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ufo
Dibattiti bUFI – 87 / Lo strano Ufo alla manifestazione aerea di Piacenza
Segnalazione “ufologica” da parte di Christian, capo-istruttore all’Aero Club Varese di Venegono e già mio compagno di volo. Sabato 17 ottobre è andato all’air show di Piacenza – si esibivano pure le Frecce Tricolori – e ad un certo punto, assieme a cinque amici ha notato una cosa molto strana nel cielo. Erano due sfere […]

Segnalazione “ufologica” da parte di Christian, capo-istruttore all’Aero Club Varese di Venegono e già mio compagno di volo. Sabato 17 ottobre è andato all’air show di Piacenza – si esibivano pure le Frecce Tricolori – e ad un certo punto, assieme a cinque amici ha notato una cosa molto strana nel cielo. Erano due sfere bianche, in apparenza unite da un filo sottile. Ha così preso il suo smartphone e l’ha fotografato.. Le foto che vedete sono quelle che mi ha girato lui. Ho cerchiato in verde lo  strano “coso”. Christian, che spesso mi sfotte sul tema Ufo, essendo lui piuttosto miscredente, stavolta era stupito e anche un po’ basito: “Che cosa è secondo te?”. Ho girato la patata a Alberto Negri di Spazio Tesla, che oltretutto è di Piacenza (ma non credo fosse all’air show): ha fatto analizzare l’immagine a suoi esperti e poi vi dirò quello che mi ha scritto. Intanto riporto la testimonianza diretta di Christina: “Premesso che non so dare una spiegazione a quanto ho osservato, anzi, abbiamo osservato, posso dire che prima abbiamo visto e poi fotografato. Erano due sfere… allungate. Sono rimaste visibili per 10 minuti, si notavano a occhio nudo. Non li ho visti muovere, il fumo che si vede non è quello dei fumogeni della Pan ma è quello di un Pitts da acrobazia. Era la sommità di un looping, a circa 4000 piedi. Poi dopo quei 10 minuti, tutto è sparito”. Ed ecco quanto ha scritto Negri. Il suo amico astrofotografo Claudio Balella ipotizza che “il secondo oggetto, sotto a destra, potrebbe essere un’aberrazione dell’obiettivo. Ma sembra proprio che sia un Ovni. L’oggetto circolare si è mosso il modo molto veloce prima di fermarsi: nel tempo di scatto andava rapido eccome”. Secondo un ex comandante di Alitalia potrebbe trattarsi di un “rod”, “come quelli fotografati qualche anno fa sull’Etna da un mio collega”. E voi che cosa ne pensate?

La scomparsa di Giorgio Pattera, biologo con la passione per gli Ufo

Il mondo dell’ufologia piange la scomparsa, avvenuta a Parma all’età di 79 anni, di Giorgio Pattera. Per lavoro si occupava di analisi di laboratorio: era infatti un apprezzato biologo. Fuori dall’ospedale, coltivava un interesse che lo aveva accompagnato per decenni: si occupava appunto di Ufo e della possibilità della vita oltre la Terra. Giornalista pubblicista e autore di libri dedicati alle indagini ufologiche, tra i suoi lavori anche la catalogazione delle segnalazioni di oggetti non identificati registrate nella zona della “sua” Parma.


Data articolo: Wed, 28 Oct 2026 17:34:15 +0000
X-files
Dai «corpi» di Roswell ai dubbi sullo Skinwalker Ranch: i nuovi dossier pubblicati dal Pentagono riaccendono il mistero Ufo
Il settimo rilascio degli X-Files del Pentagono ha offerto qualcosa di interessante. Ecco l’articolo che ho pubblicato su Login di Corriere.it: tratta dei fatti di Roswell e dello Skinwalker Ranch, luogo davvero particolare.  Contrordine. Nella settima tranche degli X-files resa pubblica dal Pentagono lo scorso 23 ottobre non c’era, quale documento di spicco, solo l’avvistamento […]

Il settimo rilascio degli X-Files del Pentagono ha offerto qualcosa di interessante. Ecco l’articolo che ho pubblicato su Login di Corriere.it: tratta dei fatti di Roswell e dello Skinwalker Ranch, luogo davvero particolare. 

6a2d4db1ec9b4.r_d.696-346Contrordine. Nella settima tranche degli X-files resa pubblica dal Pentagono lo scorso 23 ottobre non c’era, quale documento di spicco, solo l’avvistamento di un oggetto triangolare sopra una base militare. C’era molto di più, segnatamente una dichiarazione giurata del 2002, attribuita a Walter Haut, ex addetto alle pubbliche della base di Roswell, in New Mexico, e un report sullo Skinwalker Ranch nello Utah, location strana, particolare, misteriosa, che si vuole ospiti un portale interdimensionale. Il proprietario è Robert Bigelow, magnate plurimilionario proprietario della catena alberghiera Budget Suites of America e appassionato di parapsicologia, Ufo e degli studi che riguardano la possibile continuazione della coscienza dopo la morte. Cominciamo da Roswell e dalla vicenda che si lega al presunto schianto di un disco volante all’inizio di luglio del 1947. Haut descrive una riunione del personale della base, ai tempi l’unica che ospitava bombardieri nucleari: i B-29 che avevano portato a termine il doppio attacco al Giappone erano stati riposizionati sull’Isola di Guam ma erano di stanza lì. Il summit si tenne l’8 luglio: i funzionari discussero dei rottami recuperati in un ranch a circa 40 miglia da Roswell. “Sono convinto che ciò che ho osservato personalmente fosse una sorta di velivolo, con relativo equipaggio, proveniente dallo spazio profondo”, afferma Haut nella dichiarazione. Haut descrive due aree di dispersione dei detriti nella contea di Lincoln, dove sarebbero stati raccolti i resti dell’incidente. Racconta inoltre che lui e altri presenti maneggiarono alcuni frammenti, passandoseli di mano in mano attorno a un tavolo. “Non somigliavano a nessun materiale che avessi mai visto in vita mia”, ha dichiarato Haut. “Si trattava di pezzi simili a una lamina metallica, sottili come carta ma estremamente resistenti; alcuni presentavano segni insoliti lungo la loro superficie e venivano esaminati dai presenti, ognuno dei quali esprimeva la propria opinione. Nessuno è stato in grado di identificare i detriti”. Secondo il suo racconto, il gruppo discusse se rendere pubblica la scoperta. Com’è noto, la prima notizia dell’incidente apparve sul quotidiano locale *Roswell Daily Record*, che titolò: “La RAAF cattura un disco volante in un ranch nella zona di Roswell”. In seguito, l’esercito fornì una versione diversa, sostenendo che si trattasse di un pallone meteorologico. Nella documentazione resa pubblica venerdì, i nomi dei superiori di Haut, menzionati nella dichiarazione giurata, sono stati oscurati. Haut ha raccontato che, prima di lasciare la base, qualcuno – il cui nome è stato tenuto riservato dal Pentagono – lo ha condotto all’Edificio 84, un hangar situato sul lato est del piazzale del Roswell Army Airfield, oggi noto come Roswell Air Center. L’edificio 84, situato nel centro aeronautico, è attualmente impiegato per la manutenzione di velivoli commerciali. Secondo il racconto, la struttura era sorvegliata in modo maniacale. Una volta all’interno, all’uomo fu concesso di osservare un oggetto appena recuperato a nord della città; lo ha descritto come un manufatto dalla forma “a uovo”, lungo circa 12-15 piedi (3,5–4,5 metri), di larghezza leggermente inferiore e alto circa 6 piedi (1,8 metri). Haut ha inoltre riferito che la superficie dell’oggetto appariva metallica e priva di finestrini, oblò, ali, coda o carrello di atterraggio. “Sempre da una certa distanza, ho potuto scorgere un paio di corpi sotto un telo di copertura”, ha dichiarato Haut. “Solo le teste spuntavano dal telo, ma non sono riuscito a distinguerne i tratti. Le teste sembravano più grandi del normale e il profilo sotto il telo suggeriva le dimensioni di un bambino di dieci anni”. Haut ha aggiunto che gli fu riferito l’allestimento di un obitorio provvisorio per accogliere i corpi. Paul Semones, ricercatore e organizzatore di tour legati all’incidente Ufo di Roswell, non è rimasto sorpreso dalle informazioni diffuse venerdì. “Non c’è nulla di nuovo – ha dichiarato in un’intervista a The Epoch Times –. Sono questioni di cui si discute da decenni”. Secondo Semones, la dichiarazione giurata fu pubblicata per la prima volta nel 2007, con l’intento di renderla nota solo dopo la morte di Haut, avvenuta nel 2005. Il documento è apparso in almeno tre libri dedicati all’incidente di Roswell. Semones ha precisato che, sebbene la versione del Pentagono rilasciata ometta diversi nomi, la copia originale li includeva. “La lezione da trarre è che molti organi di informazione si imbattono in queste notizie solo ora perché non prestano attenzione a ciò che accade all’interno della comunità di ricerca sugli Ufo. Il mondo ha ignorato la questione, eppure è sempre stata lì”. La verità è là fuori, viene da dire parafrasando la famosa frase dei telefilm della serie X-Files. Resta da capire se tutto vale anche per lo Skinwalker Ranch. L’indagine su questa location, condotta nella primavera del 2010 da Bigelow Aerospace Advanced Space Studies (alias Baass: si tratta di un appaltatore governativo), documenta le interviste a oltre 25 persone, tra residenti locali, forze dell’ordine, allevatori, titolari di attività commerciali, membri di una tribù nativa e uno sciamano, in merito a strani eventi verificatisi nella zona. “Tutte le persone intervistate hanno avuto incontri in prima persona”, ha dichiarato l’azienda nel proprio rapporto. L’età dei testimoni variava dai 15 ai 77 anni. “Da queste interviste è emersa la possibile esistenza di diverse tipologie di creature”, hanno riferito gli investigatori: si parla di un essere simile a un “troll”, piccolo, peloso, alto meno di un metro e dotato di braccia lunghe; di entità simili ai vermi; di creature preistoriche che ricordano i pterodattili; di persone minute e di altre anomalie come sfere di luce non identificate. Luogo dei misteri, portale per altre dimensioni o semplice bufala? Il dibattito rimane aperto.

 

 

 


Data articolo: Mon, 26 Oct 2026 16:12:06 +0000
Valensole
“Valensole 1965”, il film che spiega come il contatto con Ufo e Alieni può rovinare la vita
Propongo anche qui su Mistero bUFO l’articolo che ho scritto per Login di Corriere.it. Parla del film “Valensole 1965”, storia di un caso ufologico tra i più significativi eppure tra i meno conosciuti e “strombazzati”. Come leggerete, il film ha un taglio particolare e si sofferma, più che sugli accadimenti in sé, su come certe […]

Propongo anche qui su Mistero bUFO l’articolo che ho scritto per Login di Corriere.it. Parla del film “Valensole 1965”, storia di un caso ufologico tra i più significativi eppure tra i meno conosciuti e “strombazzati”. Come leggerete, il film ha un taglio particolare e si sofferma, più che sugli accadimenti in sé, su come certe vicende impattano sull’esistenza di chi le vive. Nel giro di una mattina la vita cambia. E non in meglio. 

6acf5bfda96e8E’ uno dei casi “irrisolti” dell’ufologia mondiale. Uno dei più credibili, anche se è uno di quelli meno noti al grande pubblico. Però ora è arrivato nelle sale italiane – seppure, anche su questo fronte, senza clamore e senza grancassa mediatica – un film che parla dell’episodio e che in qualche modo prova a rendere giustizia a chi l’ha vissuto e ne ne è stato vittima. “Valensole 1965”, diretto da Dominique Filhol, già autore di lavori legati al tema degli Ufo come “I nove miliardi di nomi di Dio” (2018) e il documentario “Oggetti volanti: un segreto di Stato” (2020), non è una pellicola nuovissima: risale infatti al 2024. Ma non era mai uscita dai confini francesi. Ora invece la distribuzione ha allargato il tiro e abbiamo così la possibilità di conoscere quanto accadde l’1 luglio 1965, poco prima delle 6 del mattino, all’agricoltore Maurice Masse mentre si stava recando a lavorare nel suo campo di lavanda in questa località della Provenza. All’improvviso sentì una specie di fischio e vide in mezzo al terreno di sua proprietà una strana macchina di forma ovale, con una porta laterale aperta. Secondo il suo racconto, l’uomo si avvicinò e notò vicino allo strano arnese due individui di piccola statura che osservavano le piante. Non appena si accorsero di lui, uno dei due gli puntò contro una specie di tubo e l’agricoltore rimase temporaneamente paralizzato, pur potendo vedere e sentire. Masse constatò che l’oggetto posava su sei zampe ed era sormontato da una cupola trasparente; gli individui avevano la statura di bambini di otto anni, indossavano una tuta grigio-verde a avevano una testa grossa e calva con la pelle bianca, le orecchie lunghe e una piccola bocca rotonda. I due entrarono nella macchina, che silenziosamente decollò, si spostò in avanti di una ventina di metri e poi scomparì. E’ una storia clamorosamente simile – e questo è uno degli aspetti più interessanti – a quella che nell’aprile del 1950 aveva coinvolto ad Abbiate Guazzone (Varese) l’operaio Bruno Facchini, a sua volta imbattutosi in una sorta di disco volante atterrato nel campo vicino a casa sua e in tre esseri “scafandrati” che definì “non umani”. Per la cronaca, pure lui rimase bloccato per alcuni minuti (restando peraltro cosciente) e fu ferito da un raggio strano, sparatogli da una lancia maneggiata da uno degli individui. Tornando alla vicenda di Valensole, dopo circa un quarto d’ora Masse ricominciò a muoversi e si recò in paese in preda al panico. Il proprietario di un bar, dopo averlo visto in quello stato, gli chiese che cosa fosse successo: l’agricoltore gli raccontò la storia, omettendo alcuni particolari per non apparire ridicolo. Ripresosi un po’, andò a fare rapporto alla stazione della gendarmeria. Per completare il quadro cronistico, i poliziotti accertarono l’assoluta credibilità di Masse (che negli anni non ha mai cambiato la ricostruzione degli eventi) e pure gli ufologi interpellati – tra questi Jacques Vallée, consulente di Steven Spielberg per “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo”, uno studioso dei fenomeni Ufo non facile alle suggestioni, anzi tendente allo scetticismo – certificarono la sua buona fede. Fillhol per la narrazione ha scelto un taglio lontano dalla fantascienza spettacolare. Al centro non c’è infatti la “prova” di un contatto extraterrestre, bensì la frattura che un evento del genere può generare nell’esistenza di una persona comune e nel suo ambiente sociale. La pellicola, infatti, non punta tanto sul “mistero in sé”, quanto sull’impatto che quell’episodio ha avuto sulla vita del povero testimone e su chi stava intorno all’agricoltore protagonista del presunto avvistamento, tra dubbi, curiosità e isolamento. Sotto questo aspetto il film si accosta a un altro famoso caso italiano dell’ufologia, che ha avuto una risonanza addirittura mondiale: la storia di Pierfortunato Zanfretta, l’ex metronotte genovese che dal 1978 al 1981 sarebbe stato rapito 12 volte da Alieni giganteschi e mostruosi, i Dargos: pure lui, come Masse, non fu creduto. In più perse il lavoro e dovette fronteggiare le pesanti crepe familiari generate dalla vicenda. La caratteristica peculiare di “Valensole 1965” è dunque il legame con il “dopo”: lo sguardo degli altri, le reazioni controverse e il peso di un uomo nel mantenere la propria versione dei fatti in un contesto sempre più pressante. In breve: un’esperienza fuori dall’ordinario può diventare una condanna quotidiana. E questo vale sempre nella vita, anche quando non ci sono di mezzo Ufo e Alieni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Data articolo: Wed, 14 Oct 2026 15:21:34 +0000
ufo
Due eventi, a Rimini e a Torino, una grande domanda: siamo pronti per la disclosure?
La Disclosure non è più soltanto una parola utilizzata dagli appassionati di UFO. Negli Stati Uniti è diventata materia di audizioni, documenti governativi, testimonianze di militari e funzionari, mentre scienziati e ricercatori affrontano con strumenti nuovi quegli interrogativi rimasti per decenni ai margini. Ma forse proprio questo momento di apertura ci impone di allargare ulteriormente […]

Immagine1La Disclosure non è più soltanto una parola utilizzata dagli appassionati di UFO. Negli Stati Uniti è diventata materia di audizioni, documenti governativi, testimonianze di militari e funzionari, mentre scienziati e ricercatori affrontano con strumenti nuovi quegli interrogativi rimasti per decenni ai margini. Ma forse proprio questo momento di apertura ci impone di allargare ulteriormente lo sguardo. Perché il fenomeno UAP potrebbe non riguardare soltanto gli oggetti misteriosi che solcano i nostri cieli: coinvolge la ricerca astronomica, la fisica quantistica, la coscienza e soprattutto porta con sé la grande domanda sulla possibile esistenza di altre forme di intelligenza. Due importanti appuntamenti internazionali, a Rimini e Torino, proveranno questo autunno ad affrontare tutti questi aspetti da prospettive diverse, ma complementari. Il primo è il Summit Internazionale di Ufologia F.R.E.E. 2026 – “Disclosure e Intelligenze Non Umane”, in programma sabato 31 ottobre nella prestigiosa cornice del Grand Hotel di Rimini. F.R.E.E. – Federazione Ricerca Entità Extraumane – è nata nel 2025 dall’incontro di ricercatori e realtà italiane con l’obiettivo di favorire collaborazione, confronto e condivisione delle informazioni nello studio della fenomenologia UFO/UAP e delle possibili intelligenze non umane. Proprio questo approccio multidisciplinare caratterizzerà il Summit, che cercherà di mettere insieme ricerca scientifica, indagine sul campo ed esperienze ancora difficili da interpretare. Ospite di particolare rilievo sarà Beatriz Villarroel, astrofisica al Nordic Institute for Theoretical Physics (Nordita) di Stoccolma e responsabile di ricerche come VASCO ed EXOPROBE. Quest’ultimo progetto cerca possibili tracce di sonde extraterrestri nelle vicinanze della Terra, mentre VASCO ha analizzato immagini astronomiche storiche alla ricerca di sorgenti scomparse o transitorie. È una prospettiva affascinante perché porta la questione della possibile vita extraterrestre sul terreno dell’osservazione astronomica e dell’analisi dei dati: non si chiede soltanto se qualcuno possa raggiungerci da mondi lontani, ma cerca nel cielo eventuali anomalie meritevoli di ulteriori verifiche. E i primi risultati raggiunti da Villarroel sembrano offrire elementi particolarmente interessanti in questa direzione. Dalla Svezia arriverà anche Dennis Åsberg, esploratore subacqueo e cofondatore dell’Ocean X Team, protagonista nel 2011 della scoperta della cosiddetta “Anomalia del Mar Baltico”: una struttura individuata dal sonar sul fondale del Golfo di Botnia, la cui natura continua a essere discussa. L’Ocean X Team sostiene di non averne ancora stabilito con certezza l’origine, ma ne ha evidenziato una lunga serie di stranezze che hanno coinvolto le strumentazioni utilizzate per i rilevamenti. Di recente, Beatriz Villarroel si è aggiunta all’indagine, dando un importante contributo scientifico alle ricerche sulle quali potrà aggiornare il pubblico di Rimini. Non solo: Åsberg sta ora indagando su una nuova anomalia individuata in Lituania. Sarà molto interessante sentire dalla sua voce di cosa si tratta, che cosa ha scoperto e i possibili sviluppi di questa nuova area di indagine.  Accanto ai due ospiti svedesi, Rimini darà spazio alla ricerca italiana. L’ingegnere Massimo Angelucci, presidente e cofondatore di F.R.E.E., porterà l’esperienza di oltre cinquant’anni di studi e delle indagini condotte in Valmalenco; Nicola Tosi, responsabile scientifico della Federazione e fondatore del Project UAP-Italia, spiegherà i risultati del suo monitoraggio strumentale dei fenomeni aerei e luminosi anomali. Con Marco Galli, segretario della Federazione, e Michele Paparella, presidente del Gruppo Ufologico Pugliese, entreranno nel confronto anche l’indagine sui testimoni, la ricerca sul campo e le esperienze di contatto. A condurre e moderare la giornata sarà Sabrina Pieragostini, giornalista, scrittrice, ideatrice di Extremamente e cofondatrice di F.R.E.E. 

immagine 2Soltanto due settimane dopo, il 14 e 15 novembre, sarà Torino a diventare il punto d’incontro di un dibattito ancora più ampio con CONTACT – International Disclosure Summit | Il Tempo della Verità, organizzato da Luna Nova – Nova Meet insieme a Extremamente. Si tratta del secondo Convegno Internazionale Luna Nova e del XIV Meeting Internazionale “Figli delle Stelle”. A condurre l’intensa due giorni saranno Alberto Negri e Sabrina Pieragostini. Due giornate costruite intorno a UAP, Intelligenze Non Umane e Disclosure, ma con l’intenzione di superare una lettura esclusivamente ufologica. Perché se davvero ci troviamo davanti a un fenomeno complesso, probabilmente non basta più una sola disciplina per affrontarlo: servono fisica e ricerca, certo, ma anche psicologia, studio della coscienza, testimonianze dirette e un confronto aperto sulle implicazioni che un’eventuale realtà non umana avrebbe per la nostra società. Tra gli ospiti internazionali in presenza ci sarà il fisico teorico americano Jack Sarfatti, figura certamente fuori dagli schemi, membro negli anni Settanta del Fundamental Fysiks Group e da decenni impegnato nell’esplorazione di temi che intrecciano fisica quantistica e coscienza. Sarfatti ha inoltre sviluppato proprie ipotesi sulla fisica della propulsione degli UAP. Da un’altra prospettiva arriverà Lisa Puzo-Strickland, autrice, speaker e produttrice con un PhD in filosofia e parapsicologia, oggi Direttore Strategico della Hollywood Disclosure Alliance. Il suo lavoro si concentra proprio sul possibile rapporto tra Disclosure, Intelligenze Non Umane, fenomeni psi e coscienza: un fronte che negli ultimi anni sta entrando sempre più spesso anche nel dibattito UAP internazionale. Ci sarà poi un ospite che il pubblico italiano conosce bene: James Fox, che interverrà in collegamento online dagli Stati Uniti ( l’unico relatore internazionale al momento non presente fisicamente a Torino). Fox è uno dei documentaristi più conosciuti nel panorama UAP internazionale, autore di The Phenomenon, Moment of Contact e The Program. Quest’ultimo ha seguito da vicino il processo americano di Disclosure e le testimonianze su presunti programmi clandestini di recupero di materiali, mentre Moment of Contact ha riportato all’attenzione mondiale il controverso caso brasiliano di Varginha. La sua presenza permetterà quindi di entrare direttamente nel cuore di alcune delle vicende che negli ultimi anni hanno contribuito a cambiare il modo in cui il fenomeno UFO viene discusso negli Stati Uniti e nel mondo.  Ma CONTACT non vuole essere soltanto uno sguardo sull’America. Il programma italiano attraverserà infatti territori molto differenti: dalla ricerca sul territorio italiano con Isabella Dalla Vecchia e Sergio Succu di “Luoghi Misteriosi”, Nicola Tosi e Umberto Visani, alle testimonianze e alle esperienze personali di Roberto Doz, Luciano Gasparini, Antonio Virzì e Laurienit. Con il dottor Michele Guandalini entrerà in gioco anche la dimensione psicologica dell’esperienza anomala, mentre Stefano Roverso, direttore delle Operazioni Internazionali del Monroe Institute, e il mental coach Matia Oliveri allargheranno ulteriormente il confronto verso lo studio della coscienza e delle potenzialità della mente. Sarà presente anche Roberto Pinotti, sociologo e figura storica dell’ufologia italiana, accanto a Massimo Tampieri, presidente di Luna Nova e studioso dei misteri della Luna. Non una successione di conferenze scollegate, dunque, ma il tentativo di osservare lo stesso grande interrogativo attraverso punti di vista che raramente vengono messi al medesimo tavolo, con relazioni alternate a interviste e con il coinvolgimento del pubblico.Ed è proprio questa la ragione per cui Rimini e Torino meritano entrambe di essere vissute. Non sono due versioni dello stesso evento. A Rimini la ricerca astronomica di Villarroel può dialogare con l’enigma sommerso raccontato da Åsberg e con decenni di indagini italiane sul campo; a Torino il quadro si allarga alla Disclosure internazionale, alla fisica, ai grandi casi investigati da James Fox, alle testimonianze degli experiencer e a quel rapporto fra UAP e coscienza che sta diventando uno dei nuovi fronti del dibattito. Due prospettive diverse che, messe insieme, permettono di costruire un’immagine molto più ricca di un fenomeno che probabilmente non può più essere racchiuso semplicemente nella domanda: “Cosa sono gli UFO?” Siamo già molto oltre. La domanda oggi è capire che cosa rappresentino, quale rapporto possano avere con la coscienza, quale possa essere lo scopo della loro eventuale presenza, quanto sappiano realmente i governi e che cosa potrebbe significare per tutti noi un’autentica Disclosure. Nessuno dei due appuntamenti garantisce risposte definitive, ma entrambi promettono qualcosa di altrettanto importante: mettere a confronto persone, ricerche, dati, esperienze e interpretazioni differenti, lasciando al pubblico la possibilità di ascoltare, interrogarsi e formarsi una propria opinione. Rimini e Torino saranno due occasioni difficili da ripetere, soprattutto per la possibilità di incontrare in Italia ospiti internazionali che raramente abbiamo l’opportunità di ascoltare dal vivo. 

COME ISCRIVERSI – Per partecipare a Rimini, sabato 31 ottobre 2026 al Grand Hotel, è previsto un contributo minimo di € 30,00 destinato alla raccolta fondi occasionale a sostegno delle attività della federazione. Si può prenotare e pagare online attraverso la pagina di iscrizione al Summit F.R.E.E.  o al link https://book.stripe.com/3cI14h7JA7xJcAo4zo8g000  È disponibile anche il pagamento tramite bonifico bancario: per informazioni e prenotazioni si può contattare federazione via e-mail info25.free@gmail.com o via WhatsApp al 331 580 2166. Per CONTACT – International Disclosure Summit, Torino, 14 e 15 novembre 2026, i posti sono limitati: per chi acquista il biglietto entro il 12 ottobre, una giornata (a scelta tra sabato o domenica) costerà 35 euro, i due giorni insieme: 50 euro. Alla fine della promozione, il costo sarà di 40 euro per una giornata e di 60 per tutte e due. È già possibile procedere all’acquisto su Ticket Taylor: basta inquadrare il QR sulla locandina per essere indirizzati sulla pagina. Per ulteriori informazioni, potete scrivere a lunanovameet2024@gmail.com o consultare la pagine www.lunanova.info


Data articolo: Tue, 13 Oct 2026 14:47:50 +0000
ufo
“Vivono tra noi”: un saggio tra avvistamenti Ufo, complotti e chi dà la caccia agli Alieni
In questi giorni è uscito un libro a mio avvisto piuttosto interessante e che raccomando di leggere: si intitola “Vivono tra noi”, l’ha scritto il giornalista britannico Daniel Lavelle. Tratta un tema intrigante, ovvero quello della possibile e già attuale coesistenza tra noi umani e una razza aliena. E’ edito da Iperborea, costa 20 euro. […]

In questi giorni è uscito un libro a mio avvisto piuttosto interessante e che raccomando di leggere: si intitola “Vivono tra noi”, l’ha scritto il giornalista britannico Daniel Lavelle. Tratta un tema intrigante, ovvero quello della possibile e già attuale coesistenza tra noi umani e una razza aliena. E’ edito da Iperborea, costa 20 euro. In questo post ecco la scheda stampa con sinossi e recensione.

Siamo soli nell’universo? Se lo chiedono persone comuni e giornalisti, scienziati e complottisti, perfino governi. Tra avvistamenti, interviste e storie incredibili, Lavelle esplora il mondo dell’ufologia, fatto di scienza e fede, tanto imprevedibile quanto politicizzato.

«Un viaggio appassionante fra le superstizioni e le teorie del complotto che compongono così tanta parte dell’immaginario americano.» – Independent

 «Le qualità della scrittura di Daniel Lavelle sono evidenti fin da subito: entusiasmo, acume e un’attenzione ai dettagli più strani e affascinanti che compongono le nostre vite.» – The Telegraph

Lavelle_Vivonotranoi_xxy-500x769Strane luci colorate nel cielo di Phoenix; omini grigi che rapiscono due amici su una montagna in Arkansas; un portale interdimensionale nel deserto; un’astronave che manda stringhe di codice binario a chi la tocca. Tutte bufale, o c’è un fondo di verità? Nel 2017, un’inchiesta del New York Times rivelò che i cieli d’America erano percorsi da velivoli che sfidavano le leggi della fisica. Lo sottoscrivevano esperti militari e concordavano anche rispettabili scienziati: alcuni fenomeni sono semplicemente inspiegabili. Incuriosito dall’autorevolezza delle fonti ma animato da un sano scetticismo, Lavelle si mette a indagare: si iscrive così a un corso per cacciatori di Ufo in Arizona. Non soddisfatto, si rivolge a ex funzionari governativi e del Pentagono, ma anche a scienziati controversi come Avi Loeb, che avrebbe identificato una sonda aliena. Arriva perfino a intervistare lo «sciamano di QAnon», capitano dell’assalto al Campidoglio del 2021 nonché «Starseed»: persone convinte di essere creature extraterrestri dalla coscienza scissa su più pianeti. Lavelle_Daniel_©Joe YuleEsiste una risposta alla domanda fondamentale – siamo soli nell’universo? – che eviti l’aneddotica e non scivoli nel complottismo più delirante, o nel dogmatismo? All’intersezione di fede, scienza e società, gli alieni diventano un tema politico, soprattutto in un paese come gli Stati Uniti, dove il 41 per cento della popolazione crede siano già tra noi. Con il distacco del giornalista e profondo humour, Lavelle esplora il mondo dell’ufologia e i suoi risvolti umani. Perché forse gli alieni potranno rivelarci i misteri dell’esistenza, e se invece fossero un abbaglio, ci avranno comunque offerto una lente con cui osservare le nostre speranze e paure.

Daniel Lavelle è un giornalista britannico, vincitore dell’Orwell Prize e del Royal Society of Literature Award per la non fiction. Scrive per il Guardian, per cui si è occupato spesso dell’esperienza dei senza fissa dimora. Vivono tra noi è il suo secondo libro.

 


Data articolo: Thu, 01 Oct 2026 13:01:22 +0000
ufo
Massimo Teodorani: “Ecco perché nella ricerca sugli Ufo occorre osare (con i piedi per terra)”
Il professor Massimo Teodorani, che tra le altre cose è uno dei massimi esperti dei fenomeni di Hessdalen, è un mio amico ed è da sempre amico del blog, per il quale ha scritto pure apprezzati post. In questi giorni sul suo profilo di Facebook è apparsa questa sua riflessione sull’ufologia e sugli ufologi. La […]
Il professor Massimo Teodorani, che tra le altre cose è uno dei massimi esperti dei fenomeni di Hessdalen, è un mio amico ed è da sempre amico del blog, per il quale ha scritto pure apprezzati post. In questi giorni sul suo profilo di Facebook è apparsa questa sua riflessione sull’ufologia e sugli ufologi. La condivido particolarmente e per questo motivo ho deciso di metterla a vostra disposizione. 
teoIo francamente mi sono veramente stancato di chi pretende di aver ottenuto delle “grandi scoperte scientifiche” nel campo degli UFO/UAP, presentandole esclusivamente a convegni ufologici e senza sottoporle al vaglio della peer review su riviste scientifiche, anche non-mainstream, purché accademicamente rispettabili. D’altro canto, mi sono veramente stancato anche di chi, ubriaco di filmetti à la Star Trek o intontito da idee vecchie come il cucco, pretende di trattare il fenomeno sulla base di predizioni che, per quanto scientificamente accettabili e magari pubblicabili su riviste accreditate, riflettono una conoscenza estremamente parziale — e talvolta una certa pigrizia nell’informarsi — di come il fenomeno si manifesta realmente. Perché il problema, a mio avviso, è proprio questo: non si può affrontare il fenomeno né attraverso la fantasia svincolata dalla scienza, né attraverso una scienza che decide a priori ciò che il fenomeno può o non può essere. La realtà è che, se prendiamo sul serio la grande quantità di osservazioni disponibili, ci troviamo davanti a un quadro estremamente complesso e, in alcuni casi, apparentemente “pazzo” rispetto alla fisica e alla tecnologia che conosciamo. Questo non significa affatto credere a qualunque interpretazione fantasiosa. Significa avere l’umiltà di osservare il fenomeno per come si manifesta, senza costringerlo immediatamente dentro categorie precostituite. E qui, secondo me, serve anche una certa dose di “pazzia”: il coraggio di andare a pescare nella letteratura fisico-matematica anche le ipotesi più estreme, purché siano logicamente formulate, matematicamente coerenti e, soprattutto, falsificabili. È questa la differenza fra speculazione scientifica e fantasia. Se vogliamo davvero comprendere gli UFO/UAP, dobbiamo quindi tenere insieme due esigenze apparentemente opposte: rigore metodologico e libertà teorica. Da una parte osservazioni, dati, matematica, simulazioni e sperimentazione. Dall’altra la disponibilità a prendere in considerazione anche scenari che oggi ci sembrano radicalmente estranei al nostro modo abituale di pensare. E tutto questo deve passare, prima o poi, dal confronto con la comunità scientifica: pubblicazioni peer-reviewed, discussione critica, tentativi di falsificazione. Anche quando sappiamo che potremmo essere respinti. Perché, se vogliamo davvero produrre qualcosa di nuovo in questo campo, dobbiamo scommettere tutto sul metodo scientifico, non aggirarlo. Altrimenti continuiamo a farci seghe mentali inutili, perdendo tempo e scialacquando fondi per quasi niente. Ma esiste anche l’errore opposto: una scienza che, per paura di uscire dai propri paradigmi consolidati, rifiuta di interrogarsi su fenomeni anomali prima ancora di averli studiati seriamente. La scienza non dovrebbe essere né una setta di credenti né una burocrazia incaricata di proteggere i propri confini. Dovrebbe essere uno strumento per capire la realtà, soprattutto quando questa realtà mette in discussione le nostre aspettative. Naturalmente, “possibile” non significa “vero”. La fisica teorica contemporanea contempla tuttavia strutture che un tempo sarebbero sembrate pura fantascienza: dimensioni extra, wormhole, geometrie non banali dello spaziotempo, configurazioni esotiche del vuoto quantistico e possibili connessioni profonde fra geometria dello spaziotempo ed entanglement. Niente di tutto questo costituisce, oggi, una spiegazione dimostrata del fenomeno UFO/UAP. Ma sono frontiere teoriche che non dovremmo avere paura di esplorare. Se alcune manifestazioni del fenomeno richiedessero davvero una fisica che ancora non possediamo? Se la struttura dello spaziotempo, la sua topologia o la geometria dell’informazione quantistica nascondessero gradi di libertà che non abbiamo ancora imparato a comprendere? Non lo sappiamo. Ed è proprio questo il punto. Non dobbiamo trasformare queste possibilità in dogmi: dobbiamo trasformarle in domande scientifiche. Stando con i piedi per terra, armati di matematica, osservazione, sperimentazione e sano scetticismo, dobbiamo però avere il coraggio di spingerci oltre ciò che già conosciamo. Perché la vera scienza non consiste nel dimostrare ciò che già immaginiamo. Consiste anche nell’avere il coraggio di scoprire che la realtà potrebbe essere molto più strana delle nostre aspettative. Stando con i piedi per terra. Armati di matematica. Armati di sperimentazione. Armati di scetticismo. Ma soprattutto: abbiamo, almeno una volta, il coraggio di OSARE. 
Massimo Teodorani 

Data articolo: Thu, 24 Sep 2026 16:58:38 +0000
X-files
La sesta tranche degli X-Files del Pentagono e il giallo dei video già noti spacciati per inediti
Come ho già fatto nel passato, propongo pure per il blog un mio articolo che è on line nella sezione Login di Corriere.it. Questo tratta della sesta tranche di X-Files rilasciata dal Pentagono sulla questione Ufo. E come leggerete, non tutto è oro quel che luccica… E se nell’operazione di pubblicizzazione degli X-Files sugli Ufo […]

Come ho già fatto nel passato, propongo pure per il blog un mio articolo che è on line nella sezione Login di Corriere.it. Questo tratta della sesta tranche di X-Files rilasciata dal Pentagono sulla questione Ufo. E come leggerete, non tutto è oro quel che luccica…

Clicca qui per vedere il video incorporato.

E se nell’operazione di pubblicizzazione degli X-Files sugli Ufo avviata dall’inizio dell’anno dall’amministrazione Trump fossero finiti documenti già noti, spacciati però – più o meno in buona fede – per inediti? L’interrogativo è legittimo dopo che è stata rilasciata la sesta tranche di file, mettendo fine a una fase «silenziosa» che contrastava con la promessa originaria di una divulgazione regolare, che si sarebbe dovuta svolgere con una cadenza di 15 o 21 giorni, sempre e comunque di venerdì. Il rito si è ripetuto il 19 settembre, ma, passando alla qualità del materiale prodotto, i collaboratori di Trump devono essersi scordati che adesso esistono realtà come Reddit e i social network, frequentati pure da chi studia con minuziosità il fenomeno degli oggetti volanti non identificati. Questi ultimi, valutando quanto è stato messo a disposizione, hanno verificato che ci sono aspetti che non quadrano e l’hanno detto chiaramente aggiungendo un sospetto: si vuole forse screditare e occultare un fenomeno che è diventato sempre più popolare, che attira l’attenzione su tanti fronti (basti pensare al successo di Disclosure Day, l’ultimo film di Steven Spielberg su Ufo e Alieni) e che merita di essere trattato con le dovute cure? La riflessione è legittima, ma ecco che cosa c’è nell’ultima infornata del Pentagono. I file, che coprono il periodo tra il 1952 e il 2025, sono 71: 55 Pdf, 1 audio e 15 video. Tra questi, un elemento è stato il più gettonato nel mondo della rete: è il filmato d’archivio a colori del 1952 girato da un ufficiale della US Navy, Delbert C.Newhouse. Il 2 luglio di quell’anno notò alcuni oggetti luminosi a Tremonton, nello Utah. Nel video spuntano alcuni puntini che sono difficili da identificare: la qualità è amatoriale, tant’è che dopo 55 secondi c’è uno stacco seguito da una dimostrazione sull’utilizzo di macchine da cucire. Quel filmato, insomma, è stato usato più volte. Ma non è nemmeno questo il punto debole. Un utente di Reddit s’è infatti accorto che il video sembra esistere da decenni e ha persino ricevuto il trattamento di Hollywood, nonostante le affermazioni secondo cui si trattava di una clip «mai vista prima». 6ab13c7b9e27bIl filmato è stato «rivelato» come parte di un segmento esclusivo di Fox News dal corrispondente senior dalla Casa Bianca, Peter Doocy. «Ieri sono stato convocato in un ufficio nell’ala Ovest per un briefing privato su questi file che state per vedere sul vostro schermo per la prima volta in assoluto», ha detto un emozionato Doocy ai co-conduttori di un programma del mattino. Ha quindi aggiunto: «Sembra uno sciame di droni, ma non c’erano droni conosciuti nel 1952. Mi è stato detto che hanno preso la prima e unica copia di questo film. L’hanno trovato negli Archivi Nazionali. È stato digitalizzato in 4K e verrà rilasciato qui per la prima volta oggi». Ma sfortunatamente per Doocy e per il Pentagono, il video del 1952 del fotografo aereo della Marina Delbert Newhouse, girato lungo un’autostrada dello Utah nella zona di Tremonton, era già stato visto in precedenza. Infatti, venne presentato in un docu-drama del 1956 intitolato Unidentified Flying Objects: The True Story of Flying Saucers. Come se non bastasse, un altro documento video ha lasciato perplessi. Dura un minuto, parte con lo scenario di una torre-traliccio sullo sfondo; dopo qualche secondo appaiono dei puntini che si muovono in vario modo. Ecco, a detta di piloti e di altre persone esperte, potrebbero essere uccelli, anche se magari, in un caso del genere, scatta una «normalizzazione» voluta a tutti i costi. Al di là di questo, non è la prima volta che i ricercatori fanno scoperte relative a materiali ufficialmente declassificati per la prima volta ma che in realtà erano già conosciuti e pubblici. Che cosa c’è alla base di questa rivelazione «zoppa»? Forse scarsa cura? Forse il fatto che negli archivi finisca di tutto, senza un accurato lavoro di selezione e senza la necessaria professionalità? Oppure, peggio ancora, c’è l’intento di confondere le acque per fare sì che, parafrasando il Gattopardo, si dica senza che in realtà nulla si dica? Vedremo con il tempo e con l’avanzare delle divulgazioni, nonostante in questa tranche non mancano elementi di qualità. Tra i documenti più significativi ci sono ad esempio quelli che riguardano un’iniziativa militare segreta, denominata «Advanced Aerospace Weapon System Applications Program», lanciata dall’intelligence del dipartimento della Difesa nel 2008 per studiare minacce aerospaziali a lungo termine. Infine, tornando proprio all’anno 1952, è interessante anche l’audio di un’ora – con annessa trascrizione – di un intervento dell’ufficiale dell’Aeronautica Edward Ruppelt in cui illustra le indagini sugli avvistamenti Ufo. Documentazione che fu poi inglobata dal famoso Project Blue Book. Ruppelt svelò che circa il 20% degli 800 casi esaminati dall’Aeronautica rimaneva un mistero, aggiungendo che sui siti nucleari, inclusi i laboratori di Los Alamos, la concentrazione degli Ufo era maggiore e più frequente.


Data articolo: Mon, 21 Sep 2026 17:23:53 +0000
ufo
Dibattiti bUFI – 86 / La disclosure degli Usa è concreta o è uno specchietto per le allodole?
Negli Stati Uniti da un po’ di tempo la questione Ufo bolle indiscutibilmente in pentola. Le ultime notizie sono che, come ha riferito Rainews.it, il Pentagono (alias Ministero della Guerra, secondo la denominazione voluta da Donald Trump)  ha autorizzato il proprio personale in servizio e in congedo a divulgare informazioni relative alle indagini sugli oggetti volanti […]

69ff44bf76168Negli Stati Uniti da un po’ di tempo la questione Ufo bolle indiscutibilmente in pentola. Le ultime notizie sono che, come ha riferito Rainews.it, il Pentagono (alias Ministero della Guerra, secondo la denominazione voluta da Donald Trump)  ha autorizzato il proprio personale in servizio e in congedo a divulgare informazioni relative alle indagini sugli oggetti volanti non identificati (Ufo) e fenomeni anomali non identificati (Uap). E’ stato diramato in proposito un comunicato molto chiaro: “In linea con il mandato del Presidente Trump per una trasparenza completa sui fenomeni anomali non identificati, il Dipartimento della Guerra ha annunciato oggi l’emissione di una deroga legale mirata. Questa deroga stabilisce un meccanismo di divulgazione autorizzato e legalmente protetto che consente al personale in servizio e in congedo di fornire informazioni”.  Quindi, bocca libera. E garanzia di tutele a tutto tondo, sicuramente un aspetto che può invogliare a svelare ciò che si sa. C’è poi un altro aspetto rilevante, più sul piano politico. Il Congresso sta provando di nuovo a imporre al Governo federale di rendere pubblici i documenti sui fenomeni anomali non identificati (Uap). Da tre anni, quel tentativo si scontra con la stessa dinamica: un testo ambizioso al Senato, un ridimensionamento silenzioso in fase di conciliazione con la Camera. La novità di quest’anno, grazie all’azione del deputato Eric Burlison, è che la dinamica è in parte cambiata e la Camera, da sempre cauta sul tema, sembra più risoluta a muoversi per prima con un testo approvato. Al Senato invece, Chuck Schumer e Mike Rounds, due senatori politicamente all’opposto ma pronti ad essere bipartisan sulla questione, hanno ripresentato la loro proposta per il quarto anno di fila.  Ma al momento non risulta ancora inserita nel disegno di legge del Senato, che  è tornato a riunirsi il 14 settembre ma che dispone di una finestra molto ridotta prima di lasciare Washington per la campagna elettorale di metà mandato. C’è dunque poco tempo per decidere e la situazione lascia pochi margini. Come giustamente scrivono i commentatori di “Qui Base Terra”, “se il testo sulla divulgazione Uap finisse per essere presente sia nella versione della Camera sia in quella del Senato, per i negoziatori della conferenza diventerebbe molto più difficile eliminarlo. Se invece restasse presente solo nel testo della Camera, lo scenario rischia di ripetere quanto già visto nel 2023, quando fu il linguaggio approvato da una sola Camera a essere smontato a porte chiuse durante la conciliazione”. Ecco allora le mie domande per il dibattito: che cosa ne pensate? Questo percorso di disclosure degli Usa è concreto o è solo uno specchietto per le allodole?


Data articolo: Wed, 16 Sep 2026 10:06:18 +0000
Victoria Beckham
“Ho taciuto per anni il mio avvistamento”: Sandra Bullock entra nel club degli Ufo dei Vip
Sandra Bullock, attrice già Premio Oscar, si è unita alla schiera dei personaggi illustri che hanno avvistato oggetti volanti non identificabili. Propongo anche per il blog l’articolo su Vip e Ufo ora online nella sezione Login di Corriere.it. Benvenuta nel clan degli Ufo-Vip, o Vip-Ufo se preferite, vale a dire esponenti del jet set (in […]

Sandra Bullock, attrice già Premio Oscar, si è unita alla schiera dei personaggi illustri che hanno avvistato oggetti volanti non identificabili. Propongo anche per il blog l’articolo su Vip e Ufo ora online nella sezione Login di Corriere.it.

6a9c460a2c475Benvenuta nel clan degli Ufo-Vip, o Vip-Ufo se preferite, vale a dire esponenti del jet set (in senso lato) che sostengono di aver avvistato in cielo qualcosa di riconducibile agli oggetti volanti non identificati. La new entry è Sandra Bullock, attrice vincitrice di un Oscar (per il film autobiografico “The Blind Side”, del 2010) e uno dei personaggi più amati di Hollywood. Sandra ha svelato di aver assistito a quello che lei ritiene essere stato un incontro ravvicinato con velivoli di natura sconosciuta, ma presumibilmente – a suo giudizio – di matrice extraterrestre. Ne ha parlato conversando nel podcast “Not Gonna Lie”, condotto da Kylie Kelce, dove la star di “Practical Magic” ha ricordato un’esperienza che ha tenuto per sé per anni. “Ci sono navi aliene che volano nel cielo. Io le ho viste e sono così felice che il governo abbia finalmente corroborato la mia storia: così non mi sento più una persona pazza.” Una frase forte e d’impatto, ma anche un sostanziale plauso all’iniziativa dell’amministrazione Trump che da febbraio ha cominciato a declassificare documenti del Ministero della Guerra (alias Pentagono) e di altri enti sulle vicende di avvistamenti che non hanno trovato una spiegazione. Nel caso di Sandra il contatto con gli Ufo è stato “una tantum”: un solo episodio, senza repliche, ma sufficiente a segnare per sempre la sua memoria. Tutto risale a un giorno di riprese a St. Martin, l’isola caraibica dove nel 1997 furono girate alcune scene di “Speed 2: Cruise Control”. Dopo una giornata sul set, l’attrice e un gruppo di rappresentanti della produzione si erano recati in spiaggia per rilassarsi.  “Avevamo bevuto un paio di birre – ecco il suo racconto -, eravamo tutti sdraiati sulla sabbia, guardando il cielo. E io vedo questo piccolo punto di luce. Inizialmente pensavo che fosse qualcosa di ordinario che attraversava il cielo notturno”. Ma il seguito le ha subito scombussolato le carte. E’ apparso infatti un secondo globo luminoso, proveniente da una direzione diversa, che ha incontrato il primo. “Sono rimasti lì, fissi. E poi è arrivata un’altra luce, quindi se n’è aggiunta un’altra ancora. Alla fine erano cinque. Si sono avvicinate, incontrandosi e riunendosi”. Nella storia dell’ufologia non è affatto un evento raro, così come è abbastanza frequente il suo opposto: vale a dire un oggetto che si spezza in sottoinsiemi. A chi le diceva che forse si trattava di aerei di passaggi, o di satelliti, Sandra ha replicato con decisione: “Escludo che si trattasse di questo”. Dopo l’avvistamento ha ammesso di essere stata presa “da un leggero stato di euforia” (ma in questo caso la birra c’entra, probabilmente…) che l’ha portata a verificare la sua osservazione con chi era con lei. A quasi tutti il fenomeno era sfuggito, ma non a un paio di persone. Ad ogni modo il misterioso avvistamento s’è concluso con un improvviso “puff”: gli oggetti sono spariti di colpo. Per anni Sandra Bullock è stata zitta, convinta che potessero ridicolizzarla. Oggi di sicuro ci sarà qualcuno che abbinerà l’avvistamento alla bevuta copiosa, però lei s’è fatta coraggio proprio alla luce dell’iniziativa del Governo. Dicevamo che si unisce a una schiera ormai lunga di Vip avvistatori. In Italia, ad esempio, non si possono non ricordare Anna Falchi (“A 10 anni ho visto un Ufo durante il periodo natalizio a Reggio Emilia e tutto si è ripetuto il Natale dopo”), Antonello Venditti (“Ero bambino.e un giorno ero con mia madre in un parco di Roma: all’improvviso vidi un oggetto enorme che rilasciava filamenti bianchi”), oppure Massimo Boldi (nel 1978 avvistò qualcosa di molto strano mentre era in macchina con Memo Remigi e Barbara D’Urso). Infine non va scordato Eugenio Finardi, che ufficialmente non ha avvistato nulla ma che dedicando una canzone agli Alieni (“Extraterrestre portami via”) li ha inquadrati in maniera positiva, ritenendoli – metaforicamente – in grado di salvarci dalla solitudine. Allargando l’orizzonte a personaggi stranieri non c’è che l’imbarazzo della scelta. Citiamo i casi top. A parte il conclamato schieramento di Steven Spielgerg (con “Disclosure Day” è al quarto film sul tema e al proclama chiaro “basta silenzio, raccontateci tutto”), come numero uno indichiamo Tom Cruise. Il celebre attore va oltre al concetto di Ufo e parla espressamente di vita aliena, “inevitabile perché pensare che siamo soli nell’Universo è arrogante”. Quindi ricordiamo  Russell Crowe (“Stavo fotografando dei pipistrelli quando, all’improvviso, sono stato abbagliato da luci che per me erano una flotilla di Ufo”), Rihanna, Victoria Beckham (ha osservato sopra la casa di Los Angeles qualcosa che assomigliava a un pallone da calcio: non vorremmo che c’entrasse il marito David…), John Travolta e ovviamente Robbie Williams, che si è fatto costruire un osservatorio personale dal quale sostiene di fare una marea di avvistamenti.


Data articolo: Mon, 07 Sep 2026 07:56:26 +0000
Wikipedia
Orbs, plasma, entità di controllo: da Keel a Vallée la visione particolare del fenomeno Ufo
Avete mai sentito parlare dei fenomeni luminosi di Hessdalen, la vallata norvegese dove è molto facile imbattersi in luci la cui natura non è ancora stata spiegata nonostante sul posto intervengano da anni esperti e scienziati (tra questi il professor Massimo Teodorani, mio amico: non esito a dire che sull’argomento è uno dei più autorevoli, […]

Himmelserscheinung_über_Nürnberg_vom_14._April_1561Avete mai sentito parlare dei fenomeni luminosi di Hessdalen, la vallata norvegese dove è molto facile imbattersi in luci la cui natura non è ancora stata spiegata nonostante sul posto intervengano da anni esperti e scienziati (tra questi il professor Massimo Teodorani, mio amico: non esito a dire che sull’argomento è uno dei più autorevoli, se non il più autorevole). Ebbene, detto che su Hessdalen ancora, paradossalmente, si brancola… nel buio nonostante la luminosità dei fenomeni – cito Wikipedia:  “Una possibile spiegazione attribuisce il fenomeno a un processo di combustione in aria, non completamente compreso, di nubi di polvere contenenti scandio, una terra rara contenuta nel suolo della valle. In alcuni casi queste luci sono state erroneamente identificate come aerei, luci di automobili, oggetti celesti e miraggi – , la questione degli orbs e delle bolle luminose, che potrebbero essere ammassi di energia, ma forse anche no, ricorre spesso nelle cronache ufologiche.  Nella rassegna di Qui Base Terra ho trovato un post interessante del quale adesso vi passo il link perché contiene prima di tutto un fatto storico – l’avvistamento del 1561 a Norimberga – e poi il riferimento all’opera di due nomi illustri quali John Keel e Jacques Vallée (che, rammento, è stato consulente del film “Valensole 1965” appena uscito nei cinema). L’introduzione del post è emblematica e anche leggermente inquietante. Ma è il perfetto incipit per leggere e per commentare il seguito: “Ci sono racconti che non chiedono di essere creduti, ma di essere ascoltati fino in fondo. È il caso di una testimonianza in cui l’autore descrive un’esperienza notturna: una sfera bianca che intercetta, quasi fisicamente ed energeticamente, un’entità di plasma mentre quest’ultima lo “tira fuori dal corpo” (OBE o Out Of Body Experience) durante il sonno. Un episodio che l’autore stesso accosta, con lucidità sorprendente, al celebre resoconto del cosiddetto “Fenomeno celeste di Norimberga”, una delle cronache più antiche e discusse di presunti scontri aerei tra “sfere” e “dischi” osservati nel cielo bavarese”. Il link del testo completo uscito su Qui Base Terra lo trovate qui. 

 


Data articolo: Wed, 02 Sep 2026 11:40:08 +0000

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