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Ilnapolista un portale di notizie e opinioni non comuni sul Calcio Napoli e su Napoli. Sport, video, approfondimenti e cultura, e inoltre ultimi video del canale youtube SSCNapoli

Ilnapolista, un portale di notizie e opinioni non comuni sul Calcio Napoli e su Napoli. Sport, video, approfondimenti e cultura

Maurizio Sarri
Atalanta, inarrivabile Sarri: spunta l’infanzia a Bergamo. “Da piccolo un po’ parlavo il bergamascoâ€

Presto spunterà una partita a carte con Bossi

Maurizio Sarri si nasce, non si diventa. Lo Zelig del calcio italiano. Napoletano a Napoli. Bergamasco a Bergamo. Alla Lazio, senza passati romani, si è inventato la lazialità acquisita: “È un qualcosa che da fuori non ti rendi conto, io per tanti anni ho visto la Lazio da fuori e non avrei mai immaginato quello che rappresenta davvero. Solo quando ti trovi dentro quell’ambiente lì ti rendi conto che vuol dire la Lazialità. La Lazialità è roba forte, che da fuori non te ne rendi conto, ma è roba forte”.

Quindi nessuna meraviglia. Ora che è a Bergamo, all’Atalanta, viene sottolineata la sua infanzia bergamasca. Già dal comunicato ufficiale del club dei Percassi (e degli americani).

Napoli Zdanov Sarri

“Sessantasette anni, è nato a Napoli ma sin da piccolo è cresciuto in Toscana con una parentesi nei primi anni dell’infanzia anche nella Bergamasca”.

Doppia specifica. La prima è che sì è nato a Napoli ma sin da piccolo è cresciuto in Toscana. Come se non bastasse, l’operazione di ripulitura è proseguita con l’infanzia bergamasca. Ancora qualche settimana e spunterà qualche partita a carte con lo scomparso Umberto Bossi.

Di questa infanzia bergamasca ne scrivono sia il Corriere Bergamo sia Bergamo News.

Sarri, l’asilo nel Bergamasco e la perla regalata ai tifosi a Zingonia

Leggete l’incipit di Bergamo News:

“Via Papa Giovanni XXIII è una strada in salita che parte dal cimitero e termina a fondo chiuso in una zona residenziale. Una via come ce ne sono a decine sulle sponde del lago d’Iseo. Percorrendola, ci si lascia sulla sinistra la scuola materna del paese, struttura fresca di ristrutturazione e riaperta un anno fa. Quando è arrivato insieme alla sua famiglia nella provincia bergamasca nel 1962, il piccolo Maurizio Sarri quella strada l’ha percorsa ogni giorno: la sua famiglia viveva in paese. Papà Amerigo lavorava alla Italsider, che oggi porta il nome di Lucchini Rs, mentre mamma Clementina lo accompagnava lungo quella via”. 

mercato del Napoli Sarri e Giuntoli

Ma la chicca la riporta il Corriere Bergamo:

“«Mi hanno detto che quando ero piccolino un po’ lo parlavo il bergamasco», confida ai tifosi fuori da Zingonia, pronto a rispolverarlo partendo dal «Mola mia» sul colletto delle maglie dei suoi nuovi giocatori”. 

Commovente.

Al suo fianco nelle foto di rito il ds Cristiano Giuntoli che dopo anni di Napoli solo alla Juventus parlò del suo papà juventino e delle trasferte per andare a vedere i bianconeri. Alla sua presentazione alla Juve disse: «Mio padre mi ha inculcato la juventinità da piccolo. Facevo 8 ore di pullman per vedere la Juventus». Da Prato a Torino in otto ore, mah.

Sarri e Giuntoli fatti l’uno per l’altro.

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Data articolo: Wed, 17 Jun 2026 21:54:34 +0000
L’altro Napolista
“Un giorno crediâ€: giovedì 25 giugno al “Napule’s Powerâ€

Il triangolo ideale di quella canzone immortale

Da via Belvedere 45, al Vomero, Napoli, dove nel 1972 Patrizio Trampetti scriveva il testo di quella canzone, “Un giorno crediâ€, destinata a diventare un inno generazionale, in pochi minuti a piedi si raggiunge un altro antico palazzo vomerese, in via Aniello Falcone 72, dove c’era lo studio del grande maestro di chitarra Eduardo Caliendo, stanze nelle quali Trampetti e i fratelli Bennato impararono a maneggiare lo strumento a corde dal migliore di tutti. Lì vicino, al civico 52, è nata da qualche anno la sala del Napule’s Power, culla dei nuovi e vecchi talenti musicali della città: qui, giovedì 25 giugno alle 18, si chiuderà il triangolo ideale di quella canzone immortale, “Un giorno crediâ€, con la presentazione del libro scritto dal giornalista Luca Maurelli su quel brano portato al successo da Edoardo Bennato, con il meraviglioso arrangiamento di Roberto De Simone.

Luca Maurelli, con “Un giorno credi. Patrizio Trampetti e la vera storia dell’inno di una generazione che voleva cominciare da zero†(Jack Edizioni), prova a “viaggiare†in quel testo e in quegli anni Settanta, parlandone con l’autore e recuperando tracce e testimonianze di un periodo segnato da passioni, lotte e lutti. Trampetti, pupillo di Roberto De Simone e componente della NCCP, che sembrava destinato a una carriera da rock star, ancora oggi suona, recita, scrive e sperimenta, ma non rinuncia a fornire nuove interpretazioni anche di quel “falso incidente†che nella canzone, arrangiata magistralmente da De Simone con il sorprendente utilizzo del trombino barocco, racconta di rimpianti, ricorsi, sliding doors e momenti di crisi e di resurrezione personale.

Nella sede della Suono Libero Music, che ospita Sala Napule’s Power, sede del Movimento Napule’s Power – storico laboratorio culturale fondato nel 1970 da Renato Marengo di cui è anche direttore artistico – Nando Misuraca, Responsabile MEI- meeting delle etichette indipendenti per il sud, introdurrà il dibattito che vedrà la presenza di Trampetti, di Luca Maurelli, dell’editore Andrea Raguzzino e del giornalista Francesco Palmieri, moderatore dell’incontro.

Un Giorno credi

Trampetti l’uomo che non vuole essere ricordato a tutti i costi

«In queste pagine troverete non solo il giovanissimo Trampetti che ci invitava a “credereâ€, ma anche l’uomo che non vuole essere ricordato a tutti i costi, che non ha inseguito successo, popolarità e soldi, ma soltanto la sua passione, il suo istinto dietro al Pifferaio magico: la musica, che con Napoli fa binomio», scrive Lucilla Parlato nel suo preludio-prefazione.

Il libro anticipa un cortometraggio realizzato da Luca Maurelli che uscirà dopo l’estate (e di cui sarà presentata in sala un’anticipazione) e segue la recente pubblicazione del nuovo album di Patrizio Trampetti, “Anime delle Due Sicilieâ€, per l’etichetta Laboratori di Provincia, con Alfio Antico, Jennà Romano e Amedeo Ronga.

L’AUTORE

Luca Maurelli, 56 anni, laureato in Scienze Politiche, è un giornalista e scrittore italiano che lavora nel campo del giornalismo investigativo e su temi di rilevanza sociale: dalle stragi del sabato sera alla disabilità, dai suicidi giovanili agli effetti dei social sulle nuove generazioni. Svolge da anni attività di testimonianza sui temi trattati nei suoi libri all’interno delle scuole italiane. Il progetto didattico “Viaggio al centro della notte†ha ottenuto un riconoscimento ufficiale dal Quirinale.

Ha lavorato per il “Romaâ€, “Libero Mercatoâ€, “Reutersâ€, “L’Espressoâ€, “Raiâ€; “Secolo d’Italiaâ€.

Tra i suoi lavori figurano “L’oro del Pibe†(ESI), con Giuseppe Pedersoli, sulle vicende giudiziarie e fiscali di Diego Armando Maradona; “Viaggio al centro della notte†(Guida), che affronta la tematica della sicurezza stradale e dell’abuso di alcol e droghe tra i giovani; l’inchiesta sulla morte dell’escursionista francese Simon Gautier in “Io vedo il mare†(Guida Edizioni); “Ti serve uno bravo. Manuale d’amore per pazienti di psicologi, analisti e strizzacervelli†(Jack Edizioni), che combina saggistica e narrativa per esplorare il mondo della psicoterapia e dei suoi pazienti; “La forza dell’amore†(Guida), che affronta il tema della famiglia, della fede e della disabilità; e “Anatomia di un’ingiustizia†(Guida Editori), sui temi giudiziari e politici.

JACK EDIZIONI

Jack Edizioni è nata nel 2022 su iniziativa dei fratelli Andrea e Dario Raguzzino, rispettivamente avvocato e architetto, come “costola†di Cura il Mondo ETS, associazione culturale che si occupa della salvaguardia del pianeta mediante la promozione di comportamenti virtuosi e sostenibili, finalizzati a migliorare le condizioni di vita delle generazioni presenti e, soprattutto, di quelle future.

I libri di Jack Edizioni sono disponibili sia in formato cartaceo sia in formato ebook sui principali store online. Sono distribuiti a livello mondiale da Amazon e le versioni cartacee possono essere acquistate in qualsiasi libreria che si serva del colosso statunitense come distributore.

Ufficio stampa: jackedizioni@raguzzino.it

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Data articolo: Wed, 17 Jun 2026 19:10:56 +0000
Mondiali 2026
Per il Times gli italiani rosicano vedendo Cannavaro ai Mondiali. Come se fosse Ancelotti

Sarà che in redazione, al Times, dovevano trovare un modo per lanciare l’esordio Mondiale dell’Uzbekistan, però c’è un limite alla distopia. Secondo uno dei più più autorevoli quotidiani al mondo gli italiani, in questo momento, stanno rosicando guardando Fabio Cannavaro che allena un’altra Nazionale. Perché, scrivono in sintesi, poteva – anzi DOVEVA – essere lui il ct dell’Italia che – teoricamente grazie a lui – si sarebbe qualificata ai Mondiali. Non Gattuso. Era la soluzione più “ovvia”, scrivono. Ovviamente non li sfiora l’ipotesi che gli italiani, se proprio devono rosicare guardando un altro allenatore italiano negli Stati Uniti avrebbero a disposizione il migliore del mondo, impegnato sulla panchina del Brasile. Oltre a non pochi tecnici italiani. No: Cannavaro, l’Uzbekistan.

Zaniolo Gattuso

“Sarebbe stato diverso con Cannavaro?”

Scrive il Times: “Vederlo in panchina per le partite della fase a gironi dell’Uzbekistan contro Colombia, Portogallo e Repubblica Democratica del Congo non riempirà i cuori italiani di gioia e di fantasticherie. Sulle labbra degli italiani ci sarà invece una domanda; sarebbe stato diverso se Cannavaro fosse stato nominato allenatore dell’Italia per le qualificazioni ai Mondiali? Perché ad aprile sono diventati i primi ex vincitori della Coppa del Mondo a non raggiungere la fase finale per tre tornei consecutivi. Ogni sostituzione che Cannavaro fa, ogni volta che le telecamere lo inquadrano, ogni volta che sussulta o sorride sembrerà un momento di sliding doors. Eccolo lì, l’iconico difensore centrale, che aiuta una nazione calcistica in via di sviluppo invece della sua illustre”.

Siamo nella fantascienza. Vogliamo rassicurare il Times: nessuno si farà questa domanda tranne, forse, i familiari del Pallone d’Oro.

“A prima vista, niente di tutto questo ha senso. Perché la Nazionale italiana ha ignorato l’ovvio?”. “Ci sarà stata la tentazione di considerarlo l’allenatore dell’Italia, ma Gigi Buffon, capodelegazione della Nazionale, ha avuto l’ultima parola su chi sarebbe diventato allenatore dopo l’esonero di Luciano Spalletti e si è deciso che l’esperienza di Gennaro Gattuso fosse più affidabile di quella di Cannavaro. Buffon si è dimesso dopo la sconfitta dell’Italia contro la Bosnia”.

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Data articolo: Wed, 17 Jun 2026 17:05:06 +0000
Milan
Che cosa sarà il Milan? Un Pollock o arte contemporanea spiegata da Alberto Sordi?

Il Milan è un esperimento culturale

Il Milan è un esperimento culturale. Il primo tentativo di squadra di calcio costruita con la tecnica del patchwork: pezzi di stoffa apparentemente slegati l’uno dall’altro eppure assemblati per dare forma e contenuto all’opera. Il Milan procede a tentoni. Rincorre l’allenatore per settimane. Sembra vicino a Iraola, poi Glasner. Senza dimenticare Rangnick che avrebbe dovuto sovrintendere al progetto e poi li ha salutati perché ha capito che avrebbe avuto ogni giorno tra i piedi Ibrahimovic.

ibra Ibrahimovic Milan Capello Conte

Hanno piazzato il colpo Amorim. Almeno hanno un allenatore. Portoghese che ha fatto molto bene allo Sporting, decisamente meno al Manchester United dove senza di lui hanno ripreso a vincere come non accadeva da anni. Ma l’allenatore è pure sempre un solo tassello, sia pure importante. L’area tecnica non è soltanto l’allenatore soprattutto in una società liquida come il Milan in cui la proprietà è una presenza piuttosto eterea.

Eppure il Milan al momento non ha né direttore tecnico né direttore sportivi. I due candidati, Markus Krösche e Timmo Hardung, resteranno all’Eintracht Francoforte. Al momento quindi c’è solo Amorim che non può parlare con nessuno se non con Cardinale e Ibrahimovic che ovviamente lo intratterrebbe solo con i suoi aneddoti egotici, di quanto il portoghese si sarebbe giovato della presenza dello svedese in campo.

Dove vai in campionato?

Non è detto che si debbano obbligatoriamente seguire i percorsi definiti razionali. Il Milan è un esperimento, segue altre strade. Prima l’allenatore. Poi, forse, il direttore sportivo, chissà quando i calciatori. Il calcio è bello per questo. Sono sempre e solo i risultati a definire la bontà del tuo percorso. Se i rossoneri dovessero andare bene, l’anno prossimo proverebbero tutti a imitarlo. Allenatore a giugno, direttore sportivo a luglio e poi mercato negli ultimi quindici giorni di agosto.

Il Milan è al bivio. Potrà essere un Pollock, arte contemporanea. Oppure un Wesselmann artista a noi ignoranti noto quasi esclusivamente per la citazione del cesso scassato del professor Bellavista. Diciamo che siamo tra Pollock e l’arte contemporanea spiegata da Alberto Sordi e la sua Erminia nell’indimenticabile episodio “Le vacanze intelligenti” del film “Dove vai in vacanza?” con i figli che regalano ai genitori una vacanza culturale e intellettuale. Tutto dipenderà dai risultati, ovviamente. E la narrazione si accoderà.

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Data articolo: Wed, 17 Jun 2026 16:10:45 +0000
Mondiali 2026
La Fifa vuole “ingabbiare†le bandiere inglesi allo stadio. Cosa potrà mai andare storto?

Prova a inscatolare gli inglesi, prova a dirgli che le bandiere le possono appendere solo dove dice la Fifa. Appena dietro la porta, e mai – mai – sui cartelloni led. Provaci. La Fifa ci ha provato, scatenando le proteste dei tifosi che da cinquant’anni tradizionalmente tappezzano gli stadi di Mondiali ed Europei con una marea implacabile di St George’s flags. La Fifa non ne sta uscendo bene, da questa corsa a lucrare sugli stadi.

Inghilterra

Una questione di sicurezza, dicono

Secondo il Telegraph, “i tifosi che arriveranno per la prima partita dell’Inghilterra a Dallas potranno appendere le loro bandiere solo alle transenne dietro le porte. Per chi siederà in altre zone, sarà vietato esporre bandiere che interferiscano con i cartelloni led dello stadio”.

“Negli ultimi tornei, la Fifa ha adottato un approccio sempre più rigoroso al controllo dell’estetica e del marchio. In questi Mondiali, cartelli dorati della Fifa alti 4,5 metri pendono sotto i tetti dello stadio”.

Ma la cosa bella è che la Fifa giustifica questa irreggimentazione del tifo con fantomatiche ragioni di sicurezza: dicono che “sebbene i display mostrino solitamente solo i nomi delle squadre e la scritta “Coppa del Mondo Fifa”, vengono utilizzati anche per visualizzare le istruzioni per l’evacuazione degli stadi”.

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Data articolo: Wed, 17 Jun 2026 15:55:09 +0000
Napoli Basket
Napoli Basket in EuroCup 2026/2027: il formato della competizione

Come annunciato anche dalla società tramite comunicato ufficiale, il Napoli Basket, grazie a una Wild Card, farà parte dell’edizione 2026/2027 dell’EuroCup, la seconda competizione europea di pallacanestro. Quella della prossima stagione avrà un formato inedito. Sono state infatti approvate ben 32 squadre e il Napoli Basket è una tra le cinque squadre italiane nel torneo oltre a Reyer Venezia, Aquila Trento, Roma e Bertram Tortona. La nostra nazione è così quella maggiormente rappresentata nella competizione. L’ultima wildcard, che completerà definitivamente il tabellone a 32 squadre, verrà annunciata nei prossimi giorni e assegnata tra le società che hanno già presentato la documentazione richiesta.

Vecchio e nuovo formato dell’EuroCup

Nella scorsa stagione, che ha visto trionfare la J.L. Bourg-en-Bresse, hanno partecipato solo 20 squadre, da dodici paesi differenti, inserite in due gironi all’italiana da 10 squadre ciascuno. Hanno avuto accesso ai playoff le prime sei squadre classificate di ogni girone, con le prime due classificate che sono passate direttamente ai quarti di finale. Le ultime quattro classificate di ciascun girone sono state invece eliminate. Ottavi, quarti sono state disputate con gara secca, mentre semifinali e finale alla meglio delle 3 partite.

Per la prossima stagione le 32 squadre partecipanti saranno divise in quattro gironi da otto, e le prime 16 classificate staccheranno il pass per la fase successiva. Il cammino verso il titolo si farà ancora più avvincente: ottavi, quarti, semifinali e finali si giocheranno tutti con una serie al meglio delle tre gare. Questa espansione nasce per rispondere all’enorme interesse mostrato dai club di tutta Europa, che vedono nella EuroCup una piattaforma capace di garantire stabilità, incentivare gli investimenti e sostenere la pianificazione a lungo termine.

Le squadre partecipanti

Con licenza quinquennale: Aris Salonicco (Grecia) • As Monaco (Principato di Monaco) • Bahcesehir Basket (Turchia) • BERTRAM TORTONA (ITALIA) • Besiktas (Turchia) • Buducnost Podgorica (Montenegro) • Olimpia Lubiana (Slovenia) • Cosea Jl Bourg-en-Bresse (Francia) • DOLOMITI ENERGIA TRENTINO (ITALIA) • Hapoel Gerusalemme (Israele) • La Laguna Tenerife (Spagna) • Le Mans (Francia) • Lietkabelis (Lituania) • London Lions (Inghilterra) • Neptunas Klaipeda (Lituania) • Niners Chemnitz (Germania) • Paok Salonicco (Grecia) • Ratiopharm Ulm (Germania) • Skyliners Frankfurt (Germania) • Turk Telekom Ankara (Turchia) • Cluj Napoca (Romania) • UMANA REYER VENEZIA (ITALIA).

Con licenza annuale: Balkan Botevgrad (Bulgaria) • BASKETBALL CLUB ROMA (ITALIA) • Basket Manresa (Spagna) • NAPOLI BASKETBALL (ITALIA) • Riga Zelli (Lettonia) • Rostock Seawolves (Germania) • Krepsinio Klubas Siauliai (Lituania) • Slask Wroclaw (Polonia) • Tofas Bursa (Turchia) • Wild Card

 

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Data articolo: Wed, 17 Jun 2026 15:12:49 +0000
Mondiali 2026
Vozinha e le altre superstar virali, il Mondiale genera mostri (social)

C’è la classifica cannonieri ufficiale che trasuda grandi nomi, i soliti, le superstar: Messi, Mbappé, Haaland. E poi c’è il lato B di questo Mondiale americano: le superstar di sponda, gli impronosticabili. Nuovi miti fatti a forma di social. “Perché i social sono ormai un “​​torneo parallelo del calcio – scrive il Guardian – un’arena in cui un singolo video virale può rimodellare un’intera carriera”. Sono bastate le prime partite e già abbiamo dei bomber del viralismo.

I bomber del viralismo

Vozinha, ovviamente. Ormai “una star internazionale – scrive sempre il Guardian – dopo la sua straordinaria prestazione nel pareggio a reti inviolate contro la Spagna di lunedì. Prima della partita, si stimava che il quarantenne avesse circa 20.000 follower sui social media: ora la cifra è salita a 7,2 milioni ed è in continua crescita. Si può tranquillamente affermare che Vozinha potrebbe diventare uno dei volti simbolo del torneo”.

Messi argentina

Tim Payne. “Arrivato ai Mondiali con soli 4.715 follower su Instagram. Dopo essere stato scelto dall’influencer argentino Valen Scarsini in una sfida per trovare il “giocatore meno conosciuto” del torneo in base alle metriche dei social media, il difensore neozelandese ha visto la cifra dei suoi follower salire a ben 5,8 milioni. Colto di sorpresa dall’improvvisa popolarità sui social, Payne ha pubblicato dei video per ringraziare Scarsini del suo supporto. I due si sono poi anche incontrati di persona”.

Kai Trewin. “Un paio di giorni prima dell’inizio dei Mondiali, il difensore australiano ha visto i suoi follower su Instagram aumentare da 3.000 a oltre 100.000 grazie a una campagna online ideata dal creatore di contenuti calcistici RubikayTV, con l’obiettivo di trasformare il venticinquenne nel “Cristiano Ronaldo dei Mondiali” in risposta al sostegno di Scarsini a Payne. Trewin è ora uno dei giocatori più noti della nazionale australiana, nonostante non abbia giocato nella vittoria per 2-0 contro la Turchia di domenica”.

O giochi o trovi un influencer che parli di te

Trevor Doornbusch. “Un messaggio di apprezzamento da parte dell’influencer FiagoBall ha fatto schizzare i follower del portiere di riserva di Curaçao da 1.606 a 45.100 su Instagram, un livello di supporto online notevole per un giocatore che ha trascorso tutta la stagione in panchina con il VVV-Venlo, nella seconda divisione olandese, e che potrebbe non scendere in campo affatto in questi Mondiali”.

Zakaria El Ouahdi. “Il difensore marocchino non è una star virale, avendo guadagnato appena 2.000 follower dall’inizio dei Mondiali, ma resta comunque un giocatore da tenere d’occhio dopo le sue brillanti prestazioni con il Genk nella Pro League belga in questa stagione, con otto gol e quattro assist in 34 presenze, che gli sono valse il titolo di miglior giocatore di origine africana del massimo campionato belga. Ciò di cui ha bisogno ora per far decollare la sua popolarità è giocare con la nazionale in questi Mondiali – è rimasto in panchina senza scendere in campo nel pareggio per 1-1 di sabato contro il Brasile – e/o che un influencer lo porti alla ribalta sui social media”. Nel 2026 le due cose hanno quasi lo stesso peso…

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Data articolo: Wed, 17 Jun 2026 15:06:17 +0000
Mondiali 2026
Gattuso attacca i giornalisti: “Il mio non è catenaccio, è ritirata strategica verso l’Intimità dell’area piccolaâ€

Non è bastata, all’Italia del buongusto agonistico, la vittoria all’esordio. L’1-0 al Canada. I brividi per quel gol del pareggio annullato al 94’. Il Paese è spaccato: c’è chi rinfaccia a Gattuso un catenaccio poco contemporaneo, incivile. C’è chi esulta per il primo posto nel girone, ma quasi vergognandosene. C’è chi pretende una salvifica goleada contro Svizzera e Qatar. C’è anche una sparuta minoranza convinta che se dobbiamo giocarcela così, allora forse avrebbe meritato di andarci la Bosnia, ai Mondiali. Visionari. Gattuso ha ascoltato tutto, ha assorbito le critiche. Ed è con questo macigno che si presenta in sala stampa, alla vigilia di Svizzera-Italia.

Buffon

“Giornalisti leoni da rotativa”

Sul tavolo, accanto al microfono, una forma di provolone marchiato Fifa e un frullatore pieno di ghiaia e camomilla. Gattuso indossa un dolcevita di lana merinos nonostante i 34 gradi. L’aria condizionata è rotta.

“Sì, vabbè, buonasera a tutti. Fate silenzio per favore, che oggi ho i nervi a fior di pelle come una medusa spiaggiata sul bagnasciuga di Schiavonea. Sono amareggiato. Abbiamo vinto. Abbiamo battuto la corazzata canadese. E poi mi tocca leggere alcuni di voi… leoni da rotativa, questo siete. ‘Gattuso fa il catenaccio’, ‘Gattuso mette l’autobus davanti alla porta’, ‘Gattuso ha murato l’area di rigore con il cartongesso e non ha chiesto i permessi al catasto”.

(Sgranocchia un cubetto di porfido, piano piano)

“Questa è una malakia carpiata. Mi è scesa una lacrima. Una lacrima così pesante e carica di risentimento che è caduta, ha bucato il pavimento della stanza, ha attraversato la crosta terrestre ed è finita in Nuova Zelanda ammaccando la Panda di un pastore maori. Io non faccio il catenaccio. Io pratico la ritirata strategica verso l’Intimità dell’area piccola. Non mi avete capito. Ma ora basta. Non sono solo grinta e cuore, il futuro del mio calcio è la cistifellea. Il quinto quarto. È grande tattica di recupero”.

Un giornalista alza la mano: “Mister, in che senso?”

“In senso moderno. Innovativo. Rivoluzionario. Ho ripassato calcio offensivo tutte queste notti, Buffon ha fatto 49 macchinette del caffè. Ho guardato centotrentaquattro partite del Brasile del ’70, del Barcellona di Guardiola e di una squadra di calcetto di Casoria che gioca coi portieri volanti. Ho capito molte cose”.

Gattuso Gravina

“Per esempio?”

“Che il pallone va avanti”

(Silenzio)

“Avanti?”

“Avanti”. Gattuso annuisce.

“Finora lo passavamo principalmente di lato, per prudenza. Adesso proveremo anche davanti. Contro la Svizzera vedrete un altro calcio. Dimenticate il catenaccio. Dimenticate l’agonismo, il veleno. Li confonderemo con la gentilezza! Faremo il Tiki-Taka dell’Apocalisse Mansueta”.

(I giornalisti stranieri cercano di copiare dai pc degli italiani, non capiscono. Sono smarriti)

“Userò GravinAI, l’intelligenza artificiale della Figc”

Gattuso è un fiume in piena. Annuncia la formazione: Donnarumma non ci sarà. Metteremo un cartello appeso alla traversa con scritto “Torno Subito”. Gli svizzeri sono un popolo preciso: se leggono il cartello, per educazione aspettano e non tirano in porta. È psicologia applicata. In difesa giocherà Bastoni al centro e poi quattro esterni, due per lato, così se fermano i quinti avremo i sesti e poi le ipotenuse. Palestra indosserà la maschera di Grosso, Ruggeri di Cabrini”.

“A centrocampo, grazie a GravinAI – l’intelligenza artificiale sviluppata dalla Figc – ci saranno tre ologrammi di Andrea Pirlo che sbadigliano. Questo genererà un campo magnetico di letargia che addormenterà Xhaka e Freuler. In attacco metto tutte le tre punte italiane che giocano in Serie A facendo il lavoro che gli stranieri non vogliono più fare perché sono troppo occupati a prendersi le nostre donne. Kean, Esposito e Retegui, sulla linea di fondocampo avversaria, ma girati di spalle. Per l’effetto sorpresa”.

Donnarumma

L’inviato della Gazzetta dello Sport, sventolando un vessillo a forma di Urbano Cairo, gli chiede se cambierà qualcosa come filosofia di gioco.

Io voglio vincere il Mondiale, ma non mi basta. Voglio anche il premio della critica Mia Martini. Quindi sudore sì, ma che si sudi acqua di colonia. Voglio un calcio gassoso, offensive-minded. Saremo così sbilanciati in avanti che per tornare indietro ci vorrà la macchina del tempo. Mica alleno al Lazio, io”.

Il Gattuso fuggente

Sale sul tavolo, come il prof dell’Attimo fuggente. Poi si risistema quando un giornalista di Anversa Oggi gli domanda se non tema la Svizzera. Scuote la testa, accenna un sogghigno.

“No. Io temo solo una cosa”

“La morte?”

“No. I podcast tattici di quattro ore registrati da gente che non ha mai vinto un contrasto in vita sua”.

(Applausi in sala)

“E adesso scusate, ma devo andare a insegnare a Chiellini come si accarezza un pallone senza minacciarne la famiglia. Il possesso palla fine a stesso non serve. A me piace uscire dalla prima pressione, affrontando la seconda a capate. Ho messo da parte il mio ego, per il Canada. L’ho chiuso in uno stanzino con Bonucci. Sta ancora là che piange, che vuole uscire palla al piede. Costruiremo la prossima vittoria dal basso. Vedrete, contro lo Svizzera. Vedrete”.

Gattuso afferra il provolone. Lo alza come la Coppa del Mondo. Poi esce dalla sala stampa camminando all’indietro per non dare le spalle a nessuno.

“Vedrete”.

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Data articolo: Wed, 17 Jun 2026 14:01:44 +0000
Massimiliano Allegri
Cellino: “Allegri? Pochi allenatori vedono il calcio come lo vede luiâ€

Cellino: “Allegri fa gli interessi della società, non si lamenta mai”

Bellissima intervista di Radio Crc a Massimo Cellino presidente del Cagliari che parla di Allegri. Moooolto bella. Riscatta l’ennesima intervista fotocopia all’assessore del Comune di Napoli Edoardo Cosenza che ripete da mesi sempre le stesse cose.

Queste le sue dichiarazioni:

“Più grande Messi o Maradona? Maradona è uno e basta. Non si discute.

Nel 2006 il nostro calcio viveva un momento imbarazzante. Venivamo da un momento bellissimo come quello della vittoria del Mondiale degli uomini di Marcello Lippi. Quel trofeo, però, lo vinsero i calciatori mentre il calcio in Italia stava andando alla deriva. A quel punto io ho dovuto ricoprire il ruolo di Presidente ad interim della Figc poiché non c’era nessuno che poteva farlo ed io ero l’unico. Sono stato cinque anni nel consiglio federale della Figc.

Carte bruciate? C’erano dei documenti che certificano che un funzionario legale della Lega Serie A ricattava parecchie società poiché avevano commesso delle irregolarità formali come l’iscrizione al campionato o il pagamento delle tasse. Io mi trovai nelle mani questo dossier e file dove c’erano un sacco di cartelle. La mia non c’era poiché ero abbastanza corretto. Quelle cartelle contenevano tutte cose che poteva destare fastidio alle società. Io allontanai questa persona per altri motivi e tutti i dipendenti della Lega furono felici.

Cellino Brescia

Ho sempre valutato Massimiliano Allegri per come gestiva la squadra e per come allenava. Io non sono un allenatore, sono un Presidente. Infatti, seguivo tutti gli allenamenti, le vicissitudini e tutti i problemi che avevamo. Quando Allegri arrivò sulla panchina del Cagliari prese il posto di un allenatore (Ballardini, ndr) che l’anno precedente ci aveva salvato all’ultima giornata e ci aveva portato in Serie A. Infatti, eravamo molto legati a lui.

Noi non vincevamo le partite per delle casualità poiché la squadra giocava bene ed era allenata benissimo. Io vedevo la squadra un po’ restia. Dopo la sesta partita che giocammo contro il Milan che pareggiamo e potevamo vincerla, tutti dissero che doveva essere mandato via mentre io, invece, gli allungai il contratto di cinque anni. A quel punto lui mi chiese: “Presidente, chi avverte la stampa? Io o lei?â€. Io gli risposi: “E perché devo avvertire la stampa?â€. Lui mi chiese a quel punto del perché gli feci il contratto. Io gli risposi che in questo modo qualora iniziasse a vincere e mi chiedeva il triplo, si teneva quel contratto e andava avanti così. La giornata successiva vinse a Torino 1 a 0 con un gol di Acquafresca e fece 7-8 vittorie di fila.

“Pochi allenatore vedono il calcio come lo vede lui”

Allegri fa gli interessi della società, gli dai dei giocatori, non si lamenta, li allena e cerca di tirare il massimo da loro. Ci sono pochi allenatori in circolazione che vedono il calcio come lo vede lui. Deve essere concentrato, non essere distratto e la società gli deve stare vicino. L’occhio per il calcio e la professionalità di Allegri l’ho riscontrata in pochissimi allenatori.

de laurentiis uefa

Gli scudetti del Napoli sono di una ricchezza più grossa di quelli vinti dalla Juventus, Milan e Inter. Per i napoletani, il Napoli non è una squadra, è tutto. Allegri sa che responsabilità ha a Napoli e che passione ci mettono i napoletani. Non credo sia andato lì per guadagnare 100 mila euro in più. Allegri è andato lì per affrontare una sfida sicuramente e farà bene.

Ho sentito Massimiliano prima che venisse a Napoli. Se è venuto a Napoli è perché crede in se stesso. Non dimentichiamo che aveva 3 anni di contratto con il Real Madrid ma preferì restare alla Juventus. Prima di Milan-Cagliari l’ho sentito, dicendogli che non poteva lasciare i rossoneri fuori dalla Champions League, che avrebbe fatto una brutta figura, lui mi diede ragione dicendomi però che si sentiva lasciato solo dalla società. Probabilmente aveva già la testa lontano da Milano.

“Cellino: “De Laurentiis mi fece una torta con le sue mani”

Aneddoti su De Laurentiis? Con me è sempre stata una cara persona, il giorno del mio compleanno mi fece la torta con le sue mani. Aurelio è un uomo molto passionale, che vive intensamente il calcio.

Lavezzi

Io anti-Napoli? No, ma ho due brutti ricordi. Una volta venimmo qui a giocare una partita in campo neutro contro il Piacenza, scelsi io Napoli. Ci trovammo una città contro, poiché l’allenatore del Piacenza l’anno dopo sarebbe diventato il nuovo allenatore del Napoli e dunque ci trattarono male. Una volta invece giocavamo a Cagliari per salvarci contro il Napoli, loro segnarono per primi ed alcuni tifosi partenopei si girarono verso di me, urlando Serie B, ci rimasi male. Io comprai il Cagliari con dei soci napoletani, con il mio mentore Franco Ambrosio, grande tifoso del Napoli.

Lavezzi lo trattai io, Marino mi chiese come fosse come giocatore e gli dissi che non avevo voluto dargli 4 milioni, allora lui ne offrì 8 e me lo fregò (ride ndr)”.

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Data articolo: Wed, 17 Jun 2026 13:31:20 +0000
Real Madrid
Il Real Madrid vuole tornare subito a vincere: già acquistati Konaté, Dumfries, Cucurella e Bernardo Silva

18 dicembre 2024: il Real vinceva la Coppa Intercontinentale, chiudendo un’annata a dir poco straordinaria. Da lì sono passati due anni praticamente all’asciutto, a guardare i rivali del Barcellona vincere due campionati di fila e a perdersi tra le infinite beghe di spogliatoio e i casi legati a Mbappé. Tutto ciò è accettabile in un club di media fascia, non alla Casa Blanca. Due anni senza trofei sono un lasso di tempo infinito, immenso e ingiustificabile. Proprio per questo motivo Florentino Pérez è tornato ai vecchi rimedi della “nonnaâ€: costruire una squadra di esperienza e affidarla a un manager scafato. Semplice, lineare, pulito.

La scelta Mourinho

mourinho

Credete che il portoghese sia andato lì per caso? Prima Xabi Alonso e poi Arbeloa sono state due scelte fallimentari, non per mancanza di valore degli allenatori, ma semplicemente per mancanza del polso necessario a gestire uno spogliatoio dall’ego smisurato. Il progetto a lungo termine non è adatto a una piazza del genere e la mania “woke†dell’allenatore giochista e del progetto giovani era destinata a naufragare subito.

Il Real non deve adeguarsi a niente, deve fare il Real. Ed è evidente che sia tornato a farlo. José Mourinho ha la caratura, il palmarès e gli attributi per fare l’allenatore nel “pollaioâ€, e Don Florentino lo sa. Non a caso nelle mire del Real era finito pure Allegri, che sa ben gestire campioni del genere (ha allenato CR7 ai tempi della Juventus, e non solo). La scelta di Mourinho, più che altro, è da inserire nel tentativo di riportare ordine in uno spogliatoio privo di leader e stracolmo di bambini capricciosi.

Il nuovo Real

Real Madrid Florentino Perez

Konaté, Dumfries, Cucurella e Bernardo Silva. Ecco, strano che Mou abbia fatto queste richieste, vero? Domanda retorica, non lo è. Il Napoli, quando aveva bisogno disperatamente di rialzarsi dalle ceneri del decimo posto, è andato a prendere giovani da lanciare oppure giocatori come McTominay, Neres, Lukaku e Gilmour? E badate bene, tali acquisti erano visti come cruciali per tornare in Champions; la vittoria non era preventivata.

Quindi costruire l’instant team è utile in determinate fasi della vita di un club, nonostante a molti faccia storcere il naso questa idea. E dunque: Konaté, Cucurella, Dumfries e Bernardo Silva. Totale: 80 milioni. 60 per Cucurella e 20 per Dumfries, mentre gli altri due sono arrivati a parametro zero.

La Casa Blanca ha deciso di tornare a “ringhiareâ€, e siamo solo al 17 giugno. Giocatori di esperienza, carisma e, perché no, leadership, tutti al servizio di José. I vari Huijsen e Mastantuono servono, nessuno può dire il contrario, ma in una piazza così, ai giovani serve una figura guida. Lanciarli nelle fauci del Bernabéu significa bruciarli. Probabilmente ora lo hanno capito.

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Data articolo: Wed, 17 Jun 2026 12:07:55 +0000

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