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Il Napoli ha il nuovo difensore centrale. Si tratta di Benoit Badiashile del Chelsea. Il club azzurro, dopo settimane di trattative, ha trovato l’intesa con i Blues. Stando a quanto riferisce Fabrizio Romano, l’accordo è stato raggiunto sulla base di un prestito oneroso di tre milioni, un milione di bonus e ben 27 per il diritto di riscatto oltre all’ingaggio coperto al 100%.
Napoli agree deal to sign Benoit Badiashile from Chelsea, here we go!
Club to club verbal agreement done: €3m loan fee, €1m add-ons and €27m buy option clause, salary also covered.
New centre back is coming for Massimiliano Allegri. pic.twitter.com/R397afFr74
— Fabrizio Romano (@FabrizioRomano) August 13, 2026
L'articolo Napoli, arriva Badiashile: accordo con il Chelsea, affare da 31 milioni sembra essere il primo su ilNapolista.
Fikayo Tomori non rientra nei piani di Rubén Amorim. Il tecnico, dopo il primo mese di lavoro con l’intera rosa, ha indicato i primi nomi da tagliare in vista dell’inizio di stagione ormai imminente. In una riunione con Gerry Cardinale, Almstadt e Gardiner, ha dato il via libera alla cessione del difensore inglese ma anche di Fofana, Nkunku – arrivato la scorsa estate – e di Santiago Gimenez.Â
Quattro pezzi pesanti a cui va aggiunto anche Filippo Terracciano. L’addio di Tomori è quello che però potrebbe interessare più da vicino il Napoli. Com’è noto, gli azzurri sono alla ricerca di un difensore centrale e la trattativa con Badiashile sta andando decisamente per le lunghe. Manca ancora l’accordo con il Chelsea, con una distanza importante al momento tra domanda ed offerta.

Ecco perché Tomori potrebbe proprio fare al caso del Napoli. In scadenza con il Milan nel giugno del 2027 e messo in lista cessione, ha una valutazione che oscilla tra i 10 ed i 15 milioni di euro, di fatto la metà della cifra necessaria per ingaggiare Badiashile (stando alle richieste del Chelsea). Il suo ingaggio attuale, invece, è di 3,5 milioni netti.
Tomori è un centrale dotato di forza fisica e velocità , peculiarità che gli permettono di giocare uno contro uno con l’avversario in ogni zona del campo. Tra le abilità ha il contrasto ed il tackle anche aggressivo. Insomma, un profilo che si allinea a quelli di Badiashile e Gatti, calciatori trattati dal Napoli in questa finestra.
Piede destro naturale, può anche giocare sul centro sinistra in una difesa a quattro avendo tra le abilità quella di utilizzare il mancino in fase di impostazione, nonostante sia il piede debole. Molto abile anche sui calci d’angolo in proiezione offensiva grazie al poderoso stacco di testa.
Max Allegri lo conosce benissimo per averlo allenato al Milan la scorsa stagione; ben 37 presenze totali tra campionato (33 condite da due assist), Supercoppa e Coppa Italia (tre). In rossonero dal 2021, ha avuto un rendimento sufficiente in una stagione altalenante da parte del club meneghino. Otto ammonizioni ed un rosso in stagione, si fa preferire a Badiasdhile per l’integrità fisica (nessun infortunio nella scorsa stagione), la conoscenza del campionato italiano e perché alla perfezione il modo di giocare di Allegri, a Napoli si può riscattare e tornare il calciatore decisivo nella vittoria dello scudetto 21/22 dei rossoneri.
D’altronde, come abbiamo ricordato pochi giorni fa, il Napoli a nove giorni dall’inizio del campionato e con la rosa ridotta all’osso, ha bisogno di un calciatore pronto.
L'articolo E se il nuovo difensore del Napoli fosse Tomori? sembra essere il primo su ilNapolista.
La Roma e Rodrigo Mora sono sempre più lontani. La trattativa che sembrava potersi concludere in tempi rapidissimi sta invece assumendo i connotati di una telenovela, di quelle sudamericane dalle puntate infinite. L’ottimismo in casa giallorossa ha lasciato spazio alla preoccupazione di dirigenza e tifosi e soprattutto all’ira funesta di Gasperini.
Il tecnico, infatti, sta chiedendo a gran voce l’ingaggio di un esterno offensivo fin dalle battute iniziali del calciomercato senza che venga accontentato. Fin qui, infatti, sono già sfumati Greenwood e Summerville, trattati a lungo e ad un passo dall’arrivare a Fiumicino per poi prendere altre destinazioni e Rodrigo Mora sembra poter essere solo l’ultimo capitolo di un’estate torrida, e non per le temperature climatiche.
Il Porto ha già rifiutato due proposte della Roma, l’ultima di un prestito oneroso con diritto di riscatto che si trasforma in obbligo per un valore di 50 milioni totali. Villas-Boas, presidente dei Dragoni, non ha apprezzato le clausole che trasformano il diritto in obbligo, ma vuole rassicurazioni ben più ampie di incassare quella cifra. A Trigoria, però, vogliono sentirsi liberi di acquistare tra un anno il calciatore.

La sintesi è chiara; c’è l’accordo tra Roma e calciatore ma non quello con il Porto che vorrebbe anche una percentuale su una eventuale futura rivendita. Insomma, un vero e proprio rompicapo che ricorda molto da vicino ciò che accadde l’anno scorso con Sancho. Avete presente? Trattato un’estate intera senza che l’affare si chiudesse.
La beffa è sempre più dietro l’angolo per la Roma che vede anche il Galatasaray forte su Martinelli dell’Arsenal, altro profilo valutato e nel mirino dei giallorossi. Ma quali sono le alternative per i giallorossi? I soliti noti, da Nico Gonzalez a Gittens del Chelsea fino a Sebastiano Esposito del Cagliari. Insomma, il gioco dell’estate romanista sembra sempre più “Avanti un altro”.Â
L'articolo Rodrigo Mora si allontana dalla Roma: Gasperini rischia di restare con il cerino in mano sembra essere il primo su ilNapolista.
Due gol e un palo. E poco importa se era un’amichevole d’agosto contro l’Aris Salonicco. Kevin De Bruyne è riapparso in una notte di metà agosto, nel giorno dell’ultima amichevole internazionale degli azzurri prima dell’inizio del campionato. La serata dell’eclissi di sole – vista nitidamente anche a Napoli – ha invece esaltato il numero 11 belga che ha ritrovato il sorriso dopo le incomprensioni con Antonio Conte.
Un malumore che l’aveva accompagnato fino al mondiale, dove onestamente non ci si ricorda granché di lui. Ci ricordiamo, invece, delle parole al vetriolo nei confronti di Conte e dei suoi dubbi sul futuro. Al punto da scatenare il ds Manna in conferenza.
Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Sembra passata un’era geologica. Invece sono trascorse poche settimane. De Bruyne ci ha messo del suo, “tagliando” parte delle vacanze e partecipando alla festa del Centenario del club, calandosi alla perfezione e forse per la prima volta nel contesto Napoli. E’ cambiata la situazione anche in campo perché Max Allegri è allenatore differente da Antonio Conte. Il livornese i grandi campioni li fa giocare, senza se e senza ma. E basta rivedersi la scorsa stagione del Milan e le presenze di Luka Modric per averne certezza. De Bruyne, nella gara di ieri, è entrato a inizio secondo tempo.
Ha iniziato da mezz’ala, poi si è spostato da sottopunta nel 4-2-3-1, posizione che ha ricoperto anche nel 3-4-2-1 ultra offensivo. Sempre nel vivo del gioco, ha tagliato la difesa dell’Aris (non il Real Madrid) come una lama nel burro e, soprattutto, è riuscito a farsi trovare nel posto giusto al momento giusto.

Il gol al volo sul secondo palo ne è la dimostrazione. Se il buongiorno si vede dal mattino, beh possibile che stavolta Napoli possa ammirare il campione che ha incantato l’Etihad Stadium per un decennio. Tra i più osannati alla presentazione della squadra, applaudito ad ogni allenamento e in occasione dei gol nella gara di ieri, Napoli si aspetta da KDB tanto. Anzi, tantissimo.
D’altronde le stimmate del campione le ha eccome; De Bruyne non aveva certo bisogno di presentazioni al suo arrivo, accolto come un vate. Il primo anno è stato una delusione, infortunio e non solo. Ora i tifosi si aspettano di essere guidati alle vittorie da chi in carriera ha conquistato ogni tipo di trofeo a livello di club.
Napoli vuole goderselo anche a sprazzi. Spetterà a Max Allegri valutare come utilizzarlo al meglio nel corso della stagione. Conte non è riuscito a superare l’ostacolo dei “fab four”, con il 4-1-4-1 disegnato apposta e che non esaltava appieno McTominay. Il livornese avrà l’arma giusta per aggirare questo scoglio? La risposta potrebbe determinare la stagione azzurra e, soprattutto, la possibilità di alzare al cielo qualche trofeo.
L'articolo Napoli e la voglia matta di godersi De Bruyne sembra essere il primo su ilNapolista.
Il mercato in entrata del Napoli non si sblocca ancora. Se Favasuli è ormai ad un passo, c’è ancora da lavorare per il difensore centrale; la trattativa con il Chelsea per Badiashile, candidato numero uno ed individuato come il rinforzo ideale, è entrata nel vivo ma la conclusione non appare tanto vicina.
Come informa Sky, infatti, c’è ancora distanza tra domanda ed offerta. Il Napoli è arrivato a proporre tre milioni di euro per il prestito più 20 milioni per il diritto di riscatto. Il Chelsea sembra ora valutare 30 milioni il suo difensore ed al momento è arroccato sulla richiesta di più bonus per alzare l’offerta totale. Le parti sono al lavoro per trovare una quadra.

Il Napoli, com’è noto, ha gli uomini contati nel reparto arretrato; Rrahmani e Rafa Marin sono gli unici abili ed arruolabili, a cui vanno aggiunti il giovane Garofalo oltre a Di Lorenzo ed Olivera che sono però adattati. Buongiorno ritornerà tra dicembre e gennaio, Marianucci a fine settembre mentre Beukema salterà almeno le prime due o tre giornate di campionato.
Badiashile ha già accettato la proposta del Napoli ed aspetta gli azzurri; già rifiutate, infatti, proposte dalla Juventus, da club della Premier League e turchi desideroso di misurarsi con la Serie A e la Champions League.
L'articolo Napoli, si lavora ancora per Badiashile: il Chelsea vuole più bonus (Sky) sembra essere il primo su ilNapolista.
Chi pensa che l’Italia non abbia giovani talenti si sbaglia di grosso. Basta guardare bene e soprattutto conoscere il calcio d’oltre confine per accorgersene di quanti siano i calciatori convocabili in grado di poter dare una sterzata alle sorti dell’Azzurro. tra questi c’è Samuele Inacio, classe 2008, nato a Bergamo e figlio di Inacio Pià , ex attaccante – tra le altre – del Napoli.
Ebbene, Inacio è stato capocannoniere dell’Europeo Under 17 con la maglia dell’Italia nel 2025 ed è ora nel giro dell’Under 21 guidata da Silvio Baldini, lo stesso CT che l’ha fatto debuttare nella selezione maggiore nel giugno scorso contro il Lussemburgo. Peccato che si trattasse solo di una gara amichevole e quindi non vincolante per legarlo definitivamente all’Italia.

Da regolamento, infatti, è necessaria almeno una presenza in una gara ufficiale Fifa; il Brasile ne è pienamente cosciente ed ha acceso i riflettori sul giovanissimo talento. Sarebbe addirittura pronto lo scippo tanto che emissari della Seleçao lo vedranno dal vivo nella gara tra Borussia Dortmund e Roma con Ancelotti pronto a chiamarlo in vista della gara amichevole contro l’Australia del settembre prossimo.
Una situazione che pone il neo CT Mancini quasi spalle al muro. Inacio, come spiega Sky, al momento ha nell’Italia la sua priorità , una volontà legata ad una chiamata del selezionatore azzurro. Mancini potrebbe optare per la convocazione del giovane talento già a settembre, in occasione delle prime gare di Nations League (25 settembre contro il Belgio, il 28 contro la Turchia ed il 2 ottobre contro la Francia).

As Roma 29/07/2026 – presentazione allenatore Italia / foto Antonello Sammarco/Image Sport
nella foto: Roberto Mancini
Mancini, peraltro, già nella prima esperienza come CT dell’Italia ha dimostrato di guarda poco alla carta d’identità ma molto al talento dei calciatori. Ben 57 i calciatori che hanno esordito in azzurro con Mancini, tra cui Nicolò Zaniolo e Simone Pafundi (addirittura 16enne), due che nemmeno avevano esordito con i rispettivi club d’appartenenza, fino a Mateo Retegui, pescato in Argentina con la maglia del Tigre.
Intanto Inacio continua a mettersi in mostra con la maglia del Borussia Dortmund; dopo i primi gol in Bundesluga nella scorsa stagione, in questo precampionato è andato in rete nel 3-2 contro l’Arsenal in amichevole ed è pronto a prendersi una maglia da titolare fissa nella prossima stagione.
L'articolo Il Brasile vuole “scippare” Inacio all’Italia: Mancini dovrà evitarlo (ed è bravissimo in questo) sembra essere il primo su ilNapolista.
L’Atalanta piomba su Noa Lang. Il club orobico è alla ricerca di esterni offensivi per il 4-3-3 di Maurizio Sarri ed ha postato il mirino su Napoli, lì dove c’è l’esterno olandese che è tutt’altro che incedibile per gli azzurri. Stando a quanto afferma Sky Sport, i primi approcci non hanno però portato ad un’intesa.
D’altronde l’Atalanta vorrebbe ingaggiare il calciatore con la formula del prestito, opzione che al Napoli non interessa affatto in questa fase del calciomercato. Lang andrà via solo con un altro tipo di offerta che contempli la cessione a titolo definitivo. D’altronde l’Ajax da diverse settimane segue il calciatore e sarebbe pronto a mettere sul piatto 25 milioni di euro per il suo cartellino (ma deve prima cedere Godts al PSG).

Cm Cremona 28/12/2025 – campionato di calcio serie A / Cremonese-Napoli / foto Cristiano Mazzi/Image Sport
nella foto: Noa Lang
Il futuro di Lang è però tutto da scrivere e non è escluso che possa arrivare un rilancio da parte dell’Atalanta. Intanto al momento Lang si allena a Castel di Sangro con i compagni e cerca di mettersi in mostra agli occhi di Max Allegri. Anche ieri uno spezzone di amichevole contro l’Aris Salonicco per lui agendo sia come esterno offensivo che come cursore a tutta fascia in un 3-4-2-1 super offensivo. E non è esclusa, alla fine, una sua permanenza a Napoli.
Nella scorsa stagione, invece, dopo pochi spezzoni di gara nella prima parte di campionato con Conte, il calciatore fu ceduto in prestito al Galatasaray che a fine annata non l’ha riscattato.
L'articolo L’Atalanta vuole Lang in prestito ma il Napoli non accetta questa formula sembra essere il primo su ilNapolista.
Max Allegri sta conoscendo il Napoli. Nei due ritiri a Dimaro e Castel di Sangro il tecnico ha provato più moduli, più tattiche di gioco per capire meglio i calciatori che ha; non tutti sono stati a disposizione sin da subito, causa Mondiali, ma l’allenatore un’idea se l’è fatta.
Sa che, per affrontare quattro competizioni la prossima stagione, dovrà alternare i calciatori. E il dubbio si pone a centrocampo. Il ritorno al “Fab Four” di Conte sembra escluso al momento, sarà difficile rivedere Lobotka, Anguissa, McTominay e De Bruyne insieme in campo contemporaneamente. Rientrano ora nelle gerarchie anche Gilmour, Vergara (provato mezz’ala in ritiro) e il settimo centrocampista potrebbe essere Vincenzo Prisco, proveniente dalla Primavera azzurra, che ha giocato bene nelle amichevoli disputate finora.
Esisteranno i “titolari” di Allegri? Da quanto si evince per la profondità della rosa a centrocampo, il tecnico potrebbe far ruotare molto tutti, considerando anche che il Napoli giocherà quattro competizioni la prossima stagione. Ieri, contro l’Aris Salonicco, il tecnico ha sorpreso lasciando Lobotka in panchina per schierare Gilmour dal primo minuto (lo slovacco è poi subentrato); segnale che l’ex allenatore del Milan vuole vederci chiaro su tutti senza far troppe differenze tra chi sarà titolare e chi no.
Tutti i centrocampisti azzurri hanno la stoffa per giocare dal primo minuto, lo hanno dimostrato, lo scorso anno come nelle amichevoli in ritiro. E avere tanti “panchinari” del genere, visto che andranno fatte delle scelte partita dopo partita, sarà un lusso per Allegri.

L’acquisto di enorme prestigio di Kevin De Bruyne la scorsa stagione ha alzato il livello tecnico della squadra, anche se nella sua prima stagione a Napoli non ha reso quanto ci si aspettasse. E’ sicuramente un calciatore di qualità , un punto di riferimento per i compagni, ma il compito di Allegri sarà ritrovare un giocatore che, se ritrova continuità e brillantezza, potrà diventare il cervello del centrocampo azzurro, quello che è stato Modric al Milan per il tecnico.
Nell’ultima amichevole prima dell’inizio del campionato, contro l’Aris Salonicco, il belga è stato autore di una doppietta subentrando nella seconda parte di gara e stando molto vicino all’attaccante di riferimento, Lucca. Una prestazione che ha fatto ben sperare per l’inizio di campionato. Allegri lo utilizzerà col contagocce? Potrebbe essere, anche se la missione del tecnico sarà recuperarlo innanzitutto. Ci è già parzialmente riuscito visto che l’ex City è sembrato finalmente felice. Il belga potrebbe essere quest’anno il fiore all’occhiello del centrocampo del Napoli.
L'articolo Allegri ha la rosa per ruotare i centrocampisti, De Bruyne sarà il fiore all’occhiello sembra essere il primo su ilNapolista.
Alla fine Romelu Lukaku se n’è andato davvero. Il Napoli lo ha ceduto al Fenerbahçe, incassa qualcosa, soprattutto si libera di uno stipendio enorme e consegna definitivamente il centro dell’attacco a Rasmus Hojlund.
Dal punto di vista aziendale, difficile obiettare. Lukaku ha 33 anni, guadagnava tantissimo, veniva da una stagione tormentata dagli infortuni. Hojlund ne ha 23, dieci in meno, il Napoli ha investito circa 50 milioni tra prestito e riscatto e rappresenta contemporaneamente presente, futuro e patrimonio. Se il calcio fosse un foglio Excel, potremmo anche chiuderla qui.
Per fortuna (o per sfortuna) il calcio ha il brutto vizio di giocarsi ancora sul campo.
E sul campo rimane una domanda che forse a Napoli ci si sta ponendo troppo poco: siamo proprio sicuri che oggi Hojlund sia un centravanti migliore di Lukaku?
Non più giovane, non più futuribile, non più rivendibile. Migliore. O, ancora più precisamente: siamo sicuri che dia oggi più garanzie quando bisogna fare la cosa per cui esistono i centravanti, cioè segnare?

Lukaku appartiene a quella curiosa categoria di calciatori che hanno trascorso buona parte della carriera dovendo dimostrare di essere forti nonostante avessero già provveduto a dimostrarlo. Troppo grosso, non abbastanza elegante perché gli esteti glielo perdonassero, decisivo ma non abbastanza nelle partite in cui qualcuno aveva preventivamente deciso che avrebbe dovuto esserlo. Ogni stagione sembrava aprirsi un processo a Lukaku. E quasi ogni stagione lui rispondeva nella maniera meno sofisticata possibile: facendo gol.
I numeri, quando non vengono torturati per fargli dire quello che vogliamo, sono piuttosto maleducati. In carriera Lukaku ha superato quota 300 gol, ne ha segnati 121 in Premier League, 85 in Serie A e 21 in Champions League. È il miglior marcatore della storia del Belgio. A Napoli, nel campionato dello scudetto 2024-25, ha chiuso con 14 gol e 10 assist in Serie A. In totale, nelle sue 41 presenze di campionato con il Napoli, ha prodotto 15 gol e 10 assist. Al Mondiale, al 40% della forma, ha segnato tre gol.
Non sono i numeri di uno da accompagnare alla porta con l’aria di chi sta liberando un posto.
Poi è arrivato l’infortunio, è arrivata una seconda stagione quasi cancellata, ed è arrivata inevitabilmente l’anagrafe. Tutto vero. Come è vero che liberarsi del suo ingaggio consente al Napoli di fare altre operazioni. Non è la cessione di Lukaku a essere incomprensibile. È pensare che la sua cessione possa non lasciare un vuoto tecnico specifico.
Perché Hojlund è forte. Molto probabilmente diventerà ancora più forte. E sarebbe altrettanto sciocco trasformare questa discussione in un processo al danese: non lo è, davvero.

Nella scorsa stagione ha segnato i suoi 16 gol in 44 partite complessive con il Napoli. In campionato è arrivato a 12 reti e soprattutto ha dimostrato una qualità che non va sottovalutata: spesso segna quando il peso specifico della partita aumenta. Ha segnato una doppietta alla Juventus. Ha segnato in Champions, tre volte già nella prima parte della competizione, compresa una doppietta allo Sporting. Ha segnato contro il Pisa nella partita che ha consegnato matematicamente al Napoli la qualificazione in Champions. Non stiamo parlando, insomma, di un attaccante che sparisce quando si alza il volume.
Il problema è un altro.
E cioè che Hojlund non ha ancora il gol nel sangue.
Che è una frase terribilmente antiscientifica e probabilmente farà inorridire chi misura il calcio soltanto attraverso gli expected goals. Ma chi guarda i centravanti da abbastanza tempo sa esattamente cosa significa.
Ci sono attaccanti che partecipano all’azione e attaccanti che partecipano al gol. Lukaku, con tutti i suoi difetti, appartiene alla seconda categoria. Vive pensando a dove finirà il pallone. Può giocare male per settanta minuti e restare comunque dentro la partita perché gli basta che una palla cada nel posto giusto. Il centravanti vero non aspetta l’occasione: in qualche modo la riconosce qualche secondo prima degli altri.
Hojlund questa ferocia la mostra a intermittenza.
Anche ieri sera, contro l’Aris Salonicco, modesta squadra greca, il Napoli ha organizzato il suo piccolo festival estivo del gol e lui non ha partecipato. Naturalmente non sarà un’amichevole di agosto a emettere sentenze su un attaccante da 50 milioni. Sarebbe ridicolo sostenerlo.
E però è una piccola conferma, un piccolo indizio.
Hojlund corre, strappa, combatte, apre il campo, attacca la profondità . Ha una struttura fisica impressionante e margini evidenti. A 23 anni può diventare uno dei centravanti più importanti d’Europa. Però il salto che gli manca non è atletico. E forse nemmeno tecnico.
È diventare ossessionato dal gol.

Non semplicemente essere capace di segnare. È voler segnare sempre. Sentire che una partita in cui la squadra ne fa quattro e tu zero è una partita che ti ha fatto un torto personale.
I grandi numeri nove sono persone abbastanza sgradevoli da questo punto di vista. Vedere il vocabolario alla voce Pippo Inzaghi. E chiedere a Simone Barone per conferma. Possono vincere 5-0 ed essere irritati perché non hanno segnato il quinto. Hanno una relazione quasi patologica con la porta. Hojlund, per ora, sembra ancora un eccellente attaccante che segna. Il Napoli ha bisogno che diventi un goleador che, incidentalmente, sa anche giocare molto bene a calcio.
La distinzione sembra semantica. Non lo è affatto.
Anche perché il Napoli che vuole crescere non può limitarsi a chiedersi chi sarà il centravanti nel 2029. Deve chiedersi chi farà gol nel 2026, soprattutto nelle serate in cui McTominay non arriva, De Bruyne non inventa e la partita si sporca. Quelle in cui non serve il centravanti del futuro. Serve quello del minuto 87.
Per questo l’eventuale arrivo di Gabriel Jesus assumerebbe un significato molto più interessante di quello della semplice riserva di lusso.
Il brasiliano ha 29 anni, ha giocato per anni nel Manchester City di Guardiola, ha vinto Premier League in serie e nel campionato inglese conta 76 gol e 40 assist in 229 presenze. All’Arsenal gli infortuni ne hanno spezzato continuità e centralità e nell’ultima Premier ha giocato appena 14 partite segnando tre gol. Non sarebbe dunque un acquisto senza interrogativi. Anzi.
Ma sarebbe esattamente il tipo di interrogativo che una squadra ambiziosa dovrebbe permettersi.
Perché Gabriel Jesus può giocare con Hojlund, al posto di Hojlund, partire largo, muoversi tra le linee. Soprattutto aggiungerebbe al reparto qualcosa che con l’addio di Lukaku rischia di scomparire: esperienza, mestiere offensivo e concorrenza vera.
Ed è proprio la concorrenza il punto che rischia di sfuggire.
Hojlund non ha bisogno che il Napoli gli consegni le chiavi dell’attacco e gli dica che prima o poi diventerà un grande centravanti. Ha bisogno possibilmente di qualcuno che ogni domenica gli ricordi che quel posto va conquistato. Lukaku avrebbe potuto farlo nel modo più ingombrante possibile. Gabriel Jesus potrebbe farlo in maniera diversa e probabilmente più compatibile con il nuovo progetto.
Perché i giovani crescono giocando, certo. È diventato uno dei comandamenti del calcio contemporaneo.
Qualche volta crescono anche sapendo che se non segnano gioca un altro.
Il Napoli ha fatto una scelta perfettamente razionale: ha rinunciato a un centravanti di 33 anni, costosissimo e reduce da problemi fisici, per puntare su uno di 23 acquistato a peso d’oro. È difficile contestare la logica.
Ma il calcio è pieno di decisioni logicamente impeccabili che poi hanno avuto bisogno di un gol.
E Lukaku, quella cosa lì, l’ha sempre saputa fare.
L'articolo Sicuri che Hojlund sia più forte di Lukaku? Rasmus è bravo ma non è ossessionato dal gol sembra essere il primo su ilNapolista.
E se Lorenzo Lucca alla fine restasse a Napoli? Il tecnico Max Allegri sta valutando tutti i calciatori che ha a disposizione e ieri, nell’ultima amichevole estiva contro l’Aris Salonicco, l’ex attaccante dell’Udinese si è messo in mostra con una doppietta, subentrando nel secondo tempo. Aveva già segnato una rete nell’amichevole contro l’Osasuna.

Stando a quanto riportato dal Corriere dello Sport nell’edizione odierna:
Prima di accendere una trattativa con l’Arsenal per Gabriel Jesus, bisogna chiarire il destino di Lucca: è in bilico, Allegri lo valuta e soprattutto piace alla Lazio. In prestito potrebbe essere una soluzione. Si vedrà .Â
L'articolo Allegri sta valutando Lucca, non è escluso che rimanga a Napoli sembra essere il primo su ilNapolista.
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