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News da PMI.it - Informazione ICT e Business per piccole e medie imprese

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Unioncamere
Bando Voucher Doppia Transizione 2026, dall’8 luglio domande per 150 milioni alle PMI
Il bando nazionale dei Punti Impresa Digitale mette 150 milioni sul 2026-2029 mentre importi e scadenze dipendono dalla Camera di commercio del territorio

Per le MPMI italiane arriva un nuovo strumento per finanziare gli investimenti innovativi e la transizione digitale e green: il Bando Voucher Doppia Transizione 2026 a carattere nazionale, promosso dai Punti Impresa Digitale (PID) delle Camere di Commercio. La precompilazione delle domande apre l’8 luglio 2026 con importi e scadenze legati dal bando territoriale.

Le caratteristiche del bando in sintesi:

  • dotazione di 150 milioni di euro sul triennio 2026-2029;
  • contributo a fondo perduto in regime de minimis fino al 70% delle spese per tecnologie, formazione e consulenza;
  • investimenti ammessi in intelligenza artificiale, cybersecurity, IoT, cloud, gestionali ERP e CRM, big data, robotica e soluzioni per la sostenibilità;
  • SELFI 4.0 obbligatorio nei tre mesi precedenti la domanda e assegnazione a sportello per ordine cronologico;
  • importi massimi e scadenze definiti dai bandi camerali, con ritenuta d’acconto del 4% sul contributo dove prevista.

Voucher Doppia Transizione 2026, tecnologie e servizi finanziati

Il voucher doppia transizione copre l’acquisto di tecnologie abilitanti e i servizi collegati alla loro adozione. Le aree ammesse comprendono intelligenza artificiale, cybersecurity, IoT e sensoristica, cloud computing, gestionali ERP e CRM, big data e analytics, blockchain, robotica collaborativa, realtà aumentata e virtuale, oltre alle soluzioni per la sostenibilità, l’ambito ESG e le comunità energetiche rinnovabili. Alle tecnologie si affiancano due voci che pesano sull’adozione reale in azienda: la consulenza specialistica per la doppia transizione digitale e green e la formazione del personale sulle nuove tecnologie.

L’impianto segue il paradigma della doppia transizione, dove l’acquisto di tecnologia produce valore solo se incide su processi, consumi energetici e competenze.

Contributi a confronto

Il voucher camerale va tenuto distinto dal credito d’imposta Transizione 5.0, sostituito dal 2026 dall’iperammortamento 2026: sono strumenti diversi per platea, procedura e natura del beneficio, che un’impresa può valutare in modo complementare all’interno dello stesso progetto di investimento.

Un chiarimento utile arriva dalle FAQ ufficiali del portale PID sulle spese escluse: il voucher è orientato alle tecnologie abilitanti avanzate e non alla strumentazione informatica ordinaria, come PC, stampanti o siti web standard. Le spese ammissibili di dettaglio restano però quelle indicate nel bando territoriale.

Chi può accedere ai voucher dei PID camerali

Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese con sede operativa nella circoscrizione territoriale della Camera di commercio di riferimento, attive e regolarmente iscritte al Registro Imprese. Sono richiesti il regolare versamento del diritto camerale annuo e un DURC regolare. L’adesione al bando nazionale è però una scelta autonoma di ciascuna Camera: non tutte hanno aderito, quindi la verifica del proprio territorio è il primo controllo da fare.

La domanda su ReStart e l’assessment SELFI 4.0 obbligatorio

La domanda si predispone sulla piattaforma ReStart di InfoCamere a partire dalle ore 10 dell’8 luglio 2026, con accesso tramite SPID, CNS o CIE, mentre l’invio ufficiale segue il calendario fissato da ogni Camera. Prima ancora, l’impresa deve completare il SELFI 4.0, l’assessment gratuito di maturità digitale dei PID: è un prerequisito obbligatorio nei tre mesi precedenti la presentazione della domanda e serve a orientare l’investimento sui processi reali dell’azienda. Sul fronte documentale occorrono identità digitale, firma digitale e PEC attiva. L’assegnazione avviene con procedura valutativa a sportello, secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande.

Quanto vale il voucher del bando 2026

Il valore del singolo voucher non è fissato a livello nazionale: importi massimi, premialità e scadenze sono definiti dal bando della singola Camera di commercio. La cornice nazionale stabilisce dotazione, requisiti di base e aree tecnologiche; tutto ciò che serve per quantificare il contributo e rispettare i termini si trova invece nell’avviso territoriale.

La tabella riassume la ripartizione delle competenze.

Aspetto del bando Dove è definito
Dotazione (150 milioni 2026-2029) cornice nazionale Unioncamere
Requisiti di base (MPMI, iscrizione, diritto annuale, DURC) cornice nazionale
Aree tecnologiche ammesse cornice nazionale, con dettaglio camerale
Importo massimo del voucher bando della Camera di commercio
Premialità aggiuntive bando della Camera di commercio
Spese ammissibili di dettaglio bando della Camera di commercio
Date di apertura, chiusura e invio bando della Camera di commercio
Numero di domande per impresa bando della Camera di commercio

La ritenuta d’acconto del 4% sul contributo

Il voucher è soggetto a ritenuta d’acconto del 4% dove applicabile, ai sensi dell’art. 43, comma 2, del D.Lgs. n. 33/2025, ed è erogato in regime de minimis. La norma riordina la disciplina, già contenuta nell’art. 28 del DPR n. 600/1973, che applica la ritenuta del 4% ai contributi in conto esercizio erogati alle imprese. In concreto significa che l’importo effettivamente incassato può essere inferiore al nominale del voucher e che il contributo va gestito in dichiarazione come componente di reddito. Il regime de minimis incide inoltre sul plafond degli aiuti dell’impresa e sulle possibilità di cumulo, che il bando territoriale definisce nel dettaglio.

AI-Lab e la rete PID nel nuovo piano triennale

Tra le novità del piano c’è l’avvio degli AI-Lab, laboratori territoriali dedicati all’introduzione guidata dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali, dalla manutenzione predittiva al controllo qualità fino all’ottimizzazione dei consumi. La rete dei Punti Impresa Digitale affianca l’erogazione dei contributi con formazione e orientamento verso partner tecnologici qualificati, in sinergia con Competence Center ed European Digital Innovation Hub. Dal 2017 i PID hanno assistito un milione di PMI e, secondo l’analisi di Unioncamere con il supporto tecnico di Dintec, hanno contribuito a una crescita dell’8% della maturità digitale delle imprese dal 2019. Il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, definisce i PID “il canale privilegiato di accesso all’innovazione per le imprese”, con un obiettivo mirato sulle tecnologie di IA e sul modello 5.0.


Data articolo: Tue, 07 Jul 2026 08:02:32 +0000
Stipendi
Contratto Scuola e Ricerca, rinnovo ufficiale: aumenti e arretrati su NoiPA
Con la firma definitiva del 1° luglio scattano 143 euro medi ai docenti e arretrati fino a 1.250 euro, in pagamento su NoiPA tra luglio e agosto

La parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 è stata firmata in via definitiva all’ARAN il 1° luglio 2026: da quel momento il rinnovo è pienamente efficace e gli aumenti e gli arretrati per circa 1,2 milioni di lavoratori diventano dovuti, in erogazione automatica sul cedolino NoiPA nel corso dell’estate.

In sintesi:

  • l’aumento medio a regime dal 1° gennaio 2027 è di 137 euro lordi per il comparto e 143 euro per i docenti;
  • gli incrementi decorrono in tre tranche dal 1° gennaio 2025, 2026 e 2027, comprensive dell’anticipazione IPCA;
  • gli arretrati per il periodo 1° gennaio 2025 – 30 giugno 2026 vanno da circa 815 a circa 1.250 euro lordi;
  • sugli arretrati si applica la tassazione separata, quindi il netto è inferiore all’importo lordo.

Firma definitiva all’ARAN per la parte economica

La parte economica del contratto è stata sottoscritta all’ARAN il 1° luglio 2026, all’unanimità tra il presidente Antonio Naddeo e le organizzazioni sindacali rappresentative, dopo la certificazione positiva della Corte dei Conti del 30 giugno. La firma chiude l’iter aperto con l’ipotesi di accordo del 1° aprile e rende il rinnovo efficace dal giorno successivo, senza necessità di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Si tratta del terzo CCNL Istruzione e Ricerca sottoscritto in cinque anni, dopo il triennio 2019-2021 chiuso a dicembre 2022 e il contratto 2022-2024. Il perimetro riguarda scuola, università, enti pubblici di ricerca e istituzioni AFAM, per circa 1,2 milioni di dipendenti.

Aumenti a regime di 143 euro per i docenti

A regime dal 1° gennaio 2027, l’aumento medio del solo CCNL 2025-2027 è di 137 euro lordi mensili su 13 mensilità per l’intero comparto e di 143 euro per il personale docente. Gli incrementi tabellari sono corrisposti in tre tranche annuali, con decorrenza 1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026 e 1° gennaio 2027, comprensive dell’anticipazione IPCA già erogata.

Per il personale ATA l’incremento medio è di circa 107 euro, con una forbice per profilo e anzianità che le tabelle ufficiali degli aumenti per profilo dettagliano voce per voce, insieme agli importi per università ed enti di ricerca.

Un dato genera spesso confusione. Le cifre più alte che circolano, 395 euro per il comparto e 412 euro per i docenti, non sono l’effetto di questo contratto ma la somma dei tre rinnovi consecutivi del quinquennio 2022-2026 su 13 mensilità. Il solo CCNL 2025-2027, invece, pesa per 137 e 143 euro.

Aumento medio a regime Importo lordo mensile
solo CCNL 2025-2027, comparto 137 euro
solo CCNL 2025-2027, docenti 143 euro
effetto dei tre rinnovi 2022-2026, comparto 395 euro
effetto dei tre rinnovi 2022-2026, docenti 412 euro

Arretrati da 815 a 1.250 euro per il periodo 2025-2026

Gli arretrati scuola coprono la quota di incremento maturata e non ancora percepita nel periodo 1° gennaio 2025 – 30 giugno 2026 e, secondo le stime ARAN calcolate al 30 giugno 2026, oscillano tra circa 815 e circa 1.250 euro lordi in base a profilo, anzianità e anticipazioni già ricevute. Le medie comunicate dal Ministero si attestano intorno a 855 euro per i docenti e 633 euro per il personale ATA.

Sugli arretrati riferiti ad annualità precedenti si applica la tassazione separata, che evita il cumulo con il reddito dell’anno in corso: il netto accreditato è quindi inferiore all’importo lordo indicato nelle tabelle.

Quando arrivano aumenti e arretrati sul cedolino NoiPA

Aumenti e arretrati sono erogati d’ufficio da NoiPA, senza alcuna domanda: lo stipendio ordinario di luglio è accreditato intorno al 23, mentre le somme del rinnovo compaiono appena NoiPA chiude le lavorazioni di ricalcolo. Nelle prime elaborazioni del cedolino di luglio le voci contrattuali non risultano ancora, quindi lo scenario è duplice: un’emissione straordinaria dedicata agli arretrati su cedolino separato entro fine luglio, oppure lo slittamento ad agosto.

Il personale con supplenza cessata al 30 giugno non ha un cedolino ordinario di luglio, ma riceve eventuali arretrati tramite emissioni straordinarie successive sullo stesso conto in anagrafica: la sola accortezza è mantenere attive le credenziali e verificare l’IBAN. Il dato che fa fede resta quello scritto sul cedolino al momento del pagamento, consultabile nell’area personale NoiPA con SPID, CIE o CNS.

Quanto arriva netto. Gli importi annunciati sono medi e lordi: il valore effettivo dipende da inquadramento, anzianità e tassazione separata sugli arretrati. Calcola il tuo stipendio netto per stimare l’accredito sul tuo caso.

Trattative aperte sulla parte normativa

Con la chiusura della parte economica, il confronto tra ARAN e sindacati prosegue sulla parte normativa del CCNL 2025-2027, il cui prossimo incontro è fissato per il 22 luglio. Sul tavolo restano relazioni sindacali, rapporto di lavoro, lavoro agile e welfare contrattuale, gli istituti che completeranno la disciplina del comparto oltre agli aumenti già efficaci.


Data articolo: Tue, 07 Jul 2026 07:34:27 +0000
Turismo
Dichiarazione imposta di soggiorno, sanzioni fino al 200%: il ravvedimento dopo la scadenza
Scaduto il 30 giugno il termine per la dichiarazione sul 2025, chi ha omesso l'invio rischia sanzioni fino al 200% e può rimediare con il ravvedimento operoso

Il 30 giugno è scaduto il termine per la dichiarazione annuale dell’imposta di soggiorno relativa al 2025, l’adempimento telematico che riguarda i gestori delle strutture ricettive e gli intermediari delle locazioni brevi. Chi non ha trasmesso il modello all’Agenzia delle Entrate rischia, per l’omessa dichiarazione, una sanzione dal 100% al 200% dell’imposta dovuta, distinta e cumulabile con quella per l’omesso versamento. Nelle settimane successive alla scadenza è possibile regolarizzare con il ravvedimento operoso, entro il limite dei 90 giorni.

In sintesi:

  • l’obbligo grava sui gestori delle strutture ricettive e sugli intermediari delle locazioni brevi che incassano il tributo, anche in assenza di presenze;
  • il termine è il 30 giugno dell’anno successivo al periodo d’imposta, con invio telematico sul modello approvato dal decreto MEF del 29 aprile 2022;
  • l’omessa o infedele dichiarazione è punita dal 100% al 200% dell’imposta dovuta, ai sensi dell’art. 4, comma 1-ter, del D.Lgs. 23/2011;
  • l’omesso versamento sconta la sanzione dell’art. 13 del D.Lgs. 471/1997, portata al 25% dalla riforma del D.Lgs. 87/2024, e si cumula con quella dichiarativa;
  • quando l’imposta è stata versata e manca solo la dichiarazione, il MEF a Telefisco 2025 ammette la riduzione a un quarto per proporzionalità, in base all’art. 7, comma 4, del D.Lgs. 472/1997.

Chi deve presentare la dichiarazione dell’imposta di soggiorno

L’obbligo copre alberghi, agriturismi, residenze, case vacanza, bed and breakfast e villaggi turistici, insieme alle altre forme di ospitalità nei Comuni che hanno istituito il tributo, e comporta il dovere di riscuotere, riversare all’ente e dichiarare le somme incassate.

Presentano la dichiarazione i gestori delle strutture ricettive e, nelle locazioni brevi, i soggetti che incassano l’imposta per conto del Comune, riconosciuti come responsabili d’imposta dalla Cassazione a Sezioni Unite con l’ordinanza n. 1527 del 23 gennaio 2026.

Sono tenuti alla dichiarazione anche gli intermediari delle locazioni brevi: l’art. 4, comma 5-ter, del DL 50/2017 pone l’onere in capo a chi incassa il canone o interviene nel pagamento, quindi al portale o all’agenzia che gestisce l’affitto. Nei casi di comproprietà, le FAQ MEF del 19 settembre 2022 chiariscono che dichiara solo il comproprietario già individuato come responsabile d’imposta verso il Comune.

La dichiarazione a zero è comunque dovuta, anche senza presenze e incassi, così da consentire al Comune le attività di controllo.

Che cos’è l’imposta di soggiorno e quali Comuni la applicano

L’imposta di soggiorno è un tributo locale, istituito dall’art. 4 del D.Lgs. 23/2011, che i Comuni turistici applicano a chi pernotta nelle strutture ricettive del territorio, con un gettito destinato a interventi sul turismo e sui beni culturali e ambientali. Possono introdurla i Comuni capoluogo di provincia, le unioni di Comuni e i Comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte.

A versare l’imposta sono gli ospiti delle strutture, mentre l’individuazione delle strutture soggette è demandata alla competenza regionale. L’importo è graduato in proporzione al prezzo, fino a un massimo di 5 euro a notte, elevato a 10 euro per il contributo di soggiorno di Roma Capitale previsto dall’art. 14 del DL 78/2010.

Come si compila la dichiarazione dell’imposta di soggiorno

La compilazione parte dall’indicazione dell’anno d’imposta, campo obbligatorio senza il quale il modello non viene accettato, e dalla scelta della tipologia di dichiarazione, che riepiloga presenze, esenzioni, imposta dovuta e versamenti. Le opzioni disponibili sono tre:

  • nuova dichiarazione, contrassegnata dalla lettera N, per il primo invio relativo a un dato anno;
  • dichiarazione sostitutiva, lettera S, per rettificare o integrare un modello già trasmesso, presentabile anche dopo il 30 giugno;
  • dichiarazione multipla, lettera M, quando la posizione non entra in un unico modello.

La dichiarazione multipla vale solo verso lo stesso Comune e ricorre quando si superano le 1.500 strutture per modello, pari al limite di 3 MB su Entratel e Fisconline, oppure quando lo stesso soggetto separa le unità gestite in forma imprenditoriale da quelle gestite come persona fisica. Gli importi si indicano in forma cumulativa, senza distinguere i versamenti per alloggio, prendendo a riferimento il periodo di pernottamento effettivo; in caso di versamento rateale si inserisce l’importo effettivamente versato e si annota la rateizzazione in corso.

Termini e invio telematico all’Agenzia delle Entrate

La dichiarazione va trasmessa entro il 30 giugno dell’anno successivo al periodo d’imposta, in via esclusivamente telematica, con il modello approvato dal decreto MEF del 29 aprile 2022. L’invio avviene dall’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, seguendo il percorso Servizi, poi dichiarazioni, poi dichiarazione telematica per l’imposta di soggiorno, oppure tramite i canali Entratel e Fisconline.

La trasmissione è effettuata direttamente dal dichiarante o da un intermediario abilitato ai sensi dell’art. 3, comma 3, del DPR 322/1998. Chi si accorge di aver inviato dati errati o incompleti può correggerli con una dichiarazione sostitutiva, ammessa anche dopo la scadenza, senza lasciare scoperto l’anno d’imposta.

Sanzioni per omessa dichiarazione e per omesso versamento

Le violazioni sono due e distinte. L’omessa o infedele dichiarazione è punita dal 100% al 200% dell’imposta dovuta, ai sensi dell’art. 4, comma 1-ter, del D.Lgs. 23/2011; l’omesso, tardivo o parziale versamento sconta invece la sanzione dell’art. 13 del D.Lgs. 471/1997. Le due si cumulano, perché colpiscono obblighi diversi, la rendicontazione da un lato e il pagamento del tributo dall’altro.

Sul versamento, la riforma del D.Lgs. 87/2024 ha portato la sanzione base al 25% per le violazioni dal 1° settembre 2024, in luogo del precedente 30%. Sulla dichiarazione, il MEF a Telefisco 2025 ha chiarito che, quando il gestore ha versato l’imposta e ha soltanto omesso la dichiarazione, la sanzione minima si riduce a un quarto per proporzionalità, in base all’art. 7, comma 4, del D.Lgs. 472/1997, dato che per l’imposta di soggiorno non è prevista una sanzione minima fissa. La sanzione ridotta al 25% si calcola sull’imposta che andava indicata in dichiarazione, anche se già integralmente versata.

Ravvedimento operoso per chi ha saltato la scadenza

Chi non ha inviato la dichiarazione entro il 30 giugno può ancora regolarizzare con il ravvedimento operoso, entro 90 giorni dal termine, quindi fino alla fine di settembre; superata quella soglia la dichiarazione si considera omessa e la riduzione è esclusa, per effetto dell’art. 13, comma 1, lettera c) e del comma 2-ter del D.Lgs. 472/1997. Nella finestra dei 90 giorni la sanzione dichiarativa scende a un decimo del minimo, mentre per il versamento tardivo la sanzione dell’art. 13 del D.Lgs. 471/1997 si riduce ulteriormente in funzione dei giorni di ritardo.

Va segnalato un aspetto non ancora univoco: quando l’imposta è già stata versata e manca solo la dichiarazione, la base su cui calcolare la sanzione dichiarativa in ravvedimento segue la lettura di proporzionalità del MEF, ma le fonti non convergono in modo uniforme sul calcolo, per cui prima del versamento è opportuno verificare l’importo con il Comune impositore o con un professionista.

Il ravvedimento si perfeziona con il pagamento tramite modello F24, distinguendo le somme sui codici tributo istituiti con la risoluzione n. 64/2017: 3936 per l’imposta, 3937 per gli interessi legali maturati giorno per giorno e 3938 per la sanzione ridotta.


Data articolo: Tue, 07 Jul 2026 07:01:15 +0000
Stipendi
Stipendio netto part-time: quando la RAL va riproporzionata sulle ore
Come faccio a sapere qual è l’importo netto che andrò a percepire rispetto alla RAL per le ore lavorate in part-time? Come faccio a sapere qual è l’importo netto che andrò a percepire rispetto alla RAL per le ore lavorate in part-time?
Data articolo: Tue, 07 Jul 2026 06:36:47 +0000
Sussidi Disoccupazione
Malattia INPS a pagamento diretto, richiesta online senza SR188
Dal 1° luglio 2026 lo Sportello INPS sostituisce il modulo cartaceo: chi lo usa, quali dati servono, dove indicare l’IBAN.

La malattia INPS a pagamento diretto cambia canale: dal 1° luglio 2026 i dipendenti privati che ricevono l’indennità direttamente dall’Istituto sostituiscono il modello SR188 con il nuovo Sportello malattia a pagamento diretto. Il servizio, previsto dal Messaggio INPS n. 2207 del 1° luglio 2026, serve a completare il certificato medico con i dati necessari a istruttoria, calcolo e accredito della prestazione.

In sintesi, il nuovo Sportello INPS serve a completare la pratica con i dati che il certificato medico non contiene:

  • il modello SR188 è dismesso per le nuove comunicazioni di malattia a pagamento diretto;
  • la procedura riguarda i dipendenti privati per i quali l’indennità viene pagata direttamente dall’INPS;
  • l’accesso richiede SPID, CIE, CNS o eIDAS dal portale INPS o tramite Contact Center;
  • l’IBAN viene recuperato dal Sistema Unico Gestione IBAN e va aggiornato prima dell’invio se assente o superato.

Dal modello SR188 allo Sportello digitale INPS

Il pagamento diretto della malattia INPS richiede ora una comunicazione online dei dati del lavoratore, mentre il vecchio modello SR188 conserva valore documentale per le procedure precedenti. In passato il modulo serviva a comunicare anagrafica e coordinate bancarie o postali alla sede territoriale; dal 1° luglio 2026 la stessa funzione è svolta dallo Sportello telematico.

Il servizio online, denominato “Sportello malattia a pagamento direttoâ€, è riservato ai lavoratori dipendenti del settore privato. La procedura è accessibile dalla homepage INPS seguendo il percorso “Lavoroâ€, “Malattiaâ€, “Dipendenti privatiâ€, “Comunicazioni Datiâ€.

La verifica dell’IBAN per le prestazioni INPS avviene già con procedure telematiche di scambio dati tra Poste Italiane e istituti di credito, meccanismo che aveva superato il modello SR163 per pensioni e prestazioni non pensionistiche. Lo Sportello malattia applica la stessa logica digitale ai dati del beneficiario e allo strumento di pagamento.

Nel caso della malattia a pagamento diretto, il nuovo Sportello recupera i dati bancari dal Sistema Unico Gestione IBAN, SUGI. Se l’IBAN non compare, oppure va aggiornato, il lavoratore deve intervenire prima nel servizio dedicato alla gestione dell’IBAN e poi procedere con la comunicazione della malattia.

Chi deve usare la procedura per il pagamento diretto

Lo Sportello malattia INPS è destinato ai lavoratori dipendenti del settore privato per i quali l’indennità è pagata direttamente dall’Istituto. La platea indicata dall’INPS comprende rapporti a termine, stagionali, agricoli, dello spettacolo e situazioni di disoccupazione o sospensione.

Secondo la scheda servizio INPS, possono usare la procedura online queste categorie:

  • gli operai agricoli a tempo determinato comunicano i dati quando la malattia è liquidata direttamente dall’Istituto;
  • i lavoratori non agricoli a tempo determinato usano il servizio per le giornate pagate direttamente dall’INPS;
  • i lavoratori dello spettacolo con contratto a termine o a prestazione trasmettono i dati utili alla liquidazione;
  • i lavoratori stagionali usano lo Sportello nei casi di pagamento diretto dell’indennità;
  • i lavoratori disoccupati o sospesi possono comunicare i dati se hanno diritto all’indennità a pagamento diretto.

Per stabilire l’importo spettante rilevano settore, qualifica e durata dell’evento: le regole sugli importi INPS di malattia, maternità e paternità definiscono percentuali, massimali e criteri di calcolo applicabili alla prestazione.

Certificato medico e dati da integrare online

Il certificato medico di malattia continua a essere trasmesso dal medico all’INPS secondo le regole ordinarie, mentre lo Sportello serve a integrare i dati necessari alla liquidazione. La comunicazione online completa la pratica con informazioni che la sede INPS utilizza per calcolare e pagare la prestazione.

Il lavoratore deve indicare le date di inizio e fine della malattia, il periodo per il quale richiede il pagamento diretto, la motivazione della richiesta e i dati relativi alla posizione lavorativa. Se il sistema non recupera in automatico un certificato coerente con il periodo indicato, l’utente può inserire manualmente gli estremi di uno o più certificati validi.

Lo Sportello telematico si inserisce nei servizi INPS per le prestazioni a sostegno del reddito, con una differenza rilevante: per la malattia dei dipendenti privati a pagamento diretto il lavoratore non presenta una domanda ordinaria di prestazione, salvo i casi degli iscritti alla Gestione Separata, perché la pratica nasce dal certificato medico e viene completata con la comunicazione dati.

Check-list degli allegati prima dell’invio

Prima di inviare la comunicazione per la malattia INPS a pagamento diretto il lavoratore deve verificare anagrafica, periodo richiesto, posizione lavorativa, certificato, IBAN ed eventuali allegati per garantire coerenza tra le date del certificato e il periodo per il quale si chiede il pagamento.

Sezione Dati da verificare Errore da evitare
Anagrafica recapiti, residenza e domicilio presenti negli archivi INPS. trasmettere la comunicazione con dati superati.
Evento di malattia data di inizio, data di fine e periodo richiesto per il pagamento diretto. confondere la prognosi del certificato con il periodo indennizzabile.
Posizione lavorativa categoria, rapporto di lavoro e motivazione della richiesta. indicare una posizione non coerente con il pagamento diretto.
Certificato recupero automatico oppure estremi del certificato inseriti manualmente. ignorare l’assenza del certificato nel periodo selezionato.
Pagamento IBAN recuperato dal Sistema Unico Gestione IBAN. avviare la comunicazione prima di aggiornare l’IBAN mancante o superato.
Allegati documenti integrativi richiesti per definire la pratica. saltare il controllo del riepilogo prima dell’invio.

Modifica e annullamento comunicazione trasmessa

Le comunicazioni già inviate possono essere consultate, modificate o annullate dallo Sportello INPS usando le funzioni disponibili nella colonna “Azioniâ€. Questa possibilità serve quando cambiano i dati caricati, l’IBAN è stato aggiornato, il periodo indicato non coincide con il certificato oppure la posizione lavorativa richiede una correzione.

Gli operatori di sede ricevono automaticamente i dati acquisiti dall’applicativo attraverso il dialogo con la procedura di gestione. La digitalizzazione riduce la necessità di trasmettere moduli cartacei alla struttura territoriale e rende più lineare il controllo sui dati necessari al pagamento.

Pagamento diretto e visite fiscali INPS

La richiesta di pagamento diretto riguarda l’accredito dell’indennità, mentre gli obblighi ordinari del lavoratore in malattia comprendono anche la reperibilità per eventuali visite mediche di controllo. Certificato, pagamento e controlli seguono servizi diversi, pur facendo parte della stessa tutela previdenziale.

Per chi riceve la prestazione direttamente dall’Istituto, le regole sulle visite fiscali INPS in malattia sono il riferimento per orari di reperibilità, esoneri, sanzioni e controlli domiciliari.

Tempi di lavorazione INPS

Il termine ordinario per l’emanazione del provvedimento è fissato in 30 giorni dalla Legge n. 241/1990, salvo termini diversi stabiliti per casi specifici. Dopo l’invio, il lavoratore può controllare l’esito dell’acquisizione e intervenire sulla comunicazione se la pratica richiede una correzione.


Data articolo: Tue, 07 Jul 2026 06:26:49 +0000
Contribuenti ISA
ISA 2026, tutte le novità: dalla Circolare sulla dichiarazione alla revisione dei codici Ateco
Dalla Circolare n. 4/E su periodo d'imposta 2025 alla revisione 2026 dei codici Ateco, tutte le modifiche agli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale

Gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) ricevono aggiornamenti che toccano due annualità in parallelo. Per il periodo d’imposta 2025 in dichiarazione con Modello Redditi 2026, l’Agenzia delle Entrate ha riepilogato le modifiche nella Circolare n. 4/E del 6 luglio 2026; per il periodo d’imposta 2026 è invece programmata una revisione ISA  legata alla classificazione Ateco 2025. Di seguito tutte le novità in dettaglio e a confronto.

In sintesi:

  • gli indici in vigore per il periodo d’imposta 2025 sono 173, di cui 85 rivisti integralmente (circolare AdE n. 4/E del 6 luglio 2026);
  • la revisione straordinaria introduce correttivi congiunturali legati a tensioni geopolitiche, prezzi di energia e alimentari e andamento dei tassi (d.m. 15 aprile 2026, GU n. 96 del 27 aprile 2026);
  • per il periodo d’imposta 2025 le cause di esclusione degli enti del Terzo settore, codici 8, 9 e 10, sono sospese e tornano nei modelli REDDITI 2027;
  • per il periodo d’imposta 2026 i contribuenti dovranno dichiarare tre categorie di dati individuate dal provvedimento AdE del 29 gennaio 2026;
  • sempre per il 2026 è programmata la revisione degli indici sulla nuova classificazione Ateco 2025.

Le novità ISA per il periodo d’imposta 2025

Le modifiche valide per il periodo d’imposta 2025 sono quelle che imprese e professionisti applicano nella dichiarazione dei redditi presentata nel 2026. Restano in vigore 173 indici, uno in più rispetto al 2024: l’ISA DM01U del commercio al dettaglio alimentare è stato suddiviso nei tre nuovi EM01A, EM01B ed EM01C, mentre il DG11U è stato soppresso e le sue attività confluite in altri indici. Di questi, 85 sono stati rivisti in modo completo con il d.m. 31 marzo 2026 (GU n. 88 del 16 aprile 2026).

A questa revisione ordinaria si aggiunge una revisione straordinaria che introduce i correttivi congiunturali attesi da mesi (d.m. 15 aprile 2026, GU n. 96 del 27 aprile 2026), calibrati sulle tensioni geopolitiche, sui prezzi dell’energia e degli alimentari e sull’andamento dei tassi di interesse.

Il decreto individua anche indici di concentrazione della domanda e dell’offerta per area territoriale e misure di ciclo settoriale, e ritocca le soglie di alcuni indicatori di anomalia, come il costo del carburante al litro dell’ISA DG90U.

Modifiche ai modelli e quadri contabili per ISA 2025

La struttura dei modelli ISA 2026 resta quella consolidata ma la Circolare segnala interventi puntuali nel frontespizio, nel quadro C e nei quadri contabili che incidono sulla compilazione.

La maggiorazione sui beni strumentali nuovi riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028: l’aggiornamento delle istruzioni serve a mantenerla neutrale sul punteggio e rileva soprattutto per i contribuenti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare. Le modifiche al quadro H recepiscono invece la riforma dell’art. 54 del TUIR sui redditi di lavoro autonomo.

La tabella riepiloga cosa controllare rigo per rigo.

Quadro o rigo Modifica per il periodo d’imposta 2025
Frontespizio eliminata l’indicazione della condizione di pensionato e di lavoratore dipendente, ora fornita tra gli ulteriori dati precalcolati dall’Agenzia
Quadro C eliminata l’informazione sull’esercizio in forma di cooperativa a mutualità prevalente o altra cooperativa
Righi F13 e F15 nel campo 1 non va indicata la maggiorazione dei canoni di leasing e delle quote di ammortamento sui beni strumentali nuovi introdotta dalla legge n. 199/2025
Rigo F17 il campo 4, di cui maggiorazioni fiscali, accoglie invece la maggiorazione dei canoni e degli ammortamenti collegata all’agevolazione
Rigo H19 vanno riportate le spese per beni immateriali dell’art. 54-sexies del TUIR, indicate al rigo RE10A del Modello Redditi

Cause di esclusione sospese per Enti del Terzo Settore

Per il periodo d’imposta 2025 spariscono dalle istruzioni i codici di esclusione 8, 9 e 10, riferiti agli enti del Terzo settore non commerciali, alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale in regime forfettario e alle imprese sociali. È l’effetto degli articoli 8 e 14 del d.l. n. 84/2025, convertito dalla legge n. 108/2025, che ha eliminato il vincolo dell’autorizzazione europea e fissato la decorrenza al periodo successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025. I tre codici torneranno quindi nei modelli REDDITI 2027.

ISA con rinnovo del Concordato Preventivo Biennale

Il 2025 è la prima annualità che apre al rinnovo del Concordato Preventivo Biennale per il biennio 2026-2027 (art. 14 del decreto CPB). Per chi ha aderito al biennio 2024-2025, il reddito e il valore della produzione del 2025 restano quelli concordati e non è possibile dichiarare ulteriori componenti positivi per alzare il punteggio. Quel punteggio conta comunque due volte: definisce la proposta e gradua l’aliquota dell’imposta sostitutiva, che varia dal 10 al 15 per cento (art. 20-bis del decreto CPB).

La stessa logica governa i benefici premiali: la Corte di Cassazione (ord. n. 28457/2024) ha ribadito che spettano solo a fronte di una fedele esposizione dei dati e vengono meno se i dati dichiarati risultano non veritieri.

I nuovi dati ISA da dichiarare nel periodo d’imposta 2026

Il secondo fronte di novità riguarda il periodo d’imposta 2026, la cui dichiarazione arriverà nel 2027. Con il provvedimento del 29 gennaio 2026 l’Agenzia ha ridefinito la selezione delle informazioni utili al calcolo, in linea con l’art. 9-bis, comma 4, del d.l. n. 50/2017. Per quell’annualità i contribuenti dovranno dichiarare tre categorie di dati:

  • i dati già previsti nei decreti di approvazione degli ISA validi per il 2025;
  • i dati utilizzati nei modelli ISA del 2024, necessari alle attività di revisione;
  • i dati aggiuntivi individuati nell’allegato al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 29 gennaio 2026.

Alcune di queste informazioni potranno essere ridotte, accorpate o sostituite con quelle già presenti nei quadri di determinazione del reddito del Modello Redditi, così da alleggerire l’adempimento e uniformare la valutazione delle posizioni.

Revisione ISA 2026 in base alla classificazione Ateco 2025

Lo stesso provvedimento elenca le attività economiche per cui è prevista una revisione degli indici a partire dall’annualità 2026. La spinta arriva dalla nuova classificazione Ateco 2025, adottata dal 1° gennaio 2025, che ridisegna il perimetro statistico su cui poggia il calcolo dell’affidabilità per diverse categorie di contribuenti.

La riorganizzazione serve a far sì che gli indici sintetici di affidabilità fiscale riflettano con maggiore aderenza i comparti economici e restino coerenti con i benchmark di settore man mano che i codici attività cambiano.


Data articolo: Tue, 07 Jul 2026 06:24:50 +0000
Modello Redditi
Guida alla Precompilata con Modello Redditi Persone Fisiche
Vademecum in PDF scaricabile, a cura dell'Agenzia delle Entrate, sulla dichiarazione precompilata 2026 presentata tramite compilazione del modello Redditi Persone fisiche.

Vademecum in PDF scaricabile, a cura dell’Agenzia delle Entrate, sulla dichiarazione precompilata 2026 presentata tramite compilazione del modello Redditi Persone fisiche.


Data articolo: Tue, 07 Jul 2026 05:48:28 +0000
Misure per famiglie
Bonus nido più veloce con i dati degli asili all’INPS
Controlli più rapidi per i rimborsi del Bonus asilo nido: da luglio gli enti locali trasmettono all’INPS i dati delle strutture autorizzate, con primo invio entro il 1° settembre.

Il Bonus nido 2026 incassa una nuova semplificazione per la domanda pluriennale già attiva: gli enti locali comunicano direttamente all’INPS i dati degli asili autorizzati per rendere più rapidi i controlli ai fini del pagamento del contributo, che può arrivare fino a 3.600 euro annui in base all’ISEE.

La procedura aggiornata:

  • dal 1° luglio 2026 gli enti locali comunicano all’INPS i dati degli asili pubblici e privati autorizzati, ai sensi dell’art. 6, comma 5-bis, del DL 62/2026 convertito nella Legge 112/2026;
  • la domanda di Bonus nido accolta produce effetti fino ad agosto dell’anno in cui il minore compie tre anni, secondo la Circolare INPS n. 29/2026 del 27 marzo 2026;
  • il rimborso richiede ogni anno la selezione delle mensilità e il caricamento della documentazione di spesa.

Dati degli asili all’INPS dal 1° luglio

La nuova semplificazione riguarda la verifica delle strutture educative indicate nella domanda di Bonus nido (sostegno al reddito introdotto dall’articolo 1, comma 355, della Legge 232/2016). Dal 1° luglio 2026 gli enti locali comunicano all’INPS il codice fiscale e gli altri elementi identificativi degli asili pubblici e privati in possesso del titolo abilitativo per i servizi educativi per l’infanzia. Il primo invio all’INPS dei dati va effettuato entro il 1° settembre 2026.

Per il genitore non cambiano gli adempimenti né la procedura: paga la mensilità, allega i documenti di spesa e riceve il rimborso nei limiti dell’importo spettante. La differenza riguarda solo l’istruttoria INPS, che può contare su dati già trasmessi dagli enti competenti.

Bonus asilo nido, dal 2026 domanda con valore pluriennale

Dal 1° gennaio 2026 la domanda del Bonus asilo nido mantiene efficacia triennale, ossia fino al mese di agosto dell’anno in cui il minore compie tre anni. Il genitore evita così una nuova istanza annuale per lo stesso bambino e deve rientrare nella domanda già accolta per selezionare le mensilità da finanziare nell’annualità di riferimento.

Per l’anno di prima presentazione va allegata almeno la documentazione di spesa relativa a una delle mensilità richieste. Negli anni successivi occorre accedere di nuovo alla pratica, indicare fino a undici mensilità e trasmettere i documenti prescritti.

Il servizio per le domande è attivo dal 31 marzo 2026, come comunicato dal Messaggio INPS n. 1136/2026. Le istanze si inoltrano in modalità telematica su www.inps.it seguendo il percorso “Sostegni, Sussidi e Indennità†> “Per genitori†> “Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazioneâ€, oppure tramite patronato.

La semplificazione dal 1° luglio luglio 2026 sui dati degli asili agisce a monte della verifica delle strutture, mentre il richiedente conserva l’onere di aggiornare l’annualità, selezionare le mensilità e caricare i documenti di spesa.

Servizi educativi ammessi, dal nido agli spazi gioco

La Circolare INPS n. 29/2026 conferma che il Bonus asilo nido copre esclusivamente i servizi educativi per l’infanzia riconducibili alle categorie indicate dal D.Lgs. n. 65/2017 e dotati di regolare titolo abilitativo regionale o locale. Il nuovo invio dei dati da parte degli enti locali serve a rendere più agevole la verifica della struttura indicata nella domanda.

Le strutture ammesse sono queste:

  • i nidi e micronidi accolgono bambini nella fascia di età coperta dal beneficio;
  • le sezioni primavera rientrano nel contributo se dotate del titolo richiesto;
  • gli spazi gioco sono ammessi quando rispettano i requisiti dei servizi educativi per l’infanzia;
  • i servizi educativi in contesto domiciliare sono agevolabili nei casi previsti dalla normativa regionale o locale.

Per le strutture private il richiedente deve indicare denominazione, codice fiscale o partita IVA, riferimenti del titolo abilitativo, data di decorrenza della validità e indirizzo della sede frequentata dal minore. Per le strutture pubbliche, il valore “pubblico†può essere selezionato solo per asili nido comunali e sezioni primavera statali o comunali.

Sono esclusi dal rimborso i servizi ricreativi, il pre-scuola, il post-scuola e i centri per bambini e famiglie con adulto accompagnatore.

Documenti di spesa e pagamenti tracciabili

Sul sito o sull’app INPS, dalla pagina del servizio, è possibile raggiungere la sezione da cui allegare la documentazione sul pagamento. Per il rimborso delle rette, infatti, l’INPS richiede la necessaria documentazione di spesa: la fattura oppure, nei casi consentiti, ricevuta di pagamento al posto della fattura o avviso di pagamento, insieme alla prova del versamento effettuato con modalità tracciabili.

La documentazione per le mensilità 2026 va allegata entro il 30 aprile 2027, esclusivamente tramite il servizio web “Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione†oppure tramite l’app INPS Mobile. La procedura consente anche di sostituire o aggiungere mensilità rispetto a quelle indicate inizialmente.

Le spese rimborsabili comprendono queste voci:

  • la retta mensile è rimborsabile entro il limite spettante per fascia ISEE;
  • l’eventuale quota relativa ai pasti è ammessa se riferita alla mensilità selezionata;
  • l’imposta di bollo rientra tra le somme riconoscibili;
  • l’IVA agevolata è rimborsabile quando dovuta.

Sono esclusi dal rimborso l’iscrizione, il pre-scuola, il post-scuola e l’IVA ordinaria. Sono validi, fra gli altri, bonifico con addebito eseguito, POS, PagoPA con avviso, bollettino postale, assegno non trasferibile e attestazione del datore di lavoro per gli asili nido aziendali.

Supporto a domicilio e requisiti del richiedente

La domanda può riguardare anche le forme di supporto presso la propria abitazione per bambini sotto i tre anni affetti da gravi patologie croniche. In questo caso il genitore deve coabitare con il figlio e avere dimora abituale nello stesso Comune, allegando una certificazione del pediatra di libera scelta che attesti l’impossibilità di frequentare i servizi educativi per l’intero anno.

Le due misure non si sommano nello stesso anno solare: chi ha ottenuto il contributo asilo nido per almeno una mensilità non può chiedere, per lo stesso anno, il contributo per il supporto domiciliare. Si applicano anche i requisiti generali di cittadinanza e residenza in Italia, con apertura ai titolari di alcuni permessi di soggiorno specifici, compreso il permesso per attesa occupazione nei termini chiariti dall’INPS.

Decadenza, subentro e gestione delle annualità successive

La domanda conserva validità nel tempo, con verifica continua della permanenza dei requisiti. La prestazione si interrompe, per esempio, in caso di perdita della residenza in Italia, decesso del richiedente, decadenza dalla responsabilità genitoriale o affidamento esclusivo del minore all’altro genitore. In queste situazioni l’INPS interrompe l’erogazione dal mese successivo a quello in cui acquisisce conoscenza dell’evento e recupera le somme eventualmente non dovute.

La Circolare INPS n. 29/2026 disciplina anche il subentro di un nuovo richiedente. Se i presupposti di legge sono ancora presenti, un soggetto diverso può proseguire nella fruizione del beneficio e la nuova domanda va presentata entro 90 giorni dall’evento che ha determinato la decadenza. Nel solo caso di decesso del richiedente è prevista una funzione dedicata per recuperare i dati della pratica già esistente.

Importi del Bonus asilo nido in base all’ISEE 2026

Dal 2026 il Bonus asilo nido viene parametrato all’ISEE di Inclusione, con neutralizzazione degli importi percepiti a titolo di Assegno Unico e Universale. Il valore ISEE utile per il bonus può quindi risultare più basso rispetto all’indicatore pieno, con effetti diretti sulla fascia di contributo spettante.

La regola ISEE da tenere a mente è questa: il contributo per l’asilo nido è calcolato sul valore valido l’ultimo giorno del mese precedente a quello della mensilità da rimborsare. Se l’ISEE manca oppure risulta difforme, il pagamento parte con l’importo minimo di 1.500 euro annui. Un ISEE regolare presentato in seguito consente il ricalcolo solo per le rate successive, senza conguagli arretrati.

CALCOLO ISEE ONLINE

Gli importi del Bonus nido 2026 sono articolati per data di nascita del bambino e fascia ISEE:

Nascita del bambino ISEE utile Contributo annuo
dal 1° gennaio 2024 fino a 40.000 euro 3.600 euro
dal 1° gennaio 2024 oltre 40.000 euro o assente 1.500 euro
prima del 1° gennaio 2024 fino a 25.000,99 euro 3.000 euro
prima del 1° gennaio 2024 da 25.001 a 40.000 euro 2.500 euro
prima del 1° gennaio 2024 oltre 40.000 euro o assente 1.500 euro

Consultazione pagamenti dall’app INPS

Oltre che sul portale web in area riservata MyINPS, il servizio “Bonus nido†nell’app INPS Mobile permette la consultazione dei pagamenti per il contributo mensile nei mesi richiesti in fase di domanda. La funzionalità mostra gli esiti dei pagamenti mensili evidenziando lo stato della singola pratica: in attesa di documentazione, con domanda protocollata, in fase di lavorazione o con richiesta accolta.

Scadenze da ricordare

Le domande per il 2026 possono essere presentate fino al 31 dicembre 2026. Chi ha già una domanda accolta negli anni precedenti non deve ripresentarla e deve accedere alla pratica per prenotare le mensilità e allegare la documentazione entro il 30 aprile 2027.


Data articolo: Tue, 07 Jul 2026 05:33:01 +0000
Energia per le imprese
Le migliori offerte gas sul mercato libero a luglio 2026
Confronto aggiornato tra le offerte gas più convenienti del mercato libero: prezzo fisso e indicizzato, spesa annua stimata, condizioni e bonus ARERA.

Con il prezzo del gas legato all’andamento del mercato all’ingrosso, scegliere una tariffa adatta ai propri consumi può ridurre la bolletta domestica. A luglio 2026, le offerte gas più convenienti prevedono tariffe sia a prezzo fisso sia a prezzo variabile.

  • Le tariffe a prezzo fisso consentono di bloccare il costo della materia gas per un periodo definito, spesso 12 o 24 mesi, offrendo maggiore prevedibilità della spesa.
  • Le offerte a prezzo indicizzato seguono l’andamento del PSV e possono risultare convenienti quando il mercato scende, ma espongono il cliente a rincari in caso di nuove tensioni sui prezzi all’ingrosso.

Il confronto considera la spesa annua stimata dal Portale Offerte ARERA a luglio 2026, con profilo domestico non vulnerabile, contatore inferiore a G6 e consumo annuo di 1.400 Smc per cottura cibi, produzione di acqua calda sanitaria e riscaldamento. Escludendo il prezzo della materia prima e la quota fissa annua, la convenienza delle offerte gas dipende dallo spread applicato al PSV nelle tariffe indicizzate, durata delle condizioni economiche, sconti, servizi aggiuntivi e opzioni come il pagamento con domiciliazione bancaria, fatturazione elettronica e attivazione online.

In sintesi:

  • le offerte gas sono aggiornate alla rilevazione di luglio 2026 sul Portale Offerte ARERA;
  • la simulazione considera un cliente domestico non vulnerabile con consumo annuo di 1.400 Smc;
  • la migliore offerta fissa in assoluto è CAMER Gas & Power, ma con condizioni da verificare con attenzione;
  • tra le offerte comparabili a prezzo fisso emergono Acea Energia Fix, GAS SPAZIALE e Octopus Fissa 12M Gas;
  • tra le variabili, VIVIcaldo Gas è la più conveniente ma richiede l’acquisto contestuale di una caldaia.

Prima di cambiare operatore

La scelta del fornitore parte dall’analisi dei propri consumi in bolletta. L’autolettura del contatore gas consente di valutare le offerte sulla base di dati più vicini all’uso effettivo della fornitura. Sulla spesa incidono poi le abitudini domestiche, su cui possono intervenire anche alcuni accorgimenti per ridurre i consumi in bolletta.

Per le famiglie con requisiti ISEE restano centrali i bonus sociali ARERA in bolletta, che riducono la spesa effettiva per il gas in base alla composizione del nucleo familiare, alla zona climatica e all’uso della fornitura. Le soglie ISEE 2026 prevedono accesso ordinario fino a 9.796 euro e fino a 20.000 euro per i nuclei con almeno quattro figli a carico.


Data articolo: Tue, 07 Jul 2026 05:13:05 +0000
Previdenza complementare
La ricchezza italiana si concentra nelle famiglie over 65
Nel rapporto Censis 2026 gli over 65 sono l'unica fascia con ricchezza in crescita, mentre gli under 35 hanno perso un terzo del patrimonio in vent'anni

La ricchezza delle famiglie italiane si è spostata sugli anziani. Il rapporto Censis «Invecchiare nell’Italia della longevità», presentato a luglio 2026, certifica che il patrimonio netto delle famiglie guidate da un over 65 è cresciuto del 40,6% reale in vent’anni, mentre quello delle famiglie con capofamiglia under 35 è arretrato di un terzo. È l’unica fascia d’età che ha accumulato invece di perdere, e questo sposta il baricentro del risparmio nazionale verso la terza età.

La ricchezza netta cresce solo per gli over 65

Tra il 2002 e il 2022 il patrimonio netto medio delle famiglie guidate da un over 65 è aumentato del 40,6% reale, l’unica variazione positiva tra tutte le classi d’età. Oggi una famiglia con a capo un anziano dispone di 303.397 euro di ricchezza netta media, sopra la media nazionale di 270.802 euro.

La distanza tra le generazioni emerge dalla variazione reale del patrimonio in vent’anni:

Età del maggior percettore di reddito Variazione della ricchezza netta 2002-2022
Meno di 35 anni -33,7%
35-44 anni -25,8%
45-54 anni -15,4%
55-64 anni -9,3%
65 anni e oltre +40,6%

La concentrazione della ricchezza sugli over 65 non è un episodio congiunturale, è una tendenza strutturale che accompagna l’invecchiamento del Paese e che nessuna delle generazioni più giovani, nei dati, riesce a invertire.

Redditi in aumento e ritorno al lavoro dopo i 65 anni

Anche sul fronte dei redditi gli over 65 sono l’unica fascia in controtendenza: il reddito netto familiare è cresciuto del 20,4% reale tra 2004 e 2024, mentre la media delle famiglie italiane è calata del 5% e le fasce centrali hanno perso fino al 16%. A questo si aggiunge un rientro nel mercato del lavoro, con gli occupati tra 65 e 89 anni passati da 343.000 a 866.000 in vent’anni e il tasso di occupazione salito dal 3,2% al 6,4%.

La spinta viene in parte dalle riforme che hanno alzato l’età pensionabile, in parte dalla scelta di proseguire un’attività professionale. In entrambi i casi il risultato è una fascia anziana che continua a produrre reddito oltre la soglia tradizionale della pensione.

Il risparmio degli anziani come welfare privato

Il patrimonio accumulato dagli over 65 non è capitale immobile: con il welfare pubblico in arretramento, diventa la riserva che finanzia cura, assistenza e sostegno ai familiari. Il rapporto Censis parla apertamente di privatizzazione dei costi della longevità, che lascia a individui e reti familiari la gestione delle proprie fragilità. Il 36,4% degli anziani sostiene economicamente figli e nipoti, e trasforma la ricchezza della terza età in un canale di redistribuzione tra generazioni. In questo quadro il ruolo del risparmio privato e della previdenza integrativa si allarga, perché copre la distanza tra ciò che la pensione garantisce e ciò che serve per una vecchiaia lunga e con costi sanitari crescenti.

Già l’Osservatorio Censis-Tendercapital del 2023 segnalava che per la maggioranza degli anziani la sola pensione non basta a garantire il benessere nella terza età. Il rapporto 2026 conferma la tendenza e la inserisce in una silver economy ormai tra le maggiori dimensioni economiche del Paese, trainata da redditi, patrimoni e consumi di una fascia in crescita numerica.


Data articolo: Tue, 07 Jul 2026 05:00:02 +0000
Made in Italy
Bonus Made in Italy, domande dal 7 luglio per il Credito Design MIMIT
Credito d’imposta design al 10% per imprese della crative Made in Italy: piattaforma MIMIT, spese ammissibili, procedura, sportello e scadenze.

Dal 7 luglio 2026 le imprese del Made in Italy possono prenotare il nuovo credito d’imposta design sulla piattaforma del MIMIT: la misura finanzia attività di ideazione estetica, collezioni e campionari con tax credit al 10%, dotazione complessiva da 60 milioni di euro e limite di 2 milioni per impresa. In sintesi:

  • le domande per il credito design si inviano dalle ore 12:00 del 7 luglio 2026 tramite la piattaforma MIMIT;
  • il bonus Made in Italy copre il 10% delle spese ammissibili sostenute nel periodo d’imposta successivo al 2025;
  • lo sportello di prenotazione non prevedere termini di chiusura nel decreto MIMIT 3 luglio 2026;
  • la ricevuta di domanda di prenotazione indica il credito prenotato in ordine cronologico di invio o l’indisponibilità delle risorse;
  • la comunicazione di completamento va inviata entro 30 giorni dalla chiusura del periodo d’imposta e gli investimenti realizzati devono raggiungere almeno il 70% di quelli prenotati.

Imprese e filiere creative ammesse al bonus

Il bonus Made in Italy interessa in modo diretto le imprese che lavorano su nuovi prodotti, collezioni e campionari nei comparti tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile e arredo, ceramica. Per il comparto moda e tessile, il nuovo credito d’imposta 2026 si colloca in continuità con il bonus 2025 e soprattutto con il tax credit 2024, in linea con gli interventi pubblici inaugurati nel post-covid e negli ultimi anni orientati a transizione, filiere produttive e capacità progettuale, con una leva diversa dai contributi a fondo perduto: il beneficio agisce sulla spesa fiscale collegata alla creatività industriale.

Incentivi con DURC e sicurezza lavoro in regola

Il credito d’imposta per design e ideazione estetica è rivolto alle imprese residenti in Italia, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, senza distinzione di forma giuridica, settore economico, dimensione, regime contabile o sistema fiscale adottato. L’accesso richiede anche il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e il corretto versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Sono escluse le imprese in liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale.

Domande MIMIT dal 7 luglio per il bonus Made in Italy

Le domande di credito design servono a prenotare le risorse prima del completamento degli investimenti, indicando progetto, tempi previsti, spese agevolabili e credito d’imposta potenzialmente spettante.

Il decreto direttoriale MIMIT 3 luglio 2026 disciplina il modello di comunicazione per le spese in attività di design e ideazione estetica, ai sensi dell’articolo 1, commi 925 e 926, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, con riferimento al comma 202 della legge 27 dicembre 2019, n. 160.

Sportello e risorse in ordine cronologico

Il credito d’imposta design segue una procedura a sportello: il decreto indica l’apertura della piattaforma dalle ore 12:00 del 7 luglio 2026 e non fissa una data finale per l’invio delle comunicazioni preventive.

Al termine dell’invio, l’impresa riceve una ricevuta con l’indicazione del credito d’imposta prenotato secondo l’ordine cronologico di trasmissione oppure dell’indisponibilità delle risorse.

Se i fondi mancano anche solo in parte, la comunicazione preventiva si considera comunque trasmessa; in caso di nuova disponibilità, il Ministero avvisa l’impresa rispettando la sequenza cronologica di invio.

Il meccanismo non prevede una graduatoria di merito: per le imprese contano l’orario di trasmissione, la correttezza della comunicazione e la coerenza tra credito prenotato e investimenti completati.

Doppia comunicazione e soglia minima del 70%

La procedura per il bonus design richiede due invii telematici: dopo la comunicazione preventiva di richiesta del credito serve la comunicazione finale dopo il completamento degli investimenti da trasmettere per ciascuna prenotazione, entro 30 giorni dalla data di chiusura del periodo d’imposta, con indicazione degli investimenti per tipologia di spesa ammissibile e del relativo credito d’imposta. Gli investimenti completati, considerati al lordo delle altre sovvenzioni ricevute sulle stesse spese ammissibili, devono raggiungere almeno il 70% dell’importo indicato nella comunicazione preventiva.

Il mancato invio delle comunicazioni nei termini e con le modalità previste comporta il mancato perfezionamento della procedura e la decadenza della prenotazione.

Credito design al 10% fino a 2 milioni per impresa

Il credito d’imposta design 2026 è pari al 10% delle spese ammissibili, entro il limite massimo di 2 milioni di euro per impresa e con una dotazione pubblica complessiva pari a 60 milioni di euro.

Il credito prenotato rappresenta il tetto massimo fruibile in compensazione, mentre il credito effettivo viene determinato sul minore valore tra quanto indicato in prenotazione e quanto comunicato a completamento degli investimenti.

La base di calcolo del tax credit design deve essere assunta al netto di altre sovvenzioni o contributi ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel rispetto dei massimali previsti.

Spese ammissibili per campionari e ideazione estetica

Le spese ammissibili al credito design riguardano le attività di ideazione estetica e sviluppo del prodotto, comprese la progettazione e la realizzazione dei campionari. Rientrano tra i costi agevolabili le spese di personale impiegato nelle attività, comprese quelle relative a giovani fino a 35 anni al primo impiego con laurea in design o titoli equiparabili quando ricorrono le condizioni previste dalla legge.

Sono ammesse anche quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o semplice e altre spese relative a beni materiali mobili e software utilizzati nelle attività di design e ideazione estetica. Completano il quadro le spese per contratti extra-muros, servizi di consulenza e servizi equivalenti, materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività agevolabili.

Relazione tecnica, certificazione e utilizzo in F24

Il riconoscimento del credito d’imposta design richiede la certificazione dell’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la conservazione della documentazione tecnica sulle attività svolte. Le imprese devono anche redigere e conservare una relazione tecnica asseverata con finalità, contenuti e risultati delle attività ammissibili. , nel rispetto delle regole sull’Albo dei certificatori del credito d’imposta.

Il credito può essere poi usato in compensazione con modello F24 attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, dal giorno 10 del mese successivo alla trasmissione dei dati dal MIMIT all’Agenzia. Se l’importo indicato in compensazione supera quello comunicato dal Ministero per il singolo beneficiario, l’operazione di versamento F24 viene scartata.

Esempio di calcolo del credito

La soglia del 70% rende necessaria una stima prudente degli investimenti, perché una prenotazione troppo alta rispetto alle spese completabili può far saltare la procedura.

Investimenti prenotati Investimenti completati Soglia minima 70% Credito teorico al 10% Esito
500.000 euro 500.000 euro 350.000 euro 50.000 euro la prenotazione è allineata agli investimenti completati.
500.000 euro 360.000 euro 350.000 euro 36.000 euro la soglia minima è raggiunta, con credito calcolato sui costi completati.
500.000 euro 300.000 euro 350.000 euro 30.000 euro la soglia minima manca e la prenotazione non perfeziona la procedura.

Nell’ipotesi senza altre sovvenzioni sulle stesse spese, una piccola impresa che prevede 500.000 euro di investimenti agevolabili dovrebbe prenotare tale importo solo se ha ragionevole certezza di completarne almeno 350.000 euro entro il periodo agevolabile.


Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 10:01:36 +0000
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Le migliori AI generative per privati e aziende, funzione per funzione
Assistenti, ricerca, immagini e analisi dati a confronto: la mappa degli strumenti di intelligenza artificiale per le PMI, con costi, dati e regole dell'AI Act

Non esiste una sola intelligenza artificiale migliore per le aziende: la scelta dipende dalla funzione da coprire, dal budget e da dove vengono trattati i dati. Le opzioni sono centinaia e coprono quasi ogni attività, dalla scrittura alla programmazione, dalla ricerca di fonti alla creazione di immagini, video e musica. La differenza la fanno la funzione principale, la qualità dell’output e il modello di prezzo, tra soluzioni gratuite, freemium e a pagamento. Tra i professionisti italiani ChatGPT è lo strumento più adottato (65%), davanti a Copilot (39%) e Gemini (26%), mentre in azienda il più diffuso è Copilot, secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano. Il punto è che, in ambito business, la scelta dipende anche dalla conformità agli obblighi di legge.

Di seguito, la mappa aggiornata che raccoglie oltre cento strumenti AI in dodici categorie con l’indicazione del più adatto per ciascuna, sia per il lavoro sia per lo studio e l’uso personale.

Scelta dell’AI generativa per funzione aziendale

Gli assistenti generalisti come ChatGPT, Gemini e Claude coprono scrittura, sintesi e analisi; Copilot agisce nella suite Microsoft; Perplexity serve la ricerca con fonti; strumenti come Mistral e DeepSeek competono su costi e sovranità dei dati. La differenza reale la fanno l’integrazione nei flussi di lavoro, il prezzo e la protezione delle informazioni aziendali, più della potenza grezza del modello. Per una piccola impresa la variabile che orienta la scelta è spesso l’ecosistema software già in uso: chi lavora in Microsoft 365 parte da Copilot, chi vive nell’ambiente Google da Gemini, chi tratta dati sensibili di clienti guarda alla localizzazione dei dati prima ancora che alle funzioni.

ChatGPT il più diffuso tra i professionisti

ChatGPT di OpenAI è lo strumento di AI generativa più usato dai professionisti italiani, con il 65% di utilizzo secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano. La forza è la versatilità: scrittura di testi ed email, sintesi di documenti, generazione di codice, analisi dati con ambiente Python integrato, creazione di immagini. Per le aziende le versioni Team ed Enterprise offrono la garanzia che i contenuti immessi non alimentino l’addestramento dei modelli, un requisito dirimente quando si caricano documenti riservati.

Copilot per chi lavora nella suite Office

Microsoft Copilot è l’AI generativa più adottata nelle organizzazioni, presente in quasi sei aziende su dieci. Il vantaggio nasce dall’integrazione nativa con Word, Excel, Outlook, Teams e PowerPoint: l’assistente agisce sui dati aziendali già presenti nella suite Microsoft 365, senza spostarli su piattaforme esterne. La resa dipende dall’ecosistema: per chi lavora già in ambiente Microsoft il ritorno è alto, per gli altri l’acquisto come AI primaria ha meno senso rispetto a un assistente autonomo.

Gemini per l’integrazione con Workspace

Google Gemini è il riferimento per chi opera nell’ecosistema Google e lavora con input misti di testo, immagini, audio e video. Il modello gestisce finestre di contesto molto ampie, adatte all’analisi di documenti lunghi e all’incrocio di grandi quantità di dati, e si integra con Gmail, Documenti e Workspace. A completare l’offerta c’è NotebookLM, lo strumento Google che interroga una base di conoscenza aziendale caricata dall’utente e la trasforma in sintesi, report e riepiloghi.

Claude per analisi di documenti e scrittura

Claude di Anthropic è indicato per l’analisi di testi lunghi, la scrittura professionale e la generazione di codice, ambiti in cui le comparazioni di settore lo collocano ai vertici. Gestisce contesti estesi con buona coerenza e viene scelto da chi produce contenuti articolati o lavora su documentazione complessa. Tra i professionisti italiani la diffusione è ancora contenuta (13%), in crescita soprattutto negli usi di analisi e sviluppo software.

Perplexity per la ricerca con fonti verificabili

Perplexity è lo strumento più adatto alla ricerca di informazioni con citazione delle fonti in tempo reale. Ogni risposta riporta i link ai documenti utilizzati, una trasparenza utile a chi produce analisi di mercato, ricerche settoriali o due diligence e ha bisogno di verificare la provenienza dei dati. Non è pensato per la scrittura creativa: il suo terreno è la ricerca fattuale rapida e tracciabile.

Firefly e Midjourney per immagini e contenuti visivi

Per la creazione di asset visivi destinati a marketing e comunicazione le imprese scelgono soprattutto Adobe Firefly e Midjourney. Adobe Firefly è addestrato su contenuti con licenza e offre garanzie sull’uso commerciale delle immagini, un vantaggio per le aziende che pubblicano materiali senza rischi sul diritto d’autore. Midjourney è preferito per la qualità estetica e lo stile distintivo, mentre le funzioni di generazione integrate in ChatGPT e Gemini coprono le necessità di base senza strumenti aggiuntivi.

Strumenti per chi cerca conformità, risparmio o versatilità

Sul fronte dei costi e della protezione delle informazioni, le alternative principali sono tre. Mistral, azienda francese, elabora i dati in Europa e rappresenta il riferimento per le imprese con esigenze di conformità al GDPR e sovranità digitale. DeepSeek offre prestazioni elevate a costi bassi ed è open, con la controindicazione che si tratta di una società cinese, aspetto rilevante quando si trattano dati aziendali sensibili. Grok di xAI si distingue per l’accesso ai dati in tempo reale della piattaforma X, adatto al monitoraggio di trend e attualità. Da segnalare anche:

  • Meta AI, basato sui modelli aperti Llama, gratuito e integrato nelle app Meta;
  • Qwen di Alibaba, modello aperto con buone prestazioni multilingua;
  • Poe di Quora, che aggrega più modelli in un’unica interfaccia per confrontarli.

Il confronto per costo e utilizzo in azienda

La tabella mette a confronto i principali strumenti di AI generativa per le aziende per ambito d’uso, luogo di trattamento dei dati, versione che tutela le informazioni aziendali e costo indicativo dei piani a pagamento.

GenAI Tutele Costi
ChatGPT piani Team ed Enterprise senza addestramento sui dati da circa 20 € utente/mese
Copilot protezione dati inclusa nelle licenze aziendali M365 da circa 28 € utente/mese
Gemini protezione dati nei piani Google Workspace freemium con piani business
Claude piani Team ed Enterprise senza addestramento sui dati da circa 20 € utente/mese
Perplexity piano Enterprise con tutele contrattuali da circa 20 € utente/mese
Mistral piani business con garanzie GDPR freemium con piani business
DeepSeek cautela sui dati sensibili, versioni self-hosted per l’uso professionale freemium a costo ridotto

I costi sono indicativi per i piani business e vanno verificati sul sito di ciascun fornitore, poiché variano nel tempo e per numero di licenze.

La scelta per profili d’uso aziendale

La selezione cambia con l’attività e con il tipo di dati trattati. Di seguito tre profili ricorrenti con l’indicazione più coerente.

Studio professionale che tratta dati dei clienti

Per uno studio legale, commerciale o tecnico che gestisce dati riservati dei clienti la priorità è la protezione delle informazioni: si usano le versioni Team o Enterprise di ChatGPT o Claude, che escludono i contenuti dall’addestramento, oppure Mistral per il trattamento in Europa. La legge 132/2025, all’articolo 13, impone di informare il cliente dell’uso di strumenti di AI nella prestazione professionale.

E-commerce con chatbot sul sito

Per un negozio online che usa un chatbot per l’assistenza, la coppia efficace è un assistente generalista per la produzione di contenuti e schede prodotto affiancato da un sistema conversazionale sul sito. Dal 2 agosto 2026 l’articolo 50 del Regolamento UE impone di dichiarare all’utente che sta interagendo con un sistema di AI, in modo visibile all’inizio della conversazione.

Microimpresa manifatturiera

Per una piccola realtà manifatturiera con licenze Microsoft già attive la scelta naturale è Copilot, che agisce su Excel, Outlook e documenti aziendali senza spostare i dati. Prima di estendere l’uso è utile valutare i ritorni degli investimenti in intelligenza artificiale rispetto ai costi delle licenze.

Obblighi AI Act per imprese che usano genAI

Le imprese che utilizzano strumenti di AI generativa sono soggette al Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), pienamente applicabile dal 2 agosto 2026. L’articolo 5 riguarda le pratiche vietate e l’articolo 4 l’alfabetizzazione in materia di AI, che impone a chi usa questi sistemi di garantire un livello adeguato di competenza al personale. Chi non rispetta le regole sui modelli per finalità generali (GPAI) è soggetto a multe fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale.

Il pacchetto di semplificazione Digital Omnibus ha rimodulato il calendario per i sistemi ad alto rischio dell’Allegato III, spostati al 2 dicembre 2027, e dell’Allegato I, al 2 agosto 2028, lasciando confermati gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50 dal 2 agosto 2026 e la marcatura dei contenuti sintetici dal 2 dicembre 2026.

Sul piano nazionale la Legge n. 132/2025 integra le regole europee con disposizioni su lavoro, professioni e sanzioni penali per l’uso illecito dell’AI.

Migliori strumenti AI per ogni esigenza: la mappa completa

AI per la scrittura e il copywriting

Per produrre testi di marketing il riferimento è Jasper, mentre per revisione e riscrittura si usano Grammarly e DeepL Write. Questi strumenti generano articoli, email, post e descrizioni prodotto, oppure correggono e riformulano testi esistenti. Le soluzioni più usate per scrivere sono le seguenti:

  • Jasper, specializzato in copy di marketing e contenuti ottimizzati per la SEO;
  • Copy.ai, adatto a post social, email e descrizioni prodotto;
  • Writesonic, orientato ai contenuti lunghi e alla scrittura SEO;
  • Rytr, economico e semplice per testi brevi;
  • Sudowrite, pensato per la narrativa e la scrittura creativa;
  • Grammarly, per correzione grammaticale, tono e chiarezza in inglese;
  • DeepL Write, per riformulare e migliorare testi con qualità linguistica alta;
  • QuillBot, utile per parafrasi e riscrittura;
  • Wordtune, per riformulare frasi e variare il registro;
  • Notion AI, integrato nell’omonimo spazio di lavoro per note e bozze;
  • HyperWrite, assistente di scrittura con suggerimenti in tempo reale.]

AI per la ricerca e la sintesi delle fonti

Per la ricerca con fonti verificabili lo strumento migliore è Perplexity, mentre in ambito accademico primeggiano Elicit e Consensus. Questi tool cercano, filtrano e sintetizzano informazioni citando i documenti originali, utile per analisi di mercato, ricerche settoriali e lavoro scientifico. Gli strumenti più solidi per la ricerca sono i seguenti:

  • Perplexity, motore di risposta con citazione delle fonti in tempo reale;
  • Google NotebookLM, che interroga i documenti caricati dall’utente e ne genera sintesi e riepiloghi;
  • Elicit, assistente di ricerca che estrae dati dai paper scientifici;
  • Consensus, che risponde a domande di ricerca basandosi su studi peer-reviewed;
  • SciSpace, per leggere, spiegare e confrontare articoli accademici;
  • Scholarcy, che riassume paper e articoli lunghi in schede;
  • Semantic Scholar, motore accademico gratuito con strumenti AI;
  • Scite, che analizza come una citazione è stata usata in letteratura;
  • ResearchRabbit, per mappare la rete di citazioni tra studi;
  • Undermind, motore di ricerca approfondita su letteratura scientifica.

AI per analisi dei dati e fogli di calcolo

Per analizzare dataset e file il riferimento sono ChatGPT con ambiente Python integrato e Claude, affiancati da Copilot in Excel per chi lavora con i fogli Microsoft. Questi strumenti puliscono dati, calcolano, generano grafici e interpretano tabelle a partire da un file caricato. Le soluzioni più usate per i dati sono le seguenti:

  • ChatGPT con analisi dati avanzata, per elaborazioni statistiche e grafici da file;
  • Claude, adatto all’analisi di tabelle e documenti complessi;
  • Julius AI, specializzato in analisi e visualizzazione di dataset;
  • Rows AI, foglio di calcolo con funzioni di AI integrate;
  • Microsoft Copilot in Excel, per formule, pulizia e analisi nei fogli;
  • Gemini nei Fogli Google, per generare formule e sintesi dei dati;
  • Gigasheet, per interrogare file di grandi dimensioni in linguaggio naturale;
  • Powerdrill, che trasforma dati grezzi in report e visualizzazioni;
  • Formula Bot, che genera formule Excel da una descrizione testuale;
  • Power BI con Copilot, per la business intelligence assistita.

AI per programmare e sviluppare software

Per scrivere codice gli strumenti migliori sono Cursor e GitHub Copilot, con Claude Code apprezzato per i progetti complessi. Questi tool completano, spiegano, correggono e generano codice, fino a costruire interi progetti da una descrizione. Le soluzioni più diffuse per lo sviluppo sono le seguenti:

  • GitHub Copilot, l’assistente di codice più adottato, integrato negli editor;
  • Cursor, editor pensato attorno all’AI per lavorare su interi progetti;
  • Claude Code, agente da riga di comando per attività di sviluppo articolate;
  • Windsurf, editor con agente integrato per generare e modificare codice;
  • Replit, ambiente online con agente che costruisce app da un prompt;
  • v0 di Vercel, per generare interfacce web a partire da una descrizione;
  • Codeium, autocompletamento e chat gratuiti per sviluppatori;
  • Tabnine, assistente di codice con attenzione alla privacy;
  • Amazon Q Developer, orientato allo sviluppo su ambienti AWS;
  • Bolt.new, per creare applicazioni web complete dal browser;
  • Lovable, per generare app funzionanti senza scrivere codice.

AI per la generazione di immagini

Per la qualità estetica il riferimento è Midjourney, mentre per l’uso commerciale sicuro si sceglie Adobe Firefly e per il piano gratuito più generoso Nano Banana Pro di Google. Questi strumenti generano immagini a partire da una descrizione testuale, con stili dal fotorealistico all’illustrativo. I generatori di immagini più usati sono i seguenti:

  • Midjourney, tra i più apprezzati per resa artistica e stile;
  • DALL-E 3, integrato in ChatGPT, semplice e immediato;
  • Adobe Firefly, addestrato su contenuti con licenza, adatto all’uso commerciale;
  • Stable Diffusion, open source e altamente personalizzabile;
  • Nano Banana Pro, il generatore di Google accessibile da Gemini;
  • Flux di Black Forest Labs, orientato al fotorealismo;
  • Leonardo AI, con controlli avanzati per creativi e designer;
  • Ideogram, efficace nella resa del testo dentro le immagini;
  • Recraft, pensato per grafica vettoriale e asset di brand;
  • Canva Magic Studio, generazione integrata nell’editor grafico;
  • Freepik AI, piattaforma che aggrega più modelli di generazione.

AI per la creazione di video

Per la generazione video i riferimenti sono Runway e Google Veo, mentre per i video con presentatore virtuale primeggiano Synthesia e HeyGen. Questi strumenti creano clip da testo o immagini e producono avatar parlanti per formazione e comunicazione. Le soluzioni più diffuse per il video sono le seguenti:

  • Runway, pioniere della generazione video con strumenti da filmmaker;
  • Google Veo, accessibile da Flow, con alta coerenza visiva e audio;
  • Sora di OpenAI, per video realistici da descrizione testuale;
  • Kling, generatore video con piano gratuito;
  • Pika, orientato a clip brevi e creative;
  • Luma Dream Machine, per animazioni fluide da testo o immagine;
  • Synthesia, per video con avatar e voce in molte lingue;
  • HeyGen, specializzato in presentatori virtuali e doppiaggio;
  • Descript, editing video e audio basato sulla trascrizione;
  • Hedra, per personaggi animati e volti parlanti.

AI per generare voce, audio e musica

Per la sintesi vocale lo strumento migliore è ElevenLabs, mentre per creare brani musicali completi primeggiano Suno e Udio. Questi tool trasformano il testo in voce naturale, clonano voci con consenso e compongono musica originale. Le soluzioni più usate per l’audio sono le seguenti:

  • ElevenLabs, riferimento per voce sintetica realistica e doppiaggio;
  • Suno, per generare canzoni con testo e musica da un prompt;
  • Udio, generatore musicale con resa di alta qualità;
  • Stable Audio, orientato a musicisti e produzione professionale;
  • Murf, per voci di narrazione in ambito aziendale;
  • Play.ht, sintesi vocale con molte voci e lingue;
  • Adobe Podcast, per migliorare e pulire le registrazioni vocali;
  • Resemble AI, per clonazione vocale con controllo del tono.

AI per presentazioni e design

Per creare slide da una descrizione il riferimento è Gamma, affiancato da Beautiful.ai per i modelli professionali. Questi strumenti generano presentazioni, pagine web e documenti visivi partendo da un testo o da un elenco di punti. Le soluzioni più diffuse sono le seguenti:

  • Gamma, il più usato per generare presentazioni e pagine da testo;
  • Beautiful.ai, con modelli che si adattano automaticamente ai contenuti;
  • Tome, per slide narrative e pitch;
  • Canva Magic Design, generazione integrata nell’editor grafico;
  • Pitch, per presentazioni collaborative con assistenza AI;
  • Presentations.ai, che costruisce deck completi da un prompt;
  • Plus AI, integrato in Presentazioni Google per generare e modificare slide.

AI per produttività, note e flussi di lavoro

Per organizzare note e attività i riferimenti sono Notion AI e NotebookLM, mentre per automatizzare processi tra app si usano Zapier e Make. Questi strumenti riassumono riunioni, gestiscono appunti e collegano applicazioni diverse senza scrivere codice. Le soluzioni più usate per la produttività sono le seguenti:

  • Notion AI, per note, bozze e sintesi nello spazio di lavoro;
  • NotebookLM, per interrogare i propri documenti e ricavarne riepiloghi;
  • Otter.ai, per trascrizione e sintesi automatica delle riunioni;
  • Fireflies.ai, assistente che registra e riassume le call;
  • Zapier, per automatizzare flussi tra applicazioni con l’AI;
  • Make, piattaforma visuale di automazione dei processi;
  • Reclaim.ai, per la gestione intelligente dell’agenda;
  • Motion, che pianifica attività e calendario in automatico;
  • Mem, per note collegate e recuperabili in linguaggio naturale;
  • Superhuman, client email con sintesi e risposte assistite.

AI per traduzioni automatiche

Per tradurre con qualità professionale il riferimento è DeepL, che supera i traduttori tradizionali nella resa delle sfumature. Questi strumenti traducono testi e documenti mantenendo tono e contesto. Le soluzioni più affidabili per la traduzione sono le seguenti:

  • DeepL, leader per qualità e resa in ambito professionale e letterario;
  • Google Translate, gratuito e adatto a un uso rapido e generico;
  • Microsoft Translator, integrato nella suite Microsoft;
  • ElevenLabs Dubbing, per tradurre e doppiare contenuti audio e video;
  • Reverso, utile per traduzioni con esempi di contesto.

Agenti AI per compiti complessi

Gli agenti AI eseguono attività composte da più passaggi in autonomia, andando oltre la singola risposta del chatbot. Tra i più avanzati ci sono Manus e le funzioni agentiche integrate negli assistenti principali. Questi sistemi navigano il web, compilano documenti e completano procedure con supervisione umana. Gli agenti più noti sono i seguenti:

  • Manus, agente autonomo per attività articolate su più applicazioni;
  • ChatGPT agent, per delegare compiti che richiedono navigazione e azioni;
  • Claude Cowork, agente di Anthropic per il lavoro su file e attività estese;
  • Microsoft Copilot con agenti, per processi che attraversano più app aziendali;
  • Genspark, agente orientato alla ricerca e alla produzione di contenuti;
  • Gemini con funzioni agentiche, integrato nell’ecosistema Google.

La tabella per scegliere lo strumento in base alla necessità

La sintesi mette a confronto le principali necessità d’uso con lo strumento consigliato e una alternativa gratuita valida, per orientare la scelta senza provarli tutti. Valutando anche i ritorni degli investimenti in intelligenza artificiale, per molti compiti la versione gratuita è sufficiente a iniziare.

Necessità Strumento consigliato Alternativa gratuita
scrivere testi e contenuti ChatGPT o Claude Gemini nella versione gratuita
ricerca con fonti verificabili Perplexity NotebookLM
ricerca accademica e scientifica Elicit o Consensus Semantic Scholar
analisi di dati e file Claude o ChatGPT Gemini nei Fogli Google
programmare e sviluppare Cursor o GitHub Copilot Codeium
generare immagini Midjourney Nano Banana Pro da Gemini
creare video Runway o Google Veo Kling nel piano gratuito
voce e musica ElevenLabs o Suno Suno nel piano gratuito
presentazioni e slide Gamma Canva nella versione gratuita
tradurre testi DeepL Google Translate

I piani e le funzioni gratuite variano nel tempo: prima di adottare uno strumento per l’uso professionale è utile verificarne condizioni e trattamento dei dati sul sito del fornitore.


Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 09:03:55 +0000
Servizi INPS
L’INPS mette online il simulatore dei contributi per chi apre da artigiano o commerciante
Accesso libero e senza credenziali per stimare l'onere previdenziale in base a reddito e mesi di attività, con il contributo fisso dovuto anche a reddito zero

Dal 3 luglio 2026, chi valuta di aprire un’attività da artigiano o commerciante può stimare in anticipo quanto verserà all’INPS: con il messaggio n. 2254 l’Istituto ha messo online il simulatore dei contributi delle Gestioni autonome, ad accesso libero e senza credenziali, pensato per chi non è ancora iscritto e vuole conoscere l’onere previdenziale prima di partire. In sintesi:

  • il simulatore è ad accesso libero, senza credenziali;
  • la stima considera regime forfettario e agevolazioni per over65 pensionati ma non l’esonero del 50% per nuovi iscritti;
  • gli importi della simulazione sono indicativi e non sostituiscono la consulenza delle strutture INPS o degli intermediari.

Simulatore INPS della contribuzione nelle Gestioni autonome

Il simulatore dei contributi è raggiungibile senza autenticazione nella sezione Imprese e Liberi Professionisti del portale INPS e restituisce una stima dell’importo dovuto in base ai dati inseriti in forma anonima.

L’utente indica reddito atteso e mesi di attività, per il titolare e per gli eventuali collaboratori familiari, e ottiene la quantificazione della contribuzione previdenziale dovuta alle Gestioni autonome degli artigiani (legge 4 luglio 1959, n. 463) e degli esercenti attività commerciali (legge 22 luglio 1966, n. 613).

Accesso al calcolatore e campi da compilare

Il simulatore si raggiunge dalla sezione Imprese e Liberi Professionisti del portale INPS, senza SPID e senza registrazione, e guida l’utente fino al risultato. Prima di iniziare bisogna avere sotto mano la data di nascita del titolare, il reddito atteso, i mesi di attività previsti e i dati degli eventuali collaboratori familiari.

Dalla home page del sito INPS (www.inps.it), si scrive nel campo di ricerca libera “Simulatore Calcolo Contributi Artigiani e Commercianti” e si arriva alla relativa scheda INPS che illustra lo strumento; una volta entrati in questa pagina, si clicca sul bottone “Utilizza il servizio“.

La compilazione segue una sequenza fissa, con i campi obbligatori contrassegnati dall’asterisco:

  1. nello step dati titolare si inserisce la data di nascita;
  2. nello step dati impresa si indicano il reddito atteso e i mesi di attività previsti nell’anno;
  3. nello step dati collaboratori si aggiungono gli eventuali coadiuvanti familiari con i loro dati;
  4. il riepilogo mostra i dati inseriti e lo step di calcolo restituisce la contribuzione stimata.

Per chi sceglie il forfettario la simulazione copre i soli contributi e lascia fuori l’imposta sostitutiva, che concorre al costo complessivo del primo anno di attività. Per il calcolo dell’imposta in regime forfettario si può usare il simulatore online di PMI.it, che integra e affianca il risultato alla stima INPS sui contributi dovuti, così da avere il quadro completo del primo anno.

Agevolazioni considerate nella stima

La simulazione differenzia il calcolo per due agevolazioni: il regime forfettario (legge 23 dicembre 2014, n. 190) e la riduzione per gli ultrasessantacinquenni già pensionati (legge 27 dicembre 1997, n. 449). Non considera invece la riduzione contributiva del 50% per i nuovi iscritti introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, per cui chi ha quei requisiti ottiene dal simulatore un importo più alto di quello che verserà effettivamente.

La domanda e l’eventuale rinuncia all’esonero del 50% si gestiscono sul Portale delle Agevolazioni INPS, con regole telematiche in vigore dal 2026 e rinuncia irrevocabile dal mese successivo alla presentazione.

Contributo fisso con qualunque reddito

Il primo dato che il simulatore restituisce è il contributo fisso sul minimale, che va versato anche in caso di reddito pari a zero. Per il 2026 il minimale è fissato a 18.808 euro e la quota fissa annua, comprensiva del contributo di maternità, è quella indicata dalla circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026. Sulla parte di reddito che supera il minimale si applicano le aliquote ordinarie, aggiornate anno per anno nei contributi INPS per artigiani e commercianti aggiornati al 2026.

Voce 2026 Importo
Reddito minimale 18.808 euro
Contributo fisso artigiani 4.521,36 euro
Contributo fisso commercianti 4.611,64 euro

Riduzioni contributive e impatto sulla pensione

Le riduzioni contributive abbassano l’importo dovuto e incidono sul montante che finanzia la pensione, perché il sistema è contributivo e versamenti più bassi generano un assegno più basso. Il forfettario dà diritto a uno sconto del 35% e l’esonero per i nuovi iscritti arriva al 50%, in alternativa tra loro e non cumulabili, mentre gli ultrasessantacinquenni pensionati che proseguono l’attività versano la metà. Il simulatore mostra il risparmio immediato; il costo previdenziale differito non compare nella stima e va valutato sulla propria posizione contributiva.

Quando serve un intermediario

L’INPS precisa che gli importi simulati sono indicativi e orientativi, subordinati all’effettiva sussistenza dei requisiti e alla correttezza dei dati inseriti. Prima di decidere l’iscrizione è opportuno verificare il risultato con le strutture territoriali dell’Istituto o con un intermediario, soprattutto quando concorrono più regimi agevolati o la presenza di collaboratori familiari.


Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 08:20:10 +0000
Edilizia
Polizze catastrofali, il Governo valuta l’obbligo per le case riqualificate
All'assemblea Ania la richiesta di rendere obbligatoria la polizza per le case che hanno usato i bonus edilizi. Giorgetti apre con la riassicurazione Sace

Nel corso della consueta assemblea annuale, l’ANIA (Associazione delle imprese assicuratrici) ha chiesto al Governo di estendere l’obbligo di polizza catastrofale già in vigore per le imprese anche alle abitazioni private che hanno beneficiato di bonus edilizi. La risposta del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è stata un’apertura prudente, senza impegni vincolanti, con la riassicurazione di SACE indicata come possibile leva pubblica.

Polizze catastrofali sulla casa, il criterio proposto da ANIA

Ad oggi, risulta coperto da un’assicurazione catastrofale appena il 7% delle case contro circa il 15% delle imprese. Ne sono sprovviste anche le abitazioni riqualificate con bonus edilizi; da qui la considerazione del presidente ANIA, Giovanni Liverani, che ritiene “assurdo” che lo Stato debba risarcire, dopo un sisma o un’alluvione, chi ha già ricevuto in misura rilevante il sostegno dalla finanza pubblica.

La richiesta di ANIA è però più stringente della proposta di legge già depositata alla Camera. Il testo 2791, di iniziativa della Lega, non prevede infatti alcun obbligo per le abitazioni e si regge interamente su un sistema di incentivi, che coinvolge anche i premi di produttività detassati erogati dalle imprese ai dipendenti. La proposta dell’associazione va oltre gli incentivi e punta a un criterio automatico. L’idea è adottare gradualmente, per la copertura assicurativa, un meccanismo analogo a quello dell’attestato di prestazione energetica (APE), da dimostrare negli atti amministrativi relativi agli immobili.

L’apertura di Giorgetti e il ruolo di SACE

Giorgetti non ha assunto impegni vincolanti ma si è detto pronto ad «accompagnare il mercato in questo processo», estendendo progressivamente la cultura della protezione dalle imprese alle famiglie. Il ministro ha indicato nella riassicurazione di Sace il possibile canale con cui il Governo potrebbe sostenere la diffusione delle coperture, senza però fissare tempi o vincoli. Un’apertura prudente, quindi, che lascia il passaggio successivo alla decisione politica e all’iter parlamentare.

Il segnale importante per famiglie è comunque il riconoscimento, da parte del Tesoro, che la sottoassicurazione del patrimonio abitativo è un problema su cui lo Stato intende intervenire.

Polizze per imprese e casa a confronto

Per le imprese l’obbligo di polizza catastrofale è già in vigore, con un calendario a scaglioni completato nel 2026; per le abitazioni, invece, la copertura oggi è volontaria e sul tavolo c’è soltanto un’ipotesi di incentivi. La distanza tra i due regimi è ciò che rende la scelta diversa per un imprenditore e per una famiglia.

Gli obblighi già in vigore per le imprese

Per le imprese il quadro prevede regole precise e già vincolanti:

  • gli eventi da coprire sono sisma, alluvione, frana, inondazione ed esondazione;
  • la franchigia non può superare il 15% del danno indennizzabile;
  • chi non si assicura è escluso da contributi, agevolazioni e ristori pubblici, secondo il decreto MIMIT del 18 giugno 2025;
  • la mancata stipula può esporre gli amministratori a responsabilità ai sensi degli articoli 2086, 2392 e 2476 del codice civile.

Le ipotesi allo studio per le abitazioni

Per le abitazioni la copertura resta volontaria e le ipotesi in campo hanno natura diversa:

  • la proposta di legge 2791, di iniziativa della Lega, non introduce alcun obbligo e punta su un sistema di incentivi;
  • è previsto uno sconto minimo del 20% sul premio e un contributo statale fino a 100 euro, che salgono a 150 per le famiglie con ISEE sotto i 25.000 euro;
  • ANIA e il ministro Urso chiedono di partire dalle case che hanno beneficiato dei bonus edilizi, a cominciare dal Sismabonus.

La differenza si vede già nelle scelte odierne. Per un’impresa, senza polizza si perde l’accesso a incentivi e ristori pubblici, anche dopo un evento calamitoso, con il danno interamente a carico dell’attività. Per una famiglia che ha ristrutturato ad esempio con il Sismabonus la logica verso cui spinge ANIA è la stessa: aver già incassato denaro pubblico trasformerebbe la copertura nella condizione per non essere esclusi dai risarcimenti futuri.


Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 07:58:01 +0000
Storie d’Impresa
Chapeu intervista Marco Bizzarri, l’emiliano che ha rivoluzionato Gucci
Da figlio di operai a CEO di Gucci, la storia di Marco Bizzarri: i successi, le sfide e i segreti dietro un fatturato portato da tre a dieci miliardi.

Marco Bizzarri è considerato uno dei più influenti e brillanti manager del lusso nella storia d’Italia. Con una caparbietà fuori dal comune e un approccio profondamente schietto al business, ha scalato le vette dell’alta moda mondiale. Ha costruito una carriera leggendaria trasformando le sorti di marchi sull’orlo del precipizio finanziario e guidandoli verso profitti record, diventando una figura centrale nel panorama economico internazionale.

L’intervista di Chapeau all’ex CEO di Gucci

In questa intensa intervista, l’ex amministratore delegato di Gucci ripercorre le tappe fondamentali del suo percorso umano e professionale. Bizzarri si racconta senza filtri, offrendo uno spaccato unico sulle dinamiche spietate del settore del lusso: dalle prime porte chiuse ai colossali successi finanziari, passando per le difficili divergenze strategiche con stilisti di fama mondiale e le crisi d’immagine gestite in prima linea, fino ad arrivare alla sua lucida analisi sul declino e sul futuro del mercato dell’alta moda globale.

L’ascesa nel mondo della consulenza e della moda

La carriera di Bizzarri inizia con una forte dose di determinazione: dopo aver telefonato insistentemente da una cabina a gettoni, riesce a farsi assumere dalla prestigiosa società di consulenza Arthur Andersen, colmando il divario con i colleghi e superando l’ostacolo della lingua inglese con mesi di studio matto e disperato. Il salto nel mondo della moda avviene a 30 anni, quando accetta di entrare in Mandarina Duck. È qui che Bizzarri dimostra per la prima volta il suo genio commerciale: messo a capo di una piccola azienda in perdita in Francia, inventa una geniale operazione di marketing mandando ragazze attraenti a richiedere la borsa del marchio nei negozi, riuscendo a far schizzare il fatturato da 2 a 15 milioni in soli tre anni.

Dopo una breve parentesi difficile seguita alle sue dimissioni nel 2004, entra nell’orbita del Gucci Group diventando CEO di Stella McCartney. Nonostante le resistenze della stilista, Bizzarri impone scelte strategiche audaci, come la storica collaborazione con H&M, portando il brand in attivo e moltiplicando i ricavi.

Il rilancio di Bottega Veneta e l’approdo ai vertici di Kering

Nel 2008 viene nominato amministratore delegato di Bottega Veneta. Il suo arrivo coincide con il disastroso crollo causato da Lehman Brothers e con una diffusa ritrosia dei consumatori a mostrare sfarzo. Bizzarri risponde alla crisi con intuito: attira nei negozi gli “sleeping clients” offrendo riparazioni gratuite per le borse e inietta nuovo colore in collezioni fino a quel momento troppo cupe. Sotto la sua guida, Bottega Veneta triplica il fatturato arrivando a 1,2 miliardi di euro mantenendo margini altissimi.

Il successo non passa inosservato: François-Henri Pinault, proprietario del colosso Kering, lo promuove a capo dell’intera divisione lusso del gruppo, rendendolo di fatto il supervisore di tutti i più grandi amministratori delegati dell’azienda.

Il miracolo Gucci e la scommessa creativa

La vera svolta della sua vita arriva nel 2014, quando Pinault gli impone di prendere le redini di Gucci. Il marchio fatturava 3 miliardi ma perdeva sistematicamente quote di mercato, prigioniero di un’estetica ormai banale e superata. Bizzarri decide di rischiare tutto affidando la direzione creativa a un volto sconosciuto, Alessandro Michele.

Contro il parere di molti, cestina l’intera collezione precedente, svuota i magazzini vendendo a saldo i vecchi prodotti e lancia la nuova visione romantica e gender-fluid di Michele. La mossa si rivela un trionfo senza precedenti: l’estetica massimalista conquista i giovani e i social network, rendendo Gucci un fenomeno di costume assoluto. Sotto l’egida Bizzarri-Michele, l’azienda passa da 3.000 a 20.000 dipendenti, raggiungendo l’incredibile cifra di 10 miliardi di fatturato in cinque anni.

Le crisi, il post-pandemia e la fine di un’era

La strada verso il successo non è stata priva di ostacoli drammatici. Bizzarri ricorda il tracollo finanziario sventato nel 2018 in seguito allo scandalo del maglione accusato di “blackface”, una crisi che costò all’azienda il 50% delle vendite giornaliere e che fu risolta solo grazie all’intervento in prima persona di Bizzarri, recatosi fisicamente ad Harlem per dialogare con la comunità afroamericana. Tuttavia, la magia si incrina intorno al 2019: il prodotto Gucci diventa troppo esposto e sovradistribuito, perdendo l’esclusività.

Nel frattempo, l’arrivo di Virgil Abloh da Louis Vuitton sottrae fette di mercato giovanile, mentre la pandemia cambia i gusti del pubblico verso un lusso più sobrio. Nonostante i suggerimenti di Bizzarri per un cambio di rotta, l’estetica del brand rimane immutata.

Nel 2024 Bizzarri lascia la guida dell’azienda, e da quel momento Gucci entra in una crisi profonda, bruciando 4 miliardi di fatturato in soli due anni a causa di nuove gestioni orientate prevalentemente al taglio dei costi.

La visione sul futuro del lusso e i consigli per i giovani

Analizzando il panorama odierno, Bizzarri evidenzia come l’intero settore del lusso stia soffrendo per un eccesso di avidità post-Covid: aumentando indiscriminatamente i prezzi senza offrire reale innovazione creativa, i grandi marchi hanno allontanato la fascia aspirazionale e i giovani, regalando enormi quote di mercato ad attori del fast fashion come Zara.

Oggi, l’ex CEO siede nei consigli di amministrazione di realtà come Armani e Illy, e guarda alla sua carriera con enorme umiltà. Ai giovani che ambiscono a posizioni di potere, suggerisce di non inseguire ciecamente il ruolo di amministratore delegato, ma di concentrarsi sul fare bene il proprio lavoro quotidiano. Secondo Bizzarri, i veri segreti del successo risiedono nello studio costante per superare la propria naturale timidezza e, soprattutto, nella capacità di circondarsi di persone e mentori pronti a supportare il talento altrui senza invidia.


Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 07:25:42 +0000
Trattamento Fine Rapporto
Online il modulo per destinare o meno il TFR al Fondo Pensione, come si compila
Sul Portale della Previdenza Complementare è disponibile il modello provvisorio per scegliere dove destinare il TFR: fac-simile e opzioni per ogni profilo.

Dal 1° luglio 2026, per il TFR dei nuovi assunti del settore privato è prevista l’adesione automatica al fondo pensione di categoria, salvo scelta diversa entro 60 giorni. Per modificare le opzioni di conferimento delle quote di accantonamento e della contribuzione a proprio carico, il Ministero del Lavoro ha pubblicato sul Portale della Previdenza Complementare il modello provvisorio per la destinazione del TFR, con una sezione rivolta ai lavoratori di prima assunzione ed una a quelli che hanno già un fondo pensione attivo. In sintesi:

  • il modello provvisorio è utilizzabile dal 1° luglio 2026 in attesa di quello ufficiale adottato con decreto interministeriale Lavoro-MEF;
  • la compilazione è riservata ai lavoratori assunti dal 1° luglio 2026, di prima assunzione oppure non di prima assunzione se hanno conferito il TFR alla previdenza complementare;
  • la scelta va comunicata entro 60 giorni dalla data di assunzione, oltre i quali l’adesione automatica al fondo è definitiva;
  • la disciplina di riferimento è contenuta nell’articolo 1, commi 204-205, della Legge 199/2025, che ha modificato l’articolo 8 del d.lgs. 252/2005;
  • le regole applicative sono quelle fissate dalle direttive Covip del 19 giugno 2026, che sostituiscono la deliberazione del 24 aprile 2008.

Il modello provvisorio pubblicato dal Ministero del Lavoro

La bozza ministeriale del modulo documenta la consegna dell’informativa obbligatoria e registra la scelta del lavoratore sulla destinazione del TFR. Vale in via transitoria, nelle more del modello ufficiale che sarà approvato con decreto interministeriale dei ministeri del Lavoro e dell’Economia. Il lavoratore indica anzitutto se si trova alla prima assunzione oppure no, e compila la sezione corrispondente. Dalla distinzione dipendono le scelte ammesse e la stessa possibilità di mantenere il TFR in azienda.

Le opzioni nel modulo per i lavoratori di prima assunzione

La sezione per i lavoratori di prima assunzione raccoglie la scelta sulla destinazione del TFR maturando entro 60 giorni dall’assunzione, secondo l’adesione automatica introdotta dall’articolo 8, commi 7-bis e seguenti, del d.lgs. 252/2005 (aggiunti dall’articolo 1, comma 204, della legge 199/2025). Le scelte esprimibili sono quattro:

  • il conferimento del TFR alla forma pensionistica di destinazione automatica prevista dal contratto collettivo, con l’indicazione della percentuale;
  • il diniego al versamento del contributo a proprio carico alla forma di destinazione automatica, ammesso solo se la retribuzione annua lorda è inferiore all’assegno sociale;
  • il conferimento esplicito del TFR a una forma di previdenza complementare scelta dal lavoratore, con la denominazione del fondo e la percentuale;
  • il diniego al conferimento del TFR alla previdenza complementare, con il trattamento regolato dall’articolo 2120 del codice civile ed eventuale versamento al Fondo Tesoreria INPS.

Una percentuale di conferimento inferiore al 100% è ammessa solo se prevista dagli accordi o dal contratto collettivo applicabile.

Fac-simile del modulo ministeriale per la destinazione del TFR dei lavoratori di prima assunzione

Il modulo per chi firma un nuovo contratto senza essere alla prima assunzione

Chi non è alla prima assunzione e viene assunto dal 1° luglio 2026 compila comunque il modulo, dichiarando la propria posizione previdenziale: da quella dichiarazione dipende se opera o meno l’adesione automatica (articolo 8, comma 9-bis, del d.lgs. 252/2005). Il termine per la scelta è di 60 giorni dalla data della nuova assunzione.

Se il lavoratore ha già in essere un’adesione a una forma pensionistica complementare con conferimento, totale o parziale, del TFR, indica a quale forma destinare il TFR maturando, con la relativa percentuale, scegliendo tra quella di destinazione automatica e un fondo diverso. Senza una scelta entro i 60 giorni aderisce automaticamente alla forma collettiva prevista dagli accordi. Il versamento del contributo a proprio carico non è obbligatorio se la retribuzione annua lorda è inferiore all’assegno sociale (articolo 8, comma 9-bis, del d.lgs. 252/2005, che rinvia all’articolo 3, commi 6 e 7, della legge 335/1995).

Se il lavoratore dichiara di non avere un’adesione alla previdenza complementare alimentata dal TFR, l’adesione automatica non opera: il TFR è regolato dall’articolo 2120 del codice civile e, dove previsto, versato al Fondo Tesoreria INPS (articolo 1, commi 755 e 756, della legge 296/2006). Il lavoratore conserva il diritto di destinare il TFR maturando a un fondo pensione in un momento successivo, con un’adesione volontaria.

Sezione del modulo TFR per i lavoratori non di prima assunzione

Compilazione del modulo e consegna al datore di lavoro

Il modulo compilato va consegnato al datore di lavoro, che lo acquisisce insieme all’informativa e ne conserva copia controfirmata. La procedura segue tempi precisi:

  1. al momento dell’assunzione il datore consegna al lavoratore l’informativa sugli accordi applicabili e il modulo di destinazione del TFR;
  2. il lavoratore ha 60 giorni per compilarlo e indicare la propria scelta, oppure per comunicare la rinuncia all’adesione automatica;
  3. il datore acquisisce il modulo e rilascia al lavoratore una copia controfirmata;
  4. in assenza di scelta entro i 60 giorni scatta l’adesione automatica, con versamenti dal mese successivo e recupero delle quote dalla data di assunzione.

Superati i 60 giorni senza rinuncia, il conferimento del TFR al fondo è definitivo e non più revocabile.

Domande frequenti sul modulo di destinazione del TFR

Chi deve compilare il modulo di destinazione del TFR?

Lo compilano i lavoratori assunti dal 1° luglio 2026: quelli di prima assunzione e quelli non di prima assunzione che hanno già in essere un’adesione a una forma pensionistica complementare con conferimento del TFR. La consegna avviene al momento dell’assunzione, insieme all’informativa obbligatoria prevista dall’articolo 8, comma 8, del d.lgs. 252/2005.

Un lavoratore assunto prima del 1° luglio 2026 deve compilarlo?

No. Per chi è stato assunto fino al 30 giugno 2026 continua ad applicarsi il silenzio-assenso semestrale previgente, con i sei mesi per la scelta sulla destinazione del TFR. Il nuovo modulo riguarda le assunzioni dal 1° luglio 2026.

Chi è escluso dall’adesione automatica al fondo pensione?

Sono esclusi i lavoratori domestici e i dipendenti pubblici, i contratti a tempo determinato di durata inferiore a 60 giorni e i rapporti che cessano prima dei 60 giorni. Tra i lavoratori non di prima assunzione, non rientrano nell’automatismo chi ha riscattato integralmente la posizione o chi era iscritto a un fondo senza conferimento del TFR.

Un lavoratore che resta nella stessa azienda deve compilare il modulo?

No. Il modulo si consegna solo in occasione di una nuova assunzione. Chi prosegue lo stesso rapporto di lavoro non rientra nell’adesione automatica e non ha alcun termine di 60 giorni. Per destinare il TFR maturando a un fondo pensione può aderire in forma volontaria in qualsiasi momento; la scelta di mantenerlo in azienda è sempre revocabile (quella opposta è invece irrevocabile).


Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 07:00:04 +0000
Mondo del Lavoro
Bonus stabilizzazioni under 35, l’INPS sblocca l’esonero contributivo totale
Esonero contributivo fino a 500 euro al mese per trasformare a tempo indeterminato i contratti a termine di giovani fino a 35 anni: come funziona.

L’INPS ha fissato le regole di accesso all’incentivo alla stabilizzazione di under 35, istituita dal Decreto Lavoro 2026, nel più ampio quadro dei bonus per le nuove assunzioni di giovani. Con la Circolare n. 72 del 3 luglio 2026, l’Istituto di Previdenza riconosce ai datori privati un esonero integrale sulle trasformazioni effettuate da agosto. Nello stesso documento l’Istituto scioglie il nodo che ne aveva finora congelato l’efficacia: l’agevolazione non è un aiuto di Stato e quindi non serve autorizzazione UE.

In sintesi:

  • l’Istituto considera la misura estranea alla disciplina degli aiuti di Stato e pertanto non attende l’autorizzazione europea richiamata dalla legge per aprire lo sportello;
  • le risorse sono pari a 18,2 milioni di euro per il 2026, con domande accolte fino a capienza (Circolare INPS n. 72/2026);
  • l’esonero contributivo copre il 100% dei contributi previdenziali a carico del datore, esclusi i premi INAIL, fino a 500 euro al mese per un massimo di 24 mesi (art. 4, DL 62/2026);
  • riguarda solo le trasformazioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026 di contratti a termine avviati entro il 30 aprile 2026 e di durata non superiore a dodici mesi;
  • il lavoratore deve avere meno di 35 anni e non essere mai stato occupato a tempo indeterminato nell’arco della vita lavorativa.

Il nodo autorizzazione UE e l’interpretazione INPS

L’elemento chiave della circolare attuativa INPS rispetto al classico documento di prassi è l’affermazione che l’incentivo non richiede l’autorizzazione della Commissione europea. L’Istituto sostiene che la misura, rivolta alla generalità dei datori privati in qualsiasi settore e area del Paese, “non può considerarsi sussumibile” tra gli aiuti di Stato dell’articolo 107 del Trattato, e la ritiene quindi efficace senza il vaglio comunitario.

La stessa circolare riconosce però che l’articolo 4, comma 5, del Decreto lavoro 2026 richiamava espressamente quell’autorizzazione: una circolare interpreta la norma ma non sospende una condizione di efficacia fissata dal legislatore. Per il datore di lavoro, quindi, da un lato la misura è utilizzabile secondo le regole fissate dall’INPS ma su un’impostazione amministrativa non ancora avallata da una decisione formale della Commissione UE, elemento da mettere in conto in operazioni che vincolano l’azienda per due anni.

Esonero 100% e tetto 500 euro per stabilizzazioni under 35

L’agevolazione 2026 per la stabilizzazione dei giovani precari azzera i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, esclusi i premi INAIL, entro un tetto di 500 euro al mese per ciascun lavoratore e per un massimo di 24 mesi. Introdotta dall’articolo 4 del decreto Lavoro (DL 62/2026, convertito dalla legge 112/2026), la misura riguarda i soli datori privati, compreso il settore agricolo, ed esclude la pubblica amministrazione.

Per i rapporti che iniziano o cessano in corso di mese il tetto è riproporzionato a 16,12 euro per ogni giorno di fruizione. È fatta salva l’aliquota di computo della futura pensione del lavoratore, che lo sgravio non intacca.

Requisiti del lavoratore e del contratto a termine

L’esonero spetta solo se il lavoratore, alla data della trasformazione, ha meno di 35 anni (fino a 34 anni e 364 giorni) e non è mai stato occupato a tempo indeterminato nel corso dell’intera vita lavorativa. La circolare chiarisce i confini di questo secondo requisito: non sono ostativi i precedenti periodi di apprendistato, di lavoro intermittente a tempo indeterminato o di lavoro domestico a tempo indeterminato, mentre lo sono un pregresso rapporto stabile a scopo di somministrazione e persino un rapporto a tempo indeterminato risolto per mancato superamento della prova o per dimissioni.

Il contratto a termine da trasformare deve essere stato instaurato entro il 30 aprile 2026, avere durata complessiva non superiore a dodici mesi ed essere convertito senza soluzione di continuità: un’interruzione prima della trasformazione fa decadere il beneficio. Sono esclusi dirigenti, lavoro domestico, apprendistato e lavoro intermittente.

Incentivo alla stabilizzazione under 35 — art. 4, DL 62/2026
In cosa consiste l’agevolazione esonero al 100% dei contributi datoriali (esclusi premi INAIL), fino a 500 euro mensili (16,12 euro al giorno) per 24 mesi
Requisiti del contratto a termine instaurato entro il 30 aprile 2026; durata massima 12 mesi; trasformato senza soluzione di continuità
Requisiti del contratto a tempo indeterminato trasformazione tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026; esclusi dirigenti, lavoro domestico, apprendistato e lavoro intermittente
Requisiti del lavoratore under 35 (fino a 34 anni e 364 giorni), mai assunto in precedenza a tempo indeterminato
Requisiti dell’impresa incremento occupazionale netto; nessun licenziamento per GMO o collettivo nei sei mesi precedenti nella stessa unità produttiva; divieto di licenziamento per GMO nei sei mesi successivi del lavoratore agevolato o di colleghi di pari qualifica nella stessa unità; applicazione del salario giusto
Cumulabilità non cumulabile con altri sgravi contributivi; compatibile con la maggiorazione fiscale ex commi 399-400 legge 207/2024, con l’esonero parità di genere e con quello IVS delle lavoratrici madri
Domanda e risorse misura resa applicabile dalla Circolare INPS n. 72/2026; domanda telematica accolta fino a capienza dei 18,2 milioni stanziati per il 2026

Il tetto mensile copre l’intero contributo datoriale

Il tetto di 500 euro segna il punto oltre il quale l’esonero smette di essere realmente totale. Con un’aliquota contributiva a carico del datore indicativamente attorno al 29-30% (variabile per settore, dimensione e contratto applicato), 500 euro al mese equivalgono ai contributi su una retribuzione imponibile di circa 1.650-1.700 euro mensili.

Per i profili retributivi sotto quella soglia il beneficio assorbe l’intera contribuzione datoriale; sopra, l’azienda continua a versare la parte eccedente e lo sgravio si ferma al massimale.

Sul singolo lavoratore, il valore complessivo dell’esonero arriva così fino a 12.000 euro in 24 mesi, importo pieno per gli inquadramenti più bassi e solo parziale per quelli medio-alti. La fruizione può essere sospesa, con differimento, esclusivamente in caso di assenza obbligatoria per maternità o interdizione anticipata.

Incremento occupazionale netto e trattamento economico

La trasformazione deve determinare un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori occupati nei dodici mesi precedenti, calcolato in Unità di Lavoro Annuo (ULA) e ponderato per i part-time in base alle ore pattuite. Il computo si riferisce all’impresa nel suo complesso, comprese le società controllate o collegate: se ne sottraggono le eventuali diminuzioni di organico avvenute in quelle società, mentre se ne possono valorizzare gli aumenti.

L’incremento non è richiesto quando il posto si è liberato per dimissioni, invalidità, pensionamento di vecchiaia, riduzione volontaria dell’orario o licenziamento per giusta causa. Il beneficio è inoltre subordinato all’applicazione del salario giusto, cioè di un trattamento economico non inferiore a quello complessivo previsto dai contratti collettivi delle organizzazioni comparativamente più rappresentative, ai sensi dell’articolo 7 del DL 62/2026.

Divieti di licenziamento e revoca dell’esonero

L’esonero non spetta all’impresa che nei sei mesi precedenti la trasformazione abbia effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi ai sensi della legge 223/1991 nella stessa unità produttiva, a prescindere dalle qualifiche dei lavoratori coinvolti. Non rientrano invece nel divieto i licenziamenti per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo.

Simmetricamente, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore agevolato o di un collega di pari qualifica nella medesima unità produttiva, se effettuato nei sei mesi successivi alla trasformazione, comporta la revoca del beneficio e il recupero di quanto già fruito (art. 4, comma 7, DL 62/2026). Non incidono i licenziamenti per sopravvenuta inidoneità assoluta o per superamento del periodo di comporto.

Cumulabilità con altri sgravi contributivi

L’incentivo non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote sul medesimo rapporto: sono esclusi in parallelo, tra gli altri, la Decontribuzione Sud e l’incentivo per l’assunzione di lavoratori disabili. È invece compatibile, senza riduzioni, con la maggiorazione del costo in deduzione per le nuove assunzioni (commi 399 e 400 della legge 207/2024), che opera sul piano fiscale, con l’esonero all’1% per le imprese in possesso della certificazione della parità di genere (legge 162/2021) e con l’esonero IVS a favore delle lavoratrici madri (legge 213/2023), che incide sui contributi a carico della dipendente. I tre benefici compatibili agiscono infatti su piani diversi da quello dell’esonero datoriale.

La domanda all’INPS e la corsa ai fondi disponibili

La domanda si presenta all’INPS in via telematica, ma il modulo non è ancora attivo: l’Istituto lo renderà disponibile con un successivo messaggio, nella sezione Portale delle Agevolazioni dedicata all’incentivo alla stabilizzazione. Il meccanismo premia chi arriva pronto, perché le risorse sono contingentate e le domande vengono accolte solo fino a capienza, entro i 18,2 milioni stanziati per il 2026.

Per le trasformazioni non ancora effettuate l’INPS calcola il beneficio, accantona le somme e invia una comunicazione via PEC che assegna un termine perentorio di dieci giorni per procedere alla trasformazione e trasmettere la comunicazione obbligatoria Unilav o Unisomm: il mancato rispetto fa perdere le risorse prenotate, salvo ripresentare l’istanza. La pubblicazione della vacancy sul portale SIISL, richiesta per le nuove assunzioni agevolate, non è necessaria per le trasformazioni.


Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 06:34:35 +0000
Strumenti finanziari
Migliori conti deposito luglio 2026: tassi fino al 4%
Migliori conti deposito liberi, vincolati e svincolabili: rendimenti netti per durata del deposito, tassi fino al 4% e condizioni a luglio.

I conti deposito restano tra le soluzioni più utilizzate per remunerare la liquidità senza esporsi alla volatilità dei mercati. A luglio 2026 il confronto tra le offerte mostra rendimenti ancora interessanti sui prodotti vincolati e su alcune promozioni a tempo, con tassi lordi che nelle simulazioni arrivano fino al 4% sui conti non vincolati e fino al 3,5% sui vincoli più lunghi.

I migliori conti deposito di luglio 2026

Le classifiche dei migliori conti deposito di luglio 2026, nelle schede seguenti, confrontano le offerte più convenienti per durata del deposito: conti liberi, prodotti vincolati a 6, 12, 24 e 36 mesi, conti svincolabili e proposte ordinate per rendimento netto annuo stimato.

Il confronto è costruito su una simulazione con deposito di 30.000 euro e tiene conto di tasso lordo, guadagno netto, imposta di bollo o IVAFE quando prevista, possibilità di svincolo, periodicità di liquidazione degli interessi, condizioni promozionali e copertura dei depositi.

In sintesi:

  • le offerte sono aggiornate alla rilevazione comparativa del 2 luglio 2026;
  • la simulazione considera un deposito di 30.000 euro;
  • i tassi lordi arrivano fino al 4,00% sui conti non vincolati e al 3,50% sui vincoli più lunghi;
  • le classifiche confrontano conti liberi, vincolati a 6, 12, 24 e 36 mesi, svincolabili e rendimento netto annuo;
  • il rendimento va valutato al netto di ritenuta del 26%, imposta di bollo o IVAFE e condizioni promozionali.

I tassi sui conti deposito a luglio 2026

Il mercato dei conti deposito riflette una fase di tassi ancora selettiva. Dopo la riunione dell’11 giugno 2026, la BCE ha portato il tasso sui depositi presso la banca centrale al 2,25%, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e quello sui prestiti marginali al 2,65%, con decorrenza dal 17 giugno 2026.

In Italia, secondo le stime provvisorie ISTAT, a giugno 2026 l’inflazione è scesa al 3% su base annua dall’3,2% di maggio. Questo rende decisivo il confronto sul rendimento netto reale: il guadagno effettivo va valutato dopo tasse, bollo e perdita di potere d’acquisto.

I conti liberi e i conti remunerati permettono di mantenere disponibile la liquidità e, in alcuni casi, offrono tassi competitivi grazie a promozioni temporanee. I conti vincolati possono garantire rendimenti più elevati, soprattutto sulle durate di 24 e 36 mesi, ma richiedono attenzione alle regole di svincolo anticipato.

Il rendimento netto va calcolato applicando la ritenuta del 26% sugli interessi e considerando l’imposta di bollo dello 0,20% annuo sulle somme depositate, salvo prodotti esteri soggetti a IVAFE o offerte in cui il bollo è gestito in modo diverso. Prima dell’apertura vanno confrontati durata, disponibilità delle somme, liquidazione degli interessi, condizioni promozionali e garanzia sui depositi fino a 100.000 euro per depositante e per banca.


Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 06:06:06 +0000
Servizi INPS
Congedo parentale e di paternità all’estero: domanda INPS solo telematica
Dal 1° luglio 2026 le istanze dei genitori residenti all'estero viaggiano solo online, chiuso l'invio cartaceo via PEC e da regolarizzare i periodi fruiti

Dal 1° luglio le domande di congedo parentale e di paternità a pagamento diretto per lavoratori residenti all’estero  si presentano solo per via telematica. Con il messaggio INPS n. 2183/2026 l’Istituto ha rilasciato l’aggiornamento della procedura che chiude la fase transitoria dell’invio cartaceo tramite PEC, avviata ad aprile con il messaggio n. 1214 del 7 aprile.

Domanda telematica di congedo per lavoratori all’estero

I residenti all’estero presentano ora la domanda di congedo di paternità e di congedo parentale attraverso il servizio telematico dell’INPS, lo stesso canale online già in uso per i lavoratori in Italia. L’aggiornamento della procedura riguarda i congedi a pagamento diretto e interviene solo sul modo di inoltrare l’istanza.

La domanda può essere presentata anche tramite patronato o intermediario abilitato, con le regole ordinarie del congedo parentale, dato che durata, indennità e criteri di fruizione non cambiano. Per chi vive all’estero possono presentarsi situazioni documentali particolari, come quella dei figli nati all’estero privi di codice fiscale.

Stop alle domande cartacee inviate via PEC

Il canale cartaceo via PEC verso le Sedi Polo, ammesso in via transitoria dal messaggio n. 1214 del 7 aprile 2026, è chiuso dal 1° luglio 2026. Fino al 30 giugno era l’unica via percorribile per i residenti all’estero, perché il servizio telematico dedicato non era ancora attivo; l’Istituto lo aveva previsto in attesa dell’aggiornamento dei sistemi informatici.

Regolarizzazione dei periodi di congedo già fruiti

I genitori che hanno fruito del congedo tra il 17 dicembre 2025 e il 1° luglio 2026 senza aver potuto presentare la domanda devono ora inserirla per via telematica. Per l’istruttoria di queste istanze l’INPS chiede alle proprie strutture territoriali di considerare l’oggettiva impossibilità di una presentazione preventiva, così da non penalizzare chi non ha potuto inviarla prima per cause non a lui imputabili.

Il 17 dicembre 2025 coincide con il rilascio della nuova procedura telematica generale di presentazione della domanda; da quella data fino all’aggiornamento del 1° luglio 2026 i residenti all’estero non disponevano ancora del canale online dedicato, gestito nel frattempo via PEC.

Sedi Polo territoriali competenti per Stato di residenza

La Sede Polo INPS competente per la lavorazione della domanda si individua in base allo Stato estero di residenza del richiedente, secondo la tabella allegata al messaggio n. 1214 del 7 aprile 2026.

Stato estero di residenza Sede Polo territoriale competente
Albania Perugia (fino al 31/05/2026); Lecce (dal 01/06/2026)
Argentina Venezia
Australia Ancona
Austria, Germania (DRV Bund, KBS, GLA) Bolzano
Belgio Roma-Tuscolano
Brasile Forlì
Bulgaria, Canada (Quebec) Isernia
Canada (Ottawa) L’Aquila
Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Rep. Ceca, Romania, Slovacchia, Ungheria Terni
Città del Vaticano Roma-Flaminio
Croazia, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Serbia, Slovenia Trieste
Danimarca, Finlandia, Norvegia, Svezia Cecina
Francia (CNAV, altre istituzioni non specificate) Collegno
Francia (CPAM, Organic) Aosta
Francia (CARSAT Lyon, Marseille) Genova
Francia (CARSAT Toulouse, Villeneuve d’Asq, altre CARSAT) La Spezia
Francia (CANSSM, CRAV Strasbourg), Israele Asti
Francia (CARSAT Dijon, Nancy), Germania (altre DRV) Savona
Germania (DRV Saarbrücken, Schwaben e altre DRV non specificate) Catanzaro
Gran Bretagna e Irlanda del Nord Napoli
Grecia, Moldova, Venezuela Bari
Irlanda (Eire), Islanda, Lussemburgo, Turchia, Capoverde, Jersey Perugia
Paesi Bassi Cagliari
Portogallo, Principato di Monaco, Spagna Imperia
San Marino Rimini
Svizzera Bergamo
Tunisia, USA Palermo
Uruguay Potenza
Tutti gli altri Stati non indicati Perugia

 


Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 05:32:51 +0000
Pensioni
Supplemento di pensione, si calcola solo sui nuovi contributi versati
Sono titolare di pensione da collaboratore co.co.co., già riliquidata un paio di volte ogni cinque anni. Ora smetto di lavorare e voglio chiedere il ricalcolo dell’assegno includendo gli ultimi quattro anni di contributi. L’importo mensile verrà integrato con la quota liquidata sui soli quattro anni di nuovi versamenti, oppure ricalcolato sull’intero montante aggiornato al 31/12/2026?[...] Sono titolare di pensione da collaboratore co.co.co., già riliquidata un paio di volte ogni cinque anni. Ora smetto di lavorare e voglio chiedere il ricalcolo dell’assegno includendo gli ultimi quattro anni di contributi. L’importo mensile verrà integrato con la quota liquidata sui soli quattro anni di nuovi versamenti, oppure ricalcolato sull’intero montante aggiornato al 31/12/2026?[...]
Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 05:07:21 +0000

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