la sinossi: “Se scopriste che non siamo soli, se qualcuno ve lo mostrasse, ve lo dimostrasse, vi spaventerebbe? Quest’estate, la verità apparterrà a sette miliardi di persone. Ci stiamo avvicinando al… ‘Disclosure Day'”. Insomma, un film promettente, la cui visione non può non entrare in agenda.
Piano piano e con scelte sicuramente orientate a una sorta di “acclimatamento progressivo”, si sta alzando la coltre di mistero sul film con cui Steven Spielberg tornerà ad occuparsi di Ufo e Alieni. Il prossimo anno, a giugno, è prevista l’attesa uscita della nuova produzione del grande regista, ma a Times Square, nell’iconico luogo nel cuore di New York è comparso un maxi cartellone pubblicitario che altro non fa se non accendere le aspettative. E mercoledì 17 dicembre, dunque tra pochi giorni rispetto a quando stiamo scrivendo queste note, è prevista la proiezione di un trailer. Ecco un resoconto della situazione così come l’ha proposto il sito Movieplayer.it. La promessa (per ora ovviamente off the records) di Spielberg è che “tutto sarà svelato”: vedremo se sarà vero.
Che cosa sappiamo finora su misterioso film sugli Ufo che vedrà Steven Spielberg tornare alla sua anticipa passione per la fantascienza? Per adesso poco o niente, ma un cartellone pubblicitario apparso a Times Square promette che “Tutto sarà svelato”. Dettagli della trama top secret, ma qualche anticipazione sul cast, per adesso, sarebbe trapelata. A recitare nella misteriosa pellicola saranno Emily Blunt, Josh O’Connor, Colin Firth, Eve Hewson, Colman Domingo e Wyatt Russell. Il primo trailer dovrebbe essere proiettato prima di “Avatar: Fuoco e Cenere” il 17 dicembre, ma il cartellone pubblicitario che troneggia a Times Square potrebbe aver già anticipato alcuni dettagli, tra cui il potenziale titolo del film. Come mostrano le immagini scattate dai passanti, il poster mostra un uccello (forse una ghiandaia azzurra) con quello che sembra l’occhio di un bambino al centro. Il tutto accompagnato dallo slogan “Tutto sarà svelato” e dalla data di uscita del film, fissata per il 12 giugno 2026. Comicbookmovie.com anticipa che la scritta sul poster potrebbe aver confermato il titolo suggerito in precedenza da alcune voci, Disclosure, ma al momento non vi sono certezze.
Si vocifera, inoltre, sarà collegato al classico di Spielberg del 1977, Incontri ravvicinati del terzo tipo, e potrebbe persino fungere da “sequel”. L’augurio dei fan è che il trailer in arrivo fornisca qualche informazione in più. Sappiamo da World of Reel che alcune sequenze del misterioso film di Steven Spielberg sono state mostrate a un pubblico selezionato durante un evento speciale alla Universal Pictures, in occasione dell’inaugurazione di una nuova sala cinematografica. Secondo quanto riportato, l’anteprima ha mostrato sequenze d’azione, tra cui scene di inseguimento, misteriose auto in stile Men in Black e una drammatica fuga da un incidente tra un’auto e un treno che vede coinvolto il personaggio di Emily Blunt. A parte qualche informazione parziale, il mistero aleggia attorno alla nuova pellicola. Di recente lo sceneggiatore del film, David Koepp, ha recentemente lasciato intendere che Spielberg tornerà alle radici dei suoi precedenti lavori incentrati sugli Ufo. A firmare la fotografia sarà Janusz Kamiński, collaboratore abituale del cineasta ed è confermato anche il ritorno del mitico John Williams per la colonna sonora (ndr: se cliccate sulla scritta in azzurro andate all’articolo).
Vincenzo Tufano è un collega campano appassionato, tra l’altro, di miti, leggende e criptozoologia. Ha raccontato varie storie e una di queste, legata al cosiddetto Mostro del Volturno, l’ho ospitata, assieme a Sabrina Pieragostini (mia co-autrice) nel libro “I Misteri della Tazzina”, uscito due anni fa. Adesso ha pubblicato lui un libro, “I miti di Alvignanello”, località dalle storie come minimo inquietanti, e ne pubblico volentieri una recensione anche perché certi esseri che gironzolano da quelle parti potrebbero avere un “quid” di alieno.

Un paese misterioso ed enigmatico Alvignanello, frazione di Ruviano, costellato da colline e boschi. Luoghi apparentemente incontaminati, ricchi di flora e fauna. Ma cosa nasconde realmente questo paese ? Segreti inconfessabili spesso trapelano dai recessi ed oscuri meandri boschivi, facendo spola tra i paesi vicini. Creature mostruose, presenze invisibili e inquietanti animali rettiloidi lasciano tracce nette del loro passaggio.

Avvistamenti e testimonianze d’epoca
Ruviano, 1970: La signora Giovanna (pseudonimo) e suo marito erano soliti uscire alle prime luci dell’alba con il tipico carretto trainato dal bestiame, per recarsi nel loro appezzamento di terreno al fine di espletare le solite mansioni lavorative. Ma quel giorno accadde un qualcosa che spezzò la classica routine, e il cui ricordo è ancora oggi stampato in maniera indelebile nella loro mente: ad un tratto la donna vide uno strano animale descritto come un rettile completamente scuro simile ad una grossa lucertola, più grande di un comune cane. L’animale fuoriuscì dal ruscello e si avventò repentino sul carretto, alzandosi come un orso sulle zampe posteriori. Senza esitare, la donna afferrò un grosso bastone e cercò di colpire il sauro. L’elemento sconcertante, secondo la signora, era la completa ed apparente evanescenza dell’entità animata, probabilmente una suggestione causata dalla paura. ”Cercavo di allontanarlo ma i miei colpi andavano a vuoto. Era come se non colpissi nulla! In pratica il bastone che utilizzai attraversava letteralmente il suo corpo. Il cane non abbaiava ma emetteva dei suoni simili a starnuti. Ancora oggi non so dare una spiegazione a questi particolari. Capii che non si trattava di un semplice cane ma di un qualcosa non di questo mondo”. Dopo la colluttazione il cane si allontanò, dirigendosi nuovamente verso il ruscello. Fu proprio in questo punto preciso che diversi anni dopo, un giovane ragazzo dichiarò di aver osservato insieme a suo padre ‘’uno strano animale umanoide’’ completamente scuro saltare letteralmente in quello che viene definito ‘’il vallone’’ . Un racconto che mi è stato descritto in modo dettagliato e lucido. ” Ho visto un rettile simile a un varano di un colore verdastro, molto grosso,, muoversi tra i boschi di Alvignanello, in apparenza non sembrava minaccioso ma era alquanto strano ed inquietante, poi non lo rividi più” mi disse Fausto. ” Era il 1980, era tardo pomeriggio ed ero intento a mettere in ordine alcuni attrezzi nella stalla, quando notai due occhi rossi luccicare nel buio. Ad un tratto capii che non poetva essere un cane o lupo. L’animale cercò di avvicinarsi e attaccò una delle mie mucche. Così preso dal terrore imbracciai il mio fucile e senza mezze misure lo sparai. I colpi però era come se andassero a vuoto. In pratica l’animale non presentava segni di ferite né di dolore. Dopo alcuni minuti si allontanò velocemente”. Resoconti di esseri umani attaccati da mostruose bestie non identificabili simili a rettili, sono molto note in tutte le leggende e culture del mondo, comprese in quelle di Alvignanello. Tali esseri non sembrano rientrare nell’archivio faunistico conosciuto ed è per questo che vengono considerate pure chimere mitologiche, facente parte della branca ”criptozoologica”. Chiaro che il casertano è un territorio ricco di traffici di animali esotici. Il loro aspetto anatomico a volte dimostra che non sono il frutto di un’ evoluzione naturale e spontanea, ma la risultanza di possibili esperimenti di ingegneria genetica o di incroci intraspecifici. Come il caso di due donne, avvenuto sul finire degli anni 80, le quali ebbero un incontro ravvicinato con un animale simile: “Sembrava un alligatore, era fermo vicino a un laghetto. Poi strisciando con il ventre rientrò in acqua e sparì”.
Mostro del Volturno: un possibile rettile esotico?
Una creatura simil coccodrilloide che sul terreno lascia impronte tridattili o tetradattili di circa 1 metro di lunghezza. Questo è l’identikit della strana bestia che da circa 3 anni sarebbe stata avvistata in una località precisa del casertano. Una delle prime testimonianze coinvolse un cittadino del posto, il quale depositò la sua testimonianza. Ecco le sue parole: “Era quasi all’imbrunire, ero nei pressi del fiume Volturno a pescare. Era Marzo del 2019. Ad un tratto vidi un turbine in acqua seguito da un ruggito. Impaurito scappai. Prima però sono riuscito a scattare una foto all’animale”. La foto mostra la testa in acqua dell’animale che analizzata è risultata autentica. La foto però, pur essendo importante, non potrà mai essere una prova certa, per ovvi motivi.
I referti delle orme
Il giorno successivo Vincenzo Tufano, (testimone e studioso del caso in questione), si recò sul posto e proprio dove avvenne il fatto spiccavano delle orme giganti sul terreno. Lo studio analitico sulle tracce effettuato dagli esperti tra cui zoologi e studiosi di orme di grossa taglia ha permesso di delineare un simile scenario: ”Dallo studio delle impronte al suolo del cosiddetto ”Mostro di Alvignanello” si è potuto evidenziare una tendenza al bipedismo e alla locomozione plantigrada. Anche se in alcuni casi tendeva a deambulare su quattro zampe (dai calchi si può notare che le zampe anteriori sono molto più larghe e meno lunghe di quelle posteriori). Le dimensioni e la presenza di tre artigli con un foro/sperone posteriore, esclude che si tratti di un animale noto. Secondo quanto appurato, questo ”animale” avrebbe la duplice natura sia anfibia che terrestre, essendo stato avvistato e fotografata sia nelle acque del fiume Volturno, e sia tra le campagne e i boschi di Alvignanello, distante dai corsi d’acqua”. Nel referto non si esclude la possibile presenza di un animale non autoctono.
L’avvistamento di un secondo pescatore
Inoltre un pescatore del posto asserì di aver avvistato nelle acque del Volturno un simil coccodrillo, e di averlo fotografato durante la sua osservazione. La cosa strana però fu che il presunto coccodrillo uscì dal fiume in posizione semibipede, dirigendosi in una radura boschiva. Nel luogo vi fu il rinvenimento di un cinghiale dilaniato.
La misteriosa epidermide
Nei luoghi degli avvistamenti fu rinvenuta una misteriosa sostanza biologica, poi rivelatasi essere, dalle analisi, il rivestimento esterno della creatura. Era come se questo ”animale” perdesse pelle, una sorta di muta ma differente da quella classica dei rettili comuni. Era come se fosse viva, compatta e dura. Questo composto possedeva delle proprietà camaleontiche molto particolari, ossia cambiava colore se immerso in un fluido caldo e diveniva luminescente al buio. Questo avrebbe potuto conferire teoricamente all’animale ”che la indossava” la capacità di camuffarsi in un determinato ambiente senza essere visto, o viceversa palesarsi in maniera imprevista.
Da qualche giorno è disponibile su Prime (purtroppo non è gratuito: il noleggio costa 4,99 euro, l’acquisto, se non erro, 12) il documentario The Age of Disclosure. Credo sia un notevole punto di svolta nella comunicazione ufologica, data la quantità e la qualità di personaggi che si sono prestati a testimoniare che sì, è molto probabile che Ufo/Uap hanno a che fare con una realtà aliena con la quale siamo anche venuti già in contatto. Vladimiro Bibolotti, presidente onorario del Cun, Centro Ufologico Nazionale, ha realizzato per il Fatto Quotidiano un post nel quale commenta questo docu-film. Essendo assolutamente d’accordo con quello che scrive – soprattutto sul fatto che il mainstream extra Usa ignora (ovviamente) il clamoroso messaggio contenuto nelle due ore di trasmissione – ho deciso di riproporre l’articolo nel nostro blog.
Official portrait of Secretary Marco Rubio. (Official State Department photo)
Si disegnano scenari e ipotesi. L’unica certezza è che adesso siamo passati dallo studio delle lucette nel cielo e le classificazioni degli oggetti, al confermare la presenza dei corpi dei piloti trovati nei luoghi degli incidenti. Si denuncia l’esistenza di strutture ad hoc statunitensi russe e cinesi anche congiunte, per il recupero di questi oggetti precipitati. Un salto davvero enorme non solo per chi non ha mai accettato la realtà del fenomeno Ufo/Uap, ma anche per chi ha osservato il fenomeno come possibile, visto che dal 2023 la realtà del fenomeno è stata ufficializzata come reale. La notizia del servizio mandato in onda negli Usa anche via Web avrebbe dovuto essere la più importante notizia per la storia dell’umanità. Più di rottura della diatriba Galileo/Monsignor Bellarmino, più delle tesi copernicane e newtoniane, più della scissione dell’atomo. Una idea intuita già dai filosofi greci: non siamo soli nell’universo. Ma un salto qualità nella comunicazione c’è stato ed esteso alle interferenze delle Nhi – intelligenze non appartenenti alla nostra specie, provenienti da altri mondi e dimensioni con tecnologie elusive delle nostre conoscenze scientifiche, usate spesso come invalicabile scudo concettuale al fenomeno – appare adesso concreta ed evidente. Tranne che nei media Usa, non si trova traccia del documentario nel resto del pianeta. E il mainstream che avrebbe dovuto con titoli a nove colonne annunciare l’evento, altro che “effetto Orson Welles – La guerra dei mondi”, con effetti pericolosi di perdita del controllo, rimane stordito, come nulla fosse accaduto o se avessimo assistito ad un nuovo film di Spielberg (peraltro di imminente uscita). Qui sono presenti le impegnative dichiarazioni non fraintendibili di altissime personalità e autorità che comunicano e illustrano uno scenario inedito, che seppur sospettato adesso si trasforma come la realtà delle cose! Perché adesso? Perché una costante intensificazione del fenomeno? Se non lo faranno le massime autorità morali e politiche a preparare l’opinione pubblica e gestire una informazione così impattante, saranno “loro” con una evidente superiorità tecnologica che decideranno di rivelarsi al mondo? Ma essere consapevoli così profondamente di una realtà che ci sfugge e non dichiararla più chiaramente è davvero incoscienza se poi si vuole davvero evitare uno shock culturale, che questa volta sarebbe davvero incontrollabile specie se accadesse un giorno che i nostri centri strategici e aree sensibili venissero svegliati un giorno come a Pearl Harbour? Usa Russia e Cina come molti altri paesi hanno tutti lo stesso problema – come ha dichiarato Chris Mellon, vero regista del Disclosure. Al Simposio sul Lago Maggiore, organizzato magnificamente dalla SOL Foundation, abbiamo dibattuto sui vari scenari che stanno evolvendosi rapidamente. Difronte a questo cambio di velocità, prendiamo atto che stiamo agendo come nel provocatorio ma illuminante film “Don’t look up!” con un mainstream complice di un silenzio da incoscienti perché la cosa sta succedendo e accadendo adesso!
Vladimiro Bibolotti
(articolo uscito il 27 novembre 2025 sull’edizione online de “Il Fatto Quotidiano”)

Sinora soltanto due scienziati di primissimo livello di nome Michio Kaku – un fisico teorico di New York e uno dei padri della teoria di campo delle stringhe relativistiche assieme al professor Kikkawa di Osaka negli anni Settanta – e il già citato professor Avi Loeb – in passato Presidente del Dipartimento di Astrofisica della Harvard University per nove anni – credono che la cometa 3I/Atlas possa riservare delle sorprese e avere a che fare con una tecnologia extraterrestre attiva sulla cometa stessa. Avi Loeb è persuaso che vi sia una probabilità in tal senso oscillante fra il 40 e il 60 %. Il professor Kaku è più cauto di Loeb: solo l’1% è la stima da egli avanzata sul fatto che la cometa 3I/Atlas possa avere una natura tecnologica extraterrestre. 1%, una piccola probabilità ma non nulla secondo Kaku.
La riflessione di Joseph Burkes non è recente, risale in prima battuta al 2018 ed è stata aggiornata nel 2023. Ma è sempre attuale e si lega a una domanda: c’è qualche potere forte che contrasta la piena divulgazione sul fenomeno Ufo/Uap e più in generale sulla possibile presenza aliena tra di noi. La redazione di Qui Base Terra ha riproposto di recente il tema in una delle sue newsletter, intitolata “Perché le élite si oppongono a una presenza extraterrestre?”. Sono fornite alcune possibili spiegazioni, ovvero: 1. Gli UFO mostrano capacità tecnologiche che mettono in crisi il potere militare terrestre tradizionale, mettendo in discussione la sovranità umana. 2. L’eventualità che le NHI (Non Human Intelligence) abbiano avuto un ruolo nella nascita delle grandi religioni potrebbe minare la credibilità e il potere delle istituzioni religiose. 3. Le tecnologie extraterrestri, come l’energia libera, rappresenterebbero una minaccia diretta ai grandi imperi industriali basati su fonti fossili. 4. Le NHI sembrano non volere nulla in cambio, rendendole immuni alle tattiche di controllo tipiche delle élite (violenza, corruzione, ricatto ad esempio) e ciò spaventa chi ha bisogno di mantenere il controllo. Quest’ultimo concetto è molto interessante e rimanda proprio all’articolo di Burkes che qui linko e che fa riferimento a un libro di Don Freeman, “You can’t control a person who wants nothing”.