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Ilnapolista, un portale di notizie e opinioni non comuni sul Calcio Napoli e su Napoli. Sport, video, approfondimenti e cultura

La partita
Il Napoli No Euro è vivo e ricorda che in Italia è un’altra cosa, il campionato è ancora lungo

Il Napoli No Euro è vivo e ricorda che in Italia è un’altra cosa, il campionato è ancora lungo

I tifosi con i capelli bianchi ricorderanno Napoli-Torino 3-1 quattro giorni dopo l’eliminazione in Europa a Tolosa con rigore sbagliato da Maradona. Non vi diciamo come finì quel campionato. Vi diciamo che questo è il Napoli No Euro. Che non molla. Ricorda a sé e agli altri che la stagione è ancora lunga. Gioca molto bene la prima mezz’ora.  Perde l’ennesimo calciatore per infortunio (Di Lorenzo). Soffre e difende la vittoria fino alla fine. Ritrova le parate di Meret. Si gode la crescita di Vergara che segna ancora ma non solo: corre, recupera, lotta, prende botte. Anche una gomitata con sangue che gli esce dal naso e l’arbitro La Penna che incredibilmente non fischia fallo. Trova il primo gol di Gutierrez. E anche l’esultanza indemoniata di Antonio Conte.

Napoli-Fiorentina è come se fosse la partita d’esordio della nuova stagione dei campioni d’Italia. Sedici gare di campionato e non sappiamo quante di Coppa Italia. È il Napoli No Euro che si mette alle spalle la pessima Champions. Nello sport funziona così, è inutile stare a piangere sulle coppe versate. Il futuro è adesso. E Conte e i suoi comunicano che la stagione non è finita. Può ancora succedere di tutto. Si parte dal terzo posto e da meno nove rispetto all’Inter. La primavera è lunga. La sfortuna, però, bussa ancora una volta al Maradona per ricordare che dal suo punto di vista nulla è cambiato. Di Lorenzo mette il piede sinistro male a terra, il ginocchio gli cede. Si accascia, esce in barella. Pure lui. È una stagione davvero maledetta.

Di Lorenzo lascia al trentesimo. Il Napoli è in vantaggio, gol ancora di Vergara. Su assist di Meret. Che lancia lungo, Hojlund è ormai specializzato nel lavoro alla Lukaku, Vergara arriva, sfreccia e si ritrova da solo davanti a De Gea: gli ruba il tempo e gol.

Il Napoli sta bene, crea più occasioni, arriva più volte sul fondo. In una di queste occasioni, Comuzzo per sbrogliare sfiora l’autorete e colpisce il palo. Il trend della partita si inverte alla mezz’ora. Nell’azione in cui si fa male Di Lorenzo, Piccoli colpisce il palo grazie anche a una impercettibile deviazione di Meret che pochi secondi dopo salva su Gudmundsson che colpisce di testa da due passi. Il Napoli perde smalto anche perché accusa il colpo dell’infortunio del capitano. Conte fa scaldare Beukema, poi all’ultimo momento manda in campo Olivera. E la linea difensiva a tre diventa: Juan Jesus, Buongiorno, Olivera.

Nella ripresa, il Napoli trova il raddoppio con un pregevole tiro a giro di sinistro Gutierrez. Primo gol col Napoli ed esultanza “vecchi tempi” di Antonio Conte che abbraccia lo spagnolo e chiunque gli capiti a tiro. Ma quest’anno la parola serenità è bandita dal vocabolario. La Fiorentina arriva in porta alla prima azione della ripresa: Meret è ancora una volta bravissimo su Piccoli ma sulla respinta Solomon si ritrova il pallone sul piede ed è inutile il disperato salvataggio sulla linea di Juan Jesus.

Hojlund dà battaglia come il miglior Lukaku. Il danese è un altro calciatore rispetto a quello arrivato in estate. Ha una notevole capacità di apprendimento. Ma al minuto 67 si divora il gol del 3-1. Vanoli manda in campo Kean e Parisi per Brescianini e Solomon. Il finale è di sofferenza più emotiva che reale. Il Napoli torna a vincere. In Italia è un’altra cosa.

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Data articolo: Sat, 31 Jan 2026 19:00:32 +0000
Dichiarazioni
Napoli-Fiorentina 2-1, a breve Conte in conferenza

L’allenatore del Napoli, Antonio Conte, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa dopo la vittoria contro la Fiorentina

Napoli-Fiorentina 2-1,  Conte in conferenza

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Data articolo: Sat, 31 Jan 2026 18:55:39 +0000
Il Campo
Napoli-Fiorentina 2-1, Vergara e Gutierrez rilanciano gli azzurri mentre Di Lorenzo uscito in barella. Rileggi qui la partita.

Il Napoli affronta la Fiorentina per la ventitreesima giornata di Serie A. Match alle ore 18 al Maradona e visibile esclusivamente sulla piattaforma Dazn. Gli azzurri vogliono rilanciarsi in ottica qualificazione Champions dopo la sconfitta contro la Juve della scorsa giornata e la cocente eliminazione contro il Chelsea nella massima competizione europea. Fondamentale trovare i tre punti e il sereno per proseguire il percorso dopo gli ultimi stop, Conte purtroppo non ha molte scelte di formazione causa lunga lista di indisponibili come da un pò di tempo. Difatti giocano gli stessi undici di mercoledì ma con unica differenza, Gutierrez dentro al posto di Olivera che si accomoda in panchina. Dall’altro lato Vanoli recupera Kean ma parte inizialmente dalla panchina mentre davanti c’è Piccoli in partenza.

 

95′ Finisce così! Il Napoli vince 2-1 contro la Fiorentina

94′ Ultima occasione per Kean lanciato lungo, il suo diagonale esce di molto ma altro spavento

92′ Piccoli ha avuto la palla del pareggio! Cross dalla destra di Dodò e Piccoli quasi da solo davanti a Meret in scivolata acrobatica mette fuori da ottima posizione

91′ Quattro minuti di recupero

90′ Fuori Hojlund e dentro Lukaku

89′ Doppia occasione Napoli! Prima Gutierrez di testa e poi Giovane con il suo tiro al volo chiuso da Ranieri

88′ Ultimi minuti con la Fiorentina che spinge e il Napoli che prova a ripartire

83′ Entra Giovane al posto di Vergara, altra grande partita per lui

80′ Ritmi frenetici ora, palla che schizza da una parte all’altra

77′ Discussione tra la panchina azzurra e il direttore di gara, causa Vergara rimasto a terra dopo un contrasto

76′ Occasione per Kean! Palla filtrante per lui in area, subito calcia e Meret di riflesso mette in angolo

73′ Palo di Kean! L’attaccante italiano sfugge alla marcatura e Meret non esce perfettamente. Tutto fermo poi per fuorigioco abbastanza evidente

70′ Ultimi venti al Maradona, Conte ancora con quattro cambi a disposizione mentre nella Fiorentina entra Kean per Brescianini

66′ Grande possibilità per Hojlund in ripartenza ma viene chiuso all’ultimo da Pongracic e De Gea

65′ C’è grande lotta a centrocampo in questa fase, diversi falli uno dietro l’altro

61′ Altra punizione per gli ospiti dalla trequarti

56′ La Fiorentina trova il gol del 2-1. Ripartenza veloce con Piccoli che si presenta in area e tira basso. Meret in uscita è bravissimo a chiuderlo ma sul rimpallo si fionda Solomon che spara forte a porta sguarnita con il solo Juan Jesus sulla linea

54′ Vicino alle panchine si iniziano a scaldare diversi uomini, tra cui Lukaku

49′ Raddoppio del Napoli! Ripartenza azzurra con Hojlund che fa salire tutta la squadra, poi Vergara che serve Gutierrez sulla destra. Lo spagnolo si avvicina all’area e fa partire un mancino a giro che batte De Gea

46′ Nessun cambio per Conte in avvio di secondo tempo, mentre Vanoli inserisce Mandragora per Fabbian

Inizia il secondo tempo

50′ Fine primo tempo al Maradona e Napoli avanti

49′ Tiro di Olivera dai trenta metri, alle stelle verso la curva

48′ Altro tiro di Vergara dalla distanza, palla fuori e rimessa dal fondo per De Gea

46′ Cinque minuti di recupero

44′ Impostazione sbagliata degli ospiti e recupero alto di Lobotka, palla subito a McTominay che si avvicina minaccioso verso l’area avversaria ma Fabbian lo stende al limite e rimedia il giallo. Punizione molto pericolosa

41′ Hojlund vicino al gol! Servito da Vergara si defila sulla sinistra e calcia di potenza, solo esterno della rete per lui

39′ Doppia occasione per il Napoli! Prima Elmas si esibisce in paio di numeri saltando mezza difesa della Fiorentina, poi arriva al tiro e viene chiuso. L’azione prosegue e ci prova anche McTominay dal lato destro e De Gea para a terra

35′ Giro palla azzurro anche per calmare i ritmi dopo le ultime occasioni della viola

32′ Fiorentina in una buona fase, Buongiorno in tuffo è costretto a concedere un altro angolo sul cross di Solomon dalla destra

30′ Dentro Olivera per Di Lorenzo

29′ Purtroppo nell’azione precedente si Meret che Di Lorenzo sono stati colpiti nei contrasti e il capitano del Napoli è costretto ad uscire in barella

25′ Doppia occasione clamorosa per la Fiorentina! Prima sulla punizione Piccoli colpisce di testa e prende il palo poi l’azione prosegue e Gudmundsson da due passi colpisce di testa ma Meret ha un riflesso straordinario

24′ Punizione sulla trequarti azzurra per la Fiorentina dopo il fallo di Juan Jesus ai danni di Dodò, fallo evitabile

22′ Occasione clamorosa per Hojlund! Prima sotto porta per un millimetro, il pallone rimane li e poi tocca il palo!

20′ Altro tiro di Vergara dentro l’area e intercetto di Pongracic che regala calcio d’angolo

16′ Altra occasione per McTominay dentro l’area, prova la soluzione acrobatica ma il suo tiro finisce al lato della porta viola

15′ Azzurri che continuano ad attaccare con continuità, Conte non vuole soste

11′ Ancora Vergara! L’uomo del momento porta avanti il Napoli dopo undici minuti di partita. Hojlund tiene botta contro tre e libera un buco centrale dove Vergara si infila con grande velocità e poi buca De Gea con semplicità

8′ Primo per Vergara dal lato sinistro dell’area viola e deviazione in corner

4′ Ritmi bassi in avvio con anche qualche errore di imprecisione

1′ Inizia il match!

Le formazioni ufficiali di Napoli e Fiorentina

NAPOLI (3-4-2-1): Meret; Di Lorenzo, Juan Jesus, Buongiorno; Gutierrez, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Vergara, Elmas; Hojlund. All. Conte

FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodo, Comuzzo, Pongracic, Gosens; Fagioli; Solomon, Fabbian, Brescianini, Gudmundsson; Piccoli. All. Vanoli

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Data articolo: Sat, 31 Jan 2026 16:50:35 +0000
Dichiarazioni
Conte: «Col Chelsea gara positiva, in Europa giocando così si farà bene. Lukaku? È difficile anche valutarlo»

Antonio Conte, tecnico del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Dazn e ha parlato della sfida tra Napoli e Fiorentina che andrà in scena a breve al Maradona. Focus del suo intervento anche il mercato e il prosieguo del campionato.

Conte: «Lukaku non è pronto, organizzeremo delle partitelle in settimana»

«A livello emotivo ho voluto valutare con loro la gara, che è stata positiva. Non siamo stati premiati col Chelsea per lo sforzo prodotto, c’è rammarico e delusione di essere usciti fuori dalla competizione. C’è comunque anche la consapevolezza che a livello europeo siamo sulla strada giusta, quello che facciamo ci può portare ad avere soddisfazioni. Non siamo stati fortunati, abbiamo avuto e continuiamo ad avere defezioni. C’è da trarre delle indicazioni e dev’essere così, perché in futuro si potrà fare meglio. Lukaku? Lukaku ha giocato 19 minuti in due partite, ha avuto un infortunio brutto e sta accelerando. Noi dobbiamo avere pazienza e cercare di mettere qualche partitella settimanale per fargli avere ritmo di gara. Finora con soli mezzi allenamenti diventa difficile anche valutarlo, cercare di portarlo a un livello alto. Comunque riveste per noi un’importanza elevatissima, mi auguro che possa continuare a migliorare come ci auguriamo che possa esserci qualche rientro pure se le partite diminuiranno, altrimenti sarebbe impossibile» 

Napoli-Fiorentina, le formazioni ufficiali

NAPOLI (3-4-2-1): Meret; Di Lorenzo, Juan Jesus, Buongiorno; Gutierrez, McTominay, Lobotka, Spinazzola; Vergara, Elmas; Hojlund. Allenatore: Antonio Conte

FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodò, Comuzzo, Pongracic, Gosens; Fagioli; Solomon, Fabbian, Brescianini, Gudmundsson; Piccoli. Allenatore: Paolo Vanoli

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Data articolo: Sat, 31 Jan 2026 16:31:19 +0000
Dichiarazioni
Vanoli: «Kean è recuperato, oggi ci servirà equilibrio. Abbiamo scelto un centrocampo strutturato»

Paolo Vanoli, tecnico della Fiorentina, è intervenuto ai microfoni di Dazn e ha parlato della sfida tra Napoli e Fiorentina che andrà in scena a breve al Maradona. Focus del suo intervento anche il mercato e il prosieguo del campionato.

Vanoli: «Contento della presenza dei Commisso, abbiamo recuperato Kean»

«Sono contento che la famiglia Commisso sia vicina a noi oggi nonostante la scomparsa del papà, credo sia stato un gesto d’amore verso Firenze e verso la voglia di fare bene, ora è mia la responsabilità ed è ancora più grande. Dobbiamo raggiungere un traguardo importante in una stagione complicatissima. Kean? Abbiamo gestito bene il calciatore, è recuperato per questa partita ed è importante per noi, lo sappiamo tutti. Da ora in poi speriamo non abbia più problemi, per la salvezza è importante. Nonostante ciò Piccoli lo sostituisce in maniera buona, come abbiamo visto in Coppa Italia con un gol da attaccante vero. Centrocampo? Sì, oggi è più strutturato e dobbiamo avere equilibrio, questi centrocampisti hanno inserimento e può essere una chiave ma l’equilibrio giusto è il passo importante che dobbiamo fare. Lo abbiamo dimostrato: siamo indietro, specialmente contro le piccole non riusciamo a difenderci come dovremmo» 

Napoli-Fiorentina, le formazioni ufficiali

NAPOLI (3-4-2-1): Meret; Di Lorenzo, Juan Jesus, Buongiorno; Gutierrez, McTominay, Lobotka, Spinazzola; Vergara, Elmas; Hojlund. Allenatore: Antonio Conte

FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodò, Comuzzo, Pongracic, Gosens; Fagioli; Solomon, Fabbian, Brescianini, Gudmundsson; Piccoli. Allenatore: Paolo Vanoli

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Data articolo: Sat, 31 Jan 2026 16:20:15 +0000
Dichiarazioni
Buongiorno: «Quando entro in campo do il massimo, nella carriera di un giocatore ci sono alti e bassi»

Alessandro Buongiorno, difensore del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Dazn e ha parlato della sfida tra Napoli e Fiorentina che andrà in scena a breve al Maradona. Focus del suo intervento anche il mercato e il prosieguo del campionato.

Buongiorno: «Nella carriera di un giocatore ci sono alti e bassi, bisogna saperli affrontare»

«L’umore deve essere alto, dobbiamo affrontare questa partita con entusiasmo e l’abbiamo preparata bene. Abbiamo guardato dei video, avevamo da recuperare molte energie. Non abbiamo tempo di abbatterci, ci sono delle partite da giocare. Distacco dal primo posto? Ovviamente si può ancora tutto: partita dopo partita vedremo cosa riusciremo a fare. Il mio rendimento? Come ho sempre fatto, quando entro in campo cerco di dare il massimo. Credo sia normale che ci siano alti e bassi nella stagione e nella carriera di un calciatore, l’importante è come li affronti, continuando a migliorarti» 

Napoli-Fiorentina, le formazioni ufficiali

NAPOLI (3-4-2-1): Meret; Di Lorenzo, Juan Jesus, Buongiorno; Gutierrez, McTominay, Lobotka, Spinazzola; Vergara, Elmas; Hojlund. Allenatore: Antonio Conte

FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodò, Comuzzo, Pongracic, Gosens; Fagioli; Solomon, Fabbian, Brescianini, Gudmundsson; Piccoli. Allenatore: Paolo Vanoli

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Data articolo: Sat, 31 Jan 2026 16:16:25 +0000
napoli-fiorentina
Napoli-Fiorentina, le formazioni ufficiali: Conte sceglie Gutierrez, Vanoli con Solomon e Piccoli

Le formazioni ufficiali di Napoli-Fiorentina. Per Conte scelte praticamente obbligate, date le tantissime assenze: sono fuori Rrahmani, Politano, Mazzocchi, De Bruyne, Neres, Anguissa, Gilmour. Ceduti Lucca e Lang. Lato Fiorentina invece Vanoli tenterà di mantenersi a galla nella lotta per non retrocedere, lì dove il pericolo sembrava scampato qualche giornata fa con delle vittorie di fila promettenti. Fiorentina che ha anche perso in casa contro il Como in settimana in Coppa Italia, mentre il Napoli è reduce dall’impegno in Champions contro il Chelsea.

Napoli-Fiorentina, le formazioni ufficiali

NAPOLI (3-4-2-1): Meret; Di Lorenzo, Juan Jesus, Buongiorno; Gutierrez, McTominay, Lobotka, Spinazzola; Vergara, Elmas; Hojlund. Allenatore: Antonio Conte

FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodò, Comuzzo, Pongracic, Gosens; Fagioli; Solomon, Fabbian, Brescianini, Gudmundsson; Piccoli. Allenatore: Paolo Vanoli

 

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Data articolo: Sat, 31 Jan 2026 16:09:05 +0000
Ritratti
Alisson Santos, il brasiliano che surfa la vita: ambidestro, in campo è un destabilizzatore

Quell’espressione un po’ così, quei movimenti un po’ così. Diciamocela tutta, quella faccia da scugnizzo di Alisson Santos quando tira la fuori la lingua come fece Del Piero per la prima volta a San Siro contro l’Inter nel 2006 (copyright Michael Jordan). E dopo ogni gol il movimento è sempre lo stesso: “surfare la vita”: le ginocchia flesse, il baricentro basso e lo sguardo rivolto alla direzione in cui vuole andare, usando il busto le braccia per l’equilibrio. A Bola racconta così il brasiliano di 23 anni:

Perché festeggia surfando

“Si tratta di un gesto che gli piace perché rappresenta la sua mentalità forte e positiva: “prendere la buona onda, surfare nella vita… qualcosa che ha a che fare con avere equilibrio, stabilità, abilità, intuizione e anche tecnica, intelligenza, forza o potenza”. Sempre secondo il brasiliano, non si può “cogliere la grande onda” senza tutte queste qualità. Il surf, quindi, per lui significa fluire, avere una mentalità “flow” ma allo stesso tempo saper controllare tutto questo”.

Tunisia, Libia e Sporting Lisbona prima di tornare in Brasile

Da piccolo ha seguito il padre, Messias, in giro per il mondo. Una esperienza in Tunisia. Poi l’Al Ahly in Libia da Gheddafi. La madre racconta: «La vita in Libia era molto complicata, a causa delle numerose restrizioni imposte, soprattutto alle donne e alla religione. Non uscivo praticamente mai di casa con lui. Era molto diverso dalla Tunisia dove c’era molta più libertà». Si sarebbe potuto trasferire anche in Finlandia ma Alisson non ci è andato perché i suoi genitori si sono separati, e oggi il giocatore dello Sporting vive con la madre. Sono tornati in Brasile ma solo per un breve periodo poiché le difficoltà finanziarie li ha costretti a emigrare di nuovo. Destinazione? Stranamente, Lisbona”.

«Abbiamo vissuto per circa dieci anni nel quartiere di Alcântara a Lisbona, e ci piaceva molto – le parole della mamma – A quel tempo, Alisson non giocava ancora a calcio a livello professionistico. Ci piaceva molto, e di recente siamo tornati lì per rivivere quei tempi. Quando ero in Portogallo , non lavoravo come parrucchiera ma come domestica, e il mio datore di lavoro viveva a Telheiras molto vicino allo stadio dello Sporting. È una delle coincidenze della vita…», aggiunge”.

Il ritorno in Brasile e la scoperta del grande calcio

“Il ritorno in Brasile e i campi in terra battuta di Itabuna, a Caatiba, nella regione centro-meridionale di Bahia. Uno scout lo ha portato a un provino per il Vitória da Bahia nel 2017, a quindici anni. Dopo tre giorni di allenamento, è stato inserito nelle giovanili del club. Dopo aver militato nelle giovanili dell’EC Vitória, nello stato brasiliano di Bahia, l’ala ventiduenne è arrivata in prima squadra, vestendo anche le maglie del Clube Náutico Capibaribe e del Figueirense FC in prestito. Nel 2024/25 è stato ceduto in prestito all’UD Leiria in Portogallo, con cui ha segnato sei gol in 18 partite”.

“E surfando, surfando Allison, che ama Neymar, il suo grande idolo, e fa riferimento a Rafael Leão, ricorda le sue prime emozioni quando è arrivato per la prima volta alla Cristiano Ronaldo Academy anteprima dello Sporting Lisbona: «Come ho detto, nella mia testa si è rivissuto tutto quello che ho passato e il fatto di poter arrivare per la prima volta all’accademia e anche allo stadio per la prima volta. Ho avuto una grande sensazione sapendo che stavo realizzando qualcosa di molto grande nella mia carriera e ora sono consapevole della responsabilità che ho».

Il “naturale destabilizzatore” di Rui Borges

Il tecnico dello Sporting, Rui Borges, lo definisce “un destabilizzatore naturale”. In poco più di un anno è passato dalla Serie C brasiliana alla prestigiosa vetrina della Champions League, con un debutto da sogno segnando da leone sul petto, allo stadio di Alvalade, nella vittoria per 4-1 contro i kazaki del Kairat Almaty. Replicando poi i gol segnati anche al Marsiglia. In 63′ giocati contro l’Almaty (era entrato dalla panchina) ha ripagato i 2,1 milioni pagati al Vitoria da Bahia.

“Alisson ha affinato le sue abilità: il suo essere ambidestro gli conferisce una grande versatilità, consentendogli di essere utilizzato sia sulla fascia destra che su quella sinistra (dove ha dato i migliori risultati). La sua velocità, la capacità di dribbling corto, la precisione nei tiri dalla media/lunga distanza e la rapidità decisionale sono altre qualità del giocatore che sembra adattarsi perfettamente ai piani di Rui Borges per il modulo 4-4-2 adottato dallo Sporting, con Quenda e Catamo a sostituire Pedro Gonçalves.  A Leiria dall’inizio della stagione, dopo due prestiti al Náutico (2023) e un altro al Figueirense (2024), il giocatore mancino ha segnato una mezza dozzina di gol in 16 partite e sta inseguendo un sogno d’infanzia”.

E i tunisini lo vorrebbero naturalizzare

«Come ogni giocatore brasiliano, voglio indossare la maglia della nazionale e rappresentare il mio Paese», le sue parole nel 2021, quando ha iniziato a essere convocato nella prima squadra del Vitória da Bahia. La mamma racconta: «La federazione tunisina gli ha già parlato della possibilità di diventare cittadino naturalizzato e di giocare per la nazionale, ma lui non vuole. Sogna di giocare per la nazionale brasiliana, la nostra Seleção, e chissà, forse un giorno ci riuscirà».

“Molto attivo su  TikTok, famosi i video di danza fino alla condivisione di foto per mostrare il suo outfit del giorno, o anche per intrattenere i suoi follower con le sue abilità da DJ utilizzando una console di mixaggio personalizzata. In uno dei tanti momenti di svago condivisi, Alisson appare con la sua console di mixaggio indossando la maglia dell’Al Nassr , la squadra in cui gioca il giocatore portoghese Cristiano Ronaldo”

 

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Data articolo: Sat, 31 Jan 2026 15:13:37 +0000
Rybakina
Rybakina ha vinto perché il suo tennis è come il suo volto: imperturbabile (El Paìs)

Elena Rybakina ha oggi conquistato gli Australian Open 2026 con una prestazione da protagonista, sconfiggendo la numero 1 del mondo Aryna Sabalenka (6-4, 4-6, 6-4) nella finale di Melbourne Park dopo oltre 2 ore e 18 minuti di battaglia, portandosi a casa il suo secondo titolo del Grande Slam e il primo agli Australian Open. Come scrive El Paìs, quella di Rybakina è stata una vittoria costruita con una combinazione di potenza e precisione, capace di ribaltare il risultato finale proprio negli ultimi momenti della partita, quando ha vinto sei degli ultimi sette game per imporre il suo tennis contro l’avversaria.

Rybakina, la sua calma ha scombussolato il caos di Sabalenka (El Paìs)

“Ancora una volta, il viso lungo e l’espressione frustrata di Sabalenka sono un tema ricorrente per una giocatrice a cui quasi ogni percorso logico conduce: colpisce la palla con più forza e, probabilmente, più in sintonia con i tempi di chiunque altro. Tuttavia, in quest’epoca di velocità, comunicazione unidirezionale e presa salda, è poco saggio sottovalutare la cosa più importante di tutte: sapere quando rallentare. Il grande mistero della mente. […]

Il desiderio, così forte, alla fine si infrange. Si sgretola nel terzo set, prima in vantaggio per 3-0 e poi sotto per 0-5. Non c’è ritorno. È impossibile, per ora, contenere quella sua natura travolgente […] Rybakina eccelle nel muoversi in punta di piedi sul campo come poche altre. Il suo tennis è il suo volto: assolutamente asettico, imperturbabile. Non ha mostrato una sola emozione durante l’intero torneo, nemmeno in questa finale, che è essenzialmente una continuazione dell’anno precedente. Ha concluso il 2025 da campionessa e inizia il nuovo anno con lo stesso ritmo, quella falcata costante e la stessa sicurezza; si aggiusta la treccia, sistema la visiera ed esegue. Tutto qui. […]

I punteggi sono stati incredibilmente equilibrati, con solo un paio di palle perse durante l’intera partita, una a testa. […] Nello specifico, la sua vittoria contro Sabalenka porta la sua percentuale di vittorie contro le numero uno al mondo – sempre tenendo conto del contesto – al 60%, prima della lista e davanti a Serena Williams (58,6%), Steffi Graf (57,9%) e Lindsay Davenport (44,1%). […] Sabalenka, recidiva, se ne va con un’espressione acida. Ha detto di aver imparato la lezione, che tutto quel nervosismo che le era costato il titolo contro Keys un anno fa e poi la vittoria al Roland Garros contro Coco Gauff era sotto controllo. Finita. Non sembra proprio così”.

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Data articolo: Sat, 31 Jan 2026 14:26:47 +0000
Champions e calcio estero
Allo United finisce l’era degli scienzati. Con Carrick si torna alle tradizioni della casa (e per ora si vince anche)

Il Manchester United torna all’antico. Torna all’epoca di Sir Alex Ferguson. Non tanto per la volontà di conquistare i successi, che non manca mai, quanto per i pochi concetti, semplici, insegnati alla squadra. Sono questi che ne hanno fatto un club ai vertici mondiali che su sta perdendo negli ultimi anni. Con o senza Carrick, lo United la prossima estate sarà al suo settimo allenatore in poco più di 12 anni. Il terzo nelle ultime quattro stagioni. Lo “United Way” non è tanto un insieme di regole codificate quanto un calcio del tipo “lo riconosco quando lo vedo”. Carrick e il suo staff tecnico hanno riportato in auge alcune delle vecchie qualità intangibili che molti associano allo United. È decisamente troppo presto per considerarle “tornate”, anche se nelle ultime due partite hanno battuto Manchester City e Arsenal (non proprio bruscolini). I 13 titoli di Premier League con Ferguson alla guida, le due vittorie di Champions League, una Coppa delle Coppe, cinque FA Cup e quattro Coppe di Lega in 26 anni allo United sono il frutto di una continua reinvenzione. Un  cambiamento, piuttosto che un perfezionamento e una ripetizione di una singola visione strategica. Lo racconta The Athletic”

Tornano i principi dell’era Ferguson

“Gioca un calcio veloce e offensivo”
“Fornire un percorso chiaro dall’academy alla prima squadra”
“Gioventù. Coraggio. Successo. Un motto del club ripetuto così spesso, che è stato scritto sulla nuca della maglia casalinga 2021-22.”

“Lo United ha avuto difficoltà a sfruttare le vittorie nelle coppe come carburante per il successo in campionato. La vittoria più recente è arrivata nel 2024, in FA Cup, dopo aver battuto il Manchester City a Wembley , con gol dei giovani talenti Alejandro Garnacho e Kobbie Mainoo: due giovani che avevano militato nella squadra vincitrice della FA Youth Cup solo due anni prima. Il loro approccio quel giorno ha rispecchiato i tre principi fondamentali, segnando due gol con attacchi rapidi (a nove minuti di distanza) con solo il 27% di possesso palla. Cinque diversi giocatori del vivaio dello United erano in campo: Marcus Rashford, Scott McTominay, Jonny Evans (come sostituto), più i marcatori.”

Scrive ancora Athletic

“Ten Hag (e per certi versi Amorim, che si è dimostrato troppo legato al suo modo di giocare un 3-4-2-1 che ha costretto i giocatori a giocare in ruoli innaturali) ha cambiato questa visione: voleva che diventassero “la migliore squadra di transizione al mondo”, e avevano il personale necessario in attacco (in particolare Rashford e Bruno Fernandes). Hanno faticato, però, quando è stato chiesto loro di passare alla fase difensiva. Le squadre dello United dell’ultimo decennio sono state brave a sfruttare gli errori involontari degli avversari. Sono state meno brave a sfondare le difese avversarie e a costringerle a commettere errori, come hanno fatto il Manchester City di Pep Guardiola e il Liverpool di Jurgen Klopp.”

“Amorim era riluttante a promuovere giocatori dell’accademia nella sua prima squadra, e The Athletic ha riferito che un membro senior dello staff dello United non ricordava che Amorim avesse mai assistito a una partita dell’academy durante il suo mandato. Tra il 2000 e il 2005 lo United era il più grande club inglese per numero di giocatori formati e il quarto in Europa dopo Barcellona, Real Madrid e Lione: 100 giocatori erano cresciuti nell’accademia dello United nell’arco di due decenni. Da oltre 88 anni, lo United ha almeno un giovane calciatore in ogni squadra convocata per le partite . È un record che si sforzano di mantenere, anche nei momenti più difficili della stagione. Il celebre settore giovanile, un tempo fonte di invidia durante gli anni di Ferguson, ha attraversato un periodo di difficoltà negli anni 2010. Chelsea, Arsenal e Manchester City hanno superato il livello di Carrington.”

“L’Inghilterra ha un campionato da 20 squadre in cui le squadre della metà inferiore sono molto migliori che in qualsiasi altro campionato (cosa che ha sorpreso Amorim), oltre a due coppe nazionali e nessuna pausa invernale (le partite si intensificano durante Natale e Capodanno).”

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Data articolo: Sat, 31 Jan 2026 13:55:57 +0000

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Il Gusto del Momento powered by @Caffè_Toraldo | Ep. 03

Data video: 2026-01-23T14:44:18+00:00

Napoli - Sassuolo 1-0 | Serie A - 21ª giornata

Data video: 2026-01-17T23:00:00+00:00

Highlights | Napoli - Parma 0-0 | Serie A - 16ª giornata

Data video: 2026-01-15T11:39:45+00:00

BEHIND THE GAME | #InterNapoli: il cuore oltre l'ostacolo

Data video: 2026-01-13T15:54:16+00:00

Highlights | Inter - Napoli 2-2 | Serie A - 20ª giornata

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Highlights | Napoli - Verona 2-2 | Serie A - 19ª giornata

Data video: 2026-01-12T12:23:11+00:00

BEHIND THE GAME | #LazioNapoli: una vittoria per iniziare bene il 2026

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Highlights | Lazio - Napoli 0-2 | Serie A - 18ª giornata

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Il Gusto del Momento powered by @Caffè_Toraldo | Ep. 02 w/ Vergara

Data video: 2026-01-02T15:01:08+00:00

BEHIND THE GAME | #CremoneseNapoli: una vittoria per chiudere al meglio il 2025

Data video: 2025-12-31T10:28:42+00:00

Highlights | Cremonese - Napoli 0-2 | Serie A - 17ª giornata

Data video: 2025-12-31T08:23:20+00:00

Una notte. Una finale. Napoli.

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Highlights | Napoli - Bologna 2-0 | Il Napoli vince la EA Sports FC Supercup

Data video: 2025-12-30T10:45:37+00:00


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