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News da PMI.it - Informazione ICT e Business per piccole e medie imprese

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Made in Italy
Bonus Made in Italy, domande dal 7 luglio per il Credito Design MIMIT
Credito d’imposta design al 10% per imprese della crative Made in Italy: piattaforma MIMIT, spese ammissibili, procedura, sportello e scadenze.

Dal 7 luglio 2026 le imprese del Made in Italy possono prenotare il nuovo credito d’imposta design sulla piattaforma del MIMIT: la misura finanzia attività di ideazione estetica, collezioni e campionari con tax credit al 10%, dotazione complessiva da 60 milioni di euro e limite di 2 milioni per impresa. In sintesi:

  • le domande per il credito design si inviano dalle ore 12:00 del 7 luglio 2026 tramite la piattaforma MIMIT;
  • il bonus Made in Italy copre il 10% delle spese ammissibili sostenute nel periodo d’imposta successivo al 2025;
  • lo sportello di prenotazione non prevedere termini di chiusura nel decreto MIMIT 3 luglio 2026;
  • la ricevuta di domanda di prenotazione indica il credito prenotato in ordine cronologico di invio o l’indisponibilità delle risorse;
  • la comunicazione di completamento va inviata entro 30 giorni dalla chiusura del periodo d’imposta e gli investimenti realizzati devono raggiungere almeno il 70% di quelli prenotati.

Imprese e filiere creative ammesse al bonus

Il bonus Made in Italy interessa in modo diretto le imprese che lavorano su nuovi prodotti, collezioni e campionari nei comparti tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile e arredo, ceramica. Per il comparto moda e tessile, il nuovo credito d’imposta 2026 si colloca in continuità con il bonus 2025 e soprattutto con il tax credit 2024, in linea con gli interventi pubblici inaugurati nel post-covid e negli ultimi anni orientati a transizione, filiere produttive e capacità progettuale, con una leva diversa dai contributi a fondo perduto: il beneficio agisce sulla spesa fiscale collegata alla creatività industriale.

Incentivi con DURC e sicurezza lavoro in regola

Il credito d’imposta per design e ideazione estetica è rivolto alle imprese residenti in Italia, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, senza distinzione di forma giuridica, settore economico, dimensione, regime contabile o sistema fiscale adottato. L’accesso richiede anche il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e il corretto versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Sono escluse le imprese in liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale.

Domande MIMIT dal 7 luglio per il bonus Made in Italy

Le domande di credito design servono a prenotare le risorse prima del completamento degli investimenti, indicando progetto, tempi previsti, spese agevolabili e credito d’imposta potenzialmente spettante.

Il decreto direttoriale MIMIT 3 luglio 2026 disciplina il modello di comunicazione per le spese in attività di design e ideazione estetica, ai sensi dell’articolo 1, commi 925 e 926, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, con riferimento al comma 202 della legge 27 dicembre 2019, n. 160.

Sportello e risorse in ordine cronologico

Il credito d’imposta design segue una procedura a sportello: il decreto indica l’apertura della piattaforma dalle ore 12:00 del 7 luglio 2026 e non fissa una data finale per l’invio delle comunicazioni preventive.

Al termine dell’invio, l’impresa riceve una ricevuta con l’indicazione del credito d’imposta prenotato secondo l’ordine cronologico di trasmissione oppure dell’indisponibilità delle risorse.

Se i fondi mancano anche solo in parte, la comunicazione preventiva si considera comunque trasmessa; in caso di nuova disponibilità, il Ministero avvisa l’impresa rispettando la sequenza cronologica di invio.

Il meccanismo non prevede una graduatoria di merito: per le imprese contano l’orario di trasmissione, la correttezza della comunicazione e la coerenza tra credito prenotato e investimenti completati.

Doppia comunicazione e soglia minima del 70%

La procedura per il bonus design richiede due invii telematici: dopo la comunicazione preventiva di richiesta del credito serve la comunicazione finale dopo il completamento degli investimenti da trasmettere per ciascuna prenotazione, entro 30 giorni dalla data di chiusura del periodo d’imposta, con indicazione degli investimenti per tipologia di spesa ammissibile e del relativo credito d’imposta. Gli investimenti completati, considerati al lordo delle altre sovvenzioni ricevute sulle stesse spese ammissibili, devono raggiungere almeno il 70% dell’importo indicato nella comunicazione preventiva.

Il mancato invio delle comunicazioni nei termini e con le modalità previste comporta il mancato perfezionamento della procedura e la decadenza della prenotazione.

Credito design al 10% fino a 2 milioni per impresa

Il credito d’imposta design 2026 è pari al 10% delle spese ammissibili, entro il limite massimo di 2 milioni di euro per impresa e con una dotazione pubblica complessiva pari a 60 milioni di euro.

Il credito prenotato rappresenta il tetto massimo fruibile in compensazione, mentre il credito effettivo viene determinato sul minore valore tra quanto indicato in prenotazione e quanto comunicato a completamento degli investimenti.

La base di calcolo del tax credit design deve essere assunta al netto di altre sovvenzioni o contributi ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel rispetto dei massimali previsti.

Spese ammissibili per campionari e ideazione estetica

Le spese ammissibili al credito design riguardano le attività di ideazione estetica e sviluppo del prodotto, comprese la progettazione e la realizzazione dei campionari. Rientrano tra i costi agevolabili le spese di personale impiegato nelle attività, comprese quelle relative a giovani fino a 35 anni al primo impiego con laurea in design o titoli equiparabili quando ricorrono le condizioni previste dalla legge.

Sono ammesse anche quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o semplice e altre spese relative a beni materiali mobili e software utilizzati nelle attività di design e ideazione estetica. Completano il quadro le spese per contratti extra-muros, servizi di consulenza e servizi equivalenti, materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività agevolabili.

Relazione tecnica, certificazione e utilizzo in F24

Il riconoscimento del credito d’imposta design richiede la certificazione dell’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la conservazione della documentazione tecnica sulle attività svolte. Le imprese devono anche redigere e conservare una relazione tecnica asseverata con finalità, contenuti e risultati delle attività ammissibili. , nel rispetto delle regole sull’Albo dei certificatori del credito d’imposta.

Il credito può essere poi usato in compensazione con modello F24 attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, dal giorno 10 del mese successivo alla trasmissione dei dati dal MIMIT all’Agenzia. Se l’importo indicato in compensazione supera quello comunicato dal Ministero per il singolo beneficiario, l’operazione di versamento F24 viene scartata.

Esempio di calcolo del credito

La soglia del 70% rende necessaria una stima prudente degli investimenti, perché una prenotazione troppo alta rispetto alle spese completabili può far saltare la procedura.

Investimenti prenotati Investimenti completati Soglia minima 70% Credito teorico al 10% Esito
500.000 euro 500.000 euro 350.000 euro 50.000 euro la prenotazione è allineata agli investimenti completati.
500.000 euro 360.000 euro 350.000 euro 36.000 euro la soglia minima è raggiunta, con credito calcolato sui costi completati.
500.000 euro 300.000 euro 350.000 euro 30.000 euro la soglia minima manca e la prenotazione non perfeziona la procedura.

Nell’ipotesi senza altre sovvenzioni sulle stesse spese, una piccola impresa che prevede 500.000 euro di investimenti agevolabili dovrebbe prenotare tale importo solo se ha ragionevole certezza di completarne almeno 350.000 euro entro il periodo agevolabile.


Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 10:01:36 +0000
Tech for PMI
Le migliori AI generative per privati e aziende, funzione per funzione
Assistenti, ricerca, immagini e analisi dati a confronto: la mappa degli strumenti di intelligenza artificiale per le PMI, con costi, dati e regole dell'AI Act

Non esiste una sola intelligenza artificiale migliore per le aziende: la scelta dipende dalla funzione da coprire, dal budget e da dove vengono trattati i dati. Le opzioni sono centinaia e coprono quasi ogni attività, dalla scrittura alla programmazione, dalla ricerca di fonti alla creazione di immagini, video e musica. La differenza la fanno la funzione principale, la qualità dell’output e il modello di prezzo, tra soluzioni gratuite, freemium e a pagamento. Tra i professionisti italiani ChatGPT è lo strumento più adottato (65%), davanti a Copilot (39%) e Gemini (26%), mentre in azienda il più diffuso è Copilot, secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano. Il punto è che, in ambito business, la scelta dipende anche dalla conformità agli obblighi di legge.

Di seguito, la mappa aggiornata che raccoglie oltre cento strumenti AI in dodici categorie con l’indicazione del più adatto per ciascuna, sia per il lavoro sia per lo studio e l’uso personale.

Scelta dell’AI generativa per funzione aziendale

Gli assistenti generalisti come ChatGPT, Gemini e Claude coprono scrittura, sintesi e analisi; Copilot agisce nella suite Microsoft; Perplexity serve la ricerca con fonti; strumenti come Mistral e DeepSeek competono su costi e sovranità dei dati. La differenza reale la fanno l’integrazione nei flussi di lavoro, il prezzo e la protezione delle informazioni aziendali, più della potenza grezza del modello. Per una piccola impresa la variabile che orienta la scelta è spesso l’ecosistema software già in uso: chi lavora in Microsoft 365 parte da Copilot, chi vive nell’ambiente Google da Gemini, chi tratta dati sensibili di clienti guarda alla localizzazione dei dati prima ancora che alle funzioni.

ChatGPT il più diffuso tra i professionisti

ChatGPT di OpenAI è lo strumento di AI generativa più usato dai professionisti italiani, con il 65% di utilizzo secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano. La forza è la versatilità: scrittura di testi ed email, sintesi di documenti, generazione di codice, analisi dati con ambiente Python integrato, creazione di immagini. Per le aziende le versioni Team ed Enterprise offrono la garanzia che i contenuti immessi non alimentino l’addestramento dei modelli, un requisito dirimente quando si caricano documenti riservati.

Copilot per chi lavora nella suite Office

Microsoft Copilot è l’AI generativa più adottata nelle organizzazioni, presente in quasi sei aziende su dieci. Il vantaggio nasce dall’integrazione nativa con Word, Excel, Outlook, Teams e PowerPoint: l’assistente agisce sui dati aziendali già presenti nella suite Microsoft 365, senza spostarli su piattaforme esterne. La resa dipende dall’ecosistema: per chi lavora già in ambiente Microsoft il ritorno è alto, per gli altri l’acquisto come AI primaria ha meno senso rispetto a un assistente autonomo.

Gemini per l’integrazione con Workspace

Google Gemini è il riferimento per chi opera nell’ecosistema Google e lavora con input misti di testo, immagini, audio e video. Il modello gestisce finestre di contesto molto ampie, adatte all’analisi di documenti lunghi e all’incrocio di grandi quantità di dati, e si integra con Gmail, Documenti e Workspace. A completare l’offerta c’è NotebookLM, lo strumento Google che interroga una base di conoscenza aziendale caricata dall’utente e la trasforma in sintesi, report e riepiloghi.

Claude per analisi di documenti e scrittura

Claude di Anthropic è indicato per l’analisi di testi lunghi, la scrittura professionale e la generazione di codice, ambiti in cui le comparazioni di settore lo collocano ai vertici. Gestisce contesti estesi con buona coerenza e viene scelto da chi produce contenuti articolati o lavora su documentazione complessa. Tra i professionisti italiani la diffusione è ancora contenuta (13%), in crescita soprattutto negli usi di analisi e sviluppo software.

Perplexity per la ricerca con fonti verificabili

Perplexity è lo strumento più adatto alla ricerca di informazioni con citazione delle fonti in tempo reale. Ogni risposta riporta i link ai documenti utilizzati, una trasparenza utile a chi produce analisi di mercato, ricerche settoriali o due diligence e ha bisogno di verificare la provenienza dei dati. Non è pensato per la scrittura creativa: il suo terreno è la ricerca fattuale rapida e tracciabile.

Firefly e Midjourney per immagini e contenuti visivi

Per la creazione di asset visivi destinati a marketing e comunicazione le imprese scelgono soprattutto Adobe Firefly e Midjourney. Adobe Firefly è addestrato su contenuti con licenza e offre garanzie sull’uso commerciale delle immagini, un vantaggio per le aziende che pubblicano materiali senza rischi sul diritto d’autore. Midjourney è preferito per la qualità estetica e lo stile distintivo, mentre le funzioni di generazione integrate in ChatGPT e Gemini coprono le necessità di base senza strumenti aggiuntivi.

Strumenti per chi cerca conformità, risparmio o versatilità

Sul fronte dei costi e della protezione delle informazioni, le alternative principali sono tre. Mistral, azienda francese, elabora i dati in Europa e rappresenta il riferimento per le imprese con esigenze di conformità al GDPR e sovranità digitale. DeepSeek offre prestazioni elevate a costi bassi ed è open, con la controindicazione che si tratta di una società cinese, aspetto rilevante quando si trattano dati aziendali sensibili. Grok di xAI si distingue per l’accesso ai dati in tempo reale della piattaforma X, adatto al monitoraggio di trend e attualità. Da segnalare anche:

  • Meta AI, basato sui modelli aperti Llama, gratuito e integrato nelle app Meta;
  • Qwen di Alibaba, modello aperto con buone prestazioni multilingua;
  • Poe di Quora, che aggrega più modelli in un’unica interfaccia per confrontarli.

Il confronto per costo e utilizzo in azienda

La tabella mette a confronto i principali strumenti di AI generativa per le aziende per ambito d’uso, luogo di trattamento dei dati, versione che tutela le informazioni aziendali e costo indicativo dei piani a pagamento.

GenAI Tutele Costi
ChatGPT piani Team ed Enterprise senza addestramento sui dati da circa 20 € utente/mese
Copilot protezione dati inclusa nelle licenze aziendali M365 da circa 28 € utente/mese
Gemini protezione dati nei piani Google Workspace freemium con piani business
Claude piani Team ed Enterprise senza addestramento sui dati da circa 20 € utente/mese
Perplexity piano Enterprise con tutele contrattuali da circa 20 € utente/mese
Mistral piani business con garanzie GDPR freemium con piani business
DeepSeek cautela sui dati sensibili, versioni self-hosted per l’uso professionale freemium a costo ridotto

I costi sono indicativi per i piani business e vanno verificati sul sito di ciascun fornitore, poiché variano nel tempo e per numero di licenze.

La scelta per profili d’uso aziendale

La selezione cambia con l’attività e con il tipo di dati trattati. Di seguito tre profili ricorrenti con l’indicazione più coerente.

Studio professionale che tratta dati dei clienti

Per uno studio legale, commerciale o tecnico che gestisce dati riservati dei clienti la priorità è la protezione delle informazioni: si usano le versioni Team o Enterprise di ChatGPT o Claude, che escludono i contenuti dall’addestramento, oppure Mistral per il trattamento in Europa. La legge 132/2025, all’articolo 13, impone di informare il cliente dell’uso di strumenti di AI nella prestazione professionale.

E-commerce con chatbot sul sito

Per un negozio online che usa un chatbot per l’assistenza, la coppia efficace è un assistente generalista per la produzione di contenuti e schede prodotto affiancato da un sistema conversazionale sul sito. Dal 2 agosto 2026 l’articolo 50 del Regolamento UE impone di dichiarare all’utente che sta interagendo con un sistema di AI, in modo visibile all’inizio della conversazione.

Microimpresa manifatturiera

Per una piccola realtà manifatturiera con licenze Microsoft già attive la scelta naturale è Copilot, che agisce su Excel, Outlook e documenti aziendali senza spostare i dati. Prima di estendere l’uso è utile valutare i ritorni degli investimenti in intelligenza artificiale rispetto ai costi delle licenze.

Obblighi AI Act per imprese che usano genAI

Le imprese che utilizzano strumenti di AI generativa sono soggette al Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), pienamente applicabile dal 2 agosto 2026. L’articolo 5 riguarda le pratiche vietate e l’articolo 4 l’alfabetizzazione in materia di AI, che impone a chi usa questi sistemi di garantire un livello adeguato di competenza al personale. Chi non rispetta le regole sui modelli per finalità generali (GPAI) è soggetto a multe fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale.

Il pacchetto di semplificazione Digital Omnibus ha rimodulato il calendario per i sistemi ad alto rischio dell’Allegato III, spostati al 2 dicembre 2027, e dell’Allegato I, al 2 agosto 2028, lasciando confermati gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50 dal 2 agosto 2026 e la marcatura dei contenuti sintetici dal 2 dicembre 2026.

Sul piano nazionale la Legge n. 132/2025 integra le regole europee con disposizioni su lavoro, professioni e sanzioni penali per l’uso illecito dell’AI.

Migliori strumenti AI per ogni esigenza: la mappa completa

AI per la scrittura e il copywriting

Per produrre testi di marketing il riferimento è Jasper, mentre per revisione e riscrittura si usano Grammarly e DeepL Write. Questi strumenti generano articoli, email, post e descrizioni prodotto, oppure correggono e riformulano testi esistenti. Le soluzioni più usate per scrivere sono le seguenti:

  • Jasper, specializzato in copy di marketing e contenuti ottimizzati per la SEO;
  • Copy.ai, adatto a post social, email e descrizioni prodotto;
  • Writesonic, orientato ai contenuti lunghi e alla scrittura SEO;
  • Rytr, economico e semplice per testi brevi;
  • Sudowrite, pensato per la narrativa e la scrittura creativa;
  • Grammarly, per correzione grammaticale, tono e chiarezza in inglese;
  • DeepL Write, per riformulare e migliorare testi con qualità linguistica alta;
  • QuillBot, utile per parafrasi e riscrittura;
  • Wordtune, per riformulare frasi e variare il registro;
  • Notion AI, integrato nell’omonimo spazio di lavoro per note e bozze;
  • HyperWrite, assistente di scrittura con suggerimenti in tempo reale.]

AI per la ricerca e la sintesi delle fonti

Per la ricerca con fonti verificabili lo strumento migliore è Perplexity, mentre in ambito accademico primeggiano Elicit e Consensus. Questi tool cercano, filtrano e sintetizzano informazioni citando i documenti originali, utile per analisi di mercato, ricerche settoriali e lavoro scientifico. Gli strumenti più solidi per la ricerca sono i seguenti:

  • Perplexity, motore di risposta con citazione delle fonti in tempo reale;
  • Google NotebookLM, che interroga i documenti caricati dall’utente e ne genera sintesi e riepiloghi;
  • Elicit, assistente di ricerca che estrae dati dai paper scientifici;
  • Consensus, che risponde a domande di ricerca basandosi su studi peer-reviewed;
  • SciSpace, per leggere, spiegare e confrontare articoli accademici;
  • Scholarcy, che riassume paper e articoli lunghi in schede;
  • Semantic Scholar, motore accademico gratuito con strumenti AI;
  • Scite, che analizza come una citazione è stata usata in letteratura;
  • ResearchRabbit, per mappare la rete di citazioni tra studi;
  • Undermind, motore di ricerca approfondita su letteratura scientifica.

AI per analisi dei dati e fogli di calcolo

Per analizzare dataset e file il riferimento sono ChatGPT con ambiente Python integrato e Claude, affiancati da Copilot in Excel per chi lavora con i fogli Microsoft. Questi strumenti puliscono dati, calcolano, generano grafici e interpretano tabelle a partire da un file caricato. Le soluzioni più usate per i dati sono le seguenti:

  • ChatGPT con analisi dati avanzata, per elaborazioni statistiche e grafici da file;
  • Claude, adatto all’analisi di tabelle e documenti complessi;
  • Julius AI, specializzato in analisi e visualizzazione di dataset;
  • Rows AI, foglio di calcolo con funzioni di AI integrate;
  • Microsoft Copilot in Excel, per formule, pulizia e analisi nei fogli;
  • Gemini nei Fogli Google, per generare formule e sintesi dei dati;
  • Gigasheet, per interrogare file di grandi dimensioni in linguaggio naturale;
  • Powerdrill, che trasforma dati grezzi in report e visualizzazioni;
  • Formula Bot, che genera formule Excel da una descrizione testuale;
  • Power BI con Copilot, per la business intelligence assistita.

AI per programmare e sviluppare software

Per scrivere codice gli strumenti migliori sono Cursor e GitHub Copilot, con Claude Code apprezzato per i progetti complessi. Questi tool completano, spiegano, correggono e generano codice, fino a costruire interi progetti da una descrizione. Le soluzioni più diffuse per lo sviluppo sono le seguenti:

  • GitHub Copilot, l’assistente di codice più adottato, integrato negli editor;
  • Cursor, editor pensato attorno all’AI per lavorare su interi progetti;
  • Claude Code, agente da riga di comando per attività di sviluppo articolate;
  • Windsurf, editor con agente integrato per generare e modificare codice;
  • Replit, ambiente online con agente che costruisce app da un prompt;
  • v0 di Vercel, per generare interfacce web a partire da una descrizione;
  • Codeium, autocompletamento e chat gratuiti per sviluppatori;
  • Tabnine, assistente di codice con attenzione alla privacy;
  • Amazon Q Developer, orientato allo sviluppo su ambienti AWS;
  • Bolt.new, per creare applicazioni web complete dal browser;
  • Lovable, per generare app funzionanti senza scrivere codice.

AI per la generazione di immagini

Per la qualità estetica il riferimento è Midjourney, mentre per l’uso commerciale sicuro si sceglie Adobe Firefly e per il piano gratuito più generoso Nano Banana Pro di Google. Questi strumenti generano immagini a partire da una descrizione testuale, con stili dal fotorealistico all’illustrativo. I generatori di immagini più usati sono i seguenti:

  • Midjourney, tra i più apprezzati per resa artistica e stile;
  • DALL-E 3, integrato in ChatGPT, semplice e immediato;
  • Adobe Firefly, addestrato su contenuti con licenza, adatto all’uso commerciale;
  • Stable Diffusion, open source e altamente personalizzabile;
  • Nano Banana Pro, il generatore di Google accessibile da Gemini;
  • Flux di Black Forest Labs, orientato al fotorealismo;
  • Leonardo AI, con controlli avanzati per creativi e designer;
  • Ideogram, efficace nella resa del testo dentro le immagini;
  • Recraft, pensato per grafica vettoriale e asset di brand;
  • Canva Magic Studio, generazione integrata nell’editor grafico;
  • Freepik AI, piattaforma che aggrega più modelli di generazione.

AI per la creazione di video

Per la generazione video i riferimenti sono Runway e Google Veo, mentre per i video con presentatore virtuale primeggiano Synthesia e HeyGen. Questi strumenti creano clip da testo o immagini e producono avatar parlanti per formazione e comunicazione. Le soluzioni più diffuse per il video sono le seguenti:

  • Runway, pioniere della generazione video con strumenti da filmmaker;
  • Google Veo, accessibile da Flow, con alta coerenza visiva e audio;
  • Sora di OpenAI, per video realistici da descrizione testuale;
  • Kling, generatore video con piano gratuito;
  • Pika, orientato a clip brevi e creative;
  • Luma Dream Machine, per animazioni fluide da testo o immagine;
  • Synthesia, per video con avatar e voce in molte lingue;
  • HeyGen, specializzato in presentatori virtuali e doppiaggio;
  • Descript, editing video e audio basato sulla trascrizione;
  • Hedra, per personaggi animati e volti parlanti.

AI per generare voce, audio e musica

Per la sintesi vocale lo strumento migliore è ElevenLabs, mentre per creare brani musicali completi primeggiano Suno e Udio. Questi tool trasformano il testo in voce naturale, clonano voci con consenso e compongono musica originale. Le soluzioni più usate per l’audio sono le seguenti:

  • ElevenLabs, riferimento per voce sintetica realistica e doppiaggio;
  • Suno, per generare canzoni con testo e musica da un prompt;
  • Udio, generatore musicale con resa di alta qualità;
  • Stable Audio, orientato a musicisti e produzione professionale;
  • Murf, per voci di narrazione in ambito aziendale;
  • Play.ht, sintesi vocale con molte voci e lingue;
  • Adobe Podcast, per migliorare e pulire le registrazioni vocali;
  • Resemble AI, per clonazione vocale con controllo del tono.

AI per presentazioni e design

Per creare slide da una descrizione il riferimento è Gamma, affiancato da Beautiful.ai per i modelli professionali. Questi strumenti generano presentazioni, pagine web e documenti visivi partendo da un testo o da un elenco di punti. Le soluzioni più diffuse sono le seguenti:

  • Gamma, il più usato per generare presentazioni e pagine da testo;
  • Beautiful.ai, con modelli che si adattano automaticamente ai contenuti;
  • Tome, per slide narrative e pitch;
  • Canva Magic Design, generazione integrata nell’editor grafico;
  • Pitch, per presentazioni collaborative con assistenza AI;
  • Presentations.ai, che costruisce deck completi da un prompt;
  • Plus AI, integrato in Presentazioni Google per generare e modificare slide.

AI per produttività, note e flussi di lavoro

Per organizzare note e attività i riferimenti sono Notion AI e NotebookLM, mentre per automatizzare processi tra app si usano Zapier e Make. Questi strumenti riassumono riunioni, gestiscono appunti e collegano applicazioni diverse senza scrivere codice. Le soluzioni più usate per la produttività sono le seguenti:

  • Notion AI, per note, bozze e sintesi nello spazio di lavoro;
  • NotebookLM, per interrogare i propri documenti e ricavarne riepiloghi;
  • Otter.ai, per trascrizione e sintesi automatica delle riunioni;
  • Fireflies.ai, assistente che registra e riassume le call;
  • Zapier, per automatizzare flussi tra applicazioni con l’AI;
  • Make, piattaforma visuale di automazione dei processi;
  • Reclaim.ai, per la gestione intelligente dell’agenda;
  • Motion, che pianifica attività e calendario in automatico;
  • Mem, per note collegate e recuperabili in linguaggio naturale;
  • Superhuman, client email con sintesi e risposte assistite.

AI per traduzioni automatiche

Per tradurre con qualità professionale il riferimento è DeepL, che supera i traduttori tradizionali nella resa delle sfumature. Questi strumenti traducono testi e documenti mantenendo tono e contesto. Le soluzioni più affidabili per la traduzione sono le seguenti:

  • DeepL, leader per qualità e resa in ambito professionale e letterario;
  • Google Translate, gratuito e adatto a un uso rapido e generico;
  • Microsoft Translator, integrato nella suite Microsoft;
  • ElevenLabs Dubbing, per tradurre e doppiare contenuti audio e video;
  • Reverso, utile per traduzioni con esempi di contesto.

Agenti AI per compiti complessi

Gli agenti AI eseguono attività composte da più passaggi in autonomia, andando oltre la singola risposta del chatbot. Tra i più avanzati ci sono Manus e le funzioni agentiche integrate negli assistenti principali. Questi sistemi navigano il web, compilano documenti e completano procedure con supervisione umana. Gli agenti più noti sono i seguenti:

  • Manus, agente autonomo per attività articolate su più applicazioni;
  • ChatGPT agent, per delegare compiti che richiedono navigazione e azioni;
  • Claude Cowork, agente di Anthropic per il lavoro su file e attività estese;
  • Microsoft Copilot con agenti, per processi che attraversano più app aziendali;
  • Genspark, agente orientato alla ricerca e alla produzione di contenuti;
  • Gemini con funzioni agentiche, integrato nell’ecosistema Google.

La tabella per scegliere lo strumento in base alla necessità

La sintesi mette a confronto le principali necessità d’uso con lo strumento consigliato e una alternativa gratuita valida, per orientare la scelta senza provarli tutti. Valutando anche i ritorni degli investimenti in intelligenza artificiale, per molti compiti la versione gratuita è sufficiente a iniziare.

Necessità Strumento consigliato Alternativa gratuita
scrivere testi e contenuti ChatGPT o Claude Gemini nella versione gratuita
ricerca con fonti verificabili Perplexity NotebookLM
ricerca accademica e scientifica Elicit o Consensus Semantic Scholar
analisi di dati e file Claude o ChatGPT Gemini nei Fogli Google
programmare e sviluppare Cursor o GitHub Copilot Codeium
generare immagini Midjourney Nano Banana Pro da Gemini
creare video Runway o Google Veo Kling nel piano gratuito
voce e musica ElevenLabs o Suno Suno nel piano gratuito
presentazioni e slide Gamma Canva nella versione gratuita
tradurre testi DeepL Google Translate

I piani e le funzioni gratuite variano nel tempo: prima di adottare uno strumento per l’uso professionale è utile verificarne condizioni e trattamento dei dati sul sito del fornitore.


Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 09:03:55 +0000
Servizi INPS
L’INPS mette online il simulatore dei contributi per chi apre da artigiano o commerciante
Accesso libero e senza credenziali per stimare l'onere previdenziale in base a reddito e mesi di attività, con il contributo fisso dovuto anche a reddito zero

Dal 3 luglio 2026, chi valuta di aprire un’attività da artigiano o commerciante può stimare in anticipo quanto verserà all’INPS: con il messaggio n. 2254 l’Istituto ha messo online il simulatore dei contributi delle Gestioni autonome, ad accesso libero e senza credenziali, pensato per chi non è ancora iscritto e vuole conoscere l’onere previdenziale prima di partire. In sintesi:

  • il simulatore è ad accesso libero, senza credenziali;
  • la stima considera regime forfettario e agevolazioni per over65 pensionati ma non l’esonero del 50% per nuovi iscritti;
  • gli importi della simulazione sono indicativi e non sostituiscono la consulenza delle strutture INPS o degli intermediari.

Simulatore INPS della contribuzione nelle Gestioni autonome

Il simulatore dei contributi è raggiungibile senza autenticazione nella sezione Imprese e Liberi Professionisti del portale INPS e restituisce una stima dell’importo dovuto in base ai dati inseriti in forma anonima.

L’utente indica reddito atteso e mesi di attività, per il titolare e per gli eventuali collaboratori familiari, e ottiene la quantificazione della contribuzione previdenziale dovuta alle Gestioni autonome degli artigiani (legge 4 luglio 1959, n. 463) e degli esercenti attività commerciali (legge 22 luglio 1966, n. 613).

Accesso al calcolatore e campi da compilare

Il simulatore si raggiunge dalla sezione Imprese e Liberi Professionisti del portale INPS, senza SPID e senza registrazione, e guida l’utente fino al risultato. Prima di iniziare bisogna avere sotto mano la data di nascita del titolare, il reddito atteso, i mesi di attività previsti e i dati degli eventuali collaboratori familiari.

Dalla home page del sito INPS (www.inps.it), si scrive nel campo di ricerca libera “Simulatore Calcolo Contributi Artigiani e Commercianti” e si arriva alla relativa scheda INPS che illustra lo strumento; una volta entrati in questa pagina, si clicca sul bottone “Utilizza il servizio“.

La compilazione segue una sequenza fissa, con i campi obbligatori contrassegnati dall’asterisco:

  1. nello step dati titolare si inserisce la data di nascita;
  2. nello step dati impresa si indicano il reddito atteso e i mesi di attività previsti nell’anno;
  3. nello step dati collaboratori si aggiungono gli eventuali coadiuvanti familiari con i loro dati;
  4. il riepilogo mostra i dati inseriti e lo step di calcolo restituisce la contribuzione stimata.

Per chi sceglie il forfettario la simulazione copre i soli contributi e lascia fuori l’imposta sostitutiva, che concorre al costo complessivo del primo anno di attività. Per il calcolo dell’imposta in regime forfettario si può usare il simulatore online di PMI.it, che integra e affianca il risultato alla stima INPS sui contributi dovuti, così da avere il quadro completo del primo anno.

Agevolazioni considerate nella stima

La simulazione differenzia il calcolo per due agevolazioni: il regime forfettario (legge 23 dicembre 2014, n. 190) e la riduzione per gli ultrasessantacinquenni già pensionati (legge 27 dicembre 1997, n. 449). Non considera invece la riduzione contributiva del 50% per i nuovi iscritti introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, per cui chi ha quei requisiti ottiene dal simulatore un importo più alto di quello che verserà effettivamente.

La domanda e l’eventuale rinuncia all’esonero del 50% si gestiscono sul Portale delle Agevolazioni INPS, con regole telematiche in vigore dal 2026 e rinuncia irrevocabile dal mese successivo alla presentazione.

Contributo fisso con qualunque reddito

Il primo dato che il simulatore restituisce è il contributo fisso sul minimale, che va versato anche in caso di reddito pari a zero. Per il 2026 il minimale è fissato a 18.808 euro e la quota fissa annua, comprensiva del contributo di maternità, è quella indicata dalla circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026. Sulla parte di reddito che supera il minimale si applicano le aliquote ordinarie, aggiornate anno per anno nei contributi INPS per artigiani e commercianti aggiornati al 2026.

Voce 2026 Importo
Reddito minimale 18.808 euro
Contributo fisso artigiani 4.521,36 euro
Contributo fisso commercianti 4.611,64 euro

Riduzioni contributive e impatto sulla pensione

Le riduzioni contributive abbassano l’importo dovuto e incidono sul montante che finanzia la pensione, perché il sistema è contributivo e versamenti più bassi generano un assegno più basso. Il forfettario dà diritto a uno sconto del 35% e l’esonero per i nuovi iscritti arriva al 50%, in alternativa tra loro e non cumulabili, mentre gli ultrasessantacinquenni pensionati che proseguono l’attività versano la metà. Il simulatore mostra il risparmio immediato; il costo previdenziale differito non compare nella stima e va valutato sulla propria posizione contributiva.

Quando serve un intermediario

L’INPS precisa che gli importi simulati sono indicativi e orientativi, subordinati all’effettiva sussistenza dei requisiti e alla correttezza dei dati inseriti. Prima di decidere l’iscrizione è opportuno verificare il risultato con le strutture territoriali dell’Istituto o con un intermediario, soprattutto quando concorrono più regimi agevolati o la presenza di collaboratori familiari.


Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 08:20:10 +0000
Edilizia
Polizze catastrofali, il Governo valuta l’obbligo per le case riqualificate
All'assemblea Ania la richiesta di rendere obbligatoria la polizza per le case che hanno usato i bonus edilizi. Giorgetti apre con la riassicurazione Sace

Nel corso della consueta assemblea annuale, l’ANIA (Associazione delle imprese assicuratrici) ha chiesto al Governo di estendere l’obbligo di polizza catastrofale già in vigore per le imprese anche alle abitazioni private che hanno beneficiato di bonus edilizi. La risposta del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è stata un’apertura prudente, senza impegni vincolanti, con la riassicurazione di SACE indicata come possibile leva pubblica.

Polizze catastrofali sulla casa, il criterio proposto da ANIA

Ad oggi, risulta coperto da un’assicurazione catastrofale appena il 7% delle case contro circa il 15% delle imprese. Ne sono sprovviste anche le abitazioni riqualificate con bonus edilizi; da qui la considerazione del presidente ANIA, Giovanni Liverani, che ritiene “assurdo” che lo Stato debba risarcire, dopo un sisma o un’alluvione, chi ha già ricevuto in misura rilevante il sostegno dalla finanza pubblica.

La richiesta di ANIA è però più stringente della proposta di legge già depositata alla Camera. Il testo 2791, di iniziativa della Lega, non prevede infatti alcun obbligo per le abitazioni e si regge interamente su un sistema di incentivi, che coinvolge anche i premi di produttività detassati erogati dalle imprese ai dipendenti. La proposta dell’associazione va oltre gli incentivi e punta a un criterio automatico. L’idea è adottare gradualmente, per la copertura assicurativa, un meccanismo analogo a quello dell’attestato di prestazione energetica (APE), da dimostrare negli atti amministrativi relativi agli immobili.

L’apertura di Giorgetti e il ruolo di SACE

Giorgetti non ha assunto impegni vincolanti ma si è detto pronto ad «accompagnare il mercato in questo processo», estendendo progressivamente la cultura della protezione dalle imprese alle famiglie. Il ministro ha indicato nella riassicurazione di Sace il possibile canale con cui il Governo potrebbe sostenere la diffusione delle coperture, senza però fissare tempi o vincoli. Un’apertura prudente, quindi, che lascia il passaggio successivo alla decisione politica e all’iter parlamentare.

Il segnale importante per famiglie è comunque il riconoscimento, da parte del Tesoro, che la sottoassicurazione del patrimonio abitativo è un problema su cui lo Stato intende intervenire.

Polizze per imprese e casa a confronto

Per le imprese l’obbligo di polizza catastrofale è già in vigore, con un calendario a scaglioni completato nel 2026; per le abitazioni, invece, la copertura oggi è volontaria e sul tavolo c’è soltanto un’ipotesi di incentivi. La distanza tra i due regimi è ciò che rende la scelta diversa per un imprenditore e per una famiglia.

Gli obblighi già in vigore per le imprese

Per le imprese il quadro prevede regole precise e già vincolanti:

  • gli eventi da coprire sono sisma, alluvione, frana, inondazione ed esondazione;
  • la franchigia non può superare il 15% del danno indennizzabile;
  • chi non si assicura è escluso da contributi, agevolazioni e ristori pubblici, secondo il decreto MIMIT del 18 giugno 2025;
  • la mancata stipula può esporre gli amministratori a responsabilità ai sensi degli articoli 2086, 2392 e 2476 del codice civile.

Le ipotesi allo studio per le abitazioni

Per le abitazioni la copertura resta volontaria e le ipotesi in campo hanno natura diversa:

  • la proposta di legge 2791, di iniziativa della Lega, non introduce alcun obbligo e punta su un sistema di incentivi;
  • è previsto uno sconto minimo del 20% sul premio e un contributo statale fino a 100 euro, che salgono a 150 per le famiglie con ISEE sotto i 25.000 euro;
  • ANIA e il ministro Urso chiedono di partire dalle case che hanno beneficiato dei bonus edilizi, a cominciare dal Sismabonus.

La differenza si vede già nelle scelte odierne. Per un’impresa, senza polizza si perde l’accesso a incentivi e ristori pubblici, anche dopo un evento calamitoso, con il danno interamente a carico dell’attività. Per una famiglia che ha ristrutturato ad esempio con il Sismabonus la logica verso cui spinge ANIA è la stessa: aver già incassato denaro pubblico trasformerebbe la copertura nella condizione per non essere esclusi dai risarcimenti futuri.


Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 07:58:01 +0000
Storie d’Impresa
Chapeu intervista Marco Bizzarri, l’emiliano che ha rivoluzionato Gucci
Da figlio di operai a CEO di Gucci, la storia di Marco Bizzarri: i successi, le sfide e i segreti dietro un fatturato portato da tre a dieci miliardi.

Marco Bizzarri è considerato uno dei più influenti e brillanti manager del lusso nella storia d’Italia. Con una caparbietà fuori dal comune e un approccio profondamente schietto al business, ha scalato le vette dell’alta moda mondiale. Ha costruito una carriera leggendaria trasformando le sorti di marchi sull’orlo del precipizio finanziario e guidandoli verso profitti record, diventando una figura centrale nel panorama economico internazionale.

L’intervista di Chapeau all’ex CEO di Gucci

In questa intensa intervista, l’ex amministratore delegato di Gucci ripercorre le tappe fondamentali del suo percorso umano e professionale. Bizzarri si racconta senza filtri, offrendo uno spaccato unico sulle dinamiche spietate del settore del lusso: dalle prime porte chiuse ai colossali successi finanziari, passando per le difficili divergenze strategiche con stilisti di fama mondiale e le crisi d’immagine gestite in prima linea, fino ad arrivare alla sua lucida analisi sul declino e sul futuro del mercato dell’alta moda globale.

L’ascesa nel mondo della consulenza e della moda

La carriera di Bizzarri inizia con una forte dose di determinazione: dopo aver telefonato insistentemente da una cabina a gettoni, riesce a farsi assumere dalla prestigiosa società di consulenza Arthur Andersen, colmando il divario con i colleghi e superando l’ostacolo della lingua inglese con mesi di studio matto e disperato. Il salto nel mondo della moda avviene a 30 anni, quando accetta di entrare in Mandarina Duck. È qui che Bizzarri dimostra per la prima volta il suo genio commerciale: messo a capo di una piccola azienda in perdita in Francia, inventa una geniale operazione di marketing mandando ragazze attraenti a richiedere la borsa del marchio nei negozi, riuscendo a far schizzare il fatturato da 2 a 15 milioni in soli tre anni.

Dopo una breve parentesi difficile seguita alle sue dimissioni nel 2004, entra nell’orbita del Gucci Group diventando CEO di Stella McCartney. Nonostante le resistenze della stilista, Bizzarri impone scelte strategiche audaci, come la storica collaborazione con H&M, portando il brand in attivo e moltiplicando i ricavi.

Il rilancio di Bottega Veneta e l’approdo ai vertici di Kering

Nel 2008 viene nominato amministratore delegato di Bottega Veneta. Il suo arrivo coincide con il disastroso crollo causato da Lehman Brothers e con una diffusa ritrosia dei consumatori a mostrare sfarzo. Bizzarri risponde alla crisi con intuito: attira nei negozi gli “sleeping clients” offrendo riparazioni gratuite per le borse e inietta nuovo colore in collezioni fino a quel momento troppo cupe. Sotto la sua guida, Bottega Veneta triplica il fatturato arrivando a 1,2 miliardi di euro mantenendo margini altissimi.

Il successo non passa inosservato: François-Henri Pinault, proprietario del colosso Kering, lo promuove a capo dell’intera divisione lusso del gruppo, rendendolo di fatto il supervisore di tutti i più grandi amministratori delegati dell’azienda.

Il miracolo Gucci e la scommessa creativa

La vera svolta della sua vita arriva nel 2014, quando Pinault gli impone di prendere le redini di Gucci. Il marchio fatturava 3 miliardi ma perdeva sistematicamente quote di mercato, prigioniero di un’estetica ormai banale e superata. Bizzarri decide di rischiare tutto affidando la direzione creativa a un volto sconosciuto, Alessandro Michele.

Contro il parere di molti, cestina l’intera collezione precedente, svuota i magazzini vendendo a saldo i vecchi prodotti e lancia la nuova visione romantica e gender-fluid di Michele. La mossa si rivela un trionfo senza precedenti: l’estetica massimalista conquista i giovani e i social network, rendendo Gucci un fenomeno di costume assoluto. Sotto l’egida Bizzarri-Michele, l’azienda passa da 3.000 a 20.000 dipendenti, raggiungendo l’incredibile cifra di 10 miliardi di fatturato in cinque anni.

Le crisi, il post-pandemia e la fine di un’era

La strada verso il successo non è stata priva di ostacoli drammatici. Bizzarri ricorda il tracollo finanziario sventato nel 2018 in seguito allo scandalo del maglione accusato di “blackface”, una crisi che costò all’azienda il 50% delle vendite giornaliere e che fu risolta solo grazie all’intervento in prima persona di Bizzarri, recatosi fisicamente ad Harlem per dialogare con la comunità afroamericana. Tuttavia, la magia si incrina intorno al 2019: il prodotto Gucci diventa troppo esposto e sovradistribuito, perdendo l’esclusività.

Nel frattempo, l’arrivo di Virgil Abloh da Louis Vuitton sottrae fette di mercato giovanile, mentre la pandemia cambia i gusti del pubblico verso un lusso più sobrio. Nonostante i suggerimenti di Bizzarri per un cambio di rotta, l’estetica del brand rimane immutata.

Nel 2024 Bizzarri lascia la guida dell’azienda, e da quel momento Gucci entra in una crisi profonda, bruciando 4 miliardi di fatturato in soli due anni a causa di nuove gestioni orientate prevalentemente al taglio dei costi.

La visione sul futuro del lusso e i consigli per i giovani

Analizzando il panorama odierno, Bizzarri evidenzia come l’intero settore del lusso stia soffrendo per un eccesso di avidità post-Covid: aumentando indiscriminatamente i prezzi senza offrire reale innovazione creativa, i grandi marchi hanno allontanato la fascia aspirazionale e i giovani, regalando enormi quote di mercato ad attori del fast fashion come Zara.

Oggi, l’ex CEO siede nei consigli di amministrazione di realtà come Armani e Illy, e guarda alla sua carriera con enorme umiltà. Ai giovani che ambiscono a posizioni di potere, suggerisce di non inseguire ciecamente il ruolo di amministratore delegato, ma di concentrarsi sul fare bene il proprio lavoro quotidiano. Secondo Bizzarri, i veri segreti del successo risiedono nello studio costante per superare la propria naturale timidezza e, soprattutto, nella capacità di circondarsi di persone e mentori pronti a supportare il talento altrui senza invidia.


Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 07:25:42 +0000
Trattamento Fine Rapporto
Online il modulo per destinare o meno il TFR al Fondo Pensione, come si compila
Sul Portale della Previdenza Complementare è disponibile il modello provvisorio per scegliere dove destinare il TFR: fac-simile e opzioni per ogni profilo.

Dal 1° luglio 2026, per il TFR dei nuovi assunti del settore privato è prevista l’adesione automatica al fondo pensione di categoria, salvo scelta diversa entro 60 giorni. Per modificare le opzioni di conferimento delle quote di accantonamento e della contribuzione a proprio carico, il Ministero del Lavoro ha pubblicato sul Portale della Previdenza Complementare il modello provvisorio per la destinazione del TFR, con una sezione rivolta ai lavoratori di prima assunzione ed una a quelli che hanno già un fondo pensione attivo. In sintesi:

  • il modello provvisorio è utilizzabile dal 1° luglio 2026 in attesa di quello ufficiale adottato con decreto interministeriale Lavoro-MEF;
  • la compilazione è riservata ai lavoratori assunti dal 1° luglio 2026, di prima assunzione oppure non di prima assunzione se hanno conferito il TFR alla previdenza complementare;
  • la scelta va comunicata entro 60 giorni dalla data di assunzione, oltre i quali l’adesione automatica al fondo è definitiva;
  • la disciplina di riferimento è contenuta nell’articolo 1, commi 204-205, della Legge 199/2025, che ha modificato l’articolo 8 del d.lgs. 252/2005;
  • le regole applicative sono quelle fissate dalle direttive Covip del 19 giugno 2026, che sostituiscono la deliberazione del 24 aprile 2008.

Il modello provvisorio pubblicato dal Ministero del Lavoro

La bozza ministeriale del modulo documenta la consegna dell’informativa obbligatoria e registra la scelta del lavoratore sulla destinazione del TFR. Vale in via transitoria, nelle more del modello ufficiale che sarà approvato con decreto interministeriale dei ministeri del Lavoro e dell’Economia. Il lavoratore indica anzitutto se si trova alla prima assunzione oppure no, e compila la sezione corrispondente. Dalla distinzione dipendono le scelte ammesse e la stessa possibilità di mantenere il TFR in azienda.

Le opzioni nel modulo per i lavoratori di prima assunzione

La sezione per i lavoratori di prima assunzione raccoglie la scelta sulla destinazione del TFR maturando entro 60 giorni dall’assunzione, secondo l’adesione automatica introdotta dall’articolo 8, commi 7-bis e seguenti, del d.lgs. 252/2005 (aggiunti dall’articolo 1, comma 204, della legge 199/2025). Le scelte esprimibili sono quattro:

  • il conferimento del TFR alla forma pensionistica di destinazione automatica prevista dal contratto collettivo, con l’indicazione della percentuale;
  • il diniego al versamento del contributo a proprio carico alla forma di destinazione automatica, ammesso solo se la retribuzione annua lorda è inferiore all’assegno sociale;
  • il conferimento esplicito del TFR a una forma di previdenza complementare scelta dal lavoratore, con la denominazione del fondo e la percentuale;
  • il diniego al conferimento del TFR alla previdenza complementare, con il trattamento regolato dall’articolo 2120 del codice civile ed eventuale versamento al Fondo Tesoreria INPS.

Una percentuale di conferimento inferiore al 100% è ammessa solo se prevista dagli accordi o dal contratto collettivo applicabile.

Fac-simile del modulo ministeriale per la destinazione del TFR dei lavoratori di prima assunzione

Il modulo per chi firma un nuovo contratto senza essere alla prima assunzione

Chi non è alla prima assunzione e viene assunto dal 1° luglio 2026 compila comunque il modulo, dichiarando la propria posizione previdenziale: da quella dichiarazione dipende se opera o meno l’adesione automatica (articolo 8, comma 9-bis, del d.lgs. 252/2005). Il termine per la scelta è di 60 giorni dalla data della nuova assunzione.

Se il lavoratore ha già in essere un’adesione a una forma pensionistica complementare con conferimento, totale o parziale, del TFR, indica a quale forma destinare il TFR maturando, con la relativa percentuale, scegliendo tra quella di destinazione automatica e un fondo diverso. Senza una scelta entro i 60 giorni aderisce automaticamente alla forma collettiva prevista dagli accordi. Il versamento del contributo a proprio carico non è obbligatorio se la retribuzione annua lorda è inferiore all’assegno sociale (articolo 8, comma 9-bis, del d.lgs. 252/2005, che rinvia all’articolo 3, commi 6 e 7, della legge 335/1995).

Se il lavoratore dichiara di non avere un’adesione alla previdenza complementare alimentata dal TFR, l’adesione automatica non opera: il TFR è regolato dall’articolo 2120 del codice civile e, dove previsto, versato al Fondo Tesoreria INPS (articolo 1, commi 755 e 756, della legge 296/2006). Il lavoratore conserva il diritto di destinare il TFR maturando a un fondo pensione in un momento successivo, con un’adesione volontaria.

Sezione del modulo TFR per i lavoratori non di prima assunzione

Compilazione del modulo e consegna al datore di lavoro

Il modulo compilato va consegnato al datore di lavoro, che lo acquisisce insieme all’informativa e ne conserva copia controfirmata. La procedura segue tempi precisi:

  1. al momento dell’assunzione il datore consegna al lavoratore l’informativa sugli accordi applicabili e il modulo di destinazione del TFR;
  2. il lavoratore ha 60 giorni per compilarlo e indicare la propria scelta, oppure per comunicare la rinuncia all’adesione automatica;
  3. il datore acquisisce il modulo e rilascia al lavoratore una copia controfirmata;
  4. in assenza di scelta entro i 60 giorni scatta l’adesione automatica, con versamenti dal mese successivo e recupero delle quote dalla data di assunzione.

Superati i 60 giorni senza rinuncia, il conferimento del TFR al fondo è definitivo e non più revocabile.

Domande frequenti sul modulo di destinazione del TFR

Chi deve compilare il modulo di destinazione del TFR?

Lo compilano i lavoratori assunti dal 1° luglio 2026: quelli di prima assunzione e quelli non di prima assunzione che hanno già in essere un’adesione a una forma pensionistica complementare con conferimento del TFR. La consegna avviene al momento dell’assunzione, insieme all’informativa obbligatoria prevista dall’articolo 8, comma 8, del d.lgs. 252/2005.

Un lavoratore assunto prima del 1° luglio 2026 deve compilarlo?

No. Per chi è stato assunto fino al 30 giugno 2026 continua ad applicarsi il silenzio-assenso semestrale previgente, con i sei mesi per la scelta sulla destinazione del TFR. Il nuovo modulo riguarda le assunzioni dal 1° luglio 2026.

Chi è escluso dall’adesione automatica al fondo pensione?

Sono esclusi i lavoratori domestici e i dipendenti pubblici, i contratti a tempo determinato di durata inferiore a 60 giorni e i rapporti che cessano prima dei 60 giorni. Tra i lavoratori non di prima assunzione, non rientrano nell’automatismo chi ha riscattato integralmente la posizione o chi era iscritto a un fondo senza conferimento del TFR.

Un lavoratore che resta nella stessa azienda deve compilare il modulo?

No. Il modulo si consegna solo in occasione di una nuova assunzione. Chi prosegue lo stesso rapporto di lavoro non rientra nell’adesione automatica e non ha alcun termine di 60 giorni. Per destinare il TFR maturando a un fondo pensione può aderire in forma volontaria in qualsiasi momento; la scelta di mantenerlo in azienda è sempre revocabile (quella opposta è invece irrevocabile).


Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 07:00:04 +0000
Mondo del Lavoro
Bonus stabilizzazioni under 35, l’INPS sblocca l’esonero contributivo totale
Esonero contributivo fino a 500 euro al mese per trasformare a tempo indeterminato i contratti a termine di giovani fino a 35 anni: come funziona.

L’INPS ha fissato le regole di accesso all’incentivo alla stabilizzazione di under 35, istituita dal Decreto Lavoro 2026, nel più ampio quadro dei bonus per le nuove assunzioni di giovani. Con la Circolare n. 72 del 3 luglio 2026, l’Istituto di Previdenza riconosce ai datori privati un esonero integrale sulle trasformazioni effettuate da agosto. Nello stesso documento l’Istituto scioglie il nodo che ne aveva finora congelato l’efficacia: l’agevolazione non è un aiuto di Stato e quindi non serve autorizzazione UE.

In sintesi:

  • l’Istituto considera la misura estranea alla disciplina degli aiuti di Stato e pertanto non attende l’autorizzazione europea richiamata dalla legge per aprire lo sportello;
  • le risorse sono pari a 18,2 milioni di euro per il 2026, con domande accolte fino a capienza (Circolare INPS n. 72/2026);
  • l’esonero contributivo copre il 100% dei contributi previdenziali a carico del datore, esclusi i premi INAIL, fino a 500 euro al mese per un massimo di 24 mesi (art. 4, DL 62/2026);
  • riguarda solo le trasformazioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026 di contratti a termine avviati entro il 30 aprile 2026 e di durata non superiore a dodici mesi;
  • il lavoratore deve avere meno di 35 anni e non essere mai stato occupato a tempo indeterminato nell’arco della vita lavorativa.

Il nodo autorizzazione UE e l’interpretazione INPS

L’elemento chiave della circolare attuativa INPS rispetto al classico documento di prassi è l’affermazione che l’incentivo non richiede l’autorizzazione della Commissione europea. L’Istituto sostiene che la misura, rivolta alla generalità dei datori privati in qualsiasi settore e area del Paese, “non può considerarsi sussumibile” tra gli aiuti di Stato dell’articolo 107 del Trattato, e la ritiene quindi efficace senza il vaglio comunitario.

La stessa circolare riconosce però che l’articolo 4, comma 5, del Decreto lavoro 2026 richiamava espressamente quell’autorizzazione: una circolare interpreta la norma ma non sospende una condizione di efficacia fissata dal legislatore. Per il datore di lavoro, quindi, da un lato la misura è utilizzabile secondo le regole fissate dall’INPS ma su un’impostazione amministrativa non ancora avallata da una decisione formale della Commissione UE, elemento da mettere in conto in operazioni che vincolano l’azienda per due anni.

Esonero 100% e tetto 500 euro per stabilizzazioni under 35

L’agevolazione 2026 per la stabilizzazione dei giovani precari azzera i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, esclusi i premi INAIL, entro un tetto di 500 euro al mese per ciascun lavoratore e per un massimo di 24 mesi. Introdotta dall’articolo 4 del decreto Lavoro (DL 62/2026, convertito dalla legge 112/2026), la misura riguarda i soli datori privati, compreso il settore agricolo, ed esclude la pubblica amministrazione.

Per i rapporti che iniziano o cessano in corso di mese il tetto è riproporzionato a 16,12 euro per ogni giorno di fruizione. È fatta salva l’aliquota di computo della futura pensione del lavoratore, che lo sgravio non intacca.

Requisiti del lavoratore e del contratto a termine

L’esonero spetta solo se il lavoratore, alla data della trasformazione, ha meno di 35 anni (fino a 34 anni e 364 giorni) e non è mai stato occupato a tempo indeterminato nel corso dell’intera vita lavorativa. La circolare chiarisce i confini di questo secondo requisito: non sono ostativi i precedenti periodi di apprendistato, di lavoro intermittente a tempo indeterminato o di lavoro domestico a tempo indeterminato, mentre lo sono un pregresso rapporto stabile a scopo di somministrazione e persino un rapporto a tempo indeterminato risolto per mancato superamento della prova o per dimissioni.

Il contratto a termine da trasformare deve essere stato instaurato entro il 30 aprile 2026, avere durata complessiva non superiore a dodici mesi ed essere convertito senza soluzione di continuità: un’interruzione prima della trasformazione fa decadere il beneficio. Sono esclusi dirigenti, lavoro domestico, apprendistato e lavoro intermittente.

Incentivo alla stabilizzazione under 35 — art. 4, DL 62/2026
In cosa consiste l’agevolazione esonero al 100% dei contributi datoriali (esclusi premi INAIL), fino a 500 euro mensili (16,12 euro al giorno) per 24 mesi
Requisiti del contratto a termine instaurato entro il 30 aprile 2026; durata massima 12 mesi; trasformato senza soluzione di continuità
Requisiti del contratto a tempo indeterminato trasformazione tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026; esclusi dirigenti, lavoro domestico, apprendistato e lavoro intermittente
Requisiti del lavoratore under 35 (fino a 34 anni e 364 giorni), mai assunto in precedenza a tempo indeterminato
Requisiti dell’impresa incremento occupazionale netto; nessun licenziamento per GMO o collettivo nei sei mesi precedenti nella stessa unità produttiva; divieto di licenziamento per GMO nei sei mesi successivi del lavoratore agevolato o di colleghi di pari qualifica nella stessa unità; applicazione del salario giusto
Cumulabilità non cumulabile con altri sgravi contributivi; compatibile con la maggiorazione fiscale ex commi 399-400 legge 207/2024, con l’esonero parità di genere e con quello IVS delle lavoratrici madri
Domanda e risorse misura resa applicabile dalla Circolare INPS n. 72/2026; domanda telematica accolta fino a capienza dei 18,2 milioni stanziati per il 2026

Il tetto mensile copre l’intero contributo datoriale

Il tetto di 500 euro segna il punto oltre il quale l’esonero smette di essere realmente totale. Con un’aliquota contributiva a carico del datore indicativamente attorno al 29-30% (variabile per settore, dimensione e contratto applicato), 500 euro al mese equivalgono ai contributi su una retribuzione imponibile di circa 1.650-1.700 euro mensili.

Per i profili retributivi sotto quella soglia il beneficio assorbe l’intera contribuzione datoriale; sopra, l’azienda continua a versare la parte eccedente e lo sgravio si ferma al massimale.

Sul singolo lavoratore, il valore complessivo dell’esonero arriva così fino a 12.000 euro in 24 mesi, importo pieno per gli inquadramenti più bassi e solo parziale per quelli medio-alti. La fruizione può essere sospesa, con differimento, esclusivamente in caso di assenza obbligatoria per maternità o interdizione anticipata.

Incremento occupazionale netto e trattamento economico

La trasformazione deve determinare un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori occupati nei dodici mesi precedenti, calcolato in Unità di Lavoro Annuo (ULA) e ponderato per i part-time in base alle ore pattuite. Il computo si riferisce all’impresa nel suo complesso, comprese le società controllate o collegate: se ne sottraggono le eventuali diminuzioni di organico avvenute in quelle società, mentre se ne possono valorizzare gli aumenti.

L’incremento non è richiesto quando il posto si è liberato per dimissioni, invalidità, pensionamento di vecchiaia, riduzione volontaria dell’orario o licenziamento per giusta causa. Il beneficio è inoltre subordinato all’applicazione del salario giusto, cioè di un trattamento economico non inferiore a quello complessivo previsto dai contratti collettivi delle organizzazioni comparativamente più rappresentative, ai sensi dell’articolo 7 del DL 62/2026.

Divieti di licenziamento e revoca dell’esonero

L’esonero non spetta all’impresa che nei sei mesi precedenti la trasformazione abbia effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi ai sensi della legge 223/1991 nella stessa unità produttiva, a prescindere dalle qualifiche dei lavoratori coinvolti. Non rientrano invece nel divieto i licenziamenti per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo.

Simmetricamente, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore agevolato o di un collega di pari qualifica nella medesima unità produttiva, se effettuato nei sei mesi successivi alla trasformazione, comporta la revoca del beneficio e il recupero di quanto già fruito (art. 4, comma 7, DL 62/2026). Non incidono i licenziamenti per sopravvenuta inidoneità assoluta o per superamento del periodo di comporto.

Cumulabilità con altri sgravi contributivi

L’incentivo non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote sul medesimo rapporto: sono esclusi in parallelo, tra gli altri, la Decontribuzione Sud e l’incentivo per l’assunzione di lavoratori disabili. È invece compatibile, senza riduzioni, con la maggiorazione del costo in deduzione per le nuove assunzioni (commi 399 e 400 della legge 207/2024), che opera sul piano fiscale, con l’esonero all’1% per le imprese in possesso della certificazione della parità di genere (legge 162/2021) e con l’esonero IVS a favore delle lavoratrici madri (legge 213/2023), che incide sui contributi a carico della dipendente. I tre benefici compatibili agiscono infatti su piani diversi da quello dell’esonero datoriale.

La domanda all’INPS e la corsa ai fondi disponibili

La domanda si presenta all’INPS in via telematica, ma il modulo non è ancora attivo: l’Istituto lo renderà disponibile con un successivo messaggio, nella sezione Portale delle Agevolazioni dedicata all’incentivo alla stabilizzazione. Il meccanismo premia chi arriva pronto, perché le risorse sono contingentate e le domande vengono accolte solo fino a capienza, entro i 18,2 milioni stanziati per il 2026.

Per le trasformazioni non ancora effettuate l’INPS calcola il beneficio, accantona le somme e invia una comunicazione via PEC che assegna un termine perentorio di dieci giorni per procedere alla trasformazione e trasmettere la comunicazione obbligatoria Unilav o Unisomm: il mancato rispetto fa perdere le risorse prenotate, salvo ripresentare l’istanza. La pubblicazione della vacancy sul portale SIISL, richiesta per le nuove assunzioni agevolate, non è necessaria per le trasformazioni.


Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 06:34:35 +0000
Strumenti finanziari
Migliori conti deposito luglio 2026: tassi fino al 4%
Migliori conti deposito liberi, vincolati e svincolabili: rendimenti netti per durata del deposito, tassi fino al 4% e condizioni a luglio.

I conti deposito restano tra le soluzioni più utilizzate per remunerare la liquidità senza esporsi alla volatilità dei mercati. A luglio 2026 il confronto tra le offerte mostra rendimenti ancora interessanti sui prodotti vincolati e su alcune promozioni a tempo, con tassi lordi che nelle simulazioni arrivano fino al 4% sui conti non vincolati e fino al 3,5% sui vincoli più lunghi.

I migliori conti deposito di luglio 2026

Le classifiche dei migliori conti deposito di luglio 2026, nelle schede seguenti, confrontano le offerte più convenienti per durata del deposito: conti liberi, prodotti vincolati a 6, 12, 24 e 36 mesi, conti svincolabili e proposte ordinate per rendimento netto annuo stimato.

Il confronto è costruito su una simulazione con deposito di 30.000 euro e tiene conto di tasso lordo, guadagno netto, imposta di bollo o IVAFE quando prevista, possibilità di svincolo, periodicità di liquidazione degli interessi, condizioni promozionali e copertura dei depositi.

In sintesi:

  • le offerte sono aggiornate alla rilevazione comparativa del 2 luglio 2026;
  • la simulazione considera un deposito di 30.000 euro;
  • i tassi lordi arrivano fino al 4,00% sui conti non vincolati e al 3,50% sui vincoli più lunghi;
  • le classifiche confrontano conti liberi, vincolati a 6, 12, 24 e 36 mesi, svincolabili e rendimento netto annuo;
  • il rendimento va valutato al netto di ritenuta del 26%, imposta di bollo o IVAFE e condizioni promozionali.

I tassi sui conti deposito a luglio 2026

Il mercato dei conti deposito riflette una fase di tassi ancora selettiva. Dopo la riunione dell’11 giugno 2026, la BCE ha portato il tasso sui depositi presso la banca centrale al 2,25%, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e quello sui prestiti marginali al 2,65%, con decorrenza dal 17 giugno 2026.

In Italia, secondo le stime provvisorie ISTAT, a giugno 2026 l’inflazione è scesa al 3% su base annua dall’3,2% di maggio. Questo rende decisivo il confronto sul rendimento netto reale: il guadagno effettivo va valutato dopo tasse, bollo e perdita di potere d’acquisto.

I conti liberi e i conti remunerati permettono di mantenere disponibile la liquidità e, in alcuni casi, offrono tassi competitivi grazie a promozioni temporanee. I conti vincolati possono garantire rendimenti più elevati, soprattutto sulle durate di 24 e 36 mesi, ma richiedono attenzione alle regole di svincolo anticipato.

Il rendimento netto va calcolato applicando la ritenuta del 26% sugli interessi e considerando l’imposta di bollo dello 0,20% annuo sulle somme depositate, salvo prodotti esteri soggetti a IVAFE o offerte in cui il bollo è gestito in modo diverso. Prima dell’apertura vanno confrontati durata, disponibilità delle somme, liquidazione degli interessi, condizioni promozionali e garanzia sui depositi fino a 100.000 euro per depositante e per banca.


Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 06:06:06 +0000
Servizi INPS
Congedo parentale e di paternità all’estero: domanda INPS solo telematica
Dal 1° luglio 2026 le istanze dei genitori residenti all'estero viaggiano solo online, chiuso l'invio cartaceo via PEC e da regolarizzare i periodi fruiti

Dal 1° luglio le domande di congedo parentale e di paternità a pagamento diretto per lavoratori residenti all’estero  si presentano solo per via telematica. Con il messaggio INPS n. 2183/2026 l’Istituto ha rilasciato l’aggiornamento della procedura che chiude la fase transitoria dell’invio cartaceo tramite PEC, avviata ad aprile con il messaggio n. 1214 del 7 aprile.

Domanda telematica di congedo per lavoratori all’estero

I residenti all’estero presentano ora la domanda di congedo di paternità e di congedo parentale attraverso il servizio telematico dell’INPS, lo stesso canale online già in uso per i lavoratori in Italia. L’aggiornamento della procedura riguarda i congedi a pagamento diretto e interviene solo sul modo di inoltrare l’istanza.

La domanda può essere presentata anche tramite patronato o intermediario abilitato, con le regole ordinarie del congedo parentale, dato che durata, indennità e criteri di fruizione non cambiano. Per chi vive all’estero possono presentarsi situazioni documentali particolari, come quella dei figli nati all’estero privi di codice fiscale.

Stop alle domande cartacee inviate via PEC

Il canale cartaceo via PEC verso le Sedi Polo, ammesso in via transitoria dal messaggio n. 1214 del 7 aprile 2026, è chiuso dal 1° luglio 2026. Fino al 30 giugno era l’unica via percorribile per i residenti all’estero, perché il servizio telematico dedicato non era ancora attivo; l’Istituto lo aveva previsto in attesa dell’aggiornamento dei sistemi informatici.

Regolarizzazione dei periodi di congedo già fruiti

I genitori che hanno fruito del congedo tra il 17 dicembre 2025 e il 1° luglio 2026 senza aver potuto presentare la domanda devono ora inserirla per via telematica. Per l’istruttoria di queste istanze l’INPS chiede alle proprie strutture territoriali di considerare l’oggettiva impossibilità di una presentazione preventiva, così da non penalizzare chi non ha potuto inviarla prima per cause non a lui imputabili.

Il 17 dicembre 2025 coincide con il rilascio della nuova procedura telematica generale di presentazione della domanda; da quella data fino all’aggiornamento del 1° luglio 2026 i residenti all’estero non disponevano ancora del canale online dedicato, gestito nel frattempo via PEC.

Sedi Polo territoriali competenti per Stato di residenza

La Sede Polo INPS competente per la lavorazione della domanda si individua in base allo Stato estero di residenza del richiedente, secondo la tabella allegata al messaggio n. 1214 del 7 aprile 2026.

Stato estero di residenza Sede Polo territoriale competente
Albania Perugia (fino al 31/05/2026); Lecce (dal 01/06/2026)
Argentina Venezia
Australia Ancona
Austria, Germania (DRV Bund, KBS, GLA) Bolzano
Belgio Roma-Tuscolano
Brasile Forlì
Bulgaria, Canada (Quebec) Isernia
Canada (Ottawa) L’Aquila
Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Rep. Ceca, Romania, Slovacchia, Ungheria Terni
Città del Vaticano Roma-Flaminio
Croazia, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Serbia, Slovenia Trieste
Danimarca, Finlandia, Norvegia, Svezia Cecina
Francia (CNAV, altre istituzioni non specificate) Collegno
Francia (CPAM, Organic) Aosta
Francia (CARSAT Lyon, Marseille) Genova
Francia (CARSAT Toulouse, Villeneuve d’Asq, altre CARSAT) La Spezia
Francia (CANSSM, CRAV Strasbourg), Israele Asti
Francia (CARSAT Dijon, Nancy), Germania (altre DRV) Savona
Germania (DRV Saarbrücken, Schwaben e altre DRV non specificate) Catanzaro
Gran Bretagna e Irlanda del Nord Napoli
Grecia, Moldova, Venezuela Bari
Irlanda (Eire), Islanda, Lussemburgo, Turchia, Capoverde, Jersey Perugia
Paesi Bassi Cagliari
Portogallo, Principato di Monaco, Spagna Imperia
San Marino Rimini
Svizzera Bergamo
Tunisia, USA Palermo
Uruguay Potenza
Tutti gli altri Stati non indicati Perugia

 


Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 05:32:51 +0000
Pensioni
Supplemento di pensione, si calcola solo sui nuovi contributi versati
Sono titolare di pensione da collaboratore co.co.co., già riliquidata un paio di volte ogni cinque anni. Ora smetto di lavorare e voglio chiedere il ricalcolo dell’assegno includendo gli ultimi quattro anni di contributi. L’importo mensile verrà integrato con la quota liquidata sui soli quattro anni di nuovi versamenti, oppure ricalcolato sull’intero montante aggiornato al 31/12/2026?[...] Sono titolare di pensione da collaboratore co.co.co., già riliquidata un paio di volte ogni cinque anni. Ora smetto di lavorare e voglio chiedere il ricalcolo dell’assegno includendo gli ultimi quattro anni di contributi. L’importo mensile verrà integrato con la quota liquidata sui soli quattro anni di nuovi versamenti, oppure ricalcolato sull’intero montante aggiornato al 31/12/2026?[...]
Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 05:07:21 +0000
Tech for PMI
Sovranità tecnologica UE, intervista ad Henna Virkkunen
PMI.it ha intervistato la Commissaria UE, Henna Virkkunen, sul nuovo Pacchetto UE per la sovranità tecnologica

PMI.it ha intervistato la Vicepresidente esecutiva della Commissione europea e Commissaria UE Henna Virkkunen sul nuovo Pacchetto UE per la sovranità tecnologica presentato il 3 giugno 2026 e volto a recuperare il ritardo tecnologico dell’Europa. Focus sulla strategia basata su quattro ambiti d’intervento, due proposte legislative ed una specifica roadmap attuativa.


Data articolo: Fri, 03 Jul 2026 17:56:40 +0000
Sicurezza sul Lavoro
Meloni, in Manovra 2027 proroga detassazione su aumenti contrattuali
Imposta sostitutiva al 5% sugli aumenti da CCNL estesa al 2027 con la Legge di Bilancio: la premier al congresso UIL. Al congresso UIL Meloni apre alla proroga.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha aperto alla proroga della detassazione al 5% sugli aumenti contrattuali nella Legge di Bilancio 2027, intervenendo il 2 luglio al congresso della UIL a Padova. Il Governo intende confermare per un altro anno l’imposta sostitutiva sugli incrementi da rinnovo CCNL, introdotta dalla Manovra 2026 e già richiesta dal sindacato. L’annuncio riguarda per il momento il solo 2027.

Flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali confermata nel 2027

Il Governo punta a confermare per il 2027 l’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti legati ai rinnovi contrattuali, oggi prevista solo per gli incrementi pagati nel 2026. La premier ha spiegato di averne già discusso con la ministra del Lavoro Marina Calderone e con il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti in vista della prossima manovra.

La tassazione agevolata è stata introdotta dall’art. 1, comma 7, della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) e riguarda i dipendenti privati con reddito da lavoro 2025 fino a 33mila euro, sugli incrementi corrisposti in attuazione dei CCNL sottoscritti nel triennio 2024-2026. Meloni ne ha parlato come di una misura a cui dare «continuità e stabilità», perchè «rafforza il legame tra produttività e salario».

La misura oggi in vigore per come è prevista della Legge di Bilancio 2026 applica il 5% agli incrementi corrisposti nel 2026 in attuazione dei contratti collettivi nazionali sottoscritti tra il 2024 e il 2026, per i dipendenti privati con reddito da lavoro 2025 non superiore a 33mila euro. Le voci ammesse ed escluse sono state definite dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 2/E del 24 febbraio 2026 e la Circolare n. 3/E del 24 giugno 2026, che estende il beneficio ad arretrati, indennità di mansione, ferie e festività soppresse.

La proroga annunciata copre per ora il solo 2027, mentre la UIL chiedeva la conferma anche per il 2028. Sul valore effettivo pesa la platea ristretta: per la CGIL l’agevolazione garantisce un beneficio medio di circa 126 euro l’anno per lavoratore, limitatamente ai redditi più bassi.

Il risparmio in busta paga sull’aumento contrattuale

Su un aumento da rinnovo di 1.000 euro lordi annui, un dipendente con reddito 2025 di 30mila euro versa 50 euro con l’imposta sostitutiva al 5%, contro i 330 dovuti con l’aliquota IRPEF marginale del 33% del secondo scaglione: il risparmio supera i 280 euro l’anno e cresce ulteriormente perché il 5% assorbe anche le addizionali regionali e comunali. Il vantaggio aumenta con l’ampiezza dell’aumento e si annulla oltre la soglia dei 33mila euro di reddito.

Premi di produttività fino a 5.000 euro con imposta all’1%

La premier ha rivendicato anche i risultati dell’imposta sostitutiva all’1% sui premi di produttività fino a 5.000 euro nel biennio 2026-2027 per i dipendenti con retribuzione annua fino a 80mila euro, citando i dati del Ministero del Lavoro aggiornati a giugno 2026.

I contratti di produttività depositati e attivi superano quota 13.600, con una crescita di oltre 1.300 accordi in un solo mese. Il premio medio annuo riconosciuto agli oltre 3,8 milioni di lavoratori coperti supera i 1.800 euro, circa 300 in più rispetto a dicembre 2022. La diffusione si concentra nelle PMI, soprattutto del Nord.

Ispezioni sul lavoro e patente a crediti verso nuovi settori

Il Governo punta a estendere la patente a crediti oltre i cantieri edili e rivendica un’attività ispettiva più mirata: nel 2024 gli accessi congiunti di Ispettorato, INPS, INAIL e Carabinieri hanno superato quota 158mila, con irregolarità riscontrate in quasi due controlli su tre. Meloni ha ribadito la linea della «tolleranza zero» sul caporalato.

Sul fronte della sicurezza, l’Esecutivo lavora all’estensione ad altri settori della patente a crediti nei cantieri edili e al potenziamento del badge di cantiere, il documento con codice univoco che rende tracciabile la presenza in cantiere e la regolarità contributiva e formativa del lavoratore.

La premier ha infine aperto anche a un confronto sulle ispezioni sul lavoro irregolare e a un regime fiscale agevolato per favorire le aggregazioni d’impresa.


Data articolo: Fri, 03 Jul 2026 14:13:22 +0000
Stipendi
Stipendi italiani più bassi d’Europa, il divario aumenta ai vertici
ODM Consulting misura il gap per ogni ruolo aziendale mettendo a confronto l'Italia con le altre economie europee: il divario su incrementi, potere d'acquisto e tasse

L’indagine retributiva di ODM Consulting (Gi Group Holding) realizzata a cadenza periodica e pubblicata della sua ultima edizione il 1° luglio 2026, colloca gli stipendi italiani in coda a quelli di moltissimi altri paesi europei,  per ogni ruolo aziendale, con il divario più ampio che si colloca ai vertici. Per quanto riguarda il rapporto tra incrementi retributivi e inflazione, il differenziale si mostra comunque positivo o in linea per quasi tutti i Paesi, con previsione 2026 allineata ovunque.

Il divario retributivo nei diversi ruoli

Le retribuzioni italiane sono inferiori a quelle di Belgio, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito e Svizzera per tutti i profili professionali — Director, Manager, Expert, Specialist e Operative — e la Svizzera registra i valori più alti in assoluto. Lo scarto cresce salendo di responsabilità: per un Director la retribuzione fissa annua lorda arriva a 417.174 euro in Svizzera contro 137.140 euro in Italia. Il quadro conferma la distanza strutturale che caratterizza gli stipendi in Italia rispetto all’Europa occidentale.

Il confronto cambia segno verso l’Europa dell’Est: i profili support in Bulgaria si fermano a 8.454 euro e in Romania a 10.996 euro, contro i 25.850 euro italiani. L’Italia si colloca così in una fascia intermedia, sotto le economie dell’Europa occidentale e la Svizzera ma sopra quelle dell’Est.

Il confronto oltre l’inquadramento

L’indagine costruisce il confronto sui ruoli organizzativi (i GRADE) e non sui livelli di inquadramento contrattuale, per rendere comparabili posizioni con responsabilità analoghe in Paesi diversi. Secondo Martina Colombo, responsabile dell’Area Reward & Engagement di ODM Consulting, l’analisi deve «superare la tradizionale lettura legata ai livelli di inquadramento del solo mercato italiano», così da misurare il diverso peso organizzativo delle posizioni su scala internazionale. Per i gruppi multinazionali è la base su cui definire i budget delle salary review e i percorsi di crescita.

Incrementi stipendiali e inflazione

A incidere sullo stipendio netto in busta paga  è anche il differenziale tra crescita delle retribuzioni e inflazione , che in base all’indagine risulta positivo o in linea in tutti i Paesi analizzati, con la sola eccezione della Romania (-1,3); per il 2026 le previsioni indicano un indicatore allineato all’inflazione ovunque.

Sul fronte dinamico, il potere d’acquisto dei profili italiani tiene quindi il passo dei prezzi, pur con valori assoluti inferiori a quelli dei principali Paesi europei.

Dal lordo al netto, l’effetto del cuneo fiscale italiano

I valori dell’indagine sono basati sulle retribuzioni lorde (RBA): sullo stipendio netto in busta paga il divario dell’Italia può ampliarsi perché il cuneo fiscale italiano è tra i più alti d’Europa. La stessa retribuzione lorda annua (RAL) produce un netto diverso da Paese a Paese e, per un lavoratore italiano, la distanza percepita in busta paga supera quella dei valori lordi.

Per verifica quanto incidono tasse e contributi sul proprio lordo, si può usare il  calcolatore online dello stipendio netto a partire dalla RAL


Data articolo: Fri, 03 Jul 2026 09:06:10 +0000
Tasse immobili
Foto di Google Street View valide come prova negli accertamenti fiscali
Con l'ordinanza 15487/2026 le immagini di Google diventano riproduzioni ex articolo 2712 e l'onere di disconoscerne la conformità grava sul contribuente

Le immagini di Google Street View su Maps e di Google Earth hanno valore di prova negli accertamenti fiscali. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 15487 del 21 maggio 2026 della Sezione tributaria, che ha riconosciuto piena efficacia probatoria alle fotografie reperite in rete e ha posto sul contribuente l’onere di dimostrarne l’eventuale difformità dai luoghi reali. Il contenzioso nasceva dall’imposta comunale sulla pubblicità dovuta sulle insegne di alcune stazioni di rifornimento nel Cremonese.

Foto Google Earth e Street View valide come prova per il Fisco

Le fotografie reperite su Internet quelle di Google Earth (foto aeree) e Google Street View (scattate dal vivo e caricate sul web), sono riproduzioni meccaniche ai sensi dell’articolo 2712 del Codice civile e hanno efficacia probatoria nel processo tributario. Il giudice non può escluderle solo perché provenienti dalla rete e deve valutarle insieme agli altri elementi acquisiti al giudizio.

Le fotografie tratte da internet, anche da siti o applicazioni quali Google Earth e Google Street View, secondo la Corte costituiscono «prova precostituita della sua conformità alle cose ed ai luoghi rappresentati», per cui chi voglia inficiarne l’efficacia ha l’onere di disconoscere tale conformità.

La Cassazione si allinea a un orientamento già affermato in materia di riproduzioni fotografiche (Cass. n. 8682/2009 e Cass. n. 9977/2018) e lo applica alle immagini di geolocalizzazione, che diventano così una fonte di prova utilizzabile dagli enti impositori nell’attività di accertamento.

Geolocalizzazione ammessa nel processo tributario

L’ordinanza nasce da tre avvisi di accertamento per l’imposta comunale sulla pubblicità relativa alle insegne di alcune stazioni di rifornimento carburante nel Cremonese. Il concessionario della riscossione aveva prodotto immagini di Google Street View per documentare presenza e dimensioni dei cartelli pubblicitari contestati.

La Commissione tributaria regionale della Lombardia aveva escluso quelle fotografie perché tratte da internet e depositate tardivamente. La Cassazione ha accolto il ricorso del concessionario su entrambi i fronti, confermando l’ammissibilità dei documenti prodotti in primo grado e affermando che le immagini web non sono prive di valore probatorio.

Conformità da comprovare

Per privare l’immagine del suo valore di prova il contribuente deve disconoscerne la conformità in modo chiaro, circostanziato ed esplicito, allegando elementi che attestino la differenza tra la fotografia e lo stato effettivo dei luoghi. La sola contestazione dei fatti che l’altra parte intende dimostrare non è sufficiente.

Foto valide senza disconoscimento

Senza un disconoscimento qualificato la foto conserva piena efficacia; con esso degrada a presunzione semplice, valutabile dal giudice insieme al resto del quadro istruttorio. È lo schema delle presunzioni relative, dove l’onere della prova contraria è del contribuente, come accade per la presunzione di maggior reddito fondata sui versamenti bancari.

Il valore della fotografia si intreccia con la legittimità della sua acquisizione e con le garanzie del contribuente nel contenzioso, terreno su cui la stessa Sezione tributaria è intervenuta di recente sull’utilizzabilità delle prove raccolte dal Fisco.

Leve difensive contro le foto web usate dal Fisco

La difesa si concentra su due fronti, la data di rilevamento dell’immagine e la difformità documentata rispetto allo stato effettivo dei luoghi. Gli argomenti su cui si costruisce il disconoscimento sono soprattutto:

  • la data di scatto, perché le immagini di Street View ed Earth riportano il periodo di acquisizione e conservano versioni storiche navigabili, elemento che consente di dimostrare se la fotografia è anteriore o successiva all’annualità contestata;
  • la difformità dei luoghi, documentabile con perizie, rilievi, titoli edilizi o fotografie datate che attestino una situazione diversa da quella ripresa online;
  • la tempestività e la specificità del disconoscimento, da sollevare nei termini processuali e riferito puntualmente alla singola immagine, senza formule generiche.

La questione della certezza della data di rilevamento delle foto di Street View era già emersa in un precedente del 2020 (Cass. n. 308/2020), segno di un contenzioso che accompagna da tempo l’uso probatorio delle immagini online. Per imprese e professionisti il principio si traduce in una sola indicazione operativa, ciò che è visibile in rete su capannoni, insegne, cantieri e sedi può finire in un avviso di accertamento, e va presidiato con documentazione datata pronta a smentire l’istantanea.

Foto aeree e satellitari nei controlli catastali sugli immobili

Il principio va oltre il contensioso sull’imposta locale. Nei controlli sugli immobili l’Agenzia delle Entrate può incrociare già cartografia catastale e immagini aeree per far emergere le rendite catastali non aggiornate dopo i lavori con Superbonus e altri bonus edilizi, terreno su cui la prova per immagini oggi conta sempre di più. Per privati, imprese e professionisti l’indicazione è una sola: ciò che è visibile in rete su capannoni, insegne, cantieri e immobili può finire in un avviso di accertamento e va presidiato con documentazione datata pronta a smentire l’istantanea.


Data articolo: Fri, 03 Jul 2026 08:32:40 +0000
Startup
ON – Oltre Nuove imprese a Tasso Zero 2026: finanziamenti agevolati per giovani e donne
Incentivi ON - Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero per avvio o consolidamento di attività imprenditoriali di giovani e donne, senza scadenze né graduatorie.

L’incentivo ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero di Invitalia, dedicato all’imprenditoria giovanile e femminile, si aggiorna: per le domande presentate dal 1° luglio 2026 le agevolazioni sono concesse solo nella forma del finanziamento agevolato a tasso zero, dopo l’esaurimento delle risorse destinate al contributo a fondo perduto. La misura è attiva in tutta Italia e la procedura di domanda a sportello sulla piattaforma di Invitalia non subisce modifiche.

Il programma “Oltre Nuove imprese a Tasso Zero†è una delle principali iniziative italiane per incentivare la creazione e lo sviluppo di micro e piccole imprese con una prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile. Risponde alla necessità di sostenere l’autoimpiego e di promuovere nuove iniziative imprenditoriali su tutto il territorio nazionale.

La finalità è duplice: favorire l’ingresso dei giovani nel mondo dell’imprenditoria e sostenere le donne imprenditrici, riducendo il divario di genere nell’economia. Possono accedere alle agevolazioni anche le persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa, a condizione di completare la costituzione entro i termini stabiliti.

Fino al 30 giugno 2026 le agevolazioni univano finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto, con copertura fino al 90% delle spese ammissibili. Per le domande dal 1° luglio 2026 la quota a fondo perduto non è più disponibile: la copertura, sempre fino al 90% delle spese, è erogata interamente come finanziamento a tasso zero, da restituire in dieci anni.

Le spese vanno giustificate nel piano di impresa e riguardano investimenti in macchinari, impianti, attrezzature, programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, brevetti e licenze d’uso.

Il programma sostiene un’ampia gamma di settori: la produzione di beni nell’industria, nell’artigianato e nella trasformazione dei prodotti agricoli, la fornitura di servizi alle imprese e alle persone, il commercio di beni e servizi e il turismo, comprese le attività turistico-culturali per la valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico.

Le domande si presentano esclusivamente online sulla piattaforma di Invitalia, con procedura valutativa a sportello e senza graduatorie: le richieste sono esaminate in ordine cronologico di arrivo. I programmi di investimento devono essere realizzati entro 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento e le agevolazioni sono erogate in più quote, con possibilità di anticipazioni.

In sintesi:

  • dal 1° luglio 2026 l’incentivo ON è concesso solo come finanziamento agevolato a tasso zero, esaurite le risorse del fondo perduto (comunicato Invitalia del 30 giugno 2026);
  • la copertura arriva fino al 90% delle spese ammissibili, ora interamente come prestito da restituire in dieci anni;
  • destinatari sono le micro e piccole imprese costituite da non più di 60 mesi a prevalenza giovanile (18-35 anni) o femminile, e le persone fisiche che intendono avviarle;
  • l’investimento agevolabile arriva fino a 3 milioni di euro nei settori produzione, servizi, commercio e turismo;
  • la domanda si presenta a sportello sulla piattaforma di Invitalia, senza graduatorie e in ordine cronologico di arrivo.

Data articolo: Fri, 03 Jul 2026 08:22:46 +0000
PNRR
Fondi PNRR non spesi, si tirano le somme: risorse residue riassegnate
Da indicare le risorse stanziate e non utilizzate: andranno prioritariamente a calmierare l’aumento dei costi dei materiali nei cantieri.

La partita del PNRR si sposta sui fondi non spesi e sulla loro riprogrammazione, terreno di confronto tra Governo e opposizioni: le risorse stanziate ma non impegnate al 30 giugno 2026 ritornano nella disponibilità dello Stato per essere riassegnate ad altri interventi. Le regole sono fissate dalla Ragioneria generale dello Stato e dal DL 19/2026, che distingue tra economie di misura e di progetto governandone il recupero.

In sintesi:

  • le risorse assegnate ma non impegnate al 30 giugno 2026 e non più necessarie vanno rilevate su ReGiS a livello di CUP (nota RGdS 24 giugno 2026) e sono imputate in via prioritaria al Fondo opere indifferibili;
  • le risorse più vincolate sono riprogrammate con DPCM, che rifinanzia il Fondo per 54,3 milioni nel 2027-2029.

Riassegnazione delle economie di progetto PNRR

La rilevazione delle economie PNRR distingue tra due categorie. Le economie di misura, ai sensi dell’articolo 30, comma 3, del decreto-legge n. 19 del 2026, sono le risorse che al 30 giugno 2026 non risultano ancora destinate a specifici progetti tramite provvedimenti di assegnazione delle Amministrazioni titolari. Le economie di progetto, ai sensi del comma 2, sono le risorse già assegnate a un singolo intervento ma non impegnate alla stessa data e non più necessarie a completarlo.

Rilevazione economie di progetto su ReGiS

Per le economie di progetto i soggetti attuatori aggiornano il sistema ReGiS. La nota della Ragioneria generale dello Stato del 24 giugno 2026 chiede di registrare gli impegni assunti per ciascun CUP e di valorizzare, nella sezione dedicata alle economie, le risorse effettivamente non impegnate, tenendo conto delle spese ancora necessarie al completamento amministrativo-contabile dell’intervento.

Risorse dirottate al Fondo opere indifferibili

Quando l’intervento ha ricevuto il Fondo per l’avvio di opere indifferibili, le economie di progetto sono imputate in via prioritaria a quella fonte. Lo prevede la nota della Ragioneria. Il Fondo, istituito dall’articolo 26, comma 7, del decreto-legge n. 50 del 2022, è nato per fronteggiare l’eccezionale aumento dei costi dei materiali da costruzione negli appalti pubblici, con una dotazione complessiva di 8,8 miliardi di euro. Le risorse non spese su questi interventi rientrano così nel circuito che sostiene i cantieri esposti ai rincari.

Accertamento e riprogrammazione risorse non vincolate

Le risorse su cui non gravano obbligazioni giuridicamente vincolanti sono accertate dopo il 30 giugno 2026 con decreti del Ministero dell’Economia, di concerto con il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, ai sensi dell’articolo 30, comma 3. La loro riassegnazione avviene con un DPCM, ai sensi del comma 4, anche tramite rifinanziamento, rimodulazione o riprogrammazione. È lo stesso canale con cui il Governo ha già spostato oltre due miliardi verso energia, housing sociale e imprese nelle ultime revisioni dei fondi del PNRR.

La priorità del DPCM al Fondo per le esigenze indifferibili

Il DPCM di riprogrammazione ha una destinazione prioritaria fissata dalla legge. L’articolo 30, comma 5, dispone che rifinanzi anzitutto il Fondo per le esigenze indifferibili del MEF, previsto dall’articolo 1, comma 200, della legge n. 190 del 2014, per 18.232.210 euro nel 2027 e 18.030.231 euro per ciascuno degli anni 2028 e 2029. Una seconda quota, pari a 8.998.702 euro l’anno dal 2027 al 2029, rifinanzia autorizzazioni di spesa di alcuni Ministeri.

Destinazione prioritaria (art. 30, comma 5) Importo
Fondo per le esigenze indifferibili, anno 2027 18.232.210 euro
Fondo per le esigenze indifferibili, anno 2028 18.030.231 euro
Fondo per le esigenze indifferibili, anno 2029 18.030.231 euro
Autorizzazioni di spesa di alcuni Ministeri, ciascun anno dal 2027 al 2029 8.998.702 euro

Il Fondo per le esigenze indifferibili è una riserva generale di bilancio del MEF, ripartita ogni anno con appositi decreti, da non confondere con il Fondo per l’avvio di opere indifferibili dedicato ai cantieri. I due fondi condividono un nome quasi identico e svolgono funzioni distinte, e le economie del PNRR li alimentano su piani diversi, il primo nella riprogrammazione complessiva, il secondo nella rilevazione a livello di singolo progetto.

La decima rata da 28,4 miliardi e la chiusura del Piano

La corretta rilevazione delle economie incide sui conti dell’ultima fase del PNRR. L’Italia punta alla decima e ultima rata, pari a 28,4 miliardi di euro e legata a 159 obiettivi, dopo aver incassato nove rate per circa 166 miliardi, l’85% di un Piano da 194,4 miliardi. La documentazione finale su ReGiS va completata entro il 31 agosto e la richiesta dell’ultima rata entro il 30 settembre, mentre il calcolo definitivo delle economie e dei ribassi d’asta arriva solo con la rendicontazione.


Data articolo: Fri, 03 Jul 2026 08:07:04 +0000
Scadenze Fiscali
Tregua fiscale dal 1° agosto, sospensione per adempimenti, avvisi e pagamenti
Dal 1° agosto, Fisco e AdER sospendono adempimenti, versamenti e invio di avvisi bonari lungo quattro finestre distinte, ognuna con la propria norma e decorrenza

Conto alla rovescia per la pausa estiva concessa da Agenzia delle Entrate e Riscossione ai contribuenti, che beneficiano di una sospensione ad agosto  con differimento di adempimenti e versamenti fiscali. Fermo anche l’invio di avvisi bonari da parte dell’AdE e rimandati i termini di pagamento delle cartelle per somme a ruolo. Un discorso a parte per le rate della definizione agevolata, con la Rottamazione-quinquies al debutto in cassa il 31 luglio e tolleranza fino al 5 agosto.

In sintesi:

  • dal 1° al 20 agosto sono differiti gli adempimenti e versamenti fiscali con modello F24 (art. 37, comma 11-bis, primo periodo, DL 223/2006);
  • dal 1° al 31 agosto è sospeso l’invio degli avvisi bonari e delle comunicazioni da controlli automatizzati e formali (art. 10, comma 1, D.Lgs. 1/2024);
  • dal 1° agosto al 4 settembre è sospeso il pagamento di somme dovute a seguito di avvisi bonari (art. 7-quater, comma 17, DL 193/2016) e la trasmissione di documenti richiesti al contribuente (art. 37, comma 11-bis, secondo periodo, DL 223/2006).
  • non godono di sospensione la prima o unica rata della rottamazione quinquies, in scadenza al 31 luglio 2026 (legge n. 199/2025), e le rate successive alla prima degli avvisi bonari già in corso.

Sospensione di adempimenti e versamenti fiscali

Dal 1° al 20 agosto gli adempimenti e i versamenti fiscali con scadenza in questo periodo possono essere effettuati entro il 20 agosto, senza sanzioni né interessi. La regola è fissata dall’art. 37, comma 11-bis, primo periodo, del DL 223/2006 e vale per i versamenti con modello F24, compresi quelli rateizzati ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs. 241/1997. Tutte le scadenze fiscali comprese nell’intervallo slittano in blocco al 20 agosto, e lo scadenzario pubblicato sul portale dell’Agenzia delle Entrate ricalibra le date di conseguenza. Il pagamento dell’IVA mensile o trimestrale, per esempio, passa dalla scadenza ordinaria del 16 al 20 agosto.

Stop all’invio di avvisi bonari

Dal 1° al 31 agosto l’Agenzia delle Entrate sospende l’invio degli avvisi bonari e delle principali comunicazioni al contribuente, per effetto dell’art. 10, comma 1, del D.Lgs. 1/2024, il cosiddetto Decreto Adempimenti. Lo stesso stop si ripete dal 1° al 31 dicembre.

La sospensione riguarda in particolare: gli esiti dei controlli automatizzati delle dichiarazioni (artt. 36-bis DPR 600/1973 e 54-bis DPR 633/1972); gli esiti dei controlli formali (art. 36-ter DPR 600/1973); le comunicazioni sulla liquidazione delle imposte sui redditi a tassazione separata (art. 1, comma 412, L. 311/2004); le lettere di invito all’adempimento spontaneo, dette di compliance (art. 1, commi 634-636, L. 190/2014). Fanno eccezione gli atti per i quali sussistono ipotesi di indifferibilità e urgenza, che il Fisco invia anche in questo periodo: la circolare AdE n. 9/E del 2 maggio 2024 indica, tra i casi tipici, il pericolo per la riscossione con termini di prescrizione in scadenza, gli atti con risvolti penali e quelli destinati a soggetti in procedure concorsuali.

Sospensione dei termini di pagamento

Dal 1° agosto al 4 settembre è sospeso il termine per il pagamento delle somme richieste con gli avvisi bonari, in base all’art. 7-quater, comma 17, del DL 193/2016. La sospensione copre gli importi dovuti a seguito dei controlli automatici e formali delle dichiarazioni e della liquidazione delle imposte sui redditi a tassazione separata. Se un atto viene notificato ad agosto per ragioni di urgenza, il termine per il pagamento non parte dalla data di ricezione: la decorrenza è spostata al 5 settembre.

Trasmissione di documenti e informazioni al Fisco

Dal 1° agosto al 4 settembre sono sospesi anche i termini per trasmettere all’Agenzia delle Entrate documenti e informazioni richiesti al contribuente, ai sensi dell’art. 37, comma 11-bis, secondo periodo, del DL 223/2006. La sospensione non si applica alle richieste effettuate nel corso di accessi, ispezioni e verifiche, né alle procedure di rimborso IVA, che seguono i termini ordinari.

Scadenze fiscali senza sospensione nella pausa estiva

Non tutti gli obblighi si fermano ad agosto: alcune somme vanno versate nei termini ordinari anche nel periodo di pausa.

Avvisi di accertamento e cartelle di pagamento seguono un binario a parte rispetto a quello delle comunicazioni bonarie. Ad esempio: se un avviso bonario viene notificato per urgenza il 26 agosto, il termine per il pagamento parte dal 5 settembre e non dalla ricezione; se invece è in corso la rateazione di un avviso ricevuto a giugno, la rata di agosto va versata puntualmente, senza slittamenti.

Le rate successive alla prima di un piano di rateazione di un avviso bonario già in corso non godono di alcuna sospensione. Gli avvisi di accertamento e le cartelle di pagamento seguono inoltre un binario distinto da quello delle comunicazioni bonarie qui descritte. Un esempio pratico chiarisce la differenza: se un avviso bonario viene notificato per urgenza il 26 agosto, il termine per il pagamento parte dal 5 settembre e non dalla ricezione; se invece è in corso la rateazione di un avviso ricevuto a giugno, la rata di agosto va versata alla scadenza prevista, senza slittamenti.

Le rate successive alla prima di un avviso bonario già in corso di rateazione non godono di alcuna sospensione e vanno versate alla scadenza prevista.

Le rate delle definizioni agevolate seguono un calendario tassativo fissato dalla legge e non rientrano nella sospensione feriale.

La rottamazione quinquies introdotta dalla legge n. 199/2025 ne è l’esempio della stagione: la prima o unica rata scade il 31 luglio 2026. Chi ha scelto il pagamento in unica soluzione dispone di una tolleranza di cinque giorni e può versare entro il 5 agosto 2026 senza decadere; chi ha optato per il piano rateale, invece, deve rispettare il 31 luglio come termine tassativo, perché la tolleranza torna solo sull’ultima rata del piano.


Data articolo: Fri, 03 Jul 2026 07:46:06 +0000
Modello F24
Conciliazione sui crediti compensati, 31 nuovi codici tributo per l’F24
L'Agenzia delle Entrate istituisce i codici da CT01 a CT31 per pagare in F24 le somme concordate sugli atti di recupero dei crediti compensati in modo indebito

L’Agenzia delle Entrate ha istituito 31 nuovi codici tributo, da CT01 a CT31, per versare con il modello F24 le somme dovute a seguito della conciliazione giudiziale sugli atti di recupero dei crediti d’imposta compensati in modo indebito. La misura arriva con la risoluzione n. 25 del 26 giugno 2026 e affianca i codici già previsti per l’accertamento con adesione.

A chi servono i nuovi codici tributo per la conciliazione

I nuovi codici tributo servono ai contribuenti che hanno definito con una conciliazione giudiziale un atto di recupero emesso dall’Agenzia delle Entrate per crediti inesistenti o non spettanti utilizzati in compensazione. L’art. 38-bis del DPR 600/1973 consente al Fisco di emettere questo atto quando un credito è utilizzato in compensazione ai sensi dell’art. 17 del Dlgs 241/1997. Per le relative controversie valgono le regole del processo tributario del Dlgs 546/1992, che ammette la definizione tramite conciliazione ai sensi degli artt. 48 e seguenti.

Elenco dei codici tributo da CT01 a CT31

La risoluzione n. 25/2026 istituisce 31 codici, numerati da CT01 a CT31, ripartiti per tipologia di credito recuperato e per natura della somma da versare. Per ogni famiglia di agevolazione un codice copre il recupero del credito e i relativi interessi, un altro le sanzioni correlate.

Crediti d’imposta e agevolazioni alle imprese

I primi codici riguardano i crediti d’imposta e le agevolazioni alle imprese:

  • CT01 e CT02 per il credito d’imposta a favore delle piccole e medie imprese, il primo per il recupero e i relativi interessi e il secondo per le sanzioni correlate;
  • CT03 e CT04 per il credito d’imposta sull’incremento dell’occupazione, distinti tra recupero e sanzioni;
  • CT05 e CT06 per il credito d’imposta sugli investimenti nelle aree svantaggiate;
  • CT07 e CT08 per i crediti d’imposta da agevolazioni diverse da aree svantaggiate, incentivi occupazionali e incentivi alle piccole e medie imprese;
  • CT09 e CT10 per il credito d’imposta sui nuovi investimenti produttivi nella Regione Campania, previsto dall’art. 3 della legge regionale n. 12/2007;
  • CT11 e CT12 per il credito d’imposta sui nuovi investimenti e sulla crescita dimensionale delle imprese nella Regione Siciliana, previsto dalla legge regionale n. 11/2009.

Contributi regionali e a fondo perduto

Una seconda serie copre i contributi regionali e a fondo perduto:

  • CT13 e CT14 per il contributo concesso dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, previsto dall’art. 2, comma 1, della legge regionale n. 22/2010;
  • CT15, CT16 e CT17 per i contributi a fondo perduto utilizzati in compensazione, rispettivamente per il recupero, per i relativi interessi e per le sanzioni.

Sostituti d’imposta, trattamento integrativo e Bonus Irpef

Gli ultimi codici riguardano i sostituti d’imposta, con il trattamento integrativo e il Bonus Irpef:

  • CT18 e CT19 per il trattamento integrativo e il Bonus Irpef riconosciuti in busta paga e recuperati verso i sostituti d’imposta;
  • CT20 e CT21 per le somme rimborsate a titolo di imposte erariali ai sensi dell’art. 15, comma 1, lettera a), del Dlgs n. 175/2014;
  • CT22 e CT23 per le stesse somme riferite ai dipendenti in impianti della Valle d’Aosta con versamenti effettuati fuori Regione;
  • CT24 e CT25 per le somme riferite ai dipendenti in impianti fuori dalla Valle d’Aosta con versamenti effettuati nella Regione;
  • CT26 e CT27 per le somme rimborsate a titolo di addizionale regionale all’IRPEF;
  • CT28 e CT29 per le somme rimborsate a titolo di addizionale comunale all’IRPEF;
  • CT30 e CT31 per il trattamento integrativo previsto dall’art. 1, comma 4, del decreto-legge n. 3/2020.

La compilazione del modello F24 con i codici della conciliazione

In fase di compilazione, i codici da CT01 a CT31 vanno esposti nella sezione Erario del modello F24, nella colonna importi a debito versati. Nei campi codice ufficio, codice atto e anno di riferimento, in formato AAAA, vanno riportati i dati indicati nell’accordo conciliativo o nel processo verbale. Per i soli codici CT26 e CT27, riferiti all’addizionale regionale, nel campo rateazione/Regione/prov./mese di riferimento va indicato anche il codice della Regione, reperibile nella Tabella T0 dei codici delle Regioni e delle Province autonome pubblicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

La differenza con i codici da adesione e PVC

La serie CT dedicata alla conciliazione affianca quella già istituita a marzo 2026 per l’accertamento con adesione e i processi verbali di constatazione, con i codici da AD01 in poi. La struttura è identica e cambia l’istituto con cui si chiude la lite. La conciliazione giudiziale definisce la controversia davanti al giudice tributario ai sensi degli artt. 48 e seguenti del Dlgs 546/1992, mentre l’adesione e il PVC operano nella fase amministrativa, prima o a margine del contenzioso.


Data articolo: Fri, 03 Jul 2026 07:29:34 +0000
Ammortizzatori sociali
Ammortizzatore unico Ciclone Harry, al via il pagamento diretto fino a 1.340 euro al mese
Il messaggio INPS 2200 sblocca il pagamento diretto tramite i flussi UNI41 e fissa a 1.340,56 euro il massimale mensile della prestazione per il 2026

L’INPS ha aperto il canale del pagamento diretto per l’ammortizzatore unico riconosciuto ai lavoratori dipendenti del settore privato danneggiati dal Ciclone Harry in Calabria, Sardegna e Sicilia. La misura offre un sostegno al reddito diretto e, con il Messaggio n. 2200 del 1° luglio 2026, l’Istituto ha fissato le regole e il massimale mensile della prestazione.

In sintesi:

  • l’ammortizzatore unico (ISU) spetta ai dipendenti privati colpiti dagli eventi meteorologici del 18 gennaio 2026, ai sensi dell’art. 5 del DL n. 25/2026 convertito dalla legge n. 59/2026;
  • il massimale mensile della prestazione è fissato per il 2026 in 1.340,56 euro, al netto della riduzione del 5,84% prevista dall’art. 26 della legge n. 41/1986 sull’importo lordo di 1.423,69 euro;
  • la durata arriva a 90 giorni in caso di chiusura aziendale e a 15 giorni per il lavoratore residente o domiciliato impossibilitato a recarsi al lavoro, nel periodo tra il 18 gennaio e il 30 aprile 2026;
  • il pagamento diretto ai datori non agricoli passa dai flussi Uniemens-Cig (UNI41), privo di termini decadenziali e con invio consigliato entro la fine del secondo mese successivo al periodo indennizzato;
  • la prestazione è incompatibile con cassa integrazione, assegno di integrazione salariale e fondi bilaterali del D.Lgs. n. 148/2015, con l’art. 8 della legge n. 457/1972 e con l’art. 21, comma 4, della legge n. 223/1991.

Ammortizzatore unico per i dipendenti colpiti dal Ciclone Harry

L’ammortizzatore unico, o Integrazione Salariale Unica (ISU), è la misura di sostegno al reddito introdotta dall’art. 5 del decreto-legge n. 25/2026 (convertito dalla legge n. 59/2026) per i lavoratori dipendenti del settore privato che non hanno potuto lavorare a causa del Ciclone Harry. Affianca il bonus da 500 euro per gli autonomi danneggiati dallo stesso evento e copre le giornate di sospensione comprese tra il 18 gennaio e il 30 aprile 2026.

La domanda di ammortizzatore unico si può inoltrare in due situazioni: la chiusura dell’azienda nei territori colpiti, indennizzabile fino a 90 giorni, e l’impossibilità del lavoratore residente o domiciliato in un comune colpito a raggiungere il posto di lavoro, coperta fino a 15 giorni. La prestazione tutela anche i lavoratori somministrati e distaccati impiegati in sedi ubicate nei territori interessati, pur se dipendenti di aziende con sede altrove.

Il lavoratore deve risultare in forza al datore richiedente al 18 gennaio 2026 o, poiché quel giorno era festivo, al più tardi al 19 gennaio, e per tutto il periodo indennizzato. La misura è incompatibile con i trattamenti di integrazione salariale del D.Lgs. n. 148/2015, con l’indennità dell’art. 8 della legge n. 457/1972 e con i trattamenti dell’art. 21, comma 4, della legge n. 223/1991: le aziende con una domanda per altri ammortizzatori non ancora autorizzati devono chiederne l’annullamento alla sede INPS prima di richiedere l’ammortizzatore unico.

Importo e massimale mensile di 1.340 euro

La prestazione ha un massimale mensile fissato per il 2026 in 1.340,56 euro, che corrisponde al tetto massimo raggiungibile. L’importo effettivo dipende dalla retribuzione del lavoratore e dalle giornate di sospensione indennizzate, entro quel limite. Il valore nasce dall’importo mensile massimo delle integrazioni salariali dell’art. 3, comma 5-bis, del D.Lgs. n. 148/2015, pari a 1.423,69 euro lordi, ridotto del 5,84% in applicazione dell’art. 26 della legge n. 41/1986.

Alla prestazione si aggiunge la contribuzione figurativa, accreditata secondo i criteri dell’art. 6 del D.Lgs. n. 148/2015 e utile ai fini pensionistici. Poiché la misura indennizza l’intera giornata lavorativa, nei flussi le ore di sospensione coincidono con l’orario giornaliero del lavoratore.

Pagamento diretto con i flussi Uniemens-Cig UNI41

Il pagamento diretto della prestazione ai datori di lavoro non agricoli avviene tramite i flussi Uniemens-Cig (UNI41), da trasmettere secondo le modalità ordinarie. Il messaggio INPS n. 2200 del 1° luglio 2026 precisa che per questa misura non si applicano i termini decadenziali dell’art. 7, comma 3, del D.Lgs. n. 148/2015, perché la norma non li richiama.

Per una liquidazione rapida l’Istituto invita a inviare le denunce entro la fine del secondo mese successivo a quello del periodo indennizzato o, se posteriore, entro 60 giorni dalla comunicazione dell’autorizzazione. Anche se l’ammortizzatore è riconosciuto in giornate, nel flusso vanno indicate le ore di sospensione sulla giornata valorizzata con l’evento ISU, pari all’intero orario giornaliero; per i part-time orizzontali la congruità è verificata sulla percentuale di impiego dichiarata.

Il flusso è unico per ogni mensilità e, quando nello stesso mese ci sono più autorizzazioni, indica tutte le giornate richieste e i relativi ticket, come già chiarito dalla circolare INPS n. 62 del 14 aprile 2021 e dal messaggio n. 1459 del 31 marzo 2022. Il limite di 90 giornate per lavoratore non può essere superato neppure con più domande, causali diverse o datori di lavoro differenti.

Domanda e scadenze per i datori di lavoro non agricoli

I datori di lavoro non agricoli presentano la domanda dalla piattaforma OMNIA IS del portale INPS, nel percorso CIG e Fondi di solidarietà, OMNIA integrazioni salariali, crea domanda, selezionando la prestazione domanda ISU. Le istruzioni della misura sono nella circolare INPS n. 54 del 13 maggio 2026, che ha aperto lo sportello il 14 aprile e indica come termine consigliato, non perentorio, il 31 maggio.

Non serve un accordo sindacale. Le rappresentanze dei lavoratori (RSA o RSU) vanno comunque informate della sospensione, della durata e della motivazione. La causale cambia in base alla situazione, come riepilogato nella tabella.

Situazione Causale e durata massima
Sospensione dell’attività in unità produttive nei territori colpiti, dal 18/01/2026 ISU 704 — Aziende operanti nel luogo dell’evento. Fino a 90 giorni tra il 18/01 e il 30/04/2026
Lavoratori residenti nei comuni colpiti al 18/01/2026, impossibilitati a recarsi al lavoro ISU 705 — lavoratori residenti nel luogo dell’evento. Fino a 15 giorni tra il 18/01 e il 30/04/2026
Lavoratori domiciliati nei comuni colpiti al 18/01/2026, impossibilitati a recarsi al lavoro ISU 706 — lavoratori domiciliati nel luogo dell’evento. Fino a 15 giorni tra il 18/01 e il 30/04/2026
Lavoratori somministrati o distaccati in sedi produttive colpite dall’evento ISU 707 — Aziende somministratrici o distaccanti con lavoratori nel luogo dell’evento. Fino a 90 giorni tra il 18/01 e il 30/04/2026

Domanda per i datori di lavoro agricoli

I datori di lavoro agricoli presentano la domanda dall’applicativo CISOA Web, con istanze separate per gli operai a tempo indeterminato e determinato (OTI e OTD) e per dirigenti, quadri e impiegati. Le causali dipendono dalla posizione contrattuale del lavoratore e dalla situazione di impossibilità.

Per le domande sui codici 21 e 22 il datore indica la motivazione dell’impossibilità del lavoratore a recarsi al lavoro tra le opzioni di legge:

  • esistenza di un provvedimento normativo o amministrativo connesso all’evento, con l’Allegato 4 della circolare;
  • interruzione o impraticabilità delle vie di comunicazione, con l’Allegato 5;
  • inutilizzabilità dei mezzi di trasporto;
  • inagibilità dell’abitazione di residenza o domicilio;
  • condizioni di salute di familiari conviventi;
  • altri avvenimenti collegati all’evento che abbiano richiesto la presenza del lavoratore in luogo diverso da quello di lavoro;
  • due o più delle condizioni impeditive elencate, per domande riferite a lavoratori con motivazioni diverse.

Le domande presentate dagli intermediari usano gli Allegati 6 o 7. Codici, durata e allegati sono riepilogati nella tabella.

Situazione Causale, durata e allegati
Lavoratori a tempo determinato o indeterminato con rapporto attivo al 18/01/2026, in caso di chiusura aziendale o del datore di distacco Cod. 19 — Sospensione lavoratori con contratto attivo al 18/01. Fino a 90 giornate tra il 18/01 e il 30/04/2026. Allegato 2 per il datore o Allegato 3 per l’intermediario
Lavoratori assunti entro il 30/04/2026 ma senza contratto attivo al 18/01/2026, in caso di chiusura aziendale o del datore di distacco Cod. 20 — Sospensione lavoratori senza contratto attivo al 18/01. Fino a 90 giornate, pari alla differenza tra le giornate dell’anno precedente e quelle dell’anno in corso fino alla domanda. Allegato 2 o 3
Lavoratori a tempo determinato o indeterminato residenti o domiciliati nei territori colpiti al 18/01/2026 Cod. 21 per i residenti e Cod. 22 per i domiciliati — Impossibilità a recarsi al lavoro. Fino a 15 giornate. Allegati 4 e 5 per la motivazione, 6 o 7 per gli intermediari


Data articolo: Fri, 03 Jul 2026 07:18:30 +0000
Turismo
Sciopero trasporti, calendario di luglio 2026: giornate nere per voli e treni
Da domenica 5 luglio voli a rischio negli aeroporti, poi treni e mezzi locali fino allo stop nazionale del 23 e 24, prima della tregua estiva di agosto

Il mese di luglio 2026 porta una nuova ondata di scioperi nei trasporti, con agitazioni del personale di aerei, treni e mezzi pubblici, a livello nazionale e locale. Il primo scoglio per chi viaggia è domenica 5 luglio, quando il trasporto aereo si ferma con più scioperi nazionali di 24 ore che coinvolgono aeroporti, compagnie e società di handling, con il rischio di ritardi e cancellazioni negli scali di Milano Malpensa, Roma e Catania. Secondo il prospetto del Ministero dei Trasporti, le astensioni proseguono poi con ferrovie e trasporto pubblico locale fino allo stop nazionale del 23 e 24 luglio.

In sintesi:

  • domenica 5 luglio è la giornata più critica per gli aeroporti, con più scioperi nazionali di 24 ore nel comparto aereo e negli handling;
  • tra il 6 e l’11 luglio si concentrano gli stop di treni e mezzi locali, con lo sciopero generale in Puglia del 10;
  • il 15 luglio sciopera per l’intera giornata il personale Elior dei servizi di ristorazione sui treni Trenitalia;
  • il 21 luglio si ferma per 24 ore la logistica aeroportuale di Milano Malpensa con Alha e Mle-Bcube;
  • dalle 21.00 del 23 luglio alle 20.59 del 24 luglio è in programma lo stop nazionale di ferrovie e trasporto merci su rotaia, esteso al trasporto pubblico locale il 24.

Sciopero del 5 luglio, la giornata nera per gli aeroporti

Il calendario si concentra su poche giornate ad alta densità di stop. Il mese è iniziato il 2 luglio con lo sciopero di 8 ore del trasporto merci ferroviario di Db Cargo Italia in Lombardia; il primo stop di forte impatto per chi viaggia arriva nel fine settimana. Domenica 5 luglio si concentra la parte più delicata del mese nel trasporto aereo:

  • il personale Enav dell’aeroporto di Milano Malpensa si ferma per 24 ore, dalle 00.01 alle 24.00, con una seconda astensione di 4 ore dalle 13.00 alle 17.00;
  • il personale delle aziende del comparto aereo, aeroportuale e dell’handling incrocia le braccia per 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59, sia per le società aderenti ad Assohandlers sia per le altre;
  • il personale navigante di easyJet sciopera per l’intera giornata su tutto il territorio nazionale;
  • il personale di Adr Security agli aeroporti di Roma Fiumicino e Ciampino si ferma per 8 ore, dalle 10.00 alle 18.00;
  • il personale FedEx di Malpensa e quello di Asc Handling all’aeroporto di Catania Fontanarossa si fermano per 4 ore, dalle 14.00 alle 18.00;
  • il personale navigante di Uab Dat sciopera per 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00.

Sempre il 5 luglio, nel trasporto pubblico locale, si ferma per 24 ore il personale di Autolinee Toscane nel bacino di Firenze.

Treni e mezzi locali dal 6 all’11 luglio

Dal 6 all’11 luglio le agitazioni si spostano su treni e mezzi pubblici locali, con lo sciopero generale in Puglia del 10 luglio tra gli appuntamenti principali.

  • il 6 luglio si ferma per 24 ore il trasporto pubblico locale dell’Amts di Catania, mentre il personale di Autolinee Toscane a Prato sciopera per 4 ore, dalle 18.30 alle 22.30;
  • dalle 21.00 del 6 luglio alle 21.00 del 7 luglio incrocia le braccia il personale ferroviario di Mercitalia Shunting & Terminal, escluso quello operante in Sicilia;
  • il 7 luglio il personale Rfi della Direzione operativa infrastrutture territoriale di Palermo si ferma per 8 ore, dalle 9.00 alle 17.00;
  • dalle 3.00 del 9 luglio alle 2.00 del 10 luglio sciopera per 23 ore il personale operativo degli equipaggi di Italo, su tutto il territorio nazionale;
  • il 10 luglio è in programma lo sciopero generale delle categorie pubbliche e private in Puglia, per l’intera giornata e con il trasporto pubblico locale fermo per l’intero turno, esclusi trasporto aereo e appalti ferroviari;
  • sempre il 10 luglio il personale di Captrain Italia sciopera nel trasporto merci per 8 ore, dalle 16.01 alle 23.59;
  • l’11 luglio si ferma per 24 ore il trasporto pubblico locale dell’Amat di Palermo.

Gli scioperi dal 15 al 22 luglio

Nella seconda metà del mese gli stop proseguono tra appalti ferroviari, trasporto marittimo e mezzi locali, dal 15 al 22 luglio.

  • il 15 luglio sciopera per l’intero turno il personale di Elior addetto ai servizi di ristorazione, e alla logistica di bordo, sui treni Trenitalia;
  • il 17 luglio si fermano per 24 ore il personale marittimo di Caronte & Tourist sulle isole minori siciliane, dalle 6.30 del 17 alle 6.30 del 18, e il trasporto pubblico locale di Atvo a Venezia;
  • dalle 21.00 del 19 luglio alle 20.59 del 20 luglio incrocia le braccia il personale ferroviario di Rfi Doit Verona per l’unità territoriale sud;
  • il 20 luglio si ferma per 24 ore il trasporto pubblico locale di Csc Mobilità a Latina, mentre il personale di Autolinee Toscane nel bacino urbano di Firenze sciopera per 4 ore, dalle 19.00 alle 23.00;
  • il 21 luglio si fermano per 24 ore il personale di Sacal Gh all’aeroporto di Lamezia Terme e quello di Alha e Mle-Bcube all’aeroporto di Milano Malpensa;
  • dalle 12.00 del 22 luglio alle 11.59 del 23 sciopera per 24 ore il personale marittimo di Grandi Navi Veloci.

Lo stop nazionale del 23 e 24 luglio

Il mese si chiude con una mobilitazione nazionale: dalle 21.00 del 23 luglio alle 20.59 del 24 si fermano il settore ferroviario e il trasporto merci su rotaia, con il trasporto pubblico locale coinvolto per l’intera giornata di venerdì 24.

Lo sciopero nazionale, proclamato da Cub Trasporti e Sgb, riguarda il personale delle imprese che svolgono attività ferroviaria e il trasporto merci su rotaia. Il trasporto pubblico locale si ferma per l’intera prestazione del 24 luglio in diverse aziende regionali e locali, tra cui Ferrovie Sud Est, Gtt, Sad ed Eav.

Gli scioperi che riguardano imprese e logistica

Per le imprese l’impatto maggiore arriva dagli scioperi del trasporto merci e ferroviario, che toccano la logistica e le catene di fornitura più dei singoli stop cittadini.

Le giornate da monitorare per le spedizioni sono quelle del trasporto merci su rotaia: il 2 luglio con Db Cargo in Lombardia, il 6 e 7 con Mercitalia, il 10 con Captrain, il 22 e 23 con Grandi Navi Veloci sul fronte marittimo e la mobilitazione nazionale del 23 e 24. Per le trasferte di lavoro contano invece la giornata aerea del 5 luglio, lo stop nazionale di Italo del 9 e la chiusura del 23 e 24, con l’aeroporto di Milano Malpensa coinvolto due volte, il 5 e il 21, come nodo aereo e logistico del Nord.

La concentrazione a luglio non è casuale: da agosto scatta il periodo di franchigia estiva previsto dalla disciplina di settore, e le organizzazioni sindacali tendono a programmare le agitazioni prima della pausa per non incorrere nelle regole sul diritto di sciopero.

Fasce di garanzia e rimborsi per chi viaggia

Negli scioperi dei trasporti valgono le fasce di garanzia previste dalla legge n. 146/1990 sui servizi pubblici essenziali, che assicurano alcune corse nelle ore di maggiore affluenza e lasciano al viaggiatore il diritto al rimborso in caso di cancellazione.

  • per gli aerei, l’Enac assicura i voli nelle fasce di tutela dalle 7.00 alle 10.00 e dalle 18.00 alle 21.00 e pubblica l’elenco dei voli garantiti, mentre le cancellazioni preventive vengono comunicate dalle singole compagnie;
  • per i treni, le imprese pubblicano l’elenco delle corse garantite entro le 24 ore precedenti, consultabile su Trenitalia, Italo e Rfi tramite siti, app e numeri dedicati;
  • per il trasporto pubblico locale le fasce cambiano da città a città in base alle delibere aziendali, di norma al mattino e nel tardo pomeriggio.

In caso di volo cancellato, il regolamento europeo n. 261/2004 riconosce sempre il diritto al rimborso del biglietto o alla riprotezione su un volo alternativo; la compensazione pecuniaria aggiuntiva può invece non spettare quando lo sciopero è qualificato come circostanza eccezionale. Per i treni valgono le regole del vettore sui rimborsi e sugli indennizzi da ritardo.


Data articolo: Fri, 03 Jul 2026 07:02:18 +0000

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